Gmail – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 05 Jul 2018 12:21:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Gmail – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Le app di terze parti possono leggere le e-mail di Gmail https://www.datamanager.it/2018/07/le-app-di-terze-parti-possono-leggere-le-e-mail-di-gmail/ Thu, 05 Jul 2018 12:21:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150713 Google e gli sviluppatori di terze parti hanno accesso ai contenuti scambiati su Gmail per realizzare campagne di marketing mirate in modo non del tutto trasparente Come se non fosse bastato lo scandalo Cambridge Analytica, oggi si scopre che Google e gli sviluppatori di terze parti hanno avuto accesso alle e-mail gestite da Gmail, piattaforma […]

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Google e gli sviluppatori di terze parti hanno accesso ai contenuti scambiati su Gmail per realizzare campagne di marketing mirate in modo non del tutto trasparente

Come se non fosse bastato lo scandalo Cambridge Analytica, oggi si scopre che Google e gli sviluppatori di terze parti hanno avuto accesso alle e-mail gestite da Gmail, piattaforma utilizzata da quasi 1,5 miliardi di utenti nel mondo, per finalità di marketing. A rivelarlo è un report del Wall Street Journal, che ha denunciato in particolare le attività di spionaggio di Return Path e Edison Software. La prima ha analizzato le e-mail di 2 milioni di utenti non solo di Gmail ma anche di Yahoo e Microsoft. L’azienda però ha sottolineato che queste persone sono state avvertite dell’operazione proprio tramite un messaggio di posta e di aver addestrato il suo algoritmo a distinguere tra contenuti di carattere lavorativo e personale. Edison Software invece sfrutta i contenuti delle e-mail per insegnare alla sua AI a rispondere in modo pertinente.

Google, che ha rilasciato la Beta 3 di Android P, non effettua direttamente le operazioni di monitoraggio ma è evidente che non ha mantenuto la promessa fatta la scorsa estate di non utilizzare i messaggi degli utenti come spunto per realizzare campagne pubblicitarie sempre più mirate. Il colosso di Mountain View afferma che gli sviluppatori di terze parti possono accedere ai contenuti scambiati su Gmail solo su esplicito consenso dell’utente ma stando a quanto riporta The Verge questo punto non sarebbe così trasparente come ritiene Big G. Non è infatti chiaro se siano le macchine a leggere i messaggi di posta o addetti in carne e ossa. Il colosso di Mountain View conferma che i suoi ingegneri effettuano questa operazione solo su segnalazione di abusi o problemi di sicurezza.

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Google I/O 2018: novità per Gmail, Google News e Assistant https://www.datamanager.it/2018/05/google-i-o-2018-novita-per-gmail-google-news-e-assistant/ Wed, 09 May 2018 14:19:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147209 Durante il keynote della I/O 2018 sono state svelate tutte le nuove funzioni che arriveranno con Android P a partire da Assistant, Gmail, News e Maps  Si è aperta oggi la prima giornata della Google I/O 2018, la conferenza degli sviluppatori in cui Big G svela le sue più importanti novità in ambito software. Il […]

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Durante il keynote della I/O 2018 sono state svelate tutte le nuove funzioni che arriveranno con Android P a partire da Assistant, Gmail, News e Maps 

Si è aperta oggi la prima giornata della Google I/O 2018, la conferenza degli sviluppatori in cui Big G svela le sue più importanti novità in ambito software. Il colosso di Mountain View quest’anno si è impegnato a rendere più semplice e comoda la gestione delle attività quotidiane per gli utenti. Il protagonista è stato certamente Google Assistant, a cui si potranno impartire ordini multipli. L’assistente vocale grazie alla nuova tecnologia Duplex permette anche di chiamare automaticamente un punto vendita per conoscerne gli orari di apertura. Nel prossimo futuro verranno inserite anche altre voci (6 negli USA) oltre a quella attuale.

Google News si rinnova con una nuova interfaccia e una selezione di notizie effettuata da algoritmi basati sul machine learning. Per ogni articolo sarà possibile accedere alla modalità “copertura completa” in modo da avere una panoramica di tutti i punti di vista. L’obiettivo è esattamente lo stesso di YouTube, che ha integrato le voci di Wikipedia nei video più controversi: combattere le fake news.

