mostra – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:54:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png mostra – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Prosegue fino al 3 giugno la mostra “Looking forward. Olivetti: 110 anni di immaginazione” https://www.datamanager.it/2018/04/prosegue-fino-al-3-giugno-la-mostra-looking-forward-olivetti-110-anni-di-immaginazione/ Fri, 27 Apr 2018 14:08:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146704 Dopo il grande successo di pubblico e critica, sarà prorogata fino al 3 giugno 2018 la mostra Looking forward. Olivetti: 110 anni di immaginazione, a cura di Ilaria Bussoni, Manolo De Giorgi e Nicolas Martino, ospitata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e promossa da Olivetti con la collaborazione dell’Associazione Archivio Storico […]

L'articolo Prosegue fino al 3 giugno la mostra “Looking forward. Olivetti: 110 anni di immaginazione” proviene da Data Manager Online.

]]>
Dopo il grande successo di pubblico e critica, sarà prorogata fino al 3 giugno 2018 la mostra Looking forward. Olivetti: 110 anni di immaginazione, a cura di Ilaria Bussoni, Manolo De Giorgi e Nicolas Martino, ospitata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e promossa da Olivetti con la collaborazione dell’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea.

Looking forward è il racconto del progetto iniziato 110 anni fa grazie a una grande famiglia dell’industria italiana e dell’eredità immaginifica di quel progetto trasmessa all’azienda che prosegue nel presente.

Ancora un mese per vedere la mostra che con oltre 300 pezzi unici tra oggetti, manifesti e fotografie d’epoca rende un omaggio non nostalgico a una marca che ha segnato la storia del design, della grafica, dell’innovazione tecnologica e della comunicazione in Italia e nel mondo.

Il racconto si compone di due parti. La prima, Raccolta visiva, a cura di Manolo De Giorgi, è un viaggio sintetico nel progetto Olivetti attraverso una trentina di temi che hanno per filo conduttore la modernità. La seconda, Disegnare la vita, a cura di Ilaria Bussoni e Nicolas Martino, è una narrativa per scatti fotografici, manifesti pubblicitari e parole che usa l’archivio dell’Associazione Archivio Storico Olivetti come un materiale vivo a partire dal quale guardare non solo la storia, ma il presente e il futuro possibile.

La narrativa visuale presenta più di 150 scatti (stampe fotografiche originali, inedite e in maggior parte mai esposte prima), di alcuni dei maestri della fotografia del secolo scorso quali Henri Cartier-Bresson, Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas, Francisc Català Roca, Fulvio Roiter.  Oltre a una selezione di decine di manifesti tra i più sorprendenti della produzione mondiale di Olivetti e una collezione delle locandine pubblicitarie di Giovanni Pintori tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60.

Nel percorso espositivo la progettualità visionaria che caratterizza la storia di Olivetti trova espressione nei prodotti iconici – dalla M1, la prima macchina per scrivere, alla Lettera22, alla P101, alla Valentine, solo per citare alcuni degli oltre 20 oggetti in mostra – e si concede qualche incursione nel nuovo corso digitale, come nel caso del Form200, registratore di cassa connesso e primo prodotto realizzato grazie al concorso Olivetti Design Contest promosso dall’azienda tra le maggiori università europee di design.

L'articolo Prosegue fino al 3 giugno la mostra “Looking forward. Olivetti: 110 anni di immaginazione” proviene da Data Manager Online.

]]>
Fondazione Golinelli, come prepararsi a un futuro imprevedibile https://www.datamanager.it/2017/11/fondazione-golinelli-prepararsi-un-futuro-imprevedibile/ Mon, 27 Nov 2017 10:49:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136240 La creatività per riscattare la tecnica. Andrea Zanotti: «L’integrazione tra arte e scienza come matrice della conoscenza» Dall’Industria 4.0 alla bioinformatica fino ai big data. Dopo il lancio della nuova scuola di dottorato in Data Science and Computation, attivata in collaborazione con l’Università di Bologna, e a due anni dalla nascita dell’Opificio, la Fondazione Golinelli ci […]

L'articolo Fondazione Golinelli, come prepararsi a un futuro imprevedibile proviene da Data Manager Online.

