EMM – Enterprise Mobility Management – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:50:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png EMM – Enterprise Mobility Management – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Nuova versione di Kaspersky Security for Mobile: incrementare la Mobile Threat Defense sui dispositivi mobili aziendali https://www.datamanager.it/2018/07/nuova-versione-di-kaspersky-security-for-mobile-incrementare-la-mobile-threat-defense-sui-dispositivi-mobili-aziendali/ Thu, 19 Jul 2018 16:30:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151692 Kaspersky Lab ha aggiornato Kaspersky Security for Mobile – la sua soluzione di Mobile Threat Defense che fornisce controllo, visibilità e sicurezza dei dati aziendali su dispositivi Android e iOS Le soluzioni MDM (Mobile Device Management) e EMM (Enterprise Mobility Management) offrono alle aziende la possibilità di controllare l’accesso ai documenti aziendali e di gestire […]

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Kaspersky Lab ha aggiornato Kaspersky Security for Mobile – la sua soluzione di Mobile Threat Defense che fornisce controllo, visibilità e sicurezza dei dati aziendali su dispositivi Android e iOS

Le soluzioni MDM (Mobile Device Management) e EMM (Enterprise Mobility Management) offrono alle aziende la possibilità di controllare l’accesso ai documenti aziendali e di gestire le configurazioni dei dispositivi in modo da garantire ai dipendenti un’esperienza efficiente. Queste soluzioni proteggono i dati aziendali nel caso in cui un dispositivo venga perso o rubato. Tuttavia, in genere, non possono difendere da minacce avanzate, come le app di cyberspionaggio che sono in grado di raccogliere e inviare informazioni aziendali dal dispositivo ai criminali – come ad esempio Skygofree, attivo dal 2014. Usando questo trojan, gli aggressori possono gestire il dispositivo da remoto senza che il proprietario se ne accorga, ascoltando le conversazioni o i rumori circostanti quando un dispositivo infetto entra in un luogo specifico.

Queste minacce sono in aumento: nel secondo trimestre di quest’anno, infatti, c’è stato un incremento del 33% rispetto al primo trimestre del 2018 per quanto riguarda gli utenti che si connettono da dispositivi mobile e che vengono attaccati. Per questo le organizzazioni hanno bisogno di un ulteriore livello di protezione per i loro dispositivi mobile che sia in grado di riscontrare anomalie nel comportamento di dispositivi e app, rilevare vulnerabilità e prevenire infezioni da malware noti e sconosciuti.

Per portare la gestione della cybersecurity su mobile ad un nuovo livello, Kaspersky Lab ha rinnovato Kaspersky Security for Mobile, la soluzione di Mobile Threat Defense che combina la protezione contro malware e la gestione della sicurezza di tutti i dispositivi mobili connessi, con la possibilità di integrarsi con le piattaforme EMM di terze parti.

Protezione Advanced Anti-Malware e facilità di gestione

Le funzionalità di Kaspersky Security for Mobile includono funzioni essenziali di MTD relative alla prevenzione, rilevamento e remediation delle minacce. Advanced Anti-Malware rileva l’attività dei dispositivi mobili e previene le minacce sofisticate già note e nuove, utilizzando tecniche ML-assisted e intelligence delle minacce basata su cloud.

La sicurezza a livello di rete viene fornita con il controllo delle app e del traffico web, e anche con strumenti anti-phishing e anti-spam che aiutano gli amministratori della cybersecurity a garantire che solo i dati legittimi raggiungano gli smartphone o i tablet dei dipendenti. La soluzione può anche rilevare l’escalation dei privilegi nel caso in cui uno smartphone venga jailbroken o rooted.

Kaspersky Security for Mobile consente ai team di sicurezza IT di configurare e controllare la gestione della sicurezza su dispositivi Android e iOS. Si integra con le piattaforme Microsoft Exchange ActiveSync®, iOS MDM e Samsung KNOX, in modo che possano creare policy aggiuntive e limitare, ad esempio, l’accesso dei dispositivi alle reti Wi-Fi pubbliche o l’uso della videocamera in un’azienda. Kaspersky Security for Android è anche compatibile con le soluzioni EMM di vari fornitori, tra cui VMware AirWatch e MobileIron. Con questa integrazione, i team IT possono configurare la sicurezza su dispositivi gestiti da un’unica piattaforma EMM. Di conseguenza, le organizzazioni possono gestire il lavoro da mobile e le applicazioni con elevati livelli di cybersicurezza.

Il set completo di funzionalità di Kaspersky Security for Mobile è integrato nella soluzione endpoint dell’azienda: Kaspersky Endpoint Security for Business. All’interno di questa soluzione, gli amministratori possono monitorare attività sospette su rete e endpoint, inclusi smartphone e tablet, nonché PC e server su piattaforme Windows, Linux e Mac.

Dmitry Aleshin, VP, Product Marketing di Kaspersky Lab, ha commentato: “La mobilità dei dipendenti contribuisce ad aumentare l’efficienza aziendale; per questa ragione, società di tutte le dimensioni si muovono in questa direzione. La crescita del traffico dannoso, applicazioni mobili illegittime e vulnerabilità nel software, insieme al fattore umano, però, rendono la gestione e la protezione mobile una vera sfida. Ogni azienda ha la propria strategia mobile, per questo motivo ha bisogno di una soluzione di protezione personalizzata, permettendo una configurazione flessibile delle policy e una gestione delle configurazioni di sicurezza su ogni dispositivo e sull’intero ecosistema mobile”.

La soluzione è disponibile a livello globale: ulteriori informazioni su Kaspersky Security for Mobile sono sul sito di Kaspersky Lab.

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Samsung Knox, oltre la sicurezza c’è di più https://www.datamanager.it/2018/05/samsung-knox-oltre-la-sicurezza-ce-di-piu/ Wed, 16 May 2018 13:51:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147764 Diamo uno sguardo più approfondito al portfolio di soluzioni con cui le aziende possono mettere al sicuro i propri dati, ottimizzando le prestazioni e accogliendo il GDPR per una mobilità in sicurezza di livello enterprise ma senza barriere Rendere la fruizione mobile semplice innalzando il livello di sicurezza. È un po’ questo il mantra di […]

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Diamo uno sguardo più approfondito al portfolio di soluzioni con cui le aziende possono mettere al sicuro i propri dati, ottimizzando le prestazioni e accogliendo il GDPR per una mobilità in sicurezza di livello enterprise ma senza barriere

Rendere la fruizione mobile semplice innalzando il livello di sicurezza. È un po’ questo il mantra di Samsung Knox, la piattaforma su cui Samsung sta puntando ormai da tempo per offrire soluzioni innovative alle aziende. L’importanza di Knox è diventata sempre più centrale, tanto da aver coinvolto in maniera positiva anche il target consumer in particolare, molto apprezzato dai liberi professionisti. Ma è nel B2B che il sistema trova la sua declinazione ideale, permettendo ai clienti di affidarsi a una serie di funzionalità in grado non solo di proteggere le informazioni ma anche di facilitare alcune attività che fino a ieri erano legate a interventi manuali e dunque limitati. Per capire dove sta andando Samsung Knox e come si integra all’interno del più vasto ecosistema Samsung, Data Manager ha fatto due chiacchiere con Antonio La Rosa, head of B2B IM di Samsung Italia. «Nel nuovo corso strategico della divisione business di Samsung, Knox rappresenta un elemento distintivo e di successo. Ci consente di migliorare non solo la tecnologia vissuta nei confronti dei competitor classici, lato smartphone, tablet e appliance in generale, ma anche di quelli che fino a ieri erano gli unici a proporre software di sicurezza, spesso chiusi nei loro ambienti di utilizzo. La base da cui siamo partiti, per spingere Knox, è incentrata su concetti quali integrazione e convergenza».

MIGLIORE GESTIONE, MINOR COSTO

Il riferimento è fondamentale per capire il percorso che la compagnia ha seguito con l’obiettivo di far comprendere, davvero, le potenzialità di Samsung Knox. «Abbiamo stretto partnership importanti, per esempio con BlackBerry, AirWatch, SAP, aprendo le nostre API e supportando un passaggio di informazioni privo di problemi e blocchi di sorta. In questo modo, Samsung Knox si integra perfettamente nell’infrastruttura aziendale, aumentando la security e le operazioni di management in remoto. Ciò ha permesso di far evolvere divisioni, come quelle relative al customer service, velocizzando gli interventi e fornendo all’utente un’esperienza migliore. Basta un codice IMEI per consentire all’IT di fare un reset del terminale o ripristinare il profilo aziendale. Così come impostare decine, centinaia, di smartphone, per renderli pronti nell’immediato, come asset per i dipendenti».


Personalizzazione, sicurezza e gestione. #Knox a prova di GDPR – @SamsungBizIT
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INTEGRAZIONE E CONVERGENZA

Integrazione dicevamo, ma anche convergenza. L’affermazione di Samsung Knox porta conseguenze determinanti per il gruppo, ovvero l’adozione su più larga scala di prodotti con il marchio coreano. «Chi entra nell’universo Knox comprende sin da subito i vantaggi di una gestione veloce e completa del parco macchine» – prosegue Antonio La Rosa. «Smartphone, tablet, computer, quando possono parlarsi in maniera nativa portano benefici concreti alla produttività in mobilità».

IL GDPR NON FA PAURA

Stando a un resoconto di Samsung, qualche cliente, per colpa del GDPR, ha deciso di chiudere le porte di ingresso ai dati aziendali via smartphone. Il motivo? Invece di affrontare il problema (che problema non è), meglio eliminarlo sin dal principio. «Con Knox vogliamo invertire questa rotta» – afferma Antonio La Rosa. «Contrapponendo al pensiero di una norma che viene vissuta come un digital blocker l’opportunità di sfruttare il momento per crescere e migliorare metodi e processi, con dinamiche che impattano su tutti i reparti». Infatti, Knox accoglie pienamente le richieste della normativa europea, assicurando e distinguendo spazi virtuali privati e professionali per un monitoraggio avanzato e integrale.

IL MONDO KNOX

A livello tecnico, Samsung Knox verifica costantemente il dispositivo mediante una serie di controlli che iniziano a livello di piattaforma fino a coinvolgere il sistema operativo, rilevando eventuali manomissioni al fine di garantire la costante sicurezza dei dati. Il portfolio si distingue in cinque soluzioni differenti: Configure, Mobile Enrollment, Manage, Platform for Enterprise, E-Fota. Ognuna di queste risponde a requisiti particolari, rispettivamente: configurazione, registrazione, gestione, sicurezza, manutenzione. Come ci spiega Antonio La Rosa: «I primi due appartengono al cappello della “distribuzione e personalizzazione” mentre i restanti tre a “sicurezza e gestione”. Naturalmente integrato nei dispositivi Samsung con OS Android, Samsung Knox offre tanti vantaggi rispetto al sistema operativo tradizionale. Tra questi la presenza di meccanismi di garanzia sovrapposti, di una protezione ancorata all’hardware del dispositivo, una forte difesa contro i malware, il riconoscimento delle intrusioni e delle operazioni di rooting. Insomma, un nucleo di difesa che include centinaia di funzioni pensate per la mobilità aziendale».

STRATEGIA VINCENTE

La volontà, il fine ultimo a cui Samsung Knox punta, è servire soggetti di business differenti, dalle piccole alle medie e grandi realtà. Lo fa proprio con una serie di opportunità non incrementali, cioè da introdurre in qualsiasi momento, per arricchire l’offerta. «Si va dalla soluzione con cui configurare in breve i device al servizio per controllare da remoto la versione dei sistemi in uso per ogni esigenza di business. Parliamo allora di Mobile Enrollment per aiutare le aziende a distribuire e avviare facilmente i dispositivi Samsung, semplificando il setup iniziale e automatizzando la registrazione MDM oppure di E-Fota, utile per distribuire aggiornamenti firmware completi o selettivi, addirittura rimandarli se si riscontrano problematiche con le app professionali installate. Samsung Knox oggi è un percorso da seguire con la consapevolezza che protezione, management e flessibilità non sono concetti contrapposti ma compatibili, anzi parte di uno stesso paradigma. Una strategia necessaria quando le maglie del BYOD si allargano e consolidano».


