Google Play Store – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 12:56:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Google Play Store – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Le nuove policy del Play Store contro le app crypto-miner https://www.datamanager.it/2018/07/le-nuove-policy-del-play-store-contro-le-app-crypto-miner/ Mon, 30 Jul 2018 18:00:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152352 Il team del negozio digitale per Android dice basta ai software per minare criptovalute dal telefonino e ai giochi per bambini che imitano il comportamento degli adulti Google ha pubblicato un aggiornamento della sua policy per la pubblicazione di app da parte degli sviluppatori sul Play Store, vietando software molto popolari sinora. Tra i tanti […]

L'articolo Le nuove policy del Play Store contro le app crypto-miner proviene da Data Manager Online.

]]>
Il team del negozio digitale per Android dice basta ai software per minare criptovalute dal telefonino e ai giochi per bambini che imitano il comportamento degli adulti

Google ha pubblicato un aggiornamento della sua policy per la pubblicazione di app da parte degli sviluppatori sul Play Store, vietando software molto popolari sinora. Tra i tanti i cosiddetti crypto-miner, per ottenere critpomonete e aggiungerle a vari portafogli personali, poi i tutorial con cui costruire armi ed esplosivi e, curiosamente, un gioco della Disney, “Ice Queen Give Birth To A Baby”. Il motivo? Le politiche del gruppo ora bloccano i videogame e le applicazioni per bambini ma che mimano comportamenti da adulti, come ad esempio le fasi gestatorie di una donna incinta e i momenti del parto. Google è stata criticata molto in passato dalle associazioni di genitori in merito a contenuti del genere, dunque aspettiamoci una più larga presa di posizione sia sullo store mobile che sulle altre piattaforme gestite da Big G (tra tutte, YouTube).

Mai più miner

Tornando alle crypto-miner, c’è da dire che Google ha messo nel mirino le app che effettuano il mining direttamente dai dispositivi mobili ma ha lasciato online quelle che permettono di controllare il processo da remoto, mentre è attivo su computer o server terzi. Probabilmente qui il rischio è di uno sforzo troppo estremo richiesto allo smartphone anche se Big G ha lasciato in catalogo applicazioni come Electroneum, che effettivamente servono per minare proprio dal telefono.

Oltre a ciò, il team al lavoro sul Play Store ha deciso di penalizzare quei programmi che, partendo dal nome, cercano di attirare gli utenti con una sorta di clickbait applicato ai download. Per questo, ha messo al bando le app generate con algoritmi che accumulano una strana combinazione di parole chiave per agganciare un pubblico più vasto, un problema che il negozio ha in comune con YouTube.

L'articolo Le nuove policy del Play Store contro le app crypto-miner proviene da Data Manager Online.

]]>
Misurare il mondo con la AR di Google https://www.datamanager.it/2018/07/misurare-il-mondo-con-la-ar-di-google/ Tue, 03 Jul 2018 09:23:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150547 Si chiama Measure, la prima app gratis per Android con cui ottenere distanze e lunghezze. Arriverà per iPhone con iOS 12 il prossimo autunno La realtà aumentata è uno di quei trend che promette di rivoluzionare il modo di interagire con i contenuti digitali ma che pare ancora lontano da una sua effettiva adozione. Molto […]

L'articolo Misurare il mondo con la AR di Google proviene da Data Manager Online.

]]>
Si chiama Measure, la prima app gratis per Android con cui ottenere distanze e lunghezze. Arriverà per iPhone con iOS 12 il prossimo autunno

La realtà aumentata è uno di quei trend che promette di rivoluzionare il modo di interagire con i contenuti digitali ma che pare ancora lontano da una sua effettiva adozione. Molto dipende dai produttori di dispositivi e dagli sviluppatori, da anni al lavoro per creare software accessibili, che sappiano dare un valore reale alle applicazioni in AR. Apple ci ha provato, un anno fa, col rilascio di iOS 11 e il supporto di ARKit, una piattaforma con cui realizzare app e giochi in realtà aumentata, da fruire semplicemente con un iPhone. Google, anche per colpa del la frammentazione di Android, ci è arrivata dopo, anche se il suo ARCore promette davvero molto.

