Wear OS – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 20 Jul 2018 10:34:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Wear OS – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Google sostituirà Android e gli altri OS con Fuchsia https://www.datamanager.it/2018/07/google-sostituira-android-e-gli-altri-os-con-fuchsia/ Fri, 20 Jul 2018 10:34:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151776 Fuchsia potrebbe diventare il sistema operativo unificato di Google entro 5 anni. Big G sta lavorando a questo progetto proprio per raggiungere tale obiettivo Fuchsia è diventato più di un semplice esperimento per Google. Stando a un report di Bloomberg, Big G crede molto in questo progetto e intende farne l’elemento centrale del suo business […]

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Fuchsia potrebbe diventare il sistema operativo unificato di Google entro 5 anni. Big G sta lavorando a questo progetto proprio per raggiungere tale obiettivo

Fuchsia è diventato più di un semplice esperimento per Google. Stando a un report di Bloomberg, Big G crede molto in questo progetto e intende farne l’elemento centrale del suo business entro i prossimi anni. Al momento non sappiamo molto sul nuovo sistema operativo ma qualche indizio è arrivato dalla versione di prova disponibile online. Pare che Google abbia lavorato per renderlo compatibile con il linguaggio di programmazione Swift di Apple e che, nonostante le parole dei manager di Mountain View, non sarà un software propriamente indipendente da Android. Oggi scopriamo che al progetto lavorano almeno 100 dipendenti e tra questi c’è anche Matias Duarte, Vice President of Design di Google, seppur non a tempo pieno. Inoltre, Fuchsia avrebbe il pieno sostegno da parte dell’amministratore delegato Sundar Pichai.

Il nuovo sistema operativo è pensato per risolvere tutti i problemi che caratterizzano Android. In primis gli ingegneri di Big G stanno lavorando per migliorarne le performance e soprattutto l’aspetto fondamentale della sicurezza. L’obiettivo è anche quello di rendere l’OS compatibile con un ecosistema di prodotti che sia il più ampio possibile e che gli aggiornamenti arrivino puntuali e costanti. Inoltre, se Android è nato per garantire un’esperienza d’uso ottimale su device touchscreen, Fuchsia invece è stato sviluppato e ottimizzato per i comandi vocali e l’intelligenza artificiale. Il sistema operativo è destinato quindi a diventare l’unico OS di Google. Al momento non esiste una vera e propria roadmap, nemmeno interna, ma secondo Bloomberg il software diventerà la piattaforma di riferimento per i dispositivi smart home entro 3 anni e potrebbe sostituire definitivamente Android intorno al 2023. La maxi multa imposta alla multinazionale del web dall’Ue per abuso di posizione dominante tramite il suo sistema operativo mobile potrebbe accelerare ulteriormente questo processo. Certo per Google si tratta di un azzardo vista la diffusione di Android e alcune criticità legate a Fuchsia. Quest’ultimo potrebbe causare problemi di compatibilità non essere basato su kernel Linux e potrebbe portare a problemi di gestione con produttori di terze parti e sviluppatori indipendenti.

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Samsung non abbandona l’idea di usare Wear OS per gli smartwatch https://www.datamanager.it/2018/07/samsung-non-abbandona-lidea-di-usare-wear-os-per-gli-smartwatch/ Fri, 06 Jul 2018 16:59:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150869 Samsung sembra intenzionata a sfruttare Wear OS per gli smartwatch ma senza abbandonare definitivamente Tizen. Sarà Galaxy Watch a utilizzare l’OS di Google Samsung ha da tempo scelto di utilizzare il sistema operativo proprietario Tizen per i suoi prodotti wearable, smartwatch compresi. Nelle scorse settimane è emersa la possibilità che l’azienda coreana fosse intenzionata a […]

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Samsung sembra intenzionata a sfruttare Wear OS per gli smartwatch ma senza abbandonare definitivamente Tizen. Sarà Galaxy Watch a utilizzare l’OS di Google

