CRM – Customer Relationship Management – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:38:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png CRM – Customer Relationship Management – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 HansaWorld: Standard ERP offre delle soluzioni per il GDPR e la fatturazione elettronica https://www.datamanager.it/2018/07/hansaworld-standard-erp-offre-delle-soluzioni-per-il-gdpr-e-la-fatturazione-elettronica/ Fri, 27 Jul 2018 09:18:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152268 Cosa è HansaWorld HansaWorld è una multinazionale dell’industria IT, specializzata nello sviluppo di sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) e CRM (Customer Relationship Management). Trent’anni di esperienza ed innovazione le hanno dato la conoscenza e la consapevolezza di ciò che sia meglio per le attività di business dei nostri giorni. I software di HansaWorld per la […]

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Cosa è HansaWorld

HansaWorld è una multinazionale dell’industria IT, specializzata nello sviluppo di sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) e CRM (Customer Relationship Management). Trent’anni di esperienza ed innovazione le hanno dato la conoscenza e la consapevolezza di ciò che sia meglio per le attività di business dei nostri giorni.

I software di HansaWorld per la gestione dell’azienda consentono agli utenti di focalizzarsi su ciò che sanno fare meglio, lasciando alla tecnologia dei prodotti il compito di gestire i più complessi e dispendiosi processi amministrativi e analitici. Standard ERP, l’Enterprise Resource Planning, e la famiglia di prodotti Standard (Standard Accounts, Standard CRM, Standard POS, Standard Hotel e Standard Eats) sono disponibili per tutti gli ambienti operativi e compatibili con ogni dispositivo e infrastruttura.

HansaWorld in Italia

Nel trentennale percorso di sviluppo dell’azienda HansaWorld ha aperto più di 20 uffici in tutto il mondo, in modo da poter essere sempre vicini a clienti e partner. Quando nel 2012 la strategia aziendale aveva previsto l’entrata nei mercati di tutti i paesi membri del G10, fu deciso di avviare una divisione di sviluppo anche a Milano.

“Inizialmente in Italia sono stati rilasciati solo i prodotti della famiglia Standard, per esempio, il gestionale Standard Accounts, distribuiti attraverso gli App Stores”, dice Reda Giliauske, il country manager per l’Italia, “ma rapidamente Italia divenne uno dei tre paesi con più downloads in tutto il gruppo HansaWorld. Visto il successo, nel 2016 iniziò la distribuzione in Italia di Standard ERP.”

Nel 2015 HansaWorld avviò il suo ufficio locale come HansaWorld Italy srl. “La nostra presenza sul territorio ci ha dato la possibilità di avvicinarci ai nostri clienti e partner migliorando costantemente la nostra presenza nel mercato, caratterizzata da un alto livello di servizio verso i nostri clienti, specifico per le esigenze del mercato italiano”, racconta Reda Giliauske.

“I nostri due partner commerciali più attivi sono GreenBee e KeyTech, distributori dei nostri sistemi ERP e service provider di servizi tecnici edinfrastrutture IT”, dice Giuseppe Lopes, il product manager e responsabile per lo sviluppo dell’azienda italiana, “invece, IBM rappresenta il nostro principale partner tecnico, non solo fornendoci la più moderna e affidabile piattaforma Cloud sul mercato, ma anche promuovendo HansaWorld e i suoi prodotti nella sua estesa rete di partner. Al contempo continua la cooperazione con Epson, leader mondiale nelle produzione di stampanti fiscali”.

Un numero crescente di clienti in combinazione con lo sviluppo specifico dei prodotti in base alle esigenze del mercato italiano, sta portando alla espansione dell’azienda italiana. “Molti dei clienti su piattaforme software datate come ACG/AS400, possono beneficiare di un processo di migrazione a Standard ERP veloce ed economico. Come risultato di questo incremento di installazioni dobbiamo allargare la compagine aziendale prima della fine dell’anno, nonché l’estensione della localizzazione delle funzionalità dei nostri prodotti.”, dichiara Giuseppe Lopes.

Localizzazione dei prodotti

Avere dei clienti e dei partner in più di 110 paesi nel mondo ha fatto guadagnare ad HansaWorld una esperienza significativa in localizzazione del sistemi ERP e gestionali. I prodotti di HansaWorld sono completamente localizzati per l’Italia, in modo da soddisfare anche le complicate regolamentazioni fiscali.

“I nostri prodotti possono essere customizzati secondo le specifiche esigenze di ogni cliente. Funzioni  aggiuntive possono essere integrate se e quando la gestione richiedesse procedure specifiche”, dice Giuseppe Lopes. “Abbiamo anche delle forti soluzioni verticali per diverse industrie. Un esempio è il nostro modulo CRM, che consente alle aziende di organizzare, rendere più efficienti e automatizzare tutte le comunicazioni con i suoi clienti e fornitori”.

È chiaro quanto sia importante fornire ai clienti un sistema potente e affidabile costantemente aggiornato alle ultime tecnologie. Forti di 32 anni di esperienza in warehousing e stock i software di HansaWorld possono sostituire i sistemi più obsoleti e così ampliare le funzionalità in ragione della crescita del loro business.

Nuovi moduli

Nell’ultima versione di Standard ERP, sono state incluse tutte le funzionalità necessarie per la compliance al GDPR. Inoltre l’integrato sistema di gestione documentale consente la raccolta a norma di tutti i documenti, rispettando le specifiche delle stringenti linee guida sulla privacy.

Tutta la famiglia di prodotti di HansaWorld ha un supporto completo dei cicli di fatturazione elettronica con l’integrazione di servizi dei maggiori service provider di conservazione sostituta a norma.

Per ulteriori informazioni su HansaWorld ed i suoi prodotti visita il nostro sito web: www.hansaworld.com o www.standard-accounts.com

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Mobile, cloud e big data guidano l’evoluzione di ERP e CRM https://www.datamanager.it/2018/06/mobile-cloud-e-big-data-guidano-levoluzione-di-erp-e-crm/ Thu, 14 Jun 2018 09:52:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149613 I nuovi paradigmi IT hanno modificato le regole del gioco. Importante – però – resta la competenza di vendor e di system integrator, indispensabile per aiutare l’utente a fare la scelta più adatta. Negli scenari futuri, ulteriori opportunità potrebbero derivare dal machine learning I sistemi ERP e CRM sono stati, per anni, la struttura portante […]

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I nuovi paradigmi IT hanno modificato le regole del gioco. Importante – però – resta la competenza di vendor e di system integrator, indispensabile per aiutare l’utente a fare la scelta più adatta. Negli scenari futuri, ulteriori opportunità potrebbero derivare dal machine learning

I sistemi ERP e CRM sono stati, per anni, la struttura portante nella gestione delle attività aziendali. Anche oggi l’ERP, che integra la gestione di processi rilevanti per l’impresa, come vendite, acquisti, gestione magazzino e molti altri, e il CRM, che contribuisce ad analizzare e gestire la relazione con i clienti, sono fondamentali per l’operatività delle aziende. ERP e CRM sono però al centro di un processo di evoluzione, guidata dall’avvento di nuovi paradigmi IT, che hanno modificato lo scenario. Grazie ai dispositivi mobile e ad apposite app, gli utenti possono accedere ai dati aziendali ovunque e in ogni momento. Il cloud computing, innovativo paradigma di erogazione di risorse informatiche tramite la rete, è sempre più pervasivo. Il volume di dati, in continua crescita, che ha dato origine al fenomeno dei big data e con cui le aziende devono confrontarsi ogni giorno, richiede modalità sempre più efficaci di analisi e gestione per ottenere le informazioni utili a prendere le migliori decisioni.

Un’ulteriore evoluzione potrà essere costituita dal machine learning, che, grazie all’uso di metodi matematico-computazionali, consentirà sempre più a pc e altri dispositivi di apprendere informazioni direttamente dai dati. Stando alle previsioni di IDC, il mercato del software ERP, a livello mondiale, crescerà dai 25,4 miliardi di dollari nel 2016 a 33,6 miliardi di dollari nel 2021, producendo un CAGR (il tasso di crescita annuale composto), per un periodo di cinque anni, del 5,7%. La domanda per le soluzioni software ERP continua a salire, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni cloud, tendenza evidenziata già dal 2016. Il CAGR sui cinque anni per l’ERP cloud è previsto, per il 2021, a quota +26,3%. L’adozione di applicazioni ERP in cloud potrà cannibalizzare i ricavi derivati dagli ERP on-premise.   Anche le previsioni sul mercato delle applicazioni CRM sono positive: le soluzioni di questo tipo toccheranno un valore di 50,6 miliardi di dollari entro il 2021, con un tasso di crescita annuale composto del 9.0%. Pure in questo caso la quota di ricavi riguardanti le applicazioni software basate su cloud continuerà a superare la quota derivata dalle applicazioni on premise.


#integrazione #OperationalAnalytics Piattaforme #ERP e CRM sempre più smart
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OBIETTIVO INTEGRAZIONE

Secondo Giancarlo Vercellino, research and consulting manager di IDC Italia, due sono le tendenze emergenti nel mondo ERP. La prima riguarda l’integrazione sempre più forte con gli operational analytics. Di conseguenza, le piattaforme ERP stanno diventando sempre più intelligenti e capaci di integrare dati amministrativi/contabili a una visione più estesa e profonda sulle operazioni aziendali. «Tutto questo – spiega Vercellino – non potrà che rafforzarsi con il progredire dell’Industry 4.0 soprattutto per il segmento enterprise». La seconda tendenza, valorizzata spesso dalle PMI, è quella di migrare verso piattaforme cloud. Relativamente al CRM, una delle trasformazioni più importanti è legata all’integrazione con la logica omnichannel. Sempre più strategica, è percepita la capacità di realizzare un coordinamento più efficace delle informazioni tramite tutti i touchpoint, obiettivo forse ancora ambizioso per molte aziende. L’impatto di mobility, cloud e big data è stato essenziale nel ridisegno delle soluzioni dei principali operatori: quasi tutte le nuove soluzioni e gli aggiornamenti sono concepiti in una logica “cloud and mobile first”. Un po’ alla volta questo impatto si riflette nei processi aziendali e nell’organizzazione del lavoro. «Lo smart working – constata Vercellino – sta diventando sempre più comune nel segmento enterprise e la globalizzazione andrà incontro a una seconda fase di evoluzione». Il machine learning giocherà un ruolo essenziale nel futuro degli analytics e in molti contesti potrebbe diventare uno strumento chiave per costruire interfacce conversazionali sempre più evolute con i sistemi informativi aziendali. «Ma stiamo parlando di scenari che richiedono ancora anni prima di delinearsi in modo chiaro» – precisa Vercellino.

