calcio – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:57:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png calcio – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il ruolo dell’intelligenza artificiale nei Mondiali di calcio 2018 https://www.datamanager.it/2018/07/il-ruolo-dellintelligenza-artificiale-nei-mondiali-di-calcio-2018/ Fri, 13 Jul 2018 08:18:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151265 L’intelligenza artificiale (AI) e le tecnologie di machine learning stanno rapidamente trasformando il nostro modo di sperimentare il mondo. Il campionato calcistico internazionale più atteso amplifica le emozioni dei tifosi di ogni squadra, ma probabilmente pochi tra questi riflettono su come l’intelligenza artificiale incida sulle partite. Eppure, siamo di fronte a tecnologie all’avanguardia che cambiano […]

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L’intelligenza artificiale (AI) e le tecnologie di machine learning stanno rapidamente trasformando il nostro modo di sperimentare il mondo.

Il campionato calcistico internazionale più atteso amplifica le emozioni dei tifosi di ogni squadra, ma probabilmente pochi tra questi riflettono su come l’intelligenza artificiale incida sulle partite. Eppure, siamo di fronte a tecnologie all’avanguardia che cambiano sia il modo di giocare che quello di guardare gli incontri, nonché le modalità di previsione dei loro risultati. Cerchiamo di capire come queste innovazioni contribuiscono a trasformare il calcio internazionale e quali altri contesti stanno rivoluzionando.

Estrazione dei dati: cambiare le modalità di gioco

A maggio, la FIFA ha annunciato che ogni squadra del campionato avrebbe potuto disporre di due tablet durante le partite: uno per l’analista di squadra che osserva la partita dalla tribuna e un altro per la squadra di coaching in panchina. Questi dispositivi offrono a giocatori e allenatori nuove opportunità di raccogliere dati, valutare decisioni e reagire alle interazioni in campo.

L’estrazione dei dati consente di analizzare le complesse informazioni derivanti dai giocatori e dagli incontri. Registrazioni video o partite giocate in precedenza rappresentano quindi l’origine di questi dati, con i quali è possibile elaborare programmi di allenamento finalizzati a evitare lesioni, migliorare tempi di recupero, o focalizzarsi sui punti deboli dei giocatori.

Ora, grazie all’introduzione delle nuove regole e dei tablet in campo, per la prima volta le squadre possono accedere a informazioni ed analisi in tempo reale.

Anche l’impiego delle tecnologie di comunicazione durante il gioco può rivelarsi letteralmente rivoluzionario. Durante il processo di estrazione vengono recuperati e organizzati i dati considerati rilevanti. A questo punto, l’allenatore può analizzarli per identificare le tendenze e fare previsioni sulle partite future della squadra avversaria. Lo staff in panchina può così decidere meglio quale giocatore sostituire o come migliorare la difesa.

Oliver Bierhoff, team manager della nazionale tedesca, si dice soddisfatto delle nuove regole: “Oggi abbiamo tante opzioni a disposizione, come l’intelligenza artificiale e il machine learning; sono novità non sempre ben viste nel mondo del calcio, ma che ne faranno parte in futuro”. Bierhoff ritiene che l’impiego dell’analisi e dello scambio dei dati sul campo possa facilitare i processi decisionali delle squadre più piccole.

Analizzando le partite in tempo reale, la capacità di condividere, elaborare e analizzare i dati avrà un impatto incisivo sul modo di condurre la partita.

Deep learning: cambiare il modo in cui si guardano le partite

L’AI non si limita all’estrazione dei dati. I sistemi di deep learning sono algoritmi che simulano i processi decisionali del cervello umano, ma diversamente dai piccoli set di dati usati nell’estrazione che avviene durante il gioco, i sistemi di deep learning ‘masticano’ volumi imponenti di informazioni, i cosiddetti Big Data, provenienti da più origini e in grado di amplificare la profondità e l’ambito dei dati esaminati.

Con questi sistemi i ricercatori dell’Università di Washington, di Facebook e di Google hanno elaborato una soluzione che può acquisire un video di calcio da YouTube e visualizzarlo in tre dimensioni sfruttando dispositivi basati su tecnologie di realtà aumentata o visori 3D. Uno dei problemi principali dei ricercatori era quello di reperire un set di dati di allenamenti calcistici sufficientemente grande. Dovevano quindi acquisire un’immagine piatta bidimensionale e trovare un numero di punti di vista sufficienti per renderla tridimensionale. Servivano numerose immagini di ogni giocatore e una serie di dati di allenamento che mostrassero i giocatori in diverse pose e divise.

Il problema è stato risolto utilizzando i videogiochi FIFA di Electronic Arts, che vengono aggiornati ogni anno facendo sì che l’enorme quantità di informazioni contenuta in ogni gioco sia moltiplicata per il numero di edizioni disponibili. Per ottenere le immagini necessarie, i ricercatori hanno adottato una tecnica che hanno definito “interruzione delle chiamate di sistema”. Durante la partita, mentre i giocatori manovrano i propri calciatori, il programma “comunica” con il sistema operativo. I ricercatori interrompono questa “conversazione” ed estraggono i dati delle singole immagini, dalle quali vengono rimossi campo e sfondi, così da isolare la figura umana. L’immagine può quindi essere ritagliata per concentrarsi sulle posizioni del corpo, che vengono poi inviate a una rete neurale, uno dei sistemi di deep learning. Le reti neurali riconoscono i modelli nelle immagini, invece che nei numeri o nelle lettere. Nel caso del calcio, questo sistema aggrega e ordina i dati in modo da sovrapporre le posizioni e creare la profondità necessaria per la riproduzione in 3D.

