New York – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:59:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png New York – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Hyperloop pensa alla tratta da New York a Washington DC https://www.datamanager.it/2018/02/hyperloop-pensa-alla-tratta-new-york-washington-dc/ Thu, 22 Feb 2018 10:52:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141781 Elon Musk ha ottenuto il via libera per cominciare a scavare nel sottosuolo degli USA e porre le basi per le stazioni del futuro La Boring Company di Elon Musk ha ottenuto il permesso per cominciare a scavare sotto il terreno di Washington DC. Qui dovrebbe essere costruita una delle decine di stazioni di collegamento […]

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Elon Musk ha ottenuto il via libera per cominciare a scavare nel sottosuolo degli USA e porre le basi per le stazioni del futuro

La Boring Company di Elon Musk ha ottenuto il permesso per cominciare a scavare sotto il terreno di Washington DC. Qui dovrebbe essere costruita una delle decine di stazioni di collegamento che l’eclettico imprenditore vorrebbe far sorgere in giro per il mondo, così da realizzare il sogno del viaggio ultrasonico. Secondo il portavoce del sindaco della capitale USA: “Siamo solo agli inizi e vogliamo capire quali siano i progetti e la visione strategica di Hyperloop”.

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Nel concreto, quello che oggi Musk può fare è capire se ci siano davvero i presupposti per ospitare, a diversi metri nel sottosuolo, i binari entro cui far volteggiare i famosi pod, le cabine dentro cui le persone saranno trasferite da un punto all’altro della rete, a velocità che non possiamo nemmeno immaginare. Stando alle informazioni tecniche diffuse in passato da Hyperloop, New York e Washington DC sarebbero distanti solo 29 minuti, un tempo decisamente più breve 4 ore necessarie attualmente.

Cosa succede

Il problema è che per costruire il vasto impianto di Hyperloop ci vorranno anni, forse decenni. Anche a livello burocratico, portare a casa permessi di ogni tipo può rappresentare un forte rallentamento al progetto. Basti pensare a quanto successo con la terza linea della metropolitana a Roma o con i lavori di viabilità nel nostro paese. Probabilmente Musk non tenterebbe nemmeno di approcciare il mercato italiano per non impazzire prima del tempo.

Altri paesi più flessibili, come l’India, potrebbero invece accogliere Hyperloop prima del previsto. Presto infatti entrerà nel vivo lo studio di fattibilità della linea Mumbai – Pune, la cui pista di prova, se tutto dovesse procedere senza intoppi, sarà pronta nel giro di tre anni, dunque nel 2021. Dopo un certo periodo di prova, entro il 2028 la tratta sarà attiva, con una media di 25 minuti per un viaggio che, oggi, ne richiede almeno sette volte tanto.

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Verizon ha sperimentato il 5G durante il Super Bowl 2018 https://www.datamanager.it/2018/02/verizon-sperimentato-5g-super-bowl-2018/ Wed, 07 Feb 2018 14:19:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140550 Mentre migliaia di fan assistevano allo show sportivo più seguito negli USA, la telco provava la sua rete ultra-veloce in contemporanea tra Minneapolis, New York City e Seul Di soppiatto, nella confusione del Super Bowl LII, Verizon ha mostrato a pochi fortunati cosa vuol dire beneficiare di un collegamento in 5G. Lo ha fatto connettendo […]

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Mentre migliaia di fan assistevano allo show sportivo più seguito negli USA, la telco provava la sua rete ultra-veloce in contemporanea tra Minneapolis, New York City e Seul

Di soppiatto, nella confusione del Super Bowl LII, Verizon ha mostrato a pochi fortunati cosa vuol dire beneficiare di un collegamento in 5G. Lo ha fatto connettendo una stanza dello U.S. Bank Stadium, sul quale campo si stava giocando la finale più attesa dagli sportivi americani, con un’altra città degli States, New York City e Seul, lontana mezzo mondo. La prima dimostrazione ha riguardato proprio la Corea del Sud dove Chang-Gyu Hwang, CEO di Korea Telecom, ha intrattenuto una videochiamata di qualche minuto con Lowell McAdam, CEO di Verizon.

