InfoCert – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 21 Jun 2024 08:52:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png InfoCert – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Identità digitale: nasce lo SPID Aziendale che va verso l’IT Wallet https://www.datamanager.it/2024/06/identita-digitale-nasce-lo-spid-aziendale-che-va-verso-lit-wallet/ Fri, 21 Jun 2024 08:52:51 +0000 https://www.datamanager.it/?p=238348 SPID Aziendale contiene, oltre alle informazioni certificate della persona fisica, anche quelle dell’azienda per cui lavora il titolare di SPID. InfoCert – Tinexta Group fra i primi a lanciare il nuovo sistema di riconoscimento digitale Arriva sul mercato lo SPID Aziendale, un nuovo servizio di identità digitale che contiene, oltre alle informazioni presenti nello SPID […]

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SPID Aziendale contiene, oltre alle informazioni certificate della persona fisica, anche quelle dell’azienda per cui lavora il titolare di SPID. InfoCert – Tinexta Group fra i primi a lanciare il nuovo sistema di riconoscimento digitale

Arriva sul mercato lo SPID Aziendale, un nuovo servizio di identità digitale che contiene, oltre alle informazioni presenti nello SPID personale, anche gli “attributi” della persona giuridica, ovvero dell’azienda per cui lavora l’intestatario dello strumento di riconoscimento.

Il nuovo SPID Aziendale, rappresenta dunque un’evoluzione significativa dello SPID tradizionale e un ulteriore passo verso la nuova identità digitale europea European Digital Identity Wallet (EUDI), potenziata dagli attributi, e verso l’IT Wallet, il primo portafoglio digitale italiano il cui lancio è previsto entro l’anno.

Ad annunciare il rilascio della nuova tipologia di SPID è InfoCert – Tinexta Group, il più importante operatore in Europa di servizi fiduciari digitali (Qualified Trust Service Provider), e uno dei pochi Identity Providers in grado di rilasciare questo nuovo SPID aziendale. SPID InfoCertID aziendale, questo il nome della nuova soluzione di InfoCert Tinexta Group che veicola SPID per le aziende, è già utilizzabile su oltre 12.000 portali della PA, tra cui Acquisti in Rete PA ed il portale ANAC, nonché per accedere ai portali online dei principali ministeri.

SPID InfoCertID Aziendale collega, quindi, la persona all’azienda per cui lavora, qualificando e riconoscendo l’utente come appartenente ad una determinata organizzazione o suo rappresentante legale.

Igor Marcolongo, Head of Business Evolution – InfoCert-Tinexta Group ha così commentato il lancio di InfoCert ID Aziendale: “Con l’avvento di SPID InfoCertID Aziendale si aprono nuove prospettive e opportunità nel panorama dell’identità digitale: finalmente le imprese che hanno bisogno di accedere ai portali della PA potranno fornire ai propri dipendenti o rappresentanti legali lo SPID che li qualifica come appartenenti all’organizzazione, senza dover chiedere loro di utilizzare la propria identità digitale personale.

Al momento, InfoCert ha attivato due canali di vendita di SPID Aziendale, in funzione di target distinti. Il primo canale è quello rivolto alla grande azienda, che decide di dare ad alcuni dei propri dipendenti la possibilità di utilizzare il nuovo servizio. In questo caso, InfoCert fornisce SPID aziendale al rappresentante legale e, in un successivo passaggio, ai soli dipendenti indicati da quest’ultimo. La vendita è gestita direttamente dalla rete commerciale di InfoCert che, come primo step, analizza quelle che sono le esigenze specifiche della singola società.

Parallelamente, ma sfruttando il canale dell’ecommerce, InfoCert raggiunge il mondo delle partite IVA e dei professionisti che intendono accedere con la nuova soluzione ai vari servizi online per finalità lavorative. SPID Aziendale, per questa tipologia di utenza, può essere richiesta in autonomia attraverso l’online.

“Attualmente – aggiunge Igor Marcolongo, Head of Business Evolution – InfoCert-Tinexta Group – non tutti gli Identity provider erogano questa tipologia di SPID: InfoCert-Tinexta Group si dimostra ancora una volta in prima linea nel processo di digitalizzazione del Paese, con strumenti semplici, sicuri, che aggiungono fiducia nel mondo online”.

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Grazie alla PEC risparmi per 6 miliardi di euro in Italia https://www.datamanager.it/2024/03/grazie-alla-pec-risparmi-per-6-miliardi-di-euro-in-italia/ Thu, 28 Mar 2024 14:00:49 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236078 Il dato, relativo al periodo 2008-2026, emerge dalla ricerca ‘Benefici e opportunità della PEC: pilastro dei servizi digitali fiduciari del futuro’, promossa da Aruba, InfoCert-Tinexta Group e TIM Enterprise attraverso Trust Technologies, la società del Gruppo TIM per le soluzioni di identità digitale. Solo nel 2026 si eviteranno 107 mila tonnellate di CO2, salvando oltre 70 […]

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Il dato, relativo al periodo 2008-2026, emerge dalla ricerca ‘Benefici e opportunità della PEC: pilastro dei servizi digitali fiduciari del futuro’, promossa da Aruba, InfoCert-Tinexta Group e TIM Enterprise attraverso Trust Technologies, la società del Gruppo TIM per le soluzioni di identità digitale. Solo nel 2026 si eviteranno 107 mila tonnellate di CO2, salvando oltre 70 mila alberi 

La Posta Elettronica Certificata introdotta in Italia nel 2005 continua a generare sensibili benefici in termini di sostenibilità, economica ed ambientale. Si attestano infatti a circa 3,5 miliardi di euro i benefici economici derivanti dal suo impiego nel periodo 2008-2022, sulla base di una serie di criteri che misurano gli effetti della sostituzione della tradizionale raccomandata cartacea con l’equivalente digitale.

È quanto emerge dallo studio di IDC ‘Benefici e opportunità della PEC: pilastro dei servizi digitali fiduciari del futuro’ realizzato in collaborazione con Aruba, InfoCert-Tinexta Group e TIM Enterprise attraverso Trust Technologies (società del Gruppo TIM – partecipata al 100% da Olivetti – per le soluzioni di identità digitale). La PEC produrrà, inoltre, ulteriori 2,5 miliardi di euro di benefici economici tra il 2023 e il 2026, di cui circa 650 milioni nel solo 2026. Anno in cui saranno circa 20 milioni le caselle PEC attive, che genereranno quasi 3 miliardi e mezzo di messaggi certificati.

