rivistaluglio2014 – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:14:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png rivistaluglio2014 – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sinfo One, tre decenni di innovazione https://www.datamanager.it/2014/07/sinfo-one-decenni-innovazione/ Sun, 13 Jul 2014 13:00:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57822 Una giornata intensa e stimolante ha caratterizzato il compleanno del system integrator di Parma, dimostrando ancora una volta la ricchezza e la vitalità della migliore imprenditoria italiana Trovarsi in città come Parma è sempre un piacere, perché permette di riscoprire ancora una volta la vera ricchezza dell’Italia. Che è fatta di civiltà diffusa e valori […]

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Una giornata intensa e stimolante ha caratterizzato il compleanno del system integrator di Parma, dimostrando ancora una volta la ricchezza e la vitalità della migliore imprenditoria italiana

Trovarsi in città come Parma è sempre un piacere, perché permette di riscoprire ancora una volta la vera ricchezza dell’Italia. Che è fatta di civiltà diffusa e valori percepiti. Proprio gli elementi che si ritrovano negli esempi di eccellenza che albergano ancora nel nostro Paese. È il caso di Sinfo One, società attiva nello sviluppo di servizi IT e nella system integration, che per festeggiare i suoi primi trenta anni di storia ha organizzato un convegno sull’innovazione nel business, tenutosi a metà giugno presso l’Auditorium Paganini. Ottimo esempio di recupero comme il faut di una struttura industriale, dato che sorge dove fino a poco tempo fa c’era uno zuccherificio Eridania, l’Auditorium si trova in una zona centrale di Parma, inserito in un parco cittadino a pochi passi dal Barilla Center, struttura polifunzionale che costituisce un altro mirabile esempio di recupero, in questo caso di un pastificio. Nata a Parma nel 1984, nel cuore della Food Valley, fondata e guidata tuttora dalla famiglia Pomi, Sinfo One dispone oggi di un team di oltre 120 persone, con un fatturato annuo nell’ordine dei 10 milioni di euro, il 10% dei quali investito in Ricerca & Sviluppo, e vanta una forte specializzazione nel business alimentare, oltre a essere consulente IT e partner di importanti aziende nazionali e internazionali.

INNOVAZIONE IN POLE POSITION

Le premesse dell’evento parmense di metà giugno erano stimolanti: dare vita a un pomeriggio di riflessione sul tema “Talenti, energia, idee. Le innovazioni hanno radici profonde”, con l’intenzione di discutere di management, di sfide e di innovazione, valorizzando le storie di alcune aziende clienti. L’appuntamento si è aperto affrontando il concetto di innovazione anche nei suoi aspetti direzionali con un intervento di Emilio Botrugno, consulente in direzione aziendale, e di Beppe Carrella, che ha approfondito le implicazioni del change management, ribadendo la necessità del cambiamento come «rottura degli schemi» e condizione per poter progredire, sempre nel rispetto delle regole.
Cuore dell’incontro è stato invece l’intervento di Paola Pomi, vicepresidente e direttore generale di Sinfo One, nonché figlia del fondatore dell’azienda Rosolino, anch’egli presente, che ha ripercorso i trent’anni di storia della società, scandendoli in tre decenni, corrispondenti ad altrettante ere dell’informatica.

TRE ERE INFORMATICHE

Un’analisi sicuramente interessante, che ha riscosso l’attenzione degli intervenuti. «Qualcuno ha detto che la tradizione non è altro che un’innovazione ben riuscita. E la nostra tradizione è l’innovazione stessa» – ha esordito Paola Pomi, proseguendo nell’illustrare i tre decenni: «1984-1994, con i tre soci fondatori dell’allora Pragma, che realizzano soluzioni custom per grandi clienti, oltre a sviluppare un ERP proprietario. Questi sono gli anni dell’esperienza tecnica. Il decennio 1995-2004 è invece quello in cui l’ERP prende piede con grandi progetti, e anche con i noti temi dell’anno 2000 e del passaggio all’euro. Sinfo One intraprende l’implementazione di soluzioni gestionali internazionali, in particolare JDEdwards, che poi sarebbe passato a Oracle. In questo periodo, la società si arricchisce di esperienze importanti sui processi dei clienti e sulla loro organizzazione. Sono gli anni dell’esperienza di processo. Il decennio più recente, 2005-2014 è quello dei data warehouse e della business intelligence, ma anche dell’enterprise performance management, del content management, del PLM, e vede rafforzare ulteriormente il rapporto con Oracle. Questi ultimi, sono gli anni dell’esperienza di innovazione, nei quali il tema del cambiamento e della velocità diventano sempre più importanti».

NUOVE SFIDE

I prossimi anni sono quelli delle nuove sfide, che per Sinfo One si chiamano mobile, Internet delle cose e app, e impongono di portare sugli smartphone e sui tablet le soluzioni come ERP, SFA, BI, PLM, web services. Ma non è l’unica sfida, visto che si parla anche di organizzazione e velocità, con il BPR e i workflow, e con PLM verticali per i settori di riferimento, solo per citare alcune delle direzioni verso cui si sta muovendo la società. Paola Pomi ha concluso il suo intervento ricordando anche i premi che la società si è aggiudicata nel corso degli anni, come il prestigioso EMEA Partner Specialization Award assegnato nel 2010 da Oracle, riconosciuto per l’ambito delle PMI su decine di migliaia di partner mondiali del colosso californiano; del 2012 è invece il riconoscimento di primo partner certificato 100 giorni JDEdwards, mentre nel 2013 è stata la volta dell’Excellence Award Agile di Oracle per il PLM.

LA PAROLA AI TESTIMONIAL

Dopo un gustoso siparietto non previsto, dato dalla presenza in platea, del tutto a sorpresa ma a ulteriore testimonianza del radicamento sul territorio di Sinfo One, del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che ha ricordato l’aneddoto personale di un colloquio fatto in Sinfo One quando era alla ricerca di lavoro, la giornata si è conclusa con la tavola rotonda sui temi della velocità e dell’innovazione. Al dibattito hanno partecipato: Consorzio Casalasco del Pomodoro, Ilva Saronno, Calligaris, Perfume Holding, Cantine Banfi, LSI Acciai e KP Snacks, quest’ultima società britannica, a dimostrazione che i talenti parmensi vincono ovunque. Tutti accomunati dall’essere clienti Sinfo One, alcuni da quasi trent’anni.

