Sisal – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Feb 2024 09:11:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Sisal – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sisal inaugura “FutureS”, un appuntamento per guardare alle sfide del futuro https://www.datamanager.it/2024/02/sisal-inaugura-futures-un-appuntamento-per-guardare-alle-sfide-del-futuro/ Thu, 08 Feb 2024 09:11:07 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234608 Al centro del primo incontro l’innovazione come leva di competitività per il Paese e le aziende Sisal inaugura a Roma “FutureS”, un ciclo di incontri per stimolare il confronto con gli attori chiave sui temi che delineano il futuro del Paese. Il primo evento, tenutosi presso la Coffee House di Palazzo Colonna a Roma, ha […]

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Al centro del primo incontro l’innovazione come leva di competitività per il Paese e le aziende

Sisal inaugura a Roma “FutureS”, un ciclo di incontri per stimolare il confronto con gli attori chiave sui temi che delineano il futuro del Paese. Il primo evento, tenutosi presso la Coffee House di Palazzo Colonna a Roma, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza dell’innovazione come leva di competitività per l’Italia e le sue imprese.

L’evento, moderato dalla giornalista e conduttrice Rai Barbara Carfagna, dopo un saluto istituzionale di Aurelio Regina, Presidente di Sisal, ha visto in apertura un’intervista ad Alec Ross, autore di best-seller a livello mondiale, imprenditore e investitore, che è stato consigliere del dipartimento di Stato per l’innovazione con Hillary Clinton e ha guidato la politica tecnologica per la campagna presidenziale di Barack Obama. A seguire, un panel di discussione sui temi legati all’innovazione, che ha messo in luce i punti di vista di Massimo Carnelos, Responsabile Ufficio Innovazione Tecnologia e Startup del Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Marina Geymonat, Director, Enterprise Data, AI and Analytics di Capgemini Invent e Francesco Durante, Amministratore Delegato di Sisal.

“Con FutureS ci proponiamo di favorire un dialogo costruttivo sui cambiamenti che influenzano la competitività del Paese e delle imprese.” ha dichiarato Francesco Durante, CEO di Sisal. “Crediamo fermamente che le aziende debbano assumere un ruolo proattivo nell’offrire soluzioni che non solo guidino la loro crescita, ma che promuovano anche un’innovazione responsabile. Solo attraverso una continua collaborazione tra aziende private e istituzioni potremo creare le condizioni per un futuro più digitale e inclusivo, indispensabile per garantire un progresso sostenibile per tutti.”

FutureS ha messo in luce la centralità dell’innovazione nelle politiche globali e le sue ripercussioni sulla vita delle aziende e delle persone. L’evento ha sottolineato con forza l’importanza di una collaborazione sinergica tra settore pubblico e privato per sostenere e rafforzare il tessuto economico e sociale del nostro Paese, preparandoci ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità che il futuro ci riserva.

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Sisal: al via la settima edizione della call for ideas di GoBeyond, la piattaforma di Sisal che supporta l’innovazione responsabile https://www.datamanager.it/2023/08/sisal-al-via-la-settima-edizione-della-call-for-ideas-di-gobeyond-la-piattaforma-di-sisal-che-supporta-linnovazione-responsabile/ Tue, 01 Aug 2023 08:01:47 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230092 Un premio da 50 mila euro. Un nuovo percorso online di incubazione per le 3 startup “concept only” più meritevoli Aprono oggi le iscrizioni alla settima edizione della Call for ideas di GoBeyond, la piattaforma di innovazione responsabile ideata e fortemente voluta da Sisal per sostenere lo sviluppo di startup e progetti imprenditoriali che producono […]

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Un premio da 50 mila euro. Un nuovo percorso online di incubazione per le 3 startup “concept only” più meritevoli

Aprono oggi le iscrizioni alla settima edizione della Call for ideas di GoBeyond, la piattaforma di innovazione responsabile ideata e fortemente voluta da Sisal per sostenere lo sviluppo di startup e progetti imprenditoriali che producono impatti positivi sulla società.

Negli ultimi anni GoBeyond si è confermato un vero e proprio ecosistema di innovazione con oltre 1100 startup che hanno partecipato alle edizioni precedenti della Call for ideas e oltre 1000 innovatori e startupper che hanno partecipato ai corsi della Accademy e agli incontri della Community per rafforzare cultura e strumenti dell’innovazione responsabile.

“Innovazione e responsabilità sono driver della strategia di crescita di lungo periodo di Sisal” ha commentato Camilla Folladori, Chief Strategy Officer di Sisal. “GoBeyond concretizza la nostra costante attenzione per lo scouting e il seeding di idee e modelli di business innovativi, in coerenza con la nostra strategia di Open Innovation e il nostro impegno per creare un futuro più sostenibile, digitale e inclusivo”.

La startup vincitrice dell’edizione 2023 di GoBeyond riceverà un premio da 50 mila euro messo a disposizione da Sisal oltre che un mentorship program per tutte le 6 finaliste, garantito dal rinnovato network di partner che offriranno competenze e know-how per rispondere a tutte le esigenze di sviluppo delle startup.

Questa edizione della Call for ideas di GoBeyond prevede anche un’importante novità: un percorso online di incubazione, in collaborazione con Startup Geeks, per le 3 startup “concept only” più meritevoli, ovvero quelle realtà imprenditoriali non ancora costituite e che non hanno ancora un prodotto o servizio testato. L’obiettivo è infatti quello di aumentare sempre di più il numero di startup che beneficiano dei premi messi in palio, riconoscendo non solo le idee imprenditoriali già realizzate, ma offrendo un pacchetto di benefici che consideri tutti gli stadi di evoluzione di un progetto.

Per partecipare alla Call for ideas è sufficiente registrarsi sul sito GoBeyond.info, accedere al form di presentazione della candidatura e descrivere il progetto allegando un pitch e una video-presentazione. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 ottobre 2023.

Tra i criteri di valutazione seguiti nella selezione, accanto al grado di originalità ed innovazione, l’utilità, la fattibilità e la scalabilità, da questa edizione si aggiunge l’impatto sociale della startup, che deve essere in grado di generare valore condiviso per tutti gli stakeholder, migliorando le condizioni economiche, sociali e ambientali.

Collaborano con Gobeyond importanti realtà specializzate in diversi ambiti che rappresentano un fondamentale supporto per le startup finaliste grazie alla condivisione delle loro consolidate competenze: Carter&Benson, StartupItalia, Italian Tech, Mamacrowd, Google, La Carica delle 101, Startup Geeks, K&L Gates, FoundationC, frog-Part of Capgemini Invent, Social Innovation Teams, NTT DATA, A4W (Angels for Women), SheTech e Alkemy.

Nel corso degli anni quella di GoBeyond è diventata una tra le startup competition più conosciute in Italia: con oltre 350 startup che hanno partecipato alla Call for ideas nel 2022, GoBeyond riconosce e promuove l’impatto positivo dell’innovazione responsabile e offre supporto concreto a startup, giovani imprenditori e potenziali innovatori.

