SOC – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 23 Apr 2018 16:17:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png SOC – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Serve più intelligenza per l’analisi dei log? https://www.datamanager.it/2018/04/serve-piu-intelligenza-per-lanalisi-dei-log/ Wed, 18 Apr 2018 14:55:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146118 Il monitoraggio degli eventi continuativo, eterogeneo ed estensivo non si può fare a mano. Serve che le macchine ci aiutino con l’intelligenza artificiale. Alcune considerazioni a fronte del libro “SOC e Continuous Monitoring: faccia a faccia con la cybersecurity” Il 13 marzo è stato presentato a Security Summit il libro “SOC e Continuous Monitoring: faccia […]

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Il monitoraggio degli eventi continuativo, eterogeneo ed estensivo non si può fare a mano. Serve che le macchine ci aiutino con l’intelligenza artificiale. Alcune considerazioni a fronte del libro “SOC e Continuous Monitoring: faccia a faccia con la cybersecurity”

Il 13 marzo è stato presentato a Security Summit il libro “SOC e Continuous Monitoring: faccia a faccia con la cybersecurity” liberamente scaricabile dal sito del Clusit (c4s.clusit.it). Gli autori hanno spiegato come organizzare un Security Operation Center per il Continuous Monitoring. Con i tempi che corrono è assolutamente necessario adottare un presidio continuativo dei sistemi informativi (24×7). È sicuramente un bell’impegno per ogni azienda italiana, ma la pena da scontare in caso di omissione è una decisa esposizione a frodi o altri incidenti di sicurezza. Le aziende e le organizzazioni ormai ne sono pienamente consapevoli per via delle conseguenze degli incidenti che impattano indifferentemente il settore pubblico e privato, ma per quanto riguarda le appropriate misure di sicurezza c’è ancora molto da fare.

Il presidio oltre che essere continuativo deve essere eterogeneo: non ci si può limitare ai soli apparati di rete ma bisogna produrre, raccogliere e correlare i log da ogni sistema informatico come i sistemi operativi, i database, gli application server e le applicazioni. Inoltre bisogna integrare, analizzare e correlare altre importanti informazioni come quelle relative alla modifica dei dati presenti nei directory services e quelle di accesso ai sistemi informatici che sono presenti nelle piattaforme di controllo accessi e nell’identity management (IAM). Nel libro si elencano nel dettaglio tali sorgenti classificandole in dispositivi di sicurezza, sistemi operativi e DBMS e, infine, applicazioni e web service.


#cybersecurity intelligenza artificiale Il monitoraggio degli eventi continuativo, eterogeneo ed estensivo non si può fare a mano. Serve che le macchine ci aiutino con l’intelligenza artificiale – Alessandro Vallega @Clusit
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Non solo. Il presidio deve essere estensivo: bisogna coprire tutto quanto è on-premise (locale nel proprio data center) e nel cloud espresso come servizi IaaS, PaaS e SaaS (Infrastructure, Platform e Software as a Service) e che sia “sactioned” (servizi ufficialmente approvati dall’azienda) e non (hidden IT ovvero procurato in maniera autonoma dai dipendenti senza alcuna approvazione). Non si può sottovalutare il tema della correlazione delle informazioni perché è estremamente difficile e importante. Le diverse fonti producono informazioni potenzialmente ma non nativamente correlabili.

 

Il log di un normale firewall contiene degli IP address (centinaia di migliaia o milioni di righe con IP address e porta sorgente e destinazione) mentre il log di un sistema di controllo accessi contiene degli user name, orari di accesso e altre cose, il log di un’applicazione potrebbe contenere una diversa codifica dell’utente insieme ad altre informazioni e così via. Persino la sincronizzazione esatta degli orologi dei diversi sistemi deve essere considerata. Nella normale operatività un’azienda media può facilmente produrre milioni di righe di log al giorno. È praticamente impossibile analizzare tali quantità manualmente e di conseguenza le macchine devono aiutare.

