Android Nougat – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:57:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Android Nougat – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Android Oreo passa il 10% di adozione a livello globale https://www.datamanager.it/2018/07/android-oreo-passa-il-10-di-adozione-a-livello-globale/ Thu, 26 Jul 2018 18:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152127 Continua, seppur a rilento, la crescita dell’ultima versione del sistema operativo di Google, che potrebbe sparire con Fuchsia OS Sono passati dieci mesi dall’arrivo sul mercato di Oreo 8 che, dopo tutto questo tempo, giunge a un’adozione globale del 10,1%. Sembrerà poco ma, nell’ordine dei milioni di dispositivi Android attivati al mondo, la cifra è […]

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Continua, seppur a rilento, la crescita dell’ultima versione del sistema operativo di Google, che potrebbe sparire con Fuchsia OS

Sono passati dieci mesi dall’arrivo sul mercato di Oreo 8 che, dopo tutto questo tempo, giunge a un’adozione globale del 10,1%. Sembrerà poco ma, nell’ordine dei milioni di dispositivi Android attivati al mondo, la cifra è di una certa importanza, seppur minima rispetto alla fetta totale delle versioni attualmente disponibili del robottino verde (insieme a Oreo 8.1 giunge al 12,1%).

Il problema è sempre lo stesso: l’estrema frammentazione dell’ecosistema che oggi vede in cima alla lista ancora Nougat, rilasciato ben due anni fa e installato sul 30,8% degli smartphone e tablet a livello internazionale. Dopo di lui Marshmallow, al 23,5 e Lollipop, al 20,4%. Proprio quest’ultimo è vecchio oramai di quattro anni ma dimostra di poter dire ancora la sua, soprattutto a bordo dei terminali più vecchi, per i quali non ci sono più update rilasciati dai produttori.

Rischio crescente

E il rischio è quello di popolare il mondo di dispositivi non aggiornati. In quel caso, è molto più semplice per gli hacker approfittare di falle e bug del sistema per lanciare attacchi e intrufolarsi nei profili personali. Risolvere la questione non è semplice perché nemmeno le big, dopo anni dalla vendita di modelli precedenti, hanno più interesse nel ricevere i firmware da Google e personalizzarli per i loro prodotti, a scapito dei nuovi esemplari sul mercato.

Una risposta a tale frammentazione potrebbe arrivare proprio da Google, che pare intenzionata a sviluppare un sistema operativo proprietario, Fuchsia, capace di rimpiazzare Android nel giro di cinque anni. A quel punto, la strada da seguire sarebbe quella di Apple, cioè di un solo OS da aggiornare per tutti i device compatibili, lasciando che gli altri cadano, a poco a poco, in un’obsolescenza programmata e, in un certo senso, inevitabile.

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OnePlus 5 e 5T entrano nel Project Treble https://www.datamanager.it/2018/07/oneplus-5-e-5t-entrano-nel-project-treble/ Fri, 06 Jul 2018 18:00:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150805 La compagnia ha annunciato che i modelli usciti nel 2017 supporteranno presto la piattaforma di aggiornamento veloce e senza intermediari Nel complesso panorama Android, Google sta cercando di fare ordine e standardizzare meglio il rilascio di update. Android GO, ad esempio, è un modo per portare a bordo dei terminali di fascia medio-bassa, un sistema […]

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La compagnia ha annunciato che i modelli usciti nel 2017 supporteranno presto la piattaforma di aggiornamento veloce e senza intermediari

Nel complesso panorama Android, Google sta cercando di fare ordine e standardizzare meglio il rilascio di update. Android GO, ad esempio, è un modo per portare a bordo dei terminali di fascia medio-bassa, un sistema operativo nudo e crudo, che non dipenda dagli aggiornamenti dei produttori ma possa ricevere dalla stessa Big G tutti i fix rilasciati periodicamente, così da mantenere i device protetti e sicuri il più possibile, oltre che ottimizzati per prestazioni e autonomia. Come detto, GO è finalizzato a una fascia particolare e non ai top di gamma, per i quali è invece previsto il cosiddetto Project Treble. L’iniziativa, sempre di Google, mira a fornire ai telefonini Android i software più recenti, togliendo di mezzo il lavoro, spesso pesante e poco funzionale, dei marchi che personalizzano i firmware.