I due hanno chiacchierato tramite una rete sperimentale 5G, cavalcata attraverso un prototipo di tablet a marchio Samsung con chip di nuova generazione, teoricamente lo stesso che vedremo nei dispositivi consumer tra un annetto. Grazie alle infrastrutture delle telco, la call ha viaggiato su velocità di “multi-gigabit al secondo”, switchando in maniera intelligente tra il network tester del 5G e il preesistente e consolidato 4G al quale, è bene ricordarlo, erano già connessi i tifosi allo stadio.

Come funziona

Per quanto riguarda New York City, dalla base di Minneapolis è partito uno streaming della partita live, ripresa in modalità 360, e diffuso a migliaia di chilometri di distanza a un visore di realtà virtuale (presumibilmente un Gear VR ma non ne siamo certi) in alta risoluzione. Quando le sperimentazioni saranno terminate e il 5G si porrà davvero come uno standard accessibile a tutti, si potranno beneficiare di contenuti VR anche in 4K, con latenze così minime da non essere nemmeno prese in considerazione dall’occhio umano. Quello di Verizon è un test che richiama un bel po’ di attenzione perché avvenuto durante il Super Bowl ma di certo non è il solo.

Tante compagnie sono al lavoro per ottimizzare i loro sistemi in vista del 2020, quando il protocollo di rete verrà adottato un po’ ovunque, a partire dalle grandi città fino ai centri più piccoli. A differenza della concorrenza, Verizon è quella che si sta muovendo più in fretta per ultimare strutture e piattaforme, tanto da ipotizzare, con un chiaro obiettivo di marketing, il lancio dei primi servizi 5G già entro la fine del 2018.

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General Motors è pronta per i test sulle auto indipendenti https://www.datamanager.it/2017/10/general-motors-pronta-test-sulle-auto-indipendenti/ Thu, 19 Oct 2017 18:30:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133232 Dal 2018 la divisione Cruise Automation proverà la guida autonoma per le strade di New York. “Sarà un vantaggio per noi testare situazioni critiche e inusuali” Aspettiamoci, da qui ai prossimi anni, un ingresso a gamba tesa di tutti i principali brand automotive nel settore della guida autonoma. Con questo non vogliamo dire che i […]

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Dal 2018 la divisione Cruise Automation proverà la guida autonoma per le strade di New York. “Sarà un vantaggio per noi testare situazioni critiche e inusuali”

Aspettiamoci, da qui ai prossimi anni, un ingresso a gamba tesa di tutti i principali brand automotive nel settore della guida autonoma. Con questo non vogliamo dire che i marchi globali avranno ognuno la propria offerta di veicoli senza pilota ma che potranno studiare soluzioni integrative interessanti, anche in partnership. Il vantaggio sarà poter provare le singole tecnologie sulle strade vere, dove il cervello di bulloni e in silicio dovrà districarsi tra eventi e situazioni spesso poco prevedibili. Più o meno quello che vivrà il primo mezzo self-driving di General Motors, quando scenderà per le strade di New York. La città statunitense ha infatti concesso la licenza al gruppo per abilitare i test sul campo a partire dal 2018, tramite un brevetto sinora unico ed esclusivo. Il motivo? GM è stata la sola compagnia a rispettare tutte le richieste dell’ufficio tecnico preposto dal sindaco Andrew Cuomo al controllo e rilascio delle autorizzazioni.

Cosa accadrà

“Per noi sarà un vantaggio competitivo assoluto – ha spiegato Kyle Vogt, CEO di Cruise Automation, la divisione di General Motors che si occuperà della sperimentazione a New York – la Grande Mela è una delle città più dense di popolazione e traffico al mondo e ciò consentirà ai nostri sistemi di ritrovarsi nel mezzo di eventi poco usuali e situazioni imprevedibili. In questo modo potremo migliorare i software e renderli pronti a comprendere meglio l’ambiente circostante e a prendere decisioni corrette in maniera più veloce”. In realtà, GM non potrà portare le sue vetture per tutte le strade di New York.

La licenza è delimitata a un’area di circa 8 chilometri quadrati e comunque lontana dalle scuole ed edifici. Tuttavia la multinazionale potrà godersi da sola tutta l’esperienza di guida autonoma nella City, visto che i test delle concorrenti sono ben lontani dalla frenesia del centro urbano americano per eccellenza. Ad oggi le sperimentazioni in USA avvengono in Arizona, California e Pennsylvania, dove le regole per scendere in pista sono meno restrittive che altrove.

