hard disk – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 08 Jul 2026 14:41:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png hard disk – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Prestazioni degli HDD: i fattori chiave che influenzano la velocità di trasferimento dati secondo Toshiba https://www.datamanager.it/2026/07/prestazioni-degli-hdd-i-fattori-chiave-che-influenzano-la-velocita-di-trasferimento-dati-secondo-toshiba/ Fri, 24 Jul 2026 08:02:46 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254064 Le prestazioni di un hard disk non possono essere valutate solo in base alla velocità massima di trasferimento indicata nella scheda tecnica. A influenzare le performance reali contribuiscono capacità del drive, configurazione RAID, controller, infrastruttura di rete e tipologia di carico di lavoro. Secondo Rainer W. Kaese, Senior Manager HDD Business Development di Toshiba Electronics […]

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Le prestazioni di un hard disk non possono essere valutate solo in base alla velocità massima di trasferimento indicata nella scheda tecnica. A influenzare le performance reali contribuiscono capacità del drive, configurazione RAID, controller, infrastruttura di rete e tipologia di carico di lavoro.

Secondo Rainer W. Kaese, Senior Manager HDD Business Development di Toshiba Electronics Europe GmbH: “Le specifiche tecniche rappresentano un punto di partenza fondamentale per confrontare diversi modelli di HDD, ma la velocità massima dichiarata deve essere interpretata nel contesto corretto. Le prestazioni di un singolo drive e quelle di un sistema composto da più unità possono differire sensibilmente”.

Gli HDD enterprise di ultima generazione dichiarano le velocità massime di trasferimento comprese tra 280–310 MB/s, ma questo valore si riferisce alle tracce esterne del disco e a condizioni ottimali (elaborazione sequenziale di file di grandi dimensioni). Le tracce esterne contengono più dati di quelle interne, quindi con il riempimento del drive le prestazioni possono scendere fino a due terzi del valore massimo. Anche il tipo di carico di lavoro influisce significativamente: le operazioni sequenziali sono più veloci, mentre gli accessi casuali con numerosi file di piccole dimensioni riducono il throughput complessivo.

Maggiore capacità, maggiore efficienza

Gli HDD enterprise attuali operano prevalentemente a 7.200 rpm, mentre i modelli a velocità superiori sono stati progressivamente sostituiti dagli SSD in applicazioni dove sono richieste latenze estremamente ridotte. Grazie all’aumento della densità dei dati, però, gli HDD moderni a 7.200 rpm trasferiscono più dati per rotazione rispetto alle generazioni precedenti. Il numero di piatti presenti all’interno di un HDD, invece, non determina direttamente un aumento delle prestazioni poiché lettura e scrittura avvengono su una superficie alla volta.

Il ruolo delle configurazioni RAID

Nei sistemi enterprise gli HDD vengono raramente utilizzati singolarmente. Più unità vengono spesso combinate in configurazioni RAID (Redundant Array of Independent Disks) per migliorare disponibilità, protezione dei dati e prestazioni.

Il livello RAID scelto incide sul comportamento del sistema:

  • RAID 1 replica gli stessi dati su due drive e può migliorare le prestazioni in lettura, ma non offre vantaggi significativi nelle operazioni di scrittura;
  • RAID 5 distribuisce dati e informazioni di parità su più drive, consentendo un buon equilibrio tra capacità utilizzabile, protezione dei dati e velocità di accesso;
  • RAID 10 combina mirroring e striping, offrendo elevate prestazioni in lettura e una maggiore tolleranza ai guasti, anche se con una capacità disponibile inferiore.

Anche la rete può diventare un limite

Controller RAID, software di gestione e collegamenti di rete incidono quanto gli HDD stessi. I test mostrano che controller hardware e soluzioni software offrono prestazioni diverse a seconda del carico: le operazioni sequenziali raggiungono velocità elevate, gli accessi misti riducono il throughput.

Per sfruttare pienamente più HDD operativi in parallelo è inoltre necessario disporre di un’infrastruttura di rete adeguata. Connessioni come Gigabit Ethernet e 2,5GbE possono diventare rapidamente un collo di bottiglia anche con pochi drive, mentre sistemi più grandi richiedono collegamenti a 10GbE, 25GbE o superiori.

Un approccio completo per valutare le prestazioni reali

Le prestazioni effettive di un sistema di archiviazione possono essere stimate in anticipo solo in modo approssimativo, poiché dipendono dalla combinazione di molteplici elementi: modello di drive, numero di unità, livello RAID, controller, rete e applicazioni utilizzate. Per questo Toshiba considera fondamentali i test pratici e le attività di validazione nei propri laboratori, dove vengono analizzate diverse configurazioni per individuare il miglior equilibrio tra capacità, prestazioni, affidabilità ed efficienza energetica.

“La scheda tecnica resta uno strumento essenziale per il confronto iniziale. Un hard disk progettato per offrire maggiori prestazioni manterrà il proprio vantaggio anche all’interno di un array RAID, ma il risultato finale dipenderà sempre dall’intero ecosistema di storage”, conclude Rainer Kaese.

