business – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 07 Nov 2018 14:44:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png business – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il Mate 20 Pro avrà un super display https://www.datamanager.it/2018/09/il-mate-20-pro-avra-un-super-display/ Fri, 07 Sep 2018 18:30:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152965 Lo schermo del prossimo flagship con una risoluzione QHD+, un passo avanti dell’attuale FHD+. Presentazione il 16 ottobre Nonostante le continue innovazioni in termini di tecnologia dei display mobili, sono anni che i principali produttori, sui loro top di gamma, utilizzano un pannello che, al massimo, arriva alla risoluzione FHD+. Eppure, nel corso di questo […]

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Lo schermo del prossimo flagship con una risoluzione QHD+, un passo avanti dell’attuale FHD+. Presentazione il 16 ottobre

Nonostante le continue innovazioni in termini di tecnologia dei display mobili, sono anni che i principali produttori, sui loro top di gamma, utilizzano un pannello che, al massimo, arriva alla risoluzione FHD+. Eppure, nel corso di questo 2018 le cose sono cambiate. Per prima Sony, sul recente Xperia XZ3, ha realizzato uno schermo QHD+, che raggiunge il limite di 3120 x 1440p. Via libera dunque dal gigante giapponese, immediatamente seguito da Huawei, il cui Mate 20 Pro dovrebbe adottare una simile qualità del display.

Nulla di ufficiale, si intenda, ma un’informazione che si evince dal codice del firmware montato sul dispositivo, ottenuto e diffuso in parte da una fonte online. Otre a ciò, nessuna altra indiscrezione circa il device. Quello che è certo è che il Mate 20 Pro sarà presentato il 16 ottobre in una location europea, probabilmente Londra.

Più qualità al display

Le informazioni citate non sono improbabili, visto che darebbero vita a un aspect ratio da 18,7:9, lo stesso della serie P20. La risoluzione dovrebbe tradursi in una densità di pixel di 498 ppi prendendo come vere le voci sulle dimensioni del display da 6,9 pollici. A proposito, il Mate 20 Pro dovrebbe seguire le orme delle più recenti ammiraglie di Samsung, beneficiando di un grande pannello AMOLED dai bordi curvi su entrambi i lati. Simile, anche se è da verificare, la tipologia di costruzione del Mate 20 classico, destinato a montare un pannello più piccolo, da 6,3 pollici e qualità massima FHD+ da 2244 x 1080p, che equivale a quella di P20 e P20 Pro.

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Galaxy Note9: abbiamo il prezzo https://www.datamanager.it/2018/07/galaxy-note9-abbiamo-il-prezzo/ Wed, 18 Jul 2018 18:00:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151573 Il cartellino del prossimo phablet non si distanzierà molto da quello della generazione 2017, così come il design Se il prezzo degli smartphone seguisse la legge di Moore, oggi avremmo dispositivi da 2 o 3 mila euro. Nonostante un certo rialzo del cartellino di questi gingilli hi-tech, è ancora possibile comprare telefonini di qualità senza […]

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Il cartellino del prossimo phablet non si distanzierà molto da quello della generazione 2017, così come il design

Se il prezzo degli smartphone seguisse la legge di Moore, oggi avremmo dispositivi da 2 o 3 mila euro. Nonostante un certo rialzo del cartellino di questi gingilli hi-tech, è ancora possibile comprare telefonini di qualità senza svuotare il portafoglio. Certo, ci sono i Galaxy i P20 e gli iPhone X che vanno oltre importanti soglie psicologiche ma è il gioco forza di una ristretta oligarchia.

Eppure, proprio Samsung potrebbe avere in serbo una buona notizia per gli appassionati. Pare infatti che il prossimo Note9 non si distanzierà poi troppo dal listino del modello attuale, scontrandosi con quanto vociferato sinora in merito al valore di mercato. In particolar modo, la linea sarebbe la stessa seguita dal Note8, e cioè una base di partenza di 999 euro, al netto di tutte le possibili offerte e promozioni messe in atto da rivenditori e partner.

