Gis – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 13:00:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Gis – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 HP lancia nuove stampanti di grande formato per la creazione di mappe GIS https://www.datamanager.it/2018/02/hp-lancia-nuove-stampanti-grande-formato-la-creazione-mappe-gis/ Thu, 08 Feb 2018 18:00:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140746 Le stampanti HP DesignJet T1700 con HP Secure Boot e Whitelisting sono ideali per gli ambienti aziendali e la Pubblica Amministrazione HP Inc. ha presentato le stampanti HP DesignJet T1700, soluzioni da 44 pollici di nuova generazione che consentono ai gruppi di lavoro CAD e GIS (Geographic Information System) di produrre mappe e documenti altamente […]

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Le stampanti HP DesignJet T1700 con HP Secure Boot e Whitelisting sono ideali per gli ambienti aziendali e la Pubblica Amministrazione

HP Inc. ha presentato le stampanti HP DesignJet T1700, soluzioni da 44 pollici di nuova generazione che consentono ai gruppi di lavoro CAD e GIS (Geographic Information System) di produrre mappe e documenti altamente accurati con potenti capacità di elaborazione e maggiori livelli di sicurezza.

Le nuove funzionalità rendono HP DesignJet T1700 una tra le stampanti di grande formato per i gruppi di lavoro più sicure attualmente disponibili, con funzionalità progettate per aiutare le aziende a stampare i documenti realizzati con applicazioni CAD e GIS proteggendo al tempo stesso le stampanti e i dati da accessi non autorizzati o pericolosi, in settori come la costruzione di infrastrutture, la pianificazione urbanistica o i servizi pubblici, quali petrolio, acqua, gas ed elettricità.

“La sicurezza oggi è una delle principali preoccupazioni per le aziende, perché i dispositivi connessi e gli spazi aperti negli uffici sono sempre più diffusi. Allo stesso tempo, le violazioni dei dati stanno aumentando a un ritmo allarmante. Nella prima metà del 2017, il Breach Level Index ha superato il 160%”, ha dichiarato Guayente Sanmartin, General Manager and Global Head della divisione Large Format Design Printing di HP Inc. “Le stampanti della serie HP DesignJet T1700 includono tecnologie di sicurezza esclusive e avanzate, progettate per proteggere le stampanti di rete aziendali, i documenti e i dati”.

Le nuove stampanti presentano caratteristiche di sicurezza quali un nuovo disco rigido con crittografia automatica nella stampante, che risulta leggibile solo dalla stampante stessa, anche se viene rimosso dal dispositivo. Per un livello superiore di sicurezza, HP Secure Boot garantisce la protezione del BIOS, mentre Whitelisting consente di installare ed eseguire nel dispositivo unicamente firmware approvato.

Un potente processore per la massima facilità di stampa

Le dimensioni dei file GIS sono in continuo aumento, così come la loro complessità e i dati che contengono. Per elaborare senza problemi queste informazioni e migliorare l’esperienza di stampa per i professionisti, la stampante HP DesignJet T1700 offre una nuova e potente architettura di elaborazione che utilizza un disco rigido da 500 GB. La possibilità, per la prima volta su un prodotto di questa tipologia, di incorporare Adobe PDF Print Engine consente di gestire in modo più efficiente file molto pesanti e di conseguenza, di liberati praticamente in modo immediato i PC per continuare a lavorare.

HP DesignJet T1700 offre anche una migliore qualità del colore e un livello superiore di precisione per mappe e rendering più accurati, consentendo ai gruppi di lavoro GIS di prendere decisioni migliori. Una nuova serie di sei inchiostri HP Bright Office Ink con profili di colori ottimizzati e una testina di stampa ad alta densità producono immagini di alta qualità con colori vividi e più precisi, compresi i grigi e i toni tenui. Inoltre, il software di stampa HP Click può essere utilizzato da tutti i membri del team per stampare con facilità set di progetti e documenti PDF.

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Difesa e Spazio: Esri e Airbus insieme per l’efficienza dei processi di analisi geospaziale https://www.datamanager.it/2017/12/difesa-spazio-esri-airbus-insieme-lefficienza-dei-processi-analisi-geospaziale/ Wed, 06 Dec 2017 11:55:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136892 Esri ha siglato un accordo con Airbus Defense and Space, che prevede l’integrazione del GIS (Geographic Information System) con la missione di Airbus di utilizzare creatività e innovazione per affrontare le enormi sfide economiche, sociali e ambientali del pianeta. L’accordo, che ha dimensioni globali e coinvolge tutti gli affiliati di Airbus Defense e Space, include […]

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Esri ha siglato un accordo con Airbus Defense and Space, che prevede l’integrazione del GIS (Geographic Information System) con la missione di Airbus di utilizzare creatività e innovazione per affrontare le enormi sfide economiche, sociali e ambientali del pianeta.

L’accordo, che ha dimensioni globali e coinvolge tutti gli affiliati di Airbus Defense e Space, include numerosi integrazioni per consentire l’utilizzo completo della piattaforma ArcGIS di Esri da parte del colosso europeo dell’aereospazio, che utilizza la tecnologia Esri ormai già da 26 anni.

“Si prevede che la portata di questo accordo vada ben oltre l’uso che oggi Airbus Defence and Space fa dei sistemi informativi geografici”, afferma Greg Buckman, responsabile delle attività di intelligence di Airbus Defense and Space nel Nord America. “L’accesso a livello Enterprise alla piattaforma ArcGIS fornirà nuove e più veloci funzionalità di analisi spaziale attraverso servizi Web per supportare le iniziative chiave di Airbus, offrendo possibilità di riduzione dei costi e maggiore rapidità nella commercializzazione, migliorando inoltre funzionalità cruciali e trasversali a molti settori, su base globale”.

“Esri condivide questa visione ed è pronta a supportare Airbus Defense and Space attraverso l’implementazione di ArcGIS Enterprise”, ha dichiarato Lawrie Jordan, direttore Imagery and Remote Sensing di Esri. “Disporre di una piattaforma GIS completa è vitale per organizzazioni come Airbus Defense e Space, che operano su scala globale e per le quali la consapevolezza geografica è un elemento fondamentale”.

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Energia 4.0: Eni ed Esri rinnovano la partnership tecnologica https://www.datamanager.it/2017/09/energia-4-0-eni-ed-esri-rinnovano-la-partnership-tecnologica/ Fri, 15 Sep 2017 13:58:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131025 Esri Italia lavorerà con Eni all’evoluzione dei sistemi GIS enterprise per la gestione, la distribuzione e condivisione di dati, mappe, immagini geo-referenziate, servizi web e progetti tra la sede centrale e le consociate Prosegue la collaborazione tra Esri Italia, azienda leader nelle soluzioni geospaziali, e Eni, che rinnovano per altri tre anni la loro partnership […]

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Esri Italia lavorerà con Eni all’evoluzione dei sistemi GIS enterprise per la gestione, la distribuzione e condivisione di dati, mappe, immagini geo-referenziate, servizi web e progetti tra la sede centrale e le consociate

Prosegue la collaborazione tra Esri Italia, azienda leader nelle soluzioni geospaziali, e Eni, che rinnovano per altri tre anni la loro partnership tecnologica. L’accordo prevede l’estensione dell’uso della tecnologia ArcGIS Enterprise non solo per le aziende della Corporate con sede in Italia, ma anche per le circa 40 consociate Eni operative in tutto il mondo.

L’iniziativa porterà al consolidamento di ArcGIS Enterprise nell’ambito dei sistemi informativi di Eni e alla sperimentazione delle tecnologie Esri più avanzate in ambito Analytics e Big Data, con l’utilizzo di strumenti come ArcGIS Geoanalytics Server e, per il Real Time, ArcGIS GeoEvent Server. Eni ha già realizzato con il supporto di Esri Italia un sistema GIS aziendale (Geographic Information System) per consentire alla sede centrale e alle sue affiliate di gestire, distribuire e condividere dati, mappe, immagini geo-referenziate, servizi web e progetti. Il patrimonio informativo geografico diventa così facilmente accessibile dal desktop e da applicazioni web e mobile.

La nuova piattaforma GIS Enterprise Eni definisce un unico punto di accesso per gli utenti finali. Il sistema mette a disposizione un unico catalogo di dati mondiali. I progetti GIS e i relativi dati sono sincronizzati attraverso un motore GIS proprietario dalle affiliate verso la sede e viceversa.

La scelta di rinnovare la partnership per ulteriori tre anni conferma l’importanza della trasformazione digitale del settore energetico mondiale, che vede nell’informazione geografica una delle sue chiavi di successo.