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Intelligenza Artificiale al #WeChangeIT Forum di Data Manager

L’intelligenza artificiale sarà anche tema centrale dell’evento annuale di Data Manager che riunirà la comunità IT italiana il 21 Giugno all’ UniCredit Pavilion. L’agenda completa e l’opportunità di registrarsi a questo link

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Per dare un maggior senso all’analisi, serve poter mettere in relazione una richiesta di accesso che proviene dalla rete, raggiunge un directory service per l’autenticazione, arriva all’applicazione e passa al database per eseguire un’operazione inconsueta che potrebbe essere (in certi orari, su certi sistemi, da certi account, il giorno dopo un accesso sospetto a un server non “patchato”) un indicatore di una compromissione e di un attacco informatico in corso. Se si riuscisse a semplificare e in parte automatizzare l’analisi di tali eventi (e la risposta), si potrebbe aumentare nettamente la probabilità di proteggere i beni aziendali e ottimizzare l’uso delle risorse umane predisposte al monitoraggio. Per far fronte a questa sfida, si affacciano sul mercato delle soluzioni tecnologiche basate sul machine learning e sull’intelligenza artificiale di cui si fa un gran parlare e che in futuro faranno la differenza. Il tema però è futuribile e controverso anche secondo l’opinione dei 7 responsabili SOC intervistati nel libro.

Alessandro Vallega, Consiglio Direttivo CLUSIT

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Exynos 7 9610 rende smart anche la fascia di mezzo https://www.datamanager.it/2018/03/exynos-7-9610-rende-smart-anche-la-fascia-di-mezzo/ Mon, 26 Mar 2018 13:22:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144369 Il nuovo chip di Samsung integra un’area per la AI che promette di aumentare le capacità computazionali degli smartphone non top di gamma La vera rivoluzione è dietro l’angolo. Quando anche gli smartphone più economici potranno ospitare processori di nuova generazione allora davvero l’Intelligenza Artificiale potrà innalzare il livello di interazione a beneficio di una […]

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Il nuovo chip di Samsung integra un’area per la AI che promette di aumentare le capacità computazionali degli smartphone non top di gamma

La vera rivoluzione è dietro l’angolo. Quando anche gli smartphone più economici potranno ospitare processori di nuova generazione allora davvero l’Intelligenza Artificiale potrà innalzare il livello di interazione a beneficio di una larga fetta di consumatori. Oggi i telefonini dotati di un processore AI sono pochi: l’iPhone X, il Mate 10 Pro, il Galaxy S9 e l’Honor View 10.

Molti altri arriveranno nel corso del 2018 e si piazzeranno nella fascia alta del mercato. Tuttavia proprio Samsung ha intenzione di far scoprire cosa vuol dire essere accompagnati da un dispositivo più avanzato dotando anche le proposte più economiche di soluzioni innovative, capace di effettuare calcoli computazionali ulteriori, grazie a chip potenti e futuristici. Il tutto però conservando un cartellini che non spaventa i consumatori, anzi che li incoraggi a passare a un device migliore.

Come sarà possibile

Tutto passa per l’Exynos 7 9610, il chip casalingo che Samsung ha appena svelato e che punta proprio ai terminali di fascia media. Costruito con un processo a 10 nanometri FinFET, il SoC è un octa-core con quattro Cortex-A173 da 2,3 Ghz e quattro A53 a 1,6 Ghz, che entrano in gioco per app e operazioni dalle richieste energetiche limitate. Sul fronte grafico, c’è la seconda famiglia di ARM Mali-G72 basata su architettura Bitfrost, che promette migliori performance e prestazioni ottimizzate.

Quello che cambia è la presenza di un’area dedicata alle operazioni di riconoscimento visivo che, oltre ad abilitare funzioni premium come lo slow-mo, dovrebbero consentire anche di attivare interessanti modalità di interazione con l’ambiente circostante, ad esempio Bixby Vision, focalizzata sulle capacità di analisi della AI. Non sappiamo ancora dove l’Exynos 7 9610 troverà spazio, probabilmente sulla prossima flotta di Galaxy A, da presentare più in là nel corso dell’anno.

