NASA – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 27 Feb 2024 15:02:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png NASA – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La Nasa cerca volontari che vivano un anno in una simulazione di Marte https://www.datamanager.it/2024/02/la-nasa-cerca-volontari-che-vivano-un-anno-in-una-simulazione-di-marte/ Tue, 27 Feb 2024 15:02:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235112 Candidature fino ad aprile per l’iniziativa che partirà la prossima primavera La Nasa ha lanciato un appello per chiunque sia desideroso di provare come si vive su Marte. Crew Health and Performance Exploration Analog (CHAPEA 2) è l’iniziativa che partirà nella primavera del 2025, con quattro membri selezionati e ospitati in un habitat stampato in […]

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Candidature fino ad aprile per l’iniziativa che partirà la prossima primavera

La Nasa ha lanciato un appello per chiunque sia desideroso di provare come si vive su Marte. Crew Health and Performance Exploration Analog (CHAPEA 2) è l’iniziativa che partirà nella primavera del 2025, con quattro membri selezionati e ospitati in un habitat stampato in 3D di 500 metri quadrati a Houston. La Nasa accetterà domande sul sito web CHAPEA fino al 2 aprile. L’habitat Mars Dune Alpha presso il Johnson Space Center della Nasa è progettato per simulare come potrebbe essere la vita per i futuri esploratori sul pianeta rosso, dove l’ambiente è ostile e le risorse saranno limitate. C’è un equipaggio che attualmente vive e lavora lì come parte della prima missione CHAPEA, che ora è più che a metà del suo incarico di 378 giorni. Durante il loro soggiorno, i volontari eseguiranno la manutenzione dell’habitat e coltiveranno i raccolti, tra le altre attività. L’habitat ha anche una sabbiera collegata per passeggiate spaziali simulate.

Per essere presi in considerazione, i candidati devono essere cittadini statunitensi di età compresa tra 30 e 55 anni, parlare correntemente inglese e possedere un master in un campo STEM, oltre ad almeno due anni di esperienza professionale, un minimo di mille ore di pilotaggio di un aereo o due anni di lavoro verso un programma di dottorato STEM. Alcuni tipi di esperienza professionale possono consentire anche ai candidati senza master di qualificarsi. CHAPEA 2 è la seconda delle tre missioni che la NASA ha pianificato per il programma, la prima delle quali è iniziata il 25 giugno 2023.

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Le mappe della Nasa mostrano l’inquinamento terrestre https://www.datamanager.it/2023/09/le-mappe-della-nasa-mostrano-linquinamento-terrestre/ Fri, 08 Sep 2023 09:29:51 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230353 Tempo usa satelliti che orbitano a oltre 35 mila km sopra l’equatore La Nasa ha pubblicato le prime mappe del suo nuovo strumento di inquinamento spaziale, Tempo (Tropospheric Emissions: Monitoring of Pollution). Lo strumento può aiutare gli scienziati a studiare meglio la qualità dell’aria su base oraria. “I quartieri e le comunità di tutto il […]

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Tempo usa satelliti che orbitano a oltre 35 mila km sopra l’equatore

La Nasa ha pubblicato le prime mappe del suo nuovo strumento di inquinamento spaziale, Tempo (Tropospheric Emissions: Monitoring of Pollution). Lo strumento può aiutare gli scienziati a studiare meglio la qualità dell’aria su base oraria. “I quartieri e le comunità di tutto il paese trarranno beneficio dai dati rivoluzionari di Tempo per i decenni a venire”, ha scritto l’amministratore delegato della Nasa, Bill Nelson. Tempo, lanciato ad aprile, orbita a oltre 35 mila chilometri sopra l’equatore, e può supportare gli scienziati a studiare meglio gli impatti sulla salute degli inquinanti su una scala “dal globale al quartiere”. Può effettuare misurazioni orarie, fornendo informazioni sugli effetti del traffico nelle ore di punta, del fumo e delle ceneri degli incendi boschivi e su come i fertilizzanti influiscono sulle campagne. 

