Tim Berners-Lee – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 18 Mar 2024 09:49:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Tim Berners-Lee – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 35 anni di internet, l’inventore predice il futuro del web https://www.datamanager.it/2024/03/35-anni-di-internet-linventore-predice-il-futuro-del-web/ Mon, 18 Mar 2024 09:49:55 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235717 Ascesa di IA e del virtuale tra le previsioni di Tim Berners-Lee Il web come lo conosciamo compie a marzo 35 anni. Per l’occasione, il suo “inventore”, Tim Berners-Lee, ha rilasciato un’intervista alla Cnbc in cui predice tre delle rivoluzioni del digitale a cui potremmo presto assistere. La prima è l’ascesa delle intelligenze artificiali personalizzate, […]

L'articolo 35 anni di internet, l’inventore predice il futuro del web proviene da Data Manager Online.

]]>
Ascesa di IA e del virtuale tra le previsioni di Tim Berners-Lee

Il web come lo conosciamo compie a marzo 35 anni. Per l’occasione, il suo “inventore”, Tim Berners-Lee, ha rilasciato un’intervista alla Cnbc in cui predice tre delle rivoluzioni del digitale a cui potremmo presto assistere. La prima è l’ascesa delle intelligenze artificiali personalizzate, con l’opportunità per tutti di costruirsi il proprio chatbot. Poi un maggiore controllo sui dati che rilasciamo nelle nostre presenze in rete e la possibilità che una grande azienda tecnologica venga smantellata. Nel marzo del 1989, Berners Lee lavorava al Cern e insieme ad un suo collega presentò un documento che era la base teorica dell’internet odierno. Il primo sito fu lanciato nel 1991. Nella visione per il web del futuro, secondo l’informatico britannico saremo in grado di utilizzare un assistente digitale per accedere alle informazioni, andando oltre l’utilizzo odierno delle app su uno smartphone. 

L’operatore tedesco Deutsche Telekom ha presentato di recente qualcosa di simile: uno smartphone con un’interfaccia incentrata quasi del tutto sull’interazione con un’IA che risponde alle domande degli utenti, piuttosto che un catalogo di app da controllare manualmente. Berners-Lee ha aggiunto che la sua idea è quella di avere una serie di “app di fiducia” a cui possiamo consentire di comunicare tra loro per condividere informazioni e svolgere compiti importanti. L’ascesa delle realtà miste renderà più semplice passare dall’utilizzo di un visore a quello di occhiali connessi e altri dispositivi innovativi ma ciò porrà ancora molta più importanza al controllo dei propri dati personali diffusi in rete. Infine il mercato delle big tech: “L’IA sta cambiando approccio alla regolamentazione – spiega – in presenza di monopoli, i regolatori dovranno lavorare per smantellare le grandi aziende tecnologiche, anche se non sappiamo ancora quali”.

L'articolo 35 anni di internet, l’inventore predice il futuro del web proviene da Data Manager Online.

]]>
Anche Tim Berners-Lee si lancia nel mondo NFT https://www.datamanager.it/2021/06/anche-tim-berners-lee-si-lancia-nel-mondo-nft/ Thu, 17 Jun 2021 13:41:06 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210761 L’inventore del web mette all’asta il codice sorgente della rete Negli ultimi tempi, ci sono già stati alcuni pezzi della storia di internet venduti come token non fungibili, in gergo NFT, ma presto vi sarà la possibilità di ottenere uno dei pezzi più importanti di tutti. Come riportano BBC News e Financial Times, il pioniere […]

L'articolo Anche Tim Berners-Lee si lancia nel mondo NFT proviene da Data Manager Online.

]]>
L’inventore del web mette all’asta il codice sorgente della rete

Negli ultimi tempi, ci sono già stati alcuni pezzi della storia di internet venduti come token non fungibili, in gergo NFT, ma presto vi sarà la possibilità di ottenere uno dei pezzi più importanti di tutti. Come riportano BBC News e Financial Times, il pioniere della rete, Tim Berners-Lee, sta pianificando di mettere all’asta il codice sorgente originale del World Wide Web come NFT. L’asta gestita da Sotheby’s includerà quasi 10.000 righe di codice (inclusi HTML, HTTP e URI), pagine web esplicative originali, una visualizzazione del codice, una lettera di Berners-Lee che ne discute il significato e un “poster” del codice creato con Python.

