AOL – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:59:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png AOL – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 AIM verrà spento il 15 dicembre https://www.datamanager.it/2017/10/aim-verra-spento-15-dicembre/ Tue, 10 Oct 2017 18:30:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132525 Dopo 20 anni Verizon chiude il servizio di chat che ha fatto la storia del web tra due generazioni. La mossa dopo la nascita di Oath Chi è nato tra gli anni ’80 e ’90 ricorderà di sicuro AIM. Aol Instant Messenger è il padre (o meglio nonno) di Skype e Facebook Messenger, più che […]

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Dopo 20 anni Verizon chiude il servizio di chat che ha fatto la storia del web tra due generazioni. La mossa dopo la nascita di Oath

Chi è nato tra gli anni ’80 e ’90 ricorderà di sicuro AIM. Aol Instant Messenger è il padre (o meglio nonno) di Skype e Facebook Messenger, più che un’alternativa al già conosciuto Live Messenger di Hotmail. Ebbene, a 20 anni esatti dalla sua nascita (era il 1997), AIM verrà spento per volontà di Verizon, che ha acquisito AOL e Yahoo di recente, trasformandole in Oath. “I ragazzi dei ’90 ricordano AOL come parte integrante delle loro prime scorrazzate social su internet – scrive Michael Albers, vicepresidente di Oath su un blog post in cui annuncia la fine della piattaforma – l’applicazione ha segnato un punto di svolta verso il nuovo mondo digitale ma le modalità con cui comunichiamo oggi sono cambiate profondamente”.

Un arrivederci

AIM è diventata un’app a sé nel 1997, dopo un periodo all’interno del pacchetto di AOL. Con l’avvento di concorrenti del calibro di Live Messenger prima e WhatsApp e Facebook Messenger poi, in mancanza di aggiornamenti e supporto, è divenuto sempre più difficile per la storica chat sopravvivere. A seguito della dismissione del servizio prevista entro il mese di dicembre, tutti i dati degli iscritti verranno cancellati anche se gli indirizzi email continueranno a esistere e migrati sulla piattaforma Oath esistente. Non è detto però che il nuovo gruppo non possa pensare a un client rinnovato, con un nome diverso e capace di integrarsi meglio nel mondo digitale 2.0. Non c’è alcun segnale a riguardo ma se la volontà è quella di rilanciare il brand AOL+Yahoo verso il pubblico allora questo sarebbe uno dei modi migliori per farlo.

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David Shing, dall’IoT all’Internet of Emotions https://www.datamanager.it/2016/12/201612201612david-shing-dalliot-allinternet-of-emotions/ Tue, 20 Dec 2016 13:56:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116289 La digital transformation cambia i modelli di business. David Shing, Digital Prophet di AOL: «Ma ci vuole il tocco umano per fare la differenza» «Siamo quello che proviamo. Dobbiamo passare dall’Internet of Things all’Internet of Emotions». Parola di David Shing, digital prophet di AOL, davanti alla platea internazionale di SAS Analytics Experience 2016. Dietro milioni di dispositivi […]

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La digital transformation cambia i modelli di business. David Shing, Digital Prophet di AOL: «Ma ci vuole il tocco umano per fare la differenza»

«Siamo quello che proviamo. Dobbiamo passare dall’Internet of Things all’Internet of Emotions». Parola di David Shing, digital prophet di AOL, davanti alla platea internazionale di SAS Analytics Experience 2016. Dietro milioni di dispositivi connessi ci sono le persone con le loro emozioni. E di questo bisogna tenere conto. I modelli di business vanno cambiati, «ma ciò che fa veramente schifo» – ha detto il profeta del marketing – è l’approccio al cliente di molte aziende, perché «le imprese di successo saranno quelle capaci di cambiare veramente il modo di vendere e comunicare».

