Diego Piacentini – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 19 Oct 2018 06:16:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Diego Piacentini – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Diego Piacentini e l’innovazione nella PA https://www.datamanager.it/2018/10/diego-piacentini-linnovazione-nella-pa/ Thu, 18 Oct 2018 10:42:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=177144 Governance e investimenti. Il vero freno alla trasformazione digitale è il fattore legacy che non è solo tecnologico ma culturale Dovremmo correre, ma camminare è meglio che stare fermi. Potrebbe essere questa la fotografia della PA in Italia. Con tre milioni di dipendenti, la Pubblica Amministrazione è la più grande azienda italiana. Secondo i dati […]

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Governance e investimenti. Il vero freno alla trasformazione digitale è il fattore legacy che non è solo tecnologico ma culturale

Dovremmo correre, ma camminare è meglio che stare fermi. Potrebbe essere questa la fotografia della PA in Italia. Con tre milioni di dipendenti, la Pubblica Amministrazione è la più grande azienda italiana. Secondo i dati della Scuola di Pubblica Amministrazione di Oxford (InCiSE Index), su 31 paesi, l’Italia è in coda alla classifica (27esimo posto) per efficienza e qualità dei servizi. Nella classifica DESI della Commissione europea sull’attuazione dell’Agenda Digitale, siamo al 25mo posto, quartultimi prima di Romania, Bulgaria e Grecia.

Nel 1997, siamo stati il primo paese in Europa a sperimentare la carta di identità elettronica. Venti anni dopo, siamo l’unico paese dove le carte di identità cartacee in circolazione sono la maggioranza. In questi 20 anni, il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione non ha conosciuto una vera rivoluzione. Solo negli ultimi cinque anni, si è mosso qualcosa. Pubblica amministrazione significa scuola, sanità, giustizia, sicurezza, ricerca, fisco, trasporti, energia. La PA è il motore dello Stato e determina l’attrattività degli investimenti e dei cervelli. Può essere un facilitatore se funziona oppure un macigno sullo sviluppo e il benessere economico se non funziona. Dal 2014 al 2020 sono stati assegnati 11 miliardi di fondi europei per la trasformazione digitale. Nel 2017, ne abbiamo spesi solo il 5%. Con PagoPA, nel 2017  le transazioni sono solo 4 milioni (dato di ottobre). E al sistema SPID risultano iscritti solo 1,9 milioni di cittadini. Nel 2018, il totale delle transazioni è schizzato a quota 14.656.109 con un tasso di crescita del 219% rispetto ai mesi dell’anno precedente, mentre le identità rilasciate hanno raggiunto quota 2.869.994.

Una delle 14 misure dell’Agenda Digitale italiana è l’anagrafe nazionale dei cittadini residenti (ANPR) per la quale nel 2013 sono stati stanziati 23 milioni di euro. Solo 721 sugli ottomila comuni italiani (il 9% – dati aggiornati al 12 ottobre 2018) hanno aderito alla piattaforma, riversando i dati dall’anagrafe locale a quella centrale. Tra i comuni virtuosi ci sono Bergamo, Como, Trento, Torino, Milano, Martina Franca. Con l’adesione all’ANPR le pratiche demografiche diventano operazioni automatizzate, semplici e immediate. E per l’amministrazione significa un risparmio sui costi e servizi migliori. L’inefficienza della PA ci costa quasi 30 miliardi di euro, circa 2 punti di PIL. Per le imprese, in particolare, la burocrazia rappresenta un costo molto rilevante, con impatti che si attestano tra il 2% e il 4% del fatturato e con pesi più elevati al decrescere della dimensione dell’azienda.

Il Governo italiano si sta muovendo anche su intelligenza artificiale e blockchain con l’istituzione di due commissioni ad hoc e di un Fondo nazionale per l’innovazione digitale. Nel decreto Milleproroghe è stato inserito il rinnovo di un anno del Team per la Trasformazione Digitale che non sarà più guidato da Diego Piacentini. Al termine dei 45 giorni di “propogatio” (che scadranno alla fine di ottobre), l’ex commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale e vicepresidente di Amazon (ruolo lasciato in agosto) è pronto a passare il testimone e a tornare a Seattle dalla sua famiglia.

Al momento, si conosce solo il nome della nuova direttrice generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Teresa Alvaro. Per Diego Piacentini, che lavorerà fino alla nomina del nuovo commissario, la condizione di partenza per innovare la PA – «è una governance che parta dal centro». Una condizione necessaria ma non sufficiente perché – «solo con una sinergia concreta con le amministrazioni locali si può realizzare questo processo di cambiamento». Il ridisegno dei processi e la loro digitalizzazione possono dar luogo a una vera spending review e determinare una crescita di efficienza. Ma la bassa velocità di adozione e la dimensione frammentata con cui marcia l’innovazione della PA sul territorio disegnano ancora una geografia estremamente discontinua e disomogenea.


La trasformazione digitale nella #PA come leva per la crescita – @diegopia
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Data Manager: Come definirebbe il lavoro svolto in questi due anni?

Diego Piacentini: Come quello di un idraulico. Abbiamo lavorato per cambiare il sistema della PA dall’esterno. Il team digitale è un manipolo di data scientist, analisti dei processi complessi, esperti legali, che in questi 24 mesi ha navigato tra regole e ostacoli, anche contro corrente. Sono orgoglioso dei risultati raggiunti.

Che cosa lascia?

Un team di persone straordinarie e capaci. Mi auguro che il Governo possa andare avanti prendendo in considerazione le nostre proposte in materia di finanziamenti, governance e competenze per proseguire il cammino fatto e accelerare la trasformazione digitale del Paese.

Non conoscere i meccanismi della PA è un limite?

In realtà è stato l’unico modo per non fermarsi davanti ai tanti no che abbiamo ricevuto. Il cambiamento non è solo una questione di tecnologia, ma di persone. L’abbattimento dei silos organizzativi in cui sono impegnate le imprese, si deve applicare anche alla PA. Il tuo cliente non è l’altro ufficio. Il tuo cliente è il cittadino. Quando riusciremo a pensare in questo modo, l’integrazione sarà un passaggio naturale.

L’Estonia è nella top ten dei paese più digitalizzati d’Europa. Questo significa che il fattore legacy è il vero freno alla trasformazione digitale?

