Internet of Things – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 15 Jan 2019 11:19:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Internet of Things – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Come preparare la rete per l’IoT https://www.datamanager.it/2019/01/come-preparare-la-rete-per-liot/ Tue, 15 Jan 2019 11:19:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=182244 Alcuni consigli su come predisporre la rete per l’Internet delle Cose Negli ultimi anni l’Internet delle Cose ha iniziato a offrire benefici reali a chi lo ha adottato. Gli usi potenziali dei dispositivi connessi cominciano ad apparire molto più chiari e definiti rispetto a qualche anno fa e anche per le aziende è diventato più semplice […]

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Alcuni consigli su come predisporre la rete per l’Internet delle Cose

Negli ultimi anni l’Internet delle Cose ha iniziato a offrire benefici reali a chi lo ha adottato. Gli usi potenziali dei dispositivi connessi cominciano ad apparire molto più chiari e definiti rispetto a qualche anno fa e anche per le aziende è diventato più semplice avvicinarsi al mondo IoT. Prima di adottare una soluzione IoT matura è fondamentale considerare quell’elemento che rende il tutto possibile: la rete. Paessler, azienda specializzata nel monitoraggio e nella gestione delle infrastrutture di rete, propone una serie di suggerimenti per creare la rete ideale per l’Internet of Things.

Creare una rete separata

Se l’idea è di utilizzare vari dispositivi connessi, sarebbe preferibile creare una rete separata, nello specifico una VLAN separata. Ci sono due valide ragioni per farlo. Innanzitutto, molti degli attuali dispositivi connessi non sono sicuri. La situazione da questo punto di vista è sensibilmente migliorata e continuerà a migliorare ancora in futuro; ciò non toglie che sia più prudente avere una rete isolata per limitare i rischi per la sicurezza delle altre reti. In secondo luogo, una rete separata può essere progettata pensando specificamente ai dispositivi connessi, dallo storage alla configurazione.

Prevedere un’adeguata ampiezza di banda

L’IoT richiede grandi quantità di banda dato che i dispositivi comunicano sia con altri dispositivi sia con dispositivi e applicazioni su Internet. Ciò significa che occorre essere certi che le connessioni WAN e LAN offrano ampiezza di banda sufficiente per soddisfare i requisiti di trasmissione dati, idealmente con la possibilità di “mettere il turbo” per brevi periodi se necessario. Bisogna non limitarsi a considerare la situazione attuale, ma prevedere quali saranno le esigenze future. Al crescere del numero di dispositivi aumenterà anche la quantità di dati da trasmettere. L’opzione migliore è considerare in modo realistico obiettivi e strategie per i prossimi anni e fare in modo che la rete sia in grado di gestire qualunque carico extra possa essere aggiunto.

Prepararsi all’archiviazione e analisi dei big data

big data conference 2015

In funzione del loro scopo e utilizzo, le reti IoT possono generare grandi quantità di dati, con dimensioni e valore diversi. Alcuni di questi dati hanno un grande valore per l’azienda, altri molto meno. Inoltre, l’importanza degli stessi dati non è costante nel tempo. Tutti questi fattori devono essere presi in considerazione in fase di pianificazione di una rete IoT. Questioni come il tipo di storage, il tempo di conservazione dei dati o le strategie di backup sono solo alcuni esempi dei tanti aspetti da valutare. È anche necessario considerare le soluzioni per l’analisi dei big data. Ad esempio, potrebbero essere necessari degli edge server con potenza e capacità adeguate; o può darsi che debba essere implementato il fog computing. Qualunque sia la soluzione, il punto è che la gestione dei big data generati dai sistemi IoT deve assolutamente entrare a far parte della pianificazione della rete.

Costruire un gateway IoT

È possibile usare un gateway IoT per gestire il bridge tra i domini dei dispositivi IoT e i sensori del dominio rete. Il gateway può anche tradurre il protocollo di ogni “cosa” e inoltrare ogni singolo elemento dei dati IoT alla destinazione più appropriata, sia all’interno della rete sia ai computer che si trovano all’edge per un’elaborazione immediata. I gateway IoT gestiscono e supportano i protocolli wireless richiesti da nuovi dispositivi e applicazioni. È, inoltre, possibile usare un gateway IoT per la protezione in tempo reale della rete contro i rischi derivanti dalle vulnerabilità dell’IoT.

Attivare un monitoraggio di rete a supporto dell’IoT

La quantità e varietà dei dispositivi connessi e degli eventi di rete relativi all’IoT rendono obbligatorio un robusto monitoraggio di rete. Pianificare fin da subito un sistema di monitoraggio adattabile e scalabile in grado di controllare tutte le variabili di cui va tenuto conto con l’IoT è fondamentale. Uno strumento come PRTG Network Monitor è adatto alle applicazioni dell’IoT poiché, oltre ai monitoraggi tradizionali come Netflow e SNMP, offre la flessibilità necessaria per monitorare un ampio ventaglio di dispositivi tramite vari sensori.