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IBM ha scritto un bit dentro un atomo https://www.datamanager.it/2017/03/ibm-scritto-un-bit-dentro-un-atomo/ Fri, 10 Mar 2017 19:30:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120857 I ricercatori di San Jose sono riusciti nell’impresa di scrivere (e leggere) un’informazione nella struttura atomica, utilizzando il magnetismo L’intera libreria di iTunes contiene 35 milioni di canzoni. IBM potrebbe presto caricarle tutte dentro uno storage grande quanto una carta di credito. Non si tratta di una previsione azzardata ma del risultato di quanto realizzato […]

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I ricercatori di San Jose sono riusciti nell’impresa di scrivere (e leggere) un’informazione nella struttura atomica, utilizzando il magnetismo

L’intera libreria di iTunes contiene 35 milioni di canzoni. IBM potrebbe presto caricarle tutte dentro uno storage grande quanto una carta di credito. Non si tratta di una previsione azzardata ma del risultato di quanto realizzato dai ricercatori californiani della multinazionale americana, che sono riusciti a scrivere un bit dentro un singolo atomo, utilizzando la tecnica di compilazione magnetica, già sfruttata per la realizzazione di musicassette, CD, memorie flash, con il vantaggio di essere solida, dunque di lasciare che una volta impressi, gli atomi possano restare fermi dove sono, evitando il rischio di disintegrazione precoce. Non è dunque una novità ma attualmente gli hard disk ospitano un bit all’interno di circa 100.000 atomi, mica uno. Il passo in avanti è dunque decisivo verso la riduzione dello spazio necessario per l’informazione digitale, in un rapporto 1:1.

Il futuro è roseo

Quali conseguenze potrà avere una scoperta del genere? Prima di tutto una maggiore miniaturizzazione dei supporti fisici sia indipendenti (gli hard disk stessi) che all’interno di piattaforme complete, come smartphone e Internet delle Cose. Probabilmente, nel prossimo futuro si procederà con passi graduali, ovvero con l’imprimatur dei bit dentro un numero minore di atomi ma non direttamente sul singolo, come fatto da IBM. Il processo sarà però il medesimo: utilizzare i due poli dei magneti, che formano lo strato da scrivere, per codificare i dati su entrambi, con un’inversione ottenuta facendo passare una certa quantità di corrente tramite un piccolo microscopio, che converte lo stato “0” in “1”, e viceversa. Unito a una superficie di ossido, il singolo atomo di olmio (quello usato dai ricercatori) mantiene una direzione stabile anche in presenza di altri magneti nelle vicinanze, in teoria quelli che contengono altri tipi di informazioni in bit. “Stiamo arrivando alla fine dell’era Moore” – ha detto Christopher Lutz, che ha guidato il team di IBM presso i laboratori di San Jose, in California.

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Toshiba: qual è la strategia di archiviazione più adatta per le vacanze? https://www.datamanager.it/2016/08/toshiba-qual-la-strategia-archiviazione-piu-adatta-le-vacanze/ Thu, 04 Aug 2016 12:00:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106914 Larry Martinez-Palomo, Head of Marketing Toshiba Europe, Storage Peripherals Division analizza le diverse opzioni di back up e suggerisce la strategia di archiviazione più adatta e sicura quando siamo in viaggio “Con le vacanze estive ormai alle porte, milioni di persone scatteranno foto e registreranno video dei momenti più belli. Se per la maggior parte […]

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Larry Martinez-Palomo, Head of Marketing Toshiba Europe, Storage Peripherals Division analizza le diverse opzioni di back up e suggerisce la strategia di archiviazione più adatta e sicura quando siamo in viaggio

“Con le vacanze estive ormai alle porte, milioni di persone scatteranno foto e registreranno video dei momenti più belli. Se per la maggior parte sarà facile caricare foto e video su Facebook e Instagram, per altri potrà essere più difficile a causa di eventi e incidenti non previsti, che posso portare alla perdita di tutti i nostri dati più importanti, senza la possibilità di recuperarli”, ha dichiarato Larry Martinez-Palomo, Head of Marketing Toshiba Europe, Storage Peripherals Division.

Versamento di liquidi, virus, cancellazione accidentale, sbalzi di tensione, danni dell’hard drive, furto, surriscaldamento e disastri naturali sono tutti esempi di incidenti che non possono essere controllati e che potrebbero privarci dei dati.

“Tuttavia, per proteggere le foto e i video è fondamentale mettere in atto un’efficace strategia di backup prima di partire e i recenti progressi tecnologici di storage ora offrono ai viaggiatori moltissime opzioni di back up”, ha aggiunto Larry Martinez-Palomo.

Storage wireless

La maggior parte delle persone utilizza hard disk esterni, ma le innovazioni nella tecnologia di archiviazione offrono una gamma di prodotti per lo storage senza fili, disponibile nelle versioni hard disk (HDD) o allo stato solido (SSD). L’elemento distintivo di questi prodotti è che funzionano come hotspot Wi-Fi con diversi dispositivi collegati contemporaneamente, rendendo più semplice il caricamento di immagini da un telefono a un tablet o da un notebook a un tablet. Alcuni produttori, come Toshiba, integrano anche uno slot SD card nei prodotti di storage wireless, semplificando il back up direttamente dalle fotocamere, che non sono wireless-enabled. Compatti e adatti ai viaggi, questi drive wireless offrono un’autonomia fino a 8 ore, lo streaming di video senza interruzioni, ampia capacità e veloci opzioni di condivisione dei file tra iOS e Android senza utilizzare il PC o iTunes.

Hard disk esterni portatili

I tradizionali hard disk esterni meccanici giocano ancora un ruolo importante. Grazie al costo più basso per gigabyte non c’è modo più economico per archiviare grandi volumi di dati e i continui progressi della tecnologia di storage li rendono adatti ai viaggi. Inoltre, la velocità di trasferimento è competitiva, 150MB/sec per lettura e scrittura, e la capacità è notevolmente aumentata, con alcuni produttori che offrono tra 3 e 4 terabyte.