Il cambiamento dell’esistente è la parte più complicata. Il fattore legacy, che non è solo tecnologico ma culturale, è uno dei freni principali alla trasformazione. La situazione della PA in Italia non è omogenea. Ci sono realtà molto avanzate e situazioni di grande ritardo. Spesso non dipende dai singoli individui, ma dall’organizzazione nel suo complesso. La Gran Bretagna è partita con un team digitale simile al nostro nel 2010. Noi siamo partiti a settembre 2016, e abbiamo rimosso un gap di sei anni. Ovviamente, dobbiamo recuperare il tempo perduto.

Qual è la strategia che avete adottato?

Abbiamo lavorato molto sulla awareness. Molti amministratori e molti politici non si rendono conto che la trasformazione digitale non è solo l’investimento IT di cui si deve occupare il responsabile dei sistemi informativi, ma è un’attività prevalentemente di governo delle organizzazioni. E per questo motivo, ha senso che la regia resti nelle mani della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Allo stesso modo, in un comune è il sindaco che deve guidare l’innovazione, esprimendo una strategia, creando una squadra, affidandosi a un assessore competente. Il vertice deve dettare le priorità e i piani di esecuzione.

Qual è il messaggio chiave?

Tutte le pubbliche amministrazioni centrali e locali devono comprendere che senza trasformazione digitale non si va da nessuna parte e si influenza negativamente la crescita del Paese. Mi auguro che tra cinque anni, saremo nella posizione della Gran Bretagna. Il cittadino ha una esperienza atavica di inefficienza della PA. In pratica, gli italiani sono educati all’inefficienza. Come Paese, dobbiamo essere in grado di rovesciare questo modello negativo.

Si parla molto di intelligenza artificiale anche nella PA. Che cosa ne pensa?

Il sito web del Team Digitale è bilingue ed è tradotto completamente in inglese da un algoritmo di translation machine, messo a punto da una startup romana. L’intelligenza artificiale è un tema importante, ma ha senso parlare di AI su singole applicazioni e non per il governo generale di un’organizzazione. Quello che serve veramente in questo momento è garantire l’accesso al dato, che non è una questione legislativa, ma di processo.

C’è un problema di ownership dei dati?

L’atteggiamento più diffuso è che il dato è mio e non lo condivido. Bisogna passare da un concetto di convenzione a uno di apertura del dato. Per questo nel Piano triennale abbiamo puntato sull’interoperabilità e su applicazioni di esposizione dei dati in grado di fare da piattaforma per l’erogazione di altri servizi. Non si può parlare di intelligenza artificiale se non risolviamo il problema dell’accessibilità del dato.

Qual è il consiglio per le imprese?

Mettere al centro il cittadino/utente/cliente significa partire dal problema. Spesso si fa il contrario, partendo dalla soluzione astratta. I fornitori di tecnologie possono fare da driver, ma devono essere responsabili delle scelte e anche degli errori.

Si è definito un idraulico della PA. Dopo due anni, lo rifarebbe?

Assolutamente sì. Credo che sia stata una delle esperienze professionali più importanti della mia vita. Ogni manager, dopo 30 anni in azienda, dovrebbe mettersi a disposizione del Paese. È il concetto di civil servant. Portare nella PA le esperienze migliori, maturate nel mondo delle imprese, permetterebbe non solo di accelerare il cambiamento, ma di assicurare continuità all’innovazione.

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Team (digitale) che vince non si cambia https://www.datamanager.it/2018/10/team-digitale-che-vince-non-si-cambia/ Wed, 17 Oct 2018 09:55:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=176999 Il dibattito sulla trasformazione digitale continua a dominare le pagine cartacee e virtuali della nostra rivista, e i suoi eventi collaterali, primi tra tutti il forum annuale #WeChangeIT e le tavole rotonde che da diversi anni agevolano il confronto diretto tra i “consumatori” professionali di tecnologie ICT e i loro fornitori. Si tratta del resto […]

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Il dibattito sulla trasformazione digitale continua a dominare le pagine cartacee e virtuali della nostra rivista, e i suoi eventi collaterali, primi tra tutti il forum annuale #WeChangeIT e le tavole rotonde che da diversi anni agevolano il confronto diretto tra i “consumatori” professionali di tecnologie ICT e i loro fornitori. Si tratta del resto di una tematica pervasiva, che impegna sviluppatori, operatori, consulenti, ricercatori e media focalizzati su questo mercato. I risultati si vedono, e i casi di studio della digital transformation si moltiplicano, portando aria fresca in ogni settore.

Ma c’è una trasformazione digitale (e procedurale) che sta particolarmente a cuore di tutti e coinvolge gli oltre 22mila soggetti che compongono la pubblica amministrazione. Per questa è ancora difficile fornire un realistico indice di avanzamento. Per la verità una sorta di cruscotto c’è ed è quello pubblicato sul sito avanzamentodigitale.italia.it. I numeri riportati sembrano positivi, ma resta l’incertezza sui valori di questo avanzamento misurati in termini di efficienza, riduzione delle tempistiche e qualità reale e percepita dei servizi. Di quanta carta riescono a fare a meno gli uffici e i cittadini che vi si recano? A che punto siamo con gli obiettivi di consolidamento infrastrutturale e adozione del cloud e dei microservizi? I dati possono scorrere ed essere incrociati con l’auspicata fluidità? Il software open source sta contribuendo al miglioramento generale delle piattaforme e al risparmio sui costi delle licenze?

Una risposta a queste domande sarebbe probabilmente di importanza marginale se solo ci fosse maggiore chiarezza sulla governance di un iter di cambiamento iniziato 35 anni fa, nel 1983 con una legge quadro sul pubblico impiego che definiva una apposita struttura, il Dipartimento della Funzione Pubblica, alla quale era affidato “il presidio delle politiche di riforma e modernizzazione delle pubbliche amministrazioni”. In questo periodo, si sono alternati dipartimenti e ministri per l’innovazione che oltre a essere dotati di poteri e risorse limitati, quasi invariabilmente in occasione di ogni passaggio di testimone dell’esecutivo riprendevano da capo, modificandolo, pezzi del lavoro già fatto.


#AgID PA e digital transformation: vietato frenare
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Il livello di ingaggio sembra finalmente crescere con il governo Monti e la creazione della Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) nel quadro del cosiddetto decreto Sviluppo (2012). All’Agenzia con il suo Comitato di Indirizzo, il governo Renzi ha affiancato un Commissario a capo di un Team Digitale (2016) che potesse svolgere un ruolo di proposizione e controllo sull’esecuzione dell’ambizioso piano triennale (2017-19) firmato dall’AgID e approvato nell’ultima parte della scorsa legislatura. A settembre, il Commissario incaricato nel 2016, l’ex manager internazionale di Amazon Diego Piacentini, ha raggiunto la naturale scadenza del suo mandato precisando però di non essere interessato a proseguire l’incarico nell’anno aggiuntivo stabilito dal nuovo governo Conte. Che a questo punto deve nominare un sostituto.

