Paolo Galli – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 09 Dec 2022 08:09:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Paolo Galli – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Aziende data driven velocemente, mettendo i loro dati su un Tableau https://www.datamanager.it/2022/12/aziende-data-driven-velocemente-mettendo-i-loro-dati-su-un-tableau/ Fri, 09 Dec 2022 08:09:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=223904 Oltre a lavorare sulle competenze, interne ed esterne, alle aziende servono anche strumenti potenti ma semplici da usare e un forte commitment degli apici: ecco la strategia di Tableau Software per rendere il percorso più efficace Quanto è lontano l’obiettivo di rendere la propria azienda veramente data driven? A giudicare dagli annunci e dalle parole […]

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Oltre a lavorare sulle competenze, interne ed esterne, alle aziende servono anche strumenti potenti ma semplici da usare e un forte commitment degli apici: ecco la strategia di Tableau Software per rendere il percorso più efficace

Quanto è lontano l’obiettivo di rendere la propria azienda veramente data driven? A giudicare dagli annunci e dalle parole dei player di mercato è uno scenario già raggiunto ma, appena si intervistano i CEO delle aziende, si comprende come questo obiettivo sia certamente all’ultimo chilometro ma non ancora raggiunto.

Le decisioni del board aziendale sono oggi molto complesse – perlomeno lo sono circa il 65% delle decisioni – e per questo la grande maggioranza dei CEO vuole che a guidare queste decisioni siano i dati e non le impressioni personali (l’84% dei clienti di Tableau Software intervistati lo afferma con decisione).

Ecco allora che, quando Tableau, la piattaforma di Visual Analytics acquistata da Salesforce a metà del 2019 e presente con un’organizzazione italiana da circa un anno, ha chiesto alle aziende clienti qual è la ricetta ideale per riuscire a mettere a terra il potenziale dei dati, le risposte hanno evidenziato tre direttive principali.

In primis risulta ancora oggi molto difficile avere accesso ai dati ed è difficile capire se sono affidabili; in seconda battura, i tool software da usare sono troppi e fanno perdere ancora troppo tempo; infine mancano le competenze o non vengono distribuite in tutta l’organizzazione.

Su quest’ultimo punto, infatti, anche le rilevazioni di Idc confermano come, nonostante a livello apicale si consideri l’azienda avviata sulla strada delle decisioni data driven, soltanto il 30% dei dipendenti si dice convinto della cosa.

Proprio qui, allora si innesta la strategia di Tableau Software, illustrata da Stefano Maio, Country Leader Italia, che vuole risolvere i tre problemi principali appena evidenziati.

Il primo punto, prettamente tecnologico, è facilmente indirizzabile visto che Tableau è una solidissima e collaudata piattaforma di analisi dei dati che, anche in virtù della sua appartenenza alla galassia di Salesforce che “avvolge” i suoi clienti a 360 gradi, fornisce una soluzione applicativa leader di mercato, in grado di lavorare su diversi data silos dell’azienda, spesso già integrati.

Il secondo punto, per ovviare alla complessità dei tool da usare, viene indirizzato attraverso l’attivazione dello strumento, attraverso azioni semplici, rilevanti e “azionabili”: ovvero guidando l’utente e spiegando, anche attraverso la generazione di report sui dati e sui grafici generati, come leggere e interpretare le analisi fornite.

Inoltre, attraverso gli acceleratori, presenti in un catalogo in cui anche i partner possono inserire soluzioni, si mettono a disposizioni delle aziende strumenti rapidi per iniziare l’analisi dei loro dati.

Infine, il terzo punto – che comprende spesso anche i primi due – viene indirizzato lavorando su quella che Maio chiama democratizzazione dei dati, che prevede un forte lavoro sulle competenze in azienda, sulla creazione di azioni di forte sponsorship da parte degli apici per convincere i clienti interni del percorso che l’azienda sta seguendo, ma anche lavorando esternamente alle aziende con le università ed enti esterni per la formazione di professionalità avanzate nel campo della data analytics.

Insomma, attraverso una data platform potente, commitment dai vertici aziendali, tool di semplificazione della creazione dei report e formazione di skill interne, Tableau vuole accorciare l’ultimo chilometro e portare le aziende a essere, davvero data driven.

Non è un caso l’annuncio di questi giorni che vede Genie Customer Data Cloud, il CRM in cloud di Salesforce, essere alimentato da Tableau per aiutare le aziende a comprendere e sbloccare meglio i dati dei clienti e a fornire approfondimenti in tempo reale e su scala globale.

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NetApp, con BlueXP aumentano i servizi per la gestione degli ambienti multicloud https://www.datamanager.it/2022/11/netapp-con-bluexp-aumentano-i-servizi-per-la-gestione-degli-ambienti-multicloud/ Thu, 03 Nov 2022 08:29:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222659 Gli ambienti cloud di oggi sono complessi e le aziende hanno bisogno di servizi per la gestione della complessità, della sicurezza e della flessibilità, potendo, inoltre, ottimizzare prestazioni e costi dell’intera infrastruttura: ecco allora la proposta BlueXP di NetApp Lo scenario di lavoro in multicloud è quello più largamente diffuso nelle imprese a livello mondiale: […]

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Gli ambienti cloud di oggi sono complessi e le aziende hanno bisogno di servizi per la gestione della complessità, della sicurezza e della flessibilità, potendo, inoltre, ottimizzare prestazioni e costi dell’intera infrastruttura: ecco allora la proposta BlueXP di NetApp

Lo scenario di lavoro in multicloud è quello più largamente diffuso nelle imprese a livello mondiale: secondo una ricerca NetApp, infatti, l’89% delle organizzazioni intervistate ha affermato di utilizzare un’installazione multicloud, con il cloud ibrido che è lo stato di fatto del mercato (private, public, on premise).

Da qui discende la necessità di poter gestire un’infrastruttura complessa in maniera semplice e flessibile, potendo spostarsi facilmente tra le diverse installazione e geografie, senza ritardi o problemi.

Da qui la ricerca di una soluzione che permetta di avere un accesso ordinato, sicuro, consistente, semplice da accedere e veloce, indipendentemente dal vendor che fornisce l’infrastruttura cloud. Ed è quello che ha annunciato NetApp con BlueXP, un insieme di soluzioni unificate per i servizi di storage e dati in ambienti on-premise e cloud in ambiente ibrido e multicloud.