Ma che cosa significa “digital prophet”? Etimologicamente, il profeta è colui che parla “davanti” a un pubblico di ascoltatori in nome di un’autorità superiore (come nelle religioni), oppure “prima” nel senso di anticipare il futuro. Non credo che David Shing, alias Shingy, tra i suoi tanti contatti nel mondo del business possa vantare anche quello con il Padreterno in persona, anche se alcuni CEO, non di rado, finiscono per considerarsi padroni della vita e del tempo dei loro dipendenti al pari di un DIO (che – sia chiaro – non sta per digital information officer). Prima dell’evento di Roma, avevo sentito parlare David Shing a Cannes. Titanico, capace di gettare fasci di luce che aprono sentieri nascosti, superando la banalità e l’omologazione dilagante di frasi fatte sull’innovazione e la digital transformation. Del resto, che lui sia “differente”, si vede a prima vista. Sorprende subito con lo stile esteriore che non è un vuoto esercizio, ma logica conseguenza della forza della parola che si mescola alla forma del pensiero. David Shing si spinge sempre in avanti e ti costringe a seguirlo per considerare le cose da un altro punto di vista. Proprio come i Profeti di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina. Esperto di strategia, visionario con un approccio molto pratico alle cose, David Shing è soprattutto un artista del marketing.


.@shingy #InternetOfEmotions «Siamo quello che proviamo»
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La frase più pericolosa?

«Abbiamo sempre fatto così»! La semplicità è l’antidoto alla complessità. Ma bisogna accettare che ci sono cose complesse che non si possono semplificare, ridurre alla somma delle singole parti. Perché le emozioni che proviamo parlano dei nostri desideri e delle nostre paure. Perché quello che facciamo tra le mura domestiche, con le persone che amiamo e con i nostri device intelligenti, raccontano la nostra storia. Ma per essere veramente creativi, senza rimasticare parole già dette e cose già viste, occorre tempo. Il tempo per creare spazio dove non c’è. Il tempo per cambiare l’ordine delle cose. Per cancellare, mettere sottosopra oppure farsi trovare pronti da un’idea che non riusciva a venire a galla. Il tempo per contemplare la bellezza. E il tempo per allargare il pensiero come un respiro. Tutte “cose” – ha detto Shing – «che restano umane», con buona pace delle macchine, anche quelle dotate della più potente intelligenza.

“Disruption” è la parola più abusata dell’anno

«Tanto da diventare quasi insopportabile». La digital transformation crea e distrugge. Così alcune aziende spariscono, altre diventano il peggior nemico di se stesse, altre ancora decidono di diventare fornitori di qualcun altro. Per qualcuno anche la democrazia sarebbe in pericolo. Per altri la rivoluzione digitale creerebbe solo disordine politico. Ci sono i “disruption addicted” e i “disruption avoidant”. Eppure, mai nella storia, i consumatori-elettori hanno avuto così tanto potere di scegliere. Non è detto che sia sempre la scelta migliore. I loro desideri e valori – però – guideranno il mercato. Ecco perché occorre fare molta attenzione a cosa vogliamo e a cosa insegniamo.

Conoscere per decidere

«Nel gioco degli scacchi, una buona regola è quella di lasciarsi libere più scelte». Ma decidere significa (anche etimologicamente) tagliare fuori tutte le altre possibilità e andare per una strada soltanto. Il web ha moltiplicato le nostre possibilità di avere accesso alle informazioni, quanto questo abbia inciso sulla conoscenza media del cittadino consumatore-elettore è tutto da vedere. In molti casi, ha prodotto solo delle scorciatoie che rendono più facile fare le cose, ma il processo di apprendimento che porta alla conoscenza critica non è mai comodo, richiede fatica e studio. Rendersi la vita un po’ scomoda è l’unico modo per produrre gli anticorpi all’omologazione.

Vivere in un mondo complesso                      

«In un mondo complesso di sette miliardi e mezzo di persone, le differenze sono un bel problema da gestire anche per la democrazia». Ma anche una incredibile opportunità che forse, sotto l’ansia della crisi che non passa, stiamo sprecando tutti. Aziende comprese. Perché guardarsi negli occhi, dire la verità, stringersi in un abbraccio è la strategia di marketing più “disrupting” che possa esistere. Perché quando le persone capiscono e si capiscono, allora sono veramente “engaged”.


