Oreo – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:11:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Oreo – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 OnePlus 5 e 5T entrano nel Project Treble https://www.datamanager.it/2018/07/oneplus-5-e-5t-entrano-nel-project-treble/ Fri, 06 Jul 2018 18:00:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150805 La compagnia ha annunciato che i modelli usciti nel 2017 supporteranno presto la piattaforma di aggiornamento veloce e senza intermediari Nel complesso panorama Android, Google sta cercando di fare ordine e standardizzare meglio il rilascio di update. Android GO, ad esempio, è un modo per portare a bordo dei terminali di fascia medio-bassa, un sistema […]

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La compagnia ha annunciato che i modelli usciti nel 2017 supporteranno presto la piattaforma di aggiornamento veloce e senza intermediari

Nel complesso panorama Android, Google sta cercando di fare ordine e standardizzare meglio il rilascio di update. Android GO, ad esempio, è un modo per portare a bordo dei terminali di fascia medio-bassa, un sistema operativo nudo e crudo, che non dipenda dagli aggiornamenti dei produttori ma possa ricevere dalla stessa Big G tutti i fix rilasciati periodicamente, così da mantenere i device protetti e sicuri il più possibile, oltre che ottimizzati per prestazioni e autonomia. Come detto, GO è finalizzato a una fascia particolare e non ai top di gamma, per i quali è invece previsto il cosiddetto Project Treble. L’iniziativa, sempre di Google, mira a fornire ai telefonini Android i software più recenti, togliendo di mezzo il lavoro, spesso pesante e poco funzionale, dei marchi che personalizzano i firmware.

Cosa sappiamo

Il progetto è possibile per quei terminali già di per sé alleggeriti. Difficile, ad esempio, che arrivi per i vari modelli di Samsung o Huawei, legati indissolubilmente alle interfacce dei produttori. OnePlus però è da sempre votato alla semplicità di Android ed è per questo che Project Treble calza a pennello sugli smartphone della rampante compagnia cinese. La stessa, ora ha confermato che il supporto all’iniziativa arriverà presto anche per OnePlus 5 e 5T, due esemplari presentati nel 2017, secondo il ritmo di rilascio veramente elevato del gruppo.

Project Treble è già integrato su OnePlus 6 (uno dei motivi per cui ha accesso alla beta di Android P) ed è appena arrivato sulla versione beta di OxygenOS. Lo sbarco su 5 e 5T non garantisce che questi due beneficeranno sempre di aggiornamenti rapidi in futuro ma l’interesse dell’azienda per modelli sorpassati, seppur di poco, è un ottimo segno verso i consumatori. Ad oggi Treble è stato solo annunciato da OnePlus ma una sua implementazione pare dietro l’angolo.

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Ecco i Galaxy A6 e A6+ https://www.datamanager.it/2018/05/ecco-i-galaxy-a6-e-a6/ Fri, 04 May 2018 09:17:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146950 A sorpresa, Samsung presenta due smartphone di fascia media, esteticamente simili all’S9 e con processore octa-core Samsung non si ferma al solo A8. Il terminale presentato a inizio 2018 vede infatti già altre due declinazioni del mantra middle-level della compagnia. Si tratta del Galaxy A6 e del Galaxy A6+, telefonini che mimano l’estetica dei top […]

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A sorpresa, Samsung presenta due smartphone di fascia media, esteticamente simili all’S9 e con processore octa-core

Samsung non si ferma al solo A8. Il terminale presentato a inizio 2018 vede infatti già altre due declinazioni del mantra middle-level della compagnia. Si tratta del Galaxy A6 e del Galaxy A6+, telefonini che mimano l’estetica dei top di gamma senza lesinare nella dotazione hardware. Lo schermo, per il modello base, è di 5,6 pollici, che sul Plus diventano 6 pollici.

Su quest’ultimo, la fotocamera è doppia sul retro e abilita funzioni da top di gamma come il Live Focus, già apprezzato sul Note8 e oggi sul Galaxy S9+. Il sensore dell’A6 si ferma a una sola ottica, da 16 megapixel, ancora in grado di restituire scatti di una certa qualità. Tutti e due però possono sfruttare due modalità di autenticazione: la tradizionale con il sensore d’impronte posizionato sul retro e il riconoscimento facciale, meno sicuro del Face ID di iPhone X ma comunque valido.

