ologrammi – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 03 Oct 2018 12:10:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ologrammi – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Red Hydrogen One è pronto al lancio https://www.datamanager.it/2018/05/red-hydrogen-one-e-pronto-al-lancio/ Mon, 21 May 2018 13:27:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147998 Lo smartphone modulare di cui si hanno notizie dal 2017 sarebbe in procinto di debuttare negli Stati Uniti con Verizon e AT&T Stava per accaparrarsi il titolo di Godot degli smartphone e invece Red Hydrogen One è dietro l’angolo. Il dispositivo realizzato dal famoso marchio fotografico debutterà presto negli USA grazie a Verizon e AT&T. […]

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Lo smartphone modulare di cui si hanno notizie dal 2017 sarebbe in procinto di debuttare negli Stati Uniti con Verizon e AT&T

Stava per accaparrarsi il titolo di Godot degli smartphone e invece Red Hydrogen One è dietro l’angolo. Il dispositivo realizzato dal famoso marchio fotografico debutterà presto negli USA grazie a Verizon e AT&T. Le due telco saranno infatti le prime a proporre il particolare telefonino, che segue la scia della logica modulare introdotta dal Moto Z, spostandone però più in là i limiti del possibile.

Hydrogen One è infatti dotato di un sistema che consente di aggiungere componenti ulteriori per migliorare le funzionalità del telefono, come il Moto, con un vantaggio peculiare assente altrove. Il suo display da 5,7 pollici è infatti olografico, in grado cioè di proiettare immagini e figure nell’ambiente circostante, a scopo videoludico, di intrattenimento e non solo.

Cosa può fare

Al di là di ciò, al retro del cellulare si potranno agganciare casse e battery pack, anche se il modulo più atteso sarebbe quello per la fotocamera, non ancora annunciato. L’interrogativo, oltre alla data di uscita, è il prezzo. Nessuno degli operatori a stelle e strisce lo ha comunicato, anche se il cartellino non sarà per tutti, vista la prima assoluta della qualità olografica. Si parla allora di circa 1.300 dollari per la versione sbloccata, mentre dovrebbe andare meglio per i soliti canoni mensili a cui le compagnie USA offrono i terminali in catalogo.

Poco sappiamo anche in merito alle specifiche tecniche che comunque dovrebbero prevedere hardware non proprio di ultima generazione ma comunque performante, come il processore Snapdragon 835, RAM e memoria di storage a sufficienza. Arriverà in Italia? Difficile dirlo ma al momento del lancio sul suolo americano, forse, ne sapremo di più.

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Huawei brevetta lo smartwatch che si controlla con gli ologrammi https://www.datamanager.it/2018/02/huawei-brevetta-lo-smartwatch-si-controlla-gli-ologrammi/ Fri, 09 Feb 2018 11:24:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140834 Huawei ha brevettato un sistema di proiettori per trasmettere immagini olografiche con cui accedere alle funzioni dello smartwatch Il problema principale degli smartwatch sono le ridotte dimensioni dello schermo che non permettono di offrire un adeguato numero di funzioni e una sufficiente superficie interattiva. Huawei ha pensato di superare questo limite con una nuova tecnologia […]

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Huawei ha brevettato un sistema di proiettori per trasmettere immagini olografiche con cui accedere alle funzioni dello smartwatch

Il problema principale degli smartwatch sono le ridotte dimensioni dello schermo che non permettono di offrire un adeguato numero di funzioni e una sufficiente superficie interattiva. Huawei ha pensato di superare questo limite con una nuova tecnologia che ha depositato presso la WIPO (World Intellectual Property Organization). L’azienda cinese, il cui nuovo CEO per l’Italia è Thomas Miao, si è ispirata alla fantascienza per ripensare lo smartwatch del futuro.

