Ravenna – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 14:27:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Ravenna – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 GetCoo, la startup di Ravenna sfida i colossi della computer vision https://www.datamanager.it/2017/12/getcoo-la-startup-ravenna-sfida-colossi-della-computer-vision/ Mon, 18 Dec 2017 15:44:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137750 Dal riconoscimento immediato di un sito artistico alla corretta identificazione del “part number” necessario per ordinare un pezzo di ricambio, il motore di ricerca visuale messo a punto da GetCoo non perde un colpo. Ed è lanciato a gran velocità verso un mercato plurimiliardario Non sono visionari solo perché si muovono negli incerti (dal punto […]

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Dal riconoscimento immediato di un sito artistico alla corretta identificazione del “part number” necessario per ordinare un pezzo di ricambio, il motore di ricerca visuale messo a punto da GetCoo non perde un colpo. Ed è lanciato a gran velocità verso un mercato plurimiliardario

Non sono visionari solo perché si muovono negli incerti (dal punto di vista della logica binaria) confini della computer vision – branchia dell’intelligenza artificiale, dove tanto per cambiare ci si deve scontrare con colossi come Google o Amazon, ma anche con startup che certo non soffrono delle stesse difficoltà legate al nostro asfittico mercato dei capitali di rischio. GetCoo è il sogno informatico realizzato con grande caparbietà da due fratelli romagnoli, che – malgrado la diversa formazione (Claudio è un ingegnere informatico con dottorato in biofisica computazionale, Stefano un perito meccanico) –  hanno sempre lavorato programmando o amministrando computer. L’idea per la loro startup, GetCoo, da un anno e mezzo ospitata all’interno di Collabora, incubatore high-tech controllato dal Comune di Ravenna, nasce un paio d’anni fa da una esigenza molto pratica. «Allora, ero ancora a Chicago, come ricercatore» – racconta Claudio al cronista di Vision. «Girando la città con mio fratello, che era venuto a trovarmi, ci siamo trovati davanti al Flamingo di Alexander Calder (la rossa scultura in acciaio, uno dei simboli di Chicago, realizzata dall’artista celebre soprattutto per le sue opere “mobili” e sospese, ndr). Entrambi abbiamo pensato che sarebbe stato molto bello avere uno strumento che fosse in grado di trovare immediatamente, senza faticose ricerche in rete, le informazioni relative a un monumento».

La sfida di GetCoo

I due imprenditori-inventori hanno in mente l’interfaccia più naturale e diffusa al momento: lo smartphone con cui inquadrare un oggetto e un software intelligente capace di riconoscere l’immagine sulla base delle sole informazioni fotografiche. L’obiettivo, dal punto di vista computazionale, è tutt’altro che banale, ma la sfida è troppo allettante. Claudio e Stefano, che entrambi hanno una carriera avviata, mollano quello che stanno facendo e decidono di inseguire il loro sogno in Italia. Per Claudio – «si trattava anche di lanciare un preciso messaggio a chi pensa che dall’Italia bisogna andarsene per forza». Fin da subito, l’attenzione di Claudio, CTO della startup, si sposta da una singola app all’idea di un vero e proprio motore di ricerca visuale, da cui poter ricavare applicazioni specifiche. «Quello della computer vision è un mercato in piena crescita, era importante essere tra i primi. Ma la tecnologia è ancora acerba, anche per questo inizialmente ci siamo concentrati sul caso specifico del riconoscimento dei monumenti». Applicazione immediatamente comprensibile ai più, che desta grande attrattiva in una nazione dal patrimonio artistico così ricco. Tant’è vero che GetCoo suscita presto un grande entusiasmo, ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui recentemente quello all’edizione 2017 dello SMAU di Milano. Nel maggio del 2016, la microazienda – con Claudio e Stefano Berti lavorano Roberta Grasso per la parte artistico-culturale di GetCoo, e Jonas Barzaglia per la grafica e le interfacce – ottiene il supporto di Collabora.


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Il motore di ricerca DART

«Due anni di lavoro che ci hanno portato recentemente al rilascio di una nuova versione del nostro motore di ricerca, DART Direct Access and ReTrieval». Carlo Berti tiene a sottolineare il diverso approccio adottato dagli algoritmi sviluppati per GetCoo, un sistema di riconoscimento che affronta un problema diverso rispetto alla strada seguita da Google o Clarifai, altro concorrente diretto. «Il nostro riconoscimento punta a ottenere singole istanze, mentre Google e altri preferiscono procedere per categorizzazioni successive. GetCoo insomma, inquadra un oggetto e lo definisce esattamente, “vede” una chiesa e dice che è San Pietro in Silvis a Bagnacavallo. Google inquadra lo stesso monumento e lo classifica tra le chiese romaniche». Questo presuppone la creazione di un database indicizzato e taggato, i cui contenuti vengono confrontati con le “parole chiave” visuali, utilizzando reti neurali che hanno un ulteriore vantaggio: sono computazionalmente leggere e molto veloci. E se un oggetto – nel caso di GetCoo la foto di monumento – non è ancora classificato nel database, «a quel punto, viene chiesto agli stessi utenti un suggerimento che in seguito viene validato da noi e aggiunto all’archivio».