Come è fatto

Sotto la scocca l’A6 ospita un chip octa-core da 1,6 GHz, mentre l’A6 + aumenta leggermente la velocità di clock a 1,8 GHz. I telefoni offrono anche batterie da 3.000 mAh e 3.500 mAh ed entrambi con la stessa memoria RAM e storage da 3 GB/32 GB e 4 GB/64 GB. Non manca slot per le microSD fino a 256 GB. Galaxy A6 e Galaxy A6+ montano entrambi Android 8.0 Oreo e possono connettersi a reti 4G LTE Cat. 6, al Wi-Fi dual band (802.11n), Bluetooth 4.2 e il solito GPS. La disponibilità è per il mese di maggio in alcuni mercati selezionati, Europa compresa. Non si hanno indicazioni sulle fasce di prezzo ma dovremmo aggirarci intorno ai 499 e 599 euro, almeno in fase di lancio.

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HTC U12 compare in altri leak https://www.datamanager.it/2018/04/htc-u12-compare-in-altri-leak/ Fri, 06 Apr 2018 12:50:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145148 Il lancio del nuovo smartphone è previsto per maggio ma oramai sappiamo tutto. Ecco le specifiche e il design Dopo anni passati in sordina, HTC è pronta a tornare grande tra le grandi. In un mercato della telefonia che è affare di due o tre compagnie, la taiwanese vuole riservarsi ancora il suo spazio. Lo […]

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Il lancio del nuovo smartphone è previsto per maggio ma oramai sappiamo tutto. Ecco le specifiche e il design

Dopo anni passati in sordina, HTC è pronta a tornare grande tra le grandi. In un mercato della telefonia che è affare di due o tre compagnie, la taiwanese vuole riservarsi ancora il suo spazio. Lo farà con U12, il prossimo smartphone che è destinato a essere presentato a maggio. Si tratta di un dispositivo senza bordi, che prende in prestito il meglio della concorrenza, declinato in un software che da sempre è il punto forte dell’esperienza utente legata alla grande H. Le ultime indiscrezioni sul terminale confermano quanto già sapevano, ovvero la presenza di un doppio bordo curvo, doppia fotocamera con dual-flash LED e lettore delle impronte sul retro.

Come sarà

A questo punto, l’elemento di differenziazione è l’assenza del notch, che pare essere oramai un mantra per il mondo mobile, visto che la tacca ha fatto innamorare un po’ tutti i produttori, come anche Huawei (e il prossimo OnePlus 6). Si conferma il trend del form factor da 18:9, in un design più allungato e stretto, oramai imprenscindibile per i gusti degli utenti. La certezza è la presenza a bordo di Android Oreo, camuffato nella solita Edge Sense, forse l’interfaccia più utile (ma anche più pesante) tra quelle montate sui telefonini con il robottino verde. A livello tecnico, il display dovrebbe essere da 5,99 pollici in qualità QHD+ abbinato al cosiddetto Face Unlock, funzione già vista sul U11 Eyes e che qui vanterà un aggiornamento in termini di stabilità e sicurezza; la migliore risposta allo sblocco del Face ID di Apple e all’autenticazione combinata del Galaxy S9 di Samsung.

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Android Wear cambia nome in Wear OS https://www.datamanager.it/2018/03/android-wear-cambia-nome-wear-os/ Tue, 13 Mar 2018 19:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143395 Nell’ottica di distendersi sempre più su tutte le piattaforme possibili, il sistema operativo per indossabili vara il suo primo rebrand Probabilmente gli smartwatch sono il Godot dell’era recente della tecnologia. Portatori di un’aurea mistica di innovazione hi-tech, non sono mai riusciti ad avvinghiare sul serio i consumatori, restando relegati ad accessori per appassionati e fanatici. […]

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Nell’ottica di distendersi sempre più su tutte le piattaforme possibili, il sistema operativo per indossabili vara il suo primo rebrand

Probabilmente gli smartwatch sono il Godot dell’era recente della tecnologia. Portatori di un’aurea mistica di innovazione hi-tech, non sono mai riusciti ad avvinghiare sul serio i consumatori, restando relegati ad accessori per appassionati e fanatici. A regnare, secondo le ultime statistiche, nel difficile mondo degli orologi intelligenti è l’Apple Watch, con tutta pletora di concorrenti, principalmente Android Wear, a seguire.