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La nuova era del GIS https://www.datamanager.it/2016/10/la-nuova-del-gis/ Thu, 20 Oct 2016 12:46:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111932 Dall’agricoltura di precisione all’analisi dei cambiamenti territoriali e del flusso di trasporti e persone. Il GIS del nuovo millennio è cresciuto notevolmente rispetto al monitoraggio geospaziale di qualche anno fa, quando la tecnologia era meno avanzata e i costi di utilizzo di strutture e software ne precludevano l’accesso ai più Oggi, grazie alla diffusione di […]

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Dall’agricoltura di precisione all’analisi dei cambiamenti territoriali e del flusso di trasporti e persone. Il GIS del nuovo millennio è cresciuto notevolmente rispetto al monitoraggio geospaziale di qualche anno fa, quando la tecnologia era meno avanzata e i costi di utilizzo di strutture e software ne precludevano l’accesso ai più

Oggi, grazie alla diffusione di una cartografia di base e all’integrazione di informazioni derivanti da fonti diverse, è molto più semplice produrre una mappa “intelligente”, che risponda a esigenze concrete e specifiche. Pensiamo all’analisi catastale, al monitoraggio delle colture ma anche allo studio degli interventi post-sismici e alla formazione didattica. Gli strumenti odierni permettono di utilizzare i dati territoriali come rivelatori di verità prima nascoste. Tale comprensione “aumentata” degli eventi, unita alle capacità everywhere and everytime di internet, consente di capire meglio come cambia il mondo in cui viviamo, conseguenza sia dell’intervento umano che della trasformazione naturale. In questo senso il GIS e le tecnologie derivate (come il Web GIS), donano a ricercatori, esperti e governi una visione più chiara su temi di vitale importanza tra cui l’inquinamento, la crescita demografica, l’urbanizzazione, l’immigrazione, l’erosione terrestre, lo sfruttamento energetico.

La geografia a servizio del pubblico

Non a caso, già diversi comuni italiani hanno imparato a sfruttare la geolocalizzazione per progetti specifici, volti a donare maggior valore ad alcuni dati sia a scopo pubblico sia privato. Tra questi, la Città di Cuneo, con l’iniziativa SIT/GIS, la cui raccolta di metadati si basa sullo standard europeo CEN/TC 287, adottato dalla Regione Piemonte qualche anno fa, e che prevede una serie di procedure per la compilazione e l’identificazione dei dataset recepiti, da far rientrare all’interno di processi amministrativi ben precisi. Già qui si nota, grazie al lavoro dell’UE, una maggiore contestualizzazione di ciò che vuol dire monitoraggio ambientale. Se in passato, vista la mancanza di norme ad hoc, il panorama che avevamo dinanzi era quello in cui ogni soggetto (singolo o di gruppo) svolgeva a proprio modo le attività di immagazzinamento, ora i decisori hanno avvertito l’esigenza di stabilire delle linee guida che non solo delimitino la collezione dei dati ma anche le modalità con cui renderli davvero utili per la collettività. Ma gli esempi sono tanti: dal Comune di Ravenna a Moncalieri, passando per il GeoPortale di Paternò e il WebGIS di Cagliari.


Michele Ieradi @Esriitalia Cresce la domanda di applicazioni e soluzioni #GIS e #WebGIS
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I GIS big data                                              

Tuttavia, i dati da soli non bastano a circoscrivere un avvenimento e a renderlo pienamente comprensibile. In tale ottica, il lavoro dei GIS acquista valore quando rientra in quell’insieme di elementi che, singolarmente recepiti, formano un sistema territoriale globale. Stiamo parlando dei big data dell’informazione geospaziale, un complesso insieme di informazioni capaci di restituire una visione a 360 gradi di un evento. Milioni di terabyte possono essere indicizzati e catalogati solo tramite strumenti creati apposta per veicolare ogni flusso nella giusta direzione. Si tratta di una catena hardware/software che può rispondere a determinati quesiti solo se presa nella sua totalità, con il rischio che una singola parte dia risposte ben diverse dall’ecosistema generale. Un esempio? Che significato può avere il resoconto di un sensore che ha verificato un eccessivo innalzamento dei livelli di piena di un fiume se non messo in relazione con il quantitativo di pioggia caduta nei giorni immediatamente precedenti o con il trend di misurazione degli ultimi anni? La necessità non è dunque solo quella di dotarsi di sistemi di rilevazione all’avanguardia atti a registrare gli eventi, ma di soluzioni integrate e coerenti, aperte e personalizzate. Integrazione e attivazione: in che modo i sistemi informativi territoriali possono convivere con i programmi già presenti presso l’ente o in azienda? «La chiave dello sviluppo futuro del mercato IT è proprio l’integrazione dei sistemi. E il GIS è uno degli attori principali di questo processo» – ci dice Michele Ieradi, direttore tecnico di Esri Italia. «Integrazione significa semplificare e ridurre i costi, obiettivo reso molto più semplice dalle piattaforme di Esri, che sono interoperabili e già integrate con quelle dei maggiori vendor di tecnologia. In tal senso, è molto interessante l’esperienza che abbiamo condotto con Acea, con cui è stato possibile implementare i sistemi informativi dell’azienda attraverso la realizzazione di un unico sistema integrato GIS-SAP, che ha generato un sostanziale valore per la compagnia».

Internet come abilitatore

Ma prima di tutto ciò, il passaggio dalla vecchia alla nuova era del GIS è rappresentato dall’avvento su larga scala del web. Con oltre tre miliardi di persone che al mondo usano internet, è chiaro che il sistema di rilevazione territoriale abbia tratto gran parte delle sue innovazioni proprio dalla rete. «Con la progressiva diffusione del web, il GIS è diventato sempre più uno strumento per comunicare informazioni attraverso mappe e immagini» – spiega Ieradi. «Dopo il 2005, la diffusione di Google Maps e poi di ArcGIS Online, hanno fatto diventare il GIS di dominio pubblico. Esri ha seguito attentamente questa rivoluzione e ha investito molto per trasformare una tecnologia nata per professionisti in una piattaforma WebGIS accessibile a chiunque. Per questo, la nostra soluzione può essere applicata a tutti i settori di un’azienda, per renderne più efficiente la produttività».

Ed è proprio il WebGIS ad abilitare una nuova serie di applicazioni che oramai è possibile far entrare negli uffici e nel business di tanti operatori, provenienti da settori prima totalmente estranei alle logiche di analisi del territorio. Oltre ai contesti “consolidati” (catasto, emergenze naturali), quali sono i nuovi trend da tenere presente nella prossima era del GIS? È ancora Ieradi a risponderci: «Tutti i settori possono beneficiare delle tecnologie GIS, in grado di gestire una notevole mole di dati e dare valore alle informazioni geografiche di compagnie appartenenti a tanti mercati. Esri Italia sta prestando particolare attenzione agli ambiti Trasporti, Utility, Energia e Homeland Security, ai quali la piattaforma che proponiamo porta una notevole ottimizzazione nei processi».

La difesa del territorio          

Proprio in riferimento alla sicurezza nazionale, Esri ha previsto un quadro di riferimento fondamentale per alimentare, con il GIS, piani di salvaguardia di persone e strutture. Si tratta di una risposta concreta agli eventi terroristici che oramai interessano diverse zone del mondo ma anche a quella serie di calamità che un’intelligente mappatura territoriale può aiutare ad affrontare e superare. Per Esri, il software in grado di comunicare correttamente come e dove si sta spostando un fenomeno è ArcGIS, che può mettere assieme dati apparentemente separati, analizzare trend e comportamenti, fornendo linee guida attuative e funzionali. Se all’interno di un contesto del genere si intravedono sprazzi di futuro è perché gli sviluppi del GIS sono potenzialmente indecifrabili. Pensiamo alle smart city, ai droni, ai gadget IoT. Tutto è teoricamente un vettore di raccolta territoriale, capace di costruire mappe che sappiano cambiare sempre più velocemente, così da essere frammenti dinamici, dove i metadati sono parte integrante di un quadro complesso e ricco di spunti.


Michele Ieradi @Esriitalia BigData, social, IoT. Benvenuti nella nuova era del #GIS
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Il futuro del GIS                                   

Guardiamo allora a smartphone, tablet, wearable: in che modo l’estrema mobilità ha incentivato la propagazione di soluzioni GIS di uso professionale? «Con i device mobili è possibile produrre e inviare dati in tempo reale, da qualsiasi luogo in qualsiasi momento. Queste funzionalità hanno completamente rivoluzionato il lavoro sul campo, si pensi alle possibilità offerte in situazione di emergenza, come il terremoto in Centro Italia. Le forze impiegate per il soccorso hanno inserito sui propri device le informazioni, rese subito disponibili attraverso il WebGIS agli attori coinvolti» – afferma il direttore tecnico di Esri Italia.

