Cina – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 17 Dec 2019 09:31:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Cina – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I giganti tech cinesi assieme per l’OS di stato https://www.datamanager.it/2019/12/i-giganti-tech-cinesi-assieme-per-los-di-stato/ Mon, 16 Dec 2019 15:35:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194465 CS2C e TKC realizzeranno NeoKylin, il sistema operativo che mira a togliere di mezzo la concorrenza di Windows (nonostante Tencent) Due conglomerati che fanno parte del panorama tecnologico cinese stanno unendo le forze per creare un nuovo sistema operativo volto a mettersi dietro le spalle le attuali offerte occidentali globali. China Standard Software (CS2C) e […]

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CS2C e TKC realizzeranno NeoKylin, il sistema operativo che mira a togliere di mezzo la concorrenza di Windows (nonostante Tencent)

Due conglomerati che fanno parte del panorama tecnologico cinese stanno unendo le forze per creare un nuovo sistema operativo volto a mettersi dietro le spalle le attuali offerte occidentali globali. China Standard Software (CS2C) e Tianjin Kylin Information (TKC) sono entrambe legate al potere centrale di Pechino ed è dunque lecito pensare che il progetto sia tutta una messa in scena per calare un maggiore controllo sui cittadini del paese.

CS2C e TKC sono le stesse precedentemente al lavoro su Kylin OS basato su Linux, che era l’originale sistema operativo voluto dalla Cina. Adesso, NeoKylin sarà il successore di tale iniziativa, di cui non si conosce davvero molto. Sappiamo che le compagnie suddette formeranno una società comune per realizzare il nuovo Kylin, che si lascerà dietro le rimanenze del primordiale software datato 2001, per abbracciare design e fluidità degni del 2020.

Cosa farà la Cina

Conosciamo anche l’idea di Pechino di togliere da ogni possibile computer del paese Windows e derivati. In passato i locali parlavano infatti di un processo di “Dewindowsifying” del mercato, senza lasciare ulteriori dubbi a riguardo. Nonostante ciò, la joint venture stipulata tra Microsoft con Tencent negli anni scorsi aveva permesso di dare il via libera ad una versione personalizzata di Windows, che esiste ancora oggi. Nonostante ciò, Kylin è tornato prepotentemente alla ribalta e, a questo punto, dovrebbe davvero realizzarsi.

Pare che sia stato messo insieme attraverso grossi pezzi di codice FreeBSD, in un wrapper Linux ed è probabile che il nuovo sistema operativo sarà una sorta di Linux puro, con qualche backdoor a corredo (ma non lo abbiamo mai detto). Eppure la mossa era attesa: con il continuo conflitto commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, e la corda tesa sulla testa di Huawei, era in un certo senso inevitabile che una simile situazione venisse a crearsi. Del resto, la Cina ha annunciato l’intenzione di eliminare i computer con tecnologia straniera da tutti gli uffici pubblici e governativi entro il 2023; uno dei più grandi switch della storia, se mai si verificherà.

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Il Mate 20 Pro avrà un super display https://www.datamanager.it/2018/09/il-mate-20-pro-avra-un-super-display/ Fri, 07 Sep 2018 18:30:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152965 Lo schermo del prossimo flagship con una risoluzione QHD+, un passo avanti dell’attuale FHD+. Presentazione il 16 ottobre Nonostante le continue innovazioni in termini di tecnologia dei display mobili, sono anni che i principali produttori, sui loro top di gamma, utilizzano un pannello che, al massimo, arriva alla risoluzione FHD+. Eppure, nel corso di questo […]

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Lo schermo del prossimo flagship con una risoluzione QHD+, un passo avanti dell’attuale FHD+. Presentazione il 16 ottobre

Nonostante le continue innovazioni in termini di tecnologia dei display mobili, sono anni che i principali produttori, sui loro top di gamma, utilizzano un pannello che, al massimo, arriva alla risoluzione FHD+. Eppure, nel corso di questo 2018 le cose sono cambiate. Per prima Sony, sul recente Xperia XZ3, ha realizzato uno schermo QHD+, che raggiunge il limite di 3120 x 1440p. Via libera dunque dal gigante giapponese, immediatamente seguito da Huawei, il cui Mate 20 Pro dovrebbe adottare una simile qualità del display.

