radio – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 04 Oct 2018 12:42:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png radio – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Cos’è Spotify Spotlight https://www.datamanager.it/2018/01/cose-spotify-spotlight/ Mon, 22 Jan 2018 19:30:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139322 Otto compagnie hanno già stretto un accordo con la piattaforma musicale per trasmettere news e programmi radiofonici in esclusiva e in diretta. Adesso il client fa paura Tutto è nato come un semplice player musicale poi, piano piano, Spotify si è ampliato. Sono arrivati i podcast, le pubblicità audio e poi i video ads. L’ultimo […]

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Otto compagnie hanno già stretto un accordo con la piattaforma musicale per trasmettere news e programmi radiofonici in esclusiva e in diretta. Adesso il client fa paura

Tutto è nato come un semplice player musicale poi, piano piano, Spotify si è ampliato. Sono arrivati i podcast, le pubblicità audio e poi i video ads. L’ultimo passo, almeno per il momento, è mettere in difficoltà le radio e i canali all-news. Il progetto in via di definizione ha il nome di Spotlight, ed è focalizzato sul trasmettere notizie e programmi in diretta e in esclusiva, sia da ascoltare che da vedere. Il riferimento di uno degli otto studi con cui Spotify ha stretto accordi di produzione indica proprio la possibilità di creare piccole reti dedicate ai contenuti per la piattaforma.

Tra i partner dell’iniziativa ci sono BuzzFeed e Refinery29 e riguarderà, per ora, il solo mercato statunitense. Stando alle prime informazioni, ogni puntata sarà lunga in media dai quattro ai sette minuti, ma non è detto che in futuro non possa esser preso in considerazione un minutaggio maggiore.

Spostare gli investimenti

I nuovi contenuti potranno aiutare Spotify a intercettare parte degli oltre 18 miliardi di dollari spesi ogni anno in pubblicità dagli investitori sulle radio americane. Portare a casa anche una piccola fetta della cospicua torta sarebbe essenziale per la compagnia, che pur avendo scardinato le logiche del business musicale non è mai riuscita a capitalizzare somme rilevanti dai propri sforzi, a causa degli ingenti diritti dell’industria audiofila internazionale.

La base di utenti, pari a circa 70 milioni, potrà accedere a trasmissioni di pochi minuti incentrate su politica, sport e cronaca, come farebbe su una radio classica ma con il vantaggio di riprodurre tra una pausa e l’altra i brani preferiti, invece di sorbirsi a ripetizione le hit del momento. Secondo gli analisti, Spotify con Spotlight potrebbe dare nuovo slancio ai podcast, resi famosi da iTunes e poi finiti in un angolo della fruizione verticale, solo per gli appassionati. Il nuovo servizio di news negli USA è già attivo e  potrebbe arrivare presto anche altrove, almeno stando ai piani della multinazionale.

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iTunes Radio diventa a pagamento https://www.datamanager.it/2016/01/itunes-radio-diventa-pagamento/ Tue, 19 Jan 2016 10:16:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92573 A partire da fine mese, iTunes Radio rientrerà nell’abbonamento ad Apple Music. L’obiettivo è dare maggiore peso a Beats 1 Con l’arrivo della radio Beats 1, iTunes Radio è ormai diventato di troppo. Apple ha deciso che a partire dal 28 gennaio il suo servizio di streaming musicale sarà integrato nell’offerta a pagamento di Apple […]

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A partire da fine mese, iTunes Radio rientrerà nell’abbonamento ad Apple Music. L’obiettivo è dare maggiore peso a Beats 1

Con l’arrivo della radio Beats 1, iTunes Radio è ormai diventato di troppo. Apple ha deciso che a partire dal 28 gennaio il suo servizio di streaming musicale sarà integrato nell’offerta a pagamento di Apple Music. Le due piattaforme offrono servizi molto simili ma la nuova radio introdotta nel giugno scorso ha un maggiore riscontro da parte del pubblico. All’inizio iTunes Radio sembrava potesse competere con colossi come Pandora grazie alla trasmissione di news ma a lungo andare i clienti della Mela hanno preferito altri servizi. “Stiamo rendendo Beats 1 la nostra unica radio gratuita. – scrive Apple in una nota – Inoltre con l’abbonamento Apple Music, gli ascoltatori potranno accedere a dozzine di stazioni radio curate dal nostro team di esperti musicali, che coprono una vasta gamma di generi”.