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New York vuole diventare la seconda casa di Amazon https://www.datamanager.it/2017/09/new-york-vuole-diventare-la-seconda-casa-amazon/ Mon, 18 Sep 2017 17:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131066 Amazon vuole investire 5 miliardi di dollari nella costruzione di una nuova sede e New York si candida Amazon è una multinazionale con un giro d’affari di miliardi di dollari. L’azienda leader nel campo dell’e-commerce si sta espandendo in altri settori che comprendono anche la vendita al dettaglio con punti vendita fisici ma ha bisogno […]

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Amazon vuole investire 5 miliardi di dollari nella costruzione di una nuova sede e New York si candida

Amazon è una multinazionale con un giro d’affari di miliardi di dollari. L’azienda leader nel campo dell’e-commerce si sta espandendo in altri settori che comprendono anche la vendita al dettaglio con punti vendita fisici ma ha bisogno di spazio per occuparsi di tutte le sue attività. Il colosso online fondato da Jeff Bezos, che sta pensando ad un dongle e una Fire TV con Alexa integrato, ha quindi intenzione di costruire un secondo grande quartier generale oltre all’avveniristico polo che verrà completato entro pochi anni a Seattle. Amazon ha quindi indetto un concorso tra le varie città americane e New York è quella che si è mossa con maggiore forza per vincerlo.

La Grande Mela ha chiesto il sostegno della cittadinanza e delle aziende locali per la presentazione del proprio progetto chiedendo suggerimenti su quali sarebbero i luoghi ideali in cui Amazon potrebbe costruire la sua nuova sede. New York dovrà comunque vedersela con candidate di spicco come Chicago, Baltimora, Huston, Boston, Orlando e si vocifera altri 50 grandi centri negli Stati Uniti. Queste avranno tempo fino al 19 ottobre per presentare i loro progetti ma al momento la capitale economica USA sembra essere in vantaggio. Qui Amazon potrà trovare forza lavoro qualificata e diversificata e avrà come vicine molte altre importanti aziende del settore hi-tech come Google. Proprio a New York si trova infatti la seconda sede più importante di Big G dopo quella di Mountain View con oltre 5mila dipendenti. Per la metropoli diventare la seconda casa di Amazon sarebbe un affare non da poco. Bezos vorrebbe investire fino a 5 miliardi di dollari in questo progetto che oltre all’indotto porterebbe migliaia di nuovi posti di lavoro. La decisione finale dell’azienda sarà annunciata all’inizio del 2018 insieme ai dettagli sulla costruzione.

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Ford Motor Company lancia Chariot, l’innovativo servizio di navetta su base collettiva https://www.datamanager.it/2017/08/ford-motor-company-lancia-chariot-linnovativo-servizio-navetta-base-collettiva/ Tue, 01 Aug 2017 13:00:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129786 Ford Motor Company annuncia il lancio a New York di Chariot, l’innovativo servizio di navetta su base collettiva, nato con l’intento di offrire una soluzione di mobilità a chi oggi è escluso, principalmente per ragioni strutturali, dai servizi di trasporto pubblico Nell’ambito dello sviluppo di soluzioni in grado di rispondere alle sfide dell’attuale mobilità urbana, […]

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Ford Motor Company annuncia il lancio a New York di Chariot, l’innovativo servizio di navetta su base collettiva, nato con l’intento di offrire una soluzione di mobilità a chi oggi è escluso, principalmente per ragioni strutturali, dai servizi di trasporto pubblico

Nell’ambito dello sviluppo di soluzioni in grado di rispondere alle sfide dell’attuale mobilità urbana, Ford Mortor Company annuncia il lancio, nel mese di agosto, del servizio di navetta su base collettiva Chariot, con l’intento di offrire una soluzione di mobilità a chi oggi è escluso, principalmente per ragioni strutturali, dai servizi di trasporto pubblico.

