licenziamento – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 14:18:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png licenziamento – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dipendente di Yelp si lamenta per lo stipendio e viene licenziata https://www.datamanager.it/2016/02/dipendente-yelp-si-lamenta-lo-stipendio-viene-licenziata/ Mon, 22 Feb 2016 14:44:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95142 Una centralista di Eat24, startup di proprietà di Yelp, è stata licenziata dopo essersi lamentata con il CEO dello stipendio troppo basso Molto spesso Amazon è stata accusata di tenere poco alla salute e alle necessità dei suoi dipendenti sul posto di lavoro ma pare che non sia l’unica azienda statunitense a fare lo stesso. La […]

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Una centralista di Eat24, startup di proprietà di Yelp, è stata licenziata dopo essersi lamentata con il CEO dello stipendio troppo basso

Molto spesso Amazon è stata accusata di tenere poco alla salute e alle necessità dei suoi dipendenti sul posto di lavoro ma pare che non sia l’unica azienda statunitense a fare lo stesso. La 25enne Talia Jane lavorava come centralinista a Eat24, servizio per la consegna di alimenti di proprietà di Yelp, ma il suo sfogo per uno stipendio troppo basso le è costato l’impiego. In una lettera aperta indirizzata al CEO della multinazionale, Jeremy Stoppelman, Talia ha sottolineato che la sua paga era di 8.50 dollari l’ora, sufficienti per pagare l’affitto di un minuscolo appartamento nella periferia di San Francisco. La centralinista ha inoltre affermato che con questo stipendio non poteva permettersi un abbonamento ai mezzi pubblici e che la sua dieta era principalmente composta da riso. “Non è ironico? – accusava Talia su Medium – Hai appena speso 300 milioni di dollari per comprarti una app che ti porta il cibo e casa e una delle tue impiegate non ha nemmeno i soldi per fare la spesa”. La lettera ha ricevuto un grande sostegno da parte della comunità della Rete ma le è costato il lavoro. Talia è stata licenziata 2 ore la pubblicazione del post.

Yelp non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda mentre Stoppelman ha affermato su Twitter che il licenziamento non è da imputare alla lettera e ha spostato l’attenzione sul costo eccessivo degli affitti a San Francisco. “Ho insistito più volte sulla necessità di affitti calmierati in città”, ha scritto il CEO e co-fondatore di Yelp.

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Yahoo! taglierà il 15% della forza lavoro https://www.datamanager.it/2016/02/yahoo-tagliera-15-della-forza-lavoro/ Tue, 02 Feb 2016 15:22:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93682 Yahoo! potrebbe annunciare stasera il taglio del 15% della forza lavoro per dedicarsi allo sviluppo di meno prodotti La cura Marissa Mayer, CEO di Yahoo!, non sta funzionando. L’azienda di Sunnyvale è una delle poche della Silicon Valley ad avere un peso minimo sui mercati e fatica a competere in fattori chiave come il mobile […]

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Yahoo! potrebbe annunciare stasera il taglio del 15% della forza lavoro per dedicarsi allo sviluppo di meno prodotti

La cura Marissa Mayer, CEO di Yahoo!, non sta funzionando. L’azienda di Sunnyvale è una delle poche della Silicon Valley ad avere un peso minimo sui mercati e fatica a competere in fattori chiave come il mobile e non riesce ad attrarre utenti e inserzionisti. Oggi Yahoo! presenterà i risultati finanziari per quanto riguarda l’ultimo trimestre del 2015 e secondo quanto riporta il Wall Street Journal non saranno annunciate buone notizie. L’azienda si starebbe infatti preparando a tagliare fino al 15% dell’intera forza lavoro nell’ottica di un piano di riduzione dei costi.