Questa sintesi dovrebbe aiutarci a capire meglio sia gli aspetti ancora oscuri di un “impulso” al rinnovamento, ormai spalmato su diversi decenni, sia la quantità di lavoro svolto, che in questi ultimi anni sembra davvero aver fatto un salto di qualità. Il timore è che una nuova fase di incertezza governativa possa risultare in una battuta d’arresto che nessuno vuole. E se la nomina di un erede di Piacentini può scongiurare il rischio e traghettare l’esecuzione del piano AgID verso acque più stabili, è meglio procedere. Senza indugio.

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Il Governo rinnoverà il mandato al team Piacentini ? https://www.datamanager.it/2018/06/il-governo-rinnovera-il-mandato-a-piacentini/ Thu, 07 Jun 2018 09:55:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149127 Il Governo del cambiamento, almeno nelle parole. Cambio di passo e cambio di strategie. L’innovazione però non può essere uno slogan. La community dell’ICT e dei manager dei dati giudicherà nel tempo esecuzione e contenuti Cambio di passo Certo. Cambio di linguaggio. Anche. Pragmatica e grammatica. Il Senato e la Camera hanno accordato la fiducia […]

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Il Governo del cambiamento, almeno nelle parole. Cambio di passo e cambio di strategie. L’innovazione però non può essere uno slogan. La community dell’ICT e dei manager dei dati giudicherà nel tempo esecuzione e contenuti

Cambio di passo

Certo. Cambio di linguaggio. Anche. Pragmatica e grammatica. Il Senato e la Camera hanno accordato la fiducia al Governo. Nelle dichiarazioni programmatiche rese dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la parola “cambiamento” compare (19 volte), sopravanzata dalla parola “cittadini” (27 volte). Undici i riferimenti al “lavoro”. Otto quelli all’impresa. Parole che aspettiamo di vedere confermate dai fatti, insieme alle nomine che saranno il prossimo banco di prova del Governo.

Trasformazione, tecnica e linguaggio

La trasformazione della politica è anticipata dalla trasformazione del linguaggio. Un mondo che non siamo capaci di immaginare e di descrivere con le parole è un mondo che difficilmente riusciremo a costruire né tantomeno a cambiare. I limiti del linguaggio sono i limiti del mondo, diceva il filosofo viennese Ludwig Wittgenstein. Per la prima volta però nel lessico di un discorso ufficiale – ci piace sottolineare – che la parola “innovazione” (citata solo 3 volte a pari merito con “tecnologia”) non viene usata in modo generico (perché – diciamolo – tutto è innovazione almeno quanto tutto è cultura), svuotandola di senso, come quando si ripete in continuazione la stessa parola.

Intelligenza artificiale e Big Data

Ci ha sorpreso il riferimento chiaro e preciso all’intelligenza artificiale e ai Big Data. Peraltro, passato completamente sotto il silenzio della comunicazione mainstream. «Ci impegniamo a governare questi processi aperti all’innovazione tecnologica nel segno dello sviluppo al servizio dell’uomo» – ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Vogliamo rivendicare, anche in questo campo, un ruolo alto della politica, che sia capace di orientare e governare i cambiamenti della realtà sociale, economica e culturale. Non siamo disponibili a sacrificare l’ambiente e il progetto di una blue economy per scopi altri. Dobbiamo misurarci da subito con i dilemmi dell’intelligenza artificiale e utilizzare big data per cogliere tutte le opportunità della sharing economy».

La società del domani

Non secondario anche il riferimento al filosofo Hans Jonas su Tecnologia, Etica e Responsabilità. La diffusione di «nuove tecnologie e dell’economia della condivisione crea nuove opportunità imprenditoriali e rende disponibili servizi innovativi per i cittadini, ma apre anche a rischi di marginalizzazione, a nuove forme di sfruttamento» – ha detto Giuseppe Conte. «Dobbiamo farci carico di tali trasformazioni non per combattere uno sviluppo per molti versi irreversibile, ma per assicurare, in ogni caso, il rispetto dei diritti essenziali dei lavoratori e per garantire che il lavoro sia sempre strumento di realizzazione personale e umana».

E In tema di Internet – il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – si è soffermato su quella che ha definito la «società del domani» – che sarà sempre più caratterizzata dalle «reti infotelematiche, da Internet, uno spazio pubblico infinito che facilita la produzione, l’accesso alla conoscenza, crea opportunità e innovazione, riduce la distanza tra i cittadini e i luoghi della democrazia, aumenta la trasparenza dei processi decisionali».


Il #Governo rinnoverà il mandato al team #Piacentini ? @diegopia @GiuseppeConteIT
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La tecnica non è neutra

La tecnica però non è neutra: cambia, trasforma, cancella, mescola, crea e distrugge. «Dobbiamo far sì – ha continuato Giuseppe Conte – che la direzione di sviluppo sia pienamente compatibile con la tutela dei diritti fondamentali della persona e con le esigenze della collettività. Questa è una sfida determinante. Dobbiamo rafforzare alcune garanzie giuridiche e istituzionali, in modo da consentire la definitiva affermazione della cittadinanza digitale. L’accesso a Internet va assicurato a tutti i cittadini, in quanto diritto fondamentale e precondizione dell’effettivo esercizio dei diritti democratici, ai sensi ancora una volta del secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione. Occorre assicurare un elevato livello di protezione dei dati personali, in quanto sussiste un circolo virtuoso tra tutela dei diritti, uso della rete, inclusione sociale e crescita economica».

Innovazione nella PA

In conclusione, il Governo ha dichiarato massima attenzione al tema «della semplificazione, deburocratizzazione e digitalizzazione». E qui ci saremmo aspettati un esplicito riferimento all’Agenda Digitale e all’Industry 4.0. Riferimento che però è mancato completamente. E non vogliamo credere che sia stato per una semplice svista. Ci piacerebbe – invece – che il lavoro fatto sugli investimenti e sulle infrastrutture non venisse dissipato. E che una volta tanto, il Paese assistesse a una staffetta virtuosa (e inedita) tra governi che si avvicendano per riuscire a tagliare il traguardo. Ci auguriamo che il team per la trasformazione digitale del Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, Diego Piacentini possa continuare a lavorare per rendere il Paese più moderno.

