Linux – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 13 Nov 2018 14:23:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Linux – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Samsung porta Linux sul DeX https://www.datamanager.it/2018/11/samsung-porta-linux-sul-dex/ Tue, 13 Nov 2018 19:30:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=178843 Rilasciata ieri la beta di Linux on DeX, con cui trasformare l’esperienza Android mobile in una più completa Ubuntu quando si utilizza il dock della casa Lo smart working non ha certo incentivato l’utilizzo di accessori come il DeX di Samsung, teoricamente molto comodo ma nella pratica mai realmente riconosciuto come tale dagli utenti di […]

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Rilasciata ieri la beta di Linux on DeX, con cui trasformare l’esperienza Android mobile in una più completa Ubuntu quando si utilizza il dock della casa

Lo smart working non ha certo incentivato l’utilizzo di accessori come il DeX di Samsung, teoricamente molto comodo ma nella pratica mai realmente riconosciuto come tale dagli utenti di business. Il dock, una volta collegato a un modello di S8, Note8, S9 o Note9, permette di visualizzare su un display esterno un’interfaccia estesa, con cui accedere in maniera più versatile alle app supportate e ai contenuti salvati sul dispositivo (file, foto, video, musica).

Nonostante due generazioni di DeX, la sensazione di un suo successo è bel lontana dalla realtà, sebbene qualcosa sia destinata a cambiare con Linux on DeX, un aggiornamento rilasciato nella giornata di ieri dall’azienda coreana.

Di cosa si tratta

Nella pratica, il progetto si pone l’obiettivo di trasformare sempre la UI di Android in qualcosa più vicino a un’esperienza desktop, questa volta però declinata in tutto e per tutto nelle fattezze di una distribuzione di Linux, nello specifico Ubuntu. Non si tratta ovviamente di una magia, visto che lo stesso OS di Google è sviluppato sul kernel del famoso pinguino open source ma, arrivati a  questo punto, un passettino del genere verso una migliore integrazione potrebbe davvero avere senso.

Samsung ha reso disponibile il 12 novembre la beta dell’aggiornamento, che si scarica solo dopo aver inviato richiesta registrandosi a questo link. Tutto ciò che serve, una volta scaricato il pacchetto, è effettuare l’update utilizzando l’app DeX sul Galaxy, che si connetterà poi allo schermo una volta collegato lo smartphone (o il Galaxy Tab S4) al monitor via HDMI.

Al momento, il file di immagine è compatibile solo con il Tab e il Note9 ma è plausibile che, una volta pubblico, il supporti venga esteso almeno alle generazioni precedenti di telefonini. Non è chiaro invece se il sistema funzioni sia con il primo DeX (al debutto con i Galaxy S8) che con il secondo (lanciato con l’S9) anche se, stando agli unici due terminali in elenco, l’arrivo di Linux sarebbe dedicato solo al dock della primavera 2018.

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Red Hat, 25 anni di attività e 64 trimestri consecutivi di crescita https://www.datamanager.it/2018/04/red-hat-25-anni-di-attivita-e-64-trimestri-consecutivi-di-crescita/ Thu, 05 Apr 2018 12:25:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145067 Anguilletti, Regional Manager: “Italia prima country europea” 64 trimestri consecutivi di crescita in termini di fatturato, ricavi e utili. Un fatturato di 2,9 miliardi dollari con una crescita anno su anno del 21% e un utile GAAP salito del 42% a 472 milioni di dollari hanno consentito a Red Hat di archiviare l’anno fiscale 2018 chiuso […]

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Anguilletti, Regional Manager: “Italia prima country europea”