Per utilizzare iTunes Radio bisognerà quindi sottoscrivere l’offerta in abbonamento legata ad Apple Music, che nel frattempo ha raggiunto i 10 milioni di iscritti. Gli utenti potranno comunque usufruire di un periodo di prova gratuita di 3 mesi e soprattutto non dovranno aspettare l’ascolto di messaggi pubblicitari per poter saltare al brano successivo.

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Apple Music: sulla radio Beat 1 anche musica su richiesta https://www.datamanager.it/2015/07/apple-music-sulla-radio-beat-1-anche-musica-su-richiesta/ Wed, 01 Jul 2015 17:29:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79901 Apple permetterà agli ascoltatori della radio digitale Beat 1 su Apple Music di richiedere il proprio brano preferito tramite telefono Con l’aggiornamento iOS 8.4 è arrivato il momento di Apple Music, il servizio di streaming musicale Made in Cupertino. La piattaforma, che è finita nell’occhio del ciclone per le indagini a suo carico da parte […]

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Apple permetterà agli ascoltatori della radio digitale Beat 1 su Apple Music di richiedere il proprio brano preferito tramite telefono

Con l’aggiornamento iOS 8.4 è arrivato il momento di Apple Music, il servizio di streaming musicale Made in Cupertino. La piattaforma, che è finita nell’occhio del ciclone per le indagini a suo carico da parte delle autorità statunitensi e la polemica con la popstar Taylor Swift, porta agli utenti un catalogo di 30 milioni di brani da ascoltare e la radio digitale Beats 1. Per quanto riguarda quest’ultima, Apple ha pensato di guardare al passato permettendo agli utenti di richiedere i propri brani preferiti tramite telefono. Gli ascoltatori potranno riferire ad una segreteria telefonica la canzone che voglio ascoltare, specificando anche l’artista e il luogo da cui si chiama. La Mela ha già creato una apposita pagina sul suo sito in cui sono presenti i numeri per tutti e 13 Paesi (c’è anche l’Italia) in cui la funzione è attiva. Le richieste saranno poi trasmesse in diretta nello show radiofonico “Request” di Travis Mills.

Apple, il cui Apple Watch non piace proprio ai millennials, ha anche rilasciato l’ultimo aggiornamento iTunes 12.2 che trasferisce tutte le funzioni di Apple Music da mobile a desktop. Su PC e Mac sarà quindi possibile ascoltare in streaming tutto il catalogo offerto dalla piattaforma di Cupertino.

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Google Play Music si rinnova con lo streaming musicale https://www.datamanager.it/2015/06/google-play-music-si-rinnova-con-lo-streaming-musicale/ Wed, 24 Jun 2015 08:45:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=77536 Google anticipa Apple rinnovando il suo servizio Google Play Music con una piattaforma per lo streaming musicale su abbonamento Google Play Music si rinnova con nuove funzioni e anticipa il lancio di Apple Music, che ha dovuto sottostare alle richieste della popstar Taylor Swift, con una piattaforma di streaming musicale in abbonamento. Tra le altre […]

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Google anticipa Apple rinnovando il suo servizio Google Play Music con una piattaforma per lo streaming musicale su abbonamento

Google Play Music si rinnova con nuove funzioni e anticipa il lancio di Apple Music, che ha dovuto sottostare alle richieste della popstar Taylor Swift, con una piattaforma di streaming musicale in abbonamento. Tra le altre novità figurano la scomparsa della sezione “Esplora”, che viene sostituita da singoli link come quello relativo alle ultime uscite, un menù “Classifiche”, nuove web radio e una interfaccia dal design più minimale.

Le novità di Google Play Music

Google Play Music ora offre playlist tematiche per accompagnare le attività dell’utente e basate sui suoi gusti. Inoltre, grazie al supporto della startup con Songza, sono disponibili nuove stazioni radio digitali. La vera novità riguarda però una piattaforma per lo streaming musicale che ricalca il modello del leader del settore Spotify. Gli utenti potranno ascoltare oltre 30 milioni di brani online in qualità MP3 320 kbps ma se vorranno eliminare le pause pubblicitarie dovranno sottoscrivere un abbonamento. Il nuovo servizio è al momento disponibile solo negli Stati Uniti ma presto potrebbe essere esteso al resto del mondo. Per quanto riguarda l’app Android, Big G ha introdotto la sincronizzazione dei brani su smartwatch Android Wear.