Team per la trasformazione digitale

L’aggiornamento del codice per l’Amministrazione digitale del 26 agosto 2016 ha previsto la creazione della figura del Commissario. Ruolo e prerogative sono state fissate dal precedente Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ne ha disposto anche i tempi.

Il termine massimo fissato è di tre anni dalla nomina (28 settembre 2016). Dopo il secondo anno – periodo di disponibilità accordato dall’attuale Commissario e che scadrà il 28 settembre 2018 – però è necessaria una estensione per decreto da parte del nuovo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Arriverà? Noi ci auguriamo che possa arrivare il prima possibile per assicurare continuità ed evoluzione al lavoro fatto nel quadro dell’innovazione della governance, delle competenze e dei finanziamenti per accelerare la trasformazione digitale del Paese. Sarebbe un segnale veramente forte nel segno dell’innovazione della politica – di quel «ruolo alto della politica» – capace di guardare agli obiettivi e non ai regolamenti di conti.

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Sistema Paese 4.0 https://www.datamanager.it/2018/05/sistema-paese-4-0/ Fri, 18 May 2018 14:10:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147975 Sinergie digitali a supporto della trasformazione digitale della PA Cambiare residenza? Quinta tappa del roadshow nazionale promosso da Confindustria Digitale, in collaborazione con il Team per la trasformazione digitale. Bergamo primo capoluogo lombardo a subentrare nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR). Finora un’impresa laboriosa e costosa, che significava documenti da portare e autocertificazioni varie, con […]

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Sinergie digitali a supporto della trasformazione digitale della PA

Cambiare residenza?

Quinta tappa del roadshow nazionale promosso da Confindustria Digitale, in collaborazione con il Team per la trasformazione digitale. Bergamo primo capoluogo lombardo a subentrare nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR). Finora un’impresa laboriosa e costosa, che significava documenti da portare e autocertificazioni varie, con il Comune obbligato a notificare il cambio a tutti gli altri enti con cui il cittadino ha a che fare, come la Motorizzazione Civile o l’Inps. E questo perché a non parlarsi sono non solo le differenti Anagrafi ma anche le diverse Pubbliche Amministrazioni. Ebbene, ora i cittadini di Bergamo possono dimenticarsi tutto ciò, perchè con l’adesione del Comune all’Anpr le pratiche demografiche diventano operazioni automatizzate, semplici e immediate. E per l’Amministrazione significherà risparmiare sui costi e offrire ai cittadini servizi migliori. Ecco la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione: passaggio strategico per il Paese per aumentare la qualità delle prestazioni e dei servizi pubblici, ridurre deficit e debito pubblico, contribuire alla crescita di competitività delle aziende e all’attrattività del territorio.

Sinergie digitali tra PA e mercato

E’ questo il tema proposto dal roadshow “Sistema PAese 4.0,” approdato oggi a Bergamo per la sua quinta tappa, dopo gli incontri di Perugia, Milano, Trento, Taranto. Promosso da Confindustria Digitale e dal Team per la trasformazione digitale e organizzato per l’occasione in collaborazione con il Comune di Bergamo e Confindustria Bergamo, l’iniziativa vuole supportare, stimolando una maggiore collaborazione tra PA e sistema produttivo, la diffusione delle grandi piattaforme digitali previste dal Piano Triennale per l’Informatica nella PA.

L’inefficienza dell’amministrazione

L’inefficienza dell’amministrazione pubblica costa oggi al Paese quasi 30 miliardi di euro, circa 2 punti di PIL. Per le imprese, in particolare, la burocrazia rappresenta un costo molto rilevante, con incidenze che si attestano tra il 2% ed il 4% del fatturato e con pesi più elevati al decrescere della dimensione dell’azienda. Solo il ridisegno dei processi e la loro digitalizzazione possono dar luogo a una vera spending review e crescita di efficienza. Ma la bassa velocità e la dimensione frammentaria con cui marcia l’innovazione della Pa sul territorio disegnano ancora una geografia estremamente discontinua, in cui ad alcune esperienze eccellenti si affianca la maggior parte degli enti che hanno difficoltà nel fare il salto.

Anpr, PagoPa, Spid, Cie

Attraverso l’adesione di enti e amministrazioni ai nuovi strumenti come Anpr, PagoPa, Spid, Cie, l’innovazione passa dall’essere un fatto episodico e frammentario a divenire un fattore sistemico con positive ricadute sul territorio. L’impegno di fondo è promuovere forme di co-progettazione delle soluzioni, adeguate per assicurare che le nuove normative e piattaforme digitali siano di immediata adozione, capaci quindi di abilitare profonde trasformazioni e creare un volano positivo per la crescita dell’economia e lo sviluppo del Paese.

La tappa bergamasca

Alla tappa bergamasca del roadshow hanno preso parte il Commissario straordinario all’Agenda digitale Diego Piacentini, il Sindaco della città Giorgio Gori, l’Assessore ai servizi anagrafici del Comune Giacomo Angeloni e il Presidente della locale Confindustria Stefano Scaglia, Enrico Cereda, presidente dello Steering Committee piattaforme digitali per la PA di Confindustria Digitale e Salvatore Volo, responsabile grandi clienti Gruppo Maggioli.

L’attuazione dell’Agenda Digitale

“L’attuazione dell’Agenda Digitale – ha dichiarato Stefano Scaglia, Presidente Confindustria Bergamo – è un’iniziativa importante e strategica per far avanzare la trasformazione digitale del Paese sia per quanto riguarda le relazioni tra imprese e pubblica amministrazione che per gli scambi tra imprese e imprese, velocizzando i processi amministrativi e i rapporti commerciali. Concretamente ciò si traduce in un abbattimento generale dei costi e in una maggiore efficienza. Guardiamo quindi con estremo interesse alle piattaforme abilitanti previste nel piano triennale per la digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione”. Diego Piacentini, Commissario straordinario all’Agenda Digitale, ha sottolineato che: “La quinta tappa del roadshow sul territorio ci porta a Bergamo che proprio ieri ha raggiunto un traguardo importante: è il primo capoluogo della Regione Lombardia a subentrare nell’Anagrafe Nazionale Unica. Per trasformare digitalmente la pubblica amministrazione è necessaria una governance che parta dal centro, ma non è sufficiente. Solo con una sinergia concreta con le amministrazioni locali si può realizzare questo processo”.

