laser – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 12:57:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png laser – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sparare laser dagli occhi? Ecco le lenti a contatto in grado di farlo https://www.datamanager.it/2018/05/sparare-laser-dagli-occhi-ecco-le-lenti-a-contatto-in-grado-di-farlo/ Fri, 04 May 2018 12:03:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146979 Le speciali lenti servono per migliorare la sicurezza di sistemi di riconoscimento basati sull’iride Fino a questo momento abbiamo visto solo Superman in grado di sparare raggi laser dagli occhi. Dalla fantasia alla realtà però il passo è più breve di quanto si creda, infatti è stata messa a punto una tecnologia in grado di […]

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Le speciali lenti servono per migliorare la sicurezza di sistemi di riconoscimento basati sull’iride

Fino a questo momento abbiamo visto solo Superman in grado di sparare raggi laser dagli occhi. Dalla fantasia alla realtà però il passo è più breve di quanto si creda, infatti è stata messa a punto una tecnologia in grado di “sparare” laser dagli occhi per mezzo di speciali lenti a contatto: membrane dello spessore di un millimetro, pensate non per potenziare la vista, ma per rendere ancora più sicuri i sistemi di riconoscimento basati sull’iride. La membrana può essere incollata anche sulle banconote e funzionare come etichetta super sicura.

Una sottile membrana

Questa straordinario risultato è stato ottenuto dal team guidato da Malte Gather, della britannica University of St Andrews.

Gli scienziati hanno creato una membrana in grado di emettere luce laser a bassa intensità, se illuminata da un laser esterno, utilizzando un materiale semiconduttore organico, sicuro per l’occhio umano. La membrana è stata quindi incollata su una lente a contatto e testata sull’occhio di un bovino. Un primo passo verso la creazione di lenti a contatto laser anche per l’uomo, che potranno essere impiegate come sistemi di riconoscimento.

Ideale nelle applicazioni sulla sicurezza

Le membrane emettono una firma ottica unica: “regolando la struttura reticolare del materiale, l’emissione del laser può essere progettata in modo da mostrare una serie di linee, come la sequenza di uno e zero in un codice a barre digitale”, ha spiegato uno dei ricercatori Markus Karl.

In precedenza erano stati già creati semiconduttori organici capaci di emettere luce laser, ma piuttosto rigidi e spessi. Questa è la prima membrana flessibile, molto sottile e ma anche resistente e incollabile su qualsiasi superficie. Le sue proprietà, comprese quelle ottiche, non cambiano quando viene incollata su qualsiasi materiale, rendendola perfetta per applicazioni sulla sicurezza, ad esempio come etichetta anti-contraffazione.

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La polizia cinese controlla i turisti con gli occhiali connessi https://www.datamanager.it/2018/02/la-polizia-cinese-controlla-turisti-gli-occhiali-connessi/ Fri, 09 Feb 2018 10:09:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140810 Gli agenti della Repubblica Popolare indossano speciali visori smart con cui effettuano una scansione facciale degli individui a scopo di prevenzione e sicurezza Spesso gli organi militari sperimentano le nuove tecnologie prima dei consumatori. Internet è nata così, come anche la realtà virtuale e la stampa 3D. Se siete nostalgici delle potenzialità insite nei Google […]

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Gli agenti della Repubblica Popolare indossano speciali visori smart con cui effettuano una scansione facciale degli individui a scopo di prevenzione e sicurezza

Spesso gli organi militari sperimentano le nuove tecnologie prima dei consumatori. Internet è nata così, come anche la realtà virtuale e la stampa 3D. Se siete nostalgici delle potenzialità insite nei Google Glass, vi basti sapere che in Cina c’è chi li usa, o almeno chi da questi ha preso spunto per un utilizzo corporate molto futuristico. La polizia della Repubblica Popolare sta fornendo i suoi agenti di speciali occhialini connessi, che possono fare ben altro che navigare semplicemente su internet.

Al loro interno infatti c’è una fotocamera per la scansione del volto, usata solo in caso di sicurezza e controllo. L’idea è questa: quando le forze dell’ordine vogliono approfondire la conoscenza di un individuo, lo fermano e in pochi secondi ne riprendono il viso: se tutto procede senza intoppi i viaggiatori in aeroporto o nelle stazioni possono proseguire nel loro viaggio, altrimenti si procede con ulteriori indagini.

Strumento potente

Secondo la polizia locale, i cui dati sono stati ripresi dal sito People’s Daily, il sistema avrebbe permesso di  scovare sette persone coinvolte in casi criminali e ben ventisei che viaggiavano con documenti di identità falsi. Gli occhialini, sviluppati dalla cinese LLVision Technology, sono connessi a un database di oltre 10 mila cittadini, con un tempo di riconoscimento di circa 100 millisecondi per ogni test. A quanto pare, una simile velocità è raggiunta dal fatto che l’archivio è salvato in locale, in una sorta di smartphone collegato agli occhiali, e non ospitato da qualche parte nel cloud.

Un dispositivo potente che, visto l’obiettivo del governo di scannerizzare tutti i residenti, circa 1,3 miliardi di uomini, donne e bambini, potrebbe diventare una delle più grandi minacce alla privacy di questo mondo. Ma del resto si sa, in Cina i diritti degli individui vengono spesso sottovalutati.