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IoT: costruire le industrie del futuro https://www.datamanager.it/2018/09/iot-costruire-le-industrie-del-futuro/ Wed, 05 Sep 2018 12:28:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152819 Sappiamo tutti che l’Internet of Things (IoT) ha il potere di rendere le aziende più produttive, agili e snelle; quello a cui facciamo meno caso e che esistono aree, che spesso non ricevono grande attenzione, che l’IoT contribuirà a trasformare. Ad esempio: la riduzione delle multe per infrazioni ambientali, il miglioramento della sicurezza dei lavoratori e […]

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Sappiamo tutti che l’Internet of Things (IoT) ha il potere di rendere le aziende più produttive, agili e snelle; quello a cui facciamo meno caso e che esistono aree, che spesso non ricevono grande attenzione, che l’IoT contribuirà a trasformare. Ad esempio: la riduzione delle multe per infrazioni ambientali, il miglioramento della sicurezza dei lavoratori e l’ottimizzazione della gestione delle scorte

Di Pier Giuseppe Dal Farra, IoT Industry Business Expert di Orange Business Services

L’industrializzazione ha sicuramente contribuito alla crescita all’inquinamento ed all’aumento dei rischi per la salute. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), circa 12,6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di problemi di salute causati dall’inquinamento ambientale. Per aiutare a risolvere il problema, i governi sanzionano con multe sempre più  salate queste infrazioni. Le soluzioni emergenti di IoT possono avere un impatto positivo sull’ambiente avendo sicuramente il potenziale per contenere gli sprechi e aiutare le aziende a ridurre il loro impatto.

Nuovi strumenti manutentivi, grazie all’integrazione con l’IoT, permettono di monitorare le apparecchiature e prevedere in anticipo i programmi di manutenzione, minimizzando eventuali interruzioni delle operazioni, ritardi nei tempi di consegna e minacce ambientali.

Salute e sicurezza sono un’altra sfida continua per le imprese: l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) stima che oltre 2,3 milioni di persone perdano la vita ogni anno a causa di incidenti sul lavoro o malattie. L’IoT può rendere più facile per le industrie ad alto rischio come l’edilizia e l’estrazione mineraria individuare ed eliminare potenziali pericoli nell’ambiente di lavoro. I sensori IoT possono segnalare qualsiasi cosa, dalla qualità dell’aria alla temperatura corporea e al rilevamento della stabilità del terreno. Insieme all’analisi dei dati, l’IoT può aiutare a creare programmi di sicurezza proattivi.

Monitoraggio intelligente dei processi e tagging

Invece di avere dipendenti che monitorano continuamente i sistemi di allarme – cosa che richiede tempo ed è a rischio di errore umano – i sensori IoT possono monitorare attivamente le macchine 24 ore su 24 e inviare un avviso solo se i sistemi si discostano dal loro funzionamento atteso. Ciò accelera i tempi di risposta dell’intervento manutentivo e garantisce un controllo costante della Qualità del processo. Ovviamente, l’aumento dell’efficienza operativa e la riduzione dei tempi di fermo hanno un impatto positivo sulla redditività.
L’IoT si dimostra prezioso anche per la gestione delle scorte industriali, riducendo notevolmente il rischio di errori. La programmazione degli approvvigionamenti risulta più precisa, limitando i rallentamenti nei processi produttivi. Una fabbrica in Russia, ad esempio, sta dotando i suoi pallet di tag RFID (identificazione a radiofrequenza) in modo da poter controllare la posizione degli stessi nel suo magazzino. Sono tracciate circa un milione di operazioni all’anno, migliorando notevolmente i tempi di riempimento dei contenitori, mantenendo le consegne in orario e riducendo i costi di stoccaggio.

IoT: il potere di proteggere l’ambiente

Le imprese stanno pagando enormi multe per inquinamento ambientale: nella sola Russia nel 2016 il totale ammontava a 6 miliardi di rubli (più di 81 milioni di euro). L’IoT può avere un enorme impatto nell’aiutare le aziende a conformarsi a normative ambientali sempre più severe, consentendo loro di operare in modo sostenibile.
I sensori possono essere utilizzati per monitorare la qualità dell’acqua e le radiazioni. Le aree inquinate, inaccessibili o inabitabili, possono essere più facilmente monitorate e rilevate senza l’intervento umano.
Grazie all’integrazione dell’IoT, ad esempio, la tecnologia permette di ridurre significativamente l’effetto negativo dell’estrazione mineraria sull’ambiente monitorando le risorse in modo più accurato e consentendo una reazione rapida di fronte a potenziali rischi. Le reti IoT digitali sono in grado di fornire informazioni accurate e in tempo reale alle società minerarie in modo che possano prendere decisioni ambientali consapevoli.

IoT e sicurezza industriale

Si stima che circa il 70% degli incidenti sul lavoro sia dovuto a violazioni delle policy di sicurezza. L’IoT sta rivoluzionando la salute e la sicurezza nelle organizzazioni, utilizzando la connettività cloud pervasiva per connettere i lavoratori.

La capacità dell’IoT di raccogliere dati, analizzarli e rispondere rapidamente ai pericoli sul lavoro è inestimabile, così come la sua capacità di prevedere i problemi prima che abbiano un impatto sulle persone. Le società possono anche monitorare in modo efficiente la conformità e dimostrare il rispetto delle regole. Le capacità dell’IoT non solo migliorano la sicurezza dei lavoratori, ma riducono anche i premi assicurativi e la responsabilità aziendale, come conseguenza di una minore incidenza degli incidenti.

Grazie alla geolocalizzazione, i lavoratori possono essere facilmente tracciati per tutelare la loro sicurezza. Le soluzioni IoT possono essere ad esempio integrate con i sistemi di controllo degli accessi per limitare una zona pericolosa. L’IoT viene già utilizzato per monitorare l’affaticamento dei conducenti di camion e degli operatori di macchine pesanti e per impedire l’avvio di macchinari a personale non autorizzato. L’industria mineraria e quella di petrolio & gas stanno considerando l’adozione di dispositivi indossabili che monitorano la qualità dell’aria e assicurano che i lavoratori operino all’interno dei limiti di sicurezza.

