Dario Franceschini – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 12 Nov 2018 15:22:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Dario Franceschini – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 IVA sugli e-book, l’AIE ringrazia il governo https://www.datamanager.it/2014/11/iva-sugli-book-laie-ringrazia-governo/ Thu, 20 Nov 2014 13:29:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65283 Il presidente dell’AIE, Marco Polillo, ha ringraziato il ministro Franceschini per aver proposto di abbassare l’IVA sugli e-book al 4% e si dice fiducioso sul voto del Parlamento Il presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori) Marco Polillo ha ringraziato in una nota il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e il premier, […]

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Il presidente dell’AIE, Marco Polillo, ha ringraziato il ministro Franceschini per aver proposto di abbassare l’IVA sugli e-book al 4% e si dice fiducioso sul voto del Parlamento

Il presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori) Marco Polillo ha ringraziato in una nota il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e il premier, Matteo Renzi, per la loro apertura verso l’equiparazione dell’IVA sugli e-book a quella dei libri cartacei. Ieri in un tweet l’ex Segretario del PD ha infatti annunciato di aver presentato un emendamento all’articolo 17 della legge di stabilità per abbassare l’IVA sui libri digitali dal 22 al 4%, quindi della stessa entità imposta ai testi cartacei.

Polillo (AIE): “Fiduciosi sul voto del Parlamento”

“Apprendiamo che il ministro Franceschini ha presentato un emendamento alla legge di stabilità per equiparare l’IVA degli ebook a quella dei libri cartacei.  – ha affermato Polillo – Desidero esprimere come Presidente dell’AIE e a nome di tutti gli editori, gli autori e i sostenitori della campagna #unlibroèunlibro i nostri più sentiti ringraziamenti al Ministro Franceschini, al Presidente Renzi e a tutto il Governo per aver accolto la forte istanza proveniente da tutto il mondo del libro e aver deciso di voltare pagina rispetto ad una discriminazione senza senso”.

“Siamo molto fiduciosi  – ha proseguito Polillo  – che si possa arrivare a una rapida e condivisa approvazione dell’emendamento in considerazione dell’impegno profuso in queste fasi da parlamentari di maggioranza e di opposizione tra i quali gli on. Piccoli Nardelli, Causi, Palmieri, Giordano, Caparini e Librandi che nei giorni scorsi avevano già presentato emendamenti in tal senso. Anche a loro va tutta la nostra gratitudine”.

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Altroconsumo chiede la revoca dell’equo compenso https://www.datamanager.it/2014/07/altroconsumo-chiede-revoca-dellequo-compenso/ Fri, 25 Jul 2014 13:37:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59200 Altroconsumo chiede al Governo di revocare il decreto dell’equo compenso sulla copia privata e di verificare quanto la SIAE corrisponde agli autori Forte delle quasi 100mila firme sulla petizione contro la tassa sul telefonino, raccolte sul sito di Altroconsumo e sulla piattaforma change.org, l’associazione lancia una scialuppa di salvataggio al Governo Renzi. L’obiettivo è quello di evitare l’ennesima […]

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Altroconsumo chiede al Governo di revocare il decreto dell’equo compenso sulla copia privata e di verificare quanto la SIAE corrisponde agli autori

Forte delle quasi 100mila firme sulla petizione contro la tassa sul telefonino, raccolte sul sito di Altroconsumo e sulla piattaforma change.org, l’associazione lancia una scialuppa di salvataggio al Governo Renzi.

L’obiettivo è quello di evitare l’ennesima brutta figura dell’Esecutivo davanti all’opinione pubblica sul dossier equo compenso per copia privata, mal gestito dal ministro Franceschini, catturato dalla SIAE per i suoi interessi di parte.

Sono passate solo poche settimane da quando il ministro, firmando il decreto di aggiornamento delle tariffe di “equo compenso” per copia privata – fortemente voluto e scritto dalla SIAE che ne è la maggiore beneficiaria – ha asserito, con la consapevolezza di mentire, che non avrebbe provocato aumenti per i consumatori. I fatti però lo smentiscono: Apple ha subito aggiornato i propri listini aumentandoli esattamente dell’importo dell’equo compenso più IVA. D’altra parte non si comprende il motivo per il quale la società di Cupertino si sarebbe dovuta sobbarcare questa tassa.