 

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Zucchetti: la trasferta è servita https://www.datamanager.it/2014/07/zucchetti-trasferta-servita/ Sun, 13 Jul 2014 11:00:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57816 Si chiama ZTravel la soluzione che gestisce in maniera completa tutte le esigenze legate ai viaggi e agli spostamenti di lavoro per tutte le aziende, a partire dalle PMI per arrivare alle multinazionali Croce e delizia di aziende e dipendenti, i viaggi e le trasferte per lavoro costituiscono una delle voci di spesa più rilevanti […]

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Si chiama ZTravel la soluzione che gestisce in maniera completa tutte le esigenze legate ai viaggi e agli spostamenti di lavoro per tutte le aziende, a partire dalle PMI per arrivare alle multinazionali

Croce e delizia di aziende e dipendenti, i viaggi e le trasferte per lavoro costituiscono una delle voci di spesa più rilevanti per molte società. E il trend va verso un loro aumento, anche a causa di fenomeni come la globalizzazione o lo spostamento di unità produttive all’estero. Una ricerca di Oxford Economics del 2013 ha per esempio rilevato come le spese di trasferta siano aumentate in un anno del 6,6% negli Stati Uniti e del 5,1% in Europa. Logico quindi che, nella ricerca di sempre maggiori efficienze, le aziende valutino con attenzione le soluzioni che il mercato propone per il settore Business Travel Management, come si definisce oggi la gestione di tutto ciò che riguarda i viaggi di lavoro. Presentata nel corso del 2013, ZTravel è la soluzione di Zucchetti specifica per questo ambito, e che fa parte della più ampia suite HR di gestione del personale, nata intorno agli anni 2000 e oggi molto apprezzata sul mercato per la sua flessibilità e completezza di funzioni. «Una soluzione di gestione del post travel e delle note spese era già presente da diversi anni come modulo di completamento della piattaforma HR Zucchetti» – spiega Raffaella Armiento, account manager di ZTravel in Zucchetti. «Lo scorso anno, è stata presa la decisione strategica di diventare leader anche nell’ambito del Business Travel Management, ed è per questo che abbiamo realizzato Ztravel, rinnovando totalmente, dal punto di vista ergonomico e funzionale, il modulo relativo ai viaggi, e creando una soluzione che, oltre a essere integrata nella suite HR di Zucchetti, è oggi proposta anche in modalità stand alone, ponendosi come punto di riferimento del mercato» – sottolinea Valentina Ubaldi, product manager di ZTravel in Zucchetti.

zucchetti ztravel
Valentina Ubaldi, product manager e Raffaella Armiento, account manager di ZTravel in Zucchetti

Flessibilità e scalabilità

La filosofia della nuova soluzione Zucchetti è molto chiara: «La gestione di viaggi e trasferte di lavoro rappresenta un mondo “cross” all’interno dell’azienda, in quanto si interfaccia necessariamente sia con la divisione HR sia con la contabilità, ed è per questo che un prodotto valido deve prevedere una ricchezza di funzioni capace di servire tutti i diversi interlocutori» – fa notare Raffaella Armiento. Non a caso, ZTravel si rivolge a tutte le aziende che dispongono di personale viaggiante, indipendentemente dalla loro dimensione o dal settore di attività: dalla PMI alla multinazionale con presenza anche all’estero, la soluzione ha la giusta dose di scalabilità, flessibilità e completezza necessaria per soddisfare anche le esigenze più particolari. Infatti, ZTravel è sviluppata in ottica multi-company, multi-valuta e multi-lingua, oltre a essere basata su interfaccia di tipo web, per la massima facilità di utilizzo. Studiata per gestire tutti i processi e i sottoprocessi relativi al Business Travel Management, governando tutte le fasi pre-travel, on-travel, post-travel e analytics, la soluzione aiuta le aziende a implementare e migliorare in maniera continua le strategie volte a ottimizzare le spese relative a viaggi e trasferte, assicurando un’analisi approfondita dei costi, anche per apportare le eventuali correzioni ai fini della loro diminuzione.

Gestire la complessità

«Quello dei viaggi d’affari è un settore talvolta sottovalutato dalle aziende, che spesso non si rendono conto della complessità di gestione, che dipende principalmente dalla molteplicità degli aspetti che lo caratterizzano, a partire dall’organizzazione stessa della trasferta, che risulta essere sicuramente il momento fondamentale sul quale concentrare l’attenzione, al fine sia di salvaguardare le esigenze del dipendente nel rispetto delle policy aziendali sia di operare con attenzione in termini di risparmio dei costi» – spiega Valentina Ubaldi. Ecco quindi che ZTravel consente di gestire l’autorizzazione alle trasferte a vari livelli e secondo la travel policy aziendale, le trasferte di gruppo, la gestione degli anticipi, le richieste dei servizi di viaggio tramite agenzie oppure tramite un ufficio interno, l’analisi dei costi e valutazioni sul personale in trasferta. Ma non solo: un innovativo tool di self booking, denominato Infinity Booking, consente al dipendente di effettuare personalmente la prenotazione dei servizi necessari alla trasferta, attraverso una piattaforma web che applica in maniera automatica i criteri di selezione stabiliti in azienda. ZTravel permette anche l’acquisizione dei costi in automatico e in tempo reale, oltre che la contabilizzazione delle spese prepagate e l’ottimizzazione della fase di riconciliazione dei costi di viaggio in nota spese. Altra esclusiva della soluzione Zucchetti è ZSign, lo strumento che permette, tramite l’ utilizzo del badge aziendale o in alternativa tramite un codice OTP (One Time Password) inviato via sms, di applicare una firma elettronica avanzata alla distinta dei rimborsi spese, eliminando l’obbligo di archiviare la stampa cartacea della distinta stessa.

