Poste Italiane – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 14:18:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Poste Italiane – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Aumento dei costi postali: con PostHello! la soluzione per risparmiare https://www.datamanager.it/2018/07/aumento-dei-costi-postali-con-posthello-la-soluzione-per-risparmiare/ Mon, 09 Jul 2018 16:30:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150920 Ideale per professionisti e studi professionali, abbatte i tempi e i costi dei servizi postali PostHello!Professional è una soluzione studiata per consentire a professionisti e studi professionali, quali avvocati, notai, commercialisti, geometri, architetti, amministratori di condominio e spazi di co-working, di semplificare tutte le procedure legate alla spedizione di raccomandate, telegrammi e lettere, e di […]

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Ideale per professionisti e studi professionali, abbatte i tempi e i costi dei servizi postali

PostHello!Professional è una soluzione studiata per consentire a professionisti e studi professionali, quali avvocati, notai, commercialisti, geometri, architetti, amministratori di condominio e spazi di co-working, di semplificare tutte le procedure legate alla spedizione di raccomandate, telegrammi e lettere, e di prenotare il ritiro dei pacchi direttamente dall’ufficio, tramite la stampante multifunzione, il tablet e il computer. Questo elimina le perdite di tempo e i costi legati all’andare all’ufficio postale, e mantiene allo stesso tempo il valore legale della corrispondenza.

Sviluppato da AGS e commercializzato da OTE Open Technology Experts, azienda informatica controllata al 100% da AGS, PostHello!Professional è il frutto nato dall’integrazione con la piattaforma ConnectKey di Xerox e della partnership tecnologica con Poste Italiane. PostHello!Professional si aggiunge ai servizi PostHello!Web, una piattaforma web integrata per spedire lettere, raccomandate e telegrammi dal proprio computer, e PostHello!City, l’innovativa soluzione che ha portato i servizi postali e le polizze auto in centinaia di tabaccherie ed esercizi commerciali di tutta Italia.

PostHello!Professional mette a disposizione un esclusivo servizio che non viene più offerto da Poste Italiane: Data Certa. Apponendo una marca digitale temporale, questo servizio esclusivo conferisce ai documenti pieno valore legale e probatorio. Infatti, il documento datacertato ha una duplice garanzia: ne viene certificata l’esistenza in una data e un’ora opponibile a terzi; e ne viene certificata l’autenticità, l’integrità del contenuto originale, la leggibilità e la reperibilità nel tempo. Grazie alla certificazione EPCM (Electronic Postal Certification Mark) il contenuto del documento non è in alcun modo modificabile ed è conservato in formato digitale all’interno di un data center certificato, da cui può essere recuperato e condiviso in qualunque momento.

PostHello!Professional consente di inviare raccomandate semplici (in Italia e all’estero) e con ricevuta di ritorno (solo in Italia), direttamente dalla stampante multifunzione dell’ufficio, in modo veloce e pratico. Queste hanno lo stesso valore legale di una raccomandata spedita dall’ufficio postale. È inoltre possibile spedire, via raccomandata, un documento datacertato.

PostHello!Professional permette di effettuare, in modo automatico, invii multipli (invio di documenti diversi a destinatari diversi) e invii massivi (invio dello stesso documento a destinatari diversi), ottimizzando significativamente i tempi di lavoro. Per semplificare ancora di più il processo di invio, il software PostHello!Professional consente di gestire gli indirizzi e i destinatari direttamente da un file Excel.

I servizi di PostHello!Professional possono essere utilizzati da più persone all’interno dello stesso ufficio: l’admin può infatti configurare e gestire più utenti che a loro volta possono operare per conto di diversi clienti, professionisti e centri di costo, le cui relative spedizioni verranno riepilogate e fatturate in un unico documento mensile, snellendo notevolmente anche gli aspetti contabili e permettendo un controllo completo ed efficace di tutte le operazioni.

Tutte le spedizioni effettuate con PostHello!Professional sono costantemente tracciabili attraverso il riepilogo delle spedizioni, la possibilità di effettuare ricerche, applicare filtri e creare report su tutte le operazioni effettuate. Infine, non è necessario stampare, imbustare e consegnare i documenti: ci pensa Poste Italiane.

“Motivati dal successo dei prodotti PostHello!City e PostHello!Web, abbiamo deciso di allargare i nostri orizzonti focalizzandoci sul mondo dei professionisti, in un’ottica di ottimizzazione del lavoro e agevolazione delle risorse, attraverso prodotti tecnologicamente innovativi e di immediata fruizione” ha dichiarato Oscar Padrin, Amministratore Unico di AGS e di OTE. “Indagini di mercato hanno evidenziato che in uno studio professionale gli oneri “nascosti” per recarsi all’ufficio postale sono nell’ordine di parecchie centinaia di euro l’anno. Con PostHello!Professional ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di eliminare le perdite tempo e i costi nascosti, fornendo una vantaggiosa soluzione tecnologica e integrata, che include anche tariffe agevolate.”

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Amazon si accorda con le Poste: consegne di sera e nei weekend https://www.datamanager.it/2018/06/amazon-si-accorda-con-le-poste-consegne-di-sera-e-nei-weekend/ Wed, 13 Jun 2018 14:19:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149540 Amazon si accorda con Poste Italiane e a breve consentirà di ricevere i pacchi fino alle 19:45 e nei weekend Presto sarà molto più semplice ricevere i prodotti acquistati online su Amazon. Il colosso dell’e-commerce, che ha lanciato anche in Italia la sua piattaforma di streaming musicale Prime Music, ha stretto una partnership con Poste […]

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Amazon si accorda con Poste Italiane e a breve consentirà di ricevere i pacchi fino alle 19:45 e nei weekend

Presto sarà molto più semplice ricevere i prodotti acquistati online su Amazon. Il colosso dell’e-commerce, che ha lanciato anche in Italia la sua piattaforma di streaming musicale Prime Music, ha stretto una partnership con Poste Italiane che prevede la consegna dei pacchi a domicilio anche nelle ore serali (fino alle 19:45) e nei weekend. L’accordo ha una durata di tre anni e potrà essere rinnovato per altri due. Poste Italiane afferma che fornirà questo servizio “attraverso la capillare presenza territoriale garantita da oltre trentamila portalettere impegnati nelle attività di recapito, dal corriere espresso SDA e dalla flotta MistralAir, la compagnia aerea del Gruppo”.

L’alleanza tra Poste Italiane e Amazon, che con Prime Reading offre un ricco catalogo di e-book senza alcun costo aggiuntivo, rientra nel piano industriale Deliver 2022 e integra il nuovo modello di recapito “Joint Delivery” attivo dallo scorso aprile. Non solo, l’accordo consentirà di accelerare lo sviluppo dell’e-commerce nel nostro Paese con effetti positivi anche dal punto di vista occupazionale. Dal 2020 infatti si prevede che le persone impegnate nella logistica dei pacchi saranno circa 10mila.

