ricerca di lavoro – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:32:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ricerca di lavoro – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Competenze liquide, AI, Blockchain: come la tecnologia trasformerà il lavoro nel 2030 https://www.datamanager.it/2018/07/competenze-liquide-ai-blockchain-come-la-tecnologia-trasformera-il-lavoro-nel-2030/ Tue, 17 Jul 2018 10:33:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151512 Uno studio di Michael Page identifica i trend e le competenze che modelleranno il posto di lavoro del domani L’evoluzione delle tecnologie applicata al mondo del lavoro apre scenari futuri in chiaroscuro. Spesso si evidenzia il rischio di un potenziale furto di figure specializzate a favore dei robot, tralasciando i vantaggi personali e professionali di […]

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Uno studio di Michael Page identifica i trend e le competenze che modelleranno il posto di lavoro del domani

L’evoluzione delle tecnologie applicata al mondo del lavoro apre scenari futuri in chiaroscuro. Spesso si evidenzia il rischio di un potenziale furto di figure specializzate a favore dei robot, tralasciando i vantaggi personali e professionali di una tecnologia avanzata a disposizione della forza lavoro. Michael Page, brand di PageGroup specializzato nella selezione di professionisti qualificati di middle e top management, in partnership con Foresight Factory, ha realizzato un approfondimento dedicato ai trend che modelleranno il posto di lavoro di domani.

Le competenze liquide. Secondo l’approfondita analisi, capacità di giudizio, curiosità, sapere come muoversi in situazioni complesse e curiosità sono le competenze che le macchine non potranno replicare. Queste abilità trasversali si riveleranno il vantaggio chiave per le aziende e secondo i recruiter di Michael Page, sono tra le caratteristiche imprescindibili per il professionista del futuro. Competenze liquide che si adattano ai diversi contesti considerato che le persone arriveranno a sviluppare da 4 a 6 carriere diverse nell’arco della propria vita.

Il curriculum del 2030. Cambierà anche la ricerca di lavoro. Il curriculum sarà uno spazio interattivo gestito dall’ Intelligenza Artificiale che, come un Assistente Personale, gestirà i dati personali e i collegamenti. Le informazioni saranno conservate su base cloud e rese sicure attraverso la tecnologia blockchain ma accessibili all’AI che potrà direttamente scannerizzarle per valutare l’adeguatezza di un profilo per una descrizione di lavoro, e viceversa.

Bio-hacking: andare “oltre l’umano”. I microchip che consentono ai lavoratori di aprire porte, accedere a terminali e pagare per merci sono già realtà. Ma questo è solo il principio dei bio-potenziamenti che consentiranno ai dipendenti di eseguire compiti più facilmente, più rapidamente e con risultati migliori. Il prossimo futuro prevede impianti smart, protesi ad alta performance e componenti potenziatori della memoria: oltre a dispositivi “indossabili” saranno utili supporti per tenere il passo con la tecnologia.

Blockchain. Una lunga catena di registrazione di dati duplicati attraverso milioni di macchine, che provvedono giorno e notte alla loro manutenzione. Il suo impatto a lungo termine sulla futura forza lavoro è destinato ad essere profondo. Con la proliferazione della blockchain, verificare le informazioni ed essere un intermediario di fiducia diventerà sempre più obsoleto. Le relazioni peer-to-peer non saranno più così rischiose come possono esserlo attualmente su internet. La capacità dei contratti smart di consentire una rivoluzione pay-as-you-go potenzierà ulteriormente la cosiddetta “gig economy”, dove i liberi professionisti stabiliscono le ore di lavoro a seconda della domanda dei consumatori. Con l’uso di strutture basate su token, le persone godranno di una possibilità senza precedenti di essere i boss di sé stessi.

L’impatto dei robot sui lavori. Benché i robot e l’AI siano destinati inevitabilmente ad assumere molte funzioni tra quelle più basate sui dati e sul riconoscimento di pattern, ci sarà un cambiamento nelle interazioni tra uomini e macchine che porterà al massimo livello di efficienza. L’automazione di compiti ripetitivi e basati su dati porterà alla creazione di nuove tipologie di lavoro, con maggiore attenzione al modo in cui persone e macchine possono lavorare insieme con la migliore efficienza possibile. I colleghi robot, o “cobot” si integreranno nella forza lavoro e le visioni “antiquate” della differenza tra macchine e persone dovranno evolversi ed essere sostituite da una forza lavoro basata su coabitazione e cooperazione.

Il messaggio principale della ricerca è chiaro: mentre intelligenza artificiale, automazione, robotica e tecnologie per il potenziamento umano possono offrire nuovi modi entusiasmanti per promuovere l’attività e sviluppare le capacità, la dote maggiore di ogni dipendente continueranno ad essere le competenze personali.

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Page Personnel: oltre 100 posizioni aperte in vista del periodo estivo, non solo nel turismo https://www.datamanager.it/2018/05/page-personnel-oltre-100-posizioni-aperte-in-vista-del-periodo-estivo-non-solo-nel-turismo/ Wed, 23 May 2018 13:06:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148184 Sono numerose le posizioni aperte in vista del periodo estivo, Page Personnel, brand di PageGroup leader di mercato nella ricerca e selezione di impiegati e giovani professionisti qualificati, ricerca oltre 100 professionisti per diverse tipologie di settori e di contratto in tutta Italia. Se i lavori estivi sono usualmente associati con le attività turistiche, Page […]

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Sono numerose le posizioni aperte in vista del periodo estivo, Page Personnel, brand di PageGroup leader di mercato nella ricerca e selezione di impiegati e giovani professionisti qualificati, ricerca oltre 100 professionisti per diverse tipologie di settori e di contratto in tutta Italia.

Se i lavori estivi sono usualmente associati con le attività turistiche, Page Personnel segnala per l’estate anche un aumento di richieste di figure specializzate in contabilità generale con mansioni quali registrazioni contabili, supporto al bilancio, riconciliazioni bancarie.