Trend per nulla ambientale

L’asta partirà da 1.000 dollari il 23 giugno anche se è evidente che al termine, il 30 giugno, la cifra sarà molto più alta. La vendita finanzierà le cause che Berners-Lee e sua moglie sostengono. È una mossa insolita per l’uomo che notoriamente ha rifiutato di brevettare la tecnologia web ed è stato a lungo un sostenitore del dare agli utenti di internet un maggiore controllo. Il codice è stato rilasciato nel pubblico dominio decenni fa. Inoltre, gli NFT sono noti per il loro impatto sull’ambiente a causa delle richieste computazionali della blockchain. Tuttavia, Berners-Lee ha detto a Sotheby’s di ritenere che gli NFT fossero i “mezzi più appropriati” per possedere creazioni digitali. La casa d’aste ha anche affermato che pagherà una compensazione del carbonio per ridurre al minimo l’impatto. Molti autori si sono già lanciati nel mondo degli NFT, ad esempio comunità e collettivi di creativi ed hacker. Anche Edward Snowden ha messo all’asta la sua immagine ritratta sullo sfondo della sentenza che condanna l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana per il caso ‘Datagate’, emerso a partire dal 2013.

L'articolo Anche Tim Berners-Lee si lancia nel mondo NFT proviene da Data Manager Online.

]]>
La legge australiana potrebbe rendere internet “impraticabile” https://www.datamanager.it/2021/03/la-legge-australiana-potrebbe-rendere-internet-impraticabile/ Mon, 01 Mar 2021 14:47:55 +0000 https://www.datamanager.it/?p=207413 Lo afferma l’inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, che parla dello scontro con Google e Facebook Il pioniere di Internet Tim Berners-Lee ha affermato che il piano australiano di far pagare i giganti della tecnologia per la visualizzazione di aritcoli presi da altri siti potrebbe rendere internet come la conosciamo “impraticabile”. L’inventore del World […]

L'articolo La legge australiana potrebbe rendere internet “impraticabile” proviene da Data Manager Online.

]]>
Lo afferma l’inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, che parla dello scontro con Google e Facebook

Il pioniere di Internet Tim Berners-Lee ha affermato che il piano australiano di far pagare i giganti della tecnologia per la visualizzazione di aritcoli presi da altri siti potrebbe rendere internet come la conosciamo “impraticabile”. L’inventore del World Wide Web ha affermato che le leggi proposte potrebbero interrompere l’ordine stabilito: «Nello specifico, sono preoccupato che quel codice rischi di violare un principio fondamentale del web richiedendo il pagamento per il collegamento tra determinati contenuti online» ha detto Berners-Lee ad una commissione del Senato che esaminava un disegno di legge che avrebbe creato il New Media Bargaining Code.

Ad ogni modo, una domanda che divide sostenitori e critici della proposta di legge australiana è se far pagare per i clic Google e Facebook possa davvero essere l’inizio della fine dell’accesso gratuito.

Cosa può succedere altrove

La battaglia è seguita da vicino nell’Unione Europea, dove funzionari e legislatori stanno redigendo nuove e radicali normative digitali. L’amministratore delegato regionale di Google, Melanie Silva, ha dichiarato alla stessa commissione del Senato di essere molto preoccupata per il fatto che il codice “richieda pagamenti semplicemente per link e frammenti”. «Il concetto di pagare un gruppo molto piccolo di creatori di siti o di contenuti per apparire esclusivamente nei nostri risultati di ricerca organici costituisce per noi un pericoloso precedente che presenta rischi ingestibili dal punto di vista del prodotto e del modello di business» ha affermato Silva.

Il vicepresidente regionale di Facebook Simon Milner ha convenuto che il costo potenziale per le notizie sotto il codice è “del tutto illimitato e inconoscibile”. In modo univoco, il codice australiano include una rete di sicurezza per le negoziazioni. Un collegio arbitrale impedirebbe ai giganti del digitale di abusare delle loro posizioni negoziali dominanti facendo offerte di pagamento alle aziende giornalistiche per il loro lavoro.

L'articolo La legge australiana potrebbe rendere internet “impraticabile” proviene da Data Manager Online.

]]>
Tim Berners-Lee e il suo progetto contro le fake news https://www.datamanager.it/2017/03/tim-berners-lee-suo-progetto-le-fake-news/ Mon, 13 Mar 2017 13:21:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120987 Il creatore del WWW, Tim Berners-Lee, ritiene che serva uno sforzo congiunto per fermare la disinformazione che corre su Internet Il World Wide Web festeggia 28 anni e il suo creatore, Tim Berners-Lee, ha colto l’occasione per esprimersi sul problema delle fake news. Le bufale in Rete sono talmente diffuse da spingere Facebook, Google, Snapchat […]

L'articolo Tim Berners-Lee e il suo progetto contro le fake news proviene da Data Manager Online.