Lo strumento misura inoltre la luce solare riflessa sulla superficie terrestre, sull’atmosfera e sulle nuvole. “I gas nell’atmosfera assorbono la luce solare e gli spettri risultanti vengono quindi utilizzati per determinare le concentrazioni di diversi gas nell’aria, incluso il biossido di azoto”, ha spiegato la Nasa, che afferma di voler condividere i suoi dati con agenzie partner, tra cui l’Environmental Protection Agency (EPA) e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Da quando hanno effettuato le prime misurazioni all’inizio di questo mese, i team sono stati impegnati a controllare e calibrare i sistemi del satellite prima delle regolari operazioni orarie che inizieranno a ottobre. La Nasa considera i dati come un vantaggio nel suo tentativo di raggiungere gli obiettivi climatici dell’amministrazione Biden. Tempo ha trasmesso le sue prime immagini il 2 agosto, mostrando il corridoio I-95 nel nord-est (aree di New York, Filadelfia e Washington, DC), una fetta del sud (il Texas centrale e orientale che si estende fino a New Orleans) e una sezione del sud-ovest (da Los Angeles a Las Vegas). Come previsto, le mappe rivelano una forte densità di biossido di azoto sulle città e sulla loro espansione suburbana.

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La Nasa creerà un ChatGpt per lo Spazio https://www.datamanager.it/2023/06/la-nasa-creera-un-chatgpt-per-lo-spazio/ Fri, 30 Jun 2023 13:34:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229239 Un chatbot capace di suggerire agli astronauti cosa fare, quando e come Nonostante vari kolossal abbiano dimostrato quanto sia rischioso affidarsi ad un’IA nello Spazio, la Nasa non ne vuole sapere, decidendo di puntare tutto su un progetto ambizioso. L’obiettivo è permettere agli astronauti della prossima missione Artemis, in orbita intorno alla Luna, di essere […]

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Un chatbot capace di suggerire agli astronauti cosa fare, quando e come

Nonostante vari kolossal abbiano dimostrato quanto sia rischioso affidarsi ad un’IA nello Spazio, la Nasa non ne vuole sapere, decidendo di puntare tutto su un progetto ambizioso. L’obiettivo è permettere agli astronauti della prossima missione Artemis, in orbita intorno alla Luna, di essere supportati per loro attività da un chatbot. Pensiamo come ad una sorta di ChatGpt ma orientato solo alla vita oltre le nuvole. Invece di leggere noiosi e difficili manuali, gli astronauti potranno farsi guidare dall’IA per le loro attività, risolvendo anche eventuali dubbi e perplessità semplicemente “parlando” al chatbot. Come riferisce il Guardian: “L’idea è di arrivare a un punto in cui avremo interazioni conversazionali con i veicoli spaziali che, a loro volta, potranno rispondere su allarmi, scoperte interessanti viste nel sistema solare e molto altro” le parole della dottoressa Larissa Suzuki, durante un incontro sulla comunicazione spaziale di nuova generazione. 

La Nasa mira a schierare il sistema sul suo Lunar Gateway, una stazione spaziale che orbiterà attorno alla Luna e fornirà supporto alla missione Artemis. La soluzione dovrebbe dunque utilizzare un’interfaccia in linguaggio naturale per rendere semplice la richiesta di consigli su esperimenti o sul come condurre manovre senza immergersi in manuali complessi. In una pagina dedicata che sollecita il supporto delle piccole imprese per Lunar Gateway, la Nasa scrive che la piattaforme, un giorno, potrebbe anche sfruttare tecnologie di intelligenza artificiale e apprendimento automatico per gestire vari sistemi, in assenza degli operatori umani. Ad esempio un partner dell’Agenzia, Suzuki, ha delineato uno scenario in cui il sistema risolverà automaticamente problemi e inefficienze nella trasmissione dei dati, insieme ad altri tipi di interruzioni digitali. “Non possiamo inviare un ingegnere nello Spazio ogni volta che un veicolo spaziale va offline o il suo software si rompe”. Sicurezza del personale e riduzione dei costi, due dei contesti in cui l’IA, almeno per adesso, sembra poter dare quel valore aggiunto che si chiede alla tecnologia.