.@shingy #InternetOfEmotions «Il prodotto è la relazione»
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La conoscenza è alla base delle scelte

«La conoscenza è il nuovo luogo della competizione tra imprese, governi e individui». E può essere un campo di battaglia o la nuova frontiera per ripensare regole e modelli di sviluppo. Ma attenzione, anche i sogni digitali possono diventare incubi. E chi vince piglia tutto. Quindi meglio imparare il modo di collaborare e di co-creare. Abbiamo imparato che troppa informazione equivale a nessuna informazione. Allo stesso modo, la moltiplicazione delle possibilità invece di amplificare la libertà crea confusione. Così abbiamo bisogno di valori in grado di orientare le scelte perché da queste dipenderà il futuro di un mondo che non può essere aperto solo allo scambio di merci e capitali ma deve sapere accogliere le persone.

Niente è facile come sembra

«Bisogna fare lo sforzo di scavare sotto la superficie». Ogni soluzione genera nuovi problemi. Gli analytics mostreranno quello che vogliono veramente i clienti perché saranno i loro desideri a guidare il mercato. I piccoli segnali possono generare ondate imprevedibili. Il battito delle ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo. Del resto, anche il caos è uno schema e se qualcosa può andare storto, lo farà quasi sempre nel momento peggiore possibile.

Il prodotto è la relazione

«Le aziende devono essere pronte anche a correre dei rischi all’interno del loro processo classico di produzione dei contenuti». Il contenuto è deciso dal contesto e creato dalla esperienza diretta degli utenti. Ha a che fare con la vita di tutti i giorni, con le emozioni, con i momenti importanti. Le aziende devono coltivare questa relazione in modo che le persone vogliano trascorrere più tempo con i loro brand. Gli utenti diventano in questo modo parte attiva del processo e non più semplici utilizzatori del prodotto. Il brand deve diventare esperienza e gli utenti devono essere coinvolti attivamente. Oggi, il contenuto non è più circoscritto, supera e sopravanza il prodotto, lo anticipa e lo interpreta. Il contenuto deve diventare adeguato al «con-testo», adattarsi alle situazioni, rispecchiare la vita delle persone. Biologico e logico, razionale e irrazionale. Rompere le barriere significa andare al cuore delle cose. Semplicità, emozione, partecipazione. Il 75 per cento degli acquisti sono guidati dalle nostre emozioni. «Il potere si sta trasferendo da coloro che vendono a coloro che acquistano».

Il conto da pagare

Se la nuova società tecnologica non rifonda anche un sistema di valori in grado di reggere il peso della trasformazione digitale, se non puntiamo sulla cultura, se non includiamo, se non diminuiamo le differenze, se non aiutiamo le persone a raggiungere i loro obiettivi, se i processi oltre a essere più efficienti non saranno anche più trasparenti, dovremo pagare un conto altissimo in termini di sicurezza e mancanza di libertà, perché «la trasformazione può travolgere tutto», anche la democrazia come la conosciamo oggi.

The human touch

Le piattaforme social e mobile hanno portato le persone a sviluppare una preferenza sempre maggiore per un approccio “self service” di interazione con i brand. Il passo successivo sarà l’esperienza d’uso guidata da realtà virtuale, realtà aumentata e chatbot. L’intelligenza artificiale diventerà uno strumento essenziale nel processo di produzione, ma anche di relazione con i clienti. Quando chiameremo un numero e dall’altra parte non sapremo più distinguere se a risponderci è una macchina o una persona, la transizione sarà completata. Il cognitive computing permetterà di selezionarle in modo automatico la produzione di annunci su misura per l’interesse e le esigenze di ogni cliente. «Ma ci vuole il tocco umano per trasformare tutto questo in un’esperienza di valore. La vera sfida è trovare l’interazione giusta e l’equilibrio corretto».


.@shingy «La #tecnologia cambia le nostre abitudini, non i bisogni»
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La semplicità è l’ultimo livello di sofisticazione

«Siamo un impasto di natura e cultura». Siamo parte del testo della storia e del suo contesto, attori e consumatori, lettori ed elettori. La tecnologia ce la portiamo addosso, dentro di noi, mostra le nostre paure e fa vedere le nostre emozioni. «La tecnologia però può cambiare solo le nostre abitudini, non i bisogni».