]]>
Il creatore del WWW, Tim Berners-Lee, ritiene che serva uno sforzo congiunto per fermare la disinformazione che corre su Internet

Il World Wide Web festeggia 28 anni e il suo creatore, Tim Berners-Lee, ha colto l’occasione per esprimersi sul problema delle fake news. Le bufale in Rete sono talmente diffuse da spingere Facebook, Google, Snapchat e quasi tutte le aziende che fanno informazione su Internet a prendere provvedimenti. Il programmatore ammette che sarà un battaglia “di lungo termine” e che è possibile una deriva autoritaria in cui la censura prenderà il sopravvento.

Nel piano di Berners-Lee per fermare il dilagare della disinformazione la parola d’ordine è trasparenza. Il creatore del WWW ritiene che libertà di parola non significa poter condividere informazioni false e denuncia l’utilizzo di algoritmi che promuovono il click baiting e la diffusione di comunicazioni sensazionalistiche e in molti casi del tutto non verificate. Nel suo discorso il programmatore cita anche le forme “immorali” di pubblicità politica che hanno permesso al populismo di guadagnare consensi in tutto il mondo. Berners-Lee, che in passato ha fortemente criticato il diritto all’oblio, chiede quindi ai ricercatori e agli operatori di Internet di trovare nuovi strumenti per garantire la democraticità del web e allo stesso tempo un’informazione affidabile. Infine, il promotore della “Carta per i diritti di Internet” ritiene pericoloso che siano i governi a “stabilire quali notizie siano vere e quali no” alla luce dei numerosi scandali di spionaggio che hanno visto coinvolte le agenzie di sorveglianza.

L'articolo Tim Berners-Lee e il suo progetto contro le fake news proviene da Data Manager Online.

]]>
Internet? La più grande rete di sorveglianza https://www.datamanager.it/2016/06/internet-la-piu-grande-rete-sorveglianza/ Thu, 09 Jun 2016 18:00:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103049 A dirlo è Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web che combatte per rendere più sicuro il mondo digitale Internet? Solo la più grande rete di sorveglianza al mondo. E’ il pensiero di Tim Berners-Lee che al New York Times ha spiegato cosa è diventato il web, attraverso una serie di processi creati con lo […]

L'articolo Internet? La più grande rete di sorveglianza proviene da Data Manager Online.

]]>
A dirlo è Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web che combatte per rendere più sicuro il mondo digitale

Internet? Solo la più grande rete di sorveglianza al mondo. E’ il pensiero di Tim Berners-Lee che al New York Times ha spiegato cosa è diventato il web, attraverso una serie di processi creati con lo scopo di rendere l’etere digitale una sorta di gabbia virtuale, pronta a monitorare i suoi cittadini. “Controlla quello che le persone possono vedere – ha detto – e ha creato meccanismi che permettono agli utenti di interagire. Prima era grandiosa ma lo spiare, il bloccare siti, la riproposizione a proprio piacimento dei contenuti e sbagliato e mina completamente lo spirito di favorire il contatto e l’interazione”.

Oligarchia

Secondo Berners-Lee, il problema non è solo la sovrastrutturazione determinata di internet, ma anche l’esistenza di pochi soggetti che dominano settori specifici del web, come Facebook e Twitter per i social network, Google per le ricerche e così via. Non a caso, l’idea del fondatore del World Wide Web si sposa perfettamente con gli scopi del Decentralized Web Summit, svoltosi a San Francisco e durante il quale sono intervenuti attivisti della rete impegnati a decentralizzare internet appunto, dando maggior controllo agli individui e assicurando un maggior livello di privacy e protezione ai navigatori. “La tentazione di impossessarsi della rete da parte dei governi e delle compagnie è sempre esistita – ha spiegato Berners-Lee – si tratta di un obiettivo che seguiranno con costanza, perché se c’è anche una sola possibilità di monitoraggio, state certi che lo otterranno”.

L'articolo Internet? La più grande rete di sorveglianza proviene da Data Manager Online.

