Julian Assange – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 23 Apr 2019 15:00:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Julian Assange – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Ecuador, dopo l’arresto di Assange ecco gli hacker https://www.datamanager.it/2019/04/ecuador-dopo-larresto-di-assange-ecco-gli-hacker/ Tue, 23 Apr 2019 15:00:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=186559 Secondo il paese, sarebbero arrivati 40 milioni di attacchi informatici al giorno a siti interni, da quando Julian Assange è stato prelevato dall’ambasciata di Londra Un numero alto, al quale si stenta a credere, ma plausibile. L’Ecuador ha fatto sapere che siti istituzionali e privati, hostati nel paese o comunque con riferimento ad attività interne, […]

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Secondo il paese, sarebbero arrivati 40 milioni di attacchi informatici al giorno a siti interni, da quando Julian Assange è stato prelevato dall’ambasciata di Londra

Un numero alto, al quale si stenta a credere, ma plausibile. L’Ecuador ha fatto sapere che siti istituzionali e privati, hostati nel paese o comunque con riferimento ad attività interne, sono continuo oggetto di attacchi hacker, dal momento in cui Julian Assange è stato arrestato. Via Twitter, il presidente ecuadoriano Lenin Moreno, aveva fatto sapere: “Con una decisione sovrana, l’Ecuador ha revocato lo status di asilo a Julian Assange, dopo le ripetute violazioni alle convenzioni internazionali e ai protocolli quotidiani”. Da allora, un numero enorme di attacchi informatici è stato diretto ai siti web da gruppi a sostegno del fondatore di WikiLeaks. “Nel pomeriggio dell’11 aprile siamo passati dal 51esimo al 31esimo posto al mondo in termini di volume di attacchi informatici” – ha detto Patricio Real, vice ministro per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, osservando che circa 40 milioni di minacce hanno avuto luogo ogni giorno.

Cosa sta succedendo al web nazionale

Parlando con alcuni portali internazioanli, Real ha aggiunto che gli attacchi “provengono principalmente da Stati Uniti, Brasile, Olanda, Germania, Romania, Francia, Austria e Regno Unito, nonché dallo stesso Ecuador”. Javier Jara, sottosegretario del ministero delle telecomunicazioni, ha dichiarato che gli attacchi rilevati sono stati di un volume alquanto grande e, in certi termini, inusuale per la nazione. In cima alle tipologie i sempreverdi Denial of Distributed Service (DDoS), che al solito mirano a inondare la larghezza di banda di un bersaglio con enormi quantità di traffico. I dipartimenti più colpiti invece sono il ministero degli esteri, la banca centrale, l’ufficio del presidente, il servizio delle entrate interne e diversi ministeri e università. Per il momento, e secondo quanto comunicato, i tentativi di hacking non hanno portato al furto di alcun dato governativo ma hanno reso difficile per dipendenti e cittadini accedere ai loro account istituzionali.

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Julian Assange, cosa rischia con l’arresto https://www.datamanager.it/2019/04/julian-assange-cosa-rischia-con-larresto/ Mon, 15 Apr 2019 13:24:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=186330 La scorsa settimana il fondatore di Wikileaks è stato prelevato dall’Ambasciata dell’Ecuador di Londra e potrebbe essere estradato negli USA Appena l’ambasciatore dell’Ecuador a Londra ha ritirato il permesso di asilo a Julian Assange, la Polizia metropolitana del Regno Unito ha fatto ingresso nel palazzo per prelevare il fondatore di Wikileaks e portarlo al sicuro […]

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La scorsa settimana il fondatore di Wikileaks è stato prelevato dall’Ambasciata dell’Ecuador di Londra e potrebbe essere estradato negli USA

Appena l’ambasciatore dell’Ecuador a Londra ha ritirato il permesso di asilo a Julian Assange, la Polizia metropolitana del Regno Unito ha fatto ingresso nel palazzo per prelevare il fondatore di Wikileaks e portarlo al sicuro in uno dei carceri del paese. Attualmente, l’uomo è detenuto presso una delle sedi della Polizia di Londra e aspetta di comparire dinanzi alla corte di Westminister per rispondere delle varie accuse mosse a suo carico. Molte di queste, praticamente tutte, riguardano l’attività di spionaggio, pubblicazione e condivisione di segreti militari da parte di Wikileaks, un’organizzazione che negli anni ha contribuito a svelare molte delle mosse politiche, strategiche ed economiche delle maggiori potenzie al mondo, mettendo più di una volta gli Stati Uniti in difficoltà dinanzi ai soprusi evidenziati.

