Trento – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:13:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Trento – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Festival Economia – Le incognite della crescita https://www.datamanager.it/2016/06/festival-economia-le-incognite-della-crescita/ Fri, 24 Jun 2016 13:13:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103808 Industry 4.0, smart city, startup, migranti, cervelli in fuga e corruzione. La finanza che domina l’economia reale e la sfida dello sviluppo sostenibile «Per molti anni si è pensato che la rivoluzione di Internet avrebbe ucciso le distanze, riducendo i vantaggi dell’agglomerazione a pochi chilometri di distanza di molte attività produttive. In verità, le tecnologie […]

L'articolo Festival Economia – Le incognite della crescita proviene da Data Manager Online.

]]>
Industry 4.0, smart city, startup, migranti, cervelli in fuga e corruzione. La finanza che domina l’economia reale e la sfida dello sviluppo sostenibile

«Per molti anni si è pensato che la rivoluzione di Internet avrebbe ucciso le distanze, riducendo i vantaggi dell’agglomerazione a pochi chilometri di distanza di molte attività produttive. In verità, le tecnologie dell’informazione hanno creato nuovi vantaggi in prossimità di produttori consolidati. Il mondo non si è appiattito neanche con la globalizzazione» – ha spiegato Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento, giunto alla sua undicesima edizione con numeri da record. L’attenzione sull’economia dei luoghi permette di capire non solo gli ingredienti necessari, ma anche le ricette più adatte per stimolare la crescita. Grazie all’ICT si possono utilizzare meglio le risorse delle città, per ridurre i consumi e far lavorare meglio le persone. Si può progettare la mobilità sulla base dei dati e rendere gli edifici più smart. Alla malta e ai mattoni si può sostituire un impasto di fibre ottiche, capacità di calcolo, sensori e big data. Le separazioni tradizionali tra spazio fisico e spazio virtuale, tra luogo del lavoro e del tempo libero, tra alto e basso, tra centro e periferia saranno completamente ridisegnate. Così, periferico diventa sinonimo di tutto ciò che non è connesso – e centrale, tutto ciò che può essere collegato alla Rete. La sfida? Connettere centro e periferie nel segno della qualità della vita e dei servizi.


#festivaleconomia #MichaelSpence «L’Italia deve frenare la fuga dei propri cervelli»
Click To Tweet


Il mondo rallenta

Secondo Michael Spence, Premio Nobel per l’Economia nel 2001, siamo di fronte a una riduzione della crescita dell’economia mondiale destinata a durare a lungo, per effetto di cause concomitanti: crescita demografica, difficoltà dei paesi emergenti, evoluzione tecnologica. «La situazione globale sembra stabile ma è insostenibile» – ha detto Spence, sottolineando però che ci sono differenze fra paese e paese. La transizione non sarà facile per nessuno e fattori come l’urbanizzazione e l’avvento della robotica di servizio, complicheranno le cose, cancellando molti posti di lavoro nel manifatturiero. L’Europa avrà tante più chance quanto più saprà armonizzare i propri sistemi finanziari e fiscali. Per quanto riguarda la mobilità, secondo Spence, l’Italia deve frenare la fuga dei propri cervelli, ma deve anche andare orgogliosa delle politiche di accoglienza poste in atto nei confronti dei migranti, e delle tante vite salvate finora. «L’ulteriore crescita dei centri urbani è un’altra delle frontiere dello sviluppo: da un lato opportunità (logistica, trasporti, edilizia) dall’altro problemi sempre più grandi, specie nei paesi in via di sviluppo, dove è più forte l’espulsione dei contadini dalle campagne. La robotica e l’intelligenza artificiale si diffonderanno sempre di più. Presto avremo fabbriche completamente robotizzate. Anche le stampanti tridimensionali concorreranno a cambiare volto al manifatturiero». In passato, era il costo del denaro a far spostare le fabbriche, la nuova rivoluzione industriale permetterà di dare nuova vita ai distretti con un mix inedito di globale e locale, ma senza delocalizzare come in passato, perdendo esperienza e conoscenza.