Nel brevetto depositato da Huawei viene descritto un sistema di sensori integrato nell’orologio che gli consente di riconoscere i movimenti delle mani nell’aria e particolari gesture. Non solo, nelle immagini allegate ai documenti si possono vedere dei piccoli proiettori che sembrano trasmettere i contenuti visualizzati sullo schermo in formato 3D direttamente poco al di sopra del polso. L’utente può quindi interagire con veri e propri ologrammi come quelli realizzati dagli scienziati della Brigham Young University dello Utah.

 

Trattandosi di un brevetto non c’è certezza che la tecnologia di Huawei sarà pronta a breve per il mercato né che verrà mai effettivamente realizzata. La certezza è che l’azienda cinese sta cercando nuove forme di interazione legate agli smartwatch. Un secondo brevetto riguarda infatti una ghiera touchable da cui accedere a funzioni aggiuntive.

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RED Hydrogen One: ecco come funziona lo schermo olografico https://www.datamanager.it/2017/09/red-hydrogen-one-funziona-lo-schermo-olografico/ Fri, 08 Sep 2017 13:53:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130398 RED Hydrogen One è il primo smartphone con display olografico e l’azienda produttrice ha voluto spiegare come riesce a riprodurre immagini in 3D A luglio è stato presentato RED Hydrogen One, uno smartphone con sistema operativo Android dalle caratteristiche inedite. Il dispositivo non solo è modulare ma offre per la prima volta un display olografico da […]

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RED Hydrogen One è il primo smartphone con display olografico e l’azienda produttrice ha voluto spiegare come riesce a riprodurre immagini in 3D

A luglio è stato presentato RED Hydrogen One, uno smartphone con sistema operativo Android dalle caratteristiche inedite. Il dispositivo non solo è modulare ma offre per la prima volta un display olografico da 5.7″ con cui è possibile fruire di contenuti in 3D di dimensioni visibili da diverse angolazioni a seconda della posizione assunta dall’utente. RED ha oggi voluto chiarire il funzionamento della sua tecnologia con un video.

Lo schermo di RED Hydrogen One è stato progettato in collaborazione con Leia, startup nata in seno al laboratorio di ricerca di HP nel 2014 e specializzata in display olografici light field per dispositivi mobili. Questa tecnologia sfrutta il fenomeno della diffrazione ottica attraverso l’utilizzo di uno strato di nanopolimeri posti al di sotto di un classico schermo LCD tradizionale.

“Leia sfrutta le recenti innovazioni nella progettazione nella produzione Nano-Fotonica per fornire una soluzione completa di display olografici lightfield per dispositivi mobile, tramite hardware e software proprietario. – chiarisce Leia in una nota – L’azienda della Silicon Valley commercializza schermi LCD per mobile in grado di sintetizzare i contenuti olografici lightfield, preservando nel contempo il normale funzionamento dello schermo”.

Leia inoltre sottolinea che il display olografico non avrà effetti negativi su aspetti come lo spessore dello smartphone, le prestazioni e la durata della batteria. RED ha inoltre sottolineato che per fruire a pieno del suo dispositivo verranno creati “contenuti olografici e suono 3D per la visione dei film, i giochi interattivi, la messaggistica social e la mixed reality”.

L’azienda ha deciso di posticipare il lancio di RED Hydrogen One dall’inizio alla metà del 2018. Lo smartphone può essere preordinato sul suo sito a un prezzo di 1.195 euro per la versione in alluminio e di 1.595 per quella in titanio.

[ot-video type=”youtube” url=”JGR03TzZONA”]

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La nuova era degli ologrammi https://www.datamanager.it/2016/10/la-nuova-degli-ologrammi/ Thu, 20 Oct 2016 18:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111853 Un team sudcoreano ha sviluppato una tecnica che permette di vedere un ologramma da diverse angolazioni, come se fosse davvero dinanzi a noi Non sono lontani i tempi in cui conference call e videochiamate classiche si faranno tra due ologrammi. Da una parte noi, dall’altra l’interlocutore seduto sul divano affianco al nostro, magari in piedi […]

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Un team sudcoreano ha sviluppato una tecnica che permette di vedere un ologramma da diverse angolazioni, come se fosse davvero dinanzi a noi