E proprio la piattaforma di Google è quella che più di altre sta tentando un rilancio sul mercato, a partire da un rebrand del proprio nome e logo. Stando a quanto diffuso in rete nelle ultime ore, Big G vorrebbe riposizionare Android Wear cambiandone l’etichetta in Wear OS. Il motivo? La possibilità, già presente, di essere un software abbinabile non solo a smartphone potenziati dal robottino verde ma anche agli iPhone, tramite l’app specifica.

Cosa cambia

Dopo aver dato il via alla distribuzione, nel 2017, di Android Wear 2.0, che porta al polso novità interessanti tra cui la possibilità di installare app direttamente dall’orologio senza passare per il cellulare abbinato, ora è il momento di svecchiare la comunicazione, slegando il sistema dai legami di Android. Sia chiaro: il codice di base resta sempre un derivato della piattaforma di Google ma con l’obiettivo di giungere un po’ ovunque, sia sui dispositivi amici che concorrenti.

Difficile che Wear OS diventi così popolare tra gli iphoner visto che già il Watch è il gadget indossabile preferito a livello globale ma a fronte di un unico smartwatch, dal design uguale per le tre generazioni, le iterazioni Android sono molto diverse tra di loro, con l’opportunità quindi di cogliere meglio gli stili e le tendenze dei consumatori. Il rebrand non è un progetto già avviato ma in via di definizione nel corso dei prossimi mesi.

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Android Oreo arriva su Galaxy S8 e Galaxy S8+ https://www.datamanager.it/2018/02/android-oreo-arriva-galaxy-s8-galaxy-s8/ Tue, 13 Feb 2018 10:31:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140942 Il big update di Google si fa strada sul top di gamma attualmente in circolazione. Dopo la Germania tocca a noi Sono i cugini tedeschi i primi ad aver ricevuto, sui loro Galaxy S8 e Galaxy S8+, la notifica dell’aggiornamento ad Android Oreo. Il più recente sistema operativo mobile di Google introduce interessanti funzionalità per […]

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Il big update di Google si fa strada sul top di gamma attualmente in circolazione. Dopo la Germania tocca a noi

Sono i cugini tedeschi i primi ad aver ricevuto, sui loro Galaxy S8 e Galaxy S8+, la notifica dell’aggiornamento ad Android Oreo. Il più recente sistema operativo mobile di Google introduce interessanti funzionalità per migliorare l’interazione con finestre e cartelle e rendere l’interfaccia maggiormente versatile e flessibile. La versione del firmware apparsa in Germania è la numero G955XXU1CRAP, che pesa circa 487 mega ed è comprensiva delle patch di sicurezza di febbraio. Un pacchetto così misero? Strano ma pare di si, anche perché di modifiche strutturali non ve ne sono, se non nella grafica e in alcune opzioni che Oreo rende native. Tra queste il picture-in-picture, ovvero la possibilità di accostare due finestre a mo’ di multitasking (peraltro già possibile sui Galaxy), le icone adattative e una serie di novità visuali per temi e widget.

Quasi un Galaxy S9

A una decina di giorni dalla partenza del Mobile World Congress, dove Samsung presenterà il nuovo Galaxy S9, l’attuale top d gamma si veste un po’ da smartphone futuro, includendo ciò che troveremo a bordo del successore. Android Oreo è infatti lo stesso sui due dispositivi (quattro se consideriamo le varianti Plus) anche se per ovvie ragioni di hardware si comporterà meglio sui nascituri, restituendo un’esperienza più fluida e priva di lag. In realtà, l’idea dietro Android 8 è proprio quella di risultare operabile un po’ ovunque, persino sui vecchi Galaxy S7 e Galaxy S6, dove l’aggiornamento è atteso prima o poi nelle settimane seguenti al MWC di Barcellona.

Stando al recente passato, dopo aver toccato la Germania l’update dovrebbe sbarcare in Italia. Peraltro, il firmware tedesco è praticamente lo stesso diffuso da noi, tranne che per un paio di personalizzazioni dipendenti dagli operatori nazionali, assenti nella versione no brand.

