microprocessore – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 23 Jul 2018 14:59:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png microprocessore – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Agosto sarà il mese di Coffee Lake S https://www.datamanager.it/2018/07/agosto-sara-il-mese-di-coffee-lake-s/ Mon, 23 Jul 2018 18:30:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151864 Stando ad alcuni siti web, il gigante americano lancerà la sua nona generazione di processori a breve. Un mezzo passo in avanti in attesa dei Cannon Lake Sappiamo che il vero switch per Intel ci sarà con la famiglia di chip Cannon Lake, costruiti con un processo di costruzione a 10 nanometri. Sarà quello il […]

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Stando ad alcuni siti web, il gigante americano lancerà la sua nona generazione di processori a breve. Un mezzo passo in avanti in attesa dei Cannon Lake

Sappiamo che il vero switch per Intel ci sarà con la famiglia di chip Cannon Lake, costruiti con un processo di costruzione a 10 nanometri. Sarà quello il nuovo punto di riferimento per l’industria tech ma prima avremo spazio per i Coffe Lake S, ovvero le prime CPU consumer con tecnologia octa-core. Indiscrezioni in arrivo dalla Germania parlano di un lancio previsto per il mese di agosto, quando la multinazionale svelerà il mezzo passo in avanti fatto quasi per dovere nei confronti dei consumatori che per un motivo reale, vista l’attesa che vi è intorno ai prossimi i10, di cui però non si conoscono né tempi né modalità di lancio e dotazione.

Cosa sappiamo

I Core i9-9900K adotteranno otto core e 16 thread, il che rende la scheda la prima CPU del genere per l’utilizzo mainstream. La velocità di overclock massimo raggiungerebbe i 5,5 GHz, davvero impressionate, anche se alquanto inutile per i task quotidiani. Un tale chip non sarà probabilmente economico, anche perché offrirà prestazioni multi-core per gli appassionati di gaming e di creazione in 3D avanzata. Insomma, sarà pure un aggiornamento non generazionale ma con tanta sostanza alla base.

Un simile lancio però fa pensare a un rilascio non così vicino per il Cannon Lake, che a questo punto potrebbe slittare ben oltre il debutto su Lenovo IdeaPad 330, primo prodotto destinato a ospitarlo entro la fine dell’anno, almeno sui mercati orientali. Le tempistiche sembrano dilungarsi e puntare direttamente al 2019. Al fianco del Coffee Leake, Intel prepara anche delle middle-level interessanti, come il Core i3 a quattro thread e il Core i7 a 12 thread. Ne sapremo di più tra qualche settimana.

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Intel: i miei primi 50 anni https://www.datamanager.it/2018/07/intel-i-miei-primi-50-anni/ Thu, 19 Jul 2018 09:40:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151676 Dal lancio del microprocessore nel 1971 ai più recenti 2 in 1, che hanno rialzato le sorti del mercato PC. Ecco le tappe fondamentali di un percorso unico È Nicola Procaccio, Direttore Marketing Intel Sud Europa, a presenziare l’evento con cui la compagine nazionale festeggia i 50 anni del gruppo. “Inutile ricordare il ruolo di […]

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Dal lancio del microprocessore nel 1971 ai più recenti 2 in 1, che hanno rialzato le sorti del mercato PC. Ecco le tappe fondamentali di un percorso unico

È Nicola Procaccio, Direttore Marketing Intel Sud Europa, a presenziare l’evento con cui la compagine nazionale festeggia i 50 anni del gruppo. “Inutile ricordare il ruolo di Intel nella storia dell’informatica, visto che con le sue invenzioni e prodotti ha dato uno slancio essenziale all’intero mondo che gira intorno alla tecnologia. Oggi più che mai sentiamo il dovere di continuare a lavorare sodo per portare l’innovazione in ogni campo, per migliorare settori e interi reparti, che con il tech scoprono un potenziale inesplorato, accessibile e privo di limiti concreti. Da quando Morris Tanenbaum ha lanciato, con la fabbricazione del primo chip in silicio, l’era della Silicon Valley, nel 1954, il PC ha vissuto una crescita applicativa senza sosta, che Intel ha accompagnato in tutti gli step successivi. Ricordiamo il microprocessore 4004 del 1971, l’affermazione del computer come strumento professionale e la sua trasformazione eni 2-in-1 e convertibili. In tutti i momenti Intel era presente, perché segno tangibile del cambiamento”.