I massicci licenziamenti previsti da Yahoo! confermano le indiscrezioni riguardanti la vendita di alcuni asset aziendali per concentrarsi su meno prodotti. Qualche mese fa si parlava della possibile cessione di Yahoo Mail e News, due delle attività più importanti in seno a Sunnyvale. Il colosso statunitense starebbe anche cercando un compratore per le sue quote in Alibaba ma al momento il suo più grande ostacolo all’operazione risiede nel Fisco USA, che potrebbe chiedere un’elevata tassazione sulla vendita dei titoli. Per quanto riguarda le altre aziende della Silicon Valley, Microsoft ha registrato una forte crisi nel settore smartphone e anche Apple prevede un calo delle vendite di iPhone nel prossimo futuro. Alphabet, la holding che controlla Google, ha invece ottenuto una valutazione più alta della Mela a Wall Street ed è l’azienda con maggiore capitalizzazione al mondo.

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Torino, il caso della donna licenziata per un post su Facebook https://www.datamanager.it/2015/12/torino-caso-della-donna-licenziata-un-post-facebook/ Mon, 14 Dec 2015 09:33:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90880 La 38enne Daniela Ciampa condivide un post su Facebook dove riporta le lamentele dei genitori per la mensa scolastica dei figli e viene sospesa dall’azienda Si accendono le polemiche per il caso della donna di Nichelino, comune della prima cintura di Torino e dipendente della ditta che gestisce la mensa scolastica, che era stata sospesa per […]

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La 38enne Daniela Ciampa condivide un post su Facebook dove riporta le lamentele dei genitori per la mensa scolastica dei figli e viene sospesa dall’azienda

Si accendono le polemiche per il caso della donna di Nichelino, comune della prima cintura di Torino e dipendente della ditta che gestisce la mensa scolastica, che era stata sospesa per cinque giorni a causa di un post in cui raccontava le lamentele dei genitori che avevano trovato insetti nelle pietanze servite a scuola ai loro figli.

“Ho commentato da madre”

«Non ho commentato da dipendente, ma da madre. Mio figlio va a scuola a Nichelino e io pago il servizio», si è difesa Daniela, che per uscire da questa delicata situazione si è dovuto affidare ad un legale. Del caso si sono occupate anche le pagine locali del quotidiano La Stampa, al quale il direttore dell’azienda aveva gettato acqua sul fuoco riguardo all’ipotesi licenziamento, smorzando i toni: «Per ora è una sospensione retribuita».
In seguito però la donna è stata allontanata dal posto di lavoro, azione che l’ha spinta a valutare un ricorso al Tribunale del Lavoro. Il segretario provinciale del Pd di Torino, Fabrizio Morri, definisce «del tutto sproporzionata» questa decisione, che penalizza «in modo ingiustificato e crudele una madre di due figli».

Favorire la trasparenza

«Auspico che il Commissario prefettizio – aggiunge – possa assumere una qualche iniziativa nei confronti della ditta in questione».
Di fatto il caso è diventato di governo, in quanto è stato chiamato in causa il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che avrebbe assicurato alla donna che non verrà licenziata.
Il senatore del Pd, Stefano Esposito, ha evidenziato il fatto che «se passa il concetto che può essere cacciata per un post su Facebook allora si favorisce la logica dell’omertà e non quella della trasparenza».

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Twitter: Jack Dorsey licenzia l’8% della forza lavoro https://www.datamanager.it/2015/10/twitter-jack-dorsey-licenzia-l8-della-forza-lavoro/ Tue, 13 Oct 2015 14:59:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85713 Twitter ha annunciato il taglio di 336 dipendenti e ha rivisto al rialzo le stime di ricavi e margine operativo lordo per il terzo trimestre Twitter ha smesso di crescere ed è arrivato il momento per il social network di riorganizzare l’azienda. Come primo atto nel ruolo di nuovo CEO di Twitter, Jack Dorsey ha […]

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Twitter ha annunciato il taglio di 336 dipendenti e ha rivisto al rialzo le stime di ricavi e margine operativo lordo per il terzo trimestre

Twitter ha smesso di crescere ed è arrivato il momento per il social network di riorganizzare l’azienda. Come primo atto nel ruolo di nuovo CEO di Twitter, Jack Dorsey ha annunciato il taglio di 336 dipendenti. La notizia ha ovviamente preoccupato gli impiegati di sito del microblogging ma anche fatto felici gli investitori, che nel taglio così netto della forza lavoro (8%) vedono una conseguente riduzione dei costi.