Non sono lontani i tempi in cui conference call e videochiamate classiche si faranno tra due ologrammi. Da una parte noi, dall’altra l’interlocutore seduto sul divano affianco al nostro, magari in piedi nel mezzo del soggiorno. In realtà tutto ciò è già possibile, tramite quella è che conosciuta come “telepresenza”. Gli ologrammi in sé non sono nulla di così estremamente difficile da sviluppare e utilizzare; il vero problema, nella diffusione di immagini statiche in tempo reale è la trasmissione, che esige un bel po’ di banda a disposizione. Ma, mettendo da parte questa evidente necessità, il secondo appunto che si potrebbe fare alla tecnologia in questione è che, alla fine, tutto è riconducibile a un’immagine proiettata nel vuoto che perde spessore quando fruita da angoli diversi.

Cosa cambia

Se sul primo punto stanno lavorando le telco, come BT e Huawei che hanno spinto, su rete in fibra, le connessioni a 40Gbps, sul secondo è intervenuto l’Electronics and Telecommunications Research Institute in Sud Corea, che ha ideato un tavolo di lavoro dove viene proiettata un’immagine speculare non distorta quando le si gira intorno. Il trucco, se così si può definire, è nell’inglobare il soggetto all’interno di una speciale lente sferica, che compensa il normale cambio di prospettiva a cui è abituato l’occhio umano. Come risultato, le persone possono guardare un ologramma da 3,2 pollici da qualsiasi posizione, percependolo in ogni sua sfaccettatura angolare. Per adesso i test sono stati svolti con la diffusione di una luce verde monocromatica ma c’è ottimismo circa un’esperienza a pieni colori in futuro.

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Google porterà gli ologrammi sui Glass https://www.datamanager.it/2015/10/google-portera-gli-ologrammi-sui-glass/ Fri, 02 Oct 2015 09:49:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84899 La partnership con Magic Leap potrebbe concretizzarsi a breve grazie a un brevetto appena ottenuto da Big G Qualche ora fa Google ha ottenuto un particolare brevetto con cui potrà utilizzare ologrammi sul display dei suoi Glass. Questo vuol dire che se finora gli occhialini di Big G degni del migliore Godot potevano solo mostrare […]

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La partnership con Magic Leap potrebbe concretizzarsi a breve grazie a un brevetto appena ottenuto da Big G

Qualche ora fa Google ha ottenuto un particolare brevetto con cui potrà utilizzare ologrammi sul display dei suoi Glass. Questo vuol dire che se finora gli occhialini di Big G degni del migliore Godot potevano solo mostrare informazioni contestuali in sovrapposizione, presto l’esperienza potrebbe farsi decisamente più interessante, vista la possibilità di ricreare sul serio integrazioni con il mondo reale per gli usi più disparati: dai videogame alle video conferenze in 3D. Richiesto nel marzo del 2014, il brevetto apre una serie di vie alternative a Google, che di certo l’azienda aveva già immaginato più di un anno fa.

Il salto magico

Quasi certamente la concretizzazione degli ologrammi sui Google Glass sarà incentivata dal lavoro con Magic Leap, di cui Big G è il principale investitore dei 542 milioni di dollari raccolti dalla startup giusto un anno fa. Il fatto  che i Glass possano diventare la piattaforma hardware su cui si baseranno i contenuti di Magic Leap è ben più di una possibilità. Certo è che il progetto di realtà aumentata di Mountain View sta allargando gli orizzonti verso utilizzi non contemplati in origine. Resta da capire quando potremmo realmente vederli nei negozi anche se ultimamente i tecnici sembrano aver accelerato sulla produzione. Google ha annunciato che gli occhialini hanno assunto il nome di Project Aura, anche se per molti il termine si riferirebbe ad un’altra iniziativa di beta testing (come la prima Explorer) indirizzata ad un utilizzo enterprise più che consumer.