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Con la tecnologia i dottori guarderanno oltre il corpo https://www.datamanager.it/2018/01/la-tecnologia-dottori-guarderanno-oltre-corpo/ Mon, 29 Jan 2018 09:55:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139815 ProjectDR è l’idea di due universitari canadesi, che hanno realizzato un sistema per proiettare analisi e radiografie direttamente sul corpo dei pazienti No, non c’entrano gli Oculus, gli HTC Vive e gli HoloLens, e nemmeno qualcosa di più economico e semplice come i Gear VR. Quello che c’è dietro ProjectDR è semplicemente un proiettore, nulla […]

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ProjectDR è l’idea di due universitari canadesi, che hanno realizzato un sistema per proiettare analisi e radiografie direttamente sul corpo dei pazienti

No, non c’entrano gli Oculus, gli HTC Vive e gli HoloLens, e nemmeno qualcosa di più economico e semplice come i Gear VR. Quello che c’è dietro ProjectDR è semplicemente un proiettore, nulla di più. Eppure l’idea è talmente utile e innovativa da farci chiedere perché nessuno ci abbia pensato prima. Due studenti della University of Alberta, in Canada, hanno realizzato un sistema per sovrapporre, con esattezza, al corpo di un paziente, i risultati di indagini visive, come radiografie e tac. Il vantaggio, stando ai fautori, è quello di potersi rendere conto, in maniera pressoché perfetta, di come siano posizionati proporzionalmente gli organi e le parti vitali di un individuo, prima di un’operazione, di una fase riabilitativa o per controllare l’esito di un intervento.

E non è tutto

Ma non possiamo certo dire che ProjectDR sia una tecnologia prettamente basata su strumenti del passato. Il paziente, o un semplice manichino se la finalità è quella di formazione, indossa una serie di sensori che hanno il compito di adattare le immagini al fisico. Oggi non c’è opportunità di focalizzarsi su un organo particolare, magari facendo zoom direttamente dalla proiezione ma potremmo arrivarci molto presto secondo Ian Watts e Michael Fesit.

I due puntano soprattutto ai dottori che operano in laparoscopia, un ambito che negli anni ha beneficiato di molti aggiornamenti tech ma che ancora utilizza piccole videocamere e strumenti minuscoli per viaggiare tra canali e settori, mimando una visuale in prima persona. Sfruttando una soluzione simile, potrebbe essere più semplice asportare tessuti ed evitare complicanze, grazie ad una comprensione più ampia del corpo da curare.

[ot-video type=”youtube” url=”https://youtu.be/AqUSh2HrM2M”]

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Hydrogen One, lo smartphone olografico arriva negli USA https://www.datamanager.it/2018/01/hydrogen-one-lo-smartphone-olografico-arriva-negli-usa/ Wed, 24 Jan 2018 10:14:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139519 RED ha annunciato la disponibilità del suo telefonino unico al mondo, che proietta oggetti in 3D senza l’ausilio di gadget esterni Lo avevamo visto qualche mese fa come prototipo. Oggi Hydrogen One è realtà, o almeno lo sarà presto per tutti i consumatori negli Stati Uniti. RED, il produttore che lo ha disegnato e assemblato, […]

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RED ha annunciato la disponibilità del suo telefonino unico al mondo, che proietta oggetti in 3D senza l’ausilio di gadget esterni

Lo avevamo visto qualche mese fa come prototipo. Oggi Hydrogen One è realtà, o almeno lo sarà presto per tutti i consumatori negli Stati Uniti. RED, il produttore che lo ha disegnato e assemblato, ha infatti confermato il passaggio tramite i canali di vendita degli operatori negli States entro l’estate, anche se chi lo ha pre-ordinato nei mesi scorsi potrà mettervi le mani sopra ben prima, probabilmente già da questa primavera. Difficile dire dove possa arrivare l’oggettino, che è decisamente unico nel suo genere, ma si tratta di certo di una ventata di aria fresca in un mercato che troppo spesso risulta saturo e pieno di offerte simili, in tutte le fasce di prezzo.

Di cosa si tratta

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, RED Hydrogen One è uno smartphone che condivide la maggior parte dell’hardware con il resto della concorrenza: ha un chip Snapdragon 835, batteria da 4.500 mAh, porta USB-C, dual SIM, ingresso microSD e così via. La particolarità è nella costruzione del display da 5,7 pollici, composto da una tecnologia olografica che, quando attivata, proietta davanti a sé ricostruzioni tridimensionali di oggetti e persone, stando alla compagnia, con una risoluzione mai vista e di qualità superiore. Il risultato finale dovrebbe essere simile a quanto realizzato con occhialini ad-hoc, come i defunti Google Glass o gli HoloLens di Microsoft, ma senza necessità di agganciare accessori esterni.

Le premesse sono ottime, toccherà capire quanto saranno effettivamente mantenute da software in grado di aumentare l’interazione nella terza dimensione. C’è da dire che Hydrogen One non è per nulla economico: il modello base parte da 1.200 dollari per arrivare ai 1.600 dollari di una versione in cassa in titanio. Negli USA gli operatori attiveranno delle offerte specifiche con canone e non è detto che prima o poi l’innovativo cellulare non sbarchi anche da noi.