ERP E CRM ANCHE PER PMI

Anche le aziende percepiscono che il mercato ERP e CRM è mutato. Non sono più solo le grandi imprese a dotarsi di questi strumenti. Anche per le piccole e medie imprese, ERP e CRM ormai sono indispensabili per agire con prontezza alle richieste dei clienti, per innovare e internazionalizzarsi. Fondamentale è l’integrazione tra sistemi. «ERP e CRM sono espressioni che, oggi, rientrano nel linguaggio comune anche delle PMI, che sentono il bisogno di solide fondamenta gestionali per supportare innovazione e internazionalizzazione» – esordisce Franco Asperti, co-founder di Real-Time. «Questa copertura ha creato i presupposti necessari per cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione verso l’impresa 4.0». Sull’importanza dell’integrazione insiste Giorgio Mini, vicepresidente Zucchetti. «ERP e CRM – afferma – sono tra le priorità d’investimento degli IT manager, ma rispetto al passato le imprese cercano sempre più integrazione tra queste applicazioni per gestire meglio le informazioni aziendali, in particolare per conoscere in modo più approfondito i clienti e interagire con loro con prontezza e proattività».

Per Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, la digitalizzazione dell’ecosistema produttivo e industriale italiano è un processo irreversibile. «La maggioranza delle imprese produttive italiane, le PMI, deve dotarsi di strumenti gestionali appropriati, utili a evolvere» – spiega il managing director. «Prevedo vivacità sul mercato. Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia vanta un gestionale come Arca Evolution, solida piattaforma orizzontale che si presta a soluzioni specializzate per molti comparti produttivi. Questa estrema personalizzazione è possibile grazie alla partnership che ci lega con i nostri partner certificati che operano sul territorio e affiancano le imprese locali nella risoluzione dei problemi della gestione digitale imprenditoriale proponendo gestionali per le specifiche esigenze».

PARTNER AFFIDABILI

Dunque, non solo prodotti e soluzioni sono importanti. Fondamentale è anche il ruolo dei partner, che devono essere competenti e affidabili, senza trascurare l’impegno dei vendor. Solo così sarà possibile far fronte ai bisogni di un mondo in costante evoluzione. Secondo Daniele Meneguzzi, CFO e business unit manager, ERP & Sistemi Informativi di SB Italia i partner devono garantire oltre a vision e competenza, anche affidabilità e capacità di implementazione nei tempi e costi pianificati. Meneguzzi evidenzia che una tendenza attuale è quella della concentrazione dei player. «Le aziende cercano soluzioni davvero integrate con la gestione digitale di documenti e processi e con capacità di business analytics, a cui si aggiunge sempre più spesso il poter operare a livello internazionale».

Gian Domenico Ceroni, president & CEO di VM Sistemi evidenzia che, in ogni mercato, la tecnologia è un fattore abilitante al bisogno di evoluzione: «I vendor tecnologici, come noi integrator, si pongono ogni giorno l’obiettivo di far evolvere le soluzioni superando continuamente lo stato dell’arte, seguendo le direttrici identificate dai macro-trend economici. Le imprese, in base alla propria propensione all’innovazione e al livello di sensibilità per i macro-trend, ricercano sul mercato la soluzione più adatta. Nell’attuale quarta rivoluzione industriale abbiamo anticipato il mercato, sviluppando soluzioni verticali dedicate ai vari settori del comparto della distribuzione, proponendo ERP che supportano la crescita dei nostri clienti, all’insegna dell’istantaneità».

Angelo Benvenuti, CEO, founder P&A Solutions puntualizza che ERP è sinonimo di stabilità nella gestione dei processi e delle architetture consolidate. In questo periodo di innovazione, la tendenza dominante è la tecnologia come elemento distintivo. Alcuni player di mercato rivisitano le soluzioni già in uso, dotandole di un data base che lavora in modalità in-memory, consentendo l’elaborazione di big data in tempi rapidi.


#Mobile #Cloud e #Bigdata guidano l’evoluzione di #ERP e #CRM – @IDCItaly
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NUOVI PARADIGMI IT

I nuovi paradigmi IT, quali mobile, cloud e big data hanno davvero influito sul processo di evoluzione di ERP e CRM. «Hanno influito tantissimo, cambiando la logica di fruizione degli applicativi» – conferma Giorgio Mini di Zucchetti. «Le informazioni generate da ERP e CRM devono essere accessibili ovunque e in qualsiasi momento, da ogni dispositivo. Tutto questo ha comportato la necessità di abbinare la ricchezza funzionale alla semplicità di utilizzo con l’introduzione di interfacce grafiche sempre più intuitive. Zucchetti ha raggiunto questo obiettivo con Infinity 4.0, piattaforma applicativa in tecnologia web capace di esaltare i vantaggi dei nuovi paradigmi IT senza pregiudicare l’operatività aziendale e gli aspetti transazionali dell’ERP». Anche Franco Asperti di Real-Time concorda sull’importanza dei nuovi paradigmi IT: «Il moderno sistema informativo aziendale mette in simbiosi ERP, CRM e piattaforme di business intelligence in grado di intercettare digitalmente le potenziali fonti di business e di trasformare l’imponente massa di dati disponibili in informazioni a valore aggiunto accessibili, fruibili ed elaborabili in modalità always-on». Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi sottolinea che se l’istantaneità di ricerca, di esecuzione delle operazioni e di risposta è l’orizzonte a cui puntare, vengono da sé tutti gli ingredienti utili a raggiungere questo obiettivo: potenza di calcolo, correlazione e analisi di ampie moli di dati (big data) in tempo reale, accesso alle informazioni sempre e ovunque (mobile). Questi elementi supportano le imprese a convergere verso la gestione delle relazioni con il cliente finale e quindi con un sistema di CRM che abbia soprattutto la capacità di anticiparne i bisogni, per trasmettere sicurezza e accrescere fiducia ed empatia.

MOBILE E CLOUD DOMINANO

Daniele Meneguzzi di SB Italia constata che mobile, cloud e big data sono diventati requisiti indispensabili per rendere l’azienda davvero digitale. «Tutte le piattaforme che gestiamo come SB Italia sono disponibili in cloud e includono l’operatività con dispositivi mobili» – precisa Meneguzzi. Secondo Pierfrancesco Angeleri di Wolters Kluwer, il paradigma che ha influito di più è la mobilità. «Abbiamo considerato le imprese in modo olistico e tutti i processi aziendali, anche quelli extracontabili» – afferma Angeleri. «Gestirli, anche in mobilità, accedendo da qualsiasi browser, e con ogni dispositivo, ai processi definiti rende l’azienda efficiente ed efficace. Nell’ecosistema Arca Evolution abbiamo realizzato una soluzione, Arca GP (Gestione Processi) che permette di strutturare, organizzare e monitorare i processi aziendali che ruotano attorno ai clienti e ai business partner, consentendo all’azienda di ottenere più efficienza, controllo delle performance, efficacia di vendita, soddisfazione dei clienti, qualità del prodotto e del servizio». Anche Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One sottolinea che i temi del mobile e del cloud hanno modificato le aspettative e i modi di utilizzo degli strumenti ERP e CRM. «Oggi – afferma Paola Pomi – diamo per scontato che le soluzioni ERP e CRM siano fruibili in modalità mobile, che supportino l’organizzazione e la velocità dei processi dove e quando serve, con dati contestualizzati e personalizzabili. Il tema del cloud può, con diverse modalità, essere un elemento abilitante. In particolare Sinfo One ha investito per offrire la propria soluzione proprietaria, Si Fides, in modalità on-premise e cloud (IaaS, PaaS, SaaS). Credo, comunque, che il cloud non debba togliere la possibilità ai clienti di personalizzare i propri strumenti. Il percorso verso il cloud intrapreso con le nostre soluzioni ci consente di garantire ai clienti aree di specificità, così come è ed era nativamente nella versione on-premise».

Angelo Benvenuti di P&A Solutions ammette che la scelta di intraprendere la strada del cloud è sempre più frequente. «Questo percorso – spiega – può essere avviato sviluppando soluzioni acquistate dal mercato, fruibili solo in cloud. La seconda strada è quella degli accordi con big player, che hanno creato una rete di infrastrutture che fungono da supporto tecnologico. L’obiettivo è far evolvere le piattaforme software verso soluzioni più innovative, contenendo i costi o installando in modalità cloud la propria piattaforma, pagando l’uso dell’hardware, per esempio a tempo di utilizzo». L’accento sul tema del cloud è posto anche da Attilio Semenzato, presidente di EOS Solutions. «Il cloud – dichiara – permette di aprire nuovi orizzonti e, grazie all’interconnessione, dà vita a programmi che dialogano tra loro, producendo risultati utili e più fruibili dalle imprese in tempi ridotti e facilitando l’uso di business application». Secondo Semenzato, e-commerce e big data analytics, insieme alla crescita di personale che usa dispositivi mobili per lavorare, sono tendenze che gli ERP di nuova generazione valorizzano, permettendo di dialogare in tempo reale con i soggetti esterni all’azienda, appartenenti alla filiera produttiva. Inglobando sistemi di business intelligence, i nuovi ERP consentono di usare funzionalità di reporting avanzate e la creazione di report personalizzati in tempo reale. Oggi, le imprese possono unire i vantaggi dei sistemi ERP con la tecnologia cloud e avvalersi del gestionale in modalità SaaS.

EVOLUZIONE CONTINUA

In futuro, ERP e CRM proseguiranno la loro evoluzione. «Elementi di intelligenza artificiale saranno sempre più presenti nelle soluzioni, soprattutto per accelerare i tempi di risposta verso i clienti per attività di assistenza, marketing, servizi post vendita e così via» – spiega Giorgio Mini di Zucchetti. «Nella nuova generazione di ERP Zucchetti abbiamo già introdotto chatbot e altri elementi di machine learning; i riscontri dei nostri utenti sono molto positivi». Secondo Franco Asperti di Real-Time, dalla registrazione di un’attività CRM comunicata verbalmente all’ERP alla produzione di analisi predittive, il machine learning è una delle tecnologie che avrà sempre più importanza e migliorerà il lavoro e la vita delle persone. Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi dichiara: «Per noi il futuro è già oggi. Il connubio fra la potenza di SAP Business One e la nostra esperienza trentennale nel mondo della distribuzione ha dato vita a una netta linea di demarcazione con il tradizionale. Possiamo comunque guardare già oltre, seguendo la roadmap di SAP Business One, attraverso cui l’innovazione delle nostre soluzioni ERP è già stata pianificata fino al 2023».


Sale la domanda di soluzioni #ERP soprattutto in modalità #Cloud – @IDCItaly
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FARE LA SCELTA GIUSTA

Infine, che consigli dare a un’azienda interessata a soluzioni ERP e CRM ma anche desiderosa di dotarsi di soluzioni adatte a far fronte alle esigenze dell’attuale scenario? Secondo Giancarlo Vercellino di IDC è impossibile dare un suggerimento unico, valido per ogni impresa in qualsiasi settore: «Probabilmente, l’unica indicazione valida è quella di puntare su soluzioni più standard possibili, perché nel medio lungo periodo saranno indispensabili per muoversi negli ecosistemi di produzione 4.0». Per Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi, invece, il primo consiglio è quello di mantenere la specificità che ha consentito all’azienda di crescere ed essere competitiva sul mercato. «Non bisogna accontentarsi di un software gestionale standard, ma adottare strumenti flessibili che valorizzano i punti di forza aziendali e stimolano la crescita, focalizzando gli ambiti di miglioramento del business, soprattutto in termini di politiche di vendita e di controllo oculato delle marginalità. Senza tralasciare la scelta del partner adeguato alla propria realtà, che deve conoscere bene i requisiti impliciti del mercato di riferimento».