Si stima che l’utilizzo della PEC nel 2026 ridurrà significativamente gli spostamenti verso uffici postali, uffici pubblici e sedi di aziende generati dall’invio di una raccomandata tradizionale, evitando 349 milioni di chilometri di tragitti superflui (+35,8% rispetto al dato 2022), con un risparmio di 107 mila tonnellate di CO2 emesse. Lo spazio di archiviazione si ridurrà di 1,7 milioni di metri quadrati e, grazie al minore utilizzo di carta, saranno salvati oltre 70 mila alberi.

La PEC è il mezzo di notifica a valore legale maggiormente diffuso in Europa. In base ai dati ufficiali di AgID, nel 2022 nel nostro Paese risultavano attive circa 15 milioni di caselle PEC e i messaggi scambiati nell’anno sono stati superiori a 2,5 miliardi.

“La posta elettronica certificata si consolida come pilastro dei servizi digitali fiduciari in Italia e si avvia a evolvere nel quadro di nuovi framework e casi d’uso, anche per l’intera Europa, abbracciando molteplici sfere della vita economica e sociale. I benefici derivanti dalla PEC vanno ben oltre la semplificazione delle procedure e delle pratiche amministrative, includendo tematiche di carattere economico e di sostenibilità rilevanti per il futuro”, commenta Erica Spinoni, Senior Research Analyst di IDC.

Secondo Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba: “L’utilizzo della PEC rappresenta un tratto distintivo dell’evoluzione digitale del nostro Paese, pioniere nell’ambito dei servizi fiduciari, e le evidenze emerse da una nostra recente indagine interna sottolineano questa tendenza in modo inequivocabile: circa il 90% degli utenti riconosce l’utilità imprescindibile della PEC e la sua estrema facilità di utilizzo. Si tratta di dati che confermano il consenso generalizzato sulla rilevanza e la prospettiva di ulteriore diffusione di questo strumento sia a livello italiano che europeo”.

“Lo sviluppo e la diffusione della PEC, così come lo studio di IDC mette in evidenza attraverso dati documentati anche in chiave prospettica, si inserisce nel più ampio progetto di transizione digitale che sta cambiando la nostra società in tutti gli ambiti. Siamo in presenza di un processo che va al di là della mera sostituzione dei vecchi servizi analogici, dal momento che la digitalizzazione ha impattato sulla vita dell’individuo in modo significativo e pervasivo, dando luogo a risvolti concreti inaspettati. Nuovi strumenti, come SPID o firma digitale, sono stati generati dall’impegno condiviso dei grandi player del settore, che hanno intuito come la via della cooperazione risulta essere quella più foriera di risultati.” – afferma Pasquale Chiaro, Head of Marketing di InfoCert Tinexta Group – “La transizione digitale impone un cambio di mentalità, volto a cogliere l’esigenza di instaurare un nuovo modo di relazionarsi e di raccontarsi. In sintesi, siamo chiamati a una trasposizione del nostro assetto valoriale sia quando facciamo business ma anche nella gestione della quotidianità, con l’obiettivo di contribuire alla crescita di un ecosistema sociale sempre più sostenibile e inclusivo”.

“Lo studio di IDC”, conclude Antonio Morabito, Responsabile Enterprise Business Development & Marketing di TIM, “mette in luce l’importanza che la PEC ricopre nello sviluppo dei servizi digitali in Italia e in ambito europeo, grazie a uno standard uniforme nelle comunicazioni e nell’utilizzo delle tecnologie che promuovono inclusività e sostenibilità. Confermiamo l’impegno per la diffusione delle tecnologie di identità e validazione digitale, che contribuiranno alla transizione digitale di cittadini e imprese. Il settore vede l’Italia all’avanguardia e sarà ulteriormente rafforzato negli altri Paesi UE con il nuovo regolamento europeo eIDAS 2, che introdurrà nel panorama normativo i servizi fiduciari già attivi in Italia da diversi anni”.

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Superare il complesso di “Calimero” https://www.datamanager.it/2023/12/superare-il-complesso-di-calimero/ Wed, 13 Dec 2023 09:30:35 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232747 La pandemia ha accelerato la transizione e ora non si torna indietro. In due anni, si sono raggiunti risultati per i quali, in precedenza, sarebbe stata necessaria una finestra temporale di 25-30 anni.    In tale contesto, l’Italia è leader in Europa, grazie anche ai fondi stanziati dal governo, che hanno raggiunto un budget di 40 […]

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La pandemia ha accelerato la transizione e ora non si torna indietro. In due anni, si sono raggiunti risultati per i quali, in precedenza, sarebbe stata necessaria una finestra temporale di 25-30 anni.   

In tale contesto, l’Italia è leader in Europa, grazie anche ai fondi stanziati dal governo, che hanno raggiunto un budget di 40 milioni di euro. Solo nel 2022 sono state certificate oltre un miliardo di autenticazioni SPID e nel 2023 si è registrato il +25% nel primo trimestre. Il sistema dello SPID ha riscosso un successo straordinario con oltre 36 milioni di identità attivate. Nel nostro Paese, la firma digitale ha raggiunto ben 30 milioni di utenti che la utilizzano mediamente oltre 30 volte l’anno. In sintesi, per l’Italia non è più ammesso alcun complesso di “Calimero” rispetto alla posizione di leadership nell’evoluzione digitale che va sempre più assumendo in Europa. Un ulteriore esempio, è l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali, lanciato da AgID,  l’Agenzia per l’Italia Digitale, dove tutti i cittadini possono aprire gratuitamente il proprio domicilio digitale indicando un indirizzo PEC del quale sono titolari.

