SEPA – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:03:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png SEPA – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 SIA lancia nuova piattaforma digitale per i pagamenti istantanei https://www.datamanager.it/2017/11/sia-lancia-nuova-piattaforma-digitale-pagamenti-istantanei/ Thu, 23 Nov 2017 10:50:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135800 “SIA EasyWay” consente a banche e altri Payment Service Provider di gestire i bonifici istantanei, disponibili dal 21 novembre, e tutti gli strumenti di pagamento e incasso SEPA SIA lancia “SIA EasyWay”, la nuova piattaforma digitale che consente a banche e altri Payment Service Provider (PSP) di gestire a livello europeo i pagamenti istantanei disponibili […]

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“SIA EasyWay” consente a banche e altri Payment Service Provider di gestire i bonifici istantanei, disponibili dal 21 novembre, e tutti gli strumenti di pagamento e incasso SEPA

SIA lancia “SIA EasyWay”, la nuova piattaforma digitale che consente a banche e altri Payment Service Provider (PSP) di gestire a livello europeo i pagamenti istantanei disponibili dal 21 novembre sull’infrastruttura RT1 di EBA Clearing sviluppata da SIA, nonché tutti gli altri strumenti di pagamento e incasso SEPA.

Dal 21 novembre, cittadini e imprese di 34 paesi dell’Area Unica dei pagamenti in euro (SEPA) possono inviare e ricevere denaro fino a 15.000 euro per singola operazione in meno di 10 secondi attraverso un servizio attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, in linea con lo schema SEPA Instant Credit Transfer (bonifico con accredito immediato e irrevocabile) dello European Payments Council (EPC).

“SIA EasyWay” è stata realizzata con l’obiettivo di aiutare le istituzioni finanziarie e i PSP nell’adozione e gestione degli strumenti SEPA (come i bonifici SCT e gli addebiti diretti SDD), degli instant payment e più in generale del nuovo scenario di open banking. Tramite la rete SIAnet che garantisce collegamenti sicuri e ultraveloci grazie a una nuova tecnologia di messaggistica a bassa latenza, “SIA EasyWay” fornisce l’accesso a RT1 di EBA Clearing ed è predisposta per connettere anche le altre Automated Clearing House (ACH) europee e future piattaforme di instant payment.

“SIA EasyWay” opera come “hub” semplificando l’integrazione degli instant payment con i sistemi interni delle istituzioni finanziarie, riducendo i costi e i tempi di attivazione dei nuovi servizi. Ciò è reso possibile grazie ad un servizio “end-to-end” che copre l’intera filiera del pagamento: dall’ordine (order management) tramite tutti i canali utilizzati da banche e payment service provider – come ad esempio mobile, internet, punti vendita,v etc. – alla gestione ed elaborazione delle transazioni (business process), fino ai collegamenti di rete (access gateway).

Tra i servizi ad alto valore aggiunto disponibili su “SIA EasyWay”, il monitoraggio e la prevenzione delle
frodi, l’identificazione delle transazioni sospette, come nel caso dei finanziamenti delle attività terroristiche, e l’innovativo “mirror account” che rende i pagamenti istantanei sempre possibili anche
durante i momenti di indisponibilità dei sistemi dei conti correnti (come avviene, ad esempio, nel corso di interventi di manutenzione).

All’inizio del 2018, l’introduzione della Payments Service Directive 2 (PSD2) – cui le istituzioni finanziarie dovranno adeguarsi – favorirà l’ingresso nel mercato dei pagamenti di nuovi player anche non bancari, denominati “Third Party Payment Services Provider” (TPP). In questo contesto, la piattaforma “SIA EasyWay” permetterà di garantire la compliance alla normativa e di cogliere le opportunità derivanti dallo sviluppo di nuovi servizi.

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Sistemi di pagamento, nuovi servizi e prospettive https://www.datamanager.it/2016/04/sistemi-pagamento-nuovi-servizi-prospettive/ Thu, 21 Apr 2016 10:47:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99290 Per i sistemi di pagamento innovativi è fondamentale l’adeguamento alla nuova PSD2 per offrire a costi competitivi servizi in linea con la nuova operatività. Il settore sta proponendo soluzioni e modelli funzionali nuovi L’area dei sistemi di pagamento è uno dei territori d’elezione dell’attività bancaria e la presenza strategica in quest’area è – e sarà […]

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Per i sistemi di pagamento innovativi è fondamentale l’adeguamento alla nuova PSD2 per offrire a costi competitivi servizi in linea con la nuova operatività. Il settore sta proponendo soluzioni e modelli funzionali nuovi

L’area dei sistemi di pagamento è uno dei territori d’elezione dell’attività bancaria e la presenza strategica in quest’area è – e sarà sempre – irrinunciabile per l’istituzione finanziaria. In questi ultimi anni, il mercato dei servizi di pagamento sta attraversando una fase di grande trasformazione e turbolenza e si sta aprendo a nuove opportunità, minacce e nuovi attori. La disponibilità di servizi di pagamento innovativi, sicuri, facili da usare e poco costosi è uno degli elementi fondamentali per l’adozione su larga scala delle transazioni elettroniche e della digital economy. L’affermarsi dei digital payment (d-payment) non rappresenta solo un vantaggio in termini di comodità e sicurezza per le famiglie, le imprese e la PA, ma anche un importante volano di crescita e sviluppo oltre che un risparmio di costi. L’ultima relazione della Banca d’Italia ha evidenziato che in Italia su 100 pagamenti, 85 sono ancora in contanti. Lo spazio delle opportunità è quindi enorme e Banca d’Italia sostiene che se si colmasse il gap che ancora separa l’Italia dai paesi europei nell’utilizzo dei d-payment si avrebbe un incremento percentuale del PIL molto significativo. I d-payment favoriscono anche l’emersione dell’economia sommersa, che ha oggi una dimensione stimata in circa il 22% del PIL, con la conseguente riduzione dei costi di gestione del contante.


#eFINANCE #PSD2 per offrire a costi competitivi servizi in linea con la nuova operatività
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D-payment e innovazione

Secondo l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano nel 2015 i pagamenti digitali in Italia sono cresciuti del 5,6% e hanno raggiunto un valore di 164 miliardi di euro. La crescita è avvenuta anche grazie ai nuovi d-payment, per un valore stimato di 21,3 miliardi, che hanno visto aumentare il transato del 22% e che raggruppano tutte le forme di pagamento digitale più evolute (mobilePOS, contactless payment, ecommerce, epayment e mobile payment). Dei 21 miliardi, il 13% viene da acquisti di beni e servizi e pagamenti effettuati su smartphone, mentre il 6% è generato da mobile POS e contactless payment e il restante 87% scaturisce, invece, da acquisti di beni e servizi e pagamenti effettuati da pc e tablet. Anche una recente ricerca Gartner evidenzia che nei pagamenti un ruolo sempre più importante è svolto da smartphone e wearable e che entro il 2018 il 50% dei consumatori in Europa, Nord America e Giappone pagherà i propri acquisti utilizzando dispositivi mobili. Secondo IDC, entro la fine di quest’anno, il mercato mondiale dei mobile payment si avvicinerà a un trilione di dollari, la maggior parte dei quali sarà per acquisti online. Gartner evidenzia, inoltre, che a livello internazionale, si stanno affermando Google Wallet, PayPal, Apple Pay, Samsung Pay, Alipay, Bitcoin e le altre e-money. Nello stesso tempo sottolinea anche che le soluzioni di pagamento con NFC (Near Field Communication) dovranno sviluppare partnership tra retailer, banche e organizzazioni finanziarie, a differenza dei mobile wallet basati sul cloud che presentano invece maggiori opportunità di crescita. Infatti, osserviamo che i pagamenti mobile si stanno spostando verso il cloud computing. Visa e Mastercard stanno adottando l’HCE (Host Card Emulation), una tecnologia ad architettura aperta basata sul cloud che consente di effettuare operazioni NFC, tra cui i pagamenti. Con questo sistema è possibile gestire transazioni NFC sicure, affrancandosi dal supporto hardware del “Secure Element” (SE) ospitato nello smartphone, fornito dagli operatori telefonici.

La smaterializzazione del SE indebolisce la dipendenza dei pagamenti NFC da una SIM fisica, e quindi il controllo delle compagnie di telecomunicazione, a favore di un modello più aperto che semplifica l’offerta dei servizi NFC da parte di banche, issuer e sviluppatori. Le banche a loro volta si sono attivate per mettere a disposizione una serie di soluzioni innovative per il d-payment. In particolare, su iniziativa europea EBA (European Banking Authority – www.eba.europa.eu), sono oggi sul mercato sistemi come MyBank che consentono ai clienti di pagare direttamente dal proprio home banking tramite bonifico istantaneo senza cessione di credenziali. A tal proposito Liliana Fratini Passi, direttore generale del Consorzio CBI richiama l’attenzione sui d-payment di tipo B2B e B2C. «Il Consorzio CBI, per esempio, ha implementato il servizio CBILL offerto in modalità competitiva dagli istituti finanziari consorziati, per superare i limiti e le inefficienze derivanti dai pagamenti tramite contante». Il servizio CBILL consente di consultare e pagare online diverse tipologie di bollette e avvisi di pagamento: utenze, tributi, cartelle esattoriali, trasporti, ticket sanitari e altro. L’innovazione di CBILL consiste soprattutto nell’operatività multicanale e multibanca. «Mentre con i servizi di pagamento online – prosegue Fratini Passi – offerti sino a oggi, il cliente può pagare online solo le bollette di aziende o della PA che hanno sottoscritto specifici accordi con il proprio istituto di credito, con CBILL basta che le organizzazioni fatturatrici abbiano adottato il servizio, per consentire a chiunque di consultare e pagare bollette/fatture e tasse attraverso internet banking e altri canali (tablet, smartphone, ATM e sportello fisico) messi a disposizione da ciascun istituto finanziario». Gli oltre 80 fatturatori che hanno già aderito al servizio stanno riscontrando molteplici vantaggi, tra i quali l’efficientamento dei processi interni grazie alla riconciliazione automatica degli incassi e, grazie all’aggiornamento in tempo reale delle posizioni debitorie, la riduzione dei rischi di errori di compilazione da parte del debitore. «Oltre alla soluzione standard – conclude Fratini Passi – ciascuna azienda potrà contare sulla partnership dell’istituto finanziario per sviluppare servizi aggiuntivi basati sulle proprie esigenze».


