Flickr – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 08 Feb 2019 14:19:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Flickr – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Flickr permette di scaricare le proprie foto fino al 12 marzo https://www.datamanager.it/2019/02/flickr-permette-di-scaricare-le-proprie-foto-fino-al-12-marzo/ Fri, 08 Feb 2019 14:19:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=183479 Flickr estende fino al 12 marzo la possibilità di scaricare le foto salvate sulla piattaforma se non si vuole sottoscrivere l’abbonamento annuale Flickr ha deciso di utilizzare il bastone e la carota con gli utenti che utilizzano la piattaforma in formato gratuito dopo il cambio di proprietà. Chi dispone di più di mille foto dovrà […]

L'articolo Flickr permette di scaricare le proprie foto fino al 12 marzo proviene da Data Manager Online.

]]>
Flickr estende fino al 12 marzo la possibilità di scaricare le foto salvate sulla piattaforma se non si vuole sottoscrivere l’abbonamento annuale

Flickr ha deciso di utilizzare il bastone e la carota con gli utenti che utilizzano la piattaforma in formato gratuito dopo il cambio di proprietà. Chi dispone di più di mille foto dovrà infatti sottoscrivere obbligatoriamente un abbonamento per poter accedere a uno spazio illimitato ma nello stesso tempo chi invece non ha nessuna intenzione di pagare potrà comunque scaricare i propri contenuti prima della cancellazione non più entro il 5 febbraio ma fino al 12 marzo prossimo. “Sulla base dei riscontri dei nostri membri e delle complicazioni che alcuni di loro hanno riscontrato durante il download delle foto, abbiamo deciso di estendere i tempi”, ha spiegato Scott Kinzie, vicepresidente di SmugMug, azienda che nell’aprile scorso ha acquisito Flickr da Verizon, colosso della comunicazione proprietaria anche di Yahoo!.

Flickr a novembre ha cambiato le proprie policy portando da 1 Terabyte a mille foto il limite massimo di scatti che possono essere archiviati online senza spendere un euro. Proprio per questo motivo gli utenti che hanno superato tale soglia devono necessariamente scaricare e salvare altrove i propri contenuti se non vogliono perderli per sempre. Alternativa è quella di pagare 50 dollari all’anno per caricare tutte le foto e i video che si vuole e scorrere tra i contenuti degli altri utenti senza il fastidio degli annunci pubblicitari.

L'articolo Flickr permette di scaricare le proprie foto fino al 12 marzo proviene da Data Manager Online.

]]>
Flickr, il social per le foto, è stato acquisito da SmugMug https://www.datamanager.it/2018/04/flickr-il-social-per-le-foto-e-stato-acquisito-da-smugmug/ Mon, 23 Apr 2018 14:46:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146421 SmugMug, azienda nel settore dello storage fotografico, ha acquisito Flickr Un altro celebre servizio nato pochi anni dopo la bolla di Internet è passato di mano. Flickr, la piattaforma per il salvataggio e la condivisione di foto online, è stata acquisita da SmugMug. L’annuncio è stato dato dalla stessa azienda con un messaggio sul proprio […]

L'articolo Flickr, il social per le foto, è stato acquisito da SmugMug proviene da Data Manager Online.

]]>
SmugMug, azienda nel settore dello storage fotografico, ha acquisito Flickr

Un altro celebre servizio nato pochi anni dopo la bolla di Internet è passato di mano. Flickr, la piattaforma per il salvataggio e la condivisione di foto online, è stata acquisita da SmugMug. L’annuncio è stato dato dalla stessa azienda con un messaggio sul proprio sito. I dettagli economici dell’operazione non sono stati diffusi ma Flickr ha promesso che lo farà entro qualche giorno. Al momento per gli utilizzatori del servizio non cambierà nulla dal punto di vista pratico in quanto le due aziende continueranno a operare in completa autonomia. “Insieme, SmugMug e Flickr rappresentano la più influente community fotografica del mondo. – si legge nella nota sull’acquisizione – Con questa unione torneremo a focalizzarci su ciò che ci ha resi la più vivace community online dedicata alla fotografia. Rafforzeremo il nostro impegno nei confronti dei creativi, assicurandoci che Flickr rimanga il miglior posto per connettersi, condividere e sviluppare la propria passione”.