Franco Asperti di Real-Time sottolinea l’importanza di puntare su di un vendor solido. Elementi da considerare sono anche la stabilità e completezza funzionale, la possibilità di contare su di un CRM pervasivo all’interno di tutti i processi, su tecnologie allo stato dell’arte e sulla disponibilità di una roadmap di sviluppo. L’implementatore deve essere in grado di porsi come un vero partner. Il contare su un partner che possa garantire competenza, capacità e concretezza per aiutare l’azienda a scegliere e sviluppare una soluzione che rappresenti un passo avanti significativo nella digitalizzazione è, anche per Daniele Meneguzzi di SB Italia, fondamentale. «Un esempio per tutti – dice – il progetto SAP Business One in Cloud, disegnato e implementato da SB Italia per Dorna, azienda internazionale che gestisce eventi sportivi come i campionati mondiali su due ruote, con complessità derivanti dalla distribuzione territoriale dei circuiti e dalla necessità della raccolta e gestione dei dati in tempo reale».

Paola Pomi di Sinfo One evidenzia che «nella scelta della soluzione ERP la copertura applicativa specifica del settore del cliente è essenziale, ma oggi sono da valutare anche componenti tecnologiche rilevanti quali il mobile e il paradigma del citizen development, cioè la possibilità, da parte dell’utente, di personalizzare la modalità di fruizione delle applicazioni, o la possibilità di creare alert su determinati eventi». Per Angelo Benvenuti di P&A Solutions, la scelta del cloud per soluzioni ERP e CRM è quella giusta per stare al passo con i tempi, senza per questo dover utilizzare una parte cospicua del proprio budget. «La connettività è da tener presente quando si disegna un’architettura cloud. La velocità, il backup delle connessioni determinano la riuscita di un progetto innovativo».

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Würth Phoenix, con NetEye una nuova frontiera del monitoraggio https://www.datamanager.it/2018/06/wurth-phoenix-con-neteye-una-nuova-frontiera-del-monitoraggio/ Mon, 11 Jun 2018 13:47:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149340 Un ecosistema di controllo intelligente, integrato e open. Georg Kostner: «Sincronizzare le nostre soluzioni con le esigenze specifiche della clientela è parte integrante della nostra strategia» Essere un’azienda con importanti competenze nel mondo IT e soprattutto nell’implementazione di soluzioni e nella gestione dei sistemi in chiave di miglioramento delle performance e dell’affidabilità costituisce sicuramente un […]

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Un ecosistema di controllo intelligente, integrato e open. Georg Kostner: «Sincronizzare le nostre soluzioni con le esigenze specifiche della clientela è parte integrante della nostra strategia»

Essere un’azienda con importanti competenze nel mondo IT e soprattutto nell’implementazione di soluzioni e nella gestione dei sistemi in chiave di miglioramento delle performance e dell’affidabilità costituisce sicuramente un ottimo viatico per la crescita. Ancora di più se, come nel caso di Würth Phoenix, si può contare su personale multilingue e si punta molto sia sul mercato italiano che su quello internazionale. «Würth Phoenix fornisce soprattutto servizi IT legati all’implementazione di progetti ERP e CRM su piattaforme Microsoft e fa parte del Gruppo Würth, multinazionale con un fatturato di circa 12 miliardi di euro» – spiega Georg Kostner, business unit manager in Würth Phoenix. In particolare si occupa di «fornire soluzioni di system management sotto forma di soluzioni open source basate sul concetto di unified monitoring, che aiuta le aziende a gestire i servizi IT business critical».

AFFIDABILITÀ E PRESTAZIONI

Perché la scelta di adottare il modello open source per le soluzioni di monitoraggio? «Perché questo ci dà una doppia opportunità» – continua Kostner. «Da una parte permette a noi e ai nostri clienti di accedere a una vasta community di sviluppatori e di utenti che testano sul campo le soluzioni. Dall’altra elimina i pesanti vincoli contrattuali imposti da molte licenze software tradizionali». Ma uno degli aspetti che convince i clienti di Würth Phoenix a restare con l’azienda è la continuità del servizio. «Abbiamo cominciato a proporre la nostra soluzione di monitoring NetEye sul mercato nel 2007: i clienti che ci hanno scelto allora sono ancora con noi». Nello specifico, NetEye offre molte funzionalità diverse e integrate: dal monitoraggio e il controllo del traffico su reti e sistemi fino alla gestione degli applicativi. «Oggi, ai nostri clienti interessa soprattutto capire se i servizi a supporto del business funzionano o meno, senza andare nel dettaglio tecnologico».


#NetEye Unified Monitoring powered by AI – @WuerthPhoenix
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Ma il vero punto di forza della soluzione è un altro: «Avere dei componenti di monitoraggio, delle metriche che misurano la qualità del servizio dal punto di vista dell’utente finale: affidabilità e prestazioni». In altri termini, non basta fornire un servizio che sembra funzionare. «Occorre misurare tutto sulla percezione dell’utente e questo – continua Kostner – noi lo facciamo attraverso l’utilizzo di tecnologie che simulano il comportamento degli utenti reali, secondo l’approccio noto come visual synthetic monitoring, i cui risultati vengono poi inviati al sistema di monitoraggio back-end. Utilizziamo anche il classico approccio application performance monitoring, che misura le latenze di rete su ogni utente», verificando se esistono eventuali colli di bottiglia o inefficienze. I risultati del monitoraggio vengono resi disponibili ai clienti anche su dashboard, visualizzati in modo grafico con l’aiuto del software open source Grafana.

OTTIMIZZAZIONE DELLE PERFORMANCE

«In pratica – continua Kostner – le sonde inviano i dati raccolti presso i clienti attraverso un sistema di streaming sul nostro data center di Bolzano. Unendo le nostre competenze su Microsoft Dynamics 365 / AX e algoritmi di machine learning, possiamo effettuare un rapido troubleshooting con il cliente sui suoi sistemi». E per il futuro? «Puntiamo a raggiungere una granularità di raccolta dati di cinque secondi. Oggi, al nostro data center arrivano dagli 800 milioni a un miliardo di dati ogni giorno» – conclude Kostner. In futuro, vogliamo avvicinarci a una manutenzione predittiva, che ci consenta di risolvere i problemi prima ancora che si verifichino. Questo implica anche il far crescere lo staff di Würth Phoenix da attualmente oltre 160 specialisti ad arrivare a un aumento di oltre 10% a fine anno».

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Zucchetti, noi siamo 4.0. E vogliamo lo siano anche i nostri partner https://www.datamanager.it/2018/04/zucchetti-noi-siamo-4-0-e-vogliamo-lo-siano-anche-i-nostri-partner/ Mon, 23 Apr 2018 10:29:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146402 La prima azienda italiana di software celebra 40 anni di attività e annuncia le nuove soluzioni targate Infinity 4.0. Cresce il fatturato estero, oggi il 20% del totale Continuare a essere protagonisti del cambiamento. Al fianco dei partner disposti a seguire sino in fondo l’evoluzione del Gruppo. Allo Zucchetti Meeting 2018, appuntamento centrale nella strategia di […]

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La prima azienda italiana di software celebra 40 anni di attività e annuncia le nuove soluzioni targate Infinity 4.0. Cresce il fatturato estero, oggi il 20% del totale

Continuare a essere protagonisti del cambiamento. Al fianco dei partner disposti a seguire sino in fondo l’evoluzione del Gruppo. Allo Zucchetti Meeting 2018, appuntamento centrale nella strategia di presentazione delle nuove soluzioni ai partner, oltre che momento di condivisione di esperienze, collaborazione e formazione, il messaggio ribadito da tutti big scesi in campo non poteva essere più esplicito. A partire dallo speech di apertura di Alessandro Zucchetti, presidente del Gruppo – che ha voluto ricordare agli oltre 800 presenti al PalaCongressi di Rimini –  come quella di Zucchetti, prima azienda italiana di software, rappresenti una storia di successo puntellata da primati. «Raggiunti grazie al lavoro di persone eccezionali dentro al gruppo e presso i partner. Un’azienda al 100% italiana che reinveste totalmente gli utili in ricerca e sviluppo. Per realizzare soluzioni capaci di apportare un vero vantaggio competitivo ai nostri clienti. Un valore riconosciuto dal mercato come testimoniano gli oltre 150.000 clienti, tra aziende e professionisti, che utilizzano le soluzioni Zucchetti». «Un traguardo importante. Ma non un punto di arrivo. Anzi rappresenta un nuovo inizio» ha aggiunto Cristina Zucchetti, presidente Zucchetti.

Lo smalto di una start-up

E’ Paolo Susani, direttore commerciale del Gruppo, a illustrare i numeri di un successo inarrestabile. A partire dal fatturato che per il 2017 si attesta a 466 milioni (+ 13,7% anno su anno) con oltre 15.000 nuovi clienti dichiarati nel 2017. «Questi risultati dimostrano che dopo 40 anni non abbiamo perso lo smalto da start up. Continuiamo a crescere a doppia cifra non solo nel nostro core business (ERP, HR, soluzioni per professionisti), ma anche nelle cross application come gestione documentale, BI, CRM, ecc.» sottolinea Susani. Con il cloud saldamente a trainare l’espansione. «Due anni fa le vendite non arrivavano al 50%. Oggi abbiamo superato il 70% delle installazioni complessive».

Infinity 4.0

Una crescita che con Infinity 4.0, il nuovo pacchetto di soluzioni ideato per facilitare aziende e professionisti nel passaggio verso la trasformazione digitale, in Zucchetti si conta di bissare già dall’esercizio in corso. «Con Infinity 4.0 abbiamo compiuto un vero e proprio cambio di prospettiva in ambito ERP. Passando dalla gestione delle transazioni al governo dei processi digitali. Grazie all’introduzione di nuove funzionalità come chatbot, dashboard di controllo e di analisi, strumenti di analytics e alla semplificazione della user experience per supportare al meglio il lavoro in mobilità. Tutto ciò abbinando la massima potenza e ricchezza applicativa agli elementi di flessibilità e libertà di configurazione che da sempre caratterizzano la nostra offerta» afferma Giorgio Mini, vicepresidente Zucchetti.