Le tappe storiche

Ci sono alcuni attimi, impressi nella memoria di chi segue Intel, che hanno segnato l’evoluzione dell’azienda e, in contemporanea, quella di tutto il mercato del computing. Pensiamo al processore 8086, che ha dato il via all’era delle architettura x86, oppure al lancio di Osborne 1, uno dei primi computer portatili che, di fatto, ha aperto segmenti nuovi in un panorama comunque giovane e desideroso di novità.

Il valore del marchio è tale da portare il prestigioso Time a dedicare la copertina dell’uomo dell’anno 1997 a Andy Moore, all’epoca CEO di Intel, elogiato come pilastro della nuova comunicazione telematica. Punto centrale della digital transformation avviata da Intel arriva nel 2003, con la tecnologia mobile Centrino, che fa svoltare i notebook verso gli standard wireless in uso ancora oggi. Ma anche la piattaforma vPro, progettata per l’enterprise e, diametralmente opposta, la concezione della mobilità estrema con i netbook, una meteora poi scaturita nei convertibili e 2-in-1 che, di fatto, hanno rialzato le sorti della categoria, per anni satura e incapace di raggiungere nuovi consumatori. Quale il ruolo dell’americana nel prossimo futuro dell’IT?

Dove guarda il domani

La compagnia sta presidiando vari ambiti di sicuro interesse, prima che diventassero un trend globale. Ad esempio l’IoT e la guida autonoma che, non a caso, le ha permesso di entrare a far parte del consorzio Adas, advanced driver assistance systems, nato per mettere a frutto le conquiste fatte nel campo automotive avanzato e realizzare prodotti che ricadono nelle fasce da 3 a 5, quelle cioè che comprendono veicoli con guida semi-automatica fino al self driving in toto, a cui puntano i big entro il 2020. Insomma se 50 anni sono passati, ce ne sono almeno altri 50 a cui guardare con curiosità, la stessa che ha un bambino dopo aver acceso il suo primo PC. 

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Qualcomm annuncia lo Snapdragon 850 https://www.datamanager.it/2018/06/qualcomm-annuncia-lo-snapdragon-850/ Wed, 06 Jun 2018 18:00:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149015 Pensato per gli Always Connected PC, il processore promette il 30% di performance in più e autonomia di 25 ore Qualcomm ha presentato il suo ultimo gioiello, lo Snapdragon 850. Si tratta di un processore pensato per i dispositivi della linea Always Connected PC, che rappresentano una sorta di ibrido tra classici notebook e gli […]

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Pensato per gli Always Connected PC, il processore promette il 30% di performance in più e autonomia di 25 ore

Qualcomm ha presentato il suo ultimo gioiello, lo Snapdragon 850. Si tratta di un processore pensato per i dispositivi della linea Always Connected PC, che rappresentano una sorta di ibrido tra classici notebook e gli smartphone. Non a caso, di serie il SoC ha la connettività LTE che, in questo caso, raggiunge gli 1,2 gigabit al secondo in modalità LTE.

Non è certamente questa l’unica particolarità del prodotto. Stando alle dichiarazioni di Qualcomm, lo Snapdragon 850 è in grado di performare circa il 30% in più del modello precedente a fronte di ben 25 ore di utilizzo continuo. Grande importanza viene data all’Intelligenza Artificiale, già presente sulla famiglia 845, che qui dovrebbe lavorare a un regime triplo, dunque con capacità funzionali maggiori.

Cosa può fare

L’annuncio di Qualcomm è arrivato durante le giornate del Computex di Taipei, dove la compagnia ha spiegato che sarà Samsung la prima a integrare il processore dentro un dispositivo per i consumatori. Quale? Potrebbe essere il Galaxy S10 del prossimo febbraio visto che il Note9 atteso a settembre è sinceramente troppo vicino.

Resta l’ipotesi Galaxy X ma il famigerato dual-screen pieghevole della coreana è ancora un progetto segreto e per nulla certo. E se dovessimo andare anche oltre, ci sarebbe da pensare che nel portafoglio di Samsung non c’è alcun Always Connected PC e vista la declinazione della CPU non è detto che non ne arrivi uno da qui alla fine dell’anno, magari un 2-in-1 che dia seguito al Galaxy Tab S3.