#festivaleconomia #Giovannini «Sostenibilità, unica strada per lo sviluppo» @ASviSItalia
Click To Tweet


I luoghi della crescita

I cavi sottomarini in fibra ottica hanno un ruolo di primo piano nell’economia del pianeta. Servono per le transazioni valutarie mondiali, una parte importante delle quali passa da Londra, Tokyo e New York. Sono sul fondo degli oceani e sono così importanti, visto che contribuiscono ad accelerare il corso delle informazioni e quindi delle decisioni, che si è pensato di rivestirli in kevlar per proteggerli dagli attacchi degli squali. Dario Petri, presidente di IEEE Smart Cities ha spiegato che le “citta intelligenti” non sono solo la somma di app, mobilità e gestione rifiuti. La popolazione mondiale conta sette miliardi di persone, metà delle quali vivono in città. A vincere saranno le città che sapranno offrire stile e qualità della vita adeguati e un modello culturale aperto all’innovazione e ai servizi di prossima generazione. Tra i luoghi della crescita non potevano mancare acceleratori e incubatori: motori di crescita economica, fucina di future imprese. Nel 2012, l’Italia – ha ricordato Luigi Capello, amministratore delegato della società di investimento LVenture – è stato il primo paese a darsi una legislazione sul private equity, eppure un modello troppo ingessato ha fatto partire meno di 10 operazioni. Dobbiamo dotarci di strumenti veloci, perché la rapidità fa la differenza nel successo di una startup sul mercato.


#festivaleconomia #smartcity e #incubatori Modello culturale aperto all’innovazione
Click To Tweet


Non un bivio ma una strada unica

È lo sviluppo sostenibile, come stabilito dall’Agenda 2030 dell’ONU, l’unica strada possibile per lo sviluppo. Una sostenibilità oltre che ambientale anche sociale. Così Enrico Giovannini, presidente dell’Istat dal 2009 al 2013 e attualmente portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, è intervenuto parlando di nuovi modelli di sviluppo per stimolare la crescita globale. «Nell’enciclica Laudato sì, Papa Francesco ha sottolineato che chi produce rifiuti ambientali produce anche rifiuti umani, vale a dire disoccupati e poveri. Questo è il modello di un’economia lineare obsoleta. Non possiamo continuare così, ma dobbiamo tenere insieme l’ecosistema ambientale e umano. Non c’è un prima e un dopo: tutto è collegato. Se abbiamo accettato di non voler produrre solo PIL dobbiamo promuovere istruzione e benessere. L’indice di felicità lorda attuato nel Bhutan può essere un modello anche per noi perché l’economia ha scoperto che se le persone sono felici la produttività migliora. Le migrazioni e i cambiamenti climatici sono fenomeni collegati tra loro, questa è una nuova concezione del problema. L’Italia si è impegnata affinché entro il 2020 tutti i sindaci prendano misure per contrastare i cambiamenti climatici con piani sostenibili e riducano i due milioni e mezzo di giovani Neet. Ma ognuno di noi deve e può fare la propria parte e quindi essere più attento agli sprechi, al consumo di suolo, allo sfruttamento dei minori. È una sfida di grande portata, ma dobbiamo affrontarla, perché l’alternativa è la crisi» – ha concluso Enrico Giovannini.


#festivaleconomia @FedericoRampini «Nella Silicon Valley conta più la Borsa»
Click To Tweet


Economia e finanza

Per il giornalista, Federico Rampini, i risparmiatori sono alle prese con un deficit di fiducia nei confronti del sistema e di conoscenza dei meccanismi che regolano i mercati. Siamo davanti a un sistema perverso che è alle origini delle disuguaglianze sociali, perché la finanza non è più al servizio dell’economia reale. I problemi di fiducia in questo settore sono su tre dimensioni: quella dei clienti nei confronti degli istituti di credito, delle banche che manipolano i mercati, della finanza che non sostiene più la società. La finanza domina l’economia reale, non è al suo servizio e questa non è una situazione sana. Rampini ha portato come esempio Apple, che ormai è diventata una banca, mentre nella Silicon Valley si diventa ricchi tramite la quotazione in borsa, non più con le invenzioni.


#festivaleconomia #RaffaeleCantone «La corruzione è il male dell’Italia»
Click To Tweet


La corruzione è il male dell’Italia?

«La corruzione è una delle cause del sottosviluppo italiano» – ha risposto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione. «Le mafie hanno un rapporto strutturale con la politica e con gli enti locali e quindi la corruzione è strutturalmente utilizzata dalla mafia. La geografia della corruzione risente dunque di questo fenomeno che in passato era più concentrato al Sud, ma negli ultimi anni è andato via via uniformandosi in tutto il Paese. La mafia ha spostato molto del suo core business sull’attività imprenditoriale, rendendo quindi più forte il rapporto con la corruzione e così gli interessi economici si sono trasferiti al Nord, dove per lungo tempo si è pensato che la mafia non esistesse. La criminalità, essendo un’attività economica, ha grande capacità di aggiornarsi e di nascondersi con meccanismi sempre più sofisticati. In ogni organizzazione, la rotazione dei dirigenti dovrebbe essere la regola aurea, perché la specializzazione senza alternative crea comunque un monopolio. Soprattutto nella pubblica amministrazione, le conoscenze devono circolare e se si resta troppo tempo in settori delicati è inevitabile che si perda di vista l’interesse comune».