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Apple lavora a un laser 3D per l’iPhone 12 https://www.datamanager.it/2017/11/apple-lavora-un-laser-3d-liphone-12/ Tue, 21 Nov 2017 14:25:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135628 Arriverà sull’edizione 2019 il primo sensore in grado di fornire una migliore esperienza di realtà aumentata sia in ambito professionale che videoludico Se l’iPhone X ha rappresentato un cambio di passo deciso per Apple, quelli del futuro dovranno integrare funzionalità sempre più spinte e innovative. Del resto è una via obbligata: non basta togliere il […]

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Arriverà sull’edizione 2019 il primo sensore in grado di fornire una migliore esperienza di realtà aumentata sia in ambito professionale che videoludico

Se l’iPhone X ha rappresentato un cambio di passo deciso per Apple, quelli del futuro dovranno integrare funzionalità sempre più spinte e innovative. Del resto è una via obbligata: non basta togliere il tasto Home e inserire un sensore di riconoscimento del volto per campare di rendita per i prossimi dieci anni. La Mela ha fatto così per un po’ di tempo, di fatto perdendo di leadership e autorità rispetto ad altri brand più attivi nello studiare qualcosa di nuovo (Samsung, Huawei). La notizia è che Cupertino starebbe lavorando a un metodo per migliorare le esperienze di realtà aumentata a bordo degli iPhone, rese possibili non da introduzioni hardware ma software: iOS 11 e l’ARKit. Sta di fatto, che una dotazione tecnica di spessore permette di fruire al meglio di app e giochi in augmented reality e quasi sicuramente il domani dei cellulari andrà nella direzione dell’integrazione del virtuale nelle attività quotidiane.

Potere al laser

Per questo, a bordo dell’iPhone del 2019, quindi il 12 (ipotizzando che il prossimo anno vedremo iPhone11), ci sarà un laser 3D, in grado di misurare la distanza tra il telefono e gli oggetti nel mondo reale per riprodurre contenuti in maniera più verosimile sullo schermo. Simile alle informazioni ottenibili con la doppia fotocamera nel campo dell’imaging, il sensore tridimensionale sarebbe anche il punto di partenza per lo sviluppo di una generazione successiva, che vedrebbe l’iPhone capace di proiettare elementi direttamente dinanzi a sé, proprio tramite un laser. Quanto c’è di vero in simili innovazioni? Non è dato saperlo, ma di certo da qui ai prossimi mesi la Mela avrà modo di stupirci.

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L’autovelox italiano che non lascia scampo alle infrazioni https://www.datamanager.it/2017/03/lautovelox-italiano-non-lascia-scampo-alle-infrazioni/ Fri, 24 Mar 2017 09:54:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121781 Grazie a una nuova tecnologia, già a 1 chilometro di distanza la polizia potrà accorgersi di comportamenti scorretti da contestare al momento I furbetti al volante hanno i giorni contati. Se finora gli autovelox potevano fare cilecca e i ricorsi al giudice rappresentare un valido aiuto per evitare di pagare le multe, le strade italiane […]

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Grazie a una nuova tecnologia, già a 1 chilometro di distanza la polizia potrà accorgersi di comportamenti scorretti da contestare al momento

I furbetti al volante hanno i giorni contati. Se finora gli autovelox potevano fare cilecca e i ricorsi al giudice rappresentare un valido aiuto per evitare di pagare le multe, le strade italiane stanno per diventare più sicure grazie a Telelaser Trucam. Si tratta di un dispositivo che la polizia stradale sta già utilizzando in via sperimentale nel Lazio e in Sardegna, prima di un’introduzione globale lungo tutta la penisola. Quello che fa, a differenza dei laser usati finora, è seguire un certo veicolo già a 1,2 km di distanza, per spiare al suo interno e verificare se il conducente sta commettendo qualche infrazione. In questo modo, all’avvicinarsi del posto di blocco, l’auto in questione viene fermata e la violazione subito contestata, con le prove del video o delle foto appena catturate. Insomma è un occhio di falco che lascia poco scampo ai trasgressori, che difficilmente potranno ricorrere ai mezzi attuali per sottrarsi al pagamento di una penale e alla riduzione di punti in patente a seguito di una contravvenzione del codice della strada.

Come funziona

Viste le dimensioni, Telelaser Trucam può essere utilizzato sia manualmente da un agente che inserito in una postazione fissa. Tramite i suoi sensori, rileva diversi parametri, a partire dalla velocità, anche in condizioni di poca visibilità e di notte (ha un flash a infrarossi). Inquadrando l’abitacolo, legge la targa, così da effettuare un incrocio in tempo reale con i dati presenti nell’archivio della polizia, e verificare se un veicolo risulta assicurato o inserito in liste da monitorare, come quelle delle auto rubate. Il particolare più interessante è però lo zoom, con cui il laser entra concretamente in macchina, per controllare se il conducente indossa la cintura e se sta utilizzando il cellulare, per contestare subito l’irregolarità. Come detto, ad oggi è adoperato dalle forze dell’ordine su alcuni passaggi pericolosi del Lazio, tra cui la via Pontina, e in Sardegna sulla Statale 131 nel tratto Oristanese, ma presto potrebbe sbarcare ovunque, per disincentivare le cattive abitudini degli italiani (e non solo) alla guida.