NetApp BlueXP dà la possibilità di gestire un’ampia base di dati ibridi multicloud – storage unificato on-premise e dei principali provider di cloud pubblico compreso – in modo semplice ed efficace attraverso AIOps, per distribuire, automatizzare, scoprire, gestire, proteggere, governare e ottimizzare i dati, l’infrastruttura e i processi aziendali che li supportano, compresi i dati relativi ai consumi e alle prestazioni energetiche dell’infrastruttura.

La nuova offerta, inoltre, offre maggiori funzionalità per la sicurezza, tra le quali una dashboard che aiuta a ridurre i rischi del ransomware, sicurezza aumentata, possibilità di bloccare i file maligni con un clic, capacità autonoma di blocco delle minacce.

Per Davide Marini, country manager Italia di NetApp, si tratta di “un annuncio importante perché conferma la direzione di valore dell’azienda nell’aiutare i clienti a semplificare la complicazione che il cloud ha portato nelle loro infrastrutture. Abbiamo inserito una serie di strumenti per semplificare questa gestione e con questo step BlueXP ci aiuta a fare un ulteriore passo avanti in questa direzione”.

Un annuncio importante anche per aiutare le aziende a muoversi in direzione della sostenibilità: nel 2030, infatti, l’ICT consumerà circa l’8% dell’elettricità totale nel mondo e di questa energia, lo storage ne consumerà il 38%.

Fondamentale, dunque, analizzare i consumi dell’infrastruttura ma anche ottimizzare i dati che vi vengono memorizzati o che vi transitano: oggi, soltanto circa il 32% dei dati creati è realmente utilizzato. Il resto occupa inutilmente spazio e fa consumare energia non necessaria.

Per questo motivo, la nuova soluzione di NetApp si preoccupa anche dell’ottimizzazione dei consumi, dell’analisi dell’infrastruttura e dei dati usati realmente dall’azienda, per fare in modo che l’azienda possa fruire di servizi e di uno storage efficienti.

Con BlueXP sarà possibile fare un’analisi predittiva dell’impatto dell’infrastruttura del cliente per mostrargli quelli che potranno essere i benefici in termini di sostenibilità, continua Marini, che rimarca l’importanza di questo annuncio, dal quale NetApp si aspetta di innalzare le revenue del settore cloud da 400 milioni del 2022 ai 2 miliardi di dollari nel 2026, per continuare a mantenere una leadership nel settore.

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Accelerazione digitale nelle università: non solo tecnologia ma anche competenze https://www.datamanager.it/2022/03/accelerazione-digitale-nelle-universita-non-solo-tecnologia-ma-anche-competenze/ Mon, 21 Mar 2022 15:36:38 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217592 L’innovazione tecnologica delle università italiane, grazie al cloud e alle sue tecnologie abilitanti, deve aiutarle a diventare sempre più attori protagonisti dello sviluppo del Paese, modernizzandosi e facendo crescere al suo interno competenze e risorse Quando, pensando alla crisi sanitaria e alla digitalizzazione si pensa alla scuola, viene facile abbinare le due cose con l’attivazione […]

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L’innovazione tecnologica delle università italiane, grazie al cloud e alle sue tecnologie abilitanti, deve aiutarle a diventare sempre più attori protagonisti dello sviluppo del Paese, modernizzandosi e facendo crescere al suo interno competenze e risorse

Quando, pensando alla crisi sanitaria e alla digitalizzazione si pensa alla scuola, viene facile abbinare le due cose con l’attivazione della didattica online. Ma questa è solo una parte del grande lavoro fatto dalle Università. Le conseguenze del periodo passato sono state un’attivazione, in tutti gli atenei, della didattica ibrida e degli strumenti tecnologici a supporto delle lezioni e degli esami. Oggi però, grazie alle tecnologie avanzate – il cloud come abilitatore delle applicazioni di intelligenza artificiale e del machine learning – le università possono compiere una potente accelerazione per trasformare digitalmente anche i loro servizi amministrativi.

Per riuscirci con efficacia però servono sia le tecnologie, sia le competenze. Ben inteso, non soltanto informatiche ma soprattutto quelle che permettono la giusta ed efficace sinergia tra tecnici e amministratori, per trovare le giuste soluzioni ai problemi attuali. Che sono quelli legati a uno snellimento dei lavori di routine all’interno delle università, a una maggiore trasparenza delle comunicazioni e a un’analisi dei dati e degli insight che permettano quei miglioramenti continui di cui ogni ente – il mondo accademico in particolare – ha così bisogno.

Il succo della discussione su L’accelerazione digitale dell’Università Italiana, chiave di volta per la ripresa del Paese, organizzato da Oracle coinvolgendo l’Università di Salerno e l’Università Roma Tre, è proprio la convinzione che il futuro dell’università italiana nascerà da un intreccio tra competenze e tecnologie e da una stretta collaborazione tra pubblico e privato, per dare una risposta alle esigenze concrete della macchina operativa accademica con soluzioni innovative, capaci di rendere gli atenei più efficienti e più attrattivi per gli studenti italiani e stranieri, oltre che pronti a sfruttare al meglio le opportunità del rilancio legate al Pnrr.

Per Vincenzo Loia, Magnifico Rettore dell’Università di Salerno, “è stato necessario affrontare e spesso inventare soluzioni per eventi non previsti: abbiamo così portato tutti i nostri corsi online – oltre 1.200 – e gestito più di 350.000 esami. Sono numeri che hanno fatto emergere la necessità di non fermarsi e vivere di emergenza, ma pianificare la nostra crescita digitale”.

Così l’università campana ha analizzato e identificato percorsi per un approfondimento strategico della piattaforma informatica, per programmare l’innovazione e la crescita, con un irrobustimento delle soluzioni tecnologiche a supporto di tutto l’ateneo.

La cosa incredibile, continua il rettore, è che “è successo in pochi mesi quello che normalmente si faceva in anni; ora le nostre priorità per il futuro sono dirette alla gestione delle iniziative che ruotano intorno al Pnrr”.

Per Paolo Atzeni, Prorettore dell’Università di Roma Tre, tuttavia, oltre al fattore tecnologico ce n’è un altro da considerare ed è quello che nasce dall’intreccio di competenze ed esigenze peculiari del settore universitario. “Necessario integrare le risorse informatiche e le risorse umane: mettere intorno a un tavolo gli utenti dei diversi servizi e uffici di ateneo, gli esperti IT interni e i fornitori per comporre insieme, con il contributo delle diverse competenze, la soluzione più corretta” commenta Atzeni.

