MicroStrategy – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Feb 2021 08:10:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png MicroStrategy – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Microstrategy, tutte le novità della piattaforma di analytics e data visualization per il 2021 https://www.datamanager.it/2021/02/microstrategy-tutte-le-novita-della-piattaforma-di-analytics-e-data-visualization/ Mon, 08 Feb 2021 08:32:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=206657 In arrivo nuovi aggiornamenti alle funzionalità e agli strumenti di BI per migliorare la collaborazione. L’annuncio a World.Now, l’evento annuale organizzato dal vendor che ha riunito esperti di BI e Analytics da tutto il mondo Business intelligence Sempre più aziende per affinare la propria strategia di impresa decidono di avvalersi di strumenti di Business Intelligence […]

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In arrivo nuovi aggiornamenti alle funzionalità e agli strumenti di BI per migliorare la collaborazione. L’annuncio a World.Now, l’evento annuale organizzato dal vendor che ha riunito esperti di BI e Analytics da tutto il mondo

Business intelligence

Sempre più aziende per affinare la propria strategia di impresa decidono di avvalersi di strumenti di Business Intelligence (BI) per organizzare e trasformare i dati a disposizione in informazioni utili, report chiari e analisi dettagliate, sotto forma di tabelle e grafici aggiornati in tempo reale sulle performance aziendali per permettere ai manager di prendere le decisioni migliori per sviluppare il proprio business. L’evoluzione tecnologica guida lo sviluppo di queste soluzioni che devono tuttavia far fronte all’esplosione del volume di dati generato da molteplici fonti, strutturate e non, integrando intelligenza artificiale, apprendimento automatico, deep learning e cloud computing. Gli strumenti di BI inoltre stanno gradualmente abbandonando i complessi modelli di archiviazione e intelligence on-premise per far posto a offerte basate sul cloud, on-demand e flessibili. Anche i metodi di rappresentazione dei dati stanno cambiando per dare spazio a una maggiore interattività e in definitiva a una migliore esperienza dell’utente finale, sostituendo i tradizionali approcci BI fisici come i fogli di calcolo, con moderne piattaforme in grado di offrire profili di visualizzazione ricchi di funzionalità per sfruttare al meglio e comprendere le complesse relazioni tra dati.

Le novità in arrivo

In linea con queste tendenze, la business intelligence targata MicroStrategy integra nell’ultima versione della piattaforma di BI e analisi dati – presentata nel corso di MicroStrategy World.Now, appuntamento annuale che raccoglie un’ampia platea di esperti e professionisti BI da tutto il mondo – numerose novità. A partire da HyperIntelligence, lo strumento di BI che incorpora molte delle nuove funzionalità e aggiornamenti presenti in MicroStrategy 2021 –  tutte già disponibili anche per il mercato europeo. Introdotta per la prima volta nella piattaforma di analisi nel 2019, HyperIntelligence è una tecnologia che promette di ribaltare il paradigma d’interazione con il dato, portando l’informazione direttamente all’utilizzatore, svincolandolo dall’onere di andare a cercarla e analizzarla. Tra le novità di HyperIntelligence integrate nella piattaforma MicroStrategy 2021 si segnalano HyperVision, la funzionalità di alert che introduce l’utilizzo dei colori nel testo codificato per avvisare gli utenti in maniera automatica circa gli sviluppi positivi e negativi nei loro dati, Pattern Matching, che permette di scansionare milioni di righe di dati alla ricerca di pattern utili per l’analisi, oltre a una serie di miglioramenti per semplificare la progettazione e l’aggiornamento delle schede di analisi.

Da quest’anno poi sarà disponibile Hyper.Now, la versione SaaS di HyperIntelligence. Annunciato altresì un aggiornamento di MicroStrategy Library, un catalogo interattivo nel quale è possibile archiviare visualizzazioni chiave, documenti, report e schede, l’estensione delle funzionalità che consentono agli utenti di condividere dati e lavorare insieme, abilitate da nuove connessioni a Excel, Power BI, Tableau e Qlik e a piattaforme di sviluppo come Jupyter e RStudio e una serie di miglioramenti per rendere più intuitiva la creazione di visualizzazioni personalizzate dei dati senza dover scrivere una riga di codice. «Eliminare dal processo di analisi dei dati qualsiasi ostacolo, anche il più piccolo, è fondamentale per ottenere risposte rapide» ha dichiarato Michael Saylor, chairman e CEO di MicroStrategy, nello speech di apertura a World.Now. «La popolarità dell’embedded intelligence è esplosa nell’ultimo anno. L’idea di inserire HyperIntelligence direttamente nelle applicazioni (…) consente di velocizzare la ricerca di risposte senza la necessità di cliccare su nulla, un vantaggio considerevole per aziende e organizzazioni».

Destinazione cloud

La spinta verso la migrazione al cloud della piattaforma è l’altro obiettivo perseguito da MicroStrategy. Progettata sempre per funzionare sia in locale che nel cloud, la versione 2021 segna uno stacco netto rispetto al passato. «Vogliamo incoraggiare i nostri clienti a muoversi in questa direzione» ha affermato Hugh Owen, Executive vice president e chief marketing officer di MicroStrategy «fornendo software, servizi e formazione per facilitare la migrazione dei propri analytics in cloud». Messaggio rafforzato anche dal CEO che sottolinea come «molti dei nostri clienti lo stanno già facendo e per questo stiamo lavorando a funzionalità e tecnologia sempre più innovative. Il cloud rappresenta – conclude Saylor – una concreta opportunità per disporre sempre delle versioni più aggiornate delle nostre soluzioni, riducendo al contempo i costi e la complessità legate all’implementazione della business intelligence in azienda».

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IDC Mobiz: il lavoro del futuro tra mobilità e tecnologie emergenti https://www.datamanager.it/2018/06/idc-mobiz-il-lavoro-del-futuro-tra-mobilita-e-tecnologie-emergenti/ Fri, 22 Jun 2018 08:51:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149831 Al Mobility of Everything Forum si delineano le tendenze che occuperanno i primi posti nel mondo professionale dei prossimi anni. Italia compresa Come le aziende italiane stanno rendendo mobili le loro strategie? In che modo l’enteprise mobility sta innovando i processi di business? A tali domande cerca di rispondere l’appuntamento Mobiz – Mobility of Everything […]

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Al Mobility of Everything Forum si delineano le tendenze che occuperanno i primi posti nel mondo professionale dei prossimi anni. Italia compresa

Come le aziende italiane stanno rendendo mobili le loro strategie? In che modo l’enteprise mobility sta innovando i processi di business? A tali domande cerca di rispondere l’appuntamento Mobiz – Mobility of Everything Forum, organizzato da IDC Italia con il supporto di Aruba HPE, Injenia, HP Italia, Intel e MicroStrategy. Ad aprire l’incontro è Sergio Patano, senior research & consulting manager di IDC Italia, che ha spiegato come l’agenzia stia seguendo, oramai da anni, l’evolversi dell’adozione mobile in Europa e nel nostro paese, per tracciare un quadro completo, seppur in divenire, di come questa abbia rinnovato metodi e strumenti di lavoro, in un’ottica non solo di produttività estrema ma anche di riorganizzazione aziendale.

