packaging – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 14 Jul 2021 15:27:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png packaging – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Logistica e packaging nell’ecommerce: le esigenze di e-shopper e merchant https://www.datamanager.it/2018/01/logistica-packaging-nellecommerce-le-esigenze-shopper-merchant/ Wed, 17 Jan 2018 13:04:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139025 Rajapack illustra le principali richieste del mercato al Netcomm Focus Lunedì 15 gennaio, Rajapack è stata tra i protagonisti del Netcomm Focus dedicato alla logistica e al packaging nel mondo eCommerce per illustrare le principali richieste del mercato. Tema che l’azienda piacentina ha ampiamente trattato anche in un capitolo della pubblicazione Netcomm «La logistica e […]

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Rajapack illustra le principali richieste del mercato al Netcomm Focus

Lunedì 15 gennaio, Rajapack è stata tra i protagonisti del Netcomm Focus dedicato alla logistica e al packaging nel mondo eCommerce per illustrare le principali richieste del mercato. Tema che l’azienda piacentina ha ampiamente trattato anche in un capitolo della pubblicazione Netcomm «La logistica e il packaging per l’e-commerce».

Rajapack, la filiale italiana del gruppo RAJA, specializzato nella distribuzione di materiali per imballare, proteggere, sigillare, etichettare e spedire, nel corso dell’evento ha spiegato le esigenze dei merchant e l’impatto della qualità dell’imballo sugli e-shopper.

Tra le principali richieste dei merchant in tema di packaging, Rajapack ne ha evidenziate sette:

1. Packaging minimal che riduca i volumi e l’impiego di materiale. Una soluzione che ha una doppia valenza, da una parte incontra il gusto estetico del pubblico, dall’altra riduce i costi di trasporto e gestione logistica;

2. Packaging conforme alle tabelle peso-volumetriche dei principali corrieri, sempre in ottica di riduzione di volumi e costi;

3. Packaging green capace di soddisfare le 3 “R”: ridurre, riutilizzare, riciclare. I merchant sanno che il 52% delle decisioni di acquisto è influenzato dall’impatto ambientale dell’imballo e Rajapack testimonia questa tendenze con un crescita del 40% delle richieste per imballaggi eco-sostenibili;

4. Packaging riutilizzabili: soluzioni che possono essere impiegate anche per eventuali resi da parte del consumatore che nell’80% dei casi infatti dà per scontato di poter rendere la merce nel medesimo imballo in cui l’ha ricevuta;

5. Packaging anti-effrazione: si moltiplicano i nastri adesivi personalizzati o in carta anti-furto, le scatole americane senza chiusura automatica (più facili da aprire) e le buste con messaggi di tentata effrazione;

6. Packaging personalizzato: il pacco è un vero e proprio biglietto da visita per le aziende capace anche di trasmettere al consumatore i valori e le peculiarità che le caratterizzano, per questo è importante una personalizzazione significativa che riguardi sia il lato esterno che quello interno per influenzare il cosiddetto effetto WOW;

7. Packaging più veloce e meno ingombrante in grado di risparmiare spazio a magazzino e incrementare la produttività soprattutto nei momenti di maggiore attività.

In termini invece di impatto della qualità, Rajapack ha commentato e confermato i risultati emersi dall’eCommerce Packaging Study della Dotcom Distribution nel maggio del 2016. Dalla ricerca emergono le scelte dei vari settori merceologici dettate non solo dal prodotto ma anche dal riscontro degli e-shopper. Non è da sottovalutare il fenomeno crescente dell’unboxing, ovvero della condivisione sui social del momento di apertura del pacco.

Tra le evidenze più significative riportare da Rajapack, la rilevanza del premium packaging (conosciuto anche come packaging regalo) non solo nel lusso, dove in realtà non stupisce, ma anche in settori come l’elettronica e il food a testimonianza di un e-shopper sempre più attento ed esigente.

Ampio spazio all’effetto WOW e alla personalizzazione anche nell’abbigliamento, dove l’importanza è comunicare senza particolari esigenze anti-shock, e nella gioielleria in cui è meglio utilizzare imballaggi completamente neutri esternamente, per evitare possibili furti, ma dove vige la personalizzazione interna per sorprendere il cliente.

Più protettivo e meno personalizzato rimane invece il settore dell’arredamento concentrato su packaging neutri ed efficaci per la prevenzione di rotture. Solo il 4% punta infatti sulla personalizzazione.

Proprio la personalizzazione, però, sarà uno dei trend in forte crescita nel 2018. Sempre dall’indagine di DotCom Distribution emerge infatti che il 44% degli e-shopper che spendono più di 200$ al mese ripeterà l’acquisto online solo se ha ricevuto un packaging personalizzato e curato nei dettagli.