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Ecco gli smartphone Samsung che riceveranno Oreo https://www.datamanager.it/2018/02/gli-smartphone-samsung-riceveranno-oreo/ Mon, 05 Feb 2018 19:30:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140331 Dentro la più recente build beta di Android 8 per Note8 sono nascosti gli indizi sui dispositivi Galaxy che si potranno aggiornare Quando è il momento di aggiornare lo smartphone all’ultima versione di Android non si sa mai bene se il dispositivo in possesso potrà effettivamente ricevere l’update. In una vasta giungla come quella che […]

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Dentro la più recente build beta di Android 8 per Note8 sono nascosti gli indizi sui dispositivi Galaxy che si potranno aggiornare

Quando è il momento di aggiornare lo smartphone all’ultima versione di Android non si sa mai bene se il dispositivo in possesso potrà effettivamente ricevere l’update. In una vasta giungla come quella che pervade i telefonini con l’OS di Google, perdersi tra sigle, promesse e smentite è fin troppo facile. Samsung, che tra le big è quella che più di altre offre cellulari di ogni fascia di prezzo, è sul punto di rilasciare Oreo, dopo aver diffuso l’ennesima build beta per i tester con un Galaxy Note8. Ed è proprio tra alcune linee di codice XML che gli smanettoni del forum XDA hanno trovato indicazioni utili a capire quali unità del gruppo sono compatibili con Android 8.

La lista dei desideri

Ecco allora tutti gli smartphone che, almeno in teoria, Samsung dovrebbe portare su Oreo, da qui ai prossimi mesi. Si parte con i top di gamma Note8, S8 e S8+ per arrivare a S7, S7 Edge, le varie iterazioni di J7, J5 e J3, A3, A5, A7 in versione 2017 e A8 e A8+ sia 2016 che 2018. Detto questo, anche il settore tablet non mancherà di ottenere l’update, con in testa gli ultimi Tab A 8.0, 10.1, Active 2, E 8.0 e S3. Le tavolette, come la compagine dei telefonini, beneficeranno delle innovazioni software apportate da Google e integrate da Samsung nella sua classica interfaccia di gestione, che vanta meno orpelli di un tempo e un sacco di opzioni di personalizzazioni in più.

La novità principale, che ha senso soprattutto su schermi di certe dimensioni, è il picture-to-picture nativo, ossia la possibilità di rimpicciolire il riquadro di un’app, per continuare a utilizzare al fianco di una seconda e avere così un multitasking di default, senza ricorrere a scorciatoie di terze parti. Non è ben chiaro quando i singoli prodotti avranno l’opportunità di scaricare il pacchetto di Oreo ma non attendiamoci tempi brevi, anche a fronte dell’attenzione che da qui alle prossime settimane ci sarà sulla nascente famiglia degli S9 e S9+.

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Queste nuove foto confermano il Galaxy S9 Plus https://www.datamanager.it/2018/02/queste-nuove-foto-confermano-galaxy-s9-plus/ Fri, 02 Feb 2018 19:00:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140219 Dopo la data ufficiale di presentazione non resta che scoprire i due modelli Android prima del tempo: camera doppia su quello più grande Il 25 febbraio alle 18 italiane Samsung svelerà la nuova flotta di Galaxy S9 e Galaxy S9+. Se dal punto di vista estetico non cambierà poi molto rispetto ai modelli attuali, sotto […]

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Dopo la data ufficiale di presentazione non resta che scoprire i due modelli Android prima del tempo: camera doppia su quello più grande

Il 25 febbraio alle 18 italiane Samsung svelerà la nuova flotta di Galaxy S9 e Galaxy S9+. Se dal punto di vista estetico non cambierà poi molto rispetto ai modelli attuali, sotto la scocca gli aggiornamenti sono concreti e davvero interessanti. Parliamo soprattutto del processore che, sia nella declinazione Snapdragon che Exynos, permette di fare concorrenza al Kirin di Huawei e all’A11 Bionic di Apple, in merito alle capacità di calcolo avanzato abilitate dalla presenza di un’Intelligenza Artificiale integrata. Tra la versione classica, quella con schermo più piccolo, e la Plus con diagonale maggiore, non ci sono differenze, se non per un solo ma sostanziale particolare: la fotocamera. Come anticipato da diversi siti nei mesi scorsi, Galaxy S9 monterà un sensore ottico monolente mentre il Galaxy S9+ seguirà la stessa strada tracciata a settembre del 2017 dal Note8 e dalle sue due ottiche posteriori.