Altroconsumo non ha mai esitato ad attivarsi contro le multinazionali tecnologiche in caso di violazioni degli interessi dei consumatori, come nella vittoria contro Apple per la salvaguardia della garanzia biennale di conformità. In questo caso però ad Apple non si può proprio contestare nulla.

La proposta di Altroconsumo

Altroconsumo sollecita Dario Franceschini e soprattutto Matteo Renzi ad adottare una soluzione politica in tre mosse:

  • revoca del decreto che ha aumentato a dismisura un sovrapprezzo iniquo e obsoleto sui dispositivi tecnologici;
  • avvio di una verifica approfondita e puntuale sui bilanci SIAE per capire quanto trattenga per sé e quanto effettivamente redistribuisca agli autori;
  • introduzione di una rappresentanza consumerista nel Comitato Permanente sul diritto d’autore.

Gli avvocati di Altroconsumo hanno comunque già predisposto un ricorso e sarà quindi, in alternativa, il TAR Lazio ad annullare il decreto.

Il ministro Franceschini ha commesso un altro grave errore di valutazione non tenendo conto dello studio commissionato dal suo stesso ministero. Tale studio dimostra infatti come le copie private nel nuovo scenario tecnologico digitale siano in netta diminuzione e che le tariffe andrebbero conseguentemente adeguate al ribasso.

Altroconsumo chiama ora il Governo Renzi ad una scelta di campo: se stare dalla parte del carrozzone obsoleto e non trasparente di SIAE oppure dalla parte dei consumatori e del loro diritto a fruire dei benefici dell’evoluzione tecnologica. E’ giunta infatti ormai l’ora di innovare e rendere più efficiente anche la sacrosanta tutela dei diritti degli autori.

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Alla fine l’equo compenso alza i prezzi dei prodotti hitech https://www.datamanager.it/2014/07/lequo-compenso-alza-i-prezzi-dei-prodotti-hitech/ Thu, 24 Jul 2014 10:58:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59047 A causa dell’equo compenso, Apple ha alzato i prezzi dei suoi prodotti e altre aziende stanno pensando di fare altrettanto. Diverse associazioni si sono scagliate contro i rincari L’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE come risarcimento per la cosiddetta copia privata, non avrebbe dovuto pesare sulle tasche dei consumatori ma […]

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A causa dell’equo compenso, Apple ha alzato i prezzi dei suoi prodotti e altre aziende stanno pensando di fare altrettanto. Diverse associazioni si sono scagliate contro i rincari

L’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE come risarcimento per la cosiddetta copia privata, non avrebbe dovuto pesare sulle tasche dei consumatori ma così non è stato. Quando il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha firmato il decreto che ne innalzava le tariffe aveva sottolineato che il provvedimento “non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”. La verità è che Apple ha aumentato il costo dei suoi prodotti mentre Samsung e altri colossi dell’hitech ci stanno pensando.

Equo compenso: Apple alza i prezzi, gli altri valutano

Con le nuove tariffe dell’equo compenso in vigore da 10 giorni, Apple ha deciso di aumentare i prezzi dei propri device. Un iPhone 5S da 16 GB ora costa 732,78 euro (+3,78 euro) mentre il sovrapprezzo dei modelli da 32 e 64 GB è rispettivamente di 4,76 e 5,25 euro. Anche iPad e MacBook hanno avuto rincari proporzionati. Samsung ha detto a Repubblica.it di star “valutando” l’idea di alzare i prezzi mentre Microsoft, che trasformerà Windows in un sistema operativo adatto a qualsiasi tipo di schermo, non ha dato indicazioni in merito. LG assorbirà l’aumento dell’equo compenso, Google non ha cambiato i prezzi per quanto riguarda smartphone e tablet mentre Sony ha confermato che non aumenterà il costo dei televisori ma i rincari riguarderanno con ogni probabilità hard disk, schede di memoria, chiavette USB.