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La Nasa ritarda il lancio del telescopio James Webb a causa del maltempo https://www.datamanager.it/2021/12/la-nasa-ritarda-il-lancio-del-telescopio-james-webb-a-causa-del-maltempo/ Thu, 23 Dec 2021 14:33:44 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215509 La nuova data è il 25 dicembre  Il James Webb Space Telescope era finalmente pronto per il lancio dopo 14 anni di sviluppo. La Nasa aveva autorizzato una revisione e dato il via libera al lancio, che avrebbe dovuto avvenire il 24 dicembre. Sfortunatamente, le cattive condizioni meteorologiche hanno spinto l’agenzia a ritardare ancora una […]

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La nuova data è il 25 dicembre 

Il James Webb Space Telescope era finalmente pronto per il lancio dopo 14 anni di sviluppo. La Nasa aveva autorizzato una revisione e dato il via libera al lancio, che avrebbe dovuto avvenire il 24 dicembre. Sfortunatamente, le cattive condizioni meteorologiche hanno spinto l’agenzia a ritardare ancora una volta il progetto. James Webb decollerà dallo spazioporto europeo nella Guyana francese su un razzo Arianespace Ariane 5 il 25 dicembre, tra le 7:20 e le 7:52 ora orientale. Il viaggio verso la destinazione durerà un mese.

Il lancio è stato ritardato numerose volte in passato per un motivo o per l’altro: la Nasa aveva fissato una data a ottobre dopo un rallentamento dello sviluppo a causa della pandemia, poi novembre e infine dicembre. L’agenzia (e i suoi partner) hanno quindi mirato al 18 dicembre, prima di rimandare il tutto al 22 dicembre. Ma il team di James Webb aveva bisogno di più tempo per ispezionare il telescopio e assicurarsi che nulla fosse danneggiato durante un incidente accaduto durante i test. Il suo lancio è stato ritardato al 24 dicembre a causa di un problema di comunicazione tra il telescopio e il suo veicolo di lancio Ariane 5. 

La Nasa aveva persino organizzato una conferenza stampa, confermando che il telescopio era pronto per il lancio prima di annunciare la nuova data. Dopo che il telescopio James Webb sarà arrivato nella sua orbita vicino al secondo punto di Lagrange del sistema Terra-Sole, i ricercatori di tutto il mondo potranno usarlo per scrutare alcune delle prime galassie dell’universo, esaminare i buchi neri e valutare l’abitabilità degli esopianeti.

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Marte, trovato un grande lago di acqua liquida e salata https://www.datamanager.it/2018/07/marte-trovato-un-grande-lago-di-acqua-liquida-e-salata/ Thu, 26 Jul 2018 09:55:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152148 La scoperta dell’acqua a un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud è del radar italiano Marsis C’è acqua su Marte? Ci sono le condizioni per ospitare la vita? Se recentemente sono state rivenute molecole organiche sul Pianeta Rosso che fanno pensare possa esserci stata un tempo la vita e che forse possieda i […]

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La scoperta dell’acqua a un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud è del radar italiano Marsis

C’è acqua su Marte? Ci sono le condizioni per ospitare la vita? Se recentemente sono state rivenute molecole organiche sul Pianeta Rosso che fanno pensare possa esserci stata un tempo la vita e che forse possieda i requisiti per accoglierla nuovamente, non era ancora stata mai trovata dell’acqua allo stato liquido.