Amazon negli ultimi mesi ha lavorato molto per rendere il suo servizio ancora più efficiente e in linea con le esigenze dei suoi utenti. L’azienda di Jeff Bezos ad esempio ora consente di ricevere i prodotti acquistati in giornata o direttamente nel bagagliaio dell’auto. Il pacco può anche essere consegnato quando non ci troviamo a casa tramite la piattaforma Key.

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Mastercard e Poste Italiane semplificano gli acquisti online con Masterpass https://www.datamanager.it/2017/03/mastercard-poste-italiane-semplificano-gli-acquisti-online-masterpass/ Fri, 03 Mar 2017 11:17:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120304 Poste Italiane arricchisce le opportunità dello shopping online dei suoi clienti, integrando Masterpass nella nuova App Postepay In occasione del Mobile World Congress, in corso in questi giorni a Barcellona, Mastercard e Poste Italiane annunciano l’integrazione, all’interno dell’App Postepay, di Masterpass, la piattaforma globale di Mastercard per l’e-commerce che elimina la necessità di fornire, per […]

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Poste Italiane arricchisce le opportunità dello shopping online dei suoi clienti, integrando Masterpass nella nuova App Postepay

In occasione del Mobile World Congress, in corso in questi giorni a Barcellona, Mastercard e Poste Italiane annunciano l’integrazione, all’interno dell’App Postepay, di Masterpass, la piattaforma globale di Mastercard per l’e-commerce che elimina la necessità di fornire, per ogni transazione, i dati di pagamento e spedizione, rendendo più comodi e sicuri gli acquisti online, su centinaia di migliaia di siti abilitati a Masterpass in tutto il mondo.

Masterpass è integrato all’interno della nuova App Postepay, che vanta già più di 4 milioni di download e dallo scorso anno consente di effettuare pagamenti di bollettini e ricariche telefoniche, fare bonifici ed effettuare transazioni P2P comodamente dal proprio smartphone. Da oggi, grazie a Masterpass, la nuova app consentirà ai titolari di carte prepagate Postepay – più di 13 milioni con le quali viene effettuato il 25% delle transazioni di e-commerce in Italia –  anche di fare acquisti online semplici e sicuri, attraverso un’ interfaccia user friendly estremamente semplice ed intuitiva sui siti web abilitati Masterpass, senza dover inserire ogni volta i dati della carta e l’indirizzo di spedizione.

“I consumatori italiani si affidano sempre di più ai loro dispositivi mobili negli acquisti quotidiani e sono alla ricerca di soluzioni di pagamento semplici, veloci e sicure. Siamo entusiasti che un partner prestigioso come Poste Italiane abbia scelto Masterpass per arricchire le opportunità di shopping dei sui clienti e per contribuire alla digitalizzazione di milioni di Italiani”, ha commentato Paolo Battiston, Division President Italy & Greece di Mastercard.

“L’app Postepay si inserisce all’interno della strategia di digital innovation di Poste Italiane. Con l’integrazione di Masterpass, vogliamo mettere a disposizione dei nostri clienti e possessori di carte Postepay, che comprendono un’ampia fascia della popolazione giovane italiana, soluzioni e tecnologie per i pagamenti online innovative, semplici e sicure a supporto dell’e-commerce in Italia.” ha dichiarato Marco Siracusano, direttore BancoPosta di Poste Italiane.

In una realtà dove i pagamenti digitali sono in continua crescita in Europa, con la previsione di raggiungere il 38% del totale pagamenti entro il 2020, Masterpass rappresenta una soluzione in grado di portare importanti vantaggi a consumatori e retailer, consentendo di effettuare acquisti in modo semplice, veloce e sicuro, su ogni dispositivo e canale – online, via app e in-store.

La semplificazione, la velocità e la sicurezza, garantite dall’implementazione di Masterpass, consentiranno ai clienti di Poste Italiane di effettuare acquisti online presso 340.000 siti di e-commerce a livello internazionale, di cui 12.000 in Italia, che accettano Masterpass.

Con Masterpass è sufficiente creare un proprio account gratuito sui canali della propria banca e personalizzarlo una sola volta registrando i dati delle proprie carte e gli indirizzi di spedizione. Per autorizzare ogni acquisto successivo basterà un click, eliminando passaggi ripetitivi e velocizzando le operazioni.

Masterpass è una piattaforma per i pagamenti integrata, che supporta tutte le forme di commercio e risponde alle diverse esperienze degli esercenti e ai bisogni dei consumatori, ed è a disposizione di centinaia di migliaia di esercenti presenti online o su app. Dalla fine di giugno 2016, Masterpass é accessibile nel mondo a 200 milioni di consumatori in 33 paesi in Europa.

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Poste Italiane e Digital Magics: accordo per l’innovazione digitale https://www.datamanager.it/2015/12/poste-italiane-digital-magics-accordo-linnovazione-digitale/ Mon, 21 Dec 2015 13:29:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=91327 L’obiettivo è quello di monitorare le novità che emergono dal mondo delle startup e realizzare un Campus dell’Innovazione Nella sua strategia di innovazione e di trasformazione digitale Poste Italiane avvia la collaborazione con Digital Magics, business incubator italiano che offre supporto alla nascita e alla crescita di startup digitali e alle imprese, fornendo servizi di consulenza […]

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L’obiettivo è quello di monitorare le novità che emergono dal mondo delle startup e realizzare un Campus dell’Innovazione

Nella sua strategia di innovazione e di trasformazione digitale Poste Italiane avvia la collaborazione con Digital Magics, business incubator italiano che offre supporto alla nascita e alla crescita di startup digitali e alle imprese, fornendo servizi di consulenza sui programmi digitali.

La collaborazione segue quindi il percorso tracciato dal Piano industriale Poste 2020, che investe l’azienda di un ruolo di motore di innovazione e di sviluppo inclusivo per offrire ai cittadini, alle imprese e alla PA servizi evoluti, sicuri semplici ed efficaci da integrare con l’offerta tradizionale, favorendo così l’adozione sempre più ampia dei processi digitali per accompagnare il Paese nel passaggio dall’economia tradizionale a quella digitale e coglierne tutte le opportunità di crescita. L’accordo di Open Innovation con Digital Magics costituisce anche un nuovo tassello del programma di trasformazione aziendale che colloca il cliente al centro delle strategie di sviluppo.