Flickr, il cui nome tradotto dall’inglese significa “sfavillare”, è stato sviluppato dalla canadese Ludicorp nel 2002. Tre anni dopo entrambe le società sono state acquisite da Yahoo!. La multinazionale di Sunnyvale diversi mesi fa ha ceduto parte delle sue attività e tra queste c’era anche Flickr. La piattaforma è quindi diventata parte di Oath, sussidiaria di Verizon. Il servizio si è imposto negli anni all’interno della community di fotografi grazie a funzioni come il caricamento di file senza compressione, la possibilità di accedere ai metadati degli scatti con facilità o lo storage gratuito fino a 1 TB. “Insieme rappresentiamo la casa dei creativi, di chi scatta, di chi fa. Siamo la vostra casa”, scrive il compratore sul suo sito. SmugMug nasce nel 2002 e si occupa della vendita di foto e video per professionisti e semplici appassionati. Fondata da padre e figlio, Chris e Don MacAskill, nel 2010 disponeva di ben 2 Petabytes di scatti.

L'articolo Flickr, il social per le foto, è stato acquisito da SmugMug proviene da Data Manager Online.

]]>
Foto online? Più iPhone che Nikon https://www.datamanager.it/2015/01/foto-online-iphone-nikon/ Tue, 13 Jan 2015 09:57:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67697 Secondo i dati diffusi da Flickr, lo smartphone di Apple si conferma seconda fotocamera più usata per pubblicare immagini sulla piattaforma di condivisione dietro le macchinette Canon Numeri che non sorprendono, anzi. Flickr ha diffuso i dati sulla quantità di foto caricate online e postate dagli utenti sulla piattaforma di Yahoo. Stando al recente studio, […]

L'articolo Foto online? Più iPhone che Nikon proviene da Data Manager Online.

]]>
Secondo i dati diffusi da Flickr, lo smartphone di Apple si conferma seconda fotocamera più usata per pubblicare immagini sulla piattaforma di condivisione dietro le macchinette Canon

Numeri che non sorprendono, anzi. Flickr ha diffuso i dati sulla quantità di foto caricate online e postate dagli utenti sulla piattaforma di Yahoo. Stando al recente studio, nel 2014 circa 100 milioni di utenti hanno caricato su Flickr 10 miliardi di foto, scattate con smartphone e macchinette digitali. Se Canon si conferma lo strumento preferito delle persone, con il 13,4% degli scatti totali realizzati, Apple rosicchia all’altra orientale un bel po’ di punti, allungando il distacco da Nikon e portandosi dal 7,7% del 2013 al 9,6 del 2014. Proprio Nikon guadagna terreno, da 8,8% dello scorso anno al 9,3% attuale ma non tanto da riuscire a tener testa a diversi modelli di iPhone.

Rivincita mobile

Ma è tutto il mondo degli smartphone a confermarsi nel campo della fotografia digitale. Altre due aziende, Samsung e Sony passano infatti rispettivamente dal 2,4% al 5,6% e dal 3,5% al 4,2% anche grazie a prodotti pensati appositamente per gli appassionati; è il caso del Sony Xperia Z3 o delle Samsung Galaxy Camera, Galaxy K2 Zoom e Galaxy S5. Andato nel dettaglio, tra le fotocamere più presenti su Flickr ci sono quelle dell’iPhone 5 (10,6%), iPhone 4S (7%), iPhone 4 (4,3%) e iPhone 5C (2%). Seguono il Samsung Galaxy S3 (1,2%) e l’S5 (1,1%). Il nuovo iPhone 6 ha l’1%, vista l’uscita recente, soglia al di sotto della quale si trovano anche iPad, HTC One e iPad mini

L'articolo Foto online? Più iPhone che Nikon proviene da Data Manager Online.

]]>
Flickr: divorzio da Facebook e Google dal 30 giugno https://www.datamanager.it/news/flickr-divorzio-da-facebook-e-google-dal-30-giugno-57037.html Fri, 06 Jun 2014 18:00:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/flickr-divorzio-da-facebook-e-google-dal-30-giugno/ Yahoo non darà più la possibilità agli iscritti di accedere alla piattaforma di condivisione foto con gli account dei due servizi All’inizio di quest’anno Yahoo aveva annunciato la volontà di eliminare, per i suoi iscritti, la possibilità di connettersi al servizio con l’account Google e Facebook. Ora si viene a sapere che la funzione verrà […]

L'articolo Flickr: divorzio da Facebook e Google dal 30 giugno proviene da Data Manager Online.

