Coldiretti – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 03 Oct 2018 12:51:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Coldiretti – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Black list dei cibi più contaminati, vincono i broccoli cinesi https://www.datamanager.it/2016/04/black-list-dei-cibi-piu-contaminati-vincono-broccoli-cinesi/ Thu, 21 Apr 2016 12:08:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99639 Broccoli cinesi, prezzemolo del Vietnam e basilico dell’India in cima alla classifica dei cibi più contaminati presentata oggi da Coldiretti a Napoli Il record negativo va ai broccoli cinesi con la quasi totalità dei campioni risultati irregolari (il 92%) per la presenza di residui chimici. Seguono il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità […]

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Broccoli cinesi, prezzemolo del Vietnam e basilico dell’India in cima alla classifica dei cibi più contaminati presentata oggi da Coldiretti a Napoli

Il record negativo va ai broccoli cinesi con la quasi totalità dei campioni risultati irregolari (il 92%) per la presenza di residui chimici. Seguono il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità rilevate e il basilico dall’India, che non è risultato a norma in sei casi su dieci.

In piazza contro le speculazioni low cost

Questa classifica è stata stilata sulla base delle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel rapporto 2015 sui residui dei fitosanitari in Europa e presentata in occasione della mobilitazione promossa da Coldiretti. Sono migliaia gli agricoltori italiani scesi in piazza con i propri trattori a tutela della dieta mediterranea, contro le speculazioni low cost.

Trovare i broccoli cinesi in cima alla black list non stupisce, del resto la Cina nel 2015 aveva il primato dell’Ue per la segnalazione di prodotti alimentari irregolari, contaminati da micotossine, additivi e coloranti fuori dalle norme di legge.
Nella classifica dei prodotti più contaminati troviamo anche le melagrane dall’Egitto, che superano i limiti in un caso su tre (33%), l’11% delle fragole e il 5% delle arance che arrivano in Italia grazie alle agevolazioni sull’importazione concesse dall’Unione Europea. Segnalati anche il peperoncino della Thailandia e dai piselli del Kenia, ma anche la frutta del Sud America come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana che sono fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di Spinosad e Cypermethrin.

L’agricoltura italiana è la più green

Irregolare anche il 15% della menta del Marocco, altro Paese a cui sono state concesse agevolazioni dall’Unione Europea per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori che hanno danneggiato le produzioni nazionali. Proprio quest’ultimo accordo è tra i più contestati dagli agricoltori, perché nel Paese africano è consentito l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa.

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).

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Pizza patrimonio dell’umanità, petizione all’Unesco https://www.datamanager.it/2015/01/pizza-patrimonio-dellumanita-petizione-allunesco/ Fri, 30 Jan 2015 11:36:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68769 E’ con una petizione di 200mila firme, tra cui ministri e personaggi dello spettacolo, che è stato richiesto ufficialmente all’Unesco che la pizza diventi patrimonio dell’umanità La richiesta presentata alla Commissione italiana dell’Unesco, è stata lanciata dal presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio su Change.org, con il sostegno della Coldiretti e dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, […]

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E’ con una petizione di 200mila firme, tra cui ministri e personaggi dello spettacolo, che è stato richiesto ufficialmente all’Unesco che la pizza diventi patrimonio dell’umanità

La richiesta presentata alla Commissione italiana dell’Unesco, è stata lanciata dal presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio su Change.org, con il sostegno della Coldiretti e dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, ma ha trovato l’appoggio anche del ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, di quello dell’Istruzione Stefania Giannini e di quello dell’Ambiente Gianluca Galletti.

Anche tanti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport hanno sostenuto la petizione: Gabriele Muccino, Renzo Arbore, Luciana Littizzetto, Ilary Blasy, Jimmy Ghione, Eugenio Bennato e Giorgio Panariello. Tra gli sportivi i calciatori Totò di Natale, Fabio Quagliarella e anche tutta la squadra del Pisa.