Non basta per fare innovazione nelle università, semplicemente, affidarsi alla competenza del partner tecnologico o alle soluzioni del vendor; invece, è fondamentale chiedere al fornitore di dare un contributo di vera innovazione, che faccia crescere anche le competenze interne.

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Il mercato del printing torna a crescere https://www.datamanager.it/2021/12/il-mercato-del-printing-torna-a-crescere/ Mon, 20 Dec 2021 09:35:31 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215346 Torna a crescere il mercato del printing in Italia: lo mostrano i dati elaborati dal Centro studi di ASSOIT sulla base dei numeri forniti dalle aziende che ne fanno parte; con una forte attenzione alla sostenibilità e una spinta innovativa nei servizi La buona notizia c’è: il mercato del printing è in crescita, non soltanto […]

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Torna a crescere il mercato del printing in Italia: lo mostrano i dati elaborati dal Centro studi di ASSOIT sulla base dei numeri forniti dalle aziende che ne fanno parte; con una forte attenzione alla sostenibilità e una spinta innovativa nei servizi

La buona notizia c’è: il mercato del printing è in crescita, non soltanto in questo 2021 ma anche nelle proiezioni per i prossimi due anni: a dirlo è il rapporto del centro studi di ASSOIT che dà “i numeri” e rivela le cifre dell’ultimo periodo: un +3% circa rispetto all’anno precedente. Non male, visto che usciamo da un periodo difficile che ha comportato sfide organizzative non indifferenti alle aziende che hanno subito una forte accelerazione nei processi interni di trasformazione digitale e hanno dovuto cambiare modo di lavorare. Nonostante questo, il settore della stampa ha saputo reggere bene l’impatto della pandemia come dimostrano i segnali dell’ultimo periodo che lasciano presagire un periodo di ripresa e di crescita costante nei prossimi anni.

Si dichiara soddisfatto Marcello Acquaviva, presidente di ASSOIT, che insieme ai consiglieri dell’associazione ha presentato i dati del rapporto: “Si prospetta quindi un ritorno alla crescita, anche in virtù del fatto che il documento è sempre più riconosciuto come elemento di valore e in quest’ottica diventano premianti le soluzioni in grado di gestirlo e dematerializzarlo”.

Quali saranno allora gli elementi trainanti per il settore? Li sintetizza Massimo Pizzocri, vicepresidente dell’associazione, che indica gli intenti strategici e le opportunità per il settore del printing.

Ecco allora che i cinque punti chiave che contraddistingueranno il settore sono la stampa gestita che crescerà in modo sempre più rilevante e in modalità diffusa, arrivando a comprendere anche la gestione documentale; la nuova modalità di lavoro, ibrida e in mobilità, comporterà grandi sfide ma anche grandi opportunità per il settore, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza e l’efficienza dei punti di stampa che non saranno più solo in azienda ma saranno presenti anche nelle case dei dipendenti; la digitalizzazione renderà sempre più immateriali i documenti che le aziende dovranno trattare e, inoltre, sarà necessario gestire la trasformazione della vecchia documentazione e la sua dematerializzazione; l’attenzione alla gestione della sicurezza e della privacy dei dati sarà sempre più importante ed entrerà anche nel perimetro delle periferiche di stampa; infine – ma non certo per importanza – il risparmio energetico e la sostenibilità contraddistingueranno l’innovazione del settore: dai materiali esausti, all’utilizzo di materie prime seconde per la produzione fino allo smaltimento dei prodotti. Si dovrà rivedere l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei consumabili in ottica di sostenibilità.

L’ultimo punto è quello più attenzionato da parte delle aziende del settore, sia per le importanti ricadute economiche – risparmiare materiali in questo momento di shortage è fondamentale, come pure affidarsi sempre più a servizi innovativi per la riduzione degli impatti ambientali.

A questo proposito è interessante notare come nell’ultimo periodo il segmento dei consumabili originali sia in crescita, a conferma che la qualità di stampa e le certificazioni energetiche e ambientali dei prodotti sono sempre più rilevante per gli utenti finali.

Che spingono anche per avere una sempre maggiore innovatività nei servizi a loro offerti, anche in funzione del fatto che l’ufficio fisico di una volta sta perdendo di importanza a favore di un lavoro ibrido e delocalizzato.

Si nota infatti che il trend di crescita della parte contrattuale del managed printed service è elevato, con servizi che diventano sempre più centrali per le aziende passando dal 29,4% del 2019 al 36,5% del periodo 2021-2023.

In conclusione, la crescita del settore prospettata dal Centro Studi di ASSOIT sarà trainata dallo studio di soluzioni adeguate alle nuove richieste delle aziende – PMI in testa – tra le quali print as a service, managed print service e il processo di digitalizzazione in atto, che dovrà integrare la gestione dei processi documentali nel nuovo scenario di hybrid workplace, incrementando produttività, sicurezza e, soprattutto, sostenibilità ed efficienza energetica della stampa.

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Seeing is believing: la data analytics secondo Qlik https://www.datamanager.it/2021/12/seeing-is-believing-la-data-analysis-secondo-qlik/ Mon, 20 Dec 2021 09:29:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215338 Qlik presenta la rinnovata piattaforma di data analytics che rende il business dell’azienda data driven e che, attraverso la componente Qlik Forts, consente di analizzare dati residenti anche su infrastrutture diverse, in un’unica interfaccia analitica Vedere per credere, recitava una volta una pubblicità televisiva, ma è indubbio che per capire come i dati possono aiutare il […]

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Qlik presenta la rinnovata piattaforma di data analytics che rende il business dell’azienda data driven e che, attraverso la componente Qlik Forts, consente di analizzare dati residenti anche su infrastrutture diverse, in un’unica interfaccia analitica

Vedere per credere, recitava una volta una pubblicità televisiva, ma è indubbio che per capire come i dati possono aiutare il business di un’azienda valgano più grafici e dashboard avanzate di tante parole. Parola di Qlik.

Non che poi, sotto il cofano, la tecnologia non ci sia ma è sempre l’immediatezza e la semplicità a fare la differenza: ecco allora spiegato il claim di Qlik, azienda multinazionale che opera nel campo della data analytics, che permette ai suoi clienti di rendere più efficiente la gestione dell’azienda attraverso i dati.

Nell’incontrare la stampa prima delle festività, il Senior Regional Director & Country Leader Italy Stefano Nestani parla dei trend tecnologici e di business che hanno caratterizzato il 2021 dell’azienda che dirige e che, per il quarto anno consecutivo, vedono valori in crescita nel nostro Paese.