]]>
Yahoo non darà più la possibilità agli iscritti di accedere alla piattaforma di condivisione foto con gli account dei due servizi

All’inizio di quest’anno Yahoo aveva annunciato la volontà di eliminare, per i suoi iscritti, la possibilità di connettersi al servizio con l’account Google e Facebook. Ora si viene a sapere che la funzione verrà ufficialmente rimossa dal 30 giugno. Questo vuol dire che tutti gli utenti che utilizzavano un simile accesso per utilizzare il servizio dovranno forzatamente registrarsi su Yahoo, per ottenere un ID valido dopo quella data. Ovviamente la situazione non cambia per chi ha già un account Yahoo, che potrà accedere alla piattaforma senza problemi di sorta.

Un solo accesso per il mondo Yahoo

Flickr aveva introdotto l’integrazione con gli account Facebook e Google circa tre anni fa, nel tentativo di aumentare la portata del network e incoraggiare più utenti all’utilizzo. Ma il CEO attuale, Marissa Mayer, ha deciso che Yahoo può benissimo camminare sulle sue gambe, utilizzando la popolarità di Flickr per rafforzare il brand. Quello su cui il team di Yahoo spinge è la possibilità di avere, con un singolo account, l’accesso a diversi servizi, tra cui il sito di photo-sharing, email e app per smartphone e tablet come Yahoo News Digest, l’app che per due volte ha vinto l’Apple Design Awards.

L'articolo Flickr: divorzio da Facebook e Google dal 30 giugno proviene da Data Manager Online.

]]>
Il selfie perfetto? Trovato l’algoritmo che vi aiuta a realizzarlo https://www.datamanager.it/news/il-selfie-perfetto-trovato-l-algoritmo-che-vi-aiuta-realizzarlo-56289.html Tue, 13 May 2014 10:41:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/il-selfie-perfetto-trovato-lalgoritmo-che-vi-aiuta-a-realizzarlo/ Arriva dalla mente geniale di Aditya Kjosla, dottorando di ricerca al Mit Computer Science and Artificial Lab di Cambridge, il sistema per realizzare un selfie perfetto, destinato ad un sicuro successo sui social mediaE certo la scoperta non può lasciare indifferenti in un momento in cui l’autoscatto digitale è diventato una vera e propria mania, alla […]

L'articolo Il selfie perfetto? Trovato l’algoritmo che vi aiuta a realizzarlo proviene da Data Manager Online.

]]>
Arriva dalla mente geniale di Aditya Kjosla, dottorando di ricerca al Mit Computer Science and Artificial Lab di Cambridge, il sistema per realizzare un selfie perfetto, destinato ad un sicuro successo sui social media
E certo la scoperta non può lasciare indifferenti in un momento in cui l’autoscatto digitale è diventato una vera e propria mania, alla quale non rinunciano nemmeno le star del cinema e che secondo uno studio dell’American Psychiatric Association sarebbe indice di un vero e proprio disturbo mentale.

Oltre a consentire una previsione di popolarità di un selfie, l’algoritmo inventato da Aditya Khosla in futuro potrà anche modificare uno scatto in automatico, per migliorare l’immagine e rendere il soggetto più attraente. In realtà proprio la delicata questione dell’autostima che sembra messa in discussione dai selfie è alla base dell’allarme lanciato dai chirurghi dell’American academy of facial plastic and reconstructive surgery, che hanno attribuito alla mania degli autoscatti la crescita esponenziale di richieste di piccoli ritocchi al volto riscontrata di recente.

Cosa rende popolare un selfie? 

Ma come nasce il geniale calcolo del selfie perfetto? Basato su uno studio chiamato “What Makes an Image Popular?”, Khosla ha analizzato 2,3 milioni di fotografie condivise da migliaia di utenti su Flickr, il sito di photosharing di Yahoo. Una volta raccolte le informazioni utili, lo studioso ha sviluppato un software in grado di prevedere con una certa precisione il numero di visualizzazioni che può ricevere uno scatto in base a diverse variabili: colore, gradiente, luminosità, soggetto e popolarità sociale dell’utente che condivide l’immagine (chi ha più amici sociali ha maggiori probabilità di successo rispetto a chi ne ha meno).