Cosa rischia

Assange è accusato di cospirazione e intrusione informatica in computer governativi degli Stati Uniti. In particolare, Washington punta sulla vicenda a cui è legata Chelsea Manning, già Bradley, forse la più famosa gola profonda al servizio, nel bene nel male, di Wikileaks. Le agenzie statunitensi considerano il ruolo di Assange come di incoraggiatore e sostenitore delle violazioni compiute da Manning, per l’accesso a documenti riservati, tramite un’assistenza diretta anche nel bucare le password crittografiche delle macchine governative. Se Assange verrà estradato ed eventualmente sottoposto a processo negli Stati Uniti incontrerà probabilmente una pena simile a quella dei suoi predecessori “traditori”, lunghi anni di carcere e nessuna possibilità, ovviamente, di dirigere più le sorti della sua piattaforma. Il mese scorso, il governo dell’Ecuador si era infuriato per un tweet di Wikileaks che si riferiva ad uno scandalo di corruzione che coinvolgeva il presidente del paese. Da lì, sembra che le cose si siano messe male con Assange, tanto da portare alla revoca dell’asilo degli ultimi giorni.

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Ex dipendente CIA accusato di essere una talpa di Wikileaks https://www.datamanager.it/2018/06/ex-dipendente-cia-accusato-di-essere-una-talpa-di-wikileaks/ Wed, 20 Jun 2018 15:01:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149937 Un ex dipendente della CIA, Joshua Adam Schulte, è accusato di aver rubato dall’agenzia informazioni sensibili sul programma di spionaggio Vault 7 e di averle fornite a Wikileaks Gli Stati Uniti continuano la loro battaglia contro Wikileaks, portale fondato da Julian Assange che ha svelato molti degli illeciti sistemi di spionaggio utilizzati dalle autorità americane. […]

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Un ex dipendente della CIA, Joshua Adam Schulte, è accusato di aver rubato dall’agenzia informazioni sensibili sul programma di spionaggio Vault 7 e di averle fornite a Wikileaks

Gli Stati Uniti continuano la loro battaglia contro Wikileaks, portale fondato da Julian Assange che ha svelato molti degli illeciti sistemi di spionaggio utilizzati dalle autorità americane. Un ex dipendente della CIA è stato accusato di aver rubato all’agenzia di intelligence informazioni riservate che potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale. In particolare si fa riferimento al programma di hacking Vault 7 che ha permesso al governo di accedere agli iPhone di milioni di utenti e di trasformare vari modelli di Smart TV in strumenti per la sorveglianza. Nell’istanza il nome di Wikileaks non viene mai però citato direttamente.

L’accusato è il 29enne Joshua Adam Schulte, che avrebbe fornito le informazioni rubate alla CIA a Wikileaks. Questo le avrebbe poi diffuse in Rete per renderle alla portata di tutti. L’uomo sarebbe stato trovato in possesso anche di materiale pedopornografico. Sabrina Shroff, avvocato di Schulte, non solo respinge le istanze del pubblico ministero ma ha anche sottolineato che una volta che tutte le prove saranno chiarite “difficilmente” il suo cliente “sarà il cattivo che il Governo vuole dipingere”. Se condannato, l’ex 007 rischierebbe decenni di carcere. Wikileaks negli ultimi mesi sembra aver diminuito la propria opera di diffusione di informazioni relative alle attività illecite delle autorità di tutto il mondo. Questo forse dipende dalla situazione precaria di Assange, a cui il Regno Unito ha negato lo status di diplomatico.