Applicazioni di business

Presto i due fondatori si rendono conto che il successo commerciale del loro motore di ricerca visual non può dipendere solo dal riconoscimento dei siti artistici, anche se GetCoo anima per esempio la guida virtuale che oggi permette ai visitatori dei monumenti bizantini del ravennate, tutti “brandizzati” UNESCO, di accedere tramite smartphone al ricco “corpus” di spiegazioni accumulato dalla Curia di Ravenna, titolare di questi siti. Con PartFinder, l’applicazione premiata dallo SMAU, la tecnologia viene messa al servizio delle aziende manifatturiere, dei tecnici manutentori e degli artigiani addetti alle riparazioni, consentendo loro di inquadrare una parte meccanica – per esempio la vite o il bullone da sostituire – e ottenere in pochi secondi la descrizione e il “part number” necessario per ordinare esattamente il pezzo originale. Per PartFinder è stato messo a punto anche uno scanner fotografico che consente all’utilizzatore di creare molto facilmente, con una acquisizione “single-button” un intero catalogo di pezzi. «Una versione di PartFinder, in particolare quella rivolta a singoli artigiani o a chi deve acquisire parti voluminose – spiega Berti – permette di acquisire le immagini direttamente attraverso la app, mentre il box, utilizzato in ambienti industriali, crea un database con maggiore velocità e precisione». I valori in gioco sono sicuramente più elevati rispetto al settore dei beni culturali, perché PartFinder permette di velocizzare la gestione del magazzino dei pezzi di ricambio, fornendo all’istante il codice corretto con cui effettuare una ordinazione presso il distributore più conveniente. Altre applicazioni sono in fase avanzata di sviluppo, come Visual Intelligence by Vanity, una app per il mondo fashion che servirà a profilare i clienti dei negozi di abbigliamento. Sul sito di GetCoo è già online la demo di RevIMG, un tool che permetterà di costruire e consultare i propri database visuali personali. Ma le opportunità sono infinite, dal gaming al biomedicale, dalla sicurezza all’agricoltura “di precisione”, in un mercato che secondo Berti, tra due anni varrà più di 30 miliardi di dollari. Tecnologicamente, GetCoo ci sarà, ma anche in previsione della scadenza del contratto con Collabora, bisognerà dare la massima priorità ai piani di crescita, che i fondatori intendono sostenere attraverso una campagna di crowdfunding da lanciare entro i prossimi mesi.

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Qualità della vita, è a Ravenna che si vive meglio https://www.datamanager.it/2014/12/qualita-vita-ravenna-si-vive/ Mon, 01 Dec 2014 11:32:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65970 Stando ai risultati emersi dalla 25esima indagine sulla qualità della vita pubblicata oggi da ‘Il Sole 24 ore’ è Ravenna la provincia italiana dove si vive meglio, mentre il fanalino di coda è Agrigento Le aree dove si sta meglio sono i centri montani del Nord Est e alcune realtà emiliano-romagnole. Nella top ten anche alcune […]

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Stando ai risultati emersi dalla 25esima indagine sulla qualità della vita pubblicata oggi da ‘Il Sole 24 ore’ è Ravenna la provincia italiana dove si vive meglio, mentre il fanalino di coda è Agrigento

Le aree dove si sta meglio sono i centri montani del Nord Est e alcune realtà emiliano-romagnole. Nella top ten anche alcune grandi città come Roma e Milano migliorano rispetto al passato.

Numerosi parametri a confronto

A confronto le performance di vivibilità delle province italiane, analizzate tramite una complessa serie di parametri divisi in sei capitoli d’indagine, ciascuno basato a sua volta su sei parametri e su una graduatoria di tappa: Tenore di vita, Affari e Lavoro, Servizi ambiente salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero.

Ravenna svetta in cima alla classifica, per la prima volta, soprattutto grazie agli alti voti ottenuti in materia di Servizi, nel capitolo Affari e lavoro, e nella Popolazione.
Solo l’Ordine pubblico lascia a desiderare, a causa dell’alto numero di reati denunciati. Del resto, numerose province del Nord oltre che le grandi città lamentano il problema comune della sicurezza. Guardando in coda alla top ten, se Agrigento si piazza bene invece da questo punto di vista, mentre negli altri ambiti e specialmente su lavoro e ambiente versa in condizioni di arretratezza.