L'articolo Festival Economia – Le incognite della crescita proviene da Data Manager Online.

]]>
Privacy? Dati poco sensibili per le tasche https://www.datamanager.it/2014/07/privacy-dati-sensibili-per-tasche/ Tue, 15 Jul 2014 08:52:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58257 Quanto saremmo disposti a pagare per lasciare che un altro utilizzi le nostre informazioni personali? Al massimo 2 euro, ma solo in Trentino Da un’indagine effettuata tra l’ottobre e il dicembre del 2013 su una serie di uomini e donne tra i 28 e i 44 anni, si è capito che la privacy è importante, […]

L'articolo Privacy? Dati poco sensibili per le tasche proviene da Data Manager Online.

]]>
Quanto saremmo disposti a pagare per lasciare che un altro utilizzi le nostre informazioni personali? Al massimo 2 euro, ma solo in Trentino

Da un’indagine effettuata tra l’ottobre e il dicembre del 2013 su una serie di uomini e donne tra i 28 e i 44 anni, si è capito che la privacy è importante, ma non così tanto di fronte ad un’offerta di pagamento per accedervi. E’ quello che hanno evidenziato i ricercatori di Telefonica e della fondazione Bruno Kessler e Disi Università di Trento che hanno monitorato lo smartphone di 60 volontari nei tre mesi dell’inverno del 2013. Ognuno degli esaminati ha ricevuto uno smartphone (e questo per alcuni sarebbe già un buon motivo per regalare i propri dati personali) con una serie di ricariche, chiamate, messaggi e accesso ad internet incluso. Il dazio da pagare era poter monitorare (non accedere) le attività effettuate dagli utenti nel corso dell’utilizzo giornaliero dello smartphone.

Il regno per un caffè e brioche

Non ci sarebbe stato niente di strano se l’esperimento si fosse fermato qui. Nel senso che più di una persona, pur di risparmiare sul traffico voce e dati per 3 mesi potrebbe acconsentire ad un’azienda di monitorare i “metadati” (non il contenuto di SMS, email, ecc) derivanti dall’uso del telefono. La particolarità è che quando si chiede alle persone di poter finalmente accedere ai dati prodotti, in cambio di una cifra in denaro, molte sottovaluterebbero la loro privacy assegnandole un valore anche di 2 euro. Jacopo Staiano, dell’Università di Trento, ha spiegato che ad un’ora prestabilita del giorno, il software installato sullo smartphone chiedeva alle persone quali notizie avrebbero potuto “vendere” all’azienda e a quale costo. Secondo uno schema di asta al ribasso, molte volte si scendeva persino a 2 euro, pur di ricevere un compenso in cambio delle informazioni prodotte. Quindi sta tutto qui il problema? Quanto chiedereste voi alla NSA?

L'articolo Privacy? Dati poco sensibili per le tasche proviene da Data Manager Online.

]]>
Trento è il miglior posto in cui vivere secondo Il Sole 24 Ore https://www.datamanager.it/news/trento-il-miglior-posto-cui-vivere-secondo-il-sole-24-ore-51909.html Mon, 02 Dec 2013 12:03:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/trento-e-il-miglior-posto-in-cui-vivere-secondo-il-sole-24-ore/ Per il 2013 Il Sole 24 Ore ritiene che Trento sia la miglior città in cui vivere, seguita da Bolzano e Bologna. Male tutto il Sud con Napoli in ultima posizione al 107esimo posto

L'articolo Trento è il miglior posto in cui vivere secondo Il Sole 24 Ore proviene da Data Manager Online.

]]>
Per il 2013 Il Sole 24 Ore ritiene che Trento sia la miglior città in cui vivere, seguita da Bolzano e Bologna. Male tutto il Sud con Napoli in ultima posizione al 107esimo posto

Anche quest’anno Il Sole 24 Ore ha stilato la classifica dei migliori posti dove vivere in Italia. Lo studio tiene conto di 6 categorie (tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero).