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Facebook vuole un chip per analizzare e filtrare i video live https://www.datamanager.it/2018/05/facebook-vuole-un-chip-per-analizzare-e-filtrare-i-video-live/ Wed, 30 May 2018 13:31:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148559 Il social network pensa a una tecnologia proprietaria con cui velocizzare il processo di verifica dei contenuti audiovisivi Nei piani di Facebook ci sono un paio di progetti che mirano a estendere ulteriormente la presenza del social network nelle nostre vite. Il primo è un semiprocessore che la compagnia di Zuckerberg vorrebbe realizare per competere […]

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Il social network pensa a una tecnologia proprietaria con cui velocizzare il processo di verifica dei contenuti audiovisivi

Nei piani di Facebook ci sono un paio di progetti che mirano a estendere ulteriormente la presenza del social network nelle nostre vite. Il primo è un semiprocessore che la compagnia di Zuckerberg vorrebbe realizare per competere nel settore al pari di gente come Qualcomm e Intel, gli attuali leader del mercato. Il fine è aprirsi un varco nel segmento hardware per il consumatore finale, magari con un chip dedicato all’Internet delle Cose. Ma se l’iniziativa è tutt’altro che confermata, ce n’è un’altra che gode già dell’ufficialità della rete. Yann LeCun, a capo dei progetti AI di Facebook, ha rivelato alla Intel AI DevCon che la piattaforma vuole un chip con cui analizzare i video in diretta e catalogarli, probabilmente anche censurarli prima che diventino virali.

Cosa sappiamo

Attualmente, Facebook utilizza processori Intel per molti dei suoi servizi di backend, compresi quelli pilotati dall’Intelligenza Artificiale. Dotarsi di un chip proprietario però permetterebbe al gruppo di studiare meglio certe implementazioni, senza doversi interfacciare ogni volta con un’azienda esterna o attendere gli sviluppi nella lavorazione in base a roadmap predefinite.

Come detto, il fine potrebbe essere quello di eliminare dalle pagine i filmati che violano le policy in tempi brevissimi, compresi quelli di propaganda terroristica, pensando allo stesso tempo a come poter rivendere la tecnologia a terzi. Non è un caso se Google e Amazon sono già sulla stessa via da tempo e se Apple, per i futuri MacBook, userà proprio dei processori casalinghi, così da studiare soluzioni specifiche e ottimizzare i costi di produzione.

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Nuovo iPhone 2018: ulteriori dettagli https://www.datamanager.it/2018/05/nuovo-iphone-2018-ulteriori-dettagli/ Thu, 24 May 2018 18:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148234 Il processore A12 poterà un notevole aumento delle prestazioni grazie alla realizzazione a 7 nanometri Sarebbe già nella fase di produzione di massa A12, il prossimo chip che Apple piazzerà a bordo degli iPhone 2018. Si tratterà di una compagine, doppia, probabilmente tripla e suddivisa in iPhone 9, iPhone 9 Plus e iPhone XI, successore […]

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Il processore A12 poterà un notevole aumento delle prestazioni grazie alla realizzazione a 7 nanometri

Sarebbe già nella fase di produzione di massa A12, il prossimo chip che Apple piazzerà a bordo degli iPhone 2018. Si tratterà di una compagine, doppia, probabilmente tripla e suddivisa in iPhone 9, iPhone 9 Plus e iPhone XI, successore del rivoluzionario X. Stando alle più recenti indiscrezioni che arrivano da oltreoceano, il chip A12 non solo sposterà più in avanti il limite del possibile in quanto a performance ma, essendo costruito con un processo a 7 nanometri, adotterà dimensioni minori e dunque la possibilità di ottimizzare l’autonomia del dispositivo, implementando la velocità. Il design di realizzazione spetterebbe alla taiwanese TSMC, già all’opera per i precedenti sistemi e fornitrice di hardware per le principali aziende hi-tech sul mercato.

Cosa cambia

Difficile dire se l’A12 Bionic, ovvero l’unità dotata di AI, sarà installata parimenti sull’iPhone 9/9 Plus così come, ovviamente, su XI ma è evidente che con il mondo mobile che guarda nella sua maggioranza all’integrazione dell’intelligenza artificiale, anche le declinazioni classiche dei melafonini dovranno prima o poi dar seguito alle innovazioni del campo, appannaggio oggi di iPhone X.

Seguendo da vicino la Legge di Moore, il passaggio da un chip a 7 nanometri sarà importante come quello che ha visto la costruzione a 12 nanometri beneficiare dal processo a 10 nm, in termini di efficienza e velocità delle prestazioni. Se Apple viaggia rapida su tale linea, i concorrenti non stanno a guardare. Samsung, con il suo S8 aveva fatto debuttare i 10 nm che, secondo varie fonti, diverranno 7 nm sul Note9 di settembre e successivamente sul Galaxy S10 del 2019, atteso tra febbraio e marzo.