La vittoria delle medio-piccole

Sono soprattuto le realtà medie o piccole montane del Nord Est ad ottenere i risultati migliori:
Trento è seconda, Belluno quarta, Bolzano decima. Ma anche le realtà emiliano-romagnole tengono testa con Modena, Reggio Emilia e Bologna nelle prime 10. Buoni risultati anche al Centro, in particolare delle province toscane (Siena è nona e Livorno 11). Il Mezzogiorno riesce a spingersi nella prima parte della classifica solo con le province sarde (Olbia-Tempio, Sassari e Nuoro). Per il resto compare nel fondo della classifica, dove prevalgono province siciliane, calabresi e pugliesi. A Napoli, ultima nel 2013, spetta il 96esimo posto.
E le grandi metropoli? Progressi sia per Milano, che scala due posti e si classifica ottava, che per Roma che scala otto posizioni e arriva al 12esimo posto.
La capitale supera persino Milano per tenore di vita Modena, spingendo il capoluogo lombardo al terzo posto dopo Aosta. Reggio Emilia conquista il primo posto per affari e lavoro. Ravenna è “top” per servizi, ambiente e salute, Siena vince per popolazione con un’alta presenza di giovani e una bassa percentuale di divorzi e separazioni.

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Mhybus: è made in Italy il primo autobus a idrogeno e metano https://www.datamanager.it/news/mhybus-made-italy-il-primo-autobus-idrogeno-e-metano-52549.html Mon, 23 Dec 2013 15:12:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/mhybus-e-made-in-italy-il-primo-autobus-a-idrogeno-e-metano/ Mhybus è il primo autobus alimentato a idrogeno e metano che sarà prodotto su larga scala in Italia

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Mhybus è il primo autobus alimentato a idrogeno e metano che sarà prodotto su larga scala in Italia

Oggi si è conclusa con successo a Ravenna, città molto sensibile al tema della sostenibilità anche in ambito rifiuti, la sperimentazione di un anno di Mhybus, l’autobus per il trasporto pubblico alimentato da idrogeno e metano. Al progetto green hanno contribuito la Regione Emilia Romagna, dove gli animali domestici possono far visita ai padroni in ospedale, e altri enti e aziende come Aster.

Mhybus

Mhybus con motore a idrometano consuma il 13% in meno di carburante e riduce le emissioni di CO2 del 15% (60 tonnellate in meno ogni di 45mila km a veicolo). 

“Questo progetto – ha spiegato Alfredo Peri, assessore regionale ai trasporti della Regione Emilia-Romagna – ha avuto valore di apripista, oltre che per gli aspetti tecnici, per la definizione delle procedure relative all’omologazione di un nuovo tipo di veicolo da utilizzare per il trasporto pubblico. E’ un esempio di soluzione che contrasta il cambiamento climatico e migliora la qualità dell’aria pensata ad hoc per il territorio”.

A Savona invece è iniziata la sperimentazione di Primove, l’autobus elettrico di Bombardier che si ricarica ad ogni fermata.

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A Ravenna il primo impianto di pacemaker wireless in Italia https://www.datamanager.it/news/ravenna-il-primo-impianto-di-pacemaker-wireless-italia-52322.html Thu, 12 Dec 2013 18:00:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/a-ravenna-il-primo-impianto-di-pacemaker-wireless-in-italia/ In un ospedale in provincia di Ravenna è stato effettuato il primo impianto non invasivo di pacemaker wireless

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In un ospedale in provincia di Ravenna è stato effettuato il primo impianto non invasivo di pacemaker wireless

All’Ospedale Maria Cecilia di Cotignola (RA) è stato effettuato il primo impianto di pacemaker wireless in Italia. Il nuovo supporto al battito cardiaco è stato installato su una donna di 67 anni e grazie alle sue ridotte dimensioni (4 cm di lunghezza per 2 grammi di peso) non ha richiesto un intervento chirurgico in senso stretto.

Nano tecnologia per aiutare il cuore

Il sistema, la cui batteria ha una durata superiore ai dispositivi più tradizionali, consiste nel peacemaker vero e proprio, che stimola la contrazione del cuore quando questa non è normalizzata, e da una serie di micro elettrocateteri. “Questo nuovo stimolatore – spiega il dott. Pappone, uno dei medici che ha effettuato l’operazione – rappresenta il primo importante passo per lo sviluppo di sistemi nano tecnologici per il trattamento dei disturbi del cuore. Ci si attende che nel futuro tali dispositivi e tale tecnica di impianto rappresentino la base per il miglioramento della qualità e della durata della vita”.