“Speriamo che vi divertiate così tanto che possiate considerare di abbonarvi a Google Play Music per avere una riproduzione senza pubblicità, portare la vostra musica offline, creare le vostre playlist e ascoltare qualsiasi delle 30 milioni di tracce della nostra collezione su qualsiasi dispositivo”, scrive Google sul proprio blog ufficiale.

 

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Quanto sono social le radio italiane? https://www.datamanager.it/2015/06/quanto-sono-social-le-radio-italiane/ Fri, 19 Jun 2015 13:44:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76933 Gli ultimi dati del Social Radio Lab alla Social Media Week Roma Durante la Social Media Week appena conclusa a Roma il Social Radio Lab – laboratorio-community on line di professionisti radiofonici e comunicatori web e mobile dedicato all’informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica – ha presentato i dati aggiornati sulla presenza delle […]

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Gli ultimi dati del Social Radio Lab alla Social Media Week Roma

Durante la Social Media Week appena conclusa a Roma il Social Radio Lab – laboratorio-community on line di professionisti radiofonici e comunicatori web e mobile dedicato all’informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica – ha presentato i dati aggiornati sulla presenza delle radio italiane in FM sui social network.

SocialRadioLab_modello

“Dalla precedente edizione di settembre 2014 della #SWRME” – racconta Stefano Chiarazzo, Founder & Director Social Radio Lab – oltre alla conferma di Facebook e Twitter come piattaforme più utilizzate dalle 22 emittenti monitorate si registra la grande crescita di Instagram”. Ad oggi infatti il 77% delle stazioni radio ha aperto e usa attivamente il proprio profilo, con un aumento dell’utilizzo del 18%. Meno evidente il +5% di Google Plus, ora al 59%, e Spotify, al 23%. Il calo di YouTube (-9%) è invece dovuto alla cancellazione dei profili delle reti RAI.

SocialRadioLab_PresenzaOnline

Facebook continua a vedere Radio Italia in prima posizione con 2.269.000 fan davanti a Radio Deejay (1.641.000), RTL 102.5 (1.406.000) e Radio 105 (1.345.000). Impressionante la performance di Radio Maria che negli ultimi 9 mesi conquista 311.000 dei suoi 747.000 fan e scala quattro gradini piazzandosi quinta. m2o perde 10.000 fan e scende in 7° posizione, superata da Radio Kiss Kiss. Completano la Top 10 R101, Virgin Radio e RDS.

Su Twitter Radio Deejay consolida il suo primato con 1.785.000 follower (+447.000) seguita da Radio 105, seconda emittente a superare il milione (1.145.000). Al terzo posto RDS (752.000) precede Radio Kiss Kiss (463.000) e RTL 102.5 (345.000). A seguire Radio Italia, Radio2 RAI e Radio Monte Carlo, in salita di due posizioni ai danni di R101 e Radio 24.

SocialRadioLab_Twitter

Su Instagram i numeri restano ancora bassi. Con un aumento di ben 24.000 follower Radio Italia raggiunge quota 33.000 e conquista la vetta della classifica con Radio 105 al secondo posto (22.000). Altre quattro radio superano i 10.000 seguaci: Radio Monte Carlo, Radio Deejay, RMC2 e RTL 102.5.

SocialRadioLab_Instagram

Radio Globo rimane in vetta su YouTube con 27 milioni di visualizzazioni del canale, precedendo sia Radio Kiss Kiss che Radio Italia. Radio Deejay resta leader di Google Plus con 225.000 +1, fronteggiata dalle sole emittenti del gruppo Finelco tutte e tre sopra quota 100.000. Incontrastato il dominio Finelco su Spotify con Radio 105 che guida con 61.000 follower davanti a Virgin e RMC.