 

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AppQuality: innova il mobile testing e riceve nuovi investimenti convincendo i clienti https://www.datamanager.it/2017/11/appquality-innova-mobile-testing-riceve-nuovi-investimenti-convincendo-clienti/ Fri, 17 Nov 2017 08:36:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135328 Sky, Enel, Sisal, Autogrill, Fastweb e PayPal stanno lavorando col crowdtesting di AppQuality Che cosa succede in un mondo in cui i prodotti digitali vivono su una moltitudine eterogenea di dispositivi? Nuovi smartphone, nuovi sistemi operativi e browser, nuovi canali di distribuzione di contenuti e servizi nell’Internet delle cose (IoT) arrivano incessantemente sul mercato a […]

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Sky, Enel, Sisal, Autogrill, Fastweb e PayPal stanno lavorando col crowdtesting di AppQuality

Che cosa succede in un mondo in cui i prodotti digitali vivono su una moltitudine eterogenea di dispositivi? Nuovi smartphone, nuovi sistemi operativi e browser, nuovi canali di distribuzione di contenuti e servizi nell’Internet delle cose (IoT) arrivano incessantemente sul mercato a distanza di pochi mesi. Tutti i prodotti sul mercato che le persone utilizzano quotidianamente, dalla app dell’home banking, al gioco digitale, alla app per le dirette sportive, ai tool BYoD delle grandi aziende, vivono nella necessità di continui update, per essere più veloci, più usabili ed installabili e funzionanti ovunque, nel nuovo che incalza.

Come fanno le aziende che, investono e ricavano sui prodotti digital a verificare che le proprie app e servizi siano sempre “fluide e frictionless”, nella vastità del panorama di clienti e dispositivi possibile oggi? AppQuality dal 2015 ha scommesso su questo, i fondatori, partendo dalle ricerche nate all’interno del MobileLab, laboratorio di ricerca del Politecnico di Milano sulle più avanzate tecnologie mobile, hanno ideato e creato un servizio che, attraverso una community di tester qualificati, reclutati e certificati in tutta Italia e in Europa, consente di verificare in tempi rapidi che qualsiasi digital product arrivi nelle mani dell’utente finale senza difetti.

Le caratteristiche innovative e vincenti del servizio sono due. Da un lato la capacità di reclutare in maniera continuativa e di disporre di una community per il crowdtesting qualificata e diversificata (imprenditori, millennials, nativi digitali, impiegati), che permette, prima di eseguire ogni test, di avere una selezione del panel finemente mirata al prodotto da testare. Dall’altro, l’applicazione di un metodo che assegna l’analisi qualitativa dei risultati del crowdtesting ad esperti AppQuality di digital products, per una completa offerta di tipologie di analisi, dal bug finding, all’user experience UI/UX testing, al sanity check, alle survey qualitative che mettono i “fresh eyes” del crowd a disposizione del marketing e dello sviluppo di prodotto.

Tutto questo ha convinto sin dal 2015 gli investitori a credere in AppQuality. I risultati di business hanno portato i soci di Italian Angels for Growth (IAG, www.iag.it) e quelli del Club degli Investitori (CDI, www.clubdeglinvestitori.it), guidati rispettivamente da Antonio Leone e da Giancarlo Rocchietti, ad investire 400 mila euro in AppQuality.

Gaetano Liggieri e Gianluca D’Agostino rappresentano i soci IAG e CDI in CDA ed ha partecipato a favore di AppQuality anche il fondo Club Italia Investimenti 2 di Cristiano Esclapon.  Investitore di elevato standing della startup è anche il gruppo Digital360, quotato all’AIM Italia di Borsa Italiana e guidato da Andrea Rangone, guru e pioniere della trasformazione digitale in Italia.

Ora la sfida è l’accelerazione della crescita e il continuo ampliamento dei servizi. In tal senso AppQuality ha già dimostrato di essere solida e determinata. La piattaforma è leader nel crowdtesting in Italia, è stata già scelta da Enel, PayPal, Sky, Autogrill, Bper, Intesa San Paolo, CheBanca!, Mediaset, Coop, H3G, Sorgenia, Enercom, Banzai/Saldi Privati, Snam, Banco Popolare, etc. ed è riconosciuta sul mercato come una delle realtà emergenti più interessanti ed innovative del panorama italiano di soluzioni B2B in crowdsourcing per Enterprise in Italia e in Europa.

www.app-quality.com/it/

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Scommesse online: qual è il sito più veloce? https://www.datamanager.it/2014/07/scommesse-online-qual-sito-veloce/ Wed, 09 Jul 2014 09:28:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57862 Compuware ha analizzato le prestazioni dei principali siti utilizzati per le scommesse sportive: WilliamHill vince facile, seguono Eurobet e Sisal Il monte delle scommesse online per i Mondiali di Calcio ha raggiunto fino ad ora quota 62,88 milioni di euro, circa un terzo di quelli raccolti dal mercato del gioco (fonte: Agimeg). Per le agenzie di […]

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Compuware ha analizzato le prestazioni dei principali siti utilizzati per le scommesse sportive: WilliamHill vince facile, seguono Eurobet e Sisal

Il monte delle scommesse online per i Mondiali di Calcio ha raggiunto fino ad ora quota 62,88 milioni di euro, circa un terzo di quelli raccolti dal mercato del gioco (fonte: Agimeg). Per le agenzie di scommesse sportive diventa fondamentale che le prestazioni dei siti per le puntate online siano eccellenti e che i tempi di risposta siano molto rapidi, per non correre il rischio che il portale venga abbandonato dal giocatore a favore di un sito concorrente.

Per analizzare le performance dei siti Internet abitualmente utilizzati dagli scommettitori italiani durante i Mondiali di Calcio, Compuware ha effettuato test continuativi su un panel selezionato di portali nel periodo dal 24 giugno al 7 luglio prendendo in esame i tempi di risposta e la disponibilità. Questi i risultati:

Velocità: l’importanza di tempi di risposta affinché il sito non venga abbandonato

Nell’analisi Compuware, il sito che si è posizionato al primo posto registrando i tempi di risposta più rapidi è WilliamHill, con 2,52 secondi, seguito da Eurobet con 5,02 secondi.

Appena sopra i 7 secondi Sisal: un dato significativo se si tiene in considerazione che, secondo uno studio di Compuware, quando i tempi di caricamento di una pagina si avvicinano ai sei secondi il tasso di abbandono degli utenti può raggiungere percentuali del 33%.

Superano invece gli otto secondi in termini di tempo di risposta siti come Snai, Lottomatica, Bwin.

Disponibilità: la garanzia di giocare senza intoppi

Dal punto di vista della disponibilità, ovvero della percentuale di test completati con successo su un totale di tentativi ‘prova’ in un determinato periodo, le prestazioni dei siti internet presi in esame sono soddisfacenti, con la quasi totalità dei siti che supera il 99% di disponibilità.

WilliamHill si conferma al primo posto, con il 99,71% di disponibilità, seguito subito dopo da Sisal con il 99,45% e Bwin con il 99,39%. Chiude la classifica Snai, che regista un 98,99%.