#Mobilità in sicurezza di livello enterprise ma senza barriere – #Knox @SamsungBizIT
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INCENTIVO ALLO SMART WORKING

Secondo lo studio “Working anytime, anywhere: The effects on the world of work” condotto da Eurofound e dall’Organizzazione Mondiale del Lavoro, l’Italia è ultima in Europa per attività di smart working. Siamo al 7%, con una media continentale del 20% e la prima della classe, la Danimarca, al 37%. Un contesto come Samsung Knox, inserito nella più ampia offerta Samsung, ha il potenziale per spingere le modalità di lavoro intelligente nel nostro paese, sempre più basate sul mobile. Non è un caso se a Samsung Knox viene spesso accostato DeX, l’accessorio presentato nel 2017 con il Galaxy S8 che trasforma lo smartphone in un ufficio. La seconda generazione, oltre ad affinare l’aspetto estetico, per ottimizzare l’utilizzo, contribuisce a realizzare con la piattaforma enterprise un ambiente customizzato ed estremamente sicuro, valorizzando le capacità di memorizzazione e produzione rese oggi da uno smartphone.

SICUREZZA DI LIVELLO SUPERIORE

«La filosofia Samsung è questa, mettere assieme le innovazioni hardware e software per migliorare la vita delle persone, che si tratti di utenti finali, aziende o professionisti. Vogliamo dedicare un’importante fetta del nostro lavoro a supportare la trasformazione digitale ed è per questo che, nel corso dell’anno, lanceremo le Enterprise Edition dei nostri device top di gamma. Uguali nel design alla controparte consumer, la differenza sarà nella presenza di un set di soluzioni della famiglia Knox, così da distinguere i canali e le destinazioni d’uso. Al fianco di ciò, continuiamo a puntare su alcuni strumenti, come i wearable e il VR, che hanno già dimostrato di poter innovare in campi fondamentali per lo sviluppo della società, come l’educazione e il training, spostando più in là i limiti del possibile tramite la fruizione digitale».

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Trasformazione digitale e HR, come nasce il lavoro del futuro? https://www.datamanager.it/2018/04/trasformazione-digitale-e-hr-come-nasce-il-lavoro-del-futuro/ Thu, 19 Apr 2018 13:11:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146206 La trasformazione del lavoro procede di pari passo con la crescente digitalizzazione dei processi in azienda. Accompagnare e gestire i cambiamenti, ridefinendo le modalità organizzative e valorizzando il potenziale delle persone in azienda: questa la sfida imposta alla funzione HR dal nuovo scenario Non c’è dubbio che fenomeni quali collaboration, digital workplace, mobility, smart working […]

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La trasformazione del lavoro procede di pari passo con la crescente digitalizzazione dei processi in azienda. Accompagnare e gestire i cambiamenti, ridefinendo le modalità organizzative e valorizzando il potenziale delle persone in azienda: questa la sfida imposta alla funzione HR dal nuovo scenario

Non c’è dubbio che fenomeni quali collaboration, digital workplace, mobility, smart working o altro, stiano cambiando i connotati al classico panorama organizzativo delle aziende, con importanti risvolti anche per la funzione HR. È un fatto che la trasformazione del lavoro stia procedendo di pari passo con la crescente digitalizzazione dei processi in azienda, chiamando la funzione HR a coniugare un necessario cambiamento organizzativo con una gestione sempre più sofisticata del capitale umano, anche in ragione della crescente complessità dello scenario economico e tecnologico. Va però detto che quelli che sono i vendor più attenti e innovativi nell’ambito delle soluzioni HR hanno provveduto a realizzare nuovi strumenti a supporto di chi si occupa di risorse umane, proprio con l’intento di favorire e affrontare i cambiamenti.


#HR Il segmento delle tecnologie di #TalentAcquisition più dinamico e in forte crescita rispetto a quello dello #HCM – Daniela Rao @IDCItaly
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TALENT ACQUISITION SUGLI SCUDI

Cambiamenti che in molti casi sono di vasta portata, come spiega a Data Manager Daniela Rao, senior research & consulting director di IDC Italia, nell’inquadrare i fenomeni in atto, che oggi vedono la digital transformation «mostrare impatti evidenti sulle strategie e sui processi delle aziende, soprattutto nell’area dell’acquisizione e della gestione dei talenti». Proprio il segmento delle tecnologie di talent acquisition risulta infatti per IDC quello più dinamico, in contrapposizione a quello dello human capital management (HCM) visto nel suo insieme, che si dimostra più maturo. In sostanza, avverte IDC, «best practice in continua evoluzione stanno facendo rapidamente evolvere la funzione talent acquisition dall’essere un classico centro di costo delle HR verso un driver di business di forte impatto. Inoltre, dato che si tratta di cambiamenti molto rapidi, la domanda per le tecnologie e i servizi che possano supportare al meglio la nuova funzione di talent acquisition è in forte crescita, così come i budget destinati a queste soluzioni». Secondo la stima di IDC a livello globale, questo specifico mercato è destinato a una «crescita continua al tasso del 5,1 per cento fino al 2021, spinto in particolare dalla domanda di nuove tecnologie e di strategie di sourcing globali, oltre che di analytics specifici sempre più raffinati».


#HR Dal paradigma dello #smartworking verso nuove soluzioni di #UnifiedWorkspaceManagement – Diego Pandolfi @IDCItaly
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NUOVI PARADIGMI

Allargando il discorso a fenomeni legati alla trasformazione del lavoro come smart working, mobility o collaboration, le dinamiche che si vanno delineando sono più articolate. Infatti, «se fino al 2016, le imprese italiane identificavano il paradigma dello smart working come un insieme di soluzioni di comunicazione e di dispositivi per lavorare in movimento e fuori dalle sedi fisiche aziendali, ora il panorama si è ampliato» – sottolinea Diego Pandolfi, research & consulting manager di IDC Italia, spiegando che questo «lascia intravedere nuove prospettive in cui il lavoro in mobilità o da remoto entra nella prassi quotidiana, mentre le soluzioni tecnologiche di enterprise mobility si estendono, includendo funzioni per la gestione di nuovi processi aziendali e la digitalizzazione degli ambienti fisici di lavoro». Come è da tempo evidente a tutti, «portare con sé ovunque le proprie informazioni di lavoro è essenziale: smartphone e tablet con Internet e posta elettronica integrata sono stati il primo passo, mentre ora la nuova frontiera è quella della digitalizzazione del posto di lavoro, dove le piattaforme di comunicazione aziendale si evolvono diventando parte delle tecnologie per gestire gli ambienti di lavoro fisici e operativi, cambiando regole di comunicazione e di interazione in tutta la business community aziendale» – prosegue Pandolfi.

CRESCE L’UNIFIED WORKSPACE MANAGEMENT

Ecco perché, sempre secondo IDC, «nei prossimi tre anni la domanda di soluzioni di enterprise mobility affronterà una nuova fase evolutiva in cui le piattaforme di comunicazione integrano funzioni di mobilità, collaborazione, social e processi, diventando soluzioni di unified workspace management (UWM)». In questo scenario, viene meno la necessità di avere la postazione “fisica” di lavoro, sostituita dal concetto di “workspace”, ovvero dalla disponibilità di uno spazio di lavoro online o di una piattaforma che permetta a ciascun lavoratore di accedere in maniera univoca alle proprie informazioni di lavoro, come posta, messaggi, dati, contenuti e così via, indipendentemente dal luogo o dal device utilizzati per l’accesso.


#HR Con la digitalizzazione non si gestiscono più dati, ma flussi di informazioni, integrando processi amministrativi e gestionali – Domenico Uggeri @ZucchettiSpa
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FOCUS SULLA SICUREZZA

Anche perché, prosegue Daniela Rao, «in ambienti popolati da dispositivi e applicazioni sempre più numerosi ed eterogenei le soluzioni di UWM, che mettono in relazione il lavoratore con il suo spazio di lavoro e i suoi device aziendali, centralizzando la gestione dei dispositivi, delle applicazioni e degli accessi, sono destinate ad ampliare le funzioni delle attuali soluzioni di enterprise mobile management e di mobile device management, includendo anche strumenti per la gestione di altri endpoint, come i pc o gli oggetti connessi, per la distribuzione delle applicazioni e delle policy di sicurezza». A questo proposito, «in un contesto in cui la rivoluzione digitale continuerà a cambiare il panorama IT, a partire dall’edge delle reti aziendali e dai mobile worker che avranno a disposizione nuovi dispositivi, applicazioni, oggetti connessi e wearable, la centralizzazione della gestione dello spazio di lavoro virtuale sembra poter diventare l’unica chiave per mantenere il controllo sugli asset e sugli addetti aziendali, spostando il focus su “chi sei/cosa fai” rispetto al classico “quando entri/quando esci/dove sei” che sta un po’ mostrando le corde» – fa notare Pandolfi.

NUMERI INTERESSANTI

Lo scenario tracciato da IDC prevede numeri interessanti, con un mercato italiano delle soluzioni di human capital management e di payroll che crescerà dagli attuali 202 milioni di euro a 254 milioni di euro nel 2020, con un tasso di crescita annuo composto pari all’otto per cento. Un exploit dovuto ai fattori visti fin qui, che si completa anche con «l’integrazione di strumenti di analytics e di artificial intelligence nelle soluzioni che governano reti e asset aziendali, sia fisici sia virtuali, che permetterà di avere informazioni sul funzionamento dei processi aziendali, consentendo azioni migliorative. In quest’ambito si vedranno strumenti di intelligence preventiva per rendere più efficienti i processi, mettere in sicurezza dati e dispositivi, distribuire le applicazioni, e per registrare dati sull’attività dei mobile worker, mantenendo il rispetto della privacy dei lavoratori» – conclude Daniela Rao.


#HR Le risorse umane al centro del cambiamento, non il team IT. Conoscere bene i propri dipendenti per produrre di più e meglio – Nicola Uva @ADP – @ADP_IT
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LA PAROLA AI VENDOR

È Domenico Uggeri, vicepresidente di Zucchetti, ad aprire la carrellata sul punto di vista dei vendor, mai così dinamici nel proporre soluzioni innovative come in questo momento. Anche perché «con la digitalizzazione non si gestiscono più dati, ma flussi di informazioni, con la necessità di integrare processi amministrativi e organizzativi affinché le risorse umane possano esprimere tutto il proprio potenziale» – fa notare Uggeri, spiegando che «per questo motivo Zucchetti ha sposato la logica della soluzione-piattaforma, nella quale la suite HR Infinity Global Solution unisce applicazioni amministrative come paghe e presenze a quelle gestionali come il workforce management, la gestione delle trasferte e note spese, il talent management, nonché gli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro». Non solo: «Le soluzioni Zucchetti in tecnologia web sono proprio improntate al lavoro collaborativo. Per esempio, mediante una app il dipendente, direttamente dallo smartphone, può accedere al portale aziendale e segnalare le disponibilità per i turni di lavoro, richiedere ferie o permessi e consultare il proprio cedolino paga. A livello di sviluppo, abbiamo investito molto per rendere l’interfaccia delle nostre applicazioni estremamente user-friendly, per navigare nelle informazioni in modo facile e veloce da qualsiasi dispositivo». Il riscontro del mercato non si sta facendo attendere: «Nelle medie e grandi aziende, il grado di adozione è buono, spesso proprio gli HR manager sono stati i pionieri dell’innovazione digitale perché hanno compreso prima di altre funzioni i vantaggi che essa comporta in termini di produttività. Però, nelle piccole imprese c’è ancora la necessità di fare cultura su questi temi, ma anch’esse dovranno inevitabilmente affrontare il percorso di trasformazione digitale. Per agevolarle, Zucchetti ha realizzato un’altra piattaforma di soluzioni HR, studiata su misura per le loro specifiche esigenze».