Cloud storage & software di accesso remoto

Lo storage cloud-based è una soluzione per evitare i rischi associati all’archiviazione fisica dei dati su smartphone, tablet o notebook: se un dispositivo è danneggiato o viene perso, i dati sono ancora presenti sui server remoti a cui è possibile accedere con nome utente e password. I servizi più diffusi di cloud storage, come SkyDrive, Dropbox, PogoPlug, Google Drive, Microsoft OneDrive e iCloud consentono sincronizzazione e backup automatici, così appena si scatta una foto viene subito caricata nel cloud.

Archiviare immagini e video nel cloud può sembrare la soluzione perfetta, ma è necessario avere una connessione a Internet veloce e affidabile, ma quando si è in viaggio non sempre può essere garantita. Un altro possibile problema quando si effettua il back up in cloud è la sicurezza: di fronte al rischio di furti di password di massa o attacchi hacker, alcuni preferiscono usare HDD classici o schede SD, che permettono di controllare meglio i propri dati.

Nessuna soluzione è completamente sicura, ma utilizzando un mix di due o più tecnologie di back up si può garantire la protezione di foto e video mentre si viaggia. Molti produttori di dispositivi di storage attualmente offrono l’accesso all’archiviazione cloud insieme all’hardware. Per esempio, alcuni hard disk selezionati di Toshiba offrono gratuitamente una capacità di archiviazione addizionale in cloud pari a 10GB (offerti in partnership con il più popolari brand di storage PogoPlug) e l’accesso da remoto ai drive personali degli utenti per garantire la massima protezione dei dati archiviati.

“Così come è essenziale pianificare in anticipo un viaggio o la sistemazione per le vacanze estive, lo è anche avere un programma realizzabile per garantire agli appassionati di fotografia tutto lo spazio necessario. Questo significa che possono scattare foto a loro piacimento e registrare i video dei momenti più belli senza preoccuparsi della capacità di archiviazione. Trascorrere qualche minuto ogni giorno a effettuare il backup non solo garantisce la massima sicurezza ai nostri ricordi, ma libera spazio per i ricordi di domani”, ha concluso Larry Martinez-Palomo, Head of Marketing Toshiba Europe, Storage Peripherals Division.

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Seagate presenta il più grande hard-disk consumer al mondo https://www.datamanager.it/2016/07/seagate-presenta-piu-grande-hard-disk-consumer-al-mondo/ Thu, 21 Jul 2016 14:49:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106439 Ben 10 TB di storage a bordo del BarraCuda Pro, il primo disco di memorizzazione con un archivio così imponente, da quasi 500 euro Se l’obiettivo è di spingere sempre più in là il limite dell’archiviazione domestica, beh allora Seagate ci sta riuscendo. Il produttore ha infatti presentato la nuova gamma di storage BarraCuda Pro, […]

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Ben 10 TB di storage a bordo del BarraCuda Pro, il primo disco di memorizzazione con un archivio così imponente, da quasi 500 euro

Se l’obiettivo è di spingere sempre più in là il limite dell’archiviazione domestica, beh allora Seagate ci sta riuscendo. Il produttore ha infatti presentato la nuova gamma di storage BarraCuda Pro, di cui fa parte anche un hard-disk da ben 10 TB, destinato all’home computing. Se il formato non è per nulla una novità nel mondo enterprise, con server che vanno ben oltre le dimensioni del modello citato, quando si parla di pubblico consumer le cose sono decisamente più ridotte e dunque il dispositivo di Seagate è una prima assoluto che segna un deciso cambio di rotta verso necessità maggiori anche in ambito domestico. I 10 TB a bordo del Pro sono la scelta migliore per conservare centinaia di foto a 40 megapixel, video in 4K e titoli videoludici pesanti anche diversi giga.

Come è fatto

L’unità è un classico hard-disk da 3,5 pollici e 7200 RPM con velocità di trasferimento fino a 220 MBps. La capienza è, come detto, interessante e forse eccessiva ed è per questo che anche il prezzo è leggermente fuori portata per molti. In dollari è fissato sui 535 $, al cambio poco più di 480 euro, anche se si attendono comunicazioni ufficiali a riguardo. C’è da dire che non si tratta del primo device del genere prodotto da Seagate. Nel recente passato la compagnia aveva lanciato le serie IronWolf e SkyHawk pensate però per un utilizzo in ambito NAS e video sorveglianza mentre BarraCuda Pro e indicato sostanzialmente per un uso casalingo. La differenza tra i modelli non è solo sull’ottimizzazione ma anche per la garanzia: i 3 anni di IronWolf e SkyHawk diventano ben 5 su BarraCuda Pro. Questo può giustificare il prezzo più elevato ma anche la volontà di avvicinare meglio un segmento di mercato quanto mai difficile e forse ancora immaturo per scelte così estreme.

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L’hard disk più piccolo al mondo contiene tutti i libri mai scritti https://www.datamanager.it/2016/07/lhard-disk-piu-piccolo-al-mondo-contiene-tutti-libri-mai-scritti/ Wed, 20 Jul 2016 09:18:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106354 Dall’Olanda arriva un hard disk di dimensioni ridottissime ma con una capacità di storage centinaia di volte superiore alla migliore soluzione in commercio Il processo di miniaturizzazione dei componenti elettronici sta raggiungendo vette incredibili. I ricercatori del Kavli Institute of Nanoscience dell’Università di Delft, nei Paesi Bassi, hanno realizzato l’hard disk più piccolo al mondo ma […]

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Dall’Olanda arriva un hard disk di dimensioni ridottissime ma con una capacità di storage centinaia di volte superiore alla migliore soluzione in commercio

Il processo di miniaturizzazione dei componenti elettronici sta raggiungendo vette incredibili. I ricercatori del Kavli Institute of Nanoscience dell’Università di Delft, nei Paesi Bassi, hanno realizzato l’hard disk più piccolo al mondo ma in grado di immagazzinare i bit con una densità 500 volte maggiore rispetto ai dispositivi attualmente sul mercato. Questo disco è basato sul cosiddetto “effetto tunnel” e potenzialmente è in grado di contenere tutti i libri mai scritti nel corso della storia.