Alla fine di agosto, dopo la prima delle scosse che hanno segnato il Centro Italia, Esri Italia si è attivata per fornire informazioni, dati geografici e supporto alle organizzazioni impegnate nella gestione dell’emergenza, come la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e la Croce Rossa Italiana (CRI). In particolare CRI ed Esri Italia hanno realizzato una mappa contenente i dettagli delle zone colpite dal sisma, assieme alle prime cartografie sui danneggiamenti e l’impegno assunto dalla stessa Croce Rossa. Contestualmente, la Protezione Civile ha attivato il Disaster Response Program di Esri, che fornisce software e assistenza attraverso un monitoraggio 24/7 e un aggiornamento costante in digitale della situazione.

IoT, un matrimonio imminente

L’esperienza raccontata da Michele Ieradi lo dimostra: c’è un notevole incremento della domanda di applicazioni e soluzioni GIS e WebGIS sia da parte dei consumatori finali che di organizzazioni e soggetti pubblici. Si tratta della conseguenza di quanto l’innovazione sia riuscita a rendere l’informazione geografica maggiormente fruibile, più interessante e utile per un numero crescente di attori. Il passo successivo, già in atto, è proprio quello di portare tutto ciò al grande pubblico, quello che accede a internet in mobilità.

Ma c’è dell’altro: alcune previsioni affermano come nel giro di cinque, al massimo dieci anni, le piattaforme GIS saranno maggiormente integrate nella vita quotidiana delle persone, come parte dell’Internet delle Cose, pensiamo per esempio alle auto del futuro, con navigatori che scaricheranno dati sul traffico direttamente dal satellite e in tempo reale. Qual è la visione di Esri in merito? «Il GIS giocherà un ruolo molto importante sotto questo punto di vista. Noi immaginiamo un sistema sempre più personalizzato e ritagliato sulle specifiche esigenze di ognuno. I sistemi saranno in grado di raccogliere dati sugli utenti per proporre informazioni idonee ai diversi bisogni. La vera rivoluzione avverrà nel settore automobilistico con la guida autonoma, dove il GIS riveste un ruolo di primaria importanza».


#sisma il Disaster Response Program di @Esriitalia Software e assistenza 24/7
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L’aspetto social

Il successo del web 2.0 sembra aver influenzato anche l’approccio alla fruizione della cartografia online. Pensiamo alla creazione di community dedicate, al public engagement, all’editing in crowdsourcing. Non è un segreto che il “social GIS” possa aumentare l’engagement della tecnologia e lo sviluppo di ulteriori soluzioni che partono dal basso: «L’uso del GIS si sta sempre più diffondendo tra le organizzazioni no profit e tra i media che utilizzano questi software per raccogliere e organizzare i propri dati e comunicare con il pubblico attraverso lo “storytelling with maps”. Le potenzialità di questi strumenti sono enormi per la capacità di coinvolgere e sensibilizzare le masse su tematiche importanti» – conclude Ieradi. E in effetti, la presentazione di cartografie per raccontare una storia è ciò che ha guidato la creazione di Story Maps, un servizio di ArcGIS che tutti possono usare per scoprire il potere delle mappe, una sorta di diario personale dal grosso impatto visivo, sintesi perfetta di dove può arrivare il GIS odierno.

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Esri Italia punta su giovani e startup https://www.datamanager.it/2016/09/esri-italia-punta-giovani-startup/ Mon, 19 Sep 2016 10:57:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109171 Con GEOsmartcampus, Esri Italia mette al centro la Digital Geography per lo sviluppo delle smart communities   Emilio Misuriello è amministratore delegato di Esri Italia da pochi mesi. L’attenzione agli sviluppi tecnologici nel settore della Earth Observation, dalla localizzazione di precisione, all’acquisizione diretta dei big data, passando per i servizi di analisi geospaziale in cloud, definisce […]

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Con GEOsmartcampus, Esri Italia mette al centro la Digital Geography per lo sviluppo delle smart communities

 

Emilio Misuriello è amministratore delegato di Esri Italia da pochi mesi. L’attenzione agli sviluppi tecnologici nel settore della Earth Observation, dalla localizzazione di precisione, all’acquisizione diretta dei big data, passando per i servizi di analisi geospaziale in cloud, definisce le coordinate della vision di Emilio Misuriello che coincide perfettamente con quella di Esri Italia. Continuità e innovazione sono le parole d’ordine di Misuriello, che prende l’impegno nei prossimi anni di far comprendere al mercato perché la tecnologia geospaziale sia fondamentale per lo sviluppo di un paese “smart” e perché Esri Italia e la sua rete siano i partner ideali. E per farlo, Misuriello punterà su giovani e startup. «Esri Italia è una azienda che conosco molto bene e con cui ho lavorato e lavoro in maniera diretta e indiretta da oltre 20 anni» – spiega a Data Manager, il nuovo AD di Esri Italia. «Il mercato delle applicazioni geospaziali è sempre stato una mia grande passione e quindi lavorare nell’azienda leader di questo mercato è per me un grande onore. L’azienda ha lavorato molto bene in questi anni e dare continuità a questo trend sarà la mia prima priorità. Il nostro obiettivo è lavorare sempre a maggiore contatto con l’amministrazione sia locale sia centrale, mantenendo e ampliando la presenza in questo mercato, e al tempo stesso rafforzando la nostra presenza nel settore della mobilità e del trasporto e in tutti gli ambiti connessi alle smart communities».

Imprenditoria giovanile e startup

«Geo e smart». Esri Italia punta su progetti e startup in grado di diffondere questi concetti. E per questo ha deciso di supportare e puntare sull’imprenditoria giovanile e le startup innovative. Grande impulso infatti, è stato dato da questo punto di vista da Marco Ratti (vice president for Innovation di Esri Italia) attraverso il programma Startup di Esri. «Il concetto portato avanti da Marco Ratti – spiega Misuriello – è che le startup sono realtà estremamente importanti in grado di stimolare il potenziale creativo a livello nazionale e internazionale. La Digital Geography e la tecnologia Esri, come affermato da Marco Ratti, sono una importante risorsa a disposizione di giovani imprenditori che vogliono promuovere progetti smart».

Con questa filosofia, Esri Italia ha deciso di sostenere il GEOsmartcampus, fondato dallo stesso Ratti. Si tratta del primo acceleratore tematico di imprenditoria giovane basato sulla Digital Geography, che promuove competenze e strumenti per lo sviluppo di soluzioni innovative. «Il GEOsmartcampus – racconta Misuriello – è stato concepito per dare un’opportunità di business a giovani professionisti, startup e PMI che si fanno “portatori” di progetti smart, attraverso la condivisione di tecnologie, conoscenza e cultura imprenditoriale. Un luogo dedicato dove i migliori progetti selezionati si possono realizzare, beneficiando di un ambiente tecnologicamente avanzato, con il contributo di enti di ricerca e di aziende leader globali».

Esri Italia, leader nel mercato italiano delle soluzioni geospaziali

Nata nel 1990, Esri Italia è Official Distributor di Esri Inc. per il mercato italiano. Esri Inc. è un’azienda con ricavi da 1,1 miliardi di dollari, più di 350mila clienti in tutto il mondo e 150 milioni di mappe create ogni giorno. «Le soluzioni geospaziali e la Piattaforma ArcGIS – spiega Misuriello – rappresentano, nell’era della digital geography, il linguaggio imprescindibile per comprendere e analizzare i fenomeni su base territoriale. Oggi, Esri Italia conta più di 100 collaboratori distribuiti in tre sedi e un fatturato di più di 18,5 milioni. La conoscenza geografica e l’analisi dei fenomeni su base territoriale rappresentano un valore aggiunto straordinario e un efficace strumento di business in numerosi ambiti di sviluppo, anche per la pubblica amministrazione. Non sempre però, è facile coglierne le potenzialità e capire gli investimenti tecnologici su cui puntare».

Perché scegliere ArcGIS?

Esri Italia è presente sul territorio grazie a una rete efficiente di partner e riesce a soddisfare le esigenze dei diversi settori di business che spaziano dalle pubbliche amministrazioni, alle aziende dei settori utilities, energia, risorse naturali, telecomunicazioni, trasporti e infrastrutture, commercio, finance&banking, dal mondo dell’education agli enti di ricerca, fino alle associazioni non-profit.

«ArcGIS – continua Misuriello – è la Piattaforma più completa e solida presente oggi sul mercato delle soluzioni geospaziali, sinonimo di tecnologia evoluta, facilità d’uso in un ambiente flessibile, efficienza e performance elevate». In particolare per la pubblica amministrazione. «Attraverso il nostro supporto e le nostre soluzioni – afferma Misuriello – la PA può rispondere alla sfida di rinnovarsi, in modo efficiente, innovativo e nei tempi richiesti dallo sviluppo della nostra società».