“La tolleranza dei consumatori nei confronti di prestazioni scadenti dei siti web è molto bassa. Nel percorso dell’utente sul sito web, c’è un’evidente correlazione tra le performance del sito e l’abbandono della pagina e questo ha un evidente impatto sul business,” ha dichiarato Emanuele Cagnola, APM Sales Director di Compuware Italia. “E’ ormai necessario disporre di strumenti di ottimizzazione delle performance che forniscano una visibilità piena e una visione unificata delle prestazioni delle applicazioni, per prevenire qualsiasi errore che possa avere un impatto negativo sulla soddisfazione del cliente.”

Qui l’elenco completo dei siti web presi in esame e i risultati:

Web Site Response Time (sec) Web Site Availability (%)
Bwin 8.806 Bwin 99.39
Eurobet 5.024 Eurobet 99.06
Lottomatica 8.037 Lottomatica 99.16
Sisal 7.085 Sisal 99.45
Snai 8.016 Snai 98.99
WilliamHill 2.527 WilliamHill 99.71

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Sisal lancia la nuova App SuperEnalotto https://www.datamanager.it/news/sisal-lancia-la-nuova-app-superenalotto-51497.html Tue, 19 Nov 2013 17:00:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/sisal-lancia-la-nuova-app-superenalotto/ Funzionalità avanzate e grande facilità di utilizzo per un’esperienza di gioco ancora più coinvolgente e interattiva

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Funzionalità avanzate e grande facilità di utilizzo per un’esperienza di gioco ancora più coinvolgente e interattiva

Disponibile da oggi la nuova App SuperEnalotto Official: esperienza di gioco migliorata grazie all’introduzione di innovative funzionalità, una grande facilità di utilizzo tramite una chiara veste grafica ed un menù di scelta rapido e intuitivo. Le principali evoluzioni introdotte dalla app consentiranno ai clienti di inviare le sestine direttamente al terminale in ricevitoria e verificare le vincite semplicemente inquadrando la ricevuta di gioco.

Le novità introdotte dalla app sono ben evidenti già nell’homepage: gli appassionati di SuperEnalotto infatti, potranno visualizzare il valore del jackpot aggiornato in tempo reale e il count-down per la prossima estrazione della sestina vincente. Attraverso l’applicazione sarà anche possibile creare la propria schedina in qualunque momento della giornata e conservarla in un archivio personale per giocarla in secondo tempo.

L’App SuperEnalotto introduce una nuova gestualità: grazie alla funzione “Invia alla cassa” sarà possibile mettere in gioco i propri numeri fortunati inviandoli direttamente al terminale in ricevitoria. Il meccanismo è semplicissimo: una volta creata la sestina, basta cliccare l’opzione “Invia alla cassa” e scattare una foto al QR code esposto in ricevitoria; in pochi attimi il ricevitore visualizzerà la combinazione e potrà convalidare la giocata.

Migliorato anche l’utilissimo strumento di “Verifica Vincite”: inquadrando con il proprio smartphone il codice presente sulla ricevuta di gioco, è possibile scoprire subito il risultato e ancora, attraverso la funzione di geo-localizzazione sarà possibile trovare subito la ricevitoria più vicina ottenendo, inoltre, informazioni pratiche o curiosità.

Nell’ottica di offrire un prodotto sempre più avanzato sono state già ideate nuove funzionalità che arricchiranno ulteriormente l’esperienza dei giocatori: sarà presto possibile giocare direttamente online le proprie schedine, partecipare alle quote della bacheca dei sistemi e ricevere notifiche push sull’esito delle estrazioni e sull’importo del Jackpot.

“Il fatto che sempre più persone, e di una fascia di età progressivamente più ampia, utilizzino uno smartphone, ci ha convinti a realizzare una nuova App per il gioco più conosciuto del nostro Paese – ha spiegato Marco Caccavale, Direttore Business Unit Lottery di Sisal – E credo davvero che l’App possa diventare un esempio per la sua facilità di utilizzo e la chiarezza grafica”.

L’ App SuperEnalotto è stata sviluppata in collaborazione con Probability azienda leader nel Mobile Gambling in Europa.

“La partnership con Sisal consolida il nostro posizionamento sul mercato Italiano e dimostra ancora una volta la nostra assoluta focalizzazione sul canale Mobile che è sempre di più al centro nella strategia dei nostri Partner” – spiega Francesco Fiandra, Country Manager di Probability.

Disponibile gratuitamente su Google Play Store e Apple App Store, la nuova applicazione si distingue per la sua grande intuitività e facilità di utilizzo ed è destinata a soddisfare le esigenze di tutte le tipologie di clienti SuperEnalotto.

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SisalPay investe 10 milioni di euro per contribuire a digitalizzare il Paese https://www.datamanager.it/news/sisalpay-investe-10-milioni-di-euro-contribuire-digitalizzare-il-paese-50218.html Fri, 04 Oct 2013 16:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/sisalpay-investe-10-milioni-di-euro-per-contribuire-a-digitalizzare-il-paese/ Innovazione territoriale e pagamenti elettronici driver di crescita

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Innovazione territoriale e pagamenti elettronici driver di crescita

Sostenere e favorire la diffusione del Cashless attraverso un investimento di 10Mln di euro per la realizzazione dell’infrastruttura tecnologica dedicata all’accettazione di moneta elettronica. Dal 2014 presso i circa 40mila punti vendita della rete Sisal sarà possibile effettuare i pagamenti quotidiani utilizzando le carte di credito, debito e bancomat.

È quanto evidenziato da Maurizio Santacroce, Direttore della Business Unit Digital Games & Services di Sisal, in occasione del dibattito sull’innovazione territoriale nell’ambito del convegno Digital X Italia del quale SisalPay – il brand di Sisal che sviluppa soluzioni di pagamento comode, semplici e sicure – è uno dei main sponsor. “Investire sullo sviluppo di servizi di pagamento elettronico è per noi una scelta strategica. In Italia vi è un’elevata diffusione di carte di debito e credito, ma l’utilizzo è ancora ridotto e spesso focalizzato sulle operazioni di prelievo. Solo il 15% dei pagamenti avviene utilizzando moneta elettronica – ha dichiarato Maurizio Santacroce nella sessione dedicata ai pagamenti elettronici, durante la seconda giornata di lavori. Tuttavia sempre più consumatori sono propensi ad un maggior utilizzo delle carte. Secondo i dati Ipsos/ISPO, non solo l’87% degli italiani è favorevole alla moneta elettronica, ma si indica anche un trend di crescita per un futuro utilizzo, sotto la duplice spinta dei consumatori e delle istituzioni”.

La strategia di Sisal per lo sviluppo dei servizi SisalPay si fonda dunque su un approccio customer-centrico basato sull’intercettare i sempre nuovi bisogni di una società in evoluzione per offrire soluzioni semplici ed efficaci.

Da qui la scelta di lanciare un progetto che punti sulla diffusione della moneta elettronica, in partnership con i più importanti operatori, nazionali e internazionali, del settore bancario e dei circuiti di pagamento. “Circa 40mila nuovi POS NFC contribuiscono al raddoppio, rispetto al 2012, del parco POS NFC di ultima generazione installati nel nostro Paese – ha sottolineato Santacroce – L’investimento di Sisal si configura così come uno tra i più importanti nel Paese a supporto della digitalizzazione e della diffusione della moneta elettronica”.