Cosa sappiamo

Il progetto è possibile per quei terminali già di per sé alleggeriti. Difficile, ad esempio, che arrivi per i vari modelli di Samsung o Huawei, legati indissolubilmente alle interfacce dei produttori. OnePlus però è da sempre votato alla semplicità di Android ed è per questo che Project Treble calza a pennello sugli smartphone della rampante compagnia cinese. La stessa, ora ha confermato che il supporto all’iniziativa arriverà presto anche per OnePlus 5 e 5T, due esemplari presentati nel 2017, secondo il ritmo di rilascio veramente elevato del gruppo.

Project Treble è già integrato su OnePlus 6 (uno dei motivi per cui ha accesso alla beta di Android P) ed è appena arrivato sulla versione beta di OxygenOS. Lo sbarco su 5 e 5T non garantisce che questi due beneficeranno sempre di aggiornamenti rapidi in futuro ma l’interesse dell’azienda per modelli sorpassati, seppur di poco, è un ottimo segno verso i consumatori. Ad oggi Treble è stato solo annunciato da OnePlus ma una sua implementazione pare dietro l’angolo.

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Google Assistant arriva sui tablet Android https://www.datamanager.it/2017/12/google-assistant-arriva-sui-tablet-android/ Fri, 15 Dec 2017 13:53:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137540 Il supporto vocale aggiornato, già sui principali smartphone col robottino verde, è pronto a sbarcare sulle tavolette Marshmallow e Nougat La decisione originaria di Google, diffondere il suo assistente solo su smartphone, non era quella giusta. La compagnia parte del gruppo Alphabet è infatti tornata sui suoi passi, ufficializzando la prossima disponibilità di Google Assistant […]

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Il supporto vocale aggiornato, già sui principali smartphone col robottino verde, è pronto a sbarcare sulle tavolette Marshmallow e Nougat

La decisione originaria di Google, diffondere il suo assistente solo su smartphone, non era quella giusta. La compagnia parte del gruppo Alphabet è infatti tornata sui suoi passi, ufficializzando la prossima disponibilità di Google Assistant anche per i tablet Android con almeno la versione Marshmallow o Nougat del sistema operativo. Big G non ha rilasciato una lista completa dei dispositivi supportati, limitandosi a comunicare la necessità dell’update a OS 6 o t e, stando a questo dettaglio, possiamo tranquillamente includere nei tablet device come il Galaxy Tab S3, lo ZenPad 3S 10, il MediaPad M3 8.0 di Huawei e molti altri. Il limite è semmai un altro: almeno all’inizio, Google Assistant sarà disponibile per chi usa la lingua inglese negli Stati Uniti e non in Europa.

Strategia globale

La restrizione geografica riguarda solo il comparto tablet, visto che su smartphone la situazione è decisamente più estesa. Anzi Google ha di recente aperto l’avvento di Assistant anche sui telefonini con Lollipop, in precedenza esclusi. Avranno l’app chi utilizza l’idioma inglese in Inghilterra, India, Australia, Canada e Singapore, lo spagnolo in USA, Messico e Spagna e, più in la nel 2018, anche i residenti in Italia, Giappone, Germania, Brasile e Corea del Sud. L’obiettivo è chiaro: permettere alla stragrande maggioranza di utenti Android di godere delle più recenti tecnologie a bordo dei loro dispositivi, incrementando allo stesso tempo la fetta di terminali con sistemi aggiornati, lasciando morire quelli più vecchi. Stando alla strategia dell’azienda, presto Assistant sarà su oltre l’80% di tutti i device Android al mondo, spingendo chi ha ancora KitKat (se non versioni antecedenti) a passare oltre.