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Esri Italia, meno costi e più efficienza grazie alla geografia digitale https://www.datamanager.it/2016/04/esri-italia-meno-costi-piu-efficienza-grazie-alla-geografia-digitale/ Thu, 28 Apr 2016 10:06:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100031 L’industria geospaziale produce un fatturato globale annuo, stimato dalla rivista Geospatial World, pari a 270 miliardi di dollari e le aziende del settore pagano ogni anno salari per oltre 90 miliardi di dollari. Sono 350.000 le organizzazioni, 6 milioni gli utenti nel mondo, di cui 100.000 in Italia, che usano ArcGIS di Esri producendo ogni […]

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L’industria geospaziale produce un fatturato globale annuo, stimato dalla rivista Geospatial World, pari a 270 miliardi di dollari e le aziende del settore pagano ogni anno salari per oltre 90 miliardi di dollari.

Sono 350.000 le organizzazioni, 6 milioni gli utenti nel mondo, di cui 100.000 in Italia, che usano ArcGIS di Esri producendo ogni giorno 150 milioni di nuove mappe. È stato calcolato che grazie al GIS le aziende risparmiano il 30% sui costi operativi. Il 74% degli adulti utilizza il proprio smartphone per ottenere informazioni geolocalizzate. L’80%dei dati ha una componente geografica.

Sono alcuni dei dati emersi oggi durante l’inaugurazione della Conferenza Esri Italia 2016, l’appuntamento più importante del settore che riunisce ogni anno aziende, amministratori pubblici, esperti per fare il punto sullo stato dell’arte delle tecnologie geospaziali e le loro applicazioni. La Conferenza quest’anno ospita per 2 giorni 138 relatori, 40 eventi tematici, workshop tecnologici, espone 31 poster digitali interattivi e ha allestito il GeObservatory, un’area d’interazione multimediale che consente d’immergersi nel mondo della geografia digitale: una mostra virtuale per sperimentare l’utilità delle mappe interattive e le loro applicazioni.

“La geografia digitale è una delle chiavi dei processi di trasformazione digitale e delle strategie di aziende private e pubblica amministrazione, producendo un risparmio sui costi operativi del 30%”, ha commentato Bruno Ratti presidente di Esri Italia, azienda leader nelle soluzioni geospaziali, aprendo la Conferenza che quest’anno dedicata al tema La geografia nell’era della trasformazione digitale: dal GIS alla Location Platform. “Non c’è aspetto della nostra vita in cui la geografia digitale non giochi un ruolo fondamentale. Lo dimostra anche la crescita del mercato di prodotti e servizi per la geolocalizzazione nel mondo anche durante la crisi”.

I GIS, i Geographic Information System, consentono agli utenti di migliorare le analisi sul territorio, gestire il patrimonio informativo su tutti i sistemi aziendali, accedere alle informazioni in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo, realizzare mappe interattive con nuovi strumenti e nuovi contenuti, prendere decisioni più rapide ed efficaci, condividere le informazioni con le squadre operative. Dalla ricerca di un ristorante alla mappatura della diffusione di un virus, dall’individuazione di un guasto alla rete elettrica al monitoraggio delle buche sul manto stradale o dell’inquinamento in città: le mappe possono aiutarci a raccontare una storia, essere usate dalla protezione civile in caso di calamità naturali, per regolare il transito nei porti, il traffico cittadino, per decidere dove è più conveniente avviare un’attività commerciale o irrigare risparmiando acqua.

La Location Platform è, per Esri, la nuova declinazione di questa tecnologia che trasforma il suo ArcGIS, prodotto leader del mercato, da sistema per specialisti a piattaforma abilitante per la trasformazione digitale, in grado di gestire, creare e condividere informazioni geografiche in ogni momento, ovunque e su qualsiasi dispositivo.

“Le tecnologie GIS, sempre più sofisticate, e sempre più performanti, sono pronte ormai per il salto di qualità che le porti fuori dagli uffici tecnici verso ogni settore all’interno di aziende e amministrazioni pubbliche – ha aggiunto Emilio Misuriello, nuovo AD di Esri Italia – e consentono ormai di raccogliere, analizzare, visualizzare e gestire tutte le informazioni del territorio su ogni dispositivo in qualunque momento. Gli ambiti di applicazione, le novità tecnologiche, i dati del settore e le potenzialità di sviluppo di questi strumenti ci danno l’idea di un mercato in forte espansione. D’altra parte il risparmio che deriva dalla trasformazione digitale in chiave geografica è tale che ogni azienda e ogni amministrazione ha interesse a velocizzare questo processo, essere chiamato alla guida di un’azienda al centro di un fenomeno così radicale è davvero stimolante”.

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Più dati e sicurezza. La sfida del futuro di Intergraph https://www.datamanager.it/2015/11/piu-dati-e-sicurezza-la-sfida-del-futuro-di-intergraph/ Tue, 24 Nov 2015 15:33:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87882 Mappe, basi militari, forze di polizia, complessi energetici, chimici e industriali, persino le telecamere all’interno della metropolitana. Si tratta di contesti diversi, ma uniti da un fattore comune: la sicurezza e la gestione infrastrutturale La sicurezza è uno degli asset principali di Intergraph, azienda multinazionale che nasce in Alabama, USA, nel 1969. Dopo anni di […]

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Mappe, basi militari, forze di polizia, complessi energetici, chimici e industriali, persino le telecamere all’interno della metropolitana. Si tratta di contesti diversi, ma uniti da un fattore comune: la sicurezza e la gestione infrastrutturale

La sicurezza è uno degli asset principali di Intergraph, azienda multinazionale che nasce in Alabama, USA, nel 1969. Dopo anni di implementazioni tecnologiche innovative per gli organi militari statunitensi, Intergraph diventa leader nella fornitura di software per la manipolazione delle informazioni geospaziali, al servizio di clienti sparsi in tutto il mondo.

Tra gli anni 70 e 90, il Gruppo allarga sapientemente i propri ambiti di intervento. Si passa dall’esercito e marina agli enti pubblici, passando per le grandi compagnie oil & gas e reti di trasporto. La vera svolta arriva con l’ingaggio da parte di Hexagon, azienda svedese nata nel 1992 e divenuta ben presto leader a livello mondiale nella fornitura di tecnologie di misurazione ad altissima precisione.

Hexagon acquisisce Intergraph nel 2010. Da quel momento, Hexagon ha fatto molti investimenti strategici per il miglioramento della sicurezza pubblica, la gestione delle infrastrutture tecnologiche, la protezione di infrastrutture critiche e altro ancora.


#geospatial Massimo Pagani @Intergraph_IT : L’approccio geospaziale cambia il modo di leggere il mondo e il business
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Lo scorso 12 ottobre viene annunciato un cambio di brand a livello mondiale, la divisione Intergraph SG&I entra a tutti gli effetti nella grande famiglia Hexagon, assumendo il nome di Hexagon Safety & Infrastructure. «Dopo cinque anni, è stato naturale fare il passo successivo e andare avanti come Hexagon Safety & Infrastructure. Nei nostri mercati di riferimento, i nostri clienti sono abituati al nome Hexagon. Le nostre soluzioni sono dotate di software Hexagon Geospatial e i nostri clienti utilizzano prodotti Hexagon Geosystems. Questo rebranding comunica in modo più efficace il nostro approccio come un’unica grande famiglia di marchi Hexagon» – spiegano in azienda.

Il nome Intergraph rimarrà nel branding dei prodotti software. Quindi, se si ha familiarità con i prodotti “Intergraph”, non cambia nulla. Ma ancora più importante, sono le capacità ulteriormente potenziate di Hexagon in ambito “Geospatial Enterprise Solutions” e “Industrial Enterprise Solutions”. In qualità di leader mondiale nel settore delle tecnologie dell’informazione, le applicazioni geospaziali e industriali enterprise di Hexagon permettono la fornitura di soluzioni complete per la difesa, aerospaziale, energy, oil & gas, pubblica amministrazione, utilities & communications, agricoltura, manifatturiero, minerario, e molti altri settori.

Si tratta solo di un cambio di brand, non di un cambio organizzativo, per cui continueremo a operare e sviluppare il nostro business esattamente come prima, ci spiega Massimo Pagani, country manager di Hexagon Safety & Infrastructure Italy.

La Sicurezza prima di tutto

«Quando parliamo di security non ci riferiamo alla declinazione cyber, almeno non solo» – afferma Pagani. «Per noi la sicurezza è principalmente quella fisica, in relazione a persone, mezzi e strumenti. Attraverso sensori, radar e telecamere, riusciamo a connettere luoghi pubblici, ambienti di lavoro e mezzi di trasporto con soluzioni geospaziali avanzate, che permettono di avere un quadro generale di ciò che accade fisicamente al di là dello schermo. Facciamo un esempio: quando la polizia effettua controlli sui veicoli in circolazione ha bisogno di accedere a una quantità enorme di informazioni, organizzate in database, che restituiscano un feedback esaustivo e funzionale in tempo reale. È qui che arriviamo noi, con lo sviluppo di sofisticate soluzioni software che rinnovano metodologie classiche per la necessità di abbracciare il mondo del digitale».