#HR #Robotica #AI Senza una corretta considerazione del capitale umano, non ci potrà essere una vera trasformazione digitale – Linda Gilli @Inaz_SRL
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LE RISPOSTE AL CAMBIAMENTO

Nicola Uva, senior director EMEA marketing program di ADP, pone l’accento sul ruolo insostituibile della funzione HR: «Il primo riflesso alla trasformazione digitale è la risposta che i dipendenti stessi ne danno, quasi sempre negativa: temono di perdere il lavoro – a causa per esempio – dell’automazione, e finiscono quindi per resistere al cambiamento. Chi si occupa di HR deve quindi, come prima cosa, capire come gestire questa negatività per convertirla in positività. L’HR è l’artefice del cambiamento, non il team IT». In questo quadro, fenomeni come «lo smart working o la mobility sono solo alcuni aspetti di un ampio discorso di trasformazione del modo di lavorare. La vera capacità delle aziende sta nell’individuare le esigenze del singolo dipendente ed essere in grado di proporgli una soluzione personalizzata. Se si conoscono bene i propri dipendenti, si è in grado di metterli nella condizione di produrre di più e meglio». Non stupisce quindi il livello di adozione delle nuove soluzioni HR nelle aziende italiane, che in quelle «medio-grandi risulta essere intorno al 50 per cento, mentre nelle multinazionali è verso il 100 per cento. Le aziende tendono a scegliere diversi provider, ma la soluzione migliore è avere un unico fornitore per agevolare i processi. Tramite un sondaggio nell’ambito dell’human capital management, abbiamo chiesto a duemila HR manager europei di spiegarci i loro desideri. È emerso che il 50 per cento degli HR manager desidera strumenti ad alta tecnologia che siano di aiuto nella “formazione e sviluppo” del dipendente, il 48 per cento nel recruiting e il 43 per cento nella gestione del talento».

 

SVILUPPARE LE COMPETENZE

Anche Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, nota che «la digital transformation sta cambiando tutta la nostra quotidianità: i trend globali, come le città intelligenti, l’Industria 4.0, l’agricoltura smart, la sanità digitale e altro, ci indicano una nuova prospettiva che appare immediatamente innovativa e tecnologica, a portata di mano. Robotica e intelligenze artificiali proiettano il lavoro in un futuro avveniristico», sottolineando però che «tutto questo, seppur affascinante, stenterà a realizzarsi se non si svilupperanno, di pari passo, le necessarie competenze digitali. Senza una corretta considerazione del capitale umano, non ci potrà essere una vera trasformazione digitale». Il punto di partenza, per Linda Gilli, «rimane quindi la questione culturale: occorre che le imprese lavorino con scuole e università, con progetti congiunti, con l’individuazione di nuovi talenti, sostenendo formazione e startup, vere incubatrici dell’open innovation».

RICONFIGURARE I SAPERI

In questo scenario, «la gestione delle risorse umane in azienda assume quindi un ruolo fondamentale: al loro interno, le imprese devono saper e poter riconfigurare i saperi tecnici e le attitudini personali della forza lavoro, trasformando i processi produttivi e organizzativi in modo da tenere conto di nuovi modelli, come le organizzazioni collaborative, il lavoro per obiettivi, i sistemi di welfare aziendale» – prosegue Linda Gilli, che non manca di sottolineare come la nuova piattaforma HExperience di Inaz comprenda «innovative soluzioni HR web-based improntate alla massima flessibilità e semplicità d’uso, utilizzabili sia da remoto sia da dispositivi mobili». Con questo duplice obiettivo, sono state sviluppate app dedicate e strumenti di social collaboration «proprio per rendere l’organizzazione del lavoro sempre fluida ed efficiente, in particolar modo quando le persone coinvolte – siano essi dipendenti, responsabili, dirigenti – operano fuori sede».


#HR Il lavoro agile, se supportato dalle giuste tecnologie, può diventare una concreta opportunità per le aziende – Alberto Carrai @ARXivar
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CONIUGARE SEMPLICITÀ E PERFORMANCE

«Collaboration tramite chat, app per lavorare da smartphone, scanner da mobile e tanto altro: il lavoro agile, se supportato dalle giuste tecnologie, può diventare una concreta opportunità per le aziende» – esordisce Alberto Carrai, chief sales officer di ARXivar International, spiegando che «il mobile può far evolvere le organizzazioni verso forme più dinamiche e produttive di lavoro: l’efficienza e la qualità dei sistemi gestionali alla base delle attività aziendali passano dalla continuità operativa abilitata dalla possibilità di lavorare e interagire ovunque e con livelli di semplicità e performance in precedenza inimmaginabili». Un esempio? «Io stesso, grazie alla nostra piattaforma ARXivar NEXT disponibile da qualunque device, approvo richieste, comunico e firmo documenti anche in assenza di connettività dal mio smartphone con un tocco. Questo tipo di accessibilità multidevice, oltre a permettere di non bloccare alcun iter processuale, qualora non mi trovi in ufficio, ha diminuito considerevolmente gli scambi di mail, spesso causa di rallentamenti operativi. La procedura stessa diventa un gesto su smartphone, con grandissimi vantaggi in termini di efficienza». Per Alberto Carrai, in sostanza, «il mobile working è un concetto concreto, l’evoluzione naturale dell’ottimizzazione e semplificazione del modo di lavorare: il nostro obiettivo è di fornire a chiunque la possibilità di avere l’ufficio sul proprio device grazie a funzionalità che permettono di operare direttamente nel sistema di gestione documentale, con un elevato standard di sicurezza, accessibilità e semplicità».

PIATTAFORME COMPLETE

«La piattaforma Siav offre un insieme completo di soluzioni e di servizi in outsourcing per rendere più semplice ed efficace il lavoro quotidiano» – sottolinea Alfieri Voltan, presidente di Siav, spiegando che «la app mobile e web BlueXpense consente una gestione completamente digitale della nota spese, partendo dalla raccolta in mobilità di giustificativi, attività e percorsi chilometrici, fino all’approvazione della nota spese e alla conservazione digitale degli scontrini». Questa soluzione HR Digital Workplace rende «semplice ed efficace il lavoro dell’ufficio HR, aiuta a organizzare e gestire le attività da svolgere suggerendo in modo proattivo le cose da fare e le scadenze da rispettare. Workflow specifici velocizzano l’inserimento di nuovo personale, gestendo i curriculum a partire dalla selezione, tracciando esperienze, avanzamenti di carriera e attività formative. Informazioni e documenti vengono gestiti nel pieno rispetto del GDPR, dando la possibilità al collaboratore di accedere alla sua documentazione tramite un portale semplice e intuitivo o con l’app mobile dedicata» – prosegue Voltan, precisando che «i servizi di business process outsourcing consentono alle risorse umane di focalizzarsi sulle attività di valore, demandando a Siav la digitalizzazione del fascicolo del personale che viene indicizzato, reso disponibile nella cartella virtuale del collaboratore e sottoposto a conservazione digitale».


#HR La piattaforma Siav offre un insieme completo di soluzioni e di servizi in outsourcing per rendere più semplice ed efficace il lavoro quotidiano – Alfieri Voltan @SiavItalia
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MAGGIORE EFFICIENZA

«La trasformazione digitale delle attività HR è senza ombra di dubbio un vantaggio enorme per tutte le parti in causa». Non ha dubbi Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, per il quale trasformazione digitale per la funzione HR significa maggiore precisione, tracciabilità, connessione, efficienza, mentre per il dipendente significa accessibilità, flessibilità, ordine, anche in mobilità. «Per l’azienda nel suo complesso la digital transformation è invece la logica conseguenza di un processo evolutivo che coinvolge l’intero corpo aziendale in tutte le sue funzionalità. La trasformazione digitale sta portando efficacia ed efficienza». Su queste premesse, prosegue Angeleri, «sviluppare software e tecnologia innovativa nel campo della gestione HR è un modo per sostenere la crescita delle aziende italiane, offrendo un contributo all’ottimizzazione del lavoro. Non si può prescindere dal processo di digitalizzazione che coinvolge l’intero tessuto produttivo del Paese. Anche le PMI, che spesso si rivolgono a una gestione del personale in outsourcing, trovano studi attrezzati a una gestione digitale che in definitiva aumenta l’efficienza e l’efficacia delle imprese. La digitalizzazione è come il vento, non si può fermare». In questo scenario, Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia «punta molto su Giotto, una soluzione che sintetizza tutti i fenomeni legati alla trasformazione del lavoro, come per esempio smart working, mobility o collaboration. La nostra soluzione software significa flessibilità, semplicità d’uso e precisione. Una soluzione sempre aggiornata perché collegata alle banche dati Wolters Kluwer, quindi intelligente, con servizi web che facilitano il rapporto con l’azienda, collaborativa perché collega, attraverso il portale di collaborazione e condivisione, tutti gli attori del processo di gestione del personale» – conclude Pierfrancesco Angeleri.


#HR Precisione, tracciabilità, connessione ed efficienza per sostenere la crescita delle aziende italiane -Pierfrancesco Angeleri #WoltersKluwer @Ipsoa
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Samsung Electronics, le nuove armi della strategia B2B https://www.datamanager.it/2017/11/samsung-electronics-le-nuove-armi-della-strategia-b2b/ Wed, 22 Nov 2017 11:24:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135838 Dal 1991 la filiale italiana ha avuto una crescita esponenziale fino a raggiungere oltre i 3 miliardi di fatturato nel 2016. Knox nuova arma vincente. DeX trasforma lo smartphone in un pc. L’ecosistema virtuoso di terze parti, system integrator, clienti e partner per la messa a terra di soluzioni personalizzate di livello enterprise L’approccio consulenziale […]

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Dal 1991 la filiale italiana ha avuto una crescita esponenziale fino a raggiungere oltre i 3 miliardi di fatturato nel 2016. Knox nuova arma vincente. DeX trasforma lo smartphone in un pc. L’ecosistema virtuoso di terze parti, system integrator, clienti e partner per la messa a terra di soluzioni personalizzate di livello enterprise

L’approccio consulenziale di Samsung. Nel B2B, comprendere le esigenze (anche quelle inespresse) del proprio interlocutore – cliente o prospect – riveste un ruolo importante. Un approccio centrato sui concetti di empatia strategica e counseling d’acquisto, basato sull’ascolto – agli antipodi rispetto alla consulenza manipolatoria, predatoria – è il metodo adottato da Samsung Italia. Una realtà che non smette di crescere. Da quasi trent’anni. Nel 2015, una ricerca condotta dall’Università Bocconi di Milano sull’impatto socio-economico del gigante sudcoreano nel Paese, mette il gruppo al 52esimo posto tra tutte le aziende italiane, e nel 2016 l’azienda ha raggiunto un fatturato di oltre 3 miliardi di euro. «Da diversi anni a questa parte, abbiamo compreso che l’azienda ha esigenze profondamente diverse da quelle del cliente consumer» – spiega a Data Manager Antonio Bosio, product and solutions director di Samsung Electronics Italia. «In molti casi, più che un prodotto ci chiedono un set di elementi o soluzioni in grado di rispondere ai bisogni particolari. E per cercare di farlo al meglio abbiamo imparato a sviluppare un approccio di tipo strategico nei confronti di clienti e partner. Guardando ai nostri dispositivi e alle nostre soluzioni come a dei mattoncini combinabili di volta per volta in modo creativo per soddisfare esigenze sempre nuove».