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Android: un bug permette di registrare audio e video degli smartphone https://www.datamanager.it/2017/11/android-un-bug-permette-registrare-audio-video-degli-smartphone/ Wed, 22 Nov 2017 10:34:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135786 Tre dispositivi su quattro al mondo sono vulnerabili a causa di una falla del servizio MediaProjection che serve per acquisire schermate del display e suoni di sottofondo Avete presente cosa succede quando salvate uno screenshot del display del telefonino oppure registrate un audio dal microfono? Entra in gioco il servizio MediaProjection, che permette di scrivere […]

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Tre dispositivi su quattro al mondo sono vulnerabili a causa di una falla del servizio MediaProjection che serve per acquisire schermate del display e suoni di sottofondo

Avete presente cosa succede quando salvate uno screenshot del display del telefonino oppure registrate un audio dal microfono? Entra in gioco il servizio MediaProjection, che permette di scrivere in memoria le informazioni multimediali ottenute tramite applicazioni pre-installate e di terze parti. Prima dell’avvento di Lollipop, la funzione di cattura-schermo e registrazione sonora non era possibile di default per tutti i terminali Android. Dove presente, richiedeva un certo accesso del brand di riferimento al sistema operativo, concesso da Google al produttore. Tutti gli altri dovevano ricorrere a un root dello smartphone per abilitare screenshot e recording audio, spesso tramite tweak e firmware ad-hoc. Da Lollipop in poi, il team di Android ha deciso di aprire al mondo l’utilizzo di MediaProjection, allargando a ogni sviluppatore l’opportunità di servirsi della funzione per le proprie app.

Qual è il problema

Il fatto è che lo script alla base del servizio contiene un pesante bug, che consente a chiunque di usare MediaProjection senza avvertire l’utente, lavorando in background come nulla fosse. Vada per l’attività delle app di sistema, pronte a catturare schermo e audio quando i possessori decidono di farlo ma qualunque hacker sarebbe in grado di realizzare un software maligno che abbia il solo compito di recuperare schermate e suoni ambientali non destando sospetti. L’unico avviso, reso possibile prima della registrazione può essere valicato da un aggressore sovrascrivendo il messaggio pop-up con qualsiasi altro testo, sfruttando la tecnica conosciuta come tap-jacking. Al momento in cui scriviamo, tutti i terminali Lollipop, Marshmallow e Nougat sono vulnerabili mentre Google aveva già tappato la falla con Oreo. In pratica 3 dispositivi su 4, oltre il 77% di quelli attivi a livello globale, possono essere violati. Urge una patch.

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Nokia presenta un nuovo smartphone https://www.datamanager.it/2017/11/nokia-presenta-un-smartphone/ Fri, 03 Nov 2017 19:00:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134267 Si chiama Nokia 2 il telefonino Android con display da 5 pollici e batteria maggiorata da 4.100 mAh. Un entry level con i fiocchi Nokia è rimasta in silenzio per troppi anni e in questo 2017 si sta davvero scatenando. Dopo i modelli 3, 5, 6 e 8, ecco arrivare Nokia 2, un nuovo interessante […]

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Si chiama Nokia 2 il telefonino Android con display da 5 pollici e batteria maggiorata da 4.100 mAh. Un entry level con i fiocchi

Nokia è rimasta in silenzio per troppi anni e in questo 2017 si sta davvero scatenando. Dopo i modelli 3, 5, 6 e 8, ecco arrivare Nokia 2, un nuovo interessante entry-level Android. Seppur si tratti di un dispositivo indirizzato alla fascia bassa del mercato, integra caratteristiche e specifiche degne almeno di un middle-level, confermando come il trend recente sia quello di offrire terminali a prezzi vantaggiosi con dotazioni di tutto rispetto. Nokia 2 ha dunque un display da 5 pollici con risoluzione HD ma soprattutto una batteria mostruosa da 4.100 mAh che, stando alla compagnia, permette di godere di un’autonomia di almeno un paio di giorni, con un utilizzo medio. Il processore è uno Snapdragon 212 (questo si, molto basico) con Adreno 304 e solo 1 GB di memoria Ram e 8 GB di storage espandibile.