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Il MIT ha un chip per l’intelligenza artificiale https://www.datamanager.it/2018/02/mit-un-chip-lintelligenza-artificiale/ Fri, 16 Feb 2018 19:30:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141267 L’istituto ha realizzato un hardware neurale che può essere montato sugli smartphone e che riduce del 95% il consumo di batteria rispetto alle soluzioni attuali Le reti neurali non sono una novità in ambito mobile consumer. Da qualche mese conosciamo il Mate 10 Pro di Huawei e l’iPhone X di Apple, entrambi dotati di co-processore […]

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L’istituto ha realizzato un hardware neurale che può essere montato sugli smartphone e che riduce del 95% il consumo di batteria rispetto alle soluzioni attuali

Le reti neurali non sono una novità in ambito mobile consumer. Da qualche mese conosciamo il Mate 10 Pro di Huawei e l’iPhone X di Apple, entrambi dotati di co-processore che realizza il sogno degli ingegneri: avere uno smartphone che pensa come l’uomo, o quasi. La promessa è sulla buona strada ma ben lungi dall’essere avverata. Il motivo? Dispositivi del genere beneficiano poco della presenza di un calcolo AI, se non per scattare foto con impostazioni automatiche e rispondere in maniera più veloci ad alcune operazioni, soprattutto quelle che prevedono l’utilizzo sincrono di informazioni prelevate in locale e dalla rete. Il MIT ha intenzione di migliorare il panorama dell’Intelligenza Artificiale per tutti, proponendo una soluzione creata nei propri laboratori.

Di cosa si tratta

Dopo aver comunicato l’arrivo di un chip pensato per rafforzare e gestire la crittografia in vari ambiti, ora il MIT ha divulgato la finalizzazione di un altro hardware capace di ridurre al minimo il consumo di batteria durante operazioni di una neural processing unit, cioè di una rete neurale simile a quella del Kirin 970 e dell’A11 Bionic. Stando alle analisi dei ricercatori, è del 95% il risparmio energetico rispetto alle soluzioni attuali, talmente ottimale da far pensare all’integrazione di un elemento del genere su qualunque smartphone e tablet che voglia salire di livello, adottando un’intelligenza superiore e capace di risolvere problemi avanzati (ovvero task) senza batter ciglio. Quando vedremo a bordo dei nostri telefonini il chip del MIT?

Probabilmente non così presto, anche perché ci sarebbero da effettuare tutti i test contestuali del caso e vari studi di fattibilità per l’integrazione su dispositivi complessi come i cellulari odierni. E poi, con le principali compagnie che hanno già sviluppato, in casa, le loro NPU, che vantaggio avrebbero ad affidarsi a fornitori terzi? Plausibile dunque che la tecnologia del Massachusetts Institute of Technology rappresenti solo un primo passo verso studi ulteriori, che troppo spesso restano dentro i laboratori. Basti pensare alle batterie a litio e ossigeno di cui si parla da anni.

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Qualcomm presenta Snapdragon 450 e un nuovo lettore per le impronte https://www.datamanager.it/2017/06/qualcomm-presenta-snapdragon-450-un-lettore-le-impronte/ Wed, 28 Jun 2017 14:30:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127661 Qualcomm ha presentato Snapdragon 450 insieme a un nuovo processore per il wearable e a un sistema per la lettura delle impronte posto sotto al di sotto del display E’ tempo di grandi annunci per Qualcomm. Durante il Mobile World Congress 2017 di Shanghai il produttore statunitense ha presentato ufficialmente il nuovo processore Snapdragon 450, […]

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Qualcomm ha presentato Snapdragon 450 insieme a un nuovo processore per il wearable e a un sistema per la lettura delle impronte posto sotto al di sotto del display

E’ tempo di grandi annunci per Qualcomm. Durante il Mobile World Congress 2017 di Shanghai il produttore statunitense ha presentato ufficialmente il nuovo processore Snapdragon 450, il primo a essere realizzato con processo FinFET da 14 nm. L’utilizzo della CPU ARM Cortez A53 ha consentito di aumentare del 25% la potenza di calcolo del chip rispetto alla versione 435 e la stessa cosa vale per le prestazioni grafiche con l’integrazione della GPU Adreno 506. Qualcomm ha anche lavorato sulla durata della batteria. Snapdragon 450 consente di avere 4 ore in più di utilizzo e il 30% di riduzione di potenza durante le sessioni di gioco. Il processore supporta il sistema Quick Charge 3.0 e la doppia fotocamera, che può arrivare a un totale di 26 Megapixel sommando la capacità dei due sensori. Qualcomm ha inoltre potenziato aspetti come LTE e la gestione dei contenuti multimediali da parte di sistemi con prestazioni più elevate. Snapdragon 450 sarà disponibile nel terzo trimestre di quest’anno e alcuni dispositivi potrebbero già montarlo entro la fine del 2017.