Samsung ha da tempo scelto di utilizzare il sistema operativo proprietario Tizen per i suoi prodotti wearable, smartwatch compresi. Nelle scorse settimane è emersa la possibilità che l’azienda coreana fosse intenzionata a virare su Wear OS per ampliare la fascia di utenti disposti a indossare i suoi orologi intelligenti ma l’esperto di tecnologia e leaker, Evan Blass (meglio conosciuto su Twitter come @evleaks), ha smentito tale ipotesi. Il collega cinese Ice Universe, che ha rivelato la data di presentazione di Galaxy X, non è però dello stesso avviso.

La prossima generazione di smartwatch di Samsung abbandonerà il marchio Gear per adottare quello Galaxy e non sarà l’unico prodotto a subire un rebrand. Galaxy Watch disporrà quindi di una batteria da 470 mAh oltre che di un system-on-chip realizzato con il processo PLP (Panel-Level Package) più efficiente e meno costoso rispetto al tradizionale WLP (Wafer-Level Package). Si parla anche di una nuova interfaccia e di un sistema per la misurazione della pressione sanguigna. Evan Blass aveva affermato che gli smartwatch Wear OS sono stati un semplice test di Google per mostrare a Samsung le potenzialità del suo OS ma pare che l’azienda coreana abbia deciso di portare avanti il progetto. E’ quindi possibile che a breve vedremo un Gear S4 con Tizen e un Galaxy Watch con il sistema operativo di Big G, che comunque ha già in mente di lanciare sul mercato la sua personale versione di orologio intelligente. Si vocifera che l’azienda di Moutain View abbia pronti tre diversi modelli a marchio Pixel.

 

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Il nuovo smartwatch di LG si chiamerà Libre https://www.datamanager.it/2018/06/il-nuovo-smartwatch-di-lg-si-chiamera-libre/ Wed, 27 Jun 2018 18:30:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150230 Arriverà probabilmente entro l’anno l’orologio connesso con il supporto allo standard LTE e sistema operativo WearOS Il panorama degli smartwatch è ancora molto complesso. Non ci sono dati che facciano presagire un boom definitivo del mercato, anzi è tutto ancora in stallo anche se le compagnie hi-tech non smettono di produrre le loro iterazioni nella […]

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Arriverà probabilmente entro l’anno l’orologio connesso con il supporto allo standard LTE e sistema operativo WearOS

Il panorama degli smartwatch è ancora molto complesso. Non ci sono dati che facciano presagire un boom definitivo del mercato, anzi è tutto ancora in stallo anche se le compagnie hi-tech non smettono di produrre le loro iterazioni nella categoria. L’ultima, in ordine cronologico, è LG, che starebbe per lanciare due nuovi orologi connessi.

Uno di questi ha nome Libre, secondo i ben informati che hanno ottenuto il documento di richiesta di approvazione all’ufficio brevetti della Corea del Sud, patria della multinazionale. Stando al documento, il prodotto dovrebbe inserirsi tra quelli con supporto all’LTE, dunque con la capacità di godere di una parte di connettività e telefonica indipendente, come è peraltro l’Apple Watch in USA e nei mercati dove la e-Sim è abilitata e funzionante.

Cosa sappiamo

Poco si conosce circa il dispositivo anche se il suo nome, tradotto in alcune lingue, vuol dire “libero”, un termine che lo avvicina molto alla sua probabile destinazione d’uso, quella della modalità standalone e indipendente da un telefonino abbinato. Un secondo smartwatch in lavorazione nei laboratori di LG sarebbe il cosiddetto Watch Timepiece, un device classico, nel senso della necessità di collegare a uno smartphone, e dal prezzo più concorrenziale rispetto a Libre.