Nulla di ufficiale, si intenda, ma un’informazione che si evince dal codice del firmware montato sul dispositivo, ottenuto e diffuso in parte da una fonte online. Otre a ciò, nessuna altra indiscrezione circa il device. Quello che è certo è che il Mate 20 Pro sarà presentato il 16 ottobre in una location europea, probabilmente Londra.

Più qualità al display

Le informazioni citate non sono improbabili, visto che darebbero vita a un aspect ratio da 18,7:9, lo stesso della serie P20. La risoluzione dovrebbe tradursi in una densità di pixel di 498 ppi prendendo come vere le voci sulle dimensioni del display da 6,9 pollici. A proposito, il Mate 20 Pro dovrebbe seguire le orme delle più recenti ammiraglie di Samsung, beneficiando di un grande pannello AMOLED dai bordi curvi su entrambi i lati. Simile, anche se è da verificare, la tipologia di costruzione del Mate 20 classico, destinato a montare un pannello più piccolo, da 6,3 pollici e qualità massima FHD+ da 2244 x 1080p, che equivale a quella di P20 e P20 Pro.

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Honor non si ferma: ecco l’8X
 https://www.datamanager.it/2018/09/honor-non-si-ferma-ecco-l8x%e2%80%a8/ Fri, 07 Sep 2018 09:02:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152964 Il brand giovane di Huawei continua a lanciare smartphone in patria. Ora tocca a un dispositivo con un display da ben 6,5 pollici La politica di Honor è chiara: prima la Cina, poi tutto il resto. Ed è per questo che le ultime uscite che arrivano in patria, giungono in Occidente con almeno un mese […]

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Il brand giovane di Huawei continua a lanciare smartphone in patria. Ora tocca a un dispositivo con un display da ben 6,5 pollici

La politica di Honor è chiara: prima la Cina, poi tutto il resto. Ed è per questo che le ultime uscite che arrivano in patria, giungono in Occidente con almeno un mese di ritardo, ma comunque accolte con favore dal pubblico, soprattutto quello dei più giovani. Se all’IFA di Berlino il marchio giovane di Huawei ha rilanciato la disponibilità di Honor Play, oltreoceano siamo già a un’altra generazione, l’8X.

Si tratta di un telefonino con un display davvero grande, da 6,5 pollici, la cui sensazione di touch extralrge viene anche amplificata dala presenza di un notch ridotto e una superficie di interazione oltre il 90%. Non risulta così impossibile considerare la possibilità di avvicinarsi ad una percentuale maggiore quando verranno prodotti dispositivi con i sensori integrati direttamente nel display o, al pari di Oppo Find X, inseriti in pop-up a comparsa.

Come è fatto

Honor afferma che l’8X vanta una body ratio del 91%, che è abbastanza impressionante, specialmente se si pensa che il modello non è propriamente di punta. Eppure, è frutto di un lavoro di design affinato, in cui la cornice inferiore è di soli 4,25 mm e lo schermo presenta tecnologie solitamente da top di gamma, come Eye Comfort, che riduce l’esposizione alla luce blu ed è certificato da TüV Rheinland.

Come detto, il cellulare arriverà prima in Cina e poi, con molta probabilità nel resto del mondo, Europa compresa, entro ottobre. Impossibile dire quanto costerà anche se il più recente Honor Play ha un prezzo di partenza di 329 euro, dunque questo dovrebbe mantenersi sulla stessa linea, oltre la quale molti potrebbero optare per Huawei. E non è proprio questa la strategia che hanno in mente a Shenzen.