Insieme a Snapdragon 450 è stato presentato anche Snapdragon Wear 1200, un chip pensato appositamente per il wearable e l’Internet of Things (IoT). Il SoC è realizzato con processo produttivo a 20 nm e sfrutta un processore ARM ARM Cortex-A1 sa 1,3 GHz con supporto allo standard LTE per lo IoT, GPS e GLONASS, Voice over LTE e sistemi operativi RTOS basati su Linux.

Le sorprese da parte di Qualcomm non finiscono però qui. L’azienda ha anche svelato Fingerprint Sensors, una nuova generazione di lettore di impronte digitali a ultrasuoni da porre al di sotto dello schermo o dietro a una superficie di vetro e metallo. Questa tecnologia non solo funziona sott’acqua ma permette di rilevare anche le gesture direzionali, battito cardiaco e flusso sanguigno. Ciò lo rende quindi una soluzione adatta per vari strumenti per la salute e il fitness. Il sensore è in grado di effettuare la sua lettura delle impronte anche se nascosto dietro un pannello OLED fino a 1.200 μm o rivestimenti in vetro e alluminio spessi rispettivamente 800 µm e 650 µm. Il sistema è ottimizzato per i processori Snapdragon 660 e 630 e tutte le versioni successive. Il Fingerprint Sensors dovrebbe essere pronto per il mercato entro la prima metà del 2018 nella versione per vetro e metallo mentre per quella dedicata ai display bisognerà attendere un po’ più di tempo.

 

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Perché Samsung non vende i suoi chip Exynos? Chiedete a Qualcomm https://www.datamanager.it/2017/03/perche-samsung-non-vende-suoi-chip-exynos-chiedete-qualcomm/ Tue, 28 Mar 2017 17:30:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121974 Circola voce che Qualcomm abbia impedito a Samsung di vendere i chip Exynos a terzi tramite l’uso illecito di un brevetto ma il produttore rimanda al mittente ogni accusa Nel corso degli anni Samsung ha cercato di liberarsi dalla dipendenza dalle aziende terze per la fornitura delle componenti necessarie ai suoi dispositivi. L’azienda coreana ha […]

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Circola voce che Qualcomm abbia impedito a Samsung di vendere i chip Exynos a terzi tramite l’uso illecito di un brevetto ma il produttore rimanda al mittente ogni accusa

Nel corso degli anni Samsung ha cercato di liberarsi dalla dipendenza dalle aziende terze per la fornitura delle componenti necessarie ai suoi dispositivi. L’azienda coreana ha quindi iniziato a produrre da sé parti essenziali come schermi, batterie e soprattutto processori. Il colosso dell’elettronica, che ha svelato ufficialmente l’assistente vocale Bixby, ha dimostrato in più di un’occasione che i suoi SoC Exynos possono competere con prodotti di fascia alta come gli Snapdragon di Qualcomm o i prodotti di Mediatek ma in molti si sono chiesti perché si limiti a utilizzarli sulla linea Galaxy e non li venda anche ad altre aziende. A quanto pare questa strategia sarebbe stata dettata da un comportamento illecito proprio di Qualcomm.

In Rete è emerso un rapporto in cui si afferma che il produttore di San Diego avrebbe abusato di una licenza riguardante un brevetto standard per la realizzazione di processori e in questo modo avrebbe impedito a Samsung la vendita a terzi dei chip Exynos per addirittura 25 anni. Questa pratica sarebbe emersa durante un procedimento in cui Qualcomm è coinvolta per abuso di posizione dominante. Stando alle voci che circolano sul web, la Fair Trade Commission non ha ancora emesso alcuna sentenza di colpevolezza nei confronti della società statunitense ma questa potrebbe rischiare una multa di circa 873 milioni di dollari. Ieri Qualcomm ha voluto smentire categoricamente ogni accusa tramite un suo portavoce che ha sottolineato che il produttore “non ha mai impedito a Samsung di vendere chip a terzi, e nemmeno gli accordi stretti tra le parti lo prevedono. Qualsiasi dichiarazione contraria è completamente falsa”.

