Seeing is believing: la data analytics secondo Qlik

Seeing is believing: la data analysis secondo Qlik

Qlik presenta la rinnovata piattaforma di data analytics che rende il business dell’azienda data driven e che, attraverso la componente Qlik Forts, consente di analizzare dati residenti anche su infrastrutture diverse, in un’unica interfaccia analitica

Vedere per credere, recitava una volta una pubblicità televisiva, ma è indubbio che per capire come i dati possono aiutare il business di un’azienda valgano più grafici e dashboard avanzate di tante parole. Parola di Qlik.

Non che poi, sotto il cofano, la tecnologia non ci sia ma è sempre l’immediatezza e la semplicità a fare la differenza: ecco allora spiegato il claim di Qlik, azienda multinazionale che opera nel campo della data analytics, che permette ai suoi clienti di rendere più efficiente la gestione dell’azienda attraverso i dati.

Nell’incontrare la stampa prima delle festività, il Senior Regional Director & Country Leader Italy Stefano Nestani parla dei trend tecnologici e di business che hanno caratterizzato il 2021 dell’azienda che dirige e che, per il quarto anno consecutivo, vedono valori in crescita nel nostro Paese.

Anche il numero dei clienti – acquisiti direttamente o tramite partner qualificati e grandi system integrator – è aumentato e la prospettiva per il 2022 è ottima, soprattutto in funzione dei due driver di crescita evidenziati dal manager: l’ecosistema dei partner di Qlik, che permette di portare innovazione sul mercato e il lancio della rinnovata piattaforma tecnologica che distingue Qlik nel mondo degli analytics.

Per quanto riguarda la parte tecnologica, racconta Giorgio Dossena, Presales Manager della società, l’Active intelligence platform integra le soluzioni di data analytics con quelle di data integration, mettendo in relazione la parte di gestione dei dati – tipicamente il dipartimento IT – con chi gestisce il business aziendale e prende le decisioni.

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Il gap odierno tra queste strutture è dovuto alla mancanza di sintonia tra chi fornisce il dato e chi lo deve analizzare portando a una reciproca frustrazione: “Fornisco montagne di dati che non vengono usate” raccontano gli IT manager mentre, dall’altra parte, ci si lamenta del fatto che “i dati che mi servono per analizzare il business non ci sono”.

Ecco allora che è importante rendere il percorso tra la raccolta del dato e la sua analisi il più fluido e condiviso possibile; qui sta la forza della piattaforma di Qlik che crea un flusso – meglio, una pipeline di dati analitici – che libera i dati e li rende ricercabili e utilizzabili in modo semplice, organizzato e governato.

La piattaforma di data analytics

L’idea di Qlik a questo punto è quella di dare quel valore che serve a “interpretare“ il futuro, passando da una BI (business intelligence) passiva a una BI attiva, che aiuti gli utenti a prendere più consapevolmente – e in tempo reale – le decisioni importanti. Anche con funzionalità di automazione e di alerting, ma, soprattutto, attraverso azioni automatiche – disegnate in base a regole e processi – che svincolino l’azienda da operazioni manuali.

La piattaforma nasce dall’integrazione delle recenti acquisizioni – tra le quali l’israeliana Attunity, acquisita nel 2019 e portata sul mercato nel 2020, che porta in dote il real time change data capture e la possibilità di far fluire il dato all’interno della piattaforma quando il dato cambia a seguito di eventi esterni – che la rendono una end to end platform, che dal dato elementare accompagna l’utente fino all’analytics nella sua completezza.

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Non è più solo un tool di data visualization, ma permette di portare intelligenza data driven in azienda. Attraverso modalità flessibili e totalmente plasmabili alle esigenze del cliente.

Non solo nella parte elaborativa – che può essere fruita in modalità Saas, installata sul cloud o anche on prem – ma anche nella parte di data source. Grazie infatti a Qlik Forts le fonti dei dati possono trovarsi ovunque, mentre l’analisi in un’unica interfaccia che raccoglie le singole componenti di dati distribuite ovunque nel mondo e persino gestite da infrastrutture diverse.

Per portare l’intelligenza dei dati a supporto delle aziende perché, chi usa efficacemente il metodo data driven vede invece aumentare efficienza e ricavi.