Dal 2014 sarà quindi possibile effettuare pagamenti con carte di credito, debito e bancomat in tutta la rete Sisal e, sin da subito, verrà anche tracciato il sentiero per il contactless e mobile payment, grazie all’innovativa tecnologia NFC.

Nella realizzazione di questa nuova infrastruttura, Sisal si atterrà ai massimi standard di sicurezza presenti sul mercato. Tutti i POS e le infrastrutture sono, infatti, certificati e rispondenti agli standard PCI DSS e bancari.

“Lato semplificazione dei pagamenti, l’Italia è un caso di innovazione rispetto ad altri paesi europei. – ha concluso Santacroce – I consumatori italiani, oltre ai tradizionali canali bancario e postale, hanno a disposizione quello di prossimità come bar, tabacchi ed edicole, in cui pagare in modo semplice, sicuro e veloce. Sisal realizza tutto questo grazie ad una rete tecnologicamente avanzata e certificata che gestisce oltre 200 milioni di transazioni annue.

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No Cash Day: gli italiani vicini al traguardo https://www.datamanager.it/news/no-cash-day-gli-italiani-vicini-al-traguardo-48286.html Mon, 24 Jun 2013 14:06:31 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/no-cash-day-gli-italiani-vicini-al-traguardo/ La moneta elettronica sempre più utilizzata e apprezzata dai consumatori per i propri acquisti

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La moneta elettronica sempre più utilizzata e apprezzata dai consumatori per i propri acquisti

La moneta elettronica è entrata nella quotidianità degli Italiani: è quanto rivelano i dati contenuti nella ricerca realizzata da Ipsos/ISPO per Sisal “Scenario evolutivo nei servizi di pagamento: le scelte del consumatore fra canali fisici e digitali”, presentata la scorsa settimana al Tempio di Adriano a Roma da Nando Pagnoncelli, CEO Ipsos Italia.

Dai dati emerge infatti un ottimo rapporto degli Italiani con la moneta elettronica: il 65% utilizza assiduamente (34%) o saltuariamente (31%) almeno un tipo di carta, che siano carte di credito, di debito, ricaricabili o borsellini elettronici.

La riduzione della soglia dei pagamenti in contanti a 1.000 Euro, come ricorda il “No Cash Day” di oggi, ha infatti incentivato l’utilizzo di carte e bancomat che permettono una gestione ottimale delle finanze personali, consentendo di ridurre i contanti da portare con sé nel portafoglio e offrendo la possibilità di posticipare alcuni pagamenti, distribuendoli nel tempo.

L’indagine di Ipsos/ISPO conferma, inoltre, la sempre maggiore propensione dei consumatori italiani per l’utilizzo di Internet e della moneta elettronica per i propri pagamenti: l’87% dei consumatori italiani dà infatti un giudizio molto positivo sull’utilizzo della moneta elettronica e di Internet nei pagamenti presso i canali fisici e digitali, sottolineandone la velocità, comodità, semplicità, efficacia e sicurezza.

SisalPay

Sisal, attraverso SisalPay, consolida la propria posizione di operatore leader nell’ambito dei servizi di pagamento, mettendo al centro dei nuovi modelli di consumo proprio i bisogni degli Italiani: 10 anni fa i servizi di pagamento non esistevano, 5 anni fa valevano per Sisal “solo” 1 Miliardo di Euro, oggi attraverso il percorso strategico avviato dall’azienda questo business vale circa 6 miliardi di euro.

SisalPay conta attualmente in Italia una rete di oltre 45mila punti, in grado di rispondere alle esigenze di oltre 10 milioni di consumatori, con oltre 350 servizi di pagamento offerti e più di 100 aziende partner, italiane ed internazionali. Dal pagamento di bollette, multe e tributi alle ricariche telefoniche, dagli abbonamenti TV alle ricariche delle carte prepagate… e molto altro ancora. Un’offerta ampia per soddisfare le diverse esigenze dei nostri consumatori.

Sisal si prepara, inoltre, ad espandere la propria presenza sul territorio attraverso il lancio del programma Stand Alone, una nuova rete di 5.000 punti vendita dedicata unicamente ai servizi di pagamento. Innovazione questa sviluppata internamente dal team SisalPay – un team con età media inferiore ai 35 anni e con una forte presenza femminile – ed affidata per ingegnerizzazione e produzione ad un’azienda italiana leader nel settore dei terminali per il retail. La nuova rete consentirà ai consumatori ed alle aziende di usufruire dei servizi di pagamento anche presso tipologie di punti vendita nuove rispetto al passato, andando ulteriormente incontro alle esigenze di semplificazione e velocità espresse dal mercato. Un percorso di evoluzione tecnologica, rafforzato dal progetto “Cashless” che, già in corso, renderà SisalPay una delle più grandi reti di accettazione della moneta elettronica in Italia con l’abilitazione entro il 2014 di oltre 45mila punti SisalPay.

SisalPay, infine, è disponibile anche sul web. La Piattaforma Digitale SisalPay ha naturalmente il vantaggio di essere disponibile in ogni momento, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, fornendo servizi a valore aggiunto come l’archivio delle ricevute e la pianificazione delle scadenze di pagamento.

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Banche fanalino di coda: è quanto emerge dalla ricerca Ipsos-ISPO su italiani e sistemi di pagamento https://www.datamanager.it/news/banche-fanalino-di-coda-quanto-emerge-dalla-ricerca-ipsos-ispo-su-italiani-e-sistemi-di-pagamen Wed, 19 Jun 2013 19:17:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/banche-fanalino-di-coda-e-quanto-emerge-dalla-ricerca-ipsos-ispo-su-italiani-e-sistemi-di-pagamento/ Bar e Tabacchi sempre più scelti dai consumatori per i loro pagamenti. Sisal con SisalPay si conferma leader nell’innovazione e lancia un nuovo terminale dedicato ai pagamenti

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Bar e Tabacchi sempre più scelti dai consumatori per i loro pagamenti. Sisal con SisalPay si conferma leader nell’innovazione e lancia un nuovo terminale dedicato ai pagamenti

Bar e Tabacchi preferiti a banche e uffici postali quando si tratta di pagare bollette e bollettini. Questo, a sorpresa, è quanto emerge della ricerca “Scenario evolutivo nei servizi di pagamento: le scelte del consumatore fra canali fisici e digitali” realizzata da Ipsos e ISPO per Sisal, e presentata oggi a Roma nella splendida cornice del Tempio di Adriano. Secondo lo studio infatti il 63% degli italiani preferisce rivolgersi a tabaccherie e caffè per pagare bollette, bollettini e ricariche telefoniche piuttosto che che recarsi nei più tradizionali sportelli degli uffici postali (59%), o usufruire di servizi bancari dedicati (35%).

Lo scenario descritto dalla ricerca commissionata da Sisal, introduce anche importanti elementi conoscitivi sui desiderata degli abitanti del Bel Paese quando si parla di gestione dei pagamenti e finanza personale, dimostrando come sicurezza, velocità, flessibilità e capillarità del servizio non rappresentino gli unici elementi di valutazione da considerare. Tra gli aspetti che hanno assicurato il vertice del podio ai canali di prossimità ci sono anche fattori “umani” quali la cortesia e la possibilità di svolgere contemporaneamente più attività.