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Julian Assange: il Regno Unito gli rifiuta lo status diplomatico https://www.datamanager.it/2018/01/julian-assange-regno-unito-gli-rifiuta-lo-status-diplomatico/ Thu, 11 Jan 2018 17:59:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138756 Il Governo della Gran Bretagna ha negato lo status di diplomatico a Julian Assange, che continua a nascondersi nell’ambasciata dell’Ecuador Il co-fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è rifugiato dal 2012 nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per sfuggire all’arresto da parte delle autorità britanniche. Assange rischia l’arresto per aver violato la cauzione ma il vero problema è […]

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Il Governo della Gran Bretagna ha negato lo status di diplomatico a Julian Assange, che continua a nascondersi nell’ambasciata dell’Ecuador

Il co-fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è rifugiato dal 2012 nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per sfuggire all’arresto da parte delle autorità britanniche. Assange rischia l’arresto per aver violato la cauzione ma il vero problema è la probabile estradizione negli Stati Uniti dove è accusato di spionaggio. Il whistleblower, così come il “collega” Edward Snowden, rischia l’ergastolo per le sue attività di divulgazione e nel peggiore dei casi anche la pena di morte.

Julian Assange ha ottenuto poco tempo fa la cittadinanza ecuaduoriana e ha provveduto a richiedere lo status di diplomatico. Oggi, come riferisce il “Foreign Office” britannico, il Governo ha negato il suo assenso. Per Assange le cose si fanno quindi piuttosto complicate. Il cofondatore di Wikileaks, che lo scorso novembre ha diffuso nuovi documenti sulle attività illecite della CIA, è ospite dell’ambasciata dell’Ecuador da più di 5 anni ma il ministro degli Esteri del Paese sudamericano, Maria Fernanda Espinosa, ritiene che la situazione sia ormai diventata “insostenibile”. Assange al momento può solo sperare nell’ospitalità dell’Ecuador.

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Julian Assage senza Internet, Wikileaks: “E’ stato l’Ecuador” https://www.datamanager.it/2016/10/julian-assage-senza-internet-wikileaks-lecuador/ Tue, 18 Oct 2016 17:30:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111680 Il leader di Wikileaks, Julian Assange, è attualmente senza connessione a Internet. Secondo il portale di informazione è una decisione del governo dall’Ecuador Julian Assange, fondatore di Wikileaks, non ha più la possibilità di connettersi a Internet. Il leader dell’organizzazione di ethical hacking è attualmente rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per scampare all’estradizione negli Stati […]

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Il leader di Wikileaks, Julian Assange, è attualmente senza connessione a Internet. Secondo il portale di informazione è una decisione del governo dall’Ecuador

Julian Assange, fondatore di Wikileaks, non ha più la possibilità di connettersi a Internet. Il leader dell’organizzazione di ethical hacking è attualmente rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per scampare all’estradizione negli Stati Uniti, dove potrebbe essere condannato alla pena di morte per spionaggio. Inizialmente Wikileaks aveva pensato che fossero stati proprio gli USA a isolare Julian Assange ma in seguito ha accusato il governo del Paese sudamericano in cui ha ottenuto l’asilo.

In questi giorni il portale ha pubblicato la corrispondenza nascosta tra la banca d’affari Goldman Sachs e la candidata democratica alle presidenziali statunitensi Hillary Clinton. La diffusione di questi documenti scottanti, insieme ai file che attestano il sabotaggio della campagna di Bernie Sanders da parte del Partito Democratico, potrebbero mettere a rischio la sua corsa alla Casa Bianca. Il presidente dell’Ecuador Raphael Correa, che in più occasioni ha ribadito il suo sostegno alla Clinton, avrebbe quindi deciso di frenare le attività online di Julian Assange e del suo gruppo su pressione del Segretario di Stato USA John Kerry durante la delicata fase di trattative di pace con le FARC.