Il progetto fornirà a Poste Italiane l’opportunità di dare supporto all’imprenditorialità digitale del Paese, stimolando la nascita di nuove aziende e la creazione di posti di lavoro, facendo di Poste Italiane un catalizzatore dell’innovazione digitale. La strategia di Poste Italiane intende infatti dare stimolo alla nascita di nuove idee, alla scoperta di talenti e all’incremento di competitività e di innovazione a supporto delle imprese grazie anche alla contaminazione con le startup.

La partnership prevede che Digital Magics realizzi un monitoraggio costante ed esteso sul mondo delle startup per dare visibilità alle principali soluzioni innovative che emergono dal mondo delle imprese digitali, analizzandone la potenziale applicabilità ai processi e ai servizi da parte di Poste Italiane. La finalità è quella di mettere a sistema informazioni e conoscenze per pianificare iniziative ed eventuali investimenti che Poste Italiane valuterà in termini di valore industriale e tecnologico per nuove soluzioni di business.

In questo scenario si colloca la creazione del Campus per l’innovazione di Poste Italiane, che sarà realizzato a Roma e del quale Digital Magics avrà il coordinamento delle attività insieme a Talent Garden, società partecipata da Digital Magics e principale network europeo di co-working focalizzato sul digitale. Il Campus sarà un “ecosistema” in cui i talenti del digitale potranno contaminare le esperienze, progettare, realizzare e sperimentare soluzioni innovative da applicare al business di Poste Italiane.
L’accordo prevede anche la creazione di percorsi di formazione originali, tradizionali e multimediali per i dipendenti al fine di dare massima diffusione in azienda alla cultura dell’innovazione e del digitale.

Questa partnership rientra nell’ampio scenario tracciato da Enrico Gasperini, Fondatore e Presidente di Digital Magics, recentemente scomparso. Il piano di Open Innovation con Poste Italiane rappresenta un momento fondamentale per l’ecosistema dell’innovazione italiano: è la prima volta che la più grande azienda di servizi italiana collabora attivamente con un incubatore e con le startup. L’accordo con Poste Italiane rientra nel grande progetto relativo alla creazione della più importante piattaforma di innovazione per il DIGITAL MADE IN ITALY, che Digital Magics sta realizzando con Talent Garden e con i partner di Open Innovation. L’apertura del Campus a Roma con Poste Italiane è una pietra miliare di questo progetto.

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AGS, lo sviluppo continua https://www.datamanager.it/2015/10/ags-lo-sviluppo-continua/ Thu, 15 Oct 2015 10:36:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85707 Un accordo con Xerox e un’accelerata sull’Internet of Things sono tra le novità autunnali della società, sempre più attiva in numerosi ambiti oltre la system integration Un autunno decisamente frizzante, quello di AGS (Advanced Global Solution). La società, che ha sede a Pero, alle porte di Milano, ed è principalmente attiva nella system integration, sta […]

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Un accordo con Xerox e un’accelerata sull’Internet of Things sono tra le novità autunnali della società, sempre più attiva in numerosi ambiti oltre la system integration

Un autunno decisamente frizzante, quello di AGS (Advanced Global Solution). La società, che ha sede a Pero, alle porte di Milano, ed è principalmente attiva nella system integration, sta continuando ad allargare il campo d’azione verso nuovi ambiti, partendo dalla solida base di 20 milioni di fatturato annuo e di circa 300 persone tra collaboratori diretti e indiretti.


#AGS Oscar Padrin: Analisi organica e governo di tutti i dati di produzione
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Nuove risorse

Un primo importante sviluppo riguarda il mondo dell’Internet of Things (IoT), verso il quale la società sta aggiungendo competenze al proprio interno tramite «l’inserimento di nuove risorse con skill specifici: si tratta di circa 15 figure specializzate che si sono recentemente unite ai nostri team» – spiega a Data Manager, Oscar Padrin, amministratore unico di AGS. L’idea di fondo è quella di «realizzare soluzioni innovative in linea con il nostro approccio, che da sempre privilegia l’aspetto progettuale e soprattutto qualitativo, anche per il mondo dell’Internet delle Cose, che da più parti viene indicata come la quarta rivoluzione industriale. Anche se non vorrei sbilanciarmi troppo, ritengo ugualmente che le potenzialità siano molto interessanti, soprattutto se si guarda alle esigenze del tessuto manifatturiero» – conferma Padrin.


#AGS Oscar Padrin: L’intesa con #Xerox e l’ufficio postale direttamente in azienda
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Governare i dati nel manufacturing

Infatti, la visione di AGS rispetto all’IoT non riguarda solo il lato software, che è già nel codice genetico dell’azienda, con la società SSD, cioè Software Solutions Designs, il cui prodotto di punta è CrossTime, soluzione nata nel 2013 per rivolgersi appositamente all’activity performance management per la gestione delle commesse, ma spazia anche verso la progettazione e realizzazione di apparecchiature hardware. «L’obiettivo che ci siamo posti è quello di approntare, già entro fine anno, strumenti di rilevazione studiati appositamente sulle esigenze del settore manifatturiero, non solo italiano ma anche estero, in modo da proporre una suite completa per il governo di tutti i dati di produzione, realizzando così un’analisi del dato realmente organica» – sottolinea Padrin. Dalla sinergia di queste nuove apparecchiature con il software CrossTime, nella sua versione manufacturing, sarà possibile «dialogare con la produzione in maniera diretta e senza mediazioni e analizzare i dati che provengono dalle linee produttive, senza avere altri ambienti con i quali doversi ogni volta interfacciare per andare a prendere i dati» – fa notare Padrin. Secondo l’azienda, CrossTime, che è disponibile in diverse versioni oltre a quella manufacturing rilasciata a fine 2014, è realizzata per adattarsi ai processi dell’azienda e non viceversa, con l’intenzione di rivolgersi sia alle piccole e medie imprese che lavorano su commessa sia ai dipartimenti delle grandi aziende, e non a caso CrossTime prevede molteplici modalità, per soddisfare tutte le esigenze: on premise, in cloud e in modalità Software as a Service (SaaS).


#AGS Oscar Padrin: Dialogare con la produzione in maniera diretta e senza mediazioni #IoT
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L’accordo con Xerox

Infine, un altro rilevante sviluppo riguarda la soluzione PostHello!, realizzata dalla società del gruppo AGS OTE, sigla di Open Technology Experts, che consiste in una piattaforma fruibile sia on premise sia via web e in cloud, anche su dispositivi mobili come smartphone e tablet, per gestire con la massima flessibilità i servizi postali. All’inizio di settembre, è stato siglato un accordo con Xerox con lo scopo di effettuare il porting della soluzione OpenTex sulle stampanti multifunzione, anche di dimensioni medie, realizzate dal colosso statunitense. «L’intesa con Xerox è molto importante per noi sia in considerazione della loro ampia base di stampanti installate sia per il fatto che l’azienda è da tempo partner di Poste Italiane, e ci consentirà di realizzare la nostra idea di portare l’ufficio postale direttamente nelle singole aziende» – conclude Oscar Padrin.