Le navette Chariot si inseriranno nelle opzioni per il trasporto di massa per colmare il divario tra taxi e autobus, fornendo un’opzione di trasporto su richiesta, da punto a punto, comoda, efficiente ed economica. Negli orari di punta, le navette Chariot transiteranno nelle aree a maggior tasso di pendolarismo per poi riproporre i medesimi servizi, alla fine della giornata lavorativa. Ogni navetta sarà in grado di ospitare comodamente oltre 12 persone garantendo un posto a sedere per ogni occupante.

“La mission di Chariot, sin dal primo giorno, è stata quella di risolvere il problema del pendolarismo, fornendo una soluzione di trasporto di massa veloce, affidabile e conveniente per coloro che vivono nelle città di oggi”, ha dichiarato Ali Vahabzadeh, Co-Founder e CEO di Chariot. “Vogliamo aiutare le persone a muoversi più facilmente ovunque loro desiderino andare, sia che abbiano bisogno di raggiungere uno snodo di transito, sia che vivano in una zona poco servita dai mezzi pubblici”.

New York è la terza realtà urbana ad essere coinvolta nel progetto di espansione di Chariot, che sarà inizialmente introdotto in 2 aree predefinite, una a Manhattan e una a Brooklyn, con una tariffa forfettaria di 4 dollari per corsa. Ulteriori itinerari saranno sviluppati su richiesta a livello collettivo. Entro l’autunno, Chariot prevede l’inserimento nella Grande Mela di 60 navette.

Chariot, user-friendly e dinamico

Durante il lancio di Chariot a New York, i pendolari potranno utilizzare un processo di condivisione dei percorsi semplificato, per rendere l’esperienza maggiormente user-friendly. Chariot mostrerà, infatti, sulle proprie mappe le aree già predisposte per i servizi di shuttle consentendo poi ai pendolari di poter condividere itinerari aggiuntivi.

Gli utenti potranno, altresì, creare dei percorsi personalizzati suggerendo nuove aree che secondo loro potrebbero beneficiare dei servizi di Chariot, quindi condividere la loro proposta con amici, familiari e vicini, interessati, a loro volta, ai medesimi itinerari. Nel momento in cui, le richieste presentate dovessero essere ritenute in numero sufficiente per sostenere e finanziare il percorso proposto, Chariot si occuperà di inviare le navette necessarie a coprire tale zona.

I team Global Data, Insights e Analytics di Ford supporteranno Chariot nell’integrazione della sua mappatura utilizzando algoritmi per analizzare i dati e mappare percorsi efficaci per servire al meglio e in tempo reale, le esigenze di mobilità delle comunità sfruttando, inoltre, i dati relativi al traffico e all’infrastrutture già esistenti.

Utilizzare Chariot sarà semplicissimo. Gli utenti dovranno semplicemente aprire e controllare l’App dedicata per trovare i percorsi a loro più vicini, riservare un posto garantito e nel mentre dirigersi verso il Chariot assegnato.

Garantire le migliori modalità di trasferimento per i pendolari

Con l’aumento della popolazione nella città di New York, sempre più persone utilizzano il trasporto pubblico. Nel 2016, la media giornaliera di presenze sulla metropolitana è stata di 5,7 milioni di persone, la più alta dal 1948, secondo la Metropolitan Transit Authority di New York. La media annuale di presenze supera i 1,7 miliardi.

La difficoltà nell’utilizzo dei mezzi pubblici non nasce soltanto a causa dell’enorme numero di pendolari coinvolti ma anche e soprattutto per chi oggi è escluso, principalmente per ragioni strutturali, dai tali servizi. Come emerge dallo studio condotto dal Furman Center dell’Università di New York, mentre il 94% delle abitazioni di Manhattan si trovano a meno di 1 chilometro da una fermata della metropolitana, nel Queens la percentuale si riduce al 54%. Per molti, può esser complicato anche solo avvicinarsi ai punti di passaggio per raggiungere altri mezzi.

“Sappiamo quanto sia importante per tutti essere in grado di spostarsi in modo agevole, soprattutto in luoghi densamente popolati come New York”, ha commentato Jessica Robinson, Director di Ford City Solutions. “Chariot nasce come soluzione per aiutare le città nel prendersi cura delle persone assicurandosi che le loro esigenze non siano sacrificate a causa di una mobilità limitata”.