64 trimestri consecutivi di crescita in termini di fatturato, ricavi e utili. Un fatturato di 2,9 miliardi dollari con una crescita anno su anno del 21% e un utile GAAP salito del 42% a 472 milioni di dollari hanno consentito a Red Hat di archiviare l’anno fiscale 2018 chiuso lo scorso 28 febbraio con il sedicesimo bilancio da record. Numeri da primato con cui festeggiare 25 anni di attività. «Un anno – commenta Gianni Anguilletti, Regional Manager – di straordinario successo». A trainare la crescita i 772 milioni di dollari di fatturato del quarto trimestre, in aumento del 22% rispetto allo scorso anno. «Un risultato particolarmente interessante se consideriamo che l’88% del giro d’affari, pari a 683 milioni, rappresenta la quota di fatturato legato alle sottoscrizioni. Un successo ottenuto in maniera organica, con l’apporto sia del software che dei servizi» rileva Anguilletti.

Composizione del fatturato

Più nel dettaglio, il giro d’affari generato dall’offerta infrastrutturale raggiunge quota 2 miliardi di dollari, in crescita del 15% rispetto all’anno precedente. Mentre quello derivante dallo sviluppo applicativo e dalle tecnologie emergenti è stato pari a 624 milioni. «Una crescita quelle delle tecnologie non Linux – sviluppo integrazione applicativa, cloud nelle varie declinazioni di platform as a service e infrastructure as a service, storage e così via – cresciute del 42% anno su anno, per noi altrettanto significativa. Un’accelerazione che rende ancora più evidente il successo di Red Hat in qualità di società multiproduct e multiservice» sottolinea Anguilletti.  Consolidandone la leadership nel segmento open source e più in generale nel mercato dell’IT. «Ciascuna delle linee di prodotto proposte da Red Hat al mercato se prese singolarmente rappresenterebbero le prime cinque società di open source nel mercato» osserva Anguilletti. Una leadership che rafforza anche il peso specifico del vendor in tutta una serie di progetti open source ai quali Red Hat partecipa direttamente. Progetti che alimentano la crescita infrastrutturale del gruppo. Risorse umane, circa 12.000 dipendenti suddivisi in 35 paesi da una parte e apertura di nuovo uffici, 85 nel mondo, dall’altra. «Un’infrastruttura che collabora quotidianamente con un esteso ecosistema di partner – OEM, hardware e software vendor, system integrator, reseller, ISP, ecc – per dare sempre maggiori garanzie di successo alle iniziative nelle quali Red Hat viene coinvolta dai propri clienti» ci dice Anguilletti.

Innovazione

Le risorse finanziarie di Red Hat oggi ammontano a circa 2,5 miliardi di dollari tra cash e asset, rivela Anguilletti. «La miglior garanzia per clienti e partner di solidità finanziaria necessaria per alimentare l’innovazione tecnologica che il mercato si aspetta. Innovazione perseguita negli anni sia in maniera organica con lo sviluppo in house di nuove tecnologie, sia attraverso acquisizioni di altre società».

Italia

Importante infine il contributo dato dal nostro Paese alla crescita di Red Hat. «L’Italia è stata la miglior country a livello europeo» afferma Anguilletti. «Un risultato che si spiega con un portfolio di servizi e soluzioni caratterizzato da completezza funzionale, apertura e flessibilità. Una strategia di go-to market efficace, che prevede una focalizzazione sulle aree a maggior potenziale del mercato e una verticalizzazione molto disciplinata. A tutto questo aggiungiamoci un gruppo di persone che unisce competenza e disponibilità e uno scenario macroeconomico più favorevole rispetto al recente passato».

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Anche Palm è pronta a un glorioso ritorno https://www.datamanager.it/2018/03/anche-palm-e-pronta-a-un-glorioso-ritorno/ Fri, 30 Mar 2018 18:00:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144773 Sulla scia di Nokia, uno dei più interessanti produttori dei 2000 potrebbe riportare in auge uno dei suoi modelli con a bordo webOS Ci sarebbe TCL dietro il rilancio di Palm. La compagnia cinese, già dietro il ritorno di Alcatel e BlackBerry, stando ad alcune fonti avrebbe già posto le basi per la realizzazione di […]