Sebbene non sia ancora pronta per gli incontri dal vivo, è plausibile che per i Mondiali del 2022 la tecnologia di deep learning abbia già cambiato il modo di guardare le partite.

Intelligenza artificiale: un nuovo metodo per le previsioni calcistiche

I tifosi di tutto il mondo siedono sul bordo delle loro poltrone spronando la squadra del cuore verso la vittoria. Per il campionato a 32 squadre in corso, i pronostici tradizionali indicano il Brasile o la Germania come vincitori incontrastati. Due società che si occupano di AI hanno però aggregato le informazioni in modo differente, pronosticando un vincitore che potrebbe sorprendere.

Unanimous AI Swarm ha raccolto un gruppo di 30 esperti per fare previsioni indipendenti sul campionato e sui risultati di ogni partita. L’azienda ha quindi estratto i dati e li ha elaborati applicando il proprio algoritmo. Non sorprende, ma secondo questi dati l’inarrestabile team tedesco ripeterà la vittoria del 2014.

Va detto però che 30 esperti non rappresentano certo il maggior numero di dati disponibile, e che per una previsione di machine learning affidabile è necessario un insieme di dati ben più grande, come quello su cui si basano le previsioni effettuate dal Politecnico dell’Università di Dormund, in Germania.

I ricercatori dell’istituto hanno raccolto 16 diverse categorie di informazioni che possono incidere sul successo di una squadra, e con queste hanno creato un set di dati più esaustivo. Le ricerche non hanno considerato solo la forza del singolo team in un determinato match, poiché una sola giornata negativa più influenzare i risultati di un intero campionato.

Hanno perciò tenuto conto di fattori quali la formazione delle squadre, il benessere dei paesi di provenienza, il punteggio nelle classifiche, la capacità di acquisire punti nelle partite in casa e l’esperienza degli allenatori. Tutti questi dati sono quindi stati aggregati ed elaborati usando un metodo di intelligenza artificiale chiamato “foreste casuali”. Prevedendo il numero di goal che ogni squadra avrebbe potuto segnare in ogni partita, l’approccio ha consentito ai ricercatori di simulare i risultati reali.

Applicando tecnologie predittive, l’intero mondiale è stato poi simulato 100.000 volte, applicando per ogni squadra diverse percentuali di probabilità di ottenere il podio finale. Chi è il vincitore previsto? Uno degli attuali sfavoriti, la Spagna.

Acronis Active Protection: cambiare i giochi con la protezione informatica

L’intelligenza artificiale cambia le carte in tavola, che si tratti di campionato di calcio o di dati nel cloud. Si dice spesso che la miglior difesa è l’attacco e nella protezione dei dati questa affermazione è più veritiera che altrove. Noi di Acronis impieghiamo tecnologie all’avanguardia per contribuire alla protezione delle tue informazioni.

Acronis Active Protection è la prima tecnologia di backup basata sull’intelligenza artificiale, integrata in una soluzione per rilevare attivamente gli attacchi ransomware e difendere i sistemi. Elaborando un imponente set di dati tramite il cloud AI, Acronis crea modelli di machine learning basati su un numero enorme di processi informatici che mostrano il comportamento di attività sicure e quello di attività sospette. Questi modelli consentono ad Acronis Active Protection di monitorare il sistema in tempo reale e di riconoscere attività potenzialmente dannose che possono segnalare un attacco.

I software antivirus tradizionali si basano sul riconoscimento delle firme dei codici informatici che contraddistinguono i malware, ma davanti a versioni del malware mai viste prima non sono efficaci. Invece, l’impiego dei modelli di machine learning consente ad Acronis Active Protection di riconoscere i comportamenti anomali, rendendo la soluzione efficiente anche nell’identificare varianti di ransomware sconosciute.

Considerazioni finali

L’intelligenza artificiale si sta dimostrando rivoluzionaria, che venga adottata nel calcio internazionale o nella protezione dati. A differenza di quel che accade ai tifosi però, chi intende adottare strategie di protezione non dovrà aspettare la fine dei Mondiali 2018 per vedere in che modo l’intelligenza artificiale è di aiuto ai vincitori.

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Effetto 12° Uomo, i segreti dietro al tifoso perfetto e alle vittorie in campo https://www.datamanager.it/2018/05/effetto-12-uomo-i-segreti-dietro-al-tifoso-perfetto-e-alle-vittorie-in-campo/ Thu, 24 May 2018 16:30:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148339 La ricerca, condotta con il supporto di psicologi sportivi e commissionata da Mastercard, sponsor ufficiale della UEFA Champions League, rivela come il tifo dagli spalti valga quanto un giocatore in più sul campo L’arma segreta di Liverpool F.C. e Real Madrid C.F. per questa finale di UEFA Champions League? Senza alcun dubbio i loro tifosi. […]

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La ricerca, condotta con il supporto di psicologi sportivi e commissionata da Mastercard, sponsor ufficiale della UEFA Champions League, rivela come il tifo dagli spalti valga quanto un giocatore in più sul campo

L’arma segreta di Liverpool F.C. e Real Madrid C.F. per questa finale di UEFA Champions League? Senza alcun dubbio i loro tifosi.