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Su Gmail invece sta per arrivare una funzione per la composizione automatica delle e-mail che anche in questo caso utilizza l’intelligenza artificiale. L’AI analizza il contesto del messaggio e suggerisce all’utente cosa scrivere al destinatario. Foto invece fornirà suggerimenti sulle persone che potrebbero essere interessate a ricevere uno specifico scatto e consentirà di accedere a una serie di funzioni per la post produzione che offre anche la possibilità di colorare foto in bianco e nero.

Novità anche per Google Maps, che nel prossimo futuro proporrà consigli su luoghi d’interesse personalizzati sulla base delle preferenze. La piattaforma inoltre integrerà nella visuale della fotocamera una modalità per la navigazione a piedi in realtà aumentata.

Google Lens si aggiorna fornendo informazioni puntuali su tutto ciò che viene inquadrato dalla fotocamera (cartelli, abiti, scritte, libri, etc.) ed è stato svelato anche un nuovo dongle per Android TV, che si può ben dire sarà l’erede di Chromecast.

Il dispositivo è conosciuto con il nome in codice di ADT-2 e sarà in grado di supportare il 4K con 60 FPS e HDR. Al momento non è ancora previsto un suo lancio sul mercato.

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Google smetterà di spiare Gmail per finalità di marketing https://www.datamanager.it/2017/06/google-smettera-spiare-gmail-finalita-marketing/ Mon, 26 Jun 2017 13:56:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127468 Il gruppo ha confermato che entro la fine dell’anno terminerà lo scanning automatico dei messaggi di posta per mostrare annunci personalizzati Avete presente quella strana sensazione di ritrovarsi, subito dopo aver cercato una bottiglia di vino su Amazon, i banner pubblicitari di tanti siti web pieni dello stesso prodotto o di oggetti simili? La magia dei cookie […]

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Il gruppo ha confermato che entro la fine dell’anno terminerà lo scanning automatico dei messaggi di posta per mostrare annunci personalizzati

Avete presente quella strana sensazione di ritrovarsi, subito dopo aver cercato una bottiglia di vino su Amazon, i banner pubblicitari di tanti siti web pieni dello stesso prodotto o di oggetti simili? La magia dei cookie è qualcosa che in Google conoscono bene, gestendone in gran parte le potenzialità. Per questo, la notizia della possibilità di creare tracce automatiche delle preferenze delle persone spulciando i messaggi di Gmail non era stata accolta con il favore che forse si aspettavano a Mountain View quando, nell’aprile del 2014, un aggiornamento delle policy aveva svelato la sublime tecnica. A distanza di oltre tre anni, il team fermerà l’algoritmo di analisi della posta, impedendo dunque che gli annunci mostrati durante la navigazione siano la diretta conseguenza dei contenuti presenti nelle email, intesi come oggetti di consumo e servizi da offrire agli utenti. Un semplice link alla spiaggia preferita, una finestra di TripAdvisor o del sito di booking più usato poteva bastare per spingere Google a creare un’offerta ad-hoc da vendere agli inserzionisti e alle loro campagne di marketing.

Perché lo ha disattivato

Intendiamoci: il fatto che la compagnia terminerà, entro la fine dell’anno, lo scanning di Gmail non vuol dire che non avrà più tra le mani i dati e le preferenze dei suoi iscritti. Le informazioni di Google+, di YouTube e delle altre piattaforme (Maps, Chrome, ecc.) continueranno a raccogliere elementi utili alla causa degli ads, di certo non meno precisi o pertinenti quando orfani dei messaggi di posta. Ad ogni modo, la decisione dell’azienda di Alphabet è un buon primo passo verso la tutela dei diritti dei consumatori. In più di un’occasione le associazioni in difesa della privacy avevano interpellato la legge per capire dove fosse arrivata la strategia intrusiva della multinazionale, ponendo più di un dubbio sulla lecità delle sue operazioni. Il risultato è che presto le politiche di utilizzo di Gmail cambieranno, promettendo riservatezza e maggiore discrezione.