Italiani aperti alle Rete

La fotografia scattata da Sisal racconta inoltre di un Paese sempre più aperto all’utilizzo del canale internet e più in generale della moneta elettronica per effettuare i propri pagamenti: il 65% degli Italiani dichiara infatti di usare ormai assiduamente (34%) – o almeno saltuariamente (31%) – , le card (carte di credito, prepagate e bancomat) mentre a due terzi del campione intervistato piace (molto:20% o abbastanza:44%) utilizzare internet per i propri pagamenti.

Questo lo scenario evolutivo in cui Sisal, attraverso SisalPay, consolida la propria posizione di operatore leader nell’ambito dei servizi di pagamento, mettendo al centro dei nuovi modelli di consumo proprio i bisogni degli Italiani. Basti pensare che in pochi anni il business dei pagamenti ha raggiunto la metà del volume d’affari del Gruppo Sisal: circa 6 miliardi di euro, da 1 che ne valeva solo 5 anni fa. Un’impennata senza precedenti registrata negli ultimi diciotto mesi, con crescita a doppia cifra.

SisalPay conta attualmente in Italia oltre 45mila punti vendita, per rispondere alle esigenze di oltre 10 milioni di consumatori, arrivando ad offrire più di 350 servizi di pagamento con oltre 100 partner. Dalle ricariche telefoniche agli abbonamenti TV, dalle carte prepagate alla biglietteria ferroviaria, dalle bollette al Telepass e ai ticket sanitari. Tutti i settori di pubblico interesse sono presenti nell’ambito delle capacità di servizio di SisalPay.

Stand Alone

Sisal si prepara, inoltre, ad espandere la propria presenza sul territorio attraverso il lancio del programma Stand Alone, una nuova rete di 5.000 punti vendita dedicata unicamente ai servizi di pagamento. Innovazione questa sviluppata internamente dal team SisalPay – un team con età media inferiore ai 35 anni e con una forte presenza femminile – ed affidata per ingegnerizzazione e produzione ad un’azienda italiana leader nel settore dei terminali per il retail. La nuova rete consentirà ai consumatori ed alle aziende di usufruire dei servizi di pagamento anche presso tipologie di punti vendita nuove rispetto al passato, andando ulteriormente incontro alle esigenze di semplificazione e velocità espresse dal mercato. Un percorso di evoluzione tecnologica che, anche attraverso l’abilitazione del pagamento con moneta elettronica, coinvolgerà tutti i punti di pagamento della rete.

SisalPay, infine, arriverà ad essere fruibile anche sul web. La Piattaforma Digitale SisalPay  avrà naturalmente il vantaggio di essere disponibile in ogni momento, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, fornendo servizi a valore aggiunto come l’archivio delle ricevute e la pianificazione delle scadenze di pagamento.

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CFO MEETING 2013. LA “FORMULA” PER I PAGAMENTI https://www.datamanager.it/rivista/cfo-meeting-2013-la-formula-i-pagamenti-45878.html Tue, 16 Apr 2013 14:01:49 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/cfo-meeting-2013-la-formula-per-i-pagamenti/ Il futuro dei processi di incasso e pagamento per le aziende al centro del road show che ha fatto tappa a Milano, dopo Genova, Padova e Bologna. Alfred Petitpierre (Gruppo Formula): «Abbattere le barriere tra gli Stati e dettare le regole per i rapporti tra fornitori di servizi di pagamento»   Archiviata la rivoluzione di […]

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Il futuro dei processi di incasso e pagamento per le aziende al centro del road show che ha fatto tappa a Milano, dopo Genova, Padova e Bologna. Alfred Petitpierre (Gruppo Formula): «Abbattere le barriere tra gli Stati e dettare le regole per i rapporti tra fornitori di servizi di pagamento»

 

Alfred Petitpierre, direttore area Finance di FormulaArchiviata la rivoluzione di “IBAN il terribile”, digerite con qualche problema le nuove direttive di Basilea, ora si prospetta una nuova scadenza, importante per tutti i direttori amministrativi e finanziari delle imprese, che può impattare sulle tesorerie in un momento già delicato a causa della crisi in atto. Per questo motivo, hanno aderito al CFO Meeting 2013 oltre 300 partecipanti tra tutti coloro che lavorano nell’ambito dell’amministrazione, finanza e controllo.

Organizzato da Gruppo Formula (www.formula.it) con il patrocinio di ANDAF (www.andaf.it), l’Associazione Nazionale Direttori Amministrazione e Finanza e di AITI (www.aiti.it), l’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa, l’incontro ha affrontato le novità di SEPA (l’area unica dei pagamenti in euro cui aderiscono oltre 30 Paesi), che fissa all’inizio di febbraio 2014 il termine ultimo per l’adozione degli standard relativi ai due principali schemi di pagamento, ossia SEPA Credit Transfer (i vecchi bonifici) e SEPA Direct Debit, tutti i precedenti sistemi incassi, tra cui i RID.

«Abbattendo le barriere tra gli Stati e dettando le regole per i rapporti tra fornitori di servizi di pagamento, SEPA può essere vista come un’opportunità e non come un semplice adeguamento agli standard europei»? La domanda è arrivata da Alfred Petitpierre, direttore area Finance di Formula, nel ruolo di moderatore della tavola rotonda iniziale.

Gli interventi si sono succeduti coinvolgendo i rappresentanti delle Associazioni e alcuni CFO di importanti realtà aziendali, come ad esempio Enrico Rao, CFO di Alpitour, Chiara Cavagna, CFO di SISAL, e Stefano Mariani, CFO di Linea Più Holding, ma anche vicepresidente di ACMI (www.acmi.it), l’Associazione dei Credit Manager Italiani.

«Non mi sembra di vedere particolari problemi creati dall’adozione dei nuovi standard SEPA – ha sottolineato Cristina Cagnazzi, vicepresidente di ANDAF Lombardia e CFO della società farmaceutica HIKMA (www.hikma.com) – se non dal punto di vista organizzativo interno all’azienda. In questo processo di trasformazione, diventano di estrema importanza i supporti informatici. In compenso, il cambiamento porterà benefici considerevoli grazie alla possibile espansione degli scambi internazionali, dovuti anche a una maggiore velocità, sicurezza e trasparenza su scala europea».

Un tema più volte affrontato da tutti i partecipanti è stato quello della gestione della liquidità aziendale, funzione vitale per ogni tipologia e dimensione di impresa e ancora più importante nel momento di crisi che stiamo ancora attraversando.

«La corretta definizione dei processi, che vanno dal controllo di gestione alla pianificazione finanziaria e al recupero crediti – ha spiegato Massimo Battistella, consigliere AITI e Group Treasurer di Telecom Italia (www.telecomitalia.com), cui si deve anche la battuta su IBAN il terribile – sono alla base di un valido approccio per le novità introdotte da SEPA. Bisogna tenere presente la necessità di intervenire tempestivamente per evitare che si inceppi il delicato sistema degli incassi, attualmente basato su RID nella maggior parte dei casi». «Essere pronti agli importanti cambiamenti nel sistema di incassi e pagamenti non è una prerogativa delle sole aziende con dimensioni internazionali» – ha evidenziato Piero Masoero, direttore Vendite e Finance di Formula. In conclusione, Roberto De Flumeri, responsabile per Formula dell’offerta di area Finance, ha parlato del software di supporto alla gestione della liquidità aziendale, illustrando le caratteristiche salienti di Sage FRP Treasury – il sistema completo per la gestione della tesoreria – e di Formula Planning, la soluzione specifica per il controllo di gestione, il performance management e la business discovery.