I dati emersi parlano chiaro. Le foto preferite? Quelle che non lasciano molto spazio all’immaginazione, mettendo in bella mostra reggiseni, minigonne e bikini. Viva gli abiti succinti e le forme in vista, insomma. Non che questo ci lasci stupiti, ma l’algoritmo ci dà un’ulteriore conferma.  E gli oggetti che attirano maggiormente l’attenzione? Rivoltelle, i profumi e le tazze. Preferiti colori come rosso, giallo e rosa. Ma la chiave fondamentale per il successo, anche se sembra scontato, è senz’altro la popolarità: più chi condivide è famoso nei social media più la foto ha possibilità di successo.

L'articolo Il selfie perfetto? Trovato l’algoritmo che vi aiuta a realizzarlo proviene da Data Manager Online.

]]>
Flickr per iOS e Android diventa Instagram https://www.datamanager.it/news/flickr-ios-e-android-diventa-instagram-55762.html Fri, 18 Apr 2014 14:20:25 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/flickr-per-ios-e-android-diventa-instagram/ La volontà di Yahoo di donare nuova linfa alla sua piattaforma di condivisione foto continua con un design tutto nuovo per i due dispositivi iPhone, iPad e device Android hanno un’app di Flickr tutta nuova. L’azienda ha messo in atto un pesante restyling del servizio, svecchiandone grafica e funzioni per renderlo più vicino ai suoi […]

L'articolo Flickr per iOS e Android diventa Instagram proviene da Data Manager Online.

]]>
La volontà di Yahoo di donare nuova linfa alla sua piattaforma di condivisione foto continua con un design tutto nuovo per i due dispositivi

iPhone, iPad e device Android hanno un’app di Flickr tutta nuova. L’azienda ha messo in atto un pesante restyling del servizio, svecchiandone grafica e funzioni per renderlo più vicino ai suoi competitor. E così le foto adesso compaiono in un feed unico, che si può scorrere come fosse un social network, per qualcuno anche troppo vicino a qullo che oggi è Instagram. Gli utenti, grazie alla nuova versione, possono premere un singolo bottone (virtuale) per leggere tutti i metadati di una foto, che rivelano la posizione GPS, la lunghezza focale, l’apertura, l’esposizione e la macchina con cui è stata catturata un’immagine.

Socializziamo

Così come per le foto, gli amici di Flickr si sentiranno più “a casa” quando scopriranno di poter postare anche videoclip da 30 secondi sul portale, aggiungendo anche qui i classici filtri che conosciamo bene. Si tratta di un’ulteriore funzione derivata dall’analisi della concorrenza, con l’obiettivo di invogliare l’utilizzo dell’app non solo come archivio di foto ma con il concetto di vero e proprio social network. 

L'articolo Flickr per iOS e Android diventa Instagram proviene da Data Manager Online.

]]>
Yahoo si stacca da Facebook e Google https://www.datamanager.it/news/yahoo-si-stacca-da-facebook-e-google-54312.html Wed, 05 Mar 2014 15:38:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/yahoo-si-stacca-da-facebook-e-google/ Gli utenti che utilizzano i vari servizi della piattaforma non potranno più accedere con le credenziali di Facebook e Google. Ecco perchè

L'articolo Yahoo si stacca da Facebook e Google proviene da Data Manager Online.

]]>
Gli utenti che utilizzano i vari servizi della piattaforma non potranno più accedere con le credenziali di Facebook e Google. Ecco perchè

Arriverà presto la rimozione della possibilità di accesso alle piattaforme di Yahoo, come Flickr e Fantasy Sports, tramite i dati con cui si è registrati su Facebook e Google. Il cambiamento verrà attuato gradualmente in tutto il mondo e porterà, alla fine, alla necessità di registrare un ID Yahoo per utilizzare ogni servizio attivato dal portale. La mossa rappresenta un punto importante della storia dell’azienda. Marissa Mayer sta cercando di ravvivare l’interesse degli utenti verso la società, partendo da un segnale forte del brand: chi vuole usare Yahoo deve avere un account Yahoo.

Cambio di strategia

“Yahoo continua a lavorare per migliorare l’esperienza degli utenti – si legge in un comunicato dell’azienda – per questo offriremo servizi personalizzati per ognuno”. Il primo canale a richiedere l’accesso con un Yahoo ID sarà Yahoo Sport Tourney Pick’EM, attivo negli USA e basato sulle notizie che riguardano il torneo di basket universitario della NCAA. Con l’eliminazione della possibilità di loggaris con le credenziali usate per Facebook e Google, Mayer cambia drasticamente la rotta intrapresa dall’azienda nel 2010 e nel 2011 sotto la guida del CEO Carol Bartz.