Simbolo dell’identità nazionale

“Il riconoscimento dell’Unesco ha un valore straordinario per l’Italia che è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e la pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è chiaro che garantire l’origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale”.

Un prodotto che va tutelato

La Coldiretti evidenzia il fatto che quasi due pizze su tre (63 per cento) “sono ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori”.

“Troppo spesso – conclude Moncalvo – viene servito un prodotto preparato con mozzarelle ottenute non dal latte, ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, provenienti dall’est Europa, pomodoro cinese o americano invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale”.

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L’Ue boccia il semaforo britannico sugli alimenti https://www.datamanager.it/2014/10/lue-boccia-semaforo-sugli-alimenti-britannico/ Wed, 01 Oct 2014 16:59:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62041 L’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro il nuovo sistema di etichettatura degli alimenti a semaforo adottato nel Regno Unito Con grande soddisfazione di Coldiretti, l’Ue, che potrebbe infliggere una multa miliardaria ad Apple per il suo regime fiscale in Irlanda, ha avviato una procedura di infrazione contro il semaforo sugli alimenti adottato nel Regno Unito. […]

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L’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro il nuovo sistema di etichettatura degli alimenti a semaforo adottato nel Regno Unito

Con grande soddisfazione di Coldiretti, l’Ue, che potrebbe infliggere una multa miliardaria ad Apple per il suo regime fiscale in Irlanda, ha avviato una procedura di infrazione contro il semaforo sugli alimenti adottato nel Regno Unito. Il nuovo sistema di etichettatura nutrizionale, ideato per ridurre l’importazione di cibi ritenuti dannosi per la salute, è stato respinto per “presunta violazione del principio di libera circolazione delle merci”. La decisione di Bruxelles secondo l’associazione dei coltivatori, che ha sottolineato come cla crisi economica abbia portato ad un calo dei consumi di frutta e verdura, ha salvato l’esportazione dei nostri prodotti tipici verso la Gran Bretagna.

L’Ue boccia il semaforo inglese sugli alimenti

Il semaforo inglese segnalava al consumatore tramite un bollino rosso, giallo e verde la presenza di un certo tipo di sostanze ritenute dannose per salute come grassi, sali e zuccheri. Il problema è che questo sistema non si basa sulla quantità effettivamente consumate di questi elementi ma solamente sul fatto che l’alimento li contenga. Prodotti tipici e salutari come il Parmigiano Reggiano o l’olio extravergine d’oliva, che pare possa essere utile per fermare la crescita del cancro al colon, potevano ad esempio essere esclusi dalla dieta dei cittadini inglesi nonostante il loro valore nutrizionale sia molto elevato. Le bevande gassate senza zucchero, molto meno salutari, avrebbero potuto invece ottenere il semaforo verde.

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Per gli italiani l’attenzione all’ambiente significa lavoro https://www.datamanager.it/2014/09/per-gli-italiani-lattenzione-allambiente-significa/ Mon, 22 Sep 2014 14:01:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61344 Secondo Coldiretti, la quasi totalità degli italiani ritiene che salvaguardare l’ambiente favorisca l’economia e porti posti di lavoro Gli italiani hanno dimostrato ancora una volta la propria attenzione all’ambiente. In occasione della People’s Climate March, l’evento globale per sensibilizzare i governi nei confronti dell‘innalzamento delle temperature, Coldiretti ha effettuato un sondaggio in cui è emerso […]

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Secondo Coldiretti, la quasi totalità degli italiani ritiene che salvaguardare l’ambiente favorisca l’economia e porti posti di lavoro

Gli italiani hanno dimostrato ancora una volta la propria attenzione all’ambiente. In occasione della People’s Climate March, l’evento globale per sensibilizzare i governi nei confronti dell‘innalzamento delle temperature, Coldiretti ha effettuato un sondaggio in cui è emerso che l’84% degli italiani, contro il 74% delle media europea, ritiene che tutelare l’ambiente porti vantaggi in termini economici e aiuti a creare posti di lavoro.