]]>
25 anni fa nasceva il primo sito web https://www.datamanager.it/2015/12/25-anni-nasceva-primo-sito-web/ Mon, 21 Dec 2015 10:31:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=91479 Il 20 dicembre del 1990 lo scienziato inglese Tim Berners-Lee pubblicava il primo website della storia Un compleanno da ricordare. E’ caduta ieri la 25esima candelina di quello che è considerato come il primo sito web della storia, pubblicato da Tim Berners-Lee il 20 dicembre del 1990. Il progetto era conservato su un computer NeXT presso il CERN di […]

L'articolo 25 anni fa nasceva il primo sito web proviene da Data Manager Online.

]]>
Il 20 dicembre del 1990 lo scienziato inglese Tim Berners-Lee pubblicava il primo website della storia

Un compleanno da ricordare. E’ caduta ieri la 25esima candelina di quello che è considerato come il primo sito web della storia, pubblicato da Tim Berners-Lee il 20 dicembre del 1990. Il progetto era conservato su un computer NeXT presso il CERN di Ginevra, dove lo scienziato britannico diede il via a ciò che è oggi il world wide web. Come ha ricordato lo stesso Cern su Twitter, la pagina “info.cern.ch” è andata online sul server conservato tutt’ora nei laboratori svizzeri che, nel 2013, hanno deciso di ripristinare l’indirizzo originale del progetto del papà di internet.

La storia

Dopo aver inventato il www nel 1989 come modalità per le istituzioni di condividere informazioni con soggetti in giro per il mondo, Berners-Lee lanciò il primo sito web per spiegare come impostare un server e accedere ai contenuti condivisi dagli altri. Da allora internet ha vissuto un’evoluzione senza sosta: dalle app ai servizi sul cloud. Per qualcuno siamo già ai limiti della sua capienza ma i nuovi sviluppi della connettività everywhere and everytime, spostano sempre più in là i confini del possibile. Lo stesso Berners-Lee è ancora una delle menti che lavora per far sì che il web resti quel luogo libero che aveva pensato oltre 25 anni fa. Non a caso la sua figura è spesso associata a quella dei soggetti che lottano per far valere i diritti (digitali) civili contro gli interessi economici delle multinazionali, ritenute da molti come i nemici peggiori della neutralità della rete.

L'articolo 25 anni fa nasceva il primo sito web proviene da Data Manager Online.

]]>
Tim Berners-Lee: “Il diritto d’oblio è pericoloso” https://www.datamanager.it/2014/12/tim-berners-lee-diritto-doblio-pericoloso/ Thu, 11 Dec 2014 14:57:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66626 Il creatore del world wide web (WWW), Tim Berners-Lee, teme che in futuro il diritto d’oblio possa diventare una nuova forma di censura Tim Berners-Lee, che recentemente ha ricevuto il premio Gottlieb Duttweiler 2015, ha difeso in più occasioni la libertà di Internet ma per quanto riguarda il diritto d’oblio, ovvero la possibilità di chiedere la […]

L'articolo Tim Berners-Lee: “Il diritto d’oblio è pericoloso” proviene da Data Manager Online.

]]>
Il creatore del world wide web (WWW), Tim Berners-Lee, teme che in futuro il diritto d’oblio possa diventare una nuova forma di censura

Tim Berners-Lee, che recentemente ha ricevuto il premio Gottlieb Duttweiler 2015, ha difeso in più occasioni la libertà di Internet ma per quanto riguarda il diritto d’oblio, ovvero la possibilità di chiedere la rimozione dai motori di ricerca di link a fonti inesatte o lesive della privacy, non sembra essere molto d’accordo. Durante la conferenza LeWeb di Parigi, l’inventore del WWW ha espresso la convinzione che l’informazione, quando è veritiera, è da considerarsi sacra e importante sia per la libertà di espressione sia per la memoria storica. Il timore è infatti che il diritto di oblio si evolva in una sorta di censura.

“Il diritto all’oblio, al momento, sembra essere pericoloso. – ha detto Berners-Lee – Il diritto di accedere alla storia è importante. È la nostra società, la costruiamo noi. Possiamo definire regole su come usiamo i dati. È molto meglio che cercare di far finta che una cosa non sia mai esistita”.

Diritto d’oblio: tutto è iniziato con Google

La discussione sul diritto di oblio, a cui ha partecipato anche il Garante della privacy dell’Ue, è nata in seguito alla nuova normativa europea che ha imposto a Google la creazione di uno strumento per eliminare i link su richiesta degli utenti. Questa possibilità al momento è fornita solamente ai cittadini del Vecchio Continente, che potrebbero comunque ritrovare le informazioni cancellate dal Web su Google.com. Nonostante questa lacuna normativa anche Yahoo! e Bing di Microsoft si stanno attrezzando per dotarsi di uno strumento simile a quello di Google.

