Blue Coat – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 14 Dec 2017 14:23:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Blue Coat – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Symantec, a tutta velocità verso il cloud https://www.datamanager.it/2017/12/symantec-tutta-velocita-verso-cloud/ Thu, 14 Dec 2017 14:23:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137506 Come coniugare cloud e sicurezza in modo strategico per preservare l’operatività. Più armonizzazione e integrazione tra soluzioni e prodotti, mettendo al centro il cliente e il valore dei partner Risolvere il problema della gestione della sicurezza e supportare le aziende nella fase di migrazione al cloud. Sono queste le direttrici strategiche che animano Symantec in questo […]

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Come coniugare cloud e sicurezza in modo strategico per preservare l’operatività. Più armonizzazione e integrazione tra soluzioni e prodotti, mettendo al centro il cliente e il valore dei partner

Risolvere il problema della gestione della sicurezza e supportare le aziende nella fase di migrazione al cloud. Sono queste le direttrici strategiche che animano Symantec in questo periodo caratterizzato da veloci mutamenti del mercato. Ed è in questa direzione che si stanno indirizzando tutti gli sforzi del vendor sia a livello worldwide sia di country. Ne parliamo con Stefano Volpi, country manager per l’Italia, impegnato in prima persona a imprimere una decisa accelerazione al nuovo corso dell’azienda. Un cambio di rotta che risale all’indomani della vendita di Veritas. Mossa che ha rappresentato un segnale di discontinuità importante nella strategia di Symantec. Maturata chiaramente con l’intento di focalizzare il business sulle competenze storiche del gruppo di Mountain View, beneficiando allo stesso tempo di una maggior agilità organizzativa. Una sorta di ritorno alle origini. «E le origini erano quelle di un’azienda che faceva sicurezza nel commercial, nel consumer, nel mid-market» – spiega Stefano Volpi. «Oggi, c’è da parte nostra una forte accelerazione nel mondo enterprise. La tipologia di azienda che in questa fase ha più bisogno di cybersecurity spinta. Ne ha bisogno per tutto quello che è il mondo IoT, che poi vuol dire anche SCADA, industry 4.0. Vuol dire decine e decine di piattaforme o soluzioni disaggregate». Il primo passo in questa direzione è una decisa accelerazione verso l’integrazione delle soluzioni con una forte spinta a risolvere le difficoltà di gestione della sicurezza, che rappresenta – continua Volpi – «la principale problematica in questo momento presso clienti e prospect». Una situazione generata dalla sostanziale separazione tra le soluzioni «che non comunicano tra loro e che quindi difficilmente possono giustificare investimenti in progetti smart. Quelli che noi attraverso la sicurezza vogliamo invece favorire».

ARCHITETTURA INTEGRATA

In questo processo, si tratta di supportare le aziende nella loro migrazione al cloud. E per farlo, la proposta di Symantec è un nuovo ecosistema che possa portare valore a una piattaforma integrata. «Un framework che possa abilitare alla trasformazione verso il cloud. In tutte le branch dell’azienda, tutti parlano lo stesso verbo. Collegato appunto a questa nuova piattaforma che può aiutare i clienti nel loro percorso di trasformazione digitale, soprattutto nel mondo del cloud. Un ecosistema fatto anche di consulenti e system integrator in grado di dare tutto il supporto possibile ai clienti in questo cammino» – afferma Volpi. Molte imprese hanno difficoltà a trovare la loro formula giusta per il cambiamento a causa della mancata comprensione delle dinamiche di fondo o del terreno sul quale si sta spostando la competition. «In tutti questi anni, i clienti hanno continuato a investire in sicurezza, proteggendo però soprattutto il corporate network. I dati – però – non sono più solo lì. Risiedono in tutte le parti dell’infrastruttura. Così i modelli di delivery si devono adattare a questo cambiamento. I dati sono ovunque. Sono nel cloud. Ed è in questa direzione che bisogna estendere la protezione» – afferma Volpi.


#Symantec Come coniugare #cloud e #sicurezza in modo strategico
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LA STRATEGIA DA PERSEGUIRE

Un compito impegnativo, quello di Stefano Volpi. Ma che dopo tre mesi di duro lavoro alla guida della country italiana inizia a produrre risultati. «Oggi, quello che mi stimola di questa nuova sfida è la totale comunione di vedute con la visione di Symantec. E mi piace raccontarla ai clienti. Finalmente, c’è una soluzione per la difesa del cloud. Un’opportunità che tutti i nostri clienti devono poter cogliere con serenità. Supportati da un player in grado di difendere le aziende che affrontano questo passaggio di portata epocale. Il mio compito è di illustrare ai clienti la nuova proposition di Symantec e i cambiamenti che la sicurezza può portare in questa trasformazione». Si tratta di un piano articolato, che si completa con la verifica continua dell’idoneità degli strumenti per raggiungere il mercato, e con la messa in campo di nuovi accordi per portare a bordo system integrator che possano essere punti di riferimento per il cliente, supportando allo stesso tempo i partner storici.

IL VALORE DEI PARTNER

«Symantec si affida a un’ampia rete di partner» – continua Volpi. «Oggi, la soluzione è unica al pari dell’architettura. E tutti devono poter essere in grado di proporre quella soluzione, manutenerla e gestirla. Vogliamo alimentare tutti gli attori che comportano al nostro go to market trasferendo loro l’entusiasmo verso una scelta che è certamente quella vincente». Azioni sviluppate sul campo avvalendosi di un team italiano agguerrito e motivato. In via di ampliamento. «Persone straordinarie, delle quali molte provengono da esperienze enterprise» – riprende Volpi. «Dotate di grandi capacità di guidare il canale in questa trasformazione». Una squadra già numerosa, oltre 35 gli addetti che operano in Italia. Con funzioni di supporto al cliente nell’acquisizione delle migliori soluzioni Symantec, supporto tecnico, assistenza da remoto e servizi personalizzati. «Un team molto ben strutturato, che certamente avrà bisogno di qualche piccola messa a punto, ma che già adesso è in grado di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati».


Stefano Volpi country manager #Symantec «Questa è la nostra proposition vincente»
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SODDISFARE SEMPRE I CLIENTI

La ricetta di Volpi per crescere in Italia è di soddisfare sempre i clienti. L’ascolto è il primo passo della relazione con il cliente, trasferendo al contempo all’interno del team una cultura orientata alla centralità delle esigenze dei clienti. «È fondamentale fare retention attraverso la qualità. È chiaro che non possiamo trasformare la sicurezza del cliente senza salvaguardare gli investimenti già effettuati. Tutto deve nascere da un grande rapporto di fiducia tra il cliente e le nostre competenze, la nostra volontà ed entusiasmo. Costruito questo rapporto, tutto è più facile». Azioni sviluppate da Symantec in Italia, affidandosi a una rete di partner qualificati (distributori, rivenditori, etc.) con differenti livelli di certificazione ed expertise. La domanda è se in questa fase il loro numero sia sufficiente per fare fronte a uno sforzo come quello che si sta intraprendendo. «Abbiamo un numero giusto di distributori» – fa notare Volpi. «Noi però affrontiamo varie tipologie di mercato. Dal mercato consumer al mid market, puntando a quello enterprise. Ognuno offre consulenza e supporta un certo numero di prodotti. In questo senso, la nostra offerta è estesa. Quindi lato distribuzione e partner siamo ben bilanciati. Possiamo però alimentare il nostro ecosistema con qualche integrazione misurata. Forse c’è spazio ancora per qualche system integrator di fascia alta. Per qualche società di consulenza organizzativa di alto livello e per qualche cloud service provider». Ma portare a bordo nuovi partner significa anche ampliare il volume di investimenti a favore dei partner. «E di questo siamo consapevoli sia in termini di marketing che di supporto» – conferma Volpi. «Ogni tre mesi rilasciamo un piano di investimenti per le vendite dei nostri partner. Webinar, sessioni tecniche, formazione. Attività che vengono programmate e rilasciate con cadenza continua. In più, mettiamo a disposizione dei nostri collaboratori un nutrito dipartimento tecnico – sia a livello EMEA che di country – per andare assieme dai clienti con una proposta su misura».