Come fare

Un esempio finalmente fatto e finito è Measure, applicazione da poco pubblicata sul Play Store in versione gratuita. Si tratta di una utility con cui misurare ciò che ci si trova dinanzi, sfruttando appunto la realtà aumentata. Usando la fotocamera posteriore del telefono, si possono ottenere misurazioni, approssimative ma vicine alla realtà, da un punto all’altro di un oggetto o di un ambiente fisico (come le mura della casa). Ciò è reso possibile dalle capacità di analisi spaziali di ARCore, più o meno simili a quelle di ARKit su Apple. Anzi, iPhone e iPad daranno il benvenuto a Measure tra qualche mese, alla disponibilità del download diretto di iOS 12, che promette di puntare ancora di più sulle magie dell’augmented reality.

Il progetto ARCore di Android è già da parecchio tempo in giro. Eppure, il Play Store non presenta ancora una sezione dedita ai lavori in AR, come è ad esempio su App Store. Più di Google, Apple ha dimostrato di credere in questa forma di interazione sicuramente interessante che, in certi casi, sta dando i suoi frutti, come accaduto per l’app di Ikea, che permette di piazzare dentro ambienti reali oggetti e prodotti venduti dalla catena più svedese che ci sia.

L'articolo Misurare il mondo con la AR di Google proviene da Data Manager Online.

]]>
Malware nello store Google Play https://www.datamanager.it/2018/05/malware-nello-store-google-play/ Thu, 10 May 2018 14:18:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147309 Symantec Play Store ha scoperto 38 app potenzialmente dannose, celate in applicazioni education e gaming del Play Store di Google: il malware rimane nascosto per qualche ora, per poi rimuovere l’icona dalla schermata home e reindirizzare le vittime verso un’altra app in Google Play che visualizza contenuti pubblicitari. Le app sono state pubblicate sul Play […]

L'articolo Malware nello store Google Play proviene da Data Manager Online.

]]>
Symantec Play Store ha scoperto 38 app potenzialmente dannose, celate in applicazioni education e gaming del Play Store di Google: il malware rimane nascosto per qualche ora, per poi rimuovere l’icona dalla schermata home e reindirizzare le vittime verso un’altra app in Google Play che visualizza contenuti pubblicitari.

Le app sono state pubblicate sul Play Store a dicembre 2017 e sono state tutte rimosse dopo la notifica a Google da parte di Symantec.

Gli utenti del Google Play Store in USA, UK, Sud Africa, India, Giappone, Egitto, Germania, Olanda e Svezia, sono quelli che hanno scaricato il maggior numero di applicazioni con il malware. In totale le app infette sono state scaricate su almeno 10.000 dispositivi.

App con il malware ancora presenti in Google Play:

  • Una serie di app infette sono riapparse nel Play Store con un nome e un publisher leggermente diversi anche dopo che Google ha provveduto a rimuovere l’app originale
  • Il malware è Android.Reputation.1 ed è presente in almeno 7 app negli Stati Uniti
  • Le funzionalità delle app comprendono add-on per le tastiere (emoji), space cleaners, app lockers, calcolatrici e registratori di chiamata
  • Il malware rimane dormiente per 4 ore prima di avviare attività potenzialmente dannose, richiedere i privilegi dell’amministratore, cambiare l’icona di avvio e distribuire il contenuto sul dispositivo traendone profitto

L'articolo Malware nello store Google Play proviene da Data Manager Online.

]]>
Pokémon Go fa proseliti: ecco Jurassic World Alive https://www.datamanager.it/2018/03/pokemon-go-proseliti-jurassic-world-alive/ Fri, 09 Mar 2018 19:00:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143177 La realtà aumentata fa rivivere su smartphone la saga cinematografica cominciata con Steven Spielberg. L’app sarà su App Store e Play Store nelle prossime settimane Un paio di anni fa Pokémon Go ha dato uno slancio importante al mercato delle applicazioni mobili. Grazie al successo della realtà aumentata, brand di ogni settore hanno creato campagne […]

L'articolo Pokémon Go fa proseliti: ecco Jurassic World Alive proviene da Data Manager Online.

]]>
La realtà aumentata fa rivivere su smartphone la saga cinematografica cominciata con Steven Spielberg. L’app sarà su App Store e Play Store nelle prossime settimane

Un paio di anni fa Pokémon Go ha dato uno slancio importante al mercato delle applicazioni mobili. Grazie al successo della realtà aumentata, brand di ogni settore hanno creato campagne e attività basate sui pokéstop, i point fo interest sparsi in tutto il mondo, per assegnare bonus, sconti e benefici di vario genere. Se il videogame con i piccoli mostriciattoli giapponesi ha perso un po’ del suo appeal, anche per un naturale calo di interesse da parte degli utenti, altri progetti sono pronti a sfruttare l’AR, per tentare di seguire le orme di Nintendo. Tra questi Jurassic World Alive, sviluppato con la collaborazione degli Universal Studios. In verità, il gioco non si ispira semplicemente ai Pokémon ma lo copia alla perfezione, sostituendo semplicemente gii animaletti con i dinosauri della saga che ha preso il via con il primo film diretto da Steven Spielberg.