Anche il numero dei clienti – acquisiti direttamente o tramite partner qualificati e grandi system integrator – è aumentato e la prospettiva per il 2022 è ottima, soprattutto in funzione dei due driver di crescita evidenziati dal manager: l’ecosistema dei partner di Qlik, che permette di portare innovazione sul mercato e il lancio della rinnovata piattaforma tecnologica che distingue Qlik nel mondo degli analytics.

Per quanto riguarda la parte tecnologica, racconta Giorgio Dossena, Presales Manager della società, l’Active intelligence platform integra le soluzioni di data analytics con quelle di data integration, mettendo in relazione la parte di gestione dei dati – tipicamente il dipartimento IT – con chi gestisce il business aziendale e prende le decisioni.

Il gap odierno tra queste strutture è dovuto alla mancanza di sintonia tra chi fornisce il dato e chi lo deve analizzare portando a una reciproca frustrazione: “Fornisco montagne di dati che non vengono usate” raccontano gli IT manager mentre, dall’altra parte, ci si lamenta del fatto che “i dati che mi servono per analizzare il business non ci sono”.

Ecco allora che è importante rendere il percorso tra la raccolta del dato e la sua analisi il più fluido e condiviso possibile; qui sta la forza della piattaforma di Qlik che crea un flusso – meglio, una pipeline di dati analitici – che libera i dati e li rende ricercabili e utilizzabili in modo semplice, organizzato e governato.

La piattaforma di data analytics

L’idea di Qlik a questo punto è quella di dare quel valore che serve a “interpretare“ il futuro, passando da una BI (business intelligence) passiva a una BI attiva, che aiuti gli utenti a prendere più consapevolmente – e in tempo reale – le decisioni importanti. Anche con funzionalità di automazione e di alerting, ma, soprattutto, attraverso azioni automatiche – disegnate in base a regole e processi – che svincolino l’azienda da operazioni manuali.

La piattaforma nasce dall’integrazione delle recenti acquisizioni – tra le quali l’israeliana Attunity, acquisita nel 2019 e portata sul mercato nel 2020, che porta in dote il real time change data capture e la possibilità di far fluire il dato all’interno della piattaforma quando il dato cambia a seguito di eventi esterni – che la rendono una end to end platform, che dal dato elementare accompagna l’utente fino all’analytics nella sua completezza.

Non è più solo un tool di data visualization, ma permette di portare intelligenza data driven in azienda. Attraverso modalità flessibili e totalmente plasmabili alle esigenze del cliente.

Non solo nella parte elaborativa – che può essere fruita in modalità Saas, installata sul cloud o anche on prem – ma anche nella parte di data source. Grazie infatti a Qlik Forts le fonti dei dati possono trovarsi ovunque, mentre l’analisi in un’unica interfaccia che raccoglie le singole componenti di dati distribuite ovunque nel mondo e persino gestite da infrastrutture diverse.

Per portare l’intelligenza dei dati a supporto delle aziende perché, chi usa efficacemente il metodo data driven vede invece aumentare efficienza e ricavi.

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Proma Group, cambio di passo con Intent https://www.datamanager.it/2021/09/proma-group-cambio-di-passo-con-intent/ Thu, 09 Sep 2021 08:00:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211672 Il progetto di reingegnerizzazione del sistema SAP per ottimizzare e uniformare i processi produttivi ma anche per innestare all’interno del Gruppo Proma un cambiamento di mindset ed elevare le competenze Proma Group è una realtà italiana con stabilimenti produttivi in Italia e in tutto il mondo –  3 in Brasile, 2 in Polonia, Spagna, Marocco, […]

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Il progetto di reingegnerizzazione del sistema SAP per ottimizzare e uniformare i processi produttivi ma anche per innestare all’interno del Gruppo Proma un cambiamento di mindset ed elevare le competenze

Proma Group è una realtà italiana con stabilimenti produttivi in Italia e in tutto il mondo –  3 in Brasile, 2 in Polonia, Spagna, Marocco, Argentina e un nuovo impianto in apertura in Messico – tra i più importanti player nella produzione di componenti per il settore automobilistico. Un settore fortemente dinamico che necessita, oltre che di innovazione, design e alta tecnologia, soprattutto di processi strutturati, integrati e in grado di fornire in tempo reale tutte le informazioni per mantenere ed espandere la propria quota di mercato. Da qui, nasce il progetto di reingegnerizzazione della propria struttura IT e di change management dei suoi impianti produttivi. Un percorso che coinvolge, oltre alla modernizzazione dei server e dell’infrastruttura IT, anche i sistemi gestionali SAP, la sicurezza e la formazione dei dipendenti.

NUOVO MODELLO PRODUTTIVO

Sulla formazione delle competenze, l’azienda ha deciso di investire molto, avvalendosi della collaborazione di figure specializzate. Un training serrato, in aula ma soprattutto on the job nei vari siti produttivi, grazie al know-how di Intent che supporta in loco tutto il personale in questa fase di change management. Intent è una realtà che offre soluzioni informatiche per l’ottimizzazione dei processi aziendali con sede a Zagarolo (RM) e sedi operative a Roma, Milano e in tutta Italia. «Il cambiamento messo in campo grazie alla competenza e alla professionalità di Intent è ampio e ha ritmi serrati, proprio per ridurre i tempi di aggiornamento tecnologico e traghettare l’azienda nel percorso di trasformazione digitale» – spiega Diego Corso, global CIO di Proma Group. «Il primo ambito di collaborazione ha riguardato il reengineering del sistema SAP, implementato con personalizzazioni molto spinte che lo rendevano troppo rigido per renderlo fruibile da tutti gli utilizzatori nei diversi impianti produttivi» – continua Corso.

«In particolare, la pianificazione e la programmazione della produzione veniva effettuata con modalità extra sistema che rendevano il processo complesso, in larga parte manuale e con un elevato rischio di errore umano. La nuova soluzione invece, oltre a introdurre l’automatizzazione dei processi ha innescato un deciso cambio di passo, sfruttando al meglio la digitalizzazione per ridefinire l’intera organizzazione». Per il progetto di reingegnerizzazione del sistema SAP, la roadmap pianificata da Corso prevede per l’anno 2021 il passaggio al nuovo modello della società mandataria Proma spa composta dal Plant di Caserta, il più completo del Gruppo dove si fa stampaggio e assemblaggio, e di altri tre plant italiani. «Il sistema dell’impianto di Caserta, è stato messo in produzione il 28 giugno e da qui è stato disegnato il modello produttivo che verrà poi esportato in tutti gli stabilimenti, per avere ovunque la stessa organizzazione di lavoro».