Da dealer a partner 4.0

«Il merito del successo di Zucchetti in questi 40 anni è in gran parte dei nostri partner, che hanno saputo trasferire al mercato il valore delle nostre soluzioni» riconosce Mario Aschiero, direttore Vendite Canale Indiretto Zucchetti. Canale che sviluppa 72 milioni di fatturato (52 nel 2016), con un incremento anno su anno di circa il 5%. Numeri importanti. Che nella strategia del Gruppo necessitano di essere riequilibrati. «Zucchetti cresce molto di più del canale; con molti di voi – afferma Aschiero rivolgendosi ai partner – che performano ben oltre il 5%; spesso facendo meglio anche del nostro canale di vendita diretta». Una situazione disomogenea da rimettere in equilibrio. «Facendo leva – suggerisce Aschiero – sulla forza del brand e la comprovata capacità di Zucchetti di anticipare le richieste dei clienti. Mentre per quel che compete più da vicino i partner, sfruttando al meglio le competenze di prodotto, la capillarità e la vicinanza al mercato». Il tutto senza perdere di mai di vista la concorrenza – soprattutto di quella decisa ad adottare metodologie di vendita aggressive – e l’evoluzione del parco clienti. La cui risposta alle nuove esigenze – osserva Aschiero – deve prevedere l’introduzione o il rafforzamento del ruolo dell’account manager. «Una figura in grado di pianificare una serie di attività sul cliente, migliorando al contempo la condivisione e la collaborazione. Zucchetti Meeting rappresenta un nuovo inizio: oggi più che mai dovremo guidare insieme imprese e professionisti nell’inevitabile percorso di ripensamento in ottica digitale del business» sottolinea Aschiero. Senza tentennamenti. Avendo come riferimento la fine del 2019 quale termine ultimo per decidere se restare dealer o diventare partner Zucchetti 4.0.

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L’IT per il Fashion, la trasformazione digitale è di moda https://www.datamanager.it/2018/03/lit-fashion-la-trasformazione-digitale-moda/ Thu, 15 Mar 2018 13:58:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143727 Nel mondo del Fashion, creatività, buon gusto e senso degli affari sono condizioni necessarie. Ma non più sufficienti per avere successo in un settore che è industria a tutti gli effetti. E, come accade oggi in tutti gli ambiti, anche qui serve una robusta dose di digital transformation Tra camerini prova virtuali in piena era […]

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Nel mondo del Fashion, creatività, buon gusto e senso degli affari sono condizioni necessarie. Ma non più sufficienti per avere successo in un settore che è industria a tutti gli effetti. E, come accade oggi in tutti gli ambiti, anche qui serve una robusta dose di digital transformation

Tra camerini prova virtuali in piena era “Fitting room 2.0”, piattaforme omni-channel e supply chain sempre più sofisticate, la trasformazione digitale ha fatto il suo prepotente ingresso anche nel mondo del Fashion. E non potrebbe essere altrimenti, perché quello che è forse il simbolo del Made in Italy più ammirato in tutto il mondo, oltre che uno dei più importanti, ne ha bisogno per mantenere il primato in un contesto sempre più competitivo. Dove creatività, buon gusto e senso degli affari non sono più sufficienti da soli. Anche perché, sotto la superficie “glamour”, il settore della Moda è un comparto dove l’aspetto industriale è più concreto che mai, nel quale l’apporto dell’IT è pervasivo, e si estrinseca in soluzioni che coprono tutti gli ambiti. Gli esempi non mancano: si parte dal PLM per gestire il processo di sviluppo delle collezioni, che va dalla pianificazione alla creazione fino alla pre-produzione, per poi passare ai sistemi per il controllo della produzione, sempre più sofisticati, per arrivare alle nuove supply chain, nelle quali il livello di ottimizzazione è in grado di fare la vera differenza tra successo e insuccesso, e infine, alle nuove frontiere dell’omnicanalità, e dell’Internet of Things applicato concretamente con soluzioni di notevole grado di innovatività.

PLM DEDICATI E SISTEMI ERP SPECIFICI

Nell’iniziare questa indagine, che si propone di analizzare lo stato della digital transformation nel mondo del Fashion, va innanzitutto rilevato che l’utilizzo dei sistemi PLM in questo ambito è ormai un fatto acquisito da anni, e vede protagonisti praticamente tutti i principali vendor, sia generalisti sia specializzati, che presidiano il mercato con soluzioni sempre più sofisticate, che sono tranquillamente in grado di affrontare e gestire tutti i cambiamenti tecnologici che si stanno verificando anche nell’ambito Moda, oppure che stanno arrivando ora a maturazione, dando forma a nuove modalità di produzione e di consumo. Anche perché, pur essendo per molti versi un settore speciale e unico, quello del Fashion rimane un comparto industriale a tutti gli effetti, con tutte le esigenze classiche: sincronizzare e mettere in comunicazione i team di sviluppo, rendere le informazioni disponibili in modo tempestivo, integrare progettazione e sviluppo del prodotto con il resto della supply chain, soprattutto quella estesa. Si tratta di funzioni che i PLM sviluppati per la Moda si trovano a dover assolvere, soddisfacendo le peculiarità del settore. Un compito che è svolto anche dagli ERP sviluppati specificamente per il Fashion, che propongono piattaforme estese di gestione di tutti i processi che si compiono nel comparto Moda: dalla produzione alla supply chain, dalla distribuzione wholesale al retail, passando per il data management, gli analytics e gli ordini online, il tutto orchestrato da un ERP in grado di governare tutta la catena del valore.


#Fashion #retail L’industria della Moda cambia modello di business ed è alla ricerca di nuove fonti di ricavi. Quali sono le tecnologie che stanno innovando il settore?
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PUNTARE SULL’INNOVAZIONE

Ma, al di là delle soluzioni in uso da tempo, come i PLM e gli ERP, anche per il Fashion è suonata la campana della digital transformation, che come accade per tutti i settori non riguarda solo la tecnologia, in quanto comporta un cambiamento molto più ampio all’interno delle aziende, e che implica un cambiamento culturale, di organizzazione, di processi e oltre. Però, per quanto riguarda in particolare il settore del Fashion, uno degli ambiti nei quali la digital transformation sta determinando maggiori cambiamenti è quello del retail: «Da una indagine che abbiamo condotto lo scorso anno su oltre 400 fashion retailer in tutto il mondo, è emerso che più del 40 per cento, per l’esattezza il 42 per cento, ha adottato, oppure intende adottare entro i prossimi dodici mesi, una Omni-Channel Commerce Platform, che rappresenta oggi uno degli abilitatori fondamentali della trasformazione per il Fashion» – spiega a Data Manager Giulio Raffaele, senior research analyst Retail Insight Europe di IDC. Non solo: da una survey svolta l’anno scorso da IDC sui mercati verticali europei, emerge che «il 47 per cento del budget dei fashion retailer verrà assegnato all’innovazione o all’upgrade incrementale, per cambiare il business model oppure per individuare nuove fonti di ricavi» – spiega Raffaele, che giudica «altrettanto interessante osservare che le priorità di business indicate dai retailer dell’ambito fashion sono al 59 per cento nell’innovazione e per il 47 per cento nella crescita dei ricavi».

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L’IMPATTO DEL DIGITALE

Anche i dati snocciolati a metà novembre scorso durante il Fashion & Luxury Summit organizzato a Milano da Pambianco, specializzata come noto nel settore Fashion, hanno fotografato una situazione dove la digital transformation è ormai una realtà acquisita. Anche perché, come ha detto David Pambianco, CEO di Pambianco Strategie di Impresa, ormai ogni azienda, in qualsiasi settore operi, è oggi un’azienda in cui la tecnologia ha un impatto talmente importante da renderla “digitale”, e questo comporta profondi cambiamenti in quattro ambiti principali: la gestione del brand e la comunicazione, l’offerta di prodotto, i canali di vendita e infine l’organizzazione. Per quanto riguarda il primo aspetto, quello della gestione del brand, lo scenario mondiale di oggi vede «3,4 miliardi di smartphone connessi e il 90 per cento dei brand del fashion con una propria presenza sui principali social network» – ha ricordato Pambianco, sottolineando come questo scenario stia cambiando profondamente le modalità e gli strumenti per comunicare. Non a caso, le analisi della società sull’impatto del digitale hanno mostrato che l’investimento in comunicazione delle aziende della moda e del lusso ha visto, dal 2012 al 2016, un aumento delle campagne social, passate dallo 0 a 12 per cento del totale, e del display advertising, cresciuto dall’uno all’undici per cento.


#Fashion #retail Fast Fashion e Luxury mettono al centro i comportamenti dei consumatori, passando da un approccio product-centric a uno più customer e profit centric
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IMPLEMENTARE NUOVE STRATEGIE

Riguardo agli effetti del digitale sull’offerta di prodotto, Pambianco ha fatto notare come le collezioni siano sempre più frammentate per stimolare il consumatore: dal 2012 al 2017 sono aumentate in media da tre a cinque le uscite per singola collezione. L’influenza del digitale sui canali di vendita ha determinato invece la crescita della percentuale del fatturato retail, con la conseguente apertura di più negozi diretti. Oggi, secondo le analisi di Pambianco, le grandi aziende sviluppano oltre l’80 per cento del fatturato attraverso il canale retail, mentre le medio-piccole solo il 32 per cento. Tuttavia, la crescita passa attraverso il canale dell’e-commerce: la ricerca Pambianco evidenzia come il fatturato online del campione analizzato sia di 250 milioni di euro, pari a 2-6 per cento del totale. Inoltre, il 52 per cento delle aziende gestisce direttamente le proprie vendite online, mentre il restante 48 per cento le gestisce in partnership con operatori specializzati. Questo nuovo scenario spinge all’implementazione di strategie omni-channel, con la rete dei negozi direttamente collegata alla piattaforma online delle aziende. Infine, per quanto riguarda l’organizzazione, la trasformazione digitale sta avendo impatti non di poco conto: per esempio, per la gestione del contatto diretto con il consumatore, ha assunto una crescente importanza il customer relationship management, con il 79 per cento delle aziende intervistate da Pambianco che ha adottato sistemi di CRM.

UNA PIATTAFORMA OMNI-CHANNEL ABILITANTE

La trasformazione comporta quindi numerose implicazioni organizzative e di processo, che spingono per l’adozione di nuove piattaforme, come la Omni-Channel Commerce Platform, costituita da quattro “core capabilities”, secondo la definizione di IDC, e che consistono nel Customer Experience Management, nel Commerce Engine, nell’Order Fulfillment e nella Content Optimization: tutte queste attività «vengono orchestrate in tempo reale dalla Omni-Channel Platform per il retail attraverso un modulo centrale di artificial intelligence» – spiega Giulio Raffaele di IDC, sottolineando che «questa piattaforma è ancora in corso di costruzione, ma rappresenta il modello ideale al quale poi si ricollega l’intero ecosistema di servizi di front-end, di back office e altro, tramite opportune API». Di certo, questo è il modello al quale si va a tendere, e le piattaforme o le soluzioni proposte dai vendor e adottate nell’ambito Fashion contengono questi elementi, «anche se non necessariamente il singolo vendor è in grado di fornire tutte insieme le quattro capacità viste poco sopra» – fa notare l’analista di IDC, spiegando che tutti i principali vendor per così dire “generalisti” come per esempio IBM, SAP e Oracle hanno soluzioni per questi ambiti, così come le hanno anche vendor più specifici come per esempio Salesforce o Aptos, mentre vi sono anche casi di grandi player del retail che persistono nella loro tendenza di sviluppare tutte le soluzioni in casa.