Scoperta tutta italiana

La straordinaria scoperta è del radar italiano Marsis della sonda Mars Express, ed è stata presentata da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), università Roma Tre, Sapienza e Gabriele d’Annunzio (Pescara), Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). La sonda ha individuato, a un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud, un grande lago di acqua liquida e salata del diametro di 20 chilometri, che ha tutti i requisiti per ospitare la vita. Questo lago esiste da molto tempo ed è protetto dai raggi cosmici, elementi che potrebbero far pensare anche a una nicchia biologica.

Si tratta di “una delle più importanti degli ultimi anni”, ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston. “Sono decenni che il sistema spaziale italiano è impegnato nelle ricerche su Marte insieme a Esa e Nasa. I risultati di Marsis – ha rilevato Battiston – confermano l’eccellenza dei nostri scienziati e della nostra tecnologia e sono un’ulteriore riprova dell’importanza della missione europea a leadership italiana ExoMars, che nel 2020 arriverà sul pianeta rosso alla ricerca di tracce di vita”

Il radar Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), è attivo dal 2005 a bordo sulla sonda Mars Express, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ed è stato ideato da Giovanni Picardi dell’università Sapienza di Roma e costruito dalla Thales Alenia Space (Thales-Leonardo).

Una risposta tanto attesa

Oggi finalmente arriva la risposta alla domanda che dal 1976 avevano sollevato le missioni Viking della Nasa, i cui dati indicavano chiaramente come Marte in passato avesse avuto laghi, fiumi e mari.

“C’è stato un tempo in cui Marte era abitabile, con un clima simile alla Terra, ma nel tempo il pianeta ha perso la sua atmosfera e con essa l’effetto serra che riscaldava, e di conseguenza l’acqua è ghiacciata e poi è scomparsa. Restavano i segni lasciati dalla presenza dell’acqua, ma restava da capire dove fosse finita e capire dove andare a cercarla”, ha spiegato Orosei, dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna dell’Inaf.

Buio e salato, il lago è forse profondo qualche metro e si trova nella regione di Marte chiamata Planum Australe, nel Polo Sud del pianeta. “E’ la prima evidenza che c’è acqua liquida su Marte, in un lago subglaciale”, ha detto Flamini. “E’ una notizia – ha aggiunto – che si aspettava da 30 o 40 anni”. Il grande lago del Polo Sud potrebbe non essere l’unico: secondo i ricercatori potrebbero essercene altri e la loro ricerca continua.

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Sistema solare, l’acqua più antica è racchiusa in due meteoriti https://www.datamanager.it/2018/01/sistema-solare-lacqua-piu-antica-racchiusa-due-meteoriti/ Fri, 12 Jan 2018 10:59:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138814 Ha 4,5 miliardi di anni ed è intrappolata nei cristalli di sale di due meteoriti caduti sulla Terra nel 1998 Un team guidato da Queenie Chan, della britannica Open University ha studiato ai raggi X, presso il Lawrence Berkeley Lab del Dipartimento di Energia degli Stati Uniti, due meteoriti caduti in Texas e in Marocco, chiamati rispettivamente Monahans […]

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Ha 4,5 miliardi di anni ed è intrappolata nei cristalli di sale di due meteoriti caduti sulla Terra nel 1998

Un team guidato da Queenie Chan, della britannica Open University ha studiato ai raggi X, presso il Lawrence Berkeley Lab del Dipartimento di Energia degli Stati Uniti, due meteoriti caduti in Texas e in Marocco, chiamati rispettivamente Monahans e Zag e conservati presso il Johnson Space Center della Nasa. Al loro interno gli scienziati sono riusciti a rinvenire l’acqua più antica del Sistema solare, scoperta grazie alla quale secondo gli esperti si potrà arrivare a capirne meglio le origini.

