etichette – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 16:19:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png etichette – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Tracciabilità digitale di prodotto, quando le bottiglie parlano https://www.datamanager.it/2017/07/tracciabilita-digitale-prodotto-le-bottiglie-parlano/ Mon, 17 Jul 2017 09:06:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128772 I clienti si attendono un’esperienza di acquisto sempre più coinvolgente e omnicanale. Le applicazioni di marketing 4.0 nel retail sono quelle più sexy. E il vino è uno dei prodotti più attraenti, perché mette insieme emozioni, cultura e tante storie da raccontare. Attraverso l’applicazione di specifici codici QR, uno diverso per ogni referenza di prodotto, […]

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I clienti si attendono un’esperienza di acquisto sempre più coinvolgente e omnicanale. Le applicazioni di marketing 4.0 nel retail sono quelle più sexy. E il vino è uno dei prodotti più attraenti, perché mette insieme emozioni, cultura e tante storie da raccontare. Attraverso l’applicazione di specifici codici QR, uno diverso per ogni referenza di prodotto, sulla retroetichetta di ogni bottiglia, le Cantine Lenotti sono in grado di conoscere in tempo reale non solo la destinazione geolocalizzata dei vini, ma possono entrare in contatto con il consumatore, instaurando un rapporto di comunicazione one-to-one, nella lingua del cliente.

 

L’azienda ha un’impronta molto famigliare, ma una visione da public company, con i genitori Giancarlo, enologo e responsabile produzione e impianti, Marina, responsabile vendite Italia e il figlio Claudio, responsabile vendite estero, che nella foto (a sinistra) è insieme a Tiziano Tresanti, founder e amministratore di airpim che ha realizzato il progetto. Le parole d’ordine sono: qualità, internazionalizzazione e innovazione. Più del 90 per cento della produzione viene venduta all’estero. In un’ottica di continuo miglioramento del business e di fidelizzazione del rapporto con la clientela, le Cantine Lenotti hanno intrapreso un percorso di trasformazione digitale. «Si tratta di una evoluzione che ogni azienda, che produce prodotti destinati al consumo, deve affrontare» – spiega Claudio Lenotti.


#marketing40 #cantinelenotti Le bottiglie che parlano con l’app di @airpim
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«Nel mondo del vino, in particolare, c’è una richiesta di informazioni, da parte di chi consuma il vino che solo il produttore sa fornire. Inoltre, il produttore stesso ha la necessità di conoscere e contattare con azioni di marketing chi effettivamente consuma i prodotti. Poterli raggiungere con strumenti digitali permette all’azienda, con costi assolutamente alla portata, di essere protagonista diretto nel rapporto di fidelizzazione della clientela». La tracciabilità di prodotto ha permesso a Lenotti di attivare una raccolta dati direttamente dal mercato, semplice e automatizzata, che si aggiorna in tempo reale: un sistema che, nel massimo rispetto della privacy, porta informazioni dall’esterno all’interno dell’azienda. Così facendo, Lenotti può profilare i suoi clienti, tenerli aggiornati rispetto alle novità di prodotto, informarli su annate speciali, invitarli a degustazioni e a visite nella propria cantina a Bardolino sul Lago di Garda e coinvolgerli in iniziative realizzate attraverso il club digitale “Lenotti & friends”.

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Legambiente smaschera le etichette energetiche degli elettrodomestici https://www.datamanager.it/news/legambiente-smaschera-le-etichette-energetiche-degli-elettrodomestici-57564.html Tue, 24 Jun 2014 15:29:47 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/legambiente-smaschera-le-etichette-energetiche-degli-elettrodomestici/ Si chiama “Etichetta furbetta” l’indagine condotta da Legambiente e dal Movimento Difesa del Cittadino nell’ambito di Marketwatch, che ha messo in luce come ben il 41% delle etichette energetiche di tv, frigoriferi, forni elettrici e condizionatori siano erronee, oppure non siano presenti o vengono volontariamente occultate, confondendo i consumatori e inficiando una scelta consapevole Il […]

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Si chiama “Etichetta furbetta” l’indagine condotta da Legambiente e dal Movimento Difesa del Cittadino nell’ambito di Marketwatch, che ha messo in luce come ben il 41% delle etichette energetiche di tv, frigoriferi, forni elettrici e condizionatori siano erronee, oppure non siano presenti o vengono volontariamente occultate, confondendo i consumatori e inficiando una scelta consapevole

Il progetto pilota unisce 16 associazioni che affiancano le istituzioni nel controllo delle etichette energetiche sul mercato.