Trai profili più richiesti quest’anno risultano esserci anche magazzinieri, personale con mansioni di segreteria e di customer care. Nel dettaglio i profili:

  • 38 profili Finanza & Contabilità

Figure: Contabile e addetto alla fatturazione/data entry

Sedi di lavoro: Tutta Italia

Tipo di contratto: indeterminato & temporaneo

  • 31 profili Procurement & Logistica

Figure: Magazziniere, Buyer, Addetto logistica

Sedi di lavoro: Tutta Italia

Tipo di contratto: indeterminato & temporaneo

  • 15 figure Segreteria & Amministrazione

Figure: Front Office/Segreteria, Amministrazione del Personale

Sedi di lavoro: Tutta Italia

Tipo di contratto: indeterminato & temporaneo

  • 14 figure Vendite, Customer Service & Marketing

Figure: Customer care e-commerce, Data Entry, Customer Service

Sedi di lavoro: Tutta Italia

Tipo di contratto: indeterminato & temporaneo

  • 5 figure Banking & Financial Services

Figure: Transfer Agent

Sedi di lavoro: Milano

Tipo di contratto: indeterminato & temporaneo

Per avere maggiori dettagli sui profili sopra elencati o ricercare altre posizioni aperte è possibile consultare il sito: http://www.pagepersonnel.it/

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ADP è nella lista Top Companies 2018 di LinkedIn https://www.datamanager.it/2018/04/adp-e-nella-lista-top-companies-2018-di-linkedin/ Mon, 02 Apr 2018 12:00:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144864 ADP è stata inclusa nella Top Companies per donne dirigenti 2018 dal National Association For Female Executives LinkedIn, la più grande rete professionale del mondo, ha riconosciuto ADP come una delle sue “2018 Top Companies”. La terza lista annuale mette in evidenza le 50 maggiori società più richieste da chi cerca lavoro. Il team editoriale […]

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ADP è stata inclusa nella Top Companies per donne dirigenti 2018 dal National Association For Female Executives

LinkedIn, la più grande rete professionale del mondo, ha riconosciuto ADP come una delle sue “2018 Top Companies”. La terza lista annuale mette in evidenza le 50 maggiori società più richieste da chi cerca lavoro. Il team editoriale di LinkedIn ha analizzato miliardi di azioni e comportamenti rilevati dai suoi oltre 500 milioni di membri, per ottenere un punteggio atto a classificare i vincitori.

“Siamo onorati di essere riconosciuti come uno dei marchi più ricercati dalle persone in cerca di lavoro e dai professionisti”, ha dichiarato Liz Gelb-O’Connor, vice president of global employer brand and marketing presso ADP. “Quando consideri la sempre più crescente competizione, avere un forte marchio in grado di attrarre e trattenere i talenti è più che mai un elemento fondamentale. La nostra inclusione nell’elenco è un riflesso del nostro impegno a creare un ambiente di lavoro diversificato e inclusivo che valorizzi veramente il nostro più grande vantaggio: le nostre persone.”

L’anno scorso ADP ha ricevuto oltre 660.000 domande di lavoro e i suoi siti di carriera globali hanno avuto oltre 1 milione di visitatori unici nella seconda metà del 2017.

Anziché affidarsi a questionari, l’elenco Top Companies misura il comportamento effettivo degli utenti di LinkedIn incentrato su quattro aree principali: portata, coinvolgimento, interesse professionale e nuova retribuzione. Analizza le metriche come la percentuale di persone che stanno visualizzando e applicando ai post di lavoro presenti su LinkedIn, quanti professionisti stanno visualizzando la pagina di carriera di un’azienda e se i dipendenti sono in una società da almeno un anno. I risultati vengono quindi normalizzati per garantire che le società vengano misurate rispetto ai pari. L’analisi è stata condotta su società con oltre 500 dipendenti.

Oltre a essere riconosciuta come una delle migliori aziende di LinkedIn, ADP è stata anche nominata nell’elenco “Top Companies per le donne dirigenti” del 2018 dalla National Association for Female Executives, la lista 2018 “America’s Best Employers for Diversity” di Forbes  e l’elenco 2018 “Le aziende più ammirate al mondo” di FORTUNE.

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I professionisti italiani under 30: giovani, stressati e già in crisi https://www.datamanager.it/2018/02/professionisti-italiani-under-30-giovani-stressati-gia-crisi/ Wed, 28 Feb 2018 16:20:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142495 Secondo una ricerca LinkedIn il 77 % dei lavoratori italiani  si sente sotto pressione. Il 43% di loro teme che non riuscirà mai a fare il proprio lavoro dei sogni, il 41% ha paura di non poter  avere uno stile di vita che lo soddisfi e il 33% ha l’ansia di non essere in grado di […]

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Secondo una ricerca LinkedIn il 77 % dei lavoratori italiani  si sente sotto pressione. Il 43% di loro teme che non riuscirà mai a fare il proprio lavoro dei sogni, il 41% ha paura di non poter  avere uno stile di vita che lo soddisfi e il 33% ha l’ansia di non essere in grado di comprare una casa di proprietà, ma solo per il 29% la disoccupazione rappresenta una reale preoccupazione

In Italia la crisi pensavamo di averla vista in tutte le salse, da quella di mezza età a quella economica, fino a quella del settimo anno, ma secondo una nuova ricerca condotta da LinkedIn, oggi, c’è un altro stato di crisi che, in modo particolare nel nostro Paese, incombe sui lavoratori che hanno tra i 20 e i 30 anni d’età. Quasi otto giovani professionisti su dieci (78%), infatti, hanno dichiarato di essere stati colpiti dalla cosiddetta “crisi del quarto di vita”, che li ha costretti a rivedere il loro percorso professionale e le loro scelte personali anche in maniera radicale in alcuni casi.