#PromaGroup Nuovo modello produttivo e revisione dei sistemi con gruppointent.com
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PROFONDA REVISIONE DEI SISTEMI

Nel secondo semestre del 2021 – come ci racconta Diego Corso – partirà il secondo progetto di aggiornamento dei sistemi che vedrà la sostituzione nelle controllate Proma SSA e PMC Bruino del sistema AS/400 i cui dati verranno migrati in SAP per avere, entro il 3 gennaio 2022, tutta l’azienda sullo stesso sistema gestionale. «Non si tratta soltanto di un aggiornamento ma di una profonda revisione dei sistemi che ha riguardato anche la sicurezza, con la ridefinizione degli accessi per implementare una segregazione dei ruoli e delle responsabilità coerente con l’organizzazione aziendale» – afferma il CIO. A gennaio 2021 è partito – ancora insieme a Intent – anche un progetto di rinnovamento tecnologico della parte hardware e sistemistica di Proma. «In parallelo ai progetti SAP – racconta Corso – stiamo portando avanti un’attività trasversale di formazione di tutto il personale sulla parte di produttività individuale e di data privacy. La struttura IT invece sta lavorando alla redazione di una serie di policy che non esistevano e al rinnovo di tutti i server aziendali. Infine, dopo l’assessment sulla sicurezza, siamo pronti a partire con un programma di cybersecurity che ci porterà a ottenere entro fine anno le certificazioni ISO 27001 e TISAX, e l’adeguamento a tutti gli standard di sicurezza del settore automotive e manufacturing». Un percorso destinato a cambiare profondamente, oltre ai sistemi informatici, anche l’approccio manageriale, elevando la professionalità di tutti i dipendenti del Gruppo.

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Le piattaforme digitali cambieranno l’approccio delle compagnie di assicurazione https://www.datamanager.it/2021/07/le-piattaforme-digitali-cambieranno-lapproccio-delle-compagnie-di-assicurazione/ Mon, 19 Jul 2021 07:45:14 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211612 In occasione del Financial Services Summit Italia abbiamo intervistato Cyril-Laurent Cymbler, Responsabile del settore Financial Services – EMEA di Salesforce in merito all’evoluzione del settore assicurativo Le aziende del settore assicurativo stanno attraversando un periodo di profonda trasformazione che, attraverso le piattaforme digitali, porterà a un approccio più moderno – e differenziato – ai loro […]

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In occasione del Financial Services Summit Italia abbiamo intervistato Cyril-Laurent Cymbler, Responsabile del settore Financial Services – EMEA di Salesforce in merito all’evoluzione del settore assicurativo

Le aziende del settore assicurativo stanno attraversando un periodo di profonda trasformazione che, attraverso le piattaforme digitali, porterà a un approccio più moderno – e differenziato – ai loro clienti: non sarà più la differenza di offerta di prodotto, ormai praticamente standardizzata, ma l’attenzione e il modo in cui i clienti verranno serviti che faranno una grande differenza.

Un’occasione per comprendere come le realtà del settore insurance devono orientare il proprio processo di trasformazione e aiutare il Paese a cogliere le opportunità di ripresa, accompagnando i clienti lungo un percorso di crescita, è rappresentato dal Financial Services Summit di Salesforce, che si svolgerà il 20 luglio prossimo.

In questa occasione si potrà mettere a fuoco perché il digitale e un’oculata gestione dei dati personali delle persone offrano importanti occasioni di creare e di rinsaldare relazioni di lungo periodo con la loro clientela. Come conferma il Responsabile del settore Financial Services – EMEA di Salesforce, Cyril Laurent Cymbler che racconta quanto oggi il settore assicurativo stia investendo in innovazione e in tecnologia. Non siamo di fronte a disruption epocali come successo nel commercio retail o a scenari sconvolgenti come quelli che si prospettano nell’automotive, ma le aziende assicurative hanno capito bene l’importanza di innovare. «Non solo per limitare la perdita di clienti, ma soprattutto per costruire offerte appetibili nei confronti delle startup assicurative emergenti, ovvero quelle dei comparatori. Le aziende del settore Insurance, quindi, stanno razionalizzando i loro processi per offrire ai loro clienti un’esperienza omnichannel» racconta il manager.

Cyril Laurent Cymbler Responsabile del settore Financial Services – EMEA di Salesforce

Anche per ottimizzare il lavoro interno, e offrire al cliente un’unica informazione, precisa e coerente aiutando agenti e personale di front end a essere più efficaci e a entrare in maggiore empatia con i clienti. La tecnologia, in particolare l’Intelligenza Artificiale, permette di indirizzare offerte più personalizzate, innovative e modulari, fornendo ai clienti servizi più appropriati in base al loro profilo, migliorando così l’efficacia della proposta commerciale e aumentando l’efficienza degli impiegati attraverso un canale di comunicazione moderno, semplice e univoco.

Alla base della necessità di cambiamento, lo ribadisce Cyril Laurent Cymbler, c’è una maggiore aspettativa  del cliente verso la figura dell’assicuratore. «I prodotti da soli non bastano perché i clienti ritengono che il modo in cui vengono serviti sia importante tanto quanto la polizza offerta». Il focus deve essere sul customer journey, migliorandolo, semplificandolo e snellendolo. Con benefici sui costi di gestione, il che, secondo il manager di Salesforce, «sarà possibile solo accelerando gli investimenti necessari per digitalizzare gli strumenti e i processi per razionalizzare i metodi di collaborazione e di comunicazione interna ed esterna, liberando così tempo di consulenza per il personale del front office e gli assicuratori, grazie a una vista a 360 dei clienti».

I nuovi trend del settore assicurativo

A proposito del modo in cui cambiare il settore assicurativo, Laurent Cymbler vede 6 trend principali: l’Insurance as a platform and as a service; il miglioramento della gestione del carico di lavoro di backoffice e l’ottimizzazione delle comunicazioni interdipartimentali nelle compagnie assicurative, per liberare tempo e risorse per servire meglio i clienti; come reinventare le relazioni con i clienti e come sfruttare la tecnologia per trovare modelli di offerta intelligenti e soddisfacenti, comparando i cosiddetti twins customer – i profili clienti molto simili tra loro da cui apprendere quali proposte fare; come gestire meglio, in modo meno costoso e più velocemente il processo relativo ai claim attraverso la digitalizzazione dei processi; come permettere al personale delle compagnie assicurative di lavorare da casa in totale sicurezza; come integrare la corporate social responsability nei processi di business.