Al vaglio ben 2.522 prodotti, di cui uno su tre è venduto senza etichetta, con l’etichetta fuori posto o erronea.

Le peggiori etichette? Al primo posto degli elettrodomestici incriminati sono le cantinette, i condizionatori e i televisori; grave mancanza soprattutto se si pensa ai consumi di una vecchia tv al plasma: più del doppio rispetto ad un televisore a LED.

L’elevata efficienza energetica degli elettrodomestici è alla base del risparmio del consumatore, per questo è fondamentale che la legislazione UE sull’etichettatura energetica venga rispettata.

Costi che gravano sulle famiglie

Il vicepresidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini ha ricordato al riguardo come “le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono, nel loro congiunto, una delle più grandi operazioni ambientali della storia europea e mondiale. La loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia, a ciò si aggiunge il vantaggio ambientale dato che il taglio annuale alle emissioni climalteranti sarebbe pari a 500 milioni di tonnellate di CO2: si tratta dell’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa”.

Tuttavia, come si evince dall’indagine Legambiente e MDC, “queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizioni di scegliere correttamente i prodotti in vendita” spiega Zanchini, aggiungendo che “alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico”.

Lo scandalo delle etichette furbette 

L’indagine ha smascherato etichette spesso mal posizionate, collocate in angoli ciechi o a più di 2 metri di altezza rendendone difficile o perfino impossibile la lettura.

Ma non è finita qui: lo scandalo delle etichette furbette include anche etichette fotocopiate, scritte a mano o al computer dal personale del negozio. I negozi online invece sono accusati di una gran dispersione delle informazioni su pagine diverse, soprattutto quando è presente una scheda tecnica da scaricare seguendo un link.

In altri casi si parla di informazioni limitate, come la classe energetica e non il consumo annuale, oppure prive di altri dati previsti dalla legislazione (rumore, coefficienti prestazionali, consumo di acqua, etc).

Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino, ha ricordato che “la strada da percorrere in materia di etichettatura energetica è ancora molto lunga”.

“L’indagine ha messo in evidenza come la scarsa attenzione dei rivenditori e la vendita di prodotti non conformi sia un fenomeno notevolmente diffuso in Italia e in particolare nei negozi online“, afferma Luongo. “Le ricadute si misurano in termini di spreco energetico e quindi dell’aumento bolletta per i consumatori e si traducono in un danno ambientale”.

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HP aiuta Ro.Ma a soddisfare la domanda di etichette personalizzate di alta qualità https://www.datamanager.it/news/hp-aiuta-roma-soddisfare-la-domanda-di-etichette-personalizzate-di-alta-qualit-52910.html Mon, 20 Jan 2014 17:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/hp-aiuta-ro-ma-a-soddisfare-la-domanda-di-etichette-personalizzate-di-alta-qualita/ Il produttore leader di etichette adesive aumenta la produttività, la flessibilità e l'agilità del proprio business grazie alle stampanti digitali HP Indigo WS6600

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Il produttore leader di etichette adesive aumenta la produttività, la flessibilità e l’agilità del proprio business grazie alle stampanti digitali HP Indigo WS6600

HP ha annunciato che il produttore leader nel mondo di etichette adesive, Ro.Ma S.p.A. – Etichette Autoadesive, ha aumentato la sua capacità produttiva con l’acquisizione di una terza stampante digitale HP Indigo WS6600 per soddisfare la crescente domanda di etichette personalizzate di alta qualità.

Ro.Ma utilizza tecnologie avanzate per disegnare e produrre etichette multi-pagina in modo rapido, efficiente ed economicamente efficace. Il reparto produzione dell’azienda comprende più di 15 linee e ognuna offre la possibilità di combinare tecniche di stampa offset, a rilievo, flessografia, serigrafia, stampa a caldo e digitale sulla stessa etichetta, per consentire il massimo della creatività e ottenere il massimo dell’impatto.

“Le nostre linee di produzione lavoravano sempre a pieno ritmo e avevamo bisogno di aumentare la nostra capacità per soddisfare le richieste dei nostri clienti” sottolinea Marco Rossi, CEO di Ro.Ma. “Con l’aggiunta di un terzo sistema di stampa digitale HP Indigo WS6600 possiamo aumentare le nostre capacità di produzione e stampa e offrire etichette a richiesta e tirature brevi e a costi competitivi. Grazie ad HP Indigo WS6600, che abbiamo appena installato, potremo muovere un volume di circa 1,000,000m² di etichette dalla stampa convenzionale a quella digitale”.