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Google conferma l’attacco phishing ai danni di Gmail https://www.datamanager.it/2017/05/google-conferma-lattacco-phishing-ai-danni-gmail/ Fri, 05 May 2017 10:11:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124195 Milioni di utenti come possibili vittime di una campagna virus avviata la scorsa settimana con l’obiettivo di diffondere in rete un file maligno Google Docs Davanti all’evidenza è arrivata la conferma: una campagna messa in piedi da un gruppo di hacker sta rapidamente facendo il giro della rete, mirando alle informazioni personali contenute negli account […]

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Milioni di utenti come possibili vittime di una campagna virus avviata la scorsa settimana con l’obiettivo di diffondere in rete un file maligno Google Docs

Davanti all’evidenza è arrivata la conferma: una campagna messa in piedi da un gruppo di hacker sta rapidamente facendo il giro della rete, mirando alle informazioni personali contenute negli account di posta con dominio Gmail. Il gigante del web ha spiegato come l’obiettivo dei criminali sia quello di diffondere online un file maligno di tipo Google Docs, allegato come file condiviso all’interno di un classico messaggio. Il problema, è che spesso la collaborazione o semplice visualizzazione di file del genere, conservati sul cloud di Mountain View, avviene all’apertura di un link univoco che, in questo caso, contiene sì il file ma posto all’interno di una pagina di autenticazione fasulla. Accade dunque che al clic sul file, viene chiesto ai navigatori di effettuare il login al proprio account ma, in realtà, i dati vengono rubati e sfruttati dai malintenzionati per intrufolarsi negli indirizzi mirati.

Come fare

Google ha riconosciuto il problema a livello globale, invitando gli utenti a essere particolarmente vigili nel vagliare quali email aprire, ponendosi più di un dubbio su quelle che arrivano da mittenti sconosciuti. “L’attacco non mira solo a ottenere le email personali – ha spiegato la compagnia – ma a prendere il completo controllo dei profili”. Il motivo? Solo in questo modo è possibile inoltrare il messaggio malevolo ai propri contatti, usando l’indirizzo di posta della prima vittima e facendo dunque sembrare la conversazione genuina. Al momento Google ha rimosso la pagina fake che tentava di imitare quella dell’accesso reale agli account ma è chiaro che minacce del genere possono ripresentarsi in qualunque momento. La soluzione? Prudenza, l’unico alleato possibile, almeno per il momento.

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1 milione di account Gmail e Yahoo in vendita sul dark web https://www.datamanager.it/2017/03/1-milione-account-gmail-yahoo-vendita-sul-dark-web/ Tue, 07 Mar 2017 19:00:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120545 Nomi utente, email e password in chiaro sono stati decriptati e messi all’asta nei meandri della rete. Si comprano con meno di 100 dollari Un database immenso, probabilmente non quanto la descrizione promette ma pur sempre vasto. Su internet, sezione dark web, cominciano ad apparire diversi annunci di vendita che riguardano circa 1 milione di […]

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Nomi utente, email e password in chiaro sono stati decriptati e messi all’asta nei meandri della rete. Si comprano con meno di 100 dollari

Un database immenso, probabilmente non quanto la descrizione promette ma pur sempre vasto. Su internet, sezione dark web, cominciano ad apparire diversi annunci di vendita che riguardano circa 1 milione di account Gmail e Yahoo, inseriti in vari file rilasciati, complessivamente, per meno di 100 dollari. A proporre la trattativa è l’utente SunTzu583, che su uno dei tanti marketplace del sottobosco della rete, dice di poter soddisfare la sete di curiosità con diversi archivi di file che conterrebbero le informazioni su 100.000 account Yahoo, compresi di password, risalenti a un breach del 2012, altri 145.000 presi da un paio di violazioni nel 2008 e nel 2013, 500.000 dati di iscritti a Gmail a seguito di un hackeraggio del 2008, 2013 e 2014 (ai danni rispettivamente di MySpace, Tumblr e Bitcoin Security Forum) e ulteriori 450.000, derivati da breach a partire dal 2010. Il totale è di oltre 1 milione di persone coinvolti, per una spesa che si aggirerebbe sugli 80 dollari, al cambio di Bitcoin ovviamente.