L’importanza dell’integrazione

«Un altro dei vantaggi indiscussi di ZTravel è quello di essere integrata nativamente nella suite HR di gestione delle risorse umane, permettendo di accedere a tutte le funzioni necessarie attraverso un unico portale, ed eliminando la necessità di ridondare i dati, visto che le anagrafiche sono uniche, con indubbi benefici anche in termini di certezza dei dati e di riduzione di lavoro di back office» – evidenzia Raffaella Armiento. Ma quello dell’integrazione è un plus che non si limita alle soluzioni Zucchetti, visto che ZTravel è stata studiata per integrarsi con altre soluzioni già presenti in azienda, come per esempio gli ERP, in modo da realizzare una completa automazione delle scritture contabili. Inoltre, la presenza di tool analitici consente di effettuare un monitoraggio accurato delle spese di viaggi e trasferte, non solo ai fini della loro ottimizzazione, ma anche per scopi più attinenti al business. «Per esempio, nel caso di un’azienda che opera per progetti, si potranno facilmente imputare le spese su una o più commesse anche in percentuale diversa, consentendo di automatizzare la rifatturazione dei costi di trasferta ai clienti finali con un significativo risparmio di tempo per l’elaborazione dei dati, oppure, un’altra esigenza potrebbe essere quella di poter analizzare i costi per area geografica al fine di verificare la redditività della zona stessa rispetto agli investimenti sostenuti» – spiega Valentina Ubaldi.

Il giudizio del mercato

Il riscontro del mercato non si è fatto attendere: «Da quando è stata rilasciata nella veste rinnovata, ZTravel ha conquistato più di 100 nuovi clienti e nella prima metà del 2014, abbiamo già rilevato un incremento del 40% rispetto all’anno precedente» – dichiara Raffaella Armiento. Tra i clienti che hanno scelto ZTravel, vi sono nomi del calibro di Bialetti, Denso, Dimension Data, Lucart, Manutencoop e Snai, solo per citarne alcuni. Nel report di marzo 2014 “What You Need to Know Before Choosing a Travel Expense Management Solution” di Gartner, Zucchetti è stata annoverata tra gli otto principali vendor a livello mondiale di applicazioni ERP e HR integrate con soluzioni di Travel Management. Come dire che pubblico e critica sono d’accordo. Non capita spesso, ma Zucchetti è riuscita anche in questo.

Foto di Gabriele Sandrini

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CA Technologies: più potere alle persone https://www.datamanager.it/2014/07/ca-technologies-potere-alle/ Sun, 13 Jul 2014 09:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57813 Come le aziende possono sfruttare il cambiamento della rivoluzione digitale per mantenere il proprio vantaggio competitivo? «Stiamo vivendo una nuova rivoluzione del sistema di produzione, una rivoluzione digitale». Parola di Eric Grotefeld, VP application delivery di CA Technologies EMEA in occasione dell’evento londinese di CA Technologies sull’application economy, ovvero sull’impatto che i nuovi modelli di business guidati […]

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Come le aziende possono sfruttare il cambiamento della rivoluzione digitale per mantenere il proprio vantaggio competitivo?

«Stiamo vivendo una nuova rivoluzione del sistema di produzione, una rivoluzione digitale». Parola di Eric Grotefeld, VP application delivery di CA Technologies EMEA in occasione dell’evento londinese di CA Technologies sull’application economy, ovvero sull’impatto che i nuovi modelli di business guidati dal software e dalle applicazioni avranno sull’IT e i settori produttivi in Europa. La user experience non è un optional ma qualcosa di essenziale al successo. La revisione più “agile” dei processi aziendali sarà essenziale per cavalcare l’onda del continuo rilascio di nuove applicazioni, e le aziende dovranno rivedere la propria organizzazione interna per adeguarsi alle nuove necessità del business. «Dalla pianificazione fino all’ambito DevOps, dalla sicurezza alla gestione dei sistemi, le soluzioni che la nostra azienda offre abilitano l’innovazione delle aziende» – ha dichiarato Grotefeld.

Lo scenario secondo IDC

«Networking, interconnessione, ubiquità delle applicazioni stanno trasformando il modo in cui prodotti e servizi vengono prodotti e distribuiti» – ha spiegato Andrew Buss, consulting manager di IDC. «Paesi emergenti stanno guadagnando terreno nei nuovi settori di business. Differenziazione ed engagement sono il nuovo campo in cui si svolge la competizione, in tutti gli ambiti. Device intelligenti e interattivi, come gli smartphone, sono un altro settore in cui si stanno verificando enormi trasformazioni, con un numero crescente di app e servizi che devono funzionare su una varietà di piattaforme». Aumentare la qualità del prodotto, l’efficienza aziendale e ridurre i costi, unitamente all’espansione in nuovi mercati e agli investimenti nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi sono la ricetta vincente per le aziende, insieme alla semplificazione dell’IT nelle aziende.

[blockquote style=”4″]«In IDC abbiamo elaborato una visione dell’innovazione e della crescita IT. Ormai siamo giunti a uno stadio avanzato, con miliardi di device connessi e fattori come mobile, cloud, social e analytics che stanno sempre più influenzando il futuro del business. Viviamo nell’era della connessione globale, dove tutto è veicolato dalle app e le informazioni vanno gestite in tempo reale o quasi».[/blockquote]

Qualità, innovazione e agilità

La qualità è l’elemento fondamentale per ogni azienda, e ciò significa anche soddisfare le aspettative dell’utente e rafforzare il dialogo con i clienti. Qualità e agilità vanno incorporati nella cultura aziendale, con particolare attenzione a un nuovo modello di sviluppo e testing delle applicazioni e dei servizi improntato alla metodologia DevOps, con una maggiore integrazione tra i team di sviluppo e le operations. «Questa metodologia può svolgere un ruolo importante per migliorare il time-to-market, unitamente all’orchestrazione dei processi IT e allo sviluppo di best practice per trarre il massimo dalle risorse» – ha concluso Buss. Si è quindi aperto il dibattito sui temi dell’impatto dell’IT nel nuovo scenario economico, con un prestigioso panel di esperti che si sono confrontati su temi come qualità, customer experience e ottimizzazione delle risorse nel business di oggi. Tra l’altro si è anche parlato del caso di successo di Swisscom che ha realizzato servizi televisivi digitali cloud-based con CA Technologies. Oltre ai relatori degli interventi d’apertura hanno parlato Joe Butler (DHL Supply Chain UK), Ahmad Alayan (Swisscom), Ian Howles (Cognizant UK), Julien Bensaid (Atos), Ben Wootton (Contino), Mo Uppal (British Gas).

Secondo Paolo Restagno, director Sales SEMEA e Application Delivery Solutions di CA Technologies, la rivoluzione digitale sta cambiando l’organizzazione e il modo di lavorare delle aziende.