Ad andare più a fondo è Daniela Rao, senior director research and consulting di IDC Italia: “Quello che abbiamo notato è un aumento, in Europa, dei mobile workers, che sono arrivati al 57% della popolazione lavorativa e che saliranno a 120 milioni nel corso dei prossimi anni. Di quali figure si tratta? Tecnici, autisti, piloti tra tutti; segmenti che anche in Italia assumono un ruolo determinante: sono circa 6 milioni i lavoratori in mobilità su 22 milioni, coloro cioè che, dotati di smartphone e tablet, svolgono la professione prettamente fuori dalle mura di un ufficio ma con simili esigenze degli impiegati tradizionali. Si tratta di una naturale conseguenza dello smart working, che ha integrato modalità di accesso e produttività più snelle e veloci”.

Ma dove e come investono le aziende italiane? “Il mercato vale 5,5 miliardi di euro che, entro il 2021, crescerà sostanzialmente grazie soprattutto alle innovazioni lato device. Quello che IDC nota è che ad occupare una spesa importante è ancora quella della connessione dati che, visto il miglioramento di banda e qualità, interessa ancora la fetta maggiore della torta globale del mercato Enterprise Mobility in Italia.

Insomma, Mobiz traccia un panorama certamente in crescita tra i nostri confini ma che non nasconde anche residui di preoccupazione, soprattutto da parte dei CIO. Per quale motivo? Ancora Rao: “Questa corsa alla mobilità comporta delle sfide ulteriori da parte dei chief information officer, che devono assicurare una protezione aggiuntiva dei dati che escono ed entrano dalle reti aziendali, in misura maggiore attraverso smartphone e notebook. C’è da dire che, approcciata in giusta misura questa tematica determinante, si aprono per le compagnie opportunità di sviluppo, che guardano a piattaforme immersive, come la realtà virtuale e aumentata, per integrare luoghi fisici e virtuali, velocizzare i processi e ridurre i costi”.

Non è un caso se IDC misura che, entro il 2019, il 20% delle nuove applicazioni enterprise mobili includerà un qualche elemento di AR mentre entro il 2020 il 25% di queste utilizzerà una qualche forma di intelligenza avanzata, percezione approfondita e computer vision. Tutto ciò in un contesto che, tra tre anni, vedrà l’affermazione del 5G come vettore verso una più ampio utilizzo di software completi e perennemente connessi alla rete, a un network capace non solo di ospitare i contenuti ma anche di aprire nuove strade all’interazione uomo-macchina, sia a scopo di intrattenimento che per il mondo enterprise.


Le videointerviste ai protagonisti

Videointervista a Stefano Terfani, Systems Engineer Aruba Hewlett Packard Enterprise Company


Videointervista a Stefano Terfani, Aruba Hewlett Packard Enterprise Company
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Videointervista a Rossella Campaniello, Personal Systems Business Director HP Italy


Videointervista a Rossella Campaniello, HP Italy
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Videointervista a Marco Fortino, Google Cloud Sales Specialist Injenia


Videointervista a Marco Fortino, Injenia
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Videointervista a Carlo San Martino, General Manager MicroStrategy Italia


Videointervista a Carlo San Martino, MicroStrategy Italia
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La cultura della gestione del dato nelle aziende italiane https://www.datamanager.it/2018/05/la-cultura-della-gestione-del-dato-nelle-aziende-italiane/ Thu, 03 May 2018 08:54:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146800 IDC identifica quattro stadi di avanzamento nel percorso di trasformazione del dato in fattore produttivo e competitivo. Il 43% delle grandi imprese al primo stadio.“Roadmap to Intelligent Enterprise: le nuove strategie per competere nell’economia della conoscenza” il nuovo evento di MicroStrategy in collaborazione con IDC Le imprese si trovano oggi a competere non soltanto nei […]

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IDC identifica quattro stadi di avanzamento nel percorso di trasformazione del dato in fattore produttivo e competitivo. Il 43% delle grandi imprese al primo stadio.“Roadmap to Intelligent Enterprise: le nuove strategie per competere nell’economia della conoscenza” il nuovo evento di MicroStrategy in collaborazione con IDC

Le imprese si trovano oggi a competere non soltanto nei processi di trasformazione materiale di beni e servizi, ma anche nella capacità di impiegare il dato come fattore produttivo attraverso un proprio autonomo processo di trasformazione.

Per cogliere le nuove sfide dei mercati occorre una cultura aziendale che sia centrata sul dato: l’abilità di impiegare strumenti analitici avanzati, di visualizzare e interpretare relazioni implicite fra dati eterogenei, e di indirizzare tali competenze a un supporto immediato e costante dei processi decisionali richiede un balzo oltre i tradizionali paradigmi di analisi, introducendo nuove soluzioni, nuovi processi e nuove figure professionali. L’impresa che intende affrontare la sfida della trasformazione digitale deve necessariamente evolvere a una dimensione del tutto nuova.

I sistemi di business intelligence e business analytics esistono da decenni. Tuttavia, queste soluzioni non sempre hanno prodotto un reale supporto decisionale, limitandosi a rilasciare informazioni senza fornire indicazioni. E’ quindi necessario spostare la focalizzazione dai big data, dagli analytics o dal machine learning alle decisioni, così da sfruttare le informazioni per un vantaggio competitivo che non si esaurisca nell’immediato. Entro il 2021, prevede IDC, una grande impresa su quattro avrà creato un processo di interpretazione del dato basato su un’ampia articolazione di figure professionali specifiche e indipendenti, per sfruttare nel miglior modo possibile il fattore produttivo e decisionale del nuovo millennio, l’informazione.

Ma, allo stato attuale, come si posizionano le aziende, soprattutto in Italia, in questo percorso di gestione del dato come fattore competitivo? Una ricerca di IDC condotta su un campione di 172 imprese italiane di classe enterprise ha individuato quattro stadi di avanzamento.

Quasi la metà del campione (il 43%) si trova al primo stadio: aziende che devono ancora concludere la fase di razionalizzazione dei propri sistemi e della propria strategia digitale, e che dunque ancora non riescono a trarre un vantaggio competitivo concreto dai dati.

Al secondo stadio appartiene il 25% delle grandi aziende italiane: qui il dato viene considerato come uno strumento indispensabile per progredire nei processi di automazione industriale, ovvero rappresenta un valore soltanto se consente di automatizzare meglio i processi.

I due stadi più avanzati vedono presente solo un terzo delle grandi organizzazioni italiane. Nel terzo stadio risiede il 23% del campione analizzato da IDC: si tratta di imprese che impiegano i dati per consolidare un vantaggio immediato nei confronti dei concorrenti senza procedere necessariamente attraverso l’automazione, ma migliorando l’efficacia dei processi di pianificazione e controllo.

Infine, allo stadio più avanzato, ovvero il quarto, appartiene il 9% delle grandi aziende italiane: realtà che IDC colloca in una fase profonda di trasformazione, capaci di gestire i dati non solo per automatizzare i processi o migliorare la pianificazione e il controllo, ma per competere sul terreno dell’innovazione a lungo termine.

Roadmap to Intelligent Enterprise: le nuove strategie per competere nell’economia della conoscenza è il titolo di un nuovo evento che MicroStrategy in collaborazione con IDC organizza a Milano il prossimo 30 maggio. Durante l’incontro, gli analisti di IDC e gli esperti di MicroStrategy illustreranno le nuove tendenze nell’ambito degli analytics e condivideranno le loro esperienze su temi quali il data-driven decision making e l’intelligence process workflow, per spiegare alla platea di CIO e innovation manager cosa stiano concretamente facendo le grandi imprese in Italia e in Europa per affrontare la sfida della trasformazione in Intelligent Enterprise.