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Competenze per il cloud. La parola ai Cio https://www.datamanager.it/rivista/competenze-il-cloud-la-parola-ai-cio-43170.html Thu, 20 Dec 2012 15:54:15 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/competenze-per-il-cloud-la-parola-ai-cio/ Quale impatto ha il cloud computing sul fronte del capitale umano? Un “reality check” doveroso in un contesto in cui troppo spesso concetti pur fondamentali – e complessi – come cloud computing, virtualizzazione, outsourcing, finiscono per diluirsi in un fiume di pareri, definizioni incerte e strategie commerciali aggressive   Proprio perché l’informatica nella nuvola è […]

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Competenze per il cloud. La parola ai Cio

Quale impatto ha il cloud computing sul fronte del capitale umano? Un “reality check” doveroso in un contesto in cui troppo spesso concetti pur fondamentali – e complessi – come cloud computing, virtualizzazione, outsourcing, finiscono per diluirsi in un fiume di pareri, definizioni incerte e strategie commerciali aggressive

 

Proprio perché l’informatica nella nuvola è una tecnologia concreta, pensata per utilizzatori reali, capace di portare profondi cambiamenti all’interno delle organizzazioni aziendali, con un rimescolamento di ruoli e competenze, Data Manager racconta in questo speciale l’iniziativa ideata da Exs Italia (www.exsitalia.it), la società di consulenza specializzata nella ricerca e selezione di dirigenti e quadri che fa capo a GiGroup, la prima multinazionale italiana del lavoro.

Il Gruppo è attivo nei campi del lavoro temporaneo, staff leasing, ricerca e selezione, executive search, outplacement, consulenza HR e formazione.

Per affrontare il tema fondamentale delle competenze professionali per il cloud computing, Exs Italia ha ideato una formula innovativa, reclutando un panel formato dai responsabili informatici di alcune realtà aziendali di medio-grandi dimensioni.

Tra le aziende e organizzazioni che hanno partecipato alle tavole rotonde di Exs Italia, abbiamo scelto di dare la parola a sei chief information officer, di aziende utenti in mercati verticali, utility, HR e retail ai quali abbiamo chiesto di spiegare come il fenomeno cloud ridefinisce i ruoli consolidati dell’IT, aprendo spazi a figure professionali in molti casi ancora da inventare sul piano della formazione e della selezione.

I manager coinvolti sono: Alessandro Bruni di Baglioni Hotels (settore hospitality), il responsabile ICT integration & technology operations manager di Bolton (settore consumer goods), Ettore Galasso di Fiera Milano (settore servizi ed eventi fieristici), Luigi Zamboni di GiGroup (settore servizi HR e gestione del personale), Rolando Lolli, di Sasol Italy (settore petrolchimico), Maurizio Dell’Oca di Sisal (settore giochi e scommesse online).

Si tratta di aziende di produzione e di servizio attive da lungo tempo in Italia e all’estero in settori molto diversificati, tutte di eccellenza e tutte più o meno profondamente legate a infrasrtutture informatiche complesse – in alcuni casi -decisamente mission critical come nel caso di Sisal. Anche in casa di un operatore della hotellerie di lusso come Baglioni – però – l’informatica non può dirsi meno fondamentale: nel settore dell’ospitalità, la tecnologia – gestionale e no – costituisce un fattore abilitante di una gamma molto estesa di servizi e “amenities” rivolti alla clientela.

Data Manager pubblica una sintesi degli interventi degli ospiti di questi colloqui incentrati sulla tematica delle competenze professionali per il cloud computing. Da un lato, si sono raccolte le specifiche strategie implementative delle realtà industriali rappresentate; dall’altro, una serie di valutazioni sulle figure professionali che i progetti di cloud pubblico o privato rendono necessarie all’interno delle organizzazioni tecniche e manageriali dell’impresa.

Quali sono i pareri più significativi emersi? Il primo trend riguarda la generale consapevolezza dei benefici e delle conseguenze del concetto di virtualizzazione delle risorse hardware e dell’insieme di tecnologie e modelli operativi che costituiscono la sua evoluzione in cloud computing. Una consapevolezza unita alla continua riflessione sul rapporto che si instaura tra il cloud computing e i processi di business. Un secondo elemento chiave riguarda il pragmatismo con cui i manager informativi affrontano il lato “trendy” del cloud computing: una definizione, che – sottolineano gli invitati di Exs Italia – si è fin troppo diffusa nella pubblicistica specializzata e persino in quella generalista, risultando non sempre chiara e univoca. Invariabilmente, i tecnici raccontano un percorso di virtualizzazione e outsourcing delle infrastrutture, delle applicazioni, dei servizi, iniziato già da tempo, ben prima che il cloud computing diventasse di moda e fosse accompagnato da un sano scetticismo sulle criticità di questioni come la sicurezza, la privacy o la compliance.

Sul tema delle competenze, l’obiettivo principale dell’iniziativa di Exs è quello di mettere in evidenza l’evoluzione e il cambiamento delle competenze IT.

Il cloud apre la strada a funzioni e spazi di intervento che non sono sempre allineati con le tradizionali “job description” dell’informatica. I progetti di virtualizzazione, esternalizzazione e federazione di servizi più ambiziosi finiscono spesso per ruotare su figure e ruoli professionali inediti, interdisciplinari, che le aziende devono coltivare al proprio interno o – viceversa – reperire anche con la collaborazione di entità come Exs Italia. Per tutti i chief information officer contattati, il governo del cambiamento introdotto anche nelle forme più “timide” ed embrionali di cloud computing richiede competenze che si allontanano progressivamente dagli aspetti puramente tecnici per entrare in sfere “cross” poste al confine tra le classiche funzioni dell’esperto analista e programmatore e il resto dell’azienda e del suo sistema di relazioni con le terze parti. Questo cambiamento impone una costante attenzione su come i servizi debbano inserirsi nelle strategie e nelle procedure dell’organizzazione.

 

LA CONTAMINAZIONE DELL’ICT

Fabio Carletti, il senior consultant di Exs che ha coordinato gli incontri, riassume in modo efficace il vento di positiva “contaminazione” che ha investito il mondo dell’ICT enterprise. «Le competenze devono sempre più essere di tipo misto, la parola più ricorrente è “cerniera”. L’esigenza più sentita, forse, non è il governo del fattore tecnologico, che è affidato allo specialista, all’outsourcer, quanto invece il riuscire a raccordare efficacemente la novità tecnologica con i processi aziendali.