In Orange, ovviamente, siamo i primi a mettere in pratica ciò che predichiamo. Di fatti, stiamo utilizzando la nostra soluzione IoT per monitorare online la salute e la sicurezza del personale nella sala macchine del nostro data center a Mosca. Il sistema avvisa il personale in caso di incidente: questo ci dà la tranquillità e la certezza che tutti i regolamenti vengano rispettati.

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Alexa di Amazon disponibile su 20mila dispositivi nel mondo https://www.datamanager.it/2018/09/alexa-di-amazon-disponibile-su-20mila-dispositivi-nel-mondo/ Tue, 04 Sep 2018 17:30:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152721 Alexa di Amazon è compatibile con 20mila device di smart home realizzati da più di 3mila produttori diversi e in futuro si prevede continuerà a espandersi in tutto il mondo Amazon ha lavorato molto su Alexa ed è riuscito nell’impresa di portare il suo assistente personale in moltissime case di tutto il mondo. Durante il […]

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Alexa di Amazon è compatibile con 20mila device di smart home realizzati da più di 3mila produttori diversi e in futuro si prevede continuerà a espandersi in tutto il mondo

Amazon ha lavorato molto su Alexa ed è riuscito nell’impresa di portare il suo assistente personale in moltissime case di tutto il mondo. Durante il keynote dell’IFA 2018 di Berlino il vicepresidente del sito di e-commerce, Daniel Rausch, ha rivelato che l’intelligenza artificiale Made in Seattle è integrata in oltre 20mila dispositivi realizzati da 3.500 diversi produttori. Tra questi device figurano ad esempio Hauwei AI Cube, i nuovi notebook ZenBook di Asus e il sistema di allarme domestico Tale Sync visti alla fiera tedesca della tecnologia.

Alexa, che potrebbe diventare il fulcro di un maggiordomo robotico, si è quindi davvero diffuso a macchia d’olio considerando che lo scorso gennaio era compatibile “solo” su 4mila device di 1.500 brand. Rausch è anche ottimista per il futuro e ha sottolineato come già oggi l’intelligenza artificiale sia in grado di gestire oltre 50mila comandi vocali e che ci sono migliaia di sviluppatori in più di 180 Paesi che lavorano sul progetto. Stando al manager di Amazon, che potrebbe trovare in Walmart un nuovo concorrente nel campo dello streaming video, sono state le capacità specifiche di Alexa a favorire le vendite di diversi prodotti. Infine, Rausch prevede che il futuro della smart home non siano gli smartphone, troppo complessi da gestire come telecomando universale, ma proprio gli assistenti vocali direttamente integrati negli elettrodomestici.

Amazon è convinto che Alexa possa crescere ulteriormente nel corso del tempo ma dovrà vedersela con agguerriti concorrenti come Siri di Apple, Cortana di Microsoft e soprattutto Google Assistant. Quest’ultimo a maggio era già disponibile su 5mila dispositivi domestici.

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Rittal in prima linea per lo sviluppo di IoT https://www.datamanager.it/2018/07/rittal-in-prima-linea-per-lo-sviluppo-di-iot/ Fri, 27 Jul 2018 12:32:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152218 Rittal tra i soci fondatori di MindSphere World Italia Continua l’impegno di Rittal a favore della digitalizzazione dell’industria. L’azienda infatti è tra i 18 soci fondatori che il 16 luglio scorso hanno costituito MindSphere World Italia, l’associazione dedicata a supportare lo sviluppo dell’ecosistema per l’Internet of Things. La comunità promuoverà la diffusione nazionale di MindSphere […]

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Rittal tra i soci fondatori di MindSphere World Italia

Continua l’impegno di Rittal a favore della digitalizzazione dell’industria. L’azienda infatti è tra i 18 soci fondatori che il 16 luglio scorso hanno costituito MindSphere World Italia, l’associazione dedicata a supportare lo sviluppo dell’ecosistema per l’Internet of Things. La comunità promuoverà la diffusione nazionale di MindSphere in Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

MindSphere è il sistema operativo aperto per l’IoT, basato su cloud e creato da Siemens per permettere alle aziende di sfruttare al meglio il potenziale offerto dalla digitalizzazione. Grazie al collegamento di macchine e impianti, indipendentemente dal produttore,  il sistema consente di raccogliere, analizzare e trasformare i dati già disponibili – prodotti da uno stabilimento, un impianto, un’infrastruttura, una macchina o una linea produttiva – in conoscenza ed informazioni, base per il successo nel mondo 4.0.

MindSphere è già oggi impiegato da Rittal per l’integrazione in rete delle unità di raffreddamento Blue e+, e l’azienda sta già lavorando allo sviluppo di servizi basati su questa piattoforma anche per la manutenzione predittiva di tali dispositivi di raffreddamento.

Grazie all’impegno delle 18 società fondatrici, l’Italia diventa il secondo Paese a livello mondiale ad essere sede dell’associazione MindSphere World, nata in Germania nel gennaio di quest’anno.

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Xiaomi mette l’intelligenza artificiale nei router https://www.datamanager.it/2018/07/xiaomi-mette-lintelligenza-artificiale-nei-router/ Fri, 20 Jul 2018 13:55:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151794 Xiaomi sta pensando di inserire un’intelligenza artificiale nei router per velocizzare i processi di elaborazione dei dati e arrivare così preparati al boom dell’IoT Xiaomi è un’azienda poliedrica che non si occupa solamente di smartphone ma anche di altri dispositivi connessi, router compresi. L’azienda cinese, che ha deluso le aspettative con la sua IPO alla […]

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Xiaomi sta pensando di inserire un’intelligenza artificiale nei router per velocizzare i processi di elaborazione dei dati e arrivare così preparati al boom dell’IoT

Xiaomi è un’azienda poliedrica che non si occupa solamente di smartphone ma anche di altri dispositivi connessi, router compresi. L’azienda cinese, che ha deluso le aspettative con la sua IPO alla Borsa di Hong Kong nonostante la capitalizzazione record per il mercato tecnologico asiatico, ha quindi pensato di inserire nei modem una intelligenza artificiale allo scopo di aumentare la velocità delle operazioni. Lo scopo è quello di preparasi al boom dell’Internet of Things, settore in cui la società di Shenzhen vuole essere protagonista con il suo ecosistema di dispositivi.