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Ci sarà anche Oreo

Insomma Nokia 2 promette di bilanciare prestazioni e autonomia rispetto ai concorrenti più blasonati che invece puntano tutto su un hardware potente che è ancora famelico di energia, seppur in misura minore che in passato. Per il resto, a bordo c’è una fotocamera per i selfie da 5 megapixel e una posteriore da 8 MP, attorno alla quale si evidenzia una costruzione in alluminio davvero elegante. Il sistema operativo è Android Nougat 7.1.1 anche se HMD Global, azienda che gestisce la distribuzione del marchio, ha già confermato l’arrivo di Oreo quando disponibile. Assolutamente da applausi il prezzo che in Europa è di 99 euro con un arrivo nei negozi previsto per novembre.

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iOS 11, in una settimana già il 25% di installazioni https://www.datamanager.it/2017/09/ios-11-settimana-gia-25-installazioni/ Thu, 28 Sep 2017 13:48:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131841 A differenza di Android l’omogeneità degli aggiornamenti paga sempre per la Mela che è già oltre le stime di adozione di Nougat iOS 11, il più recente sistema operativo per iPhone e iPad è sul 25% degli iDevice attualmente in circolazione. Questo vuol dire che una persona su quattro ha aggiornato il suo prodotto portandolo […]

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A differenza di Android l’omogeneità degli aggiornamenti paga sempre per la Mela che è già oltre le stime di adozione di Nougat

iOS 11, il più recente sistema operativo per iPhone e iPad è sul 25% degli iDevice attualmente in circolazione. Questo vuol dire che una persona su quattro ha aggiornato il suo prodotto portandolo all’ultima release disponibile. Da anni questo è un vantaggio nella strategia applicativa della Mela: un solo OS per tutti, con un rato di obsolescenza esistente ma molto lento. E così a una settimana dal rilascio, iOS 11 è avanti persino a Nougat, in giro da un anno ma in grado di potenziare solo il 16% degli Android attivati in tutto il mondo. Il gap è evidente: per una Cupertino che si muove tutta d’un pezzo, c’è una Google che fornisce il proprio software a decine di costruttori, con la conseguenza di non poter controllare e uniformare il panorama esistente.

Differenza di forma

Basti pensare che in vetta ai sistemi operativi più usati da chi possiede uno smartphone con il robottino verde c’è Marshmallow, lanciato due anni fa e presente sul 32% dei dispositivi, segue Lollipop e poi lo stesso Nougat. Dall’altra parte invece iOS 10 è presente sul 68% di iPhone e iPad, un calo vistoso rispetto al 92% precedente alla distribuzione dell’update. Nonostante ciò, gli utenti hanno già avvertito alcune problematiche nell’utilizzo di iOS 11: ad esempio nella poca comodità del dover comunque disattivare Wi-Fi e Bluetooth dal menu interno delle impostazioni nonostante si clicchi sul toggle nel Centro di Controllo oppure nella difficoltà di inviare, in alcuni casi, email dal client ufficiale con un indirizzo Outlook. Imperfezioni che la Mela dovrebbe risolvere a breve, con il rilascio di iOS 11.0.1.

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Oreo: una distribuzione più veloce per ridurre la frammentazione https://www.datamanager.it/2017/09/oreo-distribuzione-piu-veloce-ridurre-la-frammentazione/ Mon, 18 Sep 2017 13:40:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131048 L’ultima versione di Android dovrebbe raggiungere più dispositivi in un tempo minore, per allineare i top di gamma Google ha le idee in chiaro in merito alla distribuzione di Android 8.0 Oreo. Il nuovo sistema operativo deve raggiungere più dispositivi possibili in un tempo minore di quanto fatto da Nougat, così da ridurre la frammentazione. […]

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L’ultima versione di Android dovrebbe raggiungere più dispositivi in un tempo minore, per allineare i top di gamma

Google ha le idee in chiaro in merito alla distribuzione di Android 8.0 Oreo. Il nuovo sistema operativo deve raggiungere più dispositivi possibili in un tempo minore di quanto fatto da Nougat, così da ridurre la frammentazione. Se l’OS di Mountain View per smartphone e tablet è il più utilizzato al mondo (con cifre intorno all’80%), è pur vero che in giro ci sono talmente tanti firmware da rendere difficoltoso un allineamento tra le versioni, rendendo così estremamente eterogeneo il panorama. Un male per chi si occupa di sicurezza e una manna per gli hacker, che possono sviluppare i loro tool per intrufolarsi nei device più datati, anche solo di qualche anno.