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Printing, un mercato in evoluzione? https://www.datamanager.it/2016/12/printing-un-mercato-evoluzione/ Tue, 20 Dec 2016 14:39:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116308 Alcuni mercati storici dell’Information Technology come quello della stampa digitale continuano a svilupparsi e a proporre novità tecnologiche e applicative. Quali sono le nuove frontiere del printing? Quando parliamo di stampa digitale stiamo affrontando un argomento che affonda le proprie radici nei primordi dell’IT: quei lontanissimi anni Cinquanta del secolo scorso quando le prime sferraglianti […]

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Alcuni mercati storici dell’Information Technology come quello della stampa digitale continuano a svilupparsi e a proporre novità tecnologiche e applicative. Quali sono le nuove frontiere del printing?

Quando parliamo di stampa digitale stiamo affrontando un argomento che affonda le proprie radici nei primordi dell’IT: quei lontanissimi anni Cinquanta del secolo scorso quando le prime sferraglianti stampanti a banda o a catena (le cosiddette Line Printer o stampanti di linea) producevano blocchi di moduli perforati (fanfold) all’interno dei rumorosi centri EDP. Oggi, nonostante l’affermarsi sempre più massiccio di soluzioni per l’elaborazione e lo scambio di documenti in formato elettronico, dalle pratiche assicurative alle fatture, la stampa su carta continua a mantenere un suo spazio applicativo vivo e importante, legato alle numerose evoluzioni sia tecnologiche sia applicative, che ha avuto il Digital Printing nel corso degli anni. Ma qual è la reale situazione del mercato printing oggi e quali evoluzioni possiamo aspettarci? Lo abbiamo chiesto a esperti del settore.


.@IDCItaly #printing Dal 2015 al 2019 oltre 900 miliardi di pagine stampate nel mondo
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Il mercato printing, oggi e domani

Viviamo nel pieno della cosiddetta trasformazione digitale, che implica la digitalizzazione di molti flussi e processi documentali. «Tuttavia – spiega Sergio Patano, research and consulting manager di IDC Italia – il numero di pagine stampate annualmente non è destinato a calare», come forse sembrerebbe logico attendersi. A livello mondiale, infatti, IDC prevede che si stamperanno oltre 900 miliardi di pagine nel periodo 2015-2019, con una crescita composta (CAGR) pari al +5,5%. In Europa Occidentale, invece, la crescita sarà, nello stesso periodo, del 5,1% con un volume di stampa stimato per il 2019 di circa 350 miliardi di pagine. «Le aziende oggi non hanno solo la necessità di stampare meno – commenta Patano – ma di stampare meglio e solo quando è davvero necessario». Un esempio concreto si trova nel settore dell’editoria. Infatti, sono le case editrici a cercare oggi soluzioni per ridurre i costi legati direttamente sia alla stampa e sia allo stoccaggio di libri invenduti e al loro smaltimento. L’avvento degli ebook e la loro diffusione hanno inizialmente smosso questo settore, ma le vendite di libri elettronici non sono cresciute in modo sensibile negli ultimi anni, spiega IDC. «Questo significa che esistono ancora ampi margini di crescita per la stampa digitale nel settore librario, per esempio consentendo la stampa di libri con tirature ridotte o permettendo ristampe più veloci, on demand o addirittura autoprodotte, con le conseguenti riduzioni dei costi per stampe non necessarie e per lo stoccaggio».

Una prospettiva di crescita importante è invece quella del mercato della stampa 3D, che si caratterizza come uno degli «acceleratori di innovazione» che stanno trasformando e continueranno a trasformare il panorama evolutivo nei prossimi anni. Secondo la definizione di IDC, le stampanti 3D sono «quei dispositivi che consentono la creazione di oggetti e forme, partendo da un modello digitale o da un file 3D». A spingere la crescita del mercato del 3D printing saranno la continua richiesta di customizzazione, la riduzione dei cicli di produzione, la maggiore affidabilità, la riduzione dei costi e del time-to-market per la prototipazione. Nel dettaglio, IDC identifica alcuni fattori chiave che garantiranno il successo del 3D printing. Time-to-market più rapido: «Non solo creare prototipi, ma anche realizzare prodotti più velocemente, accorciando di molto il passaggio dalla fase di design a quella della produzione con conseguente vantaggio competitivo». Personalizzazione: «Grazie alla stampa 3D, oggi si possono creare oggetti in precedenza difficili se non impossibili da realizzare. Un “atout” importante soprattutto nella fase di prototipazione per soddisfare richieste specifiche, come avviene per esempio nel settore dell’ortodonzia, dove si riescono a produrre protesi e impianti con precisione maggiore, partendo da una semplice scansione dei denti del paziente. Riduzione dei costi: «È possibile creare prodotti on demand, riducendo drasticamente i costi di distribuzione e stoccaggio. Inoltre, i materiali utilizzati per la stampa 3D sono facilmente riciclabili e riutilizzabili, il che diminuisce sprechi e costi di smaltimento».