Xiaomi, che prepara lo sbarco negli USA nonostante la guerra dei dazi in corso con la Cina, sta sviluppando la sua intelligenza artificiale in collaborazione con Jinshan Cloud. Il software secondo le sue previsioni permetterebbe di aumentare la velocità di accesso di oltre il 20% ed evitare così il sovraccarico delle connessioni. La tecnologia dell’azienda cinese consentirebbe anche di passare dal protocollo TCP a quello QUIC basato sull’UDP riducendo così l’utilizzo della banda per renderla più stabile. I numeri di Xiaomi relativi ai router sostengono l’impegno dell’azienda in questo settore. Dal 2013 ad oggi i suoi modem hanno gestito ben 2,46 miliardi di richieste di elaborazione dati e nei prossimi anni queste cifre sono destinate inevitabilmente a salire con la crescita della distribuzione dei dispositivi connessi. L’avvento del 5G, tecnologia che potrebbe debuttare sul mercato consumer prima del previsto, darà un’ulteriore accelerata a questo processo.

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Q-rator di Samsung QuickDrive ti aiuterà a capire come fare il bucato https://www.datamanager.it/2018/06/q-rator-di-samsung-quickdrive-ti-aiutera-a-capire-come-fare-il-bucato/ Thu, 14 Jun 2018 12:02:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149576 Controllare, monitorare e scegliere il miglior ciclo di lavaggio grazie a Q-rator, l’assistente intelligente delle lavatrici Samsung QuickDrive La Smart Home sta via via diventando una realtà facendo entrare l’Internet of Things nelle case degli italiani. Un mercato in forte crescita quello dell’IoT in cui l’ambito legato alla casa connessa è tra i più dinamici. […]

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Controllare, monitorare e scegliere il miglior ciclo di lavaggio grazie a Q-rator, l’assistente intelligente delle lavatrici Samsung QuickDrive

La Smart Home sta via via diventando una realtà facendo entrare l’Internet of Things nelle case degli italiani. Un mercato in forte crescita quello dell’IoT in cui l’ambito legato alla casa connessa è tra i più dinamici. Nel 2017, infatti, il mercato delle soluzioni per la Smart Home in Italia è cresciuto notevolmente (+35% rispetto al 2016, raggiungendo quota 250 milioni di euro) sottolineandone il potenziale.

Samsung sta sempre più dimostrando la propria capacità di rendere concreta l’idea di connettività per gli utenti in tutti gli aspetti della vita di ogni giorno. La visione di Samsung relativa all’IoT, evidenziata anche durante il CES 2018, è basata su un’innovazione aperta e accessibile ben rappresentata dai molteplici modi in cui la Smart Home può migliorare la qualità della vita delle persone.

“La Smart Home secondo Samsung è una casa che anticipa i bisogni e si adatta dinamicamente alle esigenze delle persone da un lato e dall’altro lato permette di avere la sensazione che tutto sia sotto controllo” ha dichiarato Emanuele De Longhi, marketing manager Home Appliances division di Samsung Electronics Italia “Con i suoi prodotti innovativi Samsung punta a fare la differenza offrendo al consumatore un nuovo modo di vivere la casa e la quotidianità.”

Quest’anno Samsung, portando avanti l’impegno nel dotare tutti i propri prodotti di connettività Smart, ha presentato e proposto sul mercato QuickDrive, la lavatrice che inaugura una nuova generazione del lavaggio. La rivoluzionaria tecnologia di Samsung QuickDrive, che permette di dimezzare il tempo necessario per il lavaggio, si distingue per l’innovativo cestello a doppio movimento QuickDrive, che grazie al suo fondo con rotazione autonoma aggiunge un nuovo asse di rotazione ai vestiti ottimizzando l’azione meccanica applicata al bucato sempre garantendone la più attenta cura, e per le funzionalità smart notevolmente potenziate sintetizzabili con il termine Q-rator.

Q-rator è l’assistente intelligente che aiuta a prendersi cura del bucato e della lavatrice. Connettendo QuickDrive all’app Smart Things, scaricabile sullo smartphone, si accede alle funzionalità smart della lavatrice. Grazie all’interfaccia Q-rator è possibile controllare, monitorare e scegliere il miglior ciclo di lavaggio da qualsiasi luogo attraverso tre funzioni:

  • Pianificazione Lavaggio consente di programmare la fine dei lavaggi per adattarsi ai programmi della tua giornata;
  • Programma Ottimale offre suggerimenti per il ciclo di lavaggio ottimale in base al colore dei capi, ai tessuti e al livello di sporco;
  • Diagnostica fornisce un rapido supporto in remoto per l’identificazione e risoluzione di eventuali problematiche.

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Vodafone presenta le novità IoT per imprese e PA https://www.datamanager.it/2018/06/vodafone-presenta-le-novita-iot-per-imprese-e-pa/ Thu, 14 Jun 2018 08:48:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149713 Nuova tappa romana per l’ecosistema Internet of Things di Vodafone, che è stato presentato ieri alle imprese e alle PA del Centro e Sud Italia. L’evento è stato l’occasione per far toccare con mano le principali novità dell’offerta Internet of Things di Vodafone, con un particolare sguardo alle innovazioni negli ambiti “Agrifood”, “Industry 4.0”, “Smart […]

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Nuova tappa romana per l’ecosistema Internet of Things di Vodafone, che è stato presentato ieri alle imprese e alle PA del Centro e Sud Italia.