Mastercard, sponsor ufficiale della UEFA Champions League, presenta la ricerca che prende in esame l’impatto che la tifoseria può avere sulle prestazioni della squadra in campo e sull’esito della partita e rivela come il tifo dagli spalti valga quanto un giocatore in più in partita.

Il ruolo di questo 12simo uomo è prezioso. Poter ascoltare e guardare con i propri occhi il pubblico sugli spalti che incita con canti, striscioni, sventolando le bandiere e le sciarpe della propria squadra, ha una grande influenza a livello psicologico sui giocatori in campo, aiutandoli e stimolandoli, fino ad aumentare dell’8% la loro prestazione. Per questo motivo l’effetto del tifo è paragonabile a un altro giocatore che scende in campo insieme agli altri.

Il team di psicologi dietro questa ricerca ha anche scoperto che ad una vittoria o ad una sconfitta sono associate celebrazioni diverse da parte dei giocatori. Rientrano nella categoria delle squadre vincenti al primo posto i giocatori che festeggiano con il famoso “aereoplanino”, correndo per il campo a braccia aperte (82%), seguiti dai giocatori che festeggiano alzando il pugno (79%) e da quelli che si battono il petto (77%).

Inoltre, secondo la ricerca, le squadre che festeggiano abbracciandosi, scambiandosi il “cinque” o con una qualunque interazione fisica, hanno il 50% di possibilità in più di vincere. Mentre quelli che non festeggiano sono destinati il più delle volte a perdere (49%).

Bradley Busch, psicologo sportivo che ha contributo allo studio, e uno dei maggiori esperti del settore, svela il vademecum del tifoso Priceless in 5 mosse:

  1. Fierezza e volume alto – supportare la propria squadra con canti e urla può davvero stimolarla a dare il meglio (sino al 7% in più) e a superare l’affaticamento.
  2. Cantare, sempre –  più si canta e meglio è: le canzoni aiutano a mantenere l’atmosfera di festa, anche, e soprattutto, per i giocatori in campo.
  3. Mettere in mostra il proprio sostegno – striscioni, bandiere, magliette, qualunque segnale visivo che sia facilmente visibile dai giocatori li aiuta ad aumentare fino all’8% la loro prestazione.
  4. Sorridere – speranza, orgoglio e felicità sono le migliori chiavi motivazionali e basta un sorriso per includerle tutte. Questo aiuta i giocatori a giocare meglio e ad aumentare la prestazione del 12%.
  5. Indossare i colori della propria squadra – I tifosi delle due finaliste della UEFA Champions League 2018 dovrebbero indossare i colori della propria squadra: il rosso e il bianco (per ragioni diverse) sono associati alle migliori performance in campo.

Jeannette Liendo, SVP Marketing Europe Mastercard ha commentato: “Nella vita quotidiana siamo tutti sempre più distaccati gli uni dagli altri ed è affascinante vedere, invece, come interagire a livello fisico con i propri compagni di squadra mentre si festeggia sia la chiave del successo sul campo. Siamo orgogliosi di essere da più di 20 anni partner ufficiale della UEFA Champions League. Ci aspettiamo di assistere a qualcosa di davvero speciale dai tifosi che hanno aderito a #StartSomethingPriceless in vista della finalissima di Kiev il 26 maggio”.

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BoardVille 2018, il processo decisionale è un gioco senza fine https://www.datamanager.it/2018/05/boardville-2018-il-processo-decisionale-e-un-gioco-senza-fine/ Tue, 15 May 2018 08:57:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147546 Per il secondo anno Board ha organizzato la sua User Conference per fornire spunti e suggerimenti a clienti e partner BoardVille 2018 è la seconda User Conference di Board, dedicata a tutti i clienti e partner della compagnia, un’occasione per apprendere novità di prodotto, scambiare idee, esperienze, esigenze e accrescere la community. L’appuntamento, che ha […]

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Per il secondo anno Board ha organizzato la sua User Conference per fornire spunti e suggerimenti a clienti e partner

BoardVille 2018 è la seconda User Conference di Board, dedicata a tutti i clienti e partner della compagnia, un’occasione per apprendere novità di prodotto, scambiare idee, esperienze, esigenze e accrescere la community. L’appuntamento, che ha accolto un pubblico internazionale, si è svolto in una suggestiva location di Baveno sul Lago Maggiore. A introdurre la giornata è stata Jessica Venturini, Chief Revenue Officer di Board: “L’obiettivo principale di BoardVille è duplice. Da un lato trasferire il know-how della piattaforma di decision-making numero 1 al mondo; dall’altro attivare un confronto funzionale con chi si affida a Board per la propria strategia di business. Siamo convinti che solo un confronto reale possa consentire un miglioramento delle risorse, oltre che consolidare il valore della comunità”.