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Xiaomi lancia Surge S1 il suo primo chip fatto in casa https://www.datamanager.it/2017/03/xiaomi-lancia-surge-s1-suo-primo-chip-casa/ Wed, 01 Mar 2017 19:30:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120201 Debutta sul Mi 5c, smartphone presentato a Barcellona e in vendita dal 3 marzo esclusivamente per il mercato cinese Il trend pare essere questo. Dopo Apple, Samsung e Huawei, anche Xiaomi si è lanciata nel mercato della produzione di chip, seppur dedicati solo ai propri prodotti. Dopo insistenti indiscrezioni diffuse negli ultimi giorni, la compagnia […]

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Debutta sul Mi 5c, smartphone presentato a Barcellona e in vendita dal 3 marzo esclusivamente per il mercato cinese

Il trend pare essere questo. Dopo Apple, Samsung e Huawei, anche Xiaomi si è lanciata nel mercato della produzione di chip, seppur dedicati solo ai propri prodotti. Dopo insistenti indiscrezioni diffuse negli ultimi giorni, la compagnia cinese ha confermato l’esistenza di un progetto di sviluppo interno, declinato nel Surge S1. Il SoC verrà utilizzato per potenziare i Mi 5c e successivi, con un controllo diretto sul processo di industrializzazione e integrazione. “L’abilità di creare SoC in casa è un passo importante per ogni marchio attivo nel mondo degli smartphone – ha spiegato Lei Jun, CEO di Xiaomi – per noi rappresenta un ulteriore tassello nel processo di sviluppo che ci accompagna”.

Come è fatto

Scendendo nel dettaglio, il chip è composto da un processore ARM Cortex A53 a otto-core, quattro a 2.2 GHz e quattro a 1,4 GHz, una scheda grafica Mali T-860 MP4, capace di fornire prestazioni in risoluzione 4K, VoLTE DSP a 32-bit e audio in frequenza 16 kHz. Il lancio del sistema proprietario pone Xiaomi come ulteriore concorrente di Qualcomm e MediaTek, pur sempre fornitori preferiti dal mercato degli smartphone. La stessa Samsung, pur costruendo in-house i suoi Exynos, in alcuni mercati preferisce affidarsi agli Snapdragon, come farà per il prossimo Galaxy S8 dove sarà presente il modello 835, lo stesso del Sony Xperia XZ Premium, appena presentato al Mobile World Congress di Barcellona. Il primo dispositivo a ospitare Surge S1 sarà il Mi 5c, annunciato in Spagna: ha uno spessore di 7,09 millimetri, pesa 135 grammi ed è dotato di una fotocamera da 12 megapixel con tecnologia ultra light. Lo vedremo dal 3 marzo a poco più di 200 dollari ma solo in Cina, come al solito.

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Samsung annuncia Exynos 8895, l’ultima generazione di SoC per il mondo mobile fatta in casa https://www.datamanager.it/2017/02/samsung-annuncia-exynos-8895-lultima-generazione-soc-mondo-mobile-fatta-casa/ Mon, 27 Feb 2017 19:30:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120044 Il chip ospita una scheda grafica Mali G71MP20 e memoria RAM di tipo LPDDR4x. Lo vedremo nelle versioni alternative di Galaxy S8 Non sarà solo lo Snapdragon 835 il cuore pulsante del prossimo Galaxy S8. Come succede da qualche generazione, Samsung realizza due versioni del suo smartphone di punta (quattro, considerando la variante edge), una […]

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Il chip ospita una scheda grafica Mali G71MP20 e memoria RAM di tipo LPDDR4x. Lo vedremo nelle versioni alternative di Galaxy S8

Non sarà solo lo Snapdragon 835 il cuore pulsante del prossimo Galaxy S8. Come succede da qualche generazione, Samsung realizza due versioni del suo smartphone di punta (quattro, considerando la variante edge), una con processore Qualcomm, l’altra con la soluzione casalinga Exynos. Se dunque sappiamo già il nome del primo SoC, restava ancora qualche dubbio sulla piattaforma alternativa. La compagnia ha svelato qualche giorno fa l’Exynos 8895, un chip costruito con processo a 10 nanometri, con scheda grafica Mali G71MP20, RAM LPDDR4x e soprattutto supporto al 4K a 120fps. La Series 9 è la prima ad annoverare i 10nm, uno standard che verrà adottato largamente nei prossimi mesi perché consente di ottenere parti hardware più piccole e potenti.