D’altra parte, parlando di transizione digitale e di futuro, non si può tralasciare un excursus anche in merito al sistema di transazioni digitali a livello transfrontaliero. Nel giugno del 2021, la Commissione europea ha pubblicato una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 910 del 23 luglio 2014 eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature) con l’obiettivo di definire un quadro normativo per l’identificazione elettronica (eID) e i servizi fiduciari (“eIDAS 2”). Il testo di eIDAS 2 non è ancora stato formalizzato, ma siamo in grado di fare alcune assunzioni, soprattutto sulle evoluzioni dell’identità digitali. La prima versione del regolamento richiedeva agli Stati membri di notificare singoli schemi di Identificazione elettronica, nell’ottica di avere un sistema di identità elettroniche interoperabili, così come è successo per SPID e per la CIE. In modo simile, il “Wallet europeo” (European Digital Identity Wallet) mira a fornire una base digitale comune per richiedere, ottenere e conservare in modo sicuro le proprie informazioni con un unico strumento. In altre parole, si tratta della versione virtuale del nostro portafoglio fisico, in cui potranno essere ottenuti e gestiti vari documenti, nella loro forma digitale, come la carta d’identità, la patente di guida o altri attributi afferenti alle singole persone fisiche o giuridiche.


#Identitàdigitale e #sicurezza il nuovo paradigma dell’EUDI Wallet – Danilo Cattaneo CEO @InfoCert_it
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In quest’ottica evolutiva, da un punto di vista realizzativo, nei mesi scorsi sono stati assegnati i grant europei ai quattro consorzi vincitori che sperimenteranno i primi prototipi di EUDI Wallet (DC4EU: Digital Credentials for Europe; EWC: EU Digital Wallet Consortium, NOBID e POTENTIAL) e alcuni di questi progetti hanno visto l’avvio. InfoCert è partner tecnologico dei consorzi EWC, NOBID e TRACE4U, premiati per l’implementazione di progetti di blockchain e identità digitale nell’ambito del programma Europa digitale della Commissione. In termini di sicurezza, infine, l’EUDI Wallet promette, di offrire vantaggi significativi perché consentirà agli utenti di condividere solo e unicamente le informazioni necessarie ad accedere al servizio. Un nuovo paradigma nella gestione della privacy, che supera di gran lunga l’esperienza finora messa in campo e che si avvicina al modello della Self Sovereign Identity, senza cioè il coinvolgimento necessario di terze parti a gestire le credenziali d’identità per conto del proprietario che sarà invece l’unico a decidere cosa e con chi condividere i propri dati. Ma qui si apre la partita della formazione dell’utente, perché in una relazione bilaterale, con livelli di competenza non allineati, è alto il rischio di manipolazioni. Un cammino come si vede non privo di ostacoli, senza il superamento dei quali non sarebbe tuttavia traguardabile un futuro che si sta già facendo presente.

Danilo Cattaneo CEO di InfoCert (Gruppo Tinexta)

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InfoCert porta gli utenti di GoSign nel futuro con Firma con SPID, Generative AI e Wallet digitali https://www.datamanager.it/2023/10/infocert-porta-gli-utenti-di-gosign-nel-futuro-con-firma-con-spid-generative-ai-e-wallet-digitali/ Mon, 30 Oct 2023 13:31:25 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231892 InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, annuncia importanti novità per GoSign, la soluzione omni-canale di firma digitale più utilizzata in Italia e leader in Europa, che consente di firmare documenti con valore legale da qualsiasi dispositivo e creare processi di firma, coinvolgendo anche utenti esterni. Firma con SPID GoSign ha da […]

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InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, annuncia importanti novità per GoSign, la soluzione omni-canale di firma digitale più utilizzata in Italia e leader in Europa, che consente di firmare documenti con valore legale da qualsiasi dispositivo e creare processi di firma, coinvolgendo anche utenti esterni.

Firma con SPID

GoSign ha da tempo introdotto la possibilità di firmare documenti con SPID, il sistema di identità digitale che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e delle imprese con oltre 36 milioni di identità attive. Grazie a questa funzionalità fruibile tramite pacchetti a consumo, InfoCert introduce nuovi casi d’uso dedicati a chi ha bisogno di firmare digitalmente in velocità e non ha a disposizione la propria firma digitale, a chi vuole affiancare il proprio business a una soluzione più agile e versatile, a chi vuole sfruttare la diffusione di SPID per far firmare i propri clienti e fornitori senza preoccuparsi che abbiamo un dispositivo di firma.

Firma con SPID è rapida e intuitiva e permette di firmare in mobilità, in totale sicurezza, qualsiasi documento semplicemente grazie al proprio SPID.

Firma con Wallet

Il futuro dell’identità digitale è destinato ad essere rivoluzionato dal regolamento eIDAS 2.0, GoSign è il primo prodotto di firma in grado di interagire con strumenti di Identità Digitale basati su wallet. Grazie a questa funzionalità, gli utenti di GoSign possono firmare documenti usando il proprio Wallet digitale senza l’utilizzo di PIN o password, ma usando la propria app, esattamente come oggi usano la propria credenziale SPID. Questa feature, già disponibile nella versione “Let’s GoSign” lanciata sul mercato tedesco, a breve verrà estesa ad altri mercati Europei, tra cui l’Italia.

Generative AI

Entro l’anno sarà disponibile in versione Beta su GoSign un chatbot basato su tecnologia di Generative AI, in grado di supportare gli utenti nel processo di firma digitale, marca temporale e verifica delle firme di terzi. L’AI rappresenterà un valore aggiunto per gli utenti di GoSign. Sarà un compagno virtuale pronto ad assisterli in molteplici aspetti, migliorando l’usabilità della piattaforma e offrendo supporto immediato.

“Siamo orgogliosi di annunciare queste importanti novità per GoSign”, ha dichiarato Danilo Cattaneo, Amministratore Delegato di InfoCert. “Con queste nuove funzionalità, GoSign si conferma la soluzione di firma digitale più avanzata sul mercato, in grado di offrire agli utenti un’esperienza di firma semplice, veloce e sicura, potenziata dall’integrazione con Wallet digitali e dall’uso dell’Intelligenza Artificiale. Vogliamo che i nostri clienti siano i primi a poter sfruttare i nuovi paradigmi di identità digitale e poter beneficiare appieno delle relative potenzialità”.