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Sulla scia di Nokia, uno dei più interessanti produttori dei 2000 potrebbe riportare in auge uno dei suoi modelli con a bordo webOS

Ci sarebbe TCL dietro il rilancio di Palm. La compagnia cinese, già dietro il ritorno di Alcatel e BlackBerry, stando ad alcune fonti avrebbe già posto le basi per la realizzazione di uno smartphone col famoso marchio degli anni 2000 da rimodernare e dotare di webOS, derivazione di quello che fu Palm OS. Nulla di certo ma le voci in merito aumentano col passare del tempo e quindi una base di verità potrebbe davvero esserci. Negli USA poi sono convinti che al fianco di TCL per l’operazioni spunterebbe Verizon, telco nazionale sempre pronta a cogliere side del genere quando si presentano.

Come sarà

Poco, quasi nulla sappiamo in merito al terminale se non, come detto, che non poggerà le sue basi operative su Android ma webOS, dal simile cuore Linux e tutt’oggi di proprietà LG, che lo monta sui suoi Smart TV. A quanto pare, destinatario del reboot sarà Palm Pre, un vero best seller in anni in cui sia iPhone che Android muovevano i primi passi e il mercato globale era regno indiscusso di brand come Nokia e Motorola che, guarda caso, sono già tornati alla carica (il primo) e si apprestano a lanciarsi in versione rimasterizzata (il Razr ad esempio).

Che il rumor abbia un fondo è dato dal fatto che Verizon, associato al comeback glorioso, è stato proprio uno dei partner storici di Palm nella cavalcata della compagnia, dunque un’operazione nostalgia non è così improbabile, anzi assume sempre più i contorni di un lancio strategico che possa servire un po’ a tutti, in primi a TCL, che lega sempre più il suo nome al rilancio di marchi in difficoltà, per cercare di rendere un po’ più interessante un panorama smartphone alquanto piatto.

 

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Perché Ubuntu raccoglierà i dati degli utenti https://www.datamanager.it/2018/02/perche-ubuntu-raccogliera-dati-degli-utenti/ Tue, 20 Feb 2018 10:13:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141462 Canonical sta pensando di cambiare le policy della popolare distro, per ottenere informazioni sui programmi installati e il loro corretto funzionamento sui computer Una decisione che farà discutere, anzi che ha già sollevato qualche critica. Pare che in un prossimo futuro, peraltro molto vicino, Canonical permetterà alla sua distribuzione Linux più famosa di monitorare alcuni […]

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Canonical sta pensando di cambiare le policy della popolare distro, per ottenere informazioni sui programmi installati e il loro corretto funzionamento sui computer

Una decisione che farà discutere, anzi che ha già sollevato qualche critica. Pare che in un prossimo futuro, peraltro molto vicino, Canonical permetterà alla sua distribuzione Linux più famosa di monitorare alcuni comportamenti degli utenti. Ubuntu raccoglierà infatti i log di installazione dei programmi su computer e il loro corretto funzionamento nel corso del tempo, compresi eventuali crash e problemi di compatibilità. Will Coke, Ubuntu Desktop Manager di Canonical, ha spiegato che il cambio di passo servirà per focalizzare il lavoro degli ingegneri sulle caratteristiche che più stanno a cuore alla community del sistema operativo, implementando alcune attività che un domani potranno divenire fondamentali per tutti gli appassionati del pinguino.

Cosa analizzerà

Scendendo nel dettaglio, ciò che Ubuntu monitorerà sarà la tipologia di processore, la memoria, lo storage a disposizione, il tipo di scheda grafica, la sua risoluzione (in uso e massima), la compagnia che l’ha prodotta e informazioni di terze parti sul software installato. Ma non è tutto: sembra che Ubuntu potrà anche leggere la nazionalità dell’utente, come derivato della scelta compiuta in fase di caricamento di un programma (la lingua o il paese di origine), forse per la creazione di qualche statistica ad-hoc. Niente paura per indirizzi IP o altri elementi sensibili, che non saranno inviati ai server di Canonical senza autorizzazione.