La trasformazione digitale per la crescita del Paese

“Arrivato ormai alla sua quinta tappa, questo road-show conferma la grande utilità della sua natura: quella di portare la conoscenza delle grandi piattaforme digitali nazionali sul territorio, facendo concretamente percepire i benefici che, dalla loro applicazione, possono derivare allo sviluppo e alla crescita dell’economia locale e nazionale. In tutte le tappe abbiamo riscontrato grande interesse e partecipazione, a conferma del desiderio di innovazione grazie a nuove sinergie fra pubblico e privato – ha spiegato Enrico Cereda, presidente dello Steering Committee piattaforme digitali per la PA di Confindustria Digitale e responsabile del progetto Sistema PAese 4.0. “Per questo – ha proseguito Cereda – continueremo a richiamare al confronto tutti i diversi attori: dagli enti locali alle aziende, dagli sviluppatori alle start-up, dagli operatori economici ai rappresentanti del mondo della scuola e della ricerca. Vogliamo favorire la nascita di una visione integrata e multidisciplinare delle problematiche presenti sul territorio, capace di individuare nelle tecnologie messe a disposizione dal Piano Triennale, le opportunità per trovare soluzioni di ecosistema. L’esigenza di modernizzazione che ha il Paese può trovare molte risposte in questa rinnovata azione sinergica”.

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Assintel, trent’anni di tecnologia digitale https://www.datamanager.it/2018/02/assintel-trentanni-tecnologia-digitale/ Wed, 07 Feb 2018 14:02:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140666 Le sfide sul digitale al centro di un dibattito a Milano in occasione dell’importante traguardo tagliato dall’associazione nazionale delle imprese IT Com’è declinata la digital transformation in Italia? Tema sicuramente attuale, al quale ha cercato di dare il suo contributo un interessante dibattito svoltosi ai primi di febbraio a Milano, in occasione dei primi trent’anni […]

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Le sfide sul digitale al centro di un dibattito a Milano in occasione dell’importante traguardo tagliato dall’associazione nazionale delle imprese IT

Com’è declinata la digital transformation in Italia? Tema sicuramente attuale, al quale ha cercato di dare il suo contributo un interessante dibattito svoltosi ai primi di febbraio a Milano, in occasione dei primi trent’anni di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT. Sul tema dell’incontro si sono confrontati Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, e Giorgio Rapari, Presidente di Assintel, con le sedi Assintel di Umbria e Sicilia collegate in videoconferenza proprio per fornire in prima persona i differenti punti di vista sull’attuazione della trasformazione digitale nelle diverse aree dell’Italia.

Ampliare le relazioni

Il dibattito, moderato dal giornalista Gianluca Semprini è stato preceduto da alcuni interventi, a iniziare da quello di Giorgio Rapari, che ha esordito commentando un video mostrato in apertura dell’evento, realizzato per mostrare in maniera sintetica le trasformazioni intervenute in questi ultimi trent’anni. Anche perché, al momento della fondazione di Assintel, si era alla fine degli anni 80, e l’ICT di allora era sicuramente molto diverso da quello attuale, ma soprattutto la società nel suo complesso aveva ancora un DNA prevalentemente analogico. Oggi, trent’anni dopo lo scenario è sempre più digitale, e le trasformazioni sono state puntualmente registrate da Assintel, con iniziative quali “l’indagine retributiva, che poi è diventata ‘Osservatorio sulle competenze digitali’, ponendosi quale vero e proprio punto di riferimento per il settore, oppure con il Rapporto Assintel, che è da sempre una grande fotografia e funge da guida per chi opera nell’innovazione”, ha osservato Rapari. Che ha poi sottolineato come l’associazione sia sempre più presente sul territorio, anche attraverso “l’ampliamento delle relazioni con tutti gli stakeholder, a cominciare da Confcommercio”. E proprio il numero uno di quest’ultima, Carlo Sangalli, intervenuto successivamente, è venuto un deciso endorsement all’innovazione digitale, intesa come “valore aggiunto sul mercato”, grazie anche all’azione che ha portato a intendere il piano Industria 4.0 come “Impresa 4.0, sottolineando il nostro contributo a guardare all’innovazione in modo più inclusivo, come l’inizio di un percorso per coinvolgere anche le imprese del terziario”.

L’attuazione dell’Agenda Digitale

Gli spunti sul valore dell’innovazione sono poi stati declinati ulteriormente nell’atteso intervento di Diego Piacentini, che ha esordito ribadendo il concetto cardine per cui “le aziende e la stessa Pubblica amministrazione non possono più guardare all’IT come a un supporto, in quanto la trasformazione digitale è da ritenersi un aspetto core”. Su questo assunto, si è poi dipanata l’analisi di Piacentini che ha toccato molti temi, tra cui quello del CAD, il Codice per l’Amministrazione Digitale, nel quale sono per esempio stati inseriti i dettagli sulle tipologie di software, circostanza che rende quasi immediatamente obsolete, quando invece andrebbero indicate unicamente nelle linee guida, che sono per loro natura adattabili ai contesti e alle evoluzioni tecnologiche. È solo uno dei tanti esempi della mole di lavoro, sicuramente non indifferente, che l’attuazione dell’Agenda Digitale sta comportando.

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Riparte ANPR: l’anagrafe nazionale unica https://www.datamanager.it/2017/08/riparte-anpr-lanagrafe-nazionale-unica/ Thu, 03 Aug 2017 12:00:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129814 Riparte ANPR: l’anagrafe nazionale unica è il titolo del primo post di Medium di Mirko Calvaresi, Technical Project Manager del Team per la Trasformazione Digitale, in cui annuncia il raggiungimento della fase di firma del contratto tra Ministero dell’Interno e Sogei, che consegna al Team guidato da Diego Piacentini il ruolo di Program Office. Ad oggi, i […]

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Riparte ANPR: l’anagrafe nazionale unica è il titolo del primo post di Medium di Mirko Calvaresi, Technical Project Manager del Team per la Trasformazione Digitale, in cui annuncia il raggiungimento della fase di firma del contratto tra Ministero dell’Interno e Sogei, che consegna al Team guidato da Diego Piacentini il ruolo di Program Office. Ad oggi, i Comuni in fase di pre-subentro sono 720 e quelli in fase di test di correttezza sono 2000. Era uno a fine 2016, quello di Bagnacavallo

Ad oggi le nostre identità sono sparpagliate in 8.000 anagrafi diverse” spiega Mirko Calvaresi, Technical Project Manager del Team per la Trasformazione Digitale dal suo post di Medium – “Ogni Comune gestisce la propria individualmente servendosi di software che comunicano con alcuni sistemi centrali ma non tra di loro – pur rappresentando l’unica fonte certa e autoritativa per tutti quei dati anagrafici quali nascita, residenza e composizione del nucleo famigliare”.