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InfoCert e Banfico: nuova partnership per il mondo banking e fintech https://www.datamanager.it/2023/05/infocert-e-banfico-nuova-partnership-per-il-mondo-banking-e-fintech/ Thu, 25 May 2023 13:01:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=228176 InfoCert (Gruppo Tinexta) e Banfico annunciano la partnership finalizzata a fornire certificati Open Banking / PSD2 attraverso la piattaforma OB Directory di Banfico InfoCert (Tinexta Group) ha stretto una partnership con Banfico Ltd, fornitore leader di soluzioni tecnologiche per l’Open Banking per banche e fintech, per portare soluzioni di sicurezza avanzate al suo prodotto OB […]

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InfoCert (Gruppo Tinexta) e Banfico annunciano la partnership finalizzata a fornire certificati Open Banking / PSD2 attraverso la piattaforma OB Directory di Banfico

InfoCert (Tinexta Group) ha stretto una partnership con Banfico Ltd, fornitore leader di soluzioni tecnologiche per l’Open Banking per banche e fintech, per portare soluzioni di sicurezza avanzate al suo prodotto OB Directory. Il servizio OB Directory di Banfico è già una soluzione affidabile utilizzata da alcune delle maggiori istituzioni finanziarie europee per convalidare i certificati di open banking e per effettuare controlli in tempo reale sullo stato normativo dei Third Party Provider (TPP).

Questa partnership consentirà sia alle banche che ai TPP di richiedere e gestire i propri certificati di open banking (siano essi QWAC/QSealC o OBWAC/OBSealC) attraverso l’Open Banking Directory, garantendo al contempo la conformità normativa e la sicurezza della trasmissione dei dati durante le transazioni finanziarie in tutta Europa. La competenza e l’esperienza di InfoCert nel campo della sicurezza e dei servizi digital trust ne fanno un partner ideale per Banfico per ampliare i propri servizi e raggiungere nuovi mercati. Oltre alla gestione dei certificati, Banfico sta anche rilasciando ServiceDesk sulla sua OB Directory per i TPP per cercare supporto dal mercato ASPSP (banche).

Michele Guido Mario Lavizzari CIDO – Chief International Development Officer InfoCert, ha dichiarato: “Con questa partnership, InfoCert aumenterà ulteriormente la sua presenza in Europa e getterà le basi per esplorare altri mercati implementando framework di open banking e open finance”.

Kannan Rasappan, CEO di Banfico, ha dichiarato: “InfoCert ha una comprovata esperienza nel campo della sicurezza e dei servizi di digital trust; insieme alla tecnologia di Banfico, possiamo migliorare ulteriormente la nostra offerta in tutto il mondo”.

La partnership tra InfoCert (Tinexta Group) e Banfico permetterà di migliorare ulteriormente l’offerta di soluzioni di sicurezza nel contesto dell’Open Banking. Sfruttando l’esperienza e le competenze di entrambe le aziende, il prodotto OB Directory offrirà una piattaforma ancora più avanzata e affidabile per supportare le istituzioni finanziarie nel garantire la conformità normativa e la sicurezza delle transazioni finanziarie nell’era digitale.

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Grazie a InfoCert la protezione Domain Name System di Yoroi ora disponibile anche per cittadini, professionisti e PMI https://www.datamanager.it/2023/05/grazie-a-infocert-la-protezione-domain-name-system-di-yoroi-ora-disponibile-anche-per-cittadini-professionisti-e-pmi/ Tue, 16 May 2023 14:15:44 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227860 La soluzione DNS Defence è ideale per proteggere i PC da connessioni malevole e nasce dalle sinergie interne al Gruppo Tinexta InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, rafforza il proprio impegno nella cybersecurity rendendo disponibile sul proprio portale di e-commerce la soluzione DNS Defence di Yoroi, società leader nello sviluppo di […]

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La soluzione DNS Defence è ideale per proteggere i PC da connessioni malevole e nasce dalle sinergie interne al Gruppo Tinexta

InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, rafforza il proprio impegno nella cybersecurity rendendo disponibile sul proprio portale di e-commerce la soluzione DNS Defence di Yoroi, società leader nello sviluppo di sistemi integrati di difesa cibernetica e parte di Tinexta Cyber, polo italiano della cybersecurity.

Da oggi, infatti, DNS Defence può essere acquistato online con licenza singola o in pacchetti modulari per consentire a singoli cittadini, professionisti e PMI di accedere facilmente, ciascuno secondo le proprie esigenze, a una soluzione software per la DNS Security improntata a elevati standard tecnologici e prestazionali.

Dopo l’installazione, DNS Defence agisce in background e protegge il PC degli utenti da minacce informatiche riconducibili a eventuali risoluzioni DNS malevole, ossia alla conversione di indirizzi Internet richiesti dall’utente in indirizzi IP che il sistema identifica come infetti o infettanti: in tal caso, il software determina un immediato blocco della risoluzione evitando ogni tipologia di connessione pericolosa e restituendo in tempo reale un alert all’utente. Il resoconto sulle attività malevole intercettate, peraltro, sarà sempre disponibile attraverso la comoda dashboard di controllo.

“Da sempre sviluppiamo soluzioni che permettono ai clienti di agire con fiducia e sicurezza nelle loro esperienze di operatori e cittadini dell’economia digitale. Ora, grazie alle sinergie interne al Gruppo Tinexta, riusciamo a proporre offerte di valore e complementari alle nostre con cui contribuire a rafforzare lo scudo protettivo degli utenti contro il dilagare di minacce informatiche sempre più subdole e sofisticate”, dichiara Carmine Auletta, CIO – Chief Innovation Officer di InfoCert (Tinexta Group). “In quest’ottica, la soluzione DNS Defence sviluppata da Yoroi ci permette di estendere anche a singoli e a piccole realtà professionali i benefici di una struttura con livelli di servizio concepiti per grandi organizzazioni”.

Punto di forza di DNS Defence, infatti, è l’integrazione con la rete di Threat Intelligence, l’insieme organizzato di conoscenze sugli attacchi digitali e sugli indicatori di compromissione (IoC) sviluppato da Yoroi: un patrimonio la cui riconosciuta affidabilità ha consentito alla società di diventare, lo scorso gennaio, l’unico membro italiano della Cyber Threat Alliance (CTA), organizzazione internazionale che opera per migliorare la sicurezza informatica dell’ecosistema digitale globale agevolando la condivisione di informazioni sulle minacce informatiche tra le principali organizzazioni del settore.