In pratica, possiamo concludere che la stampa 3D consente di ridurre anche i costi legati a ricerca e sviluppo. Ma non solo. Come mette in evidenza Patano, questo mercato attira un forte interesse e notevoli investimenti, che porteranno l’Europa a crescere del 18,9% in termini di macchine per il 3D printing vendute nel periodo 2015-2020, passando da 80mila a 190mila unità. «Anche l’Italia è fortemente coinvolta da questo fenomeno con una crescita stimata per lo stesso periodo pari al 17,4%, e un numero di macchine consegnate nel 2020 che sarà superiore a 26mila unità».


.@EpsonItalia #printing L’ink-jet cresce in tutti i segmenti di mercato
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Uno sguardo all’offerta

La panoramica sui principali vendor attivi nel mercato del digital printing è un esercizio particolarmente importante, dato il momento di evoluzione e di riassetto generale dell’offerta e della domanda, guidate da applicazioni sempre più sofisticate. Per Flavio Attramini, head of Business Sales di Epson Italia, il mercato del printing è sempre più competitivo, sia in Europa che in Italia, anche se le cause e gli effetti di tale competitività variano da Paese a Paese. «In un contesto di complessiva contrazione dei volumi di stampa e del numero di dispositivi attivi – spiega Attramini – solo chi sa differenziarsi e fornire valore aggiunto riesce a crescere». In termini di tendenze del mercato, Epson ritiene che sono due i trend principali. «Da un lato la crescita dei contratti di servizio a discapito della vendita tradizionale, fenomeno che garantisce i risparmi desiderati al cliente finale e offre profitti sostenibili nel tempo alle aziende produttrici. Dall’altro la crescita della tecnologia ink-jet in tutti i segmenti di mercato e in particolare in quelli dell’ufficio e industriale. IDC stima che già nel 2017, il 25% delle stampanti in ufficio saranno ink-jet».

Per Epson, dunque, la tecnologia ink-jet rappresenterà il futuro della stampa. «Le nostre soluzioni permettono di ridurre i consumi energetici sino al 95% rispetto alle laser, migliorare la produttività e soddisfare i requisiti ambientali» – continua Attramini. «In particolare, la gamma Workforce Pro RIPS con sacche di inchiostro ad alta capacità permette di stampare fino a 75mila pagine prima della sostituzione, abbattendo i costi di gestione dell’89%. A testimonianza del nostro impegno, siamo stati riconosciuti da IDC nel suo report 2016 dal titolo “Western Europe Business Inkjet Market Shares 2015”, come il fornitore che “ha dato un grande contributo”, grazie a un aumento del 40,4% anno su anno delle vendite di unità ink-jet per l’ufficio».


.@oki_italia #printing #B2B Produttività, mobilità, cloud e sicurezza
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Il mercato del printing sta vivendo, oggi, un periodo di intensi cambiamenti, come mette in evidenza Romano Zanon, marketing manager di OKI Systems Italia. «La clientela business si orienta sempre di più verso dispositivi che soddisfano le esigenze di produttività, accesso in mobilità, integrazione con il cloud e sicurezza. Accanto a un hardware eccellente – spiega Zanon – è in crescita la domanda di applicazioni di stampa personalizzate. Inoltre, assistiamo a un incremento dei servizi di stampa gestita in grado di rendere chiari e trasparenti i costi legati al printing e a tenere sotto controllo il TCO». Per quanto riguarda l’offerta, OKI offre un portafoglio completo di soluzioni di stampa professionale e per ufficio. «In particolare – aggiunge Zanon – abbiamo completamente rinnovato la nostra gamma, a partire dal lancio lo scorso anno degli MFP Smart A3 a colori della Serie MC800, che ci ha consentito di mantenere il 30% di market share in questo segmento nell’area EMEA. Il successo ottenuto ci ha portato a integrare le funzionalità degli MFP Smart (prima fra tutte la piattaforma sXP di Oki, che consente di connettersi ad altri dispositivi o di eseguire soluzioni software di terze parti sul dispositivo) nella nostra gamma di prodotti A4, come C542dn e MC573dn, permettendo alle PMI di avere accesso a funzioni sofisticate disponibili fino a ora solo per le grandi aziende».

Scenario in evoluzione

Il mercato del printing sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Secondo Teresa Esposito, direttore marketing Business Groups di Canon Italia, la chiave di lettura è la comunicazione. «Da un lato, si parla di comunicazione interna alle aziende: in questo contesto il ruolo della stampa, benché i volumi vengano ridotti, continua a essere centrale e, da un punto di vista tecnologico, i device rappresentano dei veri e propri hub di informazioni e contenuti, dunque in grado di ottimizzare lo scambio di informazioni e, in ultima analisi, di abilitare il digital workplace. Dall’altro, il printing in ambito professionale rappresenta uno degli strumenti più potenti per la comunicazione esterna: il connubio tra altissima qualità dei materiali e alta risoluzione delle immagini consente alle aziende di creare messaggi stimolanti e innovativi a partire da mezzi di comunicazione considerati tradizionali».