[blockquote style=”4″]«La crisi economica è legata forse soprattutto a un sistema aziendale in declino, mentre stanno nascendo nuove imprese e start-up che prosperano grazie alla tecnologia, facendo leva sulla rivoluzione digitale in atto. Le aziende vincenti sono quelle che cavalcano l’onda dell’innovazione e traggono il massimo profitto dai cambiamenti in corso. L’IT rappresenta un asset strategico da governare nel migliore dei modi per vincere nella competizione globale di oggi e del futuro».[/blockquote]

 

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Strategia digitale e sistemi operativi desktop https://www.datamanager.it/2014/07/strategia-digitale-sistemi-operativi-desktop/ Sun, 13 Jul 2014 07:00:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57754 Ormai comunicare senza utilizzare i media e i social network è sempre più limitativo. Il problema non è certo farlo, ma farlo bene. Allo stesso tempo, mentre sui nuovi dispositivi mobili si affrontano tre diversi colossi, sui desktop impera Windows, ma i concorrenti affilano le armi STRATEGIA DIGITALE Giuliana Laurita e Roberto Venturini Hoepli ISBN: […]

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Ormai comunicare senza utilizzare i media e i social network è sempre più limitativo. Il problema non è certo farlo, ma farlo bene. Allo stesso tempo, mentre sui nuovi dispositivi mobili si affrontano tre diversi colossi, sui desktop impera Windows, ma i concorrenti affilano le armi

STRATEGIA DIGITALE
Giuliana Laurita e Roberto Venturini
Hoepli
ISBN: 978-88-203-6275-1
€ 19,90

Non si tratta certo del primo libro sul tema, ma i due autori, che da tempo operano nel settore, cercano di fornire all’utente sia neofita sia esperto un panorama completo sull’argomento, andando a toccare quei temi che sono maggiormente critici nel settore. Non si può certo dire infatti che manchino gli strumenti o che questi siano caratterizzati da particolari difficoltà tecniche. Il marketing deve quindi adeguarsi a questa realtà, reinventarsi. Il testo che proponiamo è ben strutturato ed è diviso in quattro parti: pensieri forti che cambiano il marketing; la strategia digitale (nella quale viene presentato il metodo BOA2RD); creare una strategia in pratica; considerazioni conclusive e raccomandazioni. Il tutto viene presentato al lettore contornato da case history e idee, utili per passare dalla teoria alla pratica.

OS X MAVERICKS
Matteo Discardi
Mondadori informatica
ISBN: 978-88-6114-419-1
€ 50,00

Che il mondo Mac sia sempre stato di nicchia è risaputo. Ma altrettanto vero è che il marchio fa sempre più tendenza anche trascinato dai dispositivi mobili della stessa casa. In occasione del suo trentesimo compleanno, Apple ha cambiato radicalmente il suo sistema operativo. Abbandonando il nome dei felini, ha affidato la propria immagine a quello di una esotica spiaggia californiana e ha adottato un look più sobrio. Evidente, il tentativo di semplificare ulteriormente l’utilizzo di app come Calendario e Contatti. I Tab nel Finder e i nuovi Tag, Safari rinnovato, l’introduzione di Mappe e iBooks – app che hanno assunto un ruolo di primaria importanza negli iPhone e negli iPad – sono tra le novità di Mavericks. L’obiettivo della guida che presentiamo è di illustrare le parti più significative del sistema operativo. In particolare, tra gli elementi trattati: la nuova interfaccia, i controlli per personalizzare il Mac, i nuovi iBooks e Mappe, e il ridisegnato Calendario, il funzionamento di nuovo QuickTime, tutte le tematiche dei dischi e del backup con Time Machine, il nuovo Safari e le integrazioni con i social network. Ricco di immagini, il testo si rivela chiaro e di facile lettura e adatto tanto a chi inizia a usare questo sistema operativo, quanto a chi ne ha già esperienza ma vuole capire in tempi stretti le potenzialità e le caratteristiche della nuova versione.

LINUX MINT
Silvio Umberto Zanzi
Apogeo
ISBN: 978-88-5033274-8
€ 24,65

Nel sempre più vasto universo dei sistemi operativi, Linux gioca un ruolo importante, non solo sul lato server, ma sempre più anche a livello desktop. Essendo open source, vanta diverse distribuzioni e forse – come sostiene qualcuno – anche troppe. Non c’è dubbio che quella trattata in questo volume, abbia ottenuto un buon successo. Nata da Ubuntu, si è presto imposta per la semplicità d’uso che le ha permesso di diventare, a un certo punto, il terzo sistema operativo più utilizzato (dopo Microsoft Windows e Apple Mac OS X) e il primo in assoluto tra le distribuzioni GNU/Linux. Il volume che presentiamo si rivela un buon supporto a chi vuole provare a utilizzarlo, coprendo praticamente tutte le tematiche relative all’installazione e alla migrazione da un altro sistema operativo.

 

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Aruba Networks: l’ufficio senza-fili https://www.datamanager.it/2014/07/aruba-networks-lufficio-fili/ Sat, 12 Jul 2014 15:00:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57809 Alla conferenza AirHeads, a Baveno, il vendor californiano mostra come il Wi-Fi ha rivoluzionato modo di lavorare e tempo libero Una dozzina d’anni fa, Keerti Melkote – una lunga esperienza in Cisco e Intel alle spalle e la startup Shasta Networks già all’attivo – si accorse di una nuova finestra di opportunità: la concreta possibilità […]

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Alla conferenza AirHeads, a Baveno, il vendor californiano mostra come il Wi-Fi ha rivoluzionato modo di lavorare e tempo libero

Una dozzina d’anni fa, Keerti Melkote – una lunga esperienza in Cisco e Intel alle spalle e la startup Shasta Networks già all’attivo – si accorse di una nuova finestra di opportunità: la concreta possibilità di eliminare il cablaggio delle reti locali e abbracciare un concetto di rete “all wireless”. Aruba Networks nasce nel 2002 da questa idea coraggiosa e oggi l’azienda di cui Melkote è ancora CTO, è il numero due, dietro Cisco, nel segmento di mercato dei componenti e del software per la gestione delle Wlan. La californiana Aruba Networks ha chiamato a raccolta a Baveno, sul Lago Maggiore, i componenti europei della comunità degli “Airheads”, gli specialisti del Wi-Fi attivi nelle aziende e nei system integrator. Il messaggio che Melkote e Dominic Orr, Ceo di Aruba, hanno lanciato nei loro interventi ha ancora il sapore di una sfida, ma oggi appare irrinunciabile: «La gente si muove e le reti devono essere al seguito».

