Mac – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:08:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Mac – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Microsoft rilascia Office 2019 beta per Mac https://www.datamanager.it/2018/06/microsoft-rilascia-office-2019-beta-per-mac/ Mon, 18 Jun 2018 18:00:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149773 Già disponibile per il download, la suite di produttività di Redmond entra nel mondo del 3D e dei contenuti in 4K. Ecco come scaricare la build Qualche settimana fa Microsoft aveva rilasciato la prima beta pubblica di Office 2019 per Windows. Questa volta tocca alla versione Mac, che pure si rifà il trucco per più […]

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Già disponibile per il download, la suite di produttività di Redmond entra nel mondo del 3D e dei contenuti in 4K. Ecco come scaricare la build

Qualche settimana fa Microsoft aveva rilasciato la prima beta pubblica di Office 2019 per Windows. Questa volta tocca alla versione Mac, che pure si rifà il trucco per più di qualche chicca interessante. Diciamolo subito: per usare la build per nulla definitiva serve comunque una licenza Office 2016 valida, altrimenti non si potrà accedere al download del pacchetto e alle nuove funzionalità. Detto questo, cerchiamo di capire quali sono i principali aggiornamenti apportati da Redmond al suo ecosistema di produttività in declinazione Apple.

Office 2019 per Mac include una serie di ribbon personalizzabili, strumenti per la pianificazione di email e nuovi grafici a imbuto per Excel. Per la maggior parte, le modifiche riguardano quegli elementi della barra condivisi dalle diverse applicazioni della suite, oltre ovviamente a miglioramenti specifici per sezione. Pensiamo alle rinnovate transizioni, al supporto per i modelli SVG e 3D e all’esportazione video 4K su Power Point; alle mappe in 2D e alle nuove funzioni matematiche su Excel; alle novità nella gestione della posta unificata su Outlook, che da il benvenuto alle @mentions, ai template predefiniti, all’invio programmato dei messaggi e alle ricevute di consegna e lettura.

Come sarà

Secondo Microsoft, Office 2019 per Mac, così come la versione Windows, sarà disponibile nella seconda metà del 2018. Potrebbe essere dopo l’estate o più verosimilmente in autunno, sta di fatto che molti degli update possono essere scoperti anche oggi stesso, grazie al programma di Insider per utenti Mac. Tutto ciò che serve è aprire una delle app di Office 2016 in uso e andare su Controlla Aggiornamenti (nel menu del punto interrogativo). Qui dovrebbe essere visualizzata la possibilità di iscriversi al programma di testing e di scaricare uno dei due pacchetti disponibili: Office Insider Fast o Office Insider Slow.

Quello che cambia è che il primo da accesso a tutte le novità della release, compresi eventuali crash ed errori, mentre il secondo contiene migliorie più limitate ma in un ecosistema più stabile. Vale la pena ricordare che non è possibile usare, in contemporanea, Office 2016 e Office 2019 beta, dunque se si vuole tornare indietro bisognerà disinstallare la build in preview.

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Niente Mac Pro fino al 2019 https://www.datamanager.it/2018/04/niente-mac-pro-fino-al-2019/ Mon, 09 Apr 2018 18:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145252 Apple ha confermato che il nuovo desktop sarà pronto solo tra un anno, lasciando l’amaro in bocca ai fan Lo scorso anno apple aveva rivelato di star ripensando completamente alla sua gamma di Mac Pro. Questo aveva mosso la curiosità di tutto il mondo hi-tech ma soprattutto degli appassionati che dal 2013 attendono di mettere […]

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Apple ha confermato che il nuovo desktop sarà pronto solo tra un anno, lasciando l’amaro in bocca ai fan

Lo scorso anno apple aveva rivelato di star ripensando completamente alla sua gamma di Mac Pro. Questo aveva mosso la curiosità di tutto il mondo hi-tech ma soprattutto degli appassionati che dal 2013 attendono di mettere le mani su un desktop finalmente aggiornato nell’aspetto. La sensazione che qualcosa potesse muoversi già da quest’anno c’era e sembrava vicina alla realizzazione, fin quando la Mela non ha confermato che nuovi prodotti della linea computer si avranno solo nel 2019, dunque tra non meno di 10-12 mesi. La compagnia di Cupertino ha rilasciato dichiarazioni che non lasciano dubbi al sito TechCrunch, in cui spiega sommariamente la strategia per il futuro.