L’hard disk si basa su una microscopica superficie di rame su cui sono disposti a scacchiera alcuni atomi di cloro. Tra una particella si formano quindi degli spazi vuoti che possono essere riempiti trascinando gli atomi vicini con uno speciale ago di cui è dotato un microscopio a effetto tunnel. In questo modo è possibile immagazzinare parole, testi e anche dei segnali simili ai QR Code. Grazie a questa tecnologia i ricercatori olandesi hanno realizzato un hard disk di un kilobyte su cui hanno salvato un discorso del premio Nobel Richard Feyman, che nel 1959 fu il primo a ipotizzare che l’informazione potesse essere contenuta in un singolo atomo. La scoperta di questa tecnologia getta le basi per la nascita di dispositivi elettronici portatili a memoria infinita e data center di dimensioni ridotte e dai bassi consumi energetici. L’hard disk più piccolo al mondo non è però ancora pronto per essere commercializzato. Al momento i ricercatori sono riusciti a farlo funzionare solo in laboratorio in condizioni di vuoto e con una temperatura di 200 gradi sotto zero.

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BitTorrent con Western Digital per il Raspberry Pi https://www.datamanager.it/2015/09/bittorrent-con-western-digital-per-il-raspberry-pi/ Fri, 11 Sep 2015 12:40:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=83322 All’orizzonte c’è la creazione di un vero mostro del settore storage, capace di potenziare il download di contenuti e lo streaming BitTorrent e Western Digital hanno stretto un accordo per creare un disco rigido per il Raspberry Pi da ben 1 Terabyte. Il drive è stato disegnato appositamente per il Model B+ e Pi 2 Model […]

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All’orizzonte c’è la creazione di un vero mostro del settore storage, capace di potenziare il download di contenuti e lo streaming

BitTorrent e Western Digital hanno stretto un accordo per creare un disco rigido per il Raspberry Pi da ben 1 Terabyte. Il drive è stato disegnato appositamente per il Model B+ e Pi 2 Model B del mini computer della fondazione e offrirà agli utenti la possibilità di trasformare il dispositivo in un media center o un NAS dalle alte capacità di memorizzazione. Oltre all’hard-disk in sé infatti, BitTorrent porta la possibilità di utilizzare Sync per sincronizzare i contenuti presenti su altri dispositivi direttamente sul Raspberry Pi, bypassando in un certo senso il cloud e attivando una funzione di backup completo.

Ci sono delle differenze

In realtà, anche lo si può considerare come un normale disco rigido, la soluzione di BitTorrent e Western Digital differisce dagli archivi classici per diversi motivi. Prima di tutto quello pensato per Raspberry Pi è un modulo a basso consumo energetico, quanto basta per poter girare con l’energia prodotta dal Pi ma questo non vuol dire che le sue dimensioni siano così ridotte, anzi. Si tratta di un classico drive da 2,5 e quindi più grande del Raspberry stesso; ci sarà dunque bisogno, per chi lo voglia, di inserirlo all’interno di un case specifico così da abbinarlo meglio al computer. Il Pi Drive (si chiama così) sarà in vendita a circa 80 dollari nei negozi localizzati mentre lo si potrà acquistare attraverso BitTorrent con sconti che possono arrivare anche al 35% del valore totale utilizzando il codice WDPIDRIVE1TB.

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Intel e Micron per una nand flash 3D da 10TB https://www.datamanager.it/2015/03/intel-e-micron-per-una-nand-flash-3d-da-10tb/ Mon, 30 Mar 2015 18:30:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=72342 Gli ingegneri delle due aziende collaborano per realizzare una memoria che aumenti di tre volte la capacità degli attuali SSD sul mercato Intel ha avviato una collaborazione con Micron per costruire una memoria flash Nand 3D che porti la capacità dei dischi allo stato solido a un massimo di 10TB, circa il triplo di quanto possibile […]

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Gli ingegneri delle due aziende collaborano per realizzare una memoria che aumenti di tre volte la capacità degli attuali SSD sul mercato

Intel ha avviato una collaborazione con Micron per costruire una memoria flash Nand 3D che porti la capacità dei dischi allo stato solido a un massimo di 10TB, circa il triplo di quanto possibile oggi. Tutto ciò sarà possibile grazie alla particolare struttura tridimensionale che permette alle celle della memoria di essere installate in pile verticali invece che di una sola espansione orizzontale. In realtà Micron già da tempo ha in mente un progetto del genere e con Intel potrà realizzarlo in un tempo minore.

Legge di Moore

Tradizionalmente le celle esistono in due dimensioni; il concetto delle Nand 3D è che la stringa di memoria venga rimodulata in una terza scala, quella appunto che apre all’altezza. Volendo interpretare le celle come un’asse bidimensionale, gli sviluppatori possono dunque andare oltre lo spazio delimitato dalle x e y per allargarsi in profondità posizionando le parti informatiche l’una sopra l’altra. La tecnica viene già utilizzata da Samsung sui dischi V-Nand proprietari che si fermano però a 3,2 TB per unità senza poter lontanamente toccare i i 10 TB previsti da Intel e Micron. La tecnologia pensata dalle due aziende permette infatti una distribuzione delle celle in 32 livelli così da produrre componenti a 256 Gbit su architetture multiple e 384 Gbit su quelle triple, un bel salto in avanti rispetto agli standard a cui eravamo abituati. Entusiasmo e soddisfazione da Giri Giridhar, vice presidente di Intel per lo sviluppo prodotto: “Possiamo costruire SSD con densità davvero elevate – ha detto – fino a 10 TB in dimensioni da 2,5 pollici. La collaborazione permetterà alla Legge di Moore di correre più velocemente”.