Cosa sappiamo

Secondo il sito polacco Spidersweb, che avrebbe parlato con un partner locale di Samsung, il Note9 verrà lanciato sul mercato il 24 agosto per un cambio dalla valuta locale in 999 euro, esattamente il prezzo del modello presentato lo scorso agosto. Probabile che le cose vadano esattamente così, anche per l’assenza a bordo del terminale di molte delle tecnologie che dovrebbero trovar posto sul futuro Galaxy S10. Tra queste il lettore di impronte sotto il display e la fotocamera frontale in grado di ricostruire e riconoscere il volto in 3D, in maniera simile al Face ID dell’iPhone X.

A completare i recenti leak, c’è un poster pubblicitario pubblicato dall’account Twitter Ice Universe, che mostra lo smartphone la fatidica S Pen gialla, dotata (pare) di chip Bluetooth. Cosa strana è che il retro del dispositivo presenta ancora una dual cam orizzontale e non verticale come l’S9 Plus, indice della volontà di Samsung di differenziare maggiormente le due linee, pur senza intaccare le funzionalità del prodotto.

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Per un Manifesto dell’IT Minima https://www.datamanager.it/2018/07/per-un-manifesto-it-minima/ Thu, 12 Jul 2018 15:12:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151305 Un Manifesto dell’IT Minima. Che cosa significa? L’era dei database relazionali è finita. Il cloud non è più una scelta ma una necessità. E lo sarà sempre di più in futuro. Tutta l’IT sta registrando un’accelerazione in questa direzione. Le architetture locali monolitiche ma solide si stanno evolvendo in microservizi decentralizzati. Accelerazione che rischia però […]

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Un Manifesto dell’IT Minima. Che cosa significa? L’era dei database relazionali è finita. Il cloud non è più una scelta ma una necessità. E lo sarà sempre di più in futuro. Tutta l’IT sta registrando un’accelerazione in questa direzione. Le architetture locali monolitiche ma solide si stanno evolvendo in microservizi decentralizzati. Accelerazione che rischia però di nascondere uno scivolamento, che per qualcuno porta a un degrado, per altri a una progressiva perdita di controllo.

Una preoccupazione che molti CIO condividono e che è emersa a lato della terza edizione del WeChangeIT Forum di Data Manager dedicata all’intelligenza artificiale e di cui vi daremo un dettagliato resoconto con il numero doppio sull’uscita di settembre. Dal buzz al business, c’è sempre uno scarto, un resto che non si può ignorare e su cui c’è molto da discutere. E il richiamo ai fondamentali dell’IT per quanto noioso è doveroso. Sto parlando di backup, disaster & recovery, consistenza dell’infrastruttura, sistemi mirrorati, delivery delle risorse, integrazione, messa a punto e ottimizzazione. In pratica, di tutto quello che ha fatto perdere il sonno alle ultime generazioni di CIO. Un brillante e giovane CIO di un importante realtà industriale che produce sistemi di raffreddamento per il settore delle quattro ruote mi confessava la sua preoccupazione per il ruolo che alcuni vendor stanno assumendo sul mercato: un ruolo che – secondo il CIO – starebbe sistematicamente minando dalle fondamenta tutta l’IT, contribuendo a dissipare il patrimonio di competenze accumulate dall’azienda nel corso degli anni. Certamente, le imprese non sono tutte uguali e neppure i CIO.

In generale, la tendenza è quella di andare verso servizi gestiti da terzi, in molti casi senza capire cosa c’è dietro, per poi un giorno scoprire che un fermo o un disservizio, può mandare al tappeto l’azienda, perché tutte le leve di controllo si trovano altrove. Ma finché si tratta di prendere in modalità as a service – per esempio – le licenze di un CAD e il mio File System resta in casa, non c’è bisogno di preoccuparsi. Ma se si mettono in modalità servizio, soluzioni business critical senza avere la possibilità di verificare la consistenza della loro infrastruttura o effettuare prove di Disaster & Recovery – che cosa succede e a quale rischio posso esporre l’organizzazione? Ecco che il CIO è costretto a diventare esperto di contratti più che di tecnologia. Tra luce e “ombra”, tra protezione del passato e spinta al cambiamento, tra etichette che creano barriere e capacità di problem solving, l’ansia della perdita del controllo, dall’interno delle aziende si sposta anche al di fuori, alla normale comprensione delle cose. In un mondo sempre più complesso, le scorciatoie ci fanno guadagnare tempo, ma non ci aiutano a capire il percorso, né a imparare dagli errori. E oggi, molti si presentano come i paladini della democratizzazione dell’intelligenza artificiale e della crescita delle imprese.