Cosa succede

“Vogliamo essere del tutto trasparenti e comunicare apertamente con la nostra community, così come abbiamo fatto sinora. Il Mac pro è un prodotto certo nella nostra linea di business ma arriverà nel 2019. Non ci sono novità per quest’anno. Sappiamo che molte persone pensano già adesso se sia il caso o meno di acquistare un computer della famiglia. Quello che possiamo dire è che l’attesa verrà ripagata” – sono le parole di Tom Boger, direttore senior della divisione hardware product marketing Mac di Apple.

Ad oggi non si sa praticamente nulla del prossimo Mac Pro. Viste le parole del 2017 c’è davvero molta aspettativa circa una rivoluzione del design. Ma anche internamente le cose dovrebbero essere interessanti visto che tra un anno la Mela avrà anche portato a termine lo sviluppo dei propri processori, di cui la rinnovata linea sarà probabilmente dotata. Come detto, al momento l’unico Mac Pro acquistabile è quello lanciato in origine nel 2013, che lo scorso anno ha beneficiato di un upgrade sostanziale con l’arrivo delle CPU Intel Xeon E5 quad-core.

 

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Il processore di Apple è Kalamata https://www.datamanager.it/2018/04/il-processore-di-apple-e-kalamata/ Wed, 04 Apr 2018 18:30:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144946 Verrà integrato a partire dal 2020 al posto dei chip Intel all’interno dei MacBook e iMac per creare una serie di device interoperabili e versatili Dotare di un processore casalingo i propri terminali non è solo questione di business. Da qualche mese oramai, Apple sta lavorando ai suoi chip da portare all’interno di computer e […]

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Verrà integrato a partire dal 2020 al posto dei chip Intel all’interno dei MacBook e iMac per creare una serie di device interoperabili e versatili

Dotare di un processore casalingo i propri terminali non è solo questione di business. Da qualche mese oramai, Apple sta lavorando ai suoi chip da portare all’interno di computer e prodotti hi-tech, con il chiaro obiettivo di disfarsi delle storiche partnership e gestire in totale autonomia l’assemblaggio dei dispositivi. Stando a quanto affermato da una fonte, entro il 2020 la Mela sarà in grado di dotare iMac e MacBook dei suoi Kalamata, nome in codice che distingue il processore della multinazionale americana, che piani piano andrà a sostituire le controparti delle partner, in primi Intel. Al fianco dei suddetti chip, ci saranno i già conosciuti co-processori, dedicati alla gestione del comparto grafico.

Cosa succede

Come detto, si tratta di una strategia di business ma non solo. Piazzare in computer e (forse) smartphone i Kalamata, permetterà alla compagnia di creare una serie di device interoperabili e in grado di comunicare senza soluzione di continuità. Non è un caso se un progetto di Apple sia quello di rendere disponibili su Mac le app di iOS, tramite l’iniziativa interna Marzipan, che probabilmente porterà all’arrivo di uno Store unico, come lo è oggi quello di iPhone e iPad. Ad ogni modo, l’avvento dei chip non è cosa breve, vista la tempistica del 2020 ma è evidente che, con una roadmap come si deve, la Mela sia già sul punto di finalizzare l’operazione, per metterla in pratica sulla lineup da presentare tra un paio di anni, anche qualcosa in più.