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FORUM IT 2014, l’anno della svolta? https://www.datamanager.it/rivista/forum-it-2014-lanno-della-svolta-57082.html Thu, 12 Jun 2014 09:06:16 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/forum-it-2014-lanno-della-svolta/ Il mercato ICT italiano è pronto a ripartire? Il punto di vista di vendor, system integrator e distributori IT sulle  tendenze in atto e le ricette per ridare fiato alla crescita di Luca de Piano Il mercato ICT sembra pronto per risalire la china nella quale si trova da ormai troppo tempo. Il problema è […]

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Il mercato ICT italiano è pronto a ripartire? Il punto di vista di vendor, system integrator e distributori IT sulle  tendenze in atto e le ricette per ridare fiato alla crescita

di Luca de Piano

FORUM IT 2014, l'anno della svolta?Il mercato ICT sembra pronto per risalire la china nella quale si trova da ormai troppo tempo. Il problema è prevedere “quando” arriverà la sospirata svolta. Ed è quello che hanno cercato di capire alcuni protagonisti del mercato, riuniti in una giornata di incontro sulle suggestive colline toscane alle porte del Mugello nel workshop organizzato da Grandangolo Communications (www.grandangolo.it) e giunto alla sua quindicesima edizione. Alberto Dossena, territory sales manager Italia, Grecia, Malta & Cipro di Blue Coat (www.bluecoat.com), ha ricordato che «con l’affermazione dei nuovi trend come cloud, IoT, social e piattaforme mobili, le sfide per la sicurezza aumentano a ritmi piuttosto elevati, ma la spesa IT non ha seguito lo stesso trend». Sul fronte del networking, Paolo Lossa, regional manager Italia e Iberia di Brocade (www.brocade.com), intervenuto in videoconferenza da Bracknell nel Regno Unito, ha sottolineato che «purtroppo anche in questi primi mesi dell’anno le aziende hanno difficoltà a effettuare nuovi investimenti. I budget aziendali sono ridotti, ma l’impegno profuso dai partner di canale è sempre elevato e costante. Non solo. Il consolidamento di nuove tecnologie, quali il cloud, le reti SDN e la virtualizzazione stanno modificando l’approccio anche di rivenditori e distributori».

Il panorama delle imprese

«Il panorama delle imprese è frammentato, con società più strutturate che stanno lavorando a ulteriori consolidamenti a livello di gruppo, spesso con outsourcer internazionali o con insourcing» – ha invece spiegato Roberto Navone, account manager project enterprise di CDH (www.cdhsrl.it), system integrator specializzato in soluzioni per la virtualizzazione e data center. «Oggi, le organizzazioni richiedono rinnovamento delle infrastrutture, per adeguarle alle necessità di semplificazione e velocizzazione del workflow». Intanto, mobility e videocomunicazione continuano a mutare lo scenario, come ha sottolineato Enrico Leopardi, regional director Southern EMEA di LifeSize (www.lifesize.com/it), spiegando che «tra i fattori più influenti si colloca il notevole incremento di device mobili personali, smartphone e tablet: strumenti che gli utenti tendono a utilizzare anche per applicazioni smart come la video conferenza, contenendo così i costi relativi a viaggi e trasferte».

Domenico Fusco, direttore vendite in Italia di Panda Security (www.pandasecurity.com/it), ha sostenuto che «il cloud computing e l’ICT as-a-Service rappresentano una potenziale risposta per consentire di innovare l’infrastruttura aziendale. In questi mesi stiamo assistendo a un modesto incremento di interesse verso le tecnologie cloud da parte anche della PA, soprattutto locale, con cui stiamo avviando significative implementazioni di sicurezza, insieme ai nostri partner». Mario Paladini, amministratore delegato di PMC International Service (www.pmcitalia.com) ha evidenziato che «le aziende italiane sentono la necessità di innovare i processi produttivi e in generale il proprio business, ma le difficoltà nell’accedere al credito ne rallentano se non addirittura ne bloccano il conseguimento». Sulla stessa lunghezza d’onda PMC Security Lab (www.pmcsecuritylab.com), il cui amministratore delegato, Alessandro Armenia ha spiegato che «le aziende italiane non possono sottrarsi dall’investire nell’ambito della sicurezza e definirsi “compliant” con le normative in essere e in continua evoluzione».

Albert Zammar, country manager Italia di Riverbed (www.riverbed.com), ha fatto notare che «l’investimento in nuove applicazioni e tecnologie è incrementato in modo significativo in tutta l’area Emea negli ultimi due anni, ma nel nostro Paese persiste una situazione economica rallentata che rende difficile gli investimenti in grandi progetti IT, soprattutto nel segmento delle PMI». Zycko (www.zycko.it), l’unico distributore presente all’incontro, ha infine sottolineato che «supportiamo la promozione e l’adozione delle più recenti tecnologie cloud-based offerte dai nostri vendor e stiamo rilasciando il cloud portal, un portale aperto a tutti i clienti con un altissimo livello di automatizzazione che offre un sistema flessibile e immediato per l’erogazione e la gestione delle licenze necessarie ai reseller», come ha spiegato Piera Loche, managing director di Zycko Italia. 

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Blue Coat e Check Point estendono la partnership sui sistemi di sicurezza di rete X-Series https://www.datamanager.it/news/blue-coat-e-check-point-estendono-la-partnership-sui-sistemi-di-sicurezza-di-rete-x-series-5266 Sat, 11 Jan 2014 12:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/blue-coat-e-check-point-estendono-la-partnership-sui-sistemi-di-sicurezza-di-rete-x-series/ Check Point diventa provider primario e fornitore di supporto front line per la piattaforma Blue Coat X-Series

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Check Point diventa provider primario e fornitore di supporto front line per la piattaforma Blue Coat X-Series

Check Point Software Technologies e Blue Coat Systems hanno annunciato di avere esteso la loro consolidata partnership. Con l’obiettivo di guidare la crescita del mercato, e con effetto immediato, Check Point sarà il provider primario per la piattaforma X-Series nel mercato dei firewall per la sicurezza di rete e fornirà supporto di prodotto front line. Questa solida collaborazione tra le due aziende rende semplice per i clienti poter beneficiare di un approccio integrato e scalabile alla loro rete di sicurezza ed è un’estensione naturale della collaborazione, iniziata nel 2002.

La famiglia X-Series di Blue Coat offre la massima sicurezza di rete agli ambienti data center più impegnativi, sotto forma di una piattaforma aperta e flessibile, che integra capacità superiori di elaborazione applicativa e di rete. Nel suo ruolo di leader per la sicurezza dei data center, Check Point opererà da punto singolo di contatto, fornendo una struttura in grado di supportare le richieste dei clienti a tutti i livelli delle loro implementazioni ed operazioni.

“Questo annuncio estende ulteriormente la partnership di Check Point con Blue Coat, e mette in luce l’impegno delle due aziende nei confronti di partner e clienti,” ha affermato Amnon Bar-Lev, presidente di Check Point Software Technologies. “Guardiamo con grande favore ai successi congiunti di mercato che questa partnership con ogni probabilità renderà possibili.”