Entrambi, in ogni caso, monteranno watchOS, la declinazione in piccolo di Android, che non è riuscita a rendere così popolari come il comparto mobile gli orologi col robottino verde. Viste le tempistiche non proprio favorevoli, la presentazione del prossimo hardware di LG dovrebbe concentrarsi all’IFA di Berlino di settembre, dove potrebbe arrivare anche un nuovo cellulare con chip Snapdragon e Intelligenza Artificiale.

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Samsung per i suoi smartwatch ha deciso di passare da Tizen a Wear OS https://www.datamanager.it/2018/05/samsung-per-i-suoi-smartwatch-ha-deciso-di-passare-da-tizen-a-wear-os/ Thu, 24 May 2018 15:04:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148316 Samsung sarebbe decisa a utilizzare Wear OS sui suoi smartwatch al posto di Tizen. La conferma arriva dall’esperto @evleaks Fino a oggi Samsung ha scelto di utilizzare il sistema operativo proprietario Tizen per realizzare i propri smartwatch. L’azienda coreana aveva puntato forte sul suo OS e ha anche pensato di sfruttarlo per gli smartphone. Nel […]

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Samsung sarebbe decisa a utilizzare Wear OS sui suoi smartwatch al posto di Tizen. La conferma arriva dall’esperto @evleaks

Fino a oggi Samsung ha scelto di utilizzare il sistema operativo proprietario Tizen per realizzare i propri smartwatch. L’azienda coreana aveva puntato forte sul suo OS e ha anche pensato di sfruttarlo per gli smartphone. Nel corso del tempo il software non si è dimostrato all’altezza delle aspettative degli utenti e infatti Tizen viene attualmente integrato solo sulle smart TV e alcuni prodotti wearable come Gear S3. In futuro il ventaglio di prodotti che utilizza questo sistema operativo potrebbe ulteriormente ridursi.

Stando a quanto afferma l’esperto di tecnologia Evan Blass, meglio noto su Twitter come @evleaks, alcuni dipendenti di Samsung stanno già testando un modello di smartwatch basato non su Tizen ma su Wear OS, una volta conosciuto come Android Wear. Al momento non è possibile conoscere ulteriori dettagli sulle caratteristiche tecniche dell’orologio intelligente ma c’è qualche certezza in più sul passaggio al sistema operativo Made in Mountain View. Per quanto riguarda il nome, il più gettonato è “Galaxy Watch”.

L’ultimo smartwatch sviluppato da Samsung, che con il lancio di Galaxy Note 9 renderà disponibile la seconda generazione dell’assistente personale Bixby, non sarà l’unico a utilizzare Wear OS. Il modello 2018 di Watch 2 di Huawei sarà dotato di questo sistema operativo e si vocifera che Google stia lavorando a ben tre diversi orologi commercializzati con il marchio Pixel.

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Huawei Watch 2 (2018) arriverà con eSIM e Wear OS https://www.datamanager.it/2018/05/huawei-watch-2-2018-arrivera-con-esim-e-wear-os/ Tue, 15 May 2018 11:13:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147534 Huawei Watch 2 (2018) avrà caratteristiche simili al modello attuale ma integrerà anche una eSIM. Il sistema operativo sarà il nuovo Watch OS Huawei sta per lanciare un nuovo modello di smartwatch. La conferma è arrivata dal famoso esperto di tecnologia Evan Blass, che ha pubblicato sul proprio profilo Twitter alcuni render del dispositivo salvo […]

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Huawei Watch 2 (2018) avrà caratteristiche simili al modello attuale ma integrerà anche una eSIM. Il sistema operativo sarà il nuovo Watch OS

Huawei sta per lanciare un nuovo modello di smartwatch. La conferma è arrivata dal famoso esperto di tecnologia Evan Blass, che ha pubblicato sul proprio profilo Twitter alcuni render del dispositivo salvo poi rimuoverli dopo poco tempo. Huawei Watch 2 (2018) avrà caratteristiche simili alla versione attuale ma alcune saranno del tutto inedite. Innanzitutto l’orologio sfrutterà Watch OS come sistema operativo mentre il modello ora in commercio sarà aggiornato ad Android Wear 2.0, ovvero un rebranding del sistema operativo di Big G. Anche LG e la stessa azienda di Mountain View stanno lavorando a prodotti che usano questo software. Google in particolare ha in cantiere 3 dispositivi indossabili della linea Pixel.