Messaggeri della vita

Nello specifico sono stati oggetto di analisi dei cristalli di sale grandi circa 2 millimetri che si sarebbero formati circa 4,5 miliardi di anni fa, individuando composti organici complessi come idrocarburi e amminoacidi, i mattoni delle proteine, e minuscole gocce d’acqua, simili alla brina. Questa scoperta conferma che i meteoriti possono considerarsi messaggeri della vita, oltre che testimoni della formazione del Sistema Solare. Combinando chimicamente due meteoriti, i ricercatori hanno dedotto quali potrebbero essere i loro ‘genitori’, i corpi celesti da cui si sarebbero staccati in seguito a collisione: sarebbero localizzati nella fascia di asteroidi compresa tra Marte e Giove e sarebbero Cerere e Hebe. Ricordiamo che nel 2015 i ricercatori dell’Università di Copenaghen hanno scoperto su Marte la presenza di acqua allo stato liquido sotto forma di brina salata.

Acqua liquida per la prima volta

“Questa è la prima volta che troviamo sostanze organiche insieme all’acqua liquida che è cruciale per la vita” ha detto Chan.
“Finora nei meteoriti erano state scoperte solo le impronte dell’acqua: cioè i composti derivati dalle reazioni dell’acqua con i minerali presenti nel corpo celeste” – spiega Raffaele Saladino, chimico organico dell’università della Tuscia, che aggiunge: “Probabilmente l’acqua liquida ha trovato in questi cristalli un ambiente molto protetto che l’ha mantenuta stabile per tutto questo tempo, normalmente, infatti, reagisce con altre sostanze e si trasforma”.

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L’AI di Google ha scoperto un esopianeta per la NASA https://www.datamanager.it/2017/12/lai-google-scoperto-un-esopianeta-la-nasa/ Fri, 15 Dec 2017 17:59:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137605 L’intelligenza artificiale di Google ha individuato un nuovo esopianeta anche se inospitale. Per raggiungere questo traguardo ha dovuto analizzare i dati di centinaia di stelle raccolti dal telescopio Kepler Google ha fatto passi da gigante nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Big G ha oggi messo la potenza di calcolo delle sue reti neurali al servizio della […]

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L’intelligenza artificiale di Google ha individuato un nuovo esopianeta anche se inospitale. Per raggiungere questo traguardo ha dovuto analizzare i dati di centinaia di stelle raccolti dal telescopio Kepler

Google ha fatto passi da gigante nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Big G ha oggi messo la potenza di calcolo delle sue reti neurali al servizio della NASA per identificare nuovi pianeti simili alla Terra e che potrebbero possedere le caratteristiche fondamentali per ospitare la vita. Big G e l’agenzia spaziale statunitense, a cui è stato affidato il compito di riportare l’uomo sulla Luna dal Presidente Donald Trump, hanno scoperto un piccolo sistema solare composto da otto pianeti che ruotano attorno alla stella Kepler-90 distante ben 2.545 anni luce da noi. Uno di essi è un esopianeta ma purtroppo difficilmente sarà la casa di vita aliena.

E’ stata l’AI di Google a scoprire l’ultimo componente di questo sistema solare che è stato poi battezzato Kepler 90i. L’intelligenza artificiale è stata prima addestrata a calcolare le variazioni di luminosità della stella Kepler-90 che sono il primo segnale del transito di un pianeta. La rete neurale ha quindi analizzato i dati relativi a ben 675 stelle raccolti dal telescopio Kepler prima di effettuare questa scoperta. L’AI ha inoltre dimostrato tutto il suo potenziale potendo identificare anche segnali disturbati con una percentuale di precisione del 96%. L’esopianeta ha un tempo di rivoluzione di appena 14,4 giorni e si trova a una distanza minore dalla sua stella rispetto a quella che separa la Terra dal Sole. “E’ roccioso e così caldo da essere inospitale per la vita”, ha spiegato Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica della NASA a Washington.

L’evoluzione delle reti neurali sarà fondamentale per il prosieguo dell’esplorazione spaziale e in pochi anni questa tecnologia non potrà far altro che continuare a migliorare. L’AI sviluppata da DeepMind per Google ora è in grado di imparare senza nessun input da parte dell’uomo e una volta comprese le regole degli scacchi è riuscito a battere il campione del mondo di questo gioco tra i software senza mai perdere una partita. Cosa riuscirà a fare in futuro?

