Svizzera – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:00:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Svizzera – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Esplode un iPhone oltre il cantone: 50 evacuati https://www.datamanager.it/2018/01/esplode-un-iphone-oltre-cantone-50-evacuati/ Thu, 11 Jan 2018 19:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138727 In un’area dell’Apple Store di Zurigo uno dei telefonini della Mela sarebbe esploso causando ferite per un dipendente e sette persone intossicate Di solito quando un iPhone esplode fa sempre notizia. Il motivo è semplice: può un dispositivo da migliaia di euro suicidarsi in questo modo senza nemmeno avvisare? Evidentemente si, per la storia dei […]

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In un’area dell’Apple Store di Zurigo uno dei telefonini della Mela sarebbe esploso causando ferite per un dipendente e sette persone intossicate

Di solito quando un iPhone esplode fa sempre notizia. Il motivo è semplice: può un dispositivo da migliaia di euro suicidarsi in questo modo senza nemmeno avvisare? Evidentemente si, per la storia dei grandi numeri, ed è proprio quanto successo in settimana a Zurigo. Presso l’Apple Store svizzero, la deflagrazione di uno smartphone della Mela ha causato un’intossicazione per sette persone, un ferito e l’evacuazione del negozio, che in quel momento ospitava circa 50 individui tra interni e clienti. Non si hanno notizie precise sull’accaduto ma pare che il modello problematico non fosse tra quelli esposti ma nelle sale tecniche, in riparazione e tra le mani dello specialista che ha riportato lievi danni alle mani. Il paradosso? Nei giorni delle critiche alla gestione dell’autonomia degli iPhone più vecchi, l’incidente oltre il cantone sarebbe avvenuto proprio durante un’operazione di sostituzione della batteria.

Cuore svizzero

Intanto, dopo la prima mossa da parte dell’autorità francese garante del mercato, che ha deciso di denunciare Apple per la presunta obsolescenza programmata dei telefoni, anche la Svizzera si è messa sul piano di guerra, nelle vesti di Thomas Putallaz, candidato PDC al Grand Consiglio di Ginevra. Il politico ha presentato una formale denuncia al Ministero pubblico della Confederazione, chiedendo maggiori delucidazioni in merito al malfunzionamento che verrebbe indotto da remoto dalla compagnia. In quanto utente diretto, Putallaz ha ammesso di ritrovarsi costantemente con un dispositivo scarico dopo qualche ora dal raggiungimento del 100%, senza particolari ragioni.

A seguito delle numerose critiche arrivate dall’Europa e dagli Stati Uniti, non sembra più così remota la possibilità di introdurre a livello internazionale una legislazione diretta a contrastare il fenomeno dell’obsolescenza programmata di cui, ricordiamo, Apple è solo accusata ma senza alcuna evidenza. Non per il momento almeno.

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Hacker nelle infrastrutture elettriche europee: ecco le prove https://www.datamanager.it/2017/09/hacker-nelle-infrastrutture-elettriche-europee-le-prove/ Fri, 08 Sep 2017 12:38:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130322 Symantec ha analizzato per diverse settimane le mosse del gruppo Dragonfly in azione contro centrali statunitensi e continentali sin dal 2015 Hacker esperti avrebbero preso di mira le centrali elettriche in Europa e negli USA. Ne è sicura Symantec, che ha pubblicato un report in cui descrive le azioni di Dragonfly, un gruppo attivo da […]

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Symantec ha analizzato per diverse settimane le mosse del gruppo Dragonfly in azione contro centrali statunitensi e continentali sin dal 2015

Hacker esperti avrebbero preso di mira le centrali elettriche in Europa e negli USA. Ne è sicura Symantec, che ha pubblicato un report in cui descrive le azioni di Dragonfly, un gruppo attivo da diversi anni e già conosciuto nel panorama della sicurezza informatica. Il problema è che dopo vari tentativi di infiltrazione e ipotetiche campagne di spionaggio, gli smanettoni sembra siano riusciti realmente a violare le strutture dei due continenti, sfruttando le sempreverdi trappole del mail phishing. L’attacco in questione sarebbe partito un paio di anni fa ma solo nell’aprile del 2017 ha avuto un boost significativo, probabilmente grazie al supporto di uno stato ostile.