Huawei Watch 2 (2018) integrerà inoltre una eSIM, cosa che consente di utilizzare lo stesso numero di telefono dello smartphone per ricevere chiamate e messaggi senza avere il telefono sottomano. Inoltre, si vocifera che verrà introdotta una nuova colorazione in aggiunta a quella arancione lanciata con Huawei Watch 2 Sport. Si parla di un design total black con inserti in verde lime. Le altre caratteristiche sarebbero identiche al modello del 2017: processore Qualcomm Snapdragon Wear 200, 768 MB di RAM, 4 GB di storage, batteria da 420 mAh, schermo circolare AMOLED da 1,2 pollici con risoluzione 390 x 390 pixel. Oltre alla resistenza ad acqua e polvere anche il futuro orologio intelligente integrerà Bluetooth 4.1, GPS, Wi-Fi, cardiofrequenzimetro per il monitoraggio del battito cardiaco, sensore per la luce ambientale, barometro, accelerometro e giroscopio. Per quanto riguarda la data di rilascio, Huawei Watch 2 (2018) non arriverà prima della fine dell’anno. Inoltre, pare che l’azienda cinese, che prepara il lancio di un’app wallet per cryptomonete, stia già progettando la terza generazione del suo smartwatch.

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Google lancerà tre smartwatch quest’anno https://www.datamanager.it/2018/05/google-lancera-tre-smartwatch-questanno/ Mon, 14 May 2018 18:30:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147458 Il mercato degli orologi intelligenti non vive un buon momento ma Big G sa di poter ottenere fette importanti anche qui, come con Android I dati di vendita degli ultimi trimestri mettono in evidenza un certo stallo nel mercato degli smartwatch. A tirare il carro è, come accade da anni, l’Apple Watch, seguito da dispositivi […]

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Il mercato degli orologi intelligenti non vive un buon momento ma Big G sa di poter ottenere fette importanti anche qui, come con Android

I dati di vendita degli ultimi trimestri mettono in evidenza un certo stallo nel mercato degli smartwatch. A tirare il carro è, come accade da anni, l’Apple Watch, seguito da dispositivi più orientati al fitness, Fitbit, e proposte economiche delle cinesi Huawei e Xiaomi. Tuttavia, i nomi grossi del panorama hi-tech sono convinti di poter ottenere ancora un po’ di revenue dal particolare segmento.

Samsung, ad esempio, dovrebbe presentare nel 2018 il successore del Gear S3, in versione Classic e Frontier, che ha ottenuto buone risposte sin dal lancio nel 2016. Curiosamente proprio gli orologi della coreana, come quelli di Apple, poggiano su un sistema operativo proprietario e non uno più largamente diffuso che risponde al nome di Wear OS.

Cosa succede

E proprio alla stregua di quanto fatto nel mondo smartphone, Wear OS mira a dare maggiore standardizzazione nel reparto smartwatch. Sarà per questo che Google, entro quest’anno, presenterà almeno tre orologi smart, brandizzati con il logo Pixel. A dirlo è Evan Blass, noto indiscrezionista di Twitter, che associa il lancio dei gadget a quello della terza famiglia di telefonini di Big G, i Pixel 3 e Pixel 3 XL appunto.

Definiti internamente con i nomi in codice Ling, Sardine e Triton, non si hanno molte notizie circa le differenze principali tra gli esemplari, se non la presenza, su almeno uno di loro, del supporto all’LTE, che come sappiamo al di fuori degli States è sempre molto complicato attuare per la scarsità di offerte (in Italia sono nulle) degli operatori verso le e-Sim, le schedine virtuali integrate nei device, tra cui l’Apple Watch 3rd generation. Dovrebbero essere i Pixel 3 Watch i destinatari del primo Snapdragon 3100 dedicato ai wearable, che verrà più ampiamente montato sugli smartwatch nel corso del 2019.