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Poste Italiane e MasterCard insieme per i pagamenti online https://www.datamanager.it/2015/09/poste-italiane-e-mastercard-insieme-per-i-pagamenti-online/ Wed, 02 Sep 2015 18:00:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82611 Il CEO di MasterCard e l’AD di Poste Italiane hanno firmato una partnership per lo sviluppo di nuove soluzioni nell’ambito dei pagamenti online Poste Italiane ha firmato oggi preso la sua sede all’Eur, a Roma, un accordo con MasterCard per dare vita ad una partnership volta allo sviluppo di nuove soluzioni nel campo delle transazioni […]

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Il CEO di MasterCard e l’AD di Poste Italiane hanno firmato una partnership per lo sviluppo di nuove soluzioni nell’ambito dei pagamenti online

Poste Italiane ha firmato oggi preso la sua sede all’Eur, a Roma, un accordo con MasterCard per dare vita ad una partnership volta allo sviluppo di nuove soluzioni nel campo delle transazioni e i pagamenti online. Il memorandum d’intesa è stato firmato dall’AD di Poste Italiane, Francesco Caio, e dal CEO della società di carte di credito, Ajay Banga. Il documento, si legge nella nota che lo ufficializza, “rientra nel piano di sviluppo dei servizi digitali che Poste ha avviato con l’obiettivo di offrire ai clienti servizi trasparenti e sicuri che coniugano l’utilizzo delle tecnologie più avanzate con un utilizzo facile e accessibile a tutti”.

Nel corso dell’incontro, il CEO di MasterCard ha consegnato a Caio una targa per celebrare il successo dell’iniziativa di solidarietà legata alla carta prepagata Postepay Evolution, che a meno di un anno dal lancio è stata adottata da oltre un milione di clienti, e promossa dal World Food Program delle Nazioni Unite.

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Nuova veste grafica per il sito di Poste Italiane https://www.datamanager.it/2015/07/nuova-veste-grafica-per-il-sito-di-poste-italiane/ Fri, 03 Jul 2015 15:00:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79965 Consente l’accesso immediato all’offerta del Gruppo: prodotti e servizi postali, finanziari e assicurativi Il sito di Poste Italiane si rinnova e indossa una nuova veste grafica che semplifica la navigazione per favorire un accesso più immediato ai servizi online dei tre core business: servizi postali, finanziari e assicurativi. Il sito poste.it conta mediamente ogni mese circa 9 […]

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Consente l’accesso immediato all’offerta del Gruppo: prodotti e servizi postali, finanziari e assicurativi

Il sito di Poste Italiane si rinnova e indossa una nuova veste grafica che semplifica la navigazione per favorire un accesso più immediato ai servizi online dei tre core business: servizi postali, finanziari e assicurativi.

Il sito poste.it conta mediamente ogni mese circa 9 milioni di visitatori unici e si colloca tra i siti italiani a maggior traffico

Il nuovo poste.it facilita la navigazione e indirizza il cliente sui prodotti e i servizi di suo interesse, ai quali potrà accedere molto più velocemente. Il design scelto è caratterizzato da una grafica semplice e con modalità di navigazione intuitiva e veloce. Bussola del sito è il “mega-menù” a tendina che consente un accesso immediato alle tre principali tipologie di servizi offerti dal Gruppo Poste Italiane: finanziari, assicurativi e postali. L’home page, e le pagine indice che danno accesso alle aree di prodotto, sono state sviluppate in modalità dinamica e pertanto riadattano automaticamente i contenuti agli schermi di smartphone e tablet.

Il restyling di poste.it rappresenta un ulteriore  passo nel progetto di trasformazione del Gruppo Poste Italiane, e ha l’obiettivo di rafforzarne  la presenza del Gruppo sui media digitali., in linea con gli obiettivi del  piano d’impresa di diventare una infrastruttura strategica per la modernizzazione del Paese.

L’obiettivo è accompagnare cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione verso l’economia digitale con servizi di qualità, semplici, trasparenti e affidabili, facili da usare che migliorano la qualità della vita e la competitività delle aziende.

Il nuovo sito è parte di un piano di sviluppo digitale che vedrà a breve anche il lancio di nuove app per la fruizione in mobilità di servizi postali e finanziari.

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Pagamenti in mobilità e sicurezza https://www.datamanager.it/2014/11/pagamenti-in-mobilita-sicurezza/ Tue, 18 Nov 2014 09:59:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64892 Vendor e analisti discutono del potenziale in Italia dei sistemi di pagamento e micropagamento mobili. Il potenziale è elevato, l’evoluzione di certi servizi lenta ma ineluttabile. Non è un problema tecnologico, occorrono più chiarezza per le regole, accessibilità delle soluzioni e protagonisti riconosciuti Anche il mobile commerce appartiene a quella particolare categoria di “scenari annunciati” […]

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Vendor e analisti discutono del potenziale in Italia dei sistemi di pagamento e micropagamento mobili. Il potenziale è elevato, l’evoluzione di certi servizi lenta ma ineluttabile. Non è un problema tecnologico, occorrono più chiarezza per le regole, accessibilità delle soluzioni e protagonisti riconosciuti

Anche il mobile commerce appartiene a quella particolare categoria di “scenari annunciati” che – pur soddisfacendo, almeno in apparenza, tutti i presupposti tecnologici – faticano ad affermarsi, consolidandosi su vasta scala. Molte tessere del mosaico degli acquisti in mobilità sembrano a portata di mano: tecnologie come la comunicazione NFC, per esempio, o una capillare presenza di dispositivi smart nelle tasche di tutti gli acquirenti.

Combinando il parere dei vendor con quello degli analisti, si cercherà di fare chiarezza tanto sui fattori che ancora rallentano il settore dei pagamenti e micropagamenti mobili, quanto sulle condizioni e le tecnologie più abilitanti.

L’inchiesta di Data Manager è stata condotta nelle settimane che hanno preceduto il lancio, da parte di Apple Computer, della piattaforma Apple Pay, immediatamente classificato tra gli annunci che possono sovvertire le regole del gioco. Troppo presto per poter giudicare, specie considerando che verosimilmente il servizio non sarà disponibile in Italia a breve termine. Conta però il fatto che un grande brand come Apple stia puntando tutta la propria forza trascinatrice su una trasformazione che potrebbe essere non meno rivoluzionaria di fenomeni come la musica MP3. Molti altri solution provider e system integrator affrontano la problematica, cercando di rispondere in qualche modo alla richiesta del mercato, magari facendo leva sugli investimenti tecnologici già in essere e quelle condizioni al contorno favorevoli che forse necessitano solo di una buona dose di coordinamento per concretizzarsi.