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Meno videogame per i bambini, siamo cinesi https://www.datamanager.it/2018/09/meno-videogame-per-i-bambini-siamo-cinesi/ Wed, 05 Sep 2018 18:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152747 Il governo vuole ridurre l’offerta videoludica sul mercato nazionale, a causa del peggioramento della vista dei bambini già in tenera età Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, insieme al Ministro per l’Educazione, ha annunciato la volontà di intraprendere un piano per ridurre il numero di videogame disponibili all’interno del paese. Il motivo? La […]

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Il governo vuole ridurre l’offerta videoludica sul mercato nazionale, a causa del peggioramento della vista dei bambini già in tenera età

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, insieme al Ministro per l’Educazione, ha annunciato la volontà di intraprendere un piano per ridurre il numero di videogame disponibili all’interno del paese. Il motivo? La grande offerta spinge il pubblico dei più giovani a consumare ore e ore davanti allo schermo, con la conseguenza di presentare problemi alla vista sin dalla tenera età. La lotta dunque è a malattie, indotte e non, come la miopia più che alla produzione ludica nazionale ma è evidente che le misure non colgano il beneplacito di fan e appassionati dei bit.

Per questo, il ministero ha pubblicato un piano globale per affrontare le complicanze alla vista infantile, menzionando ambiti di assoluto interesse, come il miglioramento dell’istruzione degli optometristi ma, nel suo appello all’azione, ha parlato anche della necessità di regolare i giochi online e il numero di quelli nuovi che vengono pubblicati periodicamente.

Cosa succede

A conti fatti, quali saranno le conseguenze per i giocatori cinesi? Il comunicato stampa del Ministero è piuttosto vago, non specificando cosa dovranno fare esattamente gli editori per poter pubblicare i loro titoli ma, guardando indietro alla storia del paese, è plausibile che le norme renderanno più complicato ottenere i dovuti permessi per la messa in vendita, non tanto per motivi tecnici quanto numerici, di diffusione dilungata nel corso dell’anno.

C’è di sicuro una certa connessione tra problemi alla vista ed esposizione prolungata agli schermi. Secondo l’American Optometric Association (AOA), l’affaticamento degli occhi causato dai dispositivi si chiama “Computer Vision Syndrome” e può esacerbare patologie esistenti anche negli adulti. Gli studi suggeriscono che, nei bambini, sette o più ore di schermo a settimana possono triplicare il rischio di miopia.

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L’iPhone 9 è stato certificato in Cina https://www.datamanager.it/2018/09/liphone-9-e-stato-certificato-in-cina/ Wed, 05 Sep 2018 18:00:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152749 L’autorità nazionale ha validato un modello da 6,1 pollici, quello di partenza con schermo LCD. Attesi altri due con tecnologia Oled Apple annuncerà i nuovi modelli di iPhone il 12 settembre. Prima di quel giorno, i telefoni saranno certificati da varie organizzazioni in tutto il mondo, Cina compresa. Ed è da qui che arriva l’indiscrezione […]

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L’autorità nazionale ha validato un modello da 6,1 pollici, quello di partenza con schermo LCD. Attesi altri due con tecnologia Oled

Apple annuncerà i nuovi modelli di iPhone il 12 settembre. Prima di quel giorno, i telefoni saranno certificati da varie organizzazioni in tutto il mondo, Cina compresa. Ed è da qui che arriva l’indiscrezione secondo cui la TENAA (l’ente di validazione locale) avrebbe certificato un modello da 6,1 pollici, con tutta probabilità l’iPhone 9. Si tratta della versione con display LCD a differenza delle altre due, da 5,8 e 6,5 pollici, costruite con tecnologia Oled e dotate di innovazioni più interessanti dal punto di vista del design.

Il documento della TENAA non cita un iPhone 9, X o quello che sia ma solo due numeri di serie, A1920 e A1921, che dovrebbero corrispondere alle versioni occidentali e orientali del dispositivo in oggetto. Stando alle voci più recenti, Apple avrebbe optato per la nomenclatura iPhone 9, iPhone XS e iPhone XS Plus, anche se altrove si parla di iPhone 9, iPhone 11 e 11 Plus. Al di là dei nomi, è oramai evidente che sul piatto ci saranno tre telefoni.