Coke ha specificato che un simile lavoro potrebbe esporre i dati pubblicamente, proprio per la costruzione di indagini analitiche circa l’utilizzo di certi programmi e le percentuali di configurazione dei computer che ad essi accedono; nulla che violi la riservatezza ma comunque una scelta che avvicina Canonical alle strategie delle concorrenti in quanto a raccolta indesiderata. Ma c’è un punto di differenziazione: una volta inserito nel processo di analisi, ci sarà la possibilità di fermare l’ottenimento dei dati, togliendo la spunta al box “send diagnostics information to help improve Ubuntu” che verrà fuori a ogni nuova installazione.

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Nintendo Switch può ospitare Linux https://www.datamanager.it/2018/02/nintendo-switch-puo-ospitare-linux/ Wed, 14 Feb 2018 19:30:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141041 Gli hacker hanno violato la console ibrida tramite un bug del processore Tegra X1 che ha permesso di caricare una ROM del pinguino open source Usare Linux su una Switch può essere affascinante, oltre che utile. Il primo passo è stato compiuto dagli hacker del gruppo fail0verflow, che sono riusciti a valicare le difese dell’OS […]

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Gli hacker hanno violato la console ibrida tramite un bug del processore Tegra X1 che ha permesso di caricare una ROM del pinguino open source

Usare Linux su una Switch può essere affascinante, oltre che utile. Il primo passo è stato compiuto dagli hacker del gruppo fail0verflow, che sono riusciti a valicare le difese dell’OS montato a bordo della console da Nintendo sfruttando un bug a livello hardware. Il processore interno, l’Nvidia Tegra X1, soffre infatti di un buco nei processi di boot che, anche in assenza di dettagli specifici, sembra permettere l’installazione di un sistema alternativo. Il tutto non avviene in automatico ma in una sorta di modalità dual dove, prima del caricamento originale si passa al secondario di Linux, con vantaggi e rischi. Si, perché dipendendo dalla struttura del SoC, non vi è patch o fix a cui Nvidia e Nintendo possano lavorare per tappare la falla, con la possibilità che malintenzionati la sfruttino per le loro infime operazioni di hacking.

Mondo pirata

Anche ancora nessuno ha sfruttato il bug del Tegra, la violazione apre a vasti scenari di piracy del software di bordo. Nintendo ha da sempre combattuto la pirateria utilizzando cartucce proprietarie e giochi con DRM molto restrittive. Eppure, trattandosi di un ambiente digitale, potrebbe bastare per aggirare le certificazioni che entrano in ballo quando c’è da far partire un videogame. La compagnia giapponese, che proprio grazie alla Switch si è rimessa in carreggiata nel complesso mondo del gaming, non sarà di certo contenta della scoperta dei fail0verflow che, c’è da dire, non hanno spiegato in che modo sono riusciti a bucare il bootloader della console, probabilmente con l’intento di contrattare le informazioni sul loro lavoro con la multinazionale.

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Barcellona saluta Microsoft in favore di Linux https://www.datamanager.it/2018/01/barcellona-saluta-microsoft-favore-linux/ Tue, 16 Jan 2018 10:15:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138970 La capitale catalana ha scelto il software aperto per i computer degli uffici pubblici che useranno Libre Office e Open Xchange invece delle soluzioni licenziate La battaglia tra il software a codice aperto e le soluzioni licenziate è sempre agguerrita. Nel corso degli anni città europee e capitali mondiali sono passate all’una o all’altra sponda, […]

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La capitale catalana ha scelto il software aperto per i computer degli uffici pubblici che useranno Libre Office e Open Xchange invece delle soluzioni licenziate