INTEGRAZIONE, UN PASSAGGIO FONDAMENTALE

Disegnata la soluzione che meglio risponde alle richieste del cliente, il passo successivo è quello di garantire che il tutto venga integrato nella piattaforma IT dell’azienda. Un passaggio importante. Ma per molte realtà ancora rischioso. Strette tra la necessità di integrare i dispositivi mobili nell’ambiente aziendale e le tensioni che ritardi nell’adozione compiuta delle nuove tecnologie possono generare tra IT e board, propagandosi sino agli utilizzatori in azienda. «Un tassello di cui non ci possiamo dimenticare» – sottolinea Bosio. L’integrazione tipicamente coinvolge società terze, system integrator, clienti e partner. «Data la vasta scelta di prodotti e servizi a disposizione delle aziende, al system integrator si richiede di sfruttare al meglio esperienza e capacità di indirizzare il cliente verso la soluzione migliore per le sue esigenze. Disporre cioè delle giuste competenze in fase di prevendita, e dell’esperienza necessaria nella scelta del vendor più innovativo sul mercato in grado di connettere con righe di codice opportune gli applicativi legacy». E intervenire così nell’ottimizzazione dei processi entro cui si incardina la soluzione. «Nel 90 per cento dei casi, i system integrator sono nostri partner. Professionisti che conoscono bene i nostri prodotti e si prendono cura di integrarli presso il cliente» – nota Bosio. «Altre volte sono società che conoscono l’evoluzione dei sistemi IT del cliente nei cui confronti vantano collaborazioni consolidate nel tempo. Se il partner conosce bene la legacy del cliente ci può dare una mano a indirizzare in maniera addirittura preventiva alcuni elementi di complessità. Quando invece il system integrator del cliente è già qualificato come nostro partner il passo è immediato e naturale». In entrambi i casi, l’obiettivo è di trasferire tutti gli elementi necessari affinché l’integrazione avvenga in maniera fluida e corretta.

LA COLLABORAZIONE CON I PARTNER

«Lavorare con le nostre soluzioni – però – non significa necessariamente dover scegliere di cambiare partner» – osserva Matteo Rigoni, enterprise program manager di Samsung Electronics Italia. «La sfida è fare in modo che i partner ragionino in maniera virtuosa rispetto alle nostre tecnologie e alle nostre soluzioni. Non è detto, infatti, che un prodotto in origine pensato per fare certe cose non possa essere verticalizzato e specializzato per farne anche altre di cui il cliente ha bisogno» – chiosa Bosio. Insomma, occhi e orecchie ben aperti. Le responsabilità del team tecnico-consulenziale della country nella messa a terra dei progetti si spingono ben oltre il mero supporto alla struttura commerciale. «Sul campo siamo gli occhi e le antenne del nostro headquarter» – ci dice Bosio. «Direttamente sul campo, raccogliamo le esigenze di clienti e system integrator e le trasferiamo in maniera strutturata in Corea. E non ci fermiamo certo al debug di quello che si è già messo a terra: l’obiettivo è di implementare esattamente quel che il cliente ci chiede o quello che finora non è mai riuscito a fare, perché non ha trovato gli elementi tecnologici adatti alle sue esigenze. Un’attività che ci aiuta a far sì che questo percorso virtuoso generi prodotti o soluzioni ancora più aderenti all’esigenza del mercato».

IL SUCCESSO DEI PRODOTTI SAMSUNG

Android è di gran lunga la piattaforma per smartphone più diffusa al mondo. Al successo tra i consumatori e la comunità di sviluppatori tuttavia non ha corrisposto un successo altrettanto largo presso le imprese. «Qualche anno fa, si dibatteva in modo anche molto acceso circa la sicurezza in ambiente Android» – ricorda Bosio. «Si diceva che fosse poco sicuro, inadatto al mondo business. Questo ci ha spinto a sviluppare uno strato di sicurezza che ci permettesse di affermare che l’Android customizzato Samsung diventasse infinitamente più sicuro della versione standard. Grazie a Knox». Uno degli elementi chiave per creare un vantaggio competitivo rispetto ai competitor e al mercato. «Strada facendo Knox si è evoluto, trasformandosi in uno strumento che facilita il percorso d’integrazione con le infrastrutture IT, di soddisfacimento dei bisogni espressi dalle aziende e in ultima analisi di customizzazione».

PERSONALIZZAZIONE IN HOUSE

La tecnologia ha reso estremamente dinamica l’innovazione di prodotto e la capacità da parte delle aziende di “customizzare“ in tempi sempre più brevi i propri asset. La personalizzazione del prodotto tuttavia non è più solo una prerogativa del costruttore. Soprattutto se parliamo di dispositivi mobili. «Non di rado, le aziende, dato un lotto di terminali acquistati da noi, ci chiedevano di poter personalizzare i device» – conferma Bosio. Una richiesta consolidatasi con il tempo. Ma il cui limite era rappresentato dalle piattaforme di device management che solo in piccola parte permettevano di ottenere configurazioni davvero personalizzate. «Per sopperire a questo limite ci siamo inventati un modo diverso di utilizzare Knox, implementando un menu completo di customizzazione. Oggi, grazie a Premium, la piattaforma MDM (Mobile Device Management) di Samsung possiamo definire il profilo di personalizzazione con il cliente applicando ai dispositivi tutto quanto ci viene richiesto».

Con Knox, le aziende dispongono di un’area riservata separata rispetto all’utilizzo personale del telefono. Gestibile in maniera autonoma. «Il vero valore che ottieni dalla creazione di questi due ambienti distinti è sicuramente quello di poter segregare le informazioni aziendali all’interno del container correlato all’attività professionale. Ma allo stesso tempo è anche quello di disporre di uno spazio personale protetto in termini di privacy rispetto al container aziendale» – spiega Bosio. Un aspetto che migliora l’accettazione da parte dei dipendenti dell’azienda del dispositivo professionale. «Fornire a un collaboratore un dispositivo privo di alcuni requisiti di privacy e sicurezza potrebbe essere vissuto come un elemento intrusivo, imposto dall’azienda. Garantirgli invece che la sua privacy sarà rispettata, aiuta l’azienda a costruire un percorso di vera adozione di questi dispositivi. L’effetto che si ottiene da questi processi di digitalizzazione migliora parecchio».


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BYOD MANAGEMENT

L’azienda che acquista un lotto di dispositivi per distribuirli ai propri dipendenti non è ancora in via d’estinzione. «Tuttavia, ci sono casi frequenti anche in Italia di dipendenti che chiedono di poter utilizzare il loro smartphone in azienda. Oppure altri casi in cui è l’azienda stessa a chiederti, per scelta strategica, di non dotare più i dipendenti della componente tecnologica. Due approcci differenti. Che noi sosteniamo, garantendo che comunque si decida di procedere, sia la sicurezza dei dati aziendali che la privacy del dipendente saranno rispettate» – afferma Bosio. Grazie alla possibilità di personalizzare in profondità il dispositivo, agendo lungo due direttrici. «Una cosmetica, di presentazione del terminale. Wallpaper, accensione/spegnimento personalizzati, etc. La seconda, invece sostanziale: settaggi del device e applicazioni da precaricare, che l’IT ha la libertà di combinare e calibrare a seconda delle proprie esigenze». Un processo che approda alla creazione di una matrice unica che include tutto quel che viene utilizzato in azienda, assegnando gli appropriati parametri di sicurezza, accesso e privilegio. «Elementi che il mercato giudica vincenti» – sottolinea Bosio.

I TEMPI DELLE PIATTAFORME E I TEMPI DELLE DECISIONI

Un processo le cui tempistiche dipendono solo in parte dai desiderata del cliente. «Separerei il tempo necessario a congelare la configurazione dei terminali, determinato da una serie di azioni, frutto di una interazione continua con il management dell’azienda» – premette Bosio. «Da un punto di vista puramente tecnico, i tempi di implementazione di questi progetti sono rapidissimi. In molti casi, le tempistiche non sono scandite dalle piattaforme ma dipendono dalle decisioni. Una volta individuate quelle che sono le richieste, poi sigillare il device è molto rapido» – assicura Bosio. «Creato il profilo, i dispositivi vengono identificati dall’MDM attraverso il codice IMEI del prodotto e classificati come appartenenti a quel cluster. Alla prima accensione, senz’alcun intervento, partirà il download automatico della configurazione attestata sui sistemi. Modificabile tutte le volte che le circostanze lo richiedono e lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Un meccanismo simile a quello sperimentato con successo nel campo della virtualizzazione di desktop e server, che lascia all’IT tutta la libertà di costruire la matrice della configurazione di partenza in base alle proprie necessità. «Qualcosa di davvero innovativo in ambito mobile» – osserva Matteo Rigoni. «Anzitutto, perché la fase di download della configurazione è migliorata in maniera sostanziale. In passato, questa operazione, effettuata attraverso la piattaforma di device management, richiedeva una serie di interventi manuali. Oggi, non serve più installare il client della piattaforma MDM sul dispositivo perché invii in automatico la configurazione. L’IT manager dell’azienda si limita a prendere in carico i dispositivi e verificare che il codice IMEI dello smartphone sia stato correttamente caricato sulla piattaforma. A quel punto, è il dipendente che all’accensione del device, non appena questo si connette a una rete WiFi o LTE, si trova in download tutta la configurazione necessaria».

AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA OPERATIVO

Un meccanismo applicabile anche agli aggiornamenti del sistema operativo, grazie al firmware over-the-air FOTA di livello enterprise (EFOTA), un modulo aggiuntivo di Knox, che consente di gestire l’aggiornamento del firmware dei telefoni in maniera selettiva. Un’attività solo in apparenza di routine. Che necessita al contrario di stabilire con attenzione i tempi di rilascio sui device aziendali degli aggiornamenti di Android. «Perché a fronte di un set di applicazioni aziendali validate con una certa versione di Android, il rischio che dopo l’aggiornamento qualcosa smetta di funzionare è alto» – avverte Bosio. «La gestione coordinata degli aggiornamenti è uno dei meccanismi implementati per ovviare a questo problema. L’IT manager può decidere se e quando rendere disponibile l’update. Con la possibilità di testare prima che tutto funzioni. Solo a quel punto abiliterà gli smartphone per il download dell’aggiornamento».


#mobility #B2B Knox Premium è il MDM su misura di tutte le imprese @SamsungItalia
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KNOX PREMIUM, L’MDM PER TUTTE LE AZIENDE

Le piattaforme di gestione (MDM) sono il centro di controllo dei dispositivi mobili – smartphone, tablet e computer portatili – utilizzati in azienda. In genere, queste piattaforme sono sviluppate da terze parti che cercano di offrire soluzioni il più possibile trasversali rispetto ai sistemi operativi disponibili sul mercato per coprire un range molto ampio di dispositivi. Questo non significa che non esistano in commercio MDM creati dagli stessi produttori di smartphone e tablet, sviluppati per gestire al meglio i propri dispositivi. Samsung attraverso Knox Premium appartiene a pieno titolo a questa categoria di produttori. Una scelta strategica solo all’apparenza in contrasto con la concorrenza di soluzioni specializzate, presenti da tempo sul mercato. «È vero che molte grandi aziende disponevano già di una propria piattaforma di device management. Ma è vero anche che soprattutto tra quelle più piccole le piattaforme MDM erano di gran lunga meno diffuse. Per questo, secondo noi – spiega Bosio – era corretto dare loro la possibilità di accedere a uno strumento per governare i propri dispositivi mobili». L’altro motivo per cui Samsung ha ideato Knox Premium è che nonostante l’ottima collaborazione con chi sviluppa soluzioni di device management «diventava oggettivamente difficile – continua Bosio – garantire che le piattaforme terze implementassero tutte le funzionalità e le opzioni di configurazione che Knox mette a disposizione dei clienti Samsung». Estese peraltro anche ai prodotti wearable, tecnologie e dispositivi equipaggiati con sensori per la raccolta di dati su alcune attività svolte dall’utilizzatore e gestiti dalla piattaforma Samsung alla stregua di un qualsiasi dispositivo mobile. «Un ulteriore valore aggiunto. Perché tipicamente i wearable si prestano a implementazioni di tipo industriale. Quasi mai amministrate da un MDM».