Jon Green, CTO della divisione di Aruba impegnata nel mercato “governativo”, ha spiegato a Data Manager che la metafora da cui Melkote era partito metteva sullo stesso piano Wi-Fi e telefonia cellulare. «Nel 2002, il wireless era considerato una semplice estensione della Lan, come il cordless di casa era una banale estensione della rete telefonica fissa. Keerti voleva trasformare una Wlan in una rete a sé stante, orientata alla mobilità, proprio come la rete cellulare». Ma quali erano gli ostacoli principali? «Allora – risponde Green – c’era il problema della performance, il wireless non aveva la stessa capacità di una rete cablata. Poi c’è l’aspetto della sicurezza. Infine, c’è una soglia psicologica da superare, specie negli amministratori di rete più tradizionalisti. Ma tutto questo si può superare, ormai anche i militari installano le Wlan a supporto della loro logistica».

Nel suo lungo keynote, Melkote ha detto che i due grandi trend dell’informatica per l’impresa sono la virtualizzazione, che ha portato al cloud, e la mobilità che sancisce la definitiva affermazione delle WLAN. All’esterno del data center il cavo non ha più senso, soprattutto con l’affermazione del Gigabit wireless dello standard 802.11ac ad altissima capacità. «Le tecnologie di Aruba abilitano le “mobility defined networks”, le reti progettate per il nuovo spazio di lavoro di una generazione mobile, che non sa neppure più che cosa voglia dire scrivania e desktop». Alla conferenza AirHeads hanno partecipato oltre 522 specialisti in rappresentanza di 230 aziende e istituzioni per toccare con mano queste tecnologie e discutere con aziende come Palo Alto Networks, i cui firewall offrono elevati livelli di integrazione con le informazioni raccolte dagli access point Aruba, assicurando una sicurezza mobile ad alta granularità; o Brocade, che collabora con Aruba per integrare le reti mobili con la connettività dei data center. Discutendo con Ben Gibson, da quattro anni il responsabile marketing di Aruba Networks, emerge il ruolo del provider californiano come fornitore di impianti Wlan su larga scala. A queste soluzioni hardware, Aruba affianca piattaforme software come ClearPass, per la gestione sicura degli accessi-ospite; Meridian (frutto di una recente acquisizione) per l’aggiunta di avanzati servizi basati sulla localizzazione degli utenti; e AirWave, un sistema che permette di visualizzare una mappa dettagliata della WLAN e delle sue prestazioni.

 

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L’innovation di HDS. Il cloud è continuous https://www.datamanager.it/2014/07/linnovation-hds-cloud-continuous/ Sat, 12 Jul 2014 13:00:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57806 Hitachi Data Systems rinnova la strategia puntando su big data, storage a tutto cloud e social innovation  Il Gruppo Hitachi che impiega oltre 321mila persone in tutto il mondo, occupando la posizione numero 38 nella classifica Fortune Global 500 con 93,4 miliardi di dollari di fatturato, cinque dei quali investiti annualmente in R&D, ha iniziato da […]

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Hitachi Data Systems rinnova la strategia puntando su big data, storage a tutto cloud e social innovation 

Il Gruppo Hitachi che impiega oltre 321mila persone in tutto il mondo, occupando la posizione numero 38 nella classifica Fortune Global 500 con 93,4 miliardi di dollari di fatturato, cinque dei quali investiti annualmente in R&D, ha iniziato da tempo un processo di trasformazione: sotto la bandiera “One Hitachi”, intende capitalizzare sempre di più sulle sinergie all’interno di un gruppo attivo in numerosi settori avanzati della tecnologia, dove lo storage sta assumendo un ruolo crescente, vista anche la centralità dei dati nello scenario tecnologico di oggi. Stesso processo di cambiamento all’interno di HDS. «Quando sono entrato in Hitachi Data Systems, le aziende del gruppo Hitachi erano 993, mentre oggi sono 600» – racconta Dario Pardi, vice president Emea markets di Hitachi Data Systems. Ma la strategia di unificazione di Hitachi non si limita a snellire il numero di aziende, visto che parlando di “one team, one company” si propone di «crescere del 10% nel 2015, puntando sempre più su quello che si definisce “Social innovation business” e che comprende tutti quegli elementi che consentono di introdurre innovazione nell’attività quotidiana» – spiega Pardi. In questo scenario, il ruolo di Hitachi Data Systems è centrale, in quanto innovare significa parlare di big data, cioè di storage e di altri aspetti contigui quali cloud, virtualizzazione e protezione dei dati, solo per citarne alcuni.

Della trasformazione di Hitachi Data Systems ha parlato più diffusamente Walter Simonelli, che ha assunto ufficialmente la carica di country manager Italia dallo scorso primo aprile, dopo circa dieci anni trascorsi in azienda. «Oggi – ha sottolineato Simonelli – il percorso di trasformazione che abbiamo costruito insieme a Dario Pardi sta dando frutti molto interessanti, grazie anche all’azione che abbiamo svolto per rivedere il nostro modello di go-to-market». Ma, in un contesto storage e server che «in Italia si sta stabilizzando, per HDS la crescita della quota di mercato sarà condizionata dalla capacità di intercettare progetti di integrazione e convergenza applicativa, oltre che di gestione dei contenuti» –  afferma Simonelli, anticipando che «nell’anno finanziario 2014, ci attendiamo una crescita del 14%, puntando soprattutto sul cloud, che come noto presenta percentuali di crescita importanti anche in Italia, oltre che a livello mondiale».

Ragionare sul cloud vuol dire per Simonelli «affrontare le dinamiche chiave di questo settore, con una soluzione che è in grado di gestire il cloud in tutte le sfaccettature, con la nostra nuova Continuous Cloud Infrastructure». Presentata circa due mesi fa alla stampa internazionale, la nuova offerta HDS è stata illustrata in dettaglio da Roberto Salucci, specialist solution consultant Italia oltre che membro del Comitato italiano di SNIA, la Storage Networking Industry Association. Un sistema operativo interamente rinnovato, lo Storage Virtualization Operating System (SVOS) e una piattaforma storage, la nuova Virtual Storage Platform G1000, capace di scalare fino a tre milioni di Iops, e i continui miglioramenti alla piattaforma di management Hitachi Command Suite e alle soluzioni convergenti Unified Compute Platform concorrono a formare l’infrastruttura di “continuous cloud”, il cui scopo è di avere un’infrastruttura IT sempre più definita dalle esigenze di business.