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Nuovi Mac in arrivo nel 2018 https://www.datamanager.it/2018/01/nuovi-mac-arrivo-nel-2018/ Wed, 31 Jan 2018 19:30:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139998 Apple starebbe preparando tre modelli con processori casalinghi, i primi realizzati senza il supporto di chip di terze parti. Attesi un computer desktop e due portatili Un passo importante ma non di certo inatteso. Dopo aver insegnato al mondo quanto convenga costruirsi da sé i processori disegnati e ottimizzati per smartphone e tablet, Apple avrebbe […]

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Apple starebbe preparando tre modelli con processori casalinghi, i primi realizzati senza il supporto di chip di terze parti. Attesi un computer desktop e due portatili

Un passo importante ma non di certo inatteso. Dopo aver insegnato al mondo quanto convenga costruirsi da sé i processori disegnati e ottimizzati per smartphone e tablet, Apple avrebbe intenzione di seguire la stessa strada anche per il settore computer. Pare infatti che il 2018 vedrà l’arrivo di tre nuovi modelli di Mac, un desktop e due notebook, tutti potenziati da una CPU made in Cupertino. Ciò comporta notevoli vantaggi sotto diversi punti di vista.

Il primo riguarda la sicurezza: senza doversi interfacciare ogni volta con un fornitore terzo, il team di ingegneri della Mela potrebbe intervenire direttamente al presentarsi di un problema, una falla hardware o software, come accade già per iPhone e iPad. Spostare internamente la produzione dei processori vorrebbe dire abbattere gli attuali costi di approvvigionamento delle risorse, creando tempistiche e strategie che non devono dar conto ad altri se non alle logiche di business della compagnia.

Ci si è arrivati pian piano

Come detto, Apple ha sempre dato un suo tocco alle linee dei Mac vendute sinora. Pensiamo al recente iMac Pro, che ospita un processore T2 per l’elaborazione delle immagini, per la gestione della camera FaceTime e per farsi carico di parte dello sforzo di calcolo durante le fasi di accensione e crittografia dei dati, senza lasciare tutto lo sporco lavoro alla CPU principale.

Sui MacBook Pro del 2016 invece la Mela aveva integrato un chip specifico per la Touch Bar, dimostrando di poter andare ben oltre nella dotazione tecnica dei suoi prodotti. Stando alle prime informazioni dunque, pare che la multinazionale sia pronta a svelare due MacBook di nuova generazione (dopo aver eliminato il supporto alla famiglia Air), al fianco di un desktop, forse il Mac Pro, che attende un aggiornamento dal lontano 2013.

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Anche gli iPhone colpiti dal bug di Intel https://www.datamanager.it/2018/01/anche-gli-iphone-colpiti-dal-bug-intel/ Mon, 08 Jan 2018 10:33:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138469 Apple ha ammesso che tutti gli smartphone, tablet e computer prodotti sinora sono vulnerabili a Spectre e Meltdown. Già rilasciato il primo fix Una conseguenza che potevamo immaginare e che Apple non ha potuto che confermare: a seguito delle vulnerabilità Spectre e Meltdown diffuse la scorsa settimana dal team Project Zero di Google, anche gli […]

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Apple ha ammesso che tutti gli smartphone, tablet e computer prodotti sinora sono vulnerabili a Spectre e Meltdown. Già rilasciato il primo fix

Una conseguenza che potevamo immaginare e che Apple non ha potuto che confermare: a seguito delle vulnerabilità Spectre e Meltdown diffuse la scorsa settimana dal team Project Zero di Google, anche gli iPhone, iPad e Mac (fissi e portatili) soffrono dei famosi tre bug di sicurezza. Oltre all’affermazione però, la Mela ha già affermato come due delle falle (anche se sarebbe più corretto chiamarli exploit) sono già state mitigate grazie agli aggiornamenti a macOS 10.13.2 e iOS 11.2, oltre che tvOS 11.2, indirizzato al set-top-box connesso del gruppo.

Una volta chiuso l’accesso a Meltdown e a un bug di Spectre, nei prossimi giorni arriverà un ulteriore patch per chiudere le porte all’ultima minaccia, anche su Safari, mentre non c’è rischio di contaminazione su Apple Watch, visto che l’hardware di bordo è esente dal buco che interessa i processori Intel, AMD e ARM.