Cosa sappiamo

A scoprire la certificazione è stato il sito HowToTechNaija, che ha affermato come l’iPhone 9 sia già stato collegato, in passato, al codice A19XX. Si tratta degli stessi nomi sottoposti al vaglio della EEC (Eurasian Economic Database) in aprile, l’organo di validazione di oggetti elettronici per il mercato russo, armeno, bielorusso, kazako e in Kyrgyzstan. In primavera si pensava che quei prodotti fossero varianti dell’iPhone SE 2 ma poi è parso evidente che quest’anno il melafonino economico possa essere semplicemente l’iPhone 9, al fianco dei top di gamma XS.  L’elenco della TENAA non fornisce altri dettagli sulla prossima famiglia di smartphone ma è un’ulteriore prova che i nuovi modelli sono dietro l’angolo, qualora vi fossero ancora dubbi.

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Perché il governo inglese non si fida di Huawei https://www.datamanager.it/2018/07/perche-il-governo-inglese-non-si-fida-di-huawei/ Tue, 24 Jul 2018 18:30:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151941 Dopo gli USA, pure nel Regno Unito si sollevano preoccupazioni circa la privacy delle comunicazioni, veicolate dalle infrastrutture della cinese Il governo britannico punta il dito contro le apparecchiature di rete e di telecomunicazioni di Huawei. Il motivo? Che siano una minaccia per la sicurezza nazionale. Dubbi simili, anzi identici, a quelli sollevati negli Stati […]

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Dopo gli USA, pure nel Regno Unito si sollevano preoccupazioni circa la privacy delle comunicazioni, veicolate dalle infrastrutture della cinese

Il governo britannico punta il dito contro le apparecchiature di rete e di telecomunicazioni di Huawei. Il motivo? Che siano una minaccia per la sicurezza nazionale. Dubbi simili, anzi identici, a quelli sollevati negli Stati Uniti, dove le infrastrutture della compagnia di Shenzen sono state praticamente bandite dalle zone nevralgiche del paese.

Secondo l’HCSEC, Huawei Cyber Security Evaluation Centre, unità stanziata nella contea dell’Oxfordshire e formata nel 2010, assieme ad agenzie locali, per monitorare l’hardware di rete lungo il Regno Unito, ha spiegato che le autorità inglesi stanno indagando sulla possibilità che i network, a cui si affidano decine di telco UK, rappresentino un rischio per la privacy delle informazioni veicolate sull’etere analogico e digitale. La questione è delicata, anche perché la stessa HCSEC viene sottoposta a periodici controlli da parte di nomi quali GCHQ e National Securiy Adviser. Insomma, vi fossero stati dei problemi, le organizzazioni lo avrebbero saputo a tempo debito.

Cosa succede

C’è da dire che l’HCSEC è estremamente indipendente dalle possibili, ma tutte da verificare, inferenze della casa madre cinese. Non a caso, nel suo ultimo rapporto annuale, ha sentenziato di poter offrire una garanzia “limitata” circa la sicurezza dell’attrezzatura di Huawei. Inoltre, ha affermato che non sono stati compiuti progressi nella risoluzione di preoccupazioni precedenti, e che una visita a Shenzhen ha evidenziato una certa mancanza di controllo sulla qualità delle componenti di terze parti. Qui c’è il report completo.

Ecco parte del testo: “L’identificazione delle carenze nei processi di ingegneria di Huawei ha esposto nuovi rischi sulle reti di telecomunicazione nel Regno Unito e sfide a lungo termine per la loro mitigazione e gestione. A causa delle preoccupazioni sollevate, il board di sorveglianza ritiene di poter fornire solo una garanzia limitata sul fatto che non vi siano rischi per la sicurezza dovuti al network di Huawei. Partendo da questa base stiamo consigliando gli addetti ai lavori su come procedere per preservare cittadini e imprese”.