.@CanonItaliaSpA Il #printing #B2B strumento potente per la comunicazione esterna
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L’offerta di soluzioni e servizi di Canon si caratterizza per ampiezza, innovazione, qualità e competitività. «Il nostro approccio – continua Teresa Esposito – è quello di fornire ai nostri clienti e partner gli strumenti necessari per riuscire a leggere i nuovi trend e a trovare strade sostenibili per cogliere ogni nuova opportunità. Facciamo questo grazie a un’organizzazione diretta e di partner certificati presenti su tutto il territorio nazionale. In sintesi, focalizzando l’attenzione sul mondo del printing, aiutiamo le aziende che fanno della comunicazione visiva, fisica e digitale, il loro business e – al tempo stesso – sosteniamo il mondo delle aziende, accompagnandole nel processo della trasformazione digitale. Per ciascuno di questi importanti ambiti, Canon mette a disposizione soluzioni complete e integrate. La nostra proposta a valore parte da una vasta gamma di sistemi di stampa: per l’ufficio, per il grande formato e per la produzione. A ciò si affiancano tutti quei servizi essenziali per aiutare ogni azienda a ottenere efficienza, innovazione e crescita. Offriamo infatti una suite completa di soluzioni verticali di information e content management, output management e di gestione della stampa professionale».

Un altro fattore di cambiamento è il modo di interagire delle persone con le informazioni aziendali in conseguenza di trend quali la mobility e il cloud, come mette bene in evidenza Stefano Gelmetti, product marketing manager di Ricoh Italia. «Ricoh supporta le aziende nella trasformazione digitale con il framework Workstyle Innovation Technology, un insieme di soluzioni che portano innovazione in molteplici ambiti, tra cui quello del printing. La nuova generazione di soluzioni di stampa Ricoh, per esempio, è dotata dello Smart Operation Panel, un pannello simile a quello di un tablet che può essere personalizzato in modo che ogni utente abbia a disposizione le funzionalità che utilizza maggiormente. I sistemi multifunzione Ricoh si interfacciano in sicurezza con i device mobili degli utenti e con altri sistemi aziendali quali ad esempio le lavagne interattive. Si va quindi verso il concetto di “ufficio interconnesso” – continua Gelmetti – in cui l’utente può gestire e condividere le informazioni aziendali indipendentemente dalla piattaforma tecnologica. Sistemi per il printing, lavagne interattive, soluzioni per la videoconferenza e videoproiettori sono tra loro interconnessi per semplificare la collaborazione e la condivisione dei contenuti. Le soluzioni Ricoh coprono a 360 gradi il “digital cycle” aziendale e si declinano secondo i nuovi paradigmi che si stanno affermando in questi anni abilitando un nuovo modo di lavorare più “smart” ed efficiente».


.@RICOHItalia #printing Cambia il modo di interagire con le informazioni aziendali
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Il mercato che cambia

Per Daniela Durante, program manager Services & Solutions di Brother Italia, il mercato printing si sta evolvendo velocemente verso il lato solutions. «Da un lato affronta un processo di razionalizzazione e ottimizzazione, a cui Brother risponde con un’offerta consulenziale professionale. Dall’altro affronta un processo di trasformazione digitale che vede la stampa come vera e propria soluzione da costruire su misura delle esigenze target». Quanto all’offering Services & Solutions, Brother risponde a pieno all’evoluzione del mercato printing con MPS Brother, un servizio consulenziale strategico che supporta il cliente nella gestione documentale, «identificando – continua Durante – i flussi di lavoro e presentando soluzioni ad hoc per ridurre i costi di stampa. Oltre ad MPS, si aggiungono la gamma di soluzioni scanner per la digitalizzazione e condivisione dei documenti e la gamma PJ, le stampanti portatili A4 più piccole al mondo, per la stampa in mobilità».

Del resto, le esigenze delle aziende si sono evolute nel segno della trasformazione digitale, in cui la stampa rappresenta un tassello fondamentale. «Oggi, cloud e dispositivi smart – spiega Luca Motta, Print Business Group director di HP Italy – sono sempre più affermati, insieme a una crescente attenzione nei confronti delle tecnologie green e all’ottimizzazione delle risorse. In particolare, HP vede nel cloud una grande risorsa per il presente e il futuro, perché risponde alla mutata sensibilità dei dipendenti, che chiedono all’azienda strumenti vicini a quelli della loro vita privata, e aiuta noi e i nostri partner di canale a offrire prodotti sempre più avanzati, pensati per lavorare meglio, più velocemente e in maniera più efficace. E se vogliamo guardare all’innovazione a 360 gradi, inoltre, non possiamo non citare la stampa 3D».

Parlando di offerta, HP è in grado di offrire al mercato tre tecnologie di stampa: ink-jet, laser e PageWide. «Per quanto riguarda la tecnologia ink-jet – continua Motta – spaziamo dal mondo consumer a quello home office e delle PMI grazie a prodotti della serie HP OfficeJet Pro 8000, che offre stampa a colori di qualità professionale a un costo per pagina fino al 50% inferiore rispetto alle stampanti laser. Sul fronte di questa seconda tecnologia, abbiamo presentato nei mesi scorsi JetIntelligence, una nuova formulazione del toner HP ColorSphere 3 che incrementa le performance, riducendo consumi e costi di gestione. Infine, le stampanti HP PageWide, che si caratterizzano per elevata velocità di stampa e produttività, colori professionali, attenzione a costi di gestione, sicurezza ed efficienza energetica».