Come difendersi

Se su piattaforma Windows e Android la situazione è parecchio pericolosa, in ambito Apple il rischio di infezione può essere limitato scaricando applicazioni solo dagli store ufficiali. Sappiamo infatti quanto sia facile scovare pacchetti apk online da installare manualmente su Android mentre lo stesso non è possibile sugli iPhone, che di per sé accettano solo certificati da programmi pubblicati sul negozio della casa. Resta da capire se i dubbi circa l’intervento dei chipmaker e degli sviluppatori di software e sistemi operativi impatterà anche sulle performance degli smartphone, come accadrà sicuramente per il mondo computer. Evitare di lasciare una porta aperta nel kernel difettoso vuol dire infatti rallentare l’esecuzione automatica dei passaggi che Project Zero ha individuato essere passibili di attacco, riducendo sensibilmente la velocità delle operazioni dei terminali.

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Su Facebook Workplace arrivano anche le chat https://www.datamanager.it/2017/10/facebook-workplace-arrivano-anche-le-chat/ Mon, 30 Oct 2017 14:17:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134055 Il social per professionisti ora ha un client per Microsoft e Apple e raggiunge quota 30 mila utenti a livello globale Sempre più social, sempre più collaborativo. Il lavoro, in tanti settori, non può più fare a meno del web 2.0. Non parliamo dei 5 minuti passati a controllare la propria bacheca ma di soluzioni […]

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Il social per professionisti ora ha un client per Microsoft e Apple e raggiunge quota 30 mila utenti a livello globale

Sempre più social, sempre più collaborativo. Il lavoro, in tanti settori, non può più fare a meno del web 2.0. Non parliamo dei 5 minuti passati a controllare la propria bacheca ma di soluzioni nate proprio per mimare le piattaforme più famose ma in ottica produttiva. In un contesto del genere, Slack l’ha fatta da padrone per diverso tempo. Da un anno però Facebook ha reso disponibile per tutti Workplace, il suo precedente At Work usato in versione di prova da qualche compagnia prima della sperimentazione globale. A 12 mesi di distanza, la compagnia statunitense ha rivelato un paio di numeri circa l’adozione, oltre ad annunciare interessanti novità già introdotte nella release Beta.

Numeri e aggiornamenti

Prima di tutto, Facebook Workplace conta oggi 30 mila organizzazioni che usano il servizio, esattamente il doppio rispetto a sei mesi fa. Queste possono sfruttare i piani scalabili che prevedono un costo per utente che scende all’aumentare dei collaboratori inseriti. Se finora l’accesso era possibile tramite app, ora esiste anche un client ad-hoc per Windows e uno per macOS, che semplifica così la fruizione del sito anche da dietro una scrivania. Una bella novità è l’arrivo delle chat, già ampiamente anticipato e ora realtà per le connessioni online, mentre presto dovrebbe essere il turno delle video-chat, così da disturbare quanto possibile anche Skype.

Zuckerberg sta spingendo molto sulla sua creatura per il business per un motivo fondamentale: dei 30 mila clienti solo una piccola parte è pagante visto che Facebook offre un utilizzo gratuito a scuole, no-profit e community specifiche. Vada per l’incremento del buzz circa il progetto ma è evidente che l’obiettivo sia portare a casa più revenue possibili. Basti pensare che proprio Slack, concorrente diretto, conta oltre 4 milioni di iscritti, una fetta che prende quasi la totalità della torta dei social for enterprise.

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Le spedizioni dei PC scendono ancora https://www.datamanager.it/2017/10/le-spedizioni-dei-pc-scendono-ancora/ Thu, 12 Oct 2017 18:30:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132672 Secondo Gartner le vendite hanno perso il 3,6% nel terzo trimestre dell’anno: è il 12esimo di seguito con il segno meno Da ben 12 trimestri (quindi tre anni) il mercato dei PC è in picchiata. Stando alle ultime rilevazioni di Gartner, nel trimestre da giugno a settembre del 2017 le spedizioni hanno perso il 3,6% […]

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Secondo Gartner le vendite hanno perso il 3,6% nel terzo trimestre dell’anno: è il 12esimo di seguito con il segno meno

Da ben 12 trimestri (quindi tre anni) il mercato dei PC è in picchiata. Stando alle ultime rilevazioni di Gartner, nel trimestre da giugno a settembre del 2017 le spedizioni hanno perso il 3,6% a livello globale. Anno su anno i numeri continuano a scendere e, nonostante qualche segno di stallo vissuto in precedenza, il declino è sempre più inevitabile. Gli analisti stimano in 67 milioni le unità spedite in tutto il mondo nel recente periodo di riferimento, con in testa alla classifica, benché al ribasso, HP poi Lenovo, Dell, Asus, Apple e Acer. Tra queste, solo HP ha mantenuto un certo incremento delle vendite, mentre tutte le altre hanno sofferto una certa diminuzione, con addirittura Asus che vede un -9% rispetto allo stesso trimestre del 2016.