Scenario europeo

Se l’Europa può essere considerata uno dei mercati di frontiera per l’intero comparto della mobilità e per il segmento dei pagamenti mobili, il recente studio “Global consumer banking and mobile survey” targato IDC offre una miscela di stimoli positivi e conservativi al tempo stesso. Attraverso la survey, gli analisti IDC individuano tra i consumatori di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito una percentuale del 30% di consumatori che si sono serviti di un dispositivo mobile per effettuare almeno una transazione di pagamento nel 2013 e nella maggior parte dei casi si è trattato dell’acquisto di beni fisici. Un volume che per IDC ancora non intacca minimamente la modalità preferita dai frequentatori dei principali siti di e-commerce europei, ovvero il pagamento effettuato sul tradizionale browser.

Ancora più bassa, 11%, è la percentuale di chi ha utilizzato un dispositivo mobile per effettuare un pagamento contactless (NFC) attraverso la nuova generazione di terminali Pos introdotti anche dalle banche italiane. Il micropagamento, assimilabile ovviamente all’insieme dei pagamenti mobili, viene giustamente considerato anche dal nostro panel come un segmento a sé stante e i trend verso la migrazione su apparati “in store” compatibili con la tecnologia NFC fa ben sperare. IDC raggiunge tuttavia una conclusione sostanzialmente neutra, prevedendo che sarà difficile che nell’arco dei prossimi dieci anni il pagamento mobile diventi una abitudine predominante se l’ambito NFC, grazie anche all’approvazione dello standard Host Cart Emulation da parte di Visa e MasterCard, sarà dominato dai circuiti delle carte e dalle banche che li rappresentano. Gli esercenti avranno però la possibilità di sperimentare tecnologie diverse, anche a basso impatto come possono essere i codici QR associati ormai a molti programmi di fidelizzazione e couponing. Nuovi regolamenti, come la SEPA europea e gli accordi interbancari, apriranno la strada a forme di pagamento associate a fondi conservati sui conti correnti, creando le condizioni ideali per un futuro abbattimento dei costi e un incremento della qualità e della varietà dei servizi ai merchant.

Frammentazione della rete

Secondo Daniela Rao, TLC research & consulting director di IDC Italia, il relativo scetticismo manifestato dai suoi colleghi europei è dovuto all’assenza di tecnologie e soggetti di riferimento. «La sensazione è che per il momento nella cucina dei pagamenti mobili in Europa ci siano troppi cuochi e ancora non si intravvedono direzioni precise». In Italia, c’è un serio problema di frammentazione della rete retail, dove sono numerosissimi gli operatori, poche le grandi insegne multistore, ridotte e diluite le marginalità. «A questo si aggiungono una normativa troppo permissiva e la conseguente difficoltà nella digitalizzazione della rete di vendita fisica». Una pletora di punti vendita, probabilmente oltre il milione, di cui 130mila bar e altrettanti ristoranti, in genere restii ad adottare tecnologie percepite con una certa ostilità perché rappresentano un costo e possono diventare uno strumento di tracciamento e trasparenza degli incassi.

Questo non toglie che l’evoluzione verso il mobile dei terminali Pos avverrà e nel frattempo anche in Italia si sperimentino soluzioni interessanti sul fronte della bigliettistica, del pagamento dei parcheggi, delle prenotazioni. «Certo, l’avvento di novità come Apple Pay potrebbe aprire prospettive molto interessanti, soprattutto nell’ambito delle grandi catene della Gdo, dove ci sono già state evoluzioni sui Pos. Poi c’è tutto il comparto del direct billing, cioè della possibiltà di effettuare acquisti che vengono addebitati sulla bolletta del telefono. Peccato che un freno notevole al potenziale di questi servizi venga dalla grande diffusione in Europa e in Italia delle Sim prepagate». Daniela Rao si aspetta inoltre un ulteriore sviluppo del mobile wallet associato da Poste Italiane al suo servizio Postepay. A luglio, è stato superato l’importante traguardo di un miliardo di euro movimentati con pagamenti e operazioni bancarie effettuate da mobile. Dei tre milioni di clienti che oggi possiedono una Sim PosteMobile, oltre un milione ha scelto di utilizzare ogni mese i servizi di mobile payment per eseguire pagamenti di bollettini, bonifici, ricariche Postepay e Sim, trasferimento di denaro all’estero e per acquisto di beni e servizi. Il driver di quello che Daniela Rao considera un buon successo, è proprio il “borsellino” di PosteMobile da oggi aperto ai clienti di tutti gli operatori.

Micro/mobile payment

Ma veniamo al parere del panel, caratterizzato questa volta da una partecipazione molto folta. Segno di indubbio interesse sul tema. Una prima domanda riguarda proprio i fattori che ancora ostacolano la rivoluzione del micro/mobile payment, le possibili aree di intervento e le strategie di integrazione, compreso il ruolo che possono svolgere le istituzioni finanziarie e pubbliche. Esordisce Marco Rizzoli, e/m-commerce & managed services sales director di Ingenico Italia, distinguendo nettamente i micro dai mobile payments, diversi per campo di applicazione, per richiesta da parte del mercato e per diffusione. «Se i primi trovano ancora qualche difficoltà ad affermarsi, i secondi invece vedono oggi un forte aumento pur risentendo di una problematica di natura economica, legata soprattutto al costo delle commissioni che incide in modo significativo sui pagamenti di basso valore. Nonostante vi siano molte pressioni, anche a livello legislativo, per ridurre le commissioni bancarie nei paesi europei, resta difficile immaginare un decollo nei micropayments a breve termine». Sul pagamento contactless, pesano invece la scarsa usability e le complessità di attivazione. Rizzoli ritiene però che «la prossima disponibilità di soluzioni HCE e il lancio di ApplePay possano favorire la diffusione della nuova tecnologia presso tutti i clienti».

Di parere diverso è Enrico Belgini, product manager monetica e sistemi di pagamento di Cedacri molto più ottimista sulle prospettive dei micropagamenti. «Stanno avendo una crescita esponenziale, per due ragioni: l’evoluzione e lo sviluppo delle strategie di e-commerce da parte delle imprese e la diffusione di dispositivi evoluti. In questo contesto, è importante che le soluzioni offerte siano sempre più interoperabili, per tradursi in servizi funzionali, veloci e sicuri». Occorre per questo, secondo Belgini, che istituzioni finanziarie, emittenti e operatori lavorino in sinergia, e i primi segnali si vedono. «L’AgID ha recentemente creato un “sistema pubblico di connettività” che consente agli enti pubblici di accettare pagamenti direttamente dalla clientela finale o indirettamente tramite gli operatori finanziari. In questo scenario, le banche possono diventare soggetti abilitatori di mobile payment sia verso la clientela retail e corporate, sia verso la pubblica amministrazione».