L'articolo Yahoo si stacca da Facebook e Google proviene da Data Manager Online.

]]>
Ecco come gli italiani scattano e condividono le foto https://www.datamanager.it/news/ecco-come-gli-italiani-scattano-e-condividono-le-foto-48333.html Tue, 25 Jun 2013 18:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/ecco-come-gli-italiani-scattano-e-condividono-le-foto/ La ricerca realizzata da OnePoll e commissionata da Samsung rivela la passione degli italiani per lo scatto e condivisione della propria vita online

L'articolo Ecco come gli italiani scattano e condividono le foto proviene da Data Manager Online.

]]>
La ricerca realizzata da OnePoll e commissionata da Samsung rivela la passione degli italiani per lo scatto e condivisione della propria vita online

Una ricerca europea realizzata da OnePoll su commissione di Samsung svela la mania italiana per la condivisione della propria vita online attraverso gli scatti fotografici: ogni 60 secondi in Italia vengono scattate e condivise 3,572 foto, ovvero 5 milioni al giorno, e di queste 1 su 5 è creata appositamente per essere condivisa in digitale con gli amici. Per il 73% il canale social preferito per soddisfare questa passione è Facebook, in netto vantaggio rispetto a Twitter (11%), Instagram (9%), Flickr (4%) e Pinterest (1,6%).

Gli italiani amano scattare fotografie – mediamente 3.3 miliardi ogni mese – e condividerle – il 64% del campione le posta online entro una settimana. Ma ciò che caratterizza l’italiano medio è soprattutto la velocità con cui quest’attività viene effettuata: 3.572 fotografie in massimo 60 secondi approdano sul web! Il trend di condividere scatti fotografici è in costante aumento nel nostro Paese che in Europa è superato solo dalla Spagna per velocità di scatto e condivisione: postano in meno di un minuto 1 cittadino spagnolo su 4, 1 italiano su 5 e a seguire 1 su 10 in Gran Bretagna, Francia e Polonia.

La ricerca rivela anche come Facebook, utilizzato dal 73% degli intervistati per condividere i propri scatti con gli amici, sia la destinazione social preferita per le immagini degli italiani, seguito da Twitter (11%), Instagram (9%), Flickr (4%) e Pinterest (1,6%), con solo un quarto delle persone (25%) che ammette di utilizzare ancora un album fotografico tradizionale. Tra i giovani (18-24 anni) il dominio di Facebook è ancora più rilevante: utilizzato dal 91% degli utenti rispetto al 23,9% di Instagram, il 13,4% Twitter e il 4,5% di Flickr.

“Stiamo scattando molte più foto che in passato e siamo sempre più connessi – il 91% degli adulti di tutto il mondo è oggi online – e quindi la necessità di condividerle in tempo reale sui social non stupisce. Ed è per questo che Samsung sta continuando a sviluppare dispositivi fotografici sempre più evoluti e connessi in grado di soddisfare questa esigenza. La ultimissima NX300 per esempio vanta avanzate funzioni di connettività Wi-Fi che permettono di scattare, modificare e condividere in modo semplice e in tempo reale i momenti della vita con i propri cari” dichiara Malcolm Andre, European Digital Imaging Product Manager di Samsung.

Nonostante la mania di mostrarsi online attraverso immagini, esiste una parte consistente di fotografie pari al 21% degli scatti totali effettuati mensilmente in Italia che restano private: esistono quindi 689 milioni di ricordi che ogni un mese vengono tenuti nascosti o persi per sempre. Una tendenza che non è solo italiana ma rilevata anche in Germania che si conferma il paese con maggiore riservatezza e il più alto tasso di abbandono con 949 milioni di foto perdute.

L'articolo Ecco come gli italiani scattano e condividono le foto proviene da Data Manager Online.

]]>
Ecco come cambia Flickr https://www.datamanager.it/news/ecco-come-cambia-flickr-47129.html Tue, 21 May 2013 10:20:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/ecco-come-cambia-flickr/ Nuovo stile e foto più grandi. Sembra Facebook (o Pinterest) ma è la nuova vita del primo sito di pho sharing

L'articolo Ecco come cambia Flickr proviene da Data Manager Online.