]]>
La creatività per riscattare la tecnica. Andrea Zanotti: «L’integrazione tra arte e scienza come matrice della conoscenza»

Dall’Industria 4.0 alla bioinformatica fino ai big data. Dopo il lancio della nuova scuola di dottorato in Data Science and Computation, attivata in collaborazione con l’Università di Bologna, e a due anni dalla nascita dell’Opificio, la Fondazione Golinelli ci ha aperto le porte del nuovo Centro Arti e Scienze, progettato dallo studio di architetti fondato da Mario Cucinella. L’Opificio Golinelli getta così le fondamenta di un ecosistema per lo sviluppo integrato della formazione, della ricerca e dell’impresa, destinato a crescere ancora per diventare una vero polo della conoscenza. Il primo passo di questo percorso – come ci spiega Andrea Zanotti, docente al dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna e presidente della Fondazione – è rappresentato proprio dal Centro Arti e Scienze Golinelli, uno spazio di «immaginazione e sperimentazione» – pensato per offrire una sintesi fra arte e scienza. Lo sguardo profetico dell’arte da una parte e lo sguardo fattuale della scienza e dei dati dall’altro per creare una sintesi nuova. «L’idea di futuro che abbiamo in mente – afferma Andrea Zanotti – è quella in cui non ci sarà più posto per una frammentazione tra la parte ideativa, quella sperimentale e quella produttiva: i luoghi della conoscenza, della sperimentazione e della produzione dovranno necessariamente integrarsi per poter far fronte alla velocità del cambiamento nella quale siamo immersi».

Ad aprire i battenti del Centro Arte e Scienza, la mostra dal titolo che sarebbe piaciuto molto a Karl Popper: “Imprevedibile”, come il futuro che non possiamo prevedere ma solo immaginare. La mostra in programma dal 13 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018, nasce da un’idea di Marino Golinelli, padre della Fondazione, che con questa iniziativa ha deciso di lasciare un’eredità ulteriore: quella del sogno di uno straordinario 97enne per aiutare i giovani a crescere, mantenendo vivo «lo sguardo ottimistico, fiducioso e proattivo verso un mondo migliore, verso un futuro imprevedibile ma possibile, abbracciandolo con responsabilità e con una visione etica, democratica e inclusiva verso tutti». Se il futuro è imprevedibile, è anche aperto, spalancato su un orizzonte di nuove possibilità e rischi insospettati. Il futuro arriva e sopravanza la storia, la società civile e la politica. Il futuro crea più di quanto non distrugge, con buona pace degli apocalittici, degli scettici e di chi ha sempre un pregiudizio contro le cose nuove, per comodità o paura di cambiare. Ma di fronte alle sfide del futuro non dobbiamo dimenticare di fare i conti con la sostenibilità. Guardare al passato serve solo per prendere la rincorsa per fare un salto in avanti: «Chi non innova corre il rischio non solo di rinunciare al futuro, ma di perdere anche il proprio passato».


#FondazioneGolinelli come prepararsi a un #futuro #imprevedibile @FG_Fondazione
Click To Tweet


Data Manager: Tutti parlano di nuovo Rinascimento. È una bella parola. Ma come è possibile far coincidere questa idea con un progetto concreto?

Andrea Zanotti: Parlare di nuovo Rinascimento non significa tornare indietro. La rivoluzione digitale è un fatto storico che non ha precedenti. La frammentazione del sapere ha delle ragioni specifiche. La conoscenza ha progredito grazie alla specializzazione che ha dato origine alla velocità della tecnica e alla sua preminenza. Occorre trovare un senso di marcia comune, recuperando la capacità di immaginazione che è la grande matrice sia dell’arte sia della scienza. Se per Rinascimento intendiamo non solo un periodo storico, ma anche un modello di sviluppo, dobbiamo ricominciare dal “disegno” delle “cose” – nel senso tecnico di design – per mettere insieme cervello e cuore, razionalità e passione, intelletto e sapere manuale.