Gap con iOS

La poca omogeneizzazione è il gap principale con Apple e il suo iOS. Se la Mela può diffondere con maggiore armonia i suoi update è perché ha un numero limitato di dispositivi su cui intervenire ma anche un controllo diretto sulla produzione. Google conta invece una miriade di device differenti, ai quali arriva attraverso i brand che li realizzano, attivi nel personalizzare e adattare gli aggiornamenti alle loro interfacce (la ex TouchWiz di Samsung, la EMUI di Huawei, ecc.). Le principali compagnie si stanno mostrando, più del passato, disponibili a lavorare sodo e in fretta per il rilascio dei pacchetti aggiornati almeno per i top di gamma.

Se Samsung e LG ci arriveranno entro la fine dell’anno, Sony ha già la serie XZ1 su Oreo, Huawei si accinge a presentare un Mate 10 già nel futuro mentre Motorola ha avviato il rollout sui recenti Z2 Play, Z2 Force e anche famiglie minori, come X4 e G5. L’obiettivo è arrivare entro la prima metà del 2018 con una percentuale di oggetti dotati di Oreo superiore a quelli con Marshmallow, ancora determinante nel folto contesto Android. Di conseguenza usciranno dalla lista degli OS ancora in giro i più vecchi, tra cui Jelly Bean e Ice Cream Sandwich, diffusi soprattutto nei mercati emergenti.

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Android Nougat conquista il 10% del mercato https://www.datamanager.it/2017/07/android-nougat-conquista-10-del-mercato/ Mon, 10 Jul 2017 18:30:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128308 Il più recente sistema operativo per smartphone e tablet continua la sua lenta ascesa a discapito di Lollipop e KitKat Un punto in percentuale ogni mese, per 10 mesi. Così Android 6 Nougat è arrivato a conquistare il 10% del mercato mobile a livello globale. Sembrano numeri piccoli ma basti pensare che le cifre prese […]

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Il più recente sistema operativo per smartphone e tablet continua la sua lenta ascesa a discapito di Lollipop e KitKat

Un punto in percentuale ogni mese, per 10 mesi. Così Android 6 Nougat è arrivato a conquistare il 10% del mercato mobile a livello globale. Sembrano numeri piccoli ma basti pensare che le cifre prese in considerazione riguardano centinaia di milioni di dispositivi, non bazzecole. Google ha lanciato Nougat lo scorso agosto sui Nexus e, di default, sugli smartphone Pixel, ufficialmente poco visti in Italia. La versione Android 7.1 è giunta ad ottobre ed è quella a cui arriveranno i cellulari di nuova generazione prima di essere aggiornati ad 8. Allo stato attuale la classifica, per adozione, vede in testa Android Marshmallow con il 31,8% poi Lollipop 5.1 e KiKat. In realtà gli ultimi due sono quelli che più di altri stanno soffrendo l’ascesa di Nougat, tanto da rappresentare gli unici a non guadagnare utenti tra le posizioni del podio.

Cosa dice il mercato

I dati del portale di Google dedicato agli sviluppatori raccontano di un’evidente crescita di Android 6 e dello stesso Nougat, che insieme rappresentano oltre il 42% della fetta totale. Con tutta probabilità entro l’anno spariranno device con Gingerbread (Android 2.3) e Ice Cream Sandwich (Android 4.0.3) anche per colpa di WhatsApp che ha intrapreso una politica di fine supporto serrata, sia nei confronti del robottino verde che di iOS e Windows Phone (oltre al defunto BlackBerry OS). L’impossibilità di accedere alle chat e, nel prossimo futuro, ai social network preferiti causerà un forzato passaggio a qualcosa di più nuovo e, considerando che sugli scaffali si parte da Marshmallow in poi (improbabile trovare qualcosa con Lollipop), non è difficile pensare a una rapida dipartita dei sistemi più vecchi, peraltro nemmeno protetti dalle sempreverdi minacce che mirano ai dispositivi personali, come i telefonini.

