1,7 miliardi di dollari il prezzo per il ritorno di ZTE negli USA

La richiesta del governo di Washington, spifferata dalla Reuters, potrebbe dare l’opportunità alla cinese di tornare sul mercato statunitense

Il governo degli Stati Uniti ha fissato in 1,7 miliardi di dollari la multa ai danni di ZTE. Come sappiamo, la multinazionale cinese ha dovuto affrontare un paio di ban per la violazione di regole e normative statunitensi in materia di esportazione e privacy. In primo luogo, la compagnia avrebbe venduto fornitura tecnologica, prodotta negli States, a pesi nemici di Washington, come l’Iran, e inoltre sarebbero state messe in piedi operazioni di spionaggio ai danni di soggetti USA, tramite le infrastrutture del gruppo. A seguito della decisione di Trump e del Dipartimento del Commercio, ZTE ha fermato le attività produttive in America, rischiando di lasciare a casa anche diversi team globali e nella madrepatria Cina, con l’incubo di perdere anche la licenza Android.

Cosa succede

Qualche tempo fa era circolata voce di una possibile multa che, se pagata, avrebbe permesso a ZTE di tornare a produrre business negli Stati Uniti. Beh, questa somma è ora ufficiosa, come scrive la Reuters. Il totale si aggirerebbe intorno a 1,7 miliardi di dollari, quanto previsto dagli organi competenti per le infrazioni attribuite alla società.

Pare che in precedenza non vi fosse intenzione di concordare un totale del genere in vista del quale ZTE potesse tornare negli USA ma l’accordo sarebbe arrivato dopo vari incontri tra Washington e Pechino, la cui questione trascende le mere strategie commerciali e invade pericolosi e insidiosi territori politici. Tanto, che la maggioranza dei repubblicani non è nemmeno totalmente d’accordo con la decisione sostenuta da Trump, sostenendo la tesi del pericolo dello spionaggio perpetrato da una compagnia considerata molto vicina alla grande muraglia.

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