Parlando di soluzioni concrete, nel 2018 Board ha presentato le innovazioni della e-platform per il settore education, tramite cui portare la formazione e il training verso un nuovo livello di interazione, con una disponibilità 24/7. Anche questa novità, come le precedenti, risponde ai principali requisiti di compliance in quanto protezione dei dati, non per ultimo il Gdpr.  Peraltro, l ha spiegato bene Giovanni Grossi, CEO di Board International entrando nel merito di come i Big Data, l’enorme mole di informazioni pubbliche e sensibili, permettano oggi alle organizzazioni di ottimizzare le performance, accogliendo le sfide del futuro.

“Sappiamo quanto le aziende odierne abbiamo bisogno di prendere decisioni fondamentali, in tempo reale – sono le parole di Grossi – per questo sviluppiamo strategie che mirano a questo, in un’era che vive cambiamenti tecnologici più veloci che mai. Per il secondo anno abbiamo portato a casa una crescita di oltre il 45% a livello globale, con 9 anni consecutivi di sviluppo ininterrotto e revenue in aumento. Si tratta di quello che il mercato definisce come iper-crescita, un risultato che arriva dall’affermazione della nostra offerta in ambito decisionale, che ha vissuto un’evoluzione cospicua del modello di business. Sono tre i pilar che guidano il nostro lavoro, innovazione, supporto e sviluppo, paradigmi che realizziamo attraverso i laboratori, i partner e il feedback necessario dei clienti”.

Decidere può sembrare un processo estremamente razionale ma spesso è la conseguenza di un atto emotivo, un impeto poco ragionato e basato sulle sensazioni, più che sull’analisi. Così almeno lo intende Carlo Albero Carnevale Maffé, Professore di Strategic Management della SDA Bocconi School of Management, uno dei guest speaker di BoardVille 2018. “Oggi soggetti come Board portano avanti quella che possiamo definire la Scienza del Business, la volontà cioè di fornire al processo decisionale una serie di elementi per cui la scelta finale si pone come la migliore nel contesto di riferimento. Ciò risulta essenziale nella vita di ogni giorno ma ancora di più nel mondo del lavoro, dove i decision-maker stanno diventando figure in grado di ridurre il rischio e valorizzare le strade intraprese”.

Il secondo guest speaker dell’evento, nella sua carriera, ha dovuto prendere decisioni difficili, spesso determinanti per migliaia di persone, capaci di spostare milioni di euro. Stiamo parlando dell’ex arbitro Pierluigi Collina, attualmente Chairman of FIFA Referees Committee, Chairman of UEFA Referees Committee. “Possiamo affiancare il ruolo di un arbitro a quello di un dirigente d’azienda. Entrambi si trovano nel mezzo di flussi che non sempre dipendono da loro e che è difficile da governare. La tecnologia, da tempo, aiuta ad assumere l’atteggiamento migliore in molte situazioni. Può essere il Var all’interno di un campo di gioco, lo slow-motion o il super slow-motion dietro le quinte e piattaforme di BI e Data Analytics negli uffici di qualsiasi dimensione. Come il calcio, il business è un gioco senza fine e le decisioni devono essere prese al momento giusto e correttamente”.

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Osteoporosi, calcio e vitamina D non evitano le fratture https://www.datamanager.it/2018/01/osteoporosi-calcio-vitamina-d-non-evitano-le-fratture/ Thu, 04 Jan 2018 13:53:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138347 Gli integratori per la fragilità ossea non riducono il rischio di fratture L’osteoporosi è un problema che affligge una donna su 4 dopo i 40 anni, rappresenta inoltre un’emergenza che, man mano che l’età della popolazione avanza, rappresenta costi enormi per gestire i pazienti. La fragilità ossea può essere favorita da alcuni fattori quali l’inquinamento […]

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Gli integratori per la fragilità ossea non riducono il rischio di fratture

L’osteoporosi è un problema che affligge una donna su 4 dopo i 40 anni, rappresenta inoltre un’emergenza che, man mano che l’età della popolazione avanza, rappresenta costi enormi per gestire i pazienti. La fragilità ossea può essere favorita da alcuni fattori quali l’inquinamento atmosferico, che danneggia le ossa indebolendole, o una scarsa qualità del sonno; tuttavia, seguendo uno stile di vita adeguato, è possibile arginare la malattia. Tuttavia uno studio del Tianjin Hospital, in Cina, pubblicato sulla rivista Jama, dimostra che l’assunzione di integratori di calcio e vitamina D non servono a ridurre il rischio effettivo di fratture in adulti e anziani.

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Lo studio

Si tratta di una metanalisi di 33 ricerche precedenti che hanno comparato l’uso di integratori (calcio, vitamina D o entrambi) con un placebo o nessun trattamento e l’insorgenza di nuove fratture e che hanno coinvolto nel complesso 51145 adulti over 50. I risultati dimostrano che gli integratori non sono risultati associati a un minor rischio di nuove fratture, indipendentemente dalla dose, dal sesso del paziente, dalla sua storia clinica, dall’assunzione di calcio nella dieta o dalle concentrazioni di vitamina D nel sangue.