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Il piano della Norvegia per spegnere le radio FM https://www.datamanager.it/2015/04/il-piano-della-norvegia-per-spegnere-le-radio-fm/ Tue, 21 Apr 2015 09:22:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=73540 Entro due anni il paese abbandonerà il vecchio protocollo per passare al più moderno DAB La Norvegia potrebbe essere il primo paese a spegnere le frequenze FM utilizzate dalle classiche radio per far posto al segnale digitale DAB. A partire dall’11 gennaio del 2017 comincerà lo switch vero e proprio che dovrebbe terminare entro dicembre […]

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Entro due anni il paese abbandonerà il vecchio protocollo per passare al più moderno DAB


La Norvegia potrebbe essere il primo paese a spegnere le frequenze FM utilizzate dalle classiche radio per far posto al segnale digitale DAB. A partire dall’11 gennaio del 2017 comincerà lo switch vero e proprio che dovrebbe terminare entro dicembre dello stesso anno. Ci sono alcune buone ragioni per dire addio all’FM, non per ultimo quella di carattere economico visto che le trasmissioni su onde radio costano circa otto volte di più quelle digitali. Per questo il passaggio al DAB permetterà al paese di risparmiare circa 48 milioni di euro. Inoltre sul DAB saranno disponibili molte più stazioni che sull’FM, un po’ quello che è successo con il passaggio dal segnale tv analogico al digitale.

Via da seguire

In realtà la Norvegia è un paese già calato nella nuova realtà del segnale radio su DAB. L’utilizzo del protocollo è realtà da almeno una ventina di anni in cui più che altro sono state sperimentate soluzioni ed esperimenti, adesso è ora di concretizzare il tutto salutando per sempre l’FM. In realtà la Norvegia ha accelerato parecchio sulla dismissione del segnale soprattutto a causa del calare di ascoltatori fedeli al “vecchio” modo di ascoltare la radio ed è per questo che presto anche altre nazioni potrebbero seguire l’esempio per proporre uno switch tale da rinvigorire e migliorare la fruizione di musica e programmi radiofonici. Un altro dei paesi che avrebbero dovuto passare dall’FM al DAB in breve sarebbe dovuto essere il Regno Unito anche se il progetto è stato rimandato al biennio 2017-2019 non è ben chiaro se per problemi tecnici o burocratici.

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La Russia crea “Sputnik”: la voce alternativa all’Occidente https://www.datamanager.it/2014/11/russia-crea-sputnik-voce-alternativa-alloccidente/ Tue, 11 Nov 2014 18:29:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64708 La Russia ha creato Sputnik, una nuova piattaforma media (TV, web e radio) che si pone come voce alternativa alla propaganda occidentale La crisi in Ucraina ha reso più tesi i rapporti fra Russia e Occidente, tanto che la NASA ha sospeso quasi totalmente i rapporti con la sua omologa russa. Ieri il Cremlino, per […]

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La Russia ha creato Sputnik, una nuova piattaforma media (TV, web e radio) che si pone come voce alternativa alla propaganda occidentale

La crisi in Ucraina ha reso più tesi i rapporti fra Russia e Occidente, tanto che la NASA ha sospeso quasi totalmente i rapporti con la sua omologa russa. Ieri il Cremlino, per dare “una voce alternativa” alla propaganda statunitense ed europea, ha lanciato Sputnik, una piattaforma internazionale online e radiofonica dedicata all’informazione. Ad annunciare la novità è stato Dmitri Kisiliov, direttore dell’agenzia Rossia Sivodnia.

Sputnik: “Lottiamo contro la propaganda occidentale”

Sputnik, il cui motto è “Telling the untold” (Parliamo di ciò di cui non si parla), è disponibile per il momento in cinque lingue (arabo, russo, inglese, spagnolo, cinese) ma conta di crescere già a partire dall’anno prossimo. La piattaforma progetta di trasmettere 800 ore al giorno di contenuti radiofonici in 30 lingue diverse da 130 città di 34 Paesi nel mondo. L’obiettivo del nuovo colosso dei media russo, il cui nome riprende quello del primo satellite lanciato dall’URSS nel 1957, è quello di raggiungere i miliardi di persone “stanche della propaganda aggressiva che promuove un mondo unipolare e vuole punti di vista diversi”.

Il lancio di Sputnik è ritenuto da molti una mossa del premier Vladimir Putin per estendere la propaganda governativa anche all’estero. Già da qualche tempo il Cremlino, che ha assicurato che non si disconnetterà da Internet in caso di attacco informatico, sta cercando di creare un conglomerato media per contrastare l’informazione che arriva dall’Occidente.