Salvare l’ambiente fa bene alla salute e al portafoglio

Dai dati diffusi da Coldiretti risulta che l’89% degli italiani ritiene che proteggere l’ambiente abbia un effetto positivo sulla vita quotidiana, in particolare per quanto riguarda la salubrità dell’aria. L’associazione inoltre ha dimostrato che questa “sensibilità ambientale” è stata effettivamente confermata dai comportamenti. Il 30% dei nostri connazionali ha acquistato nell’ultimo mese prodotti locali. La stessa Coldiretti aveva evidenziato come importare alimenti fuori stagione può avere un costo non indifferente sulla salute del Pianeta. Inoltre, il 31% ritiene che sia meglio utilizzare i mezzi pubblici rispetto alla vettura privata.

Alla luce di questo sondaggio, Coldiretti ha creato un decalogo di regole utili per salvaguardare l’ambiente. Ridurre gli imballaggi al minimo, acquistare prodotti di stagione e locali, riciclare e non sprecare il cibo, aspetto che costa a livello globale cifre astronomiche, sono alcune dei buoni comportamenti per far sì che le terribili previsioni degli esperti sul futuro della Terra vengano smentite.

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Le ciliegie cilene sono il frutto più inquinante https://www.datamanager.it/news/le-ciliegie-cilene-sono-il-frutto-pi-inquinante-56991.html Thu, 05 Jun 2014 14:41:37 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/le-ciliegie-cilene-sono-il-frutto-piu-inquinante/ Coldiretti ha stilato la classifica dei prodotti la cui importazione, a svantaggio del consumo di prodotti locali, provoca maggiore inquinamento Mangiare frutta fuori stagione ha un costo per l’ambiente non indifferente. L’allarme è stato lanciato da Coldiretti, che ha stilato una classifica degli alimenti “più inquinanti”, in occasione della Giornata dell’Ambiente (5 giugno). La top […]

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Coldiretti ha stilato la classifica dei prodotti la cui importazione, a svantaggio del consumo di prodotti locali, provoca maggiore inquinamento

Mangiare frutta fuori stagione ha un costo per l’ambiente non indifferente. L’allarme è stato lanciato da Coldiretti, che ha stilato una classifica degli alimenti “più inquinanti”, in occasione della Giornata dell’Ambiente (5 giugno).

La top 10 dei prodotti che provocano maggiore inquinamento

Al primo posto nella classifica dei prodotti che provocano indirettamente il maggior impatto ambientale troviamo le ciliege del Cile. Coldiretti ha stimato che per un chilo di questo frutto che finisce sulle tavole degli italiani debbono essere percorsi 12mila km. Ciò implica un consumo di 6,9 kg di petrolio e l’emissione di 21,6 kg di anidride carbonica. La stessa cosa vale per le rose dell’Ecuador, che sono legate anche a fenomeni di sfruttamento del lavoro e uso di pesticidi pericolosi, o i fagiolini egiziani.

La classifica

1) Ciliegia dal Cile

2) Mirtilli dall’Argentina

3) Asparagi dal Perù

4) Noci dalla California

5) Rose dall’Ecuador

6) More dal Messico

7) Anguria dal Brasile

8) Meloni di Guadalupa

9) Melograni da Israele

10) Fagiolini dall’Egitto

Coldiretti consiglia quindi di consumare prodotti locali, di stagione e a chilometri zero.”Fare la spesa con attenzione all’ambiente significa anche impegnarsi per il territorio, la cultura, le tradizioni ed i prodotti che rendono il Made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l’economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi”, ha affermato il presidente dell’associazione, Roberto Moncalvo.