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Microstrategy, l’intelligenza dei dati ovunque https://www.datamanager.it/2017/02/microstrategy-lintelligenza-dei-dati-ovunque/ Tue, 07 Feb 2017 13:11:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=118623 Business Intelligence ed Enterprise Analytics sempre più presenti su tutti i tipi di dispositivi con MicroStrategy 10, arrivata alla versione 10.6, che consolida il successo anche in Italia «Intelligence everywhere». Michael Saylor, presidente e CEO di MicroStrategy, ripeterà più volte questo concetto nell’illustrare le caratteristiche della piattaforma di enterprise analytics e business intelligence MicroStategy 10, […]

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Business Intelligence ed Enterprise Analytics sempre più presenti su tutti i tipi di dispositivi con MicroStrategy 10, arrivata alla versione 10.6, che consolida il successo anche in Italia

«Intelligence everywhere». Michael Saylor, presidente e CEO di MicroStrategy, ripeterà più volte questo concetto nell’illustrare le caratteristiche della piattaforma di enterprise analytics e business intelligence MicroStategy 10, della quale sono note da tempo le spiccate funzionalità in ambito mobile, sempre più essenziali oggi. L’occasione è il Symposium tenutosi a Milano a fine gennaio, alla presenza di clienti, prospect e partner della società, che tra una sessione tecnica e l’altra, ha visto anche la testimonianza di due importanti utenti del mondo fashion.

Il business in Italia

«La presenza del CEO  globale al Symposium di Milano, che fa parte di un ciclo di eventi organizzati costantemente in tutto il mondo, dimostra l’attenzione verso l’Italia, dove da qualche anno stiamo conseguendo risultati di tutto rilievo», spiega a Data Manager Jean-Pierre Giannetti, Country Manager per l’Italia di MicroStrategy, sottolineando che «dal 2012, cioè da quando abbiamo rivisto le nostre strategie sul mercato italiano, dando anche un deciso impulso alla rete dei partner, continuiamo a conquistare due nuovi clienti enterprise a trimestre, oltre ovviamente a mantenere i nostri clienti di lunga data». La strategia di go-to-market di MicroStrategy è un mix tra diretta e indiretta, e l’Italia è in linea con l’internazionale, con partner specializzati nella consulenza per gli analytics e la business intelligence, come Capgemini, iConsulting, SDG Group, Engenie e Beta 80, solo per nominarne alcuni. Per quanto riguarda i settori verticali, «operiamo in numerosi ambiti, dal banking al finance alla Gdo, e siamo leader in Italia nella business intelligence per il fashion», prosegue Giannetti. Non a caso, le due testimonianze dei clienti all’evento di Milano sono state quelle di TwinSet-Simona Barbieri e di Pinko, due tra i nomi più noti della moda italiana. Il mercato degli analytics è comunque in espansione, fa notare Giannetti: «Quindici anni fa eravamo in tre o quattro vendor, mentre adesso i concorrenti sono più di venti, ma noi continuiamo nel nostro sviluppo grazie anche a iniziative uniche come JumpStart, un programma di formazione gratuito, articolato in cinque giorni di training sui diversi aspetti della nostra piattaforma, che sta avendo un successo molto lusinghiero, sia in Italia sia altrove».

Pionieri nel mobile

Arrivata alla versione 10.6, MicroStrategy è nata come piattaforma di business intelligence tradizionale, per poi evolvere verso la visual data discovery e soprattutto privilegiando sempre più le funzionalità di tipo mobile. «Dal 2009 abbiamo iniziato a pensare che la business intelligence doveva migrare verso il mondo mobile, e già l’anno dopo abbiamo lanciato la prima applicazione ad hoc», spiega a Data Manager Michael Saylor, sottolineando che «è anche per questo che le nostre capability in ambito mobile sono ancora superiori a quelle della concorrenza, e spesso sono quelle che ci fanno primeggiare nelle software selection, anche perché si affiancano alla rapidità di implementazione della nostra piattaforma, che ha al suo centro un metadata unico sul quale si può costruire tutta la reportistica in poco tempo».

Ottime performance

Ma l’occasione è buona anche per avere direttamente dal CEO globale un commento sui dati finanziari della società, annunciati proprio nelle ore dell’evento di Milano: «Gli ultimi due anni sono stati i più forti della nostra storia, con ottime performance anche a livello finanziario», fa notare Saylor, evidenziando che «essere sempre più focalizzati su un’unica linea di prodotto, con ampie funzionalità soprattutto nell’ambito dell’enterprise analytics, ci consente di fornire ai nostri clienti una piattaforma unificata e continuamente affinata». A questo impegno non è estraneo il fatto che MicroStrategy, pur essendo quotata fin dal 1998, circa dieci anni dopo la sua fondazione, non è facilmente contendibile, in quanto «buona parte delle azioni con diritto di voto sono mie, e non intendo vendere, per non fare la fine di alcuni concorrenti, con nomi anche gloriosi, che sono stati assorbiti da aziende più grandi e hanno finito per essere un po’ annacquati», spiega Saylor. Infine, parlando di sviluppi ulteriori, il numero uno mondiale di MicroStrategy cita il cloud, dove vi sono già importanti casi d’uso con il primo partner di riferimento che è Amazon Web Services.

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Analytics per valorizzare i talenti https://www.datamanager.it/2014/09/analytics-per-valorizzare-i-talenti/ Thu, 11 Sep 2014 14:22:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60393 Il futuro delle organizzazioni si basa sulla valorizzazione delle proprie risorse umane, resa possibile dagli analytics. L’interesse dei responsabili dei dipartimenti HR per questi strumenti è notevole, tanto che il mercato in Europa cresce dell’8% all’anno. I benefici sono tanti: i casi di Geox e Fininvest lo testimoniano. L’utilizzo dei nuovi strumenti pone anche qualche […]

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Il futuro delle organizzazioni si basa sulla valorizzazione delle proprie risorse umane, resa possibile dagli analytics. L’interesse dei responsabili dei dipartimenti HR per questi strumenti è notevole, tanto che il mercato in Europa cresce dell’8% all’anno. I benefici sono tanti: i casi di Geox e Fininvest lo testimoniano. L’utilizzo dei nuovi strumenti pone anche qualche problema etico, descritto da Barry Devlin

Il ruolo dei responsabili della gestione delle risorse umane (HR) ha assunto negli ultimi anni una notevole importanza all’interno delle aziende. Valorizzare il patrimonio di esperienze, competenze e capacità delle proprie risorse, per allinearlo agli obiettivi strategici, è cruciale per il futuro stesso di ogni organizzazione. L’analisi sui talenti aziendali è simile alle analisi che vengono compiute sulle relazioni con i clienti o per la gestione della supply chain: si parte dall’analisi di quanto è accaduto, e si finisce con la verifica di come possono essere distribuiti i talenti nell’organizzazione, sulla base dei bisogni, che sono in continua evoluzione.