A cosa è dovuto il calo

La stessa Gartner, così come IDC, punta il dito su diversi fattori che avrebbero causato un tale ribasso nel numero di unità spedite globalmente. Tra tutti l’ovvia mancanza di domanda da parte dei consumatori ma anche un’evidente scarsità delle componenti necessarie alla costruzione, con un costo che nel tempo non si è contratto. “I paesi con un’economia stabile, come gli Stati Uniti, hanno contribuito a mantenere un feeling positivo verso il mercato, specialmente per le piccole e medie imprese. Gli altri invece soffrono perché maggiormente vulnerabili a eventi esterni, sia politici che economici” – spiegano da Garnet. Sulla stessa falsariga IDC: “L’introduzione nei paesi emergenti e il potenziale per un ricambio generazionale rappresentano elementi che teniamo d’occhio sebbene ci aspettiamo un certo declino nel quantitativo di pezzi venduti anche nei prossimi anni”.

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Un nuovo standard USB promette di raddoppiare le velocità di trasferimento dei dati https://www.datamanager.it/2017/07/un-standard-usb-promette-raddoppiare-le-velocita-trasferimento-dei-dati/ Fri, 28 Jul 2017 18:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129638 Apple, HP, Intel e Microsoft stanno discutendo sull’implementazione della generazione 3.2 che permetterebbe di raggiungere nuove vette nel trasferimento tra dispositivi Aspettiamo ancora la decisa affermazione dell’USB di Tipo-C che già il mercato guarda oltre. La generazione 3.1 sta infatti per essere scavalcata da un nuovo standard, sul quale si è aperto un tavolo di […]

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Apple, HP, Intel e Microsoft stanno discutendo sull’implementazione della generazione 3.2 che permetterebbe di raggiungere nuove vette nel trasferimento tra dispositivi

Aspettiamo ancora la decisa affermazione dell’USB di Tipo-C che già il mercato guarda oltre. La generazione 3.1 sta infatti per essere scavalcata da un nuovo standard, sul quale si è aperto un tavolo di discussione tra player come Apple, HP, Intel e Microsoft. L’USB 3.2 non sarà realtà prima del 2018 ma già oggi possiamo intravedere i benefici che porterà sui device compatibili. Il punto di rottura con il passato è la possibilità di effettuare operazioni cosiddette multi-lane, abilitando così un flusso maggiore di dati trasferiti in un minor tempo rispetto ai limiti attuali. Si parla infatti di due canali da 5 e 10 Gbps ognuno, autostrade a corsie velocissime che apriranno a scenari innovati di data transfer.

Come funziona

Il bello è che basterà avere un host certificato 3.2 per beneficiare già di velocità superiori nello spostamento dei file. Certo, come indicano i fautori, il panorama migliore è quello in cui un host invia a un dispositivo certificato, tramite un cavo USB 3.2, le informazioni ma anche in assenza di tutti e tre gli elementi ci sarà comunque un notevole vantaggio rispetto allo standard odierno. A quanto pare, la generazione 3.2 sarà compatibile con la 3.0 e, concretamente, non cambierà nulla nella forma di porte e cavetti nei confronti dell’attuale USB di Tipo-C. Non servirà dunque cambiare fili e adattatori, che verranno aggiornati con il tempo. È troppo presto per dire quali prodotti supporteranno il prossimo collegamento o quando lo vedremo effettivamente all’opera ma a settembre negli Stati Uniti ci sarà l’USB Developer Day durante il quale potremmo saperne di più.