Come sarà

Il funzionamento è il seguente: Il giocatore usa lo smartphone come una mappa per rintracciare i dinosauri, catturarli e usarli in battaglia contro altri utenti. L’unica differenza è che per avere tirannosauri, brontosauri e così via, non c’è bisogno di uscire di casa, visto che ci si può spostare sul terreno spostando semplicemente l’avatar, senza uscire all’aria aperta. Insomma, viene meno proprio uno dei migliori motivi per usare Pokémon Go.

Considerando ciò, ci sarà da capire quanto il progetto degli Universal Studios potrà beneficiare del clamore ottenuto dall’app di Nintendo per rinvigorire l’interesse sulle modalità di intrattenimento AR. Aziende e marchi, ancora una volta, avranno l’opportunità di realizzare campagne aumentate ad-hoc ma, prive della necessità endemica della piattaforma di spostarsi per l’ambiente circostante, probabilmente con un raggio di azione minore. Jurassic World Alive arriverà nelle prossime settimane su iPhone e Android, con pre-registrazioni attive già da adesso.

L'articolo Pokémon Go fa proseliti: ecco Jurassic World Alive proviene da Data Manager Online.

]]>
Perché Google ha rimosso 700 mila app dal Play Store https://www.datamanager.it/2018/02/perche-google-rimosso-700-mila-app-dal-play-store/ Fri, 02 Feb 2018 14:13:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140213 L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale sta dando i suoi frutti con controlli giornalieri che consentono di eliminare migliaia di software dannosi in maniera automatica Nel corso del 2017 Google ha eliminato il 70% di app in più dal suo Play Store. In tutto sono 700 mila i software ritenuti dannosi e associati ad almeno 100 mila sviluppatori […]

L'articolo Perché Google ha rimosso 700 mila app dal Play Store proviene da Data Manager Online.

]]>
L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale sta dando i suoi frutti con controlli giornalieri che consentono di eliminare migliaia di software dannosi in maniera automatica

Nel corso del 2017 Google ha eliminato il 70% di app in più dal suo Play Store. In tutto sono 700 mila i software ritenuti dannosi e associati ad almeno 100 mila sviluppatori dalla dubbia etica professionale. I numeri sono ancora imponenti e indicano quanto convenga agli hacker puntare sulla creazione di applicazioni e giochi che in realtà nascondono minacce per gli smartphone degli utenti ma la tecnologia utilizzata da Big G sta dando i suoi frutti, scovando i programmi in questione in un tempo brevissimo e prima che mietano cospicue vittime. L’Intelligenza Artificiale, sotto forma di algoritmi applicata al negozio digitale, è riuscita a bannare il 99% delle volte le app in fase di analisi e validazione, senza che queste arrivassero ad un’effettiva pubblicazione.

Cosa succede

Si tratta di una vittoria assoluta per un sistema, quello del Play Store, che negli anni è stato spesso messo sotto accusa per non riuscire a proteggere adeguatamente i clienti, lasciando che malware e virus vagassero nascosti nelle app, senza essere riconosciuti in tempo. “Il nostro obiettivo è sempre stato quello di rendere lo Store un posto più sicuro e affidabile – ha spiegato Andrew Ahn, product manager di Google Play – dimezzando la possibilità di installare software dannosi e consentendo alle persone di scaricare con maggiore serenità i lavori ospitati online.

Oggi chiunque tenti di sfruttare il nostro negozio di app per proporre giochi e strumenti fasulli non ha vita semplice e in futuro ne avrà sempre meno”. In termini di sicurezza, molto è migliorato per Google con il lancio di Play Protect, una funzione preinstallata di anti-malware, che analizza le applicazioni dopo esser state scaricate ma prima dell’installazione. Il tool ha impedito ad almeno mezzo milione di programmi maligni di farsi largo in smartphone e tablet Android.

L'articolo Perché Google ha rimosso 700 mila app dal Play Store proviene da Data Manager Online.