Experience ad alto potenziale

Problemi di interoperabilità, frammentazione della user experience e alti costi percepiti sono per Claudio Lattanzi, business development di Di.Tech, specialista del mondo retail, i principali fattori che fanno da freno. «I consumatori possono essere interessati solo percependo un vantaggio, mentre gli esercenti tendono a paragonare gli attuali costi delle commissioni, più alte a causa proprio dei regolamenti creati a tutela degli operatori esistenti». Per Di.Tech, la strada da percorrere è quella di integrare il mobile payment in una nuova e più interessante esperienza di acquisto per il consumatore (dai social al digital couponing, dal self scanning al mobile payment). «Vision che ci ha portato a siglare un accordo commerciale con RetApps, startup specializzata per l’integrazione nella nostra soluzione More Crm, di una funzione mobile payment all’interno di un’esperienza di shopping “in store” completamente fai-da-te».

Gino Carnevale, senior security consultant di Omnitech ha un’opinione molto in linea con le osservazioni di Daniela Rao di IDC. «Secondo stime recenti – afferma Carnevale – il mercato globale del pagamento mobile nelle sue diverse accezioni arriverà nel 2014 a un valore di circa 980 miliardi di dollari. Nonostante siano in aumento le soluzioni tecnologiche che lo implementano, manca l’affermazione di uno standard condiviso nel mercato. La tecnologia NFC per il proximity payment sembrava destinata ad affermarsi come la migliore, ma molti big players iniziano a considerarla obsoleta».

Mentre Mauro Origgi, technical account manager di R1 pensa che le opportunità offerte dalle tecnologie contactless abbiano un potenziale non trascurabile. Avrà però un ruolo fondamentale, la capacità di fare sistema, di stabilire le partnership tra banche, istituzioni finanziarie, operatori telco e merchant, mirate all’offerta di servizi. «In questa alleanza fra tecnologia ed economia, ciascun attore è chiamato a svolgere un ruolo primario». Ma serve, secondo Origgi, il forte impegno della PA e maggiore chiarezza da parte di Banca d’Italia, nel suo ruolo di regolatore. «Sarà necessario intervenire per colmare il divario digitale anche tramite la diffusione dei POS abilitati presenti presso gli esercizi commerciali o presso gli uffici pubblici, come le ASL» – conclude Origgi, ricordando che anche in questo contesto avremo sicuramente l’effetto positivo della spinta “dal basso” dei consumatori, più evoluti delle istituzioni che li governano.

Opportunità da cogliere

Concordando sul carattere culturale delle resistenze che rallentano il fenomeno in Italia, Domenico Uggeri, vicepresidente di Zucchetti, mette in risalto anche la scarsa conoscenza di certe opportunità. «Si ha paura a utilizzare la moneta virtuale perché si conoscono poco le tecnologie elettroniche di pagamento, i principi del loro funzionamento e la loro ormai comprovata affidabilità». Lo scetticismo di Carnevale sulla proximity non è però condiviso da Uggeri. «Negli Stati Uniti, la tecnologia contactless è utilizzata già in molte città per pagare con lo smartphone i viaggi in metropolitana». Se il sistema potesse diffondersi in Italia, le aziende del trasporto urbano oltre a fornire un servizio molto pratico, «risparmierebbero sul costo della stampa dei biglietti e avrebbero minori costi di gestione» – conclude Uggeri.

In effetti, anche sul territorio nazionale questa sperimentazione comincia a dare i suoi frutti. «Un esempio felice arriva da un comune certamente innovatore e attento al dialogo con i cittadini» – racconta Marco Cavallini, amministratore unico di GLAMM Multimedia by YouCo. «Il Comune di Segrate (MI) ha realizzato con la nostra collaborazione sistemi di pagamento online e in mobilità per servizi scolastici (asili nido, trasporti, refezione), diritti di segreteria, parcheggi Milano2, illuminazione votiva e molti altri. Tutti i servizi hanno riscosso un grande successo, migliorando l’operatività del Comune a favore dei cittadini». Per YouCo, realtà del Gruppo Sesa, il micro/mobile payment è maturo per diventare un’abitudine. I problemi e di conseguenza l’ambito su cui intervenire maggiormente riguardano la facilità delle operazioni e la capacità di semplificare davvero la vita di consumatori e cittadini. «Da qui la connessione con il ruolo che la PA dovrebbe avere è naturale, se pensiamo che i progetti di e-gov hanno in sé la vocazione di snellire, facilitare, semplificare e coinvolgere. Senza dimenticare il tema cruciale dell’usabilità e dell’accessibilità alle persone diversamente abili» – spiega ancora Cavallini.

Dopo di lui, Maurizio Fatarella, responsabile marketing di Bassilichi sottolinea i costi infrastrutturali che fin qui hanno penalizzato la tecnologia NFC, piuttosto lenta anche dal punto di vista della diffusione di terminali Pos compatibili. In questo senso, il modello host card emulation (HCE) – che prevede la memorizzazione dell’elemento sicuro su un server remoto – sembra promettente, ma è ancora in fase molto prototipale. Sulle prospettive in Italia, l’esperto di Bassilichi nota come la pubblica amministrazione e le istituzioni abbiano già da tempo messo in campo gli strumenti del caso (“Decreto Sviluppo”) e forse è solo questione di tempo, sia per arrivare a una proposizione di servizi matura e a una diffusione del pagamento contactless presso il grande pubblico, favorito dall’arrivo della nuova generazione di apparati. «Tuttavia, sullo sfondo rimane la questione della banda larga. La diffusione dei pagamenti elettronici innovativi è intimamente legata alla diffusione degli strumenti digitali per il business. Un’iniziativa di sistema sulle infrastrutture potrebbe avere un effetto leva positivo anche per i pagamenti».

Sicurezza a portata di mano

Chiudiamo il giro di pareri sul primo quesito con il contributo di quattro specialisti di sicurezza, tema costantemente sottotraccia quando si parla di pagamenti elettronici. David Gubiani, technical manager di Check Point Software Technologies Italia, osserva che proprio il tentativo di semplificazione della user experience potrebbe andare a detrimento della sicurezza percepita. «Ma non è così, perché il mondo del micro/mobile payment è regolato da norme tanto restrittive quanto quelle che regolano i trasferimenti di denaro via Internet. Ovviamente, chi fornisce servizi di mobile payment deve aggiornare le proprie infrastrutture. E a livello normativo, è fondamentale che vengano definiti e pubblicizzati i requisiti minimi di sicurezza, per tutte le parti in gioco». Morten Lehn, managing director di Kaspersky Lab Italia rileva anch’egli l’importanza del fattore “diffidenza”, ancora molto sentito tra gli acquirenti. «Per questa ragione le banche, i negozi online e i sistemi di e-payment dovrebbero rassicurare gli utenti, offrendo livelli di sicurezza aggiuntivi, progettati specificamente per proteggere le transazioni online da dispositivi mobile contro le frodi finanziarie».