L’ambasciata ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda e anzi garantisce di “mantenere l’asilo politico” concesso al giornalista australiano nel 2012.

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WikiLeaks pubblica i segreti di Sony Pictures https://www.datamanager.it/2015/04/wikileaks-pubblica-i-segreti-di-sony-pictures/ Mon, 20 Apr 2015 08:39:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=73458 I dati rubati lo scorso anno dagli hacker son stati resi noti dalla piattaforma di Julian Assange Un atto che secondo Sony è dannoso a tutti, non solo ai diretti interessati. Così viene considerata la pubblicazione da parte di WikiLeaks dei documenti sottratti alla fine del 2014 dagli hacker all’azienda giapponese e restati finora nel mare […]

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I dati rubati lo scorso anno dagli hacker son stati resi noti dalla piattaforma di Julian Assange

Un atto che secondo Sony è dannoso a tutti, non solo ai diretti interessati. Così viene considerata la pubblicazione da parte di WikiLeaks dei documenti sottratti alla fine del 2014 dagli hacker all’azienda giapponese e restati finora nel mare magnum della rete. Sì, perché un conto è pubblicare e un altro organizzare, contestualizzare, dare più senso alla mole di informazioni violate. E cosi WikiLeaks ha realizzato un archivio liberamente consultabile chiamato “The Sony Archives” in cui vengono catalogati 30.287 file, 173.132 email e una miriade di informazioni riservate scoprendo gli obiettivi di uno dei più grandi colossi dell’industria culturale mondiale.

Utilità per tutti

Quello che per Sony è un atto criminale, per Julian Assange, fondatore di WikiLeaks rappresenta invece un atto di amore verso la libera conoscenza di fatti e avvenimenti. “L’archivio mostra come funziona una multinazionale influente – ha spiegato – visto che si trova nel centro di un conflitto geopolitico è bene sapere cosa sta accadendo. Il sapere contenuto nei documenti appartiene al pubblico”. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, Sony ha invece espresso il suo dispiacere verso un evidente appoggio di WikiLeaks agli hacker criminali che le hanno rubato i dati. “Se appartenesse al dominio pubblico non sarebbe roba di Sony – ha sentenziato la compagnia – e per questo lotteremo per far si che venga difesa la nostra privacy e quella di oltre 6.000 dipendenti”.

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WikiLeaks accusa Google: “Avete fatto la spia al Governo” https://www.datamanager.it/2015/01/wikileaks-accusa-google-avete-fatto-spia-governo/ Tue, 27 Jan 2015 11:45:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68479 Google è accusata di aver fornito alle autorità statunitensi dati e informazioni personali su tre collaboratori di WikiLeaks WikiLeaks, il portale di informazione fondato da Julian Assange, ha accusato di Google di aver fatto la spia al Governo statunitense. Big G, che ha confermato che non riparerà la falla di Webviews all’interno di Android, avrebbe […]

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Google è accusata di aver fornito alle autorità statunitensi dati e informazioni personali su tre collaboratori di WikiLeaks


WikiLeaks, il portale di informazione fondato da Julian Assange, ha accusato di Google di aver fatto la spia al Governo statunitense. Big G, che ha confermato che non riparerà la falla di Webviews all’interno di Android, avrebbe fornito alle autorità e-mail e informazioni confidenziali degli affiliati del sito dopo che questi avevano diffuso documenti segreti riguardanti alcuni fatti avvenuti in Iraq e Afghanistan.

Google ha fornito all’intelligence dati sui collaboratori di WikiLeaks

Nel 2010 il Governo USA ha incominciato a interessarsi a WikiLeaks a seguito della diffusione online di migliaia di file rubati dai propri server. Due anni dopo, Google avrebbe raccolto alcune informazioni (e-mail, indirizzo IP, contatti e altri dati personali) di tre collaboratori di Assange: Sarah Harrison, Joseph Farrell e Kristinn Hrafnsson. Questi dati sarebbero poi stati consegnati alle autorità, impedendo ai giornalisti di proteggere adeguatamente la propria privacy.

