Iran – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 15 May 2018 15:04:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Iran – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Trump promette di far tornare ZTE negli USA https://www.datamanager.it/2018/05/trump-promette-di-far-tornare-zte-negli-usa/ Tue, 15 May 2018 18:30:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147547 Al momento le operazioni maggiori sono ferme ma non è detta l’ultima parola per il gigante cinese Trump, dopo essere presidente degli Stati Uniti è un imprenditore. Da tale sa benissimo che conseguenza può avere chiudere il business di una multinazionale al mercato a stelle e strisce. Eppure nel giro di poco tempo, qualche settimana, […]

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Al momento le operazioni maggiori sono ferme ma non è detta l’ultima parola per il gigante cinese

Trump, dopo essere presidente degli Stati Uniti è un imprenditore. Da tale sa benissimo che conseguenza può avere chiudere il business di una multinazionale al mercato a stelle e strisce. Eppure nel giro di poco tempo, qualche settimana, ZTE è passata da compagnia dirompente con forti mire nel market share USA a organizzazione sull’orlo del fallimento. Il motivo? Le sanzioni imposte dal Dipartimento del commercio a seguito di alcune violazioni sugli accordi di fornitura internazionali.

Nel concreto, ZTE avrebbe venduto a paesi ostili, come l’Iran, hardware prodotto in America, operazione vietatissima per ovvie ragioni politiche. Per questo, l’azienda ha dovuto fermare le principali attività negli States, licenziando diversi lavoratori anche in Cina. Come se non bastasse, ora rischia pure le licenze Android, detenute dal colosso americano Google, che difficilmente andrà contro le decisioni del governo.

Cosa succede

Eppure non sarebbe detta l’ultima parola per la compagnia che detiene il brand Nubia e che ha introdotto, per prima negli Stati Uniti, l’Axon M, smartphone con doppio schermo pieghevole. Il presidente Trump, tramite Twitter, ha scritto: “Sono al colloquio col presidente cinese per capire in che modo ZTE possa riprendere le operazioni in America. Sono stati persi troppi posti di lavoro, per questo il Dipartimento del commercio ha ricevuto istruzioni sul da farsi”. Il tycoon non ha condiviso ulteriori dettagli ma sarà importante capire in che misura ZTE potrà tornare a svolgere il proprio business negli States, anche a livello di infrastruttura, che con l’affacciarsi all’orizzonte del 5G si pone come tassello determinante per le revenue future.

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Telegram bloccato anche in Iran https://www.datamanager.it/2018/05/telegram-bloccato-anche-in-iran/ Thu, 03 May 2018 18:30:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146836 Il governo ha deciso di bannare l’app di messaggistica per incrementare i controlli sulle attività illecite e la sicurezza nazionale Dopo la Russia, Telegram vietato anche in Iran. Dal 30 aprile il servizio di chat non è più disponibile nel paese, a seguito di un ordine del governo nei confronti degli operatori locali. Questi, hanno […]

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Il governo ha deciso di bannare l’app di messaggistica per incrementare i controlli sulle attività illecite e la sicurezza nazionale

Dopo la Russia, Telegram vietato anche in Iran. Dal 30 aprile il servizio di chat non è più disponibile nel paese, a seguito di un ordine del governo nei confronti degli operatori locali. Questi, hanno dovuto bloccare l’accesso al sito web e all’app e anche i tentativi di utilizzo via reti private, come accaduto in quel di Mosca. Il ban è legittimato ancora una volta dalle motivazioni di difendere la sicurezza nazionale e di contrastare il crimine.

Nei giorni scorsi la TV di stato ha confermato in questo modo la decisione di Teheran: “Considerando i vari reclami contro Telegram da parte dei cittadini iraniani e sulla base delle richieste avanzate dalle organizzazioni di sicurezza che vogliono affrontare le attività illegali perpetrate su di esso, la magistratura ha vietato l’uso delle chat in Iran”.