.@BrotherItalia Il #printing vera soluzione da costruire su misura
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Il futuro della stampa digitale

L’ultima domanda riguarda il futuro della stampa digitale e il ruolo fondamentale che ha sempre avuto nel mercato ICT. In quale forma e in quali settori continuerà ad avere un ruolo primario in termini di risorse e costi? Flavio Attramini di Epson Italia spiega che la carta stampata continuerà ad avere un ruolo fondamentale all’interno delle aziende e della nostra vita, sebbene in un graduale quanto inevitabile processo di razionalizzazione e riduzione degli sprechi. «Le vecchie stampanti, che oggi si sono trasformate in multifunzioni, sempre di più integreranno funzioni avanzate a supporto dei processi aziendali e al contempo dovranno estendere la funzione di stampa a tutti i dispositivi portatili con cui operiamo ormai quotidianamente. Gli investimenti aziendali premieranno le tecnologie più in sintonia con l’ambiente e con l’uomo, e la tecnologia ink-jet potrà fare la differenza». Per Romano Zanon di OKI Systems, la stampa continuerà ad avere «un ruolo rilevante in particolare nel settore della sanità, della finanza, del retail, dell’office automation e delle arti grafiche che sono anche i mercati su cui OKI sta principalmente rivolgendo la sua attenzione».


.@HP_Italia #printing Nel cloud una grande risorsa per il presente e il futuro
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In tutti i casi, la stampa è e continuerà a essere un elemento fondamentale nell’ambiente tecnologico di imprese e organizzazioni. «Ma è importante – sottolinea Luca Motta di HP Italy che i player del settore possano accompagnare la trasformazione digitale delle imprese, offrendo soluzioni e servizi per ottimizzazione, flessibilità e gestione dell’intero processo di vita del documento. Adottare servizi di stampa gestiti è importante non solo per ottimizzare i costi ma anche per rispondere a una sempre maggiore richiesta di sicurezza dei documenti, per proteggere il capitale intellettuale delle aziende e aiutarle a rispettare la compliance normativa. Infatti, non basta migliorare unicamente le modalità di gestione al fine di incrementare la produttività ma, perché la trasformazione digitale porti i risultati attesi, è necessario concentrare gli investimenti in tecnologie che siano accompagnate da una profonda revisione dei processi». Alla luce di quanto fin qui visto, possiamo concludere che il printing, lungi dall’essere un settore in fase calante o pronto a sparire dal mercato, continuerà anche in futuro a rappresentare un elemento importante del mercato e delle applicazioni IT, trasformandosi – come sempre ha fatto – secondo le reali esigenze degli utenti.

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L’Oscar dei giovani scienziati va a un 16enne italiano https://www.datamanager.it/2016/09/loscar-dei-giovani-scienziati-va-un-16enne-italiano/ Tue, 20 Sep 2016 12:03:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109292 Il prestigioso premio assegnato a Valerio Pagliarino, ideatore di una soluzione per il “digital divide” L'”Oscar” dei Giovani scienziati della Commissione Ue è stato vinto da un ragazzo italiano, che ha battuto oltre un centinaio di coetanei internazionali grazie al suo «LaserWan: connessione a banda ultralarga laser», progetto rivoluzionario che consente connessioni Internet super veloci […]

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Il prestigioso premio assegnato a Valerio Pagliarino, ideatore di una soluzione per il “digital divide”

L'”Oscar” dei Giovani scienziati della Commissione Ue è stato vinto da un ragazzo italiano, che ha battuto oltre un centinaio di coetanei internazionali grazie al suo «LaserWan: connessione a banda ultralarga laser», progetto rivoluzionario che consente connessioni Internet super veloci sfruttando le linee dell’alta tensione.

Il progetto nasce con lo scopo di superare il gap delle connessioni web che separa le aree più isolate, come quelle in cui si trova il paese di Valerio, Castelnuovo Calcea (Asti), dalle grandi città.

Un sistema complementare alla fibra ottica

L’idea è quella di montare ricetrasmettitori in cima ai tralicci dell’alta tensione, in modo che si scambino fasci di luce contenenti informazioni. Un’idea brillante e soprattutto concretamente realizzabile, tanto da aver già attirato l’attenzione di investitori pronti a svilupparla.

Si tratta di un sistema che non richiede interramento e i ricetrasmettitori si alimentano con i cavi dell’alta tensione. Il ragazzo spiega che la fibra ottica e questo metodo potrebbero essere «complementari tra loro», perché comunque «la fibra ottica continua ad essere più efficiente nel caso di grandi città».

Pagliarino, che frequenta la terza dell’istituto scientifico Nicola Pellati di Nizza Monferrato, ha lavorato da autodidatta, raccogliendo informazioni sui libri di tecnologia. I componenti del suo progetto li ha comprati invece su Internet, attingendo però anche da qualche elettrodomestico di casa, come per un trasformatore dell’aspirapolvere.