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Altro che TV. Ad essere social sono le radio https://www.datamanager.it/2014/10/tv-ad-essere-social-radio/ Fri, 03 Oct 2014 15:43:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62255 Due talk show del Social Radio Lab alla Social Media Week di Roma hanno raccontato dati, trend e casi studio sull’utilizzo di web e mobile da parte delle radio commerciali Il 24 e il 25 settembre si sono svolti alla Social Media Week di Roma due talk show che hanno coinvolto cinque radio nazionali commerciali […]

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Due talk show del Social Radio Lab alla Social Media Week di Roma hanno raccontato dati, trend e casi studio sull’utilizzo di web e mobile da parte delle radio commerciali

Il 24 e il 25 settembre si sono svolti alla Social Media Week di Roma due talk show che hanno coinvolto cinque radio nazionali commerciali e più di 150 partecipanti sul tema della nuova comunicazione radiofonica integrata grazie alle nuove tecnologie web e mobile. Organizzati dal Social Radio Lab – laboratorio-community on line di professionisti radiofonici e comunicatori web e mobile dedicato all’informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica – i due eventi hanno confermato che, nonostante si parli tanto di “social tv”, è la radio ad essere veramente social.

La quasi totalità delle 22 radio monitorate dal Social Radio Lab non solo propone siti internet con contenuti e numeri da grandi portali e app sempre più articolate ma ha profili ufficiali su Facebook e Twitter che utilizza quotidianamente per aggregare, fidelizzare e coinvolgere la propria community di ascoltatori. “Oggi per noi la radio è anche tv, mobile, social ed eventi. Il tutto in un’unica proposta editoriale” ha dichiarato Marco Pontini, Direttore Generale Marketing e Commerciale di Radio Italia e R101. Un cambio epocale anche secondo Massimiliano Montefusco, Direttore Marketing e Comunicazione Gruppo RDS: “Grazie alla convergenza tecnologica offriamo intrattenimento ed informazione multicanale raggiungendo il pubblico dove, quando e come vuole”.

E le radio hanno il vantaggio di poter contare su milioni di affezionati, ben contenti di arricchire la loro esperienza anche online. Radio Italia solomusicaitaliana, che domina su Facebook davanti a Radio Deejay e RTL 102.5, ha raccolto finora 2 milioni e 200mila fan. Radio Deejay invece su Twitter guarda tutti dall’alto del suo quasi milione e mezzo di follower, precedendo Radio 105 e RDS. Elevato anche il tasso di engagement: secondo Blogmeter, ad esempio, nel corso del 2013 la pagina de Lo Zoo di 105 ha generato più di 10 milioni di interazioni.

YouTube, utilizzato dal 77% delle emittenti, vede prevalere Radio Globo con 26 milioni di visualizzazioni del canale principalmente grazie a video virali come Pulcino Pio. Negli ultimi mesi sale al 59% l’utilizzo di Instagram dove prosegue il testa a testa tra due brand del Gruppo Finelco: Radio Monte Carlo 2 (12.600 follower) e Radio 105 (12.400). “Il segreto è puntare su contenuti originali” – svela Stefano Bragatto, Speaker Radiofonico e Social Media Manager di Radio Monte Carlo – “Abbiamo scelto di esserci e sperimentare su tutte quelle piattaforme che possono contribuire alla notorietà e affezione alle nostre marche”. Come Spotify dove Radio 105, RMC e Virgin Radio vantano una media di 26.000 follower.

“Il dietro le quinte delle radio colpisce molto gli ascoltatori” – racconta Isabella Eleodori, Speaker Radiofonico di R101 – “Grazie ai social il mio rapporto con loro in diretta è migliorato, c’è più feeling”. E il feeling è ancora maggiore se ci sono ospiti in studio: “Postare una foto di grandi della musica italiana durante un’intervista live è garanzia di successo” – Stefania Giordani, Responsabile Commerciale di Radio Capital – “ma anche gli eventi sul territorio funzionano molto bene”.

 

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Il futuro è di Casa. Bertallot https://www.datamanager.it/2014/07/futuro-casa-bertallot/ Wed, 09 Jul 2014 14:23:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57917 Un artista del palcoscenico e del microfono parla del suo innovativo approccio alla creazione e al consumo di contenuti musicali online Difficile immaginare un settore importante di attività umana più trasformato dalle tecnologie digitali. La piattaforma Apple iPod è stata introdotta nel 2001 e da allora la musica digitale è stata attraversata da un vento […]

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Un artista del palcoscenico e del microfono parla del suo innovativo approccio alla creazione e al consumo di contenuti musicali online