Spinta verso il futuro

L’integrazione di nuove tecnologie permetterà al processore ed elementi integrati di lavorare meglio con algoritmi di machine learning, che per Samsung dovrebbero tradursi in un assistente digitale avanzato. Ma non solo: grazie al 4K, arriva la possibilità non solo di registrare ma anche di visualizzare video in altissima definizione, sia in locale che in streaming, con la necessità di godere di larghezze di banda sufficienti ovviamente. Un salto in avanti viene compiuto dal reparto fotografico che potrà contare sul Vision Processing Unit (VPU), ovvero un’unità dedicata che è adibita al tracciamento degli oggetti che si trova dinanzi, per comprenderli meglio e renderizzarli alla perfezione. Sarà poi compito dei singoli produttori associare un’ottica capace di sfruttare tali caratteristiche. Il resto delle componenti parla di una GPU Mali G71Mp20, realizzata come al solito da ARM, e RAM di tipo LPDDR4x, un’estensione (quella “x”) dello standard attuale.

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Xiaomi prepara il lancio del suo SoC Pinecone https://www.datamanager.it/2017/02/xiaomi-prepara-lancio-del-suo-soc-pinecone/ Mon, 20 Feb 2017 18:30:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119612 Xiaomi ha confermato la presentazione a fine febbraio di un processore proprietario chiamato Pinecone Da tempo si parla della possibilità che Xiaomi stesse realizzando un processore proprietario da integrare nei suoi smartphone. L’azienda cinese, che ha perso il manager che ha guidato la sua espansione globale, ha oggi confermato la notizia con un’immagine teaser diffusa […]

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Xiaomi ha confermato la presentazione a fine febbraio di un processore proprietario chiamato Pinecone

Da tempo si parla della possibilità che Xiaomi stesse realizzando un processore proprietario da integrare nei suoi smartphone. L’azienda cinese, che ha perso il manager che ha guidato la sua espansione globale, ha oggi confermato la notizia con un’immagine teaser diffusa sul web. Il SoC di Xiaomi è stato battezzato Pinecone (pigna in inglese) e verrà ufficialmente svelato il 28 febbraio durante un evento dedicato a Pechino.

Stando agli ultimi rumors, la startup cinese che ha scalato le classifiche dei produttori di smartphone dovrebbe rilasciare inizialmente due versioni del suo processore proprietario. Il primo si chiamerà Pinecode V670 e sarà dedicato a dispositivi di fascia media. Il SoC dovrebbe essere realizzato con un processo produttivo a 28 nm e utilizzerà un’architettura octa core composta da 8 core Cortex-A53 e GPU Mali-T860 MP4. Questo processore dovrebbe debuttare con Xiaomi Mi 5C, attualmente conosciuto con il nome in codice di Meri. La versione V970 di Pinecode sarà un prodotto più performante e arriverà nell’ultimo trimestre di quest’anno. Il SoC sfrutterà un’architettura octa core con 4 Cortex-A73 e 4 Cortex-A53 (clock massimo a 2,7 GHz) e GPU Mali G71 MP12.

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Samsung vuole gli Snapdragon 830 in tempo per il Galaxy S8 https://www.datamanager.it/2016/10/samsung-vuole-gli-snapdragon-830-tempo-galaxy-s8/ Fri, 07 Oct 2016 18:30:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110769 La prossima generazione di processori Qualcomm verrà realizzata con un processo di costruzione a 10 nanometri e vedrà la coreana protagonista Samsung sarebbe al lavoro con Qualcomm per realizzare i prossimi processori Snapdragon 830 da montare sui Galaxy S8. La notizia, più che come puro riferimento cronologico, è importante perché ammette un coinvolgimento in prima […]

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La prossima generazione di processori Qualcomm verrà realizzata con un processo di costruzione a 10 nanometri e vedrà la coreana protagonista