Governare i dati

Il contesto government è quello dove l’innovazione tecnologica ha più ampi margini di miglioramento. In questo caso, Hexagon Safety & Infrastructure si rivolge a comuni, province ed enti pubblici ma anche multinazionali oil & gas, grandi owner operator ed EPC, società che gestiscono reti autostradali e ferroviarie. Qui la necessità è di ottimizzare costi e benefici. Ne è ben cosciente Massimo Pagani, soprattutto quando il soggetto pubblico di riferimento ha visto comprimere sempre più la propria disponibilità economica. «In questo caso, a fare la differenza è la conoscenza di dominio, la capacità di saper proporre i sistemi migliori come risposta a particolari esigenze. Non è un caso se nel mondo degli enti pubblici si stia assistendo a una rapida diffusione di software open source. Si tratta di una scelta che permette inizialmente di salvaguardare il budget senza rinunciare a funzionalità base. L’importante però è avere sempre sotto controllo l’aspetto costi/benefici a medio-lungo termine. Si tratta di un diverso modello di business, e noi seguiamo sempre con interesse le strade “parallele” dettate dai trend, anche quelli dei nostri competitor, che negli ultimi anni virano sempre più verso panorami consolidati, come quello del cloud. A tal proposito, una delle missioni di Hexagon Safety & Infrastructure è quella di aiutare le organizzazioni a superare questi ostacoli, primo fra tutti la compressione dei budget, migliorando i processi e gestendo in modo efficace i cambiamenti in atto. Un altro settore su cui siamo da decenni focalizzati, è la Difesa. La nostra missione odierna e del futuro è quella di fornire piattaforme di “Smart Mapping” che possano aggiornarsi dinamicamente e periodicamente, al fine di monitorare i cambiamenti del territorio e contestualizzarli con gli obiettivi di intelligence. In che modo? È possibile ad esempio studiare territori storicamente “caldi”, per capire se e come possono essere presenti minacce ai cittadini locali e a basi militari. Con le nostre soluzioni, i militari studiano i cambiamenti sulla mappa in “motion video”, controllano in sicurezza il territorio da perlustrare, verificano con l’ausilio di potenti algoritmi di video e image processing, dove sono sorti edifici che prima non c’erano. Tutto questo in un semplice ambiente di “Geospatial Data Fusion” a disposizione per i decision maker.


#geospatial Massimo Pagani @Intergraph_IT : La missione di accompagnare lo sviluppo del nostro Paese
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L’importanza dell’infrastruttura

«Nutriamo grandi speranze nella fibra ottica» – dice ancora Pagani. «È qui che parte delle nostre risorse sono concentrate visto che entro il 2020 quasi tutta la popolazione italiana dovrà avere accesso a una connessione che assicuri una velocità di almeno 50Mbit al secondo. Il nostro intervento non si ferma però solo alla fornitura di tecnologie per la pianificazione, progettazione e gestione degli interventi di ammodernamento da effettuare sul territorio, ma anche a quelli di maintenance e business development, che rappresentano il culmine della messa in moto di una nuova era delle telecomunicazioni. Priva di un corretto workflow di intervento e di pianificazione, la fornitura di tecnologia non può raggiungere il suo valore reale, restando confinata in tecnicismi che agli end user interessano ben poco».

Uno sguardo al futuro

Ma dove vede Pagani la “sua” Intergraph tra 5-10 anni? «Sicuramente in una posizione leader, dove siamo ora. È innegabile che ci siano dei trend economici ai quali guardiamo con maggiore interesse, e grazie all’acquisizione da parte di Hexagon sappiamo di poter competere ancora di più a livelli altissimi su più fronti. Ci affascina il poter accompagnare il nostro Paese sul percorso di implementazione della fibra e verso la messa in sicurezza di grandi aree sia a scopo pubblico sia industriale. Un sogno è quello di poter finalmente portare l’Italia verso l’adozione di un numero unico (112 in tutta Europa), visto che siamo tra gli ultimi paesi a non averne ancora uno a livello europeo. La sfida è difficile ma non impossibile; instradare migliaia di telefonate al giorno verso il giusto organo di competenza è sicuramente complesso, ma abbiamo tutti gli elementi necessari per allinearci al meglio agli altri paesi membri dell’UE».

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GIS, vivere in un mondo senza confini https://www.datamanager.it/2015/10/gis-vivere-in-un-mondo-senza-confini/ Mon, 19 Oct 2015 13:09:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85718 Governi, imprese, utility, ambiente, sanità, trasporti, immigrazione. Quali sono le frontiere dell’intelligenza geospaziale? Le soluzioni GIS come strumenti di ingegneria sociale ed economica cambiano il modo di leggere il mondo e il business Reinventare il GIS significa mettere i servizi di geolocalizzazione al centro dei processi non solo per visualizzare l’invisibile, incrementare il business per […]

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Governi, imprese, utility, ambiente, sanità, trasporti, immigrazione. Quali sono le frontiere dell’intelligenza geospaziale? Le soluzioni GIS come strumenti di ingegneria sociale ed economica cambiano il modo di leggere il mondo e il business

Reinventare il GIS significa mettere i servizi di geolocalizzazione al centro dei processi non solo per visualizzare l’invisibile, incrementare il business per le aziende e il valore per il cliente, ma anche per prendere decisioni strategiche su solide basi, come mette in evidenza Roberta Bigliani, head EMEA di IDC Energy Insights. Ma a beneficiare della rivoluzione geospatial non sono solo le utility con la creazione di “catasti” condivisi in cui far confluire i dati relativi alle infrastrutture. Nei diversi ambiti applicativi – dalla gestione della mobilità cittadina al transito delle navi nei porti, dal monitoraggio dell’inquinamento e delle epidemie alla mappa del rischio sismico, passando per il geomarketing – i nuovi trend dell’IT geospatial sono molteplici e tutti legati alla rivoluzione mobile e alla disponibilità di connettività ad alta velocità. La geolocalizzazione è un mercato che vale 10,6 miliardi di dollari per il 2015, secondo i dati emersi durante la Conferenza Esri Italia 2015. La richiesta di soluzioni WebGIS e di analisi spaziale è trasversale a tutti i campi. Come nel passato, la geografia del mondo diventa un elemento chiave e strategico. Government, business, utility, ambiente, sanità, trasporti, soccorso stradale, immigrazione. Si tratta di visualizzare, analizzare e interpretare i dati spaziali per capire le “relazioni nascoste”, le tendenze in atto di un fenomeno, valutandone rischi e potenzialità. Un sistema di informazione geografica permette di portare benefici alle organizzazioni di tutte le dimensioni e rappresenta la risposta più semplice per esigenze diversificate. L’approccio geospaziale sta cambiando la nostra vita di tutti i giorni, ma anche il modo di concepire l’organizzazione, di leggere il mondo di dati in espansione, calandoli in un sistema di riferimento, e gli eventi a livello planetario. Il GIS è ormai da tempo una tecnologia strettamente funzionale al core business delle aziende ed è già in atto una fase più avanzata che mira all’integrazione del GIS con gli altri sistemi all’interno dell’azienda (CRM, CMS, BI…).


#GIS In crescita la domanda di soluzioni WebGIS e di analisi spaziale
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In altri settori, come banche, assicurazioni, retail, il GIS è utilizzato da poco tempo, ma è già molto chiaro il valore aggiunto derivante dall’uso di mappe interattive e dell’analisi spaziale. Il geomarketing, per esempio, rappresenta ormai un sistema di supporto alle decisioni in molti settori di business, in grado di orientare le scelte operative delle aziende in funzione del contesto territoriale nel quale operano le singole realtà produttive e distributive, fornendo informazioni sulla domanda attuale e potenziale del mercato, sul posizionamento rispetto alla concorrenza, sul grado di copertura della rete commerciale. Inoltre, l’offerta di servizi online (WebGIS) fornisce alle aziende strumenti di analisi e condivisione di informazioni su mappa, che costituiscono un valido supporto alle decisioni strategiche e per lo sviluppo del business che può trarre molti vantaggi dall’introduzione della rappresentazione georeferenziata. Non bisogna dimenticare un’altra applicazione delle tecnologie GIS, in un ambito fondamentale per la società odierna: le emergenze. Le moderne piattaforme di comunicazione, che integrano servizi di mappatura, permettono di fronteggiare le calamità naturali, redigere piani di emergenza legati al rischio ambientale, rispondere in maniera proattiva a situazioni critiche e impreviste.

Le applicazioni GIS con il più elevato potenziale di diffusione sono quelle vicine alla produzione e all’utilizzo della cartografia digitale, come il monitoraggio e la mappatura territoriale, la pianificazione e la gestione urbanistica, dell’ambiente e del patrimonio culturale. I dati geografici “liberati” dalla PA, infatti, sono al centro dello sviluppo dei territori in una prospettiva di smart city a vantaggio della mobilità sostenibile, la sicurezza e i servizi ai cittadini e alle imprese.