La nuova generazione di scienziati

Il giovane si è così aggiudicato i 70.000 euro in premio, con i quali ora pensa di sviluppare nuovi progetti o metterli da parte per i suoi studi universitari futuri. Oltre a Paglierino hanno vinto il primo primo premio anche la ricerca matematica dei norvegesi Ane Espeseth e Vik Torstein, di 18 e 17 anni, e lo studio di biologia dello statunitense River Grace, 17. 45 in tutto gli scienziati premiati, di un’età compresa tra i 14 ed i 20 anni, per un totale di 49.500 euro.

I ragazzi hanno concorso in numerosi settori, dalla biologia alla fisica, dalla chimica all’informatica, dalle scienze sociali alla medicina, dall’ambiente all’ingegneria.

«I vincitori di quest’anno sono stati scelti nell’ambito di una dura competizione, a cui hanno partecipato 138 giovani ricercatori, venuti a Bruxelles con brillanti idee innovative», afferma il commissario Ue alla Ricerca, Carlos Moedas.

«È rassicurante vedere che in Europa ci sono così tanti cervelli brillanti – aggiunge Moedas – che hanno anche la determinazione e la capacità per trasformare i propri sogni in realtà. Spero di vederli presto tra le fila della nuova generazione di scienziati».

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Droni: il futuro è fatto di laser https://www.datamanager.it/2015/10/droni-il-futuro-e-fatto-di-laser/ Thu, 01 Oct 2015 14:09:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84754 General Atomics Aeronautical Systems sta sviluppando robot volanti che potranno montare laser letali per scopi militari I droni sono già oggi molto più di un semplice gadget per soddisfare hobbisti e appassionati. Non parliamo ovviamente dei modelli che si trovano in negozio, poco più di un motorino telecomandato accerchiato da una montagna di polistirolo. I […]

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General Atomics Aeronautical Systems sta sviluppando robot volanti che potranno montare laser letali per scopi militari

I droni sono già oggi molto più di un semplice gadget per soddisfare hobbisti e appassionati. Non parliamo ovviamente dei modelli che si trovano in negozio, poco più di un motorino telecomandato accerchiato da una montagna di polistirolo. I droni semi-professionali, quelli da migliaia di euro, sono macchine avanzate e complete dal punto di vista hardware e software, che non hanno nulla da invidiare ad alcuni strumenti militari. Sarà per questo che la General Atomics Aeronautical Systems ha deciso di far compiere ai dispositivi il salto definitivo verso l’arruolamento, come peraltro accade già in varie parti del mondo.

Sul campo col drone

Se la guerra in Medio Oriente ha messo in evidenza l’uso particolare dei droni per fini bellici, la tecnologia di monitoraggio e distruzione nelle mani dell’uomo ha ancora molto da dire. Il produttore americano Aeronautical Systems ha dunque intenzione di sviluppare una flotta equipaggiata di laser, entro il 2017. “Gli scopi possono essere vari – ha detto Michael Perry, vice presidente dell’azienda – basterebbe puntare un laser su un oggetto che interessa e  il drone potrebbe seguirlo pedissequamente, senza perderlo di vista”. Di certo il panorama è terrificante: cosa manca ai nostri giorni per vedere piccoli oggetti volanti puntare le persone per vedere dove vanno e cosa fanno? Tuttavia Perry continua a sostenere che l’obiettivo più che proattivo sarebbe difensivo, come il proteggere beni ed esseri umani durante un attacco.

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Internet.org: Facebook sperimenta i laser anti-Digital Divide https://www.datamanager.it/2015/07/internet-org-facebook-sperimenta-i-laser-anti-digital-divide/ Thu, 02 Jul 2015 12:54:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79994 Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha rivelato che il social network sta testando un sistema di comunicazione laser per il progetto Internet.org Facebook sta lavorando a nuove tecnologie per Internet.org, il suo progetto per sconfiggere il digital divide a livello globale. Oggi il co-fondatore del social network Mark Zuckerberg ha pubblicato sul proprio profilo […]

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Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha rivelato che il social network sta testando un sistema di comunicazione laser per il progetto Internet.org

Facebook sta lavorando a nuove tecnologie per Internet.org, il suo progetto per sconfiggere il digital divide a livello globale. Oggi il co-fondatore del social network Mark Zuckerberg ha pubblicato sul proprio profilo alcune immagini di un nuovo sistema laser che aiuterà a portare Internet anche a quelle persone che vivono in zone remote o non hanno le disponibilità economiche per connettersi alla Rete.

Facebook testa i laser per Internet.org

Zuckerberg, che ha modificato il logo di Facebook per renderlo più adatto al mobile, ha postato tre immagini di una tecnologia laser che permetterà ai satelliti e ai droni di Internet.org di trasmettere dati da elevate altitudini con un maggiore efficienza e velocità. “Stiamo studiando le modalità con cui usare i droni e i satelliti per connettere i miliardi di persone che non vivono in aree coperte dalle reti wireless.  – ha scritto il CEO del social network – Il nostro Connectivity Lab sta sviluppando un sistema di comunicazione laser che può trasmettere i dati dal cielo alle comunità. Questo aumenterà notevolmente la velocità di trasmissione sulle lunghe distanze”. Internet.org punta a connettere alla Rete ben 3 miliardi di persone entro la fine del 2015. Il servizio è recentemente arrivato in India e Colombia ed è stato aperto agli sviluppatori per favorirne la crescita.

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