Le reazioni

Alla notizia dei rincari sul prezzo finale apportati da Apple Franceschini ha scritto su Twitter: “iPhone 5S 16GB: Francia 709 euro (copia privata 8 euro) Germania 699 (cp 36 euro) Italia ora 732 (cp 4 euro). Apple fa pagare copia privata solo ai suoi clienti italiani”. “Scaricano sui soli consumatori italiani il legittimo compenso dovuto agli autori pur di non ridurre lievemente il loro margine di guadagno. Che altro dire?”, ha ribadito sul social network il ministro.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania, che insieme ad Altroconsumo è intenzionata a ricorrere al Tar per annullare il decreto: “Era prevedibile a fronte di un’imposizione del tutto ingiustificata. Non ci voleva un genio per capire come sarebbe andata a finire, bastava un briciolo di onestà intellettuale”.

Persino la SIAE che ha sempre difeso l’equo compenso ha inaspettatamente attaccato Apple affermando che l’aumento dei prezzi è un’operazione “di pura mistificazione della realtà mirata a confondere i consumatori e a mantenere inalterati i propri ingenti profitti, spesso realizzati attraverso l’utilizzo di manodopera a basso costo”. L’associazione che tutela gli artisti ha quindi annunciato un’iniziativa provocatoria. L’idea è di acquistare qualche centinaio di iPhone in Francia, dove l’equo compenso è più alto che da noi, e di metterli in vendita in Italia con il prezzo d’Oltralpe, che è inferiore di 50 euro rispetto a quello proposto da Apple nel nostro Paese.

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Mibact, rivoluzione Franceschini: in arrivo tagli e super-musei https://www.datamanager.it/2014/07/mibact-rivoluzione-franceschini-in-arrivo-tagli-super-musei/ Thu, 17 Jul 2014 12:41:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58493 E’ pronto per l’approvazione al Consiglio dei Ministri il decreto di riorganizzazione del Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) che comporterà significativi cambiamenti nell’ottica della spending review, quali il taglio di 37 dirigenti, di cui 6 di prima fascia e 31 di seconda e interessanti novità per i musei italiani […]

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E’ pronto per l’approvazione al Consiglio dei Ministri il decreto di riorganizzazione del Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) che comporterà significativi cambiamenti nell’ottica della spending review, quali il taglio di 37 dirigenti, di cui 6 di prima fascia e 31 di seconda e interessanti novità per i musei italiani

Si tratta di una riforma che non necessita di risorse aggiuntive e che andrà a ridisegnare il Mibact, consentendo effettivi risparmi; le linee d’azione saranno sei: piena integrazione fra cultura e turismo, semplificazione dell’amministrazione periferica, ammodernamento della struttura centrale, valorizzazione dei musei italiani, attenzione alle arti contemporanee e rilancio di politiche di innovazione e formazione.

Rivalutare il patrimonio artistico

«Il percorso utilizza il lavoro dei miei predecessori e in particolare quello della commissione D’Alberti del ministero Bray allo scopo di rivalutare non solo il nostro patrimonio artistico, ma anche un giacimento di talenti e professionalità nella cultura e nel turismo, finora poco considerati dalla politica, per far crescere l’economia e adesso per uscire dalla crisi – ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini, che ha poi aggiunto- È la possibilità per trasformare la globalizzazione in un’opportunità formidabile dal momento che all’estero si chiedono come mai essendo seduti su una miniera d’oro non riusciamo a sfruttarla. Mi aspetterei che fosse un terreno bipartisan».