L’evento è stato l’occasione per far toccare con mano le principali novità dell’offerta Internet of Things di Vodafone, con un particolare sguardo alle innovazioni negli ambiti “Agrifood”, “Industry 4.0”, “Smart Building” e “Smart Cities”.  Tra queste, ad esempio: “Food & wine tracking and safety”, la soluzione pensata per controllare tutti i processi produttivi dell’industria agroalimentare, garantendo le qualità organolettiche dei prodotti; “Vodafone Locker”, per il pick-up della spesa o degli acquisti fatti on-line; “Energy Data Management”, per il monitoraggio e la gestione ottimizzata delle risorse energetiche e dei relativi costi; “Smart Connected Products”, dedicata al controllo sia dei macchinari industriali, sia di elettrodomestici di uso quotidiano.

Nella corsa verso la trasformazione digitale, l’IoT rappresenta uno dei principali fattori di innovazione per le imprese, in tutti i settori industriali” -, ha dichiarato Giorgio Migliarina, Direttore Enterprise di Vodafone Italia. “Siamo stati tra i primi a credere in questo mercato e oggi siamo  partner di riferimento in diversi settori, dall’automotive, alle utilities, fino all’agroalimentare. Oggi abbiamo voluto mostrare concretamente come le tecnologie IoT, possano cambiare i modelli di business, rendendoli più efficienti e produttivi, anche alla luce delle imminenti evoluzioni tecnologiche di cui Vodafone è protagonista: dal completamento della copertura NB-IoT, allo sviluppo del 5G. Le soluzioni IoT presentate oggi sono una ulteriore dimostrazione del posizionamenti di Vodafone quale solution integrator, per accelerare la trasformazione digitale di imprese e PA, a partire dai propri asset distintivi: dalla rete mobile di ultima generazione, alle soluzioni convergenti fisso mobile, fino alla piattaforma IoT, e ai servizi Cloud e Vodafone Analytics” -, conclude Migliarina.

Vodafone – nominata da Gartner per il quarto anno consecutivo “leader in the Magic Quadrant for managed M2M services” grazie alla capacità di esecuzione e alla completezza di visione – basa la sua strategia IoT su soluzioni verticali, end-to-end in grado di supportare la trasformazione digitale delle aziende lungo tutta la catena del valore. L’obiettivo è posizionarsi come “solution integrator”, per fornire, oltre alla connettività, tutti gli elementi che abilitano la tecnologia IoT: dalle infrastrutture tecnologiche, ai device per la raccolta dei dati, fino alle piattaforme applicative per analizzare i dati generati dagli oggetti.

Con oltre 68 milioni di oggetti connessi in tutti i paesi del Gruppo, e una quota di mercato del 48% in Italia, pari a 7,8 milioni di Sim M2M (fonte: Report Agcom 1/2018), Vodafone è leader nel mercato dell’Internet of Things, sia a livello nazionale che globale.

Secondo l’ultimo “IoT Barometer Report” di Vodafone, il principale sondaggio globale sullo stato dell’innovazione e degli investimenti in ambito IoT , nell’ultimo anno è raddoppiato il numero dei progetti dedicati all’IoT su scala mondiale, mentre il 61% di tutte le società intervistate considerano l’IoT un driver essenziale per la trasformazione digitale.

Per allargare il suo portafoglio di soluzioni e compiere un ulteriore passo nello sviluppo dell’Internet of Things, Vodafone ha recentemente annunciato il completamento entro settembre 2018 di tutti i propri siti 4G con la tecnologia di rete Narrowband-IoT.

L’implementazione del NB-IoT si inserisce pienamente nella strategia di Vodafone verso lo sviluppo della rete mobile di quinta generazione (5G), che abiliterà nuovi servizi da cui tutti i clienti, privati e aziende, potranno trarre beneficio.  Grazie a una maggiore capacità di copertura e a una lunga durata della batteria, infatti, questa tecnologia permette di far comunicare tra loro oggetti che prima d’ora non potevano essere connessi, e di beneficiare a pieno delle potenzialità dell’IoT in specifici mercati, come quelli delle Utilities e delle Smart Cities. Il recente inserimento del NB-IoT all’interno degli standard del 5G da parte dell’ente di standardizzazione 3GPP, assicura la coesistenza delle due tecnologie, garantendo l’utilizzo della connettività NB-IoT ancora per un lungo periodo.

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Data center, quale la strada per la modernizzazione https://www.datamanager.it/2018/06/data-center-quale-la-strada-per-la-modernizzazione/ Mon, 11 Jun 2018 17:00:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149338 Tecnologie software-defined, iperconvergenza, automazione e sicurezza i quattro pilastri per la trasformazione digitale delle infrastrutture IT aziendali. IDC e VMware hanno recentemente incontrato CIO e IT manager italiani La trasformazione digitale sta evidenziando i limiti di molte infrastrutture IT aziendali, mettendo sotto pressione CIO e IT manager. L’affermarsi del paradigma della Terza Piattaforma e il rapido emergere […]

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Tecnologie software-defined, iperconvergenza, automazione e sicurezza i quattro pilastri per la trasformazione digitale delle infrastrutture IT aziendali. IDC e VMware hanno recentemente incontrato CIO e IT manager italiani

La trasformazione digitale sta evidenziando i limiti di molte infrastrutture IT aziendali, mettendo sotto pressione CIO e IT manager. L’affermarsi del paradigma della Terza Piattaforma e il rapido emergere di tecnologie innovative come l’Internet of Things e l’Intelligenza Artificiale richiedono infatti un nuovo data center, in grado di supportare i processi digitali rispondendo nel contempo a elevati requisiti di sicurezza e governance. IDC sottolinea come le organizzazioni IT debbano oggi trovare il giusto percorso per ridurre i costi operativi, liberare le risorse e aumentare la spinta verso l’innovazione e il supporto al business, così da permettere alla propria azienda di restare competitiva sui mercati. La strada più percorribile, e finora percorsa, è quella di un processo di modernizzazione del data center che porti all’hybrid IT prima e al multicloud in prospettiva.