]]>
Wine porta un pizzico di Windows dentro Android https://www.datamanager.it/2018/01/wine-porta-un-pizzico-windows-dentro-android/ Thu, 25 Jan 2018 19:00:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139593 La versione numero 3 dell’app permette di installare un emulatore anche a bordo degli smartphone ARM e x86 potenziati dall’OS di Google Molti ricordano Wine per ciò che, sin dal 1993, permette di fare in ambiente non-Windows. Si tratta di un emulatore che non virtualizza alcuna macchina ma, semplicemente con un file di installazione, consente […]

L'articolo Wine porta un pizzico di Windows dentro Android proviene da Data Manager Online.

]]>
La versione numero 3 dell’app permette di installare un emulatore anche a bordo degli smartphone ARM e x86 potenziati dall’OS di Google

Molti ricordano Wine per ciò che, sin dal 1993, permette di fare in ambiente non-Windows. Si tratta di un emulatore che non virtualizza alcuna macchina ma, semplicemente con un file di installazione, consente di utilizzare app e giochi basati sul sistema operativo di Microsoft anche su macOS e Linux. Bene, dopo qualche anno di implementazione, ora Wine è disponibile anche per Android. Grazie a un pacchetto di circa 100 MB, chiunque può installare sul proprio device l’emulatore, provando il brivido di far partire un file Word o Excel come fare sul desktop. Beh, ci sono alcune limitazioni ma il punto di partenza è più che funzionale. Su questa pagina ci sono tutti gli apk, sia per telefonini Android ARM che x86.

Cosa farci

Come detto, l’ambiente di utilizzo non è per nulla completo, anzi. La dimensione ridotta dell’installer è dovuta al fatto che, dopo averlo caricato, la versione di Windows 7 è comprensiva solo dei binari necessari a far partire l’interfaccia, privi di software pre-configurati, che dunque vanno scaricati in giro per il web, trasferiti su Android e installati via dos. Niente di impossibile eh ma il gioco sarà divertente solo per i nostalgici e i più smanettoni.

Anche perché al giorno d’oggi i vari porting degli sviluppatori hanno rimpiazzato per bene l’esigenza di avere un piccolo Windows tra le mani. Pensiamo proprio alla suite Office, presente sia su Play Store che App Store e ai principali programmi per l’editing video e il fotoritocco, divenuti famosi su computer ma rapidamente declinati in edizione mobile per raggiungere gli utenti dovunque.

L'articolo Wine porta un pizzico di Windows dentro Android proviene da Data Manager Online.

]]>
Sonic è un porcospino troppo curioso https://www.datamanager.it/2018/01/sonic-un-porcospino-curioso/ Thu, 25 Jan 2018 14:45:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139592 Tre giochi ufficiali per Android sono sotto torchio per aver raccolto senza permesso la geolocalizzazione degli utenti, trasmessa a server di terze parti La società di sicurezza informatica Pradeo ha indagato a fondo su Sonic Dash, Sonic the Hedgehog Classic e Sonic Dash 2: Sonic Boom, tre giochi ufficiali di Sega prodotti per Android. Il […]

L'articolo Sonic è un porcospino troppo curioso proviene da Data Manager Online.

]]>
Tre giochi ufficiali per Android sono sotto torchio per aver raccolto senza permesso la geolocalizzazione degli utenti, trasmessa a server di terze parti

La società di sicurezza informatica Pradeo ha indagato a fondo su Sonic Dash, Sonic the Hedgehog Classic e Sonic Dash 2: Sonic Boom, tre giochi ufficiali di Sega prodotti per Android. Il motivo? Pare che tutti raccolgano indebitamente la posizione GPS degli utenti inviandola poi a server di terze parti, insicuri e dalle dubbie finalità. Il problema è più grave del previsto, data la mole di persone che ha scaricato le app incriminate sui propri dispositivi, circa 550 milioni. Ma non è tutto, stando ai ragazzi di Pradeo, escono dal terminale anche informazioni ulteriori, che riguardano le caratteristiche principali del telefono, la rete cellulare e l’OS di bordo. Insomma, un porcospino che oltre a correre veloce ruba più del dovuto, mandandolo a 11 server diversi, dislocati un po’ ovunque sul pianeta.

Gli hacker pronti a violarle

Se sono in corso diverse indagini per capire dove vadano a finire i dati raccolti dalle applicazioni di Sega, Pradeo è andata ancora più a fondo, scovando a bordo di queste 15 vulnerabilità che interessano il protocollo Open Web Application Security Project (OWASP). “Al di là di tutti i problemi individuati, c’è da considerare che i giochi ospitano due falle critiche, sfruttabili tramite un attacco man-in-the-middle. Le altre aprono a scenari ugualmente preoccupanti, come DoS, furto di informazioni sensibili, anche se crittografate” – hanno spiegato dal team.