 

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Vorwerk migliora la collaborazione tra controllo finanziario e contabilità con Tagetik https://www.datamanager.it/2014/07/vorwerk-migliora-collaborazione-controllo-finanziario-contabilita-tagetik/ Sat, 12 Jul 2014 11:00:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57765 Consolidamento civilistico, riconciliazioni intercompany, controllo finanziario, pianificazione fiscale, patrimoniale, budgeting e reporting gestionale  Fino al 2010, il panorama dei sistemi finanziari di Vorwerk – storica azienda tedesca la cui gamma di prodotti comprende, tra gli altri, l’aspirapolvere Folletto e l’elettrodomestico da cucina Bimby –  era caratterizzato da soluzioni isolate per la gestione dei processi di reporting, […]

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Consolidamento civilistico, riconciliazioni intercompany, controllo finanziario, pianificazione fiscale, patrimoniale, budgeting e reporting gestionale

 Fino al 2010, il panorama dei sistemi finanziari di Vorwerk – storica azienda tedesca la cui gamma di prodotti comprende, tra gli altri, l’aspirapolvere Folletto e l’elettrodomestico da cucina Bimby –  era caratterizzato da soluzioni isolate per la gestione dei processi di reporting, consolidamento e riconciliazione intercompany. Karsten Köhncke, VP Controllo ha dovuto fronteggiare la sfida legata alla sostituzione di sistemi ormai superati e al coordinamento delle esigenze delle otto divisioni commerciali indipendenti dell’azienda. A suo parere, la chiave per portare a termine questo cambiamento è stata l’implementazione di un software unico e unificato a supporto dei vari processi gestiti dall’area amministrazione, finanza e controllo.

L’elenco dei requisiti era lungo e dettagliato. La nuova soluzione doveva infatti supportare l’attività quotidiana di circa 200 utenti con responsabilità che spaziavano dal controllo finanziario e dal consolidamento civilistico alla pianificazione fiscale, patrimoniale e al budget. Vorwerk necessitava pertanto di un sistema altamente flessibile, capace di semplificare le riconciliazioni intercompany sia per i requisiti di legge sia per la gestione interna, di supportare la creazione di Stati Patrimoniali previsionali e previsioni fiscali, oltre a ottimizzare il reporting finanziario nel suo complesso.

Grazie alla soluzione software di Tagetik, Vorwerk ha potuto adottare parametri e strutture finanziarie comuni a tutto il gruppo, migliorando sensibilmente i propri processi di riconciliazione delle partite intercompany. Il Gruppo, che già nella prima fase del progetto è riuscito a gestire tutti i requisiti obbligatori delle sue otto divisioni e di una società collegata, ha successivamente implementato diversi altri progetti secondari finalizzati a migliorare il controllo delle funzioni IT, HR e Acquisti.

Il perimetro di consolidamento in Vorwerk comprende 120 aziende: gli esperti di consolidamento di Alper & Schetter, partner di lunga data di Tagetik, insieme con il distributore di Tagetik in Germania, Austria e Svizzera tedesca, pmOne, hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del software. Il componente principale della soluzione è il cruscotto di riconciliazione delle partite intercompany (IC). Secondo Beatrix Schmidt, responsabile del consolidamento a livello corporate presso la holding del Gruppo – dato che oggi è possibile eseguire le riconciliazioni IC all’interno del software di Tagetik e parallelamente alla chiusura dei conti nel sistema – gli utenti delle singole aziende dispongono di un migliore controllo sui dati inseriti. Inoltre, i soggetti responsabili presso la sede centrale possono visualizzare facilmente lo stato di avanzamento del processo e i dati immessi.  Il componente analitico di Tagetik (Tagetik Analytics) supporta l’elaborazione rapida di analisi sofisticate e ad hoc. Inoltre, attraverso i grafici ottimizzati e standardizzati in tutto il Gruppo, Vorwerk ha potuto migliorare l’efficienza dell’intero reporting. I dirigenti possono quindi accedere a informazioni rilevanti sotto forma di report predefiniti e cruscotti di dashboard mediante un browser web. La nuova soluzione ha soddisfatto anche il desiderio dell’azienda di una maggiore mobilità.

I report infatti possono essere pubblicati e consultati su tutti i tipi di dispositivi mobili, anche fuori dall’ufficio. Nel complesso, Karsten Köhncke si dice soddisfatto di come Tagetik abbia migliorato il reporting gestionale e i processi di riconciliazione intercompany in tutto il Gruppo. L’implementazione ha confermato anche la sua sensazione iniziale, in altre parole che i vantaggi del software risiedano principalmente nella sua versatilità e nell’ampiezza dell’ambito di utilizzo. In generale, il progetto congiunto ha migliorato la collaborazione e la comprensione reciproca tra le funzioni Consolidamento /Contabilità di Gruppo e Controllo finanziario a livello centrale.

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PTC, il PLM cambia volto https://www.datamanager.it/2014/07/ptc-plm-cambia-volto/ Sat, 12 Jul 2014 09:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57768 Unire il “product and service advantage” con le concrete promesse dell’Internet of Things: l’edizione numero 25 della user conference di PTC, svoltasi a metà giugno a Boston, ha sancito la nuova trasformazione del colosso del PLM Boston – Un traguardo sicuramente importante per la user conference mondiale di PTC . Per sottolinearlo, l’edizione numero 25 […]

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Unire il “product and service advantage” con le concrete promesse dell’Internet of Things: l’edizione numero 25 della user conference di PTC, svoltasi a metà giugno a Boston, ha sancito la nuova trasformazione del colosso del PLM
Boston – Un traguardo sicuramente importante per la user conference mondiale di PTC . Per sottolinearlo, l’edizione numero 25 di PTC Live si è giocata in casa, al Convention Center della capitale del Massachusetts, a poca distanza da Needham, dove ha sede la società. Che è sempre più in trasformazione: «Per più di dieci anni ci siamo identificati come la “product development company”, cioè l’azienda dedicata allo sviluppo dei prodotti, ma se lo facessimo oggi, e magari dicessimo che operiamo solo nell’ambito del CAD meccanico, passeremmo per dinosauri, perché tutto il mondo dello sviluppo prodotto, cioè del PLM, è cambiato» – ha sintetizzato con la consueta franchezza Jim Heppelmann, presidente e CEO della società. Non a caso, oggi la tagline di PTC è “product and service advantage”, in diretto riferimento al valore che il product lifecycle management deve trarre, oltre che dalle diverse fasi di sviluppo dei prodotti, anche dalla fase successiva, quella del servizio.