“In Yoroi Siamo convinti che per colmare il Gap nella cybersecurity anche nelle piccole e medie organizzazioni sia necessario rendere i servizi di difesa cyber, semplici, efficaci e facilmente implementabili. Per questo con InfoCert stiamo sviluppando strumenti evoluti di difesa cyber che possano rendere sicure le transazioni digitali. Sempre di più la digital transformation sta portando sul mondo digitale informazioni e processi di business delicati e strategici, il nostro obiettivo è abilitare una trasformazione digitale sicura grazie a servizi come DNS Defence”, dichiara Marco Ramilli, Founder e CEO Yoroi.

DNS Defence rappresenta un ulteriore tassello del crescente impegno di InfoCert nell’area della cybersecurity, concretizzatosi anche attraverso proficue collaborazioni con le società specializzate del Gruppo Tinexta. Sempre dalla partnership con Yoroi, ad esempio, è nata la soluzione Legalmail Security Premium, che consente ai clienti di Legalmail – il servizio di Posta Elettronica Certificata di InfoCert – di bloccare le comunicazioni sospette e neutralizzarne gli elementi malevoli prima della consegna del messaggio; da quella con Swascan, altra società di Tinexta Cyber, è invece scaturito il servizio Mail Defender, che garantisce il monitoraggio continuativo delle caselle email tradizionali o PEC degli utenti segnalando eventuali furti ed esposizioni fraudolente delle relative credenziali e suggerendo le opportune contromisure.

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InfoCert, i “notai” del mondo digitale https://www.datamanager.it/2023/05/infocert-i-notai-del-mondo-digitale/ Wed, 10 May 2023 09:38:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227427 Il Digital Trust come prerequisito abilitante per uno sviluppo sostenibile e inclusivo della digital economy. La strategia del Qualified Trust Service Provider italiano coniuga la fiducia digitale con l’innovazione e la sostenibilità InfoCert è un’azienda italiana che è riuscita ad affermarsi in Europa come primo Qualified Trust Service Provider, in conformità ai requisiti della normativa europea […]

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Il Digital Trust come prerequisito abilitante per uno sviluppo sostenibile e inclusivo della digital economy. La strategia del Qualified Trust Service Provider italiano coniuga la fiducia digitale con l’innovazione e la sostenibilità

InfoCert è un’azienda italiana che è riuscita ad affermarsi in Europa come primo Qualified Trust Service Provider, in conformità ai requisiti della normativa europea e nazionale per la firma elettronica, l’identità digitale, la conservazione a norma e la trasmissione sicura dei dati. Ossia i servizi fiduciari, o Trust Services, che permettono di garantire certezza, privacy e valore legale alle transazioni online. Il Trust, ovvero la fiducia, come elemento fondamentale per uno sviluppo sicuro e inclusivo dell’economia digitale.

«L’evoluzione normativa ci ha consentito di espanderci a livello europeo» – racconta Carmine Auletta, chief innovation & strategy officer di InfoCert. «Oggi siamo presenti in circa 40 paesi, non solo in Europa, ma anche in Asia e America Latina». La grande opportunità, per InfoCert (Tinexta Group), è arrivata nel 2016 con l’introduzione di eIDAS, il regolamento dell’Unione europea che definisce i requisiti e le norme per il settore del Digital Trust. La regolamentazione ha permesso la piena circolazione in Europa degli strumenti di Digital Trust come la firma o l’identità digitale. «A partire dal 2016 la firma digitale, emessa in uno qualunque degli stati membri, è diventata legalmente valida in tutti gli stati della Ue». Si è trattato quindi di una vera rivoluzione che InfoCert ha cavalcato sia con le proprie forze sia attraverso una campagna di acquisizioni in Francia, Germania, Spagna e, più recentemente, in Inghilterra.


#DigitalTrust «Essere i primi della classe non basta» – Carmine Auletta @InfoCert_it
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Il peccato originale del Web

Ma qual è il valore aggiunto che può fornire una società come InfoCert nel mondo digitale? Aumentare la fiducia delle transazioni online permette non solo di accelerare l’accesso al Digital Single Market ma anche di porre delle basi solide per uno sviluppo sostenibile dell’economia digitale. Come spiega Auletta, l’obiettivo del protocollo da cui sarebbe poi scaturito il world wide web, nato come progetto di ricerca del CERN di Ginevra, era la creazione di una rete di computer che permettesse di scambiare rapidamente dati grazie ad un sistema decentralizzato e distribuito. L’attenzione era rivolta principalmente alla connettività e alla resilienza nella trasmissione delle informazioni, piuttosto che alla sicurezza e alla privacy dei dati scambiati. «In quel contesto, sicurezza e privacy non erano centrali, oggi la questione del Digital Trust è diventata invece un elemento essenziale per la diffusione e la crescita del commercio elettronico e della digitalizzazione in generale» – continua Auletta.

«Connettendosi ad Internet non si sa mai con certezza chi o cosa, considerate le recenti evoluzioni in ambito AI, ci sia dall’altra parte. Allo stesso modo, quando effettuiamo una transazione online, non abbiamo la stessa confidenza che abbiamo nel mondo fisico. Si tratta di una sorta di “peccato originale” dell’infrastruttura Internet. L’insieme di leggi e regolamenti – mirati a definire i requisiti e le modalità per garantire la sicurezza, l’integrità e la privacy delle informazioni scambiate online – ha voluto sanarlo introducendo i Qualified Trust Service Provider, erogatori di servizi fiduciari qualificati, che danno forza giuridica alla transazione agendo come una sorta di notai del mondo digitale». Secondo Auletta, su questi temi l’Europa è di gran lunga più avanti rispetto al resto del mondo, non solo grazie all’eIDAS, ma anche al GDPR per il trattamento dei dati sensibili, al Digital Market Act e al Digital Service Act, tutti regolamenti nati per proteggere i cittadini dalle derive di una diffusione incontrollata del digitale e per garantire uno sviluppo sostenibile del digital single market.