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Android: report annuale sulla sicurezza https://www.datamanager.it/2017/03/android-report-annuale-sulla-sicurezza/ Thu, 23 Mar 2017 10:38:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121714 A cura di Adrian Ludwig e Melinda Miller, Android Security Rendiamo disponibile il terzo report annuale sulla sicurezza di Android – Android Security Year In Review –  che esamina il lavoro che abbiamo fatto nell’anno appena trascorso per proteggere oltre 1,4 miliardi di utenti Android e i loro dati. Il nostro obiettivo è semplice: tenere […]

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A cura di Adrian Ludwig e Melinda Miller, Android Security

Rendiamo disponibile il terzo report annuale sulla sicurezza di Android – Android Security Year In Review –  che esamina il lavoro che abbiamo fatto nell’anno appena trascorso per proteggere oltre 1,4 miliardi di utenti Android e i loro dati.

Il nostro obiettivo è semplice: tenere al sicuro i nostri utenti.  Nel 2016 abbiamo migliorato le nostre capacità di eliminare app dannose, realizzato nuove feature per la sicurezza in Android 7.0 Nougat e abbiamo collaborato con i produttori dei dispositivi, i ricercatori e gli altri membri dell’ecosistema Android.

Proteggere gli utenti dalle app potenzialmente dannose

E’ importante per noi proteggere proteggere gli utenti dalle app potenzialmente dannose che possono mettere a rischio dati o dispositivi. In quest’ottica, dobbiamo continuamente cercare modi per identificare e fermare queste app e prevenire quelle che non sono ancora nate.

Negli anni, abbiamo realizzato vari sistemi per affrontare queste minacce. In cima alla lista ci sono l’analisi delle app, che controlla in modo costante le applicazioni in cerca di comportamenti poco sicuri, e il servizio Verifica app che esegue regolari controlli sui dispositivi degli utenti.

Quando questi sistemi identificano delle app potenzialmente dannose, avvisiamo gli utenti e suggeriamo di valutare bene il download di una certa app o addirittura di rimuoverla dal dispositivo. Teniamo regolarmente sotto controllo le minacce e miglioriamo i nostri sistemi nel tempo. I dati dello scorso anno fanno emergere questi miglioramenti: Verifica app ha effettuato 750 milioni di controlli quotidiani nel 2016, 450 milioni in più dell’anno precedente, permettendoci di ridurre la media delle installazioni di app potenzialmente dannose in tutti i 50 paesi dove Android è usato maggiormente.

Google Play si conferma lo spazio da cui gli utenti Android possono scaricare le app in maggiore sicurezza. Le installazioni di app potenzialmente dannose da Google Play sono diminuite in quasi tutte le categorie:

  • I trojan sono diminuiti del 51,5% in confronto al 2015: ora rappresentano lo 0,016% delle installazioni.
  • Gli “hostile downloader” sono calati del 54,6% in confronto al 2015: ora rappresentano lo 0,003% delle installazioni.
  • I backdoor sono calati del 30,5% in confronto al 2015: ora rappresentano lo 0,003% delle installazioni.
  • Le app per il phishing sono calate del 73,4% in confronto al 2015: ora rappresentano lo 0,0018% delle installazioni.

Nel 2016, solo lo 0,05% dei dispositivi che ha scaricato app esclusivamente da Google Play conteneva app potenzialmente dannose; c’è stata quindi una diminuzione dallo 0,15% del 2015.