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Finalmente ecco il nuovo Cannon Lake  https://www.datamanager.it/2018/05/finalmente-ecco-il-nuovo-cannon-lake/ Tue, 22 May 2018 18:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148073 Al debutto il primo processore di Intel a 10 nm, dopo anni di ripensamenti e rimandi. Cosa sappiamo Il dispositivo che, prima di altri, ha messo all’opera il Cannon Lake di Intel da 10 nm è il Lenovo IdeaPad 330. Il processore dell’americana, originariamente pensato per un rilascio a fine 2016, è stato più volte […]

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Al debutto il primo processore di Intel a 10 nm, dopo anni di ripensamenti e rimandi. Cosa sappiamo

Il dispositivo che, prima di altri, ha messo all’opera il Cannon Lake di Intel da 10 nm è il Lenovo IdeaPad 330. Il processore dell’americana, originariamente pensato per un rilascio a fine 2016, è stato più volte rimandato per motivi tecnici. Pare che la difficoltà fosse ridurre il minimo i transistor in termini di ampiezza, diminuendo le dimensioni dell’hardware totale come è nella logica della costruzione in scala dei 10 nanometri. Le tempistiche erano dunque state rimandate al 2017 e, addirittura al 2019. E invece qualcosa si è mosso, almeno sotto stretto embargo. L’IdeaPad in questione è infatti un prodotto, per il momento, dedicato al mercato cinese e solo ufficioso.

Cosa sappiamo

Quello che sappiamo, grazie a un’indiscrezione online, è che il dispositivo monterà il processore Core i3-8121U Cannon Lake di ottava generazione ma costruito con processo a 10 nm appunto. La famiglia numero 8, come sappiamo, è dedicata a prodotti di fascia media quindi è probabile che oggetti dalle specifiche più alte, dotati del nuovo chip, arriveranno più in la nel corso dei prossimi mesi ma almeno abbiamo una parvenza di lancio dietro l’angolo.

Oltre ai vantaggi in termini prestazionali, i 10 nanometri hanno il pregio di ridurre lo spazio occupato dall’hardware, dedicandolo ad altro e comunque alleggerendo il peso totale della macchina. Non possiamo dire quando IdeaPad 330 si paleserà da queste parti ma è plausibile pensare ad una conferma entro l’autunno, quando cioè il device dovrebbe assumere valenza globale. I concorrenti di Intel però sono ben orientati verso una rapida risposta: AMD e TSMC stanno per avviare la produzione dei rispettivi processori a 7 nm che, per la prima, si tradurranno nella seconda e terza generazione avanzata dell’architettura x86 Zen.

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Il processore di Apple è Kalamata https://www.datamanager.it/2018/04/il-processore-di-apple-e-kalamata/ Wed, 04 Apr 2018 18:30:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144946 Verrà integrato a partire dal 2020 al posto dei chip Intel all’interno dei MacBook e iMac per creare una serie di device interoperabili e versatili Dotare di un processore casalingo i propri terminali non è solo questione di business. Da qualche mese oramai, Apple sta lavorando ai suoi chip da portare all’interno di computer e […]

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Verrà integrato a partire dal 2020 al posto dei chip Intel all’interno dei MacBook e iMac per creare una serie di device interoperabili e versatili

Dotare di un processore casalingo i propri terminali non è solo questione di business. Da qualche mese oramai, Apple sta lavorando ai suoi chip da portare all’interno di computer e prodotti hi-tech, con il chiaro obiettivo di disfarsi delle storiche partnership e gestire in totale autonomia l’assemblaggio dei dispositivi. Stando a quanto affermato da una fonte, entro il 2020 la Mela sarà in grado di dotare iMac e MacBook dei suoi Kalamata, nome in codice che distingue il processore della multinazionale americana, che piani piano andrà a sostituire le controparti delle partner, in primi Intel. Al fianco dei suddetti chip, ci saranno i già conosciuti co-processori, dedicati alla gestione del comparto grafico.