#eFINANCE Pagamenti digitali cresciuti del 5,6% per un valore di 164 miliardi di euro
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Anche la PA si sta muovendo nella direzione dei d-payment. La digitalizzazione degli incassi avviene grazie a una piattaforma tecnologica “nodo dei Pagamenti-SPC” già attiva presso l’Agenzia per l’Italia Digitale e alla quale si collegano le singole PA tramite il Sistema pubblico di connettività (SPC). «Il 2015 è stato un anno che ha visto nascere soluzioni basate su standard SEPA (Single Euro Payment Area), a iniziare dai pagamenti P2P (person to person) che vedranno anche la loro declinazione in altri modelli, quali il P2M (person to merchant) e soprattutto il P2G (person to government)» – afferma Vincenzo Romeo, innovation & technologies director di Ingenico Italia. Altri standard industriali e tecnologici disegnati e sostenuti dai circuiti di pagamento si sono definitivamente consolidati: vale la pena citare i sistemi di tokenizzazione che hanno favorito la diffusione dei mobile payment internazionali. «Dall’altro lato – continua Romeo – stiamo vedendo emergere tecnologie assolutamente innovative che possono rivoluzionare e cambiare molti paradigmi delle transazioni, non solo di pagamento, ma anche nel mondo finanziario: mi riferisco, per esempio, alla tecnologia blockchain». Secondo Enrico Belgini, product manager sistemi di pagamento e monetica di Cedacri, il disegno dei nuovi d-payment e la sicurezza delle soluzioni «devono sottostare sia alle linee guida diffuse da EBA sia alla nuova direttiva sui sistemi di pagamento». L’utilizzo di standard da parte dei diversi attori del sistema interbancario consentirà da un lato di raggiungere un’ampia diffusione dei nuovi strumenti di pagamento e dall’altro di poter garantire l’interoperabilità delle soluzioni. Da tempo, l’Europa sta facendo enormi sforzi per normare l’area dei d-payment e la loro sicurezza ma, come è noto, questo è un comparto globale per definizione che va dagli USA alla Cina. L’arrivo in Europa di sistemi meno sicuri, facili da usare e con un diverso modello di business, in taluni casi, con l’accordo dei circuiti delle carte, può rivoluzionare il mercato, disintermediando sia le banche sia gli altri operatori.

Payment Services Directive 2

Recentemente, è stata promulgata la nuova direttiva sui servizi di pagamento: la cosiddetta PSD2 (Payment Services Directive 2 – direttiva UE 2015/2366 del 25 novembre 2015) e gli Stati membri hanno tempo sino al 18 gennaio 2018 per recepirla. Le principali novità riguardano in via prioritaria l’ampliamento dello spazio competitivo, il cosiddetto “level playing field”, che consente la nascita di nuovi strumenti di pagamento e nuovi attori (PSP – payment services provider), abilitando, nel contempo, una dinamica competitiva che può determinare il miglioramento dell’offerta e della concorrenza. Altro importante aspetto riguarda il rafforzamento delle tutele per gli utilizzatori dei d-payment sia per ciò che concerne la sicurezza, la protezione dei dati e l’autenticazione sia definendo nuove responsabilità per gli utilizzatori. «La PSD2 andrà da un lato ad armonizzare il recepimento del regolamento europeo all’interno dei paesi aderenti all’Unione europea e dall’altro a regolare l’accesso e il recupero delle informazioni dai conti di pagamento della clientela da parte di nuovi operatori» – sottolinea Enrico Belgini di Cedacri. «Grazie ai servizi che i nuovi prestatori dovranno fornire ai nuovi attori (PSP di radicamento del conto e PSP di disposizione di ordine di pagamento), si amplierà la concorrenza». La risposta di Cedacri a tali evoluzioni consente alle banche clienti di continuare a essere compliant con i dettami normativi e abilita le stesse a nuovi prodotti/servizi verso la clientela finale (consumer e business) sia attraverso l’adozione di servizi legati ai d-payment sia collaborando con gli OTT che entreranno a breve nel mercato domestico. «Molti esperti concordano sulle potenzialità della nuova normativa, considerandola una piattaforma per l’innovazione nel mercato dei d-payment, dando spazio a nuovi soggetti non bancari e nuove modalità di pagamento: per esempio, grazie all’accesso (diretto) ai conti correnti e meccanismi di autenticazione rafforzati» – ribadisce Vincenzo Romeo di Ingenico Italia. Le banche dovranno ripensare strategie e servizi a partire dalle interfacce API, come del resto hanno fatto i principali player mondiali dell’ecommerce e di Internet. Tecnologie quali l’autenticazione da dispositivi mobili e, appunto, le nuove API per l’accesso a servizi finanziari e bancari saranno tra i principali fattori abilitanti.

Gli fa eco Andrea Serra, vice president BDM southern Europe e general manager Italy di Verifone Italia. «La nuova PSD2 ha indubbiamente modernizzato e rivoluzionato quella che era la PSD precedente del 2007 e punta a incoraggiare la crescita del mercato europeo dei pagamenti, rendendoli più sicuri e competitivi e promuovendo l’innovazione». Direttive come la PSD2 arricchiscono il mercato, assicurando che consumatori e aziende siano tutelati e protetti, e che vi sia trasparenza e sicurezza. «La direttiva PSD2 apre nuove frontiere nel mondo dei servizi di pagamento, ampliando le modalità attraverso le quali operano gli attori della filiera (esercenti, issuer, fornitori di servizi e di prodotti), rendendo le scelte di questi ultimi più autonome e indipendenti tra loro» – afferma Filippo Scibilia, CEO e managing director di Castles Europe. «Nel ruolo di costruttore di terminali EFT/Pos, Castles Technology orienta le proprie scelte strategiche come abilitatore tecnologico, per fornire prodotti innovativi e infrastrutture tecnologicamente avanzate, funzionali a creare soluzioni di business molto più efficaci per il merchant». In ottica di multicanalità, l’esercente in generale, sceglie il proprio strumento per accettare pagamenti, in relazione alla possibilità di interagire con più devices e permettendo al consumatore di pagare come meglio preferisce, anche tramite tecnologia contactless o con ambienti mobile wallet. Lo strumento di pagamento può ampliare le capacità di business del merchant, includendo nel terminale applicazioni a valore aggiunto per poter profilare la propria clientela, migliorando la conoscenza del consumatore attraverso processi di fidelizzazione.


#eFINANCE La smaterializzazione del SE indebolisce il controllo delle telco
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D-payment e sicurezza

Secondo l’indagine OVUM, “2016 Trends to Watch: Payments”, nel prossimo anno, il 61% degli istituti punterà a un numero crescente di risorse su soluzioni biometriche e di sicurezza per far fronte al nuovo mercato dei d-payment. Le ragioni principali di tale tendenza a livello globale sono: la sempre maggiore necessità di sicurezza, il cambiamento delle abitudini dei consumatori, le transazioni P2P in tempo reale e l’avvento della tecnologia blockchain, nonché la proliferazione di nuove interfacce e piattaforme. OVUM ritiene che la vera sfida riguardi soprattutto il meccanismo dell’instant payment, che rappresenterà una ghiotta opportunità di generare valore solo se sarà garantito in termini di efficacia, rapidità e, naturalmente, di data protection. In particolare, le soluzioni biometriche, insieme a nuovi strumenti di geolocalizzazione, costituiscono una priorità per il 34% delle banche. Il rapporto sottolinea anche l’importanza che rivestirà, nel prossimo futuro, la tecnologia blockchain (la tecnologia che abilita le crittovalute come Bitcoin) nell’economia distribuita e nei servizi finanziari.

Per quanto riguarda la sicurezza, da alcuni anni, il Consorzio PCI – costituito da American Express, Discover Financial Services, JCB, MasterCard Worldwide e Visa International – ha promosso lo standard PCI (Payment Card Industry), e in particolare il PCI-DSS (Payment Card Industry – Data Security Standard), per uniformare le modalità di gestione della sicurezza di dati, carte e in generale di d-payment. E’ anche attesa l’entrata in vigore delle specifiche in corso di emanazione da parte della BCE, che obbligheranno entro il primo febbraio 2017, a nuove e più stringenti misure di sicurezza. L’ambito soggettivo e quello oggettivo delle nuove regole saranno parimenti applicabili ai nuovi soggetti TPP (Third Party Payment provider) e al nuovo servizio di PI (Payment Institution). «Sicurezza e facilità d’uso delle soluzioni di pagamento devono essere le linee guida dei progetti di sviluppo del comparto legato ai d-payment» – afferma Enrico Belgini di Cedacri. «In particolare, lo sviluppo di nuovi strumenti richiede sempre di più l’utilizzo di tecnologie evolute di sicurezza dei sistemi di autenticazione da parte della clientela». Cedacri segue questo approccio, garantendo metodi di autenticazione light per i piccoli importi, modelli di strong authentication per le normali transazioni e abbinando a entrambi sistemi di detection e monitoraggio delle operazioni effettuate dai clienti con i diversi strumenti. «Prima di tutto, è fondamentale l’identificazione sicura del soggetto che accede al servizio di pagamento» – spiega Vincenzo Romeo di Ingenico Italia. «Come diceva un famoso esperto di sicurezza, risolvi il problema dell’identità e il servizio di pagamento sarà solo un problema di accounting». La PSD2 dedica molto spazio ai requisiti di sicurezza: codici dinamici, doppio fattore di autenticazione, canali informativi separati, etc. La sfida, però, è anche quella di mantenere semplice e fluida l’esperienza dell’utente. «Il secondo aspetto riguarda l’hardware – prosegue Romeo – ed emerge direttamente dalla nostra esperienza sul mobile POS, la cui soluzione è ormai affermata in Italia ed Europa. Quello che chiamiamo “point to point encryption” non significa altro che proteggere da un lato un piccolo dispositivo hardware low cost nelle mani dell’utente (da un punto di vista logico e fisico) e dall’altro lato assicurare il server applicativo per poter esentare dalle protezioni tutti gli altri elementi intermedi della catena». E’ un concetto applicabile e riutilizzabile in vari contesti e servizi di pagamento.


#eFINANCE Pagamenti digitali, cresce anche la domanda di sicurezza
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«Il successo di metodi di pagamento innovativi come d-payment e m-payment in futuro, saranno determinati quasi interamente dal livello di fiducia dei consumatori» – sottolinea Andrea Serra di Verifone Italia. «È cruciale avere una piattaforma di trasparenza, fluidità e sicurezza, per proteggere tutti gli utenti dei servizi di pagamento, grazie anche alla PSD2». L’evoluzione dei sistemi di pagamento permette di facilitare la fluidità delle transazioni, modernizzare le abitudini di pagamento dei cittadini e delle imprese, e promuovere la crescita economica. Per beneficiare di questi servizi è, però, fondamentale conoscere le norme previste per l’utilizzo degli apparecchi, dal punto di vista del consumatore, l’azienda o la banca. «E’ importante facilitare l’accesso ai fogli informativi corrispondenti ai prodotti/servizi – spiega Serra – per spingere consumatori e aziende a seguire le istruzioni d’uso date dai prestatori e conoscere gli obblighi e i diritti previsti per l’utente». Esiste, infatti, un problema generalizzato di conoscenza dei d-payment da parte del consumatore. Molti erroneamente ritengono che questi siano meno sicuri del contante, quando è vero il contrario. Altri hanno paura della potenziale tracciabilità e della non adeguata tutela della privacy. Altri ancora temono di perdere il controllo sulla spesa oppure che qualcuno con procedure truffaldine possa svuotare il conto in banca. Tutto ciò dimostra la scarsa conoscenza dei d-payment e di contro la necessità di una comunicazione adeguata e formazione. Bisogna, inoltre, incentivare maggiormente la facilità d’uso e l’intuitività dei singoli strumenti. In tal senso, riveste grande rilevanza il passaparola per raccontare le esperienze di successo e i vantaggi. Il rischio frodi sulle carte bancarie in Italia è di appena lo 0,019 su 100 transazioni e il 90% dei pagamenti è rappresentato dai micro-payment con un importo al di sotto di 25 euro per singola transazione.