In Italia, concorda Alessandro Peruzzo, amministratore unico di Panda Security Italia gli smartphone si diffondono a macchia d’olio, ma la fiducia no. «Al momento, solo gli operatori telefonici hanno stretto partnership con alcune banche e hanno sviluppato applicazioni proprietarie che consentono di utilizzare i dispositivi come “portafogli” digitali. Le aziende dovranno quindi implementare infrastrutture adeguate per consentire pagamenti in piena mobilità e sarà fondamentale garantire il massimo livello di sicurezza alle transazioni a vantaggio di affidabilità e disponibilità. Per Maurizio Martinozzi, manager sales engineering di Trend Micro, il mercato del micro/mobile payment potrebbe essere veloce e dinamico ed è invece ricco di paradossi e contraddizioni. «Le innovazioni procedurali si scontrano con difficoltà strutturali, prima fra tutte ad esempio, la mancanza di una banda larga soddisfacente. In definitiva, si potrebbe dire che l’ostacolo al micro/mobile payment al momento è rappresentato per il 65% da resistenze di tipo sociali e dal 35% di tipo tecnologico».

Mercato da inventare

Passiamo quindi alle opinioni relative al mondo dei terminali e alla capacità di supportare le trasformazioni, le nuove abitudini e i nuovi servizi abbinati a pagamenti contestualizzati e “real time”, partendo da un brand dominante come Samsung. Per Antonio Bosio, product & solutions director di Samsung Electronics Italia tutti i prodotti del colosso coreano hanno caratteristiche adeguate e già vengono utilizzati anche per questa finalità. «Da qualche tempo, la maggior parte degli smartphone Samsung integrano NFC, tecnologia applicata oggi anche a molti POS attivi nei punti vendita». Molte delle incertezze che ancora tengono lontano il grande pubblico sono frutto di una percezione perché le tecnologie che vengono utilizzate per questo tipo di pagamenti hanno dimostrato di essere tra le più sicure al mondo, sottolinea Bosio. Le dinamiche stanno accelerando molto il versante degli ecosistemi, degli accordi tra istituzioni e operatori. «Possiamo dire che siamo ormai pronti a supportare i pagamenti da mobile anche in prossimità e in Samsung siamo molto orgogliosi di aver dato un importante contributo a molte iniziative». Con Bosio, concorda Maurizio Fatarella di Bassilichi. Per lui, le tecnologie dei terminali in commercio sono assolutamente adeguate, anche se si riscontra un certo ritardo sul fronte applicativo e nella diffusione di nuovi modelli di servizio verticali. «Possiamo dire che dal punto di vista applicativo ci troviamo agli albori di una nuova era e il mercato è tutto da inventare: gli ambiti di intervento sono davvero infiniti e nei prossimi anni la rivoluzione digitale in corso cambierà completamente le nostre abitudini».

Non solo smartphone

Pagamento mobile non significa solo smartphone. Ce lo ricorda Enrico Belgini di Cedacri che si dice ottimista sulle future evoluzioni dei terminali a loro volta mobili. «Crediamo che una cooperazione sinergica tra istituzioni e provider tecnologici possa portare importanti miglioramenti in termini di user experience. Pensiamo alla possibilità per un utente di accedere in mobilità, in modo semplice, sicuro e magari con una credenziale unica, a tutti i canali di suo interesse: Internet e mobile banking, e-commerce, pagamenti P2P». E Marco Rizzoli di Ingenico Italia racconta di una soluzione Ingenico chiamata iCMP, che consente al merchant di impiegare direttamente lo smartphone o il tablet per le transazioni tramite un piccolo mobile Pos. «Le banche che già hanno lanciato una propria offerta stanno cogliendo i primi risultati in termini di nuovi utenti: come Ingenico, abbiamo distribuito circa 50mila mPOS nuovi» – dice Rizzoli.

Completa il miniscenario di soluzioni alternative ma efficaci, Domenico Uggeri di Zucchetti che ricorda come già durante la finale di Champions League del 2009 tra Barcellona e Manchester United all’Olimpico di Roma, (la cui gestione degli accessi è targata Zucchetti), «gli spettatori potevano pagarsi il viaggio sui mezzi di trasporto urbani per recarsi allo stadio, utilizzando la medesima tessera che fungeva da titolo d’ingresso».

Sicurezza e facilità d’uso

Vediamo per concludere l’aspetto della sicurezza visto proprio dal lato terminale. «Le organizzazioni che forniscono servizi di pagamento di questo tipo devono necessariamente bilanciare due elementi: sicurezza della transazione e facilità d’uso da parte del cliente» – ci ricorda Luca Rossetti, senior business technology architect di CA Technologies. Bisogna insomma fornire un’esperienza di pagamento lineare per evitare che gli utenti non abbandonino certe opportunità o peggio ancora cerchino scorciatoie meno sicure. «Esistono sistemi di autenticazione, come per esempio CA Risk Analytics, che sono in grado di valutare il rischio legato a una transazione attraverso un’analisi di contesto, modulando la protezione in funzione del rischio». La stessa CA è tra gli sviluppatori del protocollo per pagamenti sicuri 3D Secure, impiegato da VISA, MasterCard e American Express.

Gino Carnevale di Omnitech osserva una diffusione ancora limitata ma ricca di potenziale di servizi basati su app che sfruttano la semplicità dei codici a barre bidimensionali e si basano su algoritmi di cifratura sicuri e rigorose norme a tutela della privacy.

«Si tratta di un mercato dalle grandi potenzialità, il cui sviluppo implica una convergenza sugli standard tecnologici e di sicurezza da adottare, un quadro normativo di riferimento il più possibile omogeneo e in grado di fornire stimoli e un cambiamento culturale da parte dell’utenza e degli esercenti. In tale contesto, Omnitech si pone come benchmark nell’eccellenza dei servizi e delle soluzioni di mobile information security (MIS), attraverso una proposizione di valore basata su un approccio olistico, unita a una profonda specializzazione». In portafoglio, Omnitech vanta servizi di sviluppo di app sicure e l’implementazione di tecnologie enterprise mobility management e app di produttività aziendale.