Cosa succede

Come detto, si tratta di una strategia di business ma non solo. Piazzare in computer e (forse) smartphone i Kalamata, permetterà alla compagnia di creare una serie di device interoperabili e in grado di comunicare senza soluzione di continuità. Non è un caso se un progetto di Apple sia quello di rendere disponibili su Mac le app di iOS, tramite l’iniziativa interna Marzipan, che probabilmente porterà all’arrivo di uno Store unico, come lo è oggi quello di iPhone e iPad. Ad ogni modo, l’avvento dei chip non è cosa breve, vista la tempistica del 2020 ma è evidente che, con una roadmap come si deve, la Mela sia già sul punto di finalizzare l’operazione, per metterla in pratica sulla lineup da presentare tra un paio di anni, anche qualcosa in più.

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Exynos 7 9610 rende smart anche la fascia di mezzo https://www.datamanager.it/2018/03/exynos-7-9610-rende-smart-anche-la-fascia-di-mezzo/ Mon, 26 Mar 2018 13:22:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144369 Il nuovo chip di Samsung integra un’area per la AI che promette di aumentare le capacità computazionali degli smartphone non top di gamma La vera rivoluzione è dietro l’angolo. Quando anche gli smartphone più economici potranno ospitare processori di nuova generazione allora davvero l’Intelligenza Artificiale potrà innalzare il livello di interazione a beneficio di una […]

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Il nuovo chip di Samsung integra un’area per la AI che promette di aumentare le capacità computazionali degli smartphone non top di gamma

La vera rivoluzione è dietro l’angolo. Quando anche gli smartphone più economici potranno ospitare processori di nuova generazione allora davvero l’Intelligenza Artificiale potrà innalzare il livello di interazione a beneficio di una larga fetta di consumatori. Oggi i telefonini dotati di un processore AI sono pochi: l’iPhone X, il Mate 10 Pro, il Galaxy S9 e l’Honor View 10.

Molti altri arriveranno nel corso del 2018 e si piazzeranno nella fascia alta del mercato. Tuttavia proprio Samsung ha intenzione di far scoprire cosa vuol dire essere accompagnati da un dispositivo più avanzato dotando anche le proposte più economiche di soluzioni innovative, capace di effettuare calcoli computazionali ulteriori, grazie a chip potenti e futuristici. Il tutto però conservando un cartellini che non spaventa i consumatori, anzi che li incoraggi a passare a un device migliore.

Come sarà possibile

Tutto passa per l’Exynos 7 9610, il chip casalingo che Samsung ha appena svelato e che punta proprio ai terminali di fascia media. Costruito con un processo a 10 nanometri FinFET, il SoC è un octa-core con quattro Cortex-A173 da 2,3 Ghz e quattro A53 a 1,6 Ghz, che entrano in gioco per app e operazioni dalle richieste energetiche limitate. Sul fronte grafico, c’è la seconda famiglia di ARM Mali-G72 basata su architettura Bitfrost, che promette migliori performance e prestazioni ottimizzate.

Quello che cambia è la presenza di un’area dedicata alle operazioni di riconoscimento visivo che, oltre ad abilitare funzioni premium come lo slow-mo, dovrebbero consentire anche di attivare interessanti modalità di interazione con l’ambiente circostante, ad esempio Bixby Vision, focalizzata sulle capacità di analisi della AI. Non sappiamo ancora dove l’Exynos 7 9610 troverà spazio, probabilmente sulla prossima flotta di Galaxy A, da presentare più in là nel corso dell’anno.

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Intel lancerà quest’anno le CPU a prova di Spectre https://www.datamanager.it/2018/03/intel-lancera-questanno-le-cpu-prova-spectre/ Mon, 19 Mar 2018 14:14:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143868 A sorpresa, la chipmaker anticipa tutti rilasciando le prime dichiarazioni su Cascade Lake e l’ottava generazione di Intel Core Lo aveva promesso e lo ha fatto, anche meglio. Intel introdurrà già entro il 2018 i nuovi processori a prova di Spectre. Si tratta degli Xeon della serie Cascade Lake e degli Intel Core di ottava […]

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A sorpresa, la chipmaker anticipa tutti rilasciando le prime dichiarazioni su Cascade Lake e l’ottava generazione di Intel Core

Lo aveva promesso e lo ha fatto, anche meglio. Intel introdurrà già entro il 2018 i nuovi processori a prova di Spectre. Si tratta degli Xeon della serie Cascade Lake e degli Intel Core di ottava generazione. Entrambi verranno spediti ai hardware nella seconda parte dell’anno, per consentire di lanciare già i primi prodotti entro Natale. Mal che vada si vedranno al CES 2019 di Las Vegas i portatili e computer protetti contro le vulnerabilità scovate da Project Zero di Google ma sarà comunque un anticipo rispetto a quanto previsto. Il CEO della compagnia, Brian Krzanich, ha scritto sul blog di Intel la scorsa settimana: “Portiamo i nuovi chip sul mercato per assicurarci che diano alle persone la sicurezza che si aspettano. Il nostro scopo non è solo offrire performance elevate ma anche piattaforme che siano adeguatamente protette”.