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Le aziende europee si preparano ad entrare nell’era dei droni e degli ologrammi https://www.datamanager.it/2014/07/aziende-europee-si-preparano-ad-entrare-nellera-dei-droni-degli-ologrammi/ Thu, 10 Jul 2014 10:50:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58005 Secondo otto dipendenti su dieci entro il 2036 gli uffici e le aziende di tutta Europa avranno subìto profonde trasformazioni come conseguenza di tecnologie e processi che oggi non esistono nemmeno Una nuova ricerca commissionata da Ricoh Europe e condotta da Coleman Parkes Research ha chiesto a manager di immaginare come si lavorerà in futuro. […]

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Secondo otto dipendenti su dieci entro il 2036 gli uffici e le aziende di tutta Europa avranno subìto profonde trasformazioni come conseguenza di tecnologie e processi che oggi non esistono nemmeno

Una nuova ricerca commissionata da Ricoh Europe e condotta da Coleman Parkes Research ha chiesto a manager di immaginare come si lavorerà in futuro. Secondo il campione di indagine gli uffici del futuro saranno più interattivi, collaborativi e semplificati rispetto a quelli di oggi grazie a tecnologie e processi che renderanno possibili modalità di lavoro innovative.

I risultati della ricerca mettono in evidenza la necessità manifestata dal campione di indagine di utilizzare – in tempi relativamente brevi – nuove tecnologie che migliorino l’interazione con i colleghi e semplifichino la gestione delle informazioni. I dipendenti di aziende dei Servizi Finanziari, del Settore dell’Istruzione e della Pubblica Amministrazione mostrano una forte lungimiranza quando si tratta di considerare le innovazioni che si pensa verranno introdotte nei prossimi 10-22 anni. Oltre la metà dei rispondenti si aspetta che nel corso del prossimo decennio negli uffici saranno disponibili le seguenti innovazioni:

• Strumenti interattivi touch (69%)
• Sistemi di riconoscimento vocale utilizzate per svolgere le proprie attività (60%)
• Occhiali per la realtà aumentata (56%)

Inoltre, il campione d’indagine crede che entro i prossimi 20 anni sarà in grado di farsi sostituire da assistenti virtuali e ologrammi nelle riunioni aziendali. Le innovazioni che secondo i rispondenti potrebbero diventare realtà includono droni, comunicazioni Bluetooth cervello-cervello e trasmettitori sensoriali (piccoli dispositivi adattati all’orecchio che consentono di trasmettere dati audio e video direttamente al cervello sotto forma di segnali elettronici).

Ai partecipanti all’indagine è stato poi chiesto di identificare i principali benefici di un posto di lavoro tecnologicamente evoluto. Il campione attribuisce uguale importanza ai seguenti aspetti: ottimizzazione dei processi di business, migliore accesso alle informazioni e possibilità di eseguire il proprio lavoro più rapidamente. Questo sta a significare che le caratteristiche che rendono produttivo un posto di lavoro oggi – processi digitalizzati, capacità di visualizzare e utilizzare i dati quando necessario e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti guidati dalla tecnologia – rimarranno fondamentali anche in futuro.

Nonostante l’entusiasmo diffuso e il valore attribuito agli ambienti di lavoro tecnologicamente avanzati, meno di un terzo dei dipendenti (29%) afferma che la propria azienda desidera realmente creare nuovi modi di lavorare e implementare tecnologie che rendano il futuro una realtà. Oltre a perdere l’opportunità di migliorare la produttività e aumentare il vantaggio competitivo, le aziende che non si adoperano fin da subito per rendere l’ambiente di lavoro digitale e innovativo mettono a repentaglio la propria capacità di sopravvivenza e corrono il rischio che dipendenti fondamentali passino alla concorrenza. La ricerca mostra inoltre che le imprese prima di cogliere le opportunità delle innovazioni all’orizzonte dovrebbero cercare di trarre vantaggio dalle tecnologie e dai processi disponibili oggi.