#Fashion #retail La digital transformation impatta 4 ambiti principali: gestione del brand e comunicazione, offerta di prodotto, canali di vendita e organizzazione @IDCItaly
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I DUE MONDI DEL FASHION

Entrando più nel dettaglio, la netta priorità assegnata all’innovazione non deve stupire, anche in ragione della composizione del settore Fashion, che «è diviso in due grandi mondi: da una parte quello del cosiddetto Fast Fashion, costituito dai vari H&M, Mango o Zara, giusto per citare i primi che vengono in mente, e dall’altra parte dal mondo del Luxury» – spiega Giulio Raffaele di IDC. Come evocato dallo stesso nome, gli operatori dell’ambito Fast Fashion «hanno cicli di produzione sempre più rapidi, e hanno dovuto spingere per primi sulla digital transformation, mentre chi opera nel Luxury è arrivato dopo a considerare questa opzione». Le ragioni che hanno portato il mondo del Fast Fashion ad accelerare sulla trasformazione sono molteplici, a cominciare dal fatto che i cicli sempre più rapidi, l’onnipresenza del digitale e una clientela ancora più smaliziata sia nelle esigenze sia nei comportamenti, richiedono un supporto sempre maggiore da parte della rete dei punti vendita e dell’intero ecosistema del retail, e rendono la pianificazione dell’assortimento per i punti vendita fisici e digitali una sfida di non poco conto. In questo scenario – ragiona IDC – il mondo del Fast Fashion «ha capito che non poteva più basare le proprie attività sulle pure considerazioni finanziarie o partendo da presupposti di prodotto, ma doveva iniziare a ragionare mettendo al centro di tutto i comportamenti dei consumatori, fino ad arrivare a una sorta di micro-merchandising nel quale si decide il tipo di assortimento per ogni singolo negozio». Va però detto che adesso anche il mondo del Luxury si sta avvicinando alla trasformazione digitale, pur se «non è ancora molto chiaro il modello di utilizzo» – avverte Raffaele, sottolineando però che «è interessante notare che anche il Lusso si è accorto della necessità di cambiare marcia per non perdere opportunità di revenue in un contesto in continua evoluzione».

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RIVOLUZIONARE L’ASSORTMENT PLANNING

Proseguendo nell’analisi delle nuove frontiere della trasformazione digitale calata nel contesto Moda, uno degli aspetti più critici è oggi quello della pianificazione dell’assortimento, l’assortment planning, che «deve passare da un approccio di tipo product-centric, cioè centrato sul prodotto, a uno più customer e profit centric, ovvero ritagliato più sulle richieste dei consumatori e sui prodotti in grado di portare maggiori profitti» – sottolinea Giulio Raffaele di IDC, spiegando che questo «comporta l’adozione di modelli di pianificazione connessi di nuova generazione e di soluzioni che siano in grado di abilitare decisioni più rapide e granulari in merito agli assortimenti e agli acquisti». Non è quindi un caso se i dati della “Retail Innovation Survey” di IDC, condotta nello scorso giugno su oltre 400 aziende tra Europa e Stati Uniti, hanno rilevato che un terzo dei retailer, per l’esattezza il 34 per cento, ritengono il micro-merchandising e l’assortment planning l’elemento di fondamentale importanza nell’ambito dei loro programmi di innovazione. Le piattaforme di pianificazione dell’assortimento di nuova generazione devono essere in grado di supportare i merchandiser nell’affrontare le nuove esigenze espresse dai consumatori, oltre che i requisiti posti oggi dal retail, e possono farlo con piattaforme unificate e guidate dagli analytics.


#Fashion #retail Più del 40% delle imprese ha adottato una piattaforma Omni-Channel – Cresce la percentuale del fatturato retail e aumenta l’apertura di negozi diretti @IDCItaly
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INVESTIMENTI E PRIORITÀ

Tra le priorità di investimento nell’ambito Fashion rilevate dalla ricerca di IDC, le piattaforme di e-commerce sono al primo posto con il 52 per cento: «Si tratta di un ambito nel quale le aziende del comparto Moda proseguono gli investimenti senza sosta» – sottolinea Giulio Raffaele di IDC, precisando che al secondo posto, a pari merito con il 36 per cento, si collocano le soluzioni relative alla Customer Loyalty e le piattaforme di data management. In questi due ambiti, «si tratta di aspetti vitali anche per il settore Fashion, in quanto l’area della customer experience personalization assume sempre maggiore importanza alla luce del contesto competitivo, e oggi vede la presenza di soluzioni in grado di raccogliere i dati in maniera contestuale da più fonti, per poi elaborarli utilizzando anche sistemi di intelligenza artificiale, mentre l’area del data management trova molte applicazioni utili con le piattaforme che gestiscono i dati sia strutturati sia non strutturati».

NELL’ERA DELLA FITTING ROOM 2.0

Ma non di solo e-commerce o analytics vive la trasformazione digitale in atto nell’ambito Fashion, perché molte altre sono le vie che l’innovazione sta intraprendendo. Tra le iniziative più recenti, è per esempio da segnalare quella adottata da Mango per dotare i principali negozi dell’azienda, sparsi in tutto il mondo, di camerini digitali, in pieno spirito “Fitting room 2.0”. La tecnologia alla base del camerino digitale è uno specchio digitale Internet of Things progettato da Mango e sviluppato da Vodafone in collaborazione con Jogotech, che permetterà al cliente di scansionare le etichette dei capi all’interno del camerino, e di contattare lo staff del negozio direttamente dallo specchio, per richiedere altre taglie o colori. Lo specchio suggerirà anche altri articoli da abbinare al capo scelto dal cliente. L’obiettivo di Mango è di estendere il camerino digitale a tutti i suoi principali negozi, da Barcellona a New York, con l’obiettivo di far beneficiare i clienti di un’esperienza d’acquisto integrata, che combina in modo efficace e armonico la componente digitale e fisica. L’iniziativa rappresenta per Mango la prima fase di un progetto di trasformazione digitale che mira a creare nuove forme di coinvolgimento e rapporto tra i clienti e il marchio.

QUANDO LA DIFFERENZA È SMART

La tendenza che porta all’era della “Fitting room 2.0” era già stata inaugurata lo scorso anno a Milano, nel concept realizzato nel punto vendita Diesel di Piazza San Babila con le tecnologie Samsung (www.samsung.com/it) e l’apporto di H-Farm per la parte di system integration. Il progetto pilota, partito a metà marzo dello scorso anno nel Diesel Planet, come viene definito il negozio milanese, si era posto come primo passo per la trasformazione degli store dell’azienda vicentina, presenti in tutto il mondo, con un rinnovamento che non riguarda solo l’ambiente dedicato allo shopping ma il modo stesso in cui il cliente interagisce sia con i prodotti sia con le persone che si occupano delle vendite. In particolare, le tecnologie Samsung in campo vedono impiegati gli smartphone e le soluzioni SMART Signage: oltre ai classici totem presenti all’ingresso, gli elementi su cui si basa il nuovo concept sono due tavoli touch digitali sui quali i capi possono essere contestualizzati in dettaglio, due display interattivi, chiamati “denim temple” e comandati dagli smartphone, e i camerini di prova smart, due dei quali sono dotati di display a 95 pollici per una visione davvero coinvolgente di come il capo può adattarsi alla persona. Vera chiave del sistema sono anche le etichettature RFID che avvengono in fabbrica, e che sono lette dai vari dispositivi Samsung per proporre le informazioni relative a ciascun capo.


#Fashion #retail Esperienza d’acquisto integrata e implementazione di strategie omni-channel per combinare in modo efficace la componente digitale e quella fisica @IDCItaly
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AL SERVIZIO DEL FASHION

Infine, c’è un altro esempio che testimonia la continua necessità del mondo Fashion di trovare sistemi che innovino sia il prodotto sia il processo. Le nuove modalità concrete di collaborazione a distanza, abilitate dalle tecnologie più recenti, sono infatti al centro del progetto realizzato da VEM Sistemi su piattaforma Cisco Spark per Del Brenta, azienda con sede alle porte di Padova che si occupa della creazione, progettazione e produzione di tacchi, zeppe e plateau per i più grandi marchi di calzature al mondo. Si tratta di una piattaforma cloud di comunicazione e collaborazione, utilizzata dapprima all’interno dell’azienda ed estesa successivamente anche a clienti e fornitori. Come ha spiegato Stefano Bezzon, head of innovation di Del Brenta, «in un mondo come quello della moda, che opera su velocità pazzesche, con tempi nell’ordine delle ore, con Cisco Spark si possono condividere con i clienti i modelli senza essere fisicamente presenti. Lo stilista e tutti quelli che collaborano possono collegarsi con qualunque device e vedere contemporaneamente tutti la stessa cosa, comprese le modifiche ai modelli effettuate in tempo reale». La piattaforma sta consentendo a Del Brenta di ridurre in maniera drastica i tempi di sviluppo e di realizzazione dei prodotti, oltre che il tasso di errore nella realizzazione degli stampi, che è passato dal dieci per cento a circa l’uno per cento. Come dire che anche nella Moda, la trasformazione digitale permette ritorni sostanziosi. Ma soprattutto rapidi e tangibili.

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Una crescita inarrestabile per Würth Phoenix https://www.datamanager.it/2018/01/crescita-inarrestabile-wurth-phoenix/ Fri, 26 Jan 2018 11:19:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139745 Incremento delle risorse umane come obiettivo per il futuro. L’azienda software del gruppo Würth segna un aumento del fatturato e dell’utile aziendale anche nel 2017. Amplia il proprio organico del 10% e continua la propria espansione anche nel 2018 definendo una politica di investimento nell’iter formativo Prospettive fiduciose per Würth Phoenix: l’azienda software del gruppo Würth […]

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Incremento delle risorse umane come obiettivo per il futuro. L’azienda software del gruppo Würth segna un aumento del fatturato e dell’utile aziendale anche nel 2017. Amplia il proprio organico del 10% e continua la propria espansione anche nel 2018 definendo una politica di investimento nell’iter formativo

Prospettive fiduciose per Würth Phoenix: l’azienda software del gruppo Würth ha chiuso l’anno fiscale con un netto segno positivo, registrando un fatturato pari a 21,2 Milioni di Euro. Il risultato e il rendimento operativo hanno segnato un aumento del 20%. Positivo è stato anche lo sviluppo di nuovi mercati per le soluzioni CRM, per il monitoraggio delle infrastrutture informatiche e per i processi informatici legati alla forza vendita. Ottimi risultati sono stati conseguito in particolar modo dalla soluzione gestionale – il software ERP, sviluppato su base Microsoft Dynamics, ha ottenuto una rapida espansione nel corso dell’ultimo anno.