SPID e l’evoluzione verso il wallet europeo dell’identità digitale

«SPID è stato introdotto nell’ambito di eIDAS che prevedeva l’introduzione da parte di ogni stato dell’Unione europea di uno schema di identità digitale» – spiega Auletta. «Pochi paesi hanno applicato la normativa con estremo successo, tra cui i paesi del nord Europa, il Belgio, l’Estonia, il Lussemburgo e l’Italia. Tutti gli altri hanno fallito miseramente. L’Italia oggi è il paese che può vantare il più alto numero di transazioni digitali in Europa grazie a SPID. Un fiore all’occhiello per il Paese». Allo stato attuale il legislatore europeo punta a dotare tutti i cittadini europei di una identità digitale riconosciuta in tutti gli stati membri. La proposta di regolamento europeo sui servizi di identità digitale (eID), attualmente in corso di negoziazione a Bruxelles, prevede l’introduzione di un “Digital Identity Wallet” unico a livello europeo, che permetterà agli utenti di accedere a servizi online del digital single market in modo sicuro e affidabile, utilizzando l’identità digitale rilasciata dal proprio paese. «L’Europa imporrà agli stati membri di offrire il Digital Wallet, ma senza compromettere gli schemi di identità in essere. Il wallet nasce prevalentemente per dare un’identità a chi non ce l’ha e per garantire la portabilità delle identità digitali a livello europeo» – spiega Auletta.

Prevenire i rischi del mondo digitale

«L’Italia è un’eccellenza nel mondo del Digital Trust. Non esiste altro paese in Europa che possa vantare un track record simile al nostro in termini di accelerazione e diffusione delle firme digitali, della PEC, della fatturazione elettronica e dell’identità digitale» – dichiara Auletta. «Essere i primi della classe in fatto di digitalizzazione significa anche riuscire ad estendere l’accesso al digitale a tutte le fasce della popolazione, anche quelle che hanno meno dimestichezza con la tecnologia, garantendo piena fiducia e sicurezza nell’utilizzo degli strumenti digitali. È il driver che ci ha spinto ad introdurre InfoCert Care, un pacchetto di servizi nato per proteggere l’Identità SPID dei cittadini e per prevenire e mitigare i rischi connessi all’eventuale furto di credenziali da parte di criminali informatici, come per esempio l’utilizzo illecito di servizi erogati dalle PA, la sottrazione di denaro mediante il cambio dell’IBAN associato alla riscossione di prestazioni sociali o il furto dell’identità digitale che, ad oggi, rappresenta il principale veicolo di frode in ambito finanziario».

InfoCert Care può essere immediatamente attivato a tutela sia dell’identità digitale personale che dell’identità professionale che anche dell’identità SPID minori, lo SPID dedicato a una fascia della popolazione tra le più esposte ai rischi del mondo cyber. «Riteniamo questa una misura fondamentale per facilitare il passaggio al digitale anche da parte di quelle fasce della popolazione che sono meno avvezze all’uso della tecnologia» – sottolinea Auletta. Ma non è tutto. InfoCert, in collaborazione con Yoroi, società attiva nello sviluppo di sistemi integrati di difesa cibernetica, offre Legalmail Security Premium, la soluzione di posta elettronica certificata che si distingue per la capacità di combinare la forza legale della PEC con i più alti standard di sicurezza informatica. I clienti di Legalmail possono quindi avvalersi del servizio di protezione “Legalmail Security Premium” che consente di bloccare le comunicazioni sospette, intercettando e neutralizzando eventuali elementi malevoli prima della consegna del messaggio.


#DigitalTrust Da SPID al nuovo wallet dell’identità digitale – Carmine Auletta @InfoCert_it
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Sviluppo digitale all’insegna della sostenibilità

ESG e Digital Trust temi apparentemente distinti ma intrinsecamente correlati. La sicurezza informatica e la protezione dei dati sono aspetti fondamentali nella governance digitale di un’azienda. «Grazie alle nostre soluzioni di Digital Trust, supportiamo i clienti nell’innovazione dei processi aziendali, integrando obiettivi ambientali, sociali e di governance» – spiega Auletta. «Un esempio concreto è rappresentato da TOP, Trusted Onboarding Platform, la soluzione di onboarding che permette la digitalizzazione delle fasi di identificazione e sottoscrizione, semplificando qualunque processo di onboarding e riducendone drasticamente, fino al 86% l’impronta carbonica. Ciò permette di offrire ai nostri clienti un attestato di riduzione dell’impronta carbonica, certificato da CSQA, funzionale al rating ESG e alla redazione del bilancio di sostenibilità».

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Da InfoCert il primo onboarding digitalizzato con sigillo green: lo studio di Spinlife validato da CSQA https://www.datamanager.it/2023/02/da-infocert-il-primo-onboarding-digitalizzato-con-sigillo-green-lo-studio-di-spinlife-validato-da-csqa/ Tue, 21 Feb 2023 12:48:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=225676 I clienti InfoCert potranno ottenere un attestato utile per i loro Bilanci di Sostenibilità InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, presenta i risultati di uno studio di impatto ambientale della propria piattaforma TOP (Trusted Onboarding Platform), la soluzione di onboarding che permette la completa digitalizzazione dei processi di identificazione e di […]

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I clienti InfoCert potranno ottenere un attestato utile per i loro Bilanci di Sostenibilità

InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, presenta i risultati di uno studio di impatto ambientale della propria piattaforma TOP (Trusted Onboarding Platform), la soluzione di onboarding che permette la completa digitalizzazione dei processi di identificazione e di firma.

L’analisi è stata condotta da Spinlife, spin-off dell’Università di Padova, esperto in percorsi di sostenibilità ambientale per le aziende, e verificato e validato dall’Organismo di Certificazione CSQA.

Spinlife ha svolto uno studio di analisi del ciclo di vita (LCA) confrontando il servizio di Traditional Onboarding con quello di Digital Onboarding, con riferimento all’operazione rappresentativa di apertura di un conto corrente da parte di un utente. L’obiettivo: confrontare gli impatti ambientali tra l’operazione tradizionale senza TOP, che prevede lo spostamento dell’utente fino al luogo deputato per l’operazione stessa, consumi generali legati al mantenimento operativo della sede e l’utilizzo di carta stampata per firma e conservazione dei contratti, e l’operazione digitale con TOP, caratterizzata da un processo totalmente dematerializzato.