Soprattutto il sesto e ultimo punto è fondamentale per Cyril Laurent Cymbler che ribadisce come nel mercato moderno «sia necessario controllare i costi restando però etici e rispettosi dell’ambiente e dei propri dipendenti».

In che modo, allora, Salesforce supporta le aziende assicurative in questo passaggio? Cymbler non ha dubbi. «Il time-to-market è prioritario, quindi il nostro approccio è duplice: da un lato applichiamo una strategia fix and boost, che ci permette di risolvere un problema e fornire valore rapidamente, dall’altro una strategia build the future, per attivare un programma strategico di trasformazione omnichannel».

Questo, per il manager porta a creare una “single source of truth” per unificare i processi e per modellare l’azienda intorno al cliente. Non viceversa.

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Enel, l’energia dei dati https://www.datamanager.it/2021/07/enel-lenergia-dei-dati/ Wed, 07 Jul 2021 12:30:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210993 Enel, un’azienda data-driven pronta ad affrontare le nuove prospettive di business degli energy market grazie al processo di digital transformation intrapreso negli anni e alla piattaforma Big Data completamente in cloud, scalabile, efficiente e robusta Fin dai primi passi Enel ha considerato l’innovazione come uno dei valori fondatori delle sua identità. Negli anni ha operato […]

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Enel, un’azienda data-driven pronta ad affrontare le nuove prospettive di business degli energy market grazie al processo di digital transformation intrapreso negli anni e alla piattaforma Big Data completamente in cloud, scalabile, efficiente e robusta

Fin dai primi passi Enel ha considerato l’innovazione come uno dei valori fondatori delle sua identità. Negli anni ha operato per contribuire alla modernizzazione dell’Italia in campo industriale e residenziale.
Azienda promotrice del cambiamento tecnologico sempre in linea con le abitudini dei suoi clienti, ha affrontato con successo molte sfide, facendo leva sull’innovazione ha accompagnato le rivoluzioni economiche e sociali e ha dato una forte spinta in termini di customer service e consapevolezza dei propri consumi. Negli ultimi tempi con la pandemia le esigenze dei consumatori sono cambiate ancora più velocemente: e di pari passo, il processo di digital transformation sul mercato retail, ha conosciuto un’ulteriore accelerazione in vista di quella che sarà una normalità diversa. La relazione fra Enel e i suoi clienti, sta conoscendo un passaggio decisivo all’insegna di interazioni condotte sempre di più in forma digitale e di elementi quali empatia, personalizzazione e coinvolgimento.

Marcello Landolfo, head of Global Customer Digital Hub, responsabile per la progettazione e realizzazione di soluzioni digitali per gli energy market di Enel spiega il progetto di digital transformation affrontato, sin dall’inizio, in ottica data-driven. «Se pensiamo alle nostre interazioni quotidiane viviamo ormai da anni in un’economia connessa. Il risultato è un’economia estremamente più intelligente, abilitata da piattaforme di ultima generazione, che inaugurano un’inedita tracciabilità dei dati. Le informazioni permettono di fare analisi più spinte, più curate e strutturate. È così che possiamo capire come migliorare e potenziare la qualità dei nostri business. Coordinando tutti i touchpoint della relazione e del business è possibile analizzare reazioni ed emozioni delle persone in ottica multicanale e personalizzare in modo concreto la relazione, in modo da formulare delle proposte di prodotto o servizio in maniera predittiva e proattiva. La gestione dei processi e dei progetti può sostenere così una delivery veramente on time & on quality, garantendo marginalità e customer satisfaction. In questo scenario, la nostra capacità di gestire efficacemente le esigenze dei clienti, tenendo conto del percorso che lead, prospect e customer fanno attraverso i vari touchpoint, diventa anch’essa centrale. Dobbiamo essere consapevoli dell’importanza dei dati e delle scelte data-driven. In un mondo omnicanale è fondamentale misurare ciò che succede con un approccio “olistico” che ha come obiettivo quello di riportare tutte le metriche – digitali e non – sul terreno comune delle informazioni realmente utili allo sviluppo del business per fornire prodotti e servizi sempre più orientati alla nostra customer base».


Architettura dati scalabile, full cloud e flessibile per il #replatforming di @EnelGroup – @NTTDATA_IT
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FLESSIBILITÀ, VELOCITÀ, SICUREZZA

Per far fronte alle nuove sfide, nel percorso di digital transformation di Enel sul mercato libero in Italia è stata determinante la raccolta e la gestione di grandi moli di informazioni. Nel tempo, la natura dei dati strutturata e non (video, chat), nonché il loro crescente volume, hanno reso insufficienti i tradizionali data warehouse e tool di business intelligence, richiedendo un’evoluzione degli strumenti di memorizzazione ed elaborazione. Per fare ciò alla base della piena realizzazione di un approccio data-driven c’è stata la trasformazione dell’architettura dati che punta a un modello scalabile by design, full cloud e flessibile volto a garantire un unico punto di accesso alle informazioni basato anche sulla semplificazione e l’armonizzazione delle aree funzionali, tenendo sempre come priorità assoluta la sicurezza dei dati. Uno dei pillar su cui si è basata la realizzazione di questo disegno è stata la migrazione verso il nuovo data warehouse, utilizzando una soluzione basata sul servizio Amazon Redshift.

L’adozione della nuova soluzione ha fatto parte di un progetto impegnativo, con tempi di realizzazione sfidanti, che ha richiesto grandissime competenze sia tecniche che gestionali per definire una strategia di roll out che minimizzasse l’impatto sull’operatività di business. Il risultato è stata la creazione di una nuova piattaforma, diventata l’entry point, la guida strategica e il punto di riferimento per la gestione del patrimonio informativo della customer base di Enel, e delle interazioni con l’organizzazione in tutte le fasi del ciclo di vita. Attualmente, questa piattaforma è la base dell’attività di migliaia di persone interne che attingono a essa per analisi di business, elaborazione di strategie di vendita, di caring e offerte mirate. A questo, naturalmente, vanno aggiunti i benefici per i clienti di Enel che hanno aderito al mercato libero.