Manifesto dell’IT Minima Contribuisci anche tu con la tua idea #ManifestoIT @gmariggio
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Nel tentativo di destrutturare l’infrastruttura IT per renderla più agile – soprattutto delle imprese di piccole e medie dimensioni, più sensibili alla leva del contenimento dei costi – dobbiamo stare molto attenti a non smantellare risorse e competenze che renderanno l’organizzazione più fr-agile. Se vogliamo trasformare le imprese dall’interno, scomponendole in piccoli servizi, che possono essere scalati senza l’onere dell’infrastruttura, dobbiamo rendere le fondamenta dell’IT più solide e centrali. Dobbiamo essere costruttori di solidità senza stravolgere il DNA delle organizzazioni. Le imprese – come le persone – sono sempre davanti a un trade-off. La scelta definisce chi siamo. La trasformazione delle aziende ha bisogno di velocità e potenza, ma anche di persone e di immaginazione. E per questo – da queste pagine – vorrei lanciare l’idea di un Manifesto dell’IT Minima, ma non nel senso di minimale o residuale, bensì di non negoziabile. Perché all’IT chiediamo di fare molto con poco. Perché più che le infrastrutture legacy, il vero ostacolo è il pensiero legacy in sé che è cross-funzionale e non prevede aggiornamenti. Un invito che rivolgo non solo ai CIO, ma anche ai CEO, ai CMO, ai CFO, ai direttori delle risorse umane e di tutte le altre funzioni aziendali coinvolte e travolte dalla digital transformation. Raccontateci le vostre esperienze e le vostre preoccupazioni. E indicateci i cinque principi base dell’IT che non si possono negoziare in nome della velocità, della flessibilità e del contenimento dei costi.

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BlackBerry Key2 arriva su Amazon Italia https://www.datamanager.it/2018/06/blackberry-key2-arriva-su-amazon-italia/ Thu, 28 Jun 2018 09:07:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150322 Il nuovo smartphone con tastiera qwerty debutta in pre-ordine al prezzo di 627 euro e consegna a partire dal 13 luglio Comincia l’era del Key2 di BlackBerry. Chiunque può finalmente pre-ordinare su Amazon lo smartphone, che verrà spedito a partire dal 13 luglio, a fronte di un prezzo di 627 euro. Siamo leggermente sopra quanto […]

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Il nuovo smartphone con tastiera qwerty debutta in pre-ordine al prezzo di 627 euro e consegna a partire dal 13 luglio

Comincia l’era del Key2 di BlackBerry. Chiunque può finalmente pre-ordinare su Amazon lo smartphone, che verrà spedito a partire dal 13 luglio, a fronte di un prezzo di 627 euro. Siamo leggermente sopra quanto ipotizzato tempo fa, più o meno 599 euro, ma le ragioni per portarsi a casa un device del genere ci sono tutte. Ovviamente non si tratta di un telefono per la massa, vista la declinazione prettamente business, ma l’animo Android e lo schermo touch donano al successore di KeyOne una versatilità che sinceramente mancava nel mondo BB da decenni, più o meno dall’era d’oro della mora, quando Android era ancora un piccolo vagito e Apple proponeva il suo iPhone 3G.

Nuovo slancio al professionista

Focus del Key2 è la sempreverde tastiera qwerty ma sarebbe poco onesto fermarsi qui. Nonostante sotto la scocca non vi sia un reparto hardware capace di fronteggiare i grandi brand, le specifiche assemblate dalla cinese TCL (che detiene la parte produttiva mobile della canadese) riescono comunque a dare, almeno sulla carta, quel giusto equilibrio tra potenza e ottimizzazione delle risorse, fondamentale per la forza lavoro fuori dall’ufficio.

A bordo troviamo dunque un processore Snapdragon 660, 6 GB di RAM, 64 GB di memoria interna espandibile, fotocamera posteriore doppia da 12 + 12 MP, anteriore da 8 MP e batteria da 3.500 mAh. Elemento di cui sentirete parlare poco ma che racchiude il lavoro di differenziazione svolto da TCL è la presenza del sensore di impronte all’interno della barra spaziatrice della tastiera, una vera chicca.