Samsung sarebbe al lavoro con Qualcomm per realizzare i prossimi processori Snapdragon 830 da montare sui Galaxy S8. La notizia, più che come puro riferimento cronologico, è importante perché ammette un coinvolgimento in prima persona dell’azienda coreana nella costruzione dei chip attraverso la modalità di costruzione a 10 nanometri, tanto attesa per i vantaggi che può portare. Non a caso, il prossimo system-on-a-chip proprietario, della famiglia Exynos, presente sui modelli internazionali dei Galaxy più performanti, vedrà la luce proprio grazie all’innovativo processo industriale, che promette di abbassare i costi di produzione e, nel contempo, portare a bordo degli smartphone una versatilità mai vista.

Le novità

Ad esempio, i dispositivi che monteranno i futuri Snapodragon 830 potranno permettersi di avere un form factor più snello e di godere ancora di numerose porte di connessione, sia in entrata che in uscita. Pensiamo alla permanenza del jack audio o ai numerosi sensori che oggi rendono possibile sbloccare il telefono con il volto e la lettura dell’iride. Aggiungere funzionalità non sarà più un problema, almeno non dal punto di vista estetico. Ma non solo: i 10 nanometri abilitano anche il supporto a memorie RAM fino a 8GB e a schede grafiche superiori, come la Adreno 540. Dal punto di vista dell’autonomia, se già l’attuale Snapdragon 820 gode di una gestione ottimizzata del risparmio energetico, l’830 farà ancora di più, promettendo di portare la durata di uno smartphone oltre la giornata, a seconda dell’utilizzo che se ne fa, ovviamente.

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L’iPhone 7 avrà un processore alla pari di iPad Pro https://www.datamanager.it/2016/07/liphone-7-avra-un-processore-alla-pari-ipad-pro/ Mon, 18 Jul 2016 14:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105936 Grazie al chip A10, il nuovo smartphone di Apple potrà fornire performance simili a quelle del tablet professionale Il salto generazionale è dietro l’angolo. Seppur negli anni Apple non abbia mai sostenuto la teoria della rivoluzione estetica e prestazionale per i suoi iDevice, gli aggiornamenti e i miglioramenti da un modello all’altro, sono sempre stati […]

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Grazie al chip A10, il nuovo smartphone di Apple potrà fornire performance simili a quelle del tablet professionale

Il salto generazionale è dietro l’angolo. Seppur negli anni Apple non abbia mai sostenuto la teoria della rivoluzione estetica e prestazionale per i suoi iDevice, gli aggiornamenti e i miglioramenti da un modello all’altro, sono sempre stati evidenti. Anche il prossimo iPhone 7 porterà con sé alcune novità, e tra queste ci sarà (con molta probabilità) la dotazione di un nuovo processore, conosciuto con il nome di A10, capace di spostare più in là il limite delle prestazioni in mobilità. Stando a un recente rumors, il SoC dell’iPhone 7 potrà gareggiare con dispositivi maggiori, come l’iPad Pro, che per ovvie ragioni di grandezza può ospitare elementi hardware maggiori, e per questo più potenti.

Processore all’avanguardia

Merito di ciò spetterebbe proprio al processore A10, naturale successore dell’attuale A9 a 64-bit montato sui telefoni svelati nel 2015. Il produttore, TSMC, ha accelerato la realizzazione del chip nelle ultime settimane, per consentire il termine del primo lotto di assemblaggio per fine settembre, quando cioè il nuovo iPhone dovrebbe essere disponibile negli USA. La CPU A10 è resa possibile da un processo costruttivo a 16 nanometri (ancora nessuna notizia per quello a 10nm) e tecnologia FinFET. Come detto, i primi benchmark pubblicati da TechTastic mostrano un deciso incremento delle prestazioni, anche in merito alla gestione del risparmio energetico. L’A10 totalizza un punteggio di 3.000 nei test Geekbench 3 a single-core, che è leggermente inferiore ai 3.010 dell’A9X a bordo dell’iPad Pro. Se legittimi, i risultati proverebbero un aumento delle performance del 20% nei confronti dell’A9 presente su iPhone 6S. Si tratta di speculazioni, si intende, ma che lasciano intravedere un futuro più che roseo per l’avanzamento tecnologico in casa Apple.

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