La soluzione per questo problema è ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, “un’unica banca dati nazionale nella quale far confluire i dati anagrafici di tutti i residenti in Italia e degli italiani residenti all’estero”, così come era stato spiegato da Diego Piacentini nel suo post programmatico, che definiva ANPR una parte fondamentale del sistema operativo del Paese.

È stata creata anche “una sezione dedicata ad ANPR sulla piattaforma developers.italia.it (sintesi della notizia), dove abbiamo avviato un forum di discussione sulle problematiche ed evoluzioni di ANPR, a cui chiunque è invitato a partecipare”.

Oggi, “dopo mesi di negoziazione, il nuovo contratto tra Ministero dell’Interno e Sogei, la società realizzatrice di ANPR, è giunto finalmente alla fase di firma e il Team per la Trasformazione Digitale ha assunto ufficialmente il ruolo di Program Office”.

La situazione attuale vede 11 Comuni attivi su ANPR, ma, continua Mirko “ci sono 720 Comuni in una fase di pre-subentro — ovvero stanno effettuando gli ultimi test sulla loro anagrafe per correggere eventuali anomalie nate dal passaggio ad ANPR — , altri 2.000 Comuni che hanno iniziato a fare test di correttezza e, infine, tutti i 40 (e più) fornitori di servizi tecnologici e anagrafici stanno facendo test di integrazione sui Comuni pilota o hanno già prodotti che supportano l’integrazione”.

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PayPal ora disponibile tra i servizi di pagamento del Sistema PagoPA https://www.datamanager.it/2017/08/paypal-ora-disponibile-servizi-pagamento-del-sistema-pagopa/ Wed, 02 Aug 2017 12:00:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129805 Pagare online bollette, tasse, mensa scolastica, bollo auto e molto altro, sarà ancora più semplice. PayPal, supportato da Intesa Sanpaolo, va infatti ad aggiungersi ai metodi di pagamento disponibili su PagoPA PayPal, supportato da Intesa Sanpaolo, va ad arricchire la gamma dei metodi di pagamento disponibili su PagoPA, iniziativa messa a punto dall’Agenzia per l’Italia […]

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Pagare online bollette, tasse, mensa scolastica, bollo auto e molto altro, sarà ancora più semplice. PayPal, supportato da Intesa Sanpaolo, va infatti ad aggiungersi ai metodi di pagamento disponibili su PagoPA

PayPal, supportato da Intesa Sanpaolo, va ad arricchire la gamma dei metodi di pagamento disponibili su PagoPA, iniziativa messa a punto dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che consente a cittadini e imprese di effettuare i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione online, con notevoli vantaggi in termini di velocità e sicurezza. Grazie a PayPal, il Sistema PagoPA può avvalersi di un ulteriore metodo di pagamento digitale già utilizzato da circa 6 milioni di italiani e da oltre 200 milioni di persone nel mondo. Intesa Sanpaolo è inoltre presente direttamente sulla piattaforma PagoPA con un servizio di pagamento personalizzato e competitivo che comprende carte di credito, carte prepagate, Internet, cellulare e telefono.

PagoPA ha segnato l’inizio di una nuova era dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione. Pagare la retta scolastica, la tassa dei rifiuti, una multa o altro, in modalità elettronica e comodamente da casa, è solo uno dei vantaggi del sistema, che consente inoltre di conoscere preventivamente il costo dell’operazione, di ricevere un’ulteriore garanzia dell’importo da versare e una ricevuta con valore liberatorio ovvero utilizzabile per attestare l’avvenuto versamento.

Messo a punto dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), PagoPA è attualmente adottato da 22.000 pubbliche amministrazioni, banche, poste, istituti di credito e privati, identificabili grazie all’esposizione del logo creato per attestare l’adesione alla piattaforma.

“PagoPA è una di quelle piccole rivoluzioni digitali destinate a cambiare in maniera definitiva le nostre abitudini”, ha commentato Federico Zambelli Hosmer, General Manager di PayPal Italia. “Semplificare attraverso il digitale il modo di pagare i tributi, la mensa scolastica ed altri servizi pubblici, significa eliminare le code agli sportelli, i tempi di attesa e contribuire al miglioramento della relazione fra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Il nostro obiettivo consiste nel contribuire a colmare il gap digitale che ancora ci separa dal resto dell’Europa e far sì che sempre più italiani utilizzino PayPal almeno una volta al giorno”.

“Agevolare i pagamenti di cittadini e imprese verso la pubblica amministrazione è un capitolo importante e noi – ha sottolineato Stefano Favale, responsabile della Direzione Global Transaction Banking di Intesa Sanpaolo – stiamo contribuendo a ogni livello per favorire e incrementare la digitalizzazione del Paese, una necessità impellente per sostenere la crescita e la competitività delle imprese e per garantire ai cittadini servizi efficienti, sicuri, e veloci. In quest’ottica Intesa Sanpaolo ha aderito da tempo al Sistema PagoPA con un’ampia gamma di strumenti di pagamento: carte, bonifici, Internet, cellulare, telefono, ai quali oggi si aggiunge uno strumento già molto usato dal cittadino come PayPal; tutti i servizi di pagamento sono inoltre disponibili sulla nostra piattaforma multicanale”.

“PagoPA è stata ripensata nell’architettura, nell’interfaccia utente e nell’usabilità per un approccio agevole e mobile first. Un modo – nelle parole di Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale – diverso e più naturale per i cittadini di pagare la Pubblica Amministrazione: più immediato, veloce ed economico per il Paese.  Con PayPal in PagoPA il cittadino ha da oggi a sua disposizione un sistema aperto e flessibile e un metodo di pagamento moderno, capace di innovare il rapporto fra cittadini e pubblica amministrazione”.

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Celebrazione del Digital Day a Roma https://www.datamanager.it/2017/05/celebrazione-del-digital-day-roma/ Wed, 10 May 2017 13:51:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124413 Nell’ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della firma dei trattati di Roma, istitutivi della Comunità Economica Europea (CEE), il 23 marzo scorso si è tenuto nella capitale il “Digital Day”, organizzato dalla Commissione Europea (CE), dalla sua rappresentanza in Italia e dal Governo italiano, sotto gli auspici della presidenza maltese e del Consiglio dell’Unione […]

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Nell’ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della firma dei trattati di Roma, istitutivi della Comunità Economica Europea (CEE), il 23 marzo scorso si è tenuto nella capitale il “Digital Day”, organizzato dalla Commissione Europea (CE), dalla sua rappresentanza in Italia e dal Governo italiano, sotto gli auspici della presidenza maltese e del Consiglio dell’Unione Europea (UE). All’evento, altamente simbolico, hanno preso parte i più alti rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali, del mondo accademico e industriale, nonché esperti di digital technology (DT), ed è stato fatto il punto su come l’UE possa sfruttare la trasformazione digitale per migliorare la vita e l’economia dell’Unione.