#Cloud #analytics e #IntelligentAutomation come abilitatori della trasformazione @EnelGroup – @NTTDATA_IT
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Il Progetto Italia è stato solo il primo passo verso un disegno architetturale più ampio. L’obiettivo è quello di estendere a tutte le country del gruppo lo stesso approccio tecnologico, ovviamente nel rispetto di un piano di convergenza globale. Per portare a termine un compito così sfidante, sono state necessarie le conoscenze e le competenze di molte risorse. La fase di execution, che è stata caratterizzata da una complessità aggiuntiva legata alle evoluzioni funzionali ancora in corso sulla piattaforma precedente, è stata affidata a NTT DATA, multinazionale giapponese, tra i principali player a livello mondiale nell’ambito della Consulenza e dei Servizi IT. Questa intensa attività, non solo ha garantito la continuità funzionale del business in un progetto tecnologico di trasformazione, ma anche un forte miglioramento delle performance di utilizzo dei dati, sempre nel rispetto delle persone e del General Data Protection Regulation (GDPR).

Oggi, oltre a essere full cloud, la piattaforma di Enel è aggiornata quotidianamente e mette a disposizione i dati con velocità sensibilmente migliorate in linea con le normative vigenti. «La collaborazione con Enel nel suo percorso di trasformazione data-driven è una storia di successo culminata in uno deiiù importanti replatforming d’Europa su tecnologie AWS» – afferma Nicola Russo, head of Data Intelligence di NTT DATA Italia. «Cloud Data & AI Platform sono gli abilitatori della trasformazione data-driven, permettendo da un lato di amplificare scalabilità e flessibilità necessarie ad aumentare l’efficienza e l’efficacia operativa e dall’altro di sperimentare nuovi modelli di business. La nostra practice è specializzata nel supportare i clienti nel loro cloud data journey, rendendolo graduale per evitare discontinuità al business ed estremamente focalizzato sulle esigenze presenti e future».


Come garantire business continuity e access point unico alle informazioni @EnelGroup – @NTTDATA_IT
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LIBERI DI SCEGLIERE

Enel si sta preparando ad affrontare un vero cambio di paradigma per il mercato energetico che richiederà la gestione di ulteriori moli di dati e di conseguenza la richiesta di storage e di potenza computazionale potrebbe crescere in modo esponenziale. Ecco perché una solida soluzione full cloud mette al riparo da imprevisti e inaffidabilità del servizio. Nei prossimi anni, i dati a disposizione aumenteranno anche grazie al roll out degli Open meter. Questi ultimi consentiranno, attraverso lo scambio, la lettura e l’analisi dei dati tra cliente e trader, di elaborare pattern di offerte personalizzate. Cosa significherà per gli energy market di Enel essere una data driven company nel futuro? «Non dimentichiamo che la rivoluzione a cui stiamo assistendo è molto più profonda» – spiega Marcello Landolfo. «La trasformazione digitale ci ha regalato la possibilità di generare, archiviare e utilizzare quantità di dati spropositate. Siamo tutti generatori più o meno consapevoli di dati e il nostro obiettivo è esplorare tutti gli aspetti di quella che viene definita Human Data Science, la scienza dei dati, l’analisi statistica, il machine learning, contaminato dalle scienze umane e sociali. Dobbiamo riuscire a integrare tutti gli elementi a nostra disposizione per prendere scelte migliori. Potremmo dire che la nostra architettura tecnologica, attraverso i dati e gli analytics è la nostra guida, ma l’elemento human resta centrale. Lavoriamo ogni giorno per creare idee e soluzioni per il data enrichment, ma dobbiamo essere sensibili al mondo che circonda i dati, ovvero alle analisi relazionali, emozionali e comportamentali dei nostri clienti».

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Innovazione digitale, identità digitale e openness delle piattaforme per un onboarding evoluto https://www.datamanager.it/2021/06/innovazione-digitale-identita-digitale-e-openess-delle-piattaforme-per-un-onboarding-evoluto/ Thu, 17 Jun 2021 07:47:37 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210758 Fare innovazione oggi non significa inventare qualcosa che non esiste, ma sfruttare bene e velocemente i building block che già ci sono: puntando su piattaforme open, tecnologie, competenze e modelli di identità digitali che permettano processi di onboarding evoluti Intesa, società del Gruppo IBM, ha voluto affrontare nel corso dell’evento IntrustDay il tema dell’innovazione digitale […]

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Fare innovazione oggi non significa inventare qualcosa che non esiste, ma sfruttare bene e velocemente i building block che già ci sono: puntando su piattaforme open, tecnologie, competenze e modelli di identità digitali che permettano processi di onboarding evoluti

Intesa, società del Gruppo IBM, ha voluto affrontare nel corso dell’evento IntrustDay il tema dell’innovazione digitale da un punto di vista diverso: quello della openness delle piattaforme e della collaborazione tra aziende, ma anche facendo un punto sulle tecnologie abilitanti – come l’identità digitale – per un onboarding sempre più evoluto e a misura di cliente.

Un’ottica certamente diversa dal solito, più focalizzata e “competente”, come d’altra parte deve essere la vision per superare un periodo di doppia disruption, tecnologica e sanitaria.

Focalizzata perché oggi fare innovazione non significa inventare qualcosa che non esiste, ma sfruttare bene e velocemente i building block che già ci sono. Per Stefano Denicolai, professore in Innovation Management dell’Università di Pavia, “le aziende sono innovative se riescono, per davvero, a creare valore per qualcuno che sa apprezzarlo; inoltre, quelle che capiscono il processo di trasformazione, poi sono velocissime, agile e system integration by design”.

Non c’è nulla di male, infatti, a fare trasformazione digitale senza innovare, perché è la precondizione per sedersi al tavolo della competitività e giocarsi la partita. Certo, poi ci sono le aziende che giocano un ruolo da protagonista perché sanno gestire bene i tre pilastri dell’innovazione.

Che per Denicolai sono il digital data streams, ovvero la gestione del fiume di dati continuo, il pivoting around data, che significa modificare l’azienda facendo leva su questo flusso ininterrotto di informazioni, e la algorithm economy che costruisce il vantaggio competitivo attraverso la valorizzazione dei dati.

Per andare veloci, però, servono piattaforme aperte, tecnologie e collaborazione tra aziende – partner certamente ma anche competitor che però, in ambiti particolari si trasformano in “copetitor”, come rimarca Pietro Lanza, presidente di Intesa.

Alla base di tutto c’è il trust che, oltre a contraddistinguere il rapporto di collaborazione tra aziende, deve soprattutto distinguere i dati e le piattaforme che li trasportano; perché, spiega Andrea Paliani di EY, “piattaforme e dati cambiano le aziende: è un tema di costruzione di servizi e di business nuovi, alla cui base ci sono i dati. Ma serve un uso corretto ed etico del dato: nasce da qui il digital trust, che pone un problema di accountability di coloro che usano i dati, richiede un sistema trasparente per la loro gestione e necessita di sicurezza per i canali dove viaggiano le informazioni”.