Trentino Alto Adige: the place to be

Nel 2013 la corona spetta al Trentino Alto Adige con Trento, dove è avvenuto un maxi sequestro di pastelli tossici, e Bolzano rispettivamente in prima e seconda posizione. Completano la top ten Bologna, Belluno, Siena, Ravenna, Firenze, Macerata, Aosta e Milano. Bolzano guadagna il secondo gradino del podio grazie a bassa dissocupazione, turismo e ordine pubblico. Trento invece si pone in cima alla classifica grazie alle opportunità di lavoro creata dalle nunmerose start-up locali, favorite dall’utilizzo della banda larga. Oristano è la città più sicura mentre Siena è quella più ricca di svaghi. Milano, che ha scoperto di essere colpita da una vera e propria epidemia di AIDS, invece brilla in quanto a “tenore di vita”.

Il Sud in fondo alla classifica

Dalla classifica è anche emerso che il Sud mostra ancora una qualità della vita piuttosto bassa. Quasi tutte le province meridionali sono nelle ultime posizioni: Benevento (81°), Salerno (93°), Avellino (94°), Caserta (103°), Taranto (104°). Messina è la città con il più basso tenore di vita mentre Palermo e Napoli occupano le ultime due posizioni nella classifica generale.

L'articolo Trento è il miglior posto in cui vivere secondo Il Sole 24 Ore proviene da Data Manager Online.

]]>
Maxi sequestro di pastelli tossici a Trento https://www.datamanager.it/news/maxi-sequestro-di-pastelli-tossici-trento-51773.html Wed, 27 Nov 2013 11:14:38 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/maxi-sequestro-di-pastelli-tossici-a-trento/ La Guardia di Finanza di Trento ha sequestrato 140mila pastelli colorati cinesi pericolosi per la salute dei bambini

L'articolo Maxi sequestro di pastelli tossici a Trento proviene da Data Manager Online.

]]>
La Guardia di Finanza di Trento ha sequestrato 140mila pastelli colorati cinesi pericolosi per la salute dei bambini

A Trento sono stati scoperti 140mila pastelli colorati provenienti dalla Cina potenzialmente pericolosi per la salute dei bambini. La Guardia di Finanza locale nell’ambito dell’operazione “Scuola sicura” ha effettuato il sequestro dei prodotti incriminati, il cui contenuto tossico può provocare anche il cancro.

Scongiurato il pericolo per i bambini

I pastelli incriminati, reclamizzati attraverso volanti di tre grandi aziende distributrici italiane, erano sprovvisti del marchio CE di sicurezza e sono stati recuperati in quasi 800 supermercati del Trentino. Il titolare della società in provincia di reggio Emilia che ha importato i prodotti tossici è stato denunciato per il reato sulla sicurezza dei giocattoli e rischia oltre un anno di carcere.

L'articolo Maxi sequestro di pastelli tossici a Trento proviene da Data Manager Online.

]]>
Create-Net, dieci anni di traguardi di ricerca nell’ICT https://www.datamanager.it/rivista/create-net-dieci-anni-di-traguardi-di-ricerca-nell-ict-50273.html Fri, 11 Oct 2013 08:41:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/create-net-dieci-anni-di-traguardi-di-ricerca-nellict/ Compie dieci anni il Centro di ricerca internazionale con sede nell’area di Trento, celebrando importanti successi mondiali e puntando sull’Internet del futuro, con uno sguardo attentamente mirato a un’innovazione complementare alla ricerca, da proporre anche alle aziende italiane   La sede è a Trento, la mission è internazionale e i risultati sono di ampio respiro. […]

L'articolo Create-Net, dieci anni di traguardi di ricerca nell’ICT proviene da Data Manager Online.

]]>
Compie dieci anni il Centro di ricerca internazionale con sede nell’area di Trento, celebrando importanti successi mondiali e puntando sull’Internet del futuro, con uno sguardo attentamente mirato a un’innovazione complementare alla ricerca, da proporre anche alle aziende italiane

 

Imrich Chlamtac presidente e Luigi Telesca chief operating officer di Create-NetLa sede è a Trento, la mission è internazionale e i risultati sono di ampio respiro. A cominciare dall’importante traguardo dei primi dieci anni, raggiunto e celebrato proprio quest’anno. Il biglietto da visita di Create-Net (www.create-net.org) è contenuto direttamente nella sua denominazione, visto che l’acronimo sta per Center for REsearch And Telecommunication Experimentation for NETworked communities. Non a caso, oggi Create-Net, un Consorzio di Ricerca Internazionale che riunisce alcuni dei migliori gruppi di ricerca nei vari ambiti del networking e delle telecomunicazioni, in Europa così come a livello mondiale, occupa una posizione di leadership tra i centri di ricerca che hanno fatto dell’ICT la leva di sviluppo per un’innovazione tecnologica finalizzata al miglioramento della qualità della vita.