BlackBerry ci ha tenuto a precisa che Key2 è realizzato con materiali premium, tra cui una cornice in alluminio Serie 7 e scocca sul retro soft-touch, così da restituire un senso piacevole al tatto e una presa sicura. Il display da 4,5 pollici gode invece della protezione Gorilla Glass, che sovrasta le quattro fila di tasti della keyboard e la suddetta barra, che integra anche un trackpad con cui muoversi con maggiore destrezza tra cartelle, icone ed email. Bentornata BB.

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IDC Mobiz: il lavoro del futuro tra mobilità e tecnologie emergenti https://www.datamanager.it/2018/06/idc-mobiz-il-lavoro-del-futuro-tra-mobilita-e-tecnologie-emergenti/ Fri, 22 Jun 2018 08:51:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149831 Al Mobility of Everything Forum si delineano le tendenze che occuperanno i primi posti nel mondo professionale dei prossimi anni. Italia compresa Come le aziende italiane stanno rendendo mobili le loro strategie? In che modo l’enteprise mobility sta innovando i processi di business? A tali domande cerca di rispondere l’appuntamento Mobiz – Mobility of Everything […]

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Al Mobility of Everything Forum si delineano le tendenze che occuperanno i primi posti nel mondo professionale dei prossimi anni. Italia compresa

Come le aziende italiane stanno rendendo mobili le loro strategie? In che modo l’enteprise mobility sta innovando i processi di business? A tali domande cerca di rispondere l’appuntamento Mobiz – Mobility of Everything Forum, organizzato da IDC Italia con il supporto di Aruba HPE, Injenia, HP Italia, Intel e MicroStrategy. Ad aprire l’incontro è Sergio Patano, senior research & consulting manager di IDC Italia, che ha spiegato come l’agenzia stia seguendo, oramai da anni, l’evolversi dell’adozione mobile in Europa e nel nostro paese, per tracciare un quadro completo, seppur in divenire, di come questa abbia rinnovato metodi e strumenti di lavoro, in un’ottica non solo di produttività estrema ma anche di riorganizzazione aziendale.

Ad andare più a fondo è Daniela Rao, senior director research and consulting di IDC Italia: “Quello che abbiamo notato è un aumento, in Europa, dei mobile workers, che sono arrivati al 57% della popolazione lavorativa e che saliranno a 120 milioni nel corso dei prossimi anni. Di quali figure si tratta? Tecnici, autisti, piloti tra tutti; segmenti che anche in Italia assumono un ruolo determinante: sono circa 6 milioni i lavoratori in mobilità su 22 milioni, coloro cioè che, dotati di smartphone e tablet, svolgono la professione prettamente fuori dalle mura di un ufficio ma con simili esigenze degli impiegati tradizionali. Si tratta di una naturale conseguenza dello smart working, che ha integrato modalità di accesso e produttività più snelle e veloci”.

Ma dove e come investono le aziende italiane? “Il mercato vale 5,5 miliardi di euro che, entro il 2021, crescerà sostanzialmente grazie soprattutto alle innovazioni lato device. Quello che IDC nota è che ad occupare una spesa importante è ancora quella della connessione dati che, visto il miglioramento di banda e qualità, interessa ancora la fetta maggiore della torta globale del mercato Enterprise Mobility in Italia.

Insomma, Mobiz traccia un panorama certamente in crescita tra i nostri confini ma che non nasconde anche residui di preoccupazione, soprattutto da parte dei CIO. Per quale motivo? Ancora Rao: “Questa corsa alla mobilità comporta delle sfide ulteriori da parte dei chief information officer, che devono assicurare una protezione aggiuntiva dei dati che escono ed entrano dalle reti aziendali, in misura maggiore attraverso smartphone e notebook. C’è da dire che, approcciata in giusta misura questa tematica determinante, si aprono per le compagnie opportunità di sviluppo, che guardano a piattaforme immersive, come la realtà virtuale e aumentata, per integrare luoghi fisici e virtuali, velocizzare i processi e ridurre i costi”.

Non è un caso se IDC misura che, entro il 2019, il 20% delle nuove applicazioni enterprise mobili includerà un qualche elemento di AR mentre entro il 2020 il 25% di queste utilizzerà una qualche forma di intelligenza avanzata, percezione approfondita e computer vision. Tutto ciò in un contesto che, tra tre anni, vedrà l’affermazione del 5G come vettore verso una più ampio utilizzo di software completi e perennemente connessi alla rete, a un network capace non solo di ospitare i contenuti ma anche di aprire nuove strade all’interazione uomo-macchina, sia a scopo di intrattenimento che per il mondo enterprise.