Check Point e Blue Coat operano congiuntamente per garantire alla piattaforma X-Series un successo di lungo termine attraverso innovazione continua ed eccellenza tecnica. La combinazione tra la piattaforma X-Series e l’apprezzata Software Blade Architecture di Check Point fornisce ai clienti performance elevate, soluzioni scalabili e personalizzabili per rispondere alle specifiche necessità di sicurezza di qualsiasi organizzazione.

“X-Series è una piattaforma chiave per la nostra tecnologia di Business Assurance e gioca un ruolo importante nella nostra strategia di lungo termine,” ha affermato Greg Clark, CEO di Blue Coat Systems. “L’espansione della partnership con Check Point rappresenta una vittoria per entrambe le aziende oltre che per i nostri clienti – e consente a Check Point di focalizzarsi su strategie go-to-market e supporto clienti, mentre Blue Coat si concentrerà sull’apportare innovazioni alla X-Series che fornirà ai clienti valore attraverso i nostri cinque centri di eccellenza.”

“C’è una forte richiesta da parte del mercato di una combinazione tra firewall Check Point e la piattaforma X-Series altamente scalabile, e fault tolerant,” ha affermato Joe Luciano, CEO di AccessIT. “Grazie al passaggio a un singolo punto di acquisto e supporto, i nostri utenti finali beneficeranno di un approccio alla sicurezza di rete integrato e scalabile.”

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Blue Coat presenta l’innovativa Business Assurance Technology https://www.datamanager.it/news/blue-coat-presenta-l-innovativa-business-assurance-technology-48020.html Sun, 16 Jun 2013 10:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/blue-coat-presenta-linnovativa-business-assurance-technology/ Un nuovo approccio alla sicurezza per sfruttare la potenza della tecnologia in modo sicuro e protetto

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Un nuovo approccio alla sicurezza per sfruttare la potenza della tecnologia in modo sicuro e protetto

Blue Coat Systems presenta il progetto Business Assurance Technology. Sono cinque i centri tecnologici che fanno parte della Business Assurance Technology e che consentono alle aziende e ai loro dipendenti, clienti e partner, di scegliere in modo sicuro e protetto le migliori tecnologie, applicazioni, dispositivi e servizi al mondo. Blue Coat ha anche presentato nuovi prodotti che offrono alle imprese la possibilità di implementare applicazioni affidabili e porre velocemente rimedio alle violazioni dei dati.

“Con la Business Assurance Technology, Blue Coat offre un nuovo approccio alla sicurezza che consente alle aziende di sfruttare la potenza della tecnologia in modo sicuro e protetto,” ha dichiarato Matthew Gyde, Global General Manager per la sicurezza di Dimension Data. “I nostri clienti si rivolgono sempre più frequentemente al dipartimento IT come a un partner in grado di supportare importanti iniziative strategiche, e l’approccio di Blue Coat mira proprio a questo. Particolarmente importante è l’attenzione riservata alle applicazioni affidabili e all’integrazione di conoscenza approfondita della sicurezza e strumenti di analisi per la protezione avanzata dalle minacce in quanto rappresentano due delle più importanti iniziative adottate oggi dai nostri clienti.”

I prodotti Blue Coat consentono alle aziende di togliere i freni alla crescita, alla produttività e alla capacità di innovazione attraverso:

• Security and Policy Enforcement Center: garantisce la business continuity attraverso la protezione contro le minacce e la perdita di dati. Grazie al Security and Policy Enforcement Center le aziende sono in grado di offrire agli utenti un utilizzo sicuro e produttivo di Internet e della rete.

• Mobility Empowerment Center: estende protezione e policy agli utenti, ovunque si trovino e qualunque dispositivo utilizzino. Grazie al Mobility Empowerment Center, le organizzazioni sono in grado di gestire con successo le iniziative aziendali mobili. Le compagnie aeree, ad esempio, possono ridurre i costi sostituendo i manuali per le emergenze in volo dotando di iPad tutti i piloti.

• Trusted Application Center: consente alle organizzazioni di implementare e utilizzare in modo sicuro qualsiasi tipo di applicazione. Con il Trusted Application Center, le aziende possono instaurare rapporti più stretti con i clienti utilizzando le applicazioni in modo innovativo. Le società di assicurazione, ad esempio, possono accettare foto dei danni per velocizzare il risarcimento dei sinistri.

• Performance Center: allinea l’infrastruttura IT alle priorità aziendali per garantire elevate prestazioni di rete e ottimizzare la user experience a tutti i livelli dell’impresa. Con il Performance Center l’IT può allineare in modo efficace le strategie di performance alle strategie aziendali chiave. I grandi magazzini, ad esempio, possono offrire una customer experience più personalizzata.

• Resolution Center: fornisce alle aziende protezione avanzata dalle minacce coniugando la conoscenza e l’analisi approfondite della sicurezza con l’ampio effetto sulla rete proveniente da 75 milioni di utenti in tutto il mondo. Con il Resolution Center le imprese sono in grado di adattare le policy di sicurezza in base a strumenti di analisi della sicurezza approfonditi ed eseguire rapidamente il ripristino dopo una violazione dei dati.

“La proliferazione delle app ha trasformato profondamente il Web, determinando l’abbandono del traffico basato su browser a favore di quello basato sulle applicazioni. Questo scenario rende l’affidabilità delle applicazioni un elemento cruciale per le aziende che le utilizzano,” ha dichiarato Greg Clark, CEO di Blue Coat Systems. “Con l’introduzione di nuovi prodotti nei Trusted Application e Resolution Center, stiamo estendendo la capacità di sfruttare una rete globale costituita da milioni di utenti presso oltre 15.000 organizzazioni per fornire conoscenza approfondita delle minacce e delle applicazioni.”

Un nuovo servizio di classificazione dinamica supporta il modello basato sulle applicazioni affidabili

Su App Store e Google Play sono attualmente disponibili 1,2 milioni di app che offrono agli utenti la possibilità di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, un’opportunità che sta rivoluzionando la produttività. Queste applicazioni hanno modificato la natura dei contenuti Web. Adesso per classificare tutti i contenuti Web al fine di implementare policy e garantire la conformità, è richiesto un nuovo approccio che preveda la conoscenza e la classificazione delle applicazioni.

Per aiutare le aziende a ottenere il controllo di questo ambiente applicativo e costruire un modello di applicazione affidabile, Blue Coat sta introducendo il nuovo servizio di classificazione delle applicazioni, Application Classification Service, e il controllo delle applicazioni, Application Controller, come parte del Trusted Application Center. Insieme, questi nuovi prodotti offrono alle aziende gli strumenti per:

• Classificare le applicazioni in modo dinamico. Il nuovo Application Classification Service si adatta costantemente all’ambiente applicativo in continua evoluzione, fornendo la classificazione dinamica e i profili completi delle applicazioni.

• Comprendere il comportamento delle applicazioni per ridurre i rischi. Profili completi che offrono caratteristiche dettagliate delle applicazioni consentono alle imprese di determinare il rischio relativo al valore, alle minacce e alla conformità e l’impatto di applicazioni specifiche sulla larghezza di banda, per poi impostare policy adeguate.

• Identificare e controllare il traffico applicativo in tempo reale. Utilizzando la conoscenza approfondita delle applicazioni offerta dall’Application Classification Service, il nuovo Application Controller classifica tutte le applicazioni in rete in tempo reale e implementa policy per prevenire l’accesso alle applicazioni che presentano una minaccia conosciuta o che violano livelli di rischio accettabili.