Le richieste degli utenti

Gli strumenti a disposizione, quindi, devono permettere una mappatura delle competenze presenti, l’individuazione delle aree di criticità e il supporto per suggerire azioni appropriate, tenendo conto delle previsioni sull’evoluzione della forza lavoro (turnover, pianificazione delle successioni, opportunità di business). Agli strumenti vengono anche richieste funzioni di analisi avanzate, come la possibilità di creare un portale delle risorse umane, di elaborare simulazioni per riorganizzazioni o ristrutturazioni aziendali, di pianificare le esigenze future, di generare previsioni accurate ed eseguire analisi what-if. Spiega Fabio Cardilli, european product leader di Talentia Software:«Rispetto al passato, i nostri clienti chiedono al software di farsi supportare in un processo continuo e agile che sappia condurli dalla definizione degli obiettivi e dei requisiti del proprio business, alla misurazione delle proprie risorse rispetto a tali aspettative, all’analisi di risultati, gap, criticità e opportunità, alla pianificazione di interventi di sviluppo e, infine, al controllo dell’efficacia degli stessi. Misurare l’efficacia in questo contesto va oltre la lettura di un dato economico o un segno in bilancio, ma passa attraverso l’interpretazione accurata di micro indicatori che contribuiscono in maniera indiretta a quel risultato economico: il saper fare, il saper diventare, l’essere soddisfatti, motivati e coinvolti. Oggi, questo processo è molto più distribuito di quanto non fosse prima. Il software deve rispondere a questo cambio di prospettiva che vede i manager interpreti della performance organizzativa attraverso la performance, l’ispirazione e la motivazione dei propri collaboratori. I cruscotti di analitiche diventano dunque non solo uno strumento di “reporting” a beneficio di pochi utenti con cui pubblicare una o quattro volte l’anno risultati economici, di turnover o assenteismo, ma piuttosto uno strumento decentralizzato a servizio dei manager per favorire in tempo reale la lettura di dati, anche destrutturati come quelli provenienti dai social network, riconoscere un trend o un rischio e suggerire preventivamente iniziative correttive. L’analisi predittiva tradizionalmente applicata al marketing o al credito ha un valore economico significativo anche applicata al talent management. Quanto costa a un’azienda perdere una figura chiave senza aver identificato preventivamente il rischio, definito un piano di successione o formato una persona ad alto potenziale»? Secondo Nicola Uva, strategy e marketing director di ADP Italia occorre sottolineare quanto sia diventata predominante, nella gestione delle risorse umane, la richiesta di strumenti di reporting. «Il bisogno primario, che hanno oggi nelle aziende gli HR manager, è quello di poter analizzare le informazioni di cui dispongono. L’analisi passa attraverso sistemi di business intelligence: dashboard, KPI, cruscotti. In questo contesto, si è registrata un’evoluzione interessante che ha portato a definire degli standard di misurazione. Infatti, l’International Organization for Standardization (ISO), la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche, ha certificato modalità per misurare alcuni fenomeni di impatto in ambito HR, come per esempio, l’assenteismo o il turn over, che fino a qualche anno fa ogni azienda misurava con un proprio metodo. Oggi, esistono dei KPI standard che facilitano anche il lavoro di chi – come ADP – offre analytics evoluti a supporto del processo decisionale dell’HR manager. Si tratta di una soluzione – che grazie a un set di report direzionali e di KPI grafici, analisi di sintesi e di dettaglio – mette a disposizione degli indicatori finiti che rispondono a modalità standard di misurazione. La proposta è completata dalla possibilità di integrare una soluzione in “mobility” per la rappresentazione dei dashboard aziendali più significativi (assenteismo, situazione ferie, straordinari, costo progetti, etc.) attraverso uno strumento chiaro e intuitivo per una facile e immediata estrapolazione delle informazioni dei sistemi e dei processi».

Il mercato secondo IDC

Il mercato dell’HCM (human capital management) e delle applicazioni di payroll nell’Europa occidentale ha raggiunto, secondo IDC, i 3,35 miliardi di dollari nel 2013, con una crescita del 7% rispetto al 2012, a sua volta cresciuto dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Le ragioni principali di questa crescita sono: le applicazioni basate su SaaS, che raggiungono un mercato più ampio e nuovi utenti, una maggiore adozione di applicazioni pacchettizzate per la gestione dei talenti e – non ultime – le applicazioni HCM social-enabled. La capacità di utilizzare applicazioni HCM direttamente via Internet ha aumentato significativamente il mercato totale indirizzabile e si prevede che continuerà a farlo. Secondo IDC, gli analytics HCM saranno un acceleratore di mercato: a mano a mano che i processi legati al personale e la collaboration diventeranno sempre più digitali, le organizzazioni accumuleranno grandi quantità di dati, così che gli analytics diventeranno una funzionalità fondamentale delle applicazioni HCM nei prossimi cinque anni. Secondo una ricerca condotta da IDC all’inizio del 2012 e del 2013, su oltre 500 responsabili dei dipartimenti di HR, le funzionalità degli analytics sono già giudicate molto importanti dalla maggior parte degli intervistati (voto medio conseguito nel 2013: 3.89 su un totale di 5, stabile rispetto all’anno precedente). A seguire, il cloud (3.52 conseguito nel 2013), il supporto per il mobile (3.40) e le tecnologie social (3.19), tutte e tre con voti in aumento nella survey del 2013 rispetto a quella del 2012.

HR Analytics in Fininvest e Geox

Vediamo cosa è stato realizzato con le soluzioni HR analytics in due aziende di grandi dimensioni. Fininvest, la holding di uno dei maggiori gruppi di comunicazione a livello internazionale, ha scelto la piattaforma HR Zucchetti per il monitoraggio e il controllo dei processi amministrativi secondo determinati KPI, supportando il miglioramento continuo dei servizi offerti e garantendo la tempestività e la qualità dei dati raccolti. «Le HR Analytics di Zucchetti – spiega Domenico Uggeri, vicepresidente Zucchetti, rappresentano lo strumento più semplice e veloce per ottenere tutte le informazioni sui principali fenomeni del personale e per valutarne l’andamento rispetto agli obiettivi prefissati. Si tratta di cruscotti già predisposti che, grazie all’integrazione nativa con le soluzioni Zucchetti della suite HR Global Solution, sono automaticamente alimentati con i dati acquisiti dai software per la gestione del personale. In Finivest, l’interfaccia del sistema permette anche al management di trovare sul portale aziendale informazioni puntuali sulle proprie risorse. Grazie alle soluzioni HR Zucchetti, Fininvest è riuscita a ottimizzare la gestione dei processi amministrativi riducendo del 30% il tempo dedicato ad attività a basso valore aggiunto. Per quanto riguarda i sistemi di business intelligence, i requisiti di qualità e sicurezza interni ed esterni ora sono soddisfatti grazie a un più efficace monitoraggio degli indicatori di performance di processo. L’ottimizzazione delle attività di interscambio informativo ha consentito la riduzione del 70% delle attività di front-end verso i dipendenti e del 50% di quelle di reporting».