L'articolo Tim Berners-Lee: “Il diritto d’oblio è pericoloso” proviene da Data Manager Online.

]]>
Tim Berners-Lee riceve il premio Gottlieb Duttweiler 2015 https://www.datamanager.it/2014/12/tim-berners-lee-riceve-premio-gottlieb-duttweiler-2015/ Wed, 03 Dec 2014 11:28:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66132 Il 12esimo premio Gottlieb Duttweiler va a Sir Timothy Berners-Lee. L’informatico britannico sviluppò 25 anni fa al CERN il World Wide Web. E il GDI Gottlieb Duttweiler Institute onora Berners-Lee per la sua scoperta pionieristica. Il rinomato premio gli sarà conferito il 29 aprile 2015 a Rüschlikon/Zurigo Tim Berners-Lee sviluppò nel 1990 nel laboratorio di […]

L'articolo Tim Berners-Lee riceve il premio Gottlieb Duttweiler 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
Il 12esimo premio Gottlieb Duttweiler va a Sir Timothy Berners-Lee. L’informatico britannico sviluppò 25 anni fa al CERN il World Wide Web. E il GDI Gottlieb Duttweiler Institute onora Berners-Lee per la sua scoperta pionieristica. Il rinomato premio gli sarà conferito il 29 aprile 2015 a Rüschlikon/Zurigo

Tim Berners-Lee sviluppò nel 1990 nel laboratorio di ricerca del CERN, nei pressi di Ginevra, le tecnologie determinanti che hanno portato alla creazione del maggior mezzo di comunicazione della storia umana; il World Wide Web. Un’opera che ha trasformato tutti gli aspetti della nostra vita; dall’informazione all’istruzione, dal lavoro al commercio, dalla salute alle relazioni interpersonali.

Nobilitato dalla Regina Elisabetta nel 2004, Berners-Lee ha sempre messo il suo operare al servizio della comunità. Si è dedicato al costante miglioramento della rete e impegnato affinché resti aperta e accessibile a tutti, lottando per di più per la trasparenza dei governi. “Portare avanti la rete, per abilitare l’umanità.” è il suo Credo.

Da una recente analisi effettuata in rete dal GDI (gdi.ch/vordenker2014), risulta che Berners-Lee è attualmente il secondo precursore più influente a livello mondiale; risultato che non ha comunque influito sulla sua nomina a questo premio.

Sir Tim Berners-Lee sarà presente alla consegna del Premio Gottlieb Duttweiler, di 100’000 franchi svizzeri, il 29 aprile 2015 al GDI, in presenza di una prestigiosa cerchia di ospiti. Urs Gasser, professore ad Harvard, ne terrà l’elogio.

Il Premio Gottlieb Duttweiler viene conferito a persone che si sono distinte per l’eccezionale operato a favore dell’umanità. Tra i titolari si contano il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, l’ex-Segretario generale e Premio Nobel per la pace Kofi A. Annan e l’ultimo presidente cecoslovacco Václav Havel (gdi.ch/gd-preis).

L'articolo Tim Berners-Lee riceve il premio Gottlieb Duttweiler 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
Historia Internet https://www.datamanager.it/news/historia-internet-56058.html Tue, 06 May 2014 14:32:38 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/historia-internet/ Pochi giorni fa è caduto il ventunesimo anniversario della tecnologia che possiamo dire ha reso Internet veramente rivoluzionaria, parlo del World Wide Web basato su html e ideato da Tim Berners-Lee che il 30 aprile 1993 il CERN, dove lavorava, decise di rendere completamente pubblico. Il WWW nasce da un’idea che Tim ebbe molto prima, […]

L'articolo Historia Internet proviene da Data Manager Online.