Mi ha colpito il responsabile informatico che ha dichiarato: «Il costo di un servizio può andare da un estremo X a un valore Y, in mezzo c’è quello che scriviamo negli SLA. Diventa essenziale avere qualcuno che sa guardare dentro questi aspetti, che sa capire che cosa serve, che cosa è compatibile con i processi e i budget, e quanto devo spendere per raggiungere un dato risultato».

Mai come oggi – insomma – le porte chiuse dei dipartimenti informatici – grazie al cloud – si spalancano alle esigenze delle altre componenti dell’impresa, alle loro tempistiche e criticità.

 

BAGLIONI HOTELS
FLESSIBILITA’ TECNOLOGICA E CAPACITA’ MANAGERIALE

Secondo Alessandro Bruni «Con una clientela che comprende regnanti e capi di Stato, Baglioni Hotels (www.baglionihotels.com/it), pur non avendo alle spalle una organizzazione enorme, riesce a curare in estremo dettaglio i servizi, attraverso un accuratissimo auditing del proprio personale». Ma come si traduce dal punto di vista tecnologico tutto questo? «L’IT del Gruppo deve supportare un business dinamico, che richiede molta flessibilità tecnologica perché anche lo scenario tecnologico dell’hospitality nel mondo sta cambiando. L’avvento di un sempre maggior utilizzo del WiFi e l’esplosione dell’utilizzo di smart device da parte dei clienti ne sono un esempio calzante: tutto questo ha comportato un investimento importante, anche in termini di cablaggio di edifici storici, nonché nel fornire un’ottima copertura in tutti gli ambienti e un’ottima banda simmetrica. Alcuni anni fa, Baglioni Hotels ha installato un gestionale, un cosiddetto property management system (PMS), in modalità as a service che gestisce solo la parte alberghiera, dalla prenotazione alle ordinazioni. È qui che nasce il ciclo attivo. Per la parte amministrativa utilizziamo una piattaforma midrange tradizionale, ma stiamo considerando un cambiamento per supportare con maggiore flessibilità una strategia di espansione internazionale del Gruppo. Nel tempo, diversi servizi sono stati centralizzati o esternalizzati. Un esempio di centralizzazione interna con una forte impronta IT è il servizio prenotazione, per aumentarne la qualità ed efficienza. Dal punto di vista delle risorse umane, ho sempre cercato di puntare su persone su cui investire e alle quali affidare ruoli manageriali. Con l’avvento della esternalizzazione dell’ICT service desk, una di queste risorse è stato promosso a IT service coordinator, con l’incarico di monitorare la qualità dei servizi esternalizzati. Tra le qualità di queste nuove figure di demand manager rientrano doti come le ottime capacità relazionali e la grande attenzione al risultato».

 

GRUPPO BOLTON
LE ZONE GRIGIE DEL CLOUD
OTTIMIZZARE TEMPI E COSTI

«I servizi informatici del Gruppo Bolton (www.boltongroup.net), che opera nei settori dei prodotti consumer in ambito food e non-food, sono affidati a una società interna, Bolton Services. Da tre anni, abbiamo abbracciato la virtualizzazione lato server che ci ha consentito di portare avanti un importante progetto di disaster recovery e che viene utilizzata gradualmente anche nei data center distribuiti degli stabilimenti di produzione. Stiamo analizzando il cloud vero e proprio, ma la cosa comporta problematiche non indifferenti, perché le zone grigie sono tante e il cloud più “estremo” attualmente non lo riteniamo applicabile alla nostra realtà. Siamo, infatti, molto attenti a dove risiedono i nostri dati e – in quanto realtà produttiva che deve adeguarsi rapidamente al mercato – abbiamo forti esigenze in materia di tutela delle informazioni. Le offerte che stiamo valutando sono di tutti i tipi, dal cloud come IaaS – ma questo è assimilabile a ciò che facciamo da ormai dieci anni con l’outsourcing strategico – fino al cloud più spinto, come il Platform as a Service. Adesso, stiamo approcciando la virtualizzazione dei desktop come contraltare alla virtualizzazione lato server. Siamo strutturati con le competenze che abbiamo definito, focalizzate – da un lato – sui sistemi aziendali e – dall’altro – a fare da trait d’union per tutti gli aspetti contrattuali e di SLA. In futuro, significherà spingersi sempre più verso aspetti complementari, relazionali e di governance. Proprio perché un gruppo così orientato ai consumatori deve essere dinamico, questo si ripercuote sull’IT e il cloud può aiutare ad aumentare questa dinamicità ed efficienza per rispondere alle esigenze di business. Tutto ciò, evidenzia sempre di più un ruolo dell’IT improntato alla traduzione in “informatichese” delle esigenze di business a beneficio dell’outsourcer, per gestirlo meglio e ottimizzarne i tempi di risposta e i costi».

 

FIERA MILANO
POTENZA DI CALCOLO
E CONNETTIVITÀ ON DEMAND

Per Ettore Galasso «le fiere sono eventi dove la fisicità e la relazione interpersonale rappresentano un tratto distintivo. I padiglioni, gli stand, la gente che si incontra sono la parte evidente di un lungo processo di organizzazione che sta a monte, le cui fasi sono supportate da sistemi informatici. Cito, per fare qualche esempio, il CRM per le attività di vendita sugli espositori, il customer database utilizzato per le attività di marketing e comunicazione indirizzate ai visitatori, i sistemi di “match making” per favorire l’incontro tra domanda e offerta in manifestazione, i sistemi di tracciatura delle visite agli stand degli espositori, le app di manifestazione per fornire informazioni in mobilità ai visitatori; infine, gli strumenti per il follow-up, post manifestazione e per l’analisi dei dati e dei comportamenti. Fiera Milano (www.fieramilano.it) dispone di una infrastruttura ripartita tra sistemi gestionali interni e sistemi a supporto del business. Per quest’ultimi – operando in un settore di nicchia che in molti casi non ha la possibilità di accedere a package standard – sviluppiamo molte soluzioni personalizzate, in house (per le applicazioni core) o in collaborazione con le terze parti. Dal punto di vista infrastrutturale, adottiamo da sempre un modello di outsourcing, con due diversi provider per i sistemi gestionali e business. In particolare, per l’infrastruttura a supporto delle applicazioni business, abbiamo cercato la possibilità di una maggiore flessibilità nell’approvvigionamento della infrastruttura, perché abbiamo una elevata stagionalità della richiesta di risorse e – sicuramente per noi – la capacità di approvvigionare on demand la potenza di calcolo e la connettività Internet sarebbe la risposta ideale. Finora non siamo riusciti ad arrivare a una soluzione veramente flessibile. L’obiettivo è raggiunto per quanto riguarda la banda, ma per la potenza di calcolo i tempi di risposta non sono ancora istantanei e a mio parere questo è un limite generale nell’offerta attuale dei fornitori. 

Dal punto di vista del cloud, utilizziamo servizi in SaaS fin dal 2005: abbiamo iniziato con Salesforce, poi sostituito da un sistema CRM verticale per le fiere. Oggi, le piattaforme di mail-marketing e di adv-serving sono in SaaS.

Dal punto di vista delle risorse umane e delle loro competenze, le figure interne che fanno demand e project management rappresentano ruoli chiave per il successo. Fiera Milano fa molto ricorso all’outsourcing. Con il diffondersi delle soluzioni in cloud penso che sarà necessario sviluppare competenze sui risvolti contrattuali e regolamentari dei servizi».