RISPARMIO SUI COSTI DELLE IMPLEMENTAZIONI INDUSTRIALI

Tecnologie fornite a costi più contenuti rispetto ai prodotti industriali. «Da un terzo a un quinto, rispetto al costo dell’apparato industriale» – afferma Bosio. E dotati della stessa robustezza. Fondamentale per un utilizzo di tipo industriale dei device. «In molti casi, le resistenze delle aziende si concentrano proprio su questo aspetto» – conferma Bosio. «A questa osservazione noi rispondiamo che molti dei nostri smartphone, tablet e wearable sono certificati IP68 (resistenti all’acqua e alla polvere). Inoltre disponiamo di una gamma completa di prodotti “rugged”, progettati per resistere a sollecitazioni ambientali come l’intensa luce solare, temperature estreme oltre che a shock meccanici e vibrazioni. Penso al Galaxy Xcover 4, uno smartphone con una buona potenza di calcolo, adatto per applicazioni “intensive” anche dal punto di vista meccanico» – spiega Bosio. Prodotti che rispetto a quelli industriali si differenziano per la loro apertura verso l’esterno e la possibilità di essere aggiornati con una frequenza impensabile per un prodotto industriale. «Quasi sempre questo tipo di prodotti “carrozzati” sono specializzati per fare bene una certa cosa. Ma sono come sistemi, ermeticamente chiusi, che rischiano di diventare obsoleti non appena cambiano le esigenze dell’azienda. Cosa che non accade con i nostri prodotti. Ai quali è sufficiente aggiornare i servizi a bordo, mantenendo invariato l’hardware».

PERCHÉ DEX FUNZIONERÀ PER IL BUSINESS

Per la platea sempre più numerosa di mobile workers, la possibilità di collegare lo smartphone al display più vicino è diventata un’esigenza sempre più sentita. Ritrovare sul desktop tutti le applicazioni utilizzate in ufficio, con lo stesso livello di visualizzazione, rappresenterebbe infatti una bella comodità. «Nonostante questi device siano sempre più performanti, non abbiamo smesso di avere nella borsa sia lo smartphone che il pc» – riprende Bosio. Più leggero di un qualsiasi portatile, lo smartphone – sino a ieri – ha scontato lo svantaggio della mancanza di risorse computazionali per competere con i computer. Oggi, però, le cose sono cambiate. «Maggiore potenza di calcolo, display più grandi e nitidi fanno sì che da un punto di vista della pura potenza di calcolo, lo smartphone possa già oggi sostituire il pc. Un supporto fisico come DeX permette di sfruttare appieno la potenza di calcolo del device, trasformando in pratica lo smartphone in un vero e proprio sistema desktop in grado di offrire ai professionisti un ambiente di lavoro ottimale. Il display dello smartphone, inoltre, è sufficientemente ampio per gestire la connessione con il mondo e con l’azienda quando sono in mobilità. Mentre, quando raggiungo una postazione di lavoro, con DeX ho la possibilità di visualizzare in maniera ottimale le informazioni, grazie alla sua interfaccia Android ridisegnata e ottimizzata per l’utilizzo con mouse e tastiera, che mi consente l’utilizzo in multitasking di finestre, menu contestuali e pagine web».

Sarebbe tuttavia riduttivo limitare le funzionalità di DeX alla sola capacità di girare il segnale video. «Dentro a DeX c’è tutto il lavoro di Samsung e dei nostri partner per far sì che la visualizzazione del desktop sul display dello smartphone sia davvero Windows-like. Identica a quella che avresti davanti al pc in ufficio» – afferma Bosio. «Un aspetto importante anche dal punto di vista della familiarità rispetto a questi strumenti. Tale cioè da non creare discontinuità in chi era abituato a lavorare su un ambiente Microsoft». In questo contesto, la collaborazione strategica tra Samsung e Microsoft e Adobe ha portato alla compatibilità di Samsung DeX con Microsoft Office e le app mobile Adobe, tra cui Adobe Acrobat Reader Mobile e Lightroom Mobile, dando per la prima volta la possibilità agli utenti di accedere a funzionalità simili a quelle delle versioni desktop. Inoltre, per i professionisti che hanno necessità di utilizzare applicazioni presenti unicamente in ambiente Windows, Samsung DeX permette l’accesso in maniera remota e sicura a desktop virtuali tramite soluzioni di partner come Citrix, VMware e Amazon Web Services.


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SINCRONIZZAZIONE

DeX, inoltre, indirizza anche un altro aspetto, la dispersione di informazione tra i vari dispositivi che utilizziamo. Un’esperienza comune a ciascuno di noi. «Nonostante i mille meccanismi di sincronizzazione tra device, è quasi inevitabile avere dati sparsi tra il pc e lo smartphone. Con DeX questa asincronia scompare del tutto». Date queste premesse, le aspettative in Samsung rispetto alla soluzione sono alte. «DeX ha ancora pochi mesi di vita. Tuttavia, nella logica della digitalizzazione dell’azienda, dello smart working e dell’essere sempre connessi, DeX è la soluzione che permette all’azienda di indirizzare tutte queste tematiche. L’azienda ottiene un vantaggio diretto, perché non ha bisogno di fornire a tutti i dipendenti sia lo smartphone che il pc. Una sola dotazione permette di abbattere i costi di acquisizione e gestione del parco pc. Inoltre con meno device da gestire, il lavoro dell’IT manager si semplifica di parecchio» – rileva Bosio. Un volano anche per i prodotti Samsung. «Poiché DeX è una nostra esclusiva, utilizzabile solo con nostri prodotti. Per questo ci aspettiamo che il loro valore cresca ancora». Difficile a questo punto parlare di DeX come di una scommessa, considerato che il mondo del business richiede di essere sempre connessi e mobili e lo strumento di elezione è lo smartphone. «Non siamo noi a dirlo» – si schermisce Bosio. «Lo dicono tutte le antenne sparse sul territorio». E allora, siete pronti ad abbandonare il vecchio pc?

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Samsung blinda la mobilità B2B https://www.datamanager.it/2017/10/samsung-blinda-la-mobilita-b2b/ Wed, 18 Oct 2017 15:08:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133211 Con Knox che migliora la gestione dei dispositivi mobili e delle applicazioni aziendali e DeX che trasforma ogni spazio in un luogo di lavoro, Samsung lancia la sfida sul terreno della sicurezza dell’enterprise mobility per rispondere alle esigenze dell’IT L’innovazione è il propellente che alimenta il flusso di vitalità del gigante sudcoreano. In concomitanza con […]

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Con Knox che migliora la gestione dei dispositivi mobili e delle applicazioni aziendali e DeX che trasforma ogni spazio in un luogo di lavoro, Samsung lancia la sfida sul terreno della sicurezza dell’enterprise mobility per rispondere alle esigenze dell’IT

L’innovazione è il propellente che alimenta il flusso di vitalità del gigante sudcoreano. In concomitanza con il lancio del nuovo Galaxy Note 8, l’occasione è propizia per riparlare di Knox – la suite di soluzioni con una vocazione spiccata per il mondo della sicurezza – e di DeX per trasformare ogni spazio in un luogo di lavoro e di molto altro. Knox è una soluzione per Android così sicura che è stata adottata da organi governativi tra cui il Pentagono. «Sempre più spesso nelle gare di appalto ci veniva richiesto che i telefoni fossero dotati di un ambiente sicuro dentro al quale far risiedere una serie di applicazioni strategiche, particolarmente sensibili» – racconta a Data Manager Antonio La Rosa, head of IM B2B di Samsung Electronics Italia. «Abbiamo quindi messo in campo tutte le nostre risorse per sviluppare un’applicazione vincente. Uno sforzo che ci ha consentito non solo di vincere diverse gare – e di ottenere un set importante di certificazioni in ambito governativo – ma di creare al contempo un prodotto di successo dotato di una serie di feature innovative.

Funzionalità per il business

«Con Knox le aziende hanno a disposizione un’area riservata separata rispetto all’utilizzo personale del telefono. Gestibile in maniera autonoma. Pensiamo alla rilevanza che gli smartphone rivestono oggi nelle aziende» – continua Antonio La Rosa. «Fatto 100 il tempo di utilizzo del cellulare, solo il 20 per cento viene impiegato per telefonare. Il rimanente è assorbito da altre attività: consultare la posta, accedere ai programmi aziendali e socializzare. Non è un caso che il processo decisionale per il loro acquisto, un tempo relegato all’ufficio acquisti, oggi ha come protagonisti i CIO, coloro cioè che hanno la responsabilità di mettere in sicurezza un oggetto potenzialmente pericoloso per l’azienda». Fenomeni che hanno convinto Samsung a trasformare Knox in un brand, incorporando tutta una serie di funzionalità – tra le altre Configurator, Mobile Enrollment e EFOTA – specifiche per il business. «Knox Configurator dà alle aziende la possibilità di personalizzare il proprio dispositivo. Non solo dal punto di vista estetico – wallpaper, accensione/spegnimento personalizzati – ma in termini di settaggi e applicazioni da precaricare. L’IT infatti ha la possibilità di creare un’immagine personalizzata del telefono che include tutte le applicazioni utilizzate all’interno dell’azienda. Immagine che una volta attestata sui nostri sistemi, viene automaticamente scaricata alla prima accensione del telefono» – spiega Antonio La Rosa. Un meccanismo del tutto simile a quello sperimentato con successo nel campo della virtualizzazione di desktop e server, e che lascia all’IT tutta la libertà di costruire la matrice della configurazione standard dei dispositivi in base alle proprie necessità. Con la possibilità, nel caso, di ricevere anche un supporto dedicato.

Velocità e personalizzazione

«Solo un numero limitato di partner certificati Samsung sono abilitati a vendere e gestire Knox» – continua Antonio La Rosa. «System integrator di prima grandezza o corporate reseller specializzati in sicurezza. Che oltre alla possibilità di veicolare commercialmente le licenze Knox hanno accesso diretto ai server sui quali Knox è installato. Naturalmente, le aziende hanno a disposizione tutti gli strumenti per gestire in autonomia gli asset aziendali. Come nel caso di sostituzioni dei dispositivi. Attività per cui basterà togliere dai sistemi quelli da eliminare, sostituire il nuovo IMEI e attendere che al primo riavvio il telefono riceva i settaggi standard. Fino a ieri – mette in evidenza Antonio La Rosa – attività come queste venivano fatte sul singolo cellulare. Con un dispendio notevole di tempo e risorse. Oggi, Configurator automatizza lo staging del parco dispositivi. Nella versione standard, permette la personalizzazione one-time del dispositivo. Dynamics invece offre la possibilità di effettuare tutte le modifiche che si vogliono alla configurazione di partenza lungo tutto il ciclo di vita dell’asset».


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Aggiornamento del firmware

Configurator si integra con Knox Mobile Enrollment, altra feature, ci dice il manager Samsung, assai apprezzata. «Anzitutto perché riduce di parecchio i tempi di roll-out. Una volta definito l’agent da installare (Mobile Iron, AirWatch, etc.), Mobile Enrollment offre la possibilità di caricare la lista di IMEI sui server e far partire l’installazione all’accensione. Senza bisogno di alcun intervento né dell’utente né da parte dell’azienda». L’offerta di Samsung B2B comprende anche EFOTA (Enterprise firmware over the air), un’applicazione che consente di gestire l’aggiornamento del firmware dei telefoni in maniera selettiva. Un’attività, come ben sanno i tecnici IT, solo in apparenza di routine. Foriera al contrario di problemi anche seri. «Di norma, quando viene rilasciata una nuova versione di Android, l’aggiornamento viene scaricato in automatico sui telefoni. Così come le stesse applicazioni, prima di una release del sistema operativo, potrebbero a loro volta aggiornarsi in automatico» – spiega Antonio La Rosa. Quando però parliamo di software aziendali, applicazioni sviluppate magari ad hoc, non aggiornabili tempestivamente come quelle commerciali, la possibilità di certificare l’aggiornamento del firmware, prima della distribuzione sugli smartphone – afferma Antonio La Rosa – rappresenta per molte aziende una opportunità da non lasciarsi scappare. «Accessibile in maniera semplice, anche in questo caso, in prima battuta attestiamo la lista degli IMEI che accederanno al servizio EFOTA. Dopodiché CIO o CTO, ricevuto l’aggiornamento, lo verificano. Una volta certificato, magari a distanza di mesi, si procederà alla sua attestazione sui server per l’aggiornamento ai dispositivi in uso».