Strumenti di analisi della sicurezza e l’effetto sulla rete rappresentano una protezione avanzata dalle minacce

Nell’odierno ambiente di minacce sempre più complesso e sofisticato, le aziende sono consapevoli del fatto che prima o poi subiranno una violazione. Questa certezza determina un’espansione dei tradizionali metodi di prevenzione, tra cui tecnologie di ripristino in grado di identificare velocemente violazioni e root cause e di aggiornare i processi di sicurezza per evitare simili danni in futuro.

 

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La tecnologia avanzata accessibile ai dipendenti migliora il business https://www.datamanager.it/news/la-tecnologia-avanzata-accessibile-ai-dipendenti-migliora-il-business-47413.html Wed, 29 May 2013 11:56:10 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/la-tecnologia-avanzata-accessibile-ai-dipendenti-migliora-il-business/ Prevista una crescita di oltre il 35% in termini di utile e fatturato per le aziende a più rapida crescita che mettono a disposizione dei dipendenti le migliori tecnologie al mondo

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Prevista una crescita di oltre il 35% in termini di utile e fatturato per le aziende a più rapida crescita che mettono a disposizione dei dipendenti le migliori tecnologie al mondo

Blue Coat Systems presenta i risultati di un nuovo sondaggio condotto a livello globale dal quale emerge che quando i dipendenti possono scegliere in modo sicuro e rapido le migliori tecnologie offerte dal mercato, le aziende sono in grado di creare, comunicare, collaborare, innovare, eseguire, competere e vincere.

Secondo il sondaggio su oltre 1900 aziende e leader IT in tutto il mondo, redatto da Economist Intelligence Unit e condotto da Vanson Bourne, l’84 percento degli intervistati sostiene che fornire più libertà di scelta tra gli strumenti tecnologici esistenti ai dipendenti migliora l’efficienza aziendale. I responsabili aziendali e IT delle imprese a più rapida crescita al mondo sono anche convinti che consentire ai dipendenti di scegliere le tecnologie utilizzate può aumentare il fatturato e gli utili di oltre il 35 percento.

Dirigenti aziendali e utenti finali stanno gradualmente migrando dalla scelta di tecnologie prettamente controllate dai reparti IT a soluzioni alla portata di tutti, per privilegiare il libero utilizzo di quanto di meglio offerto dal mercato in termini di tecnologia, dispositivi, applicazioni e servizi IT. Garantire le giuste tecnologie e al contempo potenziare il proprio business richiede un nuovo approccio alla sicurezza, che non rappresenta più unicamente ciò che il reparto IT previene, ma anche ciò che essa rende possibile.

“L’approccio alla sicurezza è tradizionalmente basato sulla paura, di ciò che non si conosce, della nuova tecnologia, della perdita di controllo, e questa paura ha portato a una rigidità che ostacola la crescita del business,” ha dichiarato Greg Clark, CEO di Blue Coat Systems. “Per potenziare l’azienda è necessario cambiare il modello di sicurezza dando ai dipendenti la possibilità di utilizzare individualmente e nel miglior modo possibile quelle tecnologie che consentono loro di raggiungere i migliori risultati nell’attività che svolgono.”

Le aziende stanno cercando di sfruttare la potenza offerta dalla tecnologia per fornire nuovi prodotti e servizi, migliorare l’esperienza del cliente e aumentare il vantaggio competitivo, ma i tradizionali metodi di sicurezza sono troppo rigidi e antiquati per stare al passo con l’adozione di strumenti innovativi. Secondo il sondaggio, il 52 percento dei leader aziendali è convinto che le policy IT rallentino la capacità di innovazione mentre il 53 percento ritiene che a risentirne sia il servizio al cliente.

Le aziende a più rapida crescita al mondo sanno come raggiungere maggiore redditività, efficienza e innovazione sfruttando al massimo l’utilizzo della tecnologia. A livello mondiale, il 68 percento di queste aziende ha incrementato la redditività utilizzando le nuove tecnologie rispetto a solo il 39 percento delle aziende a crescita più lenta. Allo stesso modo, il 66 percento delle aziende più produttive al mondo utilizza la tecnologia per supportare i propri dipendenti rispetto a solo il 48 percento delle aziende a crescita più lenta.

“E’ necessario che i CIO siano protagonisti del business e possano allineare l’IT alle iniziative aziendali strategiche,” ha dichiarato Phil Hochmuth, Program Manager per la sicurezza presso IDC. “Quando la collaborazione fra IT e leader aziendali è efficace, l’organizzazione è in grado di innovare e fornire nuovi prodotti e servizi, ridurre i costi attraverso una migliore efficienza e infine favorire la crescita del fatturato.”

I CIO si rendono conto della necessità di adottare i cambiamenti tecnologici necessari per raggiungere gli obiettivi strategici dell’azienda, ma non dispongono delle infrastrutture o dei metodi per garantire ai dipendenti l’utilizzo sicuro di queste nuove tecnologie. A livello globale, il 76 percento dei leader IT considera la sicurezza il più grosso ostacolo alla possibilità per i dipendenti di scegliere liberamente la migliore tecnologia al mondo.

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Blue Coat Leader del mercato globale della sicurezza web a livello del gateway secondo Gartner https://www.datamanager.it/news/blue-coat-leader-del-mercato-globale-della-sicurezza-web-livello-del-gateway-secondo-gartner-46 Wed, 08 May 2013 18:31:19 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/blue-coat-leader-del-mercato-globale-della-sicurezza-web-a-livello-del-gateway-secondo-gartner/ Nel 2012 la crescita dell’azienda è stata superiore a quella del mercato conquistando la leadership a livello globale

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Nel 2012 la crescita dell’azienda è stata superiore a quella del mercato conquistando la leadership a livello globale

Blue Coat Systems annuncia di aver conquistato, nel corso del 2012, la posizione di leader del mercato della sicurezza per l’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) raggiungendo una quota di mercato del 17,7 percento, secondo quanto afferma il rapporto di Gartner Research intitolato “Market Share: All Software Markets, Worldwide, 2012” (Quota di mercato: tutti i mercati del software a livello globale nel 2012). Mentre nel 2012 il mercato della sicurezza è cresciuto del 7,9 percento ed è stato, secondo Gartner, uno dei cinque segmenti a più rapida crescita, Blue Coat ha registrato una crescita del 12,8 percento, superando il mercato di riferimento nell’incremento della relativa quota di mercato di circa l’uno percento.

In Italia, Blue Coat ha affermato la sua leadership raggiungendo il 20,9 percento della quota di mercato. A livello globale, Blue Coat ha registrato il 18 percento di quota di mercato. In Nord America Blue Coat ha toccato il 18,3 percento mentre in America Latina l’azienda ha primeggiato raggiungendo una quota di mercato del 23,7 percento. Nella regione Asia Pacifico, la quota di mercato di Blue Coat ha raggiunto il 18,8 percento.

“Riteniamo che la posizione di leader di mercato conquistata da Blue Coat rifletta l’impegno dell’azienda nel fornire avanzate tecnologie di sicurezza che aiutano i clienti a proteggere costantemente i propri utenti e i dati ovunque si trovino, su qualsiasi rete,” ha dichiarato David Murphy, Chief Operating Officer e Presidente di Blue Coat Systems. “Abbiamo l’opportunità di continuare a incrementare la quota di mercato aiutando le aziende ad adottare in modo sicuro i nuovi trend tecnologici come la mobilità e gli app store, fornendo al contempo una user experience di elevata qualità.”