Conclusioni

Serve una seria politica industriale per il settore dei pagamenti digitali e una conseguente azione di promozione dell’offerta. Occorre considerare che c’è una stretta correlazione matematica tra uso dei d-payment ed economia sommersa. Con l’uso massiccio di questi strumenti si avrebbe un risparmio annuo di oltre 15 miliardi di cui godrebbero anche i consumatori. Inoltre, sono fondamentali gli standard condivisi che garantiscano una maggiore interoperabilità e concorrenza. Più della via dell’obbligo normativo, già tentata nel recente passato, occorre una massiccia campagna di comunicazione, informazione e formazione, accompagnata dalla riduzione dei costi e delle commissioni e dalla individuazione di opportuni incentivi resi ben evidenti ai consumatori. In tal modo, gli italiani utilizzerebbero sicuramente i d-payment. Insomma, tutto ciò significa che bisogna fare sistema con una politica industriale seria e mirata. Solo così si può fare la “guerra al contante” e far diventare i d-payment una vera opportunità per il Paese.

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1&1 garantisce pagamenti online sicuri con SEPA https://www.datamanager.it/2015/06/11-garantisce-pagamenti-online-sicuri-con-sepa/ Wed, 10 Jun 2015 09:57:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75985 Massima sicurezza nei pagamenti online con 1&1 grazie all’addebito diretto SEPA Ogni semplice acquisto online di prodotti o servizi prevede una varietà di metodi di pagamento. I più utilizzati sono la transazione con carta di credito o paypal. Da oggi 1&1 mette a disposizione un metodo che assicura al cliente il massimo della sicurezza nel […]

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Massima sicurezza nei pagamenti online con 1&1 grazie all’addebito diretto SEPA

Ogni semplice acquisto online di prodotti o servizi prevede una varietà di metodi di pagamento. I più utilizzati sono la transazione con carta di credito o paypal. Da oggi 1&1 mette a disposizione un metodo che assicura al cliente il massimo della sicurezza nel trasferire denaro senza essere coinvolto direttamente nel pagamento, in quanto sarà il fornitore a gestire tutto il processo. Questo metodo di addebito diretto si chiama SEPA e figura tra le opzioni nel Pannello di Controllo del sito internet.

Il massimo della semplicità e della sicurezza in un’unica soluzione

Le aziende che offrono l’addebito diretto SEPA hanno l’obbligo di superare una serie di rigidi processi di sicurezza, per garantire ai clienti il metodo di pagamento più sicuro in assoluto e far loro dormire sonni tranquilli.

Per diventare fornitore del servizio, quindi, 1&1 ha dovuto superare un processo di valutazione ed essere oggetto di un accurato monitoraggio da parte della banca.

Con il sistema SEPA i pagamenti vengono processati automaticamente, in modo che gli utenti non debbano mai rischiare le conseguenze di un pagamento fatto in ritardo e, ad esempio, ricevere fastidiosi reminder, multe, ecc…

Un altro vantaggio: la maggior parte delle banche garantisce il rimborso in caso di errore – il ché significa pieno controllo e assoluta sicurezza per tutti i clienti.

I clienti 1&1 possono facilmente impostare l’addebito diretto SEPA nella sezione dedicata, presente nell’Area Clienti del sito. Per farlo, è sufficiente effettuare il login ed impostare il metodo di pagamento nella finestra “I miei dati”, “Impostazioni Utente”, inserire i dati contrattuali, l’IBAN e procedere al set up.

Per maggiori informazioni ti invitiamo a visitare il sito internet di 1&1 alla pagina:  aiuto.1and1.it

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Sistemi di pagamento. Nuovi servizi e prospettive https://www.datamanager.it/2015/04/sistemi-di-pagamento-nuovi-servizi-e-prospettive/ Mon, 20 Apr 2015 13:20:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=73026 A trainare la crescita sono soprattutto gli strumenti di pagamento innovativi. In Europa, la SEPA consente di offrire strumenti sicuri e affidabili a costi competitivi e con nuovi modelli funzionali La disponibilità di sistemi di pagamento sicuri, facili da usare e poco costosi è uno degli elementi fondamentali per l’affermazione su larga scala delle transazioni […]

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A trainare la crescita sono soprattutto gli strumenti di pagamento innovativi. In Europa, la SEPA consente di offrire strumenti sicuri e affidabili a costi competitivi e con nuovi modelli funzionali

La disponibilità di sistemi di pagamento sicuri, facili da usare e poco costosi è uno degli elementi fondamentali per l’affermazione su larga scala delle transazioni elettroniche e dell’economia digitale. Lo sviluppo dell’e-commerce trova ancora oggi un ostacolo nei sistemi di pagamento e l’utilizzo delle carte bancarie (credito, debito e prepagate), soprattutto in Italia, lascia molto a desiderare. L’ultima relazione della Banca d’Italia ha evidenziato che il numero delle operazioni effettuate con strumenti di pagamento diversi dal contante cresce lentamente e su 100 pagamenti, 85 sono ancora in contanti. Nel 2013, in particolare in Italia, sono state regolate solo 75 operazioni pro capite con strumenti alternativi al contante, contro le 194 dei paesi dell’area dell’euro. Gli utenti attivi sull’home banking sono stati circa 33,9 milioni con circa 2,5 milioni di imprese (1,7 milioni usano il Corporate Banking Interbacario). L’e-commerce ha raggiunto in Italia i 14 miliardi di euro di fatturato, con un tasso annuo di crescita di oltre il 20% (dati del Consorzio Netcomm).


#pagamentielettronici Vincenzo Romeo @ingenico «Tecnologie e standard ormai maturi»
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Il mercato dei servizi

Il mercato dei servizi di pagamento si sta aprendo a nuove opportunità e vede l’avvento di nuovi attori. A trainare la crescita sono soprattutto gli strumenti innovativi via Internet e mobile. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’innovazione è però ancora in fase embrionale e anche gli e-payments si stanno spostando verso il cloud computing. Visa e Mastercard, ma anche Google, per esempio, stanno adottando l’HCE (Host Card Emulation), una tecnologia ad architettura aperta basata sul cloud computing che consente di effettuare pagamenti anche in combinazione con la tecnologia NFC (Near Field Communication). Con l’HCE è possibile gestire transazioni sicure affrancandosi dal supporto hardware del “Secure Element” (SE) ospitato nel cellulare. La smaterializzazione del SE indebolisce la dipendenza dei pagamenti da una SIM fisica, e quindi dal controllo delle compagnie telefoniche.


#pagamentielettronici Enrico Belgini @cedacri «La SEPA è il punto di partenza»
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Per quanto riguarda la domanda, Juniper Research, con la sua recente ricerca sul tema, afferma che circa 2 miliardi di utenti a livello globale compreranno tramite mobile entro il 2018. L’offerta è caratterizzata da prodotti emergenti come: Google Wallet, PayPal, Apple Pay, Samsung Pay, Alipay, Android Pay, Bitcoin e le altre e-money, che potrebbero imporsi a livello mondiale e, quindi, anche sul mercato europeo, come standard de facto. Tali sistemi, infatti, pur essendo meno regolamentati e controllati di quelli europei sono nati per essere globali. Talune indiscrezioni fanno credere a un prossimo accordo tra Apple e Alibaba Group, mediante il suo sistema Alipay, che già vanta partnership con 200 società creditizie cinesi. Il patto potrebbe traghettare Apple Pay in Cina in tempi brevi. Samsung Pay gode, invece, di accordi specifici con Visa e, inoltre, per gli m-payment ha acquisito la società leader Looppay. Google sta pensando a nuovi servizi da includere nei suoi Google Wallet, ha appena definito Android Pay e ha acquistato la tecnologia Softcard: la joint venture creata nel 2010 dagli operatori telefonici AT&T, Verizon e T-Mobile Usa. Attualmente, il sistema Google è utilizzato in circa 200mila punti vendita statunitensi, tra cui Subway e McDonald’s. Oltre ai sistemi richiamati, ci sono poi le e-money, tra cui spicca Bitcoin, che alcuni grandi merchant, come Dell, Expedia e Showroomprive accettano già per i pagamenti.


#pagamentielettronici Liliana Fratini Passi @ConsorzioCBI «Grande attività nel segmento B2B e B2G»
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Multicanalità e sicurezza

Vincenzo Romeo, innovation & technologies director di Ingenico Italia si dichiara perfettamente d’accordo sulla forte spinta innovativa e ritiene che il 2014 è stato un anno molto ricco di innovazioni. «Tecnologie e standard ormai maturi quali NFC ed EMV hanno trovato nuove implementazioni: dall’HCE, citato, introdotto da Google sulla piattaforma Android che facilita la distribuzione dei mezzi di pagamento NFC sugli smartphone, ad Apple Pay, che ha integrato NFC, biometria e tokenizzazione per i pagamenti con i POS e per i pagamenti online nelle App». Si è visto anche il consolidamento delle soluzioni di mobile POS, ovvero la possibilità di usare lo smartphone per accettare i pagamenti con carte grazie a un terminale POS portatile di piccole dimensioni, soluzioni in cui Ingenico Italia è stata particolarmente attiva e innovativa. «Stanno emergendo soluzioni di pagamento “multicanale” – continua Romeo – in cui l’esperienza di acquisto e di pagamento in-store, online e mobile, si integrano e creano nuove opportunità di vendita per i merchant e maggiore comodità per il cliente». In questo contesto estremamente dinamico, che ha bisogno di standard di interoperabilità per la natura stessa dei sistemi, gli sforzi da parte di organismi come EMVCo e PCI SSC si stanno concentrando sulla tokenizzazione, per usare sui TRE canali (online, mobile e fisico) dei token che sono “surrogati” dei numeri delle carte di credito, per ottenere maggiore sicurezza e flessibilità.


#pagamentielettronici Alessandro Poerio di Oberthur Technologies: «Presidiare la filiera del pagamento»
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Inoltre, in ambito europeo, si stanno consolidando gli standard EPAS, per garantire interoperabilità ai sistemi di accettazione di carte, distribuiti su più paesi. Ingenico ha avviato due progetti basati su questi standard, con due importanti operatori, Carrefour e Auchan. I progetti prevedono l’avvio a breve delle fasi pilota in Francia, Spagna e Portogallo per essere poi estesi ad altri paesi. Il vantaggio per le banche è di poter offrire servizi di pagamento con un’unica soluzione paneuropea. «In questo ambito, gli aspetti riguardanti la protezione dei dati sensibili e l’identificazione sicura del titolare della carta sono particolarmente determinanti» – sottolinea Romeo. «Si stanno diffondendo soluzioni di tokenizzazione per la protezione dei dati e anche l’uso di tecnologie biometriche potrebbero aumentare la “confidence” nell’uso dello strumento di pagamento». Un ulteriore aspetto importante è quello delle certificazioni dei sistemi: ogni soluzione deve essere validata e confrontata con requisiti, standard e best practices emessi periodicamente dagli enti preposti (PCI SCC, BCE, CE). «Le innovazioni sui servizi e sui sistemi di pagamento pongono sempre nuove sfide di sicurezza» – spiega Romeo. «Lo standard PCI P2PE (Point-to-Point Encryption), per esempio, consente l’uso di dispositivi “open” e non fisicamente sicuri (es. smartphone, pc o registratori di cassa) individuando i componenti critici da validare». Il software del terminale POS è fondamentale per la sicurezza, insieme all’hardware, e deve essere certificato da laboratori accreditati. Ingenico Italia ha lavorato molto in questa direzione e ha ottenuto la certificazione PCI P2PE per l’applicazione bancaria dei propri terminali.