Il processo di sistemazione delle falle rilevate è già in corso e in via di definizione, ovvero di nuova ingegnerizzazione, entro il 2020. In pratica, Huawei interverrà sui dispositivi già in uso, ripensando la produzione dei prossimi. Lo sforzo della cinese, nel voler assicurare i propri strumenti, è reale ed è proprio grazie al continuo monitoraggio che vengono fuori problematiche del genere.

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HyperloopTT e Governo Cinese: primo treno ad altissima velocità della Cina https://www.datamanager.it/2018/07/hyperlooptt-e-governo-cinese-primo-treno-ad-altissima-velocita-della-cina/ Tue, 24 Jul 2018 13:01:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151963 HyperloopTT ha aperto una entity cinese e ha iniziato a lavorare sul primo Hyperloop in Cina a partire da un accordo commerciale iniziale di 10 km a Tongren, nella provincia di Guizhou Hyperloop Transportation Technologies ha firmato un accordo con Tongren Transportation & Tourism Investment Group del Governo della Repubblica Popolare Cinese. Questo è il […]

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HyperloopTT ha aperto una entity cinese e ha iniziato a lavorare sul primo Hyperloop in Cina a partire da un accordo commerciale iniziale di 10 km a Tongren, nella provincia di Guizhou

Hyperloop Transportation Technologies ha firmato un accordo con Tongren Transportation & Tourism Investment Group del Governo della Repubblica Popolare Cinese. Questo è il primo accordo per HyperloopTT con la Cina – il dodicesimo in generale e il terzo commerciale dopo gli annunci in Abu Dhabi e Ucraina nel 2018.

HyperloopTT fornirà la tecnologia, le competenze ingegneristiche e la dotazione necessaria. Tongren sarà responsabile per la certificazione, la struttura regolamentare e la costruzione del sistema Hyperloop. HyperloopTT lavorerà in partnership con il governo di Tongren per definire il percorso per il sistema Hyperloop in Cina, che sarà finanziato grazie a una joint venture pubblico-privato con il 50% dei fondi provenienti direttamente da Tongren.

HyperloopTT è controllata al 100% da Jumpstarter, piattaforma di crowdsourcing e startup di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio italiano, che ha tra i fondatori proprio Bibop Gresta (co-fondatore e Chairman di HyperloopTT). Digital Magics ha investito 320.000 Euro in Jumpstarter.

“Noi immaginiamo che Hyperloop svolgerà un ruolo decisivo nel tessuto economico della ‘Via della Seta’, collegando la regione al resto del mondo” ha dichiarato Dirk Ahlborn, CEO di Hyperloop Transportation Technologies. “La Cina spende più di 300 miliardi di Dollari l’anno in infrastrutture per riuscire a stare al passo con la rapida espansione urbana. Avendo lavorato a fianco dei nostri partner governativi, HyperloopTT è una soluzione ideale e concreta per questo problema imminente. Inoltre la topografia unica di Tongren ci permetterà di perfezionare i nostri vari metodi di costruzione con i nostri partner”.

“Tongren è sempre stata focalizzata sullo sviluppo sostenibile. La firma per realizzare HyperloopTT in Cina rappresenta un passo fondamentale per favorire la crescita dell’entroterra, un importante risultato del Tongren Great Investment Action Year e un progetto decisivo per ampliare e rafforzare l’economia locale” dichiara Chen Shaoron, Sindaco di Tongren. “Una volta completato, si punterà ad accelerare notevolmente la ricerca e lo sviluppo dell’HyperloopTT cinese, che sarà in grado di far crescere rapidamente l’industria High Tech e manifatturiera nella provincia di Guizhou, migliorando efficacemente la mobilità della città di Tongren e dei suoi abitanti, e di conseguenza, sostenere il turismo, gettando solide basi per lo sviluppo di ‘un distretto e cinque posti’ di Tongren”.