Un’altra azienda dove questi strumenti sono stati implementati con notevoli benefici è Geox, al primo posto in Italia e al secondo nel mondo in termini di capi di abbigliamento venduti nel comparto lifestyle-casual, grazie a una rete di oltre mille e 100 punti vendita monomarca e undicimila multimarca in 103 paesi. La storia della BI in Geox inizia nel 2011. «Nel reparto risorse umane – spiega Fabio Andreazza, responsabile della pianificazione del costo del lavoro di Geox –avevamo diverse fonti di dati, un gestionale diverso da quello della parte corporate, ma soprattutto una cronica mancanza di centralizzazione, che ci costringeva a utilizzare informazioni molto eterogenee. Con l’introduzione di MicroStrategy, Geox ha ottenuto subito l’obiettivo di creare un’unica fonte di dati, migliorando in modo sostanziale la qualità delle informazioni. Il cambiamento porta con sé una sorta di “rigidità virtuosa”, quella standardizzazione dei database che è condizione necessaria per poter lavorare con informazioni univoche e certificate. Quando un’azienda si trasforma, assumendo una forte connotazione retail come è stato per Geox, analizzare e controllare il costo del lavoro diventa prioritario, ed è proprio ciò che i manager delle risorse umane hanno inteso fare con il progetto che ha coinvolto MicroStrategy. Oggi, gli utenti impiegano molto meno tempo di prima a inserire le informazioni vitali per il reparto, ma soprattutto il numero di errori è diminuito drasticamente (e i pochi che vengono commessi emergono molto prima). «La sfida – dice Andreazza – è stata portare questi fogli di calcolo enormi, pesanti centinaia di mega, nel sistema di BI, mantenendo però la consistenza dei dati. In questo modo e con poco sforzo, abbiamo potuto tenere sotto controllo anche costi normalmente nascosti (per esempio quello degli interinali, che prima venivano calcolati come dipendenti normali). Così riusciamo ad avere a disposizione una situazione del business più chiara, con analisi più di dettaglio, che permettono al reparto HR di garantire prestazioni migliori».

La visione dell’esperto

Per Barry Devlin, fondatore e principal di 9sight Consulting, che in Italia presenterà per Technology Transfer un seminario sull’argomento il prossimo autunno, i datori di lavoro hanno a lungo mantenuto e analizzato quantità significative di dati, in gran parte numerici, sui loro dipendenti: date di nascita, gli stipendi, le valutazioni delle prestazioni, la progressione di carriera, e così via. Ma in pochi sanno farne buon uso. «Questi dati invece sono ideali per l’utilizzo di tradizionali strumenti di BI. Per molte piccole e medie imprese, anche Excel può fare questo lavoro perfettamente. Naturalmente, assieme a questi dati sono anche da gestire un insieme di informazioni scritte – domande di lavoro, pratiche interne all’azienda e con enti esterni, e così via – che sono meno utilizzabili con la classica BI. L’ascesa dei social media ha portato a una ulteriore esplosione di informazioni testuali e perfino a informazioni video su dipendenti e candidati: tutto questo ci porta a guardare oltre gli strumenti di BI standard per grandi analisi dei dati. Queste nuove informazioni offrono evidenti opportunità per i responsabili HR e per i dipartimenti stessi  di monitorare più da vicino i dipendenti: il text mining sulle informazioni online, unito alle informazioni trovate sui social media, consente – per esempio – l’eliminazione efficiente dei candidati meno qualificati, o comunque dei meno desiderabili. Tuttavia, un’attenta considerazione deve essere fatta sulla possibilità di discriminazione, intenzionale o non intenzionale, sulla base di razza, sesso, orientamento sessuale… Mentre la BI tradizionale opera a livello aggregato, tecniche come il text mining, l’apprendimento automatico e l’analisi predittiva su informazioni personali hanno algoritmi di “scoring” e risultati la cui logica di fondo è tutt’altro che trasparente. Queste informazioni sono solo la punta di un iceberg di dati personali che stanno cominciando a essere raccolti grazie all’Internet delle cose. Aziende di logistica, per esempio, già raccolgono dati provenienti da sistemi di monitoraggio dei motori dei camion e ne deducono gli stati personali e i comportamenti dei loro guidatori. I movimenti dei dipendenti con gli smartphone possono essere monitorati in continuo, consentendo inferenze su performance e attività. Riunioni e conference call possono essere registrate per monitorare i livelli di partecipazione e i contributi personali. Anche le tecniche di riconoscimento facciale e di analisi vocale possono essere utilizzate per registrare gli stati emotivi dei dipendenti. Mentre alcune di queste tecnologie possono sembrare estreme, appena la tecnologia scenderà di prezzo, e l’archiviazione dei dati diventerà sempre più conveniente, crescerà la tentazione di massimizzare il valore dei dipendenti a fronte della concorrenza sempre crescente. I tempi in cui i dipartimenti HR utilizzavano semplici strumenti di BI per classificare i dipendenti sulla base di salari e valutazione delle performance stanno passando rapidamente. Le possibilità che emergono dall’analisi dei big data e dall’Internet delle cose sfidano l’HR a fare un passo indietro e rivedere con urgenza considerazioni etiche e di riservatezza nell’utilizzare questi dati per valutare i candidati di lavoro o le prestazioni dei dipendenti o dei potenziali candidati. I confini tra misure reali e accettabili dovranno essere costantemente definiti e mantenuti».

 

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Marcus Starke è il nuovo Chief Marketing Officer di MicroStrategy https://www.datamanager.it/news/marcus-starke-il-nuovo-chief-marketing-officer-di-microstrategy-56416.html Thu, 15 May 2014 14:09:30 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/marcus-starke-e-il-nuovo-chief-marketing-officer-di-microstrategy/ MicroStrategy Incorporated ha annunciato l’ingresso di Marcus Starke come Chief Marketing Officer nella multinazionale americana Starke vanta un’esperienza di oltre 25 anni nel marketing e nella gestione del business in generale, avendo ricoperto ruoli di primo piano in alcune delle più importanti società di software e agenzie media del mondo. Prima di approdare in MicroStrategy, […]

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MicroStrategy Incorporated ha annunciato l’ingresso di Marcus Starke come Chief Marketing Officer nella multinazionale americana

Starke vanta un’esperienza di oltre 25 anni nel marketing e nella gestione del business in generale, avendo ricoperto ruoli di primo piano in alcune delle più importanti società di software e agenzie media del mondo. Prima di approdare in MicroStrategy, Starke è stato Senior Vice President of Worldwide Marketing & Communications Regions di SAP, posizione nella quale coordinava le strategie di marketing e l’execution a livello mondiale ed è stato membro del global leadership team di SAP. Prima di entrare in SAP, dove è rimasto per 5 anni, Starke è stato Presidente e CEO (EMEA) di Wunderman, una divisione del gruppo WPP.

“Siamo estremamente felici di avere con noi un innovatore nel campo del marketing come Marcus, professionista riconosciuto da tutto il mercato. Il fatto che Marcus abbia deciso di entrare nella nostra società è molto emozionante per noi,” ha affermato Michael Saylor, CEO di MicroStrategy Incorporated. “Marcus porta con sé un’esperienza di marketing a livello mondiale, non solamente per la posizione ricoperta in SAP, ma anche per l’esperienza importantissima fatta in agenzie leader mondiali nel marketing e nella comunicazione. Marcus è un innovatore, e ha dimostrato di avere quella forza propulsiva nell’ambito della strategia e del marketing communication di cui avevamo esattamente bisogno, vista la nostra intenzione di trasformare il mercato con la nostra offerta. La sua assunzione rappresenta l’ultima di una serie di cambiamenti che MicroStrategy ha posto in essere per migliorare la customer experience e incrementare la quota di mercato.”

“Raccontare la storia di questa azienda così importante a livello mondiale per tecnologia e innovazione – che vanta migliaia di clienti, comprese centinaia tra i più importanti marchi mondiali — è per me un’opportunità incredibile,” ha affermato Starke. “Questo è un momento cruciale per MicroStrategy poiché la società guida il mercato con la piattaforma di BI n. 1 a livello mondiale, la più importante soluzione di BI basata su cloud e penso anche la più completa piattaforma di analytics. Vedo inoltre grandi opportunità nelle piattaforme di identity e di loyalty. Sono veramente felice di poter aiutare i clienti ad accelerare il proprio processo di innovazione, di semplificare il loro business ed accrescere fortemente l’esperienza dei loro clienti grazie alle meravigliose tecnologie sviluppate da MicroStrategy.”