Qualifica e sviluppo delle risorse umane come fattore di successo

L’azienda ha raggiunto un organico di 160 risorse nel 2017 che sarà esteso del 10% anche nel corso di quest’anno. “La qualifica e il consolidamento delle competenze dei nostri collaboratori sono un criterio chiave per il nostro sviluppo. Investiremo ulteriormente nell’iter formativo ponendo particolare attenzione sul reclutamento di nuovi e giovani talenti.” In questo modo Hubert Kofler, CEO di Würth Phoenix, sintetizza la strategia aziendale.

Anche l’amministratore delegato Michael Piok è soddisfatto dei risultati raggiunti: “Riusciremo ad affrontare il futuro con alle basi una solida posizione finanziaria. Grazie all’esperienza delle nostre persone e al loro elevato livello di qualifica, offriamo servizi di massima qualità in termini di sviluppo, consulenza, implementazione e supporto delle nostre soluzioni software.”

Nel processo di ricerca del personale l’azienda si affida alla collaborazione con diverse Università per il reclutamento di giovani talenti con conoscenze linguistiche e qualifiche in ambito informatico. Würth Phoenix cerca principalmente sviluppatori software, project manager e consulenti.

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La nuova era del CRM https://www.datamanager.it/2017/11/la-nuova-del-crm/ Thu, 23 Nov 2017 09:47:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135954 Big Data, IoT, social network. Il CRM oggi non è più un software definito, indipendente e slegato dal resto della produttività aziendale Anzi, possiamo considerare gli strumenti di customer relationship management (CRM) come collanti tra reparti diversi, in grado di soddisfare esigenze e bisogni peculiari che, nonostante fonti e destinazioni eterogenee, contribuiscono a fornire un’immagine più […]

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Big Data, IoT, social network. Il CRM oggi non è più un software definito, indipendente e slegato dal resto della produttività aziendale

Anzi, possiamo considerare gli strumenti di customer relationship management (CRM) come collanti tra reparti diversi, in grado di soddisfare esigenze e bisogni peculiari che, nonostante fonti e destinazioni eterogenee, contribuiscono a fornire un’immagine più chiara e verosimile di chi è il cliente e dei metodi per raggiungerlo, soddisfarlo, supportarlo. Il percorso da seguire, per svecchiare i processi, non è di certo semplice: il perfetto equilibrio è quello tra completezza ed elasticità, efficienza e versatilità, insomma un connubio di qualità che non sempre è facile riscontrare nelle soluzioni odierne ma che rappresenta un mix essenziale per restituire al business una serie di tool capaci di creare davvero valore funzionale, semplificando anche il flusso e la comprensione delle informazioni.

È chiaro dunque che stare al passo con la modernità richiede doti di visione, lungimiranza e concretezza; requisiti che i CRM devono avere per imporsi sul mercato. Tutto parte dalla considerazione della presenza di punti di contatto tra domanda e offerta ancora più destrutturati che in precedenza. Un sito web può attirare l’attenzione dei consumatori ma la sua esistenza è inutile se non viene integrato in un sistema più ampio, fondato sui concetti di multi e omnicanalità. Come rispondere alle sfide del futuro? In che modo le aziende sfruttano la digitalizzazione e le innovazioni tecnologiche per rinnovare le proprie strategie?

Target liquido

Il cliente, sempre più digital, sembra un target facilmente raggiungibile perché presente con le sue identità su più livelli. La nuova era del software di gestione integrato parte da un presupposto: la capacità di riconoscere cluster di riferimento comprensivi di caratteristiche specifiche, abitudini, bisogni, apertura all’acquisto. Come si pongono i grandi player dinanzi a un’evidenza del genere?

«Oggi, il sistema informativo aziendale deve governare dati digitali da integrare con tutte le applicazioni. Per questo il CRM assume una valenza determinante quando è integrato con l’ERP, con strumenti di business intelligence, con il portale proprietario, perché solo in questo modo si può conoscere in modo preciso e immediato il rapporto tra cliente e azienda e prendere decisioni puntuali e proattive» – ci spiega Giorgio Mini, vicepresidente di Zucchetti.

Per Davide Astolfi, enterprise market management di TeamSystem: «La vera sfida è rendere le soluzioni gestionali aziendali, CRM compreso, fruibili e intuitive come gli strumenti e le applicazioni mobili che ognuno di noi è ormai abituato a utilizzare. Sul fronte dell’usabilità delle applicazioni e dei servizi digitali, concentriamo da tempo molti dei nostri investimenti. La piattaforma Agyo, per lo scambio elettronico dei documenti, è stata scelta da oltre 40mila aziende e professionisti a livello globale».

E sono proprio i professionisti ad aver colto forse le potenzialità maggiori dei software di nuova generazione, come rilevato da Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, che da anni studia e analizza il settore: «La trasformazione digitale è pienamente in atto» – ricorda Pierfrancesco Angeleri, managing director del gruppo. «I professionisti italiani ne hanno preso davvero coscienza soltanto recentemente, sebbene i loro clienti, le PMI, avessero già da tempo iniziato a sentire il bisogno di tool avanzati. L’obiettivo è iniziare a guardare allo studio professionale con gli stessi criteri con i quali si guarda un’impresa. Dal canto nostro, abbiamo risolto questo problema presentando Genya, una suite che non solo risolve le necessità degli adempimenti ma offre ai professionisti tutte le potenzialità di un’architettura con la quale gestire studio e clientela con un’ottica imprenditoriale».


La nuova era del #CRM @ZucchettiSpa #TeamSystem @Ipsoa @AlteaUp
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L’oro moderno

Lo sappiamo, il dato è l’oro dell’epoca moderna, una realtà oramai imprescindibile per molti. Il fatto è che molto spesso tale elemento, nella sua forma più grezza, è accessibile a tanti soggetti, che devono levigarlo, raffinarlo e renderlo davvero unico. Come può allora un’azienda distinguersi, donando valore alle indicazioni fornite dal suo CRM? «Un punto di forza è la personalizzazione» – afferma Astolfi. «Bisogna rendere autonomo l’utente nel costruirsi la “relazione con il dato”. La user experience del nostro CRM, per esempio, raccoglie e aggrega le informazioni provenienti da tutti i settori. Attraverso widget personalizzabili, il navigatore può analizzare il singolo elemento, indipendentemente dalla sua provenienza».

Non dimentichiamoci – però – che da solo, il “dato”, ha poca utilità se non messo in relazione con un contesto di senso. «Preso così non serve a molto» – riprende Mini di Zucchetti. «Diventa importante quando correlato a tutti gli altri risultati che riguardano il cliente, per ottenere una visione d’insieme di trend e comportamenti d’acquisto. Con Infinity CRM di Zucchetti, abbiamo previsto di classificare in modo facile e immediato le informazioni più rilevanti che riguardano il consumatore: profilo, attività, settore, disponendo in qualsiasi momento del suo “storico”, dalle azioni eseguite alle opportunità generate fino ai servizi acquistati».

Si tratta di un approccio “globale” che, quando affiancato ad alte capacità di analisi, può portare a frutti concreti. E questo è il fine raggiunto da Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia con Genya, secondo Angeleri : «La piattaforma favorisce le capacità analitiche del professionista e lo mette in condizione di supportare il suo cliente, l’imprenditore, diventandone veramente consulente e affiancandolo nelle sue decisioni, basandosi sui dati che emergono dallo strumento digitale». Insomma, il dato si pone come punto cardine che dà vita a una possibile pletora di risultati, validi nel tempo e utili a migliorare il proprio metodo di business dedicato alla clientela già acquisita e, in prospettiva, allo studio delle tendenze del mercato.

Bisogna crederci

Inserendosi in logiche già esistenti, anche alla base del CRM deve esserci una strategia condivisa. «In un mondo dove siamo sommersi dai numeri, per avere successo un gestionale deve essere supportato da una linea aziendale ben precisa: il management ha il compito di credere nelle sue potenzialità, perché sarà lui a trasferirle agli utenti» – ribadisce Roberto Gemma, CEO di Altea UP, system integrator e Gold Partner SAP, che fa parte di Altea Federation. «Solo se tutti comprendono i benefici, è possibile dare un miglior servizio al cliente, ricavandone una maggiore redditività. Per Altea UP, sono tre le parole chiave che contraddistinguono un moderno CRM: semplicità, arricchimento e accessibilità. I risultati da un’attività di customer relationship management arrivano quando si parte dal definire gli obiettivi per poi sfruttare tutte le risorse a disposizione. In tale quadro, ogni dato diventa un’opportunità di sviluppo del business perché la possibilità di basarsi su un’analisi puntuale e una reportistica completa offre una visione più ampia del cliente, che consente di approcciare il mercato in maniera corretta e integrale. Indispensabile, infine, l’offerta di un’accessibilità completa, cioè la fruibilità del CRM da parte di tutti gli interessati in totale autonomia, in ogni momento e attraverso qualsiasi strumento mobile».

Evoluzione in atto

Sarebbe poco corretto affermare che i CRM siano arrivati all’apice del loro successo. Tanto bisogna ancora “fare” per trasformarli in anelli inamovibili dei processi aziendali. Del resto, lo stesso software cambia con l’evolversi delle necessità dei consumatori, ponendosi sempre più come “canale a molte corsie” dove si lascia entrare sempre più il cliente con i sui comportamenti. «Il concetto di customer relation – come sottolinea Angeleri – è sempre più basato sulla creazione di un rapporto trasparente e biunivoco. Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia ha messo il commercialista nelle condizioni di fornire al cliente un servizio ad alto valore aggiunto e al contempo di controllare e gestire il proprio studio esaltandone la capacità produttiva e reddituale». Una rivoluzione che passa naturalmente dal web e che porta un radicale cambiamento di prospettiva. Nell’esperienza di TeamSystem: «Le aziende immerse nella digital transformation vivono una relazione coi i clienti veicolata da canali prima assenti, come quelli social. Questo permette di clusterizzare i target, per gestire al meglio il flusso digitale, sfruttare i media per cambiare il modo di comunicare e raccogliere dati e informazioni costruendo programmi di fidelizzazione. La conseguenza è che tutti i punti di contatto si trasformano in momenti di dialogo e scambio».

Così social

È innegabile come i social network, i forum, le chat, diano vita a un livello “extra” di conoscenza dell’audience, un contenitore dal quale prelevare nuovi modelli di riflessione che abilitano una comprensione più ampia su bisogni attuali e futuri. “Predizione” è il termine che meglio di altri lascia intendere la strada che prenderà il CRM di domani: «Le soluzioni di analytics di carattere “predittivo” diventeranno sempre più importanti per operare scelte aziendali davvero efficaci» – è il pensiero di Zucchetti. Va da sé che le piattaforme 2.0 hanno spinto al massimo la fruibilità dei contenuti in mobilità. Se ciò è vero per l’uso consumer del mezzo lo è ancora di più per l’ambito professionale, dove la produttività più estrema ha aperto le porte all’ufficio all’aria aperta, in altre parole all’abbattimento di mura e spazi di lavoro chiusi. Se un tempo si parlava di produttività ibrida, oggi è chiaro che si lavora sempre più con strumenti leggeri e collegati al cloud. In che modo il CRM ha abbracciato il passaggio dall’era “desktop only” a quella “mobile only”? La strategia di TeamSystem è sicuramente votata alla nuvola: «Il nostro CRM è pensato per essere fruibile in mobilità. Ogni imprenditore vuole la propria azienda “in tasca”, con un controllo sul business in tempo reale. E il cloud sta velocizzando questo processo di adozione». Ma non basta adattare la classica interfaccia utente, quella di un computer tradizionale, a finestre più piccole, menu organizzati diversamente e un’esperienza che poi manca di agilità e reattività. Lo sa bene Zucchetti, che ha lavorato nella direzione di rendere versatili e intuitivi i CRM su smartphone. «L’uso dell’app è ormai imprescindibile. La sfida principale è rendere le interfacce dei software facili da utilizzare sia da desktop che da mobile. Zucchetti ha investito molto in questa direzione per abbinare alla ricchezza dell’interfaccia anche la facilità di accesso e la semplicità» – spiega Giorgio Mini.