In ogni caso, c’è ancora del lavoro da fare per i device, specialmente per quelli che installano app da molte fonti. Anche se solo sullo 0,71% di tutti i dispositivi Android c’erano app potenzialmente dannose installate alla fine del 2016, c’è stato un leggero aumento dall’inizio del 2015, quando il dato era di circa 0,5%. Grazie agli strumenti realizzati e alle nozioni acquisite nel 2016, pensiamo di poter ridurre il numero di dispositivi che con app potenzialmente dannose nel 2017, a prescindere da dove vengano scaricate.

Nougat: nuove protezioni per la sicurezza

Lo scorso anno abbiamo inserito una serie di nuove protezioni in Nougat e abbiamo proseguito il nostro lavoro per rafforzare la sicurezza del kernel Linux.

  • Crittografia migliorata: in Nougat, abbiamo introdotto la crittografia basata su file, che permette a ogni profilo utente su un singolo dispositivo di essere crittografato con una chiave unica. Se si ha account personali o di lavoro sullo stesso device, per esempio, la chiave non può sbloccare dati dall’altro account. Più in generale, la crittografia dei dati utente si è resa necessaria per i dispositivi Android idonei già a fine 2014, e ora riscontriamo che questa funzionalità è abilitata su oltre l’80% dei dispositivi Android Nougat.
  • Nuove protezioni per audio e video: abbiamo lavorato molto per migliorare la sicurezza e  ristrutturare il modo in cui Android gestisce i file video e audio. Ad esempio, ora teniamo i diversi componenti multimediali in singoli sandbox, dove prima invece erano insieme. Se un componente è compromesso non concede automaticamente autorizzazioni agli altri e aiuta ad arginare altri eventuali problemi.
  • Maggiore sicurezza per gli utenti enterprise: per gli utenti enterprise, abbiamo introdotto una serie di nuove funzionalità tra cui la VPN “sempre attiva”, che protegge i dati dal momento in cui il dispositivo viene avviato assicurando che non si spostino tra un telefono aziendale e un dispositivo personale su una connessione non sicura. Abbiamo anche aggiunto trasparenza sulle policy di sicurezza, process logging, migliorato la gestione della connessione al wifi e la certificazione dei clienti al nostro set in crescita di tool per le aziende.

Lavorare insieme per mettere in sicurezza l’ecosistema Android

Condividere le informazioni sulle minacce alla sicurezza tra Google, i produttori di dispositivi, la comunità di ricerca e altri aiuta a tenere al sicuro tutti gli utenti di Android. Nel 2016, le maggiori collaborazioni hanno avuto luogo nell’ambito del programma di aggiornamenti mensili per la sicurezza e nella partnership con la comunità di ricerca sulla sicurezza.

Gli aggiornamenti per la sicurezza vengono regolarmente indicati come pilastro della sicurezza sui dispositivi mobile, e c’è un motivo. Abbiamo lanciato il nostro programma di aggiornamenti mensili per la sicurezza nel 2015, a seguito della pubblica divulgazione di un bug in Stagefright, per aiutare ad accelerare la risoluzione delle vulnerabilità di sicurezza su tutti i dispositivi di vari produttori. Questo programma ha subito una notevole espansione nel 2016:

  • Oltre 735 milioni di dispositivi di più di 200 produttori hanno ricevuto un aggiornamento per la sicurezza della piattaforma nel 2016.
  • Abbiamo rilasciato aggiornamenti mensili per la sicurezza di Android nel corso dell’anno per i dispositivi con Android 4.4.4 e versioni successive, che costituiscono l’86,3% di tutti i dispositivi Android attivi in tutto il mondo.
  • I produttori di hardware e i gestori telefonici con cui abbiamo stretto delle partnership hanno contribuito a aumentare la distribuzione di questi aggiornamenti: nell’ultimo trimestre del 2016, gli aggiornamenti sono stati disponibili per oltre la metà dei 50 dispositivi più diffusi nel mondo.

Abbiamo aggiornato con cadenza mensile  i dispositivi Pixel e Nexus nel corso del 2016 e siamo lieti di vedere che i nostri partner investono in maniera significativa in questi aggiornamenti. Ma c’è ancora molto lavoro da fare per migliorare. Circa la metà dei dispositivi in uso alla fine del 2016 non ha ricevuto un aggiornamento per la sicurezza della piattaforma nell’anno precedente.