#pagamentielettronici Maurizio Martinozzi @TrendMicroItaly : «Soluzioni IT più avanti delle norme»
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SEPA e scenario europeo

L’Europa sta facendo, da tempo, enormi sforzi per normare l’area degli e-payments e la loro sicurezza ma, come è stato sottolineato, questo è un comparto globale per definizione che va dagli USA alla Cina. L’arrivo in Europa di sistemi meno sicuri e, con un diverso modello di business, in taluni casi, con l’accordo dei circuiti delle carte, può rivoluzionare il mercato disintermediando sia le banche che altri operatori. Dopo i grossi sforzi e gli investimenti fatti dai circuiti e dalle banche per aumentare la sicurezza (come, per esempio, la soluzione Chip&PIN), l’attenzione si sposta ora sui nuovi m-payments e diventa condizione imprescindibile al fine di consolidare la confidenza dei merchant e degli utilizzatori verso le nuove tecnologie. La sfida per l’offerta di soluzioni competitive in Europa si gioca sulla compatibilità con le norme e gli standard ma soprattutto sulla sicurezza e l’affidabilità.


#pagamentielettronici In Italia, 85 su 100 sono ancora in contanti
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La definizione della SEPA (Single Euro Payments Area) – l’area unica europea dei pagamenti in euro, coordinata tecnicamente dall’EPC (European Payment Council) – ha messo in moto un meccanismo abilitante per realizzare sistemi innovativi, uniformi e interoperabili a livello europeo. A fine 2007 è stata emanata la direttiva 2007/64/CE PSD (Payment Services Directive) che ha fissato i principi fondamentali e le norme per il contesto SEPA. Attualmente, si sta licenziando la direttiva PSD2 che disegnerà il nuovo quadro normativo al fine di: aumentare la possibilità di scelta di uno strumento di pagamento in capo al consumatore, incrementare la sicurezza e ridurre i costi. Ampliare l’opportunità di scelta, significa incoraggiare la competizione sia fra prestatori di servizi di pagamento – bancari e non – sia tra gli strumenti di pagamento stessi. Il quadro normativo si amplia con i servizi e la gamma di attività esercitabili dai cosiddetti Istituti di Moneta Elettronica (IME) e Payment Institution (PI), consentendo di prestare servizi di pagamento e svolgere talune attività finanziarie senza doversi trasformare in banche. È anche attesa l’entrata in vigore delle specifiche, in corso di emanazione da parte della BCE, che obbligheranno entro il primo febbraio 2017, a nuove e più stringenti misure di sicurezza. L’ambito soggettivo e oggettivo delle nuove regole sarà applicabile allo stesso modo ai nuovi soggetti TPP (Third Party Payment Provider) e al nuovo servizio di Payment Initiation, previsti dalla PSD2, coinvolti in una transazione di mobile payment. Sul mercato, le istituzioni finanziarie europee si sono attivate per mettere a disposizione dei clienti una serie di soluzioni innovative per l’e-payments degli acquisti fatti sul web. In particolare, su iniziativa EBA, si propongono sistemi come MyBank: soluzione di pagamento paneuropeo messo a punto da EBA Clearing. MyBank consente ai clienti di pagare direttamente dal proprio home banking tramite bonifico istantaneo senza cessione di credenziali. Il 2014 è stato anche l’anno di Jiffy, la soluzione di SIA che permette di effettuare trasferimenti di denaro via smartphone in tempo reale a un beneficiario identificato dal numero di telefono e con disponibilità dei fondi immediata. In Austria, Germania e Svizzera sono molto diffusi pagamenti da conto corrente come Sofort e MyBank.


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Un punto di partenza

«La SEPA deve essere considerata un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi servizi e strumenti paneuropei da mettere a disposizione della clientela in modo semplice ed economico» – afferma Enrico Belgini, product manager monetica e sistemi di pagamento di Cedacri. L’evoluzione dell’offerta del Gruppo Cedacri ha cercato, in effetti, di agevolare le banche nel perseguire questo obiettivo, aggiungendo nuovi prodotti che si distinguono per un facile utilizzo nei diversi canali senza pregiudicare la sicurezza. «Il sistema bancario europeo ha definito la SEPA al fine di adottare degli standard europei» – prosegue Belgini. «Non occorrono di conseguenza nuovi standard, ma l’applicazione della SEPA stessa». Nello sviluppo e integrazione di nuovi strumenti di pagamento, l’impiego di tecnologie di strong authenticaton rappresenta inoltre una buona base per la sicurezza delle operazioni. «Serve in ogni caso – afferma Belgini – un equilibrio tra sicurezza e facilità d’uso, che le banche devono trovare in relazione alle esperienze d’acquisto e di utilizzo degli strumenti stessi». Un livello di sicurezza “light” è stato individuato da Cedacri quale soluzione migliore per gli acquisti di importo limitato. In questi casi, la mitigazione del rischio è ottenuta grazie a sistemi di monitoraggio delle operazioni effettuate dai clienti con diversi strumenti e dai diversi canali.

Anche nel segmento B2B e B2G, per gli incassi e i pagamenti, si è vista una grande attività. Liliana Fratini Passi, direttore generale del Consorzio CBI spiega che «il Consorzio CBI – ancor prima che l’EPC definisse l’adozione dello standard ISO 20022 XML – aveva già adottato l’XML come linguaggio per la veicolazione delle richieste di servizio sulla propria rete, in quanto in grado di rispondere alle esigenze di mercato e di interoperabilità a livello domestico e cross-border». Tale posizione è stata fortemente sostenuta dagli istituti finanziari consorziati e dalle aziende operanti sul CBI, alle quali il consorzio fornisce continuo supporto sia per l’erogazione dei nuovi servizi XML sia per le procedure di conversione dai vecchi formati legacy. Sulla base del Regolamento UE n. 260/2012 (c.d. “SEPA end-date”), combinato con le disposizioni attuative della Banca d’Italia riguardo all’utilizzo obbligatorio di XML sulla tratta cliente-banca, tipica dell’operatività CBI, le aziende saranno obbligate a migrare le operazioni di bonifico al dettaglio e incasso diretto ai nuovi formati SEPA a partire dal primo febbraio 2016. «Il consorzio CBI – continua Fratini Passi – fornirà il proprio know-how alle aziende e alle associazioni di categoria per il completamento delle attività legate alla SEPA, che di certo vedrà nei prossimi mesi del 2015 una forte accelerazione e un elevato impegno degli utenti dei servizi di pagamento CBI». A tale impegno, peraltro, corrisponderà un elevato valore in termini di armonizzazione delle procedure di pagamento e incasso a livello UE ed evoluzione delle tesorerie aziendali, le quali potranno essere configurate in modo sempre più efficiente grazie alla diffusione su larga scala dei nuovi strumenti paneuropei. Anche l’Agenzia per l’Italia Digitale ha recentemente pubblicato le linee guida che indicano le modalità con cui tutte le PA dovranno adeguarsi, entro dicembre 2015, alla fatturazione elettronica e, quindi, anche all’adozione degli e-payments. L’Agid ha predisposto il logo “pagoPA” per identificare il sistema e individuarne i soggetti aderenti sia per enti creditori sia per prestatori di servizi di pagamento.


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Sicurezza e affidabilità

Esiste, però, un problema di conoscenza e percezione della sicurezza degli e-payments da parte del consumatore. «La sicurezza e l’affidabilità dei pagamenti costituiscono un elemento fondamentale» evidenzia Alessandro Poerio, amministratore delegato di Oberthur Technologies Italia. «Occorre proteggere adeguatamente i dati e prevenire le frodi in ogni singola fase della filiera del pagamento». La sicurezza è la caratteristica che può fare la differenza tra la percezione di innovazione “positiva” e “negativa” e contribuire in misura determinante al successo di soluzioni innovative. «Negli ultimi anni – prosegue Poerio – le frodi legate alle carte hanno suscitato forte preoccupazione tanto fra i consumatori quanto nel settore finanziario. Il fenomeno ha subito una profonda trasformazione, soprattutto in Europa dove è stato rilevato un tasso di crescita delle frodi su Internet, pari a circa il 60% (dati BCE)». Una nuova modalità di frode online riguarda soprattutto la modalità di “card not present” (CNP), dove i dati del titolare sono recuperati con mezzi ingannevoli dagli hacker e utilizzati per i pagamenti elettronici a distanza, nei quali il merchant non può controllare fisicamente la carta e gli elementi di sicurezza presenti sulla stessa. «Tra i dati del titolare – afferma Poerio – uno tra i più sensibili che viene utilizzato nella transazione online è il codice di sicurezza posto al retro della carta e denominato dai vari circuiti in modi differenti: CVV2, CVC2, CID, CSC». Oberthur Technologies ha sviluppato una soluzione innovativa e sicura, una carta dotata di codice di sicurezza dinamico. La carta ha un mini display al retro, il codice di sicurezza è sempre visualizzato, non occorre premere alcun tasto e cambia automaticamente dopo un intervallo di tempo predeterminato dall’issuer. «Per il cliente, la carta risulta a tutti gli effetti come un carta di credito tradizionale» – spiega Poerio. La modalità di utilizzo resta la stessa ed è semplice e rassicurante per l’utente finale, trasparente per il merchant, rafforza l’immagine dell’issuer e incrementa l’utilizzo online riducendo drasticamente le frodi». La soluzione è disponibile per carte EMV, duali e contactless.


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Gli fa eco Maurizio Martinozzi, manager sales engineering di Trend Micro. «La SEPA è una iniziativa molto ambiziosa ma l’Italia non utilizza ancora in maniera sufficiente i sistemi di pagamento elettronici». Le tecnologie per l’affermazione degli e-payments sono, in effetti, già presenti, ma sono molto più avanzate rispetto agli aspetti normativi. «La disponibilità di diverse piattaforme smartphone – continua Martinozzi – è un fattore abilitante per la diffusione degli e-payments, ma ovviamente la quantità di modelli è anche un rischio perché rende disponibile una grande varietà di malware e attacchi che vanno a colpire le singole piattaforme». Anche in questo caso, le tecnologie per prevenire e difendersi sono già presenti. «L’obiettivo – afferma Martinozzi – è di fornire tecnologie che si occupino sia della sicurezza sia della gestione delle diverse piattaforme e device». Trend Micro propone per un uso più personale la soluzione Mobile Security, mentre supporta la gestione dei dispositivi aziendali con Safe Mobile Workforce, in grado di virtualizzare il dispositivo, che viene così gestito da un’infrastruttura IT che controlla anche gli aspetti di sicurezza, separando le informazioni personali da quelle aziendali.