Soluzioni base per la gestione dei device

Stretto da un lato dalla necessità di rispondere a un mercato che cerca valore, sensibile non solo alle lusinghe del pricing di prodotto, si conferma legato a doppio filo con l’offerta di soluzioni all’altezza delle mutate esigenze del business. «L’offering con cui oggi ci presentiamo al mercato, dando per acquisito che i clienti sanno che costruiamo smartphone al top per tecnologia e prestazioni, è proprio questa» – ci conferma Antonio La Rosa. «Prospect e clienti vogliono capire come con un oggetto del genere si possono risolvere una serie di problematiche, continuando a fare bene il proprio business. Il nostro approccio di conseguenza si traduce in prima battuta nella proposta di soluzioni base di gestione dei device. Successivamente, a seconda delle esigenze, proponiamo la possibilità di accedere a tutta una serie di soluzioni di terze parti, certificate attraverso una struttura interna, che rispondono a esigenze concrete di produttività».

DeX estende l’esperienza desktop allo smartphone

Un approccio esteso anche all’ambito desktop. «Prendiamo DeX, la nostra docking station che trasforma il telefono in un pc a tutti gli effetti. Per favorirne la diffusione abbiamo siglato accordi con partner del calibro di WMware, Citrix, Microsoft. Perché vogliamo che diventi sempre più semplice per i nostri clienti avere la possibilità di portarsi in tasca il proprio pc. DeX, abbinato a un agent VMware, permette già oggi di puntare la mia macchina virtuale sui server. In questo modo, grazie a Microsoft 365 ho sempre la possibilità di lavorare con qualsiasi applicazione della suite Office, proprio come se mi trovassi davanti al mio pc. E con un’esperienza di utilizzo e fluidità dei dati praticamente identica a quella che otterrei con un pc tradizionale». La Rosa sottolinea altresì l’elevato livello di flessibilità nella gestione dei device rispetto ad altri vendor. In particolare, in termini di sviluppo di applicazioni verticali. Garantito agli sviluppatori dall’accesso ad API (application programming interface – interfaccia di programmazione di un’applicazione), e SDK (software development kit). «Applicazioni che non riguardano solo smartphone e tablet. E che ormai fanno parte dell’ecosistema dei nostri prodotti.

Device consumer per veicolare applicazioni business

«I wearable sono l’esempio tipico. Un caso su tutti è quello di FCA Group dove abbiamo utilizzato dei tradizionali Gear, anche in questo caso blindati con Knox, in grado di parlare direttamente con gli ERP di produzione dello stabilimento. Strumenti che mettono in condizione gli addetti alla catena di montaggio, di svolgere tutta una serie di check, direttamente dal loro polso senza uscire dall’autovettura. Innovazione che ha portato a un aumento della produttività in FIAT e innalzato la qualità del lavoro del personale. Particolare interessante, oltre a queste funzionalità, il dispositivo dispone di una checklist di sicurezza che ricorda all’addetto una serie di operazioni da svolgere prima di intraprendere una certa attività. Piccole cose, nessuna pretesa di sostituirsi al personale preposto alla sicurezza. Ma utili». Un esempio, tra i tanti – conclude Antonio La Rosa – che testimonia la validità dell’approccio di Samsung. «Un gradino avanti rispetto ai concorrenti, nell’utilizzo dei terminali consumer per veicolare applicazioni business».

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CHG-MERIDIAN, il leasing per lo smart working https://www.datamanager.it/2017/09/chg-meridian-leasing-lo-smart-working/ Thu, 21 Sep 2017 12:18:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131363 Con la locazione operativa e la gestione degli asset IT, la società è sempre più al servizio delle nuove forme di organizzazione dell’IT e del lavoro di Luca de Piano Una presenza sul mercato consolidata e apprezzata da più di trent’anni, quella di CHG-MERIDIAN, che propone servizi di locazione operativa e soluzioni all’avanguardia per la […]

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Con la locazione operativa e la gestione degli asset IT, la società è sempre più al servizio delle nuove forme di organizzazione dell’IT e del lavoro

di Luca de Piano

Una presenza sul mercato consolidata e apprezzata da più di trent’anni, quella di CHG-MERIDIAN, che propone servizi di locazione operativa e soluzioni all’avanguardia per la gestione degli investimenti IT. Avendo sempre un occhio di riguardo verso le incessanti evoluzioni dello scenario tecnologico, la società è in grado di porsi come partner al fianco dei clienti per tutte le differenti esigenze di utilizzo degli asset IT: «Il punto fondamentale è che i nostri clienti non devono seguire il ciclo dell’ammortamento, ma quello della vita tecnologica dei dispositivi» – esordisce Marco Gallo, vice president sales della filiale italiana di CHG-MERIDIAN, aggiungendo che un’altra caratteristica della società è quella di «recuperare il valore futuro degli asset attraverso la rivendita a fine vita sul mercato dell’usato».

Sempre più mobile

Come noto, uno dei fenomeni più evidenti negli ultimi anni è quello dell’uso sempre più pervasivo di strumenti “mobile”, come smartphone e tablet. Nello spirito tipico di CHG-MERIDIAN, che è quello di affiancare al noleggio di asset IT anche un’offerta integrata di servizi fondamentali a corollario, la società si è strutturata, anche a livello internazionale, «per offrire non solo la locazione – spiega Marco Gallo – ma anche una serie di servizi per rendere sempre più agevole l’utilizzo del mobile in azienda, con le soluzioni di Enterprise Mobility, per ottimizzare il mobile working dei clienti, grazie a una serie di servizi e caratteristiche modulabili e flessibili». I vantaggi non sono di poco conto: disporre di un’unica soluzione, gestita da un solo interlocutore di riferimento, permette alle aziende di avere la massima flessibilità coniugata alla massima efficienza, grazie anche al pacchetto completo di servizi proposti da CHG-MERIDIAN, che comprende anche le due soluzioni TESMA, ed eraSURE.


#CHGMeridian Gestire in modo proattivo gli #investimenti IT per il successo dei progetti
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Servizi d’avanguardia

Il primo è un tool di financial e asset management, e consiste in «un vero e proprio applicativo web based, che consente di avere sotto controllo tutti gli asset IT aziendali, compresi quindi anche i dispositivi mobile, suddivisi per singolo centro di costo e sempre nel minimo dettaglio» – sottolinea Marco Gallo. Per quanto invece riguarda eraSURE, si tratta di una soluzione di grande importanza nel caso di dispositivi mobili, che si occupa dell’evento fondamentale della cancellazione dei dati dall’apparecchio a fine vita: «Anche in vista dell’importante scadenza relativa all’entrata in vigore del Regolamento GDPR sulla privacy dei dati, con eraSURE proponiamo un processo certificato di cancellazione dei dati, offrendo i migliori standard di mercato» – conferma Marco Gallo.

Quote in crescita

Anche per il mondo mobile, sempre più rilevante nelle aziende di oggi, CHG-MERIDIAN è in grado di offrire un valido contributo sia ai CIO sia ai CFO, aiutandoli ad assolvere ancora meglio il loro ruolo. «Pur senza imporre le tecnologie, visto che diamo ai nostri clienti la massima libertà di scelta, notiamo che la maggior parte delle decisioni delle aziende privilegiano vendor leader di mercato: si tratta di realtà con le quali abbiamo rapporti da lunga data» – fa notare Marco Gallo. CHG-MERIDIAN, che si rivolge in particolare a quella che considera la “media-grande utenza”, ovvero le aziende che dispongono almeno di 200 postazioni di lavoro, gestisce a livello internazionale oltre 1,2 miliardi di euro di acquisti di tecnologia all’anno, 80 milioni dei quali riguardano l’Italia, dove il fatturato 2016 si è attestato sugli 85 milioni di euro. «Una quota del 20 per cento circa del nostro business deriva dall’ambito mobile, ma si tratta di un valore in netta crescita» – conclude Marco Gallo.

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Enterprise mobility. Evoluzione della specie https://www.datamanager.it/2017/06/enterprise-mobility-evoluzione-della-specie/ Mon, 19 Jun 2017 14:27:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126992 E’ iniziata una nuova fase per le soluzioni EMM, che sull’onda della digital transformation stanno spostando la focalizzazione dagli aspetti di gestione dei componenti tecnologici ai processi Il 2017 rappresenta l’anno di inizio di una nuova fase dell’evoluzione delle soluzioni di enterprise mobility management (EMM), con una rapida espansione delle funzionalità, oltre a quelle tipiche […]

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E’ iniziata una nuova fase per le soluzioni EMM, che sull’onda della digital transformation stanno spostando la focalizzazione dagli aspetti di gestione dei componenti tecnologici ai processi

Il 2017 rappresenta l’anno di inizio di una nuova fase dell’evoluzione delle soluzioni di enterprise mobility management (EMM), con una rapida espansione delle funzionalità, oltre a quelle tipiche legate ai device mobili, che includono la gestione di pc, oggetti connessi, wearable, lettori e altri terminali. Tale cambiamento segue il percorso di trasformazione digitale delle aziende, anche italiane, più evolute, dove l’attenzione si è ormai spostata dagli aspetti della gestione dei componenti tecnologici ai processi. Questi sono abilitati e automatizzati da applicazioni e piattaforme intelligenti, in grado di dialogare con sistemi centralizzati, persone e sensori distribuiti sul territorio, guardando verso la business community, oltre i confini fisici dell’azienda. In questo percorso di trasformazione, non è più sufficiente limitarsi a fornire un device per comunicare. Le soluzioni EMM devono supportare lo sviluppo di applicazioni, con requisiti in termini di interfaccia utente e usabilità che rendano tutto il processo più fluido in diverse situazioni d’uso. La protezione degli asset (dati e informazioni oltre ai beni) e la sicurezza aziendali restano una preoccupazione, ma l’agilità guadagnata compensa ampiamente gli investimenti. Anche a livello di mercato, i confini fra le soluzioni di sicurezza (mobile enterprise security, identity and access management) e gestione (mobile device & content management) si sfumano, convergendo in sistemi di enterprise mobility management, mentre le crescite più interessanti le otterranno le mobile application development platform (MADP), per lo sviluppo di applicazioni sicure e integrate con i processi aziendali. In Italia, il valore del mercato del software e dei sistemi di enterprise mobility, nel 2016, è stato di circa 71 milioni di euro, e crescerà con incrementi medi annui intorno al 20% entro il 2019; i servizi professionali correlati a queste soluzioni, in aggiunta, arriveranno a generare 1,3 miliardi di dollari entro il 2019.


#EMM Gabriele Roberti @IDCItaly Evoluzione della specie
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Di seguito analizziamo i 5 driver di questa crescita.

1.Accelera la gestione unificata degli endpoint – La gestione dei pc tramite piattaforme MDM/EMM, all’orizzonte da diversi anni, è stata aiutata dalla comparsa di Windows 10. Le MDM API del sistema operativo sono il catalizzatore di questa trasformazione, consentendo la gestione, configurazione e l’aggiornamento dei desktop e laptop in modo simile a quello degli smart device con i OS mobili. La maggior parte dei fornitori di EMM ha già incominciato a proporre le proprie soluzioni per la gestione unificata di mobile device e pc e le imprese hanno iniziato a considerare questa strategia come l’evoluzione a medio-lungo termine per la gestione e il controllo di un insieme sempre più ampio e variegato di endpoint aziendali. Nel breve termine, le soluzioni PCLM (pc life cycle management) rimarranno, aiutate dalla permanenza delle versioni più vecchie del sistema operativo. Tuttavia, secondo IDC, gli oltre 200 milioni di dispositivi Windows 10 installati nelle imprese di tutto il mondo, raddoppieranno entro il 2020, rappresentando oltre il 90% della base installata dei sistemi operativi aziendali, stimolando un riassetto della competizione nell’area EMM.