La battaglia tra il software a codice aperto e le soluzioni licenziate è sempre agguerrita. Nel corso degli anni città europee e capitali mondiali sono passate all’una o all’altra sponda, senza nascondere remore in seguito alla scelta. Questa volta tocca a Barcellona riaprire la questione. La metropoli catalana, che si appresta a ospitare l’edizione 2018 del Mobile World Congress, ha deciso di investire il 70% del suo budget dedicato al software per portare i computer e le reti degli uffici pubblici verso l’open source, entro la primavera del 2019. A riportarlo è il quotidiano nazionale El Pais, che elenca già le piattaforme scelte dal governo basco per rimpiazzare i programmi usati sinora: Linux al posto di Windows OS, Libre Office al posto della suite Office e Open Xchange invece di Exchange Server per i servizi email, cloud e SaaS.

La prima di tante

Se iniziative simili in giro per l’Europa non seguivano una direttiva ben precisa, Barcellona sarà la prima città aderente al progetto Public code, public money della Free Software Foundation Europe, che chiede a governi e istituzioni di investire le entrate fiscali in sistemi aperti e adattabili, piuttosto che per programmi chiusi che non portano vantaggi alla comunità. Sul medio periodo,  Barcellona risparmierà cospicuamente, rispetto a quanto speso sinora, rendendosi anche indipendente dalle logiche dei fornitori che non vedono l’ora di chiudere contratti milionari con le PA, alcuni per qualche anno, altri per decenni. Come se non bastasse, proseguire verso l’open source darà modo a decine di sviluppatori di collaborare con le amministrazioni locali (circa 65 le figure da integrare) per la realizzazione di servizi mirati, soprattutto alle piccole e medie imprese.

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Anche gli iPhone colpiti dal bug di Intel https://www.datamanager.it/2018/01/anche-gli-iphone-colpiti-dal-bug-intel/ Mon, 08 Jan 2018 10:33:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138469 Apple ha ammesso che tutti gli smartphone, tablet e computer prodotti sinora sono vulnerabili a Spectre e Meltdown. Già rilasciato il primo fix Una conseguenza che potevamo immaginare e che Apple non ha potuto che confermare: a seguito delle vulnerabilità Spectre e Meltdown diffuse la scorsa settimana dal team Project Zero di Google, anche gli […]

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Apple ha ammesso che tutti gli smartphone, tablet e computer prodotti sinora sono vulnerabili a Spectre e Meltdown. Già rilasciato il primo fix

Una conseguenza che potevamo immaginare e che Apple non ha potuto che confermare: a seguito delle vulnerabilità Spectre e Meltdown diffuse la scorsa settimana dal team Project Zero di Google, anche gli iPhone, iPad e Mac (fissi e portatili) soffrono dei famosi tre bug di sicurezza. Oltre all’affermazione però, la Mela ha già affermato come due delle falle (anche se sarebbe più corretto chiamarli exploit) sono già state mitigate grazie agli aggiornamenti a macOS 10.13.2 e iOS 11.2, oltre che tvOS 11.2, indirizzato al set-top-box connesso del gruppo.

Una volta chiuso l’accesso a Meltdown e a un bug di Spectre, nei prossimi giorni arriverà un ulteriore patch per chiudere le porte all’ultima minaccia, anche su Safari, mentre non c’è rischio di contaminazione su Apple Watch, visto che l’hardware di bordo è esente dal buco che interessa i processori Intel, AMD e ARM.

Come difendersi

Se su piattaforma Windows e Android la situazione è parecchio pericolosa, in ambito Apple il rischio di infezione può essere limitato scaricando applicazioni solo dagli store ufficiali. Sappiamo infatti quanto sia facile scovare pacchetti apk online da installare manualmente su Android mentre lo stesso non è possibile sugli iPhone, che di per sé accettano solo certificati da programmi pubblicati sul negozio della casa. Resta da capire se i dubbi circa l’intervento dei chipmaker e degli sviluppatori di software e sistemi operativi impatterà anche sulle performance degli smartphone, come accadrà sicuramente per il mondo computer. Evitare di lasciare una porta aperta nel kernel difettoso vuol dire infatti rallentare l’esecuzione automatica dei passaggi che Project Zero ha individuato essere passibili di attacco, riducendo sensibilmente la velocità delle operazioni dei terminali.