Le navette Chariot possono così espandere la portata dei mezzi pubblici e offrire soluzioni da punto a punto, per completare percorsi dei pendolari. A San Francisco, dove Chariot gestisce 12 aree dedicate ai pendolari, circa il 20% degli utenti lo utilizzano nei collegamenti verso i diversi centri di transito come Bart e Caltrain o per raggiungere i terminal dei traghetti.

Il servizio può anche essere utilizzato per integrare il transito pubblico durante le ore di punta garantendo spostamenti di massa che contribuiranno a ridurre la presenza su strada di singole automobili. Uno studio commissionato da Ford e condotto da KPMG ha mostrato che ogni shuttle dinamico messo in servizio potrebbe eliminare la presenza su strada di ben 10 automobili.

Oltre ai servizi di navetta su base collettiva, Chariot sta lanciando a New York City anche servizi dedicati alle imprese e charter. I servizi per le imprese saranno disponibili per le aziende che vorranno offrire shuttle condivisi per i loro dipendenti, mentre i charter consentiranno agli utenti di prenotare direttamente un Chariot privato da 14 passeggeri per gite giornaliere o per eventi.

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Super Mario in AR è il futuro del gaming https://www.datamanager.it/2017/06/super-mario-ar-futuro-del-gaming/ Fri, 23 Jun 2017 18:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127389 Uno sviluppatore ha ricreato un singolo livello del famoso titolo Nintendo adattandolo agli HoloLens di Microsoft. Il risultato è straordinario No, non correte a comprare un paio di HoloLens, tanto non li troverete da nessuna parte. Sappiamo che dopo aver visto il filmato pubblicato più avanti la voglia sarà tanta ma bisognerà attendere ancora un […]

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Uno sviluppatore ha ricreato un singolo livello del famoso titolo Nintendo adattandolo agli HoloLens di Microsoft. Il risultato è straordinario

No, non correte a comprare un paio di HoloLens, tanto non li troverete da nessuna parte. Sappiamo che dopo aver visto il filmato pubblicato più avanti la voglia sarà tanta ma bisognerà attendere ancora un po’ prima di poter mettere le mani su una versione consumer degli occhialini. intanto Abhishek Singh, sviluppatore newyorkese, ha pensato bene di farci dare uno sguardo al futuro del gaming, adattando un livello di Super Mario al magico mondo della Realtà Aumentata. Se fino il metro di paragone era Pokémon Go, la sensazione è che presto le cose cambieranno notevolmente, aprendo a nuovi scenari di intrattenimento davvero interessanti. L’ambientazione nella quale si svolge Mario Bros è quella del Central Park, luogo ideale dove poter ricalcare le gesta del famoso idraulico italiano.

[ot-video type=”youtube” url=”https://youtu.be/RjJ44klc8zk”]

Come funziona

Il filmato sopra vale più di mille parole ma è necessario fermarsi un attimo a riflettere su ciò che potrà essere il domani dell’AR applicato ad ambiti ludici. Grazie a Microsoft e al rilascio da parte di Apple dell’ARKit per iOS, sempre più sviluppatori si stanno muovendo verso un lavoro di codificazione multipiattaforma, che prende in forte considerazione anche l’interazione con il mondo circostante. Da questo punto di vista, è alquanto banale ipotizzare un certo successo per declinazioni 3D di titoli già visti sulle console tradizionali. Pensiamo proprio a Pokémon Go e al mercato a cui ha dato vita, spingendo persino i brand a regalare Pokéstop pur di portare clienti nei loro showroom o ristoranti.

Il modello Super Mario va anche oltre, catapultando il giocatore in una dimensione che presto non potrà più essere considerata solo virtuale, se al suo interno si potranno ottenere benefit reali e spendibili fuori (pensiamo a voucher, coupon, sconti). Il passaggio da una modalità classica di vivere l’intrattenimento, e dunque del fare marketing, ad una nuova, virtuale e immersiva, è più semplice di quanto si pensi e in grado di portare la creatività e le strategie di business su livelli non solo mai raggiunti ma nemmeno pensati.