 

GIGROUP
PROFILI SPECIALIZZATI
BOOM DI DOMANDA

Secondo Luigi Zamboni «Gi Group (www.gigroup.it) è una realtà italiana, nata 13 anni fa, con l’apertura del mercato italiano alle forme contrattuali lavorative interinali e temporanee. Oggi, abbiamo filiali in venticinque nazioni e abbiamo arricchito il portafoglio di offerta con una serie di servizi professionali in ambito “Servizi professionali per le Risorse Umane”, gli obiettivi sono molto ambiziosi in termini di crescita e il gruppo continuerà ad espandersi a livello geografico.

Cinque anni fa, la visione fu quella di creare una sorta di struttura di self service e multiservizio, a supporto di applicativi variegati e diversi a causa delle profonde differenze normative nell’ambito del payroll dei vari Paesi. Da tre anni, abbiamo una infrastruttura che usa prodotti di virtualizzazione con una architettura adeguata, che si articola parte in housing, presso un service provider e una parte ospitata nel data center della sede centrale. Quest’ultima scelta è legata alla forte esposizione dei nostri dati in termini di privacy e la conseguente necessità di escludere a priori soluzioni in cui la localizzazione fisica delle informazioni fosse incerta. In questo momento, stiamo per concludere un pilot per validare una suite di applicativi integrati che servirà tutte le filiali a livello mondiale, un sistema di recruitment che integra un motore semantico per estrarre le informazioni dai curriculum vitae. Ebbene, sono i fornitori stessi, a volte, a confermare che è improprio parlare di cloud per un sistema che non è stato progettato per l’architettura cloud e che tra l’altro non dispone di una user interface nativa web. Per contro, se guardiamo per esempio a soluzioni come Google Apps, parliamo di applicativi specificamente progettati per funzionare in cloud. Purtroppo, con un patrimonio applicativo come il nostro, con codice che può avere parecchi anni di vita, non sempre è ragionevole (ma spesso è addirittura anti-economico) pensare di adattarlo completamente alle nuove architetture. Credo che nei prossimi anni, ci saranno carenze di skill specializzati nella gestione dei contratti per servizi cloud, in particolare per la definizione e monitoraggio degli SLA. Anche sul fronte compliance e security credo che la domanda di profili specializzati supererà ampiamente l’offerta. Un’altra sfida che vedo non è tanto legata al cloud, ma alla consumerizzazione. Anche per questo serviranno competenze che oggi non ci sono. Ad esempio, i laureati in informatica sentono sempre più spesso parlare di virtualizzazione, ma manca una visione condivisa e approfondita, una definizione corretta delle diverse tecnologie. Molte iniziative sono lasciate all’interesse e alla cultura personale dei giovani ingegneri del software e non strutturate e formalizzate nel modo giusto nei programmi di studio».

 

SASOL
NUOVE ESIGENZE
NUOVO APPROCCIO

Per Rolando Lolli «più che visione strategica sul “cloud” si è preferito guardare ai mercati più critici per valutare come questi, implementando nuove tecnologie, fossero in grado di mantenere elevati livelli qualitativi. Solo dopo aver preso visione di questo si è proceduto allo sviluppo di progetti interni.

Sasol (www.sasolitaly.it) ha seguito un approccio esplorativo abilitato e motivato dal contesto in cui opera. La società opera nella produzione petrolchimica dove l’efficienza di processo, l’attenzione ai costi e all’innovazione sono fra i driver principali per ogni nuova esigenza. Cinque anni fa, è stato avviato un percorso di virtualizzazione delle infrastrutture partendo da un principio chiave: le competenze non si inventano e non possono nascere sull’onda di quello che si fa al momento, ma sulla base di esperienze e skill presenti – e in modo specifico – per la virtualizzazione, in materia di sistemi, sicurezza e networking. Sono necessarie conoscenze in grado di garantire una gestione a 360 gradi dell’infrastruttura virtuale, abilitante e a valore per ogni nuova richiesta e opportunità, evitando il rischio di trattare “il nuovo” con gli stessi principi del passato. Solo dopo, in un certo senso, abbiamo scoperto di avere creato una infrastruttura di tipo “cloud”, per quanto il nome possa essere facilmente “addomesticato” per le più disparate soluzioni. Oggi, abbiamo avviato una nuova fase concentrata sulla virtualizzazione dello storage, grazie a un progetto di disaster recovery e proprio in virtù dell’esperienza e dell’infrastruttura realizzata abbiamo potuto disegnare una soluzione interna che è risultata economica, agile e performante anche confrontata con soluzioni as a service offerte da diversi importanti player di mercato».

 

SISAL
BUSINESS E SICUREZZA
L’ICT SU MISURA

Secondo Maurizio Dell’Oca, «in Sisal (www.sisal.it), l’ICT coincide con il business, giochi e scommesse sono fatti con l’informatica, con all’interno due anime applicative: una quella tradizionale, ERP, logistica, pianificazione e BI. Accanto a questa, i business system, le infrastrutture e sistemi che erogano i servizi di gioco, dal superenalotto alle slot machine. Su questi ultimi, la scelta fatta anni fa riguarda sistemi sviluppati e gestiti internamente per favorire il vantaggio competitivo. In seguito, man mano che nuovi giochi venivano normati e introdotti nel mercato, anche i nostri modelli si sono orientati su piattaforme di erogazione di terze parti, aziende estere che da anni operano in settori specifici per quei prodotti e per i quali abbiamo una politica non di insourcing, bensì di integrazione. Mi sento critico nei confronti del termine “cloud”, in cui si mescolano – a mio parere – aspetti che esistevano 15 anni fa e tecnologie emerse recentemente. Se per cloud intendiamo un uso di infrastrutture non proprietarie per il delivery di servizi e prodotti, lo facciamo anche noi, per esempio con la piattaforma di erogazione del poker online. Non ci siamo ancora avventurati su modelli di public cloud più spinti, soprattutto per questioni di sicurezza e per una normativa che ci impone di usare infrastrutture basate nell’Unione europea. Abbiamo intrapreso un discorso di private cloud nel settore dei dati, dotandoci di infrastrutture di storage molto avanzate, mentre anche per quanto riguarda la connettività abbiamo contratti che ci consentono di utilizzare banda aggiuntiva, senza particolare preavviso, in base alle necessità della situazione. Ragioniamo anche su una estensione del private cloud a infrastrutture non residenti all’interno e su un progetto SaaS, in grado di coinvolgere il nostro sistema ERP, ma si tratta di formule che – se in nazioni, come la Germania stanno prendendo piede – in Italia continuano a essere poco disponibili.

Nella parte applicativa tradizionale di ERP, il passaggio da sistemi ritagliati su misura a piattaforme enterprise ha comportato un salto di qualità del personale interno, con nuove competenze di livello medio alto. Nella nostra veste di concessionari di Stato, siamo soggetti a normative di vigilanza stringenti. Per questo, dall’anno prossimo costituiremo una direzione di sicurezza affidata a un chief security officer che avrà responsabilità sulla sicurezza informatica e fisica e sulla privacy».

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