Le videointerviste ai protagonisti

Videointervista a Stefano Terfani, Systems Engineer Aruba Hewlett Packard Enterprise Company


Videointervista a Stefano Terfani, Aruba Hewlett Packard Enterprise Company
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Videointervista a Rossella Campaniello, Personal Systems Business Director HP Italy


Videointervista a Rossella Campaniello, HP Italy
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Videointervista a Marco Fortino, Google Cloud Sales Specialist Injenia


Videointervista a Marco Fortino, Injenia
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Videointervista a Carlo San Martino, General Manager MicroStrategy Italia


Videointervista a Carlo San Martino, MicroStrategy Italia
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Il Galaxy Note9 potrebbe avere una batteria da record https://www.datamanager.it/2018/06/il-galaxy-note9-potrebbe-avere-una-batteria-da-record/ Fri, 15 Jun 2018 18:00:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149675 Ci sarebbe un modulo da ben 4.000 mAh a bordo del prossimo smartphone professionale di Samsung, in via di presentazione a inizio agosto La lezione del Note7 è stata più che superata e l’indiscrezione che riportiamo oggi ne è la conferma. Stando ad alcune voci di corridoio, il prossimo Galaxy Note9 monterà una batteria da […]

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Ci sarebbe un modulo da ben 4.000 mAh a bordo del prossimo smartphone professionale di Samsung, in via di presentazione a inizio agosto

La lezione del Note7 è stata più che superata e l’indiscrezione che riportiamo oggi ne è la conferma. Stando ad alcune voci di corridoio, il prossimo Galaxy Note9 monterà una batteria da ben 4.000 mAh. Si tratta di un vero e proprio record per l’azienda coreana, che sul più recente Note8 ospita una capacità da 3.300 mAh, decisamente inferiore a quanto dovrebbe integrare il nuovo modello.

Il punto è: sarà vero? Il web è pieno zeppo di leak inventati e dalle scarse fondamenta e, onestamente, quanto suggerito prima sembra davvero troppo, anche per un extralarge come il Note. Di certo la tecnologia ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, riducendo sempre più le dimensioni dell’hardware a favore di prestazioni maggiori ma il boomerang, come Samsung sa, sono dietro l’angolo.

Ipotesi verosimile

La strada più percorribile è allora una via di mezzo, quella che porta a una batteria da 3.850 mAh. Si tratterebbe comunque di qualcosa in più della famiglia odierna ma non oltre la soglia, non solo psicologica, dei 3.900 mAh, così da innovare al punto giusto senza creare dispositivi che, invece di essere solidi, rappresentano una scommessa. Gli altri rumors sul Note9 affermano di un processore Snapdragon 845, 6 oppure 8 GB di Ram, memoria da 128 GB e lettore delle impronte sotto lo schermo.

Non sappiamo quanto di vero possa esservi in tutto ciò ma lo scopriremo presto, prima del previsto. La presentazione dello smartphone è infatti prevista per la prima decade di agosto, un paio di settimane prima dell’annuale appuntamento a New York. Il motivo? Arrivare nei negozi per la fine del mese estivo, per bruciare le tappe e rosicchiare un po’ di utenti alla concorrenza, che risponde al nome di iPhone XI, in uscita a settembre.

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HP lancia il ProBook x360 440 G1 https://www.datamanager.it/2018/06/hp-lancia-il-probook-x360-440-g1/ Fri, 08 Jun 2018 18:00:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149183 Pensato per il business è un convertibile dal prezzo contenuto e prestazioni al top. Presentato al Computex di Taipei HP ha presentato un nuovo laptop convertibile, il ProBook x360 440 G1, destinato alle aziende e ai professionisti mobili. La macchina da 599 euro offre prestazioni elevate e funzionalità “create per il business” che non si […]

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Pensato per il business è un convertibile dal prezzo contenuto e prestazioni al top. Presentato al Computex di Taipei

HP ha presentato un nuovo laptop convertibile, il ProBook x360 440 G1, destinato alle aziende e ai professionisti mobili. La macchina da 599 euro offre prestazioni elevate e funzionalità “create per il business” che non si trovano in genere in un PC consumer. L’annuncio, arrivato durante il Computex di Taipei, precede di qualche settimana l’arrivo sul mercato del prodotto, fissato entro il mese corrente.