Cosa succede

La mossa vede circa 40 milioni di utenti rimasti senza accesso ad una delle app che più usavano per le loro comunicazioni. Il governo però, volendo seguire un percorso di digitalizzazione su scala globale, ha già presentato Soroush, una piattaforma alternativa gestita da un organo statale e dunque meno incline a ospitare ribelli, attivisti e qualsiasi altra tipologia di persona contraria alle buone maniere volute dal potere. Come detto, l’Iran non è la prima nazione dove l’uso di Telegram è stato vietato.

In Russia però, l’agenzia addetta al controllo del traffico digitale e analogico si è limitata con l’impedire il funzionamento dell’applicazione ma non dei canali virtuali con cui molti stanno aggirando il ban. Non è dato sapere se anche Mosca arriverà a questo punto ma è sempre più evidente che l’obiettivo della censura non sia diminuire i traffici illeciti ma le forme di dissenso contro la politica che sempre più sfruttano soluzioni di crittografia per organizzarsi e rendere difficili gli arresti.

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Perché gli USA continuano a indagare su Huawei https://www.datamanager.it/2018/04/perche-gli-usa-continuano-a-indagare-su-huawei/ Fri, 27 Apr 2018 13:56:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146641 Dietro l’angolo nuove sanzioni per la cinese che avrebbe violato gli accordi con gli Stati Uniti in merito agli scambi con l’Iran Quando Huawei ha iniziato a fare affari all’interno degli Stati Uniti ha dovuto accettare alcune condizioni. Tra queste il divieto di effettuare scambi commerciali con paesi verso i quali Washington ha imposto dei […]

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Dietro l’angolo nuove sanzioni per la cinese che avrebbe violato gli accordi con gli Stati Uniti in merito agli scambi con l’Iran

Quando Huawei ha iniziato a fare affari all’interno degli Stati Uniti ha dovuto accettare alcune condizioni. Tra queste il divieto di effettuare scambi commerciali con paesi verso i quali Washington ha imposto dei blocchi doganali, come l’Iran. Nella pratica, nessuna compagnia con un business statunitense può intrattenere rapporti con paesi nemici, soprattutto se questi riguardano la compravendita di materiale hardware.

Stando agli agenti federali, Huawei avrebbe violato tale accordo, inviando prodotti americani in Iran e in altre nazioni vietate. Al momento, non vi è alcuna conferma di procedure giudiziarie specifiche ma, visto come si è comportato ultimamente il governo a stelle e strisce nei confronti di Huawei c’è da attendersi qualche multa salata, tradotta in sanzioni economiche e legislative pesanti per il gigante di Shenzen.

Cosa succede

Le accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia fanno parte del processo di indagine che vede coinvolte Huawei e ZTE, entrambe ritenute pericolose per i legami con il governo cinese. Secondo organizzazioni come l’FBI, utilizzare apparecchiature marchiate da entrambe potrebbe rivelarsi un problema di privacy concreto. Se a questo aggiungiamo la possibilità che Huawei abbia fatto accordi con l’Iran beh, c’è più di un motivo su cui gli States poggiano le proprie decisioni di limitazione delle esportazioni, spiegando di voler preservare la sicurezza delle comunicazioni statali e quelle dei semplici cittadini.

Ed è per questo che i senatori repubblicani Marco Rubio e Tom Cotton hanno introdotto una legislazione che vieta agli Stati Uniti di acquistare o beneficiare in leasing di apparecchiature di telecomunicazione costruite da Huawei o ZTE, convinti che i dispositivi e le infrastrutture in questione siano un ponte privilegiato verso Pechino.