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Longevità, ultracentenari raddoppiati grazie alla dieta mediterranea https://www.datamanager.it/news/longevit-ultracentenari-raddoppiati-grazie-alla-dieta-mediterranea-54663.html Mon, 17 Mar 2014 11:00:21 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/longevita-ultracentenari-raddoppiati-grazie-alla-dieta-mediterranea/ Nell’arco degli ultimi dieci anni gli ultracentenari in Italia risultano più del doppio (+138%): sarebbero 15080 gli “over 100”, stando al più recente censimento della popolazione da parte dell’Istat

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Nell’arco degli ultimi dieci anni gli ultracentenari in Italia risultano più del doppio (+138%): sarebbero 15080 gli “over 100”, stando al più recente censimento della popolazione da parte dell’Istat

Questi sono i dati messi in evidenza da Coldiretti in occasione dell’inizio della Settimana nazionale per la prevenzione oncologica negli agriturismi di Campagna Amica – Terranostra, che coglieranno l’occasione per preparare ai propri ospiti dei gustosi piatti anti-invecchiamento e antitumorali, in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt).

Il risultati, continua la Coldiretti, rilevano aumento generale della longevità negli ultimi dieci anni un aumento della vita media di 2,4 anni per gli uomini e di 1,7 anni per le donne.

Tirando le somme, oggi si può dire che gli italiani siano tra i più longevi del mondo, con una vita media che ha raggiunto i 79,4 anni per gli uomini e a 84,5 per le donne.

La dieta elisir di lunga vita

E’ ormai noto quanto la dieta mediterranea influisca positivamente non solo sulla forma fisica ma anche sulla longevità, attivando gli enzimi che regolano la rigenerazione cellulare: un vero e proprio elisir di lunga vita dunque.
Sembra che addirittura, secondo un recente studio, questo tipo di alimentazione riduca gli effetti negativi dello smog, oltre che aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari. 

Anche Coldiretti ricorda gli effetti benefici della dieta mediterranea, segnalando però che con la crisi «è crollato il consumo di alcuni prodotti cardine della nostra dieta, dall’olio di oliva extravergine (6%) al pesce (-20%) alla pasta (-9%) all’ortofrutta (-3%).»

E’ proprio per incentivare una ripresa del consumo di questi prodotti che è sono state pensate queste ricette portate sulle tavole degli agriturismi, realizzate con ingredienti dalle note proprietà benefiche: si va dagli spinaci ai frutti di bosco, dalle noci alle nocciole, senza far mancare ovviamente pasta e riso integrali, ma anche legumi e vino rosso, che contiene il resveratrolo, una sostanza che è in grado di lenire gli effetti delle malattie causate da demenza vascolare come Alzheimer, Parkinson e morbo di Huntington.

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La tecnologia green spinge l’agricoltura: ridotto del 40% il consumo energetico https://www.datamanager.it/news/la-tecnologia-green-spinge-l-agricoltura-ridotto-del-40-il-consumo-energetico-45275.html Mon, 18 Mar 2013 16:28:21 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/la-tecnologia-green-spinge-lagricoltura-ridotto-del-40-il-consumo-energetico/ L’Italia primeggia in Europa per l’utilizzo di tecnologie sostenibili in agricoltura, ciò si traduce in vantaggi sia per l’ambiente che per la crescita del settore

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L’Italia primeggia in Europa per l’utilizzo di tecnologie sostenibili in agricoltura, ciò si traduce in vantaggi sia per l’ambiente che per la crescita del settore

Nonostante la crisi, l’agricoltura italiana si piazza ai primi posti per innovazione e rappresenta un’opportunità soprattutto per i più giovani che faticano a trovare un impiego. Il rapporto Agreenculture, redatto da Fondazione Symbola e Coldiretti, ha messo in luce l’eccellenza del nostro Paese nell’ambito delle soluzioni green utilizzate in campo agricolo e ha mostrato che lo stato di salute del settore è ottimo.

