Berners-Lee: “Stiliamo una carta dei diritti di Internet per mantenerla libera”

La legge australiana potrebbe rendere internet “impraticabile”

Tim Berners-Lee, creatore del World Wide Web, cerca sostenitori per la creazione di una “costituzione di Internet” per garantirne la libertà

Il World Wide Web compie oggi 25 anni e il suo creatore Tim Berners-Lee è tornato a difendere la libertà della Rete. I recenti scandali di spionaggio che hanno interessato la NSA e la GCHQ, di cui il whistleblower Edward Snowden ha discusso alla SXSW, hanno convinto l’informatico britannico che per liberare Internet dalle forze che lo controllano è necessaria una carta dei diritti del web. Nel frattempo l’Ue chiede a gran voce l’istituzione di un organo di controllo globale e superpartes di Internet.

The Web We Want

Attraverso il progetto “The Web We Want“, Barners-Lee è convinto di poter ottenere una serie di regole internazionali, che tengano conto comunque delle necessità locali, per mantenere libera la Rete. Le direttive saranno indirizzate a governi, privati e istuzioni pubbliche e vigileranno sull’annoso problema del copyright, la privacy dei netizen e soprattutto stabiliranno le modalità per un utilizzo etico della tecnologia.

“Se non abbiamo una Internet neutrale e aperta su cui possiamo contare, – ha sottolineato Berners-Lee – senza preoccuparci di ciò che sta accadendo alla porta sul retro, non possiamo avere un governo aperto, buona democrazia, buona assistenza sanitaria, comunità connesse e diversità di cultura. Non è ingenuo pensare che possiamo averla, ma è ingenuo pensare che possiamo solo sederci e farla”.

Berners-Lee ha anche sottolineato come sia necessario un rinnovamento della governance del web in particolare per quanto riguarda il controllo dei domini affidato agli USA. “La rimozione del collegamento esplicito al Dipartimento del commercio degli Stati Uniti è attesa da tempo. – ha affermato il creatore del WWW – Gli Stati Uniti non possono avere un ruolo a livello mondiale nella gestione di qualcosa che non è così nazionale”.

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