 

Le tappe di uno sviluppo

«Nell’arco dei nostri primi dieci anni abbiamo consolidato una rete di collaborazioni con oltre 500 partner, fra cui enti di ricerca e aziende di primissimo piano del settore dell’ICT, avviando anche una serie di progetti con le maggiori istituzioni negli Stati Uniti, in Cina e Israele» – esordisce Imrich Chlamtac, presidente di Create-Net, nonché suo fondatore. Studioso di fama internazionale con formazione principalmente statunitense, a Imrich Chlamtac si devono importanti contributi a diverse tecnologie di networking in qualità di scienziato, docente e imprenditore. Noto come l’inventore del concetto di “lightpath”, il meccanismo di base delle reti “wavelength routing”, cioè la tecnologia ottica per le reti DWM, proprio Chlamtac è stato il primo a introdurre concetti fondamentali che affrontano aspetti quali la risoluzione dei conflitti di accesso tra canali, la soluzione ai problemi dei terminali nascosti, i protocolli di routing e la trasmissione, gettando le basi, all’inizio degli anni 1980, dell’odierno campo delle reti ad hoc. Ed è sempre nel campo delle reti che si sono concentrate le ricerche di Create-Net nel corso di questo decennio, con un forte focus sulle telecomunicazioni e sui servizi abilitati dalle reti di telecomunicazione. In particolare, tre sono i filoni sui quali si sta concentrando l’opera del Centro: il promettente campo del software defined networking (SDN), ovvero delle reti definite dal software, sul quale è in atto un’importante collaborazione con l’Università di Stanford in California per sviluppare componenti open source di SDN; l’altrettanto avveniristico ambito del “Future Internet PPP”, al centro di un progetto specifico intrapreso nel quadro della Commissione Europea, e che vede Create-Net nella lista dei primi trenta beneficiari del programma e coordinatore tecnico del progetto XIFI che farà da backbone per l’infrastruttura Future Internet in Europa; e in prima linea nell’esplorare le nuove frontiere dell’Internet of Things. In pochi anni Create-Net si posiziona dall’ultimo al 26esimo posto fra gli enti italiani operanti nel settore della ricerca nella valutazione effettuata nel 2012 da Research Ranking in base al successo nei finanziamenti europei (il ranking comprende tutte le discipline) e sulla base di questi ed altri risultati ottiene due premi dal ministero dell’Università e della Ricerca. A questi riconoscimenti, come ai molti altri assegnati al consorzio nel corso degli anni, non è estranea la mission di Create-Net, che si articola in quattro punti chiave che determinano la direzione delle attività di ricerca, ingegneria e innovazione: in primo luogo, raggiungere l’eccellenza di ricerca nel campo dell’ICT con particolare attenzione in materia di telecomunicazioni; successivamente, promuovere la cooperazione ed il trasferimento tecnologico verso l’industria attraverso lo sviluppo di prototipi e soluzioni tecnologiche; al terzo posto vi è incentivare l’attività di innovazione per rinforzare la competitività high-tech europea; infine, la mission del Centro di ricerca trentino prevede di concentrarsi su settori applicativi e servizi chiave che consentano di migliorare la qualità della vita e sviluppare la società globale.

 

L’internet del futuro

«La società si sta evolvendo sempre più grazie a Internet» – sottolinea Chlamtac. I nostri sforzi si stanno sempre più concentrando proprio su questi aspetti, per verificare come le nuove tecnologie dell’Internet of Things possono trovare applicazione concreta nei campi della salute, dei trasporti e dell’energia, per fare alcuni esempi». Le linee strategiche per i prossimi anni sono chiare: «Intendiamo essere il centro di eccellenza per l’Internet of Things ed espandere i nostri servizi verso la Rete del futuro» – spiega Chlamtac. «Ma sempre con il nostro approccio concreto che punta a portare quanta più innovazione possibile a livello di industria, perché la qualità della ricerca si esplica anche nella commercializzazione dei progetti». E in effetti, anche le collaborazioni di Create-Net con il mondo delle grandi aziende vedono la presenza di molti nomi blasonati, come IBM, CISCO, Orange o HP, tanto per fare qualche esempio. Merito anche dell’approccio all’innovazione adottato da Create-Net ormai tre anni fa: definito “Community based innovation”, il sistema prevede la messa in rete di conoscenze, strutture e strumenti sin ora frammentati in Europa che con il diretto contributo di manager dell’innovazione, eccellenze nell’università e nella ricerca, start-up, industrie e tutte le comunità a esse collegate, ne fanno la più grande comunità dell’innovazione europea in grado di raggiungere centinaia di migliaia di individui. L’obiettivo è quello di abbattere il più possibile le barriere alla circolazione delle idee, che così possono essere sempre valorizzate nella maniera più capillare e proficua per tutti. «Vogliamo portare più rapidamente i risultati della ricerca sul mercato – prosegue Chlamtac – guardando, oltre ai temi legati alla rete, anche ad aspetti quali la mobilità sostenibile, la salute e il benessere, i social media e le tecnologie green».