Cosa succede

Stando ai ricercatori, atti intrusivi del genere non vanno circoscritti alla sola operazione contro una certa azienda o centrale. Nell’ottica di un conflitto più ampio, gli hacker starebbero preparando la strada ai governi a cui si riferiscono, per facilitare la distruzione di infrastrutture critiche e creare danni su vasta scala. Secondo il rapporto, sono dozzine le reti già colpite, molte negli USA ma anche in Svizzera e in Turchia. Anche se non fa mai riferimento a probabili mittenti, Symantec nota come parte del codice infetto riscontrato nei sistemi violati sia lo stesso visto qualche tempo fa in Russia mentre altre parti hanno un precedente in Francia. Ciò fa pensare a un cambio di strategia dei criminali, che tendono sempre più spesso a confondere le loro tracce, disseminando prove in giro per il mondo così da rendere più complicate le procedure di monitoraggio.

Il gruppo Dragonfly è stato individuato nel 2011 e operazioni a lui ricondotte arrivano sino al 2014. Da quel tempo sembra aver fermato l’attività, fino all’analisi più recente, anche se gli analisti pensano che i membri abbiano dirottato le scorribande in altri team, come gli Energetic Bear e i Koala, riferiti spesso agli stessi soggetti con forti legami moscoviti.

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Sequent è lo smartwatch che si autoricarica https://www.datamanager.it/2017/07/sequent-lo-smartwatch-si-autoricarica/ Wed, 12 Jul 2017 13:51:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128471 Compare su Kickstarter il primo orologio intelligente che si alimenta di energia cinetica, più l’utente si muove, più si ricarica Belli, utili e intelligenti. Gli smartwatch del 2017 hanno tutte le carte in regola per sfondare nel mercato hi-tech di consumo. Eppure soffrono ancora un pesante limite: la necessità di essere ricaricati quasi con la […]

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Compare su Kickstarter il primo orologio intelligente che si alimenta di energia cinetica, più l’utente si muove, più si ricarica

Belli, utili e intelligenti. Gli smartwatch del 2017 hanno tutte le carte in regola per sfondare nel mercato hi-tech di consumo. Eppure soffrono ancora un pesante limite: la necessità di essere ricaricati quasi con la frequenza di uno smartphone. Il futuro però potrebbe essere più roseo grazie a un progetto comparso nelle ultime ore su Kickstarter e avviato dalla startup Sequent. Si tratta di un orologio connesso che si ricarica tramite l’energia cinetica: più l’utente si muove e più la batteria sale, teoricamente senza necessità di essere mai collegato alla presa di corrente. Sul retro è dotato infatti di sensori che convertono il movimento in corrente, assicurando una sorta di stand-by operativo prolungato, a patto di usarlo ogni giorno.

Design svizzero

Ma oltre a essere utile, lo smartphone Sequent è pure bello, grazie a al sapiente mix svizzero di design e tecnica, che lo rende appetibile un po’ a tutti. Non solo: è water resistant fino a 50 metri, ha notifiche personalizzabili, un’app companion per iOS e Android, il sensore di battito cardiaco, GPS e activity tracker. Specialmente durante l’attività fisica, la ricarica cinetica mostra tutto il suo potenziale, visto che con qualche ora di esercizi si ridona vita piena allo smartwatch. Certo, se si comincia a giocare con il GPS e i sensori senza muoversi abbastanza la batteria calerà inesorabilmente ma al momento Sequent rappresenta quel giusto compromesso tra orologio classico e connesso, che sul crowdfunding ha già triplicato la cifra necessaria per la produzione: 265 mila dollari. Per questo la programmazione non dovrebbe subire ritardi, con un arrivo sul mercato entro la fine del 2017 a un prezzo di circa 170 euro.