Cosa cambia (e cosa no)

Il gruppo americano ha lavorato a fondo per implementare l’hardware e i processi che, in precedenza, si era scoperto abilitavano possibili interferenze da parte di terzi, soprattutto nel merito della conservazione e trasmissioni di informazioni sensibili circa le sessioni di lavoro. Casacade Lake e Intel Core 8th mitigano la variante 2 e variante 3 delle falle individuate da Project Zero, ovvero una di Meltdown e la prima di Spectre. Purtroppo, non sono in grado di risolvere la variante 1, sempre legata a Spectre, che dovrebbe trovare soluzione più in avanti.

L’ufficialità del doppio arrivo giunge a poco dall’annuncio di Microsoft sulla distribuzione dell’aggiornamento firmware di Intel che protegge Windows 10, almeno a livello software, dalle vulnerabilità a livello CPU di Spectre, in attesa che i singoli produttori intervengano sui loro programmi.

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Non solo Intel: scoperte decine di falle sulle CPU AMD https://www.datamanager.it/2018/03/non-solo-intel-scoperte-decine-falle-sulle-cpu-amd/ Fri, 16 Mar 2018 13:57:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143749 L’agenzia di sicurezza CTS-Labs ha scoperto ben 13 vulnerabilità in stile Spectre che mettono a rischio chip e co-processori Ryzen ed Epyc Dopo esser passata quasi indenne dallo scandalo Spectre e Meltdown, i giorni duri non sono ancora finiti per AMD. La compagnia di sicurezza CTS-Labs, con sede in Israele, ha infatti scoperto ben 13 […]

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L’agenzia di sicurezza CTS-Labs ha scoperto ben 13 vulnerabilità in stile Spectre che mettono a rischio chip e co-processori Ryzen ed Epyc

Dopo esser passata quasi indenne dallo scandalo Spectre e Meltdown, i giorni duri non sono ancora finiti per AMD. La compagnia di sicurezza CTS-Labs, con sede in Israele, ha infatti scoperto ben 13 falle che metterebbero in pericolo le informazioni a bordo delle CPU della serie Ryzen ed Epyc, e non solo queste. Il problema risiede nella particolare costruzione dell’architettura Zen del gruppo, che al momento interessa quattro categorie di prodotto: Ryzen ed Epyc appunto ma anche Ryzen Pro e Ryzen Mobile. L’agenzia ha persino realizzato un sito web, www.amdflaws.com, dove viene spiegato per bene cosa succede a causa delle vulnerabilità riscontrate. Come nel caso di Spectre e Meltdown, le 13 problematiche ricadono in quattro differenti tipologie, indicate con i nomi di Masterkey, Ryzenfall, Fallout e Chimera, ognuna delle quali interessa un particolare contesto di specifica debolezza informatica.

Cosa succede

Tra le varie critiche mosse ad AMD, CTS-Labs puntualizza la scarsa attenzione posta alla sicurezza a livello boot dove, sfruttando la falla Masterkey, un aggressore può prendere il controllo di ciò che viene attivato all’avvio del computer per eseguire script e programmi malevoli, così come disabilitare strumenti di monitoraggio e scan del sistema. Le altre decine di bug si concentrano sulla possibilità di infettare le macchine con malware e virus evitando l’analisi dei software di controllo e persino di valicare le difese di AMD Secure OS, sistema operativo che governa il Secure Processor integrato nei Ryzen che, in teoria, dovrebbe restituire una protezione estesa.

Per ora AMD ha rilasciato questa dichiarazione: “Abbiamo appena ricevuto un report da un’azienda chiamata CTS Labs che afferma che ci sono potenziali vulnerabilità di sicurezza legate ad alcuni dei nostri processori. Stiamo studiando e analizzando attivamente i risultati. Questa compagnia ci era francamente sconosciuta e troviamo insolito che un soggetto attivo in tale campo pubblichi la sua ricerca senza fornire un ragionevole tempo di intervento ai diretti interessati. Per AMD la security è una priorità assoluta e lavoriamo continuamente per garantirla sempre, in caso di potenziali nuovi rischi”.

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