La crescente adozione di dispositivi mobili e la proliferazione delle applicazioni mobili e per il mercato consumer sulla rete aziendale, stanno rendendo più labili i confini dell’azienda tradizionale, costringendo le imprese a rivedere le metodologie adottate per proteggere i propri dipendenti e consentire loro di lavorare senza problemi. Grazie alla soluzione di sicurezza unificata di Blue Coat, le aziende possono estendere il loro perimetro a qualsiasi utente per qualunque dispositivo su qualsiasi rete, erogando una protezione dalle minacce globale e policy attraverso le appliance Blue Coat ProxySG, le appliance virtuali di sicurezza Web a livello del gateway e il servizio Blue Coat Cloud Service. La soluzione di sicurezza unificata è l’unica soluzione del settore che sfrutta la stessa infrastruttura di protezione dalle minacce e controllo delle policy sia per le appliance hardware e virtuali che per i servizi in ambiente cloud, offrendo alle imprese una flessibilità e un raggio d’azione straordinari nell’implementazione della sicurezza.

La soluzione di sicurezza unificata è supportata dal sistema di difesa collaborativo Blue Coat WebPulse comprendente 75 milioni di utenti. WebPulse offre una protezione molto adattabile e un’analisi profonda e completa dei contenuti Web. WebPulse è inoltre caratterizzato da un sistema di difesa Negative Day che effettua il monitoraggio e l’analisi delle infrastrutture malnet (rete malware) per bloccare gli attacchi alla fonte prima che vengano sferrati.

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Phishing, pornografia, scam e spam tra i principali vettori di malware mobile https://www.datamanager.it/news/phishing-pornografia-scam-e-spam-tra-i-principali-vettori-di-malware-mobile-45312.html Tue, 19 Mar 2013 15:19:47 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/phishing-pornografia-scam-e-spam-tra-i-principali-vettori-di-malware-mobile/ Gli attacchi alle reti aziendali, da cellulari e smartphone Android, aumentati del 600% nel terzo trimestre 2012

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Gli attacchi alle reti aziendali, da cellulari e smartphone Android, aumentati del 600% nel terzo trimestre 2012

Blue Coat Systems analizza lo scenario delle minacce mobili e i comportamenti degli utenti di tali dispositivi grazie ai dati ottenuti dai Security Labs di Blue Coat e dal sistema di difesa collaborativa WebPulse, che analizza le richieste di 75 milioni di utenti in tutto il mondo in tempo reale, per ottenere una panoramica esaustiva degli ecosistemi del Web e del malware.

In termini di malware per mobile che infrangono realmente il modello di sicurezza del telefonino siamo ancora agli esordi, considerando che i casi di attacchi sono isolati, eccetto quelli indirizzati alla piattaforma Android. Infatti, il mercato non regolamentato delle applicazioni e la varietà di dispositivi basati su questo sistema operativo garantiscono al cyber criminale un maggior margine di successo. Dal 2009, i Security Labs di Blue Coat hanno registrato un incremento costante di malware Android. Soltanto nel trimestre luglio-settembre 2012, infatti, si è registrato un incremento del 600% di malware su questi dispositivi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tuttavia, si prevede che nel 2013, i target di riferimento per le minacce aumenteranno, poiché l’adozione di dispositivi mobili è in forte crescita e le aziende sono sempre più tenute a fornire l’accesso alle proprie risorse anche da smartphone e tablet. Secondo lo studio Global Mobility Study di IDG, il 70% dei dipendenti intervistati esegue l’accesso alla rete aziendale da dispositivi mobili personali, includendo anche le applicazioni business-critical. Ad esempio, l’80% dei dipendenti accede alla posta elettronica dal proprio smartphone. Dal report emerge che un utente trascorre in media 72 minuti al giorno per navigare sul Web dal proprio dispositivo. Questo fattore non include il tempo speso ad utilizzare le applicazioni native e rappresenta l’intervallo temporale in cui gli utenti sono più vulnerabili alle minacce. Durante questi intervalli di tempo la percentuale di richieste di contenuti a scopo ricreativo è due volte maggiore a quella degli utenti desktop.

 

Dai dati rilevati nel report emerge che tecniche criminali ben consolidate nel mondo desktop, come ad esempio pornografia, spam e phishing, si rivolgono adesso al contesto mobile, ottenendo risultati.

Phishing, scam e spam sono rivolti agli utenti di tutti i dispositivi e sono finalizzati a convincere le persone a fornire le proprie credenziali o altre informazioni riservate, quali, ad esempio, i dati della carta di credito. Molto spesso la buona riuscita di un attacco di questo genere è data soprattutto dalla cattiva istruzione e attenzione degli utenti. Può capitare, ad esempio, che l’utente riceva via e-mail un messaggio, formattato alla perfezione e grammaticalmente corretto, in cui viene informato che nel corso dell’ultima transazione effettuata, PayPal ha rilevato un’attività sospetta. Nel messaggio viene inoltre aggiunto che PayPal bloccherà temporaneamente l’account, fino a quando il cliente non lo avrà verificato accedendo ad un link. Una volta selezionato quest’ultimo, si viene reindirizzati ad una pagina Web che replica esattamente la pagina delle credenziali PayPal. La sola eccezione è data dal fatto che l’URL del link non consente di accedere al servizio.

Si potrebbe, quindi, prevenire questo tipo di attacchi prestando attenzione all’indirizzo URL. Tuttavia, viene spesso insegnato che i siti web sui dispositivi mobili vengono visualizzati in modo diverso rispetto alle versioni desktop, e sono caratterizzati molto spesso da link troncati o abbreviati. Ciò consente ai cyber criminali di fare leva su questa differenza visiva e creare un sito mobile falso con un URL anomalo per un’azienda nota. Un’altra differenza rilevante fra i due ambienti consiste nel fatto che le versioni per mobile dei siti Web sono spesso create ed ospitate da terze parti. Le applicazioni mobili stesse rappresentano un ambiente in cui risulta difficile prendere decisioni sicure e consapevoli. Infatti, molte di queste vengono introdotte da aziende sconosciute, ed emergono costantemente nuovi nomi che non hanno alcuna reputazione in termini di qualità e sicurezza. Di conseguenza, vi sono diverse applicazioni che inviano dati personali non crittografati attraverso reti aperte. Il comportamento degli utenti può, quindi, offrire ai cyber criminali numerose occasioni per attirarli ai malware, sfruttando le categorie di contenuti più diffuse. Se non si comprendono gli scenari in cui gli utenti sono più a rischio, può risultare arduo proteggere i soggetti più vulnerabili. Sebbene molti vettori delle minacce siano connessi direttamente alle categorie maggiormente richieste, vi sono alcune interessanti eccezioni.

Nel 2012, l’ambito più pericoloso per gli utenti mobili era rappresentato dalla pornografia. Oltre il 20% del tempo trascorso da un utente in un sito dannoso avveniva su siti pornografici, molto spesso soggetti a malware. È importante però notare che le richieste di accesso a contenuti pornografici da smartphone non superano l’1%. Tuttavia, quando li visitano, il rischio di trovare una minaccia è più elevato di qualsiasi altro tipo di contenuto.

La pubblicità sul web rappresenta la quarta categoria di contenuti più richiesta nonché il quarto vettore di minaccia per gli utenti mobili, a dimostrazione che sia il modello di profitto basato sugli annunci, sia la metodologia degli attacchi di malvertising si sono indirizzati silenziosamente verso il web mobile. Il volume di pubblicità sul Web distribuite attraverso le applicazioni mobili, fornisce un punto di accesso efficace per i cyber criminali, i quali vi inseriscono pubblicità che conducono a download dannosi. Un esempio recente è dato dalla pubblicità di un download fasullo di Angry Birds, attraverso il quale veniva distribuito un trojan SMS che inviava messaggi di testo all’host malware, il quale accreditava il costo agli utenti a loro insaputa.