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La scelta di Tag Heuer: uno smartwatch ibrido non per la massa https://www.datamanager.it/2017/02/la-scelta-tag-heuer-uno-smartwatch-ibrido-non-la-massa/ Tue, 21 Feb 2017 14:49:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119677 In un mercato che non è ancora esploso, la via da seguire è quella della modularità: rivoluzione concreta ma a piccoli passi Da un gigante dell’orologeria come Tag Heuer ci si aspetta proprio un prodotto del genere. Non ci sono certezze ma le ultime indiscrezioni sulla compagnia svizzera parlano del lancio di un dispositivo che […]

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In un mercato che non è ancora esploso, la via da seguire è quella della modularità: rivoluzione concreta ma a piccoli passi

Da un gigante dell’orologeria come Tag Heuer ci si aspetta proprio un prodotto del genere. Non ci sono certezze ma le ultime indiscrezioni sulla compagnia svizzera parlano del lancio di un dispositivo che combina le innovazioni degli smartwatch Android Wear con le modalità classiche, sempre vincenti, di un orologio analogico dal fascino intramontabile. C’è anche il nome e la data: Tag Connected Modular, che il 14 marzo prossimo porterà l’idea di “modularità” al polso. Per la storica azienda di La Chaux-de-Fonds non è una novità. Nel 2015 aveva presentato il primo Heuer Connected basato sull’OS di Google. Si trattava di uno smartwatch di lusso, dal costo non irrisorio di 1.350 euro, con la particolarità di consentire ai clienti di cambiare l’acquisto con un orologio vero e proprio, se non soddisfatti dall’esperienza digitale.

Nuovo concetto

Con un prezzo che dovrebbe rispecchiare quello del primo modello, il Tag Heuer Connected Modular, porta con sé un concetto diverso di vestibilità e funzionalità, lasciando indietro lo switch tra analogico e digitale che riguarda un prodotto nella sua totalità. Il termine “modulare” si riferisce sì alla personalizzazione di colori e cinturini (come il precedente) ma soprattutto a una cassa estraibile e sostituibile, così da passare da una meccanica con processore, RAM e storage ad una con movimento automatico, proprio come i comuni orologi. Non è dato sapere quanto costerà l’elemento aggiuntivo ma viene da pensare che, essendo il cuore pulsante di tutta la struttura, starà poco sotto il modello completo di fibbia. Scelta discutibile? Prezzo fuori mercato? Forse, ma qui siamo dinanzi a un’eccellenza del settore, che ha deciso di abbracciare l’innovazione un passo alla volta, senza snaturarsi. Tutte le altre domande verranno soddisfatte tra meno di un mese.

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Le vendite di Apple Watch fanno scivolare quelle di Swatch https://www.datamanager.it/2015/09/le-vendite-di-apple-watch-fanno-scivolare-quelle-di-swatch/ Wed, 23 Sep 2015 18:00:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84230 La compagnia svizzera sarebbe in difficoltà a causa del maggiore interesse dei consumatori per i modelli di fascia alta Più Apple Watch, meno Swatch al mondo? Non è proprio così ma il trend non è di certo dei migliori per il marchio svizzero. Secondo gli analisti, le spedizioni di modelli di Swatch nel mese di […]

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La compagnia svizzera sarebbe in difficoltà a causa del maggiore interesse dei consumatori per i modelli di fascia alta

Più Apple Watch, meno Swatch al mondo? Non è proprio così ma il trend non è di certo dei migliori per il marchio svizzero. Secondo gli analisti, le spedizioni di modelli di Swatch nel mese di agosto hanno subito un pesante ribasso per la prima volta negli ultimi sei anni e la colpa potrebbe essere proprio del prodotto di Apple che si è lanciata nel mondo degli smartwatch a metà di quest’anno. Stando ai dati della Federation of the Swiss Watch Industry, le vendite di Swatch sono calate dell’1,6% con un dettaglio che parla di un -13% per i modelli da meno di 200 franchi al -24% per quelli fino a 500 franchi.