Lo studio, presentato dal network professionale online più grande del mondo alla vigilia del lancio del suo nuovo strumento chiamato Career Advice, ha evidenziato che la maggior parte degli under 30 del Belpaese è colpita da questa crisi intorno ai 28 anni (33%) e l’ansia maggiore a cui devono fare fronte in quel periodo è data dal non riuscire a trovare un lavoro che li appassioni davvero (43%), seguita dal non avere uno stile di vita che li soddisfi (41%) e dal non essere in grado di comprare una casa di proprietà (33%). Questi fattori sembrano provocare più stress nei giovani professionisti italiani rispetto al rimanere disoccupati (29%) e al trovare un partner (31%), dimostrando un sostanziale cambiamento nelle priorità di questa generazione.

“Il fenomeno della crisi del quarto di vita come sottolineato anche dalla ricerca, è sempre più presente tra I giovani professionisti italiani”, ha commentato Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkdedIn. “Sappiamo che essere tra i 20 e i 30 anni nella società moderna può essere estremamente complesso con l’aggiunta delle pressioni che arrivano da fattori come la distorsione della realtà creata dai social media, il riuscire ad avere una casa propria e il trovare il proprio lavoro dei sogni. Senza sorprese, quindi, notiamo come poco più dei tre quarti di coloro che hanno questa età sembrano ancora in forte difficoltà e sono costantemente alla ricerca di un consiglio”.

L’analisi ha sottolineato, infatti, che nel nostro Paese il 77% dei giovani lavoratori si sente costantemente sotto pressione. Questo inevitabilmente aumenta le loro ansie e in particolare vediamo come le donne si sentano più insicure riguardo a cosa fare per la propria carriera in futuro  (49%) rispetto agli uomini (36%). Il 28% di coloro che hanno risposto pensa di aver passato troppo tempo facendo il lavoro sbagliato. Il 41% degli intervistati, inoltre, si sente frustrato riguardo alle sue possibilità di carriera, mentre il 38% dice di non avere un giusto stipendio. Purtroppo, però, quando si chiede loro quali soluzioni abbiano trovato, si capisce subito come la difficoltà maggiore risieda proprio nell’essersi dovuti reinventare senza avere la possibilità di ricevere il giusto consiglio al momento giusto. Il 33% dei giovani lavoratori italiani, infatti, ha dichiarato di aver dovuto  cambiare completamente la propria carriera, il 14% ha dato le dimissioni senza avere un’altra opportunità di lavoro e il 15% ha deciso di tornare a studiare. Alcunii, poi, hanno deciso di cambiare città (14%), andare all’estero (12%) o aprire una propria attività (12%).

Facendo un paragone con tutti I classici segni della crisi di mezza età, escluse le machine sportive, il Dr. Alex Fowke, Senior Clinical Psychologist & Cognitive Behavioural Psychotherapist, ha definito la cosiddetta crisi del quarto di vita come “un periodo di insicurezza, incertezze e nervosismo riguardo alla propria carriera, alle relazioni e alla propria situazione finanziaria, che solitamente i giovani lavoratori vivono in un’età compresa tra i 25 e i 33 anni”.

In media, questo tipo di crisi si protrae per un periodo di circa 6 mesi e la mancanza di un valido mentore, che conosca a fondo il mercato professionale di interesse e possa fornire utili consigli su come approcciarlo, può rappresentare un ulteriore rischio. Una criticità di cui i professionisti italiani si sono resi conto, a tal punto che più della metà degli intervistati vorrebbe ricevere suggerimenti concreti per il proprio percorso lavorativo, ma non sa dove trovarli (59%) e non sorprende quindi che i tre più importanti distributori di consigli siano individuati nella famiglia (50%), nei partner (48%) e negli amici (47%). I quali, però, pur potendo dare i migliori consigli del mondo, non sembrano essere considerati dagli stessi lavoratori sufficientemente qualificate per dare suggerimenti che si basino sulla reale situazione del mercato del lavoro di oggi, fornendo così una valida soluzione. La ricerca, infatti, ha riscontrato una forte mancanza di mentori. In Italia, a tal punto che solo il 3% dei giovani professionisti ha già qualcuno che lo segua sotto questo profilo, mentre 2 su 5 (42%) vorrebbero trovare una guida per la propria carriera, ma sentono di non avere le giuste connessioni. Proprio per questo LinkedIn, attraverso il nuovo strumento Career Advice, può collegare I suoi oltre 530 milioni di utenti con persone che hanno una grande varietà di conoscenze, competenze e risorse nei loro rispettivi settori d’interesse. Attraverso questo nuovo strumento, così, gli utenti saranno in grado di consultarsi con esperti del settore per ottenere consigli su come muoversi al meglio per il proprio futuro lavorativo, cambiare ambito professionale o aumentare le proprie competenze, aiutandoli in maniera concreta a superare la crisi del quarto di vita. Una situazione di diffcoltà che, in questo modo, può anche essere vista come un’opportunità da cogliere per poter prendere decisioni importanti, facendo un passo indietro per migliorare le cose e magari riuscire a trovare la propria felicità.

Così, per aiutare i giovani professionisti a seguire questa direzione e a non lasciarsi sfuggire questa occasione LinkedIn ha pensato di fornire qualche utile consiglio:

  1.                Smettila di paragonare te stesso agli altri

Un modo sicuro per alimentare il nervosismo e l’insoddisfazione è confrontare la propria situazione professionale con i propri colleghi. Ricordatevi che tutti sono a un punto differente della loro carriera, quindi evitate di confrontare voi stessi con gli altri – qualunque sia la vostra definizione di successo e qualunque cosa vi renda felici – è sufficiente.

  1.                Fate un passo indietro e individuate la strada giusta

E’ normale essere in difficoltà con tutta la pressione che bisogna sostenere a cuasa delle aspirazioni professionali e familiari, soprattutto se si è troppo immersi in questo contesto. Fate un passo indietro e scrivete su un foglio ciò che davvero vi rende più nervosi, cosa sia da salvare, cosa non vi permetta di essere felici nel vostro settore o nelle vostre relazioni personali. Questo vi consentirà di risolvere il problema, aiutandovi ad avere un migliore approccio per parlare con gli altri.