Soluzioni green in campo agricolo

Tra il 2009 e il 2011, il 54,9% delle imprese agricole ha dichiarato di aver ridotto l’utilizzo di energia e acqua e il 22% di aver ridotto sensibilmente l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti. Dal 2008 al 2010 è stato anche ridotto il consumo energetico per unità di prodotto del 40% e soprattutto gli scarti di lavorazione. Nel campo delle macchine agricole ecosostenibili, l’Italia è seconda solo alla Germania. Le 2mila imprese del settore generano 7,3 miliardi di euro con un valore aggiunto di 1,4 miliardi di euro. Crescono anche gli investimenti, che arrivano a 226 milioni di euro per il 2012, e soprattutto l’export che raggiunge i 3,8 miliardi di euro (+14,32 rispetto al 2010). Ad oggi l’Italia esporta quasi la totalità della sua produzione di trattori agricoli: solo 14.512 trattori su 67.954 sono stati venduti in Italia nel 2011.

Rispetto dell’ambiente vuol dire crescita

I risultati raggiunti “sono resi possibili dall’elevata tecnologia dei processi produttivi, ivi compresi quelli della meccanizzazione agricola che garantiscono alimenti di pregio per le nostre tavole e che ci fanno ottenere straordinari risultati nell’export. – spiega Albano Agabiti della Coldiretti – La tecnologia è anche alla base della diversificazione delle nostre produzioni, del rispetto ambientale, dell’utilizzo sapiente delle risorse naturali, prima tra tutte l’acqua e della salvaguardia del territorio e del paesaggio”. Nel nostro Paese infatti ci si è resi conto che la tutela delle risorse naturali non porta solo vantaggi all’ambiente ma anche all’economia.

Un’opportunità per i giovani

Il settore dell’agricoltura è quello che gode di maggiore salute in Italia. L’export di prodotti alimentari made in Italy è cresciuto del 6% generando 31,8 di miliardi di euro. Crescono i lavoratori dipendenti impiegati in questo campo (+3,6%) e sono per la maggior parte giovani. Sono ben 57mila imprese condotte da under 35. L’agricoltura si tinge anche di rosa, un’azienda agricola su tre è guidata da una donna.

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Niente più pasta nel 2050 https://www.datamanager.it/news/niente-pi-pasta-nel-2050-42881.html Wed, 12 Dec 2012 14:12:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/niente-piu-pasta-nel-2050/ A causa del surriscaldamento globale pane e pasta potrebbero scomparire dalle nostre tavole

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A causa del surriscaldamento globale pane e pasta potrebbero scomparire dalle nostre tavole

Il Newsweek lancia l’allarme: fra 40 anni il grano duro potrebbe scomparire dalla faccia della Terra.

Colpa del surriscaldamento globale

Uno degli alimenti base della dieta mediterranea potrebbe scomparire a causa dell’aumento della temperatura globale che non permetterebbe la crescita delle piante di grano. Il Newsweek ha sottolineato come la scomparsa della pasta sarebbe un evento che definire tragico è riduttivo per il nostro Paese: “L’Italia subirebbe un infarto culturale”.

Un problema reale

Secondo quanto riporta l’International Food Policy Research Institute (Ifpri), entro il 2050 nelle zone del Midwest di Stati Uniti e Canada, nord della Cina, India, Russia e Australia ci saranno estati sempre più calde e la produzione di grano in quel periodo potrebbe diminuire del 23-27 % se non saranno prese adeguate contromisure. “Siamo preoccupati”, ha dichiarato Gerald Nelson, ricercatore del Ifpri.

In Italia la questione non sembra porsi…almeno per ora

Nonostante l’allarme lanciato dal Newsweek, la Coldiretti ha fatto sapere che la siccità estiva in Italia nel 2012 non ha intaccato il raccolto di grano duro destinato a diventare pasta che è anzi aumentato del 12% mentre quello tenero è cresciuto del 21%.

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