 

Team internazionale

Guardando alla composizione dello staff, non c’è dubbio che i team di ricerca di Create-Net abbiano saputo creare un’ottima armonia: si tratta di circa 110 persone, in massima parte ingegneri esperti in telecomunicazioni, con un’età media di 30-35 anni. Una metà circa proviene dall’Italia e dal Trentino, mentre il restante 50% è appannaggio di una ventina di nazionalità diverse, non solo europee. «Nel corso degli anni siamo stati capaci di attrarre capitali e conoscenze da tutto il mondo, valorizzando il Trentino e dando nuove prospettive per il futuro» – spiega Luigi Telesca, Chief Operating Officer di Create-Net, nell’introdurre il discorso relativo alla sede del consorzio di ricerca. «Se si guarda alla storia industriale, Trento non può vantare una storia nelle telecomunicazioni analoga, per esempio, a quella di Torino. Ma nonostante questo, ha saputo creare un sistema che sta dando moltissimi frutti e continuerà a darne altrettanti in futuro. Oltre a proporre un’altissima qualità della vita, Trento è riuscita a creare un ecosistema tecnologico che è molto solido ed è allo stesso tempo aperto alla competizione e alla cooperazione, nel migliore spirito di quella sana “coopetition” che aiuta a stimolare le nuove idee e a farle prosperare».

 

Un contributo alle aziende italiane

Far circolare le idee e tradurle in pratica perché possano contribuire al miglioramento della vita quotidiana è da sempre al centro della mission di Create-Net, e le numerose aziende che hanno fin qui messo in pratica le ricerche del consorzio lo stanno a testimoniare. «Si tratta per la maggior parte di aziende internazionali –conclude Telesca – ma la nostra intenzione per i prossimi anni è quella di metterci sempre più a disposizione delle aziende italiane, affinché possano attingere alle nostre competenze e alla qualità riconosciuta della nostra ricerca, soprattutto in ambiti quali le tecnologie di rete fisse e wireless a larga banda, la virtualizzazione delle stesse ed il cloud, le tecnologie mobili e l’internet delle cose che nei prossimi anni genererà una trasformazione della società e del business».

L'articolo Create-Net, dieci anni di traguardi di ricerca nell’ICT proviene da Data Manager Online.

]]>
Tim Berners-Lee «Mettere al centro le persone». Non solo a parole https://www.datamanager.it/rivista/tim-berners-lee-mettere-al-centro-le-persone-non-solo-parole-46045.html Fri, 19 Apr 2013 08:32:32 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/tim-berners-lee-mettere-al-centro-le-persone-non-solo-a-parole/ Innovazione, trasparenza e la minaccia del controllo. Dagli ICT Days di Trento, Sir Tim BL: «L’indipendenza della stampa e la libera circolazione delle informazioni garantiscono la democrazia». Chi darà ragione a chi si dà torto da solo?   Mai incontrare i propri miti perché la delusione sul piano umano potrebbe essere troppo grande. Quella che sarebbe […]

L'articolo Tim Berners-Lee «Mettere al centro le persone». Non solo a parole proviene da Data Manager Online.

]]>
Innovazione, trasparenza e la minaccia del controllo.
Dagli ICT Days di Trento, Sir Tim BL: «L’indipendenza della stampa e la libera circolazione delle informazioni garantiscono la democrazia».
Chi darà ragione a chi si dà torto da solo?

 
Mai incontrare i propri miti perché la delusione sul piano umano potrebbe essere troppo grande. Quella che sarebbe dovuta essere un’intervista esclusiva nello stile di questa rubrica si è trasformata invece in una semplice cronaca. Sir Tim Berners-Lee – che ha inventato il world wide web e ha pure coniato il familiare W.W.W. – ha inaugurato il 22 marzo il quartiere “full digital” di Trento. Per incontrarlo su proposta di Trentino Network e di una nota agenzia milanese, sono partito all’alba caricato (un tanto al chilo) su un pulmino insieme a un gruppo di dieci giornalisti delle testate più importanti.