Senza lasciare traccia

David Gubiani di Check Point Software Technologies e Morten Lehn di Kaspersky Lab concordano entrambi sulla ampia disponibilità di soluzioni di protezione degli end-point. «Se dal punto di vista teorico, queste sono in grado di fronteggiare con successo ogni minaccia informatica – dice Gubiani – i test sul campo dimostrano che la performance tecnologica non è sufficiente. Queste soluzioni devono essere integrate all’interno di una piattaforma più completa, in grado di garantire sicurezza all’intero processo lungo tutti i diversi livelli, dal database al terminale. Un’ulteriore opzione è la possibilità di creare una “bolla” applicativa istantanea, nella quale poter compiere operazioni ritenute critiche o confidenziali, e che può essere poi eliminata senza lasciare traccia». Dall’altra parte, Lehn rileva come Kaspersky Lab sia stata tra i pionieri dei sistemi di protezione dedicati ai terminali mobili. «La nuova versione di Kaspersky Internet Security Multi-Device 2015 è una di queste. La suite permette, con un solo prodotto e una sola licenza, di poter proteggere qualsiasi combinazione di pc e Mac e di smartphone e tablet Android e offre, inoltre, una tecnologia pensata per i pagamenti online, Safe Money, che protegge le transazioni finanziarie in ogni fase».

Impennata di nuovi servizi

Ottimisticamente, Alessandro Peruzzo di Panda Security si dice convinto che proprio grazie al pieno dominio della sicurezza «assisteremo a un’impennata di nuovi servizi e funzioni per il settore mobile, che consentiranno un completo sviluppo del relativo commercio, agevolando ogni tipologia di transazione, non solo nei pagamenti, ma anche nel ticketing e utilizzo di coupon». E Maurizio Martinozzi di Trend Micro conclude confermando: «Sì, il mercato e la tecnologia sono pronti, anzi abbiamo funzionalità che oltrepassano in grande misura l’effettiva richiesta. Ci sono stati casi di associazioni di categoria riunitesi per facilitare l’adozione e l’utilizzo delle nuove modalità di pagamento, scontrandosi con resistenze “culturali”. Ma ci sono anche buoni esempi, come il Trentino, che in molte zone consente di pagare il parcheggio direttamente con lo smartphone».

 

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Milano, rivoluzione mezzi pubblici: entro Expo si pagheranno con lo smartphone https://www.datamanager.it/2014/11/milano-rivoluzione-dei-mezzi-pubblici-entro-expo-si-pagheranno-smartphone/ Mon, 10 Nov 2014 15:52:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64633 Continuano le novità a Milano in vista dell’Expo 2015 che è ormai alle porte: dopo l’annuncio dello scooter sharing, è la volta dei mezzi pubblici, per i quali non serviranno più tessere e biglietti ma basterà avere lo smartphone a portata di mano, caricando abbonamenti o singole corse con un software tipo iTunes Per passare oltre […]

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Continuano le novità a Milano in vista dell’Expo 2015 che è ormai alle porte: dopo l’annuncio dello scooter sharing, è la volta dei mezzi pubblici, per i quali non serviranno più tessere e biglietti ma basterà avere lo smartphone a portata di mano, caricando abbonamenti o singole corse con un software tipo iTunes

Per passare oltre i tornelli della metro, basterà accostare il telefono al sensore che ora legge le tessere magnetiche. Idem per i mezzi di superficie. Il via alla sperimentazione di questo innovativo sistema è proprio oggi lunedì 10 novembre, con la possibilità di provare il servizio che per adesso è limitato solo ai dispositivi Android con Super sim Nfcper e riservato ai clienti PosteMobile o a chi si impegni a sottoscrivere un contratto apposito con Poste Italiane.

Un servizio in collaborazione con Poste Italiane

Per poter usufruire della nuova modalità di pagamento è necessario quindi scaricare l’applicazione PosteMobile dal sito Google Play Store, attivare sul telefono la funzione Nfc (Near field communication) e poi acquistare tramite lo strumento di pagamento BancoPosta associato alla sim l’abbonamento Atm. Al momento non è possibile acquistare singole corse o carnet da più viaggi, l’unica possibilità è l’abbonamento urbano in tre varianti: settimanale, mensile o annuale.

In seguito si potrà attivare anche un abbonamento con profilo specifico (ordinario, studente o senior), disponibili a prezzi differenti, come di consueto.

Un sistema per risparmiare tempo e burocrazia

Il segnale di trasmissione passa attraverso la tecnologia Nfc, che permette lo scambio di informazioni tra due dispositivi con il semplice accostamento, senza che si tocchino (modalità contactless). Cosa fare se si viene fermati dal controllore? Per dimostrare di essere in possesso di un titolo di viaggio valido, basterà avvicinare lo smartphone all’operatore Atm, a sua volta dotato di uno smartphone Nfc compatibile.

“Questo è solo il primo passo verso la smaterializzazione dei nostri sistemi – dice Atm – E’ un nuovo approccio che l’azienda ha iniziato a intraprendere per risparmiare tempo e sburocratizzare le procedure”.

 

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Telecom Italia: rimborsi più veloci con il Bonifico Domiciliato Postale https://www.datamanager.it/2014/07/telecom-italia-rimborsi-veloci-bonifico-domiciliato-postale/ Thu, 10 Jul 2014 17:30:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57933 Il nuovo servizio, attivo da oggi, permette di riscuotere in contanti, presso tutti gli uffici postali, i rimborsi delle bollette, anche se il beneficiario non è titolare di un conto corrente Telecom Italia, grazie alla collaborazione con Poste Italiane, rende più semplice e veloce l’erogazione dei rimborsi ai propri clienti attraverso il Bonifico Domiciliato Postale. […]

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Il nuovo servizio, attivo da oggi, permette di riscuotere in contanti, presso tutti gli uffici postali, i rimborsi delle bollette, anche se il beneficiario non è titolare di un conto corrente

Telecom Italia, grazie alla collaborazione con Poste Italiane, rende più semplice e veloce l’erogazione dei rimborsi ai propri clienti attraverso il Bonifico Domiciliato Postale. Da oggi tutti coloro che vantano un credito nei confronti dell’azienda, riceveranno una lettera con la quale poter ritirare la somma indicata presso qualsiasi ufficio postale.

Riscuotere il rimborso direttamente in contanti sarà così molto semplice, anche se non si è titolari di un conto corrente. Il beneficiario del credito potrà ritirare la somma negli uffici postali entro la data riportata nella lettera. Il rimborso non incassato entro i termini indicati verrà, su richiesta del cliente, nuovamente inviato tramite Bonifico Domiciliato Postale o altro mezzo di pagamento a scelta (assegno o bonifico bancario).

 

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