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Italtel firma MoU per lo sviluppo delle telecomunicazioni in Iran https://www.datamanager.it/2016/04/italtel-firma-mou-lo-sviluppo-delle-telecomunicazioni-iran/ Fri, 15 Apr 2016 17:00:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99107 Italtel, azienda leader nelle reti e servizi di nuova generazione e nella comunicazione All-IP ha firmato oggi un Memorandum of Understanding (MoU) con l’operatore iraniano Telecommunication Company of Iran (TCI) per lo sviluppo e la modernizzazione della rete di telecomunicazioni. L’MoU è stato siglato oggi da Stefano Pileri, AD Italtel, in occasione della visita ufficiale […]

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Italtel, azienda leader nelle reti e servizi di nuova generazione e nella comunicazione All-IP ha firmato oggi un Memorandum of Understanding (MoU) con l’operatore iraniano Telecommunication Company of Iran (TCI) per lo sviluppo e la modernizzazione della rete di telecomunicazioni.

L’MoU è stato siglato oggi da Stefano Pileri, AD Italtel, in occasione della visita ufficiale del Governo Italiano guidata da Premier Matteo Renzi, cui anche Italtel ha preso parte.

“Il Memorandum of Understanding firmato oggi è un passo in avanti di grande importanza nella cooperazione tra Italia ed Iran, ha commentato Stefano Pileri, Amministratore Delegato di Italtel. Le telecomunicazioni e l’Information& Communication Technology rappresentano un potente acceleratore per lo sviluppo di molteplici settori e dell’economia in senso più ampio”.

Italtel ha una solida esperienza nella progettazione e realizzazione di reti complesse per numerosi operatori internazionali ed oggi è focalizzata sui mercati EMEA e LatAm dove si rivolge a Grandi Imprese, Amministrazioni Pubbliche e Service Provider affiancandole nel loro percorso verso la Digital Transformation.

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Iran, opportunità di investimento per 1,5 trilioni di dollari nei prossimi 10 anni https://www.datamanager.it/2016/03/iran-opportunita-investimento-15-trilioni-dollari-nei-prossimi-10-anni/ Tue, 08 Mar 2016 18:00:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=96297 Le aziende locali cercano nuovi partner internazionali per migliorare gli investimenti, la tecnologia e i processi produttivi come fattore chiave per dare slancio alla crescita nella regione, secondo Frost & Sullivan Sono state avviate diverse iniziative per raggiungere l’obiettivo strategico di crescita per il 2025, prima fra tutte è quella di scoraggiare la dipendenza dal […]

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Le aziende locali cercano nuovi partner internazionali per migliorare gli investimenti, la tecnologia e i processi produttivi come fattore chiave per dare slancio alla crescita nella regione, secondo Frost & Sullivan

Sono state avviate diverse iniziative per raggiungere l’obiettivo strategico di crescita per il 2025, prima fra tutte è quella di scoraggiare la dipendenza dal petrolio e concentrarsi sul potenziamento della produzione nei settori non-oil. Il governo iraniano sta progettando di aumentare progressivamente il suo investimento netto nella produzione fino a 25,5 miliardi di dollari entro l’inizio del 2018, 35 miliardi di dollari entro il 2020 e 62 miliardi di dollari entro il 2025. Il governo iraniano è interessato ad attirare investimenti stranieri attraverso le modalità BOO (build-own-operate), BOT (build-operate-transfer) e/o PPP (partenariato pubblico-privato), principalmente nei settori delle infrastrutture, nei segmenti a valle del settore oil & gas, nel settore minerario e nell’ambito dei progetti petrolchimici, e sta incoraggiando le joint venture con partner locali nei settori di cui sopra.
“Anche ora che gli stati confinanti in Medio Oriente stanno vivendo condizioni economiche turbolente, l’Iran sta mobilitando i propri sforzi verso la proliferazione economica, e ciò sta aprendo enormi opportunità di crescita per le aziende sia locali che straniere”, afferma Y.S. Shashidhar, Managing Director per Medio Oriente, Africa settentrionale e Asia meridionale di Frost & Sullivan. “La crescita della produzione a valore aggiunto è stata identificata come la chiave per la trasformazione economica nella regione e di conseguenza il governo iraniano sta prendendo provvedimenti per facilitare l’afflusso di investimenti e tecnologia, mentre le aziende si sforzano di trasformare i propri processi e capacità per raggiungere l’obiettivo prefissato”, aggiunge Shashidhar.