Applicazioni GIS per una sanità più efficiente

L’analisi georeferenziata in ambito sanitario può aprire nuovi scenari nella ricerca dei fattori di rischio per la salute collettiva e individuale e il monitoraggio delle epidemie. In campo sanitario, circa l’80% delle informazioni possono essere ricondotte a una posizione geografica e per questo i sistemi di informazione geografica possono essere considerati come una delle migliori tecnologie per facilitare i processi decisionali in campo sanitario. Da sempre, l’epidemiologia trae grandi vantaggi dalle conoscenze geografiche e la tecnologia GIS rappresenta il collegamento tra questi due ambiti, permettendo di visualizzare e analizzare la distribuzione geografica delle malattie nel tempo e di rilevare tendenze spazio-temporali, modelli e relazioni che sarebbero più difficili da scoprire tramite formati tabellari tradizionali. La gestione dell’emergenza sanitaria sulla vita di una città ha un impatto dirompente. Le soluzioni analitiche possono diventare uno strumento di pianificazione urbanistica per migliorare il livello di servizio nelle metropoli. Per esempio, il sistema di emergenza e urgenza in Lombardia costa 180 milioni di euro l’anno, su una popolazione di dodici milioni di abitanti. E nei prossimi anni, la spesa è destinata ad aumentare. Anche in vista di Milano Expo 2015, sono state adottate soluzioni GIS per gestire l’impatto del flusso dei 20 milioni di turisti sul sistema di emergenza e urgenza di Milano e Lombardia. L’analisi geolocalizzata dell’intervento di soccorso ha permesso di spostare in maniera fisica lo stazionamento di alcuni mezzi e di allocarli in modo più efficiente per arrivare sul luogo dell’emergenza con un limite di otto minuti in area metropolitana e di venti minuti in area rurale.

I dati che raccontano il mondo che ci circonda

 

Dalla soffitta, il concetto di “mappa” torna a essere di attualità grazie al GIS, che sta registrando grande sviluppo come strumento di “mapping” e come supporto alla business intelligence e ai processi decisionali. Tutto ciò è reso possibile da una profilazione dettagliata del territorio, che può essere costruita basandosi su una rilevante quantità di informazioni disponibili, e dai database dei singoli clienti di servizi esistenti che, con la possibilità di intervenire direttamente sul dataset di mappe, permettono di “raffinare” la trasposizione dei dati territoriali a livello digitale.

Il mercato della cartografia digitale è diventato di importanza strategica e molto profittevole. Nokia e Google sono stati tra i primi a capirlo e a muoversi di conseguenza. In un mondo senza confini e sempre più complesso, le mappe permettono di ridare concretezza a tutto quello che ci sembra invisibile o sfuggire alla immediata comprensione. Nel corso della storia, le carte geografiche hanno dato vita alla visione del mondo e anche al posto che occupiamo nel mondo. Le mappe interattive non sono solo “oggetti” tecnologici a vari livelli di dettaglio, ma sono delle rappresentazioni sincroniche del potere, dell’economia, della storia e dello stato di salute del nostro Pianeta. Un sistema GIS progettato per operare con dati relativi allo spazio geografico è in pratica un modello concettuale della realtà che simula, in modo sintetico, il mondo reale. Rispetto al passato, un sistema di informazione geografica ci permette di visualizzare, domandare, analizzare e interpretare i dati per capire rapporti, modelli e tendenze.


#GIS La geolocalizzazione è un mercato che vale 10,6 miliardi di dollari per il 2015 (dati @Esriitalia)
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Tracciare, capire, condividere

I sistemi informativi geografici pubblicati su web permettono di estendere e condividere queste informazioni con altri utenti. Gli esempi più noti di WebGIS sono gli applicativi web per la localizzazione cartografica, da Google Earth ai sistemi informativi territoriali (SIT) delle Regioni e di diversi Comuni, che rappresentano la nuova bussola per orientarsi nella conoscenza e nel governo del territorio in ottica smart city.

Le componenti principali di un WebGIS sono la parte hardware, quella software, le procedure applicative, le  banche dati e le persone. Il software è il vero motore del WebGIS. Il software per la gestione dei dati geografici è la componente che distingue un WebGIS da un sistema informativo generico. Il WebGIS non è una semplice estensione di un programma GIS-Desktop. Diffondere informazioni geografiche attraverso siti web significa quindi non solo dare la possibilità di inserire, elaborare e analizzare dati georeferenziati in qualsiasi punto della terra tramite una connessione, ma anche raggiungere una vasta platea di utenti, anche non specializzati. Ognuno, infatti, ha una storia da raccontare e ciascuno può sfruttare la potenza delle mappe tecnologiche per raccontare la propria. Non a caso, si chiama proprio “Mappe d’Italia”, il progetto promosso dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, attualmente in fase sperimentale nell’area emiliano-romagnola, ma che potrebbe poi essere esteso a tutto il territorio nazionale. Il progetto punta alla valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese.

Intelligenza geospaziale al servizio dei governi

 

Vivere in un mondo senza confini significa governare i cambiamenti e i fenomeni di portata planetaria dalla gestione delle catastrofi ai flussi migratori. I servizi WebGIS e le soluzioni di analisi spaziale non sono solo una cassetta degli attrezzi, ma un modo per fare le scelte giuste. Le mappe nel corso della storia si sono sviluppate come conseguenza diretta dei movimenti di persone e merci. I sistemi GIS possono diventare strumenti di ingegneria non solo economica ma anche sociale per governare fenomeni complessi come l’immigrazione, le catastrofi, i conflitti. Ogni anno in Australia, il Dipartimento dell’Immigrazione passa al setaccio trenta milioni di viaggiatori irregolari e distribuisce sei milioni di visti, utilizzando big data analytics in tempo reale e integrando informazioni biometriche e georeferenziate.

La Croce Rossa Americana, utilizzando i dati del Geological Survey EarthExplore ha predisposto una mappa di intervento per gestire l’emergenza del terremoto che ha colpito il Nepal il 25 aprile 2015, causando più di ottomila morti e gravissimi danni. Sul fronte della guerra in Afghanistan, i contingenti militari si muovono per gestire gli attacchi in un generale clima di confusione, amplificato dalle lotte intestine tra le diverse fazioni in lotta. E accanto alle informazioni geografiche sul territorio, chi opera in quelle zone ha imparato a integrare altri tipi di dati per riuscire a rimanere vivo. L’intelligenza geospaziale permette di stare in prima linea con l’obiettivo di prevedere ciò che può accadere e – forse – impedire che accada. La National Geospatial Intelligence Agency, infatti, sta lavorando insieme ad altre agenzie europee a un sistema Geospatial intelligence che permetterà per la prima volta la raccolta di informazioni, analisi e processo di diffusione attraverso la raccolta automatica di terabyte di dati da una vasta gamma di fonti, come i documenti dei censimenti della popolazione, i rapporti delle ONG e persino gli annunci su Twitter, in un unico database che rivoluzionerà l’operatività degli interventi militari nelle aree critiche, collegando i dati riguardanti le persone, i luoghi, gli eventi con il paesaggio fisico e quindi identificando tutte le possibili relazioni tra tutte le diverse variabili. Questo tipo di applicazioni avrà un impatto anche sui sistemi tradizionali di valutazione del rischio, anche in ottica di business continuity e disaster recovery e – in un futuro non troppo lontano – anche di prevenzione del crimine.


#GIS L’approccio geospaziale cambia il modo di leggere il mondo e il business @Intergraph_IT
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GIS e immigrazione

Per chi scappa da una guerra, la fortuna più grande è riuscire a raggiungere un campo rifugiati UNHCR, anziché vagare attraverso pericolosi territori di scontri senza nessuna protezione, senza cibo o acqua, in balia dei combattenti armati di ogni fazione. Avere accesso alle mappe del territorio in circostanze come queste, può fare veramente la differenza tra la vita e la morte. Già nel 2004, l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite aveva iniziato ad avvalersi dei dati satellitari allo scopo di individuare risorse idriche e località ottimali per i campi profughi destinati ai rifugiati. Oggi, ha integrato quei dati per la creazione di un sistema di informazioni geografiche che anche gli agricoltori locali possono utilizzare.

L’attuale flusso di rifugiati e migranti economici che transitano attraverso il Mediterraneo è in costante crescita e minaccia di mettere a dura prova le politiche di accoglienza dei singoli stati. Intanto da settimane, è tornato a rafforzarsi un altro flusso in ingresso che segue la rotta balcanica. L’Unione europea, passando di vertice in vertice, rimane lontana dall’elaborazione di politiche comuni ed efficaci per gestire l’emergenza. Mappare i flussi migratori attraverso i sistemi geospaziali potrebbe offrire un valido supporto ai governi per decidere non solo quali scelte adottare nel breve periodo, ma anche per decidere la migliore politica sull’immigrazione. Aprire o chiudere le frontiere non è una scelta tra generosità o egoismo e non può essere lasciata all’emotività del momento. Una corretta politica dell’immigrazione ha bisogno di dati statistici, di dati economici e di dati geospaziali. La tecnologia ci viene in aiuto per districare una materia complessa. Conosciamo la strada, e abbiamo gli strumenti. Che cosa ci impedisce di cambiare veramente la vita delle persone in un mondo senza più confini?