Conclusioni

Risulta evidente che l’offerta internazionale di e-payments è caratterizzata da prodotti emergenti che potrebbero imporsi a livello mondiale e, quindi, anche sul mercato europeo, come standard de facto. Tali sistemi, infatti, pur essendo meno regolamentati e controllati di quelli europei, sono nati per essere globali. L’Europa sta facendo enormi sforzi per normare quest’area e la loro sicurezza ma, come è stato sottolineato, questo è un comparto globale per definizione. L’arrivo in Europa di sistemi meno sicuri e, con un diverso modello di business, in taluni casi, con l’accordo dei circuiti delle carte, può rivoluzionare il mercato, disintermediando sia le banche che altri operatori. Serve, quindi, una seria politica industriale europea per il settore e occorre concepire anche in Europa prodotti globali. Occorre poi considerare che c’è una stretta correlazione matematica tra uso degli e-payments, economia sommersa e sviluppo. Sono, inoltre, fondamentali gli standard condivisi che garantiscano una maggiore interoperabilità e concorrenza. Più della coercizione, già tentata nel recente passato, serve, quindi, anche una massiccia campagna di comunicazione, informazione e formazione, accompagnata dalla riduzione dei costi e delle commissioni e dalla individuazione di opportuni incentivi resi ben evidenti ai consumatori. Solo così si può fare la “guerra al contante” e far diventare gli e-payments una vera opportunità. Per i sistemi di pagamento innovativi europei è fondamentale l’adeguamento alla SEPA per offrire, a costi competitivi, servizi in linea con la nuova operatività. L’area dei sistemi di pagamento innovativi è uno dei territori d’elezione dell’attività bancaria e la presenza strategica in quest’area è, e sarà sempre, irrinunciabile per l’istituzione finanziaria. Di certo, il settore della finanza e quello dell’ICT stanno operando in stretta collaborazione, in questo importante segmento di mercato.

 

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E-payments. Guerra al contante per innovare https://www.datamanager.it/2014/12/payments-guerra-contante-per-innovare/ Mon, 15 Dec 2014 13:49:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66582 L’adozione massiccia degli e-payments porterebbe 15 miliardi di risparmi. In Italia, l’incidenza dei pagamenti elettronici si attesta al 15% contro il 22% in Europa, con punte del 31%. Come colmare presto questo gap? Gli e-payments sono determinanti per il pieno funzionamento del mercato unico europeo, per lo sviluppo delle economie, nonché per l’efficienza e la sicurezza […]

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L’adozione massiccia degli e-payments porterebbe 15 miliardi di risparmi. In Italia, l’incidenza dei pagamenti elettronici si attesta al 15% contro il 22% in Europa, con punte del 31%. Come colmare presto questo gap?

Gli e-payments sono determinanti per il pieno funzionamento del mercato unico europeo, per lo sviluppo delle economie, nonché per l’efficienza e la sicurezza delle transazioni in ambito pubblico e privato. Il mercato dei sistemi di pagamento si sta aprendo a nuove opportunità e vede l’avvento di nuovi attori.

A livello internazionale, esempi di successo come Google Wallet, Apple Pay e PayPal destano qualche preoccupazione come standard de facto che potrebbero imporsi anche nel mercato europeo dove, parallelamente, si propongono sistemi come MyBank, soluzione messa a punto da EBA Clearing, in cui il pagamento sicuro avviene con bonifico istantaneo senza cessione di credenziali.

Attualmente, l’utilizzo delle carte bancarie (credito, debito e prepagate) in Italia lascia molto a desiderare. L’ultima relazione della Banca d’Italia ha evidenziato che il numero delle operazioni effettuate con strumenti di pagamento diversi dal contante continua a crescere, ma su 100 pagamenti 85 sono ancora in contanti. Nel 2013, in particolare in Italia, sono state regolate solo 75 operazioni pro-capite con strumenti alternativi al contante, contro le 194 dei paesi dell’area dell’euro. Di contro, le carte diffuse sono ben 93 milioni con oltre 50mila ATM e 1.584.000 POS.

Scenario di mercato

Il mercato dei servizi di pagamento nell’Europa a 28 sta cambiando anche sotto la spinta di fattori istituzionali, tra cui le direttive per il mercato unico e la definizione della single european payments area(SEPA), lo “spazio comune dei pagamenti”, definito dalla BCE e parte del piano Europa 2020 e della Digital Agenda.Inoltre, la recente adozione obbligatoria della fattura elettronica porterà a un beneficio potenziale, in termini di aumento di produttività, compreso tra l’uno per cento e il 4% del PIL.

Esiste, però, un problema generalizzato di conoscenza e percezione degli e-payments da parte del consumatore. Molti erroneamente ritengono che questi siano meno sicuri del contante, quando è vero il contrario. Altri hanno paura della potenziale tracciabilità e della non adeguata tutela della privacy. Altri ancora temono di perdere il controllo sulla spesa oppure che qualcuno clonando la carta possa svuotare il conto in banca. Tutto ciò dimostra la scarsa conoscenza degli e-payments e di contro la necessità di una corretta comunicazione e formazione. Il tasso di frode per l’Italia nel 2013 è appena dello 0,019% (0,017 nel 2012).

Piano industriale

Serve, quindi, una seria politica industriale per il settore. Occorre, infatti, considerare che c’è una correlazione matematica tra uso degli e-payments ed economia sommersa. Con l’uso massiccio degli e-payments si avrebbe un risparmio annuo di oltre 15 miliardi di cui godrebbero anche i consumatori. Sono, inoltre, fondamentali gli standard condivisi che garantiscano una maggiore interoperabilità e concorrenza. Più della coercizione, già tentata nel recente passato, occorre una massiccia campagna di informazione, accompagnata dalla riduzione di costi e commissioni e dalla individuazione di opportuni incentivi resi ben evidenti ai consumatori. In tal modo, si potrebbe colmare il gap di utilizzo in tempi molto brevi. Insomma, tutto ciò significa che bisogna fare sistema a livello paese con una politica industriale seria e mirata. Solo così si può fare la “guerra al contante” e far diventare gli e-payments una vera opportunità per il Paese.

E questo è il messaggio conclusivo che è emerso dal workshop “Sistema Italia Pagamenti Elettronici, opportunità per il Sistema Paese”,svoltosi l’undici novembre scorso, presso la sala delle colonne di Palazzo Marini della Camera dei Deputati a Roma. Organizzato dal Centro Ricerche Nuove Tecnologie e Processi di Pagamento (C.Ri.N.T.eP -www.crintep.it)dell’Università UNINT di Roma (www.unint.eu) l’evento ha visto un centinaio i partecipanti e sono intervenuti oltre 25 relatori, tra cui: Carlo Tresoldi, presidente comitato scientifico dell’AIIP; Maurizio Pimpinella, presidente Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica; Stefano Gigli di CartaSi; Maurizio Santacroce di Sisal; Maria Pia Giovannini di AgID; Giuseppe Verdicchio di WIND; Rita Camporeale dell’Associazione Bancaria Italiana; Marco Zechini dello Studio legale DLA Piper; Davide Steffanini di Visa Europe; Paolo Battiston di Mastercard Europe; Luciano Cavazzana di Ingenico Italia. Ha concluso i lavori Gianfranco Conte (deputato in quota PDL e già presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati), presidente del comitato scientifico C.Ri.N.T.eP.

 

 

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E-payments: opportunità per il Sistema Paese https://www.datamanager.it/2014/11/payments-opportunita-per-sistema-paese/ Mon, 17 Nov 2014 13:55:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65069 I principali risultati del workshop “Sistema Italia Pagamenti Elettronici, opportunità per il Sistema Paese” svoltosi l’11 novembre scorso, presso Palazzo Marini della Camera dei Deputati a Roma Gli e-payments sono determinanti per il pieno funzionamento del mercato unico europeo, per lo sviluppo delle economie, nonché per l’efficienza e la sicurezza delle transazioni in ambito pubblico e […]

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I principali risultati del workshop “Sistema Italia Pagamenti Elettronici, opportunità per il Sistema Paese” svoltosi l’11 novembre scorso, presso Palazzo Marini della Camera dei Deputati a Roma

Gli e-payments sono determinanti per il pieno funzionamento del mercato unico europeo, per lo sviluppo delle economie, nonché per l’efficienza e la sicurezza delle transazioni in ambito pubblico e privato. Il mercato dei sistemi di pagamento si sta aprendo a nuove opportunità e vede l’avvento di nuovi attori. A livello internazionale, esempi di successo come Google Wallet, PayPal ed Apple Pay destano qualche preoccupazione come standard de facto che potrebbero imporsi anche nel mercato europeo dove, parallelamente, si propongono sistemi come MyBank, soluzione messa a punto da EBA Clearing, in cui il pagamento sicuro avviene con bonifico istantaneo senza cessione di credenziali.

Attualmente l’utilizzo delle carte bancarie (credito, debito e prepagate) in Italia lascia, purtroppo, molto a desiderare. L’ultima relazione della Banca d’Italia ha evidenziato che il numero delle operazioni effettuate con strumenti di pagamento diversi dal contante continua a crescere ma su 100 pagamenti 85 sono ancora in contanti. Nel 2013, in particolare in Italia, sono state regolate solo 75 operazioni pro-capite con strumenti alternativi al contante, contro le 194 dei paesi dell’area dell’euro. Di contro, le carte diffuse sono ben 93 milioni con oltre 50.000 ATM e 1.584.000 POS.

Il mercato dei servizi di pagamento nell’Europa a 28 sta cambiando anche sotto la spinta di fattori istituzionali, tra cui le direttive per il mercato unico e la definizione della SEPA(Single European Payments Area), lo “spazio comune dei pagamenti”, definito dalla BCE e parte del piano “Europa 2020” e della “Digital Agenda”. Inoltre, la recente adozione obbligatoria della fattura elettronica porterà a un beneficio potenziale, in termini di aumento di produttività, compreso tra l’1% e il 4% del PIL.

2014-11-11 11.35.56

Esiste, però, un problema generalizzato di conoscenza e percezione degli e-payments da parte del consumatore. Molti erroneamente ritengono che questi siano meno sicuri del contante, quando è vero il contrario. Altri hanno paura della potenziale tracciabilità e della non adeguata tutela della privacy. Altri ancora temono di perdere il controllo sulla spesa oppure che qualcuno clonando la carta possa svuotare il conto in banca. Tutto ciò dimostra la scarsa conoscenza degli e-payment e di contro la necessità di una adeguata comunicazione e formazione. Bisogna, inoltre, incentivare maggiormente la facilità d’uso e l’intuitività dei singoli strumenti. In tal senso riveste grande rilevanza il passaparola che racconti le esperienze di successo e i vantaggi. Il rischio delle frodi sulle carte bancarie in Italia è, ad esempio, di appena lo 0,019 frodi su 100 transazioni e il 90% dei pagamenti è rappresentato dai micro-payment con un importo della singola transazione al di sotto di 25€.

Serve, quindi, una seria politica industriale per il settore. Occorre, infatti, considerare che c’è una correlazione matematica stretta tra uso degli e-payments ed economia sommersa. Con l’uso massiccio degli e-payments si avrebbe un risparmio annuo di oltre 15 miliardi di cui godrebbero anche i consumatori. Sono, inoltre, fondamentali gli standard condivisi che garantiscano una maggiore interoperabilità e concorrenza. Più della coercizione, già tentata nel recente passato, occorre, quindi, anche una massiccia campagna di comunicazione, informazione e formazione, accompagnata dalla riduzione dei costi e delle commissioni e dalla individuazione di opportuni incentivi resi ben evidenti ai consumatori. In tal modo gli italiani utilizzerebbero sicuramente gli e-payments.  Insomma, tutto ciò significa che bisogna fare sistema a livello paese con una politica industriale seria e mirata. Solo così si può fare la “guerra al contante” e far diventare gli e-payments una vera opportunità per il Paese.