Quando gli integratori sono necessari

Il livello di vitamina D nell’organismo, difficilmente ricavabile dagli alimenti, spesso risulta inadeguato soprattutto nelle zone geografiche e nei periodi dell’anno meno soleggiati. Ecco perché si raccomanda un’alimentazione varia ed equilibrata, che accompagnata alla giusta quantità di attività fisica è sufficiente a garantire tutti i nutrienti necessari;

“Tuttavia sempre più dati indicano che occorre fare attenzione alla copertura delle necessità nutrizionali anche nei Paesi industrializzati – spiegano i ricercatori – perché le necessità non sono uguali per tutti e quando il fabbisogno aumenta o lo stile di vita e la dieta non sono adeguati l’integrazione è una strada sicura e utile da percorrere”.

Non si può affermare che gli integratori siano del tutto inutili, ma sono realmente necessari solo a chi è ad alto rischio di deficit, come i pazienti che soffrono di sindromi da malassorbimento o chi si espone pochissimo alla luce solare. Anche per questi soggetti non basta comunque il solo supporto degli integratori, ma è fondamentale intervenire con modifiche alla dieta e allo stile di vita.

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La trasformazione digitale diventa vitale per il calcio https://www.datamanager.it/2017/11/la-trasformazione-digitale-diventa-vitale-calcio/ Tue, 21 Nov 2017 13:07:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135693 Il calcio è noto in tutto il mondo come “the beautiful game”. Oggi che la tecnologia digitale sta avendo un impatto su ogni aspetto della vita, in che modo riguarda uno degli sport più amati? Il calcio è un grosso business. Secondo Deloitte, i ricavi complessivi dei 20 club di calcio più ricchi sono aumentati […]

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Il calcio è noto in tutto il mondo come “the beautiful game”. Oggi che la tecnologia digitale sta avendo un impatto su ogni aspetto della vita, in che modo riguarda uno degli sport più amati?
Il calcio è un grosso business. Secondo Deloitte, i ricavi complessivi dei 20 club di calcio più ricchi sono aumentati del 12 per cento a 7,4 miliardi di euro nel 2015/16, un nuovo record.

A questo aumento dei ricavi è seguito un aumento della sofisticazione da parte dei club di calcio, compreso il loro utilizzo della tecnologia. Uno dei pionieri è stato il Milan che ormai quasi 20 anni fa ha arruolato uno sviluppatore di software britannico per creare uno strumento che avrebbe avuto un impatto profondo sulla performance dei giocatori e sulla longevità della loro carriera.

Il software monitorava le distanze che i giocatori coprivano durante l’allenamento, la velocità di corsa raggiunta, rilevando il deterioramento muscolare e il successivo ritmo di recupero dopo sessioni di allenamento e partite. Questo è stato, in effetti, il primo caso significativo di analisi dei dati nel calcio. Così il Milan si è trovato ad avere giocatori con alti livelli di prestazioni ben oltre i trent’anni, molto più a lungo rispetto a quanto la maggior parte dei club sia mai riuscita a fare.

Gli atleti si sono trasformati

Che piaccia o meno ai tradizionalisti, il calcio è passato dall’essere “solo un gioco” all’essere un ramo da miliardi di dollari dell’industria dell’entertainment. I giocatori sono diventati asset nei quali i club investono nella speranza di ottenere un buon ritorno. Per raggiungere questo obiettivo, i club si stanno rivolgendo alla tecnologia con soluzioni di Big Data e Analytics come Scout7, un database di calcio basato su cloud che oltre 150 club utilizzano per identificare e valutare i potenziali nuovi giocatori.

Lo strumento traccia le prestazioni dei giocatori, le statistiche di partita e altro e dispone di un database di oltre 100.000 registrazioni di partite che gli osservatori possono guardare. Aggiunge circa 4.000 nuove partite ogni mese. Per ciascun incontro, la piattaforma cattura tra le 1.600 e le 2.000 azioni individuali come tiri in porta, passaggi riusciti, confronti e gol per la valutazione e l’analisi. Questo tipo di soluzione digitale può aiutare i club più piccoli ad avere un piccolo vantaggio sui loro rivali più ricchi.

Il software sta fornendo ottimi risultati. Utilizzando Scout7, il Leicester City, recentemente campione della Premier League, ha ingaggiato un giocatore che è stato cruciale per vincere il campionato per “appena” 400.000 euro. Oggi è valutato almeno 25 milioni di sterline – un bel ritorno sull’investimento! Perciò non è sorprendente scoprire che molti dei club importanti in tutti i campionati europei utilizzando simili strumenti di analisi dei dati per esplorare e reclutare i giocatori.

La crescente importanza dell’engagement dei fan digitali

La trasformazione digitale per le grandi società multinazionali significa anche cambiare il modo in cui interagiscono con i propri clienti (i tifosi in questo caso) o altri brand ambassador. Anche se i singoli giocatori potrebbero trovarsi di tanto in tanto in difficoltà per il post su instagram sbagliato, i club stanno sfruttando la loro portata globale per coinvolgere i tifosi in modi nuovi – in particolare con i social media.

I fan di oggi e il modo in cui interagiscono con i club per cui tifano stanno generando enormi tracce di dati. I club di calcio più all’avanguardia se ne sono resi conto e hanno iniziato a utilizzare questi dati per creare un legame tra i tifosi e il club, sviluppare occasioni di marketing durante le campagne e avere un’esposizione su larga scala del brand. La prima stagione di Paul Pogba di ritorno al Manchester United potrà non essere stata un gran successo in campo, ma al di fuori, il momento in cui è stato rivelato che sarebbe tornato a giocare nello United è stata la campagna dominante sui social media nel 2016 in praticamente qualsiasi sport.