• Piattaforme per la collaborazione interna (primo posto), soluzioni web-based per organizzare meeting (secondo posto) e follow-me printing (terzo posto) sono i sistemi che i dipendenti delle aziende vorrebbero avere a disposizione per migliorare il proprio lavoro oggi
• Per i dipendenti di oggi le informazioni archiviate digitalmente rimangono il più grande asset reso possibile dalla tecnologia, oltre alle e-mail e a Internet
• Il 62% del campione d’indagine ritiene le informazioni digitali fondamentali, ma un sesto non ha possibilità di accedervi

[blockquote style=”4″]David Mills, Chief Executive Officer di Ricoh Europe, commenta: “I prossimi due decenni porteranno innovazioni che non solo aumenteranno la produttività e il vantaggio competitivo, ma motiveranno i dipendenti a pensare: “cosa succederà?” e “come queste innovazioni potranno aiutarmi a essere più efficiente?”. Tutto ciò mette in evidenza la necessità per le organizzazioni di rivedere e adattare fin da subito le proprie modalità operative creando un terreno più fertile per trarre vantaggio dalle innovazioni digitali del futuro. Per alcune aziende questo comporta un cambiamento culturale. Tutte le aziende che riusciranno a trarre vantaggio dall’innovazione miglioreranno il business nei prossimi 20 anni e oltre. Forse a metà di questo secolo saranno le nostre rappresentazioni virtuali a gestire sistemi e processi, mentre noi lavoreremo per aumentare la produttività, migliorare i servizi ai clienti e la profittabilità del business in modi che ancora non possiamo immaginare”. [/blockquote]

Infografica

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Ologrammi giganti per il vostro salotto https://www.datamanager.it/news/ologrammi-giganti-il-vostro-salotto-49162.html Fri, 26 Jul 2013 09:25:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/ologrammi-giganti-per-il-vostro-salotto/ Un assistente dal concessionario ci spiega pregi e difetti delle auto esposte. Solo che è un ologramma blu

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Un assistente dal concessionario ci spiega pregi e difetti delle auto esposte. Solo che è un ologramma blu

Finora di ologrammi, quelli veri, ne avevamo visti solo al cinema in film come Star Wars o Star Trek. Ma ora, gli ologrammi a grandezza naturale potrebbero diventare presto realtà. La Provision 3D Media di Los Angeles sta cercando di raccogliere su Kickstarter 950 mila dollari per rendere la sua tecnologia a portata di mano. Si tratta di realizzare appunto una serie di ologrammi alti come un normale essere umano, che possano fornire risposte a situazioni reali.

Un essere umano senza corpo

In questo momento l’azienda sta sviluppando il suo display “HoloVision” che verrà prodotto in diverse fasce di grandezza dai 3 pollici ai 52 pollici. In quanto scalabile, la tecnologia permetterà di riprodurre ologrammi in divese forme, anche umane. Il CEO della Provision 3D Media Curt Thornton ha riferito al sito Mashable di essersi rivolto alla comunità di Kickstarter per avere da loro non solo il budget necessario, ma anche suggerimenti e miglioramenti nello sviluppo.

Nuova fonte di luce

Thornton ha detto che la tecnologia ad olovisione sarà diversa  dalle altre perché la sua azienda vorrebbe reinventare la fonte di luce che produce l’immagine. Invece di utilizzare la tecnologia laser, la società svilupperà una “nuova fonte di luce proprietaria” in modo da fornire la “potenza” necessaria per produrre qualcosa delle dimensioni di un essere umano. Una volta realizzato il prototipo, la Provision 3D Media lo porterà in strada per calarlo sin da subito nella realtà quotidiana.

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Una maschera ti trasforma in Iron Man https://www.datamanager.it/news/una-maschera-ti-trasforma-iron-man-46534.html Mon, 06 May 2013 08:39:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/una-maschera-ti-trasforma-in-iron-man/ I fan dell'uomo mascherato più tecnologico che ci sia possono cominciare a sognare: super udito e vista in arrivo per tutti

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I fan dell’uomo mascherato più tecnologico che ci sia possono cominciare a sognare: super udito e vista in arrivo per tutti

Un gruppo di studenti del Royal College of Art di Londra hanno creato due maschere che possono implementare le normali capacità sensoriali dell’uomo. Il primo prototipo copre interamente le orecchie, la bocca e il naso di chi lo indossa, dandogli la possibilità di ascolate un suono isolato in un ambiente molto rumoroso. Ad esempio sarà possibile localizzare il parlato di una singola persona in una folla e sentire chiaramente quello che dice.