Autonomia e libertà scientifica

Si cercherà quindi di sciogliere e ridurre al minimo tutte le complicazioni di natura burocratica, trasformando le direzioni generali in segretariati regionali del Mibact, con mansioni di coordinamento amministrativo invece che culturale e tecnico. Le soprintendenze verranno accorpate per materia, senza influenzare la distribuzione territoriale, assumendo la definizione «belle arti e paesaggio»; novità anche per i direttori degli archivi di Stato dei capoluoghi di regione, che diventeranno dirigenti di seconda fascia, mentre le Biblioteche nazionali centrali di Roma e di Firenze rappresenteranno poli comprendenti le altre biblioteche operanti nell’area comunale, conferendo indipendenza, autonomia e libertà scientifica agli altri istituti nazionali.

Grandi novità per i musei

Ma se già fino a qui la riforma ridisegna molti aspetti del Mibac, la novità forse più interessante è rappresentata dall’idea di sviluppare un sistema museale italiano, che dia autonomia ai singoli attribuendo loro i ricavi degli ingressi e mantenendo anche il finanziamento già attivo basato sull’importanza delle collezioni in essere. In questo modo si incentiva l’iniziativa di ogni struttura a migliorare l’afflusso di visitatori, senza che però possa essere influenzato l’intervento statale maturato sul prestigio artistico e sulle potenzialità di attrattiva.

La riforma prevede anche una nuova direzione generale musei, che metta in atto strategie di fruizione a livello nazionale. Lo scopo è quello di favorire la formazione di poli museali regionali, in collaborazione con gli enti locali, alimentando la collaborazione fra sedi statali e non, sia pubbliche sia private.

Sedate anche le preoccupazioni degli storici d’arte riguardo alle nomine a direttori dei musei: ci saranno apposite commissioni di interni ed esterni a vagliare le candidature, con presenze straniere di calibro internazionale.

Il Colosseo, la GNAM e la Galleria Borghese di Roma, insieme alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, agli Uffizi di Firenze, alla Pinacoteca di Brera, agli scavi di Pompei, al Museo di Capodimonte e alla Reggia di Caserta avranno per direttore un dirigente di prima fascia, mentre il Museo Nazionale Romano, il Museo nazionale d’arte antica di Roma oltre alla Galleria Sabauda, al Palazzo Reale di Genova, al Museo Nazionale del Bargello, alla Galleria dell’Accademia di Firenze, alla Galleria Estense di Modena, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, a Paestum, al Museo Archeologico Nazionale di Taranto e al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria avranno per direttore un dirigente di seconda fascia. Cinema, spettacolo e turismo conservano le loro strutture con la Consulta dello Spettacolo e il Comitato permanente per il Turismo.

Garantire una profonda educazione alla cultura

Arte e all’architettura contemporanee avranno un’apposita direzione generale volta a promuovere anche la riqualificazione e il recupero delle periferie urbane. Inoltre sarà prevista una specifica direzione generale che lavorerà con il MIUR, il CNR, le università e le scuole, anche d’intesa con le Regioni, al fine di garantire una profonda educazione alla cultura. Anche le soprintendenze diventeranno luoghi deputati alla ricerca, alla tutela e alla formazione.  Franceschini, che ha già istituito un fondo per la formazione digitale dei giovani nel settore della cultura, aveva firmato il mese scorso anche il decreto che innalza le tariffe dell’equo compenso, ovvero il contributo da riconoscere all’associazione che tutela gli artisti per ogni dispositivi elettronico in grado di riprodurre un contenuto multimediale e di realizzare una copia privata. 

Le novità sono molte, dunque, e Franceschini ha già anticipato: «Il lobbismo italiano non avanza richieste, ma prega piuttosto di non toccare la tranquillità con le riforme. Il Paese però si aspetta mutamenti coraggiosi anche se minacciano interessi esistenti e suscitano resistenze. Questa è una vera rivoluzione del sistema della cultura e del turismo».