Precedentemente, Starke è stato Chief Executive Officer e Chairman di Publicis a Francoforte. Ha inoltre gestito una sua agenzia di marketing e consulenza. Una forte vocazione verso il “social business,” e una grande attenzione al vasto panorama dei social media e social community, rende la penna di Starke un blog molto letto, essendo lui stesso un sostenitore appassionato della necessità di ingaggiare i clienti attraverso attività di marketing e communication di livello mondiale.

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Amadori sceglie la BI di MicroStrategy https://www.datamanager.it/news/amadori-sceglie-la-bi-di-microstrategy-55886.html Mon, 28 Apr 2014 09:40:17 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/amadori-sceglie-la-bi-di-microstrategy/ Amadori è uno dei principali leader nel settore agroalimentare italiano, un’azienda innovativa e un punto di riferimento per i piatti a base di carne, con oltre 7.200 collaboratori e un fatturato 2013 di oltre 1.300 milioni di euro Nel mese di giugno 2013, in seguito a notevoli variazioni nell’assetto del top management aziendale, è stata […]

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Amadori è uno dei principali leader nel settore agroalimentare italiano, un’azienda innovativa e un punto di riferimento per i piatti a base di carne, con oltre 7.200 collaboratori e un fatturato 2013 di oltre 1.300 milioni di euro

Nel mese di giugno 2013, in seguito a notevoli variazioni nell’assetto del top management aziendale, è stata creata una task force interfunzionale (comprendente Controllo di gestione, HR, ICT, Marketing) al fine di creare un Executive Book, ovverosia una collezione di report direzionali che consentisse al top management ed alla proprietà (in tutto 15 fruitori fra dirigenti ed azionisti) di godere di una visione organica, seppure sintetica, di tutte le numerose ed eterogenee, attività dell’impresa; il primo output è stata una miscellanea composta da oltre 60 report provenienti dalla BI, report in formato Excel, documenti word e PowerPoint e documenti in formato PDF.

Il contributo della funzione Sistemi Informativi e Organizzazione è stato quello duplice, sia a livello di metodologia che di soluzione tecnologica.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnologico, le sfide da affrontare riguardavano l’eterogeneità delle fonti, la modalità di distribuzione e condivisione di commenti, la fruibilità “accattivante” e, non da ultima, il problema della sicurezza delle informazioni, visto l’elevato grado di sensibilità: la soluzione proposta ha superato tutte queste problematiche sfruttando le potenzialità della piattaforma di BI mobile aziendale (MicroStrategy Mobile) che ha permesso di creare sui tablet iPad del top management un singolo “contenitore” che offre in modo flessibile, allo stesso livello o a livelli differenziati.

L’elevato grado di innovazione che il progetto ha introdotto in azienda ha notevoli sfaccettature: innovazione nella metodologia identificata, nello strumento scelto, nell’introduzione di nuove chiavi di lettura e nella modalità di collaboration/condivisione di informazioni.

Grazie all’attività di scouting del team di innovazione della funzione ICT sugli asset già presenti in azienda (licenze MicroStrategy Mobile e tablet) si è potuto scaricare a terra un valore molto superiore allo sforzo sostenuto per realizzarlo, sfruttando appieno le funzionalità latenti che troppe volte rimangono inutilizzate; l’iniziativa è quindi risultata particolarmente incisiva.

I risultati ottenuti sono molteplici tra cui: orientamento della cultura aziendale verso indicatori chiari, condivisi e coerenti; identificazione di LPI ed RPI ed introduzione in azienda della metodologia Enterprise Risk Management ; maggior grado di collaboration fra i dirigenti; maggior sicurezza dei dati aziendali; maggior grado di autonomia del manager stesso nella navigazione sul supporto digitale e risparmio di tempo; iniziativa paper-less e quindi e quindi anche sostenibile dal punto di vista economico e ambientale.

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La Business Intelligence in Conbipel https://www.datamanager.it/news/la-business-intelligence-conbipel-55337.html Mon, 07 Apr 2014 13:05:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/la-business-intelligence-in-conbipel/ Da un’ispirazione di Franco Massa, nasce nel 1958 una realtà artigianale specializzata nella pelletteria, una realtà tutta italiana per stile e passione. Il successo spinge Conbipel a estendere il raggio d’azione in tutta Italia, con ottimi risultati, tanto da diventare, nel tempo, un punto di riferimento nell’abbigliamento uomo, donna e bambino

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Da un’ispirazione di Franco Massa, nasce nel 1958 una realtà artigianale specializzata nella pelletteria, una realtà tutta italiana per stile e passione. Il successo spinge Conbipel a estendere il raggio d’azione in tutta Italia, con ottimi risultati, tanto da diventare, nel tempo, un punto di riferimento nell’abbigliamento uomo, donna e bambino

Oggi Conbipel conta 150 punti vendita sparsi tra alcune delle località più caratteristiche d’Italia, e un obiettivo ambizioso: crescere ancora.

La BI in Conbipel viene adottata circa 2 anni e mezzo fa. Prima di allora, la Società gestiva le vendite e alcuni indicatori finanziari attraverso sistemi di reportistica elaborati a mano e basati prevalentemente su fogli Excel e su database Access mentre i dati per la creazione dei report venivano forniti da SAP. In questo contesto, il vincolo maggiore era determinato dalla mancanza di automatizzazione delle attività, che, essendo manuali, richiedevano quotidianamente l’intervento di una persona che per generare i report richiesti, impiegava fino a 45 minuti del proprio tempo.

Su input della direzione è stato chiesto di rivedere questo sistema, sia come logica di recupero dati, andando cioè direttamente sulla fonte principale, ovvero sulle casse dei negozi, sia come workflow, automatizzando il più possibile l’intero processo di creazione ed elaborazione dei report.

“Abbiamo realizzato uno studio architetturale che richiedeva, come pre-requisito, un recupero dei dati direttamente sulle casse dei negozi ed un successivo arricchimento con dati forniti da SAP, e come obiettivo finale, quello di ottenere uno strumento semplice, facile e facilmente customizzabile” ha affermato Francesco Rattazzi, IT Data Manager di Conbipel. “In quel momento avevamo la chiara necessità di dotarci di una soluzione di BI che ci consentisse di automatizzare questo report, inviato in maniera push tramite e. Mail con diversi allegati .pdf ed Excel. Tra tutti gli strumenti abbiamo scelto MicroStrategy perché era molto semplice e dall’utilizzo immediato.”

Solo successivamente, nella fase di implementazione, il personale di Conbipel si è accorto che la BI di MicroStrategy consentiva customizzazioni importanti per la propria attività.

“Nel passaggio dalla produzione manuale a MicroStrategy abbiamo apportato miglioramenti per rendere il dato più preciso e più scalabile. L’attuale architettura permettere di controllare in automatico eventuali squadrature che vengono subito evidenziate e recuperate riducendo il tempo legato ai processi di controllo e liberando quindi risorse che possono dedicarsi anche ad altre attività” ha commentato Rattazzi. “MicroStrategy è una piattaforma user-friendly, facilmente accessibile e si gestisce in maniera autonoma. In Conbipel siamo completamente autonomi e tutto viene gestito al nostro interno, tanto che non è stato necessario il supporto di una società esterna sia nella fase di messa in funzione della parte “core” prima e della quadratura dei dati poi, ma anche in quella del go-live vero e proprio“.