Qual è il modello della Fondazione?

La Fondazione ha svolto per molto tempo una funzione di sussidiarietà, parola molto di moda, almeno quanto innovazione. Abbiamo voluto colmare dei vuoti. Abbiamo portato nelle scuole del territorio il sapere scientifico della biologia molecolare e della genetica. Oggi, ci siamo resi conto che l’esigenza è di aprire strade completamente nuove, in un momento in cui la velocità dei fenomeni sopravanza la nostra capacità di comprensione, mettendo in crisi il sistema della formazione tradizionale.

Che cosa è Opus 2065?

Opus 2065 è un progetto che mira a costruire un ecosistema, partendo dall’idea che le persone non possono più sostenere la velocità della trasformazione digitale. Dobbiamo creare un modello alternativo perché  quello dell’Università che pensa, dell’Industria che produce, e dello Stato che si occupa del welfare non funziona più. Tutto deve nascere insieme e deve essere “disegnato” per lavorare insieme. La Fondazione Golinelli vuole fare di Opus 2065 un punto di coagulo di questa visione. Non c’è più spazio per la divisione tra teoria e pratica. Occorre mettersi subito al lavoro e imparare facendo. La nostra immaginazione deve essere nutrita di arte e di scienza.

Come si guarda al futuro in modo concreto?

La nuova scuola di dottorato in Data Science and Computation dimostra l’impegno della Fondazione a guardare al futuro partendo dai giovani. Da una parte il tema della data science fa emergere il fatto che stiamo costruendo un mondo parallelo a quello fisico, fatto di moltissime informazioni che facciamo fatica non solo a gestire e conservare ma anche a comprendere. Dall’altro estrapolare conoscenza da grandi moli di dati è una necessità per trovare soluzioni per governare grandi fenomeni. Creare un presidio in questo campo, con una scuola di dottorato, significa gettare le basi per preparare i giovani ad affrontare meglio il futuro.


Andrea Zanotti: La #creatività per riscattare la #tecnica @FG_Fondazione
Click To Tweet


La visione è importante, ma anche la politica deve fare le scelte giuste. A che punto siamo?

Siamo di fronte a una svolta. Il Sistema Paese lo ha compreso. E anche la politica. Ci troviamo davanti a una dinamica di civiltà che mette fuori gioco e rende obsoleti tutti i vecchi schemi di provenienza. L’innovazione tecnologica accelera l’impresa. Il tradizionale transito del trasferimento tecnologico è superato. Oggi, le grandi imprese ci dicono che il tempo di sviluppo di un prodotto, in tutte le sue fasi, non può superare i nove mesi. Questo apre delle lacune dentro il sistema, a prescindere dalle colpe. Naturalmente, ci sono le responsabilità legate agli investimenti non fatti e che hanno determinato molti ritardi. Fare l’elenco delle colpe non serve. Forse, è più utile costruire qualcosa di alternativo per recuperare il tempo perduto.

Perché la creatività è la risorsa in grado di riscattare la tecnica?

Perché la tecnica non è narrativa. La tecnica non ti dice che cosa devi fare, ma ti apre un orizzonte di possibilità di utilizzo. La tecnica è un calcio d’inizio. Non è uno schema di gioco. Il procedere della tecnica se non è accompagnato da un pensiero creativo, in grado di indirizzarla, è un procedere cieco e senza senso. È solo cronologia. Quel guizzo laterale è importante anche per guardare dentro la mole di numeri che ci sovrasta. Le novità sono sempre marcate da una discontinuità frutto della creatività soggettiva. Se ci appiattiamo a pensare lo sviluppo come una semplice proiezione statistica, temo che non ci sarà alcun futuro di cui parlare.

Che cosa pensa delle startup in Italia? Ci sono troppi incubatori?