  1.                 Siate gentili con voi stessi

Entrare nella crisi del quarto di vita può essere un processo difficile e portato all’estremo dal fatto che voi diventiate i vostri peggiori critici. Ricordate a voi stessi che questa però può anche essere un’esperienza positiva che addirittura porebbe permettervi di cambiare e progredire, sia con la carriera, sia con la vostra vita privata, rendendovi se possibile più felici per il futuro. Come potete vedere dalla ricerca, la crisi non durerà per sempre!

  1.                Parlate con gli altri

E’ importante discutere della propria insoddisfazione. Parlare con gli altri di determinati problemi non vi permette solo di razionalizzare meglio la situazione, ma vi aiuta anche a trovare la soluzione. Se pensate che sia ottimo che I vostri amici e familiari ci siano per supportarvi, dovete capire anche che è bene avere un parere incondizionato, soprattutto da qualcuno che ha esperienza nel vostro settore. Con il nuovo strumento di Linkedin, Career Advice, sarete in grado di connettervi facilmente con un ampia gamma di mentori che potranno offrirvi una prospettiva reale e buoni consigli – dato che anche loro da giovani saranno stati nella vostra stessa posizione!

  1.               Fate ricerche

Una volta che avrete discusso la vostra situazione con le persone giuste, è importante andare avanti e cercare le vostre opzioni e, ancora più importante, le vostre passioni. Anche se iniziate una nuova carriera altrove, cominciate a viaggiare o cambiate ruolo – è necessario essere consapevoli delle proprie possibilità.

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Finanza e moda rimangono i settori più ricercati dai lavoratori italiani https://www.datamanager.it/2018/02/finanza-moda-rimangono-settori-piu-ricercati-dai-lavoratori-italiani/ Wed, 14 Feb 2018 15:45:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141119 Secondo i dati del nuovo studio Linkedin dedicato agli annunci di lavoro per cui si sono candidati più utenti negli ultimi 12 mesi i professionisti tricolore aspirano a una posizione in banca o nel mondo del fashion con una particolare attenzione per la comunicazione e il customer care LinkedIn ha rivelato l’elenco dei dieci annunci di […]

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Secondo i dati del nuovo studio Linkedin dedicato agli annunci di lavoro per cui si sono candidati più utenti negli ultimi 12 mesi i professionisti tricolore aspirano a una posizione in banca o nel mondo del fashion con una particolare attenzione per la comunicazione e il customer care

LinkedIn ha rivelato l’elenco dei dieci annunci di lavoro che hanno ricevuto più candidature da parte dei suoi oltre 11 milioni di utenti italiani nel 2017. Una fotografia delle tendenze e delle aspirazioni dei lavoratori nostrani che sottolinea come nel Belpaese la finanza e la moda rimangano saldamente ai primi posti nei desideri dei professionisti tricolore, con una particolare propensione a mansioni che riguardino il contatto con il pubblico e la comunicazione.

“Da quello che possiamo vedere, questa analisi sottolinea la grande diversità dei lavori disponibili oggi su LinkedIn”, ha dichiarato Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn. “Anche se i candidati stanno cercando di seguire le loro passioni nel campo della moda o della finanza, trovare la loro prossima opportunità di lavoro nel mondo dell’automotive o capire le esigenze del pubblico tramite l’assistenza clienti, LinkedIn ha la possibilità di mettere a loro disposizione tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per raggiungere quell’obiettivo”.

Dando uno sguardo più approfondito alla classifica, quindi, al primo posto troviamo l’offerta pubblicata da Intesa Sanpaolo che a marzo 2017 cercava un Direttore di filiale, seguita in seconda posizione da Calzedonia, che invece cercava un District Manager per il Lazio, e in terza da quella di Gucci, che a novembre dello scorso anno aveva aperto le selezioni per un Events Assistant. Fuori dal podio, a completare la top 5 di questo speciale elenco di posizioni aperte, ci sono poi anche le proposte di The Estèe Lauder Companies, che per il settore del beauty apriva le porte a un Junior Key Account Manager, e di nuovo di Calzedonia, che era interessata ad assumere un Social Media & Digital PR Manager. Un insieme di open job, questo, che sottolinea come il vero amore dell’Italia che lavora e che crea rimanga sempre la moda, con uno sguardo anche al mondo del beauty e soprattutto a quello bancario. Un settore che sta riscuotendo un buon successo in termini di attenzione da parte dei professionisti, anche grazie alla leggera ripresa economica riscontrata nel nostro Paese negli ultimi mesi, oltre al fatto che, con l’avvento del digitale, quello delle banche risulta essere uno dei mercati in maggiore evoluzione, grazie anche allo sviluppo e all’innovazione di processi tecnologici che stanno coinvolgendo soprattutto quella branca del cosiddetto fintech che guarda con grande interesse alla trasformazione 4.0 del nostro territorio e del nostro modo di acquistare ed effettuare transazioni online.

La classifica degli annunci che hanno ricevuto più candidature nel 2017 in Italia

Titolo dell’annuncio Azienda
Direttore di Filiale Intesa Sanpaolo
District Manager Lazio Calzedonia Group
Events Assistant Gucci
Junior Key Account Manager The Estèe Lauder Companies Inc.
Social Media & Digital PR Manager Calzedonia Group
Customer Care Finecobank S.p.A.
Consulente Junior UniCredit S.p.A.
Assistente alla clientela Gruppo Cariparma Crédit Agricole
Junior Project Manager Pirelli
Junior HR Enel

Un’altra evidenza emersa dai risultati di questo studio è il fatto che nelle prime dieci posizioni ci sia una forte concentrazione di mansioni inerenti al rapporto con il pubblico e la comunicazione. Dall’assistente agli eventi al social media manager e dal customer care all’assistenza clienti, infatti, alcuni dei lavori che hanno ricevuto più candidature l’anno scorso sembrano sottolineare una grande esigenza, da parte del mercato, nel comunicare e soprattutto nel dare un servizio di supporto al proprio pubblico. Una tendenza messa sempre più in luce da quella costante richiesta di personalizzazione di prodotti e servizi che tutte le aziende del mondo stanno riscontrando nel rispondere alle richieste dei propri clienti.