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Kaspersky Endpoint Security Cloud protegge i dispostivi Mac aziendali e fornisce funzionalità avanzate agli MSP https://www.datamanager.it/2017/07/kaspersky-endpoint-security-cloud-protegge-dispostivi-mac-aziendali-fornisce-funzionalita-avanzate-agli-msp/ Wed, 12 Jul 2017 14:25:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128447 Il pericolo a cui sono esposte le aziende che utilizzano dispositivi Mac è reale: nel 2016, Kaspersky Lab ha rilevato 11,8 milioni di attacchi informatici diretti a utenti Mac. I malware per MacOS, il phishing che non dipende dal sistema operativo utilizzato e gli attacchi “man in the middle” possono facilmente confutare il falso mito […]

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Il pericolo a cui sono esposte le aziende che utilizzano dispositivi Mac è reale: nel 2016, Kaspersky Lab ha rilevato 11,8 milioni di attacchi informatici diretti a utenti Mac. I malware per MacOS, il phishing che non dipende dal sistema operativo utilizzato e gli attacchi “man in the middle” possono facilmente confutare il falso mito della sicurezza dei dispositivi Apple.

Al fine di proteggere le aziende dall’eccesso di fiducia riposto nella presunta sicurezza di questi dispositivi, Kaspersky Lab ha rilasciato una nuova versione del suo Kaspersky Endpoint Security Cloud, che fornisce ai dispositivi Mac aziendali una protezione multilivello basata su cloud e offre ai service provider una maggiore automazione e superiori possibilità di gestione.

Proteggere i Mac da minacce reali

Le funzionalità di sicurezza integrate nelle piattaforme Apple non scoraggiano più i cyber criminali. Il biennio 2016-2017 è stato caratterizzato dalla comparsa di nuove minacce destinate ai Mac: da KeRanger, il primo ransomware interamente rivolto a dispositivi Mac emerso a marzo 2016, fino al malware “Fruitfly” e al ransomware “Patcher” agli inizi del 2017. A questi attacchi si aggiungono le minacce mirate come spam, phishing e social engineering che prendono di mira le persone – non i sistemi operativi – e di fronte alle quali le tecnologie dei sistemi MacOS possono rivelarsi inefficaci.

È proprio la presunta immunità dalle cyber minacce a rendere i dispositivi Mac un obiettivo interessante per gli sviluppatori dei malware più sofisticati: i criminali possono, infatti, sfruttare questi sistemi, meno vulnerabili ma notoriamente non protetti, per accedere alla più ampia rete aziendale. Non sono in pericolo solamente gli studi di design, le agenzie pubblicitarie e le startup, dove i Mac sono più diffusi. Proteggere sia i sistemi operativi Windows sia quelli Mac, così come le piattaforme mobile, diventa quindi una sfida per le aziende con diverse soluzioni IT.

Per aiutare queste aziende a garantire la sicurezza di tutte le piattaforme, Kaspersky Lab ha rilasciato una nuova versione di Kaspersky Endpoint Security Cloud, che ora protegge anche i dispositivi Mac aziendali. Questa soluzione permette alle piccole e medie imprese di semplificare la propria gestione da remoto della sicurezza su più workstation MacOS e Windows, dispositivi mobile e file server, attraverso una intuitiva console cloud based. Gli utenti Mac riceveranno, ora, una protezione multilivello anti-malware e web, oltre a una configurazione di esclusioni dalla scansione e l’uso ottimizzato delle risorse del computer.

Più automazione e una gestione semplificata per gli MSP

La gestione di più account contemporaneamente richiede ai service provider tool specializzati per ottenere visibilità e controllo avanzati del flusso di lavoro, fatturazione e reportistica automatiche e senza soluzione di continuità e una gestione unificata della sicurezza. Per consentirlo, Kaspersky Lab ha quindi completato l’integrazione di Kaspersky Endpoint Security Cloud con le migliori piattaforme RMM (Remote Monitoring and Management) e PSA (Professional Service Automation) del mercato: ConnectWise Manage e ConnectWise Automate.