]]>

Pochi giorni fa è caduto il ventunesimo anniversario della tecnologia che possiamo dire ha reso Internet veramente rivoluzionaria, parlo del World Wide Web basato su html e ideato da Tim Berners-Lee che il 30 aprile 1993 il CERN, dove lavorava, decise di rendere completamente pubblico. Il WWW nasce da un’idea che Tim ebbe molto prima, nel 1980, quando cominciò a lavorare su uno strumento che potesse permettere un accesso semplice alle informazioni, che chiamò Enquire e che lui stesso nel 1999 definì in questo modo: «quando cominciai a trafficare con il programma che avrebbe poi fatto nascere l’idea del World Wide Web, lo chiamai Enquire, da Enquire Within upon Everything, “entrate pure per avere informazioni su ogni argomento”». Senza togliere alcun merito alla genialità e innovazione di Tim a cui va tutta la mia immensa stima, è storicamente corretto ricordare che probabilmente trasse suggestioni da altri “visionari”, ad esempio dal grande scienziato statunitense Vannevar Bush che addirittura nel 1945 pubblicò sul periodico The Atlantic Monthly un particolare articolo dal titolo profetico As We May Think (ovvero tradotto: Come potremmo pensare), nel quale immagina un dispositivo, che chiama Memex (dalla contrazione di Memory Expansion), capace di permettere la raccolta e l’organizzazione di molteplici testi, attraverso una rete di percorsi che le possono collegare. In poche parole era il vaticinio degli “ipertesti” alla base del prodotto di Tim e di Internet come la conosciamo.

Ho voluto iniziare questo breve articolo che sintetizza la storia di internet dal WWW, perché penso che sia proprio da qui che nasce l’innovazione sociale della rete, ovvero la potenzialità di farla uscire dal “sancta santorum” degli scienziati e studiosi e renderla alla portata di tutti. Ma senza una tecnologia di rete alle spalle non avrebbe avuto fondamenta e quindi faccio un passo indietro, alla fine degli anni cinquanta in piena “guerra fredda”. Eh, già, come tante innovazioni scientifiche del nostro tempo anche la rete alla base di Internet è nata dai militari, o meglio dalle loro capacità d’investimento che riescono a muovere in tempi di guerre più o meno calde o fredde. E fu così che nel 1958 il governo degli Stati Uniti aprì – con la collaborazione di importanti università – un particolare progetto, chiamato ARPA (acronimo di Advanced Research Projects Agency) con il compito di trovare le migliori soluzioni per mantenere attiva una rete di telecomunicazioni anche in presenza di attacco nucleare. Viene allora annunciata nel 1967 ARPANET, vero capostipite di Internet, ovvero la prima rete basata su “commutazione a pacchetto”, dove le informazioni sono per l’appunto divise in tanti pacchetti che possono anche essere inviati separatamente, per poi arrivare alla destinazione ed essere ricomposti. In questo modo i pacchetti possono seguire percorsi differenti in una rete “magliata”, quindi superare criticità dovute a distruzioni di punti di interconnessione. Nel 1969 ARPANET permette il primo collegamento magliato tra quattro università americane. E’ divertente sapere che tutto ciò nasce come una rete tra computer per i computer, però con stupore i “finanziatori” scoprono che questi primi ricercatori la utilizzano soprattutto per scambiarsi messaggi tra loro. Ma perché mai non usano il telefono? Si domandano. In tutto ciò si può capire che il “germe” di quello che conosciamo oggi era già insito in quei primi esperimenti. Ci vogliono una decina di anni, dal 1972, da quando si avvia l’InterNetworking Working Group (in cui un certo Ray Tomlinson propone di utilizzare il magico segno @ per separare il nome dell’utente a quello del sistema), al 1982, a quando si definisce pienamente il protocollo alla base della rete – ovvero il TCP/IP – perché la parola Internet prenda sostanza ed entri effettivamente nei vocabolari. Gli anni ottanta sono frenetici anche dal punto di vista informatico: ai voluminosi, costosi, statici mainframe si affiancano i minicomputer e soprattutto i PC. Nascono nuovi bisogni di comunicazione, in cui il TCP/IP si adatta perfettamente, prima nelle LAN e poi nelle reti geografiche. Nel 1984 Internet raggiunge la cifra di mille computer connessi e il 30 aprile 1986 (ndr: come vedete il 30 Aprile pare essere una data “magica”) viene attivato in Italia il primo collegamento alla rete, a cura del Centro Universitario di Calcolo Elettronico di Pisa, tra questa città e gli Stati Uniti, via satellite attraverso un canale a 64 Kbps condiviso fra 7 stazioni terrestri. Il router d’accesso era un “butterfly gateway” della BBN più grande di un frigorifero. Un anno dopo, il 23 dicembre 1987, viene depositato il primo dominio .it dal CNR. Il dominio .it, così come tutti gli altri domini nazionali, furono definiti due anni prima, nel 1985, a cura di ICANN. L’Italia fu la quarta nazione europea ad adottare l’IP.