“Avere un buon servizio di customer care è un fattore fondamentale oggi per il successo di un brand” ha commentato Albergoni. “In un mondo sempre più digitalizzato, nel quale i processi del business, come anche le abitudini di acquisto dei consumatori, sono in continua evoluzione, le aziende devono porre grande attenzione alla propria reputation online e al proprio employer branding. I commenti, le risposte immediate e trasperenti e soprattutto una comunicazione chiara e precisa sono aspetti imprescindibili ai giorni nostri per il successo di un business di qualità e questo i professionisti lo sanno. Per questo motivo, mansioni come quelle dell’assistenza clienti e della comunicazione sono tra i lavori più ricercati degli ultimi mesi”.

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Engineering apre il 2018 cercando 500 figure da inserire in tutte le sedi del Gruppo https://www.datamanager.it/2018/02/engineering-apre-2018-cercando-500-figure-inserire-tutte-le-sedi-del-gruppo/ Thu, 08 Feb 2018 10:31:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140740 Engineering, leader italiano nella Digital Transformation, con oltre 35 anni di storia, circa 10.000 dipendenti e un andamento caratterizzato da un costante trend di significativa crescita e di espansione internazionale, apre il 2018 all’insegna del continuo sviluppo e cerca 500 persone da inserire in organico. Le figure ricercate sono 200 con esperienza e 300 neolaureati […]

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Engineering, leader italiano nella Digital Transformation, con oltre 35 anni di storia, circa 10.000 dipendenti e un andamento caratterizzato da un costante trend di significativa crescita e di espansione internazionale, apre il 2018 all’insegna del continuo sviluppo e cerca 500 persone da inserire in organico.

Le figure ricercate sono 200 con esperienza e 300 neolaureati e neodiplomati in discipline tecnico-scientifiche da avviare verso interessanti prospettive di carriera. Le persone saranno inserite in tutte le linee di business del Gruppo, per ampliare le competenze nei filoni strategici e d’innovazione, quali Cloud, Cyber Security, Artificial Intelligence, Big Data & Analytics, Robotic Process Automation.

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I contratti proposti sono: a tempo indeterminato, di apprendistato o stage. Tra i ruoli da ricoprire figurano in particolare: Data Analyst, Data Scientist, Cloud Architect, Robotic Process Automation Specialist, Cyber Security Consultant, Digital Transformation Specialist, Solution Architect, Project & Program Manager, Presales Specialist, Account Manager e Sales Manager.

Le posizioni aperte sono per tutte le sedi italiane del Gruppo, in particolare: Milano, Roma, Padova, Bologna, Torino, Firenze, Napoli. Alcune ricerche interessano anche le sedi estere: in Belgio, Spagna, Germania, Repubblica di Serbia, Brasile, Argentina e USA.

Gli interessati possono inviare la propria candidatura e il CV nella sezione del sito dedicata.

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Subito cerca 14 figure professionali per il settore Product&Tech https://www.datamanager.it/2017/12/subito-cerca-14-figure-professionali-settore-producttech/ Fri, 15 Dec 2017 16:30:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137628 L’azienda sta cercando per la sede milanese delle figure per potenziare la propria offerta tecnologia e offrire così agli utenti una navigazione sempre più completa e smart Subito ricerca 14 nuovi professionisti per la sede di Milano cui affidare il potenziamento della propria struttura Product&Tech. La ricerca di nuove figure si inserisce all’interno di una strategia […]

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L’azienda sta cercando per la sede milanese delle figure per potenziare la propria offerta tecnologia e offrire così agli utenti una navigazione sempre più completa e smart

Subito ricerca 14 nuovi professionisti per la sede di Milano cui affidare il potenziamento della propria struttura Product&Tech.

La ricerca di nuove figure si inserisce all’interno di una strategia di crescita di Subito, che nel 2017 ha celebrato i suoi 10 anni di attività e raggiunto i 140 dipendenti, con una crescita del 20% anno su anno.  L’obiettivo di questo importante investimento in Italia è quello di consolidare il posizionamento di Subito come principale player nel settore degli annunci online, investendo nei talenti e nello sviluppo dell’offerta di servizi per l’utente e per i partner di business. L’azienda, digital company innovativa nel panorama nazionale, sviluppa internamente in Italia tutte le novità di prodotto grazie al team Product&Tech, cui appartiene il 40% dei dipendenti.

Nello specifico Subito offre 14 posizioni a tempo indeterminato nei seguenti settori:

Settore Technology

10 posizioni a tempo indeterminato con sede a Milano: Software Quality Assurance Engineer, Data Analyst, Data Engineer, Backend Developer, Android Developer, iOS Developer, Sys Admin Office Engineer, System Administrator, Web developer, Frontend engineer.

Per tutte le posizioni, il candidato ideale deve essere in possesso di una laurea e avere esperienza di 3-5 anni nel campo dell’information technology.

Settore Sviluppo Prodotto

4 posizioni a tempo indeterminato con sede a Milano: Senior UX Designer, Project Manager, Product Owner, UX Designer.

Per tutte le posizioni, il candidato ideale deve essere in possesso di una laurea e avere esperienza di 3-5 anni nel campo specifico a seconda delle posizioni.