La moltiplicazione dei campi dove seminare è sicuramente positiva. Detto questo, dopo la semina, bisogna prendersi cura delle “piantine” e farle crescere per portarle a maturazione e avere un buon raccolto. Il problema è la qualità dei progetti e degli investimenti. Il fenomeno startup nasce da un’Accademia che si sente sotto tiro e che ha bisogno di dimostrare di essere produttiva e di essere in grado di produrre dei risultati. Gli enti pubblici sono preoccupati di dare sostengo all’occupazione. Manca in Italia un vero sistema di venture capital. Che poi è la ragione per cui una startup in Italia non fallisce mai o è destinata a restare tale per sempre. Ed è un errore grave. Perché occorre fallire di più, e più in fretta, per puntare sulle startup vincenti. La politica qui è stata troppo indulgente. E invece, occorre fare scelte più rigorose.


#Imprevedibile Il #futuro in mostra fino al 4 febbraio 2018 @FG_Fondazione
Click To Tweet


Parlando di imprevedibilità, qual è il suo pensiero intorno a uno dei temi caldi del momento: l’intelligenza artificiale?

Un tema di confine che porta con sé molte opportunità e qualche rischio, su cui occorre fare una riflessione seria. Certamente, il fatto che due macchine si parlino con un linguaggio autogenerato, che esclude l’operatore, fa parte dell’imprevedibilità di cui dobbiamo farci carico. E dobbiamo essere capaci di immaginare e “disegnare” un mondo dove siano le macchine ad adattarsi al nostro modo di pensare e dialogare. Non al contrario, come abbiamo fatto fino a questo momento.

Fondazione Golinelli, i nuovi passi verso il futuro

 

L'articolo Fondazione Golinelli, come prepararsi a un futuro imprevedibile proviene da Data Manager Online.

]]>
Il calendario Pirelli in mostra a Milano: forma e desiderio https://www.datamanager.it/2014/11/calendario-pirelli-in-mostra-milano-forma-desiderio/ Fri, 21 Nov 2014 09:53:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65373 La mostra-evento “Forma e desiderio, The Cal – Collezione Pirelli” ripercorre la storia del famoso calendario Pirelli fra arte e sensualità Dal 21 novembre al 22 febbraio 2015 si terrà a Milano una mostra che ripercorre la storia del famoso calendario Pirelli. “Forma e desiderio, The Cal – Collezione Pirelli” è una selezione di 200 […]

L'articolo Il calendario Pirelli in mostra a Milano: forma e desiderio proviene da Data Manager Online.

]]>
La mostra-evento “Forma e desiderio, The Cal – Collezione Pirelli” ripercorre la storia del famoso calendario Pirelli fra arte e sensualità

Dal 21 novembre al 22 febbraio 2015 si terrà a Milano una mostra che ripercorre la storia del famoso calendario Pirelli. “Forma e desiderio, The Cal – Collezione Pirelli” è una selezione di 200 fotografie scattate da celebri fotografi (Bert Stern, Mario Testino, Steve McCurry e molti altri) per il progetto senza fini di lucro istituito dall’azienda di pneumatici meneghina nel lontano 1964. I visitatori potranno ammirare i più rappresentativi scatti artistici del calendario Pirelli con protagoniste alcune delle donne più belle del mondo come Monica Bellucci, Laetitia Casta, Adriana Lima, Sophia Loren, Karolina Kurkova e Gisele Bündchen.

Laetitia Casta calendario Pirelli

“Con questa mostra  – si legge sul sito dell’iniziativa – si vuole invece mettere da parte per un attimo l’ordine cronologico e il susseguirsi degli anni scanditi dai calendari,  dimenticandosi i riferimenti temporali in un processo di rilettura critica in grado di proporre una nuova dialettica, fatta di relazioni, analogie, citazioni e contrasti tra le immagini”.

Il 18 novembre è stata presentata l’edizione 2015 del calendario Pirelli a cura del fotografo Steven Meisel. Per la prima volta al progetto ha partecipato la modella curvy Candice Huffine, a dimostrazione che anche le curve abbondanti possono avere un lato sensuale.