Lavoriamo per aumentare gli aggiornamenti per la sicurezza dei dispositivi attraverso l’ottimizzazione del nostro programma sull’aggiornamento della sicurezza al fine di rendere più semplice per i produttori rilasciare aggiornamenti sulla sicurezza e A/B updates. Ciò rende più facile per gli utenti far uso concreto di questi aggiornamenti.

Per quanto riguarda la ricerca, il nostro programma Android Security Rewards è cresciuto rapidamente: i ricercatori hanno ricevuto quasi un milione di dollari per le loro segnalazioni nel 2016. Allo stesso tempo, abbiamo lavorato a stretto contatto con varie aziende che si occupano di sicurezza per identificare e risolvere i problemi che mettevano a rischio i nostri utenti. Apprezziamo il grande lavoro fatto dai partner di Android, i ricercatori esterni e i team in Google che sono alla guida dei progressi dell’ecosistema nell’ambito della sicurezza nel 2016. Il nostro lavoro però non finisce qua. Tenere al sicuro gli utenti richiede attenzione e sforzo costanti. Non vediamo l’ora di vedere nuovi progressi e nuove scoperte nel 2017 e oltre.

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Galaxy S8: ecco un altro video del prossimo Android https://www.datamanager.it/2017/03/galaxy-s8-un-altro-video-del-prossimo-android/ Tue, 07 Mar 2017 15:22:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120546 Samsung svelerà il telefono il 29 marzo ma grazie alle indiscrezioni in rete sappiamo praticamente tutto del prossimo flagship Vale ancora parlare di presentazioni esclusive, eventi ad-hoc e tutto ciò che circonda un nuovo prodotto hi-tech quando internet è in grado di svelarci tutto con un certo anticipo? Pensiamo al Mobile World Congress di Barcellona: […]

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Samsung svelerà il telefono il 29 marzo ma grazie alle indiscrezioni in rete sappiamo praticamente tutto del prossimo flagship

Vale ancora parlare di presentazioni esclusive, eventi ad-hoc e tutto ciò che circonda un nuovo prodotto hi-tech quando internet è in grado di svelarci tutto con un certo anticipo? Pensiamo al Mobile World Congress di Barcellona: gli smartphone più attesi erano il P10 di Huawei, il G6 di LG, i Nokia e il BlackBerry “Mercury”. Nessuno di questi è stato esente da indiscrezioni nei mesi precedenti, trovando conferma ai singoli keynote dedicati. Solo l’Xperia XZ Premium, lanciato da Sony, ha rappresentato una certa novità (visto lo schermo 4K HDR), perché depositario di leak minori in confronto ai concorrenti. Capirete dunque che uno dei due telefonini più attesi dell’anno, il Galaxy S8 (l’altro è l’iPhone 8), non può essere più una sorpresa per il pubblico del web, abituato oramai a nuove scoperte giornaliere.

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Cosa gira online

L’ultima riguarda un video (sopra) che ritrarrebbe il prossimo smartphone in tutta la sua livrea, 5 secondi in cui dare un occhio alle innovazioni rispetto alla generazione attuale degli S7. Quello che si nota è una curvatura ancora maggiore dei lati, se possibile fin dietro la scocca, tale da mostrare notifiche pure a telefonino a testa in giù. Sul retro la fotocamera resta singola ma affiancata da un sensore che potrebbe essere quello per la lettura delle impronte digitali, non più presente sul fronte della cover. Il tasto Home infatti sparisce e non è chiaro se le sue funzionalità verranno implementate dal punto di vista software (i classici tasti virtuali di molti Android) oppure hardware, con un escamotage direttamente sul display. Ne sapremo di più il 29 marzo, giorno della presentazione ufficiale, anzi prima, alla prossima indiscrezione.

L'articolo Galaxy S8: ecco un altro video del prossimo Android proviene da Data Manager Online.

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