LO “SMART CONNECTED WORLD”

Ma c’è un altro messaggio principale che emerge prepotentemente quest’anno: quello della crescente rilevanza dell’Internet of Things, ambito nel quale PTC sta investendo pesantemente, valorizzando al massimo l’acquisizione effettuata a fine anno scorso di ThingWorx. «Lo scenario che ci si prospetta è quello di uno “smart connected world”, nel quale tutti gli oggetti saranno sempre più connessi» – ha proseguito Heppelmann. «Se siamo ancora nei primissimi giorni di questa rivoluzione, e per usare una metafora del baseball, siamo solo al secondo inning, le prospettive sono strabilianti: tra poco più di cinque anni, si avranno oltre 50 miliardi di oggetti connessi alla Rete. E non si parla di smartphone o di computer, ma proprio di qualunque tipo di oggetti». La vera innovazione portata dal crescente sviluppo dell’Internet of Things è il cambiamento epocale nei parametri del valore che si trae dai prodotti, a partire dalla progettazione fino alla fase di servizio. «Questo significa – come non ha mancato di evidenziare Jim Heppelmann – che gli ingegneri devono sempre più pensare a come progettare prodotti che fin dall’inizio dispongano di sensori, in modo da essere smart and connected, cioè prodotti intelligenti e connessi. Grazie a questa connessione, che fornisce anche l’intelligenza, si può disporre su larga scala della funzione di monitoraggio, che consente di conoscere in tempo reale e da remoto come un prodotto sta funzionando e se è guasto o si sta guastando». Non è quindi per caso se ThingWorx, oggi identificata come “a PTC business”, è stata molto presente sotto i riflettori dell’evento di Boston, anche con una propria area dedicata all’interno dello spazio espositivo, nella quale erano presenti i partner che sviluppano soluzioni IoT.

THINGWORX 5.0

A Boston, è stato annunciato che sia PTC sia ThingWorx sono entrate a far parte dell’Industrial Internet Consortium (IIC), organizzazione fondata nello scorso marzo da AT&T, Cisco, General Electric, IBM e Intel con lo scopo di migliorare l’integrazione tra il mondo fisico e quello digitale per accelerare l’adozione dell’Internet of Things, tramite la creazione di standard per condividere i dati. Ma, oltre a questo, è stata anche presentata la versione 5.0 della ThingWorx Application Platform, la prima piattaforma software progettata per realizzare ed eseguire le applicazioni per l’Internet of Things. Grazie a miglioramenti su larga scala, come un’opzione di impiego dei server in maniera federata che permette di realizzare implementazione di tutti i tipi: cloud, ibrido, on-premise e addirittura on-device. Nelle intenzioni della società, la nuova versione 5.0 «rafforzerà ulteriormente la leadership di piattaforma standard riconosciuta per lo sviluppo di applicazioni Internet of Things» – ha sottolineato Russ Fadell, president di ThingWorx (www.thingworx.com).

NUOVE VERSIONI SOFTWARE  E UN’ACQUISIZIONE

Tornando su terreni più consueti, il palcoscenico di Boston ha visto anche altri annunci, come la nuova versione 3.0 di Creo; una nuova offerta integrata per la gestione del service lifecycle management (SLM); e infine l’acquisizione per 50 milioni di dollari in contanti di Atego (www.atego.com/it), il principale fornitore mondiale indipendente di soluzioni e tool di sviluppo per sistemi e software embedded e real-time.
Più in dettaglio, tra le novità di Creo 3.0, spicca la nuova tecnologia denominata “Unite”, che consente di incorporare dati CAD da altri sistemi (anche della concorrenza) all’interno del proprio progetto, e condividere tali dati in numerosi altri formati. La nuova offerta integrata PTC SLM System è invece studiata per rafforzare ulteriormente la presenza della società nel service lifecycle management, un’area la cui importanza cresce di anno in anno, come dimostrato anche dalla forte partecipazione alla seconda edizione di “PTC Live Service Exchange”, quasi un evento nell’evento, dedicato specificamente ad approfondire la nuova frontiera della gestione del servizio ai prodotti, dove le opportunità sono più che promettenti. Infine, con l’acquisizione di Atego, che PTC prevede di completare entro il quarto trimestre dell’anno fiscale 2014, la società ha spiegato che «intende migliorare ulteriormente la propria offerta di soluzioni PLM e soprattutto, application lifecycle management (ALM)».

 

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Luglio, i giri di poltrona nell’ICT https://www.datamanager.it/2014/07/carriere-2/ Sat, 12 Jul 2014 07:00:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57750 M. PASCULLI, A. SAVORANI  Due nuove nomine in Alcatel-Lucent Enterprise. Marco Pasculli, 46 anni, in precedenza regional director della società per l’area Central Mediterranean Countries (Italia, Grecia, Israele, Malta e Cipro), è ora il VP channel sales, SEMEA. A sua volta, Astrid Savorani, 43 anni, prima responsabile vendite per il mercato carrier dell’azienda, è adesso […]

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M. PASCULLI, A. SAVORANI 
Due nuove nomine in Alcatel-Lucent Enterprise. Marco Pasculli, 46 anni, in precedenza regional director della società per l’area Central Mediterranean Countries (Italia, Grecia, Israele, Malta e Cipro), è ora il VP channel sales, SEMEA. A sua volta, Astrid Savorani, 43 anni, prima responsabile vendite per il mercato carrier dell’azienda, è adesso country manager, Italia & Malta.

B. BARNEY, K.-H. WARUM
Entrambi entrano in Sophos, nell’ordine col ruolo di senior vice president e general manager del Network Security Group e di regional vice president delle vendite per Germania, Nord ed Est Europa, Medio Oriente e Africa. Bryan Barney è stato in precedenza 12 anni in McAfee, gli ultimi sei come executive vice president dello sviluppo di prodotto, mentre Karl-Heinz Warum viene da Dell, di cui era director of channel sales per l’intera gamma di prodotti sul mercato tedesco.