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Mappa del Rischio https://www.datamanager.it/2014/12/mappa-rischio/ Mon, 15 Dec 2014 14:22:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66478 Il progetto di Milano, realizzato da Microsoft in collaborazione con Esri, dimostra come mappare e prevenire i rischi connessi alla sicurezza in occasione dei grandi eventi Decisamente un imperativo per tutte le grandi aree urbane, generalmente le più soggette a fenomeni di criminalità. Ma ancora più necessario in una città come Milano, che tra poco […]

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Il progetto di Milano, realizzato da Microsoft in collaborazione con Esri, dimostra come mappare e prevenire i rischi connessi alla sicurezza in occasione dei grandi eventi

Decisamente un imperativo per tutte le grandi aree urbane, generalmente le più soggette a fenomeni di criminalità. Ma ancora più necessario in una città come Milano, che tra poco meno di sei mesi ospiterà l’Expo, evento di respiro planetario che impone soluzioni straordinarie. Tra le iniziative adottate, spicca il progetto “Mappa del Rischio” di Milano, concepita come un Dss, sistema di supporto alle decisioni, sviluppato nell’ambito del programma europeo “Prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze in materia di terrorismo e altri rischi legati alla sicurezza”, che ha visto Microsoft ed Esri Italia supportare il Comune di Milano nell’elaborazione di un modello condiviso di risk assessment, basato su una serie di comportamenti e di indici di rischio, come per esempio associazioni a delinquere, falsificazione, danneggiamenti contro i beni o proprietà, terrorismo, crimini ambientali. Partendo da questi indici, è stata elaborata una Mappa del Rischio, condivisa all’interno di una rete privata aperta a tutti i soggetti coinvolti (Osservatorio Sicurezza Urbana), che identifica luoghi, strutture e aree in cui potrebbero esservi problemi relativi alla sicurezza. In questo senso, il principale obiettivo del progetto è il miglioramento della programmazione dei piani di intervento per la sicurezza dei cittadini, per assicurare adeguate forme di controllo e prevenzione, oltre che per gestire le eventuali zone a rischio della città.

La Mappa del Rischio

Più in dettaglio, la Mappa del Rischio utilizza la tecnologia Microsoft Dynamics CRM, che permette di organizzare e automatizzare i processi. La piattaforma Esri permette inoltre di avere tutte le informazioni, sempre pronte all’uso, su tutti i dispositivi, in qualsiasi momento: nella gestione di una città, questo aspetto si rivela di particolare utilità, per la capacità di ricevere dati in streaming da tutti i sensori posizionati sul territorio urbano a vari scopi. Esri Italia è l’azienda di riferimento nel nostro Paese nelle soluzioni per la geo-localizzazione e nei sistemi informativi geografici (GIS). La società è parte integrante della Esri One Company, un sistema di oltre 80 aziende a livello internazionale che opera in network in oltre 200 paesi, ed è impegnata in numerosi progetti a supporto delle amministrazioni locali per fornire soluzioni e servizi per l’innovazione tecnologica nelle città. Ma non solo: per garantire una maggiore sicurezza nelle città, Esri e Microsoft hanno ideato un sistema che allerta la polizia municipale quando i sensori, dislocati sul territorio cittadino, rilevano qualcosa di sospetto e, sempre in tema di sicurezza, l’alleanza tra le due aziende ha portato alla definizione di uno strumento di cyber-security per difendersi dagli attacchi informatici.

Favorire le Smart City

«La tecnologia può e deve essere sempre di più un’alleata nel percorso di evoluzione delle città intelligenti» – sottolinea Rita Tenan, direttore della divisione pubblica amministrazione di Microsoft Italia. «Grazie a Microsoft CityNext e alla collaborazione con i nostri partner siamo in grado di fornire soluzioni che realmente migliorano la qualità della vita dei cittadini, con un partenariato pubblico-privato che contribuisce al mantenimento della sicurezza nella città di Milano, che si appresta a ospitare Expo». Investire nelle smart city è diventato ormai prioritario per l’Italia e, proprio un anno fa, Microsoft Italia ha lanciato CityNext, un’iniziativa nata con l’intento di promuovere la diffusione delle smart city nel nostro Paese. Attraverso le nuove tecnologie – cloud, mobile, social enterprise e big data – Microsoft e i suoi partner stanno supportando le amministrazioni locali per rispondere in modo efficace alle esigenze dei cittadini e alle sfide imposte dalle crescenti dinamiche di urbanizzazione.

Come opera in concreto la tecnologia

Il sistema Mappa del Rischio viene alimentato da molteplici banche dati del Comune di Milano con update automatico, ma anche dai dati provenienti dalle infrastrutture critiche aderenti al progetto, con lo scopo di offrire tutte le funzionalità di un cruscotto di sintesi. Va anche detto che la Mappa del Rischio sta evolvendo verso un prodotto più completo, interoperabile, in grado di essere alimentato da ulteriori banche dati correlate e fornire sempre più performanti potenzialità di analisi.

Attualmente, si sta operando per collegare alla mappa questi sistemi di raccolte dati nell’ambito della città di Milano:

  • La web application Verbatel della Polizia Locale, che ingloba tre sistemi di gestione: il sistema Integra, per la raccolta delle notizie di reato, il sistema Relazioni di Servizio, per la raccolta delle relazioni di servizio, e il sistema Gest Inc, relativo agli incidenti stradali.
  • Il CRM di Ambrogio, sistema alimentato dai Vigili di Quartiere, che inseriscono i dati in tempo reale con palmari GPS.
  • Indicatori ISTAT: viene rappresentato attraverso un widget apposito, che mostra su mappa le aree omogenee colorate (render) con la scala cromatica prevista in fase di pubblicazione del servizio.

In coordinamento con la Prefettura di Milano, anche il modulo di visualizzazione delle telecamere in diretta streaming verrà implementato all’interno del visore della Mappa del Rischio.

Obiettivo Expo 2015

Bruno Monti, responsabile del servizio SIT e Toponomastica del Comune di Milano, spiega: «Siamo molto soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti con l’ausilio delle tecnologie di Esri Italia e di Microsoft, che hanno permesso di generare un sistema performante e soprattutto utile alle necessità operative e di analisi su un tema complesso e delicato come quello della sicurezza. È proprio nel supporto della gestione operativa quotidiana che si misura l’effettiva utilità del sistema, anche in vista dell’Esposizione Universale del 2015. Grazie all’integrazione tra le soluzioni Microsoft Dynamics CRM e la Piattaforma Esri, tutti i sistemi sono collegati direttamente con le forze dell’ordine, per fornire ai decision maker una suite conoscitiva utile a migliorare le scelte operative attraverso anche la disponibilità di cruscotti e analisi predittive».

Non va infine dimenticato che «la lettura geografica delle informazioni è ormai elemento imprescindibile nella pianificazione e gestione urbana, soprattutto in ottica smart city. La storia di successo del Comune di Milano, esempio di integrazione tra Esri ArcGIS e Microsoft Dynamics CRM, è la testimonianza dell’impegno di Esri Italia, a supporto di molte amministrazioni locali, nella realizzazione di sistemi e soluzioni per la città intelligente, su tematiche strategiche come la mobilità, l’ambiente, la gestione e l’accesso ai servizi comunali, lo studio dei vincoli urbanistici e delle suddivisioni catastali, la sicurezza» – conclude Paolo Osso, responsabile marketing di Esri Italia.

 

 

 

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Metropolitana Milanese: storia, IoT e big data https://www.datamanager.it/2014/11/metropolitana-milanese-storia-iot-big-data/ Thu, 20 Nov 2014 09:50:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64590 Come gestire in modo efficiente e proattivo l’enorme mole di dati che oggi è utilizzata per le decisioni operative di esercizio degli impianti e della rete Metropolitana Milanese è una società interamente posseduta dal Comune di Milano, che l’ha creata con l’obiettivo di gestire la realizzazione delle prime due linee della metropolitana. Esattamente cinquant’anni fa, il […]

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Come gestire in modo efficiente e proattivo l’enorme mole di dati che oggi è utilizzata per le decisioni operative di esercizio degli impianti e della rete

Metropolitana Milanese è una società interamente posseduta dal Comune di Milano, che l’ha creata con l’obiettivo di gestire la realizzazione delle prime due linee della metropolitana. Esattamente cinquant’anni fa, il primo novembre del 1964, la linea rossa (M1) fu inaugurata dal sindaco Pietro Bucalossi e cambiò per sempre il volto del capoluogo lombardo.