 

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Qualcomm al lavoro su un nuovo chip per Wear OS https://www.datamanager.it/2018/05/qualcomm-al-lavoro-su-un-nuovo-chip-per-wear-os/ Fri, 11 May 2018 18:30:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147357 Il successore dello Snapdragon 2100 dovrebbe essere dietro l’angolo, pronto a risollevare le sorti della nuova gamma di orologi intelligenti Che il mercato degli smartwatch non sia sulla cresta dell’onda è cosa risaputa. Le periodiche analisi confermano un settore a rilento, che stenta a crescere e che sopravvive per un paio di prodotti, prima di […]

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Il successore dello Snapdragon 2100 dovrebbe essere dietro l’angolo, pronto a risollevare le sorti della nuova gamma di orologi intelligenti

Che il mercato degli smartwatch non sia sulla cresta dell’onda è cosa risaputa. Le periodiche analisi confermano un settore a rilento, che stenta a crescere e che sopravvive per un paio di prodotti, prima di tutto l’Apple Watch. Il solo trend del fitness riesce a tenere a galla dispositivi realizzati apposta per l’attività fisica.

Non a caso per anni Fitbit ha dato filo da torcere alla Mela, per poi perdere quota e lasciare spazio ad altri marchi consolidati, come Huawei e Xiaomi. Le compagnie più attive nel comparto sono però convinte di poter dare nuovo slancio alla prossima gamma di device, supportati da un hardware d’eccezione: il futuristico processore di Qualcomm dedicato ai wearable.

Cosa sappiamo

Il successore dello Snapdragon 2100 dovrebbe arrivare in autunno, ben due anni dopo il chip più recente. Il direttore della divisione wearable di Qualcomm, Pankaj Kedia, ha confermato le tempistiche, annunciando che la presentazione del processore in questione avverrà contestualmente con il rilascio di uno smartwatch top di gamma. Difficile dire quale sia, anche se è probabile che il marchio del dispositivo possa essere di una multinazionale nuova sotto questo punto di vista.

Sappiamo infatti che Apple e Samsung dotano i loro orologi smart di SoC proprietari e dunque potremmo ipotizzare un flagship a nome Xiaomi, Huawei o addirittura OnePlus. Di certo, a bordo ci sarà Wear OS che, alla stregua di Android, è il sistema operativo più diffuso nel particolare contesto visto che watchOS (Apple) e Tizen (Samsung) popolano solo una percentuale degli oggetti attualmente a disposizione.

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Android P approda su smartwatch https://www.datamanager.it/2018/03/android-p-approda-su-smartwatch/ Fri, 30 Mar 2018 18:30:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144774 L’ultima beta di wearOS integra alcune delle funzionalità di cui sarà dotato il prossimo sistema operativo per smartphone, in arrivo in autunno Google ha rilasciato un’anteprima di WearOS che include funzionalità prese pari pari dall’aggiornamento software ad Android P. Rilasciando le prime informazioni sul blog per gli sviluppatori, Big G ha rivelato alcune delle caratteristiche […]

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L’ultima beta di wearOS integra alcune delle funzionalità di cui sarà dotato il prossimo sistema operativo per smartphone, in arrivo in autunno

Google ha rilasciato un’anteprima di WearOS che include funzionalità prese pari pari dall’aggiornamento software ad Android P. Rilasciando le prime informazioni sul blog per gli sviluppatori, Big G ha rivelato alcune delle caratteristiche chiave della piattaforma, che andrà dritta al polso dei consumatori dopo l’autunno. Tra queste, la possibilità di scegliere un’interfaccia utente in modalità scura, per una migliore visibilità delle app, e l’opportunità di chiudere le attività in background di alcune applicazioni, quando l’orologio non è in carica con lo scopo di migliorare le prestazioni e la durata della batteria. Per perseguire lo stesso obiettivo, con l’update a P, una volta tolto di dosso lo smartwatch, il sistema disattiverà in automatico il Wi-Fi, il Bluetooth e la rete cellulare, qualora non venga impostato diversamente dagli utenti.