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Google e Verizon puntano ai servizi web di Yahoo! https://www.datamanager.it/2016/04/google-verizon-puntano-ai-servizi-web-yahoo/ Fri, 08 Apr 2016 13:49:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98690 Stando alle ultime indiscrezioni, Google e Verizon vorrebbero acquisire i servizi web e gli asset asiatici messi in vendita da Yahoo! Potrebbe essere proprio il maggiore concorrente di Yahoo! a decretarne l’uscita di scena. Il motore di ricerca non è riuscito a mantenere lo stesso passo degli altri colossi del web (Google in primis) e […]

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Stando alle ultime indiscrezioni, Google e Verizon vorrebbero acquisire i servizi web e gli asset asiatici messi in vendita da Yahoo!

Potrebbe essere proprio il maggiore concorrente di Yahoo! a decretarne l’uscita di scena. Il motore di ricerca non è riuscito a mantenere lo stesso passo degli altri colossi del web (Google in primis) e ha quindi deciso di vendere alcune sue attività online. Secondo quanto riferisce Bloomberg, tra le aziende interessate ai servizi web e agli asset asiatici della società di Sunnyvale ci sarebbe proprio Google. Microsoft avrebbe perso interesse così come AT&T e Comcast mentre il candidato più papabile per la conclusione dell’acquisizione sarebbe Verizon.

Il più grande fornitore di banda larga negli USA vorrebbe chiudere l’operazione attraverso la sua controllata Aol. Verizon sarebbe interessata non solo ai servizi web ma anche alle quote di Yahoo! Japan e sarebbe pronta a offrire circa 8 miliardi di dollari. L’attuale CEO di Yahoo!, Marissa Mayer, verrebbe sostituita dall’AD di Aol, Tim Armstrong, e dal vice presidente esecutivo di Verizon, Marni Walden. Il duo di dirigenti avrebbe il compito di occuparsi di entrambe le aziende. Il periodo di presentazione delle offerte fissato dall’azienda di Sunnyvale dovrebbe concludersi tra l’11 e il 18 aprile.

Nel frattempo Yahoo! ha annunciato che il fatturato dell’azienda sarà in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e si attesterà intorno ai 4,4 miliardi di dollari.

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AOL annuncia il lancio a livello globale di ONE by AOL: Publishers https://www.datamanager.it/2016/01/aol-annuncia-lancio-livello-globale-one-by-aol-publishers/ Wed, 27 Jan 2016 17:30:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93109 Costruita per gli editori, la piattaforma avrà funzionalità avanzate di distribuzione di contenuti per ridefinire il processo di monetizzazione Oggi, nel corso dell’incontro annuale Interactive Bureau Advertising Leadership Meeting, AOL ha lanciato ONE by AOL: Publishers che promette di semplificare un ecosistema complesso fornendo soluzioni olistiche e su misura per gli editori.  Negli ultimi sei […]

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Costruita per gli editori, la piattaforma avrà funzionalità avanzate di distribuzione di contenuti per ridefinire il processo di monetizzazione

Oggi, nel corso dell’incontro annuale Interactive Bureau Advertising Leadership Meeting, AOL ha lanciato ONE by AOL: Publishers che promette di semplificare un ecosistema complesso fornendo soluzioni olistiche e su misura per gli editori.  Negli ultimi sei anni AOL ha investito più di $1 miliardo in tecnologie publisher-first, pensate, quindi appositamente per gli editori, espandendole a livello globale. Con ONE by AOL: Publishers, AOL punta a sostenere gli editori con strumenti di engagement, analytics, content distribution e revenue management.

“Gli editori oggi si trovano ad affrontare un mercato dei media pieno di ostacoli e sfide quotidiane: si muovono all’interno di walled garden senza avere gli strumenti adatti per sfruttare questo momento storico in cui gli utenti stanno spostando la propria attenzione al mobile e ai contenuti video” ha dichiarato Tim Mahlman, President Publisher Platforms AOL . “Con ONE by AOL: Publishers, AOL ridefinisce le modalità di monetizzazione degli asset degli editori e fornisce loro soluzioni efficaci per ottenere il massimo valore dai loro contenuti”.