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Il dato nella fabbrica https://www.datamanager.it/2017/07/dato-nella-fabbrica/ Tue, 25 Jul 2017 14:17:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128931 Il gruppo Seda sta trasformando il suo approccio alla produzione cartotecnica. L’obiettivo è creare una “infosfera” digitale del prodotto fisico a vantaggio di flessibilità, velocità e qualità La trasformazione digitale di Seda Group International Packaging, che gestisce tredici impianti cartotecnici nel mondo, è un progetto ampio, concepito da tempo e oggi, anche in virtù dei […]

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Il gruppo Seda sta trasformando il suo approccio alla produzione cartotecnica. L’obiettivo è creare una “infosfera” digitale del prodotto fisico a vantaggio di flessibilità, velocità e qualità

La trasformazione digitale di Seda Group International Packaging, che gestisce tredici impianti cartotecnici nel mondo, è un progetto ampio, concepito da tempo e oggi, anche in virtù dei vantaggi offerti dagli incentivi del Piano Industry 4.0, in piena fase di accelerazione. Un piano, racconta il suo change management director Alessandro Galaverna, che batte sui tre fronti dell’organizzazione, dei processi e dei sistemi e prevede tra i vari interventi la migrazione a un unico sistema Erp di gruppo. «Non stiamo parlando solo di software. Le persone in Seda devono sentire, non subire questo cambiamento – afferma Galaverna – e l’obiettivo non è solo di disporre di un sistema omogeneo, ma anche di accorciare la distanza tra clientela e processi produttivi, attraverso una maggiore flessibilità e velocità di esecuzione sul prodotto e sulla relazione col cliente, interno o esterno che sia». Sincronizzando meglio la trasversalità del processo operativo, spiega Galaverna, si ottiene un’azione più puntuale. «In quest’ottica, deve essere visto un progetto di integrazione tra processi “classici” della fabbrica e processi operativi nel back office e nel gestionale».

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Dalla forza all’intelligenza

Anche per quanto riguarda gli aspetti produttivi, prosegue Galaverna, Seda sta innalzando il livello di automazione in fabbrica, con l’adozione di robot già in funzione in alcuni impianti. «La nostra produzione avviene in fasi successive» – precisa il responsabile del progetto di rinnovamento di Seda. «Dalla materia prima, la carta, al prodotto finito». I robot intervengono nei vari passaggi della catena produttiva, dove Galaverna sta coordinando l’introduzione sia di un più elevato livello d’automazione nei processi di fabbrica sia di una più raffinata capacità elaborativa, in modo da ottenere un dato numerico puntale molto importante per la fase di pianificazione e di misura dell’efficienza di produzione. «Un tempo automazione e robot in fabbrica erano pura forza bruta» – osserva Galaverna. «Oggi, c’è sempre maggiore capacità di tradurre semplici dati in informazioni utili». Ma quali sono i vantaggi? «Abbiamo un impatto sulla linea degli operatori in fabbrica, sui clienti interni. Questi possono agire con una maggior consapevolezza del processo, a monte e a valle. Esternamente, disporre di informazioni più puntuali ci permette di pianificare, di gestire meglio la domanda, avendo un rapporto più stretto tra domanda e produzione». Le specifiche tecniche dei prodotti che escono dagli impianti Seda sono molto stringenti e disporre di una misura più rapida della qualità del prodotto può, per esempio, servire a garantire un sempre più puntuale “time to market” senza che questo vada a detrimento dell’efficacia produttiva. «In questo senso – aggiunge Galaverna – il contenuto informativo legato a un prodotto diventa un servizio in più fornito al cliente, oltre a renderci più reattivi».


#Industry40 Galaverna, #Seda #Packaging La parola d’ordine è integrazione
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Virtualizzare la macchina utensile

L’obiettivo verso cui tendere è la creazione di una sorta di “infosfera” del prodotto fisico, uno spazio popolato di informazioni digitali che permettono di gestire in modo ottimizzato le macchine fisiche, riducendo i tempi di produzione, di passaggio da una lavorazione all’altra, di guasto e di fermo-macchina. Dal punto di vista esecutivo, la separazione tra macchina utensile fisica e il suo modello virtuale deve tener conto del livello di diversificazione degli impianti Seda. Macchine di nuova generazione sono nativamente dotate della sensoristica necessaria per la generazione dei dati. I sistemi vecchi devono invece subire una fase di “retrofitting”. Questa complessa trasformazione viene gestita dal change manager. «Il mio è un ruolo di gestione della trasformazione digitale e culturale, evoluzione del CIO “tradizionale”, è una distinzione importante» – conclude Galaverna. La funzione IT oggi non può essere quella del “configuratore” delle tecnologie ma deve avvicinarsi al business, condividendone strategie e parlando lo stesso linguaggio.