Lavorare in un’azienda come Subito, nominata tra le migliori aziende dal Great Place to Work 2017, permette di sviluppare la propria carriera grazie alla formazione (oltre 6.000 ore erogate ogni anno) e ai principi dello smart working: collaborazione, flessibilità, personalizzazione ed empowerment. Oltre a ciò, Subito offre ai propri dipendenti una serie di iniziative di welfare che spaziano dal wellbeing a convenzioni con palestre e servizi di concierge a domicilio, per permettere un work-life balance ottimale.

Per maggiori informazioni e per candidature, il riferimento è la pagina di Subito su InfoJobs.

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Il recruiting attraverso le App: un risparmio di quasi il 90% del tempo https://www.datamanager.it/2017/11/recruiting-le-app-un-risparmio-quasi-90-del-tempo/ Thu, 16 Nov 2017 11:18:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135209 Per i manager delle risorse umane il processo di recruitment è un vero e proprio percorso a ostacoli. Sono infatti innumerevoli i profili da selezionare per avere la scelta più ampia. Moltissimi anche i curriculum da vagliare e poi ci sono le telefonate, e gli incontri per i progressivi livelli di approfondimento. Ed è moltissimo […]

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Per i manager delle risorse umane il processo di recruitment è un vero e proprio percorso a ostacoli. Sono infatti innumerevoli i profili da selezionare per avere la scelta più ampia.

Moltissimi anche i curriculum da vagliare e poi ci sono le telefonate, e gli incontri per i progressivi livelli di approfondimento. Ed è moltissimo anche tempo da dedicare a un percorso che non è detto che sbocchi in un traguardo. CornerJob ha intervistato un campione di Responsabili delle Risorse Umane ed è emerso che anche per coprire una sola posizione sono necessari ben trenta giorni. E alla fine solo il 65% degli HR manager intervistati si è detto pienamente soddisfatto della scelta effettuata.

“Inizialmente questo risultato mi ha sorpreso”, ha commentato Mauro Maltagliati, co-fondatore e CEO Italia di CornerJob, la piattaforma di riferimento per il digital recruitment.  “Poi però mi sono reso conto che il problema nasce dal fatto che in Italia – ma non solo – le vecchie abitudini sono dure a morire. Anche quando ormai hanno dimostrato pienamente la loro obsolescenza. Molti fanno ancora fatica a utilizzare le tecnologie a disposizione nel loro pieno potenziale, e questo significa andare ben oltre la possibilità di mettere un annuncio online e di aspettare che la casella di posta elettronica si riempia di CV. Ed è per questo che, passando dall’esplorazione alla deduzione, noi di CornerJob abbiamo creato un breve vademecum per il recruitment nell’era digitale che riduce il tempo del recruitment da 30 giorni a tre”.

Sei passi per rendere il processo di recruitment rapido ed efficace

  1. Per l’annuncio utilizza parole chiare, sincere e facili da ricordare. Ma soprattutto utilizzane poche – Spesso le offerte di lavoro sono presentate con lunghe descrizioni, talvolta poco chiare. Sia perché alcuni dettagli possono essere rivelati solo in fase di colloquio. Sia perché tendono a riflettere il palinsesto completo dei desiderata del recruiter, talvolta in maniera perfino contraddittoria. È tipicamente il caso delle ricerche di persone con pochi anni di esperienza ma che in quei pochi anni abbiano concentrato la maturità professionale di un’intera carriera. Siamo nell’era dei social network e degli smartphone, quindi è opportuno pensare per “parole chiave” che aiutino il recruiter a focalizzare le competenze di cui davvero ha bisogno e il candidato a capire immediatamente se si riconosce nella ricerca.
  2. Non esiste un solo canale – Questo è uno degli aspetti più sottovalutati. Perché la logica è ancora molto legata all’ “annuncio sul giornale”, anche se dalla carta stampata si è trasferito su uno schermo. Generalmente, quando si cerca il candidato per una certa posizione, si ha già in mente l’“identikit” della persona, in termini di età, livello di istruzione ecc. Ed è quindi opportuno che l’annuncio appaia nei luoghi che questa persona frequenta. Nel concreto, i millennials si nutrono di App. Se sei alla ricerca di uno di loro è dunque quello il luogo in cui presentare l’annuncio.
  3. Le reti sociali sono molte: perché utilizzarne solo una? – Linkedin lo conosci. Ed è effettivamente “il luogo” per eccellenza per fare recruitment, perché è il più grande database di profili professionali del mondo. Ma è proprio la sua dimensione che potrebbe limitarne l’efficacia. Secondo la nostra metodologia, partire da cento profili per arrivare alla terzina finale è un percorso lunghissimo. Meglio partire da dieci. E poi incrociare i dati di tutte le reti a disposizione, inclusi Facebook e Twitter, che non sono più soltanto contenitori di intrattenimento. In questo caso la scrematura iniziale sarà più semplice e mirata. Meglio avere solo 10 candidati appetibili, che però rispondono almeno al 60% delle aspettative, che averne cento che non arrivano al 35%.
  4. Geolocalizza (e usa anche gli altri filtri) – Molte App (come CornerJob) permettono di geolocalizzare le ricerche e di filtrarle secondo molti parametri. E, soprattutto nella ricerca di personale alle prime armi, sono strumenti importantissimi. Difficilmente, infatti, una persona fresca di laurea potrà permettersi di affrontare una trasferta in una città lontana, magari non proprio a portata di tutte le tasche, e una retribuzione entry level. Tanto vale saperlo subito.
  5. Riguarda tutto, ma con altri occhi – Le tecnologie facilitano, accelerano e aiutano. Ma al timone del processo ci sei sempre tu. E raggiungerai la meta solo se la mappa di navigazione che hai disegnato è davvero chiara e inequivocabile. Non è un fatto banale. Tu conosci l’azienda, puoi dare alcune cose per scontate oppure inserire elementi che possono essere interpretati in modi diversi. Quindi, riguarda il tuo annuncio, ma fallo con gli occhi del candidato. E poniti una domanda. Se fossi io a cercare lavoro, risponderei? E con quali aspettative? Dalle deduzioni che ne ricaverai potrai affinare ulteriormente il tutto. Siamo consapevoli che a volte mettersi nei panni di qualcun altro non è semplice. E allora coinvolgi qualcun altro. Puoi partire dal tuo team…
  6. …e infine chatta! – Già: avere un contatto immediato di approfondimento con il candidato è importante. Perché hai ancora il suo profilo ben chiaro in testa. Perché, nell’immediato, sai focalizzare meglio le domande che vuoi porgli o gli aspetti che vorresti approfondire.  Quindi contattalo: molte App per il recruitment hanno già la funzione “chat” integrata. Comoda, immediata e diretta.