Cosa succede

Nonostante si tratti di informazioni datate, molte potrebbero rivelarsi ancora corrispondenti, visto che i titolari degli account non sempre cambiano le password periodicamente, nemmeno dopo l’evidenza di importanti intrusioni. C’è da dire che, soprattutto negli ultimi tempi, quando le piattaforme rilevano violazioni ai propri server, procedono con la disattivazione temporanea dei profili, con la richiesta agli utenti di cambiare manualmente le credenziali di accesso. Questo non minimizza la presenza degli archivi venduti dal criminale, nei quali la correlazione dei login rappresenta un ottimo metodo per gli hacker di tentare le combinazioni anche altrove, persino sui siti social network e i siti di home banking.

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Sembra Gmail ma è “solo” phishing https://www.datamanager.it/2017/01/sembra-gmail-solo-phishing/ Fri, 20 Jan 2017 14:00:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117551 L’evoluzione del più subdolo attacco via posta elettronica è un messaggio confezionato ad-hoc dagli hacker Leggiamo “phishing” e subito pensiamo a quei messaggi di posta scritti in un italiano poco corretto, che chiedono subito soldi o allegano file con estensione .exe, poco raccomandabili. Se questo panorama rappresenta ancora la maggior parte dei tentativi di imbroglio […]

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L’evoluzione del più subdolo attacco via posta elettronica è un messaggio confezionato ad-hoc dagli hacker

Leggiamo “phishing” e subito pensiamo a quei messaggi di posta scritti in un italiano poco corretto, che chiedono subito soldi o allegano file con estensione .exe, poco raccomandabili. Se questo panorama rappresenta ancora la maggior parte dei tentativi di imbroglio ai danni dei navigatori, il phishing del nuovo anno si sta evolvendo rapidamente, tanto da riuscire a ingannare anche gli utenti più esperti. L’ultima, subdola, email pirata è quella che sta circolando molto velocemente tra chi usa un account Gmail, che si vede recapitare una comunicazione da uno dei suoi contatti, con un allegato già visto in precedenza. Come è possibile? Semplice: la persona da cui arriva il messaggio è già caduta vittima degli hacker, che hanno prelevato parte di una comunicazione intrattenuta in passato con il nuovo bersaglio per rendere tutto più verosimile.

Cosa accade

Così, se una settimana fa abbiamo mandato a Luca il report di cui aveva bisogno, e nel frattempo il suo account è stato violato, potremmo ricevere una risposta a quel messaggio che riprende gli stessi temi toccati in precedenza, con l’invito ad aprire un file allegato. Proprio quest’ultimo rappresenta il vettore con cui i criminali si garantiscono un’intrusione nel sistema dell’ulteriore vittima, così da continuare la catena maligna. Il bello (o il brutto, decidete voi) è che i più esperti possono essere ingannati non solo per il nome del mittente e il contenuto del testo ma anche per il link che, all’apertura del file, mostra una maschera di accesso a Google. L’indirizzo in questione è data.text/html.https://accounts.google.com/ServiceLogin?service=mail, molto simile a quello genuino, se non fosse per la presenza del suffisso data.text che, messo lì, invalida anche l’https presente dopo. Come tutelarsi? Controllando per bene il link di destinazione che viene fuori passando il mouse sugli elementi presenti nel messaggio ed, eventualmente, copiarlo e incollarlo nel motore di ricerca di Google per capire se vi è un riferimento su altri portali. Poi conviene attivare la doppia autenticazione che, nel caso di accessi non autorizzati a Gmail, consente di verificare l’account attraverso la ricezione di un codice temporaneo mandato sul cellulare.