Candice Huffine calendario Pirelli 2015

L'articolo Il calendario Pirelli in mostra a Milano: forma e desiderio proviene da Data Manager Online.

]]>
“Mostri a Venezia”: Barengo Gardin vs navi da crociera https://www.datamanager.it/2014/07/mostri-venezia-barengo-gardin-vs-navi-crociera/ Mon, 14 Jul 2014 16:38:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58232 La mostra fotografica “Mostri a Venezia” di Gianni Berengo Gardin è un’invettiva contro le navi da crociera che mettono in pericolo il capoluogo veneto Le navi da crociera oscurano lo splendido profilo di Venezia e Gianni Berengo Gardin, fotografo italiano famoso nel mondo le cui opere sono esposte anche al Guggenheim di New York, non ci sta. Dall’11 luglio […]

L'articolo “Mostri a Venezia”: Barengo Gardin vs navi da crociera proviene da Data Manager Online.

]]>
La mostra fotografica “Mostri a Venezia” di Gianni Berengo Gardin è un’invettiva contro le navi da crociera che mettono in pericolo il capoluogo veneto

Le navi da crociera oscurano lo splendido profilo di Venezia e Gianni Berengo Gardin, fotografo italiano famoso nel mondo le cui opere sono esposte anche al Guggenheim di New York, non ci sta. Dall’11 luglio al 28 settembre a Villa Necchi Campiglio (MI) si potrà ammirare la mostra “Mostri a Venezia”, in cui saranno esposte 27 immagini scattate dal fotografo nel Canale della Giudecca fra il 2012 e il 2014.

“Mostri a Venezia”: il turismo che fa male a Venezia

L’obiettivo di “Mostri a Venezia” è quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della navi da crociera che transitando per la laguna del capoluogo veneto oscurano la bellezza della città che tutto il mondo ci invidia e mettono in pericolo i monumenti, le case più antiche e gli altri natanti.

Rimanendo in tema di navi da crociera, oggi la Costa Concordia ha lasciato l’isola del Giglio dopo le operazioni di refloating e si prepara a raggiungere il porto di Genova dove sarà smantellata.

L'articolo “Mostri a Venezia”: Barengo Gardin vs navi da crociera proviene da Data Manager Online.

]]>
Al via domani la mostra “Telecom Italia Data Center -THE CLOUD SHELTER” https://www.datamanager.it/2014/07/via-domani-mostra-telecom-italia-data-center-the-cloud-shelter/ Mon, 07 Jul 2014 17:00:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57646 Dall’8 al 31 luglio lo spazio TIM4Expo in Triennale (a Milano, in viale Alemagna 6) ospiterà la mostra fotografica “Telecom Italia Data Center – THE CLOUD SHELTER”, realizzata in collaborazione con Magnum Photos ed Expo 2015 Il progetto nasce dall’idea di valorizzare la realtà intangibile del Cloud Computing tramite immagini e video del Data Center […]

L'articolo Al via domani la mostra “Telecom Italia Data Center -THE CLOUD SHELTER” proviene da Data Manager Online.

]]>
Dall’8 al 31 luglio lo spazio TIM4Expo in Triennale (a Milano, in viale Alemagna 6) ospiterà la mostra fotografica “Telecom Italia Data Center – THE CLOUD SHELTER”, realizzata in collaborazione con Magnum Photos ed Expo 2015

Il progetto nasce dall’idea di valorizzare la realtà intangibile del Cloud Computing tramite immagini e video del Data Center Telecom Italia di Rozzano per dare visibilità e dignità estetica al “sistema nervoso centrale” del Digital Expo e di tutta la Digital Smart City di Expo Milano 2015.

Infatti, tutta l’infrastruttura tecnologica dell’Esposizione Universale si basa sul Cloud Computing e le risorse saranno fisicamente allocate presso il Data Center di Rozzano, in un’apposita area dedicata, per abilitare in completa sicurezza i processi d’interazione con l’Expo “virtuale” e con gli innovativi servizi resi disponibili nell’area espositiva.