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Equo compenso: ecco le cifre ufficiali https://www.datamanager.it/2014/07/equo-compenso-cifre-ufficiali/ Tue, 08 Jul 2014 10:26:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57720 Il decreto sull’equo compenso, che diverrà operativo fra 10 giorni, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Per smartphone e tablet pagheremo 5,20 euro in più E’ stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sull’equo compenso firmato il 20 giugno dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Come prevede la legge le cifre sono state […]

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Il decreto sull’equo compenso, che diverrà operativo fra 10 giorni, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Per smartphone e tablet pagheremo 5,20 euro in più

E’ stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sull’equo compenso firmato il 20 giugno dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Come prevede la legge le cifre sono state ritoccate verso l’alto e tenendo conto dell’IVA al 22% i rincari arrivano fino al 704% per quanto riguarda gli smartphone. Il decreto entrerà in vigore fra 10 giorni.

Le cifre ufficiali dell’equo compenso

equo compenso pre decreto  equo compenso post decreto prezzo con IVA 22% sul prodotto finale
cellulare  0,90 euro  0,50 euro  0,61 euro
smartphone  0,90 euro  5,20 euro  6,34 euro
tablet  0 euro  5,20 euro  6,34 euro
computer desktop e notebook  1,90/2,90 euro  5,20 euro  6,34 euro
TV con funzione di registrazione  0 euro  4 euro  4,88 euro
chiavetta USB  0,09 euro/GB  0,10 euro/GB, massimo 9 euro  10,98 euro
Hard disk  9,66 euro (15 GB e oltre)  0,01 euro/GB, 20 euro per 2 TB  24,40 euro

La cosa che salta subito all’occhio sono le cifre che riguardano tablet e TV con sistema di registrazione prima esenti dal contributo da corrispondere alla SIAE. In particolare per quanto riguarda i televisori bisognerà aggiungere ai 4 euro previsti anche la tariffa imposta su har disk e chiavette USB necessarie per poter registrare contenuti. Rispetto ad altri Paesi europei, a parte Germania e Francia, gli italiani pagheranno molto di più per la tecnologia. Un tablet da 16 GB costerà 4 euro in più rispetto ad una media Ue di 1,57 euro. Dall’equo compenso la SIAE, a cui spetta il contributo per risarcirla delle “copie private”, otterrà 150 milioni di euro pari ad un quarto dell’intero gettito raccolto in tutta europa (600 milioni di euro).

Recentemente Altroconsumo e Confindustria Digitale hanno fatto sapere di voler ricorrere al Tar per l’annullamento del decreto.

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Confidustria Digitale farà ricorso contro l’equo compenso https://www.datamanager.it/2014/06/confidustria-digitale-fara-ricorso-contro-lequo-compenso/ Fri, 27 Jun 2014 14:03:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=54085 Confindustria Digitale è pronta a far ricorso contro l’equo compenso per copia privata, ritenuto un provvedimento anacronistico e un freno alla digitalizzazione del Paese Dopo Altroconsumo anche Confindustria Digitale si scaglia contro l’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE per risarcirla delle copie private realizzate tramite dispositivi elettronici. L’obolo all’associazione che […]

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Confindustria Digitale è pronta a far ricorso contro l’equo compenso per copia privata, ritenuto un provvedimento anacronistico e un freno alla digitalizzazione del Paese

Dopo Altroconsumo anche Confindustria Digitale si scaglia contro l’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE per risarcirla delle copie private realizzate tramite dispositivi elettronici. L’obolo all’associazione che tutela agli artisti ha visto salire le sue tariffe a seguito della firma dello specifico decreto da parte del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Ad esempio, uno smartphone con memoria da 16 GB costerà all’utente finale 4 euro in più.

“Equo compenso? Anacronistico e contro gli interessi del Paese”

Il presidente Elio Catania ha sottolineato come il provvedimento non solo sia anacronistico, ma rallenterà lo sviluppo digitale del Paese.