Il futuro del #CRM tra chatbot e blockchain @IDCItaly
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Il ciclo di adozione

Secondo il noto Hype Cycle di Gartner, ci troviamo ancora in una fase di “false engagement” quando parliamo di customer experience, perché badiamo più a ingaggiare tante persone per farle diventare clienti invece di lavorare su un numero più ristretto di utenti, ma fidelizzati. Ecco allora che il CRM di nuova generazione può risultare essenziale per ottenere una “low reach” e un “high engagement”. In che modo? Le aziende solitamente attribuiscono grande importanza all’aumento dell’efficienza operativa, col fine di ottimizzare il reddito e la redditività. Per arrivare a tale scopo, sfruttano il software gestionale anche per massimizzare il reparto vendite e quando non riescono a raggiungere l’obiettivo, l’interazione con il CRM scema, i dati diventano di minor qualità e i report meno frequenti. In altre parole, si vive il cosiddetto “trogolo della disillusione”, dove a continuare a innovare sono solo le compagnie che soddisfano i bisogni degli early adopter, mentre le altre perdono interesse in una certa tecnologia, che – nel nostro caso – è il sistema gestionale consolidato.

Il churm management o pratica della fidelizzazione

Una soluzione di nuova generazione prende in considerazione un simile fattore, sebbene oggetto di critiche per la sua estrema omogeneizzazione che nel complesso mondo dell’IT non può sempre verificarsi, per abbassare le pretese del management e raggiungere picchi di soddisfazione della clientela in termini di qualità invece che di quantità.

Interessante il punto di vista di Davide Astolfi di TeamSystem: «Il trend sta lentamente cambiando: sempre più aziende stanno spostando l’utilizzo del CRM da strumento di lead generation a supporto di una strategia di churn management. Le compagnie possono creare cluster per ogni cliente, utilizzando le informazioni disponibili provenienti dai vari canali e costruire azioni di loyalty durevoli. Il CRM, per mantenere il ruolo di connettore tra domanda e offerta, deve supportare una collaborazione totale tra i soggetti, condividendone l’operatività, attraverso tutta la vita del rapporto: dal presales al supporto post-vendita e con una costante misurazione dell’efficacia del lavoro».

Il futuro del CRM: tra chatbot e blockchain

«IDC sta osservando molti aspetti che impatteranno sull’utilizzo dei CRM nei prossimi anni. Tra questi ci sono sicuramente i software di collaborazione e di content management, che si integreranno maggiormente alle applicazioni di gestione del cliente, così come con i social network, capaci di disegnare segmenti sempre più utili a definire i target. Non dimentichiamo che in Italia il valore dei CRM nel 2016 e nel 2017 è stato rispettivamente di 351,2 e 361,3 milioni di dollari, con una crescita del 3%, in un contesto che vede un +8% in Europa Occidentale» – dice Fabio Rizzotto, head of local research and consulting di IDC Italia.

Tra le tendenze più interessanti che stanno già influenzando lo sviluppo dei nuovi CRM ci sono i chatbot e le blockchain. Nel primo caso, c’è chi afferma come non ci sia speranza per le società che presto non affideranno parte della loro automazione, in particolar modo quella che riguarda la relazione con i compratori, ai chatbot. Secondo un sondaggio di Oracle, condotto su 800 dirigenti di azienda, l’80% delle imprese intervistate sta già utilizzando – o hanno in progetto di utilizzare – sistemi del genere, entro il 2020. Sono tre i motivi che legano CRM e software di gestione intelligente: il risparmio sul costo del lavoro, la velocità nella risposta, l’ascesa dell’instant messaging. I primi due punti sono strettamente connessi a ciò che già oggi è un moderno CRM: una piattaforma che può raccogliere informazioni di valore in maniera flessibile e repentina, più di quanto (ahimè) farebbe un essere umano. Il terzo riguarda invece un trend prevedibile, che vede dominare tool di contatto asincroni (come appunto le chat) su modalità real-time (le chiamate), appartenenti a un’epoca oramai passata.

«L’utilizzo di chatbot – continua Davide Astolfi di TeamSystem – semplifica radicalmente la relazione col cliente, permettendo di raggiungere in modo semplice un numero elevato di persone. E diventerà presto centrale nel filtrare le richieste e migliorare tempi e qualità delle risposte». Una conseguenza “disruptive” almeno quanto quella portata dalle blockchain. Se gli esperti pensano che la tecnologia della “catena a blocchi” abbia il potere di rafforzare le performance dei CRM c’è un motivo: la possibilità di ridurre la ridondanza dei dati e l’invalidità dei database. La blockchain, per la sua stessa essenza di tracciabilità e difficoltà (per non dire impossibilità) di alterazione, si pone come metodo preferenziale per recepire informazioni pure e veritiere sui clienti, sulle loro abitudini, sui comportamenti digitali e la cronologia di acquisto. Può persino abilitare programmi più profondi di fidelizzazione, instaurando un rapporto completamente trasparente, in cui è la catena stessa a raccontare come ha fatto un’azienda ad arrivare all’utente, senza sotterfugi e astuzie. Insomma, una tecnologia che avvicina sempre più l’uomo all’uomo, eliminando le barriere che egli stesso aveva contribuito a creare.

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Standard ERP, la soluzione completa e integrata di HansaWorld https://www.datamanager.it/2017/11/hansaworld-lerp-completo-integrato/ Tue, 21 Nov 2017 11:23:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135682 Quasi trent’anni di storia per la software house svedese che con Standard ERP firma uno dei prodotti più interessanti del mercato che assicura integrazione completa, funzionalità cloud e collaboration di Luca de Piano Chi naviga a vela sa bene che il successo della traversata risiede tutto nel prendere decisioni difficili ma giuste. «Tutto consiste nella […]

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Quasi trent’anni di storia per la software house svedese che con Standard ERP firma uno dei prodotti più interessanti del mercato che assicura integrazione completa, funzionalità cloud e collaboration

di Luca de Piano

Chi naviga a vela sa bene che il successo della traversata risiede tutto nel prendere decisioni difficili ma giuste. «Tutto consiste nella dedizione e nella convinzione di riuscire: durante le mie uscite in barca ho imparato alcune delle più complesse lezioni di leadership, esperienze che hanno poi giocato un ruolo chiave nel segnare il successo di HansaWorld» – esordisce Karl Bohlin, CEO di HansaWorld. Fondata quasi trent’anni fa in Svezia, la società è attiva nell’ambito dei software ERP e CRM, ed è presente in 120 paesi in tutto il mondo. Le soluzioni applicative di HansaWorld, tutte basate sulla stessa filosofia di programmazione, conservano una importante mole di dati nei vari database. Standard ERP, il prodotto principale, offre funzioni di contabilità, gestione dei flussi di ordine, produzione, magazzino e rilevazione delle attività di lavoro. I programmi sono concepiti per rendere le attività di amministrazione e contabilità efficienti e rapide. Tutte le funzionalità del sistema interagiscono costantemente con le avanzate capacità del modulo CRM.

INTEGRAZIONE COMPLETA

Con il suo approccio alla completa integrazione, visto che i dati sono gestiti da un unico database, tutte le parti del sistema sono connesse in maniera diretta fra loro e non vi è alcuna necessità di interfacciare differenti applicazioni. «Produciamo software per contabilità e ERP con una interfaccia ultra moderna che, attraverso una piattaforma integrata che abilita al monitoraggio dei processi, offre avanzati strumenti di comunicazione interna ed esterna, oltre a un potente sistema di gestione documentale. Non solo: il nostro sistema può essere fruito da qualsiasi dispositivo» – prosegue Bohlin. HansaWorld è infatti riuscita a portare tutte le complesse funzioni di un ERP e il completo accesso al suo database su dispositivi Android, iOS e Windows Mobile.

CARICHI SUDDIVISI

Nonostante i CIO siano sempre alla ricerca di soluzioni hosting scalabili e modulari per i loro sistemi software, le decisioni in merito allo spazio da allocare per i database spesso si presentano come uno dei processi più dispendiosi: si tratta quasi di «una sfida drammatica» per l’IT – spiega Bohlin. Per superare il problema, Standard ERP offre un eccellente bilanciamento tra funzionalità e gestione della mole di dati, in modo che gli utenti non debbano attendere per visualizzare i risultati delle loro interrogazioni al sistema. Inoltre, «abbiamo adottato il concetto di allocazione automatica delle istanze verso diversi server, così da non sovraccaricare i sistemi e dividere il carico di lavoro» – sottolinea Bohlin.


#HansaWorld L’ERP completo e integrato a misura di business @KarlBohlin
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FUNZIONALITÀ CLOUD

Nell’era del cloud, «i nostri team di sviluppo hanno reso possibile interconnettere i classici server locali al cloud, consentendo di operare remotamente per le operazioni di assistenza, aggiornamento o installazione automatica» – fa sapere Bohlin, evidenziando anche che grazie a un affidabile processo di backup remoto, HansaWorld fornisce un ulteriore e avanzato livello di sicurezza, gestendo remotamente copie extra di backup giornalieri anche da parte di server locali. «Abbiamo clienti in ogni parte del mondo che utilizzano le nostre soluzioni e che riescono a ottenere il massimo delle performance, spostando la base dati in funzione della velocità dei servizi internet e delle caratteristiche dei service center. Quando l’applicazione è in grado di spostare autonomamente la propria base dati su di un’altra macchina, senza creare alcuna interruzione del lavoro per l’utente, il processo diventa semplice e immediato» – racconta Bohlin.

VERSO IL FUTURO

Infine, sulla rotta verso il futuro, HansaWorld sta lavorando a una più completa integrazione con nuove funzionalità in modo da arricchire l’esperienza d’uso dei processi ERP: «Siamo al lavoro per una ulteriore implementazione di funzioni per la produttività personale nei nostri software come, per esempio, un sistema integrato di comunicazione telefonica, caratteristica che porterà un forte valore al mercato» – conclude Karl Bohlin.