Prima del 2012, gli attacchi indirizzati esclusivamente al contesto mobile avviati dalle reti malnet (infrastrutture che distribuiscono il malware) erano composti principalmente da applicazioni java dannose. La crescita delle richieste di reti malnet da parte dei dispositivi mobili nel 2012 è dovuta solo ad otto infrastrutture. Nel 2013, queste infrastrutture continueranno ad impiegare le strategie esistenti e a sviluppare tattiche più efficiente per ottenere maggiori risultati. A settembre dello scorso anno, i Security Labs di Blue Coat hanno esaminato un attacco ad Android lanciato da una malnet nota, in cui gli utenti venivano invitati a scaricare una versione di Skype. Ai tempi dell’attacco, il download nocivo veniva riconosciuto da soli 10 dei 41 motori antivirus presenti in Virustotal. Nonostante il fenomeno di malware per mobile sia ancora agli esordi, è evidente che continuerà ad aumentare e diverrà un problema reale tanto per gli utenti che per le aziende che permettono agli utenti di accedere alla rete aziendale tramite i propri dispositivi.

L’applicazione di una soluzione di sicurezza web che includa i dispositivi mobili rappresenta un primo passo in avanti per salvaguardare i dipendenti. Riducendo il rischio di sicurezza dei dispositivi mobili e consentendo l’accesso alle risorse aziendali mediante i controlli delle policy, le aziende possono proteggersi in modo pro-attivo da questo scenario di minacce per mobile in continuo sviluppo, capitalizzando al tempo stesso sull’innovazione e sulla produttività della forza lavoro mobile.

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Smartphone e tablet: consumo preoccupante di banda https://www.datamanager.it/news/smartphone-e-tablet-consumo-preoccupante-di-banda-43777.html Fri, 25 Jan 2013 13:47:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/smartphone-e-tablet-consumo-preoccupante-di-banda/ Blue Coat riflette sull’impatto che il crescente fenomeno BYOD (Bring Your Own Device) ha sulla banda aziendale

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Blue Coat riflette sull’impatto che il crescente fenomeno BYOD (Bring Your Own Device) ha sulla banda aziendale

Nell’ambito di un recente studio, Blue Coat Systems ha monitorato la larghezza di banda impiegata da un dipendente che utilizzava due dispositivi iOS (iPhone e iPad). È stato rilevato che, entro un arco di appena due settimane, l’impatto sulla rete aziendale era pari a oltre 53 GB.

Dal 2009 l’adozione dei dispositivi BYOD (Bring Your Own Device) è aumentata di 15 volte, con 1,02 miliardi di dispositivi previsti entro la fine dell’anno. Secondo il recente studio “Global Mobility Study”, condotto da IDG Research Services, il 71% dei dipendenti dichiara di accedere alla rete aziendale utilizzando il proprio smartphone personale. In un mese, il peso di questi dispositivi sulla larghezza di banda aziendale può variare da 4 a oltre 200 GB.

Le cause del fenomeno

Dal 2009 ad oggi sono stati venduti oltre un miliardo di smartphone e tablet Apple iOS e Google Android. Questi dispositivi consumano una notevole quantità di banda, gravando sulle altre altre applicazioni presenti sulla rete.

I dati del traffico relativi alle reti mobili e alle connessioni domestiche a banda larga, nonché gli aggiornamenti di software e applicazioni che richiedono una connessione Wi-Fi, indicano che tale attività grava in modo sproporzionato sulla rete delle aziende. Al tempo stesso, le imprese non dispongono di strumenti in grado di visualizzare o monitorare l’attività di questi dispositivi sulla propria rete.

Fra le attività degli smartphone che comportano il consumo dell’ampiezza di banda sono incluse:

• Aggiornamenti del sistema operativo: gli utenti richiedono che i dispositivi vengano connessi a un computer o a una rete Wi-Fi, affinché sia possibile eseguire il download di sistemi operativi che raggiungono migliaia di megabyte. Di conseguenza, un singolo device mobile può sovraccaricare senza difficoltà la banda aziendale con un solo clic, a discapito delle reti e delle applicazioni business.

• Download di applicazioni: Un utente scarica in media più di 40 applicazioni, accedendo ad iTunes di Apple e Google Play, dove sono facilmente accessibili circa 1,2 milioni di app. Le loro dimensioni possono variare da una quantità minima a migliaia di megabyte. Inoltre, i loro aggiornamenti sono file di immagine, pertanto l’impatto sull’ampiezza di banda equivale più o meno al primo download dell’applicazione stessa con ogni nuovo aggiornamento.

• Caricamento di foto e video: le fotocamere integrate negli smartphone sono capaci di acquisire immagini, la maggior parte delle quali ad alta risoluzione. Chiunque può scattare foto (da 1 a 3 MB) o girare video (25 – 230 MB al minuto) e caricarli rapidamente su piattaforme come iCloud o Flickr per condividerli con i propri colleghi, amici o familiari. Allo stesso modo tali foto e video possono essere scaricati senza difficoltà dai colleghi, raddoppiandone l’impatto sulla rete.

• Download di video e risorse multimediali: grazie a contenuti video resi immediatamente disponibili per il download attraverso iTunes, Amazon e siti simili, gli utenti possono consumare la banda aziendale come mai era successo prima. I video in HD impiegano mediamente 3 GB o più e una stagione completa di una serie TV richiede dimensioni persino maggiori. Inoltre, i dispositivi mobili forniscono agli utenti l’accesso diretto alle raccolte, sempre più diffuse, di contenuti video su Internet. Mediamente, un video su YouTube richiede 500 Kbps per essere scaricato, pertanto, un singolo utente in un ufficio remoto con una connessione T1 consumerà il 33% della larghezza di banda per tutta la durata del video.

• Backup nella risorsa di archiviazione del cloud: iCloud offre agli utenti 5 GB di spazio di archiviazione gratuita nel cloud per la sincronizzazione di contenuti come foto, e-mail, musica, video e applicazioni con tutti i dispositivi connessi. I backup incrementali vengono eseguiti quotidianamente e variano da pochi kilobyte fino a raggiungere i 20 megabyte, a seconda della quantità di nuovi dati da sincronizzare. Ad esempio, i calendari e i segnalibri Web sono di piccole dimensioni, mentre le e-mail, le foto e i video richiedono una disponibilità di banda molto maggiore.

iPhone

Aggiornamento di 44 applicazioni  1,2 GB

Aggiornamento iOS  6 912,8 MB

Sincronizzazione iCloud  1,8 GB

iPad

Aggiornamento di 19 applicazioni  259,4 MB

Aggiornamento iOS  6 790,9 MB

Download risorse multimediali: numeri di Six Magazine  1,4 GB

Download video: Quarta stagione di Sons of Anarchy in HD  27,44 GB

Download video: Prometheus in HD  3,8 GB

Sincronizzazione iCloud  2 GB

Totale  53,2 GB

Soluzioni per le aziende

Esattamente come i laptop aziendali, i dispositivi mobili possono essere utilizzati sul posto di lavoro per attività ricreative. Tuttavia, poiché questi non sono registrati né rilasciati dall’azienda, molti dipartimenti IT non hanno chiaro il numero di device connessi alla rete, quali applicazioni utilizzino o quanta ampiezza di banda consumino. E, ancora più importante, non dispongono di mezzi per controllarne l’impatto. In assenza di strumenti di gestione del traffico efficaci, le divisioni IT sono impotenti di fronte all’avvento del fenomeno BYOD.

Per contenere l’impatto che tale tendenza ha sulla rete, è necessario che le aziende dispongano di:

• Visibilità: il monitoraggio in tempo reale di tutte le applicazioni e dei contenuti Web sulla rete aziendale offre la visibilità del traffico generato dal BYOD su milioni di siti di contenuti multimediali e migliaia di applicazioni.