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Toshiba Canvio Connect II: quello che desideri sempre a portata di mano https://www.datamanager.it/2015/01/toshiba-canvio-connect-ii-desideri-sempre-portata-mano/ Thu, 08 Jan 2015 17:30:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67502 Toshiba presenta il nuovo HDD Canvio Connect II che offre fino a 2 TB di spazio di archiviazione, 10 GB di cloud storage gratuito e accesso da remoto su più dispositivi Toshiba Europe GmbH (TEG), Storage Peripherals Division, presenta il Canvio Connect II, un hard disk esterno che consente agli utenti di accedere da remoto […]

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Toshiba presenta il nuovo HDD Canvio Connect II che offre fino a 2 TB di spazio di archiviazione, 10 GB di cloud storage gratuito e accesso da remoto su più dispositivi

Toshiba Europe GmbH (TEG), Storage Peripherals Division, presenta il Canvio Connect II, un hard disk esterno che consente agli utenti di accedere da remoto ai contenuti digitali sul proprio hard disk direttamente da PC, tablet o smartphone . Inoltre, con un semplice click gli utenti possono accedere a immagini, video e musica presenti sul proprio dispositivo mobile ovunque si trovino, utilizzando fino a 10 GB di cloud storage gratuito. Il Canvio Connect II, elegante e leggero, consente di portare con sè fino a un massimo di 2 TB di storage e offre la possibilità di scegliere fra cinque colori differenti adatti ad ogni occasione. Dalla metà del 2015 il Canvio Connect II sarà disponibile anche con una capacità di archiviazione di 3 TB2.

In un mondo digitale, in cui si foto e video sono sempre di più e in cui il passaggio a raccolte multimediali digitali aumenta a ritmi crescenti, diventa sempre più importante archiviare i propri file multimediali correttamente. Con il Canvio Connect II, gli utenti possono memorizzare in un unico dispositivo, fino a 571.000 foto digitali, 526.000 file musicali digitali o 1.640 film 34 e organizzare con semplicità grandi collezioni di file multimediali.

Il Canvio Connect II permette agli utenti di accedere da remoto, direttamente da smartphone e tablet, alle librerie digitali presenti sul proprio hard disk. Inoltre gli utenti avranno a disposizione 10 GB di cloud storage gratuito, che consente di accedere ai propri archivi ovunque si trovino semplicemente connettendo il Canvio Connect II al PC e alla rete Wi-Fi.

Basato su una tecnologia USB 3.0 che consente trasferimenti ad alta velocità , il Canvio Connect II è compatibile anche con le porte USB 2.0 e viene fornito con compatibilità per PC e Mac e di un driver NTFS per sistemi Mac. Con NTI Backup Now EZ, gli utenti possono scegliere di eseguire il backup solo di alcuni file specifici all’interno del Canvio Connect II o di effettuare il backup completo. Dispone inoltre di un sensore anti shock interno e di una tecnologia ramp loading che proteggono l’hard disk da eventuali incidenti o cadute consentendo un archiviazione sicura dei file.

“Smartphone e tablet fanno ormai parte della nostra vita quotidiana ed è sempre più importante che attraverso questi dispositivi si possa accedere alle proprie librerie di immagini, video e musica. Con il Canvio Connect II abbiamo unito due diverse esigenze: la sicurezza di un dispositivo di archiviazione fisica e la flessibilità di accesso a una piattaforma di cloud storage. Questo consente ai nostri clienti di soddisfare tutte le loro esigenze digitali”, ha dichiarato Arnaud Bonvarlet, General Manager, Storage Peripherals Division, Toshiba Europe GmbH. “Siamo molto orgogliosi di sviluppare prodotti innovativi che allo stesso tempo diano valore alle le persone e siamo entusiasti di aver raggiunto questo obiettivo anche con la nostra ultima creazione”.
Il nuovo HDD Canvio Connect II sarà disponibile dal mese di febbraio ad un prezzo a partire da 67 euro. I colori disponibili includono: bianco, satinato, oro, blu, nero e rosso e dalla metà del 2015 sarà possibile acquistare la versione da 3 TB.

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A ciascuno il suo: da WD l’hard disk perfetto per ogni desiderio https://www.datamanager.it/2014/10/ciascuno-suo-wd-lhard-disk-perfetto-per-ogni-desiderio/ Sun, 26 Oct 2014 17:00:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63610 Idee regalo per tutti: dall’amico sbadato alla sorella fashion victim, dal creativo, al cinefilo, fino agli amanti dei videogame, con WD troverete un’idea regalo utile e adatta a tutti Per festeggiare la prossima ricorrenza, un’occasione speciale, o semplicemente per fare un regalo utile e originale, WD, azienda di Western Digital, offre una serie di spunti […]

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Idee regalo per tutti: dall’amico sbadato alla sorella fashion victim, dal creativo, al cinefilo, fino agli amanti dei videogame, con WD troverete un’idea regalo utile e adatta a tutti

Per festeggiare la prossima ricorrenza, un’occasione speciale, o semplicemente per fare un regalo utile e originale, WD, azienda di Western Digital, offre una serie di spunti per trovare l’hard disk ideale per tutti.
Che si tratti dell’amico attento allo stile, dell’amica che lavora in mobilità, del fratello distratto, o del papà professionista della creatività, WD propone una serie di opzioni che accontenteranno tutti, salvaguardando il patrimonio di file personali, ricordi e documenti che richiedono tanto spazio di archiviazione e, soprattutto, sicurezza e semplicità di utilizzo.