La flessibilità e la rapidità dei tempi di risposta del sistema di stampa digitale HP Indigo WS6600 permetterà alla società Ro.Ma di produrre rapidamente etichette personalizzate con un’alta qualità dell’immagine e colori sempre uniformi. Un flusso di lavoro digitale semplificato, con un alto livello di automazione, minimizza i tempi di consegna dei materiali stampati, mentre la capacità di gestire un’ampia gamma di substrati permette all’azienda di creare etichette uniche dal punto di vista dell’estetica e delle soluzioni.

“Prevediamo una forte crescita del mercato delle etichette e del packaging, sia in Italia che in tutta l’area EMEA” sottolinea Enrico Monteverdi, HP Indigo Market development manager. “Grazie alle nuove HP Indigo WS6600, Ro.Ma sta cogliendo tutte le opportunità di business che si stanno creando per la crescente esigenza del mercato che necessità di sistemi per tirature brevi di etichette di alta qualità”.

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Google batte l’Antitrust: Google.com rimarrà uguale a prima https://www.datamanager.it/news/google-batte-lantitrust-googlecom-rimarr-uguale-prima-50829.html Tue, 29 Oct 2013 15:33:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/google-batte-lantitrust-google-com-rimarra-uguale-a-prima/ Google non cambierà faccia. La conferma arriva direttamente da fonti della Comunità Europea che hanno affermato che nell'accordo fra Big G e l'Ue non è prevista la modifica della visualizzazione dei risultati sul motore di ricerca di Montain View

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Google non cambierà faccia. La conferma arriva direttamente da fonti della Comunità Europea che hanno affermato che nell’accordo fra Big G e l’Ue non è prevista la modifica della visualizzazione dei risultati sul motore di ricerca di Montain View

Google vs Antitrust

Il colosso del web era stato accusato nel vecchio continente di limitare l’agire dei propri inserzionisti e di limitare la visibilità dei servizi concorrenti, rischiando così una multa pari al 10% del fatturato annuo. L’ultima proposta inviata a Bruxelles, dopo che la prima era stata considerata “migliorabile” e la seconda “inadeguata“, sembra abbia sancito la definitiva vittoria di Google nella tenzone con l’Ue. Il Comissario Joaquin Almunia ha ritenuto infatti l’ultima soluzione di Big G “significativamente migliorata”. Gli ultimi dati raccolti dall’Ue hanno infatti permesso di dire che con le nuove policy la concorrenza è stata ristabilita. La risposta definitiva arriverà dai feedback degli utenti e di 125 competitor.

La proposta di Google

Google ha proposto all’Ue di rendere visibili i link dei concorrenti con testi dinamici e loghi. Google AdWords darà più spazio ai piccoli inserzionisti mentre per quanto riguarda gli editori questi potranno bloccare la pubblicazione dei propri articoli sul motore di ricerca senza perdere nulla dal lato dell’indicizzazione e non saranno più costretti ad usare in esclusiva il servizio di Big G, che istituirà una figura apposita per controllare che le norme siano applicate alla lettera per i prossimi 5 anni.

Per quanto riguarda gli utenti non cambierà granché. Gli utilizzatori del motore di ricerca potranno scegliere di nascondere i risultati dei concorrenti di Google con un semplice clic. L’operazione sarà valida per tutte le categorie.

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Antitrust: Almunia ritene migliorate le proposte di Google, l’accordo si avvicina https://www.datamanager.it/news/antitrust-almunia-ritene-migliorate-le-proposte-di-google-laccordo-si-avvicina-50118.html Tue, 01 Oct 2013 15:18:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/antitrust-almunia-ritene-migliorate-le-proposte-di-google-laccordo-si-avvicina/ Il Commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia ritiene "significativamente migliorata" l'ultima proposta di Google per evitare la multa per posizione dominante nelle ricerche online

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Il Commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia ritiene “significativamente migliorata” l’ultima proposta di Google per evitare la multa per posizione dominante nelle ricerche online

Dopo un tira e molla di quasi due anni lo scontro fra Google e Unione Europea sembra arrivato al suo epilogo. Big G è accusata di premiare i suoi prodotti sul proprio motore di ricerca in modo illecito e di impedire una libera gestione delle campagne pubblicitarie. Nel corso degli anni Mountain View ha inviato al Comissario europeo per la Concorrenza, Joaquin Almunia, diverse proposte, tra cui quella di etichettare i risultati, per evitare una multa che può arrivare fino al 10% del fatturato, pari a circa 3,7 miliardi di euro.