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Cavanna Packaging Group, una soluzione Industria 4.0 con Altea Federation https://www.datamanager.it/2017/04/cavanna-packaging-group-soluzione-industria-4-0-altea-federation/ Tue, 11 Apr 2017 15:21:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123039 Il leader mondiale dell’imballaggio per l’alimentare, che realizza il 90 per cento del proprio fatturato all’estero, adotta l’innovativa soluzione predittiva per gestire la collaborazione, creata appositamente dal noto system integrator Fondata nel 1960 alle porte di Novara, Cavanna Packaging Group è il numero uno nel mondo nelle soluzioni integrate per il confezionamento food e non food […]

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Il leader mondiale dell’imballaggio per l’alimentare, che realizza il 90 per cento del proprio fatturato all’estero, adotta l’innovativa soluzione predittiva per gestire la collaborazione, creata appositamente dal noto system integrator

Giovanni Rondinelli, direttore di produzione di Cavanna

Fondata nel 1960 alle porte di Novara, Cavanna Packaging Group è il numero uno nel mondo nelle soluzioni integrate per il confezionamento food e non food in flowpack. Indirizzata inizialmente alle principali aziende agroalimentari italiane, allora in rapida ascesa grazie alla diffusione dei punti di vendita della grande distribuzione, la gamma delle soluzioni di Cavanna si è poi estesa agli step a monte e a valle della catena produttiva, anche grazie a collaborazioni.

Oggi, l’azienda ha un fatturato di 65 milioni di euro, 310 dipendenti, quattro unità produttive, due delle quali in Italia e le altre negli Stati Uniti e in Brasile, e può vantare un installato a livello globale di oltre 5.000 fra linee complete e macchine singole, per un totale di più di 900 clienti in tutto il mondo.

L’era della “mass customization”

Per un’azienda che realizza il 90 per cento del proprio fatturato all’estero, l’innovazione è essenziale per rimanere sempre ai massimi livelli di competitività e affrontare al meglio tutte le sfide di uno scenario in continua trasformazione. «Quello del packaging per l’alimentare è un mercato molto complesso: per esempio, nella Grande Distribuzione Organizzata vede prendere sempre più piede la tendenza alla “mass customization”, ovvero la personalizzazione di massa delle confezioni, derivante dalla crescita delle marche private delle diverse catene di supermercati e discount, e dominata da imperativi ormai comuni a molti settori, quali l’avere i prezzi, e di conseguenza i costi, sempre nel mirino e sotto pressione» – spiega Riccardo Cavanna, CEO della società, sottolineando come questo imponga alle aziende di essere sempre più rapide nel rispondere alle diverse esigenze, anche a quelle più sofisticate e con preponderante contenuto di ingegneria. È per questo che Cavanna ha deciso di adottare una soluzione che avesse una forte componente di strumenti predittivi, in una vera e propria logica di Industria 4.0, sviluppata con la collaborazione di Altea Federation, system integrator nato quasi 25 anni fa e affermatosi da tempo come Gruppo attivo in numerosi ambiti dell’IT, con un fatturato intorno ai 70 milioni di euro e circa 1.000 dipendenti nel complesso delle aziende che formano la galassia della federazione.


Strumenti #predittivi e logica #Industria40 per @cavannagroup con @AlteaSpA
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Predittività in primo piano

È Giovanni Rondinelli, direttore di produzione di Cavanna, a illustrare il progetto: «Si tratta di un sistema di pianificazione integrata tra l’ufficio tecnico e la produzione, che ha lo scopo di tenere conto anche degli aspetti commerciali, in modo da poter schedulare al meglio le commesse. Il punto di partenza è quello del nostro sistema gestionale Infor, che abbiamo adottato fin dal 1997 come Baan, risultando tra i primi in Italia a farlo». In concreto, la soluzione, che sta per entrare in produzione e che vedrà i primi risultati nell’arco dei prossimi sei mesi, «si basa su un algoritmo di ottimizzazione ed è sviluppata per noi da Altea, in collaborazione con l’Università del Salento» – prosegue Rondinelli, evidenziando quelli che sono i principali vantaggi che ci si attende: «Riuscire a essere sempre più predittivi in un mondo che si è fatto ancora più complesso di prima, grazie all’implementazione di un sistema di soluzioni di pianificazione, calibrato in modo da permetterci di dare priorità alle diverse commesse». La chiave di tutto è proprio la visione integrata tra pianificazione, ufficio tecnico e produzione, oltre che con i fornitori esterni, e in grado di contare anche sulla presenza di una connessione sempre più completa, con condivisione dei dati provenienti da tutte le fonti coinvolte.