Tutti i dati analizzati per le due tipologie di servizio provengono da letteratura scientifica, da InfoCert stessa e anche dal contributo di un grande gruppo bancario internazionale, che già da anni si avvale della piattaforma TOP di InfoCert per l’onboarding digitale dei clienti per l’apertura del conto corrente online.

Sulla base di tali dati, l’analisi ha seguito un approccio “dalla culla alla tomba”, considerando quindi tutti gli impatti ambientali a partire dalla produzione primaria di materiali ed energia, fino alle fasi di utilizzo e fine vita.

I risultati hanno dimostrato che l’adozione di TOP, eliminando in toto l’uso di carta e la necessità di spostamenti in ogni fase del processo – grazie, ad esempio, ad identificazione da remoto e firma digitale – riduce complessivamente fino all’86% i kg di CO2 equivalente rispetto al metodo tradizionale.

CSQA ha eseguito la verifica finalizzata ad attestare la conformità dello studio ai principali standard internazionali di riferimento, in particolare ai requisiti dettati dalla ISO 14040/14044, per la valutazione degli impatti ambientali legati al ciclo di vita (LCA) del servizio digitale TOP.

“Lo studio attesta che la piattaforma TOP, e pertanto i servizi di Digital Trust su cui si basa, rappresentano una soluzione strategica non solo per l’efficientamento dei processi, ma anche per il conseguimento di obiettivi di sostenibilità”, afferma Carmine Auletta, Chief Innovation & Strategy Officer di InfoCert (Tinexta Group). “Grazie alla proficua collaborazione con CSQA e Spinlife, da oggi siamo il primo provider in grado di valorizzare l’impatto ambientale di processi basati su soluzioni di Digital Trust e a poter fornire ai clienti di TOP un attestato di riduzione dell’impronta carbonica valido ai fini del bilancio di sostenibilità e nei confronti di audit ESG”.

“Siamo di fronte ad uno dei primi casi di applicazione del metodo LCA per quantificare gli impatti ambientali di uno strumento di Digital Trust” – afferma Marco Omodei Salè, Responsabile Innovazione di CSQA. “L’applicazione del metodo LCA è fondamentale anche per supportare la comunicazione dei valori ambientali legati al servizio, l’attestato di verifica rilasciato da CSQA aggiunge maggiore autorevolezza al progetto fortemente voluto da Infocert”.

“Nei percorsi di trasformazione digitale, i servizi di digital trust assumono sempre più valore per la produttività delle aziende e per il positivo impatto ambientale e sociale. La loro qualificazione, secondo il regolamento eIDAS, è un fattore imprescindibile”, – afferma Bruno Bernardi, Dirigente dell’Area Servizi Digitali di CSQA – “capace di garantire interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni e incrementare la sicurezza e l’efficacia dei servizi elettronici e delle transazioni di e-business e commercio elettronico nell’Unione Europea.”

Il Prof. Alessandro Manzardo, co-founder Spinlife dichiara: “La digitalizzazione non dovrebbe essere mera evoluzione tecnologica fine a sé stessa, ma dovrebbe anche dare un concreto contributo alla sostenibilità ambientale. È stato possibile dimostrare questo grazie allo studio di LCA che ha misurato oggettivamente gli impatti ambientali: un approccio scientifico che InfoCert ha nella sua stessa natura e che Spinlife ha ben volentieri supportato”.

 

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“It’s time to trust”: InfoCert rafforza la propria corporate strategy con una nuova identità grafica https://www.datamanager.it/2023/01/its-time-to-trust-infocert-rafforza-la-propria-corporate-strategy-con-una-nuova-identita-grafica/ Wed, 18 Jan 2023 09:14:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=224611 Presentato il nuovo logo e la nuova identità grafica di InfoCert e delle sue controllate, per una presenza sempre più globale InfoCert (Tinexta Group), la più grande Certification Authority europea, annuncia la nuova brand identity per rafforzare la propria posizione nel mercato del Digital Trust e uniformare l’immagine di tutte le aziende controllate. InfoCert è […]

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Presentato il nuovo logo e la nuova identità grafica di InfoCert e delle sue controllate, per una presenza sempre più globale

InfoCert (Tinexta Group), la più grande Certification Authority europea, annuncia la nuova brand identity per rafforzare la propria posizione nel mercato del Digital Trust e uniformare l’immagine di tutte le aziende controllate. InfoCert è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, con un parco clienti esteso su circa 40 Paesi, una dimensione internazionale, un’ampia visibilità ed una reputazione di prestigio derivanti dallo status di Qualified Trust Service Provider, leader in Europa per fatturato e numero di transazioni gestite.

Per questo motivo, InfoCert e le sue controllate rinnovano i loro loghi e l’impostazione grafica: il nuovo concept verrà declinato anche in tutti i prodotti e le soluzioni, a dimostrazione della coesione dell’azienda come un’unica grande realtà con declinazioni locali diverse ma perfettamente integrate.

“Il successo ottenuto da InfoCert negli anni è frutto anche della nostra capacità di crescere e trasformarci: con l’odierna operazione di rebranding, vogliamo comunicare meglio al mercato e agli stakeholder il nostro posizionamento ed i valori che ci contraddistinguono. Non si tratta dunque di un semplice cambiamento estetico ma di un’azione strategica per rendere il nostro brand ancora più riconoscibile, negli scenari competitivi internazionali e nei differenti mercati verticali, come unica realtà sempre più sinergica, in grado di offrire ad organizzazioni private e pubbliche soluzioni trust interoperabili tra diverse geografie e aree di business” afferma Danilo Cattaneo, CEO di InfoCert – Tinexta Group.

La missione di InfoCert è di essere protagonista nella costruzione di un mondo digitale più semplice, sicuro, affidabile e inclusivo: sono questi i valori rappresentati dai nuovi elementi grafici e dal simbolo dello “scudo” scelto a protezione del nuovo logo. It’s time to trust è, d’altronde, lo slogan che accompagna l’operazione di rebranding.

La nuova simbologia adottata vuole inoltre sottolineare un altro valore fondamentale per InfoCert: la coesione delle diverse società che la compongono.