La prima soluzione è stata ritenuta “migliorabile” mentre la seconda è stata definita “inadeguata“. L’ultima proposta inviata a settembre potrebbe essere quella risolutiva. Entrambe le parti sono desiderose di giungere al più presto ad un accordo poiché “gli utenti europei vogliono una concorrenza non distorta e libertà di scelta nel search online e nell’advertising basato sul search. La vogliono ora e, se possibile, la meritano ora, non dopo anni di controversie”, come ha sottolineato Almunia.

La soluzione di Google

Google ha proposto di dare maggiore visibilità ai servizi dei concorrenti che potranno posizionare il proprio logo vicino alla propria offerta insieme ad un testo dinamico che ne spieghi le potenzialità. Big g aprirà le proprie ricerche anche ai player più piccoli mentre chi non vorrà apparirvi usufruirà di meccanismi di opt-out più precisi. In materia di pubblicità, invece, Google garantirà una maggiore libertà nell’organizzazione delle campagne.

“Le proposte sono significativamente migliorate”

“Non posso svelare gli aspetti confidenziali, né anticipare le conclusioni dell’indagine antitrust in corso – ha spiegato Almunia – ma cercherò di dare più informazioni possibili entro questi limiti”. La proposta di Google è stata ritenuta “significativamente migliorata” dal Comissario UE per la Concorrenza, che ora auspica il raggiungimento di un accordo entro la primavera 2014 dopo un periodo di valutazione degli effetti sul mercato analizzati anche da esperti esterni agli organi europei.

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Apple porta la pubblicità su iRadio con iAd https://www.datamanager.it/news/apple-porta-la-pubblicit-su-iradio-con-iad-47694.html Thu, 06 Jun 2013 10:46:25 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/apple-porta-la-pubblicita-su-iradio-con-iad/ Secondo alcune indiscrezioni, Apple sarebbe intenzionata ad affindare alle etichette non solo le royalties ma anche il 10% dei proventi degli spot pubblicitari realizzati su iAd

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Secondo alcune indiscrezioni, Apple sarebbe intenzionata ad affindare alle etichette non solo le royalties ma anche il 10% dei proventi degli spot pubblicitari realizzati su iAd

Emergono nuove indiscrezioni sullo streaming musicale di Apple iRadio, che potrebbe essere presentato al prossimo WWDC 2013. Pare che un ex dirigente della Mela abbia confermato che il servizio trasmetterà anche gli spot pubblicitari di iAd, la piattaforma pubblicitaria di Cupertino. Un modello simile è stato adottato dal rivale Spotify.

Royalties + pubblicità

Secondo i rumors iRadio sarà disponibile gratuitamente con la pubblicità e in formato premium senza interruzioni. Gli spot permetteranno ad Apple di corrispondere alle case discografiche il 10% dei proventi delle campagne ai titolari del copyright. In questo modo la Mela potrà sopperire a royalties inferiori per le etichette rispetto ai concorrenti come Google Play All Access.

Solitamente è iAd ad accollarsi tutto il processo creativo e la distribuzione dei contenuti promozionali. Ora bisognerà vedere se le label saranno disposte ad avere così poca voce in capitolo.

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Antitrust Ue: la proposta di Google sulle ricerche va migliorata https://www.datamanager.it/news/antitrust-ue-la-proposta-di-google-sulle-ricerche-va-migliorata-47393.html Tue, 28 May 2013 16:45:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/antitrust-ue-la-proposta-di-google-sulle-ricerche-va-migliorata/ Il commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia ha presentato alcuni rimedi per migliorare la proposta di Google di etichettare le ricerche

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Il commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia ha presentato alcuni rimedi per migliorare la proposta di Google di etichettare le ricerche

Dal 2010 Google è accusata dall’Unione Europea e dagli inserzionisti di favorire sul proprio motore di ricerca i propri servizi a discapito di quelli dei suoi concorrenti. Per concludere la questione ed evitare sanzioni che possono essere pari al 10% del fatturato, Big G aveva proposto di etichettare i propri servizi evidenziando allo stesso tempo i link ai motori di ricerca verticali dei concorrenti. La proposta è stata ben accolta ma qualcosa deve essere ancora limato.

