Cygames: la software house giapponese approda in Serie A

La Juventus ha stretto un accordo di partnership con il produttore di videogiochi il cui sponsor apparirà, per la prima volta, sul retro della divisa bianconera

Sappiamo quanto gli imprenditori asiatici amino il nostro calcio. In due anni Indonesia e Cina si sono assicurati le due squadre di Milano, Inter e Milan, mentre il Giappone ha preso la via di Torino, seppur in maniera diversa. Ieri la Juventus ha annunciato di aver concluso un accordo pluriennale con Cygames, produttore di videogame giapponese molto conosciuto nel mercato mobile. Si devono ai suoi sviluppatori titoli di successo quali Granblue Fantasy e Shadowverse anche se il futuro è sempre più a portata di console domestica vista l’uscita, nel 2018, di Granblue Fantasy Re: Link e Project Awakening per PS4 (il primo anche per PlayStation VR). L’arrivo di Cygames porta due novità assolute nel nostro campionato di calcio per almeno due motivi.

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Cosa cambia

Prima di tutto mai un publisher asiatico era riuscito a stringere un accordo di partnership con un team di Serie A e mai una squadra del massimo campionato aveva portato un qualsiasi tipo di logo sul retro della maglia. La Juventus infatti durante la prossima stagione vestirà l’effige del main sponsor Jeep sul fronte e quella di Cygames sul retro, sotto i numeri di ogni giocatore, al pari di quanto succede in molte competizione estere (come il Brasile). Il vantaggio è duplice, sia per i campioni d’Italia che per l’azienda nipponica, come ha spiegato alla Gazzetta dello Sport Giorgio Ricci, Co-Chief Revenue Officer, Head of Global Partnerships and Corporate Revenues di Juventus: “Questo accordo per noi è altamente strategico perché ci permette di entrare con forza nel mercato giapponese e più in generale di rafforzare la presenza in Asia. Il fatto che Cygames sia un’azienda leader nel settore dell’entertainment evidenzia una reale vicinanza con gli asset esperienziali e l’immagine della Juventus”. Dopo smartphone ed eSports, il publisher la spunta anche nel panorama dello sport tradizionale. Qualcun altro seguirà il suo esempio?

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