Il piano di sviluppo strategico per il 2025 identifica i settori chiave su cui dovrà concentrarsi il governo iraniano per lo sviluppo, visto il loro potenziale di apportare un contributo significativo al PIL. Questi settori chiave sono prodotti petrolchimici, settore minerario e dei minerali, oltre alla catena di valore collegata che include materie plastiche, metalli e minerali, food and beverage, prodotti farmaceutici, macchinari e apparecchiature industriali, elettrodomestici, tessili e abbigliamento, veicoli da strada, ferroviari e marittimi, produzione e trasmissione dell’energia.

Il governo iraniano progetta di aumentare la capacità dei propri settori chiave entro i prossimi 10 anni attraverso una serie di misure che comprendono:

·         Aumento della produttività attraverso l’adozione di tecnologie avanzate e di prima categoria
·         Focus sulla produzione guidata dall’innovazione
·         Diversificazione dell’economia dal settore oil & gas verso segmenti a valle a valore aggiunto
·         Aumento del contributo della produzione tecnologica di livello medio e alto rispetto al totale della produzione
·         Aumento del contributo delle esportazioni fino ad oltre il 30% della produzione domestica
·         Creazione di impianti produttivi in joint venture nella regione per diminuire il costo delle esportazioni e rendere più facile l’accesso al mercato globale

Questa enfasi sulla crescita della produzione ha aperto nuove strade per le aziende e gli investitori di tutto il mondo, rendendo loro possibile partecipare alla dinamica fase economica dell’Iran come fornitori di supporto tecnologico, finanziario e per il miglioramento dei processi produttivi.

La ricerca di Frost & Sullivan indica che, in tutti i settori chiave, il miglioramento tecnologico è estremamente prioritario. A questo scopo, il governo iraniano sta incoraggiando le aziende globali a stringere alleanze con le aziende locali attraverso condivisione della tecnologia e supporto per lo sviluppo di design e ingegnerizzazione nel settore degli stabilimenti industriali e delle infrastrutture. L’accesso ai finanziamenti è un altro requisito ugualmente cruciale. Il governo iraniano e le aziende locali comprendono la necessità di attirare investimenti per far ripartire i progetti bloccati e dare slancio alle attività attraverso l’annuncio di nuovi progetti per raggiungere gli obiettivi di sviluppo pianificati per il 2025. Oltre al supporto tecnologico e finanziario, le aziende locali hanno bisogno anche del miglioramento dei processi per i propri stabilimenti di produzione, e ciò rappresenta un’altra enorme opportunità per consentire alle aziende globali di entrare in questo mercato tramite partnership.

Frost & Sullivan, con la sua esperienza globale nel settore e i suoi servizi di consulenza strategica – tra cui consulenza tecnologica, intelligence di mercato, consulenza strategica sugli investimenti, valutazione e consulenza nell’ambito dei processi produttivi e della catena di fornitura, valutazione della due diligence tecnica e di mercato, oltre ai servizi di implementazione –  è nella posizione ideale per assistere le aziende straniere che desiderano comprendere e sfruttare le opportunità offerte dall’Iran e diventare il partner ideale per la crescita delle aziende locali.

Oltre allo slancio dato alla produzione, il governo iraniano ha anche aumentato la quota di entrate fiscali nel bilancio annuale per diminuire la dipendenza dal settore oil & gas. Attualmente, le entrate fiscali sono pari al 6% del PIL totale; si prevede che supereranno il 16-18% entro il 2025. Sono in corso ulteriori sforzi per creare e adottare politiche dell’occupazione e pratiche ambientali sostenibili per promuovere investimenti favorevoli e migliorare l’ambiente di lavoro. Il paese sta sostenendo lo sviluppo del commercio internazionale anche attraverso il collegamento con le imprese straniere, sfruttando l’adesione all’OMC per aumentare la quota di commercio globale e degli investimenti diretti esteri (FDI) nel paese.