• Controllo: le policy QoS permettono agli amministratori di rete di limitare il downstream BYOD e il traffico di upstream in porzioni gestibili della capacità di rete, abilitando i burst laddove le applicazioni aziendali con priorità maggiore non richiedano l’ampiezza di banda.

• Ottimizzazione/Accelerazione: l’ottimizzazione dei protocolli, combinata all’object caching del sistema operativo o ai download delle applicazioni o dei contenuti multimediali on-demand, permette di ridurre l’impatto dei BYOD mediante l’abilitazione di iniziative video aziendali, quali corsi di formazione, comunicazioni e accesso ai documenti.

Blue Coat ha introdotto di recente un nuovo plug-in per l’appliance PacketShaper, che offre alle aziende la visibilità e il controllo del traffico iCloud sulla rete, in grado di consumare in modo eccessivo la larghezza di banda e influire negativamente sulle prestazioni delle applicazioni critiche. Questo plug-in si integra con uno già esistente, che consente alle aziende di visualizzare e controllare il traffico degli aggiornamenti software Apple, inclusi gli aggiornamenti iTunes, del browser Safari e di iOS. Grazie a queste soluzioni le aziende possono ridurre il peso che le iniziative BYOD creano sulla banda aziendale.

Quest’ultimo plug-in è frutto del costante impegno di Blue Coat per aiutare le società a gestire il crescente utilizzo dei dispositivi personali entro il contesto aziendale.

“Blue Coat è ben consapevole che non sia possibile implementare un’unica strategia valida per tutti i dispositivi BYOD. È per questa ragione che continuiamo a fornire soluzioni flessibili e personabilizzabili a seconda delle esigenze e privacy aziendali”, così afferma Alberto Dossena, Territory Sales Manager per Italia, Grecia, Malta e Cipro di Blue Coat Systems. “Grazie all’ultimo plug-in PacketShaper per iCloud, i clienti di Blue Coat possono gestire i dispositivi e le applicazioni personali con lo stesso livello di attenzione applicato alle risorse fornite dall’azienda per assicurare la massima priorità alle attività business critical”.

 

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Nuovi aggiornamenti per Blue Coat PacketShaper https://www.datamanager.it/news/nuovi-aggiornamenti-blue-coat-packetshaper-43468.html Sun, 13 Jan 2013 10:00:05 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/nuovi-aggiornamenti-per-blue-coat-packetshaper/ I nuovi aggiornamenti delle appliance Blue Coat Packetshaper garantiscono visibilità e controllo su tutte le applicazioni connesse alla rete aziendale

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I nuovi aggiornamenti delle appliance Blue Coat Packetshaper garantiscono visibilità e controllo su tutte le applicazioni connesse alla rete aziendale

Blue Coat Systems presenta nuovi aggiornamenti per le appliance Blue Coat PacketShaper, che consentono l’accesso sulla rete aziendale alle applicazioni Web, in the cloud e ricreative ad uso misto, fornendo al contempo una user experience di alto livello mantenendo inalterata la produttività dei dipendenti. I più recenti progressi delle appliance PacketShaper offrono visibilità delle applicazioni e dell’attività Web, oltre a policy a livello di utente e di gruppo che consentono alle aziende di ottenere il controllo delle infrastrutture IT ombra, generate dall’introduzione di applicazioni non riconosciute nella rete aziendale.

I dipendenti si affidano sempre più ad applicazioni Web e cloud per incrementare la propria produttività. Le aziende non sono, tuttavia, in grado di controllare queste applicazioni che, di conseguenza, possono consumare una quantità di larghezza di banda aziendale sproporzionata, incidendo sulle prestazioni di altre applicazioni fondamentali per l’attività aziendale.

Gli upgrade di PacketShaper comprendono:

• Visibilità granulare dell’attività e delle applicazioni. Le appliance PacketShaper classificano ora le applicazioni Web, le applicazioni mobili native e mobili via browser e le loro attività, offrendo alle aziende una visione dettagliata e completa del traffico che attraversa la rete aziendale.

• Controllo a livello di utente e di gruppo. Le appliance PacketShaper offrono ora alle aziende la possibilità di impostare policy granulari a livello di utente e di gruppo, che garantiscono un’esperienza di alto livello agli utenti che si affidano ad applicazioni Web e in ambiente cloud per svolgere il proprio lavoro.

• Vista aggregata dell’attività a livello di utente. Gli upgrade offrono, inoltre, una vista aggregata dell’attività di un singolo utente per tutti i dispositivi che utilizza in rete grazie alla quale le aziende ottengono le informazioni complete necessarie per l’impostazione di policy di qualità del servizio adeguate.

“In qualità di integratore di sistemi audio e IT per super yacht, l’obiettivo di Van Berge Henegouwen è quello di fornire al proprietario un’esperienza utente on-line in grado di competere con quella di casa”, ha dichiarato Andre Klepper, manager IT di Van Berge Henegouwen. “PacketShaper consente di assegnare priorità al traffico a bordo di qualsiasi imbarcazione e assegnare la larghezza di banda adeguata alle applicazioni vitali e alle app di comunicazione, offrendo al contempo un utilizzo ottimale di Internet ai proprietari. Capire qual è la larghezza di banda necessaria ai vari membri dell’equipaggio consente all’ingegnere di bordo di trovare con maggiore facilità un equilibrio fra tutte le esigenze.”

Grazie ai nuovi potenziamenti di PacketShaper, le aziende possono adottare nuove applicazioni Web e in the cloud necessarie ai dipendenti per svolgere con efficienza il proprio lavoro senza per questo rinunciare al controllo della rete. Per ottenere questo risultato, le appliance PacketShaper offrono alle aziende:

• Migliore comprensione del consumo di larghezza di banda da parte di utenti, applicazioni e attività.

• Assegnazione di priorità e di larghezza di banda alle applicazioni di importanza nevralgica in base a gruppi o utenti, offrendo ai dipendenti un’esperienza utente migliore.

• Identificazione e blocco delle applicazioni non autorizzate.

I controlli granulari delle applicazioni e dell’operatività, combinati con la capacità di impostare policy di qualità del servizio a livello utente, consentono alle aziende di garantire la larghezza di banda alle applicazioni e alle attività Web e in ambiente cloud volute dall’IT, così che la migliore user experience incoraggerà l’adozione delle applicazioni preferite. Un’azienda potrebbe, ad esempio, assegnare la priorità al caricamento e allo scaricamento di file da Box.com limitando al contempo quelle attività verso altri siti di storage on-line che l’azienda non ha ancora standardizzato.

Queste novità forniscono, inoltre, alle aziende un potente strumento per gestire le applicazioni Web complesse a uso misto come Facebook o YouTube. Con policy a livello di utente, le aziende sono in grado di garantire ai dipendenti del gruppo marketing la larghezza di banda necessaria per caricare video. Grazie a questo controllo granulare le aziende possono aprire le proprie reti ad applicazioni a uso misto senza compromettere le prestazioni di altre applicazioni vitali per l’attività aziendale.

“Quando si utilizzano applicazioni BYOD, di social networking e applicazioni Web complesse, sia per il proprio lavoro che per altri motivi non strettamente legati all’attività aziendale, l’impatto sull’utilizzo della larghezza di banda e sulle prestazioni delle applicazioni è significativo; tuttavia, le aziende non hanno normalmente visibilità e controllo sulle infrastrutture IT ombra che vengono così introdotte nella rete”, ha dichiarato Mark Urban, responsabile senior del marketing di prodotto di Blue Coat Systems. “PacketShaper sta cambiando questa dinamica in quanto porta alla luce queste infrastrutture ombra e fornisce alle aziende la possibilità di adottare queste tecnologie e fornire strumenti migliori ai propri dipendenti”.