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EOS Solutions, l’evoluzione dei gestionali passa per il cloud https://www.datamanager.it/2017/11/eos-solutions-levoluzione-dei-gestionali-passa-cloud/ Fri, 10 Nov 2017 10:01:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134841 Interconnessione tra mondo ERP e CRM, internazionalizzazione, cloud e potenziamento del software sono le quattro direttive che definiscono il nuovo corso della compagnia leader nel mondo Dynamics Anche nel 2017, e ininterrottamente dal 2013, EOS Solutions Group è stata premiata come Italian Dynamics Leader. Il gruppo vive un’ascesa continua che oggi lo vede organizzato con oltre […]

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Interconnessione tra mondo ERP e CRM, internazionalizzazione, cloud e potenziamento del software sono le quattro direttive che definiscono il nuovo corso della compagnia leader nel mondo Dynamics

Anche nel 2017, e ininterrottamente dal 2013, EOS Solutions Group è stata premiata come Italian Dynamics Leader. Il gruppo vive un’ascesa continua che oggi lo vede organizzato con oltre 260 dipendenti, più di 600 clienti, un parco di 15mila utenti e una presenza costante in 30 paesi. La grande novità è che da ottobre di quest’anno, EOS Solutions ha stretto ancora di più la sua collaborazione con Kumavision AG, per formare il più grande partner Microsoft Dynamics NAV a livello mondiale. Parlando di numeri, il nuovo soggetto potrà vantare su un fatturato di 90 milioni di euro, oltre 1.600 clienti e 50mila utenti, serviti dalle 25 sedi presenti in Italia, Germania, Austria e Svizzera. Insomma, se nel solo 2017 sono stati portati a termine un centinaio di progetti ERP, è lecito pensare che presto i numeri cresceranno ulteriormente, per consolidare le posizioni sul mercato. Al di là delle cifre, è interessante considerare come le due aziende andranno a integrare soluzioni per settori di intervento spesso sovrapposti ma non di rado differenti. L’interscambio continuo di know-how tra tecnici e consulenti non potrà che rappresentare un vantaggio per tutti, non per ultimi i clienti. Sulla nuova solidità, basa gran parte del proprio ottimismo Attilio Semenzato, presidente di EOS Solutions, che ci ha delineato presente e futuro di un team che si pone come punto di riferimento, non più solo in Italia, delle applicazioni Dynamics a livello globale.

Insieme per crescere

Seppur fianco a fianco da tempo, viene da chiedere come mai EOS e Kumavision abbiano deciso in questo momento storico di unire le forze. «Un anno fa, avevamo l’esigenza di sostituire due soci storici. Ci siamo chiesti allora quale potesse essere il partner ideale non solo per completarci formalmente, ma anche nel business, tramite competenze simili, obiettivi coordinati e una linea pronta ad affrontare le sfide del domani. La scelta è caduta su Kumavision quasi naturalmente, vista la collaborazione ultra decennale che intratteniamo. Per noi è motivo di orgoglio essere affiancati da uno dei principali leader tedeschi nel mondo Microsoft Dynamics, focalizzato sull’ERP NAV. Gli orizzonti ai quali apre la partnership sono tanti e non potrebbe essere altrimenti data la qualità che, anche singolarmente, viene messa in campo». Sarà un caso – o forse no – ma l’arrivo di Kumavision nelle strategie di EOS Solutions rischia di essere determinante per ampliare le prospettive. Il gruppo, in moltissimi casi, si rivolge a clienti internazionali o divenuti tali per effetto della globalizzazione. Il marchio teutonico dona ulteriore vigore a un offering, già orientato all’utenza oltreconfine, e che ora può contare su un grado di prossimità maggiore. Gli uffici in Germania, Austria e Svizzera rappresentano punti di contatto che, in una logica di integrazione, formano una rete unica e rafforzata dalle rispettive unità. «Il cliente cerca sempre più una piattaforma alla quale affidarsi con sicurezza e in grado di guardare al mercato estero. Con Kumavision costituiamo un’entità presente in maniera vasta sul territorio, unendo la necessità della localizzazione ai ritmi della comunicazione digitale».


Attilio Semenzato presidente @eossolgroup L’evoluzione dei gestionali passa per il #cloud
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Sinergia senza sovrapposizioni

Va da sé, che la rinnovata partnership tra EOS Solutions e Kumavision punta decisamente sull’internazionalizzazione dei progetti, rispondendo così ai bisogni di quelle realtà, anche medio-piccole, che possono beneficiare concretamente dallo sbarco del proprio business in altri paesi, in origine non considerati. Non può di certo essere semplice declinare i processi peculiari in ottica estera ma l’esperienza dei due abilitatori è tale da aumentare le possibilità di successo di chiunque si affidi ai loro sistemi. Una seconda conseguenza dell’unione è il boost che ha già ricevuto lo sviluppo del software. Continua Semenzato: «Per Microsoft, sia noi che Kumavision ci poniamo come VAR, ovvero Value Added Reseller.  Se il punto di partenza è già qualitativamente elevato, pensiamo a cosa otterremo quando il ciclo di potenziamento software entrerà a regime. Presto gli utenti si accorgeranno di quanto conti avere dietro le spalle due leader capaci di rendere fattive idee e spunti». Come anticipato, molti target di EOS Solutions e Kumavision sono sovrapponibili mentre altri no. Non cambia in tal senso la tipologia di utenti serviti, non in termini di esclusione, perché alle categorie specifiche se ne affiancano altre, prima uniche. «Quello che vogliamo è incrociare le buone pratiche relative alle industry servite e presenti nei rispettivi portafogli. Se orizzontalmente rimaniamo leader nel PMI, ci apriremo a nuove linee di intervento, con un’offerta integrata e più ampia. Ciò non vuol dire confondere i clienti. Il core business di EOS Solutions resta focalizzato a quattro ambiti: food & beverage, professional services, engineering manufacturing e gold & jewelry. Quello di Kumavision invece punta su professional services, district manufacturing, healthcare, distribution retail. È evidente che qualcosa potrà combaciare mentre altro no, la forza è nel gruppo ma anche nel sapere particolare».

Switch tecnologico

Un esempio della versatilità che attende EOS Solutions e Kumavision è nel caso LS Retail. Si tratta di una compagnia islandese, leader nelle soluzioni end-to-end per la vendita al dettaglio in ambiente Microsoft, di cui Kumavision è Gold Partner. La collaborazione permette a EOS di sperimentare le proprie soluzioni anche in settori finora non serviti ma accessibili attraverso i contatti della tedesca. Ovviamente, vale anche il contrario: laddove vi sia possibilità di azione, le due reti potranno intersecarsi a vicenda, per creare valore aggiunto. Abbiamo parlato di internazionalizzazione e potenziamento del software ma c’è un ultimo aspetto in cui la partnership sarà essenziale: lo switch tecnologico. Considerando l’inarrestabile fenomeno di digitalizzazione e consumerizzazione dell’informatica, notiamo una destrutturazione di quelli che una volta erano ritenuti due silos divisi: l’ERP e il CRM. Il cloud ha reso più semplice confrontare fonti che si pensava fossero distanti anni luce l’una dall’altra, dando vita a programmi che adesso si parlano e dialogano tra di loro, per restituire un senso maggiore alle inferenze che provengono dall’esterno. «L’interconnessione è un vantaggio senza precedenti» – prosegue Semenzato. «Quelle informazioni che fino a qualche anno fa erano prive di corrispondenze, perché arrivavano da sorgenti differenti – oggi, se trattate con i dovuti software – producono risultati che forniscono spunti di riflessione certamente più profondi e utili, in un tempo minore. Per questo abbiamo abbracciato un cambiamento di prospettiva, con cui intendiamo integrare meglio piattaforme e database. Gran parte del merito va al cloud, che facilita la fruizione di business application sia in modalità SaaS che IaaS».


Le 4 direttive del nuovo corso di @eossolgroup leader nel mondo #Dynamics
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Prospettive future

Dove andrà il futuro di EOS Solutions non è possibile dirlo, se non altro per il repentino mutamento a cui il mondo dell’IT ci ha abituato. Di sicuro c’è che il regolamento GDPR affermerà ancora di più la necessità di affidarsi a chi ha già provveduto ad aggiornare i propri strumenti alle direttive europee, soprattutto in ambito nuvola. «Consideriamo il cloud di Microsoft come un’isola protetta su cui atterrare senza preoccuparsi di come e quando vengono raccolti i dati dei consumatori. Il GDPR, visto come una forma di trasparenza massima verso i cittadini digitali, impatterà in maniera positiva sulla piazza continentale perché cambierà il modo di gestire e conservare le informazioni ma anche la considerazione delle persone nei riguardi delle aziende che operano online, contribuendo a creare maggiore consapevolezza e fiducia nel mercato».

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Cigierre con Zucchetti conquista il Premio Innovazione Smau 2017 https://www.datamanager.it/2017/10/cigierre-zucchetti-conquista-premio-innovazione-smau-2017/ Thu, 26 Oct 2017 12:06:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133874 L’azienda attiva nel mondo della ristorazione ha integrato soluzioni avanzate di gestione del pagamento, HR e marketing digitale, insieme a Satispay e GetYourBill Cigierre è un gruppo leader nell’ambito della ristorazione servita in Italia. Nell’ultimo anno ha accelerato parecchio i programmi di digitalizzazione, soprattutto tramite la sua intesa con Zucchetti, al quale si affida da […]

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L’azienda attiva nel mondo della ristorazione ha integrato soluzioni avanzate di gestione del pagamento, HR e marketing digitale, insieme a Satispay e GetYourBill

Cigierre è un gruppo leader nell’ambito della ristorazione servita in Italia. Nell’ultimo anno ha accelerato parecchio i programmi di digitalizzazione, soprattutto tramite la sua intesa con Zucchetti, al quale si affida da anni per varie soluzioni di gestione del personale. Da una collaborazione tra i due è nato un progetto di digital transformation e open innovation unico in Italia, tanto da portarsi a casa il Premio Innovazione Smau 2017.

Nella pratica, la rete di Cigierre si è dotata del know how di Zucchetti per coinvolgere due startup rampanti nel panorama nostrano, Satispay e GetYourBill, in ottica evoluzione dei servizi. Nel primo caso con attività di pagamento via cellulare e operazioni di loyality, nel secondo per ridurre al minimo i tempi di fatturazione per i clienti dotati di partita IVA. Come ci ha spiegato Marco Apollonio, business Innovation Manager di Cigierre: “Abbiamo ottenuto benefici concreti, sia dal punto di vista della crescita tecnologica dei servizi che nella soddisfazione dei consumatori. La collaborazione con Zucchetti è stata duplice: da un lato nel mondo del sistema di vendita, per far dialogare piattaforme differenti, dall’altro nel migliorare la catena HR, ottimizzando il lavoro dei dipendenti e dunque dei costi a corredo. La nostra nuova organizzazione interna è frutto di un’unione dei due livelli precedenti, tale da permettere di avere una serie di tool davvero unici, che vanno dalla pianificazione integrata all’ottenimento di informazioni e dati utili a far crescere il business, come quelli predittivi, che anche nel campo della ristorazione possono risultare fondamentali”.

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