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L’AI di Google legge i nostri romanzi https://www.datamanager.it/2016/05/lai-google-legge-nostri-romanzi/ Fri, 06 May 2016 18:00:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100722 L’obiettivo è di rendere più umana la tecnologia, insegnandole a interpretare il mondo attraverso gli occhi delle persone Ci sono gialli, romanzi e anche libri erotici nella biblioteca che Google ha aperto alla sua intelligenza artificiale. Il motivo? Far capire ad un mucchio di bit, cos’è che davvero accende la passione dell’uomo, cosa lo spinge […]

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L’obiettivo è di rendere più umana la tecnologia, insegnandole a interpretare il mondo attraverso gli occhi delle persone

Ci sono gialli, romanzi e anche libri erotici nella biblioteca che Google ha aperto alla sua intelligenza artificiale. Il motivo? Far capire ad un mucchio di bit, cos’è che davvero accende la passione dell’uomo, cosa lo spinge ad amare altre persone e ad avviare un rapporto di coppia, anche meramente sessuale. Il team di ricerca AI di Google ha dunque immesso informazioni colte dalla letteratura tipicamente rosa (ma anche a tinte più calde) negli algoritmi del suo progetto sperimentale, che dovrebbe portare a risultati evidenti per milioni di persone.

Il progetto

Si, perché l’intelligenza in questione non è quella a bordo solo di robot senzienti o di complessi sistemi linguistici tanto lontani da noi, ma potrebbe presto potenziare servizi a cui accediamo tutti i giorni, come le classiche Google App. “In applicazioni del genere, le risposte ottenute dagli utenti sono molto circostanziate – ha spiegato Andrew Dai, ingegnere del software di Big G – con i nostri esperimenti, tutto potrà assumere un carattere molto più conversazionale, con varietà di toni e registri diversi”. Un campo di applicazione concreto potrebbe arrivare all’interno della funzionalità smart reply di Inbox, il client di email sperimentale di Google. Secondo la compagnia, la risposta intelligente viene utilizzata nel 10% delle repliche via Inbox e l’intervento di una AI più “umana” potrebbe migliorare ed incrementare l’utilizzo di tale opzione.

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Gmail, Yahoo, e quella violazione di cui nessuno parla https://www.datamanager.it/2016/05/gmail-yahoo-quella-violazione-cui-nessuno-parla/ Fri, 06 May 2016 08:48:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100737 272 milioni di dati  di accesso sarebbe stati rubati dai servizi webmail di Google e Yahoo e (in parte) Hotmail. Ecco cosa sappiamo In tempi come questi non fa più notizia il furto di account di posta elettronica; se non fosse che di mezzo ce ne sono almeno 272 milioni. A tanto corrispondono gli utenti […]

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272 milioni di dati  di accesso sarebbe stati rubati dai servizi webmail di Google e Yahoo e (in parte) Hotmail. Ecco cosa sappiamo

In tempi come questi non fa più notizia il furto di account di posta elettronica; se non fosse che di mezzo ce ne sono almeno 272 milioni. A tanto corrispondono gli utenti le cui credenziali sarebbero state sottratte e poi diffuse in rete, a quanto pare, da un hacker russo. Ad indagare sul caso, oltre alle compagnie coinvolte, è stata l’agenzia di sicurezza Hold Security, che dopo uno scouting sarebbe riuscita a ridurre il numero di nomi utente ripetuti e ridondanti ad almeno 57 milioni di account unici, appartenenti a clienti di Gmail, Yahoo e Hotmail, ma anche di Mail.ru (provider russo) e di piattaforme cinesi.

Cosa è successo

Difficile dire in che modo gli hacker siano entrati in possesso di un così alto numero di informazioni ed è proprio su questo punto che le indagini dovranno concentrarsi maggiormente. Phishing? Virus informatico? Bug nei sistemi? Insomma gli interrogativi sono davvero tanti, troppi perché la vicenda sia stata trattata solo dalle testate specializzate e non posta all’attenzione generale. Soprattuto se, come ha spiegato la Reuters che ha contattato Hold Security, tra i dati sottratti non sono presenti sono gli accessi ai client di posta ma anche username e password di impiegati a banche statunitensi, aziende di produzione e marchi di vendita al dettaglio. Per quanto ne sappiamo, al momento Google e Yahoo stanno cercando di capire cosa ci sia di vero dietro la faccenda, ovvero quante persone siano state concretamente coinvolte nel breach. Presto dovrebbero arrivare maggiori delucidazioni in merito all’accaduto, o almeno è quello che si spera, vista la mole di utenti interessati.