Superpoteri a portata di mano

Il secondo progetto è più interessante e si indossa come fossero grandi occhialoni. Una fotocamera cattura la vita che ci passa di fronte e invia le immagini ad un computer che può applicare una serie di effetti e re-inviare le immagini in tempo reale all’utilizzatore. Ad esempio si può utilizzare per schermare quello che ci passa davanti agli occhi con determinati filtri espositivi. Il team del progetto Eidos vedono molte possibili applicazioni di questa tecnologia. Una potrebbe essere a livello sportivo, per analizzare schemi di gioco su un campo da calcio, oppure in ambito musicale il poter seguire un assolo di chitarra elettrica o di violino nel bel mezzo di un concerto sinfonico.

 

Google Glass avanzati?

Con l’arrivo “commerciale” dei Google Glass ci si chiede se le possibilità ultrasensoriali possano davvero essere un business per il futuro. Che cosa succederebbe se si potesse regolare la qualità delle immagini e del suono attorno a noi aggiustandolo con strumenti esterni? Quali abilità sovraumane vi piacerebbe sviluppare?

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Direttamente dalla fantascienza arrivano gli ologrammi 3D portatili https://www.datamanager.it/news/direttamente-dalla-fantascienza-arrivano-gli-ologrammi-3d-portatili-45365.html Thu, 21 Mar 2013 15:53:35 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/direttamente-dalla-fantascienza-arrivano-gli-ologrammi-3d-portatili/ HP, modificando uno schermo LCD, ha creato un sistema in grado di mostrare immagini in tre dimensioni visibili da 200 punti di vista diversi. Secondo i ricercatori questa tecnologia potrà essere portata su device mobili nel giro di pochi anni

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HP, modificando uno schermo LCD, ha creato un sistema in grado di mostrare immagini in tre dimensioni visibili da 200 punti di vista diversi. Secondo i ricercatori questa tecnologia potrà essere portata su device mobili nel giro di pochi anni

Gli schermi pieghevoli? Sono già una cosa del passato. Display totalmente trasparenti? Non scherziamo, sono già antichi. HP sta sviluppando una tecnologia che arriva direttamente dalla fantascienza: ologrammi 3D portatili. L’azienda americana è convinta di poter portare display autostereoscopici su smartphone, tablet e smart watch, come quelli di Apple e Samsung, nel giro di pochi anni.

Pixel direzionali

I ricercatori di HP hanno modificato un normale schermo LCD usando una trama nanometrica per creare dei pixel direzionali, ognuno dei quali riflette la luce in maniera differente. Ogni punto è inoltre composto da 3 colori, rosso, blu e verde, che reindizzano ulteriormente i fasci luminosi fino a creare un’immagine tridimensionale molto simile a quella vista in film come Guerre Stellari o la più recente saga di Iron Man. Le possibilità di questa tecnologia sono enormi. Basta pensare a come rivoluzionerà il modo di interagire con le persone, per non parlare di videogiochi e applicazioni.

Video e immagini 3D visibili da 200 punti vista

David Fattal, a capo del progetto, è riuscito a creare immagini tridimensionali visibili da 200 punti vista. Anche i video sono supportati da questo sistema ma si perde in qualità. Il problema è legato al possibilità di combinare sistema di retroilluminazione e pixel direzionali, ma secondo i tecnici di HP la cosa è facilmente risolvibile a livello di produzione in serie. Gli ologrammi inoltre possono rappresentare in 3D solo immagini già realizzate in tre dimensioni e non ad esempio una comune fotografia, in quanto in essa non sono mostrate tutte le angolazioni del soggetto.

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