In un mercato con grande focus sulle necessità degli inserzionisti, AOL vuole confermare il proprio impegno anche per gli editori e ONE by AOL: Publishers offre loro una serie di vantaggi:

Un’unica demand platform: strettamente connessa con la piattaforma di acquisto di ONE by AOL, la piattaforma per gli editori rende il processo di vendita di pubblicità molto più fluido e snello migliorando i rapporti con brand, agenzie, trading desk e permettendo anche un’integrazione semplice con strumenti di terze parti.

Un processo semplificato: meno piattaforme e meno interlocutori permettono di ottimizzare le risorse e soddisfare ogni esigenza d’acquisto con maggior rapidità, in questo modo si alleggeriscono anche i costi che gli editori si trovano ad affrontare, a favore di un maggior focus su soluzioni e offerta. In media, gli editori utilizzano quattro diverse supply-side platform per vendere la loro inventory* e ricevono meno del 50 per cento dei budget che gli inserzionisti sono disposti ad investire, e questo a causa del numero di intermediari.

Dati, analisi e ottimizzazione: gli editori possono sfruttare i potenti strumenti di AOL per rafforzare la comprensione dei propri asset e il comportamento dei loro acquirenti. L’offerta analizza modelli di pricing, audience e inventory, per consentire agli editori di raggiungere nuovi segmenti di pubblico e sviluppare nuove opportunità.

Mobile first: AOL semplifica i processi di monetizzazione da mobile, incluse le app dove normalmente il processo è molto complesso. Grazie ad un SDK flessibile in grado di accedere ad uno dei più grandi inventory mobile del mercato, l’offerta di AOL fornisce un’unica soluzione per tutti i formati e i dispositivi, e per tutti gli ad-buying partner.

Maggiori opportunità con i video: con AOL gli editori possono sfruttare la scalabilità per massimizzare il potenziale della loro inventory video grazie a tecnologie di distribuzione avanzate.

In occasione del lancio di questa piattaforma, AOL ha ulteriormente consolidato il portfolio dei propri brand all’interno dell’offerta dedicata agli editori, creando un master service agreement unificato per i publisher che include tutte le soluzioni AOL disponibili. I diversi brand presenti finora sul mercato da oggi si consolideranno sotto il nome di ONE by AOL: Publishers. Gli editori in questo modo potranno beneficiare di sinergie ed efficienze economiche scegliendo quali componenti utilizzare. ONE by AOL: Publishers è, infatti, una suite di prodotti modulari che i clienti possono acquistare separatamente o in differenti combinazioni.

Contestualmente all’unificazione delle soluzioni e servizi per gli editori, AOL annuncia l’acquisizione di AlephD, leader mondiale di analytics e ottimizzazione dinamica del floor price per i publisher.  AlephD sarà un elemento fondamentale di ONE by AOL: Publishers che migliorerà profondamente la capacità di comprendere, controllare e ottimizzare i prezzi, gestire l’inventario e incrementare le entrate in un ecosistema sempre più articolato.

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Uber fa la spesa da Microsoft https://www.datamanager.it/2015/06/uber-fa-la-spesa-da-microsoft/ Tue, 30 Jun 2015 14:18:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79772 Uber ha acquisito da Microsoft il progetto Bing Maps e altri asset nel settore della localizzazione Nonostante Uber stia vivendo un momento difficile dal punto di legale, la startup di San Francisco continua la sua fase di espansione. Il servizio di noleggio con conducente deve fronteggiare il blocco di UberPop in Italia e oggi due […]

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Uber ha acquisito da Microsoft il progetto Bing Maps e altri asset nel settore della localizzazione

Nonostante Uber stia vivendo un momento difficile dal punto di legale, la startup di San Francisco continua la sua fase di espansione. Il servizio di noleggio con conducente deve fronteggiare il blocco di UberPop in Italia e oggi due suoi dirigenti sono stati presi in custodia dalla polizia in Francia. Malgrado questi problemi, l’azienda ha oggi chiuso l’acquisizione di diversi asset di Microsoft, in particolare quello che riguarda il progetto Bing Maps.