“Far parte di una realtà così solida e prestigiosa a livello internazionale significa garantire un ineguagliabile livello di affidabilità e soluzioni sempre all’avanguardia, grazie alla affinità di visione, la convergenza di obiettivi e la stimolante collaborazione che caratterizzano il lavoro di team con InfoCert e le altre società controllate  – commenta Claudio Scaramelli (CEO Sixtema – Tinexta Group)– L’operazione di rebranding, che riguarda direttamente anche il nostro marchio, suggella tutto questo: una realtà capace di ‘parlare con una sola voce’ ma nel rispetto delle diverse identità che la compongono. Un autentico valore aggiunto per noi e per tutti i nostri interlocutori”.

Come detto, il rebranding interessa anche prodotti e soluzioni, tra cui il marchio storico della PEC -Legalmail, TOP (Trusted Onboarding Platform), GoSign, Legalinvoice, e InfoCert ID.

L’operazione di rebranding è risultato di un articolato processo di creatività: InfoCert ha scelto, non a caso, di affidare l’ideazione e realizzazione allo IED Istituto Europeo di Design e ai suoi studenti: creativi nativi digitali con uno sguardo globale ma una matrice culturale europea, capaci di agire da change maker con mente libera e senza schemi precostituiti.  La declinazione visual del nuovo concept, invece, è stata affidata a Plural, agenzia specializzata in Social Media Marketing e Branded Content che già da anni è a fianco dell’azienda.

 

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Identità digitale e blockchain: InfoCert protagonista in tre consorzi europei vincenti https://www.datamanager.it/2022/12/identita-digitale-e-blockchain-infocert-protagonista-in-tre-consorzi-europei-vincenti/ Thu, 22 Dec 2022 16:11:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=224354 I primi due consorzi (EWC e NOBID) opereranno nello sviluppo del Digital Identity Wallet, rispettivamente per l’uso in ambito travel e per i pagamenti paneuropei, mentre il terzo (TRACE4EU) darà vita a casi d’uso basati sull’infrastruttura di servizi blockchain europea EBSI InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, annuncia di far parte […]

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I primi due consorzi (EWC e NOBID) opereranno nello sviluppo del Digital Identity Wallet, rispettivamente per l’uso in ambito travel e per i pagamenti paneuropei, mentre il terzo (TRACE4EU) darà vita a casi d’uso basati sull’infrastruttura di servizi blockchain europea EBSI

InfoCert (Tinexta Group), la più grande Autorità di Certificazione europea, annuncia di far parte di tre consorzi che si sono aggiudicati la realizzazione di progetti ad alto tasso d’innovazione nell’ambito del Digital Europe Programme della Commissione Europea, in particolare in relazione al Digital Identity Wallet e all’EBSI, l’infrastruttura UE di servizi blockchain.

Tutti i progetti avranno inizio entro il primo trimestre 2023, dureranno un biennio e sono stati presentati in risposta alla call Accelerating best use of technologies: i consorzi EWC e NOBID li hanno sottoposti in relazione al topic Electronic ID (affermandosi, peraltro, come due dei quattro consorzi prescelti) mentre TRACE4EU in riferimento a quello EBSI Services.

“Il 2022 ci sta regalando grandi soddisfazioni, non solo per i risultati meramente economici ma per il prestigio ottenuto presso istituzioni e mercati. L’annuncio odierno ne è l’ideale suggello, visto che il nostro coinvolgimento nei consorzi aggiudicatari è frutto proprio dell’affidabilità e dell’autorevolezza conquistate negli specifici ambiti progettuali. Siamo il Qualified Trust Service Provider leader europeo per fatturato e numero di transazioni digitali certificate, nel continente legislativamente più all’avanguardia nei servizi fiduciari. E vantiamo competenze esclusive in materia di blockchain e Self Sovereign Identity grazie a pioneristiche attività internazionali di ricerca e al costante sviluppo di soluzioni altamente innovative” afferma Danilo Cattaneo, CEO di InfoCert – Tinexta Group.

Filo conduttore dei primi due progetti è il Digital Identity Wallet, strumento che consentirà ai cittadini europei di certificare facilmente la propria identità, accedere a servizi pubblici e privati e archiviare documenti digitali sensibili in un unico posto.

L’EWC – EUDI Wallet Consortium comprende oltre 60 partecipanti, privati e pubblici: guidati dallo Swedish Company Registration Office (Bolagsverket), realizzeranno un progetto pilota sull’uso del Digital Identity Wallet in ambito travel. Ad esempio, per la fornitura di informazioni sui passeggeri, l’acquisto di beni e servizi (dalla prenotazione di voli e hotel fino allo shopping) e per transazioni B2B con valore legale.

NOBID – Nordic-Baltic eID Project è il consorzio che, sotto l’egida del Norwegian Directorate of Digitalisation, darà vita a un progetto pilota sui pagamenti transfrontalieri, il caso d’uso più frequente tra le priorità della UE in tema di Digital Identity Wallet. I partecipanti – le principali agenzie governative digitali, banche, imprese e IT provider di Danimarca, Germania, Islanda, Italia, Lettonia e Norvegia – puntano a consentire emissione, esecuzione istantanea e accettazione dei pagamenti in negozi fisici e online.

In entrambi i consorzi, InfoCert – come partner tecnologico – metterà al servizio dei progetti le proprie competenze nei servizi fiduciari: in particolare, per il rilascio delle Electronic Attestation of Attribute fondamentali per garantire transazioni digitali affidabili.

Infine, TRACE4EU – consorzio coordinato dal Ministero dello Sviluppo Economico e della Tecnologia sloveno e partecipato da Università, Istituti di ricerca, aziende IT e provider di servizi fiduciari di altre otto nazioni – punta a creare un’architettura ombrello, basata sui servizi EBSI esistenti, per successivi scenari applicativi di tracciabilità degli asset fisici e digitali. Tramite raccomandazioni, mira anche a indirizzare le industrie verso maggiore efficienza, produttività, competitività e resilienza nonché a generare più trasparenza per cittadini europei in grado di monitorare meglio i flussi di merci e dati.

In TRACE4EU, InfoCert si focalizzerà sulla sperimentazione dei sistemi di e-delivery su blockchain, mettendo a disposizione del progetto le storiche competenze nelle attività di gestione e certificazione delle trasmissioni elettroniche di dati tra diversi soggetti.

 

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