Questa evidenza è stata al centro di un roadshow organizzato da IDC e VMware che tra i mesi di aprile e maggio ha toccato sette diverse città italiane, coinvolgendo in ogni tappa anche un partner locale: Bologna (AD Consulting), Torino (Var Group), Firenze (In20), Padova (Dedagroup), Bari (ITM), Napoli (R1) e Ancona (Gruppo Filippetti).

Intitolato “Modernize Data Center: gli step per un’infrastruttura intelligente”, l’evento ha dato l’opportunità ad oltre 200 tra CIO e IT manager italiani di confrontarsi su punti quali le infrastrutture software-defined, l’iperconvergenza, l’automazione e la sicurezza, ovvero quei pilastri oggi fondamentali per realizzare un vero ambiente IT ibrido in grado di valorizzare gli asset on-premise e le applicazioni legacy sfruttando però le nuove opportunità offerte dal cloud e dalle tecnologie digitali.

L’adozione di tecnologie software-defined infrastructure e software-defined networking nei data center consente oggi alle aziende di astrarre ulteriormente il layer infrastrutturale, rendendo possibili livelli di agilità ed efficienza superiori e permettendo di utilizzare sistemi iperconvergenti standard.

“Come dimostrano i risultati di una survey IDC condotta in occasione del roadshow, il 50% delle aziende italiane indica proprio nell’agilità uno dei principali benefici che si possono ottenere con le soluzioni convergenti o iperconvergenti”, commenta Sergio Patano, senior research & consulting manager di IDC Italia e chairman del roadshow. “A ciò si aggiunge una gestione infrastrutturale semplificata e automatizzata che consente una più elevata efficienza in termini di risorse IT e di personale”.

Nel corso del roadshow è emersa l’importanza del cloud nel percorso di trasformazione aziendale, con sfumature differenti tra cloud privato e pubblico. Mentre infatti il private cloud viene considerato importante dalle imprese italiane per ridurre i costi operativi e per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi offerti al business, l’adozione del public cloud viene vista come essenziale per l’innovazione digitale, il time to market e la crescita in nuovi mercati.

“Survey e partecipanti alle varie tappe del roadshow hanno sottolineato come il grado di adozione del cloud (più volte definito come materia grezza da cui partire per la trasformazione digitale) stia evolvendo, indirizzando le scelte delle aziende verso soluzioni ibride in grado di tenere conto anche degli investimenti pregressi (legacy) e del livello di connettività (digital divide) più volte citato come inibitore di un suo maggiore sviluppo”, aggiunge Sergio Patano.

Sul cloud restano infatti alcune criticità da risolvere, tipiche del tessuto industriale italiano. E’ emerso, in diverse tappe del roadshow, il tema della difficoltà di affidarsi interamente al cloud a causa della carenza di banda in alcune aree. Anche qui la tecnologia software-defined può fornire una soluzione, nella forma di tecnologie software-defined WAN in grado di aggregare e orchestrare più collegamenti per instradare i dati sul cloud.

“In questo momento in cui la tecnologia sta evolvendo rapidamente e trasformando ogni aspetto della nostra vita, è fondamentale per le aziende cogliere al meglio questa opportunità”, evidenzia Luca Zerminiani, senior manager, Systems Engineering, di VMware Italy. “Riteniamo che la digital transformation permetta di guidare un’innovazione agile, trovare modi migliori di lavorare, adottare nuovi modelli di business e offrire una migliore esperienza ai clienti”.

Infine, è stata ancora una volta confermata la massima importanza data dalle aziende italiane alla sicurezza: per più del 50% delle imprese italiane è la prima voce di intervento e di miglioramento.

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Arriva la “Superapp” IoTIM che porta l’Internet of Things nelle case degli italiani https://www.datamanager.it/2018/06/arriva-la-superapp-iotim-che-porta-linternet-of-things-nelle-case-degli-italiani/ Tue, 05 Jun 2018 15:21:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148976 Un’unica App per la Smart Home che fa dialogare i device di casa con il proprio smartphone per offrire servizi intelligenti in modo sicuro e alla portata di tutti. Con un semplice click si accede ad un set di applicazioni digitali evolute: da TIM Security, dedicata alla sicurezza della casa, al termostato smart per la gestione […]

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Un’unica App per la Smart Home che fa dialogare i device di casa con il proprio smartphone per offrire servizi intelligenti in modo sicuro e alla portata di tutti. Con un semplice click si accede ad un set di applicazioni digitali evolute: da TIM Security, dedicata alla sicurezza della casa, al termostato smart per la gestione dei consumi domestici da remoto fino al misuratore di pressione per monitorare la propria salute

TIM entra nel mondo della Smart Home con IoTIM, la nuova “Superapp” per connettere gli oggetti intelligenti, capace di integrarsi sia con soluzioni targate TIM sia con un ecosistema di prodotti dedicati.