Queste le principali conclusioni raggiunte nel workshop “Sistema Italia Pagamenti Elettronici, opportunità per il Sistema Paese” svoltosi l’11 novembre scorso, presso la sala delle colonne di Palazzo Marini della Camera dei Deputati a Roma. Organizzato dal Centro Ricerche Nuove Tecnologie e Processi di Pagamento – C.Ri.N.T.eP dell’Università UNINT di Roma (Università Internazionale di Roma) l’evento ha visto un centinaio i partecipanti e sono intervenuti oltre 25 relatori, tra cui: Carlo Tresoldi presidente comitato scientifico dell’AIIP; Maurizio Pimpinella presidente Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica; Stefano Gigli di Cartasi; Maurizio Santacroce di Sisal; Maria Pia Giovannini di Agid; Giuseppe Verdicchio di WIND; Rita Camporeale dell’Associazione Bancaria Italiana; Marco Zechini dello Studio legale DLA Piper; Davide Steffanini di Visa Europe; Paolo Battiston di Mastercard Europe; Luciano Cavazzana di Ingenico Italia. Ha concluso i lavori l’On. Gianfranco Conte presidente del comitato scientifico C.Ri.N.T.eP.

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Jiffy, il nuovo servizio di SIA per l’invio di denaro via smartphone che funziona come WhatsApp https://www.datamanager.it/2014/10/jiffy-servizio-per-linvio-denaro-via-smartphone-funziona-come-whatsapp/ Fri, 17 Oct 2014 15:33:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63175 La soluzione “Person to Person” lanciata da SIA permette di effettuare trasferimenti di denaro dal cellulare in tempo reale e in assoluta sicurezza associando il codice IBAN del conto al numero di telefono In occasione del SIA EXPO 2014, SIA presenta un innovativo servizio per pagamenti “Person to Person” (P2P) denominato “Jiffy” che tramite un app […]

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La soluzione “Person to Person” lanciata da SIA permette di effettuare trasferimenti di denaro dal cellulare in tempo reale e in assoluta sicurezza associando il codice IBAN del conto al numero di telefono

In occasione del SIA EXPO 2014, SIA presenta un innovativo servizio per pagamenti “Person to Person” (P2P) denominato “Jiffy” che tramite un app consente di inviare e ricevere denaro in tempo reale dallo smartphone ai propri contatti. Jiffy, dall’inglese “attimo”, è un’unità di misura che corrisponde al tempo impiegato dalla luce per percorrere un centimetro.

Grazie a questa nuova applicazione basata su bonifico SEPA, SIA lancia per prima in Europa un servizio aperto a tutte le banche operanti nell’Area Unica dei Pagamenti in Euro, potenzialmente utilizzabile da oltre 400 milioni di correntisti europei. Con Jiffy è possibile trasferire denaro ad un beneficiario identificato dal numero di telefono e la disponibilità dei fondi è immediata: infatti l’addebito e l’accredito avvengono direttamente sul conto corrente tramite un bonifico “real time” eseguito tramite l’home banking in assoluta sicurezza.

Jiffy è disponibile per smartphone con sistema operativo Android, iOS, Windows Phone e si caratterizza per la velocità e la facilità d’uso. Il nuovo sistema di pagamento digitale sviluppato da SIA può infatti essere utilizzato nelle situazioni più diverse, come ad esempio per restituire la nostra quota all’amico che ha saldato il conto del ristorante, contribuire alla raccolta di fondi per un regalo, inviare soldi ad un parente o a chi studia lontano da casa, dare la “paghetta” ai figli piccoli etc.

COME FUNZIONA

Il servizio prevede anche la possibilità di invitare utenti non ancora registrati in modo che possano ricevere denaro. – Occorre innanzitutto essere titolari di un conto corrente in una banca che aderisce al servizio. Ci si registra attraverso il portale di home banking dell’istituto fornendo il numero del cellulare da utilizzare per inviare/ricevere denaro.

Il sistema associa il codice IBAN del proprio conto al numero di telefono. A questo punto si scarica l’app di Jiffy. Si digitano le credenziali per entrare nel sistema ed il funzionamento è proprio come con WhatsApp o altri servizi similari: dopo aver visualizzato la rubrica personale dello smartphone (dove gli utenti già abilitati al servizio sono contraddistinti da una specifica icona), si seleziona il destinatario, si inserisce l’importo, un eventuale messaggio di testo e cliccando si completa l’operazione di invio.

UBI Banca è stato il primo istituto di credito in Italia ad adottare questa nuova modalità di trasferimento fondi tra i propri clienti. Completata la fase di test in corso nella città di Bergamo, il servizio verrà esteso a breve a tutte le banche del Gruppo. Al servizio P2P di SIA hanno aderito altre primarie banche italiane che rappresentano una quota di mercato di circa il 60% dei conti correnti nazionali.

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SEPA e PSD. A che punto siamo? https://www.datamanager.it/rivista/sepa-e-psd-che-punto-siamo-55516.html Thu, 17 Apr 2014 10:58:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/sepa-e-psd-a-che-punto-siamo/ Per i sistemi di pagamento innovativi è fondamentale l’adeguamento alla SEPA e PSD per offrire, a costi competitivi, servizi in linea con la nuova operatività europea. Il settore sta proponendo nuove soluzioni e nuovi modelli funzionali  L’ultima relazione annuale della Banca d’Italia (www.bancaditalia.it) ha evidenziato che il numero delle operazioni effettuate con strumenti di pagamento diversi […]

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Per i sistemi di pagamento innovativi è fondamentale l’adeguamento alla SEPA e PSD per offrire, a costi competitivi, servizi in linea con la nuova operatività europea. Il settore sta proponendo nuove soluzioni e nuovi modelli funzionali
 

SEPA e PSD. A che punto siamo?L’ultima relazione annuale della Banca d’Italia (www.bancaditalia.it) ha evidenziato che il numero delle operazioni effettuate con strumenti di pagamento diversi dal contante continua a crescere ancora troppo lentamente: in Italia su 100 pagamenti, 86 sono ancora effettuati in contanti. Nel 2012, in particolare, sono state regolate solo 73 operazioni pro capite con strumenti alternativi, contro le 188 dei paesi dell’area dell’euro, 180 dell’UE-27, 284 dell’UK e ben 367 degli USA. L’affermarsi di sistemi di pagamento più evoluti non rappresenta solo un vantaggio in termini di comodità e sicurezza, ma anche un importante volano di crescita, oltre a un risparmio di costi e al contrasto all’economia sommersa.

L’anno scorso gli utenti attivi sull’home banking sono stati circa 24,3 milioni e quasi 2,5 milioni di imprese (compreso il CBI – Corporate Banking Interbancario). Continuano a crescere anche le carte di pagamento attive (credito e debito), che sono passate dai 66,8 milioni ai 73,6 milioni dell’ultimo anno, ma con volumi di transazioni ancora troppo bassi rispetto agli altri paesi. Le transazioni di pagamento con le carte di credito, infatti, hanno registrato un valore complessivo di 135 miliardi di euro (in crescita del 10% rispetto al 2012) e di soli 15 miliardi con i mezzi di pagamento elettronici.

Secondo la ricerca di Nielsen, Connexia e School of Management del Politecnico di Milano, Multicanalità 2013, l’e-commerce in Italia ha raggiunto i 12 miliardi di euro e circa 14 milioni di utenti, con un tasso di crescita di circa il 20%. Sono 3,7 milioni gli italiani che hanno acquistato almeno 10 volte prodotti e servizi su Internet in un anno, ossia coloro per i quali l’e-commerce rappresenta un comportamento ormai abituale.

 

Le novità

Il mercato dei sistemi di pagamento si sta gradualmente aprendo a nuove opportunità e vede l’avvento di nuovi attori. A trainare la crescita sono soprattutto gli strumenti di pagamento via Internet e mobile. La diffusione di smartphone e tablet rende, infatti, particolarmente interessanti le prospettive del mobile payment. Visa e Mastercard stanno adottando l’HCE (Host Card Emulation), una tecnologia ad architettura aperta basata sul cloud computing che consente di effettuare operazioni near-field tra cui i pagamenti. In tal modo è possibile gestire transazioni NFC sicure, affrancandosi dal supporto hardware del Secure Element (SE) ospitato nel cellulare e fornito dagli operatori telefonici. La smaterializzazione del SE indebolisce la dipendenza dei pagamenti NFC da una SIM fisica, e quindi il controllo delle compagnie telefoniche, a favore di un modello più aperto che semplifica l’offerta dei servizi NFC da parte di banche, issuer e sviluppatori.

L’Agenzia per l’Italia Digitale (www.agid.gov.it) ha avviato un progetto che permetterà ai cittadini il pagamento online di multe, tributi, iscrizioni scolastiche, ticket sanitario ecc. Sono state, infatti, recentemente pubblicate le linee guida che indicano le modalità con cui tutte le PA dovranno adeguarsi, entro dicembre 2015. La digitalizzazione degli incassi della PA, invece, avverrà grazie a una piattaforma già attiva presso l’Agenzia (Nodo dei Pagamenti-SPC) e le PA vi si collegheranno tramite il Sistema pubblico di connettività (SPC). Il servizio è già funzionante con i pagamenti dei servizi della Giustizia e poi ci sarà un’adesione graduale di tutte le PA. L’introduzione di strumenti innovativi di tipo bancario, come per esempio MyBank che consente di utilizzare il bonifico bancario nel processo di acquisto online, o la soluzione proposta dal circuito PagoBancomat, completano il quadro e potranno allargare la base di potenziali utilizzatori.

 

SEPA – Single Euro Payments Area

La definizione e l’adozione della SEPA – l’area unica europea dei pagamenti in euro – coordinata tecnicamente dall’EPC (European Payment Council), ha messo in moto un meccanismo abilitante per realizzare sistemi innovativi, uniformi e interoperabili a livello europeo. Non a caso, SEPA è anche una delle iniziative di “Europa 2020” della UE. Con il passaggio a SEPA, per cittadini, imprese e PA non c’è più differenziazione tra pagamenti nazionali ed europei. Il primo febbraio scorso (secondo il regolamento UE n. 260, del 14/03/2012) la migrazione ai servizi SEPA Credit Transfer (SCT) e Direct Debit (SDD) è divenuta irreversibile e sono anche cessati taluni servizi nazionali.

In effetti, il Parlamento europeo il 4 febbraio ha approvato un nuovo regolamento della Commissione europea che emenda il precedente e, di fatto, ha introdotto un periodo ulteriore di transizione che consente di accettare ancora per sei mesi gli schemi legacy nazionali di CT e DD. Il Consiglio Europeo ha approvato la nuova misura il 18 febbraio e in virtù di tale novità ogni paese membro può adottare una propria posizione per accettare i formati nazionali entro il primo agosto di quest’anno.