In Italia la Roma ha usato Reddit per diventare il club di calcio “più collegato ai fan del mondo”, coinvolgendo i tifosi per curare e pubblicare contenuti sulla sua nuova piattaforma digitale. Il Real Madrid, probabilmente il più grande club di calcio al mondo, ha intrapreso la trasformazione digitale per diventare in effetti un’entità che fa content marketing, mettendo anche in questo caso i tifosi al centro delle sue comunicazioni.

Più dispositivi, più opportunità

I club stanno anche utilizzando la tecnologia per migliorare l’esperienza dei tifosi allo stadio, riconoscendo che, nonostante i grossi soldi della TV riversati in calcio, i ricavi dello stadio sono ancora una fonte di introiti fondamentale per la maggior parte dei club di calcio. Questo include i ricavi dei biglietti, la ristorazione, il merchandise e altro.

Gli stadi oggi coinvolgono i fan digitalizzati utilizzando videoboard TV e LED con connessione internet che mostrano contenuti e pubblicità su misura. La connettività degli stadi è stata migliorata, utilizzando Wi-Fi e 4G ad alta densità, per consentire ai tifosi di utilizzare i loro dispositivi per social media, le applicazioni, le statistiche in tempo reale e molto altro. Inoltre, è possibile anche abilitare applicazioni mobili per il giorno della partita, come i pagamenti digitali, servizi basati sulla posizione e altre offerte, che possono essere consegnate sui dispositivi dei tifosi.

Orange ha lavorato con i club di calcio della Ligue 1 in Francia per rendere gli stadi digitali. A oggi, il Parc Olympique Lyonnais a Lione e lo Stade Vélodrome a Marsiglia sono i principali esempi di stadi connessi e offrono ai tifosi un’esperienza completamente nuova.

Sul campo, la tecnologia ha finalmente trovato il suo posto con i sensori della linea di porta che indicano agli arbitri se la palla sia andata in gol. Fuori dal campo, la tecnologia digitale sta aprendo un mondo nuovo di possibilità per “the beautiful game”.

Massimo Ceresoli, Head of Global Services – Southern and Central Europe at Orange Business Services

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Cygames: la software house giapponese approda in Serie A https://www.datamanager.it/2017/07/cygames-la-software-house-giapponese-approda-serie/ Fri, 21 Jul 2017 18:00:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129165 La Juventus ha stretto un accordo di partnership con il produttore di videogiochi il cui sponsor apparirà, per la prima volta, sul retro della divisa bianconera Sappiamo quanto gli imprenditori asiatici amino il nostro calcio. In due anni Indonesia e Cina si sono assicurati le due squadre di Milano, Inter e Milan, mentre il Giappone […]

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La Juventus ha stretto un accordo di partnership con il produttore di videogiochi il cui sponsor apparirà, per la prima volta, sul retro della divisa bianconera

Sappiamo quanto gli imprenditori asiatici amino il nostro calcio. In due anni Indonesia e Cina si sono assicurati le due squadre di Milano, Inter e Milan, mentre il Giappone ha preso la via di Torino, seppur in maniera diversa. Ieri la Juventus ha annunciato di aver concluso un accordo pluriennale con Cygames, produttore di videogame giapponese molto conosciuto nel mercato mobile. Si devono ai suoi sviluppatori titoli di successo quali Granblue Fantasy e Shadowverse anche se il futuro è sempre più a portata di console domestica vista l’uscita, nel 2018, di Granblue Fantasy Re: Link e Project Awakening per PS4 (il primo anche per PlayStation VR). L’arrivo di Cygames porta due novità assolute nel nostro campionato di calcio per almeno due motivi.

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Cosa cambia

Prima di tutto mai un publisher asiatico era riuscito a stringere un accordo di partnership con un team di Serie A e mai una squadra del massimo campionato aveva portato un qualsiasi tipo di logo sul retro della maglia. La Juventus infatti durante la prossima stagione vestirà l’effige del main sponsor Jeep sul fronte e quella di Cygames sul retro, sotto i numeri di ogni giocatore, al pari di quanto succede in molte competizione estere (come il Brasile). Il vantaggio è duplice, sia per i campioni d’Italia che per l’azienda nipponica, come ha spiegato alla Gazzetta dello Sport Giorgio Ricci, Co-Chief Revenue Officer, Head of Global Partnerships and Corporate Revenues di Juventus: “Questo accordo per noi è altamente strategico perché ci permette di entrare con forza nel mercato giapponese e più in generale di rafforzare la presenza in Asia. Il fatto che Cygames sia un’azienda leader nel settore dell’entertainment evidenzia una reale vicinanza con gli asset esperienziali e l’immagine della Juventus”. Dopo smartphone ed eSports, il publisher la spunta anche nel panorama dello sport tradizionale. Qualcun altro seguirà il suo esempio?