Il creativo: wireless è meglio

Ideale per chi viaggia spesso per lavoro, per la famiglia in vacanza o per il creativo che lavora in mobilità, il drive My Passport Wireless è un disco storage con funzionalità Wi-Fi di semplice utilizzo che consente agli utenti di salvare, accedere e condividere i propri contenuti con qualsiasi smartphone, tablet, computer o altro dispositivo, senza necessità di cavi.. Inoltre il My Passport Wireless crea una propria rete wireless che consente di connettere fino a 8 dispositivi contemporaneamente e di accedere a qualsiasi contenuto archiviato sul disco. Per gli utenti che necessitano di trasferire grandi quantità di dati, il disco My Passport Wireless offre anche la possibilità di utilizzare una connessione USB 3.0 ad alta velocità

Lo sbadato: con la testa fra le nuvole

Regalare una nuvola? Ora puoi averne una tutta tua. Con My Cloud è possibile centralizzare e conservare i contenuti personali di computer, tablet, smartphone su un unico dispositivo al sicuro, a casa. My Cloud offre ampio spazio storage e prestazioni ultraveloci, senza canoni mensili. Potrai salvare, organizzare e fare il backup di foto, video, musica e documenti importanti, tutto in un solo archivio, e accedervi ovunque tramite le app gratuite WD per l’upload, l’accesso e la condivisione ovunque, tramite PC, Mac, tablet o smartphone. Inoltre, con la versione a doppio disco My Cloud Mirror si ha l’ulteriore possibilità di duplicare automaticamente i file sul secondo disco per una maggiore sicurezza. Davvero a prova di amico sbadato!

Lo stiloso: un design che non passa inosservato

In occasione del decimo anniversario della linea di hard disk esterni My Passport, WD ha aggiunto un design esclusivo alla linea di drive esterni più popolare al mondo. I nuovi My Passport Ultra – Metal Edition e My Passport Ultra – Anniversary Edition sono caratterizzati da un design elegante in metallo, capacità che raggiungono i 2 TB in un formato ancor più ridotto, funzionalità di protezione dei contenuti, backup compreso, e dall’integrazione col cloud per poter accedere ai contenuti personali ovunque ci si trovi. E per le vere fashion victim potete puntare sul design esclusivo in edizione limitata color champagne.

Il cinefilo: la scatola magica dell’intrattenimento

Il vostro amico è serie-dipendente e non si perderebbe per nulla al mondo un’uscita al cinema? WD TV fa al caso vostro. Riproduce i contenuti multimediali da tantissime fonti, mandando in streaming i contenuti archiviati sul tuo dispositivo USB, storage di rete o su qualsiasi computer in rete. Inoltre, offre in streaming il meglio dell’intrattenimento online per accedere a migliaia di film del momento, spettacoli TV, video popolari e i brani al top in classifica, per un intrattenimento senza fine.

Il Geek/ amante dei videogame: un PC a tutta birra

Per chi vuole rendere la vita del proprio PC migliore, più veloce e godere di un’esperienza più divertente e coinvolgente, WD offre WD Black², un dual drive rivoluzionario progettato per i moderni appassionati, professionisti creativi, giocatori o creatori di PC. WD Black² è la fusione di un disco a stato solido completamente accessibile per il sistema operativo e un hard disk di grande capacità per i dati personali e file di grandi dimensioni. È la soluzione di upgrade irrinunciabile per i PC a singola unità, alimentato da una doppia potenza, per creare la migliore esperienza PC possibile.

L’amante della lettura: un “libro” che archivia tutto

Con un design che ricorda proprio quello di un libro, il My Book è un hard disk desktop che offre tutta la tranquillità di sapere che i dati sono al sicuro da accessi non autorizzati, grazie alla protezione con password e crittografia hardware. My Book offre opzioni complete di backup con il software WD SmartWare Pro, per il backup locale e su cloud, e Acronis True Image WD Edition per il backup del sistema. Il regalo ideale per chi ha la libreria piena e vuole avere spazio in abbondanza per file digitali e… migliaia di eBook.

Il professionista: un archivio organizzato e sicuro, per dati accessibili ovunque

I prodotti My Cloud EX2 e My Cloud EX4 sono progettati per piccoli uffici, per i professionisti della creatività e per gli utenti avanzati che necessitano di salvare, condividere, fare il backup, mandare in streaming e gestire grandi quantità di dati digitali in tutta sicurezza e avere tutto sotto controllo. Con la serie di prodotti My Cloud EX, gli utenti saranno entusiasti dell’elevata capacità, delle funzionalità avanzate, delle prestazioni e di un’affidabilità senza compromessi che solo WD può offrire. L’app mobile dedicata rende il file sharing e la collaborazione molto semplice, consentendo ai clienti di inviare, condividere, stampare e aprire file in modo facile e sicuro, anche con app di terze parti. La serie EX ha inoltre opzioni avanzate tipicamente professionali quali File server, server FTP, server di backup e server per download P2P.