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Inbox migliora la gestione di link e newsletter https://www.datamanager.it/2016/04/inbox-migliora-la-gestione-link-newsletter/ Fri, 22 Apr 2016 13:19:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99733 Inbox di Gmail rende più semplice ricordare gli eventi e consente una migliore gestione di newsletter e link Inbox di Gmail, la nuova piattaforma di gestione della posta elettronica presentata l’anno scorso da Google, si aggiorna con nuove funzioni per aiutare gli utenti a ricordare scadenze ed eventi importanti. La novità è stata annunciata sul […]

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Inbox di Gmail rende più semplice ricordare gli eventi e consente una migliore gestione di newsletter e link

Inbox di Gmail, la nuova piattaforma di gestione della posta elettronica presentata l’anno scorso da Google, si aggiorna con nuove funzioni per aiutare gli utenti a ricordare scadenze ed eventi importanti. La novità è stata annunciata sul blog di Gmail in un post firmato dal Software Engineer, Pras Sarkar.

Inbox ora consente di raccogliere le e-mail relative a un singolo evento in un’unica casella e mostrerà eventuali cambiamenti di orario o di location in modo più efficace. L’app fornirà anche un’anteprima dei contenuti inviati dalle aziende tramite newsletter per consentire all’utente di cancellare ciò che non gli serve in tempi più rapidi. Infine Inbox ha aggiunto una casella dedicata ai link che si desidera salvare per una successiva visione. Succede infatti molto spesso che ci si auto-invii tramite e-mail l’url a un articolo o a una pagina web ritenuta interessante. L’app consente inoltre di salvare più link contemporaneamente se riguardano lo stesso argomento.

gmail inboxgoogle inbox

 

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Google rafforza Gmail con gli avvisi Safe Browsing https://www.datamanager.it/2016/03/google-rafforza-gmail-gli-avvisi-safe-browsing/ Fri, 25 Mar 2016 19:00:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=97765 Due nuove funzioni di sicurezza contribuiscono a mettere al sicuro il client di posta contro le spie statali Con un annuncio pubblicato sul proprio blog di sicurezza, Google ha annunciato due nuovi importanti aggiornamenti per la piattaforma Gmail. La compagnia, parte di Alphabet, ha sottolineato la necessità di permettere ai suoi clienti di utilizzare con maggiore […]

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Due nuove funzioni di sicurezza contribuiscono a mettere al sicuro il client di posta contro le spie statali

Con un annuncio pubblicato sul proprio blog di sicurezza, Google ha annunciato due nuovi importanti aggiornamenti per la piattaforma Gmail. La compagnia, parte di Alphabet, ha sottolineato la necessità di permettere ai suoi clienti di utilizzare con maggiore confidenza il client di posta elettronica, soprattutto dopo le recenti notizie di attacchi digitali sponsorizzati dagli stati, con l’obiettivo di violare conversazioni e rubriche dei navigatori utenti di Big G. La prima novità è l’integrazione di Safe Browsing, già attivato per identificare potenziali link maligni nei messaggi e ora all’opera dopo che le persone hanno già cliccato sugli indirizzi maligni o presunti tali.

Come funziona

Safe Browsing fornisce una lista di URL che contengono contenuto malware o collegamenti interni di natura phishing. L’elenco è disponibile sia per Chrome, Firefox e Safari così che ogni provider possa integrarlo nelle proprie procedure di sicurezza. Nel corso degli anni Google ha esteso l’adozione di Safe Browsing per vari prodotti, inclusi Android, Ads e Analytics.

Contro gli hacker di Stato

Il secondo aggiornamento riguarda la lotta contro le violazioni sponsorizzate dagli Stati. Attualmente Gmail mostra un avviso quando vi è il sospetto che gli utenti siano stati presi di mira da hacker statali. Secondo l’azienda, meno dello 0,1% degli iscritti ha finora ricevuto un avviso del genere, ma questo non vuol dire che il panorama sia così tranquillo e sicuro. Nelle ultime ore, Google ha implementato la notifica con una sorta di how-to su come terzi potrebbero rubare le credenziali di accesso al servizio di posta. “C’è la possibilità che si tratta di un falso allarma ma qualcuno potrebbe aver tentato di accedere al tuo account Google – si legge – ti raccomandiamo di abilitare la doppia procedura di autenticazione e di impostare una chiave di sicurezza”.

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