Tre motivi dietro il calo

“Suppongo che qualcosa c’entri con il lancio di Apple Watch – ha spiegato Jon Cox a Bloomberg, analista della Kepler Cheuvreux di Zurigo – lo smartwatch sta mettendo pressione alla fascia medio-alta del settore, anche nel mercato svizzero. In realtà il deficit di Swatch non si spiega solo in questo modo. La disponibilità in Europa di Apple Watch è arrivata in contemporanea con l’aumento del franco svizzero e della crisi economica di Pechino che, secondo gli esperti, ha invitato i cittadini a fare a meno di spese “stravaganti”. Non a caso a subire le conseguenze maggiori sono state le spedizioni di Swatch ad Hong Kong, il più grande mercato per la compagnia, e in Cina, dove rispettivamente si è registrato un -18% e un -39%.

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La Svizzera pronta ad accogliere Edward Snowden https://www.datamanager.it/2014/09/svizzera-pronta-ad-accogliere-edward-snowden/ Mon, 08 Sep 2014 18:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60411 Altro che stato neutrale. Se il giovane americano testimonierà contro le attività della NSA, Berna e Zurigo potrebbero accoglierlo senza grossi problemi Dove se ne andrà Edward Snowden quando lascerà i freddi lidi russi? La domanda era stata tra le più gettonate qualche settimana fa, quando il visto del ragazzo, informatore sulle attività della National Security […]

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Altro che stato neutrale. Se il giovane americano testimonierà contro le attività della NSA, Berna e Zurigo potrebbero accoglierlo senza grossi problemi

Dove se ne andrà Edward Snowden quando lascerà i freddi lidi russi? La domanda era stata tra le più gettonate qualche settimana fa, quando il visto del ragazzo, informatore sulle attività della National Security Agency, stava per scadere e Mosca non si decideva sul rinnovo. Adesso, con quasi un anno avanti per decidere, la questione è decisamente più calma e si può ragionare sui movimenti futuri. Come un fulmine a ciel sereno si è diffusa oggi la notizia secondo cui Snowden potrebbe presto esser confinante dell’Italia. Tra i paesi che accetterebbero di buon grado l’approdo del ragazzo tra i propri confini c’è infatti la Svizzera che, attraverso un documento del procuratore generale, avrebbe studiato i pro e i contro dell’arrivo di Snowden tra le Alpi. I dubbi maggiori, vista la qualità di stato neutrale, arriverebbero nel caso gli Stati Uniti facessero richiesta di estradizione per Snowden, una volta atterrato sul suolo svizzero.

Dal freddo della Russia a quello di Berna

Il procuratore è stato chiaro: “Se Snowden arrivasse da noi per riportare sulle azioni illegale della NSA, garantiremmo tutta la protezione necessaria alla sua persona”. Nel documento si legge infatti come: “La Svizzera non può estradare un cittadino statunitense se è testimone di azioni che costituiscono un’offensiva politica o se la richiesta viene mossa da ragioni solo politiche”. A questo punto l’unico ostacolo al libero arbitrio svizzero potrebbero essere “ordini di carattere superiore”, relativi a motivi di interesse internazionale. Tradotto: se gli USA riuscissero a convincere le autorità che la libertà di Snowden rappresenta un pericolo per azioni future di anti-terrorismo, allora tutto sarebbe rimesso in discussione. Ma c’è un altro punto a favore dell’asilo di Snowden e della sua protezione: la convenzione di Ginevra. “E’ evidente che il ragazzo soddisfi tutti i requisiti di un rifugiato politico a cui deve essere garantito un asilo” – ha detto Sarah Progin, attivista sui diritti degli immigrati alla testata svizzera Sonntags Zeitung.

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Pacemaker da polso, in futuro si indosserà come un orologio https://www.datamanager.it/2014/09/pacemaker-polso-in-futuro-si-indossera-come-orologio/ Mon, 01 Sep 2014 13:21:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59881 Il futuro del pacemaker, che potrebbe comunque essere sostituito dal trapianto di geni, ha le sembianze di un normale orologio da polso automatico, con il vantaggio che non potrà mai rompersi, non si scaricherà e non andrà mai sostituito Il motivo dell’assenza di batterie è di facile intuizione: finché il cuore batte, c’è sufficiente energia per […]

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Il futuro del pacemaker, che potrebbe comunque essere sostituito dal trapianto di geni, ha le sembianze di un normale orologio da polso automatico, con il vantaggio che non potrà mai rompersi, non si scaricherà e non andrà mai sostituito

Il motivo dell’assenza di batterie è di facile intuizione: finché il cuore batte, c’è sufficiente energia per alimentarlo.