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Vimar vince il premio CONAI 2015 https://www.datamanager.it/2015/11/vimar-vince-il-premio-conai-2015/ Tue, 17 Nov 2015 18:30:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=88813 L’Azienda premiata per il nuovo packaging delle multiprese Vimar si è aggiudicata il primo premio relativo al Bando per la prevenzione 2015 – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi indetto dal CONAI, il Consorzio Nazionale degli Imballaggi. Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un nuovo Packaging, destinato a contenere le prese multiple con cavo, […]

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L’Azienda premiata per il nuovo packaging delle multiprese

Vimar si è aggiudicata il primo premio relativo al Bando per la prevenzione 2015 – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi indetto dal CONAI, il Consorzio Nazionale degli Imballaggi.

Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un nuovo Packaging, destinato a contenere le prese multiple con cavo, appositamente studiato per assicurare un impatto ambientale minimo. Il progetto presentato da Vimar prevede il risparmio di materia prima plastica impiegata, l’aumento della quantità riciclata dei cartoni utilizzati negli imballi dei prodotti e l’ottimizzazione della loro logistica.

Un programma di sostenibilità ambientale ritenuto talmente efficace da aggiudicarsi il massimo punteggio (9 punti) nonché la menzione speciale per il miglior progetto di riduzione della plastica.

La cerimonia di premiazione si terrà il primo dicembre presso la Triennale di Milano.

Questo riconoscimento è la conferma della bontà delle azioni che l’Azienda sta mettendo in pratica per improntare il ciclo di vita dei propri prodotti verso un basso impatto ambientale. Progettare, suddividere, segnalare, fare cultura sono infatti i cardini del Progetto Ambiente, un articolato programma trasversale all’intero ciclo produttivo che consente di riciclare il 60% del materiale plastico di scarto e la maggior parte di quello metallico collaborando con la Ricerca & Sviluppo per far sì che il prodotto sia progettato fin dall’inizio per essere totalmente scomposto e riciclato a fine vita.

La sensibilità per i temi ecologici e il rispetto dell’ambiente sono infatti fondamentali per Vimar, nella consapevolezza che solo tutelando il territorio è possibile continuare a crescere nel tempo con continuità e condivisione.

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Apple Store: nuove regole sul packaging https://www.datamanager.it/2015/07/apple-store-nuove-regole-sul-packaging/ Wed, 08 Jul 2015 10:57:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=80446 Apple ha dettato nuove direttive per le aziende che vendono i loro prodotti negli Apple Store. Le confezioni dovranno avere un design minimale  La rivoluzione di Angela Ahrendts, nuovo direttore per la visione Apple Store, sta cominciando a prendere piede. La manager sta dettando nuove regole per rendere i negozi della Mela sempre più esclusivi […]

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Apple ha dettato nuove direttive per le aziende che vendono i loro prodotti negli Apple Store. Le confezioni dovranno avere un design minimale 

La rivoluzione di Angela Ahrendts, nuovo direttore per la visione Apple Store, sta cominciando a prendere piede. La manager sta dettando nuove regole per rendere i negozi della Mela sempre più esclusivi ed eleganti. A partire da questo mese anche i produttori degli accessori venduti nei punti vendita dell’azienda di Cupertino dovranno sottostare a precise direttive, in particolare per quanto riguarda materiali e packaging.

Apple Store: stile minimale e attento all’ambiente

L’obiettivo di Apple è quello di trasformare i suoi negozi fisici in spazi di esposizione molto più simili ad un museo che a un classico punto vendita. La Mela ha detto basta alle file interminabili nei giorni di lancio dei nuovi prodotti e ha previsto una serie di regole molto stringenti per gli articoli prodotti da terze parti. Aziende che vendono i propri articoli negli Apple Store come Logitech o Incase, dovranno uniformare l’aspetto delle proprie confezioni a quelle del negozio. Il packaging dovrà quindi utilizzare il bianco come colore dominante e le foto sulle scatole dovranno essere obbligatoriamente in alta definizione. Apple, che ha lanciato il primo termostato SMART compatibile con HomeKit, ha stilato nuove direttive anche per quanto riguarda i materiali, che dovranno avere un impatto minimo dal punto di vista ambientale. Infine, l’azienda chiederà ai suoi partner la massima riservatezza per quanto riguarda le caratteristiche dei prodotti in fase di produzione.