«La SEPA è stata realizzata con lo scopo di creare un’area unica per i pagamenti e gli incassi in euro. Ciò sta producendo significativi impatti non solo sull’operatività degli istituti bancari, ma anche nella gestione dei flussi di cassa delle aziende, degli esercizi commerciali e della PA, nonché nella vita dei singoli consumatori» – afferma Enrico Belgini, product manager monetica e sistemi di pagamento di Cedacri (www.cedacri.it). Certamente, è stato di particolare rilievo l’impatto che le nuove normative hanno avuto sui soggetti bancari, chiamati ad adeguare tutti i sistemi e le procedure coinvolte nella gestione dei pagamenti internazionali.

«In questo senso – continua Belgini – fin dal 2012 come Cedacri siamo stati al fianco delle banche clienti per accompagnarle in questo percorso evolutivo. In particolare, ci siamo attivati per far evolvere il nostro sistema informativo, in modo da adempiere a tutte le disposizioni prescritte dal regolamento 260/2012». L’approccio alla migrazione agli schemi SCT e SDD ha previsto un adeguamento dei sistemi e un roll out progressivo a partire dal 2013 e questo al fine di garantire un monitoraggio puntuale sui volumi/performance e di rispettare tempistiche coerenti con le modifiche intervenute nei processi bancari. La SEPA è stata anche uno strumento abilitatore di nuovi servizi di pagamento paneuropeo (per esempio MyBank) che Cedacri ha sviluppato per le proprie banche clienti con l’obiettivo di supportarle nello sviluppo di nuove linee di business.

«La SEPA in Italia non ha ancora portato le innovazioni e le modifiche strutturali necessarie alle nuove logiche di business» – sottolinea Roberto De Flumeri, offering manager treasury & credit di Gruppo Formula (www.formula.it). Oggi, parlare di SEPA non basta, le banche e gli istituti di pagamento devono pensare all’e-SEPA. Da luglio 2013, è pronta la PSD2 in cui si introducono novità importanti come vincoli di commissioni sulle carte di credito, maggior spinta alla competizione tra istituti, tutela di “autenticazione” dei consumatori, con un focus sulla maggior diffusione di pagamenti elettronici. «La risposta che le banche devono fornire con la PSD2 – prosegue De Flumeri – non è di sola conformità, ma di innovazione e sicurezza. Saranno proprio i pagamenti elettronici la vera sfida dei prossimi anni, da giocare identificando come alleato un fornitore come Formula, in grado di conoscere non solo le regole delle istituzioni finanziarie, ma anche le logiche delle imprese per una innovazione sostenibile».

L’integrazione è fondamentale per la financial value chain sia degli istituti di pagamento sia delle imprese e dei consumatori. «Parlare di SEPA senza parlare di fatturazione elettronica o firma digitale significa limitarsi ad adempiere a un obbligo senza coglierne le opportunità» – dice De Flumeri. «Utilizzare standard domestici è un limite per le imprese e per le relazioni bancarie e rallenta un processo di armonizzazione e semplificazione già in atto in altri paesi».

Gli fa eco Alessandro Cavalli, direttore generale di Triveneto Bassilichi (www.bassilichi.it): «La SEPA – che ha trovato attuazione nella direttiva PSD con l’introduzione della nuova figura della payment istitution – ha cominciato a determinare un aumento della concorrenza nel settore dei servizi di pagamento con l’ingresso di nuovi player operanti anche a livello internazionale». Questo ha favorito l’aumento dei servizi offerti dalle banche e al contempo la loro portata innovativa oltre a una maggiore trasparenza nei confronti dei clienti. «A nostro avviso – continua Cavalli – la proposta di revisione della PSD, con l’introduzione di un tetto massimo sulle interchange fee per i pagamenti con carte di debito e credito, darà ulteriore impulso alla lotta all’uso del contante, ma introdurrà qualche tensione sul modello di business delle banche».

Per quanto riguarda i pagamenti con carte di debito o credito, permangono le barriere tecnologiche legate alla presenza di standard e certificazioni diverse in ogni paese che rendono più complessa la diffusione dei servizi paneuropei. In futuro, è auspicabile anche una regolamentazione a livello comunitario delle modalità di gestione e della sicurezza relativa al mobile payment e mobile wallet che vedono ad oggi una notevole frammentazione del mercato, con conseguente difficoltà di diffusione degli stessi.

«L’affermazione di servizi di pagamento innovativi, quali l’ecosistema mobile – afferma Cavalli – è strettamente legata alla semplicità e convenienza di utilizzo. Queste caratteristiche devono essere sviluppate garantendo i massimi livelli di sicurezza, in modo da creare un clima di fiducia negli utenti ed evitare “incidenti” di sicurezza che potrebbero rallentarne la diffusione». Su questi aspetti, le banche possono e devono svolgere un ruolo di primo piano, sfruttando l’elevato grado di fiducia di cui continuano a godere. Per Paolo Valentini, analysis and research department specialist di Piteco (www.pitecolab.it), i clienti si aspettano importanti benefici dalla evoluzione SEPA. E questo significa «un maggior supporto all’operatività in ambito europeo e una migliore automazione e razionalizzazione di tutti i processi». La migrazione ha reso obsoleto il concetto di “confine domestico”, permettendo alle imprese di utilizzare strumenti di pagamento comuni a livello europeo con la stessa facilità e sicurezza con cui utilizzavano quelli nazionali. «L’uso dell’SDD è in grado di estendere tutte le funzionalità del servizio RID (Rapporto Interbancario Diretto) all’intera area SEPA, e l’SDD one-off consente alle imprese italiane di trasformare un bonifico di iniziativa terza in un pagamento di iniziativa propria, permettendo per la prima volta di addebitare un conto di un cliente estero». Non solo. «L’utilizzo di un unico standard di comunicazione – spiega Valentini – consente alle aziende di cogliere i vantaggi di una maggiore automazione dei processi di riconciliazione, grazie alla garanzia che le informazioni contenute nella transazione vengono gestite in modo strutturato e trasferite in modalità end to end». Le potenzialità della SEPA sono rilevanti anche in termini di possibili razionalizzazioni (riduzione costi e rischi operativi e ottimizzazione del capitale circolante) derivanti dalla centralizzazione dei processi di pagamento e di incasso. «Con Piteco Evo, che è una suite modulare di tesoreria e pianificazione finanziaria e CBC dedicata alla gestione efficiente e sicura dei processi di pagamento delle aziende – conclude Valentini – intendiamo supportare i nostri clienti in questo delicato processo, affinché ottengano tutti quei benefici tesi a migliorare la financial value chain della loro azienda».

 

PSD – Payment Services Directive

Come noto, a fine 2007 fu emanata la direttiva 2007/64/CE sui servizi di pagamento, recepita in Italia con il decreto legge 11/2010 del 27/1/2010, che definisce i principi fondamentali e le norme per il contesto SEPA. Il 20 febbraio scorso, la Commissione per i problemi economici e monetari (ECON) del Parlamento europeo ha espresso una posizione a favore sulla proposta di revisione della PSD e sul regolamento che pone un limite alle commissioni dei pagamenti con carte. La cosiddetta PSD2 definisce maggiori possibilità di scelta dello strumento di pagamento in capo al consumatore e incrementa la sicurezza riducendo i costi.

È anche attesa l’entrata in vigore delle specifiche in corso di emanazione da parte della BCE, che obbligheranno entro il primo febbraio 2017, a nuove e più stringenti misure di sicurezza. L’ambito delle nuove regole sarà applicabile ai nuovi soggetti TPP (Third Party Payment provider) e al nuovo servizio di Payment Initiation, previsti dalla PSD2, implicati in una transazione di mobile payment.

Anche il Garante per la Privacy (www.garanteprivacy.it), lo scorso dicembre, ha predisposto le nuove regole per i pagamenti attraverso smartphone e tablet, contenute nello Schema di provvedimento generale in materia di trattamento di dati personali nell’ambito dei servizi di mobile remote payment .Il Garante si concentra in particolare sulla modalità remote di pagamento e punta l’attenzione sulla numerosità e delicatezza dei dati che tali forme di pagamento comportano.

«Gli standard sui protocolli di pagamento sono oggi particolarmente frammentati» – mette in evidenza Vincenzo Romeo, innovation & technologies director di Ingenico Italia (www.ingenico.it). Un esempio tra tutti, l’Electronic Protocols Application Software (EPAS), per i pagamenti in prossimità cross-europei. «Tutti i principali operatori – spiega Romeo – in particolare quelli presenti a livello europeo, potranno avere benefici dall’impiego di un unico sistema per l’accettazione delle carte di pagamento, riducendo i costi necessari per la selezione e la certificazione, paese per paese, della corretta tecnologia e del migliore partner bancario». Ingenico ha avviato due progetti di pagamento elettronico, basati sui nuovi standard SEPA/EPAS, con due importanti operatori europei, Carrefour e Auchan. I progetti prevedono l’avvio delle fasi pilota in Francia, Spagna e Portogallo per essere poi estesi ad altri paesi.

«I trend evolutivi più importanti dei nuovi strumenti di pagamento sono essenzialmente due» – dice Romeo. «Innanzitutto l’offerta diventa multi-canale, andando a intercettare le abitudini dei consumatori che comprano sempre più su Internet e da dispositivi mobili, mentre sul punto vendita fisico, l’offerta va a migliorare l’esperienza di pagamento, grazie a tecnologie innovative di prossimità (NFC, beacons, QRCode). Il secondo trend è dettato da come l’offerta di tali servizi si stia allargando a nuovi soggetti, che riescono ad aggregare merchant e consumatori sui vari canali». Google, Paypal, Amazon, Apple sono gli esempi principali. In tale scenario, è evidente l’importanza di standard, best practices e normative a protezione dei circuiti di pagamento e della confidenza dei consumatori negli strumenti da utilizzare, ma che non ostacolino l’innovazione.

In tal senso, le attività di organismi come il PCI Security Standards Council, così come le recenti guidelines della Comunità europea sui mobile e online payments, sono aspetti assolutamente determinanti. «Vale la pena citare in tal senso – afferma Romeo – quello che sarà un modello di security che si affermerà nei prossimi anni per i pagamenti proximity, e cioè il “point to point encryption”, andando a individuare e limitare in un certo senso, in sistemi complessi come quelli dei pagamenti elettronici, quali sono i componenti essenziali per la sicurezza e così “liberalizzando” gli altri come, per esempio, le applicazioni a valore aggiunto su smartphone». Altri aspetti importanti saranno i sistemi di “tokenizzazione” per le operazioni online, e metodi innovativi di identificazione del titolare della carta sui vari canali, a favorire la progressiva dematerializzazione degli strumenti di pagamenti.

«Nel mondo dei sistemi di pagamento si assiste a una continua evoluzione e nascita di sistemi innovativi, smart, flessibili, in grado di soddisfare le esigenze del retailer, dalla grande distribuzione sino al micro merchant e all’artigiano in mobilità» – osserva Ilario Bolis, direttore generale di VeriFone Italia (www.verifone.it). La continua ricerca di innovazione da parte dei player ha come scopo finale il miglioramento della customer experience, sia del retailer che decide di adottare un nuovo sistema di pagamento sia del consumatore finale che utilizza la propria carta o il proprio smartphone per pagare.