Difficile immaginare un settore importante di attività umana più trasformato dalle tecnologie digitali. La piattaforma Apple iPod è stata introdotta nel 2001 e da allora la musica digitale è stata attraversata da un vento di cambiamento che ha trascinato con sé ogni fatto acquisito. I supporti fisici che costituivano un caposaldo dell’industria si sono sgretolati e le modalità di consumo online hanno preso il sopravvento, mettendo in forse la sostenibilità di un intero mercato. E una vittima collaterale di un trambusto da cui ancora non siamo usciti è lo storico connubio tra la musica e il primo mobile electronic medium della storia: la radio. Combinati con la contrazione che ha investito i canali di finanziamento dei media tradizionali, l’armata di iPod, Pandora, Spotify, Deezer fa apparire lo storico connubio radio-musica come il classico matrimonio in crisi.

In Italia, c’è un personaggio che non solo conosce profondamente – da musicista e uomo di radio – entrambi i territori, ma sembra anche dotato della passione e delle idee necessarie per mapparne il futuro. Questo personaggio è Alessio Bertallot, origini aostane, voce del gruppo anni 90 Aeroplanitaliani, a lungo ai microfoni di emittenti come il network commerciale Deejay e Radio Rai. Proprio da una rottura piuttosto netta con l’emittente radiofonica pubblica, nasce il progetto di Casa Bertallot, una web radio musicale in diretta che “trasmette”, online attraverso la piattaforma (italiana) di radiofonia condivisa Spreaker, dall’appartamento dello stesso conduttore, attrezzato come studio e utilizzato per ospitare, come amici, i musicisti. Praticamente tutto di questo progetto può essere considerato innovativo, anche lo strumento del crowdfunding utilizzato grazie a un’altra piattaforma italiana, Musicraiser, per raccogliere, in circa tre mesi, oltre 20mila euro su 17mila richiesti. Quando chiedo a Bertallot se il suo eclettismo musicale, il gusto nel rimescolare generi e altre forme artistiche abbia anche un’impronta tecnologica, lui risponde che sì, «la tecnologia ha sempre acceso la miccia». Ma aveva ragione il più tradizionale Enpals (il vecchio Ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo, NdR). «Come un dio medievale, aveva ordinato il mondo dei lavoratori dello spettacolo in specie: alcuni sono Vedette/Soubrette, io, Artista/Fantasista».

LA FORZA DI CAMBIARE

Che cosa spinge un artista così affermato e autorevole verso un modello che con la tradizione ha in comune molti linguaggi, ma che comunica cose diversissime? «La presunzione di credere che sia giunto il momento di trasferire quella, sempre presunta, autorevolezza, nel nuovo mondo» – risponde Bertallot. «Quello vecchio è stato inaridito dalle solite logiche di mercato, dal poco coraggio, dalla poca capacità visionaria e dai cliché dell’intrattenimento. La radio è stagnante, non è più quel territorio di libertà e sperimentazione che fu negli anni 80. Quelle aperture ora sono nel web, che presto si mangerà tutto, radio, tv, stampa e imporrà nuove regole che forse irrigidiranno tutto di nuovo. Ma intanto, per qualche anno, come erbacce, possiamo provare a crescere».

La scelta di Spreaker e Musicraiser come partner tecnologici e promozionali dell’iniziativa si spiega secondo Bertallot con l’entusiasmo personale nutrito nei confronti di questi nuovi strumenti, ma anche con la conoscenza dei creatori di entrambi i servizi. «Li ho incontrati, o mi hanno cercato prima che avessi bisogno di loro e sono, come me, dei visionari sensibili che spostano in là la linea dell’orizzonte. Se non ci fossero dei sognatori, saremmo allegri e protocollati come nei paesi del blocco sovietico degli anni 70». Il crowdfunding è efficace, riconosce Bertallot, ma non bisogna abusarne. «C’è una componente di mobilitazione emotiva che deve essere molto fondata per suscitare energia e coinvolgimento: non si può fare crowdfunding sempre e per qualsiasi cosa». È un primo passo verso l’emancipazione dall’idea che web equivalga a contenuti gratis.

UNA VISIONE NUOVA

Anche per questo motivo, Casa Bertallot (e forse i progetti che seguiranno) rimane aperto ad altre modalità di finanziamento. Alcuni inserzionisti hanno dato un supporto al progetto e l’artista si dice convinto che «gli investimenti delle aziende che vogliono promuoversi nel web andranno sempre di più nella direzione del branded content e l’idea di una “casa” che è anche una radio, di un intimo che è anche pubblico, è perfetta per questa nuova visione della comunicazione e del marketing».