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La stampa 3D riporta in vita i monumenti distrutti dall’Isis https://www.datamanager.it/2015/10/la-stampa-3d-riporta-in-vita-i-monumenti-distrutti-dallisis/ Mon, 19 Oct 2015 17:29:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86190 Alla Maker Faire 2015 è stato presentato un progetto per riprodurre con la stampa 3D i monumenti distrutti dall’Isis in Iraq e Siria Nel suo delirio integralista l’Isis non ha solo brutalmente ucciso migliaia di persone a sangue freddo ma ha anche distrutto quelli che riteneva simboli idolatri. Per il resto del mondo, invece, si […]

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Alla Maker Faire 2015 è stato presentato un progetto per riprodurre con la stampa 3D i monumenti distrutti dall’Isis in Iraq e Siria

Nel suo delirio integralista l’Isis non ha solo brutalmente ucciso migliaia di persone a sangue freddo ma ha anche distrutto quelli che riteneva simboli idolatri. Per il resto del mondo, invece, si trattava di monumenti storici di enorme importanza. Domenica pomeriggio presso la Maker Faire 2015 di Roma l’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, ha presentato il progetto dell’associazione “Incontro di Civiltà”, il cui scopo è quello di realizzare delle riproduzioni delle opere distrutte dall’Isis tramite stampa 3D.

La stampante 3D costruita da Massimo Moretti di WASP consente di riprodurre oggetti di grandi dimensioni con un livello di accuratezza decisamente elevato. Grazie alle scansioni dei reperti effettuate negli anni dei monumenti di Ninive (Iraq) e Palmira (Siria) sarà possibile realizzarne delle riproduzioni in scala 1:1 che saranno pronte entro dicembre. I primi reperti a ritornare in vita saranno alcuni bassorilievi di epoca pre-romana. “Il terrorismo ha pensato di poter distruggere per sempre i grandi capolavori patrimonio dell’umanità, – ha detto Rutelli intervistato da Il Messaggero – noi con questo progetto dimostriamo invece che grazie alla tecnologia e alla creatività l’idea della distruzione può essere sconfitta”. Il progetto è stato presentato a Parigi al Direttore Generale dell’Unesco, Irina Bokova, che ha messo a disposizione il supporto della campagna “Unite4Heritage“.

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Sesame: il CERN mediorientale mette d’accordo arabi e Israele https://www.datamanager.it/2015/05/sesame-il-cern-mediorientale-mette-daccordo-arabi-e-israele/ Thu, 07 May 2015 10:58:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74422 Nel 2016 l’acceleratore di particelle Sesame diverrà operativo. Il CERN del Medio Oriente unisce Iran, Israele e ANP Da decenni Israele è in conflitto con i suoi vicini arabi ma in nome della scienza può esserci pace. Ieri presso l’università La Sapienza di Roma è stato presentato Sesame (Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in […]

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Nel 2016 l’acceleratore di particelle Sesame diverrà operativo. Il CERN del Medio Oriente unisce Iran, Israele e ANP

Da decenni Israele è in conflitto con i suoi vicini arabi ma in nome della scienza può esserci pace. Ieri presso l’università La Sapienza di Roma è stato presentato Sesame (Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East) un acceleratore di particelle realizzato dalla collaborazione fra Israele, Iran, l’autorità palestinese e molti altri paesi. Il super microscopio, che entrerà in funzione nel 2016, è già stato ribattezzato il CERN del Medio Oriente.