“La Cina è leader mondiale nella quantità di linee ad alta velocità costruite e ora sta cercando una soluzione più efficiente con HyperloopTT”, afferma Bibop Gresta, Chairman di HyperloopTT. “Abbiamo passato gli ultimi anni a cercare i partner giusti con cui lavorare in Cina e ora con una solida rete di relazioni, siamo pronti per creare il sistema HyperloopTT, rispettando le regolamentazioni cinesi”.

 

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OnePlus 6 Red arriva in Italia https://www.datamanager.it/2018/07/oneplus-6-red-arriva-in-italia/ Wed, 11 Jul 2018 18:30:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151068 Finalmente disponibile l’edizione limitata dello smartphone più amato dai nerd. Che ora cerca di ammaliare anche il pubblico femminile Non è stato facile rimanere la OnePlus di un tempo eppure la rampante startup ci sta riuscendo. Dopo milioni di smartphone venduti in tutto il mondo nel giro di una manciata di anni, lo spirito è […]

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Finalmente disponibile l’edizione limitata dello smartphone più amato dai nerd. Che ora cerca di ammaliare anche il pubblico femminile

Non è stato facile rimanere la OnePlus di un tempo eppure la rampante startup ci sta riuscendo. Dopo milioni di smartphone venduti in tutto il mondo nel giro di una manciata di anni, lo spirito è sempre lo stesso: continuare a innovare senza paura della concorrenza. Ed ecco allora che a un mese e mezzo dal lancio di OnePlus 6, la compagnia tira fuori dal cappello la Red Edition, versione speciale con scocca rossa. Solo un cambio di colore? In realtà si ma con un tocco di classe hi-tech ulteriore.

La nuova cromatura di cui si fregia OnePlus 6 è stata infatti ottenuta aggiungendo uno strato ulteriore al telefono, che dona un effetto unico al passare della luce. Un processo che, per l’azienda, è costato circa 5 dollari al pezzo, tuttavia senza causare un alzamento del prezzo di vendita.

Come è fatto

OnePlus 6 Red costa come la versione normale in nero e bianco, nella declinazione con 8 GB di RAM e 128 GB di storage: 569 euro. Sotto la scocca niente cambia: stesso processore Snapdragon 845, stessa dual-cam posteriore e mono frontale, stesso ingresso USB di Tipo-C e stessa ricarica Dash. Anche se in vetro, il retro non supporta ancora l’alimentazione wireless, dove è arrivata pure Apple con iPhone 8 e iPhone X. Il motivo? Proprio nel Dash Charge, ovvero la possibilità di portare in mezz’ora di tempo la batteria oltre il 60%, risultato possibile solo via cavo.

Quella di OnePlus con Red è ovviamente un’operazione commerciale che mira a estendere il riconoscimento del brand oltre gli affezionati. Il rosso brillante non passerà inosservato agli occhi del pubblico femminile desideroso di mettersi in borsa un oggetto che è hi-tech ma pure di design. Purtroppo non potranno ammirarlo nelle vetrine dei negozi visto che si acquista sempre e solo online, al massimo con qualche temporary pop-up in giro per il paese. Che ad oggi non sono confermati per la Red Edition.

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Anche Baidu sulla strada del bus senziente https://www.datamanager.it/2018/07/anche-baidu-sulla-strada-del-bus-senziente/ Fri, 06 Jul 2018 12:40:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150804 La compagnia cinese metterà sul mercato il suo veicolo senza pilota entro il 2019, a partire dal Giappone, così da precedere Tesla e Waymo Baidu, il gigante cinese del web, comparabile al Google dell’occidente, fa sul serio con i veicoli senzienti. La compagnia ha intenzione di portare in Giappone, entro il 2019, il suo primo […]

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La compagnia cinese metterà sul mercato il suo veicolo senza pilota entro il 2019, a partire dal Giappone, così da precedere Tesla e Waymo

Baidu, il gigante cinese del web, comparabile al Google dell’occidente, fa sul serio con i veicoli senzienti. La compagnia ha intenzione di portare in Giappone, entro il 2019, il suo primo autobus senza pilota. Non si tratterò di un vero esperimento, visto che la produzione conta già almeno 100 esemplari da spedire in giro per le strade di Tokyo e dintorni, operativi nel breve periodo.