IoTIM è l’unica App, presente sul mercato italiano, in grado di gestire simultaneamente tutti i device presenti nell’abitazione, creando regole e preferenze d’uso per rendere più “semplice” la vita quotidiana e più “smart” le abitazioni.

Disponibile su smartphone, web, e prossimamente anche su TV attraverso le nuove funzionalità del decoder TIM BOX, IoTIM è aperta, modulare e flessibile. Con un semplice click abilita alla digital life per accedere ad un set di servizi evoluti e sempre più personalizzati, in grado di offrire una user experience basata su un’interfaccia unica e immediata.

La nuova “Superapp” permette un’interazione da remoto tra le persone e gli oggetti presenti nell’ambiente domestico. In particolare, oltre alla possibilità di gestire i diversi dispositivi abilitati e farli comunicare tra loro, IoTIM offre servizi “evoluti”, a cura di partner selezionati, che prevedono una customer experience interamente digitale.

“Con il lancio di IoTIM, l’azienda aggiunge un altro pilastro alla strategia DigiTIM, entrando nelle case degli Italiani non solo per offrire servizi di connettività e di intrattenimento, ma anche per semplificare la vita quotidiana dei clienti’’, dichiara Stefano Azzi, Direttore Consumer & Small Enterprise di TIM. “L’obiettivo è quello di collegare, in un unico ambiente, tutti i dispositivi dei principali player del mondo della Smart Home e gli innovativi servizi digitali che cambieranno in pochi anni la vita delle persone. Da oggi  infatti sarà possibile attivare da smartphone – con pochi semplici passaggi – servizi di vigilanza privata e assicurativi per la casa, servizi legati all’assistenza stradale e al benessere della persona. La sfida di TIM è gestire la complessità al posto del cliente ed offrire una user experience sempre personalizzata. Un importante progetto che fa leva sui nostri asset distintivi: forza commerciale del brand e della nostra rete di vendita, assistenza capillare sul territorio e capacità di garantire la sicurezza delle soluzioni proposte. Puntiamo a posizionarci come player principale in un mercato estremamente strategico come quello della Smart Home, per offrire sempre il meglio della tecnologia ai nostri clienti”.

Il primo servizio a salire a bordo di IoTIM è TIM Security, un sistema di sicurezza e antifurto 2.0  connesso sia al broadband di casa sia alla rete mobile tramite una SIM di backup.

Il servizio è composto da sei dispositivi: Wifi Cam, sensore apertura/chiusura porte, sensore movimento, due telecomandi e una centralina di controllo. Il kit è facile da installare, semplice da gestire e sempre accessibile dall’App IoTIM per controllare la propria casa in ogni momento e da ogni luogo.

TIM Security è disponibile per tutti i clienti con una linea ADSL o Fibra TIM a 9,99 Euro per 48 mesi addebitati direttamente in bolletta. Sempre sull’App IoTIM, è possibile scegliere il servizio di sicurezza Sicuritalia Protezione24, che permette al cliente di inviare richieste di allarme alla Centrale di Vigilanza, attiva 24 ore su 24, con la possibilità di invio pattuglie di Guardie Giurate, soccorsi su tutto il territorio nazionale e allertare le Forze dell’Ordine.

Oltre a TIM Security, sono già disponibili e gestiti direttamente con l’App IoTIM altri dispositivi, come i termostati per ottimizzare il consumo di energia in casa, le telecamere per controllare la propria abitazione a distanza, una bilancia intelligente e un misuratore di pressione, per memorizzare, condividere e gestire i dati relativi alla propria salute con grafici, statistiche e altre informazioni.

Nei prossimi mesi l’ecosistema IoTIM si arricchirà di nuovi oggetti e servizi intelligenti: dal TIMTag, il dispositivo che informa sulla posizione dell’amico a quattro zampe e degli oggetti più cari, passando per l’assistenza vocale di casa, fino al tracker auto.

Con questa iniziativa TIM conferma l’impegno nella trasformazione digitale del Paese avviata con il Piano ‘DigiTIM’ e consolida il ruolo di player nella Gigabit Society, esplorando le nuove opportunità offerte dal promettente mercato della Smart Home.

Il mercato della Smart Home in Italia nel 2017 ha registrato un valore di 250 milioni di euro, in aumento del 35% rispetto al 2016 (fonte Internet of Things: connessi o estinti! – Osservatorio IoT aprile 2018). Secondo le recenti stime dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano, oltre alla Smart Home, a trainare la crescita dell’Internet of Things vi sono i contatori intelligenti e le automobili connesse, che hanno raggiunto insieme quasi 2 miliardi di euro nel 2017, seguiti dalle applicazioni IoT per gli Smart Building, la Smart City e la logistica.

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Perché IoT e Blockchain sono una buona accoppiata https://www.datamanager.it/2018/05/perche-iot-e-blockchain-sono-una-buona-accoppiata/ Mon, 28 May 2018 07:27:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148318 L’abbinamento di due tecnologie attuali promette fiducia, semplicità e sicurezza Probabilmente avete sentito parlare di Blockchain come di un “nuovo tipo di Internet” e delle criptovalute, quali i Bitcoin, come del “nuovo oro”. Questi argomenti sono così strettamente collegati che le persone si confondono e credono che Blockchain e Bitcoin siano effettivamente la stessa cosa. […]

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L’abbinamento di due tecnologie attuali promette fiducia, semplicità e sicurezza

Probabilmente avete sentito parlare di Blockchain come di un “nuovo tipo di Internet” e delle criptovalute, quali i Bitcoin, come del “nuovo oro”. Questi argomenti sono così strettamente collegati che le persone si confondono e credono che Blockchain e Bitcoin siano effettivamente la stessa cosa. Ma la Blockchain è semplicemente una delle tecnologie alla base dei Bitcoin e i Bitcoin sono solo un’applicazione che sfrutta la Blockchain. Blockchain sta ora emergendo come una soluzione importante nell’evoluzione di altre tecnologie, come l’Internet of Things.