Bertallot ha la sua opinione anche sul futuro della musica liquida e sul clima di incertezza provocato dall’azione disintermediatrice del web per quanto attiene alla sostenibilità dei classici modelli di vendita della musica commerciale. La funzione disintermediatrice del web consentirà a cantanti e complessi di tessere relazioni più dirette, e al tempo stesso remunerative con il loro pubblico? Diventerete musicisti-imprenditori? «Bisognerà diventarlo, perché se speri che i musicisti siano salvati dalle industrie, stai fresco. I musicisti per le industrie sono mucche da allevare finché servono».

Nessuno, compresi i vari jukebox in abbonamento della musica in streaming – avverte il padrone di Casa Bertallot – «agisce per amore dei musicisti, ma per amore del business. Quindi, o i musicisti riescono a spuntare con le case discografiche condizioni contrattuali migliori per i proventi dall’attività sul web, oppure non cambierà nulla. Tutto rimarrà in mano a pochi: nuovi, ma sempre pochi. D’altra parte, riconosce Bertallot, non si può dar contro solo all’industria della musica. «Di tutti i musicisti di cui avete scaricato gratis i brani dalla rete, a quanti avete dato in cambio amore»? Nel loro piccolo, i cantanti sono un po’ “bastardi”, come le case discografiche.

NEW DISCOVERY

Un’altra funzione che la musica ha sempre svolto efficacemente – almeno a partire dagli anni 50 negli Stati Uniti e in Europa con Radio Caroline o Radio Luxembourg – è la “discovery”, la capacità di far scoprire al pubblico nuovi brani e artisti. Oggi, con Pandora e Spotify e gli algoritmi di “recommendation” sembra che per il mestiere del DJ e il settore della radiofonia musicale la strada sia in salita. Gli ascoltatori sono tendenzialmente pigri, poco disposti a fare fatica, ammette Bertallot, che ha pensato anche di sviluppare, con il sito Web Wejay, una tecnologia per il “curated content” condiviso, un aggregatore di link a brani in Rete che consente di non disperdere il crowdsearching dei fan di Casa. «Ma se li porti fuori dalle loro abitudini, in un mondo nuovo, si scoprono leggermente affascinati dalle novità. I milanesi non alzano mai gli occhi al cielo, di notte. Anche perché a Milano, il cielo di notte non c’è più. Poi, quando li trovi in Salento sulla terrazza del bar, applaudono il tramonto. La funzione del divulgatore musicale moderno è questa: metterli in un posto diverso e dargli dei telefonini per fotografare il bel tramonto. Nessun algoritmo può sostituirsi a questa funzione culturale, umanistica e artistica. Datemi Pandora che ci invento qualcosa di bello da farci».

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Samsung lancia Milk Music https://www.datamanager.it/news/samsung-lancia-milk-music-54423.html Mon, 10 Mar 2014 13:27:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/samsung-lancia-milk-music/ Rivolto al mercato USA, è un servizio attivo per gli smartphone e i phablet del produttore nordcoreano con cui accedere a canzoni in streaming

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Rivolto al mercato USA, è un servizio attivo per gli smartphone e i phablet del produttore nordcoreano con cui accedere a canzoni in streaming

I concorrenti da battere non sono pochi. Si va da Spotify a Deezer, passando per Pandora e iTunes Radio (già attivo oltreoceano). Eppure Samsung non sida per vinta e prova a dire la sua nel mondo dei servizi di musica in streaming lanciando la piattaforma Milk Music, per ora solo negli Stati Uniti. Il servizio è disponibile per un numero limitato di device Android dell’azienda sudcoreana tra cui: Galaxy S4, Galaxy S4 Mini, Galaxy S3, Galaxy Note 3, Galaxy Note 2 e Galaxy Mega.

Come funziona

L’app è stata sviluppata appositamente per fare streaming dei 13 milioni di brani presenti nel catalogo e offerti da Slacker Radio, già presente in versione app per Android e che permette di avere una stazione radio personalizzata secondo i propri interessi. La differenza con alcune piattaforme concorrenti è che su Milk Music non è possibile acquistare brani per tenerli memorizzati sul proprio dispositivo anche se, a quanto pare, la funzione arriverà presto. 

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