La conferma del passaggio di informazioni fra Google e il Governo arriva dalla stessa azienda di Mountain View. Big G il 24 dicembre 2014 ha infatti notificato l’accaduto ai tre membri di WikiLeaks, che ad ottobre a promesso la pubblicazione di nuovi documenti leak.

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Julian Assange: “Wikileaks pubblicherà nuovi file segreti” https://www.datamanager.it/2014/11/julian-assange-wikileaks-pubblichera-file-segreti/ Mon, 17 Nov 2014 13:32:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65040 Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ha affermato dal suo esilio che presto sarà diffuso un nuovo dossier top secret Dopo mesi di assenza, il leader di Wikileaks, Julian Assange, è tornato a parlare in pubblico. Il fondatore del sito di diffusione di documenti segreti, che grazie alla sentenza di un giudice non è stato incriminato […]

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Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ha affermato dal suo esilio che presto sarà diffuso un nuovo dossier top secret

Dopo mesi di assenza, il leader di Wikileaks, Julian Assange, è tornato a parlare in pubblico. Il fondatore del sito di diffusione di documenti segreti, che grazie alla sentenza di un giudice non è stato incriminato negli Stati Uniti per il reato di hacking, ha parlato in teleconferenza dall’ambiasciata dell’Ecuador a Londra in occasione del Lisbon&Estoril Film Festival. Assange ha rivelato che Wikileaks, che sfrutta FinFisher esattamente come alcuni membri dell’intelligence italiana, diffonderà un nuovo dossier entro breve tempo.

Presto nuovi documenti top secret di Wikileaks

Assange non ha esplicitato di cosa parlerà il nuovo dossier né quando questo sarà rilasciato ma ha affermato di aver “selegato la questione a qualcun altro all’interno dell’organizzazione”. “Nonostante i ripetuti attacchi Wikileaks funziona ancora”, ha poi aggiunto l’hacker australiano. Nel corso del suo intervento Assange ha anche criticato Google, che ha svelato le richieste governative sui dati dei propri clienti, accusandolo di aver collaborato con la NSA per la sorveglianza di massa dei cittadini. Inoltre, Assange ha sottolineato come per lui un programma come quello portato avanti dall’intelligence USA, che utilizza anche piccoli aerei per spiare i cellulari dei cittadini, non sia il metodo più appropriato per combattere il terrorismo.

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Wikileaks: gli OO7 italiani usano FinFisher https://www.datamanager.it/2014/09/wikileaks-gli-oo7-italiani-usano-finfisher/ Tue, 16 Sep 2014 14:28:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60878 Wikileaks ha diffuso dei documenti che confermano che l’intelligence italiana ha usato i programmi di FinFisher per violare la privacy online Arrivano nuove conferme che il web non è quello spazio libero che tutti pensavamo. Wikileaks ha rilasciato nuovi documenti segreti ottenuti tramite l’utilizzo del programma Spy Files. Il gruppo di ethical haker guidato da […]

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Wikileaks ha diffuso dei documenti che confermano che l’intelligence italiana ha usato i programmi di FinFisher per violare la privacy online

Arrivano nuove conferme che il web non è quello spazio libero che tutti pensavamo. Wikileaks ha rilasciato nuovi documenti segreti ottenuti tramite l’utilizzo del programma Spy Files. Il gruppo di ethical haker guidato da Julian Assange, che in passato ha diffuso i fascicoli segreti del segretario di Stato USA Henry Kissinger, ha dimostrato che diverse agenzie governative hanno utilizzato i programmi di spionaggio dell’azienda tedesca FinFisher per controllare le conversazioni in Rete di giornalisti, politici e altri personaggi ritenuti scomodi. Dai documenti è emerso che anche l’intelligence italiana ha utilizzato i software FinFisher Relay e FinSpy Proxy per attività di spionaggio. Gli OO7 nostrani pare abbiano speso più di 1,5 milioni di euro per invadere la privacy dei cittadini.