]]>
Nuovo stile e foto più grandi. Sembra Facebook (o Pinterest) ma è la nuova vita del primo sito di pho sharing

Sono grandi giorni per Yahoo. Dopo l’acquisizione di ieri di Tumblr, il network ha annunciato con una conferenza stampa a New York alcuni cambiamenti di Flickr, la nota piattaforma di photo sharing. Al posto di piccole miniature di foto ecco apparire grandi immagini fatte apposta per essere fruite su smartphone, tablet e computer. La novità maggiore? Un terabyte di spazio di archiviazione gratuito per tutti gli utenti; giusto per fare un confronto, Google ne offre 15 GB gratis e 1 TB per circa 49 dollari al mese.

Una nuova homepage

Se fate un salto sul nuovo Flickr.com ve ne accorgerete. Sarete accolti da una serie di fotografie che riempiono lo schermo con la scritta “Sorridete. C’è un Terabyte di spazio gratuito per tutti”. Si può accedere con lo stesso ID di Yahoo, Facebook o Google e si possono seguire gli amici degli altri social network, già iscritti alla piattaforma, oppure una serie di consigli da parte di Flickr stesso.

Stream familiare

E’ inutile girarci attorno: i maggiori social network stanno cominciando ad assomigliarsi tutti. Questo nuovo Flickr ad esempio prende molto dalla bacheca personale di Facebook soprattutto nella sezione photostream dove si possono vedere le foto caricate dagli amici. Il punto è semmai un altro: con la rinnovata importanza data all’utente rispetto alla piattaforma i più comuni social network tendono a inserire in primo piano i contenuti pubblicati dagli utenti, con grandi spazi fotografici. 

L'articolo Ecco come cambia Flickr proviene da Data Manager Online.

]]>
Paolo Nespoli, più in alto con l’ICT https://www.datamanager.it/rivista/paolo-nespoli-pi-alto-con-l-ict-42440.html Wed, 28 Nov 2012 15:01:16 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/paolo-nespoli-piu-in-alto-con-lict/ «La tecnologia fa parte della mia vita. I dati sono importanti e fanno la differenza per prendere le decisioni giuste nei momenti difficili» Se Neil Armstrong e Buzz Aldrin sono passati alla storia per aver piantato la bandiera americana sul suolo lunare, l’italiano Paolo Nespoli resterà nell’immaginario collettivo come colui che ha portato i social […]

L'articolo Paolo Nespoli, più in alto con l’ICT proviene da Data Manager Online.

]]>
Paolo Nespoli

«La tecnologia fa parte della mia vita. I dati sono importanti e fanno la differenza per prendere le decisioni giuste nei momenti difficili»

Se Neil Armstrong e Buzz Aldrin sono passati alla storia per aver piantato la bandiera americana sul suolo lunare, l’italiano Paolo Nespoli resterà nell’immaginario collettivo come colui che ha portato i social network nello spazio. All’inizio, Astropaolo (@astro_paolo) – come è conosciuto dal popolo della Rete – si dichiarava troppo impegnato per seguire l’esempio del suo collega della NASA, “Mike” Massimino, il primo a utilizzare Twitter per comunicare dallo spazio. Eppure, per qualche strana alchimia, Paolo Nespoli, classe 1957, ha il merito di avere ricreato intorno alle missioni spaziali un interesse che sembrava perso per sempre, utilizzando proprio canali come Twitter, YouTube e Flickr. Milioni di internauti hanno comunicato con lui dallo spazio e i nativi digitali hanno ricominciato a sognare, alzando gli occhi dal proprio tablet e guardando le stelle. Il 15 dicembre 2010, Paolo Nespoli ha lasciato la Terra a bordo della navetta Soyuz. La sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale è durata sei mesi. La missione MagISStra ha segnato uno dei momenti più importanti della sua carriera. Il futuro del fanciullo, cresciuto a Verano Brianza (MB) – con il grembiule nero, le mani sporche di inchiostro, «intelligente ma troppo vivace», come dicevano le maestre – preoccupava mamma Maria, che non avrebbe mai immaginato di vederlo arrivare così lontano. Eppure, Paolo Nespoli si racconta come un tipo normale, tutto nella sua vita – però – è straordinario, a cominciare dall’incontro nel 1984, tra il sergente volontario di stanza a Beirut e la scrittrice Oriana Fallaci: lui – seguendo gli ordini del suo Generale – le fa da guida tra le macerie della città; lei scrivendo “Insciallah” si ispirerà proprio a lui per raccontare Angelo, il protagonista del romanzo.