Twitter taglia i dipendenti e rivede le stime per il Q3

“Abbiamo assunto decisioni difficili ma necessarie. – ha detto Dorsey – Il consiglio di amministrazione ha approvato un piano di ristrutturazione e riduzione della forza lavoro che rientra nell’ambito di un piano per organizzare la società intorno alle sue priorità”. In una nota Twitter ha sottolineato che il taglio dei dipendenti porterà una spesa intorno ai 10-20 milioni di dollari. In totale il social network, che ha portato anche in Italia la sua #BlueRoom, dovrebbe in realtà sborsare una cifra un poco inferiore grazie ai crediti vantati sull’assegnazione di azioni dell’azienda. L’annuncio del taglio è stato accompagnato anche da nuove stime sui risultati finanziari per il terzo trimestre che sarà presentato a fine mese. Twitter, che nel prossimo futuro potrebbe dire addio ai 140 caratteri, prevede di arrivare a 540-560 milioni di dollari di ricavi e tra 110 e 115 milioni di margine operativo lordo.

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Non è reato spiare chi usa Facebook durante il lavoro https://www.datamanager.it/2015/05/non-e-reato-spiare-chi-usa-facebook-durante-il-lavoro/ Thu, 28 May 2015 08:43:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75560 La Corte di Cassazione ha stabilito che spiare i dipendenti che utilizzano Facebook sul posto di lavoro anche con account fake è perfettamente lecito D’ora in poi sarà sempre più pericoloso per i dipendenti utilizzare Facebook durante l’orario di lavoro. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che spiare un lavoratore che sta usando il […]

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La Corte di Cassazione ha stabilito che spiare i dipendenti che utilizzano Facebook sul posto di lavoro anche con account fake è perfettamente lecito

D’ora in poi sarà sempre più pericoloso per i dipendenti utilizzare Facebook durante l’orario di lavoro. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che spiare un lavoratore che sta usando il social network quando dovrebbe invece svolgere i propri compiti non è reato. Inoltre, utilizzare un falso account per smascherarlo non è assimilabile a una intercettazione. La stessa cosa vale anche anche per la geolocalizzazione dello smartphone se viene sfruttata dal datore di lavoro per conoscere gli spostamenti dei suoi dipendenti. Questa pratica viene considerata lecita “nella presumibile consapevolezza del lavoratore di poter essere localizzato attraverso il sistema di rilevazione satellitare del suo cellulare”.

Facebook può costare il lavoro

La sentenza nasce dal caso di un operaio abruzzese di una stamperia. Il lavoratore social è stato scoperto chattare su Messenger per periodi anche di 15 minuti, mettendo così a rischio la sicurezza di macchinari e colleghi. Durante una di queste sessioni social, una lamiera è infatti rimasta incastrata provocando danni alla catena di montaggio. Per cogliere l’operaio distratto sul fatto, il datore di lavoro ha creato un falso account femminile per spingerlo alla conversazione. La Cassazione ha stabilito che questa pratica non è assimilabile ad una intercettazione illecita ma si configura come “pedinamento informatico”, che viene considerato lecito “se ha come oggetto il controllo sulla perpetuazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente” senza ledere la sua dignità e libertà. La Corte ha quindi confermato il licenziamento per giusta causa dell’operaio.