«La CEE veniva fondata 60 anni fa sulla base di un mercato comune per il carbone e l’acciaio. Oggi, concentrati sulla DT, ci poniamo lo stesso obiettivo: favorire la crescita sostenibile e la competitività dell’industria attraverso un mercato comune digitale, creando le condizioni perché si possa innovare utilizzando al meglio la digital technology. Puntiamo a un approccio inclusivo per creare occupazione, sviluppo economico sostenibile e coesione sociale» – aveva chiosato pochi giorni prima Roberto Viola, direttore generale della direzione CNECT della CE. Durante l’incontro è stata anche firmata una dichiarazione di cooperazione basata su quattro direttrici: 1) il nuovo mercato del lavoro e le risorse umane; 2) l’industria europea 4.0; 3) il supercalcolo e il relativo ecosistema; 4) la mobilità cooperativa, connessa e automatizzata. Quasi contemporaneamente al Digital Day è uscita la classifica Digital Economy and Society Index (DESI) 2017 che è un indice composito, pubblicato ogni anno dalla CE, per misurare i progressi dei paesi verso l’economia digitale. La classifica considera cinque settori principali (connettività, capitale umano, uso di Internet, uso di tecnologie digitali ed e-commerce, servizi pubblici digitali) che, a loro volta, raggruppano 31 indicatori di dettaglio pertinenti in materia di politiche digitali dell’Europa. Ebbene, l’Italia è al 25esimo posto su 28 paesi ed era nella stessa posizione anche nel 2016. Superiamo di misura la Grecia, la Bulgaria e la Romania, mentre il primo paese è la Danimarca, seguita a ruota dalla Finlandia, Svezia e Olanda.


#DigitalDay e digital champion «Sventurato è il Paese che ha bisogno di eroi»
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Un così misero risultato del nostro Paese è dovuto a ben noti fattori, quali: l’utilizzo della DT da parte della PA e la inadeguata erogazione diffusa dei servizi pubblici; le competenze digitali che non sono diffuse a sufficienza; siamo ultimi nelle cosiddette discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica); solo il 6,5% delle PMI vende online per un valore dell’8,2% del fatturato. Per non parlare del problema dell’inglese, e della conseguente mancata internazionalizzazione ed europeizzazione. Tale risultato deve preoccupare non poco perché rischia di compromettere l’intero sviluppo del Paese: visto che oggi, sempre di più, lo sviluppo dipende fortemente dalla digital technology: come negli anni 50, lo fu per il carbone e l’acciaio. Sempre a marzo scorso Diego Piacentini, top manager di Amazon e prima di Apple, è stato nominato digital champion per l’Italia, con il compito di promuovere la trasformazione digitale. C’è sicuramente molto da fare per Piacentini e per il suo team, a cui facciamo i più sinceri auguri! Viene, però, inevitabilmente alla mente la famosa frase che Bertolt Brecht fa dire a Galileo nell’opera che racconta la vita del padre della scienza moderna: «Sventurato è il Paese che ha bisogno di eroi».

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Trasformazione digitale. Da oggi online il Fascicolo del Cittadino del Comune di Milano https://www.datamanager.it/2017/04/trasformazione-digitale-oggi-online-fascicolo-del-cittadino-del-comune-milano/ Wed, 12 Apr 2017 13:54:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122985 Sul portale del Comune di Milano i cittadini potranno accedere in maniera facile e veloce a tutte le loro pratiche e ai loro documenti Milano sempre più digitale, connessa e al servizio del cittadino. Nel corso dell’evento “Milano Digitale” è stato presentato lo stato dell’arte del piano di trasformazione digitale che coinvolge l’intera Amministrazione comunale […]

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Sul portale del Comune di Milano i cittadini potranno accedere in maniera facile e veloce a tutte le loro pratiche e ai loro documenti

Milano sempre più digitale, connessa e al servizio del cittadino. Nel corso dell’evento “Milano Digitale” è stato presentato lo stato dell’arte del piano di trasformazione digitale che coinvolge l’intera Amministrazione comunale e che è realizzato in linea con le azioni del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e in stretta collaborazione con il Team per la Trasformazione digitale guidato da Diego Piacentini.

Oggi, il percorso iniziato nei primi mesi di mandato segna un importante passo avanti con il “Fascicolo del Cittadino”, un raccoglitore digitale all’interno del quale sono presenti le pratiche e i documenti dei cittadini milanesi, che troveranno così in un unico punto di accesso tutte le loro informazioni e i loro dati archiviati nei sistemi anagrafici del Comune di Milano.

Per usufruire del nuovo servizio è sufficiente accedere al portale istituzionale del Comune di Milano registrandosi con autenticazione forte e, per la prima volta, anche attraverso Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.  Già in questa prima fase di rilascio sono presenti numerosi servizi: si possono consultare le informazioni anagrafiche dell’intero nucleo famigliare, le iscrizioni ai servizi scolastici, è possibile controllare pagamenti e scadenze per le imposte comunali e per eventuali multe, prendere appuntamento per accedere agli uffici comunali, richiedere e stampare autonomamente un certificato anagrafico con valore legale.

Il Fascicolo del cittadino è “mobile first”, perché tutte le informazioni digitalizzate sono accessibili anche da dispositivi mobili;  è trasparente, perché rende disponibili al cittadino i dati relativi ai suoi processi amministrativi; è semplice, perché è possibile consultare con un clic in modo immediato, completo e omogeneo tutti i dati archiviati in un unico luogo; è sicuro, perché per potervi accedere richiede un profilo di autenticazione forte oppure l’autenticazione SPID; è correlato, perché consente di visualizzare le informazioni correlate alla persona e permette di controllare le sue pratiche; è in continua evoluzione, perché periodicamente il cittadino avrà a disposizione nuovi servizi e contenuti; è partecipato, perché può essere arricchito di strumenti per conoscere le esigenze dei cittadini e il livello di soddisfazione del servizio.