La carota era la possibilità di intervistare uno dei padri dell’ipertesto, mentre il bastone era rappresentato dal disagio di una trasferta nel giorno dello sciopero nazionale dei trasporti. Tutto sommato, solo un modesto sacrificio per intervistare uno dei miti della mia adolescenza geek.

Peccato che le cose non siano andate proprio così. La mancanza di comunicazione tra i vari uffici stampa dell’evento – compreso quello della Provincia autonoma di Trento, così autonoma da ignorare le esigenze di chi aveva viaggiato quatto ore per raggiungere la destinazione e fare il proprio mestiere – ha caratterizzato il clima dell’evento, dimostrando che nell’era dell’ICT, il vero fattore critico sono le persone, non le tecnologie. Ma chi è abituato a cercare notizie non si formalizza certo per la mancanza di cerimoniale in un evento dove ogni cosa è istituzionale e così mi sono adattato subito a scrivere il pezzo in piedi con la macchina fotografica in una mano e il tablet nell’altra. Il web non ha forse insegnato a una generazione intera di giornalisti a essere non solo mobili e ubiqui, ma anche acrobatici e multitasking? Ma andiamo avanti. Il keynote di Sir Tim Berners-Lee ha fatto da introduzione alla tavola rotonda (senza tavolo) sul tema delle smart city in una società in continua evoluzione. Al panel, hanno partecipato Oscar Cicchetti, head of Strategy di Telecom Italia, Clara Pelaez, vice president Strategy & Marketing di Ericsson Regione Mediterranea, Gianni Camisa, amministratore delegato di Dedagroup ICT Network; Luca De Biase, presidente Fondazione Ahref; Lorenzo Fiori, direttore tecnico di Finmeccanica; Fabio Florio, head of Business Development Italia Smart and Connected Communities di Cisco; Franco Salvetti, principal architect Microsoft Bing; Dario Avallone, direttore Ricerca e Sviluppo del Gruppo Engineering.

Ma Sir Tim Berners-Lee restava l’ospite più atteso della giornata. Lo spazio era quello della nuova area residenziale “Le Albere”, progettata da Renzo Piano, esempio più che riuscito di eco-sostenibilità e innovazione. Arrivato da Boston come una vera star, Sir TimBL ha catalizzato l’attenzione di giornalisti e fotografi. Dress code: informal. Camicia celeste, senza cravatta, blazer e jeans blu scuro, zainetto sulla spalla. Esiste anche un modo casual di essere snob. Sir TimBL ha esordito parlando della centralità delle persone e di trasparenza. «L’ubiquità della Rete – ha detto – è più importante della velocità». Così dagli ICT Days di Trento il riferimento all’Italia non è apparso puramente casuale. In Italia, la diffusione della Rete è a macchia di leopardo e il digital divide tecnologico e culturale rappresenta ancora un ostacolo da superare. Qual è il futuro delle città intelligenti, della crescita dell’utilizzo di Internet e della conseguente necessità di rendere il web sempre più aperto e accessibile a tutti? Sir Tim Berners-Lee ha evidenziato l’enorme potenziale del world wide web come strumento utile per abbattere le barriere geografiche e culturali. «Reputazione, trasparenza e conoscenza sono le regole della partecipazione». I confini del web coincideranno sempre di più con quelli del mondo reale.

Per il cavaliere della Rete e comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico, «il web è uno strumento potentissimo non solo per scambiare informazioni, ma soprattutto per condividere i processi decisionali in massima trasparenza». Con buona pace dei governi, delle imprese e dei “signori della Rete”.

Il keynote è durato poco meno di un’ora. Dopo aver seguito nella posizione del trampoliere ogni singolo passaggio del suo discorso, finalmente è arrivato il momento più atteso: l’incontro con la stampa per le interviste. Mentre recuperavo l’attrezzatura, per avviarmi in uno degli appartamenti del nuovo quartiere green, uno dei collaboratori di Tim Berners-Lee ha annunciato che ogni ripresa della conferenza stampa (notoriamente le conferenze stampa sono pubbliche, mica sono un concerto) per essere utilizzata doveva essere approvata dallo staff. Comunico così alla redazione di pubblicare solo il pezzo generale e di tenere in stand-by il girato (per il quale a distanza di un mese sono ancora in attesa). E mugugnando qualcosa, pensavo: «Viva la net neutrality, la trasparenza, la collaboration, la condivisione e altre belle cose del genere».