Forse esteticamente non così invitante, o comunque con pochi segni di particolarità rispetto alla concorrenza, il notebook si distingue sicuramente al suo interno, nel software, focalizzato decisamente all’ambito produttivo professionale. La versatilità prima di tutto, con un display che può roteare di 360 gradi e arrivare sino alla tastiera, così da fungere a mo’ di tablet.

Come è fatto

Tecnicamente, abbiamo un processore Intel Core di ottava generazione che gira su Windows 10 e sottende uno schermo da 14 pollici. Il punto interessante è la presenza di BIOSphere Gen4, un ecosistema che automatizza la protezione del Bios, consentendo un grado di durata e una facilità di manutenzione superiore. Come opzione, ha anche la Active Pen di HP, che può essere sfruttata sia come accessorio per la creatività e produzione di contenuti che selezionatore di elementi sulle finestre di Windows 10, sempre più a misura di touch e friendly.

Ma non solo, sempre con l’obiettivo della sicurezza, HP pre-installa Device Access Manager, HP Spare Key e HP Password Manager e permette inoltre di scegliere configurazioni dedicate con il lettore di impronte digitali e videocamera IR, così da abilitare pure l’autenticazione tramite Windows Hello. Come anticipato, il ProBook x360 440 G1 debutterà nei negozi entra la fine di giugno, con un cartellino che fa davvero gola.

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Storia di un connubio tra Open Source, business e tecnologia https://www.datamanager.it/2018/05/storia-di-un-connubio-tra-open-source-business-e-tecnologia/ Wed, 23 May 2018 12:46:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148218 Vi avevamo raccontato della collaborazione nata tra FileZilla, il client FTP più utilizzato al mondo, e Storj, un cloud provider decentralizzato basato sulla blockchain, nel frattempo “FileZilla Pro“, la versione dedicata all’utenza professionale, ha compiuto un anno, e siamo andati a parlarne con chi ne cura la distribuzione commerciale. “L’esperienza della vendita di FileZilla Pro […]

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Vi avevamo raccontato della collaborazione nata tra FileZilla, il client FTP più utilizzato al mondo, e Storj, un cloud provider decentralizzato basato sulla blockchain, nel frattempo “FileZilla Pro“, la versione dedicata all’utenza professionale, ha compiuto un anno, e siamo andati a parlarne con chi ne cura la distribuzione commerciale.

“L’esperienza della vendita di FileZilla Pro è un’avventura dove non si finisce mai di imparare” – ci ha detto Roberto Galoppini, Direttore delle Strategie di FileZilla – “La prima feature, il supporto del protocollo per accedere ad Amazon S3, ci ha richiesto diversi mesi, e quando abbiamo iniziato a venderlo i primi risultati non erano eclatanti, alcuni di noi si domandavano se avessimo fatto la scelta giusta cercando di realizzare una versione a pagamento per l’utenza professionale”.

Dopo le prime settimane abbiamo iniziato a promuovere un nuovo sito interamente dedicato alla vendita di questa versione, separato da quello del progetto originale. Volendo evitare ad ogni costo l’upselling della community (ndr, cercare di vendere la versione a pagamento alla comunità degli utenti della versione gratuita) si è proceduto a piccoli passi, in primis aggiungendo una tabella comparativa che permettese all’utente o potenziale cliente di scegliere la soluzione funzionalmente più rispondente, dall’altra avvalendoci dei servizi promozionali di Google per promuovere il nuovo sito.

Se da una parte inizialmente erano pochi gli utenti che sceglievano la versione pro, è stato molto importante constatare che la comparazione tra la versione gratuita e quella a pagamento non sollevasse critiche, segno che è stata proposta in maniera adeguata e corretta.

D’altra parte invece gli investimenti sul fronte pubblicitario (AdWords) non garantivano significativi ritorni, col tempo abbiamo compreso che la causa fosse il costo delle parole chiave di interesse, purtroppo non compatibile con il pricing del prodotto.

Una tappa fondamentale è stato l’inserimento nel Mac Apple Store, che per volumi rappresenta oltre due terzi del totale delle vendite, a conferma del fatto che, nonostante la minore diffusione delle macchine della casa di Cupertino, iTunes sia il marketplace più efficace.