 

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Mark Zuckerberg vuole comprarsi il Tottenham? https://www.datamanager.it/2017/07/mark-zuckerberg-vuole-comprarsi-tottenham/ Mon, 10 Jul 2017 16:59:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128326 Il co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, sarebbe a capo di una cordata per l’acquisto della squadra londinese del Tottenham L’interesse di Facebook per lo sport è ormai conclamato ma stando ad alcune voci che arrivano dal Regno Unito questo non si limiterebbe alla trasmissione delle gare in diretta. Il Daily Express afferma che il CEO […]

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Il co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, sarebbe a capo di una cordata per l’acquisto della squadra londinese del Tottenham

L’interesse di Facebook per lo sport è ormai conclamato ma stando ad alcune voci che arrivano dal Regno Unito questo non si limiterebbe alla trasmissione delle gare in diretta. Il Daily Express afferma che il CEO dell’azienda di Menlo Park, Mark Zuckerberg, vorrebbe diventare il nuovo proprietario del Tottenham Hotspurs. La notizia è stata ripresa anche dalla Gazzetta dello Sport e se fosse vera avrebbe davvero del clamoroso. Facebook potrebbe essere il primo social network a possedere un club di Premier League e in virtù della sua enorme disponibilità economica potrebbe sovvertire gli equilibri del campionato inglese.

Stando ai rumors, Zuckerberg è a capo di un consorzio di investitori statunitensi chiamato Iconiq Capital con sede a San Francisco. Questo sarebbe pronto ad offrire all’attuale proprietario del Tottenham, Joe Lewis, fino a 1,1 miliardi di euro per mettere le mani sulla società. Lo stesso quotidiano inglese che ha diffuso la notizia lascia comunque intendere che difficilmente la trattativa andrà a buon fine. Lewis non sarebbe intenzionato a cedere la squadra in quanto quest’anno giocherà in Champions League a circa 7 anni dalla sua ultima partecipazione. Inoltre, il Tottenham ha appena completato la demolizione dello stadio White Hart Lane per costruire un nuovo impianto ed è tra le prime per fatturato in Inghilterra.

Zuckerberg potrebbe quindi non diventare mai il presidente di una squadra di calcio ma può consolarsi con i diritti per la trasmissione in streaming delle partite di Champions League negli USA. Il social network sarebbe anche interessato a ottenere le licenze per gli highlights dei match del prossimo Mondiale di Russia 2018 ma deve vedersela con la concorrenza di Snapchat e Twitter.

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Da Western Digital la prima unità SSD con Tecnologia 3D NAND a 64 Livelli https://www.datamanager.it/2017/06/western-digital-la-unita-ssd-tecnologia-3d-nand-64-livelli/ Thu, 01 Jun 2017 16:30:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125970 Il brand continua a estendere la capacità di memoria delle unità flash introducendo i nuovi 3D SSD Western Digital Corporation ha annunciato il primo SSD con tecnologia 3D NAND a 64 livelli. Questa nuova tecnologia consente di offrire una categoria di SSD unici e innovativi, riducendo i consumi ed aumentando prestazioni, resistenza e capacità. Con […]

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Il brand continua a estendere la capacità di memoria delle unità flash introducendo i nuovi 3D SSD

Western Digital Corporation ha annunciato il primo SSD con tecnologia 3D NAND a 64 livelli. Questa nuova tecnologia consente di offrire una categoria di SSD unici e innovativi, riducendo i consumi ed aumentando prestazioni, resistenza e capacità.

Con 30 anni di esperienza nel campo delle unità flash di memoria, Western Digital segna un ulteriore traguardo e primato.

“Rendere accessibile per i PC le unità SSD con tecnologia 3D NAND a 64 livelli segna un passo importante nel processo di conversione a questa nuova tecnologia oltre a portare vantaggi a lungo termine per i nostri clienti”, ha affermato Micheal Cordano, President and Chief Operating Officer di Western Digital. “Creati dai nostri due brand, SanDisk e WD, per i rispettivi clienti e canali di distribuzione, le nuove unità SSD si rivolgono a un’ampia fascia della cosiddetta popolazione informatica, alla ricerca dei vantaggi che possono derivare dalle tecnologie moderne più innovative.”

La prima tecnologia 3D NAND a 64 livelli é stata annunciata da Western Digital a luglio 2016 e preceduta nel 2015 dalla prima tecnologia 3D NAND a 48 livelli. Entrambe queste tecnologie sono tuttora disponibili per rivenditori e produttori.

WD Blue 3D NAND SATA SSD

Creati appositamente per appassionati, rivenditori e costruttori di sistemi, le unità SSD WD Blue 3D NAND SATA sono leader nel settore con un MTTF (Mean Time To Failure) di 1,75 milioni di ore e il certificato di qualità WD Functional Integrity Testing Lab (F.I.T. Lab). Inoltre, i consumatori possono scaricare gratuitamente strumenti come il software di clonazione Acronis True Image WD Edition e il software WD SSD Dashboard che consente un monitoraggio continuo delle prestazioni e delle capacità oltre ad aggiornamenti del firmware.

SanDisk Ultra 3D SSD – prestazioni più veloci per gaming e grafica

Creati per gli appassionati di gaming e per i creativi che vogliono migliorare le prestazioni dei propri PC, le unità SSD SanDisk Ultra 3D sono la soluzione ideale per aggiornare i sistemi preesistenti. Per coloro che cercano un modo semplice per aggiornare i propri PC, le unità SSD SanDisk Ultra 3D offrono una maggiore resistenza ed affidabilità, un avvio rapido, tempi di caricamento ridotti e un trasferimento dati più veloce. Inoltre, grazie a un sistema di computing raffreddato e silenzioso, le unità SSD SanDisk Ultra 3D sono resistenti a urti e vibrazioni.