[amazon_link asins=’B008M2SUOG,8839716416,8817074438′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6406abab-1bb1-11e8-99f5-fda646de32b6′]

Con la sua aria da cowboy, il passo fuori misura alla John Wayne, lo sguardo magnetico che ricorda Patrick Swayze è difficile immaginarlo rannicchiato per 48 ore in posizione fetale nel modulo russo con le manopole di bachelite rossa: «Forse le stesse di Yuri Gagarin, ma i russi se una cosa funziona non la cambiano…».

I ragazzi sognano di diventare come lui e molte mamme sospirano accompagnando i figli alle sue conferenze.

Abbiamo incontrato Astropaolo in occasione della decima edizione di BergamoScienza (www.bergamoscienza.it). Una lunga fila di persone, dalla Funicolare al Teatro Sociale, nel cuore di Città Alta, aspettava di sentire il racconto del viaggio sulla navetta Soyuz, come si sente raccontare una storiella al bar: «Tre russi, due americani e un italiano…».

La stazione spaziale internazionale (www.esa.int) è un laboratorio di ricerca nello spazio, grande come un campo di calcio. È dotata di circa cento computer portatili IBM e Lenovo Think Pad. Orbita intorno alla Terra a 400 km di altezza, viaggia a una velocità di 28mila km orari, con un periodo orbitale di quasi otto km al secondo. «La Terra ti passa sotto e se vuoi fare una foto all’Italia, finisci per prendere la Grecia. Sedici albe e sedici tramonti al giorno. Si tratta di un laboratorio in tempo reale, in cui l’equipaggio è parte integrante dell’esperimento». Gli astronauti sono scienziati e cavie al tempo stesso. Si tratta dell’unico vero progetto di collaborazione internazionale che coinvolge Canada, Europa, Giappone, Stati Uniti e Russia senza possibilità di veto. «Forse gli USA lo avrebbero già cancellato se non fosse per gli accordi internazionali, ma se vogliamo andare su Marte dobbiamo pensare a una progettualità di questo tipo».

Paolo Nespoli è un eroe positivo dei nostri giorni: un’immagine di speranza per chi crede di potere realizzare i propri sogni con le proprie sole risorse; una fonte di ispirazione anche per i piccoli grandi imprenditori del nostro Paese, impegnati nella sfida difficile di combattere la crisi; una lezione per i manager impegnati a ritrovare il senso di un legame tra il lavoro e la costruzione di un mondo migliore, con aziende migliori e persone migliori.

Per lui che alterna la passione per la fotografia (nello spazio ha scattato più di 26mila foto) con quella per i dati, la programmazione di software per computer è un passatempo. «La tecnologia fa parte della mia vita, è un elemento fondamentale. I dati sono importanti e fanno la differenza, per prendere le decisioni giuste nei momenti difficili».

 

Data Manager: Qual è il futuro dell’esplorazione spaziale?

Paolo Nespoli: Il futuro dell’esplorazione spaziale per me è la continuazione di ciò che stiamo facendo adesso. Forse ritorneremo sulla Luna, ma è fuori di dubbio che andremo su Marte.

Uomini o macchine?

Il successo delle missioni spaziali dipenderà dall’impiego delle migliori risorse, sia uomini, sia macchine. Manderemo le macchine quando non potremo affidare le missioni a equipaggi di persone, ma il fattore umano di reagire all’imprevedibile resta determinante. Una sinergia corretta tra strumenti e uomini permetterà di ottenere i risultati migliori, ma a ciascuno i suoi compiti.

La politica, il potere, il denaro. Come cambia la prospettiva sul mondo quando si guarda la Terra dallo spazio?

Tanti astronauti dicono che da lassù si vede la Terra immersa nello spazio cosmico, ma non si vedono i confini politici. Dallo spazio, la politica non conta, ma si comincia a vedere l’impatto dell’uomo sull’ambiente naturale. Dobbiamo stare molto attenti all’uso che facciamo delle risorse. Dovremmo fare in modo che i nostri politici non lo dimentichino. Dalla cabina di osservazione della Stazione Spaziale, si vede la Svizzera in una piccola area buia, le città italiane sono invece le più luminose. Non abbiamo risorse, ma le sprechiamo per farci riconoscere anche dallo spazio.