#EMM Gabriele Roberti @IDCItaly Una piattaforma per l’ #IOT
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2.Una piattaforma per l’Internet of Things – Il concetto di EMM come piattaforma di gestione e controllo anche per dispositivi IoT è stato sviluppato già nel corso degli ultimi anni, ma la vera estensione della rete aziendale a nuovi e diversi dispositivi in ottica IoT si svilupperà solo nei prossimi mesi. Queste piattaforme includeranno ad esempio: Sale conferenze connesse, che uniscono rete e attrezzature (proiettori, schermi, lavagne intelligenti e piattaforme per videoconferenza e applicazioni), con strumenti per la gestione dei dispositivi, policy, sicurezza, connettività e gestione delle richieste degli utenti finali. Soluzioni per il retail, che includono i dispositivi mobili utilizzati nei punti vendita e sistemi di digital signage, “customer-facing interface”, beacon per il tracciamento dei clienti, applicazioni per l’inventario e l’assistenza clienti. Soluzioni specifiche, basate su device wearable e AR/VR, già nativamente predisposti per l’integrazione con le piattaforme EMM. In aggiunta a queste soluzioni, nelle piattaforme EMM saranno integrati la gestione e la sicurezza dei gateway IoT, apparati localizzati all’”edge” delle reti, in grado di raccogliere ed elaborare grandi quantità di dati da endpoint IoT distribuiti (sensori, contatori, etc), connessi con reti a lungo raggio, basso consumo e bassa capacità. In questo scenario, le piattaforme EMM agiranno sulla distribuzione del software, sulla gestione di policy e applicazioni e sulla messa in sicurezza della connessione, in modo simile a quanto avviene per smartphone e tablet.


#EMM Gabriele Roberti @IDCItaly Gli #analytics agganceranno i mobile worker
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3.Gli analytics agganceranno i mobile worker – L’integrazione di strumenti di analytics e AI nelle soluzioni EMM sarà finalizzata a ottenere informazioni su come funzionano i processi aziendali e quali di questi sono ottimizzati o inefficienti, diventando una fonte di informazioni strategiche e potendo guidare azioni di tipo correttivo. Inizialmente le funzioni legate a questi strumenti saranno di intelligence preventiva, di sicurezza del dispositivo e di ottimizzazione della distribuzione delle applicazioni. Nel medio termine, invece, gli analytics saranno sfruttati nelle piattaforme EMM per produrre e registrare dati sull’attività dei mobile worker, fino all’utilizzo degli stessi con sistemi cognitivi o di intelligenza artificiale: dall’accesso alle applicazioni alla localizzazione (GPS / cellulari / Wi-Fi) fino al registro delle attività, il tutto nel rispetto della privacy dei lavoratori.


#EMM Gabriele Roberti @IDCItaly Arrivano i device #SUMU (single use, multi user)
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4.Arrivano i device SUMU (single use, multi user) – Gran parte della trasformazione digitale consiste nella conversione dei processi cartacei analogici in digitale. Molti processi che in passato comportavano il caricamento dei dati su carta o su pc sono candidati a passare sui tablet. Non si tratterà solo di tablet o smartphone dati al singolo lavoratore, ma piuttosto di device monouso e multi-utente: i cosiddetti SUMU. Questi device non sono una novità, ma il loro utilizzo continuerà a estendersi, come alternativa all’utilizzo di input su carta. I device SUMU richiedono specifiche funzioni di configurazione e monitoraggio, necessitano quindi di una gestione EMM, pur non avendo criticità tipiche di approcci BYOD. I device SUMU saranno prevalentemente tablet touchscreen, utilizzati con modalità single-app o con guide all’accesso per svolgere una sola funzione. Li vedremo ad esempio in attività di field service management e nelle catene di produzione, ma continueranno a essere utilizzati anche in settori retail a contatto con i clienti.


#EMM Gabriele Roberti @IDCItaly #Wearable #AR e #VR nelle imprese
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5.Wearable nelle imprese: dove non sono arrivati gli smartwatch arriverà l’AR/VR – Nel 2017 i wearable nelle imprese supereranno la fase sperimentale (dominata dai dispositivi da polso) e cominceranno a essere più largamente utilizzati, includendo altre tecnologie indossabili, come i dispositivi di tracciamento e visori AR/VR. I casi d’uso si allargheranno alle sale operatorie, dove visori permetteranno ai medici di accedere a informazioni e operare da remoto, fino alle attività sul campo, dove accedere alle informazioni in modalità “hands free” può essere una questione di produttività quanto di sicurezza fisica. I wearable saranno integrati in piattaforme EMM per garantire la sicurezza e le funzioni di gestione, con funzionalità di “geofencing” (la limitazione dell’accesso ai dati aziendali solo quando i device sono utilizzati in una certa area), di crittografia delle connessioni e con altre funzioni di sicurezza per proteggere asset e informazioni aziendali.

Gabriele Roberti, research & consulting manager di IDC Italia

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Luci e ombre della mobile enterprise https://www.datamanager.it/2017/01/luci-ombre-della-mobile-enterprise/ Fri, 20 Jan 2017 11:47:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117454 L’enterprise mobility è la chiave del successo delle aziende nel prossimo futuro, ma solo se si minimizzano fattori che possono minarne l’efficacia. L’opinione di 3CX Sono numerosissimi gli istituti di ricerca indipendenti a livello globale che vedono il futuro di infrastrutture e telecomunicazioni evolversi a medio termine da “mobile friendly” a “mobile only”, specie presso […]

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L’enterprise mobility è la chiave del successo delle aziende nel prossimo futuro, ma solo se si minimizzano fattori che possono minarne l’efficacia. L’opinione di 3CX

Sono numerosissimi gli istituti di ricerca indipendenti a livello globale che vedono il futuro di infrastrutture e telecomunicazioni evolversi a medio termine da “mobile friendly” a “mobile only”, specie presso quelle aziende con un management molto articolato o con numerosi collaboratori sul territorio, tra cui personale commerciale o operatori dell’assistenza tecnica. Una trasformazione che, a detta degli analisti, dovrebbe seguire lo stesso percorso tracciato da applicazioni accessibili inizialmente anche tramite web e che ora sono esclusivamente fruibili tramite web e infrastrutture accessibili anche tramite cloud oggi esclusivamente cloud-based. Più che “se”, secondo gli analisti c’è da chiedersi quando vivremo concretamente questa trasformazione.

In Italia, con l’eccezione di pochi settori di mercato tra cui quello informatico, dove già da tempo la maggior parte dei collaboratori opera per lo più da remoto, sono ancora poche le misure attuate in favore del “lavoro agile”. Tutti i settori però sono accomunati da un uso ormai imprescindibile dei dispositivi mobili, piattaforme da cui non si può che beneficiare, mettendo a frutto i vantaggi della digital transformation, tanto più necessaria alle aziende, quanto più aumenta la concorrenza internazionale.

“Dall’incremento della mobilità in azienda, che venga traslata o meno in ‘lavoro agile’, ci si aspettano risvolti estremamente positivi in termini di produttività, abbattimento dei costi e gestione della clientela, e – a lungo termine – effetti positivi anche a livello sociale, quali una riduzione del gender gap e un maggior equilibrio tra vita privata e attività professionale dei singoli collaboratori”, conferma Loris Saretta, Sales Manager Italy / Malta di 3CX, motivo per cui gli investimenti in infrastrutture e applicazioni che favoriscano l’enterprise mobility saranno forieri, secondo IDC, di un giro d’affari globale di 1.7 trilioni di dollari entro il 2020. La corsa all’enterprise mobility però presenta anche alcuni aspetti che possono ridurre se non minare l’efficacia di tali investimenti.

“Le aziende che intendono investire in enterprise mobility devono fare i conti con una realtà, che vede da un lato la necessità di ottimizzare collaborazione e comunicazione con gli impiegati remoti che sono oggettivamente più isolati rispetto alle controparti presso la sede aziendale e, dall’altro, un nuovo livello di minaccia alla riservatezza di dati e comunicazioni”, sottolinea Saretta. Fattori che, se non presi debitamente in considerazione, danno luogo ad un fallimento immediato dei progetti di incremento della mobilità.

Restringendo il campo alle soluzioni UC aziendali, l’uso degli smartphone per lo più promiscuo professionale/privato mette in difficoltà i reparti IT, che, se da un lato devono garantire la sicurezza delle conversazioni condotte tramite smartphone e dei dati a cui si accede tramite questo strumento, dall’altro devono assicurare agli utenti la libera fruibilità del proprio cellulare. Ecco perché, sempre secondo IDC, uno dei cavalli trainanti del business generato dall’incremento della mobilità saranno proprio sistemi per la messa in sicurezza e la gestione di tali dispositivi. Focalizzata da sempre sulla massima sicurezza delle conversazioni, 3CX offre alle aziende softphone client per piattaforme mobili (Android, iOS, Windows e MAC) gratuiti si collegano al centralino aziendale tramite tunnel/proxy SIP integrato, per una cifratura punto punto dei dati e delle conversazioni. Ciò implica che anche in presenza di app private e/o malevole che richiedono indiscriminatamente l’accesso ai contatti e al microfono del dispositivo, i dati e le conversazioni condotte tramite i client 3CX sono protetti.

Anche la proliferazione di app su smartphone o tablet è uno dei frutti della corsa alla mobility che indubbiamente non favorisce la semplificazione dei processi aziendali, né tantomeno consente all’impiegato di ottimizzare le proprie attività. Al contrario obbliga il collaboratore remoto, che ha oggettivamente esigenze di comunicazione molto più pressanti dei suoi pari in sede, a acrobatismi tra più applicazioni anche solo per interfacciarsi con colleghi, superiori e clienti. Se poi in azienda si impiegano sistemi CRM o ERP, accedere ai dati dei clienti da chiamare o a informazioni aggiornate e rilevanti per la telefonata da condurre, richiede in genere l’utilizzo di ulteriori app. Doversi avvalere di più app per condurre una telefonata “informata” con un cliente o per consultarne i recapiti, per avviare una videoconferenza o anche solo per sapere se un collega è reperibile risulta alla lunga oberoso, cagionando l’abbandono dei nuovi strumenti.

Con l’ultimo aggiornamento, 3CX ha reso l’integrazione dei propri client con le piattaforme mobili ancora più trasparente. Le chiamate in arrivo sui nuovi client per iOS e Android sono trattate dal sistema esattamente come le chiamate ricevute tramite rete mobile. E’ possibile rispondervi anche in presenza di blocco schermo e, qualora arrivi una chiamata su rete mobile durante la telefonata condotta tramite il client 3CX, è possibile metterla in attesa o inoltrarla alla segreteria. Allo stesso modo, trasformare una chiamata condotta con il client 3CX in una videoconferenza web è questione di un click. Niente interruzioni, niente ritardi, niente hardware o app ad hoc. I client forniscono inoltre in una singola app tutte le funzionalità UC (instant messaging, stato presenze, e servizi comfort) erogate dal centralino e offrono accesso a tutte le informazioni disponibili a sistema, tra cui rubriche e informazioni presenti nel CRM, con cui la soluzione UC di 3CX si integra nativamente e a cui trasmette automaticamente i log della chiamata, al fine di registrare l’avvenuta presa di contatto con quello specifico cliente, riducendo anche il tempo necessario per la reportistica.

“Con soluzioni UC allo stato dell’arte, sicure ed altamente interoperabili come la piattaforma 3CX, avvalersi in modo nomadico del proprio interno telefonico aziendale e di tutti i servizi UC erogati dal sistema è molto semplice, nonché sicuro. Questo è il nostro contributo attivo alla digital transformation di infrastrutture e sistemi per le telecomunicazioni, oggi sempre più mobile-driven”, conclude Saretta.