 

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Finale di Champions League: debutta la scansione del volto dei tifosi https://www.datamanager.it/2017/05/finale-champions-league-debutta-la-scansione-del-volto-dei-tifosi/ Tue, 02 May 2017 09:21:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123964 Non c’è solo la VAR come nuova tecnologia attesa nei campi di calcio. Già a maggio lo stadio di Cardiff ospiterà la lettura del viso degli spettatori alla finale di Coppa La polizia del Galles è pronta. Il 3 giugno si giocherà al Millennium Stadium di Cardiff la finale di Champions League, che vedrà in […]

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Non c’è solo la VAR come nuova tecnologia attesa nei campi di calcio. Già a maggio lo stadio di Cardiff ospiterà la lettura del viso degli spettatori alla finale di Coppa

La polizia del Galles è pronta. Il 3 giugno si giocherà al Millennium Stadium di Cardiff la finale di Champions League, che vedrà in campo due tra le quattro squadre attualmente impegnate nelle semifinali: Real Madrid, Atletico Madrid, Monaco e Juventus. Più che il lato sportivo, quello che è interessa è l’introduzione di una speciale tecnologia all’ingresso dello stadio, che permetterà alle forze dell’ordine di tenere sotto controllo e gestire con attenzione i partecipanti all’incontro. Stiamo parlando della scansione del volto che la polizia effettuerà per ogni tifoso in procinto di sedersi al posto riservato, così da incrociare i dati ottenuti con gli oltre 500 mila presenti nel database che raccoglie le informazioni biometriche delle persone da tenere maggiormente d’occhio, per vari motivi.

Privacy a rischio

Si tratta di una tecnologia controversa, già conosciuta in ambito pubblico ma che per la prima volta viene utilizzata per un evento calcistico di tale portata. Il rischio di un’invasione della privacy è evidente, soprattutto se si pensa che in qualche ora la polizia sarà in grado di associare migliaia di nomi e cognomi con volti in alta definizione, per ampliare un archivio di incensurati che non avrebbe ragione di esistere. Inoltre, ancor prima di giungere allo stadio, gli organi di polizia scansioneranno la faccia di chiunque passi per la stazione ferroviaria di Cardiff, come misura ulteriore di sicurezza. Ad ogni modo, la polizia del South Wales, divisione specifica della zona di Cardiff, dovrà rispettare il Surveillance Camera Code of Practice, pubblicato nel 2013 ad opera del governo britannico, nel quale sono spiegate le procedure da seguire durante il monitoraggio per immagini, compreso quello tramite la scansione del volto in via diretta.

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Amazon vuole i diritti TV della Seria A Tim https://www.datamanager.it/2017/04/amazon-vuole-diritti-tv-della-seria-tim/ Mon, 03 Apr 2017 16:59:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122397 Amazon attraverso il servizio Prime Video è in corsa per l’acquisizione dei diritti della Serie A Tim per i prossimi 3 anni Lo scorso dicembre Amazon Prime Video ha esteso la sua disponibilità a molti altri Paesi e tra questi c’era anche l’Italia. Per poter competere nel mercato dell’intrattenimento, il colosso dell’e-commerce è costretto a […]

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Amazon attraverso il servizio Prime Video è in corsa per l’acquisizione dei diritti della Serie A Tim per i prossimi 3 anni

Lo scorso dicembre Amazon Prime Video ha esteso la sua disponibilità a molti altri Paesi e tra questi c’era anche l’Italia. Per poter competere nel mercato dell’intrattenimento, il colosso dell’e-commerce è costretto a differenziarsi dalla concorrenza per quanto riguarda l’offerta, e i contenuti in esclusiva sono quelli che più spesso attirano il pubblico. Nel nostro Paese ci sono pochi contenuti che fanno audience come la Serie A Tim e secondo quando afferma il Corriere della Sera, Amazon sarebbe tra le aziende interessate ad acquistarne i diritti per il triennio 2018-2021.

Il quotidiano milanese parla addirittura di investimenti importanti ma la situazione in merito alle partite della massima serie calcistica è come al solito piuttosto intricata. Entro luglio la Lega Serie A metterà in vendita i suoi pacchetti ma prima bisognerà attendere l’avallo dell’Antitrust. Nel frattempo Sky sta aspettando di conoscere le intenzioni di Mediaset, che in questo momento è concentrata sulla diatriba legale con Vivendi per la cessione di Premium. Quest’ultima potrebbe però contare sulla collaborazione per acquisire i diritti sulla Serie A Tim. Tra i due colossi dell’intrattenimento potrebbero però spuntarla proprio Amazon, che pochi giorni fa ha acquistato il suo omologo nel Medio Oriente, e Discovery tramite Canale 9 e Eurosport.

Nel caso non si arrivi a un accordo soddisfacente, la Lega Serie A avrebbe pensato a un canale proprietario sul modello della Premier League inglese da cui commercializzare i diritti senza intermediari a tutti gli operatori pay-TV e Internet. La cifra per ogni acquirente sarebbe stabilita in base al numero di abbonati.

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