A meno di un anno dal lancio abbiamo recentemente annunciato il supporto per il Google Cloud Storage, richiesto a gran voce dai nostri clienti, che oramai sono arrivati al ragguardevole numero di 25 mila unità. Nonostante la diffusione della piattaforma WIndows, Mac e più specificatamente il relativo marketplace (iTunes), si conferma il canale di vendita preferenziale, registrando il 70% del totale delle vendite.

“Ne abbiamo approfittato per somministrare questionari ad un primo campione di clienti di FileZilla Pro” – ci ha raccontato Raffaella Corona, co-founder di Business Follows – “in prima istanza per valutare la fedeltà dei nostri clienti secondo la metrica del Net Promoter Score. I risultati sono stati superiori alle nostre più rosee aspettative – ha continuato – restituendoci un quadro in cui i clienti risultano essere “promotori”, con un valore di 9.5 in una scala da 1 a 10. Continuando l’analisi dei risultati la caratteristica evidenziata come quella che meglio descrive il prodotto è stata quella dell’utilità, indicata dall’84% degli utenti.

Il dato rilevato risulta particolarmente importante poichè fa emergere due macro riflessioni:

  1. l’effetto “prezzo zero”, a cui possono essere riconducibili tutti i programmi open source liberamente scaricabili può essere visto come un caso speciale della legge della domanda, e racchiude in sé caratteristiche complesse di fruizione legate a possibili pregiudizi cognitivi, psicologici e comportamentali. Questo modello suggerisce che rendere gratuito un prodotto aumenta il valore intrinseco di un bene, un potere di trazione che svanisce appena il prezzo diviene anche leggermente superiore a zero. Una interessante spiegazione psicologica dell’effetto prezzo zero è presentata nella teoria affect heuristic, dove si evidenzia come le opzioni che non presentano lo ‘svantaggio’ di avere un costo non nullo innescano una risposta affettiva più positiva;
  2. anche se può sembrare folle competere con se stessi ed investire per un software tra i primi al mondo liberamente scaricabile, in realtà il desiderio di mirare allo stesso mercato di riferimento con la versione a pagamento contenente features aggiuntive ha prodotto esiti positivi, raggiungendo in questo modo l’utenza più esperta.

Benché siamo ancora all’inizio di quest’avventura, le vendite del prodotto rappresentano una frazione molto importante dei nostri ricavi, e l’impegno è a rilasciare ogni mese il supporto ad un nuovo protocollo o un’importante funzionalità.

Raffaella Corona dieci  anni di esperienza nel settore IT ha aiutato system integrator nella promozione dei loro prodotti e servizi per la pubblica amministrazione e privati. Dopo aver avviato le attività di EnterpriseDB nel mercato italiano, ha iniziato la sua attività per guidare lo sviluppo del business nell’ecosistema di startup Open Source.

Roberto Galoppini fonda e vende un open source SI nei primi anni 2000, per qualche anno è consulente strategico per Microsoft, IBM e Suse, nel 2011 diviene Head of Community di una tech media company statunitense dove aiuta centinaia di progetti open a crescere, ora con la sua startup innovativa cura le strategie business per alcuni prodotti open.

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BlackBerry KeyTwo sarà presto realtà https://www.datamanager.it/2018/05/blackberry-keytwo-sara-presto-realta/ Thu, 03 May 2018 09:20:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146833 Il nuovo smartphone Android con tastiera QWERTY si avvicina al lancio definitivo, atteso entro la fine dell’anno Da quando il brand BlackBerry Mobile è entrato nel giro di TCL Communications (che produce pure gli smartphone Alcatel), le cose vanno decisamente meglio per la mora più amata dai professionisti. Certo, non ha più l’aurea di una […]

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Il nuovo smartphone Android con tastiera QWERTY si avvicina al lancio definitivo, atteso entro la fine dell’anno

Da quando il brand BlackBerry Mobile è entrato nel giro di TCL Communications (che produce pure gli smartphone Alcatel), le cose vanno decisamente meglio per la mora più amata dai professionisti. Certo, non ha più l’aurea di una volta ma l’aver posizionato il prodotto nella fascia media del mercato sta dando alla grande B la possibilità di proporre le proprie soluzioni mobili, senza doversi scontrare per forza di cose con i big del settore.