Uber acquisisce le mappe di Bing e molto altro ancora

Uber non ha solo acquisito le mappe di Bing ma anche acquistato da Microsoft un datacenter, diverse tecnologie legate alle macchine fotografiche e proprietà intellettuale. Nell’operazione, di cui non sono state rese note le cifre, rientrano anche 100 ingegneri di Redmond. L’azienda guidata da Satya Nadella, che porterà i visori per la realtà aumentata HoloLens nello spazio, non abbandonerà totalmente il progetto mappe ma avrà un ruolo nella progettazione della user experience. L’investimento di Uber nel settore della geolocalizzazione è stato confermato anche dal recente ingresso in società di Brian McClendon, ingegnere chiave nello sviluppo di Google Maps. L’operazione è un’ulteriore dimostrazione dello stretto rapporto fra Uber e Big G, che ha investito 250 milioni di dollari nella startup.

Nel frattempo, Microsoft ha anche ceduto ad AOL il business della pubblicità e 1.200 dipendenti di questo settore. L’accordo prevede che Bing diventi il motore di ricerca predefinito della piattaforma di news recentemente acquisita da Verizon per 4,4 miliardi di dollari.

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Verizion acquisisce AOL per 4,4 mld di dollari https://www.datamanager.it/2015/05/verizion-acquisisce-aol-per-44-mld-di-dollari/ Tue, 12 May 2015 14:27:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74681 Verizion ha speso 4,4 miliardi di dollari per acquisire AOL. Nel 2006 l’azienda valeva 183 miliardi grazie alla fusione con Time Warner Nel 2006 AOL è stata la più grande azienda di distribuzione di contributi multimediali grazie alla fusione con Time Warner per 183 miliardi di dollari. A causa dell’esplosione delle bolle di Internet e della crisi […]

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Verizion ha speso 4,4 miliardi di dollari per acquisire AOL. Nel 2006 l’azienda valeva 183 miliardi grazie alla fusione con Time Warner

Nel 2006 AOL è stata la più grande azienda di distribuzione di contributi multimediali grazie alla fusione con Time Warner per 183 miliardi di dollari. A causa dell’esplosione delle bolle di Internet e della crisi globale che hanno portato allo scioglimento del merger nel 2009, la società ha perso il ruolo centrale di provider web e il suo valore è calato drasticamente. Oggi Verizon ha infatti acquisito AOL per appena 4.4 miliardi di dollari, sovrastimando il suo valore in Borsa del 23%. L’ex re dei provider ha chiuso il 2014 con ricavi per 2,5 miliardi e utili per 126 milioni.

Verizon compra AOL per i video su mobile

Dopo lo scioglimento da Time Warner, AOL si è dedicata alla pubblicità e video su mobile.  Con questa acquisizione Verizon punta a creare un servizio dedicato a  smartphone e tablet per la trasmissione di filmati di breve durata (notizie sportive, eventi, concerti, video on demand) che dovrebbe essere lanciato quest’estate. In questo progetto rientrano anche l’acquisto per 200 milioni di dollari di OnCue da intel e delle quote di Vodafone nella join venture fra i due provider in Verizon Wireless. Secondo le ultime informazioni, il CEO di AOL Tim Armstrong, che ritiene che la fusione creerà “la più grande società mobile e video degli USA, dovrebbe mantenere il suo incarico all’interno del gruppo.

Secondo il Wall Street Journal l’operazione è l’ennesima dimostrazione che le reti fisiche hanno perso tutto il loro vantaggio competitivo nei confronti di quelle mobili e wireless. Il quotidiano economico sottolinea che prima del lancio di iPhone Apple e Verizon avevano la stessa valutazione (115 miliardi di dollari). Ora, invece, l’azienda di Cupertino ha una capitalizzazione sul mercato due volte superiore all’unione fra il provider e il competitor AT&T (735 miliardi).