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Windows 10 tentenna, il re degli OS è sempre 7 https://www.datamanager.it/2018/01/windows-10-tentenna-re-degli-os-sempre-7/ Fri, 05 Jan 2018 19:00:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138393 Netmarketshare ha diffuso gli ultimi dati circa l’adozione dei sistemi operativi a livello globale, Android regna nel settore mobile La frammentazione c’è e si vede però le strategie di business delle grandi aziende stanno concentrando il grosso dell’adozione degli OS in pochi prodotti. Alla lunga, la scelta di Microsoft di terminare i suoi big update […]

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Netmarketshare ha diffuso gli ultimi dati circa l’adozione dei sistemi operativi a livello globale, Android regna nel settore mobile

La frammentazione c’è e si vede però le strategie di business delle grandi aziende stanno concentrando il grosso dell’adozione degli OS in pochi prodotti. Alla lunga, la scelta di Microsoft di terminare i suoi big update con Windows 10 verrà premiata, anche se per ora a portarsi a casa il titolo di sistema operativo più diffuso al mondo è ancora Windows 7, antecedente alla logica One Microsoft. Stando ai più recenti dati diffusi dall’agenzia di analisi Netmarketshare, Microsoft domina la scena dei software che potenziano computer e dispositivi mobili, ottenendo un 39,49% della torta globale. Al secondo posto, in un contesto che mischia i differenti tipi di device, c’è Android con il 36,73%, davanti a iOS fermo al 18,12%.

Dettaglio nel mondo computer

Coscienti di quanto il robottino verde sia lungamente preferito nei confronti della controparte di Apple, è più interessante scendere nel dettaglio degli OS per dispositivi classici. Ecco allora che è Windows 7 a occupare la prima piazza con il 19,22%, di poco davanti a Windows 10 che è al 14,69%. Il più recente sistema operativo di Redmond stenta ancora a decollare, non tanto per l’adozione del precedente Windows 8.1 ma addirittura di quello prima, considerato da molti la punta massima dell’operabilità sviluppata da Microsoft.

Per il resto, macOS 10.12 e macOS 10.13 stanno sostituendo le versioni anteriori del software della Mela mentre vive un certo calo Linux, che con l’1,44% è ai livelli di macOS 10.11, restando ancora in un contesto che considerare di nicchia è anche troppo. La situazione nei prossimi mesi non potrà che consolidare ulteriormente il predominio di Windows, tuttavia un sorpasso tra le prime due posizioni non è da attendersi nel breve periodo ma, con tutta probabilità, nel giro di un biennio (se non di più).

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2017: ecco i sistemi operativi più popolari al mondo https://www.datamanager.it/2017/12/2017-sistemi-operativi-piu-popolari-al-mondo/ Wed, 06 Dec 2017 19:00:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136942 Tra tutti i dispositivi attualmente in circolazione regna Windows, seguito da Android e iOS ma la sorpresa è Symbian Series 40 Netmarket share ha aggiornato la classifica dei sistemi operativi più usati al ondo, un calderone nel quale sono inseriti OS per computer, smartphone, tablet, smart TV e, in generale, Internet delle Cose. Senza poche […]

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Tra tutti i dispositivi attualmente in circolazione regna Windows, seguito da Android e iOS ma la sorpresa è Symbian Series 40

Netmarket share ha aggiornato la classifica dei sistemi operativi più usati al ondo, un calderone nel quale sono inseriti OS per computer, smartphone, tablet, smart TV e, in generale, Internet delle Cose. Senza poche sorprese, a guidare il ranking è Windows nelle sue diverse declinazioni, con il 42,77% di presenza a livello globale. Più staccato c’è Android con il 34,06% e molto indietro iOS, fermo al 17,13%. I numeri sono una chiara conseguenza di dove sta andando il mondo della produttività, o semplicemente dell’accesso, digitale: buona parte è concentrata sui PC ma con un’avanzata senza sosta dei dispositivi mobili, che prima o poi in un prossimo futuro soppianteranno Microsoft. Non è poi così strano: ad oggi esistono degni sostituti di un notebook con a bordo Android e solo in ambito business la supremazia di Redmond è ancora ben lungi dall’essere messa in discussione. 