 

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Historia memoriae https://www.datamanager.it/2014/07/historia-memoriae/ Mon, 07 Jul 2014 13:21:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57671 La terza puntata della nostra rubrica “Pillole di tecnologia” si occupa della storia delle memorie, elementi fondamentali dei computer, ma anche dei moderni tablet e smartphone Memorie, elementi fondamentali dei computer, ma anche dei moderni tablet e smartphone. Dove contenere i bit, materia prima digitale, è fondamentale. Si dividono in due grandi categorie, quelle centrali o […]

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La terza puntata della nostra rubrica “Pillole di tecnologia” si occupa della storia delle memorie, elementi fondamentali dei computer, ma anche dei moderni tablet e smartphone

Memorie, elementi fondamentali dei computer, ma anche dei moderni tablet e smartphone. Dove contenere i bit, materia prima digitale, è fondamentale. Si dividono in due grandi categorie, quelle centrali o primarie – utilizzate direttamente dai processori per le attività di elaborazione, i cui dati sono per la maggior parte “volatili”, ovvero rimangono attivi solo fino a quando il dispositivo è alimentato – e le secondarie o di massa, dove invece i dati vengono mantenuti in modo permanente, indipendentemente dallo stato in essere dell’apparato.

Qual è la loro storia e quale il futuro? Proviamo a vederlo in modo molto sintetico

All’inizio dei tempi, anni trenta e quaranta del secolo scorso, quelle primarie erano costituite da due cristalli piezoelettrici di quarzo all’estremità di cilindri di acqua o mercurio. In pratica un impulso, giunto ad uno dei cristalli, si trasformava in energia meccanica che veniva trasmessa al secondo cristallo, che la riconvertiva in elettrico. Si creava così un “ritardo” dove si immagazzinava l’informazione elementare. Dopo, e siamo nel 1950 e subito dopo, furono utilizzate tecnologie diverse: dalle valvole elettroniche, ai tamburi magnetici, alle memorie a nucleo magnetico. Ad esempio in quest’ultimo caso, usatissime nei computer degli anni sessanta, degli anelli di ferrite erano percorsi da quattro fili (più tardi tre) che permettevano la memorizzazione di un singolo stato digitale, uno o zero, accessibile ad un ciclo di clock. Impilando più anelli si potevano creare griglie di memoria.

Il primo computer che si può definire “di largo consumo”, perché prodotto in ben cinquanta mila esemplari al costo non proprio alla porta di tutti di 18 mila dollari e costruito a partire da fine anni cinquanta, poteva vantare una memoria centrale di 4KB (pensate che solo questo articolo in formato rtf ne pretende venti volte di più!). Un prima rivoluzione nelle memorie di massa nacque con la creazione dei nastri magnetici, utilizzati inizialmente per le applicazioni audio. Poi ricordiamo i floppy disk, ovvero dischetti magnetici flessibili usatissimi nei primi anni di avvio dei personal computer, che arrivarono a capacità di 1,44 di MB. Rammentiamo i CD ROM e i DVD, ovvero dischi cosiddetti ottici, dove la memorizzazione dei dati avviene attraverso un laser che “incide” il disco. Focalizziamoci poi sugli Hard Disk, ovvero i dischi rigidi, ancor oggi dispositivi principi di questo tipo di memoria, in grado di contenere centinaia, se non migliaia, miliardi di bytes. Tale dispositivo è formato da parecchi dischi che girano vorticosamente ad alta velocità e la lettura e la scrittura dei dati viene effettuata attraverso una testina magnetica. La nuova tecnologia dell’Hard Disk nacque quasi sessant’anni fa, nel 1955, quando si progettò una testina di lettura elettromagnetica sospesa su un piatto di alluminio rotante ad alta velocità, in grado di leggere le informazioni che scorrevano rapidamente sotto di essa. Il primo hard disk prodotto fu lanciato da IBM il 13 settembre 1956 e si chiamava 305 RAMAC. La sua capacità di immagazzinamento era di 5 MB (più o meno oggi la grandezza di un file mp3!), grazie alla sua conformazione in 50 dischi, ognuno di 24 pollici di diametro. Pochi anni dopo, e siamo nel 1962, sempre IBM annunciò un ulteriore step tecnologico, con il 1301 Advanced Disk File, dove si migliorarono notevolmente densità di registrazione, capacità di memorizzazione e tempi di accesso alle singole unità di registrazione.

Dieci anni dopo circa, e siamo nel 1973, sempre IBM lanciò il modello 3340, considerato il vero progenitore dei dischi moderni che utilizziamo oggi e costituito da due dischi separati di 30MBytes ciascuno , uno permanente e uno rimovibile. Per questo motivo veniva anche soprannominato 30-30, che combinazione era anche il nome di un famoso fucile, il Winchester 30-30, e quindi curiosamente da allora quel tipo di hard disk venne anche chiamato Winchester. Ogni tanto, le testine. per vari motivi, ad esempio bastavano piccole impurità quali un capello, “atterravano” sul disco rovinando le tracce magnetiche. In gergo si diceva che in questi casi le testine “aravano” il disco. Per questi motivi i dischi venivano posti in luoghi chiusi e aerati in modo da limitare le impurità. Mi rammento, all’inizio degli anni ottanta, uno di questi luoghi in un Data Center di una grande fabbrica e soprattutto mi ricordo di un abile tecnico di manutenzione a cui bastava aprire la porta di quella stanza dedicata alle memorie di massa perché, con il semplice udito, capisse quale fosse l’unità, della vasta serie di dischi, le cui testine erano “arate”.

A partire dagli anni novanta è iniziato un percorso che ha visto gli Hard Disk sempre più piccoli, sempre più capaci e meno cari; parliamo di vari ordini di grandezza che permettono all’Hard Disk superare, come rapporto costo/prestazioni, quanto è successo nel campo dei processori o degli apparati di telecomunicazioni. L’elettronica di controllo, poi, ha avuto un ruolo fondamentale in tale evoluzione, garantendo allo stesso tempo aumento di prestazioni e di affidabilità. Miglioramenti in questi campi furono ancor più possibili quando venne realizzata una tecnologia che consentiva di effettuare operazioni parallele tra diversi dischi: il RAID, acronimo di Redundant Array of Independent Disks.