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Sony licenzierà mille dipendenti in Europa https://www.datamanager.it/2015/03/sony-licenziera-mille-dipendenti-in-europa/ Mon, 09 Mar 2015 18:29:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71055 Sony potrebbe licenziare mille dipendenti in Europa. L’annuncio dovrebbe arrivare il prossimo 2 febbraio  C’è aria di smobilitazione nella divisione mobile di Sony. Il gigante dell’elettronica giapponese fatica a tenere il passo di Samsung ed Apple, che per la prima volta ha superato il rivale per numero di smartphone venduti, e dei produttori emergenti come Huawei […]

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Sony potrebbe licenziare mille dipendenti in Europa. L’annuncio dovrebbe arrivare il prossimo 2 febbraio 

C’è aria di smobilitazione nella divisione mobile di Sony. Il gigante dell’elettronica giapponese fatica a tenere il passo di Samsung ed Apple, che per la prima volta ha superato il rivale per numero di smartphone venduti, e dei produttori emergenti come Huawei e Xiaomi, startup cinese che vale più di Uber. Secondo quanto riferisce l’agenzia Reuter, Sony Mobile ha previsto una nuova serie di tagli al personale in Europa e Cina.

Sony licenzia mille dipendenti in Svezia

Nei prossimi mesi, Sony licenzierà circa mille dipendenti di uno stabilimento nel sud della Svezia che ne conta 1.800. L’annuncio ufficiale dell’operazione dovrebbe avvenire il prossimo 2 febbraio, giorno in cui saranno presentati i dati finanziari sull’ultimo trimestre del 2015. L’azienda giapponese, che ha presentato il tablet Xperia z4, aveva già annunciato una serie di tagli a partire da marzo 2016 ridurranno la propria forza lavoro del 30%. Non molto tempo fa il CEO della società, Kazuo Hirai, aveva aperto alla possibilità di vendere la divisione mobile: “L’elettronica in generale, insieme ad intrattenimento e finanza, continuerà ad essere un business importante, tuttavia, all’interno ci sono alcuni interventi che dovranno essere eseguiti con cautela  e questi potrebbero riguardare TV o il mobile, per esempio”.

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eBay fa pace con Icahn e licenzia 2.400 dipendenti https://www.datamanager.it/2015/01/ebay-fa-pace-ichahn-licenzia-2-400-dipendenti/ Thu, 22 Jan 2015 15:53:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68306 Il gruppo composto da eBay e PayPal ha trovato un accordo con l’investitore Carl Icahn. Per far fronte allo spin-off sarà licenziato il 7% della forza lavoro Alla fine eBay e Carl Icahn, imprenditore celebre per le sue operazioni di Corporate raider che ha rapporti molto stretti con Apple. L’investitore, che ha promosso lo scorporo […]

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Il gruppo composto da eBay e PayPal ha trovato un accordo con l’investitore Carl Icahn. Per far fronte allo spin-off sarà licenziato il 7% della forza lavoro

Alla fine eBay e Carl Icahn, imprenditore celebre per le sue operazioni di Corporate raider che ha rapporti molto stretti con Apple. L’investitore, che ha promosso lo scorporo fra il sito di e-commerce e PayPal, è riuscito a concordare l’ingresso nel consiglio di amministrazioni di eBay di un uomo a lui vicino, Jonathan Christodoro. Inoltre, Icahn ha raggiunto un accordo affinché le due aziende limitino le azioni difensive volte a frenare una possibile scalata alle rispettive governance in seguito allo spin-off.  

eBay: salgono gli utili ma licenzia il 7% della forza lavoro

Come spesso succede, lo scorporo di PayPal ed eBay, che deve fronteggiare Amazon anche sul piano delle contrattazioni online, avrà delle conseguenze spiacevoli per i lavoratori. Il sito di e-commerce entro il primo trimestre di quest’anno licenzierà 2.400 dipendenti, ovvero il 7% dell’intera forza lavoro.