Il resto

Confermata la distanza che separa Android da iOS (iPhone e iPad), la classifica di Netmarketshare non ha risparmiato alcuni colpi di scena, soprattutto nelle posizioni meno rilevanti. E’ infatti curioso considerare come un sistema operativo appartenente oramai al passato, come Symbian Series 40, sia ancora in giro, almeno sullo 0,11% dei terminali attivi al globo, mentre un OS più recente, quale Windows Phone, porti a casa solo lo 0,09 di adozione, a ragione di come il software fallimentare di Microsoft sia riconosciuto come tale un po’ ovunque. Ovviamente le percentuali non vanno interpretate solo in quanto riferimenti numerici. Linux, ad esempio, è all’1,09% di installazioni, seppur si tratti di un ambiente privilegiato in molti ambiti produttivi, tra software-house e data center. In tutto sono oltre 360 i programmi presenti sul mercato, all’interno di uno scenario frammentato e ancora vasto.

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Dell lancia i nuovi Precision con Linux https://www.datamanager.it/2017/11/dell-lancia-nuovi-precision-linux/ Tue, 28 Nov 2017 19:30:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136304 La compagnia sembra aver messo in pausa la scelta Windows 10, focalizzandosi sulla proposta open-source del famoso pinguino Una famiglia di computer basata su Linux. Questo è il progetto messo in piedi da Dell che ha collaborato con Canonical per la certificazione di nuovi cinque PC della serie Precision, appena lanciati sul mercato. Si tratta […]

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La compagnia sembra aver messo in pausa la scelta Windows 10, focalizzandosi sulla proposta open-source del famoso pinguino

Una famiglia di computer basata su Linux. Questo è il progetto messo in piedi da Dell che ha collaborato con Canonical per la certificazione di nuovi cinque PC della serie Precision, appena lanciati sul mercato. Si tratta di prodotti indirizzati a diversi pubblici, con prezzi che partono da un migliaio di euro per arrivare anche a 3 mila, a seconda delle caratteristiche e specifiche tecniche. Al di là dell’hardware però, il punto di distinzione con il recente passato è proprio la presenza dell’OS open-source, preferito al più classico Windows 10, finora la scelta principale nel comparto della multinazionale americana. Attenzione poi, non stiamo dicendo che sui nuovi Precision non si possa installare il sistema operativo di Microsoft ma solo che la certificazione by Linux assicura un vasto range di compatibilità con programmi e applicazioni anche professionali.

Come sono fatti

A livello tecnico, il primo dispositivo, chiamato Dell Precision 5720, ha un display da 27 pollici e arriva con pre-installato Ubuntu 16.04 con supporto LTS. A bordo ha una scheda grafica AMD Radeon Pro WX e un processore a scelta tra un Intel Xeon di sesta generazione o un Core di settima generazione. Scendendo nell’offerta, troviamo un Precision 7720 con display LED e quattro configurazioni possibili; un Precision 7520 con schermo da 15 pollici FHD e Intel i5-7300, il Precision 5520 con hard disk da 500 GB e per ultimo il Precision 3520, il più economico e dotato di scheda grafica Nvidia Quadro M620. Canonical si è espressa così in merito al lancio dei cinque modelli: “Siamo entusiasti nell’annunciare la disponibilità dei Precision con Ubuntu, pensati dagli sviluppatori per gli sviluppatori, con un design ricercato e un giusto grado di potenza”.

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