[blockquote style=”4″]”Il sistema dell’equo compenso va completamente rivisto per rappresentare anche gli interessi e i trend dell’industria digitale e dei consumatori. Siamo pronti a fare ricorso”, ha detto il numero uno di Confindustria Digitale. “Riteniamo l’aumento del compenso per copia privata non solo una misura del tutto ingiustificata rispetto agli attuali trend tecnologici e di consumo – ha aggiunto Catania – ma anche un segnale in contrasto con l’esigenza, riconosciuta prioritaria dallo stesso governo Renzi, di favorire l’innovazione digitale nel Paese”.[/blockquote]

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Equo compenso: tariffe ritoccate verso l’alto da Franceschini https://www.datamanager.it/news/equo-compenso-franceschini-ritocca-le-tariffe-verso-lalto-57519.html Mon, 23 Jun 2014 13:57:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/equo-compenso-franceschini-ritocca-le-tariffe-verso-lalto/ Il  ministro Dario Franceschini ha firmato il decreto che innalza le tariffe per l’equo compenso. Ora uno smartphone potrebbe costare fino a 4,80 euro in più Alla fine ha vinto la SIAE. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha istituito un fondo per la formazione digitale dei […]

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Il  ministro Dario Franceschini ha firmato il decreto che innalza le tariffe per l’equo compenso. Ora uno smartphone potrebbe costare fino a 4,80 euro in più

Alla fine ha vinto la SIAE. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha istituito un fondo per la formazione digitale dei giovani nel settore della cultura, ha firmato venerdì scorso il decreto che innalza le tariffe dell’equo compenso, ovvero il contributo da riconoscere all’associazione che tutela gli artisti per ogni dispositivi elettronico in grado di riprodurre un contenuto multimediale e di realizzare una copia privata. La “tassa” è a carico dei produttori di questi device ma in realtà è come sempre l’utente finale a pagare di più.

Franceschini: “Le cifre andavano alzate per legge”

Qualche tempo fa il ministro, che ha partecipato a Roma ad un incontro con il presidente di Google Eric Schmidt, aveva minacciato che se non si fosse giunti ad un accordo le cifre dell’equo compenso sarebbero state ritoccate verso l’alto come previsto dalla legge. Evidemente nonostante le proteste di diverse associazioni dei consumatori così non è avvenuto.

“Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale. – ha affermato Franceschini – Il decreto non introduce alcuna nuova tassa, ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione a uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”.

Equo compenso: tariffe nuove

Prima della firma del decreto le tariffe per smartphone e tablet erano rispettivamente di 1,90 e 0,90 euro. Ora l’esborso è salito ad un minimo di 3 euro per un cellulare connesso da 8 GB e ad un massumo di 4,80 per dispositivi con memoria superiore ai 32 GB. Le nuove cifre sono spesso superiori a quelle registrate in altri Paesi come Francia e Germania. Di seguito le nuove tariffe riportate da Tom’s Hardware:

Prodotti Capacità Tariffa
CD  700 MB  0,10 euro
DVD  4,7 GB  0,20 euro
Memory Card  4 GB  0,36 euro
USB  4 GB  0,40 euro
Smartphone  16 GB  4 euro
Cellulare  1 GB  0,50 euro
Tablet  16 GB  4 euro

 

 

 

 

 

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Franceschini: 1 milione di euro per formare i giovani e valorizzare la cultura https://www.datamanager.it/news/franceschini-1-milione-di-euro-formare-i-giovani-e-valorizzare-la-cultura-57322.html Mon, 16 Jun 2014 16:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/franceschini-1-milione-di-euro-per-formare-i-giovani-e-valorizzare-la-cultura/ Il ministro delle Attività Culturali, Dario Franceschini, ha firmato un decreto per la creazione di un fondo per finanziare 150 tirocini di 6 mesi nel settore della cultura da svolgersi in aree strategiche per il nostro patrimonio artistico Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che qualche giorno fa […]

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Il ministro delle Attività Culturali, Dario Franceschini, ha firmato un decreto per la creazione di un fondo per finanziare 150 tirocini di 6 mesi nel settore della cultura da svolgersi in aree strategiche per il nostro patrimonio artistico

Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che qualche giorno fa ha partecipato ad un incontro con il presidente di Google Eric Schmidt, ha annunciato l’istituzione di un fondo da 1 milione di euro per finanziare la formazione dei giovani nel settore dell’arte e della cultura da svolgersi presso aree ritenute strategiche per la valorizzazione del nostro partimonio. 