Il bilancio del quarto trimestre del 2014 non risulta comunque negativo. Il gruppo ha registrato un utile netto di 963 milioni di dollari, in aumento rispetto agli 850 milioni dello stesso periodo del 2013. L’utile per azione è stato di 0,75 dollari e sono state effettuate operazioni di buy.back oer 1,2 miliardi di dollari. Le previsioni per questo trimestre sono invece meno positive. eBay e PayPal contano di raggiungere un fatturato compreso tra 4,35 e 4,45 miliardi di dollari, contro le previsioni degli esperti di 4.71 miliardi.

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Facebook, licenziata per un post contro l’azienda Perugina-Nestlè https://www.datamanager.it/2014/11/facebook-licenziata-per-post-contro-lazienda-perugina-nestle/ Wed, 19 Nov 2014 11:19:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65215 Si può perdere il lavoro per aver pubblicato un post su Facebook? Anche in Italia questo può accadere, ed è successo a Marilena Petruccoli, ormai ex-dipendente della Perugina-Nestlè che è stata licenziata “per giusta causa” per colpa di un post “scomodo” nei confronti dell’azienda  Marilena Petruccoli lavorava per la Perugina-Nestlè dal 1996 e faceva parte […]

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Si può perdere il lavoro per aver pubblicato un post su Facebook? Anche in Italia questo può accadere, ed è successo a Marilena Petruccoli, ormai ex-dipendente della Perugina-Nestlè che è stata licenziata “per giusta causa” per colpa di un post “scomodo” nei confronti dell’azienda 

Marilena Petruccoli lavorava per la Perugina-Nestlè dal 1996 e faceva parte della categoria protetta a causa di un grave infortunio sul lavoro di cui fu vittima nel 1997.

Il post esprimeva “un’opinione generica”

Ma che cosa ha scritto la donna su Facebook per arrivare ad essere licenziata? Secondo le dichiarazioni dell’ex-dipendente della Perugina-Nestiè, il post riguardava “un’opinione generica senza alcun riferimento specifico a luoghi o persone coinvolte”, dice Marilena, “eppure oggi mi ritrovo senza lavoro”.

Nel suo post Marilena Petruccoli avrebbe fatto “un’osservazione sull’utilizzo, in provvedimenti disciplinari, del termine ‘collare’ per rivolgersi a una persona, che ritengo inappropriato perché si usa per i cani. Ma in qualità di sindacalista mi capita di essere interpellata su tante vicende, non necessariamente collegate all’azienda per cui lavoravo e a cui, infatti, non c’è alcun richiamo esplicito”.

Licenziata ‘per giusta causa’

La giusta causa, secondo l’azienda, deriverebbe proprio dal fatto che la donna ‘si è opposta al comportamento di un caporeparto che avrebbe rimproverato un lavoratore dicendogli che per lui era necessario il collare‘.
Tuttavia alla lettera di contestazione, la lavoratrice, già componente della rsu Fai-Cisl aziendale e appartenente a categoria protetta, aveva argomentato che il suo post non faceva riferimento alla Nestlè. I sindacati Cisl e Uil hanno già promettesso battaglia in solidarietà della dipendente licenziata. La vicenda si appresta a finire in Parlamento, con un’interrogazione presentata dal coordinatore nazionale di Sinistra ecologia libertà, Nicola Fratoianni.

Aggiornamento da parte di Nestlé

Riceviamo in redazione e pubblichiamo integralmente la nota di Nestlè relativa a questa notizia.

In merito ai fatti rappresentati ieri circa il presunto licenziamento della signora Marilena Petruccioli a seguito di suoi commenti pubblici su alcuni Social Network, Nestlé Italiana intende precisare quanto segue:

La signora Marilena Petruccioli, rappresentante sindacale, a fronte della violazione delle regole di igiene e sicurezza da parte di un collega, ha attaccato pubblicamente i responsabili del personale aziendale, ridicolizzando sui social media il loro impegno teso a far rispettare le stringenti disposizioni igienico-sanitarie e di sicurezza previste all’interno dell’azienda, a tutela dei lavoratori stessi, dei prodotti e dei consumatori.