Lo conferma Lanza che continua: “pur continuando a investire sulle sue piattaforme proprietarie, Intesa si è aperta alle piattaforme open; tre anni fa ci siamo chiesti quali fossero i macrotrend più rilevanti: quelli delle open platform sono diventati parte della nostra nuova strategia e del nostro posizionamento”.

“Abbiamo ridisegnato i nostri servizi in forma di platform, portato nuove funzionalità che mettono a disposizione dei clienti nuovi modi di fruire dei nostri servizi e l’apertura delle nostre piattaforme ha riguardato anche i nostri partner”.

Questo, secondo quanto racconta il manager di Intesa, ha permesso all’azienda di erogare più servizi, spesso end to end, che derivano da tecnologie in house o da servizi di terzi; ma in questo scenario, i clienti di Intesa, oltre a fruire delle piattaforme ne sono diventati parte, consentendo di trasformare i servizi erogati per loro in servizi erogati anche per altri clienti.

Un trasferimento di valore che però non è soltanto merito della tecnologia ma deve molto alle competenze professionali messe in campo; sempre Lanza, infatti, conferma che Intesa “ha investito molto in competenze che ci consentono di avere un maggior coinvolgimento nelle nostre iniziative dei clienti e delle aziende partner. Questo ci consente di sviluppare nuove tecnologie e nuovi skill – come il design thinking – per creare innovazione e portare in modo rapido le nuove idee in produzione”.

In questo processo di innovazione, un ruolo chiave lo avranno le tecnologie a supporto dei modelli di identità digitale che abiliteranno forme di onboarding ancora più evolute e tagliate sulle dirette esigenze dei clienti, sfruttando tecnologie esponenziali quali l’intelligenza artificiale, il machine learning e la blockchain.

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TWT ed Equinix insieme per connettere imprese e crescita https://www.datamanager.it/2021/06/twt-ed-equinix-insieme-per-connettere-imprese-e-crescita/ Wed, 09 Jun 2021 12:30:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210125 Come sfruttare la rete di data center Equinix e i suoi servizi avanzati grazie alla competenza di TWT che fa da facilitatore verso i clienti nell’ottimizzare la connessione e la personalizzazione dell’infrastruttura di rete Soddisfare le richieste di interconnessione privata delle imprese, grandi e medie: è questo l’obiettivo della collaborazione tra Equinix, uno dei più […]

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Come sfruttare la rete di data center Equinix e i suoi servizi avanzati grazie alla competenza di TWT che fa da facilitatore verso i clienti nell’ottimizzare la connessione e la personalizzazione dell’infrastruttura di rete

Soddisfare le richieste di interconnessione privata delle imprese, grandi e medie: è questo l’obiettivo della collaborazione tra Equinix, uno dei più grandi data center provider internazionali, e TWT, operatore con 26 anni di esperienza nelle telecomunicazioni e specializzato nella configurazione di servizi tailor made.

AGILITÀ E AFFIDABILITÀ

Cambiamento, trasformazione, velocità e sicurezza sono parole chiave del processo di trasformazione che impatta in modo molto forte soprattutto sull’infrastruttura, oltre che sulla governance e sull’organizzazione di un’azienda. «Trasformazione non è solo la trasposizione sul cloud di applicazioni e servizi, ma è soprattutto un processo di allineamento di tecnologia digitale, competenze, processi organizzativi e modelli di business» – spiega il CTO di TWT, Brian Turnbow. Ecco perché le imprese sono alla ricerca di soluzioni all’avanguardia che permettano loro di scalare digitalmente e rispondere in modo efficace alle sfide poste da tecnologie obsolete, da minacce alla sicurezza dei dati e da incrementi, spesso immediati e inaspettati, dei carichi di lavoro. «Sono temi che riguardano sia le grandi multinazionali sia le aziende di medie dimensioni – continua Brian Turnbow – perché il cloud apre al mondo la propria infrastruttura di rete, evidenziando problematiche di compliance alle policy dei vari Paesi e scenari di sicurezza interna. Da qui deriva la scelta di implementare la propria architettura tecnologica in modo flessibile e utilizzare metodologie agili, temi che sono alla base del processo di trasformazione basato sul cloud». Un processo nel quale TWT è in grado di affiancare e supportare i propri clienti, garantendo competenza, affidabilità e sicurezza.


#DX #cloud #sicurezza @twt_it – l’unico partner italiano di @Equinix – connette le imprese italiane al futuro
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SICUREZZA E PERFORMANCE

Alla luce della partnership tra TWT ed Equinix, tutto questo diventa ancora più efficace perché – come spiega Brian Turnbow – alla rete degli oltre 220 data center disponibili in più di 65 aree metropolitane in tutto il mondo, si abbina la competenza di TWT nel gestire progetti di interconnessione e ottimizzazione della connessione tra infrastrutture locali on the edge. «Unico partner italiano per il Managed Cloud Exchange di Equinix, TWT punta a essere un facilitatore nei confronti dei clienti che vogliono sfruttare l’accesso a un network di data center internazionale, mantenendo tutta la sicurezza – ma anche le performance – di un accesso in loco, ottimizzando le connessioni dei collegamenti dalla sede fisica fino al punto di accesso del cloud». Ma anche sviluppando progetti espansivi verso l’estero. Come ha fatto un cliente che produce in Cina e, per garantire la massima sicurezza ai suoi progetti, ha collegato l’headquarter italiano con i sistemi Equinix di Honk-Kong permettendo agli utenti dello stabilimento produttivo in Cina di accedere solo ai file necessari per la produzione in loco.

Aspetti importanti sono anche il rispetto e la corretta implementazione di policy personalizzate a livello nazionale come l’aderenza alla normativa GDPR o la gestione locale dei dati. Per esempio come è accaduto a un importante brand luxury che, dalla Francia, ha avuto la necessità di gestire i suoi dati in maniera veloce e sicura garantendo contemporaneamente la compliance alla normativa italiana. «Con questa partnership, siamo in grado di offrire alle grandi aziende la capacità di crescita e di integrazione dei sistemi locali con quelli internazionali e alle aziende più piccole possiamo offrire competenza e semplificazione, per sfruttare questa nuova possibilità tecnologica» – spiega il CTO di TWT, Brian Turnbow. «Dando una mano anche ai system integrator che con TWT possono sfruttare una connessione sicura e veloce con i cloud pubblici per distribuire i dati aziendali attraverso il network di Equinix».

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