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Uber punta in alto, dritto al cielo https://www.datamanager.it/2017/11/uber-punta-alto-dritto-al-cielo/ Thu, 09 Nov 2017 14:44:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134695 In futuro chiunque potrà noleggiare un volo privato proprio come le corse odierne su strada. C’è l’accordo con la Nasa Uber fa le cose sul serio. Dal palco del proprio keynote al Web Summit di Lisbona, l’eclettica compagnia ha rivelato una partnership d’eccezione, che la vede collaborare con la Nasa per lo sviluppo del servizio […]

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In futuro chiunque potrà noleggiare un volo privato proprio come le corse odierne su strada. C’è l’accordo con la Nasa

Uber fa le cose sul serio. Dal palco del proprio keynote al Web Summit di Lisbona, l’eclettica compagnia ha rivelato una partnership d’eccezione, che la vede collaborare con la Nasa per lo sviluppo del servizio Uber Air, in fase di decollo entro il 2020. Di cosa si tratta? In pratica dello stesso programma attivo in varie zone del mondo, Italia esclusa, con cui poter noleggiare un conducente privato per un corsa in città, tutto tramite lo smartphone. Nei prossimi anni sarà possibile seguire la stessa procedura per salire a bordo di un velivolo e farsi scarrozzare in qualsiasi capitale al mondo, che già supporta il decollo e l’atterraggio dei jet privati. Impossibile? Allo stato attuale è solo molto difficile, se non altro per la necessità di ottenere brevetti e sottostare al codice internazionale, ma una volta ottimizzato l’hardware, la burocrazia non potrà di certo impedire l’evoluzione della strategia voluta da quella che qualche anno fa era considerata solo una startup.

Come funziona

Uber Air partirà ufficialmente nel 2020 da Los Angeles per entrare in una fase di pieno regime nel 2028, quando la metropoli californiana ospiterà i giochi olimpici. I velivoli di Uber saranno elettrici, capaci di solcare i cieli per brevi tratti e idonei a coprire distanze notoriamente difficoltose, soprattutto in orari di punta. Un esempio? Jeff Holden, Chief Product Office dell’azienda, ha spiegato da Lisbona che il primo tragitto collegherà l’aeroporto LAX al centro della città in circa mezz’ora in confronto alla quasi ora e mezza che serve per viaggiare tra i due punti con un taxi. Se il dubbio maggiore riguarda il prezzo di un volo, Holden ci ha tenuto a precisare che il servizio è pensato per la massa, dunque non si discosterà, in proporzione, a quello del passaggio sul strada. Tornando all’accordo con la Nasa, l’agenzia spaziale USA dovrebbe supportare non tanto lo sviluppo dell’Uber Air di prossima fattura ma quello successivo, in cui gli aerei potranno ospitare un passeggero anche al posto del pilota, visto che il mezzo si guiderà da solo, proprio come le automobili senzienti attese tra qualche anno.

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C’è un drone sulla Stazione Spaziale Internazionale https://www.datamanager.it/2017/07/ce-un-drone-sulla-stazione-spaziale-internazionale/ Tue, 18 Jul 2017 18:00:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128861 Si chiama Int-Ball e aiuta gli astronauti nei loro esperimenti aggirandosi indisturbata tra le stanze del modulo Kibo dedicato ai test Dal 4 giugno gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale hanno un curioso compagno di viaggio dal nome Int-Ball. Si tratta di un drone che si aggira tra le stanze del modulo Kibo, dedicato agli […]

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Si chiama Int-Ball e aiuta gli astronauti nei loro esperimenti aggirandosi indisturbata tra le stanze del modulo Kibo dedicato ai test