Qual è il tuo rapporto personale con la tecnologia?

Io sono tecnologico. Sono un ingegnere e sono un astronauta, che vuol dire lavorare in ambienti operativi estremi. Il rapporto con la tecnologia è molto forte. Mi fido di un razzo che sviluppa l’energia equivalente di una piccola esplosione atomica per spararti in orbita. La tecnologia fa parte della nostra quotidiana esperienza di vita a ogni livello, è quasi una estensione del nostro corpo.

Quale sarà il vero fattore critico: quello umano o quello tecnologico?

Arriveremo a un punto in cui le macchine saranno in grado di prendere decisioni non solo in modo più veloce, ma anche più corretto in situazioni di pressione o di emergenza. Sarà più difficile trasferire alle macchine la capacità umana di generare un pensiero originale o di porsi domande filosofiche sull’esistenza. Non so se le macchine potranno mai avere un’anima. Forse – però – siamo noi stessi delle macchine di materiale biologico.

Come trasformare i dati in conoscenza per prendere le decisioni giuste in tempi difficili?

Quando io ho una domanda o una cosa da cercare mi metto a navigare sulla Rete e in pochi secondi trovo la risposta. E’ una cosa straordinaria e mi spaventa anche un po’. La Rete se usata correttamente è una grande risorsa per diffondere la conoscenza nel mondo. In futuro, forse avremo la possibilità di portare tutta la conoscenza in un taschino, ma ci saranno altri problemi di accesso, di selezione delle informazioni, di interpretazione. Avere i dati a disposizione fa solo bene, questa è la mia filosofia. Bisogna farne buon uso.

Com’è la vita nello spazio?

Sulla stazione spaziale succedono cose strane al tuo corpo, nella media si sta male un paio di giorni. Tutto è organizzato. Tredici ore di lavoro con esperimenti di biologia, fisica dei fluidi e dei materiali, neurobiologia per valutare l’effetto della gravità zero sul cervello e il corpo, un’ora per mangiare, tre ore di esercizio fisico. Poi si dorme in uno spazio grande come una cabina telefonica. I fluidi del corpo e il sangue sono schiacciati verso l’alto. Hai la faccia rossa tutto il tempo, come se fossi a testa in giù, anche se non esiste l’alto e il basso in assenza di gravità. La quantità di ormoni in circolo cambia, gli organi si spostano, cambia la pressione nella scatola cranica e si smette di vedere bene, infatti, io avevo bisogno degli occhiali. Il corpo comincia a perdere calcio perché lo scheletro perde la sua funzione. Dopo sei mesi nello spazio, sono un secondo più giovane e il mio scheletro è dieci anni più vecchio.

Da bambino sapevi che avresti fatto l’astronauta?

Buzz Aldrin è uno dei miei miti dell’infanzia. Sapevo che le probabilità di diventare astronauta erano remote, ma sapevo avrei fatto l’ingegnere. Ho voluto provarci fino in fondo. Se non mi avessero selezionato, avrei continuato a fare l’ingegnere e sarei stato felice.

Che tipo di studente eri a scuola?

A scuola ero uno studente come tanti altri. La scuola italiana non dà agli studenti quello che gli americani chiamano challenge, sfida. La scuola deve aiutarti a studiare ogni materia, non solo quello che ti piace o quello che rende la vita degli insegnati più facile. La scuola deve insegnare un metodo e un approccio per obiettivi.

Qual è la lezione che non hai mai dimenticato?

I sogni sono importanti nella vita di una persona. La lezione che ho imparato è che non bisogna smettere di sognare. Bisogna chiudere gli occhi, distaccarsi dalla realtà e pensare cose impossibili: sognare cose possibili non serve a nulla e non cambia il mondo. Dopo aver chiuso gli occhi e aver immaginato l’impossibile – però – bisogna svegliarsi e lavorare sodo. A piccoli passi, giorno dopo giorno, anche i sogni impossibili diventano realizzabili. Questo è un messaggio molto forte che spero serva a tutti per andare avanti.

La prima cosa che pensi quando ritorni sulla Terra?

La gravità fa schifo.

[amazon_link asins=’B008M2SUOG,8839716416,8817074438′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6406abab-1bb1-11e8-99f5-fda646de32b6′]

L'articolo Paolo Nespoli, più in alto con l’ICT proviene da Data Manager Online.

]]>