Un device svizzero

Si tratta per il momento di un prototipo presentato al congresso 2014 della Società europea di cardiologia (Esc), in corso a Barcellona. La brillante idea è venuta quattro anni fa a Rolf Vogel, cardiologo e ingegnere dell’università di Berna.  E in effetti non poteva che nascere in Svizzera quest’avveneristico pacemaker da polso, nel luogo dove nel 1777 l’orologiaio Abraham-Louis Perrelet inventò il primo orologio a carica automatica. Già lo scorso gennaio negli USA era stato sperimentato un sistema che sfrutta le contrazioni di cuore, polmoni e diaframma per ricaricare le batterie del pacemaker. Un altro importante passo in avanti in quest’ambito è rappresentato anche dall’introduzione della ricarica del pacemaker wireless, un vero e proprio miracolo della nanotecnologia.
Il nuovo strumento da polso 
sfrutta lo stesso meccanismo dell’orologio automatico, raccogliendo dal cuore energia meccanica e trasformandola poi in stimoli elettrici in grado di risincronizzare il battito.

Un pacemaker eterno

«Con le sue contrazioni regolari, presenti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, il muscolo cardiaco è una fonte di energia molto promettente», spiega infatti Adrian Zurbuchen dell’Artorg Center for Biomedical Engineering dell’ateneo bernese, descrivendo i vantaggi di questo strumento. Il più grande progresso è la possibilità di «evitare la periodica sostituzione delle batterie, che costringe il paziente a un nuovo intervento chirurgico, aumentando i costi e il rischio di complicanze».

Per poterlo realizzare gli studiosi sono partiti da un orologio automatico da polso commerciale, lo hanno reso ancora più piccolo e leggero, eliminando meccanismi superflui e poi gli hanno costruito intorno una custodia in plastica con occhielli speciali per “cucirlo” direttamente sul cuore. Il primo test è avvenuto su un circuito elettrico messo a punto in laboratorio, successivamente è stato testato nei maiali, stimolando il cuore fino a produrre 130 battiti al minuto, un record per un dispositivo senza batteria.

Attualmente il dispositivo si compone di due parti, dato che all’orologio-pacemaker va affiancato un dispositivo di memoria, che poi viene tradotta in mini-scariche “accorda-cuore”. Ma l’obiettivo è quello di arrivare ad avere un unico dispositivo, che compatti anche questa funzione.

 

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ProtonMail: la casella di posta che la NSA non può aprire https://www.datamanager.it/news/protonmail-la-casella-di-posta-che-la-nsa-non-pu-aprire-57017.html Fri, 06 Jun 2014 10:20:50 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/protonmail-la-casella-di-posta-che-la-nsa-non-puo-aprire/ ProtonMail è un servizio di posta elettronica cifrato che immagazzina i dati in server posti in Svizzera per aver maggior controllo sulla sicurezza  Sebbene la Camera USA abbia posto un limite allo spionaggio governativo, lo scandalo Datagate ha fatto vacillare la sicurezza degli utenti sulla inviolabilità delle proprie conversazioni online. Tra i più preoccupati per […]

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ProtonMail è un servizio di posta elettronica cifrato che immagazzina i dati in server posti in Svizzera per aver maggior controllo sulla sicurezza 

Sebbene la Camera USA abbia posto un limite allo spionaggio governativo, lo scandalo Datagate ha fatto vacillare la sicurezza degli utenti sulla inviolabilità delle proprie conversazioni online. Tra i più preoccupati per la propria privacy figura anche Andy Yen, dottorando e ricercatore del CERN, che con alcuni suoi colleghi ha creato ProtonMail, un servizio di posta elettronica a prova di spionaggio concettualmente simile a Lavabit.