Secondo Cisco, l’Internet of Things (IoT) comprenderà presto 30 miliardi di “cose”. Ed è difficile capire come connettere, raccogliere, scambiare e gestire in modo efficiente tutti questi dati mantenendoli al sicuro mentre scorrono su una serie di espansioni delle reti IoT.

Ecco dove arriva la blockchain.

Le stesse caratteristiche che rendono essenziale la blockchain per le criptovalute sono quelle che la rendono così preziosa per l’IoT. La Blockchain offre agli utenti la certezza che dati sensibili e unici possano girare intorno alle reti globali e rimanere completamente al sicuro e inalterati. La Blockchain agevola la fiducia. E può essere più efficiente grazie all’interconnessione.

È una questione di fiducia

Nella blockchain, i dati sulle transazioni sono divisi in “blocchi” che sono “concatenati” insieme attraverso una firma digitale unica di 64 caratteri, e successivamente questi blocchi vengono separati e inviati attraverso una rete di computer. Quando si fa leva sulla blockchain, i dati delle transazioni non sono condivisi unicamente con le parti partecipanti ma con tutte le parti della rete. Questa rete può essere pubblica e quindi chiunque può parteciparvi, come per i Bitcoin, o può essere sottoposta ad autorizzazione, come per la Food Safety Network. Quando ciascuna transazione viene approvata dalla rete, il blocco di transazioni associato diventa parte della catena esistente, non solo all’interno dei registri dei partecipanti alla transazione, ma in tutti i registri. Il consenso tra i computer della rete garantisce che i registri condivisi siano copie esatte e riduce il rischio di transazioni fraudolente, poiché la manomissione dovrebbe verificarsi in diversi luoghi esattamente nello stesso momento. Pertanto, anche se il registro di una singola entità viene compromesso, la modifica dei dati al suo interno non avrà alcun impatto sull’integrità dell’intera blockchain, in quanto gli altri registri nella rete identificheranno il problema. È in questo scenario che le blockchain sono considerate “immutabili”.

La Blockchain rende possibili le criptovalute offrendo efficienza, sicurezza e verificabilità, tutto senza intermediari. Queste stesse caratteristiche rendono la blockchain preziosa in QUALSIASI caso d’uso in cui è importante registrare transazioni autonome, machine-to-machine – che ci portano all’Internet of Things.

Il valore dell’IoT è nei dati, e le preoccupazioni sulla vulnerabilità di questi dati mentre si muovono attraverso vasti sistemi automatizzati di sensori e macchine sono reali. La Blockchain affronta questo problema rendendo questi dati tracciabili e sicuri attraverso reti più ampie. Aggiunge livelli di efficienza e certezza che possono rendere l’IoT più utile e adeguato, anche per i più reticenti. Ecco alcuni vantaggi specifici di un abbinamento di blockchain-IoT:

  • Fiducia: la Blockchain offre un alto livello di sicurezza e trasparenza. Ciò consente alle aziende di verificare rapidamente le informazioni, stabilire la fiducia, monitorare i progressi e avviare i pagamenti senza affidarsi a un’autorità centralizzata o a un intervento umano costante.
  • Velocità: peer-to-peer, contratti e registri basati su dispositivi accelerano lo scambio e l’elaborazione dei dati.
  • Semplicità: grazie alla Blockchain, le organizzazioni possono scambiare dati, trasferire merci e automatizzare i processi aziendali senza creare costose strutture IT centralizzate.
  • Agilità: la Blockchain consente il rapporto contrattuale tra le entità in tempo reale, senza alcuna terza parte per “certificare” la transazione IoT.

I casi d’uso della blockchain nell’IoT sono diversi e riguardano molti settori. Nel farmaceutico, ad esempio, gli ospedali e le organizzazioni non governative richiedono prove (generalmente fornite tramite sensori di temperatura) che i medicinali spediti non siano stati esposti a condizioni specifiche che potrebbero comprometterne la qualità. La Blockchain supporta un registro a prova di manomissione che mostra le condizioni in cui il medicinale è stato spedito durante il suo intero viaggio.

È in corso anche il lavoro per sposare meglio la blockchain con l’IoT nell’industria. Recentemente, Cisco, Bosch, Bank of New York, Mellon, Gemalto, Foxconn e Blockchain, BitSE, Consensus Systems e Chronicled hanno istituito un consorzio per lavorare su come la blockchain può essere utilizzata per proteggere e migliorare l’IoT.

Blockchain, IoT e interconnessione

Sia la blockchain che l’IoT richiedono l’interconnessione per funzionare come dovrebbero. Una caratteristica chiave dell’interconnessione – lo scambio di dati privati tra le imprese – è che avvicina le controparti il più possibile al confine digitale. Ciò riduce la latenza e aumenta le prestazioni. L’interconnessione ottimizza anche la sicurezza, perché le connessioni dirette sono quelle più sicure possibili.

La massima sicurezza e le alte prestazioni sono entrambi requisiti per le applicazioni blockchain e IoT, e una strategia IT di interconnessione, denominata Interconnection Oriented Architecture (IOA) è un modo per ottenere entrambi.

L’implementazione di un IOA sulla piattaforma di interconnessione globale di Equinix porta le aziende verso il confine digitale, vicino alle persone, al cloud, ai dati e ai luoghi di cui hanno bisogno per accedere.

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