I mezzi sono dei mini-bus della linea Apolong, con Livello 4 di autonomia. Ciò vuol dire che possono  guidare senza personale umano solo in condizioni specifiche e in aree geo-referenziate. Non aspettiamoci dunque che le grosse auto se ne vadano girovagando ovunque ma esclusivamente su percorsi determinati. Che è un po’ l’obiettivo delle automobili di primo pelo della concorrenza, destinate a operare su tratte concordate, come fossero tram sui binari.

Cosa sappiamo

Ad ogni modo, il progetto di Baidu è uno dei pochi veramente concreti sotto questo punto di vista. Le varie Tesla, Waymo e Uber hanno, in più di un’occasione, parlato delle loro idee di veicoli senzienti ma senza arrivare ad annunciare numeri, anni o dimensioni della produzione. Baidu invece, come detto, è ben avviata su una flotta vasta, che gode già della partnership con SB Drive, divisione self-driving di SoftBank, per l’immissione dei mini-bus a Tokyo e in altre città del Giappone entro il prossimo anno.

I mezzi ospiteranno Apollo 3.0, l’ultima versione della piattaforma di guida sviluppata da Baidu, che ha debuttato nel 2017. L’aggiornamento alla terza versione porta, stando alla compagnia, il supporto a servizi autonomi di parcheggio e alla possibilità di integrare il software anche su modelli di Land Rover, Hyundai, Honda e Ford, così da cominciare a sfruttare le capacità intelligenti pur in un ecosistema classico e tradizionale.

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Xiaomi ha messo gli Stati Uniti nel mirino https://www.datamanager.it/2018/07/xiaomi-ha-messo-gli-stati-uniti-nel-mirino/ Thu, 05 Jul 2018 16:59:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150745 Xiaomi ritiene di poter portare i suoi prodotti negli Stati Uniti entro la fine del 2019 nonostante la guerra dei dazi in corso tra America e Cina I rapporti tra Cina e Stati Uniti, almeno dal punto di vista commerciale, non sono propriamente idilliaci. Lo sanno bene aziende come Huawei e ZTE, i cui prodotti […]

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Xiaomi ritiene di poter portare i suoi prodotti negli Stati Uniti entro la fine del 2019 nonostante la guerra dei dazi in corso tra America e Cina

I rapporti tra Cina e Stati Uniti, almeno dal punto di vista commerciale, non sono propriamente idilliaci. Lo sanno bene aziende come Huawei e ZTE, i cui prodotti sono stati banditi dagli uffici federali americani per paura che possano diventare un rischio per la sicurezza nazionale. La seconda aveva ottenuto il ritiro del ban pagando una ricca multa ma il Senato ha poi reintrodotto il blocco poche settimane dopo. Nonostante tutti questi problemi ci sono aziende come Xiaomi che guardano con estremo interesse al mercato americano. Il Vice Presidente dell’azienda, Wang Xiang, ha infatti ribadito il concetto già espresso dal fondatore Lei Jun affermando che l’obiettivo è di portare i propri smartphone negli USA nel corso del 2019.

Xiang ritiene che gli Stati Uniti siano un mercato “molto attraente” e in cui spera “di poter fare qualcosa”. Lo sbarco in America passa comunque dagli accordi con gli operatori locali, passaggio fondamentale per poter aprire le porte degli USA. Xiaomi, che non solo ha aperto un secondo flagship store a Milano ma sta anche preparando il suo debutto alla Borsa di Hong Kong con una IPO da 6 miliardi, resta comunque molto ottimista per quanto riguarda i piani di espansione nonostante le evidenti difficoltà. Il quinto produttore di smartphone al mondo ritiene di poter sfruttare gli ottimi rapporti con Qualcomm e Alphabet, holding che gestisce tutte le attività di Google. Xiang prima di entrare in Xiaomi è stato il responsabile delle operazioni in Cina dell’azienda leader nel campo dei processori.

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