ProtonMail: crittografia e server in Svizzera

ProtonMail non solo utilizza un sistema di crittografia decisamente difficile da violare, ma al contrario di servizi più famosi come Gmail di Google, che pare non fosse proprio in cattivi rapporti con la NSA, raccoglie i dati degli utenti in server posti in Svizzera, dove ha sede il CERN. “Vogliamo controllare direttamente i nostri server per assicurarci che tutto vada bene. L’unico modo per farlo era tenerli tutti qui, in Svizzera, un paese che non spia i server delle aziende e non registra le conversazioni dei cittadini”, ha dichiarato Yen a Forbes.

Per ottenere uno spazio di archiviazione di 1 GB su ProtonMail è necessario sottoscrivere un abbonamento mensile di 5 dollari pagabile anche in Bitcoin.

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Ambasciatrice USA in Svizzera giura su e-reader Kindle https://www.datamanager.it/news/ambasciatrice-usa-svizzera-giura-su-e-reader-kindle-56915.html Tue, 03 Jun 2014 15:40:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/ambasciatrice-usa-in-svizzera-giura-su-e-reader-kindle/ L’ambasciatrice USA per la Svizzera e Liechtenstein, Suzi LeVine, ha giurato su un e-reader Kindle di Amazon Dopo l’autografo 2.0 arriva anche il giuramento hitech. Il quotidiano elvetico Le Matin ha riferito che l’ambasciatrice statunitense in Svizzera, Suzi LeVine, ha inaugurato il suo mandato a Berna mettendo la mano destra su un lettore di libri […]

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L’ambasciatrice USA per la Svizzera e Liechtenstein, Suzi LeVine, ha giurato su un e-reader Kindle di Amazon

Dopo l’autografo 2.0 arriva anche il giuramento hitech. Il quotidiano elvetico Le Matin ha riferito che l’ambasciatrice statunitense in Svizzera, Suzi LeVine, ha inaugurato il suo mandato a Berna mettendo la mano destra su un lettore di libri digitali Kindle di Amazon, che non è certamente l’azienda più attenta alla privacy nel mondo web.

Sull’e-reader era visualizzata una copia della Costituzione USA ed in particolare il 19esimo emendamento che garantisce il diritto di voto alle donne. La scelta della LeVine per il primo giuramento hitech non è casuale. L’ambasciatrice infatti ha lavorato tra il 2009 e il 2012 a Microsoft, che potrebbe realizzare uno SMARTwatch compatibile con iOS e Android.

“Un vero giuramento da 21esimo secolo; @Ambsuzi è il primo ambasciatore USA a giurare su dispositivo elettronico”, ha twittato per commemorare l’evento l’ambasciata statunitense di Londra.

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Netflix invade l’Europa, e l’Italia? https://www.datamanager.it/news/netflix-invade-leuropa-e-litalia-56574.html Thu, 22 May 2014 09:21:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/netflix-invade-leuropa-e-litalia/ Netflix arriverà entro la fine del 2014 in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio e Lussemburgo Netflix, che ha lanciato recentemente le serie TV in 4K, si espande in Europa. La piattaforma di streaming video ha annunciato la novità su Twitter: “E’ ufficiale, debutteremo in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio e Lussemburgo entro l’anno”. Il servizio […]

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Netflix arriverà entro la fine del 2014 in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio e Lussemburgo

Netflix, che ha lanciato recentemente le serie TV in 4K, si espande in Europa. La piattaforma di streaming video ha annunciato la novità su Twitter: “E’ ufficiale, debutteremo in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio e Lussemburgo entro l’anno”. Il servizio è già presente nel Regno Unito, Scandinavia e Olanda.

Netflix, che è stato accusato di essere in combutta con la FFC per eliminare la Net Nutrality statunitense, conta 48 milioni di abbonati nel mondo. Nel Vecchio Continente offre abbonamenti illimitati a 8,99 euro al mese ed disponibile su diverse piattaforme (Chromecast, Amazon, Apple, Xbox Live, Playstation) e come app per smartphone e tablet.

Al momento Netflix non sembra intenzionato a sbarcare anche in Italia a causa della scarsità di SMART TV e della ridotta diffusione della banda larga. Alcuni ritengono che il suo debutto nel Belpaese potrebbe arrivare in estate grazie ad un accordo con Vodafone.

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