«L’elemento indispensabile per poter adottare uno di questi sistemi però è la sicurezza – avverte Bolis – che è imprescindibile per proteggere le transazioni e i dati sensibili della carta». Sulla base di una filiera sicura e protetta, può funzionare l’interoperabilità dei player della filiera, che si uniscono per fornire al cliente un valore aggiunto al sistema di pagamento, dal quale trarre nuove opportunità di business. Ne è un esempio concreto la soluzione Firenzecard, progettata da VeriFone e Linea Comune, ente gestore dei servizi per il comune di Firenze, che prevede l’utilizzo del terminale portatile con schermo touch a colori VX 680 per l’attivazione e la gestione della carta servizi contactless Firenzecard: un solo tap per visitare Firenze. In 72 ore, il turista ha accesso a circa 60 musei della città e utilizza autobus e tramvia illimitatamente.

 

Conclusione

Per i sistemi di pagamento innovativi è fondamentale l’adeguamento alla SEPA e PSD per offrire, a costi competitivi, servizi in linea con la nuova operatività. Il mercato dei sistemi di pagamento si sta aprendo a nuove opportunità e vede l’avvento di nuovi attori. A trainare la crescita sono soprattutto gli strumenti di pagamento via Internet e mobile. Il settore sta quindi portando a compimento progetti e modelli funzionali nuovi, mentre i piani di transizione sono in corso all’interno dei singoli Paesi. L’area dei sistemi di pagamento innovativi è uno dei territori d’elezione dell’attività bancaria e la presenza strategica in quest’area è, e sarà sempre, irrinunciabile per l’istituzione finanziaria. Di certo, il settore della finanza e quello dell’ICT stanno operando in stretta collaborazione, in questo importante segmento di mercato. 

 

LE 6 AREE SEPA

Implementare SEPA significa introdurre nuovi strumenti europei nelle seguenti aree:

  • SEPA Credit Transfer (SCT): l’EPC ha approvato la struttura di base dello schema per i bonifici SEPA, ossia il SEPA Credit Transfer Scheme Rulebook, e gli orientamenti attuativi (Implementation Guidelines);
  • SEPA Direct Debit (SDD): l’EPC ha approvato la struttura di base dello schema per gli addebiti diretti SEPA, ossia il SDD Scheme Rulebook, e le Implementation Guidelines;
  • SEPA Card Framework (SCF): In questo processo un ruolo importante è giocato dalla migrazione delle carte verso l’EMV (Europay Mastercard Visa) e la tecnologia a micro-processore;
  • SECA (Single Euro Cash Area): la realizzazione della SECA pone come obiettivo primario l’attuazione di uno spazio unico di gestione del contante in Euro;
  • IBAN: oltre agli interventi di standardizzazione, le banche hanno già sostanzialmente completato l’uso dell’IBAN e del BIC da parte dei clienti;
  • Infrastrutture CSM (Clearing and Settlement Management): l’associazione europea dei sistemi di clearing automatizzati (European Automated Clearing House Association, EACHA) ha sviluppato un quadro di interoperabilità per le infrastrutture di clearing e regolamento dei pagamenti al dettaglio con criteri che supportano l’interoperabilità tecnica dei canali di informazione e regolamento.

Per quanto riguarda gli standard di messaggio, sono stati adottati l’UNIFI ISO 20022 e l’XML. A tal proposito è stato anche siglato un accordo con SWIFT (www.swift.com) per garantire la compatibilità a livello internazionale.

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NTT DATA: SEPA tra realtà e nuove scadenze https://www.datamanager.it/news/ntt-data-sepa-tra-realt-e-nuove-scadenze-53953.html Fri, 21 Feb 2014 15:29:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/ntt-data-sepa-tra-realta-e-nuove-scadenze/ La scadenza per la migrazione alla SEPA potrebbe essere rimandata, a seguito di una proposta della Commissione Europea che consentirebbe alle imprese di continuare a effettuare pagamenti e addebiti diretti domestici sino al 1 agosto 2014

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La scadenza per la migrazione alla SEPA potrebbe essere rimandata, a seguito di una proposta della Commissione Europea che consentirebbe alle imprese di continuare a effettuare pagamenti e addebiti diretti domestici sino al 1 agosto 2014

NTT DATA, global IT innovator, sta attualmente fornendo le proprie soluzioni SEPA a molte banche, centri servizi e centri applicativi, supportando queste organizzazione nella migrazione alla SEPA, in accordo con le specifiche strategie che sono state scelte dai singoli PSP.

Nel frattempo, a causa dei tassi di migrazione europei, non sufficientemente alti per garantire una transizione agevole per consumatori e imprese verso i nuovi schemi di bonifico e addebito diretto SEPA, la Commissione Europea ha annunciato una proposta per consentire alle imprese di effettuare pagamenti e addebiti diretti domestici sino al 1° agosto 2014. Mentre la BCE ha proposto alcuni emendamenti al testo della Commissione Europea, al fine di fare maggiore chiarezza e per sottolineare che i tassi di migrazione europei alla SEPA sono comunque cresciuti in maniera molto rilevante negli ultimi mesi.

Molte banche italiane continueranno, quindi, a gestire gli addebiti diretti domestici con data scadenza non oltre il 31 luglio 2014 (salvo diverse disposizioni di Banca d’Italia), ma invitano ancora una volta i propri clienti a completare rapidamente la migrazione al SEPA Direct Debit.

Per quanto riguarda il mercato assicurativo, NTT DATA Italia sta proponendo la propria visione di Payment Platform che si pone come gateway unico dei flussi tra la Compagnia e i Provider di servizi di pagamento, rispondendo alle esigenze dei clienti di pagare in base alle loro preferenze di utilizzo dei vari strumenti e garantendo il costante aggiornamento sia delle modalità di integrazione con i Provider (es. MyBank, CBILL) sia delle esigenze di conformità (SEPA).

La Payment Platform è quindi la proposta di NTT DATA Italia per i clienti corporate delle Banche al fine di renderli “SEPA compliant” e abilitarli a una gestione di vari servizi di pagamento e dei relativi flussi di rendicontazione con un approccio “multicanale”, “multi servizio” e pronta a recepire quelli che saranno i nuovi strumenti di pagamento del prossimo futuro.

Le autorità Italiane responsabili della migrazione alla SEPA stanno monitorando attentamente la migrazione, attraverso richieste informative dirette alle società che non hanno ancora completato la transizione. A questo fine, Banca d’Italia si riserva la facoltà di richiedere alle banche informazioni puntuali per effettuare controlli mirati sullo stato di avanzamento della migrazione delle singole aziende. Altresì, Banca d’Italia ha facoltà di ridurre il periodo transitorio, anticipando la data del 1° agosto 2014, nel caso in cui lo stato di preparazione di consumatori e imprese dovesse significativamente migliorare nei prossimi mesi.

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CFO MEETING 2013. LA “FORMULA” PER I PAGAMENTI https://www.datamanager.it/rivista/cfo-meeting-2013-la-formula-i-pagamenti-45878.html Tue, 16 Apr 2013 14:01:49 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/cfo-meeting-2013-la-formula-per-i-pagamenti/ Il futuro dei processi di incasso e pagamento per le aziende al centro del road show che ha fatto tappa a Milano, dopo Genova, Padova e Bologna. Alfred Petitpierre (Gruppo Formula): «Abbattere le barriere tra gli Stati e dettare le regole per i rapporti tra fornitori di servizi di pagamento»   Archiviata la rivoluzione di […]

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Il futuro dei processi di incasso e pagamento per le aziende al centro del road show che ha fatto tappa a Milano, dopo Genova, Padova e Bologna. Alfred Petitpierre (Gruppo Formula): «Abbattere le barriere tra gli Stati e dettare le regole per i rapporti tra fornitori di servizi di pagamento»

 

Alfred Petitpierre, direttore area Finance di FormulaArchiviata la rivoluzione di “IBAN il terribile”, digerite con qualche problema le nuove direttive di Basilea, ora si prospetta una nuova scadenza, importante per tutti i direttori amministrativi e finanziari delle imprese, che può impattare sulle tesorerie in un momento già delicato a causa della crisi in atto. Per questo motivo, hanno aderito al CFO Meeting 2013 oltre 300 partecipanti tra tutti coloro che lavorano nell’ambito dell’amministrazione, finanza e controllo.

Organizzato da Gruppo Formula (www.formula.it) con il patrocinio di ANDAF (www.andaf.it), l’Associazione Nazionale Direttori Amministrazione e Finanza e di AITI (www.aiti.it), l’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa, l’incontro ha affrontato le novità di SEPA (l’area unica dei pagamenti in euro cui aderiscono oltre 30 Paesi), che fissa all’inizio di febbraio 2014 il termine ultimo per l’adozione degli standard relativi ai due principali schemi di pagamento, ossia SEPA Credit Transfer (i vecchi bonifici) e SEPA Direct Debit, tutti i precedenti sistemi incassi, tra cui i RID.

«Abbattendo le barriere tra gli Stati e dettando le regole per i rapporti tra fornitori di servizi di pagamento, SEPA può essere vista come un’opportunità e non come un semplice adeguamento agli standard europei»? La domanda è arrivata da Alfred Petitpierre, direttore area Finance di Formula, nel ruolo di moderatore della tavola rotonda iniziale.

Gli interventi si sono succeduti coinvolgendo i rappresentanti delle Associazioni e alcuni CFO di importanti realtà aziendali, come ad esempio Enrico Rao, CFO di Alpitour, Chiara Cavagna, CFO di SISAL, e Stefano Mariani, CFO di Linea Più Holding, ma anche vicepresidente di ACMI (www.acmi.it), l’Associazione dei Credit Manager Italiani.

«Non mi sembra di vedere particolari problemi creati dall’adozione dei nuovi standard SEPA – ha sottolineato Cristina Cagnazzi, vicepresidente di ANDAF Lombardia e CFO della società farmaceutica HIKMA (www.hikma.com) – se non dal punto di vista organizzativo interno all’azienda. In questo processo di trasformazione, diventano di estrema importanza i supporti informatici. In compenso, il cambiamento porterà benefici considerevoli grazie alla possibile espansione degli scambi internazionali, dovuti anche a una maggiore velocità, sicurezza e trasparenza su scala europea».

Un tema più volte affrontato da tutti i partecipanti è stato quello della gestione della liquidità aziendale, funzione vitale per ogni tipologia e dimensione di impresa e ancora più importante nel momento di crisi che stiamo ancora attraversando.

«La corretta definizione dei processi, che vanno dal controllo di gestione alla pianificazione finanziaria e al recupero crediti – ha spiegato Massimo Battistella, consigliere AITI e Group Treasurer di Telecom Italia (www.telecomitalia.com), cui si deve anche la battuta su IBAN il terribile – sono alla base di un valido approccio per le novità introdotte da SEPA. Bisogna tenere presente la necessità di intervenire tempestivamente per evitare che si inceppi il delicato sistema degli incassi, attualmente basato su RID nella maggior parte dei casi». «Essere pronti agli importanti cambiamenti nel sistema di incassi e pagamenti non è una prerogativa delle sole aziende con dimensioni internazionali» – ha evidenziato Piero Masoero, direttore Vendite e Finance di Formula. In conclusione, Roberto De Flumeri, responsabile per Formula dell’offerta di area Finance, ha parlato del software di supporto alla gestione della liquidità aziendale, illustrando le caratteristiche salienti di Sage FRP Treasury – il sistema completo per la gestione della tesoreria – e di Formula Planning, la soluzione specifica per il controllo di gestione, il performance management e la business discovery.

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