Infatti, l’episodio da lei rappresentato con scherno sui Social si riferiva in modo chiaro ed inequivocabile a un richiamo da parte dei responsabili del personale dello stabilimento verso un collega a fronte di una accertata violazione delle norme sull’utilizzo dei regolari abiti da lavoro e dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) previsti per la mansione svolta sulle linee di produzione.

I commenti pubblici della rappresentante sindacale hanno minato l’autorevolezza di chi all’interno dello stabilimento ha la responsabilità di far rispettare le normative vigenti per assicurare al consumatore un prodotto di alta qualità e la sicurezza dei lavoratori.

Da un esponente sindacale che ha la responsabilità di rappresentare centinaia di persone che lavorano nel più grande stabilimento del Gruppo Nestlé in Italia, ci si attendeva il sostegno e non la critica agli sforzi rivolti a salvaguardare – sempre e comunque – la sicurezza sul posto di lavoro, l’igiene e la qualità del prodotto.

Proprio in qualità di rappresentante dei lavoratori, la Signora avrebbe dovuto farsi essa stessa portavoce di comportamenti esemplari all’interno dei sito.

La scelta invece di ridicolizzare pubblicamente, attraverso i social media, dove raccoglie un ampio seguito di colleghi, il comportamento di chi nel suo ruolo ha solamente agito per far rispettare le norme è ancor più grave perché legittima comportamenti errati che non possono essere accolti o giustificati in uno stabilimento Nestlé.

Risulta inoltre fuorviante il tentativo di rappresentare e minimizzare i ripetuti commenti della signora Petruccioli come non riferiti, o riferibili, al contesto dove lei lavora.

L’Azienda quindi conferma l’intenzione di sanzionare il comportamento tenuto da Marilena Petruccioli, ma – in quanto rappresentante sindacale dello stabilimento Perugina – non le sarà applicato nessun provvedimento senza che si sia svolta la procedura di consultazione sindacale prevista dalle normative vigenti.

L’Azienda auspica che i punti evidenziati vengano colti dalle rappresentanze sindacali e che il confronto possa risultare costruttivo e si possano ristabilire al più presto le corrette e consuete relazioni sindacali.

 

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Il CEO di Tinder licenziato per uno scandalo sessuale https://www.datamanager.it/2014/11/ceo-tinder-licenziato-per-scandalo-sessuale/ Wed, 05 Nov 2014 16:06:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64338 Il CEO di Tinder, Sean Rad, è stato rimosso dalla sua carica dopo lo scandalo sessuale che ha coinvolto l’azienda a luglio Lo scandalo sessuale che ha coinvolto Tinder qualche tempo fa ha creato un inaspettato effetto a catena. Il CEO e co-fondatore dell’app per incontri Sean Rad è stato rimosso dal suo incarico. A […]

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Il CEO di Tinder, Sean Rad, è stato rimosso dalla sua carica dopo lo scandalo sessuale che ha coinvolto l’azienda a luglio

Lo scandalo sessuale che ha coinvolto Tinder qualche tempo fa ha creato un inaspettato effetto a catena. Il CEO e co-fondatore dell’app per incontri Sean Rad è stato rimosso dal suo incarico. A riferirlo è il giornalista Steven Bertoni sulle pagine di Forbes. IAC, il conglomerato media che detiene il 60% delle azioni di Tinder, ha disposto che l’ormai ex CEO mantenga la sua carica di presidente e il posto nel consiglio di amministrazione. Rad ha riferito che l’azienda sta cercando una figura simile a Eric Schmidt di Google, che ritiene che sia Amazon il vero rivala di Big G, e che rimarrà al suo posto fino a quando non verrà trovato un sostituto all’altezza.