La proposta va migliorata

Il Commissario alla concorrenza Joaquin Almunia ha espresso al Parlamento europeo i suoi rimedi per rendere la proposta di Google più accettabile. L’Ue ha iniziato una fase di test in cui si chiede alle aziende di esprimere un parere sull’operato di Mountain View. “Dopo aver analizzato le risposte ricevute, chiederemo probabilmente a Google di migliorare le sue proposte, sicuro al 100%”, ha affermato Almunia.

A Bruxelles sono già pervenute numerose critiche e si è deciso di estendere il periodo di prova fino al 27 giugno. Il motore di ricerca verticale Foundem ha ad esempio affermato che i provvedimenti presi da Google porteranno ad “una potenziale escalation d’abusi, fornendo uno strumento anti competitivo nuovo e immensamente potente” e che molti dei servizi inserzionistici di Big G diverranno a pagamento.

La risposta di Google

Al Verney, portavoce di Google, ha affermato in una nota che Big ritiene che la “proposta alla Commissione Ue affronti le quattro principali obiezioni sollevate (abuso di posizione dominante, degrado del Quality Score, clausole di esclusività e restrizioni alla portabilità). Continuiamo a lavorare con Bruxelles per risolvere il caso”. In Europa i problemi per Google non finiscono qui. Ventisette Garanti della privacy dell’Unione sono pronti a prendere provvedimenti per tutelare i dati personali dei suoi clienti e il consorzio Fairsearch ha accusato Big di utilizzare Android allo scopo di rubare le informazioni degli utenti. Su quest’ultima questione Almunia ha detto di non aver ancora deciso se aprire un’inchiesta formale.

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Google cede all’Antitrust: “etichetteremo i risultati” https://www.datamanager.it/news/google-cede-allantitrust-etichetteremo-i-risultati-45999.html Mon, 15 Apr 2013 14:42:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/google-cede-allantitrust-etichetteremo-i-risultati/ Google ha proposto all’Ue di etichettare i propri servizi indicando quali siano i suoi prodotti. Molti analisti sono convinti che ciò possa comunque favorire Big G

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Google ha proposto all’Ue di etichettare i propri servizi indicando quali siano i suoi prodotti. Molti analisti sono convinti che ciò possa comunque favorire Big G

La disputa fra l’Unione Europea e Google potrebbe presto finire. Nel 2010 l’azienda di Mountain View era stata accusata di favorire i suoi servizi eliminando così la possibilità di un mercato concorrenziale. Big G è corsa ai ripari all’ultimo minuto della scadenza concessagli dall’Ue e ora ha preparato un pacchetto di proposte che prevedono delle etichette per segnalare agli utenti quali servizi sono di sua proprietà.

La proposta

Google per 5 anni etichetterà i suoi servizi sul suo motore di ricerca e darà più visibilità ai concorrenti evidenziando i link ai motori di ricerca verticali dei concorrenti. Il suo operato sarà monitorato da un amministratore fiduciario. Se la nuova politica di Google non sarà accettata dall’Ue, questa potrà infliggergli una multa pari al 10% del suo fatturato globale che nel 2012 è stato di quasi 50 miliardi di dollari.

Gli analisti non sono convinti

Molti analisti non sono convinti che la proposta di Google ristabilirà davvero la meritocrazia sul suo motore di ricerca. “Un modello di etichettatura diverso è un non-inizio o peggio e rappresenterebbe un grande fallimento per la Commissione dopo una davvero lunga indagine”, ha spiegato David Wood, consigliere legale dell’Initiative for a Competitive Online Marketplace. Ben Edelman, professore associato ad Harvard, ha dichiarato: “Alcune etichette sarebbero inefficaci o dannose, dato che etichettare un contenuto come ‘risultato Google’, potrebbe in qualche modo voler significare che quel contenuto è migliore di altri”.

Se per Google la questione dell’imparzialità si sta forse per chiudere, è invece ancora apertissima la vicenda che vede accusato Big G di utilizzare Android per rubare i dati degli utenti e instaurare un monopolio. Infine, Microsoft ha ancora attaccato Google in materia di privacy affermando che Google Play è uno strumento per raccogliere informazioni da inviare poi a terze aziende partner che possono utilizzarle come meglio credono.

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