Le appliance PacketShaper classificano tutte le applicazioni in rete e sono integrate nel servizio WebPulse di Blue Coat che fornisce in tempo reale classificazioni di decine di milioni di siti Web e applicazioni. Nuove applicazioni Web, mobili native e mobili via browser e le attività classificate in WebPulse, saranno disponibili per tutte le appliance PacketShaper senza necessità di aggiornamenti del software o plugin. La possibilità di conoscere in modo tempestivo i contenuti e le applicazioni Web che attraversano la rete aziendale consentirà alle aziende di adottare nuove applicazioni senza sacrificare controllo o prestazioni di altre applicazioni business-critical.

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Sicurezza informatica 2013: le previsioni di Blue Coat https://www.datamanager.it/news/sicurezza-informatica-2013-le-previsioni-di-blue-coat-43096.html Thu, 27 Dec 2012 16:00:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/sicurezza-informatica-2013-le-previsioni-di-blue-coat/ Blue Coat Systems analizza i rischi informatici a cui dovranno far fronte le divisioni IT mostrando quali saranno i punti salienti da cui proteggersi e come cambieranno, di conseguenza, le soluzioni per farlo

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Blue Coat Systems analizza i rischi informatici a cui dovranno far fronte le divisioni IT mostrando quali saranno i punti salienti da cui proteggersi e come cambieranno, di conseguenza, le soluzioni per farlo

Gli attacchi informatici su larga scala diventeranno il trampolino di lancio per quelli mirati

Se la vostra azienda possiede dati sensibili, state certi che nel 2013 qualcuno cercherà di appropriarsene sfruttando attacchi di massa come copertura per attacchi mirati.

Oggi giorno, decine o centinaia di endpoint aziendali potrebbero infettarsi a causa di malware distribuito su larga scala. Pur trattandosi di una minaccia per la propria sicurezza, le aziende tendono a sottovalutare questo tipo di attacchi, proprio perché non destinati alla propria specifica organizzazione. Nel 2013, tuttavia, questo atteggiamento costituirà una via d’accesso per attacchi finalizzati a rubare specifiche informazioni di target prescelti.

Accade sempre più spesso che malintenzionati paghino grosse somme di denaro ai cyber criminali che gestiscono le bot, in modo da poter utilizzare il sistema di computer infetti. Questo consente ai cybercriminali che hanno preso di mira una determinata azienda di dare in affitto o acquistare macchine completamente infette che fanno parte di un intervallo di indirizzi IP target. A mano a mano che le dimensioni dell’azienda aumentano, la certezza che un cybercriminale possa trovare un sistema infetto da cooptare aumenta a livello esponenziale. Di conseguenza, quella che era un’infezione causata da un attacco per il massa market, può subdolamente trasformarsi in un attacco mirato.

Per rendere più facile questa trasformazione basterà aggiungere ai normali Trojan, strumenti di raccolta di informazioni che esplorino attivamente un hard disk anziché attendere che l’utente si colleghi a un sito finanziario.

Mobile: dagli attacchi sotto forma di app, a vere proprie botnet mobili

Sono sempre più numerose le aziende che permettono ai propri dipendenti di accedere alla rete aziendale da dispositivi mobili e si prevede che nel 2013 proprio questi dispositivi mobili diventeranno un obiettivo di grande valore per i criminali informatici. Oggigiorno, gli attacchi di penetrazione degli smartphone sono caratterizzati dal cosiddetto “mischiefware”, che consiste, ad esempio, nell’invio di SMS o negli acquisti in-app effettuati dall’interno di applicazioni non autorizzate, operando entro i parametri di una app senza infrangere il modello di sicurezza del telefonino. Si prevede che nel 2013 il malware non si presenterà come un’app dello smartphone, ma sfrutterà invece il sistema di sicurezza del dispositivo stesso per identificare le informazioni preziose e inviarle ad un server. Di pari passo con questa nuova minaccia di malware mobile si prevede la comparsa della prima rete botnet mobile in grado di inviare messaggi SMS per gestire e controllare i server.

Malnet: nuovi perfezionamenti per garantire attacchi più sofisticati e credibili

Nel 2013 è probabile che la maggior parte del malware sarà distribuito da grandi reti malnet che gestiscono il “malware come un modello di business”. Queste infrastrutture sono molto efficaci sia a lanciare gli attacchi che nell’infettare gli utenti. Il risultato? Un florido business per gli operatori di reti malnet. Il loro costante successo nell’infettare i computer dimostra che non hanno bisogno di uno strumento di sfondamento rivoluzionario per continuare a fare soldi, ma solo di costanti aggiustamenti evolutivi.

Si ritiene che nel 2013 essi punteranno ad affinare i loro modelli e ad investire in attività che gli permettano di sviluppare attacchi più sofisticati e credibili. Assumendo traduttori e redattori, gli operatori di malnet saranno, ad esempio, in grado di creare email di phishing migliori che imitino la vera pagina di un istituto finanziario. Potranno, inoltre, investire nella realizzazione di facciate più plausibili di siti Web e in kit di exploit più completi in modo da rendere i loro attacchi più credibili, aumentando le probabilità di successo.

Il modello dei big data si confronta con l’intelligenza delle minacce

Il settore della sicurezza adatterà il modello dei big data per comprendere meglio le vulnerabilità potenziali a livello di rete e di utente. Tutte le soluzioni di sicurezza e di networking generano dei log, ovvero volumi significativi di informazioni sui comportamenti degli utenti, il traffico che attraversa la rete e altro ancora. Scavando in questi dati per trovare schemi comprensibili di comportamenti rischiosi, minacce e anomalie della rete, oltre a correlazioni fra comportamenti e rischi, consentirà di realizzare nuovi sistemi di difesa in grado di aiutare gli utenti ad effettuare scelte predefinite più sicure.

La condivisione diventa più riservata

L’ampia disponibilità di informazioni ha esposto gli utenti a subire attacchi molto mirati alla sfera personale che fanno riferimento a membri della famiglia, animali domestici e ad altre informazioni personali nel tentativo di ottenere l’accesso a dati confidenziali. Questa disponibilità così a portata di mano consente, inoltre, ai cybercriminali di raggiungere gli utenti identificando in modo molto semplice i siti che visitano e a lanciare trappole esplosive. Nel 2013 questo maggior rischio indurrà gli utenti che hanno operato con un modello di condivisione totale, a limitare la quantità e la qualità delle informazioni condivise e ridurre il numero di persone con cui condividerle.

Come proteggere l’azienda nel 2013

Lo scenario delle minacce continuerà ad evolversi dato che i cybercriminali adatteranno i loro attacchi e li rifocalizzeranno. In particolare, con la progressiva convergenza di minacce per il mass market e minacce mirate, sarà importante per le aziende avere una visione completa della loro sicurezza. Gli attacchi su larga scala e quelli a specifiche aziende non verranno più percepiti come minacce separate, ma trattati come un unico problema.

Per proteggere dati e utenti, le aziende dovrebbero focalizzare i propri sistemi di difesa su visibilità di tutto il traffico compreso quello Web, non Web e persino SSL. Ogni soluzione di difesa registra il traffico. Riesaminare questi log su base costante per identificare le anomalie è fondamentale per fermare gli attacchi. Le aziende hanno inoltre necessità di capire chi dovrebbe utilizzare i dati e quali dovrebbero essere le modalità di accesso.

Per rispondere al mutevole scenario di minacce, le aziende dovranno adeguare l’approccio alla sicurezza per avere la certezza di non diventare vittime predestinate nel corso del 2013.

 

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