Da allora, MM ha ampliato il suo raggio di azione sia nel settore dell’ingegneria e delle costruzioni sia in altri settori, occupandosi anche di viabilità, architettura e urbanistica e impiantistica. Nell’ultimo triennio, il management di MM ha lavorato su diversi fronti, perseguendo essenzialmente tre obiettivi: la razionalizzazione e il controllo della spesa IT, l’introduzione e l’ammodernamento degli strumenti IT a supporto del business, la messa a punto di diverse iniziative a servizio del cittadino.

Abbiamo intervistato Nicola Rivezzi, CIO di Metropolitana Milanese.

Data Manager: Qual è il settore di attività della società?

Nicola Rivezzi: Dal 2003, MM ha preso in carico anche la gestione del servizio idrico integrato della città di Milano, operando su tutto il ciclo idrico dalla captazione, controllo e distribuzione dell’acqua potabile, alla raccolta, smaltimento e depurazione delle acque reflue. MM è presente sulle principali opere che interessano la città di Milano, compresa quella di Expo 2015. In questi giorni, MM sta avviando una nuova business unit per affrontare un settore del tutto nuovo, quello dell’Edilizia Residenziale Pubblica. Il Comune di Milano, infatti, ci ha affidato la gestione del suo patrimonio di case popolari, costituito da 35mila unità immobiliari, 28mila delle quali destinate all’uso abitativo. MM ha due partecipate, Metro Engineering e Napoli Metro Engineering. La prima opera su commesse che fanno capo a enti diversi dal Comune di Milano, tra le quali cito la metropolitana di Brescia e la BreBeMi. Napoli Metro Engineering (NME) invece eredita la struttura operativa che da oltre 25 anni si occupa della progettazione e della direzione lavori delle opere relative alla Linea 1 della metropolitana di Napoli e da cinque anni della progettazione delle opere civili della linea 6. A fine 2013, MM impiegava 720 addetti, per un fatturato di gruppo di 231 milioni di euro.

Come sono organizzati i sistemi informativi?

I sistemi informativi sono collocati a livello organizzativo a diretto riporto della direzione generale. A me riportano la funzione delle infrastrutture e delle operations, il team dedicato allo sviluppo di nuovi progetti sulle applicazioni software e il team di supporto operativo e amministrativo. L’IT di MM svolge essenzialmente una funzione di governance, mentre le attività di sviluppo sono affidate a società esterne. Coprire le esigenze di sviluppo su tutti i nostri applicativi richiede un elevato numero di competenze specifiche, che al momento soddisfiamo tramite i nostri partner esterni. Non è detto che in futuro qualcosa non cambi anche da questo punto di vista: in un contesto fortemente in evoluzione come quello di MM, anche noi dobbiamo essere flessibili e pronti a riadattarci nei nuovi scenari in cui l’azienda si trova a operare. Nei prossimi mesi, anche l’organizzazione IT di MM sarà impattata dall’avvio della BU ERP, con l’inserimento di nuove figure e competenze, magari anche sullo sviluppo di applicativi core.

Quali sono i principali progetti realizzati?

A supporto dei processi interni, abbiamo lavorato molto per consolidare i principali applicativi in uso, dal GIS al sistema gestionale dedicato al servizio idrico, al sistema di gestione documentale utilizzato in ingegneria. Abbiamo implementato nuovi software, come quello dedicato all’enterprise asset management, basato su Maximo e una soluzione di BPM a supporto dei processi, basata su Metastorm. Su Maximo stiamo lavorando al rilascio di nuove funzionalità, che saranno messe a disposizione delle squadre operative attraverso l’utilizzo di tecnologia mobile. Ogni squadra avrà sul campo i dati relativi agli asset su cui intervenire (rete o impianti che siano), nonché le informazioni di dettaglio dell’intervento da svolgere. Il tutto integrato con la cartografia del nostro GIS, che mette a disposizione i dati di dettaglio della nostra rete dell’acquedotto e di quella delle acque reflue.

E quelli futuri?

Abbiamo rilasciato uno sportello online per i nostri utenti del servizio idrico che sta per essere arricchito di nuove funzionalità, che renderanno la vita più facile ai cittadini milanesi, mettendoli in grado di eseguire transazioni direttamente da casa, senza per forza doversi recare ai nostri sportelli. Stiamo per rilasciare una web app che informerà i cittadini milanesi sull’avanzamento dei nostri cantieri, evidenziandone l’impatto sulla viabilità. Lato infrastrutture, abbiamo deciso di implementare una rete in fibra ottica completamente dedicata a noi, sfruttando l’accesso a fibra spenta di Metroweb. Questo progetto, che sarà rilasciato per fine anno, consentirà di coprire tutte le nostre sedi, le centrali del servizio idrico e i sensori distribuiti lungo la rete idrica con una rete di estrema affidabilità, con banda disponibile pari a 100-1.000 volte quella attuale. Con questa rete opereremo in maniera ancora più sicura il servizio di telecontrollo dell’acquedotto di Milano, che garantisce la distribuzione dell’acqua potabile a due milioni di cittadini. Stiamo portando avanti anche un importante progetto di ricerca e sviluppo, insieme a diversi partner europei, finanziato dalla Commissione europea, che si chiama Icewater ed è incentrato sullo sviluppo di nuove tecnologie ICT a supporto di tutto il ciclo di gestione dell’acqua in aree urbane. Il risultato di questo progetto, che terminerà nel 2015, comporterà la realizzazione di nuovi investimenti ICT in diversi ambiti di nostro interesse, dall’Internet delle cose ai big data.

Dal suo punto di vista privilegiato, come vede lo scenario IT sia dal punto di vista tecnologico sia organizzativo?

Negli ultimi anni, abbiamo vissuto un forte cambiamento dovuto alla “consumerizzazione” delle soluzioni IT, che ha portato un nuovo scenario anche nelle aziende, con competenze IT diffuse, stravolgendo il vecchio paradigma di una funzione IT trincerata dietro le proprie conoscenze e dietro la gestione tecnologica. Il processo è ancora in atto e comporterà una sempre più forte convergenza di IT e business, mettendo in seria difficoltà le strutture che non riusciranno ad adeguarsi. Intanto un nuovo e interessante scenario sta emergendo, quello dell’Internet delle cose, che apre nuovi orizzonti sia nelle organizzazioni aziendali sia nel mondo consumer. Questo impatterà sull’organizzazione delle strutture IT, che avrà bisogno di nuove competenze. Già oggi lungo la rete e gli impianti dell’acquedotto di Milano sono presenti circa un migliaio di sensori che monitorano diverse caratteristiche idrauliche ed elettriche, mentre per le Acque Reflue il solo depuratore di San Rocco è gestito tramite circa duecento sensori sparsi sulle componenti impiantistiche. Questa problematica intercetta sia l’IoT sia il tema dei big data, dato che questi sensori registrano e inviano dati ai nostri centri di controllo con periodi di campionamento di 3-5 secondi, generando una enorme mole di dati, che oggi viene utilizzata per le decisioni operative di esercizio degli impianti e della rete, ma che opportunamente analizzata potrà fornirci preziose indicazioni per migliorare ulteriormente le capacità prestazionali della nostra rete e dei nostri impianti.

Il ruolo del CIO si è evoluto molto negli ultimi anni. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Il ruolo del CIO è un ruolo chiave in azienda e lo sarà sempre di più, dato che tutti i processi sono sempre più imperniati di tecnologie IT. È un ruolo complesso e sfidante, non facile perché occorre saper coniugare le competenze tecnologiche con la conoscenza dei processi e del business aziendale. Siamo di fronte a una nuova generazione di CIO, pronta a mettersi in gioco, senza più nascondersi dietro l’arcano delle conoscenze tecnologiche, spesso usate come alibi per creare distanza tra sé e gli uomini del business.

 

NICOLA RIVEZZI STORY

Dopo la laurea in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Milano, ha iniziato la carriera professionale come assistente e ricercatore di Fisica dello Stato Solido presso l’École Centrale di Parigi. Tornato in Italia, ha lavorato in Foster Wheeler, in qualità di quality assurance engineer. In seguito, è approdato alla consulenza informatica, andando a occuparsi di SAP in una società di IBM. Ha progettato e implementato soluzioni SAP per importanti clienti quali Italtel, Fincantieri, Grandi Motori Trieste, Fabio Perini. Lasciato il mondo della consulenza, ha assunto il ruolo di ICT manager in Siirtec Nigi, azienda italiana di Engineering che opera nel settore Oil & Gas, per approdare due anni dopo in Firema, dove ha curato la riorganizzazione dei sistemi informativi e l’implementazione del sistema ERP a copertura dell’intero ciclo di vita della commessa ferroviaria. Da gennaio 2011, è il di CIO di Metropolitana Milanese. È sposato e ha tre figli.

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