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MicroStrategy tra i Leader del Magic Quadrant for BI and Analytics Platforms di Gartner https://www.datamanager.it/news/microstrategy-tra-i-leader-del-magic-quadrant-bi-and-analytics-platforms-di-gartner-54778.html Tue, 18 Mar 2014 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/microstrategy-tra-i-leader-del-magic-quadrant-for-bi-and-analytics-platforms-di-gartner/ La valutazione si basa sulla completezza di visione e sulla capacità di esecuzione

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La valutazione si basa sulla completezza di visione e sulla capacità di esecuzione

MicroStrategy Incorporated ha annunciato di essere stata posizionata da Gartner tra i “Leader”, nel report 2014 “Magic Quadrant for Business Intelligence and Analytics Platforms”.

Secondo Gartner, durante tutto lo scorso anno il tema del data discovery, ha continuato ad essere, e lo è stato sempre più, la tendenza predominante nella BI e nelle analytics architecture. Inoltre, Gartner crede che “entro il 2015, i buyer di piattaforme di BI acquisteranno principalmente piattaforme in grado di supportare da un lato funzionalità di data discovery facilmente accessibili agli utenti business, e dall’altro, funzionalità gestite dall’IT aziendale relative al riutilizzo dei dati, alla governance, alla sicurezza e scalabilità.” Inoltre Gartner ha previsto che “entro il 2016 il 25% dei nuovi sviluppi -net di BI e analytic platform avverranno accedendo ai servizi cloud.” MicroStrategy crede che il data discovery sia ancora più importante se perfettamente integrato con la strategia di business intelligence aziendale.

Nel 2013-2014, MicroStrategy ha fornito un set di soluzioni estremamente innovative e di funzionalità importanti per la sua offerta di Business Analytics, Mobile App Platform, e Cloud.

MicroStrategy PRIME gestisce Multi-Terabyte di dati

Nel 2014, durante la user conference annuale, MicroStrategy World 2014 di Las Vegas, la multinazionale americana ha annunciato la disponibilità del nuovo Parallel Relational In-Memory Engine (PRIME), una nuova opzione di MicroStrategy Cloud. MicroStrategy PRIME è un in-memory analytics service estremamente scalabile, basato su Cloud, progettato per fornire altissime prestazioni ad applicazioni analitiche complesse, con il più ampio numero di dati e la più alta simultaneità di utilizzo da parte degli utenti. Facebook ha costruito con successo applicazioni ad alto valore basate sull’informazione grazie alla tecnologia che alimenta MicroStrategy PRIME.

La maggior parte delle organizzazioni incontra difficoltà a sfruttare al meglio le informazioni contenute nei repository dei Big Data a causa delle scarse prestazioni. Le tecnologie Big Data possono memorizzare enormi volume di informazioni, ma la loro distribuzione interattiva a migliaia di utenti è una sfida molto ardua per le tecnologie disponibili in commercio, e spesso si traduce in progetti rischiosi che impiegano anni a completarsi. MicroStrategy PRIME apre a nuovi scenari grazie a un motore di dashboarding e visualizzazione tecnologicamente all’avanguardia combinato con un innovativo data store in-memory massicciamente parallelo. Questa architettura consente alle Aziende di costruire applicazioni altamente interattive che forniscono risposte a centinaia di migliaia di utilizzatori con rilevanti risparmi di tempo e costi. MicroStrategy PRIME agisce come acceleratore di prestazioni, mettendo i dati a disposizione di un più ampio bacino di utilizzatori e generando una nuova domanda di informazioni.

MicroStrategy PRIME è costituito da:

• Architettura in-memory, massivamente parallela, distribuita, per una scalabilità estrema. MicroStrategy PRIME poggia su un’architettura in-memory massivamente parallela e altamente distribuita, progettata per girare su hardware di largo consumo a basso costo. Problemi analitici complessi possono essere distribuiti su centinaia di CPU per ottenere prestazioni senza precedenti. MicroStrategy ha lavorato fianco a fianco con i più importanti fornitori di hardware per sfruttare al massimo i server di ultima generazione multi-core e con elevate capacità di memoria.

• Motore di dashboarding fortemente integrato per applicazioni accattivanti e di facile utilizzo. MicroStrategy PRIME include un motore di dashboarding e di esplorazione dati all’avanguardia, costruito sulla MicroStrategy Analytics Platform. Il motore di visualizzazione comprende centinaia di ottimizzazioni progettate in modo specifico per gli in-memory data store. Questo motore consente ai clienti di creare applicazioni immersive e complete che forniscono risposte in tempi rapidissimi.

• Distribuzione basata su Cloud per un rilascio rapido. MicroStrategy PRIME è disponibile come servizio su MicroStrategy Cloud, la piattaforma per le Analytics su Cloud di MicroStrategy. MicroStrategy Cloud offre un servizio completo che comprende l’infrastruttura, le persone e i processi che consentono ai clienti di sviluppare applicazioni basate sulla centralità di informazioni altamente scalabili, veloci e facili da realizzare.

MicroStrategy Analytics Platform: una famiglia di Analytics potenti e di facile utilizzo

Nel 2013 MicroStrategy ha lanciato la nuova MicroStrategy Analytics Platform, una famiglia di analytics articolata, potente, e di facile utilizzo. La MicroStrategy Analytics Platform rappresenta per MicroStrategy il più importante rilascio di software degli ultimi anni, nonché l’apice di due decadi di innovazione, nell’ambito delle analytics e della business intelligence. La piattaforma comprende tre distinti prodotti:

• MicroStrategy Analytics Enterprise (business intelligence per l’intera azienda)

• MicroStrategy Analytics Desktop (tool gratuito per le visual analytics self-service)

• MicroStrategy Analytics Express (tool gratuito per le visual analytics self-service basato su Cloud)

Insieme, questi prodotti coprono un’ampia gamma di esigenze di business, sono estremamente flessibili e acquistabili ad un prezzo abbordabile. Possono essere gestiti a livello individuale, di team, di dipartimento oppure dell’intera azienda. Sono inoltre disponibili su desktop, web o apparecchiature mobili e supportano analytics ad altissime performance di gigabytes, terabytes, or petabytes di dati. Sono distribuite presso il cliente oppure più velocemente, fino a 100x, su MicroStrategy Cloud.

I tre prodotti che compongono la MicroStrategy Analytics Platform condividono anche una comune user experience rendendo più facile usare inizialmente un numero limitato di analytics self-service, per poi adottare funzionalità aggiuntive man mano che l’utilizzo cresce a livello aziendale.

MicroStrategy Analytics Desktop Product fornisce agli utenti business analitics veloci e di facile utilizzo

Nel 2013 MicroStrategy ha lanciato MicroStrategy Analytics Desktop, la nuova versione desktop per la visualizzazione del dato self-service.