E il futuro dove ci porta?

Più generiamo dati, più abbiamo bisogno di crearne di altri e soprattutto di elaborarli. Si parla molto di “big data” e basti pensare che oggi produciamo una mole di dati in un giorno tanti quanti in un intero anno degli anni ottanta del secolo scorso per comprendere quanto potrebbe essere, nei prossimi decenni, l’ulteriore ritmo di crescita in merito. Le attuali tecnologie non sembrano poter reggere a questa impressionante cadenza, in particolare in termini di aumento di densità e di ulteriore riduzione di costo per bit a causa delle limitazione fisiche che contengono la miniaturizzazione della registrazione magnetica. Per questo motivo si stanno immaginando scenari futuristici quali le “memorie olografiche”. Si tratta di memorie in cui le informazioni possono essere memorizzate simultaneamente grazie a meccanismi di interferenza ottica, che si ottengono attraverso l’incrocio di due raggi laser coerenti all’interno di materiale fotosensibilii. In pratica possiamo dire che dalla memoria a due dimensioni, di tipo superficiale, potremmo passare a una memoria 3D, volumetrica, abbattendo un’altra barriera sulla potenzialità in termini di capacità.

E’ opportuno che, concludendo questo rapido excursus sulle memorie di massa, citi anche un fenomeno importante e diffuso di questi ultimi anni, ovvero le chiavette USB, anch’esse dispositivi di archiviazione. Le loro prestazioni odierne sono molto più elevate rispetto a una decina di anni fa, sia in termini di velocità di lettura e di scrittura, che di maggiori spazi di archiviazione, con costi per bit sempre decrescenti. Pensate che fino ad alcuni anni fa una chiavetta da un GB, considerata per quei tempi all’apice come capienza, costava intorno ai centocinquanta dollari, mentre oggi la tecnologia può offrire pen drive da un TB con incredibili velocità di lettura allo stesso prezzo di allora, mentre quelle da un GB sono praticamente scomparse e quelle da otto GB costano pochi euro.

Con l’avvento dei pc portatili, e ancor più con i tablet e gli smarthone, oltre alla potenza e capacità un altro fattore è risultato sempre più importante: i tempi di autonomia delle batterie. Quindi ridurre il consumo di energia degli elementi del nostro dispositivo, quindi anche delle memorie, risulterà sempre più importante. Mi piace allora citare un recente esperimento condotto in Italia, precisamente nel centro di ricerca Elettra Sincrotrone Trieste di Area Science Park; dove si è verificata la possibilità di utilizzare in un prossimo futuro memorie digitali con consumi di energia fino a mille volte inferiori a quelli attuali. L’esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista “Natura Communications”, è stato condotto attraverso la reazione di due strati sovrapposti di materiali differenti (ferro e ossido di bario/titanio) in cui la novità consiste nell’utilizzo di un campo elettrico per l’operazione di magnetizzazione e quindi di memorizzazione.

Leon Chua, professore dell’Università di Berkeley in California, predisse teoricamente nel lontano 1971 la comparsa di un ulteriore elemento che completasse la triade fondamentale nei circuiti elettrici composta da induttore, resistore e condensatore. Chiamò questo elemento, allora esoterico perché frutto di calcoli matematici, “memristore” quale unione delle parole memoria e resistore. Parrebbe oggi che questa idea geniale possa avere conforto pratico, e ciò ci arriva dai laboratori HP a seguito di un articolo pubblicato su “Nature” dove affermano di avere indirizzato una tecnica per costruire dispositivi in grado di riprodurre il comportamento reale di un memristore.. Questa scoperta, se potrà essere sfruttata industrialmente, dovrebbe portare ad una nuova rivoluzione nel campo dell’elettronica e nell’informatica. In particolare il memristore avrebbe la capacità di mantenere l’informazione anche se disattivato, e quindi anche senza alcun tipo di alimentazione. Per la sua creazione serviranno gli sviluppi che si stanno facendo nel campo delle nanotecnologie. Combinando questa tecnologia futuristica con altre recenti, i tecnici di HP dicono che si potrebbe stravolgere in modo rivoluzionario tutto il mercato delle memorie: dalla DRAM a quelle magnetiche a stato solido permettendo di aumentare fino a sei volte le attuali capacità di immagazzinamento dei bit per pollice quadrato, senza alcuna penalizzazione in termini prestazionali.

Memorie utilizzabili direttamente dai processori che mantengono le loro informazioni dinamiche anche senza alimentazione, ovvero niente più perdite di dati e necessità di lunghi bootstrap. Memorie ad altissima capacità in pochi millimetri quadri. Quasi nessun consumo energetico. Secondo le voci il primo prototipo di sistema con questa tecnologia, che è stato soprannominato “The Machine”, dovrebbe essere sviluppato dagli ingegneri HP per il 2018. Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza, come disse un grande Poeta. Per quanto mi concerne, anche dopo più di trent’anni di mestiere in campo ICT, continuo a sorprendermi ed entusiasmarmi per questo cammino umano, incredibile per forma e sostanza. Stupore e passione che rimangono inalterate anche se penso che questo articolo lo avrei potuto scrivere senza problemi con il mio ZX Spectrum del 1983 a 48KB, esattamente come ho fatto oggi con un Quadcore da 4GB. Così come sono consapevole di avere in cantina una quantità incredibile di floppy disk e di cassette magnetiche che giammai scaricherò più.

Meditiamo, Gente…meditiamo… 

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