Dal 4 giugno gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale hanno un curioso compagno di viaggio dal nome Int-Ball. Si tratta di un drone che si aggira tra le stanze del modulo Kibo, dedicato agli esperimenti in orbita. Somiglia a un piccolo Wall-E del famoso cortometraggio di Disney e in effetti sa lavorare da solo senza richiedere un intervento costante dei passeggeri. Il suo compito è fotografare e raccogliere informazioni sui test condotti sulla ISS così da far risparmiare tempo agli scienziati. Int-Ball è stato spedito sulla Stazione tramite un razzo Falcon 9 della SpaceX, dentro una capsula Dragon. Un mezzo di trasporto di prima classe per un oggetto dalle dimensioni ridotte, circa 15 centimetri di diametro, quanto una Gear 360 di prima generazione, a cui il design rimanda parecchio.

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Come si muove

Controllato da remoto dai tecnici della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), Int-Ball ha 12 piccole ventole che aggiustano l’equilibrio e il bilanciamento del drone fotografico, che si dimostra abile a vivere in assenza di gravità come il resto del team. In realtà, i compiti fotografici attuali sono solo una prima declinazione di ciò che un robottino del genere può fare nello Spazio. Stando alla JAXA, presto altri dispositivi simili potrebbero varcare la soglia della ISS, per supportare il lavoro degli astronauti con operazioni più avanzate. Per ora il drone si è mostrato utilissimo visto che, secondo ad alcune statistiche, gli scienziati passano il 10% del loro tempo in orbita con una macchinetta fotografica tra le mani. Un device autonomo può ridurre tale incombenza, lasciando i ricercatori liberi di svolgere altre attività.

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Anonymous è convinta: “La NASA ha scoperto gli alieni” https://www.datamanager.it/2017/06/anonymous-convinta-la-nasa-scoperto-gli-alieni/ Mon, 26 Jun 2017 10:33:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127479 Anonymous ha rivelato che la NASA sta per annunciare di aver trovato la vita al di fuori della Terra. Sarà vero? Da qualche anno la sonda Curiosity sta monitorando il suolo di Marte alla ricerca di segni di vita extraterrestre. In diverse occasioni è sembrato che il rover della NASA avesse davvero completato la sua […]

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Anonymous ha rivelato che la NASA sta per annunciare di aver trovato la vita al di fuori della Terra. Sarà vero?

Da qualche anno la sonda Curiosity sta monitorando il suolo di Marte alla ricerca di segni di vita extraterrestre. In diverse occasioni è sembrato che il rover della NASA avesse davvero completato la sua missione ma alla fine tutto si è risolto in un nulla di fatto. Trovare gli alieni è il sogno dell’umanità da quando abbiamo scoperto la vastità dell’universo e secondo Anonymous il momento sarebbe finalmente arrivato. Il gruppo di hacktivist, che negli ultimi tempi ha prima attaccato la propaganda dell’Isis per poi dedicarsi a Donald Trump, è convinto che l’agenzia spaziale statunitense stia per annunciare la scoperta della vita oltre la Terra. La notizia è stata poi riportata anche dal quotidiano britannico The Indipendent.

Anonymous afferma che durante l’ultimo incontro dell'”US Science Space and Technology committee” un portavoce della NASA, il professore Thomas Zurbuchen, avrebbe dichiarato: “La nostra civiltà è sul punto di scoprire le prove di vita aliena nel cosmo. Alla luce delle differenti missioni che sono impegnate nella ricerca di vita aliena, siamo sul punto di fare una delle più profonde e senza precedenti scoperte della storia”. Questo incredibile e storico annuncio sarebbe legato a quello della scoperta di 219 nuovi pianeti, di cui 10 risiedono nella fascia di Goldilocks e quindi potrebbero ospitare la vita. Ovviamente la NASA non ha voluto commentare l’indiscrezione di Anonymous quindi non resta che attendere per scoprire se effettivamente gli alieni esistono come molti di noi sperano.

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