Subito dopo, più di trenta giornalisti prendevano posto in una stanza di tre metri quadrati per tre. Il moderatore della tavola rotonda, direttore editoriale di una nota testata di settore, vestiva anche i panni del conduttore di un irrituale press briefing, dove le uniche regole erano la velocità con cui si alzava la mano e la discrezionalità, visto che la maggior parte dei giornalisti presenti è rimasta per tutto il tempo con la mano alzata oppure senza risposta a domande considerate fuori tema o troppo complesse per quella sede. In quasi venti anni di mestiere, ho imparato che esiste sempre un modo per rispondere a una domanda, purché si voglia o si abbia lo stile per farlo. Soprattutto quando pochi minuti prima davanti a una platea gremita di persone Sir TimBL ha dichiarato che «l’indipendenza della stampa è sacra e così deve essere anche quella di Internet, perché la libertà di stampa e la libera circolazione delle informazioni garantiscono la democrazia più di ogni altra cosa». A proposito di open government, Sir TimBL ha detto che «l’abbondanza dei dati, pubblici e privati, e la loro apertura sul web daranno nuovi poteri ai cittadini». Sir TimBL ha lanciato l’allarme sulla minaccia che può venire dal controllo della Rete da parte del potere politico ed economico: «Governi, operatori telefonici, multinazionali vogliono controllare e manipolare la Rete e così chiudere la libertà dei cittadini. I governi possono spiare i cittadini sul web. Gli operatori possono violare la neutralità della rete spingendo i pacchetti di dati nelle direzioni volute, a favore di specifici servizi o contenuti e a danno di altri».

Sir Tim Berners-Lee ha ripetuto la parola «partecipazione» come un mantra. «Il web – ha detto – è il connettore che permette alle due metà del mondo di dialogare e trovare soluzioni comuni. Il web è una piattaforma che crea valore immediato, mettendo al centro le persone». Eppure, Tim Berners-Lee alla fine ha dichiarato di non farsi troppe illusioni. Forse anche noi potremmo dire la stessa cosa. Del resto, dopo tante parole, chi può dare ragione a chi con i comportamenti si dà torto da solo?

L'articolo Tim Berners-Lee «Mettere al centro le persone». Non solo a parole proviene da Data Manager Online.

]]>
Tim Berners-Lee: il web mette al centro le persone https://www.datamanager.it/news/tim-berners-lee-il-web-mette-al-centro-le-persone-45398.html Mon, 25 Mar 2013 08:34:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/tim-berners-lee-il-web-mette-al-centro-le-persone/ Sir TimBL: «L'ubiquità della Rete è più importante della velocità». Dagli ICT Days di Trento il riferimento all’Italia non è puramente casuale

L'articolo Tim Berners-Lee: il web mette al centro le persone proviene da Data Manager Online.

]]>
Sir TimBL: «L’ubiquità della Rete è più importante della velocità». Dagli ICT Days di Trento il riferimento all’Italia non è puramente casuale

“Una finestra sul futuro” è l’evento organizzato da Trentino Network in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, Trento RISE, l’Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler per inaugurare il quartiere “full digital” di Trento.

Ospite d’onore, Sir Tim Berners-Lee, co-inventore insieme a Robert Cailliau del world wide web, arrivato da Boston come una vera star.

Lo spazio è quello della nuova area residenziale “Le Albere”, progettata da Renzo Piano.

In Italia, la diffusione della Rete è a macchia di leopardo ma il digital divide tecnologico e culturale rappresenta ancora un ostacolo da superare. Per Sir TimBL, l’ubiquità della Rete, la possibilità di connettersi ovunque in mobilità è più importante della velocità. «Anche una connessione più lenta, significa avere la possibilità di far parte dell’economia digitale, rendendo il Paese più operativo e funzionale».

Qual è il futuro delle città intelligenti, della crescita dell’utilizzo di Internet e della conseguente necessità di rendere il web sempre più aperto e accessibile a tutti per contribuire a promuovere le future innovazioni? Sir Tim Berners-Lee ha evidenziato l’enorme potenziale del world wide web come strumento utile ad aiutare ad abbattere le barriere geografiche e culturali. «Reputazione, trasparenza e conoscenza» sono i paradigmi della partecipazione nel web, i cui confini coincideranno sempre di più con quelli del mondo reale».

«Il web è il connettore che permette alle due metà del mondo di dialogare e trovare soluzioni comuni. Il web è una piattaforma che crea valore immediato, mettendo al centro le persone, cittadini non solo delle smart city, ma anche nel futuro di uno smart world».

«Il web è uno strumento potentissimo non solo per scambiare informazioni, ma soprattutto per condividere i processi decisionali in massima trasparenza». Con buona pace dei governi, delle imprese e dei “signori della Rete”.

L'articolo Tim Berners-Lee: il web mette al centro le persone proviene da Data Manager Online.

]]>