Sesame: la scienza che lavora per la pace

Sesame è in corso di costruzione nei pressi di Amman, in Giordania. Il sincrotrone, così viene definito questo tipo di struttura, permette di accelerare gli elettroni fino a raggiungere velocità prossime a quelle della luce e di studiare strutture infinitamente piccole come le cellule o i nanomateriali. Al progetto, che è nato sotto il patrocinato dell’Unesco, partecipano: Israele, Iran, l’Autorità Nazionale Palestinese, Bahrain, Cipro, Egitto, Giordania, Pakistan, Turchia, Italia, Francia, Spagna, Brasile, Cina, Germania, Grecia, Giappone, Kuwait, Russia, Svezia, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito.

Proprio il nostro Paese avrà un ruolo di primo piano nella realizzazione di Sesame. Miur, Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), La Sapienza di Roma e la città della Scienza di Napoli finanzieranno la struttura con 5 milioni di euro e il suo direttore scientifico sarà il ricercatore italiano, Giorgio Paolucci. “Sesame è un’organizzazione scientifica al servizio della pace”, ha dichiarato il presidente di Sesame e docente presso l’Università di Oxford, Chris Llewellyn Smith.

Nel frattempo, il CERN di Losanna ha ripreso le sue attività dopo 2 anni di riposo. Il prossimo obiettivo dell’acceleratore di particelle svizzero sarà quello di scoprire i segreti dell’antimateria.

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Iran pronto a negoziare con Facebook, Twitter e Google https://www.datamanager.it/2015/03/iran-pronto-negoziare-facebook-twitter-google/ Mon, 02 Mar 2015 19:30:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70476 Il governo è pronto a discutere con le compagnie americane il ritorno nel paese a una condizione: “Rispettate i nostri valori” Il ministro delle telecomunicazioni e dell’information technology iraniano, Nasrollah Jahangard, ha aperto le porte ai big dell’internet statunitense. I vari Facebook, Twitter e Google sono stati censurati nel corso degli ultimi mesi perché rei […]

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Il governo è pronto a discutere con le compagnie americane il ritorno nel paese a una condizione: “Rispettate i nostri valori”

Il ministro delle telecomunicazioni e dell’information technology iraniano, Nasrollah Jahangard, ha aperto le porte ai big dell’internet statunitense. I vari Facebook, Twitter e Google sono stati censurati nel corso degli ultimi mesi perché rei di permettere a ribelli e gruppi di opposizione di fare propaganda contro il governo in Iran. Adesso però le cose potrebbero cambiare. “Siamo pronti a negoziare con loro se accetteranno le nostre norme su cultura e politica, solo così potranno offrire i loro servizi in Iran” – ha detto ieri il ministro all’agenzia Fars. Secondo Jahangard basterebbe dunque sottostare alle leggi del paese per riaprire i rubinetti informatici delle piattaforme bannate all’interno della regione.

La storia

Le autorità in Iran hanno bloccato l’accesso alle reti di Facebook, YouTube e Twitter sin dal 2009 quando cominciarono le proteste contro il presidente Mahmoud Ahmadinejad in vista delle nuove elezioni. Secondo la maggioranza è ora giunto il momento di applicare quello che è stato definito come “filtro intelligente” al web, almeno in un periodo di prova di sei mesi in cui il governo vigilerà sui contenuti pubblicati dagli utenti su internet chiedendo alle compagnie di intervenire per cancellare post ritenuti offensivi o criminali. “Stanno aspettando le condizioni legali a livello internazionale per cominciare ad operare con convenienza in Iran  ma altre compagnie al di fuori degli Stati Uniti lo stanno già facendo e hanno cominciato le negoziazioni” – ha dichiarato Jahangard. Nessun commento su quali aziende abbiano già trovato un accordo con l’Iran, ma c’è da scommettere che con l’obiettivo del nucleare sempre in prima linea, difficilmente Facebook e Co. decideranno di auto-censurarsi pur di entrare in un paese dove “democrazia” è una parola ancora da completare.