Dopo il primo trapianto di mano bionica eseguito a Monza, l’operazione riuscita a Ravenna dimostra che alcune strutture italiane sono all’avanguardia anche nelle tecniche più sperimentali.

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Il cassonetto per Raee di Identis Weee arriva a Ravenna https://www.datamanager.it/news/il-cassonetto-raee-di-identis-weee-arriva-ravenna-48323.html Tue, 25 Jun 2013 14:04:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/il-cassonetto-per-raee-di-identis-weee-arriva-a-ravenna/ Dopo la tappa di Bologna, anche Ravenna ha posizionato nel parcheggio del MediaWorld di via Faentina il cassonetto SMART per il corretto smaltimento dei Raee

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Dopo la tappa di Bologna, anche Ravenna ha posizionato nel parcheggio del MediaWorld di via Faentina il cassonetto SMART per il corretto smaltimento dei Raee

Continua il viaggio del progetto Identis Weee per l’Emilia Romagna. Dopo la tappa di Bologna, il cassonetto SMART RAEE parking è stato posizionato a Ravenna nell’area commerciale MediaWorld di via Faentina e vi rimarrà fino al 19 luglio.

“L’esperienza di Bologna è stata positiva: nei due mesi di posizionamento, al RAEE parking hanno avuto accesso più di 200 utenti. Complessivamente il progetto ha già permesso di  recuperare tre tonnellate tra rifiuti elettronici e pile”, commenta Giancarlo Dezio direttore generale di Ecolight, uno dei promotori del progetto assieme ad Hera e la spagnola Ecolum. Dopo Ravenna RAEE parking si sposterà a Ferrara.

Cassonetto SMART

RAEE parking è un cassonetto intelligente in grado di suddividere in autmatico i rifiuti elettronici. L’utente utilizzando la propria tessera sanitaria o la card e la bolletta Hera seleziona il tipo di scarto che deve riciclare e il sistema apre lo sportello dedicato. Una volta che il cassonetto è colmo vengono avvisati automaticamente gli operatori che procedono allo svuotamento.

L’ultimo rapporto annuale sul riciclo dei Raee vede la Lombardia come Regione più virtuosa anche se il 2012 è stato caratterizzato da una contrazione del conferimento dei Raee.

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Il Garante della Privacy dice no alle webcam negli asili https://www.datamanager.it/news/il-garante-della-privacy-dice-no-alle-webcam-negli-asili-47208.html Wed, 22 May 2013 18:00:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/il-garante-della-privacy-dice-no-alle-webcam-negli-asili/ L’Autorità ha negato l’installazione di webcam in un asilo nido di Ravenna. Il sistema non servirebbe a tutelare i bambini ma solo a rasserenare i genitori a scapito della privacy

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L’Autorità ha negato l’installazione di webcam in un asilo nido di Ravenna. Il sistema non servirebbe a tutelare i bambini ma solo a rasserenare i genitori a scapito della privacy

Il Garante della privacy ha stabilito che negli asili nido non è possibile installare delle webcam che permettano ai genitori di seguire i propri figli anche dall’ufficio. L’idea era venuta a una scuola per l’infanzia privata di Ravenna. Secondo il Garante, che insegna a proteggersi su mobile con un video, non esistono le premesse per un’intrusione così forte nella vita dei bambini.

Le motivazioni del Garante

Il Garante, che ha recentemente bloccato la diffusione delle e-mail sottratte al Movimento 5 Stelle, afferma che l’introduzione delle webcam degli asili non solo violerebbe le disposizioni della Commissione europea ma servirebbe solamente a tranquillizzare i genitori e non a tutelare la sicurezza dei bambini. Non solo l’asilo in questione non presenta particolari rischi, ma l’uso costante delle webcam porterebbe a possibili problemi per la privacy. La visione dell’interno dell’istituto riguarderebbe l’attività degli insegnanti e di tutti i bambini, quindi non sarebbe limitata a quella del proprio figlio. Inoltre, il sistema non garantiva che terzi non potessero usare le chiavi di accesso e utilizzare i filmati a scopi illeciti.

“La tranquillità dei genitori non può essere raggiunta a scapito del libero sviluppo dei figli. Non possiamo, per placare le nostre ansie di adulti, trasformare la società in cui viviamo in un mondo di ipersorvegliati, a partire dai nostri bambini”, ha commentato Antonello Soro, Presidente dell’Autorità.

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