Il decreto firmato dal ministro autorizza 150 tirocini, della durata di 6 mesi, con un’indennità di mille euro lordi mensile, che dovranno essere svolti nei siti culturali di interesse strategico per il Paese da Pompei alle zone terremotate dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna.
Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/tzmWIU

“Il grande progetto Pompei, la Reggia di Caserta, il recupero e il restauro del patrimonio storico-artistico nel centro storico de L’Aquila e nelle aree colpite dal sisma dell’Emilia Romagna, così come gli archivi e le biblioteche nazionali hanno bisogno di interventi urgenti e straordinari”, ha spiegato Franceschini.

150 tirocini nel settore della cultura

Il fondo permetterà di organizzare 150 tirocini della durata di 6 mesi con un’indennità di mille euro lordi mensili. Il progetto è indirizzato agli under 29 dotati di un eccellente percorso di studi in facoltà come archeologia, architettura, archivistica e biblioteconomia, beni culturali o economia e gestione dei beni culturali. Un terzo dei tirocini sarà dedicato al Grande progetto Pompei, 20 alla valorizzazione delle residenze borboniche, 30 al recupero delle aree terremotate di Abruzzo ed Emilia Romagna e 50 per la riorganizzazione degli archivi di Stato e le biblioteche nazionali di Roma e Firenze.

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Eric Schmidt di Google: “I giovani italiani non conoscono l’informatica” https://www.datamanager.it/news/eric-schmidt-di-google-i-giovani-italiani-non-conoscono-linformatica-57111.html Tue, 10 Jun 2014 10:14:24 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/eric-schmidt-di-google-i-giovani-italiani-non-conoscono-linformatica/ Eric Schmidt, presidente di Google, denuncia un ritardo nell’educazione digitale dei giovani italiani. Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ammette questa mancanza ma replica: “La cultura non è business” Ieri il presidente di Google Eric Schmidt ha incontrato nella facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e […]

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Eric Schmidt, presidente di Google, denuncia un ritardo nell’educazione digitale dei giovani italiani. Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ammette questa mancanza ma replica: “La cultura non è business”

Ieri il presidente di Google Eric Schmidt ha incontrato nella facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. I due hanno parlato dell’educazione digitale dei giovani italiani e delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie in settori come il turismo e la cultura.

Schmidt: “I giovani italiani non conoscono l’informatica”

Schmidt, che non molto tempo fa ha detto di voler investire molto sull’Italia, denuncia un preoccupante ritardo nell’educazione dei nostri giovani. “Il sistema educativo italiano non forma persone adatte al nuovo mondo. – ha detto il manager di Google – L’Italia ha una disoccupazione giovanile al 40%, che dimostra un fallimento delle politiche. Un modo per affrontare questo problema è far recepire le abilità a livello digitale, incoraggiare i giovani in questo senso”. Schmidt quindi spera in un “cambiamento del sistema di istruzione italiano” verso un modello più simile a quello statunitense, dove “in tutte le scuole si insegna informatica”.

Franceschini: “La cultura non può essere asservita alle logiche di mercato”

Franceschini, che ha lanciato un ultimatum sulla definizione delle tariffe per l’equo compenso, ha ammesso il ritardo della scuola italiana nell’educazione digitale auspicando una maggiore attenzione ai settori che portano alla crescita ma allo stesso tempo difende le particolarità culturali italiane. “In ogni Paese – ha dichiarato il ministro – ci sono vocazioni, magari un ragazzo italiano sa meno di informatica ma più di storia medievale e nel mondo questo può essere apprezzato. Un ragazzo italiano ad esempio potrà andare negli USA a insegnare storia medievale e uno americano potrà venire qui a insegnare informatica”. “La cultura non può essere consegnata alle logiche di mercato”, ha concluso Franceschini.