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AOL presenta la nuova offerta video al mercato italiano https://www.datamanager.it/news/aol-presenta-la-nuova-offerta-video-al-mercato-italiano-56845.html Mon, 02 Jun 2014 10:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/aol-presenta-la-nuova-offerta-video-al-mercato-italiano/ La piattaforma tecnologica per il programmatic video, Adap.tv, e i pre-roll si affiancano alla consolidata offerta di branded content syndication di Be On, creando così una delle più complete suite di soluzioni per il video advertising AOL presenta al mercato italiano la nuova offerta di video advertising con l’introduzione della piattaforma tecnologica di programmatic video, […]

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La piattaforma tecnologica per il programmatic video, Adap.tv, e i pre-roll si affiancano alla consolidata offerta di branded content syndication di Be On, creando così una delle più complete suite di soluzioni per il video advertising

AOL presenta al mercato italiano la nuova offerta di video advertising con l’introduzione della piattaforma tecnologica di programmatic video, Adap.tv e il lancio dei video pre-roll. Adap.tv e i pre-roll vanno ad affiancarsi alla proposta commerciale di branded content di Be On specializzata nella distribuzione di long-form video attraverso gli editori di oltre 90 paesi in tutto il mondo.

Adap.tv, acquisita da AOL nel Settembre 2013, è il partner tecnologico per il trading del video in modo programmatico più grande al mondo. Con Adapt.tv brand, agenzie, editori e ad network possono contare su una piattaforma che gestisce ogni mese, in modalità programmatica, milioni di video su web, mobile e TV e che permette di pianificare, acquistare e misurare i risultati in modo intelligente, efficiente e sicuro.

La nuova offerta di AOL – dai pre-roll al video branded content – rappresenta una delle più complete piattaforme di soluzioni di video advertising del mercato e consente ai brand e agli inserzionisti di pianificare campagne in modo mirato e su larga scala.

Georgia Giannattasio, Managing Director di Be On in Italia dichiara: “Siamo certi che la piattaforma di programmatic video di Adap.tv saprà rispondere alle molteplici esigenze di chi, a livello locale, gestisce pianificazioni fortemente video-oriented e richiede strumenti adeguati per raggiungere il proprio target in maniera precisa ed efficace. Da oggi possiamo definitivamente proporre una gamma completa di soluzioni per potenziare la reach delle campagne grazie anche all’integrazione dei video pre-roll che si affiancano alla nostra consolidata e affermata offerta di branded content syndication di Be On”.

AOL ha recentemente annunciato il roll-out della prima piattaforma di programmatic buying cross-screen, ONE by AOL, che integra le funzionalità tecnologiche di Adap.tv, AOL AdLearn Open Platform (AOP), MARKETPLACE e di Convertro, società leader di attribution modeling, con l’obiettivo di fornire ai brand dati, analisi e strumenti per l’ottimizzazione delle pianificazioni, formati e inventario su ogni tipo di device, inclusa la TV.

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WinAmp, il primo iTunes, chiuderà il 20 dicembre https://www.datamanager.it/news/winamp-il-primo-itunes-chiuder-il-20-dicembre-51713.html Mon, 25 Nov 2013 13:44:27 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/winamp-il-primo-itunes-chiudera-il-20-dicembre/ Il lettore di mp3 Winamp chiuderà il 20 dicembre prossimo. Alcuni utenti hanno creato una petizione online per salvarlo

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Il lettore di mp3 Winamp chiuderà il 20 dicembre prossimo. Alcuni utenti hanno creato una petizione online per salvarlo

Prima di iTunes, che conta oltre 25 miliardi di download di brani, c’era Winamp. Negli Anni 90 era il lettore mp3 più utilizzato tanto che nel 1999 era stato acquistato da AOL, uno dei più grandi Internet service provider del mondo. Ora, con l’arrivo di Spotify e il boom del music sharing, WinAmp, che non è riuscito a uniformarsi al nuovo mercato, ha deciso di chiudere il 20 dicembre.  “Winamp.com e i servizi Web correlati non saranno più disponibili. – si legge nel comunicato rilasciato dall’azienda – Allo stesso modo, i lettori multimediali di Winamp non possono più essere scaricati. Grazie per aver incoraggiato e sostenuto la community Winamp per oltre 15 anni”.

Una petizione per salvare Winamp

Qualche tempo fa Microsoft, che ha lanciato la versione desktop di Xbox Music, aveva avanzato un’offerta per il lettore musicale ma tutto si è risolto con un nulla di fatto. Alcuni fan hanno quindi sottoscritto una petizione per salvare il servizio chiedendo ad AOL di rendere open source il codice di WinAmp. Attualmente il documento ha raccolto 10mila firme.