Nel 1989, poco prima dell’avvento del WWW, i computer connessi nel modo erano arrivati a centomila. Nel 1991 il CERN annuncia la nascita del World Wide Web e cominciano a nascere i primi siti. Il secondo in Europa, primo in Italia, è frutto del lavoro di un Centro di ricerca Sardo, ovvero il CRS4, dove si riporta un altro primato, stavolta mondiale, ovvero la nascita del primo servizio di webmail, nel 1995.

In questi primi anni di avvio del WWW la crescita di computer connessi è impetuosa, ma l’utilizzo della rete è ancora difficoltoso e alla portata solo degli specialisti, perché mancano programmi interattivi semplici di navigazione. Ciò viene superato con la nascita di Mosaic nel 1994, il primo browser della storia, sviluppato dal National Center for Supercomputing Applications (NCSA) e che uscì poi dal mercato nel 1997 rimpiazzato dal celebre Netscape, che nel 1998 divenne open source da cui derivò il progetto Mozilla. Microsoft reagì lanciando Internet Explorer avviando una vera e propria “guerra dei browser” che è continuata fino ad oggi dove possiamo contare principalmente, oltre a Internet Explorer e Firefox Mozilla, anche di Google Chrome, Safari e Opera e dove la “guerra” continua non solo più sui PC, ma anche sui tablet e smartphone.

I browser hanno permesso a tutti di navigare nel mare magnum di Internet, ad essi, e proprio per aiutarci in tal senso, sono poi arrivati i motori di ricerca, Google in testa, e negli ultimi anni abbiamo avuto l’invasione dei “social”, a partire da Facebook e Twitter.

Oggi Internet è una realtà fondamentale per il genere umano, e alcuni suoi incredibili numeri dovrebbero darci conferma a riguardo, ad esempio traggo da varie analisi che:

• E’ connesso a internet il 35% della popolazione mondiale (quasi 2,9 miliardi di persone!), in Italia è il 58%

• Il 26% ha un account su un social network (Facebook ne ha oltre un miliardo)

• Ci sono più di 850 milioni di siti, anche se quelli effettivamente attivi sono poco meno di 200 milioni

• Prendendo come riferimento una giornata tipo si può stimare che in un anno si inviano circa 75 miliardi di email, si fanno 220 miliardi di tweet, e si svolgono su Google 1400 miliardi di ricerche

A causa del graduale esaurimento di indirizzi in ambito del protocollo IP versione 4 finora utilizzato, si sta cominciando a introdurre gradualmente la nuove versione 6, passaggio delicato anche per la non compatibilità fra le versioni. Si passerà quindi dal numero di indirizzi disponibili in IPv4 uguali a 2 alla trentaduesima, ai 2 alla centoventottesima potenza di IPV6. Con esso quindi si potrà non avere confini per quel mondo che è alle porte, cosiddetto di “internet delle cose”, ovvero di innumerevoli dispositivi che potranno parlarsi in rete, come ad esempio: sensori di vario tipo, frigoriferi, lavatrici, automobili, televisori, allarmi, videocamere, distributori di bevande, televisori, automobili, ascensori, lampade, etc etc ovvero decine di miliardi di oggetti che diventeranno “intelligenti” e ci semplificheranno la vita, in casa e fuori casa, ovvero in quelle che diventeranno “Smart Cities”, ovvero città intelligenti. Uso il futuro ma dovrei utilizzare il presente, considerato che già oggi sono in numero considerevole e che nel giro di pochi anni (secondo gli analisti di Gartner) dovrebbero diventare fino a 30 miliardi di unità, generando un giro d’affari da 1,9 triliardi di dollari. Anche in Italia c’è movimento in tal senso, con 6 milioni di dispositivi connessi nel 2013 con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente.

Internet è anche un posto in cui si vende e si compra, un mercato globale sempre più utilizzato e ricco. Non sarà un caso, quindi, se nel corso del 2013 solo in Italia abbiamo avuto un giro d’affari in tal senso di 11,2 miliardi di euro in crescita del 17% rispetto allo scorso anno. In tutto il mondo il fatturato è stato in tal senso di circa 800 miliardi di euro, in crescita vorticosa dappertutto, ma i margini di crescita – e di opportunità – sono altissimi.