La prova ultima

Non ci sono conferme ufficiali in merito ma le recenti immagini diffuse online contribuiscono a rendere ancora più chiara l’indiscrezione. Stando al sito di cover Dbrand, l’S9 avrà un solo sensore fotografico sul retro, al di sotto del quale c’è il lettore di impronte digitali. Il Galaxy S9+ ospiterà invece una dual-cam, sovrastante il chip biometrico. Si tratta di foto certe? Al 90% si, perché provengono da un brand che ha ottenuto i rendering dei terminali in tempo per la realizzazione di pellicole e custodie ad-hoc, come capita per tutte le aziende del settore (riconosciute dai produttori) in giro per il mondo. Non è un caso se leak del genere, anche a riguardo dell’iPhone X, siano arrivati proprio da marchi di accessoristica, che pur di farsi conoscere, rischiano anticipando le mosse delle compagnie per le quali sfornano i gadget.

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Xiaomi si prepara a Oreo https://www.datamanager.it/2018/01/xiaomi-si-prepara-oreo/ Tue, 02 Jan 2018 12:37:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138220 Il modello Mi A1 è il primo in beta testing per gli smartphone del gruppo. La novità è il supporto alla ricarica veloce Un big come è oramai diventata Xiaomi non può più procedere con le sue logiche strategiche. Se tutti i top player sono oramai entrati nel loop di Android Oreo, anche la multinazionale […]

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Il modello Mi A1 è il primo in beta testing per gli smartphone del gruppo. La novità è il supporto alla ricarica veloce

Un big come è oramai diventata Xiaomi non può più procedere con le sue logiche strategiche. Se tutti i top player sono oramai entrati nel loop di Android Oreo, anche la multinazionale con sede in Cina sta lavorando sodo per portare i flagship in portafoglio nel mondo del biscottone annunciato nell’estate del 2017. Il primo smartphone a beneficiare delle novità del sistema operativo in versione 8.0 sarà lo Xiaomi Mi A1, che adotterà una rom completamente stock, senza alcuna personalizzazione, come peraltro promesso dalla compagnia nei mesi scorsi. C’è da dire che un certo delay nel rilascio dell’update c’è stato, visto che il termine prefissato era la fine del 2017 ma nulla di così preoccupante visti i pochi giorni che ci dividono ancora dalla diffusione della beta. Per un firmware completo e privo di crash importanti si dovrà attendere ancora, probabilmente la fine di gennaio.

Fast charging in arrivo

Tra i changelog conosciuti che accomunano l’aggiornamento a Oreo per tutti i brand, vi è una bella introduzione anche per lo Xiaomi Mi A1. Stiamo parlando del supporto al fast charging, la ricarica veloce che permetterà di ridare energia alla batteria in un tempo decisamente minore di quanto serva oggi per arrivare al 100%. Come accade già per gli altri marchi, con tutta probabilità la possibilità di usufruire del supporto avverrà solo con un caricatore ufficiale, anche se quello che cambia è a livello software e per nulla hardware. Come anticipato, al momento l’update è in fase di beta testing, alla quale hanno già potuto accedere alcuni utenti. Non è chiaro se per i dispositivi già in vendita in Europa è già pianificato un aggiornamento ad Android 8.0 ma gli altri in uscita sicuramente adotteranno la più recente versione del sistema operativo del robottino di Google.

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Android accetterà solo app sviluppate a 64-bit https://www.datamanager.it/2017/12/android-accettera-solo-app-sviluppate-64-bit/ Fri, 22 Dec 2017 19:30:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138099 Google ha annunciato la necessità per gli sviluppatori di adottare il nuovo framework, che diventerà basilare a partire dall’agosto del 2019 Manca un anno e mezzo alla dismissione definitiva, da parte di Google, di giochi e app per Android realizzati su piattaforma a 32-bit. La stessa Big G ha confermato la sua linea strategica, affermando […]

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Google ha annunciato la necessità per gli sviluppatori di adottare il nuovo framework, che diventerà basilare a partire dall’agosto del 2019

Manca un anno e mezzo alla dismissione definitiva, da parte di Google, di giochi e app per Android realizzati su piattaforma a 32-bit. La stessa Big G ha confermato la sua linea strategica, affermando come dall’agosto del 2019 il Play Store potrà contenere solo software sviluppati a 64-bit, come peraltro accade già per i lavori più recenti. Il motivo risiede nelle parole della compagnia parte del gruppo Alphabet: “Per le app che utilizzano librerie native, il framework a 64-bit vuol dire restituire migliori performance e opportunità di abbracciare nuovi metodi di interazione”. Si tratta dunque di un salto in avanti necessario per far compiere ai programmi Android un cambio generazionale per nulla banale.