Installando Kaspersky Security Integration Plugin, i team MSP hanno accesso ad aggiornamenti e scansioni di sicurezza automatizzati, gestione remota dei client e una dashboard di sicurezza centralizzata per gestire gli account dei clienti da un’unica console ConnectWise.

Grazie alla console di gestione cloud aggiornata di Kaspersky Endpoint Security Cloud, gli MSP possono ora assegnare a diversi amministratori la gestione della sicurezza IT. Questo offre maggiore flessibilità ai team dei service provider e una visibilità superiore ai loro clienti, che possono monitorare la protezione delegando i diritti di amministratore allo staff interno. La dashboard MSP integrata include l’elenco delle aziende, il numero di dispositivi, le licenze disponibili e le date di scadenza delle licenze, affinché gli MSP possano avere su una visione unica di tutte le aziende gestite.

“Siamo felici di presentare la nuova versione di Kaspersky Endpoint Security Cloud, che consente alle aziende di proteggere anche i computer Mac, garantendo una protezione dalle cyber minacce che non rallenti il business delle piccole e medie imprese e che assicuri la protezione dell’intera rete aziendale – anche nel caso in cui si avesse un solo quarto d’ora da dedicare alla sicurezza. Se non sono disponibili risorse interne, la soluzione aiuta anche a dare in outsourcing la gestione della sicurezza IT a un service provider, assicurando la tracciabilità di ciò che avviene nella propria infrastruttura”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.

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I Surface Laptop e Pro arrivano in Italia https://www.datamanager.it/2017/06/surface-laptop-pro-arrivano-italia/ Mon, 19 Jun 2017 18:00:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126924 I nuovi dispositivi per la produttività finalmente disponibili nel nostro paese. Si parte da 1.169 euro mentre nessuna notizia per l’all-in-one Studio Se il mercato dei 2-in-1 continua a crescere è anche merito di Microsoft. La linea dei Surface, lanciata anni fa, non ha subito attirato l’attenzione che meritava. Tablet o notebook di fascia media? […]

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I nuovi dispositivi per la produttività finalmente disponibili nel nostro paese. Si parte da 1.169 euro mentre nessuna notizia per l’all-in-one Studio

Se il mercato dei 2-in-1 continua a crescere è anche merito di Microsoft. La linea dei Surface, lanciata anni fa, non ha subito attirato l’attenzione che meritava. Tablet o notebook di fascia media? Lavoro o svago? Nel tempo la famiglia si è migliorata, anche grazie all’avvento di Windows 10, il sistema operativo capace di restituire un’immediatezza e versatilità d’uso praticamente ovunque, senza grosse difficoltà. I due nuovi modelli di Surface si chiamano Laptop e Pro e vengono messi in vendita nel nostro paese a meno di un mese dal lancio ufficiale di Shangai. L’Italia è infatti tra le prime nazioni ad accogliere il portatile e l’ibrido di casa Redmond, che puntano decisamente a guadagnarsi la palma di dispositivi migliori delle rispettive categorie.

Qualità per tutti

C’è poco da dire sulla dotazione hardware sia di Surface Laptop che Surface Pro. Il primo è un notebook classico, realizzato con materiali premium, che strizza l’occhio al design di Apple e ai prodotti di livello più alto. Ha un display touch da 13,5 pollici, supporto alla Surface Pen, processori Intel Core i5 oppure i7 Kaby Lake e memorie RAM fino a 512 GB. Lo stile è il suo punto di forza tanto che la stessa Microsoft ha deciso di scommettere sul materiale Alcantara per ricoprire la tastiera e definire alcuni gadget (come il mouse), segno che vada per la potenza ma anche l’occhio vuole la sua parte.

Surface Pro è invece un logico aggiornamento della gamma 2-in-1, con CPU anche in questo caso Kaby Lake, ram configurabile e storage a scelta. Si parte da 1.169 euro per Surface Laptop, 959 euro per il Pro. In alcuni paesi è stato messo in vendita anche Surface Studio, l’interessante all-in-one che mira al trono degli iMac nel settore professionale (soprattutto designer). Non è dato sapere quando e se arriverà in Italia ma è probabile che se ne riparlerà dopo l’estate.

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