A quanto pare, lo sviluppatore giapponese ha reagito prontamente alle analisi dell’agenzia di sicurezza, spiegando che le attività illecite portate avanti dai partner di terze parti saranno terminate al più presto. Intanto, c’è da capire in che modo rafforzerà le misure protettive dei tre Sonic, la cui presenza sul Play Store non è mai stata messa in discussione, nemmeno dopo i recenti fatti.

L'articolo Sonic è un porcospino troppo curioso proviene da Data Manager Online.

]]>
ProtonMail porta la sua rete sicura su Android https://www.datamanager.it/2018/01/protonmail-porta-la-sua-rete-sicura-android/ Fri, 19 Jan 2018 19:30:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139232 ProtonVPN è finalmente disponibile sul Play Store e permette a chiunque di sfruttare la navigazione protetta offerta dalla compagnia svizzera. Anche gratis Quando un gruppo di scienziati del Cern si era messo al lavoro su ProtonMail, in pochi pensavano a una simile diffusione a livello globale. Il motivo? Uno sponsor come Edward Snowden, utente della […]

L'articolo ProtonMail porta la sua rete sicura su Android proviene da Data Manager Online.

]]>
ProtonVPN è finalmente disponibile sul Play Store e permette a chiunque di sfruttare la navigazione protetta offerta dalla compagnia svizzera. Anche gratis

Quando un gruppo di scienziati del Cern si era messo al lavoro su ProtonMail, in pochi pensavano a una simile diffusione a livello globale. Il motivo? Uno sponsor come Edward Snowden, utente della prima ora, ha contribuito a far conoscere a un vasto pubblico il client di posta, che sfrutta la crittografia end-to-end per proteggere le comunicazioni degli iscritti.

In anni in cui il Datagate e gli artifizi delle agenzie federali hanno messo a dura prova la privacy dei cittadini online, ProtonMail si è posta come piattaforma di assoluto valore per riprendersi un po’ di quella libertà perduta con la convinzione che le identità digitali fossero al sicuro da occhi indiscreti, anche utilizzando tool di terze parti. Dopo un tale successo, i ragazzi svizzeri hanno lanciato anche su Android ProtonVPN, per semplificare una navigazione al riparo dagli spioni.

Come funziona

Come qualsiasi altro servizio di virtual private network, ProtonVPN sfrutta tunnel cifrati per veicolare la richiesta e l’invio dei dati durante il browsing. Che si tratti di un portale con suffisso HTTPS o, peggio, HTTP, l’app trasferisce il traffico su propri canali, assicurandone l’anonimato. Sinora l’app era disponibile solo in versione PC e in beta ma la buona risposta di pubblico ha spinto gli sviluppatori a sbarcare su Android, il sistema presente su oltre l’80% degli smartphone al mondo.

Ma ciò che è più importante è che ProtonVPN si può usare anche gratis, seppur con il limite di un’attivazione per un solo dispositivo e server dislocati su tre paesi invece del vasto catalogo presente per chi decide di sborsare un canone mensile, da 4 a 24 euro, a seconda delle esigenze.

L'articolo ProtonMail porta la sua rete sicura su Android proviene da Data Manager Online.

]]>
Android accetterà solo app sviluppate a 64-bit https://www.datamanager.it/2017/12/android-accettera-solo-app-sviluppate-64-bit/ Fri, 22 Dec 2017 19:30:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138099 Google ha annunciato la necessità per gli sviluppatori di adottare il nuovo framework, che diventerà basilare a partire dall’agosto del 2019 Manca un anno e mezzo alla dismissione definitiva, da parte di Google, di giochi e app per Android realizzati su piattaforma a 32-bit. La stessa Big G ha confermato la sua linea strategica, affermando […]

L'articolo Android accetterà solo app sviluppate a 64-bit proviene da Data Manager Online.