La rivoluzione è quindi ancora in atto, anche se per molti è ancora un fatto oscuro per pregiudizialità o analfabetismo digitale, come purtroppo si può notare dalle statistiche, ma la locomotiva non si ferma, anzi è in fortissima accelerazione. Ci sono anche problemi enormi nel conciliare sicurezza con la privacy, come hanno dimostrato fatti eclatanti del recente passato, ma anche su questo si dovrà lavorare molto sapendo che indietro non si torna.

Mi piace allora concludere questa breve cronistoria di un vero e proprio sconvolgimento storico citando alcuni aforismi sul tema, che a me piacciono particolarmente:

• Internet sarà per l’economia del XXI secolo ciò che la benzina è stata per quella del XX. E la benzina di Internet è la potenza dei computer. Craig Barrett (che fu CEO di Intel)

• Il Web è nato come risposta a una sfida aperta, nel mescolarsi di influenze, idee e conclusioni di origini diverse, fino a coagulare un concetto nuovo grazie alla mediazione meravigliosa della mente umana. Tim Berners-Lee

• L’autostrada informatica trasformerà la nostra cultura tanto drasticamente quanto l’invenzione della stampa di Gutenberg ha trasformato quella del Medio Evo. Bill Gates

• Internet. Oceano dove molti navigano su una zattera. Giordano Bruno Guerri (scrittore, giornalista e storico italiano)

• Se, in effetti, Internet ha molto da offrire a chi sa ciò che cerca, è anche in grado di completare la stupidità di chi naviga senza bussola. Laurent Laplante (giornalista e scrittore canadese)

• Internet è la più grande biblioteca del mondo. È solo che tutti i libri sono sparsi sul pavimento. John Allen Paulos (matematico statunitense)

Cosa ne pensate? Meditiamo, Gente…meditiamo…

L'articolo Historia Internet proviene da Data Manager Online.

]]>
Berners-Lee: “Stiliamo una carta dei diritti di Internet per mantenerla libera” https://www.datamanager.it/news/berners-lee-stiliamo-una-carta-dei-diritti-di-internet-mantenerla-libera-54534.html Wed, 12 Mar 2014 14:58:37 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/berners-lee-stiliamo-una-carta-dei-diritti-di-internet-per-mantenerla-libera/ Tim Berners-Lee, creatore del World Wide Web, cerca sostenitori per la creazione di una "costituzione di Internet" per garantirne la libertà

L'articolo Berners-Lee: “Stiliamo una carta dei diritti di Internet per mantenerla libera” proviene da Data Manager Online.

]]>
Tim Berners-Lee, creatore del World Wide Web, cerca sostenitori per la creazione di una “costituzione di Internet” per garantirne la libertà

Il World Wide Web compie oggi 25 anni e il suo creatore Tim Berners-Lee è tornato a difendere la libertà della Rete. I recenti scandali di spionaggio che hanno interessato la NSA e la GCHQ, di cui il whistleblower Edward Snowden ha discusso alla SXSW, hanno convinto l’informatico britannico che per liberare Internet dalle forze che lo controllano è necessaria una carta dei diritti del web. Nel frattempo l’Ue chiede a gran voce l’istituzione di un organo di controllo globale e superpartes di Internet.

The Web We Want

Attraverso il progetto “The Web We Want“, Barners-Lee è convinto di poter ottenere una serie di regole internazionali, che tengano conto comunque delle necessità locali, per mantenere libera la Rete. Le direttive saranno indirizzate a governi, privati e istuzioni pubbliche e vigileranno sull’annoso problema del copyright, la privacy dei netizen e soprattutto stabiliranno le modalità per un utilizzo etico della tecnologia.

“Se non abbiamo una Internet neutrale e aperta su cui possiamo contare, – ha sottolineato Berners-Lee – senza preoccuparci di ciò che sta accadendo alla porta sul retro, non possiamo avere un governo aperto, buona democrazia, buona assistenza sanitaria, comunità connesse e diversità di cultura. Non è ingenuo pensare che possiamo averla, ma è ingenuo pensare che possiamo solo sederci e farla”.

Berners-Lee ha anche sottolineato come sia necessario un rinnovamento della governance del web in particolare per quanto riguarda il controllo dei domini affidato agli USA. “La rimozione del collegamento esplicito al Dipartimento del commercio degli Stati Uniti è attesa da tempo. – ha affermato il creatore del WWW – Gli Stati Uniti non possono avere un ruolo a livello mondiale nella gestione di qualcosa che non è così nazionale”.

L'articolo Berners-Lee: “Stiliamo una carta dei diritti di Internet per mantenerla libera” proviene da Data Manager Online.

]]>