“Telecom Italia Data Center – THE CLOUD SHELTER” rappresenta quindi un viaggio nel mondo del Cloud Computing, della Digital Expo e della Digital Smart City di Expo Milano 2015. Un viaggio che assume le forme di un servizio fotografico realizzato da tre dei più importanti fotografi dell’agenzia internazionale Magnum Photos: Paolo Pellegrin, Peter Marlow e Harry Gruyaert. Attraverso punti di vista diversi hanno dato una personale rappresentazione della tecnologia e dei servizi innovativi alla base della nostra vita digitale quotidiana.

La mostra sarà aperta dal martedì al sabato dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00.

La raccolta completa delle foto e i video relativi al backstage sono visualizzabili sul sito www.expodatacenter.it

L'articolo Al via domani la mostra “Telecom Italia Data Center -THE CLOUD SHELTER” proviene da Data Manager Online.

]]>
AMIEX: a Torino domanda e offerta del settore mostre si incontrano https://www.datamanager.it/news/amiex-torino-domanda-e-offerta-del-settore-mostre-si-incontrano-54491.html Tue, 11 Mar 2014 14:23:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/amiex-a-torino-domanda-e-offerta-del-settore-mostre-si-incontrano/ A Torino è nata AMIEX, un business matching dedicato agli operatori della cultura e dell'arte per scambiarsi know how e innovazione

L'articolo AMIEX: a Torino domanda e offerta del settore mostre si incontrano proviene da Data Manager Online.

]]>
A Torino è nata AMIEX, un business matching dedicato agli operatori della cultura e dell’arte per scambiarsi know how e innovazione

«Le mostre rappresentano il biglietto da visita di un Paese: chi trasferisce le mostre all’estero, trasferisce la conoscenza di quello che un Paese può offrire». Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Industria e Cultura, spiega così le ragioni che hanno portato alla nascita, al Lingotto Fiere di Torino, di Amiex (art & museum international exhibition xchange), la prima borsa internazionale delle mostre.
di Augusto Grandi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/bJZ6M

L’Italia secondo l’UNESCO possiede quasi il 5% del patrimonio artistico mondiale e dove, se non nel nostro Paese, poteva nascere AMIEX (Art & Museum International Exhibition Xchange), il luogo prvilegiato dove si incontrano gli operatori del settore museale. La sede prescelta per l’inziativa è il Centro Congressi Lingotto di Torino, città considerata da Federculture come la più attrativa d’Italia.

AMIEX, la borsa internazionale dell’arte e della cultura

“AMIEX non è una fiera, non è un salone e non è un festival: è un business matching, un luogo dove ‘domanda’ e ‘offerta’ nazionale e internazionale del settore si incontrano”, si legge sul sito dell’evento. L’evento è dedicato a istituzioni nazionali e internazionali, pubbliche o private, e operatori del settore dell’arte a più livelli. AMIEX si pone l’obiettivo, attraverso conferenze e workshop, di esplorare nuovi modelli di business e forme espositive.

“Le mostre rappresentano il biglietto da visita di un Paese: chi trasferisce le mostre all’estero, trasferisce la conoscenza di quello che un Paese può offrire”, ha dichiarato Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Industria e Cultura.

L'articolo AMIEX: a Torino domanda e offerta del settore mostre si incontrano proviene da Data Manager Online.

]]>
Ferrari Sporting Spirit mette in mostra lo spirito sportivo di Maranello https://www.datamanager.it/news/ferrari-sporting-spirit-mette-mostra-lo-spirito-sportivo-di-maranello-50561.html Wed, 16 Oct 2013 17:00:24 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/ferrari-sporting-spirit-mette-in-mostra-lo-spirito-sportivo-di-maranello/ La mostra permette di ammirare i modelli Ferrari che hanno fatto la storia della Formalu Uno e del Gran Turismo

L'articolo Ferrari Sporting Spirit mette in mostra lo spirito sportivo di Maranello proviene da Data Manager Online.