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LinkedIn: i talenti italiani puntano alle startup e sull’industria 4.0 https://www.datamanager.it/2017/07/linkedin-talenti-italiani-puntano-alle-startup-sullindustria-4-0/ Thu, 20 Jul 2017 12:13:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129099 LinkedIn ha annunciato i nuovi risultati della propria ricerca annuale sull’evoluzione del mercato del lavoro a livello globale, realizzata analizzando informazioni relative a mezzo miliardo di iscritti in tutto il mondo, 10 milioni dei quali risiedono in Italia. La forza lavoro italiana punta a essere innovativa e dimostra spirito imprenditoriale In base alla ricerca di […]

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LinkedIn ha annunciato i nuovi risultati della propria ricerca annuale sull’evoluzione del mercato del lavoro a livello globale, realizzata analizzando informazioni relative a mezzo miliardo di iscritti in tutto il mondo, 10 milioni dei quali risiedono in Italia.

La forza lavoro italiana punta a essere innovativa e dimostra spirito imprenditoriale

In base alla ricerca di LinkedIn, l’innovazione, le startup e l’industria 4.0 risultano essere gli elementi di maggiore interesse per i professionisti italiani. Questi asset sono diventati di grande importanza negli ultimi anni per il successo della ripresa economica, sia per le aziende che dal punto di vista dei lavoratori italiani. In base all’analisi dell’evoluzione della forza lavoro italiana nell’ultimo anno, è possibile osservare che i principali settori in crescita sono: Tecnologia e software, in prima posizione (con un incremento di occupazione dell’1,2%), seguito da produzione industriale (1%) e da architettura e ingegneria (1%).

L’Italia: un paese di “capitani d’azienda”

L’analisi di LinkedIn della forza lavoro italiana mostra che tra aprile 2016 e aprile 2017 si è verificato uno spostamento nel numero di professionisti che hanno scelto di abbandonare organizzazioni di medie e grandi dimensioni a favore di imprese più piccole e società unipersonali. La ricerca rivela che le società unipersonali, o il cosiddetto “lavoro in proprio”, hanno registrato la crescita maggiore con un 5,1% rispetto a 2016, seguite dalle aziende con un massimo di 10 dipendenti, pari allo 0,7%. I settori con la maggiore crescita tra le società unipersonali sono Tecnologia e software (7,9%) e Servizi professionali e Architettura e ingegneria (5,7%). L’aumento del numero di professionisti che lavorano all’interno di piccole aziende è in contrasto con la tendenza nelle aziende di grandi dimensioni, in particolare quelle con un numero di dipendenti compreso tra 501 e 1000, per cui è stata osservata una riduzione dell’1% del numero di professionisti negli ultimi 12 mesi.

A quanto pare, sempre più lavoratori italiani tentano la propria strada come imprenditori, cosa che caratterizza l’Italia come un paese di “capitani d’azienda”. Imprenditore (3,6%) è la funzione aziendale in più rapida ascesa, con Sviluppo aziendale in seconda posizione (2,4%), seguito da Marketing (1,8%) e Finanza (1,6%). L’aumento del numero di imprenditori evidenzia come gli italiani siano sempre più interessati a creare qualcosa di nuovo e a lavorare in modo indipendente. Le piccole aziende e gli imprenditori stanno vivendo un momento di grande importanza per il mercato del lavoro italiano. Allo stesso tempo, le grandi aziende (più di 10.001 dipendenti) hanno assistito a una riduzione dei dipendenti dello 0,5%, principalmente nei settori delle Telecomunicazioni (1,9%) e Retail (1%).

“Con questa ricerca, desideriamo aiutare le nuove generazioni di professionisti a capire dove concentrare l’attenzione, in termini di competenze, funzioni e settori, per consentire loro di comprendere meglio le opportunità offerte dall’attuale mercato del lavoro. Per gli italiani che desiderano sapere quale percorso intraprendere, è consigliabile esaminare le opportunità disponibili nelle aree in crescita, come l’imprenditoria, lo sviluppo di software e la produzione industriale”, ha commentato Marcello Albergoni, numero uno di LinkedIn Italia.

Il Regno Unito rappresenta la principale destinazione per i professionisti italiani

In base alle modifiche del luogo di residenza apportate dai membri nei propri profili tra ottobre 2016 e aprile 2017, LinkedIn ha rilevato che il Regno Unito continua a essere la destinazione preferita per chi decide di lasciare l’Italia per cercare nuove opportunità all’estero, seguito dagli Stati Uniti e dalla Germania. È tuttavia presente anche una significativa migrazione dal Regno Unito e dagli Stati Uniti verso l’Italia (che potrebbe anche includere il rimpatrio di professionisti italiani), trend che suggerisce un solido scambio di talenti tra l’Italia e queste due economie. Il Brasile è la nazione da cui l’Italia riceve la maggiore migrazione netta di professionisti, con un aumento del 21,13% del numero di talenti provenienti da questo paese, seguiti dai professionisti dalla Russia (9,59%) e dall’India (8,76%).

“Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito a un importante flusso in entrambe le direzioni di professionisti tra l’Italia e i nostri partner economici principali (il Regno Unito, gli Stati Uniti e i paesi confinanti). Questo movimento è in parte costituito dal rientro in patria di italiani che lavoravano all’estero e in parte da lavoratori di questi paesi che vedono le numerose opportunità presenti in Italia. Anche se continua a essere presente un movimento netto di professionisti verso queste grandi economie, l’Italia attira professionisti da altre regioni, incluso il Brasile”, ha dichiarato Albergoni.

In base ai dati sulle migrazioni di LinkedIn, le prime cinque destinazioni per l’emigrazione di talenti (su base lorda) dall’Italia sono state:

  1. Regno Unito
  2. Svizzera
  3. Germania
  4. Spagna
  5. Francia

Le cinque funzioni principali dei professionisti italiani che cercano opportunità all’estero sono:

  1. Operazioni
  2. Formazione
  3. Arte e design
  4. Ricerca
  5. Ingegneria

Secondo i dati di LinkedIn, i primi cinque paesi di origine dei professionisti che hanno scelto di trasferirsi in Italia (su base lorda) durante questo periodo sono stati:

  1. Regno Unito
  2. Stati Uniti
  3. Francia
  4. Germania
  5. Spagna

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Lavoro: l’Italia cerca oltre 4.000 professionisti lontani dalla tecnologia https://www.datamanager.it/2017/04/lavoro-litalia-cerca-oltre-4-000-professionisti-lontani-dalla-tecnologia/ Fri, 28 Apr 2017 09:55:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123806 Secondo quanto rilevato da Jobrapido, il Bel Paese offre numerose opportunità per quei lavori che tradizionalmente hanno costituito il tessuto economico nazionale, dal settore Food con oltre 1.000 posizioni aperte all’artigianato, con circa 850 È ormai un dato di fatto che la tecnologia stia rivoluzionando il mercato del lavoro, da un lato creando molte opportunità, […]

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Secondo quanto rilevato da Jobrapido, il Bel Paese offre numerose opportunità per quei lavori che tradizionalmente hanno costituito il tessuto economico nazionale, dal settore Food con oltre 1.000 posizioni aperte all’artigianato, con circa 850

È ormai un dato di fatto che la tecnologia stia rivoluzionando il mercato del lavoro, da un lato creando molte opportunità, ma dall’altro anche qualche insidia. Il World Economic Forum ha stimato per esempio che entro il 2020 a livello globale i nuovi strumenti tecnologici porteranno alla scomparsa di oltre 5 milioni di posti di lavoro, con una recente ricerca del MIT di Boston che ha rilevato come nel mercato statunitense dal 1990 in poi i processi di automazione nella produzione industriale abbiano “cancellato” circa 670.000 lavori.

In questo scenario in costante evoluzione è importante non trascurare quei settori che non sono direttamente influenzati dal boom tecnologico, ma che ancora costituiscono leve importanti di business nazionali. L’Italia sembra essere un esempio chiaro di questa tendenza, con professioni prettamente “tradizionali” che da sempre hanno costituito un fondamentale tessuto economico nel Paese, dall’artigianato, alla ristorazione, ai lavori più “tecnici” come idraulici ed elettricisti.

Jobrapido ha voluto rilevare le opportunità professionali disponibili ad oggi per chi ancora non ne vuole sapere di dedicarsi alla tecnologia, rilevando oltre 4.000 offerte.

  • Boom di Artigiani

Il settore dell’artigianato è uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese, creando, da Nord a Sud, eccellenze ammirate in tutto il mondo. Il settore attrae ogni anno milioni di turisti, come nel caso della manifestazione “Artigiano in Fiera” che è diventata ormai un punto di riferimento internazionale per professionisti e appassionati della filiera artigianale. In merito alle opportunità professionali, Jobrapido ha rilevato 842 offerte di lavoro disponibili in Italia in questo momento.

  • La garanzia della Food Industry

Non potevano mancare numerose offerte per chi è appassionato della cucina Made in Italy. Jobrapido ha rilevato circa 150 opportunità come Wine Specialist e Sommelier, 500 come operatori nel settore Ortofrutticolo, 250 come Food Manager e 50 come Agricoltore.

  • Lavori da Pollice Verde

Con un perfetto mix tra lavoro manuale, gusto estetico e passione per il verde, in Italia c’è ancora chi può coronare il desiderio di lavorare letteralmente in mezzo alla natura, con circa 500 posizioni aperte come Giardinieri.

  • Maestri di Bellezza

Un altro settore nel quale l’Italia eccelle a livello mondiale è certamente quello della moda e della cura del proprio corpo. L’attenzione all’estetica può diventare una professione per quasi 200 appassionati e in particolare per Estetisti, Parrucchieri e Beauty Consultant. Per chi invece sogna di immortalare tutta questa bellezza e gli ultimi trend di moda, ci sono circa 700 posizioni aperte come fotografi, disponibili soprattutto nel settore fashion.

  • Sanità e istruzione: infermieri e docenti cercasi

Spesso al centro di dibattiti e controversie, il sistema sanitario italiano e quello dell’istruzione sono comunque tra i settori per i quali l’Italia è riconosciuta a livello internazionale. In questo ambito, Jobrapido ha rilevato oltre 900 offerte di lavoro per infermieri e circa 450 per docenti o professori.

“Non ci sono dubbi sul fatto che la tecnologia impatterà in maniera prorompente sul mercato del lavoro nell’immediato futuro. La chiave per cavalcare al meglio questo cambiamento risiede però nel non dimenticarsi di quelle professioni ancora slegate dai nuovi processi tecnologici, ma che incidono nell’economia complessiva di un Paese,” ha commentato Rob Brouwer, CEO di Jobrapido. “L’Italia è un caso lampante: una nazione che da sempre è economicamente forte nella produzione artigianale, nell’agricoltura e in tutta l’industria del cibo o della ristorazione. Non considerare questi settori al pari di tutti quelli in cui la tecnologia è dominante, impatterebbe negativamente nell’economia generale del Paese.”

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