MicroStrategy Analytics Desktop è un prodotto veloce, facile da usare e potente che permette agli utenti business di ottenere una conoscenza ancora più approfondita dei dati in loro possesso. Con MicroStrategy Analytics Desktop bastano pochi minuti, per consentire ad un utente di creare preziose visualizzazioni senza l’intervento dell’IT. Dopo un semplice processo di download e di installazione che non richiede più di cinque minuti, è possibile:

• Accedere ai dati. Gli utenti possono collegarsi velocemente a qualsiasi fonte dati. Possono estrarre dati da file Excel, database relazionali e multidimensionali, applicazioni cloud e anche Hadoop – tutto senza scrivere una sola riga di codice SQL. E contrariamente a quanto accade con costose soluzioni di visualizzazione del dato,che fanno pagare l’accesso ai database, MicroStrategy Analytics Desktop è gratuito.

• Visualizzare. Gli utenti business possono portare alla luce il “racconto” dei propri dati creando visualizzazioni di sicuro impatto. Bastano pochi click e le matrici, le reti, le mappe rivelano quanto non era prima visibile. MicroStrategy Analytics Desktop trae la sua forza dalla tecnologia in-memory di MicroStrategy, la stessa di alcune fra le più importanti implementazioni della business intelligence. Ora, però, accessibile a tutti.

• Costruire Dashboard. Costruire una dashboard non è mai stato così semplice e veloce. Bastano dei drag-and-drop per preparare visualizzazioni multiple all’interno di una dashboard. Gli utenti possono anche combinare dati con provenienze diverse per creare nuove metriche o viste. Senza ricorrere all’IT.

• Condividere. Gli utenti possono condividere le loro elaborazioni esportando e inviando le dashboard come immagini, PDF o un file MicroStrategy Analytics Desktop. Non è mai stato così semplice condividere in modo creativo e scoprire cose nuove nei propri dati.

MicroStrategy Analytics Platform certificata da MapR Distribution per Apache Hadoop

Nel 2013, MapR Technologies, Inc., leader nella tecnologia Hadoop e MicroStrategy, hanno annunciato di aver congiuntamente testato e certificato l’interoperabilità tra le più recenti relese delle piattaforme di MicroStrategy, MicroStrategy 9.3, e MapR Distribution per Apache Hadoop.

MapR Distribution fornisce affidabilità, velocità e facilità di utilizzo ad Hadoop. MicroStrategy 9.3, insieme all’alta disponibilità e all’analitic processing platform per le aziende di MapR, consente ai clienti di liberare quella conoscenza dei Big Data precedentemente inaccessibile a causa dei costi proibitivi e di liberare le informazioni aziendali, mettendole a disposizione per analisi e per prendere le decisioni migliori. L’alta scalabilità e performance delle piattaforme di MicroStrategy sono alla base delle soluzioni di mobile apps, di analytics predittive, di visual data discovery e di dashboard avanzate per consentire alle organizzazioni di estrarre e fornire agli utenti business una conoscenza approfondita del dato.

MicroStrategy Analytics Platform pienamente integrata con la piattaforma SAP HANA

Nel 2013, SAP Integration and Certification Center (SAP ICC) ha certificato l’integrazione della piattaforma MicroStrategy 9 con la piattaforma SAP HANA. I clienti di MicroStrategy, fra i quali Adobe e Adidas, possono ora sfruttare appieno la velocità di SAP HANA abbinandola alle avanzate capacità di visualizzazione di MicroStrategy per sviluppare le più innovative applicazioni analitiche. 

Grazie a questa integrazione gli utenti business possono trasformare velocemente e facilmente i dati SAP HANA in dashboard, report e applicazioni di data discovery. Le aziende possono estrarre il valore di business dei loro big data utilizzando le capacità di visualizzazione, di reporting e creazione di dashboard interattive della piattaforma di BI di MicroStrategy.

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Geox: l’intelligenza delle Risorse Umane in un click https://www.datamanager.it/news/geox-lintelligenza-delle-risorse-umane-un-click-54027.html Mon, 24 Feb 2014 15:00:27 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/geox-lintelligenza-delle-risorse-umane-in-un-click/ La storia della BI in Geox inizia nel 2011 quando, sull’onda dell’implementazione del nuovo datawarehouse aziendale, il reparto Human Resources si smarca dal filone principale e decide di tentare una strada ancor più pionieristica

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La storia della BI in Geox inizia nel 2011 quando, sull’onda dell’implementazione del nuovo datawarehouse aziendale, il reparto Human Resources si smarca dal filone principale e decide di tentare una strada ancor più pionieristica.

“Cercavamo di capire”, racconta Francesca Voltarel, responsabile risorse umane corporate Geox, “se e come agganciarci all’attività di costruzione del datawarehouse corporate, che sfruttava la tecnologia Oracle. Avremmo però dovuto rispettare una lunga coda: altre funzioni aziendali come il marketing e le vendite avevano, giustamente, la precedenza nella realizzazione dei loro progetti di BI rispetto alle risorse umane. Così, il suo team Risorse Umane, per risparmiare tempo e denaro cercano una soluzione più semplice: “portano a bordo” un esperto MicroStrategy e iniziano il breve percorso che li porterà alla Business Intelligence. “La nostra strada alternativa”, continua Voltarel, “era più vantaggiosa sia in termini di costi-benefici sia di tempi di sviluppo rispetto a quella principale. Presentammo il progetto e ottenemmo il via libera, anche perché avevamo portato dati inequivocabili a conforto della nostra idea”.

 

 

Con l’introduzione di MicroStrategy, Geox riesce subito a ottenere l’obiettivo di creare un’unica fonte di dati, migliorando in modo sostanziale la qualità delle informazioni. Dal 2011, inoltre, è iniziato un veloce percorso di ampliamento dell’azienda e del suo business verso i mercati mondiali, e la necessità di report con layout condivisi si faceva sentire ancora di più”. A dicembre del 2012 il sistema di Business Intelligence per il dipartimento HR di Geox era terminato. Da allora, i responsabili HR di Geox, da cui dipendono circa 3.000 persone in tutto il mondo, possono ricavare le informazioni utili con pochi clic del mouse. Il reparto Risorse Umane, supportato da MicroStrategy, ha realizzato il progetto per step successivi, cominciando dai sistemi più semplici: prima l’headcounting, poi l’amministrazione delle presenze, infine la delicata gestione del costo del lavoro. Il tutto, supportando anche la contemporanea espansione verso i mercati esteri. Oggi, il sistema di BI del reparto HR di Geox funziona con un vero workflow operativo nell’inserimento dei dati, dove ciascun utente è responsabile della parte che gli compete e partecipa al completamento dell’anagrafica.

 

 

Grazie a MicroStrategy è possibile realizzare un buon livello di controllo della qualità delle informazioni, un processo che ha permesso di creare un utile spirito di squadra tra gli utenti, alla ricerca della qualità. I fruitori delle informazioni appartengono invece alle categoria del top management e del controllo di gestione, ma per il momento usufruiscono semplicemente di report periodici. Quando un’azienda si trasforma, assumendo una forte connotazione retail come è stato per Geox, analizzare e controllare il costo del lavoro diventa prioritario, ed è proprio ciò che i manager delle risorse umane hanno inteso fare con il progetto che ha coinvolto MicroStrategy. “La sfida”, dice Andreazza, “è stata portare questi fogli enormi, pesanti centinaia di mega, nel sistema di BI, mantenendo però la consistenza dei dati. In questo modo, con poco sforzo, abbiamo potuto tenere sotto controllo anche costi normalmente nascosti (ad esempio quello degli interinali, che prima venivano calcolati come dipendenti normali). Così riusciamo ad avere a disposizione una situazione del business più chiara, con analisi più fini, che permettono al reparto HR di garantire prestazioni migliori”.

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