“FinFisher continua a vendere (…) ad alcuni dei peggiori regimi di tutto il mondo. Il Governo Merkel a parole si dichiara preoccupato per la privacy, ma nei fatti agisce altrimenti. Perché continua a proteggere FinFisher?”, ha dichiarato Assange.

Wikileaks, Dotcom e Snowden uniti contro il Presidente della Nuova Zelanda

Oltre ad aver diffuso i nuovi file che documentano lo spionaggio internazionale operato attraverso i servizi di FinFisher, Julian Assange pare si sia schierato a fianco di Kim Dotcom nella sua personale battaglia politica contro il capo del governo della Nuova Zelanda, John Key. Il fondatore di Megaupload, che come da programma è stato portato in tribunale dalle Major cinematografiche, pare abbia reclutato anche il whistleblower Edward Snowden, che potrebbe trovare asilo politico in Svizzera, e il giornalista del Datagate Glenn Greenwald, che con il sito Intercept continua a denunciare le ingerenze dei governi nella privacy dei cittadini. Dalle voci che circolano in Rete i quattro difensori di un Internet libero parteciperanno ad una conferenza in cui si faranno portavoce di un movimento opposto a quello di Key, che qualche tempo fa si è detto favorevole allo spionaggio di massa.

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Julian Assange batte gli USA: non sarà incriminato https://www.datamanager.it/news/julian-assange-batte-gli-usa-non-sar-incriminato-51778.html Wed, 27 Nov 2013 13:42:24 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/julian-assange-batte-gli-usa-non-sara-incriminato/ Il Dipartimento di Giustizia USA avrebbe deciso di non incriminare Julian Assange, fondatore di Wikileaks, perché non può fare lo stesso con i giornalisti che hanno diffuso i suoi documenti shock

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Il Dipartimento di Giustizia USA avrebbe deciso di non incriminare Julian Assange, fondatore di Wikileaks, perché non può fare lo stesso con i giornalisti che hanno diffuso i suoi documenti shock

Julian Assange fondatore di WikiLeaks, che ha venduto online un suo server alla cifra record di 33mila dollari, sembra abbia vinto la sua personale battaglia contro il Governo degli Stati Uniti. Il Dipartimento di Giustizia, che insieme alla SEC sta valutando se rendere i Bitcoin una moneta a tutti gli effetti, sembra deciso a non incriminare Assange, che si era rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra proprio per sfuggire alle autorità USA. Il motivo? Se il Dipartimento di Giustizia volesse incriminare il fondatore di WikiLeaks, che ha dimostrato che Obama era a conoscenza di PRISM, dovrebbe farlo anche con tutti i giornalisti che hanno divulgato i suoi documenti.

La Stampa salva Assange

“Il problema che il dipartimento ha sempre avuto nell’indagare su Assange è che non c’è alcun modo di perseguirlo per avere pubblicato informazioni senza fare altrettanto con i giornalisti”, ha spiegato al Washington Post l’ex portavoce del ministero di Giustizia statunitense, Matthew Miller. In sintesi, lo stesso reato imputato ad Assange, cioè l’aver divulgato documenti secretati, può essere infatti esteso a tutti gli organi di stampa che hanno pubblicato i documenti di WikiLeaks. Ciò significa portare in tribunale quotidiani come il New York Times, il Washington Post, e il brittannico The Guardian, il cui accesso è bloccato all’esercito americano.

WikiLeaks non ci crede

Kristinn Hrafnsson, portavoce di WikiLeaks, si è detta molto scettica riguardo al fatto che il leader del movimento non sarà incriminato e ha chiesto al Governo USA di confermare la notizia. Anche l’avvocato di Assange, Barry J. Pollack, ha affermato di aver “ripetutamente chiesto al dipartimento di Giustizia di dirci qual è lo status delle indagini in merito ma non lo ha voluto fare. Non ci hanno informato in alcun modo se intendono chiudere o meno le indagini o se hanno deciso di incriminare o no Assange”.

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