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Donne iraniane senza velo su Facebook https://www.datamanager.it/news/donne-iraniane-senza-velo-su-facebook-56279.html Tue, 13 May 2014 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/donne-iraniane-senza-velo-su-facebook/ Una giornalista iraniana che vive a Londra lancia una campagna per l’emancipazione della donna iraniana. Partendo dal social network Centinaia di donne di origine iraniana hanno cominciato a postare loro foto senza il velo su Facebook. La protesta, del tutto pacifica, è partita una decina di giorni fa ed ha già coinvolto più di 130.000 […]

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Una giornalista iraniana che vive a Londra lancia una campagna per l’emancipazione della donna iraniana. Partendo dal social network

Centinaia di donne di origine iraniana hanno cominciato a postare loro foto senza il velo su Facebook. La protesta, del tutto pacifica, è partita una decina di giorni fa ed ha già coinvolto più di 130.000 utenti del social network che hanno cliccato “Mi piace” sulla pagina dell’iniziativa “Stealthy Freedoms of Iranian Women“. C’è da dire che molte foto sembrano essere state scattate al di fuori dell’Iran, motivo in più per sentirsi più sicure ma ve ne sono altre che ritraggono donne iraniane anche in luoghi del paese, accompagnate da mariti e figli.

Un foto per la libertà

La sensazione è che il problema principale non sia solo circoscritto tra i confini del paese (almeno non solo) ma riguardi una tradizione che spesso diventa un peso troppo pesante da sopportare. E’ emblematica la frase di una donna che al fianco della foto scrive: “Abbiamo fatto una passeggiata sulle rocce e sperimentato la brezza fresca che scorre attraverso i nostri capelli. E’ una richiesta così grande?” Un sentimento che è condiviso da tante donne iraniane. La creatrice della pagina su Facebook, la giornalista Masih Alinejad, ha detto al Guardian di aver lavorato duramente negli ultimi giorni per l’alto numero di foto postate sulla fanpage, che danno voce a migliaia di donne in cerca di libertà.

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Iran: via libera al blocco di WhatsApp https://www.datamanager.it/news/iran-libera-al-blocco-di-whatsapp-56030.html Mon, 05 May 2014 19:30:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/iran-via-libera-al-blocco-di-whatsapp/ Le autorità nazionali spingono verso il ban dell’app rea di essere stata acquistata dal “sionista” Zuckerberg Secondo la testata israeliana Haaretz, le autorità iraniane avrebbero deciso di bannare l’applicazione WhastApp all’interno dei confini nazionali. Anche se non vi sono notizie ufficiali a riguardo, il “Commitee for Determining Criminal Web Content” nazionale avrebbe espresso il desiderio […]

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Le autorità nazionali spingono verso il ban dell’app rea di essere stata acquistata dal “sionista” Zuckerberg

Secondo la testata israeliana Haaretz, le autorità iraniane avrebbero deciso di bannare l’applicazione WhastApp all’interno dei confini nazionali. Anche se non vi sono notizie ufficiali a riguardo, il “Commitee for Determining Criminal Web Content” nazionale avrebbe espresso il desiderio del blocco a causa del proprietario dell’app, quel Mark Zuckerberg considerato un “sionista americano” viste le sue origini ebree. Dietro alla promessa di combattere il sionismo, si nasconde il progetto dei regolatori iraniani di fermare un trend che vede nell’utilizzo di WhatsApp uno dei metodi di propagazione anti-governativa nazionale. 

Social chat fuori dal paese

Dopo aver bloccato l’accesso a Facebook e Twitter nel 2009, quando i social network erano stati utilizzati per organizzare le proteste contro l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, ora il governo vuole inibire WhatsApp, nel tentativo di sedare la rivolta prima che esploda. Di recente l’Iran ha vietato l’accesso anche a WeChat, concorrente di WhatsApp e anch’esso “utile” per diffondere messaggi via internet, in maniera più sicura delle piattafome social dove i messaggi, in una maniera o nell’altra, possono venir letti da chiunque (mentre sui client di messaggistica solo dal destinatario).

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