]]>
La mostra permette di ammirare i modelli Ferrari che hanno fatto la storia della Formalu Uno e del Gran Turismo

Il Museo Ferrari di Maranello ha aperto una nuova mostra dedicata allo spirito sportivo del Cavallino chiamata Ferrari Sporting Spirit. All’interno del percorso guidato i visitatori potranno ammirare alcune fra le vetture che hanno fatto la storia sportiva della casa automobilistica sia in F1 sia nel Campionato Gran Turismo.

Pezzi rari della storia Ferrari

La mostra Ferrari Sporting Spirit sarà aperta fino a marzo e permetterà di ammirare modelli come la P3 che conquistò il GP di Daytona, la 750 Monza e la prima Testa Rossa. Tra le vetture di Formula Uno più recenti figurano la 156-86 di Alboreto e la 126 Ck di Villeneuve. Per tutti gli appassionati di Maranello è presente anche una vera rarità: una riproduzione della Ferrari 156 “shark nose” del 1961. Il pezzo è di particolare interesse perché il patron del Cavallino Enzo Ferrari ne fece distruggere tutti gli esemplari dopo che si rese conto che non era più competitiva.  

“Nel nostro museo – ha spiegato il Presidente ddi Ferrari Luca di Montezemolo che ha dato un taglio alle e-mail – arrivano 300mila persone all’anno, appassionati di tutte le generazioni, che giungono da molti Paesi del mondo e dobbiamo fare bella figura anche grazie a iniziative come questa mostra che rappresenta lo spirito sportivo, ovvero il nostro DNA”.

L'articolo Ferrari Sporting Spirit mette in mostra lo spirito sportivo di Maranello proviene da Data Manager Online.

]]>
I Raee in carcere diventano arte https://www.datamanager.it/news/i-raee-carcere-diventano-arte-45743.html Mon, 08 Apr 2013 16:39:52 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/i-raee-in-carcere-diventano-arte/ Le opere d’arte realizzate con i rifiuti elettronici create dai detenuti delle carceri di Forlì e Bologna sono in mostra nella sede della Regione Emilia Romagna

L'articolo I Raee in carcere diventano arte proviene da Data Manager Online.

]]>
Le opere d’arte realizzate con i rifiuti elettronici create dai detenuti delle carceri di Forlì e Bologna sono in mostra nella sede della Regione Emilia Romagna

In Italia i rifiuti elettronici non vengono riciclati al meglio, nonostante ci sia anche un’app che aiuta a farlo, ma c’è chi ha trovato un metodo alternativo e creativo per dare nuova vita non solo a questi materiali da scarto, ma anche alle persone. La mostra “opeRAEE, esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici”, che sì è aperta oggi 8 aprile nella sede della Regione Emilia Romagna, presenta le opere d’arte realizzate dai detenuti delle carceri di Forlì e Bologna con pezzi di elettrodomestici ormai da buttare.

Una seconda occasione

Lampade, oggetti di design e gioielli realizzati con materiale di recupero “rappresentano un altro elemento di valore del progetto Raee in Carcere. Accanto alla finalità sociale e ambientale si pone un certo valore artistico”, ha spiegato Pietro Buffa, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria dell’Emilia Romagna. “Iniziative come queste non solo valorizzano i progetti di inclusione sociale, ma portano a rafforzare il legame tra la struttura carceraria e la città. Individuare soluzioni e percorsi efficaci per promuovere e incrementare l’inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute e in misura alternativa previene il rischio di reiterazione del reato”. 

Daniele Steccanella, responsabile laboratorio Raee della cooperativa sociale It2 di Bologna, ha dichiarato: “Lo stimolo al visitatore, attraverso la bellezza delle opere esposte, è quello di imparare a concedere una seconda possibilità come presupposto essenziale di rinascita”.

L'articolo I Raee in carcere diventano arte proviene da Data Manager Online.

]]>