Google e il patrimonio artistico italiano

Durante l’incontro nell’ateneo romano si è anche parlato di possibili collaborazioni fra il nostro Paese e Google nell’ambito della cultura. “Il futuro dell’arte è online, ma soprattutto la sfida sarà sul telefonino”, ha sottolineato Schmidt. Franceschini ha quindi proposto a Big G di digitalizzare il patrimonio artistico monumentale italiano, “magari in 3D”. “Questi terreni di collaborazione si possono trovare, sottraendoli però a logiche di mercato”, ha ribadito il ministro. In realtà, Google attraverso il progetto Art Project ha già reso disponibili su PC e device mobili centinaia di opere d’arte del nostro Paese.

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Franceschini e l’equo compenso: “Senza accordo alziamo le tariffe” https://www.datamanager.it/news/franceschini-e-lequo-compenso-senza-accordo-alziamo-le-tariffe-55871.html Thu, 24 Apr 2014 14:52:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/franceschini-e-lequo-compenso-senza-accordo-alziamo-le-tariffe/ Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha lanciato un ultimatum a SIAE e produttori. Se non si arriverà ad un accordo, le tariffe saranno ritoccate al rialzo come prevede la legge Molti aspettavano una presa di posizione di Dario Franceschini in merito all’equo compenso, la tassa da corrispondere […]

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Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha lanciato un ultimatum a SIAE e produttori. Se non si arriverà ad un accordo, le tariffe saranno ritoccate al rialzo come prevede la legge

Molti aspettavano una presa di posizione di Dario Franceschini in merito all’equo compenso, la tassa da corrispondere alla SIAE per l’acquisto di dispositivi per la riproduzione di contenuti digitali, e questa finalmente è arrivata. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha affermato che se le parti coinvolte non raggiungeranno un accordo, il Governo è pronto a ritoccare al rialzo le tariffe, immutate dal 2012, come prevede la legge. “Dobbiamo mettercelo tutti in testa, perché in Italia questa consapevolezza non c’è: il diritto d’autore è quello che consente la libertà all’artista, quello che gli garantisce il suo spazio di creatività”, ha sottolineato Franceschini.

La decisione definitiva arriverà durante l’incontro con il comitato permanente consultivo sul diritto d’autore presieduto dall’avvocato Paolo Marzano. Se non si raggiungerà ad un accordo, sarà varato un nuovo decreto che aggiornerà quello Bondi del 2009.

Lo studio sull’equo compenso

Uno studio commissionato durante il precedente governo dall’ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, ha messo in luce che solo il 13,5% degli utenti fa uso di una copia elettronica e di questi il 69,4% generano le nuove copie tramite computer. L’idagine ha anche rilevato il crescente interesse verso lo streaming. “Il paradosso – ha spiegato Fulvio Sarzana, avvocato esperto in copyright digitale – è che tutti paghiamo un sovrapprezzo, che va alla SIAE, sui dispositivi elettronici per una possibilità – la copia privata – che interessa solo una minoranza di italiani. E che comunque non interessa gli smartphone, che pure subiscono un rincaro per l’equo compenso”.

Franceschini sembra però non essere molto interessato al contenuto dello studio. “La norma sull’equo compenso prescinde dall’effettivo uso della copia privata”, ha dichiarato il ministro.

Le reazioni

La Società Italiana degli Autori ed Editori ha difeso l’equo compenso affermando che non si tratta di una tassa e soprattutto il sovrapprezzo non è a carico dei consumatori. “L’equo compenso per la copia privata non è una tassa. – ha sottolineato Gino Paoli, presidente della SIAE – Inoltre non è a carico dei consumatori, non comporta quindi nessun aumento del prezzo, ma è un minor profitto per i produttori dei dispositivi, multinazionali che già guadagnano molto di più in Italia che negli altri Paesi”.

All’opposto, Altroconsumo continua la sua campagna contro l’equo compenso, definito in passato come una tassa ingiusta. Secondo le stime dell’associazione che difende i diritti dei consumatori, che ha sottolineato come l’imposta non sia presente in tutti i Paesi, le nuove tariffe potrebbero aumentare come mostrato in tabella:

smartphone  da 90 centesimi a 5,20 euro
tablet  da 1,90 a 5,20 euro
PC  da 1,90 a 6 euro

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