Tinder e lo scandalo sessuale

Tutto è iniziato a luglio, quando l’ex dirigente Whitney Wolfe (nella foto con Rad) aveva sporto denuncia contro la società per molestie sessuali. La manager sosteneva che il suo capo ed ex fidanzato, Justin Mateen dell’ufficio marketing, avesse abusato di lei verbalmente in più occasioni. Durante un evento, ha raccontato la Wolfe, Mateen l’avrebbe chiamata “putt***” davanti a Rad. Dopo la fine della relazione fra i due, alla manager sarebbe stata tolta la carica di co-fondatrice perché era una donna. A seguito della causa legale, a settembre Mateen è stato sospeso da Tinder e presto lascerà l’azienda mentre la Wolfe ha ottenuto un risarcimento di poco più di un milione di dollari.

Secondo quanto scrive Bertoni, lo scandalo sessuale sarebbe però stato solo un pretesto per allontanare Rad dall’app per appuntamenti. “Se la cosa Whitney non fosse successa, sarebbe stato difficile per IAC retrocedere Sean, perché aveva molto a cui rispondere”, scrive il giornalista riferendo le parole di un “interno” a Tinder.

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Nokia licenzia per e-mail 115 dipendenti in italia https://www.datamanager.it/2014/10/nokia-licenzia-115-dipendenti-in-italia-per-mail/ Mon, 06 Oct 2014 09:47:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62265 Nokia Italia ha licenziato 115 dipendenti con una semplice e-mail. I sindacati preparano uno sciopero per bloccare ogni attività dell’azienda Il passaggio della divisione Devices & Services di Nokia a Microsoft non è certamente stato indolore. L’acquisizione era un segnale che l’azienda finlandese, che ha deciso poi di puntare sui servizi dedicati alle auto connesse, […]

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Nokia Italia ha licenziato 115 dipendenti con una semplice e-mail. I sindacati preparano uno sciopero per bloccare ogni attività dell’azienda

Il passaggio della divisione Devices & Services di Nokia a Microsoft non è certamente stato indolore. L’acquisizione era un segnale che l’azienda finlandese, che ha deciso poi di puntare sui servizi dedicati alle auto connesse, navigasse davvero in cattive acque. Tutti si aspettavano dei tagli al personale da parte di Nokia ma nessuno avrebbe mai creduto che le modalità scelte per licenziare i dipendenti sarebbero state così brutali. Nel pieno della discussione in Parlamento sull’abolizione dell’articolo 18, Nokia Italia ha licenziato 115 dipendenti attraverso una semplice e-mail.

I sindacati contro Nokia: “L’articolo 18 non è stato ancora abolito”

Il 3 ottobre, 115 dipendenti degli stabilimenti Nokia di Cassina de Pecchi (Milano), Roma e Napoli hanno ricevuto una e-mail in cui si annunciava il loro licenziamento a partire da oggi e l’obbligo di riconsegna di cellulari, badge e computer aziendali. “Le comunichiamo la risoluzione del suo rapporto di lavoro con effetto dal 6 ottobre. – si legge nel messaggio di posta –  Il suo nominativo è stato individuato nel rispetto dell’attuale disciplina in tema di licenziamenti collettivi”.

A seguito del licenziamento dei 115 dipendenti, i sindacati hanno organizzato un’agitazione nello stabilimento milanese di Nokia, quello che ha subito i tagli più ingenti, per bloccare ogni attività della multinazionale finlandese. Le organizzazioni dei lavoratori esigono “il ritiro di tutte le lettere da parte dell’azienda che non ha avuto bisogno del Jobs Act o delle modifiche all’articolo 18 per licenziare 115 persone”. I sindacati inoltre sottolineano che Nokia in 7 anni ha tagliato 2.500 dipendenti in Italia, ovvero l’83% dell’intera forza lavoro nel nostro Paese.

Appena il 30 settembre, i vertici dell’azienda finlandese in Italia e i rappresentanti dei lavoratori si erano incontrati per discutere sulla possibilità di licenziamenti ma nonostante la mediazione del ministro del lavoro, Giuliano Poletti, tutto si era risolto con un nulla di fatto.

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