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Enterprise Mobility https://www.datamanager.it/2016/09/enterprise-mobility/ Wed, 21 Sep 2016 08:19:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109005 Il focus delle strategie di Enterprise Mobility delle imprese italiane si è spostato dalla gestione dei singoli componenti ai mobile process. In questo scenario, le applicazioni mobili diventano cruciali Dopo aver visto, negli ultimi anni, gli effetti dell’inarrestabile consumerizzazione, con il numero degli smartphone che ha superato quello dei PC, dal 2016 le aziende italiane […]

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Il focus delle strategie di Enterprise Mobility delle imprese italiane si è spostato dalla gestione dei singoli componenti ai mobile process. In questo scenario, le applicazioni mobili diventano cruciali

Dopo aver visto, negli ultimi anni, gli effetti dell’inarrestabile consumerizzazione, con il numero degli smartphone che ha superato quello dei PC, dal 2016 le aziende italiane hanno iniziato ad affrontare il tema più complesso dell’estensione verso utenti di device mobili (aziendali e non) delle applicazioni correlate allo svolgimento dei processi aziendali. Nelle grandi aziende, stanno prendendo piede iniziative di «lavoro agile», ed è evidente che le tecnologie mobili stanno concretamente cambiando i processi produttivi con un impatto diretto sulla competitività aziendale. Si lavora di più, si lavora meglio, si lavora in modo differente. Sono diversi, infatti, i casi d’uso che IDC ha identificato nell’ambito del lavoro in mobilità: ognuno di questi ha un diverso approccio alla mobility e necessita di differenti device, app e sistemi a supporto. Questa varietà è alla base della differenziazione e della complessità dell’ecosistema che i dipartimenti IT e i CIO si troveranno a governare nei prossimi anni.

Cambiano le strategie

Il focus della strategia di Enterprise Mobility si sposta dalla gestione dei singoli componenti tecnologici ai processi abilitati e automatizzati da applicazioni e piattaforme intelligenti, in grado di dialogare con sistemi centralizzati, persone e sensori distribuiti sul territorio, guardando oltre i confini fisici dell’azienda, all’intera business community. In questi giorni, le medie e grandi aziende italiane si stanno impegnando nello sviluppo di progetti strategici e di ampio respiro, guardando al ridisegno dei processi e cercando nelle soluzioni di Enterprise Mobility gli strumenti che permettono di ottenere reali vantaggi legati alla maggiore flessibilità, al recupero di efficienza e alla maggiore qualità della vita professionale degli addetti. L’attenzione dei CIO si sposta quindi dal controllo e gestione delle infrastrutture ICT, all’identificazione di soluzioni per gestire nuovi processi di business, nuovi flussi di informazioni, livelli di accesso e libertà degli utenti. Ciò porta un cambiamento forte nei dipartimenti IT aziendali: questi diventano veri e propri centri di competenza, con maggiore focus su innovazione e integrazione, ai quali è richiesto un approccio più attivo e collaborativo e un maggiore coinvolgimento nella pianificazione degli investimenti.


#EnterpriseMobility Gabriele Roberti @IDCItaly Focus sui mobile process
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L’importanza delle mobile app

Consentire l’accesso ai dati e ai processi aziendali ovunque, in ogni momento e da qualsiasi device è oggi un imperativo strategico. Pertanto distribuire applicazioni mobili aziendali per svolgere attività specifiche, è diventato il focus dei progetti evoluti di Enterprise Mobility, oltre che un presupposto essenziale per ottenere concreti benefici in termini di produttività, esperienza d’uso e customer satisfaction sia nei processi business-to-business (B2B) sia in quelli business-to-consumer (B2C). I dati IDC, rilevati nella Western European Enterprise Mobility Survey, condotta in primavera, rivelano che oltre 8 aziende italiane su 10 sono al lavoro su mobile app, rivolte ai propri addetti, agli utenti finali o ad aziende partner. Limitarsi a fornire API per estendere un esistente processo di business non è più sufficiente. Guardando al 2019, infatti, oltre il 60% delle enterprise mobile app non avranno un “antenato” su PC e aspetti come l’interfaccia utente e l’usabilità delle applicazioni verranno sempre più curati nel dettaglio, affinché lungo tutto il processo e su ogni device gli utenti possano disporre della stessa esperienza d’uso. Quindi, non deve sorprendere che il mercato delle applicazioni enterprise stia rapidamente crescendo e trasformandosi: a fianco a quelle di produttività e accesso / sincronizzazione file, le tipologie di app su cui si concentra maggiormente l’attenzione delle aziende italiane sono le soluzioni di comunicazione e collaborazione, seguite da app strettamente legate a processi aziendali come il rapporto con il cliente (CRM), la vendita (SFA) e le operations in diversi settori produttivi (Field Service Operations, vertical app). Anche sul fronte della sicurezza le aziende italiane stanno adottando un approccio più maturo e orientato a considerare flessibilità e agilità operativa come un beneficio irrinunciabile, a partire dai modelli di adozione dei mobile device (più device aziendali, abilitati per uso personale, meno BYOD) fino alla protezione dei contenuti aziendali che vengono scambiati e utilizzati. Anche a livello di mercato, i confini fra le soluzioni di sicurezza (Mobile Enterprise Security – MES) e gestione (Enterprise Mobility Management – EMM) si sfumano sempre più. Tuttavia, le crescite più interessanti si avranno per le Mobile Application Development Platform (MADP), che saranno fondamentali per lo sviluppo di applicazioni sicure e integrate con i processi aziendali, in ottica di trasformazione digitale dell’impresa.

Il futuro: l’espansione dell’ecosistema

In Italia, il valore del mercato del software e dei sistemi di Enterprise Mobility, comprensivo delle tre componenti appena citate, nel 2015 è stato di circa 67 milioni di dollari. Questo avanzerà con incrementi medi annui intorno al 20% entro il 2019, con le piattaforme per lo sviluppo di mobile app in forte crescita. I servizi professionali in ambito mobility, spinti dalle componenti di integrazione e consulenza, arriveranno a generare 1,3 miliardi di dollari.

Nei prossimi anni la crescita del mercato sarà correlata all’”Enterprise of Everything” di domani, cioè all’estensione dell’ecosistema di mobility, su diverse direttrici:

  • Persone: i mobile worker cresceranno fino a rappresentare i tre quarti della forza lavoro, nel 2020, grazie alle iniziative di smart working, ma soprattutto a una vera e propria trasformazione del modo di lavorare;
  • Mobile device: il parco device delle aziende andrà espandendosi e diversificandosi, in particolare con i primi device indossabili in ambito enterprise;
  • Applicazioni: mobile app che abiliteranno nuovi processi automatizzati, diventando l’interfaccia predefinita per molte attività lavorative;
  • Sensori e oggetti smart: le reti aziendali si estenderanno includendo nuovi end-point in grado di dialogare con piattaforme intelligenti, sistemi centralizzati e persone distribuite sul territorio.

I wearable device stanno iniziando a suscitare interesse in Italia: se gli smartwatch sono in alcuni casi già adottati dalle imprese, la novità è rappresentata dai numerosi casi d’uso, con cui le aziende stanno sperimentando occhiali, bracciali, visori e orologi intelligenti. Alcuni esempi sono le attività di campo, il training fino alla sicurezza fisica. Cosa spinge le aziende a sperimentare queste soluzioni? I driver sono quelli tipici dei progetti di mobility, come l’aumento di produttività e la soddisfazione degli addetti, ma soprattutto la possibilità di abilitare nuovi modi di lavorare, più flessibili ed efficienti.

Anche sensori connessi e sistemi M2M possono non sembrare una novità: molte aziende italiane hanno già avviato progetti in questi ambiti, ad esempio per il controllo della qualità, per l’asset tracking, il controllo da remoto e la manutenzione predittiva. Il confine con IoT è molto sfumato, in particolare con la proliferazione di oggetti capaci di connettersi a reti low-power e a piattaforme di gestione avanzate. Questa evoluzione, in ambito industriale, appare ormai tracciata. Eppure, le aziende si trovano a gestire una complessità che cresce a ritmi esponenziali. Per riuscire a governare tutto con successo, i CIO devono riuscire da una parte a essere i portatori dell’innovazione in azienda e dall’altra a orchestrare skill interne, stakeholder aziendali e partnership con soggetti esterni, in ottica make & buy.

Gabriele Roberti, research and consulting manager di IDC Italia

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Mobility, privacy e sicurezza: quello che le aziende devono sapere https://www.datamanager.it/2016/09/mobility-privacy-sicurezza-quello-le-aziende-devono-sapere/ Fri, 16 Sep 2016 10:58:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=108816 Un percorso focalizzato sulle tematiche dell’enterprise mobility rivolto alle organizzazioni Mobile First o che vogliono diventarlo. Il primo appuntamento il 23 settembre Per rispondere con sempre maggior precisione alle necessità delle organizzazioni Mobile First, o che vogliono diventarlo, CleverMobile Solutions avvia una nuova serie di webinar focalizzata sulle tematiche dell’enteprise mobility. Nel quadro di questa […]

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Un percorso focalizzato sulle tematiche dell’enterprise mobility rivolto alle organizzazioni Mobile First o che vogliono diventarlo. Il primo appuntamento il 23 settembre

Per rispondere con sempre maggior precisione alle necessità delle organizzazioni Mobile First, o che vogliono diventarlo, CleverMobile Solutions avvia una nuova serie di webinar focalizzata sulle tematiche dell’enteprise mobility.

Nel quadro di questa iniziativa, i professionisti di CleverMobile Solutions forniranno utili indicazioni in merito alle best practice e alle migliori tecnologie per gestire la mobility aziendale. Attraverso un approccio a 360° delle esigenze e degli ostacoli che le aziende devono affrontare in ambito mobile, verranno esaminati i seguenti temi: gestione del parco mobile, scambio sicuro di informazioni sensibili, rispetto della privacy, nuove normative UE sul trattamento dei dati, controllo e riduzione dei costi del traffico dati.

I webinar in programma:

  • Venerdì 23 settembre 2016

Dati mobili: ottimizzarli e gestirli in modo sicuro, riducendo anche i costi

Le nuove generazioni di minacce alla sicurezza si possono fronteggiare attraverso una visibilità dettagliata sull’utilizzo dei dati e una migliore gestione del parco mobile aziendale, evitando inoltre l’effetto “bill shock”.

  • Venerdì 30 settembre 2016

Condividere informazioni sensibili e collaborare in sicurezza anche all’esterno dell’azienda

Condividere informazioni sensibili e confidenziali sia all’interno, sia all’esterno dell’azienda, da qualsiasi dispositivo, mantenendo standard di sicurezza elevati e in conformità con le normative richieste in materia di privacy.

  • Venerdì 7 ottobre 2016

Mobility e Cloud: come proteggere e gestire tutti i dispositivi in modo rapido, sicuro e scalabile

Come gestire la mobility aziendale attraverso una soluzione cloud-based che permetta di accelerare l’adozione di dispositivi e applicazioni mobili, per lavorare in modo più veloce, intelligente e sicuro.

  • Venerdì 14 ottobre 2016

UE GDPR: può la classificazione dei dati aiutare le aziende a diventare conformi alle nuove normative?

Fare degli utenti una parte attiva della strategia aziendale può essere utile per rendere le organizzazioni conformi alle nuove normative UE (GDPR UE) in materia di protezione dei dati e privacy.

  • Venerdì 21 ottobre 2016

Diventare Mobile First attraverso un progetto di Enterprise Mobility Management efficace

La definizione di una roadmap efficiente per la mobilità aziendale passa anche attraverso la flessibilità e la scalabilità di una piattaforma EMM evoluta per organizzazioni Mobile First.

Per consultare il calendario dei webinar gratuiti in programma e per registrarsi cliccare qui

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