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Le auto senza pilota presto in strada a New York https://www.datamanager.it/2017/05/le-auto-senza-pilota-presto-strada-new-york/ Fri, 12 May 2017 09:16:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124758 Anche la Grande Mela entra nella lista delle città che permettono alle aziende di richiedere test specifici per i loro veicoli innovativi. Entusiasta il sindaco Cuomo California, Neva e Arizona. Questi sinora erano gli unici stati che permettevano alle compagnie hi-tech e automotive di richiedere pass speciali per portare in strada i loro veicoli senza […]

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Anche la Grande Mela entra nella lista delle città che permettono alle aziende di richiedere test specifici per i loro veicoli innovativi. Entusiasta il sindaco Cuomo

California, Neva e Arizona. Questi sinora erano gli unici stati che permettevano alle compagnie hi-tech e automotive di richiedere pass speciali per portare in strada i loro veicoli senza pilota. Ora fa parte della lista anche la città di New York, la prima metropoli che sperimenterà l’effetto delle self driving car sulla popolazione. Sia chiaro: si tratta di una fase preliminare di test, dunque non vedremo sfrecciare per le vie della Grande Mela automobili privi di guidatore ma questi avranno dei luoghi con circuiti chiusi e limitati entro i quali allenare hardware e software a districarsi nel complicato traffico newyorkese. Ogni azienda abilitata, potrà effettuare le sue prove sin da subito e fino ad aprile 2018. In quel momento si dovrà capire a che punto sarà arrivato il mercato ed, eventualmente, prolungare i permessi.

Cuomo entusiasta

“Con questa decisione vogliamo intraprendere un approccio sensato all’innovazione, integrando veicoli autonomi sulle nostre strade con l’obiettivo di ridurre le rischiose abitudini dei guidatori. Ridurre il numero di incidenti e possibile a New York, così come salvare molte più vite umane” – ha detto in occasione dell’annuncio Andrew Cuomo, sindaco della città. “Le persone devono prendere confidenza con mezzi del genere – ha inoltre spiegato Terri Egan, DVM Executive Deputy Commissioner – però c’è prima bisogno di rendere questo tipo di automobili realmente sicure e protette. Solo così un giorno diventeranno di uso comune”. Non sappiamo ancora quali aziende cominceranno a portare le loro macchine nella metropoli ma tra le più probabili ci sono Tesla, Google, Uber e Apple, che proprio a New York potrebbe svelare il proprio concetto di auto del futuro.

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Il porno ferma gli hotspot pubblici di New York https://www.datamanager.it/2016/09/porno-ferma-gli-hotspot-pubblici-new-york/ Mon, 19 Sep 2016 13:49:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109088 Il sindaco de Blasio è stato costretto a spegnere le colonnine LinkNYC adibite a sollazzo per senza tetto e pervertiti La buona volontà c’era tutta, ma si è dovuta scontrare con l’istinto animale dell’uomo. Qualche settimana fa New York aveva acceso acceso decine di colonnine pubbliche, con accesso gratuito a internet, per semplificare la visione di informazioni da […]

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Il sindaco de Blasio è stato costretto a spegnere le colonnine LinkNYC adibite a sollazzo per senza tetto e pervertiti

La buona volontà c’era tutta, ma si è dovuta scontrare con l’istinto animale dell’uomo. Qualche settimana fa New York aveva acceso acceso decine di colonnine pubbliche, con accesso gratuito a internet, per semplificare la visione di informazioni da parte di turisti e cittadini, tra cui quelle sul traffico urbano, il meteo e tutto ciò che è fruibile con un normale web browser connesso in rete. Purtroppo, dopo un esperimento durato il tempo di un paio di visite, il sindaco de Blasio ha dovuto spegnere i chioschi, originariamente adibiti a pannelli pubblicitari negli anni ’90.

Il motivo

Causa di tale decisione è stato l’eccessivo sfruttamento delle colonnine per la visualizzazione di siti e portali porno da parte di senza tetto e pervertiti che, non curanti del via vai nella metropoli, si piazzavano dinanzi al display per soddisfare i propri istinti. “Fino a oggi abbiamo visto un bel po’ di curiosità ed eccitamento sul progetto” – avevano spiegato al lancio dal team di LinkNYC, che ha realizzato i chioschi. Un po’ troppo eccitamento visto come è andata a finire. E ora? “Adesso rimuoveremo la funzione di web browsing dai dispositivi. Resteranno in piedi le opzioni di effettuare telefonate gratuite, la navigazione sulla mappa, la ricarica del proprio device e l’accesso ai numeri utili. Sappiamo essere flessibile, dunque possiamo aprire o chiudere determinati accessi a secondo di come le persone utilizzano i servizi offerti”.