Le funzionalità di pagamento saranno garantite grazie all’integrazione con il nodo dei pagamenti nazionale denominato PagoPA, sia online – via mobile e web – sia offline attraverso i punti fisici convenzionati sul territorio. PagoPA consente al cittadino di pagare in sicurezza e semplicità. L’integrazione sarà attiva a partire dall’estate del 2017. PagoPA e SPID sono due delle cosiddette “piattaforme abilitanti” progettate da AgID con il supporto del Team per la Trasformazione Digitale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il fascicolo del cittadino sarà completo di tutti i servizi entro dicembre 2017.

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Trasformazione digitale: al via la collaborazione operativa tra il Team Digitale e alcuni Comuni italiani https://www.datamanager.it/2017/01/trasformazione-digitale-al-via-la-collaborazione-operativa-team-digitale-comuni-italiani/ Tue, 17 Jan 2017 10:07:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117304 Si è svolto ieri a Palazzo Chigi un primo incontro tra il Team per la Trasformazione Digitale, Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), e i comuni di Bari (Angelo Tomasicchio, Assessore all’Innovazione), Firenze (Gianluca Vannuccini, Dirigente Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche), Milano (Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale), Palermo (Gianfranco Rizzo, Assessore all’Innovazione Tecnologica), Roma (Flavia Marzano, […]

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Si è svolto ieri a Palazzo Chigi un primo incontro tra il Team per la Trasformazione Digitale, Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), e i comuni di Bari (Angelo Tomasicchio, Assessore all’Innovazione), Firenze (Gianluca Vannuccini, Dirigente Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche), Milano (Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale), Palermo (Gianfranco Rizzo, Assessore all’Innovazione Tecnologica), Roma (Flavia Marzano, Assessore Roma Semplice), Torino (Paola Pisano, Assessore all’Innovazione), Venezia (Alessandra Poggiani, Direttore Generale Venis Spa, Venezia Informatica e Sistemi)  e una loro delegazione di dirigenti ed esperti.

L’obiettivo dell’incontro è quello di iniziare un’attività di coordinamento esecutivo su alcuni progetti che sono tra i componenti fondamentali del sistema operativo del Paese e che renderanno i servizi pubblici per i cittadini accessibili nel modo più semplice possibile, tramite dispositivi mobili (approccio “mobile first”), con architetture sicure, scalabili, altamente affidabili e basate su interfacce applicative (API) chiaramente definite.

“Attraverso l’incontro di oggi iniziamo un confronto con le amministrazioni locali fondamentale per la realizzazione del sistema operativo del Paese”, – afferma Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale –  “La missione di sviluppare servizi pubblici digitali necessita, infatti, di un processo collaborativo tra il Team per la Trasformazione Digitale e le amministrazioni locali, fornendo suggerimenti e mettendo a fattor comune quanto realizzato sino ad oggi.  Le amministrazioni locali giocheranno, infatti, un ruolo decisivo sul territorio, dando impulso all’esecuzione delle innovazioni esistenti e future  in maniera integrata con una metodologia agile e un approccio open data”.

Questo l’elenco dei progetti oggetto della collaborazione tra il Team per la Trasformazione Digitale e questi comuni:

ANPR – Carlo Contavalli, Software Architect: Oggi le nostre identità sono disperse in ottomila anagrafi comunali. Dobbiamo portarle in una sola anagrafe, guadagnando in efficienza e risparmiando soldi ed energia, perché il cittadino non debba più preoccuparsi di comunicare a ogni ufficio della Pubblica Amministrazione i suoi dati anagrafici o il cambio di residenza, per semplificare le procedure di variazione e uniformarle a livello nazionale. Questo passo è una premessa per rendere possibili successive innovazioni che oggi sarebbero impossibili o molto costose.

SPID – Valerio Paolini, Technical Project Manager: Un’identità digitale (SPID) sicura, semplice da utilizzare e da ottenere, perché cittadini e imprese possano identificarsi con la Pubblica Amministrazione, accedendo ai servizi pubblici. Una volta ottenuto SPID, ci si potrà autenticare su tutti i siti della PA, senza dover dover seguire procedure diverse e a volte complicate. Un solo account e una sola password per tutti i servizi.

PagoPA – Giuseppe Virgone, Pagamenti Digitali: Un modo diverso e più naturale per i cittadini di pagare la Pubblica Amministrazione, che diventi più immediato, veloce, e più economico per il Paese. Il cittadino deve poter scegliere metodi di pagamento moderni, a minima frizione, e il mercato deve potersi integrare, aggiungendo facilmente nuovi strumenti di pagamento innovativi. Vogliamo rendere il sistema più aperto e flessibile.

Open Data – Data Analytics Framework – Raffaele Lillo, Applied Data Scientist: Niente più silos privati di questa o quella amministrazione, i dati pubblici sono un bene comune e una risorsa preziosa per il Paese che, come un giacimento petrolifero, può essere esplorata e minata per estrarre valore. Vogliamo una nuova interfaccia all’interno della quale singole amministrazioni comunichino e condividano tra loro dati e API in maniera libera e aperta, permettendo la nascita di servizi e data application nuovi e prima impensabili realizzati sui bisogni del cittadino. Ovviamente nel massimo rispetto delle norme di privacy e nella piena sicurezza tecnologica.

Security – Responsible Disclosure – Gianluca Varisco, Cybersecurity: Creazione di una policy che spieghi a tutti coloro che identificano un problema di sicurezza come segnalarlo in modo adeguato, tutelando gli utenti coinvolti grazie a una pronta risoluzione, e incentivare così tutti i cosiddetti “hacker etici” ad aiutarci in questo compito

Community – Giovanni Bajo, Relazione Sviluppatori: Cambiamento del modo in cui lavora la Pubblica Amministrazione, utilizzando standard e software aperti, e realizzando API documentate pubblicamente, non con un linguaggio giuridico ma tecnico, intorno alle quali poter coinvolgere una community di sviluppatori che crei innovazione.

Un ecosistema di API – Simone Piunno, Chief Technology Officer – Tecnologia e Architettura: I sistemi informatici della Pubblica Amministrazione devono essere connessi tra loro e parlare la stessa lingua, rendendo disponibile l’informazione immediatamente dove serve. Tutte le applicazioni dovranno esporre interfacce comprensibili alle macchine (le famose API – Application Programming Interface) e lavorare in maniera integrata, collaborativa e sicura, facilitando il riuso delle applicazioni esistenti per costruire nuove soluzioni più potenti e innovative.

L'articolo Trasformazione digitale: al via la collaborazione operativa tra il Team Digitale e alcuni Comuni italiani proviene da Data Manager Online.

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