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Barilla migliora sviluppo e gestione del packaging con “Perfect Package” di Dassault Systèmes https://www.datamanager.it/news/barilla-migliora-sviluppo-e-gestione-del-packaging-con-perfect-package-di-dassault-syst-mes-571 Wed, 11 Jun 2014 17:30:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/barilla-migliora-sviluppo-e-gestione-del-packaging-con-perfect-package-di-dassault-systemes/ L’incremento d’efficienza nello sviluppo dell’artwork e la riduzione dei tempi di approntamento per il mercato sono stati conseguiti con “Perfect Package” della piattaforma 3DEXPERIENCE Dassault Systèmes ha annunciato che Barilla, leader mondiale nel mercato della pasta, ha scelto la soluzione “Perfect Package” per migliorare il processo di creazione della grafica e delle etichette delle proprie […]

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L’incremento d’efficienza nello sviluppo dell’artwork e la riduzione dei tempi di approntamento per il mercato sono stati conseguiti con “Perfect Package” della piattaforma 3DEXPERIENCE

Dassault Systèmes ha annunciato che Barilla, leader mondiale nel mercato della pasta, ha scelto la soluzione “Perfect Package” per migliorare il processo di creazione della grafica e delle etichette delle proprie confezioni a livello mondiale. Grazie alle funzionalità di grafica ed etichettatura di “Perfect Package”, Barilla ha snellito i processi di progettazione e approvazione delle etichette, ha ridotto i tempi di creazione della grafica e ha migliorato la conformità normativa.

Per ridurre drasticamente i costi e i tempi di sviluppo delle confezioni, Barilla doveva ottimizzare i processi di creazione della grafica e delle etichette e fornire a tutte le figure coinvolte un accesso digitale sicuro a tutti gli elementi della confezione, dalla grafica ai testi ai loghi.

Coordinare la creazione di confezioni per oltre 1500 marchi in 100 paesi è un processo estremamente complesso. Si tratta di uno sforzo collettivo che coinvolge diversi reparti interni e agenzie creative esterne con l’obiettivo di garantire che le migliaia di confezioni vendute da Barilla abbiano il giusto impatto estetico e i testi corretti, in conformità sia con le aspettative dei consumatori sia con le normative internazionali.

“Da cinque a otto secondi: è questo il tempo che hai a disposizione. È il tempo in cui il consumatore individua e sceglie il prodotto giusto per la propria famiglia,” sottolinea Monica Menghini, Executive Vice President, Corporate Strategy, Industry & Marketing, Dassault Systèmes. “Come si può immaginare, un’azienda investe molto tempo e molto lavoro per intercettare quel fugace ‘momento della verità’. È questo l’obiettivo dell’esperienza Perfect Package.”

Basata sulla Piattaforma 3DEXPERIENCE, la soluzione Perfect Package offre a tutti gli addetti di Barilla coinvolti nel processo una soluzione dedicata per l’etichettatura dei prodotti e un accesso digitale sicuro alle informazioni più aggiornate. Non è più necessario scambiarsi campioni in cartone e questo contribuisce a ridurre il tempo di ciclo per la creazione delle nuove confezioni. In questo modo si accelera il processo di creazione e approvazione delle etichette, migliorando al tempo stesso la qualità e riducendo i costi di realizzazione. Inoltre, grazie a questa soluzione, Barilla ha “riportato in casa” tutti i progetti e la proprietà intellettuale che in passato venivano affidati ad agenzie esterne.

“Attraverso la Piattaforma 3DEXPERIENCE, tutti gli addetti possono partecipare all’intero processo, dalla concezione dell’idea alla convalida della confezione finale Barilla, facendo riferimento a una riproduzione digitale della stessa etichetta master,” ha dichiarato Marco Rossi, IT Business Process Support Director, Barilla. “In questo modo nessuno lavora più su campioni obsoleti o prende decisioni che poi devono essere ritrattate, facendo lievitare i costi e allungando i tempi di risposta. Con questa soluzione, possiamo scambiare idee in formato digitale, con modalità più veloci e intuitive, riducendo o azzerando i richiami di confezioni errate.”

“Con la nostra soluzione Perfect Package ci poniamo obiettivi simili a quelli di Barilla: generare esperienze che consentano ai nostri clienti di soddisfare i loro clienti,” ha dichiarato Philippe Loeb, Vice President, Consumer Packaged Goods, Dassault Systèmes. “Siamo felici che Barilla abbia scelto le soluzioni innovative di Dassault Systèmes per offrire ai propri clienti un’esperienza gradevole che comincia in negozio e arriva fino alla tavola, insieme a familiari e amici.”

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