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New York ha la rete free Wi-Fi più grande al mondo https://www.datamanager.it/2016/03/new-york-la-rete-free-wi-fi-piu-grande-al-mondo/ Mon, 21 Mar 2016 14:39:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=97345 I 10mila hub installati a New York hanno permesso di creare la rete Wi-Fi gratuita più estesa al mondo Da qualche tempo è diventato più semplice connettersi gratuitamente a Internet a New York. Grazie agli investimenti fatti dall’amministrazione guidata da Bill De Blasio, la Grande Mela possiede la rete Wi-Fi più grande al mondo. Cittadini […]

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I 10mila hub installati a New York hanno permesso di creare la rete Wi-Fi gratuita più estesa al mondo

Da qualche tempo è diventato più semplice connettersi gratuitamente a Internet a New York. Grazie agli investimenti fatti dall’amministrazione guidata da Bill De Blasio, la Grande Mela possiede la rete Wi-Fi più grande al mondo. Cittadini statunitensi e stranieri possono quindi navigare sul web gratuitamente e senza limiti di tempo. Il servizio è disponibile 24 ore su 24 ed è gestito dal consorzio di tre aziende City Bridge.

La nascita della efficiente rete Wi-Fi gratuita di New York è stata possibile grazie all’installazione di 10mila hub in punti strategici della città. Questi consentono di accedere al servizio in ogni momento e senza alcuna perdita di segnale. Per iscriversi è sufficiente inserire la propria e-mail e aspettare l’invio della password di accesso per il proprio smartphone, tablet, notebook e qualunque altro dispositivo dotato di connessione Wi-Fi. La piattaforma di New York non prevede l’inserimento di banner pubblicitari. Gli sponsor potranno solo affiggere sugli hub i propri contenuti. La rete Wi-Fi consente non solo di navigare in Rete ma anche di chiamare i numeri di emergenza, effettuare chiamate VoiP e molto altro ancora senza nessun costo.

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Su Airbnb l’igloo newyorkese in affitto https://www.datamanager.it/2016/01/airbnb-ligloo-newyorkese-affitto/ Tue, 26 Jan 2016 11:37:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93082 L’ondata di freddo che ha fatto scendere copiosi fiocchi di neve ha creato case nel ghiaccio e c’è chi ne ha approfittato Tutti lo sanno: New York è una città costosa dove vivere, ma 200 dollari a notte sembrano forse troppi. Se non altro per il luogo e il clima che si “respira” nel monolocale in […]

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L’ondata di freddo che ha fatto scendere copiosi fiocchi di neve ha creato case nel ghiaccio e c’è chi ne ha approfittato

Tutti lo sanno: New York è una città costosa dove vivere, ma 200 dollari a notte sembrano forse troppi. Se non altro per il luogo e il clima che si “respira” nel monolocale in questione. Patrick Horton, imprenditore nel settore delle arti che vive a Brooklyn, ha pensato bene di sfruttare in qualche modo l’eccezionale ondata di freddo che ha ricoperto di neve la famosa metropoli. Ha dunque deciso di modellare un cumulo di neve e costruire una sorta di igloo, certo che le temperature polari degli ultimi i giorni lo avrebbero mantenuto in vita per un po’. Qui la creatività ha lasciato spazio al cinismo imprenditoriale: l’igloo è stato messo in affitto su Airbnb per 200 dollari a notte.

Subito rimosso

La descrizione del particolare monolocale era chiara: un igloo invernale per due, una via di uscita nell’apocalisse di neve del 2016. Nonostante il senso per gli affari mostrato da Horton, i gestori di Airbnb hanno in breve rimosso l’inserzione, senza andare nel dettaglio. I motivi però, al di là del prezzo esorbitante per usufruire della struttura, sono chiari: mancanza di acqua (tranne che per la neve sciolta), elettricità, servizi igienici e quant’altro, insomma nessun servizio basilare per una confortevole nottata nel gelo. Eppure chi volesse vivere un’esperienza simile potrebbe rivolgersi a case simili, presenti ad esempio a Sulzberg in Austria. Qui bastano 54 euro per una notte a bordo camino.

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