Pronto per il rilancio

Dalla prima versione di Android Wear, ora WearOS, le cose sono cambiate molto per i dispositivi con cuore Google. Già la seconda versione ha introdotto la possibilità di scaricare app direttamente dal Play Store, senza passare per il cellulare. A conti fatti, il prossimo update non dovrebbe rivoluzionare l’interfaccia e le modalità di utilizzo ma migliorare quelle esistenti.

Il compito non è semplice soprattutto se si considera che il mondo degli smartwatch non vive un buon momento, a livello economico, nonostante l’offerta hardware non manchi. In ogni caso, l’aggiornamento odierno di WearOS è pensato solo per gli sviluppatori dunque l’utilizzo giornaliero è fortemente sconsigliato. Niente paura, perché il rilascio definitivo potrebbe avvenire prima del previsto (cioè entro il 2018), a qualche mese dalla presentazione ufficiale al Google I/O 2018 di maggio e dunque dopo l’estate.

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Android Wear cambia nome in Wear OS https://www.datamanager.it/2018/03/android-wear-cambia-nome-wear-os/ Tue, 13 Mar 2018 19:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143395 Nell’ottica di distendersi sempre più su tutte le piattaforme possibili, il sistema operativo per indossabili vara il suo primo rebrand Probabilmente gli smartwatch sono il Godot dell’era recente della tecnologia. Portatori di un’aurea mistica di innovazione hi-tech, non sono mai riusciti ad avvinghiare sul serio i consumatori, restando relegati ad accessori per appassionati e fanatici. […]

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Nell’ottica di distendersi sempre più su tutte le piattaforme possibili, il sistema operativo per indossabili vara il suo primo rebrand

Probabilmente gli smartwatch sono il Godot dell’era recente della tecnologia. Portatori di un’aurea mistica di innovazione hi-tech, non sono mai riusciti ad avvinghiare sul serio i consumatori, restando relegati ad accessori per appassionati e fanatici. A regnare, secondo le ultime statistiche, nel difficile mondo degli orologi intelligenti è l’Apple Watch, con tutta pletora di concorrenti, principalmente Android Wear, a seguire.

E proprio la piattaforma di Google è quella che più di altre sta tentando un rilancio sul mercato, a partire da un rebrand del proprio nome e logo. Stando a quanto diffuso in rete nelle ultime ore, Big G vorrebbe riposizionare Android Wear cambiandone l’etichetta in Wear OS. Il motivo? La possibilità, già presente, di essere un software abbinabile non solo a smartphone potenziati dal robottino verde ma anche agli iPhone, tramite l’app specifica.

Cosa cambia

Dopo aver dato il via alla distribuzione, nel 2017, di Android Wear 2.0, che porta al polso novità interessanti tra cui la possibilità di installare app direttamente dall’orologio senza passare per il cellulare abbinato, ora è il momento di svecchiare la comunicazione, slegando il sistema dai legami di Android. Sia chiaro: il codice di base resta sempre un derivato della piattaforma di Google ma con l’obiettivo di giungere un po’ ovunque, sia sui dispositivi amici che concorrenti.

Difficile che Wear OS diventi così popolare tra gli iphoner visto che già il Watch è il gadget indossabile preferito a livello globale ma a fronte di un unico smartwatch, dal design uguale per le tre generazioni, le iterazioni Android sono molto diverse tra di loro, con l’opportunità quindi di cogliere meglio gli stili e le tendenze dei consumatori. Il rebrand non è un progetto già avviato ma in via di definizione nel corso dei prossimi mesi.

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