Cosa cambia

Per le grandi compagnie e i developer più lungimiranti ciò vorrà dire semplicemente terminare il supporto al vecchio standard. Come detto, app e giochi dell’ultimo periodo sono nati già tramite un lavoro di sviluppo a 64-bit. Peraltro, chi produce applicazioni multipiattaforma, sia per iOS che Android, ha dovuto adattarsi alle nuove regole in anticipo, visto che Apple ha comunicato la fine del supporto su iOS 11 lo scorso settembre. In aggiunta a tale novità, Google ha anche rilanciato la necessità di creare (o aggiornare) software che siano allineati con l’interfaccia di Android Oreo, che dall’agosto del 2018 (quindi un anno prima dell’obbligatorietà dei 64-bit) dovrà essere inserito tra i sistemi operativi supportati, dove ovviamente non lo sia già adesso. L’obiettivo è cercare di ridurre l’estrema frammentazione che da sempre caratterizza il mondo del robottino verde, donando maggiore stabilità e uniformità nell’esperienza di fruizione digitale.

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Ecco gli smartwatch che riceveranno Oreo https://www.datamanager.it/2017/12/gli-smartwatch-riceveranno-oreo/ Thu, 14 Dec 2017 14:36:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137380 Google ha annunciato la lista degli orologi connessi che potranno essere aggiornati al nuovo sistema operativo “indossabile” Il mercato dei wearable tentenna ancora. Nonostante gli sforzi dei grandi marchi, a trainare il settore è ancora l’Apple Watch mentre i vari Huawei e Samsung restano dietro persino ad aziende come Fitbit e Xiaomi, non proprio dei […]

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Google ha annunciato la lista degli orologi connessi che potranno essere aggiornati al nuovo sistema operativo “indossabile”

Il mercato dei wearable tentenna ancora. Nonostante gli sforzi dei grandi marchi, a trainare il settore è ancora l’Apple Watch mentre i vari Huawei e Samsung restano dietro persino ad aziende come Fitbit e Xiaomi, non proprio dei bestseller internazionali nel mondo hi-tech. Fatta eccezione per la compagnia che produce solo wearablet, Fitbit appunto, le multinazionali non sembrano aver ancora trovato la quadratura del cerchio, anzi del quadrante, nonostante Google, che fornisce il sistema operativo per la maggior parte degli smartwatch, si stia muovendo celermente per adeguare il comparto software a quello dei cellulari.

C’è infatti in dirittura d’arrivo l’aggiornamento di Oreo anche in versione indossabile ed è per questo che Big G ha deciso di rendere noti i modelli che potranno ricevere l’update, almeno in un primo momento, antecedendo le decine che arriveranno dopo.

Marchio fashion

La sorpresa non è tanto vedere i soliti nomi dentro la lista di Mountain View quanto un sacco di brand che fanno parte del mondo del lusso e della moda, che pure hanno lanciato le loro iterazioni di smartwatch nell’ultimo periodo. Ecco tutti i dispositivi supportati: Fossil Q Venture, LG Watch Sport, Michael Kors Sofie, Mont Blanc Summit, Louis Vuitton Tambour, Casio PRO TREK Smart WSD-F20, Casio WSD-F10 Smart Outdoor Watch, Diesel Full Guard, Emporio Armani Connected, Fossil Q Control, Fossil Q Explorist, Fossil Q Founder 2.0, Fossil Q Marshal, Fossil Q Wander, Gc Connect, Guess Connect, Huawei Watch 2, Hugo BOSS Touch, LG Watch Style, Michael Kors Access Bradshaw, Michael Kors Access Dylan, Michael Kors Access Grayson, Misfit Vapor, Mobvoi Ticwatch S & E, Movado Connect, Nixon Mission, Polar M600, Tag Heuer Tag Connected Modular 45, Tommy Hilfiger 24/7 You, ZTE Quartz.

Qualcuno manca

Agli occhi degli esperti non verrà meno il riconoscere l’assenza di un qualsiasi Motorola e degli Zenwatch, entrambi probabilmente pronti al lancio di nuovi modelli direttamente con il più recente Android Wear Oreo. Che Google si sia spostata in categorie fashion è evidente, anche per ampliare un po’ il pubblico di potenziali clienti e dare uno scossone al mercato. Difficile dire quanto varrà il settore nel 2018 ma gli analisti sono alquanto dubbiosi su una crescita numerica sostanziale.

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