FABIO SPOLETINI
È il neo country leader di Oracle Italia, incarico che affianca a quello di vice president technology sales per il mercato italiano. Spoletini, che subentra a Pierfrancesco Di Giuseppe, oggi responsabile di Oracle Consulting in Medio Oriente e Africa, è in società dal 1998, prima a Dublino e poi in Italia, dove ha assunto responsabilità crescenti sino a divenire nel 2011 country leader technology sales della realtà italiana.

FABIO FREGI
Country manager della divisione Enterprise per l’Italia. Questo il ruolo che ricopre adesso in Google, dopo essere stato vice president e amministratore delegato di CA Italia. Fregi, 46enne e laureato in informatica all’Università di Bologna, ha iniziato la sua carriera in Oracle per poi passare a Microsoft, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino a quello di direttore della divisione Enterprise e Partner Group per il nostro Paese.

PAUL GIARDINA
Con la nomina del nuovo vice president dedicato alla Global Demand Generation, Tagetik continua a investire fortemente sul mercato. Con 25 anni di esperienza nel settore IT e dopo aver ricoperto il ruolo di direttore marketing per Archive Systems, Giardina si concentrerà sulla crescita nel mercato nord-americano e sui mercati globali per il software di corporate performance management.

ALAIN BIANCARDI
Forte di un’esperienza ultraventennale nelle nuove tecnologie, è stato chiamato da Information Builders ad assumere il ruolo di managing director per Francia, Italia, Belgio e Lussemburgo. Laureato all’Istituto Nazionale di Telecomunicazioni Dauphine di Parigi in “science of management”, Biancardi è stato in Spotfire (divisione di TIBCO Software) come sales director EMEA e per sette anni in CA Technologies quale sales director, South Europe.

KRISTOF VANDERSTRAETEN
Barracuda Networks gli ha conferito l’incarico di sales director della sicurezza cloud per l’area EMEA. Dopo sei anni trascorsi quale sales director della società in Benelux, Francia e Nord Africa, Vanderstraeten ha ora il compito di far sviluppare il business di Barracuda nel cloud pubblico, operando coi fornitori di servizi cloud per implementare le soluzioni di sicurezza dell’azienda entro la loro offerta.

LAURA J. DURR
Suo l’incarico di chief financial officer di Polycom, realtà nella quale è già presente da dieci anni, nove dei quali trascorsi in qualità di principal accounting officer. Ruolo, quest’ultimo, che Laura Durr mantiene ancora adesso assieme alla nuova nomina con l’obiettivo di implementare la crescita economica della società, a cominciare dall’incremento del margine operativo nel corso dell’attuale anno fiscale.

 

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LibreOffice nella PA https://www.datamanager.it/2014/07/libreoffice-pa/ Fri, 11 Jul 2014 16:00:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57895 Dieci motivi per scegliere il risparmio, l’accessibilità e la qualità delle soluzioni open Di Paolo Storti, amministratore di Studio Storti In questo numero vogliamo parlare di produttività individuale Open Source e in particolare del software LibreOffice. Nato nel 2011 dal fork del vecchio progetto OpenOffice.org, oggi LibreOffice conta numeri importanti, sia come utilizzatori sia come […]

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Dieci motivi per scegliere il risparmio, l’accessibilità e la qualità delle soluzioni open

Di Paolo Storti, amministratore di Studio Storti

In questo numero vogliamo parlare di produttività individuale Open Source e in particolare del software LibreOffice. Nato nel 2011 dal fork del vecchio progetto OpenOffice.org, oggi LibreOffice conta numeri importanti, sia come utilizzatori sia come sviluppatori e contributi apportati al software.

Negli ultimi 12 mesi, sono stati circa 320 gli sviluppatori che hanno apportato oltre 26mila modifiche al codice di LibreOffice.

In Europa, la suite LibreOffice è utilizzata da strutture di primaria importanza come: il governo francese con 15 ministeri (e 500mila utenti), la regione di Valencia in Spagna (con 120mila utenti), il ministero della Difesa in Olanda (con 45mila utenti), il sistema degli ospedali di Copenhagen (con 25mila utenti) e il comune di Monaco di Baviera (con 15mila utenti). Questo, per parlare solo dei progetti di maggiori dimensioni.

Questi importantissimi risultati si sono ottenuti grazie alla compatibilità con tutti i sistemi operativi: Microsoft Windows, GNU/Linux e Apple OSX e ha come primo evidente vantaggio quello di eliminare i costi d’acquisto di licenza software, vantaggio che, in ottica spending review è sicuramente non trascurabile non solo per un privato o un’azienda ma soprattutto per un ente pubblico.

PANORAMA ITALIANO

Per quanto riguarda la situazione italiana, vanno inoltre considerati alcuni fattori specifici come l’art. 68 del CAD e la circolare 63/2013 dell’AgiD che impongono agli enti di selezionare e preferire prodotti Open Source, ma soprattutto, l’articolo 52 del CAD che impone a tutte le pubbliche amministrazioni l’utilizzo di formati aperti per lo scambio dei documenti. Questi sono solo alcuni dei vantaggi che nel mondo stanno portando sempre più utilizzatori a scegliere di usare la suite LibreOffice per la propria attività; scelta guidata da motivazioni e valori sia etici sia economici, sempre con la certezza di poter disporre del prodotto con il maggior supporto di formati al mondo che può contare sul maggior numero di sviluppatori a garanzia del suo imponente sviluppo.

Nella pubblica amministrazione italiana, si è visto il passaggio a LibreOffice di molti enti, tra i quali – solo per citarne alcuni – troviamo: le province di Bolzano, Cremona, Macerata e Milano; i comuni di Este, Padova, Piacenza, San Benedetto del Tronto, Scandiano, Spotorno e Todi; i comuni dell’Alto Adige e l’azienda sanitaria locale di Bolzano oltre a tutte quelle attualmente in corso di passaggio alla soluzione.

MIGRAZIONE E FORMAZIONE

Nel 2013, Studio Storti, unica azienda italiana, è entrata nell’Advisory Board di LibreOffice e ha creato la divisione specifica che garantisce agli enti un processo professionale, certo e certificato per la migrazione e la formazione. Tale divisione è composta dal personale più qualificato esistente in Italia con esperienza pluriennale sulla migrazione di PA a LibreOffice e, grazie ad accordi con i soggetti leader della community LibreOffice, assicura il massimo supporto possibile per soddisfare ogni necessità nei vari livelli di servizio proposti: progettazione, migrazione, formazione, deployment, assistenza, helpdesk, bugfixing, custom build.

 

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