]]>
Google ha annunciato la necessità per gli sviluppatori di adottare il nuovo framework, che diventerà basilare a partire dall’agosto del 2019

Manca un anno e mezzo alla dismissione definitiva, da parte di Google, di giochi e app per Android realizzati su piattaforma a 32-bit. La stessa Big G ha confermato la sua linea strategica, affermando come dall’agosto del 2019 il Play Store potrà contenere solo software sviluppati a 64-bit, come peraltro accade già per i lavori più recenti. Il motivo risiede nelle parole della compagnia parte del gruppo Alphabet: “Per le app che utilizzano librerie native, il framework a 64-bit vuol dire restituire migliori performance e opportunità di abbracciare nuovi metodi di interazione”. Si tratta dunque di un salto in avanti necessario per far compiere ai programmi Android un cambio generazionale per nulla banale.

Cosa cambia

Per le grandi compagnie e i developer più lungimiranti ciò vorrà dire semplicemente terminare il supporto al vecchio standard. Come detto, app e giochi dell’ultimo periodo sono nati già tramite un lavoro di sviluppo a 64-bit. Peraltro, chi produce applicazioni multipiattaforma, sia per iOS che Android, ha dovuto adattarsi alle nuove regole in anticipo, visto che Apple ha comunicato la fine del supporto su iOS 11 lo scorso settembre. In aggiunta a tale novità, Google ha anche rilanciato la necessità di creare (o aggiornare) software che siano allineati con l’interfaccia di Android Oreo, che dall’agosto del 2018 (quindi un anno prima dell’obbligatorietà dei 64-bit) dovrà essere inserito tra i sistemi operativi supportati, dove ovviamente non lo sia già adesso. L’obiettivo è cercare di ridurre l’estrema frammentazione che da sempre caratterizza il mondo del robottino verde, donando maggiore stabilità e uniformità nell’esperienza di fruizione digitale.

L'articolo Android accetterà solo app sviluppate a 64-bit proviene da Data Manager Online.

]]>
Android, tre app su quattro ci tracciano https://www.datamanager.it/2017/11/android-tre-app-quattro-ci-tracciano/ Thu, 30 Nov 2017 10:44:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136487 La scoperta fatta dall’Università di Yale ed Exodus Privacy è sconcertante: molte delle applicazioni sul Play Store vanno oltre ciò che dovrebbero fare sugli smartphone con sistema operativo Google Ci sono anche Uber, Twitter e Spotify tra le app che il Privacy Lab dell’Università di Yale ed Exodus Privacy considerano  decisamente invasive della privacy degli […]

L'articolo Android, tre app su quattro ci tracciano proviene da Data Manager Online.

]]>
La scoperta fatta dall’Università di Yale ed Exodus Privacy è sconcertante: molte delle applicazioni sul Play Store vanno oltre ciò che dovrebbero fare sugli smartphone con sistema operativo Google

Ci sono anche Uber, Twitter e Spotify tra le app che il Privacy Lab dell’Università di Yale ed Exodus Privacy considerano  decisamente invasive della privacy degli utenti. All’interno del report rilasciato qualche giorno fa, i ricercatori delle due organizzazioni affermano come oltre 3 app su 4, presenti sul Play Store, mettono in piedi una sorveglianza clandestina via software, non comunicata agli utenti Android nel momento dell’installazione. Tra le attività extra che le applicazioni in questione portano a casa c’è spesso il tracking della localizzazione, più che logico per piattaforme come Uber, ma anche un monitoraggio sui comportamenti dei dispositivi che poco hanno a che vedere con giochi e servizi specifici. Perché procedere a tali operazioni quindi? Quasi sempre a scopo di marketing, per la vendita di informazioni utili a targetizzare i consumatori e proporre banner in linea con le proprie abitudini.

Cosa succede

Exodus, nel suo database di analisi, ha almeno 44 software spia di cui 25 sono stati individuati nelle app prelevate dal Play Store. Ma non solo: il 75% di almeno 300 applicazioni oggetto di ricerca contiene codici e firme derivanti da tracker, possibili dunque di spionaggio silente. Alcuni di questi programmini fanno davvero paura. Ad esempio FidZup serve a scovare se ci sono altri smartphone nelle vicinanze, tramite l’utilizzo di frequenze ultrasoniche non percettibili all’orecchio umano, FaceGrok invece sfrutta la fotocamera per riconoscere le persone e, almeno in teoria, salvare i volti per creare un archivio interno per i più vari scopi. Prima che i possessori di un iPhone puntino il dito contro l’OS rivale, c’è da dire che l’Università di Yale e Privacy Lab hanno esplicitamente dichiarato che gran parte delle app presenti sul negozio di Google hanno delle perfette controparti su App Store, capaci dunque di raggiungerei il medesimo obiettivo.

L'articolo Android, tre app su quattro ci tracciano proviene da Data Manager Online.

]]>