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Hacker pubblica le email dell’ex presidente USA George W.H. Bush https://www.datamanager.it/news/hacker-pubblica-le-email-dell-ex-presidente-usa-george-wh-bush-44173.html Fri, 08 Feb 2013 19:00:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/hacker-pubblica-le-email-dellex-presidente-usa-george-w-h-bush/ L’hacker Guccifer ha messo online le foto private del pade dell’ex Presidente George W. Bush. La BBC rivela che ci sia anche dell’altro e “molto più interessante”

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L’hacker Guccifer ha messo online le foto private del pade dell’ex Presidente George W. Bush. La BBC rivela che ci sia anche dell’altro e “molto più interessante”

Continuano gli attacchi informatici negli Stati Uniti. Dopo i media come il New York Times, il Wall Street Journal e Twitter, ora il bersaglio dei pirati sono diventati gli ex presidenti USA, nello specifico George W.H. Bush. Questa volta non si tratta però di hacker cinesi, che il CEO di Google Erich Schmidt considera il braccio informatico del Governo per limitare la libertà della Rete.

Foto private e molto altro

Autore dell’attacco è il cracker Guccifer, che è riuscito, violando l’account di Bush su AOL, a impadronirsi di foto private del 41esimo presidente degli Stati Uniti, che lo ritraggono in ospedale perché colpito da una bronchite cronica, e di indirizzi e dettagli personali di tutta la famiglia Bush. Il portavoce dell’ex vicepresidente sotto l’amministrazione Reagan, Jim McGrath, ha affermato di non voler fare nessun commento sulla vicenda, ma che sono in corso delle indagini per chiarire la faccenda.

Guccifer ha dichiarato alla BBC che il materiale trafugato non si limita a foto di famiglia, ma anche a materiale “molto più interessante”.

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L’Huffington Post sbarca nel Regno Unito. Presto in Italia? https://www.datamanager.it/news/nuovo-sito/l-huffington-post-sbarca-nel-regno-unito-presto-italia Mon, 11 Jul 2011 09:57:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/07/lhuffington-post-sbarca-nel-regno-unito-presto-in-italia/ E’ online la prima versione internazionale del portale di news di proprietà di Aol.

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E’ online la prima versione internazionale del portale di news di proprietà di Aol.

I visitatori del Regno Unito verranno indirizzati automaticamente sul nuovo sito, anche se saranno in grado di poter visualizzare le altre versioni disponibili. In maggio Huffington Post aveva lanciato la versione canadese, ma la versione britannica che debutta oggi é la prima fuori dall’America del Nord e quindi c’è molta attesa per vedere se riuscirà a ripetere il successo dell’originale.

Secondo le ricerche di comScore, l’Huffington Post porterà 1,2 milioni di utenti nel Regno Unito. Il lancio della nuova versione della testata online coincide con la scomparsa dalle scende di News of the World, dopo lo scandalo degli ultimi giorni, che ha portato la direzione a chiudere i battenti.

Sempre a maggio l’Huffington Post aveva battuto il record di visitatori unici al giorno, raggiungendo i 35,6 milioni di visitatori e superando l’edizione online del New York Times.

Il sito della Aol, per la versione britannica, ha reclutato 300 blogger non pagati, un numero molto modesto in considerazione dei 10.000 della versione statunitense. Il lancio dell’Huffington Post UK mette in scena un confronto diretto con il Guardian che è forse il tabloid del Regno Unito che meglio si è lanciato sul web. Di certo sarà una bella stagione per gli inserzionisti e i pubblicitari che potranno fare molti affari sulla gallina dalle uova d’ora delle internet news.

Ma la notizia è che il gruppo Aol non si ferma in UK. Nonostante non siano stati ancora resi noti i dettagli, sembra che altre versioni europee siano sul punto di essere lanciate online. Ognuna avrà dei blogger autoctoni e notizie in lingua nativa. Sarà l’Huffington Post Italia a rilanciare il mercato delle news digitali nel nostro paese? Lo sapremo presto.

 

L'articolo L’Huffington Post sbarca nel Regno Unito. Presto in Italia? proviene da Data Manager Online.

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