Dunque, dopo il buon successo di BlackBerry KeyOne è arrivato il momento del KeyTwo. Niente ufficialità, sia chiaro, ma una serie di indiscrezioni che avvicinano sempre più il nuovo modello a un lancio definitivo sul mercato. Stando alle informazioni che arrivano dalla Cina, lo smartphone è dotato ancora della classica tastiera estesa, questa volta in un corpo quasi senza cornici e più elegante.

Cosa sappiamo

Le immagini arrivano da Teenaa, e mostrano un dispositivo con doppia fotocamera posteriore e flash LED. Un watermark nell’angolino in basso indica come il nome finale del prodotto dovrebbe essere semplicemente Key2 ma è evidente che si tratti di un prosieguo di KeyOne, anche nelle forme e dimensioni.

Nessuna notizia sul sistema operativo, che sarà comunque Android, probabilmente aggiornato alla versione 8.1 Oreo. Grande importanza verrà data al reparto sicurezza, con la SecuSuite di bordo a proteggere file e informazioni personali, in maniera simile a quanto fa Knox sui più consumer Galaxy S9 e Note8. Ne sapremo di certo di più nelle prossime settimane, quando TCL comunicherà qualcosa riguardo a un possibile lancio, in terra natia o in Europa, questo è da vedere.

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WhatsApp Business è un successo: oltre 3 milioni di utenti https://www.datamanager.it/2018/04/whatsapp-business-e-un-successo-oltre-3-milioni-di-utenti/ Fri, 27 Apr 2018 09:15:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146640 La piattaforma di chat di livello enterprise sembrava meno diffusa del previsto e invece ha superato una millestone niente male Durante il recente incontro con gli azionisti, il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha comunicato gli ultimi risultati finanziari del gruppo. Nonostante lo scandalo Cambridge Analytica, il social network ha riportato numeri niente male, con […]

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La piattaforma di chat di livello enterprise sembrava meno diffusa del previsto e invece ha superato una millestone niente male

Durante il recente incontro con gli azionisti, il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha comunicato gli ultimi risultati finanziari del gruppo. Nonostante lo scandalo Cambridge Analytica, il social network ha riportato numeri niente male, con quasi 12 miliardi di dollari in ricavi e poco meno di 5 miliardi di profitti, con il 91% delle revenue provenienti dal settore mobile.

Oltre a ciò, un dato su tutti è il superamento della soglia dei 3 milioni di utenti per una piattaforma nata da poco, che ha portato a casa forse più del previsto. Si tratta di WhatsApp Business, iterazione enterprise delle finestre di chat più famose al mondo, dedicata a professionisti e aziende. Lanciata a gennaio di quest’anno su Android in cinque paesi, tra cui l’Italia, il client ha un’ampiezza decisamente minore di quello globale, che poggia su 1,5 miliardi di persone, ma comunque importante visto il ristretto periodo di integrazione.

Nessun calo, anzi

Il recente appuntamento con gli investitori è stato utile sia per discutere i guadagni trimestrali ma anche per sottolineare come Facebook sia sempre al lavoro per migliorare le esperienze degli iscritti, su ognuna delle piattaforma che gestisce.”Nei prossimi cinque anni ci concentreremo sulla creazione degli ecosistemi aziendali attorno alle nostre app come Instagram, WhatsApp e Messenger” – ha spiegato Zuckerberg, senza scendere troppo nel dettaglio ma lasciando intendere che tra gli aggiornamenti più attesi ci sono anche quelli inerenti i pagamenti digitali, che ad esempio Messenger sperimenta da un po’ in alcune aree ristrette.

“Presto, navigando in una delle Pagine di Facebook – ha continuato il fondatore del social network – si potrà cliccare su assistenza clienti e portare a termine una transazione, se prevista. Questo sarà un bene assoluto per le aziende che potranno raggiungere in maniera più semplice i consumatori”. Aspettiamoci, nonostante le remore mosse dall’Unione Europea, una maggiore integrazione tra Facebook e WhatsApp, proprio in merito alle strategie commerciali. Il Gdpr sta sicuramente rallentando i progetti di Zuck ma, con tutta probabilità, qualcosa si comincerà a muovere dopo l’estate.

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